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Il centro di gravità delle aziende è costituito dalle persone, ve lo hanno ripetuto sino alla noia. Il vantaggio competitivo è basato sulle competenze, la fiducia, il committment. Il momento della vita di un'organizzazione in cui la realizzazione pratica di questo principio è testata con più durezza è quello del cambiamento. Che sia una riorganizzazione, un contratto in scadenza, un downisizing, è allora che i bei principi devono scontrarsi con la dura realtà. E non sempre vincono… E qui comincia la nostra storia, o meglio la storia della nostra lettrice. La giovane promessa del giornalismo italiano lavorava e lavora a Roma. Or non è molto, la giovane Gerlanda detta Landa (il nome è di fantasia) ha ricevuto l'offerta della sua vita da parte di un giornale di Milano. Non vi diremo quale, ma i candidati non sono poi molti. L'offerta è di quelle che, come direbbe Marlon Brando in dialetto siculo-americano, non si possono rifiutare: contratto a tempo indeterminato (mentre l'attuale contratto romano è in scadenza) e di un livello più alto. Più soldi e un ruolo più interessante, che si vuole di più? Certo si tratta di trasferirsi giù al nord… I vertici aziendali vengono informati dalla scrupolosa Landa della notizia. La loro reazione è quella tipica di chi non vuole privarsi di una risorsa strategica: si rilancia. Viene invitata dal vicedirettore (e chi l'aveva mai visto?) che le offre lo stesso tipo di contratto. Il corteggiamento è serrato: telefonate a casa e financo durante un viaggio all'estero, progetti, lusinghe. Ma non puoi andartene…resta, faremo grandi cose…La sventurata rispose: “Occhei” (Manzoni è morto da un po', ahinoi, la lingua si è corrotta e non ci sono più le monache di una volta). La firma del nuovo contratto? Ma figurati, questi dettagli, tra di noi…ma non ti preoccupare, la settimana prossima facciamo tutto… E la settimana prossima giunge. Landa ha rifiutato l'offerta dei milanesi, e torna fiduciosa in ufficio. Forse è stata imprudente a non firmare immediatamente il contratto, ma si fida: dopotutto lavora lì da anni, e sembrano tutti davvero troppo contenti di averla ancora con loro. Sembra. Ma Landa e, parrebbe, il vicedirettore, trovano due sorprese. La prima: tutti i rinnovi contrattuali sono sospesi. La seconda: è sospeso, anzi eliminato, anche il posto di lavoro di Landa…non esiste più neanche il suo ufficio! L'azienda ha deciso di esternalizzare i compiti svolti dall'ufficio di Landa, per risparmiare. Ma allora perché vogliono trattenere Landa? Il motivo è che non hanno potuto esternalizzare tutto, restano compiti marginali che qualcuno deve coprire. Così Landa si vede proporre un rinnovo a tempo indeterminato sì, ma a metà stipendio e con un ruolo meramente esecutivo. Ora, è credibile che il vicedirettore non sapesse della riorganizzazione, mentre proponeva mirabili sentieri di carriera a Landa? O che non sapesse del blocco dei contratti? Forse all'azienda faceva comodo far coprire l'umile, ineliminabile posizione ad una persona già formata, piuttosto che assumere part-time un nuovo dipendente. E Landa, desolata (se non mi licenziano stavolta sono salvo per sempre), è stata costretta ad accettare: un brutto lavoro mal pagato è meglio di nessun lavoro. Già, perché nel frattempo a Milano hanno trovato qualcun altro… In questa storia si intrecciano due vicende: quella di una dipendente, che di fronte ad un'offerta dall'esterno chiede un “rilancio” ai suoi datori di lavoro (pratica magari non elegantissima ma comunemente praticata: dopotutto se qualcuno ti offre certe cifre, ti viene in mente di meritarle). E quella di un'azienda che deve gestire una ristrutturazione (sia pur di portata minima) e deve decidere con che stile gestirla. La domanda è: può un'azienda impostare su queste basi il rapporto con i suoi dipendenti?
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è più ammirevole della talpa che vive in una galleria oscura . La disperazione indebolisce la vista e chiude il nostro orecchio. Non vediamo altro che gli spettri del fato, e udiamo solo il battito del nostro cuore inquieto.. Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l'eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde.
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La musica: Sono un musicista di professione, compositore, arrangiatore, programmatore, synthesista (sound designer)!Adoro molto l'arte, l'antiquariato e la tecnologia! Sono infatti un collezionista di strumenti musicali d'epoca! Adoro i synthetizzatori! La musica Ambient, Cosmik music, New Age, Musica Elettronica! Amo l'elettronica e l'informatica! Realizzo sempre professionalmente siti web animati (JAVA e flash) o statici! Sono (web designer e web master), Grafica... etc... etc... Le belle donne ma sopratutto la bellezza interiore! Intelligenti, romantiche, dolci, serie, speciali! Le persone sincere e leali! Amare con l'anima! Fare l'amore vero (sentimenti+fisico), NON il semplice sesso!SenzaAMOREilTUTTO non HAsensoEDèSQUALLIDO! Faccio parte dell'ordine dei teutonici! Mi affascina l'esoterismo, la cartomanzia e l'occulto! La vita, i sentimenti veri, i bambini! Le persone false, quelle senza scrupoli! I tradimenti, le persone vuote senza nessun ideale! Chi non ti ascolta specialmente se hai ragione! I maltrattamenti agli animali! Gli insetti! Alla fine ne resterà soltanto uno!!! ____________________________________________________________________________________ Produzioni musicali e realizzazioni SITI WEB Messaggio promozionale NOTA BENE: Chi fosse interessato il mio studios realizza musica, MUSICA ELETTRONICA, jingles, colonne sonore, arrangiamenti, creazioni di sonorità per film , cd rom, etc... etc... Inoltre si realizzano siti internet di vari tipi (statici o animati), java, flash 6) quindi potete lasciarmi un messaggio nella mia casella! Un saluto ai ragazzi ed un dolce bacio alle ragazze! ciao a presto! Contattatemi!!!! Massima serietà!!! ciao ciao Dicono di me: Sogni nel cassetto: Piccola parentesi: Ricerco Appunti di TOPOGRAFIA, COSTRUZIONI, TECNOLOGIA DELLE COSTRUZIONI! _________________________ ________________________ DESCRIZIONE: Sono alto 1.89 cm, occhi azzurro-blu, capelli castani! Fisico: Normale. Dicono carino! Carattere sincero, romantico, dolce, estremamente passionale, creativo e geniale (sempre a quanto mi dicono!). Sono una persona celebrale e sensitiva a volte scomoda che va spesso contro corrente! Riesco a comprendere le persone e sono paziente! Per quanto riguarda i valori umani sono una persona che ancora si ostina a credere nei sentimenti veri e nell'amore allo stato puro, nonostante tante delusioni e fregature prese! Ho sempre dato tutto me stesso! Ecco altre INFO di me: Il mio colore preferito:- Il nero anche se non è un colore! aggiungo anche il blu... nerozzurri... alè alè... nerazzurri aleeeeeèèè ;)) Il dono più bello:- La felicità e l'amore allo stato puro! Trovare la donna della vita che ti possa dare tutto, anima, corpo e tanto amore...! Essere amati ed amare con sincerità e purezza. Poter invecchiare accanto alla propria donna! Il mio piatto preferito: - La PIZZA, non riesco a vivere senza!!! ;)) Adoro le seguenti varietà di pizza: La classica margherita, ma con doppia mozzarella, la napoli... ma poi ti fa venire un casino di sete... la nonna: pomodoro, mozzarella e uovo, Aggiungo un'altro piatto: La torta salata propriamente detta PIEVIGINO... E' formata da stracchino! E' troppo buona... ;) Una cosa che mi piacerebbe saper fare… - Mi piacerebbe saper odiare le persone che mi hanno fatto del male, ma forse a causa della mia bontà, non riesco! Mi piacerebbe saper parlare bene la lingua tedesca e russa... Ma basta studiare... ;P Vorrei poter cancellare il male e le cose negative... con un bel Delete... La sorpresa che mi piacerebbe ricevere? - Un piccolo regalo inaspettato! Non importa il valore, ma il pensiero... Un bacio passionale e dolce... oppure un bel Synth... ;) ALTRO: Ho voluto riprendere gli studi dopo 15 anni per arrivare alla laurea! ;) Meglio tardi che mai! Essere sempre me stesso! Un matrimonio pieno d'amore, un bimbo (Sarebbe meraviglioso diventare padre!). Avere un po' di felicità e tranquillità! A volte anche le piccole cose possono dare gioia! Raggingere il successo artisticamente!
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REALIZZARE PERCORSI DI SOSTEGNO PER LAVORATORI DISABILI (AGI) - Roma, 19 lug. - In occasione del Convegno su " La Collocabilita' nel Mondo del Lavoro dei Disabili", tenutosi di recente presso la sede della Provincia di Salerno, il presidente dell'ISPESL Antonio Moccaldi, e' intervenuto per definire gli impegni dell'ISPESL, in relazione all'indirizzo, la formazione ed il controllo dell'intero iter del collocamento del lavoratore disabile. "La legge 68/99 - ha detto il Presidente - rappresenta una svolta della precedente filosofia politica. Pur rimanendo l'obbligatorieta' dell'assunzione da parte di aziende pubbliche e private al di sopra di una certa dimensione, prevista dalla precedente 483/68, imposta il collocamento dotandolo di una serie di strumenti umani e tecnici e di un percorso formativo e di sostegno". In accordo con i piu' recenti orientamenti dell'OMS la nuova legge tiene conto, infatti, sia degli adattamenti possibili e compatibili del posto di lavoro e della mansione, sia della costante dinamicita' del progresso tecnologico. "La sfida di cui l'ISPESL intende farsi carico - ha affermato Moccaldi - e' costituita dal fecondo e nuovo rapporto che viene a crearsi tra Ergonomia e Design". (AGI) Gga/Cam 190928 LUG 05 Invia questo articolo PROGETTI ISPESL SU "VALUTAZIONE CONDIZIONI DI DISABILITA'" (AGI) - Roma, 19 lug. - "L'ISPESL - ha detto Moccaldi - ha finanziato e cofinanziato in collaborazione con Istituti nazionali ed Internazionali di riconosciuto valore scientifico, diversi progetti di ricerca per la valutazione e la gestione di condizioni di disabilita' ai fini dell'inserimento o reinserimento lavorativo". "Il progetto "Disability Management" - ha spiegato il Presidente ISPESL - si propone di produrre gli strumenti per garantire il piu' rapido e soddisfacente ritorno al lavoro dei lavoratori colpiti da disabilita' mediante interventi su aspetti organizzativi, funzioni, procedure, competenze professionali, strumenti e ambienti di lavoro presenti nella grande industria o nelle piccole e medie imprese". "Anche lo studio su "La prevenzione degli incidenti domestici e sul lavoro in una popolazione di individui affetti da Sclerosi Multipla(SM)" che utilizza scale di valutazione e test per le singole funzioni cognitive, ha come obiettivo l'identificazione dei livelli quantitativi e qualitativi della compressione neuromotoria e neurocognitiva nei pazienti affetti da sclerosi multipla". (AGI) Gga/Cam 190926 LUG 05
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Una pianta secolare sta morendo nel centro della città, strangolata dal cemento e dalle case. La denuncia di Legambiente Sos giardini, agonia annunciata di un cedro centenario L'Accorato appello viene da Legambiente. Dopo un sopralluogo in via Gela gli ambientalisti, su segnalazione di alcuni cittadini, hanno verificato che il cedro secolare sta morendo. « La pianta si trova in un giardino privato tra i numeri civici 6 e 8 afferma Stefano Marcora, respopnsabile di Legambiente. Già all'imbocco della via si nota l'affievolirsi della vita dell'albero per due strisce laterali d'aghi di pino sulla strada». (sopra da sinistra Stefano Marcora) Una delle cause del deperimento potrebbe essere imputabile alla scarsità d'acqua che l'albero centenario non riesce più a reperire dal terreno. Il girdino in cui si trova l'albero è come una piccola oasi in mezzo ad un deserto di cemento. A completare il quadro negativo la presenza di due cantieri per la costruzione di palazzine che, nella concessione edilizia, non prevedono un filo di spazio verde. «La città di Busto Arsizio- continua Marcora- nonostante le migliaia di metri quadri di aree dismesse e le centinaia di case abbandonate, affoga i propri quartieri in nuove costruzioni con anguste aree verdi che sacrificano il patrimonio arboreo e pregiudicano l'assorbimento dell'acqua da parte della falda freatica. Come Legambiente Busto Arsizio ci rendiamo conto che la casa è un diritto; la grande scommessa che coinvolge edilizia e verde è il saper coniugare queste due necessità». L'associazione ambientale, come in passato, si sarebbe resa disponibile per studiare, con il responsabile del Verde pubblico, l'allocazione razionale dei giardini di quartiere, la cui presenza è attualmente piuttosto scarsa.
CURRENT URL http://csa.scuole.bo.it/provaweb/circolari/docs/showdoc.php?mostra=050207AvvioCorsiLinguaInglese.html
INISTERO DELL’ISTRUZIONE DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER L’EMILIA ROMAGNA DIREZIONE GENERALE CENTRO SERVIZI AMMINISTRATIVI di BOLOGNA Prot. N. 764/B4 Bologna, 7 febbraio 2005 Formazione sulle competenze linguistico-comunicative in lingua inglese dei docenti della scuola primaria Vista la Direttiva Ministeriale n.47 /2004 concernente la formazione del personale della scuola per l’a.s.2004-05; Vista il Decreto Ministeriale n.22 del 17 novembre 2004 con cui si procedeva all’assegnazione finanziaria; Vista la nota ministeriale del 14 gennaio 2 con cui 2005 e le linee operative relative all’avvio di corsi di formazione di lingua inglese per la scuola primaria; Viste le disposizioni in merito contenute nella legge finanziaria per il 2005; Vista la comunicazione dell’Ufficio V dell’USR ER prot. N. 1915/C12 del 2 febbraio 2005 con cui si definiscono le azioni iniziali a carico di ciascun CSA SI COMUNICA L’USR ER attiverà, a partire dal prossimo mese di Marzo 2005, corsi di formazione finalizzati a far acquisire agli insegnanti “generalisti” di scuola primaria le competenze linguistico-comunicative necessarie per insegnare la lingua inglese nella classe a loro affidata. Il livello B1 (relativo al Quadro di riferimento europeo) è indicato come livello di competenze utile e necessario per poter impartire l’insegnamento della lingua inglese in tutte le classi della scuola primaria. Si forniscono precisazioni sui corsi che si attiveranno a livello regionale e sul percorso operativo. Destinatari: i corsi sono rivolti a docenti a tempo indeterminato di scuola primaria sprovvisti di titolo per l’insegnamento della lingua inglese. Possono accedere sia insegnanti senza nessuna competenza comunicativa ( principianti ) sia insegnanti con competenze iniziali e/o sotto-livelli diversificati rispetto al livello ottimale B1 Tipologie dei corsi : Possono darsi diverse tipologie di corsi: Corsi per principianti Sono corsi destinati a docenti senza nessuna competenza comunicativa nella Lingua inglese. Si ipotizza per il corrente anno scolastico un percorso della Durata di 100 ore al termine dei quale si conseguirà almeno il livello di Competenza Al, secondo la scala indicata dal Quadro di Riferimento Europeo (QRE) fornita in allegato. l Corsi intermedi ( da A 1 a A2 e da A2 a A2). L'accesso a questi corsi è previsto per i docenti con competenze iniziali di livelli/sotto-livelli diversificati rispetto al livello Bl. La durata dipende dal tempo necessario a colmare la distanza dalla competenza posseduta a quella di livello/sottolivello superiore (da Al a A2 e da A2 a A2 plus). Corsi avanzati (B 1) Si tratta di attività corsuali di durata più breve destinate a docenti già in possesso di A2plus le cui competenze debbono essere perfezionate fino a raggiungere il livello ritenuto utile per poter impartire l'insegnamento dell'inglese in tutte le classi (B1). Durata L’attività formativa prevede un percorso pluriennale, articolato come segue: dal livello zero al livello A1: 100 ore dal livello A1 al livello A2: 100 ore dal livello A2 al livello A2 plus : 100 ore dal livello A2 plus al livello B1: 80 ore Certificazione delle competenze All’atto della domanda di ammissione ai corsi si chiede ai docenti interessati di dichiarare il proprio livello di competenza in lingua inglese. La validazione dell’autodichiarazione verrà compiuta tramite test di ingresso, a cura di uno degli enti certificatori segnalati dal ministero, e individuati da questo ufficio Scolastico Regionale. Le prove di accertamento saranno realizzate, di norma, in ogni capoluogo provinciale, con la collaborazione dei CSA competenti. Domanda di ammissione La domanda di ammissione va presentata degli insegnanti interessati tramite compilazione dell’apposita scheda che qui si allega e indirizzata a i CSA di riferimento inderogabilmente entro il 19 febbraio 2005. Numero dei corsi attivabili e criteri di priorità Si prevede di poter attivare, in tutta la regione , 7 corsi di una quindicina di insegnanti ciascuno nella regione, con dislocazione provinciale o interprovinciale. Nel caso di un numero eccedente di domande, si darà priorità ai docenti delle istituzioni scolastiche sprovviste di risorse interne in organico atte all’insegnamento della lingua inglese e nelle quali si ricorre a docenti con incarico a tempo determinato o a docenti a contratto di prestazioni d’opera . L’individuazione dei docenti da ammettere ai corsi è demandata ai CSA competenti.
CURRENT URL http://europa.tiscali.it/societa/percorsi/200311/14/babovka.html
- 5 uova - 250gr di zucchero a velo - 250gr di farina per dolci (normale non auto lievitante) - 150ml di olio vegetale - 150ml di acqua calda - 2 cucchiaini di lievito - ½ cucchiaino di vaniglia (se desiderata per il gusto) - 1 cucchiaino di polvere di cacao - burro o grasso per ungere la teglia Per guarnire : - uvette o noccioline Per glassare: - ciccolato (se desiderato) Preparazione Separare i bianchi dai rossi d'uovo. Mettere gli albumi da una parte. Scaldare il forno a 175°C. Miscelare i rossi con lo zucchero. Aggiungere lentamente l'olio e quindi l'acqua calda. Incorporare la farina ed il lievito. Sbattere i bianchi d'uovo da soli in un'altra scodella fino a che si montino (consigliamo di usare un frullatore elettrico ad alta potenza) e aggiungerli all'impasto. Amalgamare il tutto con le mani. Aggiungere la vaniglia, se desiderata. Versare metà impasto in una teglia rotonda unta. Miscelare il cacao con il rimanente impasto e versare sopra il primo strato nella casseruola. Non mischiarli insieme. Infornare per 45 minuti. Controllare con uno stuzzicadenti infilandolo nella torta, se viene fuori asciutto significa che il dolce è pronto. Cospargere la torta con lo zucchero a velo. Variazioni: si possono aggiungere anche delle uvette o noccioline all'impasto originale oppure versare della cioccolata sulla superficie della torta finita.
CURRENT URL http://gruppi.camera.it/rifondazione/ATTIVITA/trasporti2/int6.htm
Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Per sapere - premesso che: da circa cinquanta anni la Tirrenia , Società pubblica di navigazione, per le operazioni di sbarco ed imbarco, si avvale nello scalo di Civitavecchia sia dei lavoratori della locale Compagnia che dell'impresa CPR, derivazione della stessa a seguito delle trasformazioni imposte dalla legge 84 del 1994; anche in ragione di tale ruolo, la Compagnia si è strutturata ed ha effettuato consistenti investimenti per meglio assolvere alle esigenze della suddetta Società, limitando anche i corrispettivi richiesti in momenti di particolare sofferenza per la Tirrenia stessa; inaspettatamente ed inspiegabilmente, la società Tirrenia ha deciso di cambiare partner , assegnando i servizi ad altra impresa ( la IPG-Gruppo Revello ); la società Tirrenia ha fortemente ridotto il costo del lavoro affidando il servizio alla IPG con un ribasso di oltre il 35 per cento, la quale, a sua volta, nell'offrirlo alla Compagnia, lo ha ulteriormente decurtato portandolo livelli di fame; tale operazione produrrà delle ripercussioni negative sulla cittadina laziale perché si vedrà ulteriormente impoverita avendo subito una perdita occupazionale ed economica, quantificabile in circa 1.400.000 euro rispetto all'attuale di 2.500.000; alla luce di quanto sopra, il comportamento della società pubblica di navigazione appare all'interrogante assai inspiegabile; stando così le cose, si paventa un abnorme ricorso alla manodopera precaria con possibili ripercussioni sulla qualità del servizio reso. Il tutto spinge l'interrogante a ritenere l'intero affare più un attacco politico verso la locale Compagnia che una valida operazione economica; le suddette perplessità sono rafforzate dal fatto che la società Tirrenia non si è comportata nello stesso modo con le Compagnie di altri porti dove, addirittura e probabilmente in riconoscimento della validità della loro collaborazione, ha chiuso contratti molto più soddisfacenti per le suddette Compagnie rispetto a quello praticato a Civitavecchia -: se ritiene: in considerazione del carattere pubblico della società Tirrenia, di sottoporre ad attenta valutazione economico/gestionale il fatto che la società in argomento abbia affidato i suoi servizi ad una impresa ( la IPG ) che già li presta ad un armatore privato tanto da far supporre all'interrogante l'attuazione di una oscura operazione mirante all'indebolimento della società pubblica per poi svenderla in vista della futura «privatizzazione»; sia il caso di intervenire sia per chiarire i pesanti dubbi di cui sopra sia al fine di ripristinare i corretti rapporti tra Tirrenia, Compagnia e CPR e riprendere le trattative interrotte ingiustificatamente.
CURRENT URL http://layura.blog.excite.it/archive/month/200504
..giornalista per caso Il blog della mia prima visitatrice, tutto da leggere! DiodoWeb Un blog pieno di emozioni Oltre la porta di vetro Malinconie a soqquadro unduetre... Il blog di Charlie Brown!!! L'albero delle parole il blog della mia mamma Alidada Rotta fissata: terza stella ad ovest di Cassiopea. Guardiano del Faro Un blog pieno di rilfessioni Giakomino Un blog pieno di poesia Quel che c'è di me nel sole e nell'ombra Ephrem... tutto da scoprire! Isola felice ormai siete > QUI Racconti di una quasi 17enne... Il blog della dolce Sizi Il BloGigi Tutto quello che mi passa per la testa... e per la penna! *Piccole cose da niente* Perle di parole di tanti amici La spiaggia dei sogni Mare, sogni, poesie... e tutta la dolcezza di MareLuna SorridoBlog Sorrido alla vita... Kairos ..l'attimo fuggente... Paesaggi d'anima "...gracile come stelo di papavero mi sostiene il momento..." (Pessoa) Il boh di Cicabu Riflessioni ed emozioni.. Percival un pittore di parole .::Frammenti::. Solo poche parole, pochi pensieri, qualche frammento della mia vita... __________Enchanted... Il blog di Ivana Sognando..... la notte e i suoi sogni... dove puoi essere ciò che vuoi Al di là delle parole... Se tutto ciò che hai vissuto può essere espresso in parole, non hai vissuto nulla... Osho Layù Contattami qui ICQ: 0 MSN: layura76@hotmail.com Yahoo: layura@gmail.com Sto leggendo Federica Bosco - Mi piaci da morire Ho visto Roberto Gatto Quintet in concert Sto ascoltando Tutto quel che passa la radio Vorrei tanto Spiegare la ali e volare! Frase ...Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde... (Alessandro Baricco - Castelli di Rabbia) "Forse siamo soltanto delle contraddizioni che vagano come ombre spinte dal vento della vita, o forse peccatori in cerca di espiazione e di amore vero" (Romano Battaglia - Il mare in discesa) RDF/RSS Feed Per diffondere i contenuti di questo Blog RDF RSS 0.91 29.04.2005 La febbre Mario Bettini, geometra di provincia, è un giovane ricco di idee, entusiasta della vita e pieno di voglia di viverla. Ha in cuore un sogno: aprire un locale con i propri amici. Dopotutto chi non ha mai sognato di aprirne uno? Per quel locale sarà disposto anche a vivere una porzione di vita provvisoria, accettando d'indossare panni diversi dai suoi. Tutto il suo entusiasmo, le sue idee, i suoi progetti saranno vissuti di colpo dal mondo che lo circonda come una malattia contagiosa da curare con urgenza. S'imbatterà così nella comica vita della burocrazia, fatta di bassi profili, trucchi, sotterfugi, mediocrià e umiliazioni. Solo l'amore, quello vero, e la poesia della vita saranno in grado di trasformare il sogno del suo locale in quello di un paese libero, dove si viene valutati per le proprie capacità, dove non penare per vedersi riconosciuti i propri diritti, dove seminare significa solo impegnarsi per ottenere un buon raccolto. Nell'interesse di tutti. Un paese finalmente capace di riconoscere e rifiutare il talento della mediocrità. Sembrerebbe impossibile, ma non lo è... Una divertente dichiarazione d'amore e rabbia per l'Italia. D'amore perchè è impossibile non amarla. Di rabbia perchè è un amore continuamente contrastato scritto da Layù alle ore 10:24 commenta leggi commenti (0) 28.04.2005 CONSIDERAZIONE SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO!!! scritto da Layù alle ore 17:53 commenta leggi commenti (0) 25.04.2005 Non voglio tornare No, proprio non mi va di tornare alla vita di tutti i giorni, allo stress, alle mille urgenze del lavoro, ai miei pensieri attorcigliati su sè stessi... Qui sto bene, mi sento in pace, protetta in un caldo abbraccio... qui è casa! scritto da Layù alle ore 18:03 commenta leggi commenti (0) 22.04.2005 Finalmente ci riabbracciamo! …dopo tanti mesi di vicinanza con il cuore e l'anima, finalmente sabato riabbraccerò la mia AMICA , potrò passare 4 giorni con lei, e restituire alla mia vita tutto quello che negli ultimi mesi le ho tolto, voglia di fare, di girare, di sorridere… ..e poi il mare.. e che mare!!! Sono sicura che stare lontano mi farà bene, mi aiuterà a vedere le cose dalla giusta prospettiva, il difficile sarà poi mettere in pratica il tutto, ma ci penserò al ritorno, ora non vedo l'ora di arrivare!!! scritto da Layù alle ore 17:45 commenta leggi commenti (0) 21.04.2005 Ricordi scritto da Layù alle ore 17:28 commenta leggi commenti (0) 20.04.2005 Benedetto XVI «Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola nel compito che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere» scritto da Layù alle ore 15:15 commenta leggi commenti (0) 19.04.2005 Gertrudis Mendez Insonnia È la mezzanotte di un odore di giglio e di penombra. Il silenzio è la parola viva, l'uomo solo. C'è un dolore acceso di andature, di ricordi, di pavimenti grigi, di gorgheggi stregati e semafori fatui e di acacie agili, femminee. Aprile sta innalzando il ritmo della mia casa che dorme, dorme… L'insonnia, è l'amore tremandomi nel corpo. scritto da Layù alle ore 10:13 commenta leggi commenti (0) 15.04.2005 La frase del weekend Nonostante tutto quello che era successo avevo ancora un infinito potenziale non sfruttato di sofferenza (Chuck Palahniuk - Invisible Monsters) scritto da Layù alle ore 18:50 commenta leggi commenti (0) 14.04.2005 La solitudine Non so chi sono ! Non so cosa fare ! Non lo so ! Ci penso e ci ripenso Vorrei chiedere aiuto Ma non so a chi Ma non so perché Forse sto solo pagando il caro prezzo della solitudine. (A. Gagliardi) scritto da Layù alle ore 09:32 commenta leggi commenti (0) 12.04.2005 Bella domanda... “Sono una che ha bisogno che si prendano cura di lei, ho bisogno che mi amino, che mi disgustino, o che mi stressino o che mi facciano ridere, ma anche che mi lascino in pace. Di cosa ho più bisogno, che ci si prenda cura di me o di essere lasciata in pace?" (Justine Lèvy - Niente di grave) Bella domanda... quante volte me la sono fatta anche io... di cosa ho bisogno veramente??? Chi sa darmi la risposta? scritto da Layù alle ore 17:59 commenta leggi commenti (0) 11.04.2005 Solitudine scritto da Layù alle ore 17:40 commenta leggi commenti (0) 07.04.2005 Che farò C'è un vento fortissimo e noi rinchiusi in macchina a parlare Lontani dal mondo siamo in cerca di un segnale Che fare il buio ti spaventa e vuoi fuggire lontana e un po' ti senti strana E I sogni son desideri e milioni di pensieri Nei ritagli di tempo aspettando il tuo momento E c'è una vita migliore da qualche parte amore E tu mi hai detto: partiamo! Ma non sai in quale direzione Che farò da domani adesso non lo so Sto progettando anche di odiarti un poco perché no E nel futuro cosa c'è? Io non lo so e nemmeno te E i pomeriggi d'inverno e di norma tu fai tardi E sottovoce mi dici: ho paura a innamorarmi E ti confesso lo giuro io non te l'ho mai detto Ma da allora per primo mi nacque quel sospetto che Tu avessi già un altro chissà da quanto tempo E arriva un punto improvviso che non ci sto più dentro E quando gli occhi allagati diventano un sorriso Guardo il cielo stupito e capisco che non ho capito Che farò da domani adesso non lo so Sto progettando anche di odiarti un poco perché no E nel futuro cosa c'è? Io non lo so e nemmeno te È grande la scossa che mi divide dentro Quando dici che adesso la nostra storia ha un senso Ed io ci credo davvero, e pensando al mio passato Vivo in fondo ogni giorno come se fosse l'ultimo che Mi hai regalato combatto la paura a denti stretti E sorrido per ogni risultato che raggiungo E se piango rimango anche una notte intera sveglio Pensando domani sarà sempre meglio! Che farò da domani adesso non lo so Sto progettando anche di odiarti un poco perché no E nel futuro cosa c'è? Io non lo so e nemmeno te Che farò da domani adesso non lo so Sto diventando anche cattivo, adesso perché no E nel futuro cosa c'è? Io non lo so e nemmeno te. - LA DIFFERENZA - scritto da Layù alle ore 16:15 commenta leggi commenti (0) 06.04.2005 11 ore e mezza di fila.... ...tanta è stata la mia attesa per poter rendere il meritato omaggio al Santo Padre... Praticamente sono uscita ieri sera alle 20.20 dall'ufficio, mi sono diretta in zona Prati, parcheggiato la macchina, mangiato un pezzo di pizza volante, camminato fino all'inizio del serpentone umano e... camminato a rilento nel fiume di persone che come me hanno sfidato fatica, tempo, fame, sete, freddo e umido, per poter donare una preghiera, seppur veloce, ad un Papa che resterà sempre nei nostri cuori. Tante comitive giunte da i più disparati luoghi, molti stranieri, tanti giovani, canti, preghiere e sorrisi, come sarebbe piaciuto a Lui... Ho iniziato la fila alle 21.45, e sono riuscita ad entrare in basilica alle 08.15... e subito dopo di corsa alla macchina, casa, doccia, colazione, traffico e lavoro... il tutto senza un minuto di sonno... stasera credo crollerò presto, almeno spero scritto da Layù alle ore 17:52 commenta leggi commenti (0) 01.04.2005 Preghiamo O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. O Spirito Paraclito, uno col Padre e il Figlio, discendi a noi benigno nell'intimo dei cuori. Voce e mente si accordino nel ritmo della lode, il tuo fuoco ci unisca in un'anima sola. O luce di sapienza rivelaci il mistero del Dio trino e unico, fonte di eterno Amore. Amen Cristo è risorto dai morti, vive la vita immortale, alleluia.
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Quale acquariofilo, entrando in un negozio d'acquari, non si è mai imbattuto in vasche contenenti questi simpatici e vivaci ciclidi dai colori sgargianti? Il Microgeophagus ramirezi, più comunemente conosciuto con il nome di Apistogramma ramirezi o Papiliochromis ramirezi, è divenuto, in questi ultimi anni, il ciclide nano più diffuso nelle nostre case. Ma quali sono i motivi che lo rendono un ospite così popolare tra i nostri acquari? Innanzitutto la facilità con cui è possibile reperirlo: quasi tutti i negozi specializzati sono forniti di un bel gruppetto di giovani Microgeophagus pronti ad abbandonare la vasca di comunità per seguire la prima persona che si innamori di loro. Inoltre, avendo un prezzo accessibile a tutti, nessuno si sottrae all'irrefrenabile voglia di tenerne almeno una coppia per allevarla ed ammirarne i bellissimi giochi amorosi e la difesa del territorio, nonché la cura della prole durante il periodo riproduttivo Le foto presenti in questo articolo sono state fornite da NIOMIX questi bellissimi scatti ritraggono una coppia di Microgeophagus ramirezi in fase di riproduzione e nella successiva cura delle uova Questo simpatico pesce, ribattezzato con diversi nomi durante il corso degli anni, è originario dei corsi d'acqua nel sistema fluviale dell'Orinoco centrale, in Venezuela e Colombia. In passato, oltre al lungo dibattito sulla giusta o non giusta assegnazione del suo attuale nome alla specie (dibattito che ancora oggi continua imperterrito), vi era l'errata convinzione che questi pesci provenissero dai corsi d'acqua delle foreste tropicali; nel 1982, dei membri della FITOBE di Berlino, durante un viaggio in Colombia, analizzarono alcuni biotopi del Microgeophagus ramirezi abbattendo questa credenza e fornendo una dettagliata analisi del posto in cui furono rinvenuti. Essi proliferavano tra un'oasi e l'altra, in basse lagune che si intervallavano al terreno stepposo e secco della savana. In ognuna di queste oasi, tra le piante emerse che si gettavano nella superficie dell'acqua creando uno scudo protettivo dagli eventuali predatori, questi piccoli ciclidi sostavano quasi immobili, attenti al minimo movimento nello spazio circostante. Non vi erano piante acquatiche sul fondo, e neanche ciottoli o grandi sassi. Si può tuttavia immaginare come, con l'allevamento in cattività, il Microgeophagus ramirezi si sia ben adattato a quelle che sono le nostre necessità estetiche in acquario e come si trovi, dunque, a suo agio, anche in vasche stracolme di vegetazione che imitano la straordinaria bellezza delle classiche vasche “olandesi”. Nei nostri acquari, i “Ram” devono crescere in un'acqua necessariamente ben filtrata da un buon impianto e a bassissima carica batterica, visto che si tratta di pesci molto sensibili e che si ammalano spesso a causa di un'elevata attività microbica nell'acqua. Il Ph dovrebbe aggirarsi attorno a 7,5 e la temperatura non dovrebbe eccedere nell'intervallo tra 27 /30°. Tali valori sono assai relativi in quanto ogni pesce che troviamo in commercio è nato ed è cresciuto con un determinato biotopo che cambia da allevatore ad allevatore, quindi si è adattato all'ambiente nel quale ha vissuto sino al momento del trasferimento in negozio. Per quanto riguarda l'alimentazione, i Microgeophagus possono vivere con la sola somministrazione di cibo secco in scaglie o in granuli, ma sarebbe opportuno riservargli, almeno due volte a settimana, un buon pasto a base di cibo surgelato, meglio ancora se vivo. Per poter ammirare al meglio lo splendore della sua livrea (caratterizzata per lo più da un rosso acceso con macchie scure laterali) e ottenere una crescita sana per garantire esemplari forti e belli, è sempre meglio variare il più possibile la loro dieta. femmina pronta alla deposizione dettaglio del dimorfismo sessuale durante la deposizione e la fecondazione, a destra la femmina Il dimorfismo sessuale di questa specie è assai evidente: maschi e femmine presentano rispettivamente elementi che li distinguono in maniera inequivocabile, per questo, al momento del loro acquisto, non si può far a meno di comprare una coppia. I maschi presentano il secondo raggio della pinna dorsale allungato e le estremità delle pinne ventrali appuntite. Le femmine hanno il ventre di un colore rosato, mentre nei compagni non si nota alcuna differenza tra la parte superiore e quella inferiore del corpo. Altro segno tangibile è legato alla grandezza: negli esemplari adulti è evidente come il maschio si sviluppi in lunghezza molto più della femmina, anche se la grandezza degli esemplari può variare non solo al sesso ma anche a causa di altri fattori quali l'età o l'alimentazione. E' necessario predisporre, per un gruppo di 2 maschi con 4 femmine, un acquario di circa 100 litri netti dedicato interamente a loro se si vuole ottenere ben presto due coppie affiatate che si dividono il territorio scacciando le rimanenti 2 coinquiline che hanno lo scopo di rafforzare i rapporti intraspecifici tra i partner. Nonostante si tratti di animali relativamente molto piccoli (dai 5 ai 7 cm per i maschi, dai 3 ai 6 cm per le femmine), hanno bisogno di molto spazio visto che mostrano una spiccata territorialità e che difendono il territorio scelto per la riproduzione con molta tenacia. Per tale ragione, onde evitare scontri violenti che causerebbero a lungo andare il fallimento della riproduzione in una delle sue fasi, è bene mantenere un giusto rapporto tra numero di abitanti e capacità dell'acquario. E' assolutamente sconsigliata la presenza, nella stessa vasca, di pesci predatori di uova come i Corydoras che durante la notte vanno alla ricerca di cibo sifonando continuamente tutto il fondo ed inghiottendo tutto quello che trovano di commestibile comprese le uova dei “Ram”. Una volta definiti i confini dei territori e instauratosi una sorta di equilibrio gerarchico tra gli abitanti, vedremo i maschi tentare di sedurre le femmine con movimenti scattosi del corpo e delle branchie. In questo momento possiamo ammirare al massimo l'estrema bellezza della colorazione naturale di questi pesci che sfoggiano il loro abito migliore, nella speranza di conquistare la femmina prescelta. Se lei ricambia “le fusa” del compagno il gioco è fatto. La coppia si è formata e da questo momento entrambi i partner difenderanno un territorio scelto accuratamente per la deposizione. Se nella vasca, come abbiamo detto precedentemente, sono presenti altri Microgeophagus ramirezi, le tensioni dei due riproduttori andranno a sfociare contro attacchi a chiunque varchi la soglia del loro territorio, altrimenti, se i riproduttori sono soli, è facile che la tensione sfoci spesso in litigi tra i due. Man mano che ci si avvicina al momento della deposizione la femmina ingrossa gradatamente mostrando sempre più la colorazione rosa sul ventre, e si assiste sempre più spesso alle parate minacciatorie contro eventuali intrusi. Dopo poco potremo assistere alla scelta della superficie sulla quale i due Microgeophagus ramirezi deporranno le uova: solitamente si tratta di rocce come ad esempio la famosa roccia arcobaleno molto amata da questi piccoli amici pinnuti, ma, in mancanza di sassi o foglie idonee, la coppia scava con la bocca e le pinne una piccola buca sul fondo dove verrà collocata la nidiata in seguito ad una premurosa pulizia del substrato scelto, onde evitare l'insediamento di batteri o funghi che farebbero marcire le uova. I valori dell'acqua ideali per la fase riproduttiva sono: Ph 7, Kh inferiore a 5, Gh inferiore a 10 e nitriti assenti. E' consigliabile inoltre l'aggiunta di torba al filtro biologico ed una pulizia della vasca molto scrupolosa in quanto le uova dei Ram sono molto sensibili ai batteri. il maschio feconda le uova La deposizione, solitamente, avviene nel tardo pomeriggio e dura circa una ventina di minuti. Durante tutto questo tempo, la femmina striscia la sua papilla genitale contro la superficie prescelta deponendo le uova in file parallele, seguita dal maschio che ripercorre la fila di uova strisciandoci sopra anche lui, e fecondandole attraverso la sua papilla genitale. Il numero delle uova deposte in ogni covata varia da un numero di 60 a 200 circa, a seconda della stazza e delle condizioni di salute della femmina. Spesso capita che le uova non si schiudano o che scompaiano prima di arrivare alle 24 ore di vita. Questo fatto può essere dovuto alla difficoltà nel trovare due esemplari che vadano perfettamente d'accordo, alla probabile sterilità di uno o di entrambi i riproduttori, alle cure ormonali cui vengono sottoposti la maggior parte di questi pesci o al cattivo allevamento in batteria della specie che è costretta a non mettere in pratica le cure parentali per ottener maggiori risultati numerici viste le innumerevoli richieste da parte del mercato. Inoltre, nel tentatativo di creare esemplari sempre più belli e con nuovi colori, gli allevatori hanno fatto riprodurre individui appartenenti alla stessa famiglia per diverso tempo e questi rapporti consanguinei hanno portato, a lungo andare, alla creazione di ibridi di DNA ormai danneggiati da un punto di vista cromosomico e gli effetti si ripercuotono sulla salute di questi ultimi. Se, però, si ha la fortuna di trovare due riproduttori sani e ben affiatati, il pericolo del cannibalismo è ridotto dell'80% e quello della mancata fecondazione del 90%. A circa 24-48 ore dalla deposizione avviene la schiusa delle uova e i genitori sposteranno i nascituri su un altro substrato, preventivamente pulito e preparato, al quale aderiranno grazie ad un filamento appiccicoso che possiedono sulla testa durante le prime ore di vita. Qui la coppia continuerà le sue cure parentali, ossigenando con il movimento delle pinne la nidiata e ripescando con la bocca i piccoli che con dei balzi si sono staccati dal gruppo o si sono allontanati troppo, e “sputandoli” nella mischia. Dopo circa 5 giorni si alza la nube di avannotti e a questo punto è bene allontanare i piccoli in un'altra vasca appositamente preparata per loro con gli stessi valori di quella dove hanno vissuto i primi giorni di vita. A questo punto i giovani “Ram” sono pronti ad affrontare la vita da soli. Il cibo va somministrato loro, per la prima volta, dopo 12-24 ore dall'inizio del nuoto, ovvero quando la riserva di sacco vitellino è stata smaltita del tutto. Per iniziare, gli avannotti, in quanto molto piccoli, dovranno essere nutriti per i primi due giorni con mangimi molto fini come ad esempio infusori o mangimi liquidi. Dal terzo giorno in poi si potrà cominciare a somministrare loro naupli d'Artemia appena schiusi. A circa un mese dalla nascita si può iniziare ad integrare la loro alimentazione con dei mangimi secchi finemente tritati senza interrompere comunque l'alimentazione a base di artemie. la coppia a guardia delle uova Se si decide di lasciare l'intera nidiata affidata alla sorte delle cure parentali dei genitori sino a quando gli avannotti inizieranno ad essere scacciati dal territorio in cui sono cresciuti, il risultato numerico sarà certamente minimo, ma potremo gustarci al massimo il corso della natura. Bisogna però osservare qualche accortezza in più: se i piccoli crescono insieme ai genitori occorre predisporre l'acquario di un neon lunare oppure una lampadina che durante la notte offra quella penombra necessaria ai riproduttori per riconoscersi tra loro e tenere sottocchio i piccoli. Inoltre, durante il momento di somministrazione del cibo ai piccoli, bisogna accertarsi che tutti mangino visto che i genitori faranno di tutto per non permettere l'avvicinarsi di tubi, siringhe o quant'altro necessario per nutrire gli avannotti.
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TURCHIA : IN CONTINUA CRESCITA L' INTERSCAMBIO COMMERCIALE CON L' ITALIA Nei primi nove mesi del 2004 la dinamica per il commercio estero turco si è ulteriormente rafforzata, per un interscambio totale tra la Turchia e il resto del mondo pari a 114.9 miliardi di dollari USA. In particolare si è avuto un aumento delle importazioni del 42,43 % ed un aumento delle esportazioni del 32,28 %. Tutti i partner principali della Turchia hanno goduto di tale aumento generalizzato, Italia compresa. Le nostre esportazioni sono state pari a 4.9 miliardi di dollari (+29,36 %), mentre le nostre importazioni sono state pari a 3.2 miliardi di dollari (+39,07 %) per un interscambio totali pari a 8.1 miliardi di dollari. Il 2004 dovrebbe essere un anno record nell' interscambio tra i due paesi, che potrebbe raggiungere gli 11 miliardi di dollari USA. L' Italia si conferma quindi secondo partner commerciale della Turchia, preceduta solo dalla Germania. Relativamente agli altri partner europei, si registra il notevole incremento delle esportazioni verso la Turchia di Germania (+39,6 %), Francia (+67,0 %) e Spagna (+74,9%). Sensibile anche l' aumento per quello che riguarda Giappone (+44,6 %), Gran Bretagna (+22,4 %), USA (+36,6 %), Russia (+65,7 %). Una nota a parte merita la Cina (+78,5 %), ormai settimo fornitore della Turchia con un valore dell' export pari a 3.1 miliardi di dollari, sempre relativamente ai primi nove mesi 2004. Buono, anche se minore rispetto all' incremento delle importazioni turche, l' andamento delle esportazioni (+32,28 %) rispetto all' analogo periodo 2003, per un valore totale di 44,8 miliardi di dollari. I paesi verso i quali sono aumentate le vendite della Turchia sono: Iran (+40,0 %), Russia (+35,2 %), Gran Bretagna (+49,7 %), Francia (+34,0 %), Spagna (+44,9 %) e Olanda (+36,2 %). La Germania resta di gran lunga il principale destinatario delle esportazioni turche, seguito da Gran Bretagna, Stati Uniti, Italia e Francia. Le esportazioni verso l' Italia hanno subito un aumento del 39,07 % raggiungendo un valore di poco inferiore ai 3,2 miliardi di dollari. Nei confronti dei paesi confinanti è da registrare la ripresa dell' export verso l' Iraq (1,3 miliardi di dollari USA nei primi nove mesi del 2004), dove, nonostante i gravissimi problemi di sicurezza, le ditte turche sono privilegiate per una serie di forniture e servizi, anche in considerazione del fatto che la Turchia è l' unico paese dal quale si può raggiungere l' Iraq via terra, tramite il posto di frontiera di Habur. Si è altresi notata un' attiva politica di relazioni commerciali nei confronti della Siria e dell' Iran, anche se con quest' ultimo permane il contenzioso relativo alle forniture di gas naturale, secondo i turchi fornito a prezzo eccessivo. FONTE: ICE - ROMA, 08 NOVEMBRE 2004
CURRENT URL http://www.aiab.it/nuovosito/primopiano/convegni/infanzia.shtml
Convegno: L'ALIMENTAZIONE IN ETA' SCOLARE Venerdì 4 giugno ore 17,00 Palazzo Rospigliosi Zagarolo (Roma) La scuola elementare "Colle dei Frati" (Istituto Comprensivo Zagarolo), nell'ambito del progetto di educazione alimentare, in collaborazione con il Ceda, Aiab e Comune di Zagarolo, organizza nella sede del Palazzo Rospigliosi la seconda Giornata dell'Alimentazione, con un convegno-dibattito su "L'alimentazione in eta' scolare". I temi verteranno sull'alimentazione biologica: storia, evoluzione, prospettive; sull'alimentazione ed educazione alimentare giovanile: consigli per una dieta ottimale; sui benefici degli alimenti bio in eta' scolare. Interverranno: Prof. Claudio Bosco, dott.ssa Anna Valenzi, dott.ssa Carmen D'Occhio, dott.ssa Elvira Di Sibio, dott.ssa Paola Trionfi, dottor Matteo Giannattasio, dottor Giannone. Il convegno iniziera' alle ore 17,00. Al termine un mercatino bio e degustazioni di prodotti tipici.
CURRENT URL http://csa.scuole.bo.it/provaweb/circolari/docs/showdoc.php?mostra=010112lfcrConcElemDecVincitori.htm
Prot.n. 6346/00 B12 Bologna, 12.1.2001 IL PROVVEDITORE AGLI STUDI VISTO il Decreto Dirigenziale 2.4.1999 di indizione del Concorso per esami e titoli a posti di insegnante elementare per il triennio scolastico 1999- 2000, 2000-2001, 2001-2002; VISTO il D.P. prot.n. 4765 B12 del 30 agosto 2000, emanato dal Provveditore agli Studi di Bologna con il quale è stata approvata in via definitiva, sotto condizione dell'accertamento del possesso da parte dei concorrenti iscritti, dei requisiti per la partecipazione ai concorsi per l'accesso ai ruoli del personale insegnante della scuola elementare, la graduatoria generale di merito del concorso citato per la Regione Emilia Romagna; VISTO i propri decreti prot. nn. 69 e 69 bis B12 rispettivamente del 10.1.2001 e dell'11.1.2001 con il quale si è proceduto alla modifica della graduatoria citata relativamente alla revoca del diritto a riserva N dei candidati Comunale Nazim. D'Antuono Michelina, Fucili Luca, Ruspaggiari Cinzia, Croci Marzia, Annè Maria Teresa ed alla revoca al diritto d'inclusione negli elenchi utili per eventuale assunzione su posti di tipologia speciale dei candidati Cifarelli Michela, Leggieri Pasqualina, Pellinghelli Aldina, Testaquadra Maria Rosa, Parisi Ester, Montecchi Antonella, Salvi Lorenza e Schianchi Claudia che risulta in possesso esclusivamente di titolo A anziché D; VISTE le comunicazioni di servizio relative alle tabelle del contingente da attribuire ai riservisti previsti dalla Legge 68 del 12.3.1999 ed in particolare c.d.s del 21.12.2000, con la quale il Ministero ha comunicato la rielaborazione delle tabelle suindicate; ACQUISITE le indicazione dei Provveditorati della Regione Emilia Romagna sul numero dei posti da destinare ai riservisti di cui alla Legge 68/99, distinti tra beneficiari art.1 e art.18, elaborate secondo quanto previsto dalla c.d.s sopracitata; DECRETA Per i motivi citati in premessa i candidati di cui agli elenchi allegati (Excel 5.0), parte integrante del presente decreto, iscritti nella graduatoria generale di merito del Concorso per esami e titoli a posti di insegnante elementare per il triennio scolastico 1999- 2000, 2000-2001, 2001-2002, sono individuati come destinatari di contratti di lavoro a tempo indeterminato con decorrenza giuridica dall'1.9.2000, sotto condizione del possesso dei requisiti richiesti per l'immissione in ruolo. IL PROVVEDITORE AGLI STUDI - Dott. Giorgio Temperilli - CR ALL'ALBO SEDE AI PROVVEDITORI AGLI STUDI DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA LORO SEDI ALLE OO.SS. LORO SEDI
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LE CO.CO.CO. E LE COLLABORAZIONI OCCASIONALI NELLA NUOVA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO Dott.ssa Benedetta D'Aloisi Con il D. Lgs. 276/2003, in attuazione della legge delega n. 30/2003, il Governo ha approvato la riforma del mercato del lavoro, meglio nota come "Riforma Biagi", che ha come obiettivo quello di rendere più flessibile il mercato del lavoro, migliorandone l'efficienza, sostenendo politiche attive per il lavoro e favorendo la diminuzione del tasso di disoccupazione. Tra le novità introdotte dalla Riforma in oggetto vi è la definizione delle nuove forme di lavoro ed, in particolare, delle collaborazioni coordinate e continuative (c.d. CO.CO.CO.) e delle collaborazioni occasionali, a cui sono dedicati gli articoli da 61 a 74 del suddetto provvedimento. L'art. 61 distingue, in primo luogo, tra le CO.CO.CO (ora definite come lavori a progetto) e le prestazioni occasionali. Le prime, infatti, caratterizzate dal carattere strettamente personale della prestazione lavorativa e dall'assenza di un vincolo di subordinazione, "devono essere riconducibili ad uno o più progetti specifici o programmi di lavoro determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore in funzione del risultato, nel rispetto del coordinamento con l'organizzazione del committente ed indipendentemente dal tempo impiegato per l'esecuzione dell'attività lavorativa." Ai sensi dell'art. 69 della Riforma, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, instaurati senza l'individuazione dei suddetti specifici progetti o programmi di lavoro, vengono considerati rapporti di lavoro a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto e, quindi, soggetti alla relativa disciplina. Nelle prestazioni occasionali, al contrario, sono ricompresi "i rapporti di durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare", con compenso complessivo percepito nel medesimo anno non superiore a cinquemila Euro. Al superamento di tale importo, infatti, si applica la disciplina prevista per i rapporti continuativi. La Legge Biagi qualifica queste ultime prestazioni quali di tipo accessorio rese da particolari soggetti, in quanto vi sono ricomprese le attività lavorative di tipo meramente occasionale svolte da soggetti "a rischio di esclusione sociale o comunque ancora non entrati nel mercato del lavoro, ovvero in procinto di uscirne". In particolare, possono svolgere attività di lavoro accessorio solo i disoccupati da oltre un anno, casalinghe, studenti, pensionati, disabili, soggetti in comunità di recupero ed extracomunitari, regolarmente soggiornanti in Italia, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro. Dopo aver ridefinito queste nuove tipologie di prestazioni lavorative, il legislatore si è altresì preoccupato di rendere il meno traumatico possibile il passaggio alla nuova normativa: a tal fine, il regime transitorio prevede che i contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 276/2003 permangono in vigore: - fino alla loro scadenza contrattuale; - comunque per un periodo non superiore ad un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto (ossia fino al 23 ottobre 2004).
CURRENT URL http://magazine.enel.it/emporion/sezioni_dett.asp?iddoc=909259&DataEmporion=02/06/2004
Un grande Continente, abitato da oltre 400 milioni di cittadini, nato dalle ceneri dell’Europa schiacciata dalla pesante sconfitta subita nel corso della seconda guerra mondiale. Un cammino lungo oltre 50 anni durante il quale si sono gettate le basi per realizzare un sogno di pace e di collaborazione fra le tante anime che ne hanno tratteggiato i confini. Un cammino che, dal primo maggio di quest’anno, ha segnato un altro passo in avanti verso l’abbattimento definitivo di tutte le frontiere. Con l’allargamento ai paesi che orbitavano nella sfera d’influenza dell’Unione Sovietica, infatti, muta radicalmente il volto dell’Europa. Il mercato comune si è ampliato: nuovi soggetti politici si presentano, con pieno diritto, alle porte del Parlamento comunitario facendo sentire la loro voce e manifestando le loro richieste. La vera sfida consisterà nella volontà di armonizzare sistemi di rappresentanza diversi e lontani, eterogenei e frutto di esperienze opposte. La Costituzione europea, in discussione a Bruxelles, ne è soltanto la prova più evidente. E’ alla luce di questi dati che Sergio Romano muove le sue analisi sugli scenari che si apriranno per l’Europa intera. Europa, storia di un’idea. Dall’impero all’Unione (Longanesi, € 15,50) è un ritratto quanto mai legato alla reale evoluzione del progetto europeo. Un sogno al quale si sono dedicati, come precursori italiani, personaggi del calibro di Arturo Spinelli, Ernesto Rossi e Luigi Einaudi. Romano non manca di affermare la sua adesione alla prospettiva messa in atto dalle loro lucide intuizioni. “L’autore – scrive Romano – non è un filosofo della storia e non crede che il corso degli avvenimenti sia guidato da una mano superiore. Sa che molte occasioni vengono perdute. Ma – prosegue – si ostina a sperare che l’Unione sia il futuro dell’Europa”. Nel testo si parte dalla definizione delle origini storiche del Vecchio Continente. Dove affondano le nostre radici? Quali sono gli eventi essenziali intorno ai quali si è sviluppata la storia millenaria dell’Europa? Quale ruolo ha svolto la creazione, ad opera di Carlo Magno, del Sacro Romano Impero? Un fatto è certo. La speranza di uniformare la moneta, le religioni e le usanze delle stirpi del Vecchio Continente ha avuto la sua prima realizzazione proprio a partire da questa prima esperienza unitaria. Sono tante le domande alle quali Romano risponde, con il suo stile asciutto e chiaro, nelle pagine del suo saggio. Dai tormentati conflitti del primo nucleo europeo si scivola verso le decisioni politiche che hanno dato vita all’Unione. Seguendo ideali contrastanti, la Francia e la Gran Bretagna esercitarono una funzione di guida nel contesto continentale. D’altra parte, l’approdo dell’allargamento costituisce un tema ancora aperto sul quale l’autore si sofferma con estrema attenzione prima di trarre le sue conclusioni. Le linee incerte che esso sembra seguire non suggeriscono, però, risposte inequivocabili. In realtà, “lo Stato europeo – come dichiara giustamente Sergio Romano – è un cantiere dove non si è mai smesso di costruire, demolire e ricostruire”. Un cantiere – potremo aggiungere – che ha esteso i suoi confini senza pianificare un disegno di politica estera e di difesa comune e condiviso. Gli aspetti che attengono alla storia dell’Europa sono affrontati, peraltro, in un contributo di Valerio Castronovo, L’avventura dell’unità europea. Una sfida con la storia e il futuro (€ 12,25) edito, nel 2004, dalla casa editrice torinese Einaudi. Si inizia, ancora una volta, dalla forza aggregante dei Franchi di Carlo Magno. La fondazione della Cee e la scommessa dell’euro sono gli ultimi capitoli di un percorso difficile, al termine del quale si collocano i nodi determinati dalla sfida lanciata dal terrorismo fondamentalista. E’ innegabile, comunque, che l’inserimento dei nuovi Stati nel corpo dell’Europa causerà l’insorgere di problemi e di questioni a sfondo politico di non facile ricomposizione. Attraverso quali strategie si giungerà ad una integrazione piena e fruttuosa? Nel piccolo ed agile saggio Europa: più grande o più unita? (Laterza, € 7,50) , redatto da due docenti universitari, Tito Boeri e Fabrizio Coricelli, si studiano le modalità con cui è possibile entrare in contatto, sotto il profilo economico, con popoli da sempre ai margini del processo di costruzione dell’Unione avviato dai paesi fondatori. “L’allargamento – spiegano Boeri e Coricelli – richiede revisioni profonde delle politiche comunitarie. Si tratta di riformare radicalmente la politica agricola comune, di rivedere le politiche strutturali”. Ecco, dunque, ciò che attende l’Europa. L’eco della sfida che ci aspetta al varco risuona anche nel libro di Mauro Giuseppe, appena uscito per i tipi della Franco Angeli, L’Unione europea verso l’allargamento. Moneta unica, squilibri regionali e integrazione (€ 19) . La svolta epocale europea, nelle quale siamo ancora immersi, fornisce all’autore spunti interessanti per riflettere su un macrocosmo vastissimo, il cui Pil si aggirerà sui 10 mila miliardi di euro. In ogni caso, l’originalità dell’idea di una sola grande entità capace di superare le barriere dei singoli paesi ha rappresentato un punto d’arrivo inimmaginabile all’inizio del secolo scorso. Mario Telò in Dallo Stato all’Europa (Carocci, € 19,30) inquadra le istituzioni politiche e giuridiche che sono state elaborate per garantire un’integrazione democratica e pacifica delle diverse unità che ne formano lo scacchiere. Il lavoro di Telò è, dunque, un manuale valido che aiuta a misurarsi con l’universo europeo. La distribuzione equa delle risorse e delle competenze modellerà il volto dell’Europa dei prossimi decenni. Un Continente che si appresta a convocare, alla fine della legislatura, le elezioni generali. Una consultazione elettorale che presenterà dinamiche inedite. E’ in gioco l’assetto complessivo dell’Unione e, forse addirittura, la sua tenuta effettiva. Gli organismi che ne hanno sorretto l’edificio istituzionale sono oggetto delle valutazioni esposte da un giovane ricercatore, Piero S. Graglia, nelle righe di L’Unione Europea (Il Mulino, € 8) . Pubblicato prima che l’allargamento prendesse corpo, il volume è stato ulteriormente aggiornato per illustrare le novità che questo passaggio porta con sé. Gli interrogativi che suscitano le iniziative politiche assunte in sede comunitaria sono tuttora irrisolti perché, come ci spiega bene Graglia, “sebbene si faccia ricorso continuamente all’attributo “europeo”, parlando di valori quali la cultura, la politica, l’economia, manca un punto di riferimento certo che dia senso alla parola che usiamo così di frequente”. Cosa significa, insomma, essere europei? Quali corde tocca il sentimento di appartenenza alla nostra patria sovrannazionale? E’ davvero così profonda e diffusa la piena adesione al progetto europeo da parte dell’italiano medio? A questi quesiti, con tutta probabilità, non si sono ancora fornite risposte adeguate.
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[ Date Prev ][ Date Next ][ Thread Prev ][ Thread Next ][ Date Index ][ Thread Index ] Macedonia: "operazione mietitura" To: "Antimp tmp6" < glr.y@iol.it > Subject : Macedonia: "operazione mietitura" From : "glr" < glr.y@iol.it > Date: Tue, 14 Aug 2001 14:33:43 +0200 Priority: normal Finalmente la Nato può entrare, da liberatore, a pieno titolo, in Macedonia. Per difendere il legittimo governo dai terroristi dell'UCK. Un altro passo ad Est, un'altra medaglia al valore per i gendarmi mondiali, un'altra "ora delle decisioni irrevocabili" è giunta per l'Italia gloriosa nella democratizzazione dei barbari, un'altra Crociata contro gl'infedeli. Amen. ----- Original Message ----- From: "Andrea Nava" Sent: Saturday, August 11, 2001 10:26 PM Subject: "operazione mietitura" Per la nuova missione di pace è tutto prontissimo. Destinazione Macedonia. Le truppe ci sono, l'Italia pure, manca soltanto l'accordo finale tra le parti e il gioco sarà fatto. La certezza che la tregua sia solida e che i ribelli dell'Uck mantengano la promessa di (ri)consegnare le armi sono le condizioni perchè possa scattare la nuova, entusiasmante, coinvolgente ma pur sempre umanitaria "OPERAZIONE MIETITURA"! E sì, si chiamerà proprio così la missione Nato in Macedonia. Le truppe, circa 3.500 soldati, aspettono solo l'ordine di partire. La linea di comando dovrà essere solo un po' rivista (e il vertice Nato che si terrà a Napoli il 26 e il 27 settembre mi pare che capiti proprio a piccione!). Scopo della "OPERATION ESSENTIAL HARVEST" sarà quella di raccogliere (che poeti!) le armi che i ribelli dell'Uck dovrebbero consegnare spontaneamente alle truppe Nato. Un'operazione che si basa tutta sulla fiducia, come ci tengono a precisare quelli dell'Alleanza Atlantica. Peccato però, che i guerriglieri albanesi si riforniscano di armi dagli stessi a cui dopo devono riconsegnarle. Giochini divertenti. Nell'ambito delle operazioni Kfor (la forza internazionale per il kosovo) l'intervento dell'Italia è previsto come sottocomando assieme a Grecia, Francia e Gran Bretagna. E della presenza italiana non ci sono proprio dubbi: 450 soldati delle brigate Sassari e Garibaldi. Tutti con un'esperienza e un cuore grandi così. Tutti volontari i paladini di questo nuovissimo baraccone umanitario. E non è difficile immaginare come andrà a finire (le missioni in Kosovo insegnano): arriveranno i soccorsi umanitari, faranno crollare definitivamente il già provatissimo equilibrio socio-economico della Macedonia, facendo affluire un fottio di soldi, beni e risorse che ben presto finiranno nella mani delle associazioni mafiose.I rapporti di dipendenza saranno totali, l'economia destinata a una non- produttività eterna e, gli aeroplani liberi, a seconda dei casi, di sganciare scatolette di cibo liofilizzato o bombe contro i guerriglieri recidivi che, cazzo, queste armi non le vogliono proprio mollare. -- Un anno dopo. Maaa, questi ingrati, proprio qui dovevano venire a toglierci il lavoro? A noi, a noi che gli avevamo mandato la missione di pace... questi infami? Già li sento. grazie mariangela ------- End of forwarded message ------- Prev by Date: Bosnia: arrestati tre generali musulmani Next by Date: richiesta conoscitiva Prev by thread: Bosnia: arrestati tre generali musulmani
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E con lei nuovi corsi e attivita' ricreative da svolgere all'aperto. A Sarajevo la neve si e' lentamente sciolta al tiepido sole di primavera. Per i bambini e' grande festa, finalmente possono uscire e giocare all'aperto. Sul retro del Centro servizi di Novi Grad di Amici dei Bambini c'e' un'ampia terrazza coperta con al centro una lunga tavola di legno dove i bambini svolgono spesso le attivita' di animazione insieme alle maestre. E' qui che si e' tenuta la prima lezione dell'atelier ricreativo durante la quale i bambini hanno appreso le tecniche di base per la creazione di oggetti con l'utilizzo di materiali vari quali: vetro, legno, foglie, stoffa che vengono ritagliati, assemblati e colorati con l'aiuto delle animatrici. Scopo di queste attività e' quello di incoraggiare la creatività dei bambini aiutandoli ad esprimere con le parole e attraverso la realizzazione degli oggetti, le proprie emozioni. Abbiamo cominciato questa attività parallelamente alle discussioni relative al nostro stato d'animo (tristezza, rabbia, felicita'), al nostro aspetto, etc. I bambini sono motivati a parlare di loro stessi soprattutto in relazione ai cambiamenti che avvengono in luogo. Perciò abbiamo determinato i colori dello stato d'animo (rosso- vergogna, grigio- malumore, giallo- gelosia) a cui e' seguita la lavorazione degli oggetti con grande piacere dei bambini. Roberta Caminiti Volontaria Amici dei Bambini
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Dalla penna d'oca al mouse Nasce un nuovo sito on line (il primo era nato nel 1996) per scoprire tutti i segreti della lingua italiana. L'indirizzo web offre un servizio di consulenza linguistica, un archivio bibliografico, un osservatorio sui neologismi e una biblioteca virtuale FIRENZE, 30 SETTEMBRE 2002 - Dalla penna d' oca al mouse e con un clic i «navigatori» possono scoprire la storia, i segreti e le regole della lingua italiana, porre domande e ottenere risposte. Tutto merito del nuovo portale dell' Accademia della Crusca, massimo esempio di austerità e tradizionalismo, che si apre decisamente al futuro, preservando le origini con severità accademica. «L' inaugurazione di un sito - dice Francesco Sabatini, presidente dell'Accademia della Crusca - potrebbe essere motivo per incensarsi. Ma per noi non è così. Siamo convinti che il sito permetta alla lingua italiana di attirare a sè il massimo dell' attenzione. Questo è importante con l' unità europea e il confronto delle lingue nazionali».Il nuovo sito web (il primo era nato nel 1996 per volontà dell' allora presidente Giovanni Nencioni, che oggi compie 91 anni) offre - tra l' altro - un servizio di consulenza linguistica, un archivio bibliografico, un osservatorio sui neologismi e una biblioteca virtuale. Ma soprattutto il sito diventa un biglietto da visita per l' Accademia con cui l'istituzione - nata nel 1583 su iniziativa di cinque giovani intellettuali innamorati delle lettere e della tutela della lingua toscana, Giovan Battista Deti, Anton Francesco Grazzini, Bernardo Canigiani, Bernardo Zanchini, Bastiano dè Rossi ai quali si aggiunse il filologo Leonardo Salviati - offre una articolata immagine delle proprie attività e si apre a un dialogo più immediato e diretto tanto con un pubblico vasto, quanto col mondo degli studiosi e della ricerca. Con una grafica sobria ed elegante, il sito si presenta come un ideale percorso all' interno dell'Accademia, in cui alle parti storico-descrittive si affiancano sezioni che per loro natura vivono di evoluzioni e di aggiornamenti continui, fino a offrire veri e propri servizi interattivi. Il sito ( www.accademiadellacrusca.it ), realizzato da Dada grazie al contributo della Cassa di risparmio di Firenze, è composto da otto sezioni con varie sottosezioni. Alla sezione «Biblioteca virtuale», ad esempio, è possibile accedere agli archivi digitali dell' Accademia: 200 dizionari, 400 grammatiche e la prima edizione del Vocabolario, uscita nel 1612. Nello spazio interattivo, «La lingua in rete», gli utenti possono porre quesiti, partecipare a forum e soprattutto seguire il monitoraggio dei neologismi da parte degli studiosi della Crusca: qui tutto ruota attorno alla «Crusca per voi», la rivista semestrale nata nel 1990 che oggi raggiunge oltre 16.000 abbonati e al neocostituito Centro di consulenza sulla lingua italiana contemporanea (Clic). Completa il sito la sezione «Crusca in gioco», che presenta notizie sulle antiche attività conviviali (gli stravizzi) degli Accademici, sulla fantasiosa simbologia e sulla suppellettile dell' Accademia, e testi in lode o in biasimo degli Accademici. Con il nuovo portale l' Accademia della Crusca dimostra tutta la sua vitalità per nulla scalfita dai 419 anni in cui si è eretta a baluardo della lingua italiana. Chissà se durante le animate riunioni chiamate scherzosamente «cruscate» (duplice significato: ripulitura della lingua, ma anche degni di crusca e non di farina) i fondatori arrivarono a pensare che con un clic sarebbe stato possibile entrare in cinquecento anni di storia della lingua italiana.
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Nel 1991 la Marvel comics , guidata all'epoca dall'Editor in Chief Tom De Falco , decise di svelare una parte di quel velo di mistero che ricopriva l'oscuro passato del mutante più brutto, sporco e cattivo, ma nel contempo anche più amato, del Marvel Universe : l'artigliato Wolverine . L'incarico di narrare quest'avventura rivelatrice fu coraggiosamente affidato ad uno degli artisti più importanti della storia dei comics d'oltreoceano, quel Barry Windsor Smith che era salito agli onori della cronaca negli anni '70 grazie allo splendido ciclo di storie per la collana di Conan, il barbaro cimmero creato dalla mente di Robert E. Howard. Una decisione molto coraggiosa sia per il nome dell'autore (dopo i fasti degli anni '70, BWS aveva deciso di abbandonare la strada del fumetto seriale per dedicarsi alla sua passione originaria, la pittura, e solo sporadicamente si era occupato di comics) sia per la modalità con cui si decise di serializzare un'avventura tanto importante: 13 puntate di 8/12 pagine nella collana antologica Marvel Comics Presents (numeri 72/84). BWS assunse con grande coraggio il compito di affrontare una sfida così ardua, cercando di rispettare una regola (forse) non scritta della casa delle idee inerente le origini di Wolverine: rivelare molti particolari tutto sommato insignificanti senza, nel contempo, rivelare nessun fatto saliente che potesse in qualche modo sminuire l'alone di mistero in cui è, ancora oggi, nonostante i tentativi di numerosi autori, avvolto il passato del mutante canadese. Nonostante questa imponente limitazione Smith riuscì a narrarci una storia avvincente e visionaria, rispettosa del personaggio quanto tremendamente violenta e spietata, carica di mistero ed ambientata in un malsano laboratorio popolato da tanti comprimari profondamente significativi. Una storia che ci narra di come uno scapestrato mutante di nome Logan (ma molti anni dopo scopriremo che Logan non è propriamente il suo nome) sia stato rapito per ordine di una eminenza oscura, un misterioso burattinaio che desidera creare un supersoldato, un'arma da guerra che, almeno nei piani originali, avrebbe dovuto rivelarsi spietata e facilmente controllabile, servendosi delle conoscenze scientifiche a propria disposizione e dei poteri di guarigione naturale di cui Wolverine è dotato. In un intricato groviglio di cavi e macchinari Logan appare come una cavia umana brutalizzata dalle pratiche pseudo-scientifiche di una equipe di scienziati senza scrupolo alcuno; sottoposto ad esperimenti dolorosi e disumani, in quel laboratorio sperduto nell'immensità del Canada, in una fredda vasca criogenia, muore l'uomo conosciuto come Logan e nasce la bestia Wolverine. Una animale spietato che si ribella, vittima della cieca sofferenza e dell'odio ferino nutrito nei confronti dei suoi carnefici, in un crescendo di cieca e spietata violenza. Un tragico intreccio di morte e brutalità che trasformerà l'uomo nella bestia errante che, preda di una selvaggia demenza, si aggirà senza meta nelle innevate foreste canadesi, in quei luoghi dove, alcuni giorni dopo la sua fuga, Wolverine verrà ritrovato da James Hudson, dando vita ad una amicizia che segnerà l'inizio della rinascita di Logan. Weapon X si conferma, a 12 anni di distanza dalla sua pubblicazione originaria, un'opera bella ed indispensabile, un mirabile esempio di fusione perfetta tra testo e spettacolari disegni. Poco importa che ci abbia svelato davvero poco riguardo le origini di Wolverine (ma bisogna ammettere che anche la recente ORIGINI sia stata abbastanza parca di rivelazioni), poco importa se, dopo la sua pubblicazione, Chris Claremont (vero e proprio deus ex machina delle pubblicazioni mutanti) dichiarò che quelle narrate in Weapon X non erano le origini di Wolverine.
CURRENT URL http://www2.comune.roma.it/sovraintendenza/albero/139/126/144/153/397/scheda.asp
Nei primi anni dell'età augustea, nello stretto spazio tra le vie Prenestina e Labicana, subito dopo la biforcazione, M. Virgilio Eurisace fece erigere il sepolcro per sè e per la moglie. Il committente , un ricco liberto, fornaio appaltatore dello stato, come si proclama nell'epigrafe funeraria, secondo una moda relativamente diffusa all'epoca, richiese una tomba particolare che ricordasse nell'apparato architettonico e figurativo la sua professione. Su basamento in tufo si erge un doppio corpo rivestito in travertino: l'inferiore con pilastrini alternati ad elementi di forma semicircolare - rappresentanti probabilmente tre impastatrici sovrapposte - il superiore a parete liscia interrotto da cavità che presumibilmente raffigurano le stesse impastatrici della zona inferiore, ma poste in opera orizzontalmente in un modo che non corrispondeva alla realtà, ma faceva comprendere ciò che era raffigurato inferiormente. Il lato verso l'esterno della città recava l'epigrafe funeraria della moglie Atistia e la stele sepolcrale che li ritraeva entrambi (attualmente ai Musei Capitolini). Il fregio figurato , conservato solo parzialmente, mostra le varie fasi della panificazione e della vendita ai funzionari dello stato. Il sepolcro, alla costruzione delle Mura Aureliane, venne incorporato in un torrione per la costruzione del quale fu necessario demolire il lato orientale, soprattutto nella zona superiore. Fu riportato alla luce nel 1838 in occasione dei lavori di liberazione della Porta Maggiore.
CURRENT URL http://kimota.diludovico.it/2005/02/22/s
_______ULTIMI COMMENTI_______ dario: ma no, figurati. Ora che ho un po' smanettato con le opzioni non dovrebbero esserci poi più di tanti problemi :) Gualtiero, ovvero Kimota mi spiace per la severità del plugin. In teoria dovrebbe essere "intelligente". Sbloccando i commenti legittimi (che trovi in Options -> Spam Karma 2 -> Recent Spam Harvest mischiati a quelli di vero spam) gli indirizzi IP ed e-mail dovrebbero venire inseriti nella white list... dario frieda: un paragone che, con mia grande felicità, non può che testimoniare la bontà della foto. Grazie :) Gualtiero, ovvero Kimota laura: grazie per i complimenti :) L'interesse per Recoaro nasce, per così scrivere, naturale: ci sono vissuto 19 anni e sono ritornato ad abitarci adesso, dopo aver finito l'università (anche se spero di rimettermi in moto presto) Gualtiero, ovvero Kimota stark: grazie :) Gualtiero, ovvero Kimota sembra un fotomontaggio. o una foto meravigliosa di ulrich egger... frieda ciao! io sono di Recoaro Terme, stavo cercando delle foto del paesello e ho trovato il tuo sito.. bella questa foto, molto reale e colorata, l'ho impostata come sfondo! ma come mai questo interesse per Recoaro?? ciaociao laura Questa è la foto più bella che abbia mai visto. stark ido: davvero? Ottimo, deve essere stata la nuova versione, oppure qualche aggiustamento sempre fatto da Dario :) Gualtiero, ovvero Kimota Ebbravo, finalmente funzia l'RSS ;D Daisuke Ido test dario frieda: no, niente denaro, solo un paio di sacchetti di granturco. Il difficile è stato trascinarmeli dietro da Venezia, ma per una foto questo e altro. kimota [...] imota @ 10:54 am Ovvero, ne succedono di cose strane, in vallata (anche se dopo questo uno dovrebbe sapere che c'è da aspettarsi di tutto). L'immagine si intende sui 77k [...] kimota » Don't ask, don't tell ma è pazzesca! ma davvero! dimmi la verità: quei piccioni sono controfigure che hai pagato, vero kim? e hai pagato anche i proprietasri dell'appartamento sulla sinistra - piano centrale, obbligandoli ad aprire le due finestre nello stesso identico modo. ammettilo :-) frieda onehour: a padova, è il palazzo sopra al supermercato pam in centro, giusto dirimpetto il pedrocchi e a fianco del bo' kimota onehour: quando lo spazio lo permette, facciamo una tale cosa (spazio scenico allo stesso livello di quello degli spettatori) ogni volta. A volte ci troviamo con degli spettatori anche quasi dietro le quinte kimota Questa si che Ãa un'ottima composizione, cavolo sembra che li hai messi li uno per uno. dove stavi? One hour photo Complimenti allo scengrafo, mi piace molto la scelta del distacco/non distacco con il pubblico. se fossi spettatore mi piacerebe molto avere la scena al mio stesso livello. One hour photo onehour: già, un cimitero kimota giov: ci proverò, ma non assicuro sul risultato :)
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Diciamo la verità: sembrava una boutade elettorale. Sabato scorso a Lucca, i tre ministri in pectore (Pera-Matteoli-Lunardi), come i tre tenori, hanno sfoderato subito un acuto di petto: non spendiamo energie e soldi nella terza corsia fra Firenze e Bologna, meglio la Lucca-Modena. Sembrava una boutade (qui domenica c'è il ballottaggio per la presidenza della Provincia) e invece la notizia di ieri è che questa rivoluzione si può fare. Anche Berlusconi è d'accordo. Marcello Pera non solo ha parlato con il Cavaliere, che ha dato una benedizione di massima, ma ha portato Pietro Lunardi, incaricato delle Grandi opere nel nuovo governo, a discutere con l'amministratore delegato della società autostrade, Vito Gamberale. Riunione già quasi operativa, sembra di capire: dall'incontro è saltato fuori che la Modena-Lucca «rappresenta un'arteria di valore strategico e fondamentale per superare il collo d'imbuto della Bologna Firenze, sulla quale ogni ulteriore intervento - è la tesi di Pera - oltre ad avere conseguenze penalizzanti per Firenze, rappresenterebbe un aggravemento di una situazione già al collasso». Si tratta - ecco il succo - di un'autostrada che parte da Modena (nei primi tracciati è previsto anche un tunnel di otto chilometri sotto l'appennino), taglia la Garfagnana, passa da Barga e a Borgo a Mozzano scende - qui ci sono due possibilità - verso Viareggio o verso Lucca, collegandosi poi all'A12 o alla Firenze-mare. A Lucca se ne parla da tempo: è un cavallo di battaglia del Polo, che al centrosinistra non interessa anche perchè la Regione ha già sposato altre soluzioni. A Modena il progetto, che piaceva soprattutto agli imprenditori ceramici per far passare in autostrada il traffico pesante che arriva a Sassuolo, si è sgonfiato sei o sette anni fa. Il senatore Pera spiega perchè dopo secoli di piani fatti e disfatti, di parole e proteste, di battaglie rosse e crociate verdi, stiamo per scoprire che la Bologna-Firenze potrebbe restare così. «Io dico che da troppo tempo quel progetto è fermo. E oltretutto c'è da capire quali vantaggi porti alla situazione fiorentina, visto che agirebbe su un corpo già fragile» Voi invece pensate a un by pass che allontani il traffico da Firenze e che, in qualche modo, non intasi eccessivamente lo snodo di Bologna? «Sarebbe più opportuno, a monte del capoluogo toscano, dividere il grande traffico che viene dal nord Europa su tre direttrici: l'Adriatica, la Firenze-Roma e la litoranea tirrenica, il cui accesso sarebbe rappresentato proprio dalla Modena-Lucca. Con il completamento della Livorno-Civitavecchia, la litoranea rappresenterebbe una delle tre grandi arterie nord-sud: quella tirrenica appunto, la dorsale e quella adriatica». E' un'idea ancora da chiarire nei dettagli? «Presentermo a tutte le autonomie locali questa opportuntà: dovranno convenire che è la strada più diretta fra nord e sud. La novità oggi è rappresentata dal fatto che l'interesse non c'è solo da parte nostra ma anche dalla Società autostrade che ha dato una prima disponibilità e una manifestazione di interessamento». Senatore, questa proposta farà esplodere le polemiche? «Lo so bene. Ne parleremo. Ora è necessario elaborare un piano di mobilità integrato e soprattutto una espressione di volontà politica da parte delle autonomie locali, a cominciare dalla Regione Toscana».
CURRENT URL http://www2.varesenews.it/articoli/2003/agosto/sud/13-8arresti.htm
Gerenzano - Operazione congiunta dei due corpi dell'Arma che ha portato all'arresto di due cittadini stranieri colti sul fatto Carabinieri e Fiamme gialle arrestano spacciatori del basso varesotto Erano tenuti sotto controllo da tempo e sono stati arrestati grazie a un'operazione congiunta tra Carabinieri di Saronno e Guardia di Finanza di Ronago. Si tratta di due spacciatori che operavano per le vie di Gerenzano, poco lontano dal centro del paese. I due sono stati colti sul fatto nella notte tra lunedì 11 e martedì 12 agosto. Le forze dell'ordine hanno intercettato un'auto con a bordo 4 persone. Due di loro, un 18enne e un 30enne, entrambi di origine marocchina e sprovvisti di permesso di soggiorno, sono stati arrestati per spaccio di sostanze stupefacenti. I due si stavano facendo dare un passaggio da due "clienti", un uomo e una donna di Varese che sono stati denunciati come assuntori. Nel corso dell'indagine sono stati identificati anche altri due uomini di origine marocchina. I due spacciatori si trovano ora nel carcere di Busto Arsizio
CURRENT URL http://bur.rcslibri.corriere.it/sclibro.php?idlb=72
L'esperienza di un grande maestro per questa nuova edizione del capolavoro di Euripide. Ripensare alle Baccanti significa ripensare alla cultura dell'antica Grecia. Ma quale cultura? Quella della filosofia e della letteratura o quella della gente incolta? Euripide, intellettuale raffinato, rifiuta una visione elitaria del sapere, e crea una tragedia straordinaria, con risvolti profondamente conflittuali rispetto alla tradizione. C'è un dio, Dioniso, che inganna e vince ma senza esiti trionfalistici; c'è un antagonista, Penteo, che viene beffato e fatto a pezzi dalla sua stessa madre: impulsi selvaggi, spettacolarità esasperata, e però anche pietà e sofferenza. Questa nuova edizione delle Baccanti curata da Vincenzo Di Benedetto è una novità nel panorama degli studi sul mondo antico: per la prima volta in Italia viene offerto un commento sistematico, che si accompagna a un riesame critico del testo originale e a un'analisi dei moduli scenici e del linguaggio tragico. Di E uripide (484-406 a.C.) la BUR sta pubblicando l'opera completa. Vincenzo Di Benedetto insegna Letteratura greca all'Università di Pisa. Ha scritto per la BUR i saggi introduttivi a molti autori greci. Tra i suoi studi ricordiamo: Euripide: teatro e società (1971), Lo scrittoio di Ugo Foscolo (1990), Nel laboratorio di Omero (1997) e Guida ai Promessi Sposi. I personaggi, la gente, le idealità (1999). "Nell'edizione de Le Baccanti appena pubblicata nella Bur Vincenzo Di Benedetto affronta nella sua interezza la problematica testuale con una competenza e una passione intellettuale ugualmente rare, ma con in più la capacità di raggiungere una vasta cerchia di lettori [...]. Il poderoso apparato interpretativo è infatti come disposto per cerchi concentrici, e si irradia da una Premessa in cui vengono lumeggiati problemi essenziali della significazione e della contestualizzazione letteraria e storico-culturale a una Introduzione che segue passo passo, analiticamente, le unità funzionali della struttura tragica, e finalmente a un Commento che entra nel dettaglio della dizione, dall'analisi stilistica alla discussione e giustificazione delle scelte ecdotiche. Inoltre, dalla Premessa e dall'Introduzione si diramano una serie di Postille dedicate a discussioni puntuali. [...] Per quanto questa struttura sia peculiare, non si va a mio parere lontano dalla verità nel riconoscervi un paradigma della politica culturale, oserei dire della missione educativa che in Italia è stata ed è svolta dalla Bur. [...] Le Baccanti illustrano al suo meglio la finalità di un autentico e ambizioso progetto culturale, che non consiste nel divulgare il lavoro specialistico, se per divulgazione si intende l'estensione dell'ambito ricettivo a spese dello spessore ermeneutico, ma consiste nella scommessa che sia possibile estendere la ricezione del messaggio in tutta la sua complessità e nella ricchezza delle sue implicazioni, a patto di approntare i necessari strumenti di mediazione." Guido Paduano, "Alias", "La talpa libri", 4 settembre 2004
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Siamo personalmente scossi nel profondo dai peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito... «In questo momento, inoltre, in quanto sacerdoti, noi siamo personalmente scossi nel profondo dai peccati di alcuni nostri fratelli che hanno tradito la grazia ricevuta con l'ordinazione, cedendo anche alle peggiori manifestazioni del mysterium iniquitatis che opera nel mondo. Sorgono così scandali gravi, con la conseguenza di gettare una pesante ombra di sospetto su tutti gli altri benemeriti sacerdoti, che svolgono il loro ministero con onestà e coerenza, e talora con eroica carità. Mentre la Chiesa esprime la propria sollecitudine per le vittime e si sforza di rispondere secondo verità e giustizia ad ogni penosa situazione, noi tutti – coscienti dell'umana debolezza, ma fidando nella potenza sanatrice della grazia divina – siamo chiamati ad abbracciare il mysterium crucis e a impegnarci ulteriormente nella ricerca della santità. Dobbiamo pregare perché Dio, nella sua provvidenza, susciti nei cuori un generoso rilancio di quegli ideali di totale donazione a Cristo che stanno alla base del ministero sacerdotale». È questa la parte della consueta Lettera ai sacerdoti inviata dal Papa in occasione del giovedì santo che Giovanni Paolo II ha dedicato quest'anno, senza citarlo esplicitamente, al delicato problema dei preti pedofili. La Lettera è stata resa nota il 21 marzo. Papa/2 Wojtyla vero sostituto di Cristo «“[Il Papa] è abbattuto dalla malattia?”. “No, affatto. Sopporta tutto, proprio come Cristo: è il suo vero sostituto su questa terra. Lui ignora cosa sia l'egoismo. Non è certo il ginocchio a preoccuparlo. Ma Betlemme, Betlemme sì”». Botta e risposta tra giornalista e Wanda Poltawska, psichiatra e amica del Papa, sul Corriere della Sera del 5 aprile. Papa/3 Ufficializzato viaggio in Azerbaigian e Bulgaria Il 3 aprile, con uno scarno comunicato, la sala stampa vaticana ha ufficializzato le date del prossimo viaggio all'estero del Papa. «Il Santo Padre Giovanni Paolo II» recita il comunicato «compirà un viaggio apostolico in Azerbaigian e in Bulgaria, dal 22 al 26 maggio 2002». Cardinali/1 Poupard: l'Italia e le forze del male «Considero l'Italia la mia seconda patria e penso che è un Paese profondamente cristiano e quindi saprà trovare la forza di vincere sul male». Lo ha confidato alla Stampa del 31 marzo il cardinale francese Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura. Cardinali/2 Ratzinger: un Papa africano sarebbe un bel segno «Nonostante tutte le affermazioni contro il razzismo che si fanno nel mondo occidentale, continuano a esistere forti riserve nei confronti del Terzo Mondo. Tanto per fare un esempio, noi abbiamo in Africa delle figure davvero grandi e degne di ammirazione. In questo senso è assolutamente possibile in linea di principio che il prossimo Papa venga da lì. Io ritengo personalmente che questo sarebbe un bel segnale per tutta la cristianità». Così il cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, in un'intervista concessa al quotidiano tedesco Die Welt ripresa dalla Stampa del 3 aprile. Cardinali/3 Medina Estévez. Vita cristiana più povera senza il rosario e la Via Crucis «La pietà popolare è un tesoro della Chiesa: per capirlo, basti immaginare la povertà che ne risulterebbe per la storia della spiritualità cristiana d'Occidente l'assenza del “rosario” o della “Via Crucis”...». Così ha detto il cardinale Jorge Arturo Medina Estévez il 9 aprile nel corso della presentazione alla stampa del Direttorio su pietà popolare e liturgia. Principi e orientamenti, pubblicato dalla Congregazione per il culto divino da lui presieduta. Sacro Collegio Gli ottanta anni dei cardinali Noè e Monduzzi Il 31 marzo ha compiuto ottanta anni il cardinale Virgilio Noè, lombardo, dal 1991 arciprete della patriarcale basilica vaticana, vicario generale per la Città del Vaticano, presidente della Fabbrica di San Pietro. Il 2 aprile ha raggiunto la stessa età il porporato Dino Monduzzi, romagnolo, dal 1986 al 1998 prefetto della Casa pontificia. Con questi due genetliaci il numero dei cardinali con meno di ottanta anni, e quindi elettori in un eventuale conclave, scende a 126 (di cui venti italiani, il 15,9%), mentre gli ultraottantenni salgono a 50 (di cui 17 italiani, il 34%). Russia Ministro degli Esteri: l'attacco a Betlemme offende i cristiani Il 4 aprile il ministro degli Esteri russo, Sergej Ivanov, ha espresso «la condanna risoluta della Russia» per le azioni delle forze armate israeliane contro i Luoghi Santi. «Una guerra sporca» ha detto secondo quanto riportato dall' Ansa «si sta svolgendo sul suolo della Terra Santa, ed essa indigna i cristiani». Medio Oriente Hamas e Israele Hamas? «“È stato creato da noi, nella metà degli anni Ottanta per farne un movimento di impronta religiosa da contrapporre al laico, paramarxista Olp di Arafat”: così si vuole abbia detto, quando divenne sindaco di Netanya, il generale Zvi Poleg, già comandante dell'esercito israeliano a Gaza dal luglio del 1988 al marzo del 1990 (cfr. L'Ulivo e le pietre , di U. Tramballi, Marco Tropea Ed.)». Così Igor Man, sulla Stampa dell'11 aprile, nell'articolo dal titolo Hamas, gli amici-nemici di Arafat , in cui il cronista ripercorre la storia del movimento islamico che ha rivendicato le più efferate stragi effettuate in Israele. Amos Luzzatto Ho un sogno: i due Stati insieme nell'Ue «Ma bisogna anche che tutti quanti comprendiamo che Arafat è riconosciuto dai palestinesi come il loro rappresentante. Ci piaccia o no. Ci sono alternative? C'è da scervellarsi, ma il problema va affrontato senza scorciatoie. [...] «[Quella di fare entrare Israele nella Unione europea è una] Idea bella, generosa, amichevole. Però attenzione. C'è un solco fra israeliani e palestinesi da colmare. Se si punta solo su una delle due parti la tragedia diventa maggiore. Bisognerebbe portare, fare entrare tutti e due i popoli, tutte e due le nazioni nella Ue... un sogno, anche geografico. Ma è con questo spirito che dobbiamo muoverci». Lo ha detto Amos Luzzatto, attuale presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane alla Repubblica del 10 aprile. Tullia Zevi Una piattaforma laica e democratica è la miglior premessa di una coesistenza tra Stati «L'importante per noi è Israele e la sua sicurezza, quel che ha rappresentato dopo la Shoah: ha voluto dire la salvezza, una via di sopravvivenza. Certo, in Israele oggi c'è Sharon, che è stato democraticamente eletto e consolida il suo consenso. Però ci sono altre forze meno visibili che continuano a tenere vivi gli antichi ideali del sionismo egualitario. [...] I movimenti fondamentalisti hanno un rilevante peso nella regione, per questo penso che una piattaforma laica e democratica sia la miglior premessa di una coesistenza tra Stati. Oggi purtroppo prevale il fragore delle armi, verrà il tempo del dialogo, spero non sia lontano e non sia un sogno». Così Tullia Zevi, ex presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche, ha detto alla Repubblica dell'8 aprile. Don Zega La preghiera è l'unica forza che può «spostare le montagne» «...La preghiera non è imbelle. È l'unica forza che può “spostare le montagne”, come tutta la Bibbia testimonia. È l'unica capace di operare miracoli: si sente spesso parlare di prodigi negati, di invocazioni che non ottengono quello che chiedono; mai però è successo che eventi eccezionali (chiamiamoli pure “miracoli”, perché no?) si siano verificati senza il supporto della preghiera. Anche quelli più imprevisti e gratuiti, come la conversione di Saulo-Paolo sulla via di Damasco, non fanno eccezione: Paolo è gettato giù da cavallo, mentre la piccola comunità cristiana di Gerusalemme, stretta d'assedio e perseguitata a sangue, invoca unanime l'intervento del suo Signore». Così padre Leonardo Zega sulla Stampa del 7 aprile in un commento scrittoin occasione della preghiera per la pace in Medio Oriente indetta per quel giorno da Giovanni Paolo II. Ecumenismo/1 Visita a Roma di una delegazione della Chiesa greca ortodossa L'11 marzo Giovanni Paolo II ha ricevuto in udienza una delegazione della Chiesa greca ortodossa, guidata dal metropolita di Attika, Panteleimon. I mass media hanno valutato questo incontro come un segnale di disgelo tra Roma e Atene sulla scia della visita del Papa all'Acropoli svolta nel maggio dello scorso anno. Secondo quanto scritto da Avvenire il 27 marzo, la visita ha avuto un'eco positiva in Grecia (anche se il ritorno della delegazione è stato funestato dalla morte di uno dei componenti, il vescovo Timotheos di Corfù), tanto che una visita in Vaticano di Christodoulos, leader dell'ortodossia ellenica, «potrebbe essere più vicina». Ecumenismo/2 Sommaria storia della libertà religiosa «Anche la Chiesa cattolica ha penato non poco prima di giungere a riconoscere la libertà di religione. È vero che già i Padri della Chiesa avevano affermato, e i martiri dei primi secoli avevano testimoniato con il loro sangue, che la fede è per sua natura una libera scelta. Tuttavia la libertà di religione aveva subìto restrizioni dopo la svolta costantiniana e dopo che il cristianesimo era stato dichiarato dall'imperatore Teodosio (379-395) religione di Stato. Tutt'al più c'era tolleranza, ma non libertà di religione. E soprattutto la Chiesa cattolica non è stata in grado di conciliarsi con la concezione della libertà religiosa, propugnata in senso liberale dall'illuminismo moderno. Essa sosteneva che soltanto la verità ha diritto di esistere, e non l'errore, e ha rifiutato perciò la concezione liberale della libertà di coscienza e di religione. Solamente il Concilio Vaticano II, dopo lunghe e drammatiche discussioni, ha segnato una svolta con la dichiarazione Dignitatis humanae . Il cardinale Karol Wojtyla, allora arcivescovo di Cracovia, tenne nell'aula conciliare un discorso memorabile, in cui sosteneva che la verità e la libertà sono reciprocamente legate tra loro». Lo ha scritto il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, in un articolo firmato sulla Civiltà Cattolica (16 marzo 2002) dal titolo Le radici teologiche del conflitto tra Mosca e Roma . Ecumenismo/3 Una donna presidente della commissione per scegliere il nuovo primate anglicano Il 26 marzo il primo ministro inglese Tony Blair ha reso noto il nome di chi guiderà la commissione che dovrà collaborare alla scelta del nuovo primate anglicano al posto del dimissionario George Carey. Si tratta di una donna: Elizabeth Butler-Sloss, 68 anni, magistrato, che pochi giorni prima aveva autorizzato una donna paralizzata a decidere se praticarsi l'eutanasia. La Butler-Sloss guiderà una commissione di sedici membri, ecclesiastici e laici, che fornirà a Blair due nomi tra cui il premier sceglierà il nuovo arcivescovo di Canterbury. La nomina è prevista per l'estate. Diplomazia/1 Il veneto Scapolo nunzio in Bolivia Il 26 marzo il neoarcivescovo Ivo Scapolo è stato nominato nunzio apostolico in Bolivia. Nato a Terrassa in provincia di Padova 49 anni fa, sacerdote dal '78, nell'84 è entrato nel servizio diplomatico vaticano e ha prestato la sua opera nelle rappresentanze pontificie in Angola, Portogallo, Stati Uniti, e, da ultimo, nella seconda sezione della Segreteria di Stato, quella dei rapporti con gli Stati. Diplomazia/2 Nuovi ambasciatori di Corea e Iugoslavia presso la Santa Sede Il 14 marzo il Papa ha ricevuto le lettere credenziali del nuovo ambasciatore di Corea. Si tratta di Seo Hyun-seop, 58 anni, diplomatico di carriera, già ambasciatore in Papua Nuova Guinea e console generale a Fukuoka e Yokohama in Giappone. L'11 aprile ha presentato le lettere credenziali il nuovo rappresentante della Repubblica Federale di Iugoslavia. È Darko Tanaskovic, 54 anni, professore universitario, dal 1995 al 1999 rappresentante di Belgrado in Turchia. Lo scorso anno era stato nominato membro della Commissione iugoslava per la verità e la riconciliazione. Diplomazia/3 Accordo tra Santa Sede e Albania Il 25 marzo la sala stampa vaticana ha reso noto che due giorni prima a Tirana era stato sottoscritto l'accordo fra la Santa Sede e la Repubblica di Albania sul regolamento delle relazioni reciproche. Hanno firmato per Roma il nunzio apostolico, arcivescovo Giovanni Bulaitis, per Tirana il primo ministro Pandeli Majko. Salesiani È un messicano il nono successore di don Bosco È il messicano Pascual Chavez Villanueva il nuovo rettor maggiore dei salesiani. Lo hanno eletto al primo scrutinio i delegati riuniti a Roma per il 25° capitolo generale. Prende il posto di Juan Edmundo Vecchi, prematuramente scomparso, e guiderà la Congregazione per il sessennio 2002-2008. Il nono successore di don Bosco compirà 55 anni a dicembre, ha una formazione da biblista, ed è sacerdote dal '73. Vicario del rettor maggiore è stato confermato il belga Luc Van Looy, 61 anni. Curia /1 Polacchi alle Chiese orientali e all'Educazione cattolica. Uno statunitense all'ex Sant'Uffizio Il 15 marzo monsignor Krzysztof Nitkiewicz , polacco di Bialystok, 42 anni a luglio, è stato nominato sottosegretario della Congregazione per le Chiese orientali. Da dieci anni officiale della medesima Congregazione, Nitkiewicz è di gran lunga il più giovane tra i sottosegretari delle Congregazioni romane. Il giorno prima monsignor Ryszard Selejdak , polacco di Czestochowa, 44 anni, era stato nominato capo ufficio nella Congregazione per l'educazione cattolica. Il 4 aprile padre Joseph Augustine Di Noia , 59 anni, domenicano newyorkese, è stato nominato sottosegretario della Congregazione per la dottrina della fede. Dal 1993 al 2001 è stato direttore esecutivo del Segretariato per la dottrina e la pastorale della Conferenza episcopale degli Usa. Dallo scorso anno era direttore dell'“Intercultural forum for studies in faith and culture”, una think tank cattolica afferente al Pope John Paul II Cultural center di Washington Dc. È membro della Pontificia Commissione teologica internazionale e della Pontificia Accademia di San Tommaso d'Aquino. Nomine/1 Spagna: Gil Hellín arcivescovo di Burgos Il 28 marzo il vescovo spagnolo Francisco Gil Hellín è stato nominato arcivescovo metropolita di Burgos. Gil Hellín, 62 anni a luglio, era dall'85 sottosegretario e dal '96 segretario del Pontificio Consiglio per la famiglia. Originario della regione valenziana, ha studiato teologia alla Pontificia Università Gregoriana, teologia morale all'Accademia Alfonsiana di Roma e ha conseguito il dottorato in teologia all'Università di Navarra. Nomine/2 Vescovo panamense ausiliare in Honduras Il 21 marzo è stata annunciata la nomina a vescovo ausiliare di San Pedro Sula in Honduras di monsignor Rómulo Emiliani Sánchez , claretiano, vicario apostolico di Darién in Panama. Si è trattato di un trasferimento insolito dovuto al fatto che monsignor Emiliani non ha potuto esercitare il suo ministero in Panama. Libri/1 Einstein: Buddha fondò la sola religione compatibile con la scienza moderna E Buddha celebra il matrimonio tra Oriente e Occidente. “Fondò la sola religione” disse Albert Einstein “compatibile con la scienza moderna” . Con questo titolo e sottotitolo il Corriere della Sera del 5 aprile ha presentato un brano del nuovo libro di Jacques Le Goff Cinque personaggi del passato per il nostro presente: Buddha, Abelardo, san Francesco, Michelet, Bloch (Ibis edizioni). Nel volume il buddismo viene presentato come «una civiltà planetaria basata sulla non violenza», come «soprattutto un'etica, una pratica e una spiritualità». Libri/2 L'avventura senza ritorno. Intervento e ingerenza umanitaria nell'ordinamento giuridico e nel magistero pontificio Per chi vuole districarsi nei concetti di intervento e ingerenza umanitaria, recentemente entrati anche nel linguaggio della diplomazia vaticana, è appena arrivato nelle librerie un volume che ne traccia le origini e le modalità di inserimento nel recente magistero pontificio. Si tratta di L'avventura senza ritorno. Intervento e ingerenza umanitaria nell'ordinamento giuridico e nel magistero pontificio (Edizioni Plus, Università di Pisa, pp. 206, 10 euro). Ne è autore Pierluigi Consorti, giovane docente del corso di laurea in Scienze per la pace nell'Università di Pisa, dove dirige lo “Sportello per i diritti umani/Human rights centre”. Il volume, che vede la luce dopo l'11 settembre, non manca di trattare temi di attualità come la «guerra per i diritti umani» o la “nuova” «guerra contro il terrorismo». q
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Che si trattasse di una storia particolare lo si intuiva già dalla copertina e dall'insolito colore nero di gran parte delle pagine. Leggendo poi l'albo se ne ha la certezza. Manfredi , dopo il positivo esordio di Tito Faraci del mese scorso, torna alle redini della testata riprendendo il filone degli Antichi , quei sacerdoti tiranni dotati di straordinari poteri, a capo di un popolo scomparso da secoli, atavico nemico dei Sioux. Li avevamo lasciati un anno fa, quando resero schiavo nelle Grotte del Vento l'ultima creatura ancora in vita creata da Aiwass e inseguita da Ned. Li ritroviamo ora, scoprendo qualcosa di più sui loro riti e conflitti intestini, tramite l'espediente della visione, che porterà Magico Vento a rivivere in prima persona eventi lontani nel tempo. La storia risulta appassionante e ben costruita, grazie ad una sceneggiatura praticamente impeccabile. Manfredi gestisce con sostenuto ritmo narrativo i vari stacchi tra i due piani temporali su cui si svolge l'azione, correlando e intrecciando strettamente le due trame e facendole poi convergere nel finale. Non è un caso che le matite di questo numero siano state affidate a Goran Parlov : non sarà il miglior disegnatore della serie, ma il suo tratto è comunque efficacissimo e particolarmente adatto all'ambientazione dell'albo. Davvero realistica la recitazione dei personaggi, di cui riesce a trasmetterci ogni sfumatura dello spettro emotivo e di grande atmosfera i chiaroscuri, netti, con cui riproduce abilmente il gioco di luci e ombre. Parlov si conferma inoltre un bravissimo interprete della bellezza femminile, regalandoci degli stupendi primi piani di Sette Frecce . Tra lei e Rifiuta-di-Smettere è una battaglia a colpi di fascino! In conclusione, abbiamo tra le mani un numero eccellente sotto tutti gli aspetti e, per la gioia di noi lettori, possiamo solo augurarci che le strade di Ned e degli Antichi tornino presto a incrociarsi.
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Inviato da via libera il 11 Maggio 2005 alle 13:58:59 in risposta a Re: Ah si ????? scritto da bakeca in viadurini vuota il 11 Maggio 2005 alle 13:21:12 » » » il buon galliani ha ragione nel dire questo, è verissimo! » » » purtroppo però una sconfitta così brucia; brucia perchè la juve da buona provincialotta segna e si chiude in difesa, del piero tocca 3 palloni (numero che supera largamente la sua media annuale) e pare il fenomeno!!! » » » il milan sbaglia nello schierare sempre i soliti 11 leoni, che sono dei leoni, ma non delle macchine, e la stanchezza è evidente semplicemente guardando il nostro re d'europa, autentica macchina da gol, ed autentico giocoliere, ed attaccante in assoluto più forte d'europa. ma anche lui ha il diritto di essere stanco e di non farcela più, e peccato se questo accade proprio contro la juve, squadra di tutto rispetto ma palesemente inferiore!!! » » » pazienza, spero (ma non troppo) nel miracolo parma!!per il resto mi chiudo in silenzio stampa (la verità è che mi dopo anche io qualche volta!) » » » tutti a instambul! » » E allora chiedi al buon Galliani quanto vale una Mitropa Cup e 2 anni in serie B !?!?!? » » Diciamo 6 CL in meno !!!! » » AH AH AH AH AH AH AH !!!!!!! » » Carissima Vivi la Juve STRAMERITA di vincere il suo 28°(ventottesimo!!!) SCUDETTO, è stata in testa dalla prima fino all'ultima giornata (e mi sto toccando....) !!!!! » » E poi non so se ti ricordi, ma una volta io e te avevamo scommesso se arrivasse prima la Juve alla terza Stella o il Milan alla seconda.... » » Mi sa che perdi anche qua...... » Facciamone un'altra di scommessa, becero. Scommetti che arriverà prima la juve a 5 Champions League piuttosto che il Milan a 10...............................................................................................................................................DIECI, continua a sognare.... Va beh....e allora facciamo quella definitiva : Chi vince per primo la MITROPA CUP !!!!!!!!!!!!!!! AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH !!!!!! NEOPROMOSSI DEL CAXXOOOOOOOO !!!!!!!!!!! Risposte: Rispondi Nome: Password: E-Mail (opz.): Oggetto: Commenti: » » » » il buon galliani ha ragione nel dire questo, è verissimo! » » » » purtroppo però una sconfitta così brucia; brucia perchè la juve da buona provincialotta segna e si chiude in difesa, del piero tocca 3 palloni (numero che supera largamente la sua media annuale) e pare il fenomeno!!! » » » » il milan sbaglia nello schierare sempre i soliti 11 leoni, che sono dei leoni, ma non delle macchine, e la stanchezza è evidente semplicemente guardando il nostro re d'europa, autentica macchina da gol, ed autentico giocoliere, ed attaccante in assoluto più forte d'europa. ma anche lui ha il diritto di essere stanco e di non farcela più, e peccato se questo accade proprio contro la juve, squadra di tutto rispetto ma palesemente inferiore!!! » » » » pazienza, spero (ma non troppo) nel miracolo parma!!per il resto mi chiudo in silenzio stampa (la verità è che mi dopo anche io qualche volta!) » » » » tutti a instambul! » » » E allora chiedi al buon Galliani quanto vale una Mitropa Cup e 2 anni in serie B !?!?!? » » » Diciamo 6 CL in meno !!!! » » » AH AH AH AH AH AH AH !!!!!!! » » » Carissima Vivi la Juve STRAMERITA di vincere il suo 28°(ventottesimo!!!) SCUDETTO, è stata in testa dalla prima fino all'ultima giornata (e mi sto toccando....) !!!!! » » » E poi non so se ti ricordi, ma una volta io e te avevamo scommesso se arrivasse prima la Juve alla terza Stella o il Milan alla seconda.... » » » Mi sa che perdi anche qua...... » » Facciamone un'altra di scommessa, becero. Scommetti che arriverà prima la juve a 5 Champions League piuttosto che il Milan a 10...............................................................................................................................................DIECI, continua a sognare.... » Va beh....e allora facciamo quella definitiva : » Chi vince per primo la MITROPA CUP !!!!!!!!!!!!!!! » AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH !!!!!! » NEOPROMOSSI DEL CAXXOOOOOOOO !!!!!!!!!!!
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DATI ANAGRAFICI Dati anagrafici Nato a Napoli il 12.09.1938, si è laureato nel 1963 con il punteggio di 110/110 e lode in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Napoli. Curriculum Titoli accademici - Professore ordinario di Economia dello sviluppo nella Facoltà di Economia "Federico Caffè" dell’Università di Roma Tre - Presidente del Consiglio di Corso di laurea in Economia, Istituzioni e Finanza della Facoltà di Economia "Federico Caffè" - Assistente ordinario (anni 1968/1976) e professore incaricato (anni 1973/1976) di Economia politica nella Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Napoli - Libero docente in Politica economica e finanziaria (anno 1971) - Vincitore del concorso a cattedra di Economia politica (anno 1976), ha ricoperto quest’insegnamento prima nella Facoltà di Economia e Commercio (anni 1976/1980), poi nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Napoli "Federico II (anni 1981/1985) - Negli anni 1986/1988 è stato professore ordinario di Economia politica e professore incaricato di Economia regionale nella Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Roma "La Sapienza" - Ha fatto parte del Consiglio di presidenza della Società Italiana degli Economisti (anni 1989/1992) - Dirige una collana di testi in Economia dello sviluppo pubblicati dalle Edizioni Scientifiche Italiane (ESI) di Napoli Esperienze professionali - Ha fatto parte del Consiglio di amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno (anni 1976/1978) - Consulente economico del Ministero per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno (anni 1979/1987) - Membro del Comitato tecnico scientifico presso il Ministero del Bilancio e della Programmazione economica (anni 1988/1990) - Presidente della Commissione ministeriale per la riforma degli interventi pubblici nelle aree depresse del Paese (autunno 1992) - Componente dell’Osservatorio delle politiche regionali (anni 1993/1995) - Vicepresidente della società pubblica Sviluppo Italia s.p.a. (anni 1999/2000) - Membro del Comitato tecnico scientifico della Regione Campania (anni 1994, poi 2002) - Iscritto dal 1989 all’Albo dei pubblicisti, Ordine nazionale dei giornalisti, collabora con quotidiani e riviste Aree di ricerca - Economia dello sviluppo, con particolare interesse per il Mezzogiorno d’Italia - Macroeconomia - Analisi delle interdipendenze settoriali - Matrici di contabilità sociale e modelli di equilibrio economico generale computabili
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Il consiglio comunale non approva il nuovo piano regolatore Presentato il nuovo Prg, nessuna variazione per l'area ex Lazzaroni Gilli avanza diversi dubbi sul futuro dell'area ex Lazzaroni Ex Lazzaorni, proposta una seduta consigliare aperta ai cittadini Centrosinistra di Uboldo: «Aries 2000, una Super Entità Politica» Social Forum: «I rapporti sociali non devono essere un business» Eco90 : «Vogliono trasformare Uboldo in un dormitorio» Aries 2000: «Sul volantino del Centrosinistra molte inesattezze» «Il sondaggio telefonico sull'area Ex Lazzaroni è una presa in giro» Ex Lazzaroni: in arrivo quattro mila lettere per informare i cittadini Centrosinistra: «L'amministrazione prenda una posizione ufficiale» Snodo autostradale di Origgio, al vaglio la proposta Origgio futura capitale del divertimento? Aries 2000: 25 miliardi per sistemare la viabilità Uboldo – L'associazione ecologista cittadina chiede che tutti i candidati in lista per le prossime amministrative esprimano una posizione chiara sul futuro dell'area Eco 90: «Che tutte le forze politiche si espongano sulla Ex-Lazzaroni » L'Associazione di Iniziativa Ambientale ECO 90 torna a parlare dell'area ex-Lazzaroni. Durante l'ultimo consiglio comunale, svoltosi il 9 aprile, si sarebbe dovuto approvare il cambio di destinazione dell'area ex Lazzaroni da "industriale" a "speciale", ma il consiglio all'unanimità ha preferito non cambiare la destinazione dell'area. L'associazione ecologista, che da ormai un anno combatte contro la costruzione del grosso centro di intrattenimento relazionale familiare proposto dalla società Aries 2000, non ha nascosto la propria soddisfazione . «Siamo stati i primi, nel lontano marzo 2001, a far conoscere ai cittadini uboldesi l'entità del progetto e a prendere immediatamente una posizione contraria - spiegano i rappresentanti di Eco 90 - Fin da allora avevamo detto che Se questo progetto di centro commerciale-ricreativo può provocare un peggioramento della nostra qualità della vita è giusto che i nostri politici abbiano il coraggio di dire: No grazie!". Finalmente ci hanno ascoltati Visto il rifiuto del Sindaco di indire un Referendum Istituzionale, abbiamo poi deciso di mobilitarci, con la consueta determinazione ed entusiasmo, organizzando un Referendum Popolare che desse voce agli uboldesi per esprimersi riguardo alla destinazione dell'area ex-Lazzaroni. Muniti di cabine elettorali, urna, schede elettorali con un quesito chiaro (Sei favorevole a trasformare da industriale a commerciale l'area ex-Lazzaroni per permettere la costruzione di un centro commerciale-ricreativo di 55.000 mq.?), abbiamo cominciato questa sfida. Ora, pur convinti che la nostra mobilitazione su questo fronte dovrà continuare a lungo, ci godiamo questa vittoria per la quale ci siamo molto impegnati, convinti di aver contribuito soprattutto ad informare gli uboldesi, sensibilizzandoli sul futuro del proprio paese». L'associazione quindi, in vista delle prossime elezioni amministrative del 26 maggio, chiede ufficialmente «a tutte le coalizioni politiche che tutte dichiarino nel proprio programma elettorale, in modo trasparente e chiaro, la propria contrarietà al progetto di centro commerciale-ricreativo propostoci dalla società ARIES 2000». Una domanda che nei dibattiti dell'ormai iniziata campagna elettorale non mancherà di certo.
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In breve: Da un articolo del Corriere della Sera "Secolo d'Italia" gli intellettuali rispondono alla proposta di Giovanni Raboni. Unico scettico Baget Bozzo. Destra e sinistra: che il dialogo cominci Caro Baget-Bozzo a chi ti riferisci quando parli di "intellettuale più intransigente del politico"? A noi sembra tutto il contrario. Un intellettuale non è schierato "politicamente", .... Articoli correlati Project financing: ancora una volta Lega e Ds "alleati" contro il sindaco. Forza Italia da sempre incerta, si ottura il naso e gira l'angolo. a cura di Ufficio Stampa | 19.04.2004 Finalmente multati adolescenti imbrattatori e vandali a cura di Ufficio Stampa | 18.04.2004 Uls 8: un buco da 11 milioni di euro. La Cgil critica la direzione. Risposta: "Il deficit? Non è colpa del personale" a cura di Ufficio Stampa | 18.04.2004 Ricerca Cerca nel sito Pubblicità --- Angelo Miatello, I Quaderni del Museo Giorgione ,B+M Edizioni-AIDA ,(Vol. 1 e 2 già usciti,2003);A.M., Un'introduzione alla storia della scultura di Antiche Civiltà ,B+M Edizioni,Padova,2001,p.198;AA.VV, Le commerce international de l'art et le droit ,(CCI Publishing,Paris,1990-91-93-94), rapports de J.B. et A.M.;A.M., Le vol,le recel et le blanchissage d'objets d'art en droit pénal international , Travaux séminaire Lalive,Genève,Uni-Droit,1993,pp.547-584; A.Miatello, Les armes nucléaires en droit international ,Peter Lang, Berna,1987,p.746; A.M., International Nuclear Agreements, A quadrilingual Glossary , Peter Lang,1988;A.M. United Nations Organization, Multilingual Glossary ,Peter Lang,1988; La non-prolifération des armes nucléaires et l'ambiguité de la filière surgénératrice nucléaire européenne ,Peter Lang, 1986; --- Jeanne Belhumeur, Droit international de la Mode ,Canova, Treviso,2000,p.300;J.B., Giorgione e la Pala di Castelfranco. Aspetti storici, scientifici e giuridici (vol.1).Aspetti culturali (vol.2) ,Atti del 37.Incontro pubblico AIDA per la salvaguardia della Pala, Treviso, Ca'dei Carraresi,1997;J.B. Il Premio Letterario Campiello edizione 1997-1998 in Internet. Dossier curato da J. Belhumeur per il portale Cyberlogic.it;J.B., Sauvegarde du Patrimoine artistique mondial , Recueil des actes du syposium AIDA de Venise,1995,p.130;J.B. e altri, Statuti dell'Unione Mondiale degli Autori del Cinema e dell'Alta Corte Internazionale per la Libertà d'espressione ,51.Mostra del Cinema, Venezia,1995;J.B. e Ch. Dominicé, Cours d'organisation internationale ,Genève, Uni-Droit,1994-95;J.B., Les déplacements et les retentions illicites d'enfants à l'étranger par un des parents ,IUHEI,Genève,1988,p.109. Articolo del 07.02.2003, a cura di Angelo Miatello Da un articolo del Corriere della Sera "Secolo d'Italia" gli intellettuali rispondono alla proposta di Giovanni Raboni. Unico scettico Baget Bozzo. Destra e sinistra: che il dialogo cominci Caro Baget-Bozzo a chi ti riferisci quando parli di "intellettuale più intransigente del politico"? A noi sembra tutto il contrario. Un intellettuale non è schierato "politicamente", .... Destra e Sinistra, quale dilemma per dialogare. Da un articolo del Corriere della Sera di venerdì 8 febbraio, "Secolo d'Italia" gli intellettuali rispondono alla proposta di Giovanni Raboni. Unico scettico Baget Bozzo. Destra e sinistra: che il dialogo cominci". Mercoledì scorso, su queste pagine, Giovanni Raboni ha lanciato, se non un appello, almeno una proposta, agli intellettuali di destra: «Perché, oltre a organizzare convegni per parlare fra di loro della loro identità e delle loro radici e per raccogliere il verbo dei loro referenti politici, non organizzano anche qualche convegno per parlare con gli intellettuali di sinistra?». Ieri loro, gli intellettuali di destra, hanno risposto presente. Lo hanno fatto in un articolo a firma Aldo Di Lello pubblicato sulle colonne del Secolo d'Italia , il quotidiano di Alleanza Nazionale. Così il dialogo, in qualche modo, è cominciato. E se Gennaro Malgieri, tra gli organizzatori del grande convegno di Todi a cui Raboni faceva polemicamente riferimento, dice di credere a un dialogo che dovrebbe non solo far nascere proposte concrete, ma anche «stabilire un clima accettabile per la dialettica politica e culturale», Marcello Veneziani non pensa che sia possibile comunque un partito trasversale, «anche perché l'intellettuale non deve avere una militanza ma deve essenzialmente servire le idee», deve essere insomma disorganico. Naturalmente il dialogo non è privo di punte polemiche. Così Veneziani, come anche Fausto Gianfranceschi, sottolinea che finora «le resistenze e le ostilità sono venute più da sinistra che da destra», mentre secondo Gianfranco De Turris è importante che questa proposta venga da un «significativo intellettuale che normalmente viene etichettato di sinistra», anche perché prima «gli intellettuali cosiddetti di destra erano considerati di serie B». Il presente dunque, anche secondo Franco Cardini, offrirebbe nuove aperture, a sinistra, insomma, si sentirebbe una musica nuova. Ma lo spettro degli argomenti su cui discutere dovrebbe essere più ampio di quello suggerito da Raboni (la riforma della scuola, la situazione della ricerca scientifica, l'uso della televisione pubblica, i rapporti fra istituzioni e società civile e fra etica e politica): «Sarebbe interessante - dice Cardini - parlare anche dei modi di vivere occidentali, dell'ideologia del mercato, del bisogno di religiosità o del rapporto tra cultura e società». E se Domenico Mennitti, direttore di Ideazione , dichiara che «la cultura dialoga molto più di quanto non faccia la politica», l'unico a dichiararsi completamente scettico sulla proposta Raboni è Gianni Baget Bozzo. «L'intellettuale - dice - è una figura creata dalla sinistra, è una categoria non culturale ma politica e quindi deve essere per forza schierato. Se, sul piano politico, sono possibili il confronto e il compromesso, lo stesso non accade sul piano culturale. L'intellettuale, insomma, sarà sempre più intransigente del politico». Caro Baget-Bozzo a chi ti riferisci quando parli di "intellettuale più intransigente del politico"? A noi sembra tutto il contrario. Un intellettuale non è schierato "politicamente", cioè con uno specifico partito come lo sei tu (e come molti altri sei una specie di cavalletta italica), è piuttosto legato a taluni principi che lo rendono "intellettualmente" sopra le parti. Spesso l'intellettuale vero e non quello fasullo o a turno è costretto di frequentare certi ambienti perché i soli a dargli ospitalità e modo di sentirsi vivo a parlare, a suggerire, a dire la sua. Non bisogna confondere con il lieto vivere in provincia, sonnolenta e distratta per i grandi temi, e quello invece in città (piccole o grandi non importa) dove ci siano strutture e micro ambienti in cui ci si confronta e si viene "inviatati a far parte". Poi se nell'urna si vota l'uno o l'altro candidato, a seconda del piacimento della persona, questa è una questione di pura libertà democratica ed individuale. Esser colto non vuol sempre significare intellettuale, nonostante questa figura sia apparsa in Italia molto tardivamente rispetto ad altre società liberali. Purtroppo, chi per vantarsi, chi per disprezzarne le qualità, l'intellettuale è sempre stato visto come binomio di "intellettuale di sinistra". Bastava criticare il sistema, o forse essere di parte laica che si era "etichettati" di "sinistra". Il mondo che gira attorno alla Chiesa, soprattutto nelle Regioni come il Veneto che ha visto un tessuto molto esteso di preti, moneghe, consigli pastorali, collegi e scuole cattolici, seminari (da dove sono usciti più del 50%% dei sindaci e dei politici nostrani), insomma un indotto di qualche milione di cittadini (se si contano le famiglie), di certo non ha mai potuto sopportare chi la criticava. Perché già all'interno di essa le forze "moderniste" spesso vengono schiacciate e ridotte a piccolissime correnti dalle lobby più "conservatrici", reazionarie e dogmatiche. La Chiesa sembra di tutti, quando per tutti significa pregare per conto proprio. Ma quando ti metti a chiedere il perché o darne giudizi ragionevoli contrari, il prete di turno (anche lui un intellettuale) ti mette al bando. Se poi per pacifica convivenza e per interesse reciproco, la Chiesa si sia trasformata in "Baroccona", pomposamente ricca di suppellettili, fiori, icone, feticci ed altro, con il contrasto che dal pulpito si parla di "fame nel mondo" e "guerre fratricide", è una questione di opportunismo politico per la sopravvivenza. La Chiesa fa politica come può, con l'amicizia, con la benedizione, con l'incasso, con la minaccia e cosa grave con l'inciucio. Sì anche la Chiesa è divenuta "inciucessa", cioè spesso e volentieri invade il campo altrui quando non lo dovrebbe. La Chiesa italiana è sui generis, per la sua fortuna di essere sorta e cresciuta a Roma. Ci vorranno altri cent'anni per portarla ad un livello più spirituale e meno materiale, cioè politico-partitico? O sarà il contrario, cioè lo Stato si trasformerà in una Monarchia spirituale-laica che con la globalizzazione potrà controllare mezzo mondo di affamati e senza tetto? 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G. Leopardi dallo “ Zibaldone dei pensieri ” (19/22 Aprile 1826) Entrate in un giardino di piante, d'erbe, di fiori. Sia pur quanto volete ridente. Sia nella più mite stagione dell' anno. Voi non potete volger lo sguardo da nessuna parte che voi non vi troviate del patimento. Tutta quella famiglia di vegetali è in istato di souffrance , qual individuo più, qual meno. Là quella rosa è offesa dal sole, che gli ha dato la vita; si corruga, langue, appassisce. Là quel giglio è succhiato crudelmente da un'ape, nelle sue parti più sensibili, più vitali. Il dolce mele non si fabbrica dalle i ndustriose, pazienti, buone, virtuose api senza indicibili tormenti di quelle fibre delicatissime, senza strage spietata di quei teneri fiorellini.
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LA SPEDIZIONE È IN FORMA RACCOMANDATA (5 gg.) Se vuoi ulteriori informazioni chiama il 349-2689058 Questo testo è un importante esperimento che potrebbe rivelarsi molto utile in futuro per poter diffondere le nostre pubblicazioni a costi estremamente bassi. Il testo è in formato PDF (ormai su tutti i sistemi è presente il lettore, reader, Acrobat per i formati PDF: se non lo avete scaricatelo gratuitamente Cliccando Qui ) e verrà inviato via e-mail a chi lo acquisterà dal nostro sito con pagamento On Line (Carta di Credito). Una volta ricevuto via mail, potrete leggerlo e stamparlo comodamente. Come noterete costa solo 0,80 euro. Poiché le spese di spedizione postale sono fisse (5,70 euro), se lo acquistate singolarmente il costo complessivo sarà di 5,50 euro. Il prezzo promozionale di 0,80 euro è quindi riservato a chi lo acquisterà insieme ad altri testi o servizi (per i quali comunque si pagherebbero le spese fisse di spedizione). Il testo è un'insostituibile guida pratica ai forni a microonde attualmente sul mercato. Ovviamente essendo in formato elettronico è sempre aggiornato.
CURRENT URL http://www.affari-web.it/barzellette/barzellette_2.htm
barzellette 1 - barzellette 2 - barzellette 3 - barzellette 4 - barzellette 5 - barzellette 6 Un uomo e una donna si scontrano in un incidente in macchina. Le due automobili sono distrutte, ma nessuno dei due è ferito. Riescono a strisciare fuori dalle loro macchine sfasciate e la donna fa all'uomo: "Non posso crederci: tu sei un uomo... io una donna. E ora guarda le nostre macchine: sono completamente distrutte eppure noi siamo illesi". Questo è un segno Dio: voleva che ci incontrassimo e che divenissimo amici e che vivessimo insieme in pace per il resto dei nostri giorni..." E lui: "Sono d'accordo: deve essere un segno del cielo!" La donna prosegue: "E guarda quest'altro miracolo... La mia macchina è demolita ma la bottiglia di vino non si è rotta. Di certo Dio voleva che noi bevissimo questo vino per celebrare il nostro fortunato incontro..." La donna gli passa la bottiglia, lui la apre, se ne beve praticamente metà e la passa a lei... Ma la donna richiude la bottiglia e la ridà a lui... L'uomo le chiede: "Tu non bevi??" E lei risponde: "No... io aspetterò che arrivi la polizia..." Italia, luglio 2002 Siamo su un treno ed in uno scompartimento ci sono 3 viaggiatori un coreano un italiano ed una bellissima danese. Ad un certo punto il treno passa attraverso una galleria e si sente uno schioccare di bacio e poi subito, fortissimo, il rumore di uno schiaffo. Il treno esce dalla galleria e si vede il coreano con una guancia arrossata e la caratteristica impronta delle 5 dita. "Il coreano pensa: l'italiano avrà tentato di baciare la danese e lei, al buio, ha sbagliato e mi ha colpito." "La danese pensa: il coreano voleva baciarmi, ma si è sbagliato ed ha baciato l'italiano che lo ha colpito." "L'italiano pensa: alla prossima galleria faccio di nuovo il rumore del bacio e tiro un altro schiaffo a quello stronzo di coreano..." In una foresta un orso sta rincorrendo un coniglio e mentre sta per agguantarlo salta fuori una rana magica che urla: "Fermi tutti!! Io sono una rana magica e ho deciso di dare a voi due la possibilità di esaudire tre desideri ciascuno!". L'orso lascia andare il coniglio, ci pensa su un attimo e dice: "Voglio che tutti gli orsi di questa terra, tranne me, diventino femmine". E il coniglio di rimando: "Ed io, io voglio un casco, voglio un casco!". L'orso si mette a ridere per la stupidità del coniglio: "Ma come, con tutto quello che potevi chiedere, chiedi un casco?". La rana: "Va bene, sarete accontentati! Ed ora il secondo desiderio". L'orso sempre più arrapato: "Voglio che tutte le femmine orse di questa terra siano bellissime!". Ed il coniglio: "Io voglio una moto, voglio una moto!". E l'orso giù a ridere per come il coniglio stia sprecando i suoi desideri. La rana: "Sarete accontentati, e ora il terzo ed ultimo desiderio." L'orso: "ora voglio che tutte le orse del mondo facciano ogni giorno la fila per venire a casa mia!". Il coniglio mette il casco, sale sulla moto, accende il motore, ingrana la prima e urla:" Io voglio che questo stronzo di orso diventi frocioooooooo!!!!!!!!". Un punk e una suora siedono accanto in autobus. Il punk molesta continuamente la suora con avances e proposte di vario genere, e la poverina infastidita prima fa finta di niente, poi cambia posto, ma e tutto inutile. Alla fine chiede al conducente di intervenire. Il conducente fa una bella cazziata al punk, poi, appena la suora scende alla sua fermata, dice al punk nell'orecchio: "Pero hai ragione, seppure suora è una bella gnocca... ti voglio dare una dritta: ogni sera verso mezzanotte lei prende il mio autobus e si fa portare al cimitero. Una volta le ho chiesto perchè, e lei dice che li aspetta lo Spirito Santo... prova a andare al cimitero di notte pure tu, e forse..." Quella notte, il punk si apposta dietro una lapide. Appena vede la suora che si inginocchia pregando, esce, avvolto in un candido lenzuolo, e fa: "Sorella, sono lo Spirito Santo, pronto a congiungermi con te!!!" E la suora: "Oh, che disdetta, ti aspetto da anni, e arrivi proprio nel periodo sbagliato del mese. Ti toccherà prendermi da dietro..." Detto, e ovviamente fatto. Alla fine della copula, il punk si rivela: "Sorella, guardami bene...mi riconosci? sono il punk di stamattina! hahahahahahaha!" E la suora: "Coglione, guardami bene... mi riconosci? Sono il conducente dell'autobus!!!" "Signorina..sa dirmi cosa mangiano le vergini a colazione?" "Non saprei...." "Lo immaginavo.." C'è una prostituta in strada, è notte, notte americana da film americano. Si ferma una lunghissima limousine, a bordo un autista con una gran boccia di capelli ricci e una folta barba, il tutto un pò afro, e dietro una strana specie di fighettone fricchettone con i capelli lunghi, tutti impomatati, la barba, con un vestito bianco lungo, da figlio dei fiori. La caricano e la macchina parte nella notte: gira tutta la notte, sul sedile dietro lui e lei fanno di tutto, l'autista impassibile al suo posto. Albeggia, la macchina si ferma al belvedere. Mentre lui comincia a ricomporsi, lei sospira stravolta, lo guarda e gli dice "Ma te l'ha mai detto nessuno che trombi da Dio?" E lui si tira a sedere, si guarda in giro con aria stupita, con una pedata la caccia fuori dall'auto e dice all'autista: "Metti in moto, Pietro... siamo stati scoperti!" Ci sono un ingegnere, un carabiniere ed un uomo di colore nella sala di attesa di un reparto maternità, che aspettano la nascita dei loro bimbi. Ad un certo punto, dalla sala parto esce un'infermiera con i tre bambini in braccio che si avvicina loro dicendo: "Ecco, i vostri figli sono nati! Sono belli e in buona salute ma c'è un problemino: purtroppo c'è stato un pò di caos in sala parto, sono stati scambiati i braccialetti con i nomi e non si sa più chi è figlio di chi! Dovreste vedere voi di riuscire a riconoscere il vostro bambino...". Detto questo l'ingegnere si avvicina all'infermiera e prende dalle sue braccia il bambino di colore. Immediatamente l'uomo di colore tenta di strappargli il bambino dalle braccia urlando: "Questo non può essere suo figlio! Non vede: è di colore come me! È chiaro che è il mio bambino! Lo lasci subito!" E l'ingegnere per tutta risposta: "Io non lascio un bel niente! Finché non salta fuori il figlio del carabiniere...IO MI TENGO QUESTO!"
CURRENT URL http://www.001design.it/forum_italiano/thread.php?id=948
Flash: reindirizzare una presentazione. Ciao a tutti. Un mio amico ha realizzato una presentazione Flash a questo link: http://www.geocities.com/sanpaolotp/nuova.html Premesso che non ho mai adoperato Flash (ho la versione prova MX), come posso fare per bloccare la presentazione che si riproduce all'infinito e reindirizzarla a: http://www.geocities.com/sanpaolotp/home.html Grazie Mille 29 Jan 2005 @ 14:35 China Membro Normale Messaggi: 68 Allora per fermare la presentazione: - apri il filmato .fla; - spostati sulla linea temporale subito sopa lo stage; - cliccla sull'ultimo fotogramma presente del filmato; vai nel pannello azioni sotto lo stage e scrivi: stop(); Il reindirizzamento della pagina non è stato fatto in flash ma semplicemente in html. Nella pagina che contiene il filmato scrivi tra i tag
dove il numero del content risulta essere il timer in secondi (quindi dopo 5 secondi va alla pagina stabilita) e pagina.html è la pagina a cui deve essere indirizzato dopo la scadenza del timer. Devi cambiare il valore a seconda della durata del filmato flash. Ciauz!! 30 Jan 2005 @ 09:02 Times in GMT -5. Orario italiano: -6 ore. [ Rispondi ] Nuovo messaggio dalla tua ultima visita. Messaggi già visti. Salta al forum: scegli quale: -- Forum italiano sul design e sulla comunicazione visiva. Forum dedicato al lettering italiano. Progettazione, design e comunicazione visiva. Concorsi di design. Mostre ed eventi. Annunci e offerte. Vetrina per le aziende. Vetrina per i designer. -- Problemi sui programmi di grafica 2d e 3d. Acrobat, forum italiano Adobe Audition, forum italiano. After Effects, forum italiano Director, forum italiano Dreamweaver, forum italiano Fireworks, forum italiano Flash, forum italiano Illustrator, forum italiano Maya, forum italiano. Photoshop, forum italiano Rhinoceros, forum italiano Xpress, forum italiano Altri software di grafica. -- Forum italiano sulla programmazione e sui problemi di informatica base. ASP Windows e sistemi operativi. Problemi di informatica base. Incompatibilità hardware/sistemi operativi Virus e antivirus -- Commenti su 001design.it e forum per gli addetti ai lavori. Commenti e feedback su 001design.it Forum ad uso esclusivo per gli addetti ai lavori. -- Tutorial, lezioni e condivisione spontanea della conoscenza. 3d: lezioni, tutorial e consigli. Director e il Lingo. Flash e actionscript Html e web publishing. Programmazione -- Torna al forum di 001design.it - Contatta l’amministratore del forum. Forum powered by FunkBoard vCF0.66 - Italian translation and layout powered by: Paolo Molfese.
CURRENT URL http://bellezza.bottegaverde.it/sconti/creme-antirughe.htm
Le creme antirughe Bottega Verde restituiscono al tuo viso compattezza, luminosità; scoprile insieme agli altri trattamenti antirughe nel sito BottegaVerde.it. Creme antirughe Bottega Verde NUTRIMENTO SIN DAL RISVEGLIO Di giorno nutrono, ammorbidiscono e proteggono la pelle dagli agenti esterni. Di notte , favoriscono il naturale processo di rinnovamento della pelle e ne rinforzano i sistemi di difesa. Questo è il valore aggiunto dei cosmetici nutrienti e antirughe. La loro formulazione arricchita rende meno visibili i segni d'invecchiamento, la disidratazione, i gonfiori e le occhiaie . Sperimenta sulla tua pelle l' efficacia del cosmetico nutriente. Sin dal risveglio!
CURRENT URL http://www.area.fi.cnr.it/r&f/n5/franco.htm
Franco: dai nostri laboratori nuove specie di pesci Direttore dell'Istituto di Biologia del Mare Quali sono i settori di attività dell'Istituto? L'Istituto, nato nel 1946 come Centro Nazionale di Studi Talassografici e divenuto nel 1968 Istituto di Biologia del Mare, ha per statuto lo scopo di svolgere in modo permanente attività di ricerca nei campi dell'oceanografia biologica e della biologia marina e lagunare. Uno dei reparti si occupa di ecologia planctonica e produttività. Esso effettua ricerche di oceanografia descrittiva, chimica e biologica, con particolare interesse alla distribuzione dei nutrienti e del materiale particellato biogenico e alla produzione primaria. Nave oceanografica Umberto D'Ancona Si tratta di ricerche che studiano la fase iniziale dell'organicazione del carbonio, elemento di cui sono composti tutti gli organismi, ossia quei processi in cui, l'energia della luce, inizialmente catturata dalla clorofilla, viene usata per fissare il carbonio inorganico e trasformarlo in molecole sempre più complesse che vanno poi a costituire gli organismi. Tale trasformazione si verifica in mare ad opera delle alghe e di piante superiori che si trovano sul fondo e, nelle zone costiere, attraverso il fitoplancton. Sapere quanto carbonio viene fissato e in quali masse d'acqua è importante per avere una conoscenza più dettagliata della catena alimentare e, dunque, anche di quanto questa può essere alterata dall'uomo per i suoi usi alimentari. Un altro gruppo si dedica allo studio dell'ecologia bentonica e alla sedimentologia. Questo reparto effettua ricerche sul materiale particellato sia in ambiente lagunare sia marino e sui rapporti tra la colonna d'acqua e il sedimento di fondo. L'Istituto studia inoltre l'inquinamento marino e lagunare con analisi chimiche sull'acqua, sul sedimento, sul materiale sospeso e sui tessuti di organismi di idrocarburi alifatici e aromatici, erbicidi e detersivi. Queste ricerche, che vengono effettuate mediante gascromatografia, cromatografia in fase liquida e spettrometria di assorbimento atomico, hanno come obiettivo principale la misurazione degli effetti biochimici, fisiologici e istopatologici che tali inquinanti hanno sugli organismi marini e lagunari, oltre che quello di raccogliere informazioni in grado di supportare interventi adeguati di disinquinamento e valide azioni di prevenzione. Quelle che mi ha illustrato finora sono, è evidente, tutte ricerche di tipo fondamentale; l'Istituto svolge anche studi di tipo applicativo? Uno dei reparti dell'Istituto si dedica all'acquacoltura. I ricercatori di questo settore sono impegnati in ricerche sulle caratteristiche biologiche ed ecologiche di pesci, crostacei e molluschi bivalvi in varie fasi del ciclo produttivo. Questi studi mirano a controllare l'attività riproduttiva di queste specie con tecniche di condizionamento ormonale e a crearne di nuove attraverso ibridazioni inter- e intraspecifiche e con manipolazione del genoma. I risultati raggiunti in questo campo sono sfruttabili in ambito commerciale dove può esservi la necessità di ottenere varietà di pesci e molluschi dotati di caratteristiche particolari. Quali sono le principali collaborazioni dell'Istituto? L'IBM ha tra i suoi collaboratori sia enti di ricerca sia istituzioni. Nel caso, ad esempio, della partecipazione ad Ascop, un progetto di ricerca cooperativa nell'ambito di un trattato italo-jugoslavo, ha avuto tra i suoi partner, oltre ad altri istituti del CNR (e ad omologhi jugoslavi), anche l'Osservatorio Geofisico Sperimentale. L'Istituto ha poi preso parte al progetto Alpe Adria, costituito da un'associazione tra stati e regioni che si affacciano sul mare Adriatico e finanziato dalle Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto e dal Ministero per l'Ambiente, le cui ricerche miravano a conoscere più a fondo e a risolvere il problema della mucillagine in queste acque. Per la Regione Veneto l'Istituto ha eseguito poi dei lavori di monitoraggio costiero e in mare aperto. Ha in corso collaborazioni con vari Istituti, italiani e stranieri, nell'ambito di programmi CEE/MAST, riguardanti ricerche nei mari Adriatico e Jonio, e nell'ambito del progetto PRISMA, gestito dal CNR per conto del MURST, in Adriatico. Per quanto riguarda invece l'acquacoltura l'Istituto ha rapporti di collaborazione con l'Università di Padova e con enti che possiedono impianti per lo svolgimento di questa attività. Il palazzo, sede dell'Istituto di Biologia del Mare Ritiene che l'attrezzatura di cui dispone l'Istituto sia valida o che invece necessiti di integrazioni? Direi che gli strumenti di cui dispone l'Istituto siano adeguati al tipo di ricerca che esso conduce. L'IBM gestisce infatti una nave oceanografica, la Umberto D'Ancona, dotata della strumentazione e delle attrezzature per la navigazione, le comunicazioni, le misure meteorologiche e le operazioni oceanografiche. Oltre alla Umberto D'Ancona, l'Istituto possiede un motoscafo, il Mysis, per operazioni in mare e costiere ed imbarcazioni minori per l'attività in laguna. Di buon livello sono poi sia la strumentazione di misura e campionamento per operazioni a bordo delle navi sia le apparecchiature dei laboratori a terra che comprendono, tra l'altro, gascromatografi, spettrofotometri, analizzatore automatico per nutrienti, salinometri di precisione e una centralina meteorologica automatica. Vanto dell'Istituto è, infine, una biblioteca specializzata in soggetti legati ai suoi indirizzi di ricerca, che possiede circa 2.500 volumi, che comprendono anche un fondo storico su soggetti tassonomici, botanici e zoologici e 1.023 collezioni di riviste scientifiche.
CURRENT URL http://sport.leonardo.it/strumenti/stampa/articolo.php?rel20pid=601617
Palestre vuote, corsi chiusi, giovani disinteressati. In Cina il kung fu riscuote sempre meno interesse. E per questo si muove il governo. Un tempo lo slogan era "Arricchirsi è patriottico"; ora pare destinato a trasformarsi ne "Il kung fu è patriottico". La Cina della terza era, quella che dopo l'Impero Celeste semi-feudale e l'infatuazione maoista sta sperimentando la fase dell'iperliberismo selvaggio promosso e governato da un sistema politico monopartitico, si trova alle prese con la questione kung fu. In breve: le autorità centrali hanno segnalato la caduta libera in appeal dell'antica arte marziale. La Cina dei giovani monaci che affollavano il monastero di Shaolin, dove si racconta sia nata la disciplina, è stata cancellata da decenni di comunismo prima e da anni di arricchimento sfrenato ora. I ragazzi preferiscono girare per centri commerciali, concerti, discoteche e fast food. Quelli che ancora conservano ammirazione per le arti marziali, affollano le palestre di taekwondo (disciplina coreana) o di boxe thailandese. Addirittura a Pechino l'Università del Popolo ha chiuso i corsi di kung fu per mancanza di iscritti. Per questo a Pechino hanno deciso di correre ai ripari. Il ministero dell'Educazione ha proposto "l'istituzione di corsi obbligatori di kung fu nel curriculm scolastico", le palestre di kung fu avranno agevolazioni statali e finanziamenti pubblici ed è prevedibile anche una massiccia campagna mediatica per propagandarne le virtù presso il pubblico più giovane. Togliere il kung fu alla Cina sarebbe un po' come togliere all'Italia il calcio e rimpiazzarlo con il baseball: è l'indice di una trasformazione culturale che a sua volta denota una progressiva perdita di radici. Non che la Cina sia in crisi d'identità. Come hanno notato molti studiosi (tra cui l'americano Samuel Huntington), la modernizzazione nei paesi orientali assume una caratteristica particolare. Accanto all'industrializzazione la gente riscopre anche l'orgoglio nazionale e le peculiarità asiatiche: lo si è visto nella recente ondata di nazionalismo anti-giapponese prima cavalcata dalle autorità e poi repressa, dato che iniziava a diventare imbarazzante e incontrollabile. Il motivo dunque non è solo patrottico, checché ne dicano i documenti ufficiali delle autorità. Nella Cina dei nuovi mercanti nulla si muove se non lo decide il denaro. Vi sono ragioni pratiche che spingono il governo cinese a difendere l'arte. La prima è che, con le Olimpiadi di Pechino 2008 alle porte, il kung fu dovrebbe essere il biglietto di presentazione della Cina sportiva. Il secondo è che, nel mondo, l'arte marziale cinese riscuote un sempre maggiore successo. In termini di atleti ma anche di appassionati: il nuovo film di Stephen Chow (Kung Fusion) sta spopolando ai botteghini in America e in Asia, ridestando un interesse degno dei tempi di Bruce Lee. Perchè dunque perdere un treno che sembra stia filando benissimo?
CURRENT URL http://it.jvm.it/news/archivio_economia/20050706/
Euro chiude in rialzo a 1,1928 dollari Al termine delle contrattazioni mercato valutario a New York (ANSA) - NEW YORK, 06 LUG - Al termine delle contrattazioni sul mercato valutario di New York, l'euro chiude in rialzo a 1,1928 contro il dollaro.Ieri la moneta unica aveva chiuso a 1,1917 dollari. ( 22:52 ) 22:52 Euro chiude in rialzo a 1,1928 dollari 22:25 Borsa: chiusura negativa per New York 22:00 Chiusura record petrolio a 61,30 dollari 21:02 Alitalia: cancellati domani 92 voli 20:44 Petrolio: nuovo record a 61,20 dollari 20:18 Antonveneta: Abn acquista 0,048% del capitale 20:00 Scioperi: stop di 4 ore per servizi aeroportuali 19:29 Petrolio in rialzo a 60,85 dollari al barile 19:13 Alitalia: ricavi aumentati del 18% da inizio 2005 18:09 Borsa: chiusura in rialzo a Piazza Affari 17:57 Sanita': sindacati annunciano mobilitazione 16:29 Cambi: euro in rialzo a 1,1913 dollari 16:24 Casa: prezzi invariati dall'inizio del 2005 15:45 Borsa New York, apertura invariata 15:03 Cisl: approvato a larga maggioranza nuovo statuto 14:26 Dpef: una finanziaria di 5 miliardi per infrastrutture 14:12 Usa: indice mutui-casa balza del 9,6% 13:40 Dpef: Maroni, crescita costante occupazione 13:32 Air France: via ad accordo con China Southern 12:46 Lavoro: oltre 92 mila posti in piu' nel 2005 12:40 Alimentare: Prosciutto di Parma batte record, ora a +15,6% 11:46 Dpef: Maroni, governo incapace di contenere spesa corrente' 11:29 Antitrust: Eni, tempi lunghi per cessione di Ip 09:38 Petrolio: torna a sfiorare 60 dollari a New York 09:14 Borsa Milano: apertura in rialzo 08:38 Apertura in ripresa per l'euro sui mercati valutari europei 08:22 La Borsa di Tokyo ha chiuso gli scambi in lieve ribasso Link sponsorizzati Economia: scegli il supporto e... Continua con brio la tua carriera scolastica grazie a Cepu! Compila il modulo in... www.diplomaelaurea.net Acquista online libri di econo... Sugli scaffali virtuali della libreria di Bol.com troverai centinaia di offerte,... www.ita-bol.com Economia Jekoo: il tuo portale di ricerca. Consulta le offerte dei nostri inserzionisti o...
CURRENT URL http://agi.it/documentali.pl?id=agionline.ispesl-sicurezzasullavoro&doc=200507251715-0071-...-...--
Standard per la protezione degli effetti a lungo termine dalle emissioni a bassa frequenza Sulla base di un modello che mette in relazione l'esposizione a campi elettromagnetici da elettrodotti e rischio aggiuntivo di morte per eucemia in eta' infantile ( 0-14anni ), concordato nelle riunioni del Gruppo di lavoro congiunto dell'ISPESL, dell'Istituto Superiore di Sanita' (e da quest'ultimo Istituto predisposto), coordinate dal Dipartimento Prevenzione del Ministero della Sanita' (sett.-dic. 1997), si assume che detto rischio sia pari a 2,9 . 10-5 in un anno per ogni microTesla di esposizione. Va sottolineata la grande indeterminazione di questo parametro, derivante da quella del rischio relativo (agli estremi dell'intervallo di confidenza al 95% , si ottiene un rischio aggiuntivo variabile per microTesla da 0,24 . 10-5 a 9,7 . 10-5 ). Per esposizioni superiori, a circa 0,5-0,6 µT , il rischio aggiuntivo supera il rischio di fondo di mortalita' per leucemia infantile. La popolazione che appartiene a tale classe di esposizione e' stimata in 21.000 persone di eta' inferiore a 14 anni , sulla base dello studio di Anversa ed al.: Power Frequency Fields, buildings, and the generaI public: exposure levels and risk assessment (Proceedings of healthy buildings, 1995:113-126). Tale studio evidenzia che gli elettrodotti italiani ad alta tensione trasportano mediamente basse intensita' di corrente, quali si ritrovano negli elettrodotti a media tensione; tuttavia lo studio considera solo gli esposti ai 53.000 km di elettrodotti in alta tensione, trascurando gli esposti a 316.000 km di elettrodotti a media tensione. Ad esposizione piu' elevate, superiori a circa 2 µT (classe di esposizione a cui si stimano appartenere circa 3.600 individui di eta' inferiore a quindici anni, sulla base del citato censimento di Anversa et al.), il rischio aggiuntivo supera il valore del tasso di mortalita' per cause accidentali (per altro particolarmente elevato in eta' pediatrica). Conseguentemente, pur rispettando, per l'esposizione della popolazione al campo magnetico generato dagli elettrodotti, il limite per la tutela degli effetti a breve termine fissato dall' art. 4, del DPCM 23 aprile 1992 , pari a 100 µT ( 1mT per esposizioni acute), si ritiene di poter indicare i seguenti valori indice per il conseguimento dell'obiettivo di qualita': - 2 µT come massimo livello di esposizione al campo magnetico, per esposizioni croniche della popolazione, da raggiungere attraverso opere di risanamento (tale valore non si discosta molto da quello che sarebbe garantito con il rispetto delle distanze di cui all' art. 5 , dello stesso DPCM 23 aprile 1992 : ad esempio, tale livello risulta pari al valore massimo di esposizione generato da un elettrodotto con carico di corrente nominale di 375 A alla tensione di 150kV , alla distanza di 11metri ): per questo motivo appare particolarmente discutibile, da un punto di vista protezionistico, il rinvio dei risanamenti ex art. 5, DPCM 23 aprile 1992 , disposto con DPCM 28 settembre 1995 - 0,5-0,6 µT come massimo livello di esposizione da consentire nelle aree destinate all'infanzia, alle strutture sanitarie e nelle aree residenziali a seguito della costruzione di nuovi elettrodotti.
CURRENT URL http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1087122&tid=1087122&p=1&r=PI
HO PERSO LA FEDE E' successo stamattina, dopo la lettura delle notizie. No, non e' stata certo quella del Papa che, son cento giorni che e' insediato e gia' speriamo nel prossimo. Sembra che nella sua preghiera a Dio perché fermi «la mano assassina» dei terroristi, abbia menzionato gli attentati in Egitto, Gran Bretagna, Turchia e Iraq, “dimenticandosi” di quello che il 12 luglio aveva mietuto cinque vite israeliane a Netanya. All'insediamento si era dimenticato degli spagnoli, le bombe terroriste le ha definite anticristiane “dimenticandosi” l'IRA irlandese, l'OAS francese e i separatisti baschi. Si e' dimenticato anche di essere stato iscritto alle SS… Non c'e' niente da fare: ci ha poca memoria. No la fede non l'ho nemmeno persa 1- dopo aver letto che il presidente colombiano Alvaro Uribe per combattere la cocaina vuole comprarla tutta lui ( 480 tonnellate su una superficie coltivabile di 80 mila ettari). Vedrai se lo sa Bush, con la sua strategia di andare ad occupare i territori di approvvigionamento delle materie prime, invade la Colombia 2-Banche d'affari internazionali accusate di truffa ai danni dello Stato. Nel mirino della Guardia di Finanza sono finite Lehman Brothers, Goldman Sachs e Jp Morgan. Sequestrate dai militari delle Fiamme Gialle 42mila istanze di rimborso del credito d'imposta sui titoli azionari italiani per 4 miliardi di euro. Il casino Antonveneta, il Governatore della Banca d'Italia che in quanto a prestigio internazionale si e' deciso di fare la concorrenza a Berlusconi e questa intercettazione della Finanza sul telefonino di uno dei piu' rappresentativi nuovi operatori italiani, quel certo Ricucci che tanto ci strabilia per via delle tette (non le sue, quelle della Falchi): “la cosa de, ‘a lista, famo la lista propria, famo tutte ste cazzate che tanto non serve a un cazzo tutta sta roba, a niente, non serve a niente, a che serve…, le liste proprie… quelle, stamo a fa i furbetti del quartierino”. 3-Ma non e' stata nemmeno la Ferrari che quando se la dovevano comprare gli americani usava le attrezzature della NASA e vinceva tutto, adesso che e' finito il put, e' andata a PUTtane pure lei. Dice che la comprano gli arabi. Meno male. Cosi' almeno al pit stop non avremo problemi di rifornimento. Sai com'e' coi tempi che corrono… 4-E nemmeno dopo che ho saputo della Madonna d'Acerra che se la fotografi col telefonino le vedi la veste trasparente e muove le ginocchia. Ricordo quando inventarono le fibre tessili artificiali, vendevano per corrispondenza gli occhiali per vedere le donne come se le gonne non esistessero. Quanti progressi ha fatto l'uomo! Ma anche sta Nostra Signora, possibile che non ci abbia nula da fare? Perche' invece che venire qui da noi a piangere, che ci abbiamo gia' certe madonne di nostro, non compare a Bush, che si fanno quattro risate? No, no. Non e' stato per questo che stamattina ho perso la fede. E' successo che dopo aver letto in che condizioni hanno ridotto il calcio italiano, con la Roma che la deve smettere di comprare senza metterci i soldi e scrivere tutto sui libri contabili. Ma alla Roma hanno perso i Sensi: eppure e' chiaro, se metti in vendita il tuo bastardino e chiedi dieci miliardi e viene un Colaninno che te lo compra ma te lo paga con tue gattini da cinque miliardi l'uno, non ci hai guadagnato molto (si', lo so, l'esempio non calza perche' Colaninno per sfottersi tutta la telefonia nazionale non ci mise nemmeno i due gattini, ma…) Ma si', forse e' stato anche per quello, non so. Certo e' che dopo la lettura di tutte queste belle notizie, mi sono detto: devo assolutamente fare qualcosa. E sono andato a farmi un bagno caldo. Sara' stato il sapone o non so, sta di fatto che e' stato li' che ho perso la fede. Ma poi ho aperto lo scarico e l'ho ritrovata in fondo alla vasca. Meno male… Aldo Vincent http://guide.supereva.it/satira I messaggi nel thread: vedi sequenza HO PERSO LA FEDE di AldoVincent (voto: 1,00) del 28/07/05 7:21 Re: HO PERSO LA FEDE di Carlo_Martello del 28/07/05 8:01 Re: HO PERSO LA FEDE di Santos-Dumont del 28/07/05 16:10 Re: HO PERSO LA FEDE di AloeVera del 28/07/05 18:00 Re: HO PERSO LA FEDE di No-Logo del 28/07/05 22:00 Thread prec.: Che fine ha fatto Fukuyama? di AldoVincent (voto: 1,00) del 28/07/05 12:11 (4 risp. vedi sequenza ) Thread succ.: Ma io mi chiedo di No-Logo (voto: 1,00) del 28/07/05 1:20 (3 risp. vedi sequenza ) AVVERTENZA : Punto Informatico non assume alcuna responsabilità sui testi contenuti nei forum (Opinioni e Commenti), perché redatti direttamente dai lettori che se ne assumono la responsabilità e in approvazione delle condizioni di servizio. I commenti dei lettori non sono soggetti a moderazione; tuttavia Punto Informatico si riserva il diritto di intervenire su quelli che, a seguito di controlli saltuari e "a campione", venissero giudicati inopportuni per forma e/o contenuti al presente forum.
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Tra sicurezza e privilegi - LA CITTÀ PROIBITA Tanto vale partire dal cuore del problema: siamo sicuri che l'improvviso diffondersi dei cosiddetti «colonnotti a scomparsa» non finisca per trasformare Roma stessa in una «città a scomparsa»? Il disegno che s'intravede oggi pare molto più ampio di quanto si potesse immaginare. Si è cominciato con la zona del Senato, blindata con il ricorso ai «dissuasori mobili» (questo il termine tecnico), per poi passare agli spazi circostanti il Campidoglio. Tra poco sarà la volta di Palazzo Chigi. Intanto è stata già annunciata per fine marzo la messa in opera di «barriere retrattili» (altra possibile denominazione) tra piazza Capranica a largo Argentina. Completano il programma generale, due interventi analoghi ideati per Trastevere e per l'area fra Campo de' Fiori e piazza Farnese (per la precisione intorno a via dei Baullari). In alcuni casi la risposta della cittadinanza non si è fatta attendere, tanto che gli abitanti delle vie limitrofe al Senato hanno già organizzato una raccolta firme per l'abolizione delle nuove installazioni. La questione, insomma, si rivela più complicata del previsto, perché i pilastri mobili chiamati a integrare i varchi elettronici preesistenti, rispondono sì ad un'esigenza molto chiara, ma nascondendone un'altra alquanto sospetta. Per continuare a giocare con il loro nome, potremmo dire che essi stessi tradiscono, a ben vedere, una «motivazione a scomparsa». Da un lato, essi svolgono in modo perfetto il compito di bloccare l'ingresso dei veicoli nel centro storico o in punti sensibili per la sicurezza, grazie al basso costo e al minimo impatto ambientale. Dall'altro, però, sollevano un interrogativo: chi potrà usufruire di quei magici passaggi? A chi spetterà il segno del telecomando? Eccoci al punto. Dopo tanti decenni di pacifica convivenza repubblicana, le autorità - la nomenklatura o comunque si voglia chiamare l'insieme del corpo politico - cominciano a reclamare uno spazio fisico sempre più rilevante, dai parcheggi (come quello previsto sul lungotevere) alle scuole (come nel caso del liceo Visconti, tanto appetito dal ministero dei Beni culturali). Attraverso una serie di pressioni, sta cioè emergendo sempre più energicamente la presenza di un'autentica città nella città. Proprio per questo, dietro la realizzazione dei «dissuasori mobili», sembra trapelare l'odioso spettro del privilegio. Molti sarebbero pronti a rinunciare all'automobile in vista di un centro pedonalizzato, ma pochi sono disposti ad accettare che esso venga requisito da una ristretta fascia di utenti, sia pure per motivi di sicurezza. La soluzione migliore, ovviamente, sarebbe rappresentata da un quartiere in cui trasferire tutti i nostri organismi rappresentativi statali: una sorta di Brasilia all'Eur, per intenderci. In mancanza di soluzioni radicali, occorrerà però procedere con attenzione, per evitare che un intento precauzionale inneschi nuove discriminazioni. di Valerio Magrelli dal Corriere della sera del 04.02.05 Palazzo Chigi si blinda: ecco i colonnotti. Centro storico sempre più chiuso. La prossima settimana riunione tecnica: in arrivo l'ok alle protezioni per la sede del governo. Barriere anche tra piazza Farnese e Campo de' Fiori. Mille firme di residenti contro quelle del Senato. C'è anche Palazzo Chigi tra i luoghi che saranno «protetti» dai dissuasori mobili, i colonnotti a scomparsa già in funzione in Campidoglio, al Senato, e che, tra poco più di un mese, compariranno anche sul percorso pedonale tra largo Argentina e Montecitorio. Ci sono progetti, anche, per installarli a Trastevere e Campo de' Fiori. Intorno alla sede del governo, invece, i dissuasori mobili «spunteranno» in breve tempo: la prossima settimana il Campidoglio, ed esattamente l'ufficio «Città storica», è stato convocato per un incontro necessario in vista delle autorizzazioni. Dovrebbero essere piazzati in «un paio di vie che collegano piazza del Parlamento a piazza Colonna. Sicuramente, in via dell'Impresa». Intanto, petizione degli abitanti del centro contro la blindatura del Senato. Dopo il Senato, palazzo Chigi. Arriveranno presto anche lì i colonnotti a scomparsa che già proteggono uno dei rami del Parlamento. Barriere retrattili che da fine marzo difenderanno anche il nuovo percorso pedonale Capranica-Argentina, e che blinderanno, il progetto è allo studio al settimo dipartimento, sia Trastevere (sistema integrato con i varchi) sia l'area di piazza Farnese-piazza Campo de' Fiori: ancora progetti, al momento, ma sempre più dettagliati. Già deciso dove saranno messi i colonnotti: sulle direttrici di accesso, otto a Trastevere e nove intorno a Campo de' Fiori, a cominciare da via dei Baullari. Intorno alla sede del governo, invece, i dissuasori mobili «spunteranno» in breve tempo: la prossima settimana il Campidoglio, ed esattamente l'ufficio «Città storica», è stato convocato per un incontro necessario in vista delle autorizzazioni. Dovrebbero essere piazzati in «un paio di vie che collegano piazza del Parlamento a piazza Colonna. Sicuramente, in via dell'Impresa». In ogni caso, il sistema dei colonnotti sembra, sempre di più, destinato a «blindare» il centro della città, ora per motivi di sicurezza (come nel caso dei palazzi della politica), ora per proteggere le aree pregiate. Al momento, in città, le postazioni di colonnotti sono quindici, distribuiti tra Senato e Campidoglio. A proposito di centro storico: due novità di segno opposto. Da una parte l'ufficio «Città storica» del Comune, che annuncia lavori di rifacimento del manto stradale in tutta l'area intorno al Senato, escluso corso Rinascimento. Dall'altra il primo Municipio, con l'allarme lanciato dal presidente Giuseppe Lobefaro. «Negli ultimi anni, i soldi per manutenzione stradale e segnaletica sono diminuiti, a fronte di aumenti di ogni tipo, dai costi delle materie prime ai materiali fonoassorbenti. Per spiegare meglio: noi fra due mesi avremo già finito i soldi, non so come potremo fare. Sono molto preoccupato, i tagli del governo centrale penalizzano la città ovunque, anche in zone come la nostra, che sono patrimonio dell'umanità». Per far capire meglio la situazione, dagli uffici del Municipio arriva qualche dato: nel 1997 l'allora Prima circoscrizione aveva a disposizione per la manutenzione delle strade una cifra che, tradotta in euro, fa due milioni e 160 mila. Sul bilancio del medesimo municipio, la cifra, anno dopo anno, è andata scemando. Una discesa libera, in realtà: un milione e 850 mila euro per il triennio 2001-2003, mezzo milione in meno nel 2004, 730 mila quest'anno. Fino ad arrivare ai 260 euro mila del prossimo anno e ai 310 mila del 2007. «Ma già da quest'anno - dice Lobefaro - la situazione è a dir poco preoccupante. Per non parlare del fatto che, oltre alle spese che ci spettano, rischiamo di dover intervenire anche in vie che sono state recentemente lavorate». Il riferimento è, tra gli altri, anche al percorso pedonale Argentina - Montecitorio: «Non potremmo intervenire su quei sampietrini appena messi, per mancanza di fondi». Ma se quel tratto è stato appena rifatto, perché già si pensa alla manutenzione? Il presidente Lobefaro non risponde, sorride. E rilancia, facendo notare che «problemi in bilancio ne abbiamo anche con la segnaletica, anche quella è una voce sempre più penalizzata». Proprio a protezione dell'asse pedonale Argentina-Montecitorio, comunque, saranno inserite quattro barriere di dissuasori: il costo, per ognuna, sarà di circa quindicimila euro. I colonnotti, che azionati elettronicamente scompaiono nell'asfalto fino a un metro e venti di profondità, come detto spunteranno anche a difesa di palazzo Chigi. In linea di massima - secondo l'idea attuale che ufficialmente sarà presa in esame la prossima settimana - nelle vie che costeggiano palazzo Chigi, saranno inserite due barriere di dissuasori a scomparsa. Sembra molto probabile che il progetto non incontri ostacoli: del resto, di questo tipo di dissuasori intorno ai palazzi della politica si cominciò a parlare dal settembre 2001, dopo l'attentato alle Torri gemelle. Da allora, in città sono spuntati sia i colonnotti (Campidoglio) sia le polemiche (come nel caso del Senato). di Alessandro Capponi dal Corriere della sera del 04.02.05 I DISSUASORI - Quando La Regina li voleva al Colosseo Esattamente un anno dopo l'attacco alle Torri Gemelle a New York, i «colonnotti» hanno fatto la loro comparsa in Campidoglio. Le colonnine a scomparsa, su indicazione della Soprintendenza capitolina, sono state posizionate su tutti gli accessi: la salita di San Pietro in carcere, quella di Monte Tarpeo in via della Consolazione, davanti al comando dei vigili urbani e, infine, nella salita accanto alla scalinata del Campidoglio. Abbassati all'alba, verso le sei, i dissuasori mobili tornano visibili la sera, in un orario che oscilla tra le otto e le nove, in base anche alle esigenze degli uffici, di chi lavora in Consiglio comunale. In ogni caso, i dissuasori appena installati, attirarono subito l'attenzione. Tra le altre, quella dell'allora sovrintendente Adriano La Regina: raccontano i presenti che «il signor no» si mostrò molto favorevole. A tal punto da ipotizzarne l'utilizzo anche in difesa del Colosseo. Un'idea che, a quanto pare, è rimasta ciò che era, una battuta o poco più. IL CASO - Dogana Vecchia e largo Toniolo: mille firme contro le barriere del Senato Petizione per chiedere un incontro spedita a sindaco, prefettura e sovrintendenze Sono circa mille gli abitanti contrari alla chiusura di via della Dogana Vecchia, per la «messa in sicurezza» dell'area del Senato. La conta scaturisce dalla petizione rivolta al sindaco e spedita anche a Prefettura, assessorato alla Mobilità e I Municipio. Ora che i colonnotti a scomparsa sono pienamente operativi e che la recinzione è un fatto, la battaglia contro le barriere nel centro storico è a una svolta. E visto che il confine tra privilegio e sopravvivenza appare tanto sottile, poche strisce blu tra Sant'Eustachio e largo Toniolo, la lotta si preannuncia dura, di quelle senza compassione o zone franche. Insistente, perché aggredisce una zona vitale tra piazza Navona e il Pantheon come San Luigi de' Francesi. Spietata, perché toglie posti senza ridistribuire parcheggi in una zona già tormentata dai flussi ininterrotti di comitive turistiche, nazionali e internazionali. Assediata dal carico e scarico ad ogni ora del giorno. Esasperata dall'inflazione di permessi per handicappati. Afflitta da un arbitrio che la scarsa vigilanza rende certissimo. Dunque, residenti, commercianti, artigiani e abitanti della zona, non si rassegnano alla perdita di via della Dogana Vecchia. (...) di Ilaria Sacchettoni dal Corriere della sera del 04.02.05 È un gioiello del barocco serviva uno sforzo in più I lavori cui sono sottoposte da qualche tempo via della Dogana vecchia e piazza San Luigi dei Francesi sono stati pensati in chiave antiterrorismo. Fin qui nulla da obiettare. Ci troviamo nel cuore del potere dello Stato italiano: in quel tratto di strada sono infatti concentrati l'accesso al Senato della Repubblica e palazzo Giustiniani, sede del Presidente di quella istituzione. Aumentare le difese delle istituzioni rappresentative dello Stato è obiettivo condiviso da tutti. Non era però scontato che i lavori decisi dal Senato non rispondessero anche a due altri fondamentali requisiti. Il primo di elevare la qualità urbana dell'area; il secondo di tenere nella giusta considerazione le esigenze della popolazione che in quei luoghi vive. In via della Dogana vecchia - dove l'intervento appare purtroppo concluso -, oltre alle numerose garitte ottagonali sono stati collocati 13 (tredici) colonnotti a scomparsa che interrompono in tutta la larghezza la strada. In ogni altra città del mondo sarebbero stati pensati interventi più articolati e complessi: e non si stava intervenendo in un luogo qualunque, ma nella parte conclusiva dell'asse occidentale del tridente barocco, e cioè del più straordinario gioiello dell'urbanistica romana. Un luogo di così alta stratificazione culturale e storica meritava sicuramente uno sforzo maggiore per coniugare le esigenze di sicurezza con l'obiettivo di migliorare la scena urbana. Anche il secondo requisito non ha trovato risposta. L'area intorno al Senato non è una qualsiasi enclave urbana cui basta tagliare il cordone ombelicale. L'accesso posteriore di palazzo Chigi è stato reso sicuro proprio in questo modo. Una barriera fisica impedisce l'accesso delle automobili in via dell'Impresa: ma lì siamo in un'area occupata nella sua interezza da uffici dello Stato. Alla Dogana vecchia esistono abitazioni, negozi e botteghe artigianali cui l'intervento effettuato comporta problemi di accessibilità, sottrazione di parcheggi e gravi limitazioni all'esercizio delle attività economiche. In buona sostanza, senza che la qualità ne abbia giovato, si è privatizzato un pezzo di città per farne un parcheggio esclusivo del Senato. E il cartello comunale che avverte ancora che «l'area è pedonale» dimostra che negli interventi nelle aree storiche della città è indispensabile la più rigorosa considerazione della complessità delle questioni in gioco. di Paolo Berdini dal Corriere della sera del 10.12.04 Sbarre e colonnotti: la strada «scomparsa». Via della Dogana vecchia, entrano solo auto col permesso del Senato. I cittadini: «Ne hanno fatto il loro parcheggio». Residenti e commercianti hanno già raccolto 700 firme. Il presidente Pera: «Interventi necessari per la sicurezza». La distanza tra istituzioni e cittadini, al momento, è pari all'estensione di via della Dogana Vecchia. Chiusa, da qualche settimana, per la messa in sicurezza dell'area. La distanza che separa piazza Sant'Eustachio da largo Toniolo rischia di aumentare il divario tra senatori e semplici cittadini. Poche centinaia di metri indispensabili per accedere alle stradine dell'artigianato e dei monumenti ma anche ai menù turistici e ai souvenir, alla ristorazione di lusso o a quella veloce. Pochi cruciali passi fra piazza Navona e la Rotonda, già accerchiati da divieti, transennamenti e valichi, che (elusi o meno) rendono sempre più faticosa la permanenza nel centro storico. Commerciale, artigianale, residenziale. Esistenziale. Forse per questo, ora, quella distanza appare un abisso. L'inaccessibilità di via della Dogana Vecchia, la condanna a svoltare per la già soffocata via delle Coppelle, la sottrazione definitiva dei pochi, vitali parcheggi rimasti al San Luigi de' Francesi, mentre si profila la nuova tassazione delle strisce blu per i residenti, contribuiscono a colmare la misura e allontanano la «ragion di stato» dalla semplice ragione. In questo caso si tratta di norme per rendere sicura l'area di Palazzo Madama. Da settembre, infatti, si sta procedendo alla chiusura della strada da largo Sant'Eustachio a largo Toniolo. Ai due lati sono stati innalzati dei gabbiotti per la sorveglianza, presidiati da carabinieri. L'area è stata delimitata da vasi con piante grasse (tipo spinoso). Sull'asfalto sono stati collocati dei colonnotti anti-intrusione. Demolito il marciapiede spartitraffico, l'area è stata delimitata da una sbarra controllata elettronicamente, che permette di accedere solo ai senatori o a chi è provvisto di autorizzazione da parte del Senato della Repubblica. La motivazione dei lavori, ricordano all'ufficio stampa del Senato è la sicurezza. Lo stesso Presidente, Marcello Pera, in un comunicato ufficiale, diffuso in seguito a un intervento dal senatore Esterino Montino, sottolinea che «gli interventi in corso per la sicurezza esterna di Palazzo Madama e degli altri palazzi del Senato derivano da un motivato orientamento del Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico più volte espresso nelle riunioni del 12 dicembre 2003, 11 marzo 2004 e 8 aprile 2004. I lavori e la disciplina del parcheggio intorno sono stati approvati all'unanimità dal consiglio di presidenza del Senato in data 23 marzo 2004». Fine del comunicato. Ma non della protesta. (...) di Ilaria Sacchettoni dal Corriere della sera del 10.12.04 invia la tua opinione! vedi anche: «Costruire in centro? Serve gentilezza» Intervista a Frank O.Gehry «Così l'architettura salverà Roma» Intervista a Peter Eisenman «La Città Eterna? Rendiamola contemporanea» Intervista a Kjetil Trædal Thorsen "Centro storico: museo-ghetto o motore di sviluppo?" Evitare che il centro muoia o diventi invivibile Insegnando la bellezza Accademia della scherma di Luigi Moretti Se l'aura di eternità diventa una gabbia Accademia della scherma di Luigi Moretti «Basta tabù nel centro storico, costruite» Intervista a Jean Nouvel L'hi-tech? «A Roma è il Pantheon» Intervista a Lord Norman Foster
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La sera del 26 settembre, mentre l'AS Roma batte di misura il Lokomotiv di Mosca ed ottiene i primi tre punti nel massimo torneo continentale, l'altra squadra della capitale subisce - contro il PSV Eindhoven - la terza sconfitta consecutiva del suo brillante cammino in Champions League. Autore della rete che condanna l'undici della Cirio è un giovanissimo difensore, Kevin Hofland, che ben presto diventa (assieme a Umit Karan del Galatasaray e ad un'altra manciata di transalpini del Nantes) il simbolo della sconfitta biancoblù. Per celebrare nel migliore dei modi questo avvenimento, ci viene l'idea di consegnare una targa al giocatore olandese, agevolati anche dalla circostanza che nel quarto turno gli uomini di Cragnotti incontreranno proprio il PSV all'Olimpico. Recuperato il numero dell'ufficio stampa, il 9 Ottobre parte un fax per l'Olanda in cui si chiede la disponibilità di Hofland e si spiegano le ragioni di un premio che solo chi conosce la rivalità cittadina può comprendere appieno. Passano appena 24 ore e Pedro Salazar, capo ufficio stampa del PSV, si mette in contatto con noi; ci comunica di essere felicissimo dell'iniziativa (di cui rimane, comunque, molto ma molto sorpreso…) e che anche il suo giocatore non vede l'ora di arrivare a Roma per ricevere il premio. (Apriamo una brevissima parentesi: si parla di un giocatore, Kevin Hofland, che gioca in una delle più importanti squadre d'Europa, segna nelle coppe ed è convocato di frequente con la nazionale oranje. Non l'ultimo degli scarpari del Borgorosso F.C., quindi, ma un ragazzo semplice e goliardico che si diverte ancora a giocare a pallone, nonostante il giro di denaro che si muove attorno a lui ed alla sua squadra. Pensate siano in molti i giocatori italiani con lo stesso spirito? Noi crediamo proprio di no…). Il Sig. Salazar ci comunica che la notizia del premio è stata ripresa non solo dal sito ufficiale del PSV, ma anche dai quotidiani olandesi, ovviamente sorpresi per l'iniziativa. L'appuntamento è all'albergo del PSV il giorno precedente l'incontro di Roma. Dopo una conferma telefonica la sera di domenica, verso mezzogiorno di lunedì una delegazione degli ASRU si presenta nella reception di un lussuosissimo albergo in zona Eur, sede del ritiro della squadra di Erik Gerets, santone del calcio belga e vecchia conoscenza del campionato italiano per aver giocato un anno con il Milan. Ci accolgono - è proprio il caso di dire - a braccia aperte sia Kevin che il Sig. Salazar che, con estrema curiosità, si informano degli ultimi avvenimenti calcistici capitolini. A rimanere sorpresa stavolta è la delegazione degli Ultras che si trova di fronte a telecamere ed obiettivi dei reporter olandesi. Gli stessi immortalano la consegna della targa a Kevin, visibilmente emozionato, ed anche lo scambio di magliette, sciarpe e gadget vari. Ci congediamo dal ritiro del PSV non prima di aver nuovamente ringraziato Kevin e Pedro Salazar per la disponibilità e simpatia con cui hanno accolto un'iniziativa che tutta la Curva Sud spera possa diventare una piacevolissima e frequentissima abitudine.
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Brian Komar è titolare e principale consulente della Komar Consulting Inc., società di consulenza specializzata in protezione di reti e infrastruttura a chiave pubblica (PKI, Public Key Infrastructure). Collabora con Microsoft in diversi progetti, tra cui lo sviluppo di materiale formativo correlato alla sicurezza per Microsoft Training and Certification, ed è autore di materiale informativo per le guide Prescriptive Architecture di Microsoft e di white paper PKI per il team per la sicurezza di Microsoft. È spesso relatore alle conferenze di settore dell'IT, come Microsoft Tech Ed, MCP Techmentor e Windows & .NET Magazine Connections. Vive a Winnipeg, Canada, con la moglie Krista Kunz.
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Ciao ragazzi sono nuovo del forum e voolevo chiedervi una mano o meglio una spiegazione. Sono un po un burro del actionscript sto iniziando ad imparare ma non ci sato tanto fuori e allora volevo chiedervi una cosa. Ho trovato da html questo script: for (i=1; i Sticky Seleziona questo checkbox per fare di questo thread uno 'sticky'.
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Golf, 7 italiani in Irlanda Mercoledì 27.07.05 17:48 Saranno impegnati all'Ireland Ryder Cup Challenge Killarney - Al Killarney GC, nella citta' omonima in Irlanda, si disputa l'Ireland Ryder Cup Challenge (Challenge Tour, 28-31 luglio), torneo nato per ricordare la prossima edizione della sfida tra professionisti europei e statunitensi che si terra' in Irlanda nel 2006. Sette gli italiani presenti: Alessio Bruschi, Massimo Florioli, Alessandro Napoleoni, Massimo Scarpa, Michele Reale, Stefano Reale e Alberto Binaghi. Tra i possibili candidati al titolo gli inglesi Benn Barham e Gareth Davies e il francese Olivier David. Il montepremi e' di 130.000 euro: al vincitore ne andranno 20.800.
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Vista Duke-UNC su Sky, partita in cui i Tar Heels non mi hanno impressionato particolarmente, mi sa che la maledizione di Roy Williams difficilmente verrà infranta quest'anno. Felton continua a sembrarmi un super-giocatore ma con poca personalità in certi frangenti - gestione dell'ultima palla da fustigazione -, McCants un giocatore tecnicamente sublime ma non sempre nel vivo del match, Sean May idem come sopra. Tecnicamente i Tar heels sono forti per davvero, ma a parer mio fragli caratterialmente, molli. Duke, senza fare la partita della vita, è rimasta quasi sempre in vantaggio - mica male Nelson, pensavo peggio -, rischiando di suicidarsi nel finale solo grazie alle stronzate di Reddick - esteticamente sublime, ma migliorasse la selezione di tiro da ubriacone irlandese mi farebbe anche un piacere - ed alla mancanza di un playmaker coi controXXazzi. Complessivamente sono soddisfatto della super-pressione dei piccoli sui portatori di palla, purtroppo il livello generale della sqaudra di coach K. non è da Final Four. Williams e Randolph sotto (soiprattutto il primo) potrebbero dire la loro, Reddick non si disucte a questo livello, ma Dockery non vale il ruolo e Ewing deve ancora dimostrare di non essere un soft, la copia del Danthay Jones di due anni fa. Però tutto sommato è sempre godurioso vincere il derby, soprattutto quest'anno che i celesti credono di aver già vinto il Torneo ancora prima di giocarlo. Fossi in loro, dopo ieri, inzierei a far cadere qualcuna di queste certezze... alessio14 Inviato il: Feb 16 2005, 12:00 PM Wild Rose Gruppo: Admin Messaggi: 409 Utente Nr.: 2 Iscritto il: 28-November 04 Beh, è anche vero che North Carolina è forse la squadra con più talento dell'intero panorama Ncaa, perlomeno a livello di primi 6 uomini, però, come dice Buffa, il derby fa storia a sè e giocare al Cameron non è facile... Per me non è quello il reale valore dei Tar Heels, come i Blue Devils hanno giocato al 110%: Redick è sempre più mio pallino personale, forse anche per quella selezione di tiri da ubriacone irlandese (che gente ritta!), Randolph invece delusione assoluta, sicuramente troppo pompato in uscita dal liceo, ma tecnicamente è grezzo e appena mette palla per terra è un incubo per i compagni. Shelden Williams buon giocatore a certi livelli, Nelson era stato sopravvalutato in sede di recruiting ma non è affatto male... North Carolina? Arriva in finale e perde... -------------------- And the mercy seat is waiting... And I think my head is burning... JAYWILL_22 Inviato il: Feb 16 2005, 12:38 PM Advanced Member Gruppo: Members Messaggi: 630 Utente Nr.: 79 Iscritto il: 9-February 05 QUOTE (alessio14 @ Feb 16 2005, 12:00 PM) Beh, è anche vero che North Carolina è forse la squadra con più talento dell'intero panorama Ncaa, perlomeno a livello di primi 6 uomini, però, come dice Buffa, il derby fa storia a sè e giocare al Cameron non è facile... Per me non è quello il reale valore dei Tar Heels, come i Blue Devils hanno giocato al 110%: Redick è sempre più mio pallino personale, forse anche per quella selezione di tiri da ubriacone irlandese (che gente ritta!), Randolph invece delusione assoluta, sicuramente troppo pompato in uscita dal liceo, ma tecnicamente è grezzo e appena mette palla per terra è un incubo per i compagni. Shelden Williams buon giocatore a certi livelli, Nelson era stato sopravvalutato in sede di recruiting ma non è affatto male... North Carolina? Arriva in finale e perde... Completly d'accord sul pronostico della sconfitta bruciante in finale (Roy sa come si fa ), sul fatto che gli ubriaconi irlandesi siano gente supergiusta (purchè non giochino nella squadra che tifo , fortuna che J.J. a tanti altri pregi) e su quello che giocare al Cameron sarebbe difficile anche per tante superstar NBA a livello di clima. Ma resto dell'idea che NCU sia dotatissima ma abbia poco cuore....sul fatto che a talento sia la n.1 del panorama mai avuto dubbi. SILENT BOB Inviato il: Feb 16 2005, 12:45 PM Advanced Member Gruppo: Members Messaggi: 156 Utente Nr.: 29 Iscritto il: 29-November 04 Sarà, ma io dico che vanno dove li porta Felton... E poi, via col quintettone diamine! Fuori Manuel e si gioca con Marvino da 4 e Jawad da 3! Farai fatica ad accoppiarti in difesa, ma dall'altra parte anche gli altri dovranno adattarsi... Daccordissimo con tutto, unica cosa occhio ai Dukies se presenteranno prima o poi uno Shavlik Randolph almeno guardabile... -------------------- L'altra parte del duo... supermariocast Inviato il: Feb 16 2005, 02:36 PM Per sempre un Mountaineer... Gruppo: Members Messaggi: 278 Utente Nr.: 44 Iscritto il: 4-December 04 QUOTE (JAYWILL_22 @ Feb 16 2005, 11:21 AM) Vista Duke-UNC su Sky, partita in cui i Tar Heels non mi hanno impressionato particolarmente, mi sa che la maledizione di Roy Williams difficilmente verrà infranta quest'anno. Felton continua a sembrarmi un super-giocatore ma con poca personalità in certi frangenti - gestione dell'ultima palla da fustigazione -, McCants un giocatore tecnicamente sublime ma non sempre nel vivo del match, Sean May idem come sopra. Tecnicamente i Tar heels sono forti per davvero, ma a parer mio fragli caratterialmente, molli. Duke, senza fare la partita della vita, è rimasta quasi sempre in vantaggio - mica male Nelson, pensavo peggio -, rischiando di suicidarsi nel finale solo grazie alle stronzate di Reddick - esteticamente sublime, ma migliorasse la selezione di tiro da ubriacone irlandese mi farebbe anche un piacere - ed alla mancanza di un playmaker coi controXXazzi. Complessivamente sono soddisfatto della super-pressione dei piccoli sui portatori di palla, purtroppo il livello generale della sqaudra di coach K. non è da Final Four. Williams e Randolph sotto (soiprattutto il primo) potrebbero dire la loro, Reddick non si disucte a questo livello, ma Dockery non vale il ruolo e Ewing deve ancora dimostrare di non essere un soft, la copia del Danthay Jones di due anni fa. Però tutto sommato è sempre godurioso vincere il derby, soprattutto quest'anno che i celesti credono di aver già vinto il Torneo ancora prima di giocarlo. Fossi in loro, dopo ieri, inzierei a far cadere qualcuna di queste certezze... Tu non cantare troppa vittoria che il 6 marzo andate a Chapel Hill... Comunque purtroppo devo ammettere che anche a me North Carolina abbia fatto la stessa impressione che ha fatto a Jay, poi l'ultimo possesso è stato sanguinoso. E veder festeggiare tutta quella gentaglia di Duke... Brrr...... -------------------- http://www.inter.it/media/mp3/20050109-intsam_scarpini.mp3 JAYWILL_22 Inviato il: Feb 17 2005, 03:35 PM Advanced Member Gruppo: Members Messaggi: 630 Utente Nr.: 79 Iscritto il: 9-February 05 QUOTE (SILENT BOB @ Feb 16 2005, 12:45 PM) Sarà, ma io dico che vanno dove li porta Felton... E poi, via col quintettone diamine! Fuori Manuel e si gioca con Marvino da 4 e Jawad da 3! Farai fatica ad accoppiarti in difesa, ma dall'altra parte anche gli altri dovranno adattarsi... Daccordissimo con tutto, unica cosa occhio ai Dukies se presenteranno prima o poi uno Shavlik Randolph almeno guardabile... Manuel soprattutto difesa, è il Bowen dell'NCAA, facendo le debite proporzioni. Shavlik è stato all'altezza del suo nome solo nella semifinale dello scorso anno contro U Conn, li ha giocato in maniera determinata e determinante, almeno prima che gli arbitri lo togliessero dalla contesa. Tutte le altre volte che l'ho visto giocare in questi 3 anni mi sono sempre domandato come si potesse definirlo il nuovo Larry Bird (anche per il tipo di gioco, molto diverso da "The Legend"). Ricordo una frase su American in cui si diceva che era Randolph il Top della sua classe liceale, molto più pronto e futuribile di un certo Amare Stoudemire, inaffidabile anche per il suo comportamento e le sue amicizie fuori dal rettangolo. Non c'è bisogno di aggiungere altro, se non che qualche "espertone" NCAA di ASB farebbe bene a girare cosi ... JAYWILL_22 Inviato il: Feb 17 2005, 03:40 PM Advanced Member Gruppo: Members Messaggi: 630 Utente Nr.: 79 Iscritto il: 9-February 05 QUOTE (supermariocast @ Feb 16 2005, 02:36 PM) Tu non cantare troppa vittoria che il 6 marzo andate a Chapel Hill... Comunque purtroppo devo ammettere che anche a me North Carolina abbia fatto la stessa impressione che ha fatto a Jay, poi l'ultimo possesso è stato sanguinoso. E veder festeggiare tutta quella gentaglia di Duke... Brrr...... Ecco, il 6 Marzo non è difficile prevedere una legnaiuola! Però al momento siamo 1-0 palla al centro, e già per questo la stagione non può dirsi negativa! I Cameron Crazies sono i migliori, veramente non li cambierei con alcun altro pubblico, li riconosceresti tra mille (grazie allo stile da bancari ) e nessuna Arena è tanto inespugnabile, a parità di calore. D'altronde siamo i Blue Devils.. rent Inviato il: Mar 6 2005, 07:24 PM sith Gruppo: Members Messaggi: 686 Utente Nr.: 6 Iscritto il: 28-November 04 da tifoso unc bella partita non condivido il giudizio su may che non so se sia da piano di sopra come fattore ma qui al piano di sotto domina, e se non è entrato nel vivo a fine partita è perchè non ce l'hanno fatto entrare e i suoi compagni e coach k che gli ha fatto su una staffetta di muscoli enorme. comunque tra tutti è lui il prospetto migliore nella sfida.. felton ha tenuto a galla la squadra, fisicamente c'è ma quei palloni alla fine pesano (come per reddick grandissimo giocatore), l'accelerazione è enorme (in questo ricorda un tinsley in campo aperto ma più potente e con poco meno di tiro).... may se gli mettono un trainer vicino diventa un altro randolph...anche perchè come dice buffa "sto qua di merende ne ha saltate poche" al ritorno vendetta tremenda vendetta -------------------- http://rent.splinder.com il mio blog... supermariocast Inviato il: Mar 7 2005, 03:01 PM Per sempre un Mountaineer... Gruppo: Members Messaggi: 278 Utente Nr.: 44 Iscritto il: 4-December 04 QUOTE (rent @ Mar 6 2005, 07:24 PM) da tifoso unc bella partita non condivido il giudizio su may che non so se sia da piano di sopra come fattore ma qui al piano di sotto domina, e se non è entrato nel vivo a fine partita è perchè non ce l'hanno fatto entrare e i suoi compagni e coach k che gli ha fatto su una staffetta di muscoli enorme. comunque tra tutti è lui il prospetto migliore nella sfida.. felton ha tenuto a galla la squadra, fisicamente c'è ma quei palloni alla fine pesano (come per reddick grandissimo giocatore), l'accelerazione è enorme (in questo ricorda un tinsley in campo aperto ma più potente e con poco meno di tiro).... may se gli mettono un trainer vicino diventa un altro randolph...anche perchè come dice buffa "sto qua di merende ne ha saltate poche" al ritorno vendetta tremenda vendetta Infatti la vendetta c'è stata... -------------------- http://www.inter.it/media/mp3/20050109-intsam_scarpini.mp3 JAYWILL_22 Inviato il: Mar 10 2005, 11:31 AM Advanced Member Gruppo: Members Messaggi: 630 Utente Nr.: 79 Iscritto il: 9-February 05 QUOTE (supermariocast @ Mar 7 2005, 03:01 PM) QUOTE (rent @ Mar 6 2005, 07:24 PM) da tifoso unc bella partita non condivido il giudizio su may che non so se sia da piano di sopra come fattore ma qui al piano di sotto domina, e se non è entrato nel vivo a fine partita è perchè non ce l'hanno fatto entrare e i suoi compagni e coach k che gli ha fatto su una staffetta di muscoli enorme. comunque tra tutti è lui il prospetto migliore nella sfida.. felton ha tenuto a galla la squadra, fisicamente c'è ma quei palloni alla fine pesano (come per reddick grandissimo giocatore), l'accelerazione è enorme (in questo ricorda un tinsley in campo aperto ma più potente e con poco meno di tiro).... may se gli mettono un trainer vicino diventa un altro randolph...anche perchè come dice buffa "sto qua di merende ne ha saltate poche" al ritorno vendetta tremenda vendetta Infatti la vendetta c'è stata... Vero, nel retour match è arrivata un'altrettanto bruciante sconfitta di misura all'ultimo secondo (diciamolo, Duke l'ha proprio buttata via col vantaggio che aveva e coi possessi che ha giocato)... Cmq io sarei estremamente preoccupato se fossi un tifosi dei tar Heels: nei due scontri diretti Duke è stata praticamente sempre in vantaggio, e nell'unica sconfitta i Blue Devils giocavano senza playmaker causa l'infortunio a Dockery. Per la stra-favorita per il titolo proseguono i segnali MOLTo preoccupanti di cui discutevamo il mese scorso, mi sa che la maledizione di mr.Roy è destinata a non interrompersi ai primi di Aprile. Sicuramente mi sbaglio, ma.... SILENT BOB Inviato il: Mar 10 2005, 04:21 PM Advanced Member Gruppo: Members Messaggi: 156 Utente Nr.: 29 Iscritto il: 29-November 04 QUOTE (JAYWILL_22 @ Mar 10 2005, 11:31 AM) Blue Devils giocavano senza playmaker causa l'infortunio a Dockery. Jay questo è free-climbing puro...sei proprio un'interista!!!!! Ma dai! -------------------- L'altra parte del duo... supermariocast Inviato il: Mar 10 2005, 10:20 PM Per sempre un Mountaineer... Gruppo: Members Messaggi: 278 Utente Nr.: 44 Iscritto il: 4-December 04 QUOTE (JAYWILL_22 @ Mar 10 2005, 11:31 AM) QUOTE (supermariocast @ Mar 7 2005, 03:01 PM) QUOTE (rent @ Mar 6 2005, 07:24 PM) da tifoso unc bella partita non condivido il giudizio su may che non so se sia da piano di sopra come fattore ma qui al piano di sotto domina, e se non è entrato nel vivo a fine partita è perchè non ce l'hanno fatto entrare e i suoi compagni e coach k che gli ha fatto su una staffetta di muscoli enorme. comunque tra tutti è lui il prospetto migliore nella sfida.. felton ha tenuto a galla la squadra, fisicamente c'è ma quei palloni alla fine pesano (come per reddick grandissimo giocatore), l'accelerazione è enorme (in questo ricorda un tinsley in campo aperto ma più potente e con poco meno di tiro).... may se gli mettono un trainer vicino diventa un altro randolph...anche perchè come dice buffa "sto qua di merende ne ha saltate poche" al ritorno vendetta tremenda vendetta Infatti la vendetta c'è stata... Vero, nel retour match è arrivata un'altrettanto bruciante sconfitta di misura all'ultimo secondo (diciamolo, Duke l'ha proprio buttata via col vantaggio che aveva e coi possessi che ha giocato)... Cmq io sarei estremamente preoccupato se fossi un tifosi dei tar Heels: nei due scontri diretti Duke è stata praticamente sempre in vantaggio, e nell'unica sconfitta i Blue Devils giocavano senza playmaker causa l'infortunio a Dockery. Per la stra-favorita per il titolo proseguono i segnali MOLTo preoccupanti di cui discutevamo il mese scorso, mi sa che la maledizione di mr.Roy è destinata a non interrompersi ai primi di Aprile. Sicuramente mi sbaglio, ma.... Giusto ad onor di cronaca, i Tar Heels giocavano senza Rashard McCants... -------------------- http://www.inter.it/media/mp3/20050109-intsam_scarpini.mp3 JAYWILL_22 Inviato il: Mar 12 2005, 11:40 AM Advanced Member Gruppo: Members Messaggi: 630 Utente Nr.: 79 Iscritto il: 9-February 05 QUOTE (supermariocast @ Mar 10 2005, 10:20 PM) QUOTE (JAYWILL_22 @ Mar 10 2005, 11:31 AM) QUOTE (supermariocast @ Mar 7 2005, 03:01 PM) QUOTE (rent @ Mar 6 2005, 07:24 PM) da tifoso unc bella partita non condivido il giudizio su may che non so se sia da piano di sopra come fattore ma qui al piano di sotto domina, e se non è entrato nel vivo a fine partita è perchè non ce l'hanno fatto entrare e i suoi compagni e coach k che gli ha fatto su una staffetta di muscoli enorme. comunque tra tutti è lui il prospetto migliore nella sfida.. felton ha tenuto a galla la squadra, fisicamente c'è ma quei palloni alla fine pesano (come per reddick grandissimo giocatore), l'accelerazione è enorme (in questo ricorda un tinsley in campo aperto ma più potente e con poco meno di tiro).... may se gli mettono un trainer vicino diventa un altro randolph...anche perchè come dice buffa "sto qua di merende ne ha saltate poche" al ritorno vendetta tremenda vendetta Infatti la vendetta c'è stata... Vero, nel retour match è arrivata un'altrettanto bruciante sconfitta di misura all'ultimo secondo (diciamolo, Duke l'ha proprio buttata via col vantaggio che aveva e coi possessi che ha giocato)... Cmq io sarei estremamente preoccupato se fossi un tifosi dei tar Heels: nei due scontri diretti Duke è stata praticamente sempre in vantaggio, e nell'unica sconfitta i Blue Devils giocavano senza playmaker causa l'infortunio a Dockery. Per la stra-favorita per il titolo proseguono i segnali MOLTo preoccupanti di cui discutevamo il mese scorso, mi sa che la maledizione di mr.Roy è destinata a non interrompersi ai primi di Aprile. Sicuramente mi sbaglio, ma.... Giusto ad onor di cronaca, i Tar Heels giocavano senza Rashard McCants... Pardon, non avendo visto la partita non sapevo che non c'era McCants. Resta il fatto che C'era all'andata, ed i risultati sono stati anche peggiori...gran giocatore tecnicamente ma cuore e continità piuttosto latitanti. In ogni caso Dockery non sarà un granchè - mai detto il contrario - ma resta l'unico play del roster, e voi mi insegnate che giocare con Ewing o Reddick a far girare la squadra, è anche peggio.... Che piaccia o no, questa North Carolina lascia parecchi dubbi.... supermariocast Inviato il: Mar 12 2005, 02:38 PM Per sempre un Mountaineer... Gruppo: Members Messaggi: 278 Utente Nr.: 44 Iscritto il: 4-December 04 QUOTE (JAYWILL_22 @ Mar 12 2005, 11:40 AM) QUOTE (supermariocast @ Mar 10 2005, 10:20 PM) QUOTE (JAYWILL_22 @ Mar 10 2005, 11:31 AM) QUOTE (supermariocast @ Mar 7 2005, 03:01 PM) QUOTE (rent @ Mar 6 2005, 07:24 PM) da tifoso unc bella partita non condivido il giudizio su may che non so se sia da piano di sopra come fattore ma qui al piano di sotto domina, e se non è entrato nel vivo a fine partita è perchè non ce l'hanno fatto entrare e i suoi compagni e coach k che gli ha fatto su una staffetta di muscoli enorme. comunque tra tutti è lui il prospetto migliore nella sfida.. felton ha tenuto a galla la squadra, fisicamente c'è ma quei palloni alla fine pesano (come per reddick grandissimo giocatore), l'accelerazione è enorme (in questo ricorda un tinsley in campo aperto ma più potente e con poco meno di tiro).... may se gli mettono un trainer vicino diventa un altro randolph...anche perchè come dice buffa "sto qua di merende ne ha saltate poche" al ritorno vendetta tremenda vendetta Infatti la vendetta c'è stata... Vero, nel retour match è arrivata un'altrettanto bruciante sconfitta di misura all'ultimo secondo (diciamolo, Duke l'ha proprio buttata via col vantaggio che aveva e coi possessi che ha giocato)... Cmq io sarei estremamente preoccupato se fossi un tifosi dei tar Heels: nei due scontri diretti Duke è stata praticamente sempre in vantaggio, e nell'unica sconfitta i Blue Devils giocavano senza playmaker causa l'infortunio a Dockery. Per la stra-favorita per il titolo proseguono i segnali MOLTo preoccupanti di cui discutevamo il mese scorso, mi sa che la maledizione di mr.Roy è destinata a non interrompersi ai primi di Aprile. Sicuramente mi sbaglio, ma.... Giusto ad onor di cronaca, i Tar Heels giocavano senza Rashard McCants... Pardon, non avendo visto la partita non sapevo che non c'era McCants. Resta il fatto che C'era all'andata, ed i risultati sono stati anche peggiori...gran giocatore tecnicamente ma cuore e continità piuttosto latitanti. In ogni caso Dockery non sarà un granchè - mai detto il contrario - ma resta l'unico play del roster, e voi mi insegnate che giocare con Ewing o Reddick a far girare la squadra, è anche peggio.... Che piaccia o no, questa North Carolina lascia parecchi dubbi.... Quoto tutto fino alla parola "peggio", poi su UNC che lasci dubbi non concordo tantissimo. Secondo me è assieme ad Illinois la più indiziata ad andare fino in fondo, mentre altre tipo Wake, Kentucky o Kansas mi danno l'idea di poter cadere anche al secondo turno... -------------------- http://www.inter.it/media/mp3/20050109-intsam_scarpini.mp3 JAYWILL_22 Inviato il: Mar 13 2005, 11:33 AM Advanced Member Gruppo: Members Messaggi: 630 Utente Nr.: 79 Iscritto il: 9-February 05 Sarà, ma anche non andare nemmeno in finale al torneo della ACC, sconfitti dalla deludente Georgiatech del 2005 fa riflettere.... Magari vincono il torneo NCAA alla stra-grande e mi smentiscono, ma questi non riescono proprio a convincermi. Sean May a parte - che c'ha distrutti nel doppio confronto -, le altre stelle dello starting five mi sanno proprio di soft che più soft non si può.... Felton lo metterei alla pari di chris Paul tecnicamente, ma quanto a cattiveria e mentalità c'è un abisso tra i due.... Utenti totali che stanno leggendo la discussione: 1 (1 Visitatori e 0 Utenti Anonimi) Gli utenti registrati sono 0 : « Disc. precedente | Ncaa & High School | Disc. successiva » Pagine: (3) [1] 2 3 Chiudi Opzioni Discussione Iscriviti a questa discussione Ricevi un'email di notifica quando una risposta viene aggiunta a questa discussione e non sei collegato al forum. Iscriviti a questo forum Ricevi un'email di notifica quando una risposta viene aggiunta a questo forum e non sei collegato al forum. Scarica/Stampa questa discussione Scarica questa discussione in vari formati oppure visualizzala in un formato stampabile. 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Il Corso di Alta Formazione in Psicopatologia dello Sviluppo è attivato (ai sensi e in conformità al "Regolamento per l'istituzione, attivazione e gestione dei Master universitari e dei Corsi di Alta Formazione" del 16.02.2002) al fine di approfondire l'aggiornamento degli Operatori dei Servizi di Neuropsichiatria Infantile, di Pediatria e di Psichiatria (di Università, Ospedali, ASL, Centri di Riabilitazione Accreditati) sui dati più recenti della Psicopatologia dello sviluppo. In particolare si propone di fornire: Modalità di osservazione, di valutazione, di diagnosi e di intervento dei disturbi psicopatologici dell'età evolutiva Modalità di rilevazione del rischio psicopatologico. La sede della Direzione del Corso è sita presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche, Psichiatriche e Riabilitative dell'Età Evolutiva, Via dei Sabelli 108, 00185 Roma - Università "La Sapienza" di Roma (Cattedra di Neuropsichiatria Infantile: Prof. Paola Bernabei). Il Comitato Scientifico è composto da: Prof. Paola Bernabei, Prof. Gabriel Levi, Prof. Bruna Mazzoncini. La durata del Corso è annuale secondo le seguenti modalità: lezioni teoriche, discussione di casi clinici, presentazione e discussione di materiale in piccoli gruppi secondo un modulo di 9 incontri, ognuno della durata di 1 giornata per un totale di 80 ore studio individuale per un totale di 80 ore progettazione di un report finale da discutere alla conclusione del Corso per un totale di 30 ore. La frequenza al Corso è obbligatoria per almento i 2/3 delle attività didattiche. Il Corso è riservato a laureati in Medicina e Chirurgia, in Psicologia; ai laureati e diplomati terapisti della Neuropsicomotricità dell'età evolutiva, terapisti della riabilitazione, logopedisti, fisioterapisti, terapisti occupazionali e riabilitatori psichiatrici; possono essere ammessi anche Psicomotricisti purchè forniti di laurea. La Commissione Didattica del Corso valuterà eventuali domande con altri titoli, che potranno essere accettate se il curriculum del candidato risulterà congruente con gli obbiettivi del Corso. Possono partecipare al Corso anche coloro che siano in possesso di un titolo di studio conseguito presso Università straniere che sia equipollente, ai sensi dell'art. 332 del T.U. n. 1592 del 31-8-33, a quelli richiesti nel comma precedente. Il numero massimo degli allievi è statibilito in trenta unità. Il numero minimo in dieci unità. La domanda per l'ammissione, corredata del curriculum e dei titoli relativi , va presentata a partire dal 1° ottobre e fino al 31 dicembre alla Segreteria del Corso presso il Dipartimento di Scienze Neurologiche, Psichiatriche e Riabilitative dell'Età Evolutiva, Via dei Sabelli 108 (Cattedra di Neuropsichiatria Infantile: Prof. Paola Bernabei, tel. 06-4457360, 06-4452233, email: paola.bernabei@uniroma1.it ). A richiesta la Segreteria del Corso può inviare via email la scheda di adesione. La documentazione può essere inviata anche via fax al 06-4452233 oppure consegnata a mano nei giorni di martedì e giovedì dalle 15 alle 17 (Sig.ra Annalisa Sciarretta). Sarà cura di ciascun candidato verificare che la domanda sia pervenuta nei termini previsti. Costituiscono titolo preferenziale: Specializzazione in Neuropsichiatria Infantile, in Pediatria; in Psichiatria, Specializzazione in Psicologia Clinica, laurea per Terapisti della Neuropsicomotricità; psicomotricisti con laurea. Operatività presso Servizi di Neuropsichiatria Infantile, di Psicologia Clinica e Centri Accreditati di Riabilitazione. L'accettazione o la rinuncia scritta al Corso vanno effettuate entro 7 giorni dall'uscita della graduatoria, che viene affissa presso la Segreteria del Corso; trascorso tale termine il candidato sarà considerato rinunciatario e subentreranno i candidati successivi in graduatoria. Gli iscritti al Corso sono assoggettati al pagamento di un contributo annuo costituito di una quota d'iscrizione all'Università + un contributo pari a 700, 00 Euro per un totale di 1.400, 00 Euro. A conclusione del Corso , agli iscritti che a giudizio del Consiglio abbiano svolto le attività e adempiuto agli obblighi previsti, è rilasciato un attestato di frequenza (ai sensi delle vigenti disposizioni amministrative e di legge). Il predetto attestato di frequenza comporterà altresì il riconoscimento di 20 crediti didattici utili per il completamento di un Master coerente con le caratteristiche del Perfezionamento stesso. N.B. : Il predetto attestato, in base alla normativa vigente, vale a tutti gli effetti quale esonero per tutto il periodo di formazione (anno di frequenza) dall'obbligo dell'ECM per il personale sanitario che ne avrà ottenuto il rilascio. Scarica la SCHEDA DI ADESIONE AL CORSO (formato Microsoft Word)
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Congedo straordinario per cure per cittadini invalidi Il congedo straordinario per cure è un periodo di astensione dal lavoro, della durata non superiore a 15 giorni, concesso agli invalidi, per sottoporsi a trattamenti mirati alla riduzione della disabilità. soggetti aventi diritto requisito prescritto per la fruizione del beneficio modalità riferimenti normativi gli ambulatori Soggetti aventi diritto invalidi civili, con riduzione della capacità lavorativa superiore al 50%; invalidi del lavoro invalidi per servizio. Requisito prescritto per la fruizione del beneficio Necessità per l'invalido di essere sottoposto a trattamenti terapeutico/riabilitativi, connessi all'infermità invalidante riconosciuta. Modalità Il soggetto invalido, residente nel territorio di competenza della U.S.L.3, può prenotare telefonicamente la visita ai seguenti numeri: centro - levante ambulatori di via G.Maggio 6 tel. 010.3446304, via Piacenza 266 B Rosso tel. 010.3447313 nord ambulatori di piazza Ospedale Pastorino 2 tel.010/6448.955 ponente ambulatori di via Camozzini 15 piano terra tel.010.644.96.73 Al momento della visita dovrà portare: un valido documento di identità; la patente di guida se ne è in possesso attestazione di versamento dell'importo previsto (Del.G.R. n.724/2000 voce 12 pag.3: "Certificati medici a richiesta di privati. In ambulatorio per la prestazione medico - legale E 36.15. verbale attestante l'invalidità riconosciuta; certificazione medica, specificante il tipo di terapia prescritto e la sua durata. Il versamento va effettuato su c/c postale n. 25575168 intestato a: "USL 3 Genovese - Medicina Legale Servizio Tesoreria c/o CARIGE SpA Via G. Maggio 6 - 16147 Genova" oppure presso qualsiasi sportello della Cassa di Risparmio di Genova, gratuitamente, utilizzando le indicazioni del c/c sopra indicato. A conclusione della visita viene rilasciato , in caso di comprovato diritto alla fruizione del congedo , apposito certificato.
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Va be' ma se è vero che, come ha scritto Isy, Simone ha fatto da supporter a Biagio, mi pare strano che non lo conosca... Poi sai, magari Cristicchi si sarà sentito fare la domanda di Lelinho tante di quelle volte che si sarà anche rotto di rispondere seriamente... insomma possono saperla solo Cristicchi e Biagio la verità secondo me! Però sta di fatto che la canzone è divertentissima, ha un ritmo simpatico, ti si ficca in testa (quindi vuol dire che raggiunge il suo scopo, che piaccia o meno) ed è diventata un successo... Meritato comunque, in quanto ai tempi di 'Elettroshock' Cristicchi era stato dimenticato in quattro e quattr'otto, proprio come Povia prima dei famosi bambini che fanno oh... invece secondo me entrambi si meritano il successo, sono in gamba; ovvio che non si parla di grandiosi artisti che scrivono capolavori, però che c'entra, di fenomeni ce n'è uno su un milione, accontentiamoci della botta di vita che sta avendo ultimamente la musica italiana a livello di nuovi emergenti, dopo anni e anni di buio totale... Ska _________________ Dopotutto, domani è un altro giorno... MayLeggs Affezionato Iscritto: 04 Set 2004 Messaggi: 345 Località di residenza: Milano Inviato: Mar Lug 19, 2005 10:53 pm Alcune settimane fa (non troppe per la verità) su Video Italia ho visto un intervista a Biagio Antonacci che gli chiedevano se conosceva Simone Cristicchi ed à confermato che sono amici, dunque dove sta la verità? _________________ Il Mondo e Bello, non perchè è vario, ma Variabile May Kiss AntonyTiAmo Affezionato Iscritto: 20 Giu 2004 Messaggi: 200 Inviato: Mer Lug 20, 2005 4:11 pm MayLeggs ha scritto: Alcune settimane fa (non troppe per la verità) su Video Italia ho visto un intervista a Biagio Antonacci che gli chiedevano se conosceva Simone Cristicchi ed à confermato che sono amici, dunque dove sta la verità? Secondo me la cosa piu' probabile è quella che ha detto Skarlett,cioè che magari non aveva voglia di rispondere seriamente.E poi è vero che si conoscono io ho anche una foto di Cristicchi in parte ad Antonacci. _________________ AntonyTiAmo swing Moderatore Junior Iscritto: 18 Ott 2004 Messaggi: 1330 Località di residenza: sicilia sicilia sicilia I love sicilia Inviato: Mer Lug 20, 2005 6:23 pm MayLeggs ha scritto: Alcune settimane fa (non troppe per la verità) su Video Italia ho visto un intervista a Biagio Antonacci che gli chiedevano se conosceva Simone Cristicchi ed à confermato che sono amici, dunque dove sta la verità? verissimo anche io ho sentito questa frase da qualche parte.. adesso una cosa è certa... Simone Cristicchi.. qualcuno per i fondelli lo ha preso di sicuro.. comunque la canzone è carina... è tutta verità.. e poi meglio per lui che vuole cantare come Biagio Antonacci.. anche se è difficile eh! _________________ .... Francamente me ne infischio.... !!! Lelinho Quasi Moderatore Iscritto: 17 Ago 2004 Messaggi: 626 Località di residenza: Cernusco sul Naviglio Inviato: Mer Lug 20, 2005 7:59 pm swing ha scritto: Simone Cristicchi.. qualcuno per i fondelli lo ha preso di sicuro.. Beh...io che posso dirvi?Voi mi parlate di presunte interviste..in cui "vi pare" che qualcuno abbia detto qualcosa...io vi parlo di parole uscite dalla sua bocca,e poi non è che eravamo in mezzo alla folla,eravamo al tavolo di un ristorante a cena con altri cantanti amici in comune,quindi non vedo perchè avrebbe dovuto dirmi una palla!!Quanto alle foto..io i due insieme non li ho mai visti,ed ho anche cercato in rete,così come non esistono notizie in merito al fatto che Cristicchi abbia fatto da supporter ad Antonacci...portiamo prvoe concrete per cortesia!!!
CURRENT URL http://www2.comune.roma.it/sovraintendenza/albero/143/137/1119/1169/elenco.asp?idevento=&tipoevento=&a=612&b=216
OGGETTO: Servizio di imballaggio, immagazzinamento e movimentazione delle opere d'arte, degli arredi e delle attrezzature, opere murarie con progettazione esecutiva e fornitura attrezzature da svolgersi in via propedeutica e durante la realizzazione delle opere di restauro strutturale del II Lotto presso il Museo di Roma. Luogo di esecuzione dei lavori, di consegna delle forniture o di prestazione dei servizi: Museo di Roma – P.zza S.Pantaleo 10 – 00186 Roma La pubblicazione del bando decorre: dal 22.09.03 al 30.10.03
CURRENT URL http://www.arpaonline.it/?page=rasprt&act=view&id=293
Gli operai delle industrie in crisi incrociano le braccia per l'intera giornata. Uffici vuoti nei Municipi La regione si ferma per sciopero Disagi per gli utenti del trasporto pubblico. Astensioni dal lavoro anche nella sanità Pescara. - Giornata di mobilitazione, quella di oggi. Sotto accusa la Finanziaria 2005 ma non solo, Manifestazioni e astensioni dal lavoro movimenteranno anche il mondo del lavoro in Abruzzo dove alcuni settori scenderanno in piazza anche per rivendicazioni peculiari. In tutta la regione si potranno verificare disagi per gli utenti che si recheranno presso gli uffici dell'Inps a causa dell'adesione allo sciopero per l'intera giornata. Ore dure attendono anche i viaggiatori. Infatti la Gestione trasporti metropolitani di Pescara ha annunciato che il personale viaggiante si asterrà dal lavoro dalle ore 9 alle ore 12 e quello di terra nelle ultime tre ore del turno. Sul piede di guerra anche la neoeletta Rsu dei dipendenti del comune de L'Aquila che annuncia l'adesione allo sciopero nazionale per la difesa del contratto nazionale di lavoro, la modifica della legge finanziaria e una reale politica di difesa dello stato sociale, del servizio pubblico e dell'occupazione. Dietro le bandiere della Cgil, Cisl e Uil potrebbero scendere anche tutti i dipendenti comunali. Per questo i dirigenti, pur assicurando i servizi pubblici essenziali nelle tipologie individuate dall'Accordo collettivo nazionale, avvertono gli utenti di eventuali disagi. Alle rivendicazioni nazionali si aggiungono anche quelle peculiari. Presso lo stabilimento Solvay di Bussi sul Tirino, alle ore 10, si terrà una manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Nella piazza antistante il duomo di Atri sarà organizzato un presidio dei lavoratori della Torcitura del gruppo Pompea. I lavoratori e le lavoratrici vogliono infatti sensibilizzare l'opinione pubblica sulle procedure di mobilità aperte dall'azienda e hanno proclamato per oggi tre ore di sciopero in aggiunta alle tre a livello nazionale, i Democratici di sinistra hanno dichiarato di «sostenere e partecipare con forza allo sciopero generale indetto dai sindacati per dire no a una politica di centrodestra che sta conducendo la Regione al tracollo economico, sociale e occupazionale. Saremo in prima fila nello sciopero generale di otto ore». A Chieti (centro storico paralizzato in mattinata da corteo e comizio), in particolare, si asterranno da lavoro per l'intera giornata i dipendenti del pubblico impiego (sanità, ministeri, enti pubblici, economici, previdenziali), del settore bancario e delle poste, dei servizi, del commercio e dei consorzi. A scuola la campanella suonerà solo per la prima ora. Nei trasporti le fasce garantite saranno: Ferrovia Adriatico/salernitana (6.00-9.00/12.00-15.00); autolinee Di Fonzo (5.00-8.30/ 13,00-5.30), Ama (5.30-8.30/ 13.10-17.10), Napoleone (5.30-8.30/ 13.30-16.30), La Panoramica 6.00-9,00/12.00-15.00) ,Staur (6.00-9.00/13.00-16.00),Gtm (6;bO-9.00/13.00-16.00),Arpa (5.30-8.30/13.30-16.30),Cerella (5.30-8.30/12.30-15.30),Satam (6.00-9.00/12.00-15.00) e Schiappa (5.30-8.30/13.30-16.30). Vai all'inizio Tanti i disagi. Le corse dell'Arpa sospese dalle 9.30 alle 13. Manifestazioni nei poli industriali Anche la regione si mobilita Trasporti fermi, fabbriche ed uffici chiusi per lo sciopero unitario per la Finanziaria Pescara. - Anche l'Abruzzo si mobilita. Fabbriche ed uffici chiusi, autobus fermi e manifestazioni un pò in tutte le province: per il quinto sciopero unitario di Cgil, Cisl e Uil, Ugl e Cisal contro le riforme e le politiche economiche del Governo, oggi i lavoratori dipendenti si fermeranno per protestare contro la manovra Finanziaria. Quattro ore di blocco e sarà difficile sopravvivere nell'Italia in sciopero anche per gli abruzzesi. In particolare i disagi più pesanti si faranno sentire nei settore del trasporti e dei servizi di pubblica utilità. Scuole, enti locali e statali, oltre che banche e poste vedranno una regione che incrocia le braccia. Ma a fermarsi sarà anche la produzione nelle fabbriche dove accanto alle motivazioni nazionali si affiancano pure le ragioni locali. E' il caso delta provincia di Chieti dove lo sciopero durerà otto ore, e non quattro come nel resto d'Italia, con una grossa manifestazione a Chieti (in piazza Vico). E questo perchè gli operai protestano anche contro la crisi produttiva ed industriale che attanaglia interi! settori della produzione locale. Lo stesso è annunciato anche presso la Solvay di Bussi sul Tirino (Pescara). Garanzie per il lavoro le chiedono pure gli operai del polo tecnologico aquilano. Quanto al blocco dei trasporti locali: l'Arpa fa sapere che i mezzi si fermeranno nella fascia compresa tra le 9.30 e le 13,30. Mentre per il personale degli uffici e delle officine l'astensione dal lavoro riguarderà le ultime quattro ore del turno. Tuttavia non sono escluse ripercussioni sulle corse al termine dello sciopero. Anche negli ospedali della regione, funzioneranno solo le urgenze e i servizi indispensabili, tutto il resto verrà rinviato. Pure i medici, i dirigenti sanitari, gli infermieri ed i lavoratori del settore, aderenti al sindacato, incroceranno le braccia per l'intera giornata lavorativa. Ad appoggiare la protesta dei lavoratori abruzzesi contro la finanziaria del Governo sono i Ds, Berlusconi e la giunta regionale abruzzese - afferma in una nota il segretario regionale, Enrico Paolini - stanno conducendo la Regione al tracollo economico, sociale ed occupazionale. Alla congiuntura internazionale non buona, si sommano errori clamorosi, ingiustizie insopportabili e incapacità spesso patetiche di risolvere i problemi. L'Abruzzo - aggiunge Paolini - soffre come e più dell'Italia e dunque protesterà ad alta voce, con i Ds in prima fila, ovunque sarà possibile, a partire da Chieti». Ma dei «guasti della Finanziaria i Ds ne parleranno sabato prossimo durante una assemblea popolare (alle 10.30 al teatro Sant'Andrea, a Pescara) nella quale interverrà il leader nazionale, Massimo D'Alema. Vai all'inizio Intanto i cittadini insistono: non si tocca la strada parco Pescara. - E' polemica, ancora una volta, tra i cittadini e l'amministrazione comunale: oggetto del contendere,-stavolta, la filovia che dovrebbe essere realizzata sulla strada parco. Una petizione, firmata da ben 500 persone, è stata recapitata direttamente al sindaco Luciano D'Alfonso per riportare nuovamente all'attenzione pubblica il problema della filovia, che non è proprio voluta dalle associazioni civiche sorte per tutelare l'area che sorge sul vecchio tracciato ferroviario. Mario Sorgentone, presidente dell''Associazione "Strada parco", ha dichiarato: «Le imminenti elezioni regionali distolgono l'attenzione della classe politica dal problema della filovia. Ciò comporta, in larga parte della cittadinanza, il timore di un via libera ai lavori per il filobus». Per Sorgentone, è opportuno «attuare iniziative affinchè la Gtm sospenda le procedure di aggiudicazione d'appalto. Inoltre, bisogna avviare una pausa di riflessione per consentire una valutazione organica della mobilità, che investa tutta la città, e garantire un livello adeguato di informazione e consenso su una scelta che incide fortemente sul territorio». Con la filovia non si risolverebbe la questione del traffico: «sarebbe un grave errore che priverebbe la città di un sistema ciclo pedonale di grande valenza sociale, culturale e ambientale, già sperimentato e utilizzato da migliaia di cittadini. Vai all'inizio Consulta altre date della rassegna stampa Il copyright dei loghi e delle notizie appartiene ai legittimi proprietari.
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Il dibattito sul ddl Lupi si dipana dall'estate 2003 sino ad oggi... Il dibattito sul ddl Lupi si dipana dall'estate 2003 sino ad oggi; in questo lasso di tempo, sul ceppo originario sono connfluiti diversi ddl, di maggioranza e di minoranza; la minoranza non ha ritenuto di presentare una mozione a sostegno di una propria distinta proposta di legge; la VIII Commissione della Camera ha licenziato il 2 febbraio 2005 un “testo unificato” in modo sostanzialmente unanime, salvo ripromettersi – da parte di taluni esponenti di minoranza – di approfondire e meglio discutere in aula alcuni passaggi e/o emendamenti che non avevano a loro giudizio trovato esito soddisfacente in Commissione. In apertura della discussione sul ddl si fa riferimento da una parte alla riforma costituzionale del 2001 – dall'altra a quella in corso di elaborazione – che come è noto ha portato all'approvazione in seconda lettura da parte della Camera del ddl C 4862 il 15 ottobre 2004. Anche nel caso del dibattito sulla legge costituzionale, la minoranza parlamentare ha, giustamente, operato per verificare i margini per possibili intese: il Parlamento esiste, e va fatto funzionare; qualsiasi seduzione che spiri dall'Aventino porta con sé una cattiva memoria. Tuttavia nel corso del dibattito sulla nuova Costituzione, ad un certo punto di quel dibattito, la minoranza ha ritenuto di avere a che fare con un testo ormai inemendabile, di trovarsi di fronte ad un oggetto giuridico non migliorabile attraverso la mediazione del gioco parlamentare. Ed il dibattito sulla legge costituzionale è solo uno tra i tanti fatti che sono accaduti fra l'estate del 2003 e il primo inverno del 2005 – ivi inclusa anche un'ampia consultazione elettorale; un altro importante appuntamento elettorale è alle porte: si può a giusta ragione ritenere di essere – e sarà così fino al 2006 almeno – nel corso di una campagna elettorale continua. Benchè abbia poca risonanza mediatica – di gran lunga inferiore a quella di materie quali la bioetica, certo ‘universali' sul piano dei principi, ma che interessano direttamente un numero ben più limitato di cittadini – il tema del governo del territorio è tema generale, anzi, per usare proprio le parole dell'articolo 42 della Costituzione, tema che può, in determinate condizioni, essere latore diretto dell' “interesse generale” , né più né meno che l'ordinamento della Repubblica o i diritti e i doveri dei cittadini. Resta da spiegare perché alla ‘presa di coscienza' che ha caratterizzato il comportamento delle minoranze parlamentari nel caso della riforma della Costituzione non abbia fatto riscontro nulla di simile nel caso invece della legge per il governo del territorio: e resta da capire (o semplicemente da stare a vedere) quale sarà il comportamento che queste forze politiche assumeranno nella discussione in aula. Ai cittadini piacerebbe sapere per chi votano, magari non solo guardando i talk show.
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Assegno di accompagnamento all'esodo percepito nell'anno 2000 e dichiarazione modello 730 In un piccolo vademecum i principali adempimenti fiscali del prossimo mese riassunti nella forma di domanda - risposta A cura del Rag. Luigi Lucchetti Commercialista in Roma D. Non ho altri redditi se non quello derivante dall'assegno di accompagnamento all'esodo. Devo fare il mod. 730 o l'Unico? R. No, perché il reddito è soggetto a tassazione separata e, quindi, non sussiste l'obbligo di dichiarazione. D.: Posseggo esclusivamente un reddito derivante dall'assegno di accompagnamento all'esodo e il reddito derivante dal possesso dell'abitazione della casa di abitazione. Sono tenuto ad effettuare la dichiarazione dei redditi? R.: No se il reddito derivante esclusivamente dal possesso dell'abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.), qualunque sia la loro rendita catastale. Se in aggiunta all'abitazione principale e sue pertinenze, si possiedono altri fabbricati o terreni, questi ultimi dovranno essere dichiarati. D.: Poiché ho esclusivamente un reddito derivante dall'assegno di accompagnamento all'esodo, non avendo altri redditi da lavoro dipendente, quali sono i limiti di reddito che mi esentano dal presentare la dichiarazione? R.: Per i contribuenti senza redditi di lavoro dipendente, ad eccezione dell'assegno di accompagnamento all'esodo, l'esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi scatta alla seguenti condizioni: Lavoratore esodato, senza coniuge a carico, con la detrazione per i figli spettante al 50% e con reddito complessivo fino a lire 12.000.000 senza figli a carico 12.300.000 (con 1 figlio a carico) 12.600.000 (con 2 figli a carico) 13.689.000 (con 3 figli a carico) 14.791.000 (con 4 figli a carico) Lavoratore esodato, con coniuge a carico e con reddito complessivo fino a lire 15.289.000 senza figli a carico 15.872.000 (con 1 figlio a carico) 17.000.000 (con 2 figli a carico) 18.500.000 (con 3 figli a carico) 20.237.000 (con 4 figli a carico) Questi limiti non tengono conto dell'ulteriore detrazione per figli minori di 3 anni. D.: Poiché ho esclusivamente un reddito derivante dall'assegno di accompagnamento all'esodo, posso essere considerato come familiare fiscalmente a carico del mio coniuge? R.: Dal punto di vista fiscale sono considerati familiari a carico tutti i membri della famiglia che nel 2000 non hanno posseduto un reddito complessivo superiore a Lire 5.500.000, al lordo degli oneri deducibili. Nel limite di reddito di Lire 5.500.000 non deve essere compreso l'assegno percepito per l'accompagnamento all'esodo che, a tal fine, non è fiscalmente rilevante. D.: Nel 2000 per un periodo ho percepito gli stipendi, soggetti a normale prelievo IRPEF proporzionale e per un periodo ho percepito l'assegno di accompagnamento all'esodo. Poiché mia moglie percepisce altri redditi da dichiarare col modello 730, possiamo compilare un modello di dichiarazione congiunta? R.: Si. In questo caso nella dichiarazione congiunta va indicato come dichiarante il coniuge che ha come sostituto d'imposta il soggetto al quale viene presentata la dichiarazione, ovvero quello scelto per effettuare i conguagli d'imposta, se la dichiarazione viene presentata ad un Caf. In caso di dichiarazione a credito, è preferibile indicare come soggetto per i conguagli il datore di lavoro del coniuge non esodato. D.: Entro quando va presentato il modello 730? R.: entro il 31 maggio se il modello è presentato al Caf. Il termine per presentarlo al proprio sostituto d'imposta scade il 30 aprile. D.: Poiché ricorrono le condizioni per essere considerato fiscalmente a carico del mio coniuge, il mio coniuge può usufruire delle detrazioni IRPEF per gli interessi passivi pagati sul mutuo intestato ad ambedue? R.: La legge prevede che il contribuente possa detrarre una percentuale del 19% per alcune spese sostenute nell'interesse delle persone fiscalmente a carico, ma non tutte. Le spese che danno diritto alla detrazione sono precisamente: · spese mediche · premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni · contributi previdenziali non obbligatori per legge · spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria D.: Poiché il reddito derivante dall'assegno di accompagnamento all'esodo non deve essere dichiarato e posseggo redditi da un fabbricato adibito ad abitazione principale gravato da un mutuo, posso detrarre gli interessi passivi è in che misura? R.: la risposta è negativa. Gli interessi passivi possono essere detratti fino a compensare il debito per l'imposta dovuta. Per effetto di detrazioni non può mai verificarsi un credito d'imposta rimborsabile. D.: Esiste la possibilità di accertamenti fiscali sull'assegno di accompagnamento all'esodo? R.: L'assegno in questione, essendo soggetto a tassazione separata, non entra a far parte della dichiarazione Mod. 730 o Mod. Unico 740 del percipiente. E' invece il datore di lavoro che dovrà indicarne l'importo e le ritenute operate nel Mod. 770, dove troveranno posto anche i criteri utilizzati per calcolare l'imposta da versare. Quest'ultima dichiarazione è soggetta al controllo degli uffici fiscali. Tale controllo può dar luogo ad una riliquidazione dell'imposta, che non necessariamente sarà dovuta ad un errore di calcolo. Se dal controllo emergessero degli errori di calcolo, l'ufficio fiscale provvederà ad iscrivere a ruolo l'eventuale differenza a debito direttamente in capo al lavoratore, con l'aggiunta di interessi, ma non di sanzioni. Un'eventuale differenza a credito non sarà segnalata dall'ufficio fiscale, ma dovrà essere richiesta, se dovuta, dal contribuente alla competente Direzione regionale delle Entrate: è perciò opportuno che il datore di lavoro rilasci, all'atto dell'interruzione del rapporto, un prospetto dal quale risulti lo schema di calcolo adottato per la determinazione del trattamento di fine rapporto e delle relative ritenute. Le informazioni concernenti le ritenute saranno in ogni caso contenute nella certificazione obbligatoria CUD. Ciò potrà consentire eventuali verifiche e controlli sulla corretta esecuzione da parte dell'ufficio delle operazioni di ricalcolo dell'imposta dovuta. D.: Se il coniuge del lavoratore esodato ha redditi di lavoro dipendente, quali sono i redditi che concorrono a formare il reddito familiare ai fini del calcolo dell'assegno per il nucleo familiare? R.: I redditi che concorrono a formare il reddito familiare ai fini del calcolo per l'assegno sono tutti i redditi assoggettabili all'Irpef, anche quelli a tassazione separata, con esclusione, come ricordato nella circolare Inps n. 12/90, dei trattamenti di fine rapporto comunque denominati e le anticipazioni sugli stessi. A questo riguardo si è manifestata un'incertezza interpretativa: l'espressione " trattamenti di fine rapporto comunque denominati " riecheggia gli analoghi termini adoperati nel Testo Unico delle imposte dirette dove, all'art. 16, 1º comma lett. a) si parla di " trattamento di fine rapporto e indennità equipollenti comunque denominate ", citando invece separatamente di seguito " altre indennità e somme percepite una volta tanto in dipendenza dei predetti rapporti ". L'Inps, interpellata in via breve, ha confermato l'interpretazione della diversa natura dei due tipi di trattamento e pertanto l'inclusione dell'indennità di accompagnamento nel calcolo per la determinazione del reddito familiare ai fini degli assegni per il nucleo. I consulenti della FIBA CISL hanno interpellato l'INPS con una richiesta scritta, alla quale non è stata fornita ancora risposta. D.: Il lavoratore esodato ha diritto alle detrazioni d'imposta per i familiari a carico? R.: Il diritto alle detrazioni d'imposta per i familiari a carico non esiste in relazione al solo assegno di accompagnamento all'esodo, poiché il reddito relativo a tale assegno è soggetto a tassazione separata. In più, come già esposto in precedenti risposte, il lavoratore esodato può essere considerato a carico dei familiari conviventi i quali, a loro volta, potranno esercitare il diritto alle detrazioni negli scaglioni e nelle misure previste dall'art. 12 del Testo Unico. Se però vengono percepiti altri redditi di lavoro dipendente o autonomo o d'impresa, nei limiti e alle condizioni consentiti dagli accordi, il lavoratore esodato ha diritto alle detrazioni per la produzione del reddito relative al tipo di reddito in questione, oltre alle altre detrazioni di cui al citato art. 12 ed all'art. 13 del Testo Unico. D.: percepisco un assegno di accompagnamento all'esodo ed ho un figlio iscritto all'università. Ai fini della determinazione delle tasse universitarie, tale reddito deve essere indicato oppure no? R.: Dalla normativa di riferimento (DPCM 30/4/1997 e succ. mod.), non risultano eccezioni ed, anzi, nella Tabella 1 si afferma che "2. Ai fini del calcolo dell'indicatore della condizione economica non si tiene conto dei redditi a tassazione separata, di cui all'art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni". Per cui si conclude nel senso che i redditi soggetti a tassazione separata (qual è l'indennità percepita dai lavoratori esodati) non entrano nel computo del reddito complessivo da prendere a base per l'individuazione delle fasce di reddito per la determinazione delle tasse d'iscrizione all'università. Tutti i diritti sono riservati alla Net Pro Srl ©2000 Il contenuto degli articoli è di proprietà dell'autore e tutelato dalle norme in materia di diritto di autore. Per informazioni o commenti tecnici prego riferire ai nostri
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Lo scontro fra un auto e una moto costa la vita ad un diciottenne. Oggi sarebbe dovuto partire per una settimana di vacanze Muore giovane motociclista Un incidente stradale a Busto Arsizio è costato la vita ad un altro motociclista. È successo ieri sera all'incrocio fra viale Duca d'Aosta e via XX Settembre , dove si sono scontrate un'auto e una motocicletta guidata da un giovane di diciotto anni. Si chiamava Alessandro Ciotto e abitava in via Libia non molto lontano dal luogo in cui è avvenuto l'incidente mortale. Erano circa le dieci e il giovane a bordo di una Aprilia 125 arrivava da via Cadorna. Si stava dirigendo verso i Cinque Ponti quando un'auto proveniente da viale Duca d'Aosta gli ha tagliato la strada. La Ford Fiesta guidata da una una donna di sessantanove anni residente a Busto Arsizio stava svoltando in via XX Settembre. Forse non ha visto il motociclista sopraggiungere e l'urto è stato inevitabile. Uno scontro violento che ha sbalzato il motociclista a parecchi metri dal punto dell'impatto. Sul posto sono arrivati i mezzi di soccorso del 118, che hanno tentato di rianimare il giovane. Il disperato tentativo è stato inutile. Alessandro Ciotto era gravissimo e all'arrivo all'ospedale cittadino il ragazzo è deceduto. Nell'incidente ha riportato delle ferite anche la donna che è stata ricoverata nel reparto di traumatologia dell'ospedale di Gallarate. Le sue condizioni non sono gravi, guarirà in trenta giorni. Restano da accertare le cause precise del sinistro di cui si sono occupati i vigili urbani di Busto. Dell'incidente è stato informato il magistrato di turno Tiziano Masini, che ha provveduto al sequestro dei veicoli. I genitori della vittima hanno autorizzato l'espianto delle cornee. Il corpo di Alessandro è stato ricomposto all'obitorio dell'ospedale, dove nel corso del pomeriggio gli hanno dato l'ultimo saluto i parenti e molti amici, soprattutto i compagni con cui giocava a pallone all'oratorio San Luigi. Come si diceva il ragazzo abitava in via Libia con i genitori Salvatore e Maria, entrambe dipendenti delle poste, e una sorellina di tredici anni. Faceva l'operaio in una ditta di Cassano Magnago e proprio oggi sarebbe dovuto partito per una settimana di vacanza. Era diretto a Messina dove aveva una nonna materna.
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Terme d Saturnia Il Riparatore Doposole Viso Terme di Saturnia , é un intenso trattamento riparatore e lenitivo per il viso, che apporta alla pelle tutti gli elementi necessari per contrastare i danni provocati dall'esposizione prolungata ai raggi UV , dal vento e dalla salsedine, e in più possiede un'efficace azione "anti-age". Dona un effetto di immediato sollievo alla pelle dopo l'esposizione al sole, ed una intensa azione riparatrice-nutriente anti-età , favorendo il ripristino dell'elasticità e della compattezza della pelle. L'abbronzatura risulterà più omogenea e durerà più a lungo. Adatto a tutte le pelli, in particolare a quelle più secche e mature. I prodotti Terme di Saturnia sono disponibili nelle migliori profumerie.
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Indizione concorso riservato per la Regione Umbria per esami e titoli per l'accesso a posti d'insegnamento di religione cattolica compresi nell'ambito territoriale di ciascuna diocesi, per la scuola secondaria di I° e di II° grado 09/02/2004 Documento Personale scuola Reclutamento Docenti Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per l'Umbria Direzione Generale Prot. n. 2944/C12 Il Direttore Generale Vista la Legge 18/07/2003 n. 186 concernenti norme sullo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica degli istituti e scuole di ogni ordine e grado per la copertura di posti per il triennio 2004/2005 - 2005/2006 e 2006/2007, ai sensi dell'art. 399, comma 2 del decreto legislativo 16/04/1994 n. 297; Vista la nota prot . n. 187 del 04/02/2004 con la quale il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca ha trasmesso il decreto dirigenziale del 02/02/2004 con il quale è stato indetto il concorso riservato, per esami e titoli, a posti di insegnante di religione; Preso atto che in data 06/02/2004 il bando di cui trattasi è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale; Informate in data odierna le OO.SS. della scuola; Decreta È indetto un concorso riservato per la Regione Umbria per esami e titoli per l'accesso a posti d'insegnamento di religione cattolica compresi nell'ambito territoriale di ciascuna diocesi, per la scuola secondaria di I° e di II° grado , per la copertura dei posti che risultano vacanti e disponibili all'inizio di ciascun anno scolastico 2004/2005, 2005/2006, 2006/2007. Le domande di partecipazione al concorso, indirizzate all'Ufficio Scolastico Regionale per l'Umbria con sede in Perugia, per il tramite dell'istituzione scolastica di servizio, devono essere presentate entro il termine perentorio di trenta giorni a decorrere dal 6 febbraio 2004 - data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'avviso dell'avvenuta emanazione del bando - pertanto la scadenza del termine è fissata al giorno 08/03/2004. Fanno parte del presente provvedimento l'unito Decreto Dirigenziale del 02/02/2004 , nonché gli annessi programmi della prova d'esame (Allegato 4) , la tabella di valutazione dei titoli (Allegato 5) e il modello unico di domanda di ammissione al concorso (Allegato 1) . Perugia, 06/02/2004 F.to il Direttore Generale Anna Maria Dominici - Al C.S.A. di Perugia - Al C.S.A. di Terni - Ai Dirigenti Scolastici della Regione - Loro Sedi - Alle OO.SS. della scuola - Regione Umbria - Loro Sedi - Alle Diocesi delle Curie Arcivescovili di Perugia e Terni - All'U.R.P. - Sede - All'Albo - Sede - Al Sito Web Direzione Regionale - Sede
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Grazie ad un finanziamento della Commissione Europea inizia un nuovo importante progetto per la nostra mission, contro un diffuso fenomeno che mette in pericolo il diritto di ogni bambino a crescere in una famiglia Proprio in questi giorni tutto il nostro ufficio è alle prese con l'inizio di un nuovo progetto, intitolato “Prevenzione e lotta contro il traffico dei minori in Albania nella particolare forma dell'adozione illegale e commerciale”, che la nostra filiale albanese ha presentato e vinto presso la Commissione Europea. Il fine del progetto è la lotta appunto contro la cattiva consuetudine del traffico di minori attraverso l'adozione commerciale ed illegale, in seguito ad un'attenta analisi quali-quantitativa della situazione albanese attuale. Dopo aver selezionato un'equipe composta da sei assistenti sociali, due psicologi, una sociologa ed una legale, abbiamo contattato un'esperta e conosciuta ricercatrice rumena, Adriana Baban, che avrà il compito di formare il nostro team affinché diventi un'antenna territoriale sensibile al problema e, attraverso una precisa indagine sociologica, riesca a produrre un documento, il Report Finale di Progetto, utile strumento di lavoro non solo per tutti coloro che lavorano in costante contatto con questo problema, ma anche per le Autorità Statali ed Internazionali, affinché possano arrivare a creare le giuste policies, suggerite anche dalla nostra analisi dei dati, per garantire la cancellazione di questo dramma contro il quale molte famiglie albanesi lottano, del tutto sconosciuto alla società civile per la distorsione che i mass media ne fanno e per il silenzio sospetto e complice di alcune discusse autorità. Inoltre in parallelo alle attività di ricerca, di raccolta e di analisi dei dati verranno svolte anche attività di prevenzione contro la diffusione del fenomeno, grazie alla specificazione dei canali preferenziali, delle categorie a più alto rischio, alle aree più esposte al problema, e di sensibilizzazione tramite campagne di mass media, giornali, e altri strumenti di comunicazione, nonchè attività in favore della protezione dei bambini e delle famiglie vittime del traffico e dell'adozione illegale e campagne di promozione dei diritti dei minori, in un'ottica in cui solo aiutando una famiglia a rimanere unita possiamo sperare che al suo interno nessun fattore di disgregazione abbia la meglio sull'amore e sull'affetto di un genitore responsabile. Maurizia Sandrini, volontaria Amici dei Bambini Albania
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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 dicembre 2002 Proroga dei termini dei flussi d'ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l'anno 2002. in G.U. n.25, 31 gennaio 2003 IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, emanato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni; Visto, in particolare, l'art. 3, comma 4, del citato decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, relativo alla definizione annuale delle quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato, come modificato dall'art. 3, comma 2, della legge 30 luglio2002, n. 189; Visto il documento programmatico 2001-2003, relativo alla politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato,emanato, a norma dell'art. 3 della legge 6 marzo 1998, n. 40, con decreto del Presidente della Repubblica in data 30 marzo 2001 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2001, n. 112; Visti gli articoli 1, 2, 3 e 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 2002, con il quale sono stati definiti i flussi di ingresso dei cittadini stranieri non comunitari residenti all'estero per l'anno 2002, rispettivamente perle categorie dei lavoratori autonomi, dei dirigenti, dei lavoratori di origine italiana residenti in Argentina e dei cittadini di Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria; Considerato che presso le rappresentanze diplomatiche e consolari italiane in Argentina e' stato costituito l'apposito elenco previsto dall'art. 3 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2002; Considerato che i Paesi di cui all'art. 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 ottobre 2002, che hanno sottoscritto accordi in materia migratoria, hanno già provveduto a predisporre liste di lavoratori disponibili a svolgere lavoro subordinato in Italia; Ritenuto che il termine del 31 dicembre 2002, utile per la finalizzazione dei rapporti di lavoro in parola, non consente il completo e tempestivo raggiungimento degli obiettivi di integrazione del fabbisogno di manodopera di cui al citato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2002; Decreta: Art. 1. 1. Per le finalita' di cui agli articoli 1, 2, 3 e 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 15 ottobre 2002 ,pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 2002, il termine del 31 dicembre 2002 e' prorogato al 31 marzo 2003. Roma, 20 dicembre 2002 Il Presidente: Berlusconi Registrato alla Corte dei conti il 21 gennaio 2003 Ministeri istituzionali, Presidenza del Consiglio dei Ministri,registro n. 1, foglio n. 133
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Ai Mondiali di Montreal 100 rana in 1'08''76 (ANSA)-MONTREAL,25 LUG- Primato italiano nei 100 rana per Chiara Boggiatto: ai Mondiali in corso a Montreal, ha migliorato il suo limite chiudendo in 1'08''76. Il precedente record di 1'09''32 lo aveva stabilito lei stessa a Livorno l' 11 marzo del 2004. La torinese Boggiatto, con il settimo posto ex aequo con la britannica Kate Haywood, si qualifica per la semifinale mondiale della distanza.
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Npn piangere mai, perchè nessuno è così importante da toglierti il sorriso! ~ Anonimo ~ Salgo la porta apro le scale mi metto i denti mi lavo il pigiama spengo il letto mi infilo nella luce e tutto questo... PERCHE' LUI MI HA SALUTATO!! ~ Anonimo ~ Amore mio, se tutto questo fosse solo un sogno ti prego di non svegliarmi mai... perchè mi stai rendendo la persona più felice del mondo... ti amo tanto mio dolce principino ~ simba84 ~
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Se compri Time Out di New York hai solo l'imbarazzo di dove e cosa andare a vedere perché ci sono un centinaio di gallerie, oltre ai tanti musei ed istituzioni, tutti suddivisi per quartieri. Quindi la scelta è ardua e difficile e un giorno di questo marzo 2004, passeggiando per la 57 Street, all'angolo con la 5 Avenue, ne trovo alcune indicate nelle targhe perché di solito sono lì, dentro i building , nei vari piani; quindi devi suonare e farti aprire. C'è quel che si dice la volontà del visitatore a cercare e trovare proprio quella mostra in quella determinata galleria e non è come da noi, anzi qui a New York si dice che le gallerie poste al piano terra sono quelle "commerciali", perché più facili, dirette e raggiungibili, quindi da evitare !! È proprio in una situazione di queste che ho trovato Emilio Baracco: un italiano a New York alla Uma Gallery. Salgo al sesto piano e nello spazio seppur minimo di due sale mi godo questa mostra che grossolanamente suddivido mentalmente, in modo quindi molto arbitrario, in tre temi: sculture-fusioni, donne-acquarellate, classico-pastello. Sono questi gli elementi ricorrenti dell'artista da sempre amante nel ripercorrere gli elementi classici della figura corpo-comprensiva di testa e che ci porta a continui parallelismi tra natura-cultura, spontaneità-razionalità e via dicendo. Nel percorrere l'esposizione, mi trovo davanti ad una una serie di figure femminili. Donne fatali, sensuali e perfette nella loro bellezza: labbra carnose socchiuse dove si intravede una dentatura bianca e regolare; guance paffute ma occhi negati, socchiusi e misteriosi; capelli che si assottigliano tanto da allungarsi e trasformarsi in tanti tubi chirurgici, metallici, capaci di riportarci a quell'esteriorità patinata, artefatta e artificiale prodotta da quei sapienti ritocchi liftinei oggi tanto di moda; seni a volte coperti; braccia lunghe; mani affusolate. Queste donne fatali che dovrebbero rimandarci a un senso perfetto di estetica, di tranquilla bellezza, producono invece inquietudine e un senso di sottile agitazione. Pur nella loro controllata e oserei dire fredda perfezione questi volti, questi corpi si aprono, ma è un'apertura lacerante, il cui interno costruito regolarmente a "mattoncini", improvvisamente si sfalda. Si aprono voragini, si solcano corpi, un interno non viscerale ma squadrato che va in frantumi, come nella composizione Apparenza 1 : il nostro sguardo vede, si sofferma inizialmente nel volto perfetto di una donna ma quando l'occhio scorre giù lungo il collo si accorge del cambiamento, vede un baratro, uno spaccato violento e deturpante. Tutti i quadri di Emilio Baracco ci rimandano a queste immagini doppie, quasi a sottolineare che il femmineo porti con sé un mondo pieno di contrasti: perfezione esteriore e distruzione interiore. Interno-esterno, essere-avere, questo continuo binomio pervade tutti i suoi lavori e ci accompagna non nel disordine quanto piuttosto nel cercare, nel tentare di mettere un ordine nelle cose. Così come gli altri temi, cari a Baracco, ne sono quasi una conferma e sono gli elementi ricorrenti dei lavori precedenti al "femmineo", e che troviamo più articolati, più efficaci ed incisivi. La classicità dei volti, le maschere, gli elementi geometrici e quelli di natura animale rimandano sempre a un desiderio di perfetta armonia, a quella coniugazione o all'auspicio di un'unione sempre insita nell'animo umano. Come nella La forma e l'ideale del 2002 forme ricomposte. Una testa-cranio suddivisa da linee che delimitano le "zone": pensiero, suono, segno, forma, arte. Inevitabilmente il sottolineare, marcare le parti ci rimanda al ricordo della suddivisione del nostro cervello in lobi dove ognuno è deputato a svolgere un determinato compito. Come a dire che il tutto è lì concentrato, ma poi al di fuori sboccia la natura dal vaso con la sua eterna, rassicurante bellezza. Nelle sculture-fusioni invece come Pensiero mobile , bronzo del 2000, vi è una sorta di coniugazione tra classicità e metafisica, tra passato e presente. Quindi se un'opera ci pone degli interrogativi, se provoca sensazioni contrastanti, vuol dire che si lascia parlare e ponendoci domande, cosa non da poco specie in questo contesto social-cultural-politico alquanto degradato, afflitto e dubbioso sul da farsi; vuol dire che ci sta comunicando qualcosa, ci sta sollecitando: è un modo per risvegliare le nostre menti addormentate. Ma l'arte deve solo"emozionare" ? E che cosa si intende per "emozione" ? Chiedendo aiuto anche alla psicologia si potrebbe dire che l'emozione è frutto di una reazione fisiologica a cui segue una rappresentazione mentale ma la definizione è banale e superata; ora si preferisce dire che l'elaborazione cognitiva ci dà la consapevolezza dell'emozione. Meglio però è considerare che, come dice Arnheim « ... qualsiasi stato mentale possiede dimensioni conoscitive, motivazionali ed emotive ...» o come afferma il cognitivista Bruner: « ... conoscenza, sentimento e azione sono elementi costitutivi di un insieme unitario » . Al di là di tutto ciò che ci porterebbe molto lontano dal definire il lato emotivo, ai molteplici significati di un'opera, al contesto della sua fruizione e all'effetto che provoca in ognuno di noi, forse possiamo sintetizzare usando le parole con cui A. Argenton chiude il suo libro Arte e Cognizione: « L'arte è conoscenza e comprensione del mondo e la conoscenza e la comprensione psicologica del fenomeno artistico è indispensabile per contribuire a conoscere e comprendere la natura umana ». Breve intervista all'artista Ogni artista è un caso a sé, nel senso che la maggior parte non si riconosce in nessuna corrente o scuola che dir si voglia, ma lei come si definirebbe ? o meglio quali sono stati i suoi "maestri" o le influenze ricevute ? Quando mi viene chiesto di definire il mio linguaggio artistico rispondo che mi ispiro alla "Metafisica", ma è certamente una semplificazione anche perché questa corrente è fatta coincidere quasi esclusivamente con Giorgio De Chirico. Mi interessano piuttosto altri accostamenti, ad esempio ad Alberto Savinio, di cui ho apprezzato l'eclettismo artistico; ancora nella pittura mi piace ricordare il surrealismo di Max Ernst e la visionarietà di artisti fra loro molto diversi quali William Blake, Arnold Bocklin, Heinrich Fussli. I miei punti di riferimento per la scultura vanno da Auguste Rodin a Pablo Picasso, di quest'ultimo in particolare voglio ricordare gli assemblaggi con oggetti diversi (vedi la "testa di toro-metamorfosi" un semplice ma geniale accostamento di un manubrio di bicicletta e di una sella del 1943); da giovane studente ho apprezzato le prime sculture di Alberto Giacometti, e Marcel Duchamp, quindi il movimento dada, inoltre la nuova figurazione inglese degli anni '60-'70. Credo comunque che tutti questi differenti riferimenti siano stati elaborati e trascritti avendo presente l'arte classica mediterranea, base della nostra cultura e civiltà, punto di riferimento imprescindibile per qualsiasi espressione artistica. È difficile quindi collocarmi in un solo movimento artistico, l'area di espressività è principalmente quella della Metafisica e del Surrealismo. Ci può descrivere il suo percorso artistico ? Lei come nasce ? Da ragazzo, mentre ero studente all'istituto d'arte, frequentavo lo studio dello scultore padovano Amleto Sartori, da cui ho appreso la tecnica della scultura, dal modellato con creta o plastilina al trasporto in gesso, ma anche l'intaglio nel legno, la cartapesta, la lavorazione del cuoio per la creazione delle famose maschere teatrali. Una esperienza giovanile come "ragazzo di bottega", esperienza ormai obsoleta, che raccontarla ai giovani d'oggi suscita il sorriso e l'incredulità, ma che io ricordo con piacere e ritengo sia stata un modo di apprendere un mestiere complesso. Ho continuato poi gli studi all'Accademia di Belle Arti a Venezia con il maestro Alberto Viani e successivamente, conclusi gli studi, ho frequentato i corsi estivi ad Urbino per imparare le tecniche grafiche dell'incisione e della litografia. Lei è stato ed è incisore, scultore, pittore, e usa sempre tecniche diverse; può a grandi linee, descrivercele e dirci qual è più congeniale, quella con la quale sente di aver detto di più ? È difficile dire quale sia la tecnica che preferisco, ognuna di esse fa parte del mio modo di esercitare un mestiere il più possibile completo. In alcuni periodi mi dedico maggiormente ad una tecnica rispetto alle altre, ma l'utilizzo di modalità diverse mi permette di approfondire, riflettere, accumulare nuove idee da tradurre successivamente con altre espressività . Ad esempio quando disegno progetto mentalmente già nuove incisioni o nuove sculture, così avviene anche con le altre tecniche, è un continuo travasare idee da un modo di fare all'altro. Certo mi sento indubbiamente più scultore, mi interessa soprattutto la tridimensionalità e lo spazio che considero parte integrante della costruzione dell'idea. Preferisco nella scultura il bronzo che trovo un materiale di notevole fascino, forse perché richiama un vasto tempo passato ed una continuità di impiego; nel mio studio preparo le cere che poi porto in fonderia per la fusione con la tecnica a cera persa. Invece l'incisione (anch'essa una tecnica gloriosamente antica) ha il fascino legato alla riproducibilità dell'immagine. In particolare la tecnica incisoria mi dà un forte senso del "mestiere", meglio: un completamento di ciò che l'artista dovrebbe saper fare. Richiede non solo abilità ed esperienza, ma stimola una continua ricerca per ottenere nuovi ed interessanti risultati. Il disegno e l'acquerello sono senza dubbio il punto di raccordo tra la scultura e l'incisione: queste opere vivono di vita propria con risultati che spesso precorrono nuove idee e progetti. Nelle sue opere ci sono temi ricorrenti che vengono di volta in volta elaborati, può dirci il perché della sua scelta ? La nostra civiltà si esprime e comunica soprattutto attraverso segni e simboli in cui siamo immersi e da cui,a volte, siamo sommersi. Nel mio lavoro cerco quindi di costruire oggetti, forme e altri elementi che diventino grafemi di un mio personale "alfabeto simbolico"con cui decifrare ed interpretare questa babele di linguaggi e realtà. La testa neutra è il simbolo del pensiero, della immaginazione, del sogno e dell'illusione ma anche del progetto; le mani sono lo strumento di comunicazione tattile per antonomasia, ma indicano anche la possibilità di realizzare un'idea, di costruire qualcosa; le ali suggeriscono un desiderio di guardare e andare oltre, anche una sfida verso traguardi e limiti sempre spostati; le forme di solidi richiamano la rigorosità del pensiero filosofico-matematico di rinascimentale memoria (mi riferisco ad esempio al matematico Luca Pacioli). Con la combinazione di tali elementi cerco di costruire un equilibrio, un ponte tra classicità e contemporaneità, tra metafora e realtà, tra poesia e sogno. Dato che Lei o meglio le sue opere hanno girato in lungo e in largo, e questa mostra oltreoceano ce lo dimostra, cosa può dirci a proposito della differente accoglienza che viene data agli artisti ? In Italia pecchiamo spesso di esterofilia, viene accolto con particolare attenzione tutto ciò che viene dall'estero, soprattutto quello che arriva dagli Stati Uniti. Molti artisti europei, anche italiani, sono fortemente attratti dalla cultura americana, e questo non è male, ma c'è il rischio di cadere nell'imitazione di modelli che hanno scarsi legami con il nostro linguaggio espressivo. Il risultato può essere provinciale e poco interessante. Viceversa la nostra cultura è vista con grande interesse all'estero, soprattutto l'arte figurativa italiana. Nelle mie mostre negli Stati Uniti ho avuto un'accoglienza estremamente positiva e calorosa, forse proprio perché il mio linguaggio figurativo ha evidenti (e non rinnegate) modalità espressive le cui radici risiedono nella nostra migliore tradizione classica. Lei pensa che un artista in Italia sia visto diversamente da quello americano ? A questa domanda è difficile rispondere. Certo è che nel nostro paese si sta vivendo un momento davvero problematico per la cultura e non solo per l'arte. Le gallerie sono in una crisi profonda anche perché hanno perso la loro storica funzione di stimolo culturale e la maggior parte di esse si limita ad un semplice rapporto commerciale senza prospettiva. Il collezionista non viene adeguatamente sorretto e stimolato a compiere scelte lungimiranti e rigorose. Al momento sono pessimista, però qualche differenza c'è con gli Stati Uniti: un artista per lo meno riesce a vivere del suo lavoro senza doversi adattare a fare un'altra attività. Per quanto ho potuto vedere nelle mie esperienze in America il pittore, lo scultore, il fotografo hanno più credibilità e riconoscimento in un paese che si nutre di pragmatismo e non solo di sogni. Il mercato negli USA è decisamente più vivace ed offre più opportunità e soddisfazioni personali. In questo particolare momento storico può un artista dare il suo contributo, e come può incidere e far sentire la sua voce ? Questo momento storico è complicato ed incerto, risultano appannati quei principi etici che dovrebbero costituire l'anima di una società. La cultura in generale ha perso di importanza sostituita dal valore del profitto e dalla velocità della tecnica. Non saprei quale ruolo possa assumere oggi un artista. L'arte comunque è sempre stata lo specchio delle società: spesso le ha anticipate. Vedendo le ultime manifestazioni artistiche (le varie Biennali o esposizioni internazionali di arte contemporanea) ho la sensazione che siamo tutti immersi in una confusione che sgomenta e frastorna, forse per la mancanza di punti di riferimento autorevoli. Spero di sbagliarmi, ma l'artista non può fare nulla se non rispecchiare l'incertezza e il degrado attuali. Siamo tutti immersi in un grande e vischioso "blob" e la voce singola dell'individuo, anche quella dell'intellettuale, è sommersa e resa opaca da mille fragori e strepiti. In attesa di tempi migliori, e di profondi cambiamenti, forse l'unica cosa da fare è resistere.
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Dicono di me: Sogni nel cassetto: Ciò che pensa la gente di me mi interessa relativamente, ma qualche complimento nn fai mai male! Cmq dicono che sia simpatico, e carino. Ho la passione dei motori e ovviamente x le ragazze. Bhè decisamente il mio desiderio sarebbe un giorno di trovarmi in Moto GP al posto di Vale Rossi ^_^
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Ordina per: Titolo ( + | - ) Data ( + | - ) Valutazione ( + | - ) Popolarità ( + | - ) Ordinati per: Data [+ vecchi prima] Associazione "Gli Amici di Luca" Nel '97 si è, costituito un comitato, "Gli amici di Luca" per sostenere le spese mediche di Luca De Nigris in una clinica altamente specializzata di Innsbruck. La Casa dei Risvegli e` un progetto: una struttura all'interno della quale le terapie per il risveglio dal coma, sia farmacologiche che riabilitative, raggiungano livelli d'avanguardia. Pubblicato il: 01-Dic-2003 | Numero di richieste: 59 Segnala link interrotto | Dettagli Associazione Risveglio L'Associazione ha fine esclusivo di solidarietà, è priva di scopi di lucro, basa la propria attività sull'apporto personale, spontaneo e gratuito dei propri consociati. L'Associazione "Risveglio" indirizza la sua attività di volontariato a favore delle persone colpite da traumi cranio-encefalici e svolge la sua attività di informazione, sensibilizzazione, prevenzione in relazione alle problematiche connesse. Pubblicato il: 01-Dic-2003 | Numero di richieste: 70 Segnala link interrotto | Dettagli Solidalinsieme Associazione di volontariato nata a Cornaredo nel 1993 dall'iniziativa di un comitato comunale di solidarietà, sorto per aiutare un giovane concittadino cornaredese nella lotta contro la leucemia. Pubblicato il: 01-Dic-2003 | Numero di richieste: 54 Segnala link interrotto | Dettagli G.P.I.I. San Pietro all'Olmo (MI) Pubblicato il: 02-Dic-2003 | Numero di richieste: 57 Segnala link interrotto | Dettagli Associazione culturale sarda e amici della sardegna Amedeo Nazzari di Bareggio e Cornaredo (MI) Associazione "Amedeo Nazzari" via Madonna Pellegrina, 64/C2 Bareggio (MI) info@amicidellasardegna.com Pubblicato il: 02-Dic-2003 | Numero di richieste: 51 Segnala link interrotto | Dettagli Pro Loco Bareggio Piazza Cavour 46/I Bareggio (MI) Pubblicato il: 02-Dic-2003 | Numero di richieste: 56 Segnala link interrotto | Dettagli Gruppo Alpini di Bareggio Sezione di Milano Pubblicato il: 02-Dic-2003 | Numero di richieste: 13 Segnala link interrotto | Dettagli Associazione Presenza Amica Presenza Amica è una Associazione di Volontariato che opera in stretta collaborazione con l'Unita di Cure Palliative e Terapia del Dolore (UCPTD) dell'Azienda Ospedaliera G. Salvini della Regione Lombardia e assiste i pazienti terminali. L'Associazione ha la propria sede nel Presidio Ospedaliero di Garbagnate Milanese. Pubblicato il: 02-Dic-2003 | Numero di richieste: 54 Segnala link interrotto | Dettagli Fondazione Don Carlo Gnocchi - Onlus Ente Non Profit. Ispirato ai principi della carità cristiana e della promozione integrale della persona. Persegue finalità di solidarietà sociale nei settori dell'assistenza sanitaria, sociale e socio-sanitaria, prestando attenzione prioritaria a coloro che si trovano in stato di maggior bisogno. Pubblicato il: 23-Dic-2003 | Numero di richieste: 16 Segnala link interrotto | Dettagli Aiutateci a salvare i bambini Onlus che aiuta i bambini gravemente ammalati della Clinica pediatrica russa di Mosca Pubblicato il: 08-Gen-2004 | Numero di richieste: 15 Segnala link interrotto
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"Il film è un susseguirsi di scene movimentate che avvincono lo spettatore: la fotografia e la musica sono davvero eccezionali". ("Segnalazioni Cinematografiche") "Dissonante risultato di una lotta tra regia e sceneggiatura. Non si riesce mai bene a capire dove finiscono gli stereotipi del genere e dove cominci l'abilità di Hill nel trasfigurarli con lo stile e l'ironia. Ottima l'accoppiata di attori". (Laura e Morando Morandini, "Telesette")
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(ANSA) - PALERMO, 13 LUG - ''E' uno stato drammatico quello della pesca. Occorre subito un piano d'azione''. L' afferma Nicola Cristaldi, deputato di An che oggi ha partecipato ad un incontro all' Assessorato regionale pesca tra l' assessore Carmelo Lo Monte e la delegazione degli operatori della pesca composta da Santino Adamo - presidente Associazione liberi Armatori -, da Nicola Lisma - presidente associane Imprese pesca mazara -, da Toni Scilla - consigliere nazionale di Federpesca - da Enzo Quinci - per l'associazione Lampo - nonche' da capitani e da operatori del commercio, relativamente alla vertenza pesca che sta suscitando tensioni tra i pescatori e gli armatori. ''Nell'incontro e' stato concordato un piano d'azione che prevede - dice Cristaldi - l'immediata presentazione di un emendamento ad un disegno di legge in calendario d'aula che dovrebbe consentire di sbloccare il pagamento delle indennita' relative ai danni provocati dalla mucillagine e del marrobbion misura questa prevista dalla legge regionale 33 del 1998''. E' stato anche concordato di ripristinare la copertura finanziaria che consentira' il pagamento di una indennita' a favore dei marittimi che perdono il posto di lavoro a seguito della demolizione del natante sul quale risultano imbarcati al momento dell'interruzione dell'attivita'''. (ANSA) - PALERMO, 13 LUG - ''E' uno stato drammatico quello della pesca. Occorre subito un piano d'azione''. L' afferma Nicola Cristaldi, deputato di An che oggi ha partecipato ad un incontro all' Assessorato regionale pesca tra l' assessore Carmelo Lo Monte e la delegazione degli operatori della pesca composta da Santino Adamo - presidente Associazione liberi Armatori -, da Nicola Lisma - presidente associane Imprese pesca mazara -, da Toni Scilla - consigliere nazionale di Federpesca - da Enzo Quinci - per l'associazione Lampo - nonche' da capitani e da operatori del commercio, relativamente alla vertenza pesca che sta suscitando tensioni tra i pescatori e gli armatori. ''Nell'incontro e' stato concordato un piano d'azione che prevede - dice Cristaldi - l'immediata presentazione di un emendamento ad un disegno di legge in calendario d'aula che dovrebbe consentire di sbloccare il pagamento delle indennita' relative ai danni provocati dalla mucillagine e del marrobbion misura questa prevista dalla legge regionale 33 del 1998''. E' stato anche concordato di ripristinare la copertura finanziaria che consentira' il pagamento di una indennita' a favore dei marittimi che perdono il posto di lavoro a seguito della demolizione del natante sul quale risultano imbarcati al momento dell'interruzione dell'attivita'''. YP5
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Ufficio per le Relazioni con il Pubblico Benvenuto nelle pagine dell'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico della Giunta Regionale della Campania. Nell'augurio di poterti offrire una piacevole ed agevole navigazione ti ricordiamo che puoi in qualunque momento saltare i menu di navigazione ed andare direttamente al contenuto della pagina attraverso il links che seguono questo messaggio e che puoi utilizzare dei tasti ad accesso rapido per navigare tra i links principali del nostro sito. Buona navigazione! vai al contenuto saltando le barre di navigazione | vai alla prima barra di navigazione | vai alla seconda barra di navigazione | vai alla barra di navigazione a fondo pagina | Ti Trovi in Regione Campania \ URP \ BURC Facile \ BURC numero 29 del 30 Giugno 2003 \ Esito di Gara del 30 Giugno 2003 · · · · · Portale della Regione Campania C H I SIAMO | R ETE DEGLI URP | N OVITÀ · Accesso agli A tti amministrativi · · Ser v izi e Reclami · · C ontatti · · Il P rocesso Carta dei Servizi · · L avoro · · Re d dito di cittadinanza · · B andi di Gara · · Vesuv i a · · N e wsletter · · Sistema Inf o rmativo Territoriale · · T rova URP · · Do w nloads · BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 29 DEL 30 GIUGNO 2003 Esito di Gara del 30 Giugno 2003 COMUNE DI OTTAVIANO - (Provincia di Napoli) - Avviso esito di gara per l'appalto del servizio di accertamento, liquidazione e riscossione dell'imposta Comunale sulla Pubblicità, Diritto sulle Pubbliche Affissioni e T.O.S.A.P. Il Responsabile del Settore Finanziario rende noto che l'asta pubblica per l'appalto del servizio di accertamento, liquidazione e riscossione dell'imposta Comunale sulla Pubblicità, Diritto sulle Pubbliche Affissioni e T.O.S.A.P. si è tenuta in data 28.04.03. Alla gara ha partecipato n.1 ditta. E' risultata aggiudicataria della gara la ditta GESTOR spa, con sede in Roma alla via dell'Esquilino n.38, che ha offerto un ribasso del 5% (cinque per cento) sulla percentuale di aggio fissata dal Capitolato speciale d'appalto. Ottaviano lì, 16.05.03 Il Responsabile del Settore Finanziario Dott.ssa Immacolata De Simone Ricerca Semplice Parole chiave Data .. 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 .. Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre .. 2001 2002 2003 2004 | Ricerca Semplice | Ricerca Avanzata | BURC integrali PDF | Aiuto | Informazioni | I testi qui pubblicati non sono coperti dai diritti d'autore ai sensi dell'art. 5 della Legge 22/04/1941 n. 633 . Il copyright si riferisce alla elaborazione ed alla forma di presentazione dei testi stessi. I documenti sono la versione PDF ed XHTML del BURC , tuttavia in nessun modo sono da considerarsi sostitutivi della copia cartacea ai fini di legge. Per poter visualizzare e/o stampare i documenti in formato PDF è necessario il software Adobe Acrobat Reader . . © 2003 Regione Campania Powered By Demetrio Ginestra Queste pagine sono costruite secondo gli standard del W3C per venire incontro a tutte le tipologie di utenti (disabili o normodotati), piattaforme ( PC , PDA , ..., Windows, Linux, ...) e browser ( IE , NN , Opera, Mozzilla, Konqueror, Lynx, Mosaic). Sebbene i contenuti siano visibili con tutti i dispositivi per l'accesso a internet e con tutti i browser , una grafica più piacevole e raffinata è disponibile utilizzando i browser standard. Se leggete questo messaggio probabilmente non state usando un browser standard. Qualora decideste di usare un browser standard vi consigliamo di rivolgervi al sito del Web Standard Project (WaSP) dove verranno illustrati i browser standard gratuiti diponibili per ogni piattaforma.
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Il curriculum ha come obiettivo l'acquisizione di competenze geografiche specifiche. La preparazione dello studente sarà costruita sulla base di un solida formazione linguistico-culturale, letteraria e storico-geografica, finalizzata allo studio del rapporto uomo - ambiente nei suoi aspetti politici, sociali e culturali. Si porrà particolare attenzione alle forme del paesaggio, alle dinamiche demografiche ed insediative, alla storia della conoscenza della terra, ai sistemi di fruizione delle risorse naturali e alle politiche ambientali. Verranno altresì considerati i segni impressi dalla cultura materiale, dalle credenze religiose e dalle specificità linguistico-culturali nell'organizzazione del territorio e nella valorizzazione delle sue risorse. Lo studio di queste tematiche si avvarrà di strumenti quali documenti cartografici e storici, testi letterari, escursioni didattiche ed esperienze formative presso enti pubblici e privati. Oltre all'ammissione a diverse lauree specialistiche e al successivo accesso ai corsi di specializzazione per l'insegnamento, il curriculum consente la formazione di figure professionali competenti nel campo della tutela e valorizzazione del territorio, dello sviluppo e della sostenibilità ambientale. Il laureato, oltre che presso enti e amministrazioni pubbliche - preposte a scala nazionale, regionale e locale, alla valorizzazione dello sviluppo del territorio - troverà anche collocazione nella editoria geografica e presso enti ed istituzioni impegnati nelle promozione delle risorse territoriali (musei del territorio, parchi naturali, musei della cultura materiale, parchi letterari e agenzie per la promozione del territorio).
CURRENT URL http://www.cafeletterario.it/285/cafelib.htm
"Quello che non è storia io non voglio metterlo in scena. Mi impedisco gli slanci dell'immaginazione, uso solo l'estro pittorico (come ho fatto nei miei quadri) per truccare un po' i connotati delle azioni dei personaggi: in qualsiasi narrazione, dopotutto, i personaggi agiscono in maschera". L'organizzazione di una festa di compleanno per il fratello settantenne fornisce ad Aldo, costretto dall'infanzia su una sedia a rotelle, l'occasione di tracciare una storia composita, che coinvolge diversi amici e tutto un territorio, con affettuosi itinerari nella memoria collettiva ma anche aperture verso un futuro possibile: questo affresco tridimensionale prende vita nel romanzo "Appennino", di Raffaele Crovi, proseguendo un filone che - nell'ampia e diversificata gamma della sua narrativa - comprende titoli come Le parole del padre e La valle dei cavalieri, in omaggio alla sua terra e al suo paese, Cola, nell'Appennino emiliano. L'Appennino, terra di crinale, luogo di avventure storiche, di cambiamento dei costumi, di esperienze esistenziali molto estrose è lo scenario ideale per l'affollata ribalta di Crovi , in cui si affiancano personaggi realmente esistenti o esistiti e creature della fantasia: tra questi ultimi in particolare un'attrice, un agronomo, un avvocato-scrittore, un pittore, uno storico, uno studioso di dialetti, un'insegnante, tutti impegnati a trovare soluzioni creative per sfuggire alla rassegnazione dell'età che avanza; vivono un momento di bilancio, ma senza nostalgia, perché il passato è illuminato dai suoi innesti nel futuro. Appennino, che racconta storie di donne e di uomini, di ragazzi e di vecchi, di minorati e di disperati, può essere anche letto come un manifesto di nuovi valori sotto una forma di epica popolare : un affresco tra cronaca e storia, ricco di eventi romanzeschi eroici, con un forte radicamento popolare, sia da un punto di vista etico che da un punto di vista sociologico, e non mancano incisi poetici, quasi una voce da fanciullino pascoliano, resa graffiante da un'ironia zavattiniana. Appennino. Avventure in un paesaggio di Raffaele Crovi 287 pag., Euro 17.00 - Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri) ISBN 88-04-51620-8 Di Daniela Pizzagalli le prime pagine ------------------------ Spiare la vita Spiare la vita, per capire fino a che punto è agire e fino a che punto è pensare. Per me, la vita più che movimento è parole: con le parole mi inserisco nei progetti e nelle scelte altrui, e le parole altrui mi fanno vedere anche quello che non è alla portata dei miei occhi. Non sono immobile, ma non posso muovermi a piacimento; sono in grado di lavorare, ma non assieme ad altri; gli altri, sostanzialmente, mi aiutano, mi soccorrono; e a volte sento attorno a me una puzza di pietà da tapparmi il naso. Spiare la vita fa venire voglia di raccontarla, non per desiderio di delazione, ma per capire e fare capire; e, in qualche modo, per condividerla e farla condividere a quelli ai quali la racconti. Improvvisamente, la pratica più o meno quotidiana di mettere in comune progetti e scelte con mio fratello Fabio mi ha fatto venire voglia di spiarlo minuto per minuto per raccontarne i comportamenti: quanto ai suoi pensieri, invece, posso dare conto solo di quelli che lui mi riferisce. La storia di Fabio che voglio raccontare è innanzitutto la storia del suo affetto per me; nel tentativo, però, di trasformare il diario della nostra convivenza in una narrazione, ricostruirò qui anche la storia delle persone che io e Fabio incontriamo. La mia vita ha avuto, come constaterete, incidenti o snodi romanzeschi; dettagli romanzeschi hanno le biografie dei compagni di strada di cui parlerò; e, forse, ha un alone fantasioso anche la cornice appenninica delle nostre vicende. La mia narrazione sarà un polittico, una messa in scena di storie giustapposte, che cercherò di animare sul mio palcoscenico, aprendo e chiudendo di continuo il sipario (rivelando azioni spero non disarmoniche) con curiosità, piacere e malizia. Funerale con mazurka Fabio ha cominciato a organizzare dodici mesi prima la festa per il suo settantesimo compleanno, che cade nell'agosto 2002. Oltre all'età vorrebbe festeggiare eventi che devono ancora realizzarsi o che addirittura ha appena progettato: per esempio, nel suo genetliaco vuole inaugurare il nuovo edificio della nostra biblioteca in stile canossano, tutto in pietre, scolpite e stuccate, fuori e dentro, ricavato dal vecchio rustico, ormai centenario, adiacente alla casa; così come desidera che sia configurato nei dettagli logistici, economici e legali il suo progetto di una Fondazione per la Tutela e la Promozione dell'Appennino, in cui conta di coinvolgere i sette amici che ha invitato alla festa come coprotagonisti e alcuni giovani immaginati come ospiti da stupire e ingaggiare nel tam tam che dovrà nascere, non a favore della sua persona o delle sue opere, ma a favore della terra, paesi e genti, che ama. I suoi sette amici esercitano come lui, avvocato e scrittore, un doppio mestiere. Valerio Scaruffi, nato nel 1930, ha scelto di fare solo il poeta dopo aver vissuto, benché laureato in architettura, da nomade, cambiando via via mestiere, in diversi borghi antichi o appartati dell'Appennino: è stato scultore di statue e oggetti in pietra per arredi cimiteriali, impagliatore di sedie, imbianchino, cestaio e costruttore di metati. Eolo Biagini, nato nel 1933, ex dirigente di un'area commerciale Fiat e poi sindaco di Carpineti, scrive poemi e monologhi in dialetto che interpreta nelle piazze, di domenica e nei giorni di mercato, travestito da contadino finto tonto, in realtà di bertoldesca astuzia. Carmelina Teneggi, detta Carmen, nata nel 1934, pastora da bambina, è diventata, dopo un triennio di celebrate interpretazioni di eroine femminili nei maggi, attrice e poi commediografa. Enrico Bussi, nato nel 1941, agronomo ed ex collaboratore di alcuni ministri dell'Agricoltura, elabora e pubblica ricerche sull'habitat e l'economia dei territori montani. Clementina Santi, detta Clem, nata nel 1950, insegnante, è anche impegnata come assessore alla cultura e al turismo di Castelnovo Monti. Benedetto Valdesalici, nato nel 1951, psichiatra, scrive testi narrativi, poetici e teatrali. Giovanni Lindo Ferretti, nato nel 1953, cantante e musicista, si sta rivelando un poeta-filosofo. All'appuntamento della festa mancherà Angelo Guidi, coetaneo di Fabio, ingegnere e autore di un libro sui cavalli del Ventasso: lo ha ucciso un cancro ai polmoni; gli abbiamo fatto il funerale il Lunedì dell'Angelo e ai più di trecento partecipanti al corteo che ha accompagnato la salma al cimitero, dove un fisarmonicista ha eseguito una mazurka, è stata, secondo un'antica tradizione, data la mancia. © 2003 Arnoldo Mondadori Editore biografia dell'autore ------------------------ Raffaele Crovi , nato nel 1934, vive e lavora tra Milano e Reggio Emilia. Scrittore, produttore editoriale e televisivo, ha pubblicato tra l'altro: le raccolte di poesia Elogio del disertore (1973), L'utopia del Natale (1982) e Pianeta Terra (1999); i romanzi Il franco tiratore (1968), Il ladro di ferragosto (1984), Le parole del padre (1991), La valle dei cavalieri (1993), Il santo peccatore (1995); i saggi Parole incociate. Guida alla scrittura creativa (1995), Il lungo viaggio di Vittorini (1998), Le maschere del mistero
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La gestazione è stata lunga come quella di una tartaruga, ma anche l’ultima creatura del marchio MV finalmente è arrivata. Mille centimetri cubi per battersi ad armi pari, o quasi, con le superbike giapponesi. Una ciclistica solida come non mai e la linea (bellissima) di sempre. Una MV al mille per mille, nello stile, nel carattere e nel prezzo. 27/05/2004 COMâ€™È Se la scorsa stagione verrà ricordata per il rinnovo radicale della categoria supersport, con quasi tutte le 600 rivoluzionate, il 2004 segna l’avvento della maxi sportività senza compromessi : numero di cavalli superiore ai chili (vedi Yamaha R1), prestazioni da Superbike (vere), caratteristiche esasperate. La sfida è però quella di sempre: l e strapotenti quattro cilindri giapponesi contro la creatività italiana , quasi sempre trincerata dietro ad un motore bicilindrico o al massimo tre cilindri, in ossequio all’originalità a tutti i costi. Come se (costi produttivi a parte) tutti avessero paura a cimentarsi in una sfida che pare troppo impari per essere vinta. Nessuno, mai, insomma che vada a pizzicare il lupo direttamente nella sua tana con un motore quattro cilindri. SFIDA ARDITA Nessuno, tranne quei "matti" della MV . Loro le moto le sognano di notte e la combriccola capitanata dal duo Castiglioni-Tamburini , ha già dimostrato di cosa è capace, sa che c’è la possibilità di far bene e di rompere le uova nel paniere anche a chi i quattro cilindri li mangia per colazione. Prendiamo atto del coraggio, perché se è vero che la F4 è unanimemente giudicata una moto esteticamente strepitosa , è altrettanto vero che in questo segmento le prestazioni valgono quasi quanto l’estetica, se non di più. UGUALE MA DIVERSA Dal ’97, anno del lancio a Milano nella versione 750, la F4 stupisce e mette d’accordo tutti, emoziona e convince. Gli anni passano per tutti e per una supersportiva (tipico settore usa e getta) spegnere addirittura 8 candeline è un traguardo impensabile. Eppure lei è ancora bella e, perdonateci questa considerazione, forse la più bella di tutte . Non ce ne vogliano gli appassionati delle signore dagli occhi a mandorla, ma il fascino delle linee rastremate, la snellezza del cupolino e serbatoio e delle quattro canne d’organo sotto la sella lasciano ancora oggi a bocca aperta . ELISIR È la magia dei prodotti made in Tamburini , che non ci devi fare l’occhio piacciono da subito, che non stancano mai e piacciono a lungo. Look uguale alla settemmezzo dunque, le novità sono tutte sotto plastica, esclusione fatta per l’arrivo di una nuova colorazione blu e argento (che non finisce di convincerci) e per le nuove decals. UPGRADE RAGIONATO Tutto secondo copione, ed era lecito non attendersi stravolgimenti, perché la ciclistica già sulla settemmezzo ci aveva già convinto dimostrandosi da subito surdimensionata per quella cubatura. Ora però c’è cilindrata piena, 998 cc , ottenuta aumentando alesaggio e corsa (76x55 mm), e tanti particolari che rendono il quattro cilindri MV a valvole radiali un motore praticamente nuovo . Pistoni, bielle, cambio: tutto rivisto o rifatto. Il gran lavoro d’alleggerimento degli organi interni ha consentito di raggiungere i 166 cavalli a 12.700 giri, con una coppia di 11,1 kgm a 10.200 giri. Tra le innovazioni si fa spazio anche una frizione antisaltellamento denominata EBS (Engine Brake System). GROSSO È BELLO A far da cornice a queste novità anche una ciclistica parzialmente rinnovata con il classico telaio a traliccio dotato di cannotto di sterzo-colonna dorica e farcitura di poderosa forcella Marzocchi con steli da 50 mm diametro, in perfetto Tamburini style (per chi non lo avesse capito, un estimatore dell’avantreno piantato). Dietro c’è l'immancabile forcellone monobraccio e un mono Sachs, a detta di molti tecnici di sospensioni per la prima volta regolabile in modo micrometrico e senza sforzi. EVO '04 Ma la F4 è una specie in evoluzione , nel tempo trascorso tra il salone di Milano e la nostra prova, la ciclistica si è ulteriormente aggiornata arrivando alle quote definitive che ora si riassumono in 1408 mm di interasse, 24,5° di inclinazione cannotto, e 103,8 mm di avancorsa (prima era 93,5 mm). Sul peso, invece c’è ancora da lavorare: i 192 kg dichiarati sono lontani dai pesi piuma delle concorrenti giapponesi . SEMPRE LEI La 1000 resta uguale là dove la MV si guadagnava già in passato un giudizio a cinque stelle. Nell’impianto frenate ad esempio, con dischi da 310 mm, e in quei dettagli ergonomici e di design che hanno fatto da subito della F4 una moto fuori dall'ordinario. Ci stupiscono ancora i mille particolari dedicati a lei e a lei sola : leve di freno e frizione, pinze, pedane, piedino forcella, serbatoi al manubrio di freno e frizione che riprendono la linea della strumentazione , ora a fondo bianco. Peccato che in questo trionfo di tecnologia, linea e ricerca del massimo in ogni dove, spicchino porzioni di carena che coprono la batteria di corpi farfallati e gli indicatori di direzione di plastica decisamente "cheap". COME VA Considerate tutte le premesse, non c’è da stupirsi che personalità del motore, posizione in sella e guida siano dei capitoli a sé. Rispetto allo standard dal made in Japan, il quattro cilindri paga lo scotto di una rumorosità meccanica piuttosto accentuata e qualche vibrazione di troppo con il crescere del regime, soprattutto su pedane e semimanubri . Allo stesso tempo, la posizione di guida è tutta a modo suo . La sella è alta da terra (la moto si è alzata rispetto a quella presentata al salone) e larga; lo spazio in senso longitudinale è essenziale, quel che serve per avere un sicuro appoggio quando si arretra in staccata. FIN TROPPO SNELLA Le pedane sono al punto giusto , alte per non trovarsi mai con gli stivali che accarezzano l’asfalto e arretrate da vera sportiva . Diversa sensazione dalla vita in su. Il manubrio è lontano , il serbatoio è così snello nella zona di contatto con la sella che si fatica a trovare appiglio per le ginocchia in staccata, e così piatto e basso che nelle pieghe più accentuate con il braccio esterno non si trova un facile appoggio. LA LEGGENDA TRA LE MANI Un briciolo di emozione trafigge il cuore quando si accendono i quattro cilindri italiani. Nonostante la versione da noi provata fosse in configurazione pista (scarico più aperto e eprom da sparo), il suono dei quattro scarichi è apparso fin da subito più pacato del previsto. Il rombo che si sente è un misto di aspirazione, meccanica e canne d’organo sotto la sella . Ma è quel che serve per sentire davvero la moto: la F4 parla così, ha un sound ancora unico . CICLISTICA GRANITICA Non è una Ducati in nulla, nel caso qualcuno se lo fosse chiesto. Tamburini ha chiuso un capitolo e ne ha scritto uno completamente nuovo partendo da una pagina bianca. Ma bisogna riconoscere che nel rigore assoluto dell’avantreno abbiamo trovato una familiarità marcata con le vecchie rosse di Borgo Panigale . Granitico al punto che decisa una traiettoria quella è e quella resta. Difficile correggere la linea con un semplice apri/chiudi dell’acceleratore, la F4 corre su un binario. Il monoammortizzatore in configurazione standard, scorre poco e rimanda con solerzia ogni rugosità dell’asfalto sulla schiena di chi guida. In queste condizioni la F4 è faticosa , perché non accetta di buon grado di essere spinta dentro le curve. PUNTO E A CAPO Rivisto in buona misura il setting , riducendo lo smorzamento delle sospensioni - come da prontuario MV - la situazione è decisamente migliorata . La signora Marzocchi e il singolo Sachs sono sensibili alle regolazioni e a convincerci poi è stata la forcella, sempre rigorosa e finalmente comunicativa . Impeccabile l’ingresso in curva, fatto di una progressione senza sbavature . Rimane sempre una forte componente fisica , indispensabile per ottenere quello che si desidera. LIBERA LA MENTE La F4, insomma, non è una farfalla, non va in piega da sola, ma ce la devi accompagnare . Poi però l’appoggio convince, e la trazione è superlativa anche spalancando tutto il gas. La nostra MV era gommata con Pirelli Corsa SC2 ed era rigorosa da far spavento. In questo modo, con questa sicurezza trasmessa, la F4 1000 rende la vita facile al pilota , almeno psicologicamente. L’impegno fisico resta, ma la mente è sempre sgombra da pensieri tipo "adesso me la metto per cappello"; sfruttare tutto il suo grande potenziale diventa quindi facile e i tempi sul giro le danno ragione. 10 MM IN MENO I freni non seguono le tendenze ma vanno per la loro strada. Sulla carta il confronto con le mille potrebbe essere impari. Niente pinze radiali, il diametro dei dischi è minore di tutte le altre e la MV si "accontenta" di un semplice 310 mm contro l’ormai classica misura piena. Alla prova dei fatti però ne emerge un risultato contrario. L’impianto MV stupisce ancora una volta per modulabilità e potenza frenante, e si pone ancora oggi nella parte alta della classifica, quella dove troviamo i migliori freni disponibili per moto di serie . Vincente anche per il ridotto sforzo da applicare alla leva. Inutile dire che il feeling con l’avantreno è massimo, si può entrare in curva ancora a freni tirati senza avvertire il minimo effetto raddrizzante, e sentendo sempre la ruota anteriore ben piantata sull’asfalto . Il disco singolo posteriore fa il suo dovere, frena quel tanto che basta per tenere la moto in linea ma nulla di più. ZONA ROSSA? NO GRAZIE. Per ultimo il motore. Il quattro cilindri ha le sue belle gatte da pelare perché d’ora in poi sarà per forza sempre paragonato a quello che il arriva dal Giappone. Bene, come si comporta il motore italiano? Indubbiamente ha personalità, un po’ perché non è perfettino come gli altri e la meccanica ci ricorda che qualcosa dentro si muove e un po’ perché vibra. Non al punto da dare fastidio, ma su pedane e manubri il solletichino leggero non manca . In pista però il quattro in linea MV ha mostrato la vera essenza del suo essere. LINEARE Pacato e un po’ impreciso sotto i 6.000 giri, sa poi essere pieno e costante , con una curva d’erogazione piuttosto piatta che si spalma su tutto l’arco dei giri disponibili. La fine dei giochi arriva ai 13.000 giri indicati (corrispondenti a 12.600 effettivi) . Non raggiunge quindi i picchi di rotazione mostruosi di Yamaha e Kawasaki (ma è allineato con Honda e Kawasaki) ed è molto lineare, al punto che ci si accorge del limitatore solo quando ci si sbatte contro . Perché è vero che spinge pieno senza vuoti oltre gli 8.000, ma non ha un cambio di ritmo e la spinta micidiale agli alti cui ormai ci hanno abituati le jap più scalmanate. OCCHIO AL POLSO Convincente la risposta all’acceleratore precisa e diretta come non mai . Ruoti il polso di un millimetro e la risposta è immediata. Nessun ritardo, nessun gioco, una goduria. Non convince invece il sistema antisaltellamento o almeno non convince come è stato settato. In alcune staccate funzionava a singhiozzo , entrava in funzione in ingresso curva, annullando il freno motore e causando la perdita della linea ideale. Ma su quest’ultimo sistema sospendiamo il giudizio in attesa di un’altra prova più approfondita. CONCLUDENDO Va bene, la F4 forse non è come il top delle proposte giapponesi, ma va bene. Anche i suoi detrattori più accaniti (ma ce ne sono?) sono costretti ad ammettere che è una moto unica, ovviamente anche nel prezzo, di poco inferiore ai 19.000 euro. La ciclistica è moderna, efficace, rigorosa e per questo la guida della MV affascina ed emoziona almeno quanto l’alone di leggenda che ormai si porta appresso. Meno evoluti invece la posizione di guida e il motore che non riesce a tenere il passo delle giapponesi. Va anche aggiunto che non è nemmeno una sportiva facile , una di quelle che ci sali e vai, caratteristica questa che da sempre contraddistingue le moto di Tamburini. VIETATA AI TIMIDI Va conosciuta passo dopo passo , e quando ci prendi la mano puoi diventare imbattibile perché la sicurezza che ti regala è unica e dai il gas senza pensarci troppo su il che, con un mille sotto il serbatoio è una cosa molto positiva . E poi ci sono altre cose da mettere in conto, come quella di essere sempre sotto gli occhi di tutti, di possedere qualcosa di irrimediabilmente fascinoso. C’è chi per lei è disposto a tutto, anche a schiacciarsi i pollici contro la carena ad ogni manovra. Poco importa, le altre sono solo moto, lei è una MV. StefanoCordara MarcoSelvetti NOTIZIE CORRELATE Vai alla prova della MV F4 750 Altro che Passaparola! Le due letterine sul codone della F4 sono di quelle che contano. EV come evoluzione, potenza, cavalli in più da godere ogni volta che si muove il polso destro. Una moto oggetto di culto con una ciclistica sopraffina e un motore rinvigorito, da godere soprattutto in pista. URL: Vai alla prova della MV Brutale In giro con Lei per vedere l’effetto che fa. E l’effetto è dirompente non solo per chi la vede, ma anche per chi la guida. La MV Brutale S è finalmente arrivata. Bella, ricercata e con un rumore incredibile ha un avantreno roccioso e un motore che sa il fatto suo. Scatena istinti repressi, impossibile non farsi coinvolgere. URL: MV F4 1000 Tamburini Un omaggio viaggiante al "maestro". La MV F4 Tamburini è la F4 più prestigiosa mai costruita. Raffinata come un gioiello e con un motore dalle soluzioni innovative, sarà realizzata in serie limitata per pochi abbienti.
CURRENT URL http://www.atuttascuola.it/manzoni/i_promessi_sposi16.htm
- Scappa, scappa, galantuomo: lì c'è un convento, ecco là una chiesa; di qui, di là, - si grida a Renzo da ogni parte. In quanto allo scappare, pensate se aveva bisogno di consigli. Fin dal primo momento che gli era balenato in mente una speranza d'uscir da quell'unghie, aveva cominciato a fare i suoi conti, e stabilito, se questo gli riusciva, d'andare senza fermarsi, fin che non fosse fuori, non solo della città, ma del ducato. « Perché », aveva pensato, « il mio nome l'hanno su' loro libracci, in qualunque maniera l'abbiano avuto; e col nome e cognome, mi vengono a prendere quando vogliono ». E in quanto a un asilo, non vi si sarebbe cacciato che quando avesse avuto i birri alle spalle. « Perché, se posso essere uccel di bosco », aveva anche pensato, « non voglio diventare uccel di gabbia ». Aveva dunque disegnato per suo rifugio quel paese nel territorio di Bergamo, dov'era accasato quel suo cugino Bortolo, se ve ne rammentate, che più volte l'aveva invitato a andar là. Ma trovar la strada, lì stava il male. Lasciato in una parte sconosciuta d'una città si può dire sconosciuta, Renzo non sapeva neppure da che porta s'uscisse per andare a Bergamo; e quando l'avesse saputo, non sapeva poi andare alla porta. Fu lì lì per farsi insegnar la strada da qualcheduno de' suoi liberatori; ma siccome nel poco tempo che aveva avuto per meditare su' casi suoi, gli eran passate per la mente certe idee su quello spadaio così obbligante, padre di quattro figliuoli, così, a buon conto, non volle manifestare i suoi disegni a una gran brigata, dove ce ne poteva essere qualche altro di quel conio; e risolvette subito d'allontanarsi in fretta di lì: che la strada se la farebbe poi insegnare, in luogo dove nessuno sapesse chi era, né il perché la domandasse. Disse a' suoi liberatori: - grazie tante, figliuoli: siate benedetti, - e, uscendo per il largo che gli fu fatto immediatamente, prese la rincorsa, e via; dentro per un vicolo, giù per una stradetta, galoppò un pezzo, senza saper dove. Quando gli parve d'essersi allontanato abbastanza, rallentò il passo, per non dar sospetto; e cominciò a guardare in qua e in là, per isceglier la persona a cui far la sua domanda, una faccia che ispirasse confidenza. Ma anche qui c'era dell'imbroglio. La domanda per sé era sospetta; il tempo stringeva; i birri, appena liberati da quel piccolo intoppo, dovevan senza dubbio essersi rimessi in traccia del loro fuggitivo; la voce di quella fuga poteva essere arrivata fin là; e in tali strette, Renzo dovette fare forse dieci giudizi fisionomici, prima di trovar la figura che gli paresse a proposito. Quel grassotto, che stava ritto sulla soglia della sua bottega, a gambe larghe, con le mani di dietro, con la pancia in fuori, col mento in aria, dal quale pendeva una gran pappagorgia, e che, non avendo altro che fare, andava alternativamente sollevando sulla punta de' piedi la sua massa tremolante, e lasciandola ricadere sui calcagni, aveva un viso di cicalone curioso, che, in vece di dar delle risposte, avrebbe fatto delle interrogazioni. Quell'altro che veniva innanzi, con gli occhi fissi, e col labbro in fuori, non che insegnar presto e bene la strada a un altro, appena pareva conoscer la sua. Quel ragazzotto, che, a dire il vero, mostrava d'esser molto sveglio, mostrava però d'essere anche più malizioso; e probabilmente avrebbe avuto un gusto matto a far andare un povero contadino dalla parte opposta a quella che desiderava. Tant'è vero che all'uomo impicciato, quasi ogni cosa è un nuovo impiccio! Visto finalmente uno che veniva in fretta, pensò che questo, avendo probabilmente qualche affare pressante, gli risponderebbe subito, senz'altre chiacchiere; e sentendolo parlar da sé, giudicò che dovesse essere un uomo sincero. Gli s'accostò, e disse: - di grazia, quel signore, da che parte si va per andare a Bergamo? - Per andare a Bergamo? Da porta orientale. - Grazie tante; e per andare a porta orientale? - Prendete questa strada a mancina; vi troverete sulla piazza del duomo; poi... - Basta, signore; il resto lo so. Dio gliene renda merito -. E diviato s'incamminò dalla parte che gli era stata indicata. L'altro gli guardò dietro un momento, e, accozzando nel suo pensiero quella maniera di camminare con la domanda, disse tra sé: « o n'ha fatta una, o qualcheduno la vuol fare a lui ». Renzo arriva sulla piazza del duomo; l'attraversa, passa accanto a un mucchio di cenere e di carboni spenti, e riconosce gli avanzi del falò di cui era stato spettatore il giorno avanti; costeggia gli scalini del duomo, rivede il forno delle grucce, mezzo smantellato, e guardato da soldati; e tira diritto per la strada da cui era venuto insieme con la folla; arriva al convento de' cappuccini; dà un'occhiata a quella piazza e alla porta della chiesa, e dice tra sé, sospirando: « m'aveva però dato un buon parere quel frate di ieri: che stessi in chiesa a aspettare, e a fare un po' di bene ». Qui, essendosi fermato un momento a guardare attentamente alla porta per cui doveva passare, e vedendovi, così da lontano, molta gente a guardia, e avendo la fantasia un po' riscaldata (bisogna compatirlo; aveva i suoi motivi), provò una certa ripugnanza ad affrontare quel passo. Si trovava così a mano un luogo d'asilo, e dove, con quella lettera, sarebbe ben raccomandato; fu tentato fortemente d'entrarvi. Ma, subito ripreso animo, pensò: « uccel di bosco, fin che si può. Chi mi conosce? Di ragione, i birri non si saran fatti in pezzi, per andarmi ad aspettare a tutte le porte ». Si voltò, per vedere se mai venissero da quella parte: non vide né quelli, né altri che paressero occuparsi di lui. Va innanzi; rallenta quelle gambe benedette, che volevan sempre correre, mentre conveniva soltanto camminare; e adagio adagio, fischiando in semitono, arriva alla porta. C'era, proprio sul passo, un mucchio di gabellini, e, per rinforzo, anche de' micheletti spagnoli; ma stavan tutti attenti verso il di fuori, per non lasciare entrar di quelli che, alla notizia d'una sommossa, v'accorrono, come i corvi al campo dove è stata data battaglia; di maniera che Renzo, con un'aria indifferente, con gli occhi bassi, e con un andare così tra il viandante e uno che vada a spasso, uscì, senza che nessuno gli dicesse nulla; ma il cuore di dentro faceva un gran battere. Vedendo a diritta una viottola, entrò in quella, per evitare la strada maestra; e camminò un pezzo prima di voltarsi neppure indietro. Cammina, cammina; trova cascine, trova villaggi, tira innanzi senza domandarne il nome; è certo d'allontanarsi da Milano, spera d'andar verso Bergamo; questo gli basta per ora. Ogni tanto, si voltava indietro; ogni tanto, andava anche guardando e strofinando or l'uno or l'altro polso, ancora un po' indolenziti, e segnati in giro d'una striscia rosseggiante, vestigio della cordicella. I suoi pensieri erano, come ognuno può immaginarsi, un guazzabuglio di pentimenti, d'inquietudini, di rabbie, di tenerezze; era uno studio faticoso di raccapezzare le cose dette e fatte la sera avanti, di scoprir la parte segreta della sua dolorosa storia, e sopra tutto come avean potuto risapere il suo nome. I suoi sospetti cadevan naturalmente sullo spadaio, al quale si rammentava bene d'averlo spiattellato. E ripensando alla maniera con cui gliel aveva cavato di bocca, e a tutto il fare di colui, e a tutte quell'esibizioni che riuscivan sempre a voler saper qualcosa, il sospetto diveniva quasi certezza. Se non che si rammentava poi anche, in confuso, d'aver, dopo la partenza dello spadaio, continuato a cicalare; con chi, indovinala grillo; di cosa, la memoria, per quanto venisse esaminata, non lo sapeva dire: non sapeva dir altro che d'essersi in quel tempo trovata fuor di casa. Il poverino si smarriva in quella ricerca: era come un uomo che ha sottoscritti molti fogli bianchi, e gli ha affidati a uno che credeva il fior de' galantuomini; e scoprendolo poi un imbroglione, vorrebbe conoscere lo stato de' suoi affari: che conoscere? è un caos. Un altro studio penoso era quello di far sull'avvenire un disegno che gli potesse piacere: quelli che non erano in aria, eran tutti malinconici. Ma ben presto, lo studio più penoso fu quello di trovar la strada. Dopo aver camminato un pezzo, si può dire, alla ventura, vide che da sé non ne poteva uscire. Provava bensì una certa ripugnanza a metter fuori quella parola Bergamo, come se avesse un non so che di sospetto, di sfacciato; ma non si poteva far di meno. Risolvette dunque di rivolgersi, come aveva fatto in Milano, al primo viandante la cui fisonomia gli andasse a genio; e così fece. - Siete fuor di strada, - gli rispose questo; e, pensatoci un poco, parte con parole, parte co' cenni, gl'indicò il giro che doveva fare, per rimettersi sulla strada maestra. Renzo lo ringraziò, fece le viste di far come gli era stato detto, prese in fatti da quella parte, con intenzione però d'avvicinarsi bensì a quella benedetta strada maestra, di non perderla di vista, di costeggiarla più che fosse possibile; ma senza mettervi piede. Il disegno era più facile da concepirsi che da eseguirsi. La conclusione fu che, andando così da destra a sinistra, e, come si dice, a zig zag, parte seguendo l'altre indicazioni che si faceva coraggio a pescar qua e là, parte correggendole secondo i suoi lumi, e adattandole al suo intento, parte lasciandosi guidar dalle strade in cui si trovava incamminato, il nostro fuggitivo aveva fatte forse dodici miglia, che non era distante da Milano più di sei; e in quanto a Bergamo, era molto se non se n'era allontanato. Cominciò a persuadersi che, anche in quella maniera, non se n'usciva a bene; e pensò a trovar qualche altro ripiego. Quello che gli venne in mente, fu di scovar, con qualche astuzia, il nome di qualche paese vicino al confine, e al quale si potesse andare per istrade comunali: e domandando di quello, si farebbe insegnar la strada, senza seminar qua e là quella domanda di Bergamo, che gli pareva puzzar tanto di fuga, di sfratto, di criminale. Mentre cerca la maniera di pescar tutte quelle notizie, senza dar sospetto, vede pendere una frasca da una casuccia solitaria, fuori d'un paesello. Da qualche tempo, sentiva anche crescere il bisogno di ristorar le sue forze; pensò che lì sarebbe il luogo di fare i due servizi in una volta; entrò. Non c'era che una vecchia, con la rocca al fianco, e col fuso in mano. Chiese un boccone; gli fu offerto un po' di stracchino e del vin buono: accettò lo stracchino, del vino la ringraziò (gli era venuto in odio, per quello scherzo che gli aveva fatto la sera avanti); e si mise a sedere, pregando la donna che facesse presto. Questa, in un momento, ebbe messo in tavola; e subito dopo cominciò a tempestare il suo ospite di domande, e sul suo essere, e sui gran fatti di Milano: ché la voce n'era arrivata fin là. Renzo, non solo seppe schermirsi dalle domande, con molta disinvoltura; ma, approfittandosi della difficoltà medesima, fece servire al suo intento la curiosità della vecchia, che gli domandava dove fosse incamminato. - Devo andare in molti luoghi, - rispose: - e, se trovo un ritaglio di tempo, vorrei anche passare un momento da quel paese, piuttosto grosso, sulla strada di Bergamo, vicino al confine, però nello stato di Milano... Come si chiama? - « Qualcheduno ce ne sarà », pensava intanto tra sé. - Gorgonzola, volete dire, - rispose la vecchia. - Gorgonzola! - ripeté Renzo, quasi per mettersi meglio in mente la parola. - E' molto lontano di qui? - riprese poi. - Non lo so precisamente: saranno dieci, saranno dodici miglia. Se ci fosse qualcheduno de' miei figliuoli, ve lo saprebbe dire. - E credete che ci si possa andare per queste belle viottole, senza prender la strada maestra? dove c'è una polvere, una polvere! Tanto tempo che non piove! - A me mi par di sì: potete domandare nel primo paese che troverete andando a diritta -. E glielo nominò. - Va bene; - disse Renzo; s'alzò, prese un pezzo di pane che gli era avanzato della magra colazione, un pane ben diverso da quello che aveva trovato, il giorno avanti, appiè della croce di san Dionigi; pagò il conto, uscì, e prese a diritta. E, per non ve l'allungar più del bisogno, col nome di Gorgonzola in bocca, di paese in paese, ci arrivò, un'ora circa prima di sera. Già cammin facendo, aveva disegnato di far lì un'altra fermatina, per fare un pasto un po' più sostanzioso. Ilcorpo avrebbe anche gradito un po' di letto; ma prima che contentarlo in questo, Renzo l'avrebbe lasciato cader rifinito sulla strada. Il suo proposito era d'informarsi all'osteria, della distanza dell'Adda, di cavar destramente notizia di qualche traversa che mettesse là, e di rincamminarsi da quella parte, subito dopo essersi rinfrescato. Nato e cresciuto alla seconda sorgente, per dir così, di quel fiume, aveva sentito dir più volte, che, a un certo punto, e per un certo tratto, esso faceva confine tra lo stato milanese e il veneto: del punto e del tratto non aveva un'idea precisa; ma, allora come allora, l'affar più urgente era di passarlo, dovunque si fosse. Se non gli riusciva in quel giorno, era risoluto di camminare fin che l'ora e la lena glielo permettessero: e d'aspettar poi l'alba, in un campo, in un deserto; dove piacesse a Dio; pur che non fosse un'osteria. Fatti alcuni passi in Gorgonzola, vide un'insegna, entrò; e all'oste, che gli venne incontro, chiese un boccone, e una mezzetta di vino: le miglia di più, e il tempo gli avevan fatto passare quell'odio così estremo e fanatico. - Vi prego di far presto, soggiunse: - perché ho bisogno di rimettermi subito in istrada -. E questo lo disse, non solo perché era vero, ma anche per paura che l'oste, immaginandosi che volesse dormir lì, non gli uscisse fuori a domandar del nome e del cognome, e donde veniva, e per che negozio... Alla larga! L'oste rispose a Renzo, che sarebbe servito; e questo si mise a sedere in fondo della tavola, vicino all'uscio: il posto de' vergognosi. C'erano in quella stanza alcuni sfaccendati del paese, i quali, dopo aver discusse e commentate le gran notizie di Milano del giorno avanti, si struggevano di sapere un poco come fosse andata anche in quel giorno; tanto più che quelle prime eran più atte a stuzzicar la curiosità, che a soddisfarla: una sollevazione, né soggiogata né vittoriosa, sospesa più che terminata dalla notte; una cosa tronca, la fine d'un atto piuttosto che d'un dramma. Un di coloro si staccò dalla brigata, s'accostò al soprarrivato, e gli domandò se veniva da Milano. - Io? - disse Renzo sorpreso, per prender tempo a rispondere. - Voi, se la domanda è lecita. Renzo, tentennando il capo, stringendo le labbra, e facendone uscire un suono inarticolato, disse: - Milano, da quel che ho sentito dire... non dev'essere un luogo da andarci in questi momenti, meno che per una gran necessità. - Continua dunque anche oggi il fracasso? - domandò, con più istanza, il curioso. - Bisognerebbe esser là, per saperlo, - disse Renzo. - Ma voi, non venite da Milano? - Vengo da Liscate, - rispose lesto il giovine, che intanto aveva pensata la sua risposta. Ne veniva in fatti, a rigor di termini, perché c'era passato; e il nome l'aveva saputo, a un certo punto della strada, da un viandante che gli aveva indicato quel paese come il primo che doveva attraversare, per arrivare a Gorgonzola. - Oh! - disse l'amico; come se volesse dire: faresti meglio a venir da Milano, ma pazienza. - E a Liscate, - soggiunse, - non si sapeva niente di Milano? - Potrebb'essere benissimo che qualcheduno là sapesse qualche cosa, - rispose il montanaro: - ma io non ho sentito dir nulla. E queste parole le proferì in quella maniera particolare che par che voglia dire: ho finito. Il curioso ritornò al suo posto; e, un momento dopo, l'oste venne a mettere in tavola. - Quanto c'è di qui all'Adda? - gli disse Renzo, mezzo tra' denti, con un fare da addormentato, che gli abbiam visto qualche altra volta. - All'Adda, per passare? - disse l'oste. - Cioè... sì... all'Adda. - Volete passare dal ponte di Cassano, o sulla chiatta di Canonica? - Dove si sia... Domando così per curiosità. - Eh, volevo dire, perché quelli sono i luoghi dove passano i galantuomini, la gente che può dar conto di sé. - Va bene: e quanto c'è? - Fate conto che, tanto a un luogo, come all'altro, poco più, poco meno, ci sarà sei miglia. - Sei miglia! non credevo tanto, - disse Renzo. - E già, - e già, chi avesse bisogno di prendere una scorciatoia, ci saranno altri luoghi da poter passare? - Ce n'è sicuro, - rispose l'oste, ficcandogli in viso due occhi pieni d'una curiosità maliziosa. Bastò questo per far morir tra' denti al giovine l'altre domande che aveva preparate. Si tirò davanti il piatto; e guardando la mezzetta che l'oste aveva posata, insieme con quello, sulla tavola, disse: - il vino è sincero? Come l'oro, - disse l'oste: - domandatene pure a tutta la gente del paese e del contorno, che se n'intende: e poi, lo sentirete -. E così dicendo, tornò verso la brigata. « Maledetti gli osti! » esclamò Renzo tra sé: « più ne conosco, peggio li trovo ». Non ostante, si mise a mangiare con grand'appetito, stando, nello stesso tempo, in orecchi, senza che paresse suo fatto, per veder di scoprir paese, di rilevare come si pensasse colà sul grand'avvenimento nel quale egli aveva avuta non piccola parte, e d'osservare specialmente se, tra que' parlatori, ci fosse qualche galantuomo, a cui un povero figliuolo potesse fidarsi di domandar la strada, senza timore d'esser messo alle strette, e forzato a ciarlare de' fatti suoi. - Ma! - diceva uno: - questa volta par proprio che i milanesi abbian voluto far davvero. Basta; domani al più tardi, si saprà qualcosa. - Mi pento di non esser andato a Milano stamattina, - diceva un altro. - Se vai domani, vengo anch'io, - disse un terzo; poi un altro, poi un altro. - Quel che vorrei sapere, - riprese il primo, - è se que' signori di Milano penseranno anche alla povera gente di campagna, o se faranno far la legge buona solamente per loro. Sapete come sono eh? Cittadini superbi, tutto per loro: gli altri, come se non ci fossero. - La bocca l'abbiamo anche noi, sia per mangiare, sia per dir la nostra ragione, - disse un altro, con voce tanto più modesta, quanto più la proposizione era avanzata: - e quando la cosa sia incamminata... - Ma credette meglio di non finir la frase. - Del grano nascosto, non ce n'è solamente in Milano, - cominciava un altro, con un'aria cupa e maliziosa; quando sentono avvicinarsi un cavallo. Corron tutti all'uscio; e, riconosciuto colui che arrivava, gli vanno incontro. Era un mercante di Milano, che, andando più volte l'anno a Bergamo, per i suoi traffichi, era solito passar la notte in quell'osteria; e siccome ci trovava quasi sempre la stessa compagnia, li conosceva tutti. Gli s'affollano intorno; uno prende la briglia, un altro la staffa. - Ben arrivato, ben arrivato! - Ben trovati. - Avete fatto buon viaggio? - Bonissimo; e voi altri, come state? - Bene, bene. Che nuove ci portate di Milano? - Ah! ecco quelli delle novità, - disse il mercante, smontando, e lasciando il cavallo in mano d'un garzone. - E poi, e poi, continuò, entrando con la compagnia, - a quest'ora le saprete forse meglio di me. - Non sappiamo nulla, davvero, - disse più d'uno, mettendosi la mano al petto. - Possibile? - disse il mercante. - Dunque ne sentirete delle belle... o delle brutte. Ehi, oste, il mio letto solito è in libertà? Bene: un bicchier di vino, e il mio solito boccone, subito; perché voglio andare a letto presto, per partir presto domattina, e arrivare a Bergamo per l'ora del desinare. E voi altri, - continuò, mettendosi a sedere, dalla parte opposta a quella dove stava Renzo, zitto e attento, - voi altri non sapete di tutte quelle diavolerie di ieri? - Di ieri sì. - Vedete dunque, - riprese il mercante, - se le sapete le novità. Lo dicevo io che, stando qui sempre di guardia, per frugar quelli che passano... - Ma oggi, com'è andata oggi? - Ah oggi. Non sapete niente d'oggi? - Niente affatto: non è passato nessuno. - Dunque lasciatemi bagnar le labbra; e poi vi dirò le cose d'oggi. Sentirete -. Empì il bicchiere, lo prese con una mano, poi con le prime due dita dell'altra sollevò i baffi, poi si lisciò la barba, bevette, e riprese: - oggi, amici cari, ci mancò poco, che non fosse una giornata brusca come ieri, o peggio. E non mi par quasi vero d'esser qui a chiacchierar con voi altri; perché avevo già messo da parte ogni pensiero di viaggio, per restare a guardar la mia povera bottega. - Che diavolo c'era? - disse uno degli ascoltanti. - Proprio il diavolo: sentirete -. E trinciando la pietanza che gli era stata messa davanti, e poi mangiando, continuò il suo racconto. I compagni, ritti di qua e di là della tavola, lo stavano a sentire, con la bocca aperta; Renzo, al suo posto, senza che paresse suo fatto, stava attento, forse più di tutti, masticando adagio adagio gli ultimi suoi bocconi. - Stamattina dunque que' birboni che ieri avevano fatto quel chiasso orrendo, si trovarono a' posti convenuti (già c'era un'intelligenza: tutte cose preparate); si riunirono, e ricominciarono quella bella storia di girare di strada in strada, gridando per tirar altra gente. Sapete che è come quando si spazza, con riverenza parlando, la casa; il mucchio del sudiciume ingrossa quanto più va avanti. Quando parve loro d'esser gente abbastanza, s'avviarono verso la casa del signor vicario di provvisione; come se non bastassero le tirannie che gli hanno fatte ieri: a un signore di quella sorte! oh che birboni! E la roba che dicevan contro di lui! Tutte invenzioni: un signor dabbene, puntuale; e io lo posso dire, che son tutto di casa, e lo servo di panno per le livree della servitù. S'incamminaron dunque verso quella casa: bisognava veder che canaglia, che facce: figuratevi che son passati davanti alla mia bottega: facce che... i giudei della Via Crucis non ci son per nulla. E le cose che uscivan da quelle bocche! da turarsene gli orecchi, se non fosse stato che non tornava conto di farsi scorgere. Andavan dunque con la buona intenzione di dare il sacco; ma... - E qui, alzata in aria, e stesa la mano sinistra, si mise la punta del pollice alla punta del naso. - Ma? - dissero forse tutti gli ascoltatori. - Ma, - continuò il mercante, - trovaron la strada chiusa con travi e con carri, e, dietro quella barricata, una bella fila di micheletti, con gli archibusi spianati, per riceverli come si meritavano. Quando videro questo bell'apparato... Cosa avreste fatto voi altri? - Tornare indietro. - Sicuro; e così fecero. Ma vedete un poco se non era il demonio che li portava. Son lì sul Cordusio, vedon lì quel forno che fin da ieri, avevan voluto saccheggiare; e cosa si faceva in quella bottega? si distribuiva il pane agli avventori; c'era de' cavalieri, e fior di cavalieri, a invigilare che tutto andasse bene; e costoro (avevano il diavolo addosso vi dico, e poi c'era chi gli aizzava), costoro, dentro come disperati; piglia tu, che piglio anch'io: in un batter d'occhio, cavalieri, fornai, avventori, pani, banco, panche, madie, casse, sacchi, frulloni, crusca, farina, pasta, tutto sottosopra. - E i micheletti? - I micheletti avevan la casa del vicario da guardare: non si può cantare e portar la croce. Fu in un batter d'occhio, vi dico: piglia piglia; tutto ciò che c'era buono a qualcosa, fu preso. E poi torna in campo quel bel ritrovato di ieri, di portare il resto sulla piazza, e di farne una fiammata. E già cominciavano, i manigoldi, a tirar fuori roba; quando uno più manigoldo degli altri, indovinate un po' con che bella proposta venne fuori. - Con che cosa? - Di fare un mucchio di tutto nella bottega, e di dar fuoco al mucchio e alla casa insieme. Detto fatto... - Ci han dato fuoco? - Aspettate. Un galantuomo del vicinato ebbe un'ispirazione dal cielo. Corse su nelle stanze, cercò d'un Crocifisso, lo trovò, l'attaccò all'archetto d'una finestra, prese da capo d'un letto due candele benedette, le accese, e le mise sul davanzale, a destra e a sinistra del Crocifisso. La gente guarda in su. In un Milano, bisogna dirla, c'è ancora del timor di Dio; tutti tornarono in sé. La più parte, voglio dire; c'era bensì de' diavoli che, per rubare, avrebbero dato fuoco anche al paradiso; ma visto che la gente non era del loro parere, dovettero smettere, e star cheti. Indovinate ora chi arrivò all'improvviso. Tutti i monsignori del duomo, in processione, a croce alzata, in abito corale; e monsignor Mazenta, arciprete, comincio a predicare da una parte, e monsignor Settala, penitenziere, da un'altra, e gli altri anche loro: ma, brava gente! ma cosa volete fare? ma è questo l'esempio che date a' vostri figliuoli? ma tornate a casa; ma non sapete che il pane è a buon mercato, più di prima? ma andate a vedere, che c'è l'avviso sulle cantonate. - Era vero? - Diavolo! Volete che i monsignori del duomo venissero in cappa magna a dir delle fandonie? - E la gente cosa fece? - A poco a poco se n'andarono; corsero alle cantonate; e, chi sapeva leggere, la c'era proprio la meta. Indovinate un poco: un pane d'ott'once, per un soldo. - Che bazza! - La vigna è bella; pur che la duri. Sapete quanta farina hanno mandata a male, tra ieri e stamattina? Da mantenerne il ducato per due mesi. - E per fuori di Milano, non s'è fatta nessuna legge buona? - Quel che s'è fatto per Milano, è tutto a spese della città. Non so che vi dire: per voi altri sarà quel che Dio vorrà. A buon conto, i fracassi son finiti. Non v'ho detto tutto; ora viene il buono. - Cosa c'è ancora? - C'è che, ier sera o stamattina che sia, ne sono stati agguantati molti; e subito s'è saputo che i capi saranno impiccati. Appena cominciò a spargersi questa voce, ognuno andava a casa per la più corta, per non arrischiare d'esser nel numero. Milano, quand'io ne sono uscito, pareva un convento di frati. - Gl'impiccheranno poi davvero? - Eccome! e presto, - rispose il mercante. - E la gente cosa farà? - domandò ancora colui che aveva fatta l'altra domanda. - La gente? anderà a vedere, - disse il mercante. - Avevan tanta voglia di veder morire un cristiano all'aria aperta, che volevano, birboni! far la festa al signor vicario di provvisione. In vece sua, avranno quattro tristi, serviti con tutte le formalità, accompagnati da' cappuccini, e da' confratelli della buona morte; e gente che se l'è meritato. E' una provvidenza, vedete; era una cosa necessaria. Cominciavan già a prender il vizio d'entrar nelle botteghe, e di servirsi, senza metter mano alla borsa; se li lasciavan fare, dopo il pane sarebbero venuti al vino, e così di mano in mano... Pensate se coloro volevano smettere, di loro spontanea volontà, una usanza così comoda. E vi so dir io che, per un galantuomo che ha bottega aperta, era un pensier poco allegro. - Davvero, - disse uno degli ascoltatori. - Davvero, - ripeteron gli altri, a una voce. - E, - continuò il mercante, asciugandosi la barba col tovagliolo, - l'era ordita da un pezzo: c'era una lega, sapete? - C'era una lega? - C'era una lega. Tutte cabale ordite da' navarrini, da quel cardinale là di Francia, sapete chi voglio dire, che ha un certo nome mezzo turco, e che ogni giorno ne pensa una, per far qualche dispetto alla corona di Spagna. Ma sopra tutto, tende a far qualche tiro a Milano; perché vede bene, il furbo, che qui sta la forza del re. - Già. - Ne volete una prova? Chi ha fatto il più gran chiasso, eran forestieri; andavano in giro facce, che in Milano non s'eran mai vedute. Anzi mi dimenticavo di dirvene una che m'è stata data per certa. La giustizia aveva acchiappato uno in un'osteria... - Renzo, il quale non perdeva un ette di quel discorso, al tocco di questa corda, si sentì venir freddo, e diede un guizzo, prima che potesse pensare a contenersi. Nessuno però se n'avvide; e il dicitore, senza interrompere il filo del racconto, seguitò: - uno che non si sa bene ancora da che parte fosse venuto, da chi fosse mandato, né che razza d'uomo si fosse; ma certo era uno de' capi. Già ieri, nel forte del baccano, aveva fatto il diavolo; e poi, non contento di questo, s'era messo a predicare, e a proporre, così una galanteria, che s'ammazzassero tutti i signori. Birbante! Chi farebbe viver la povera gente, quando i signori fossero ammazzati? La giustizia, che l'aveva appostato, gli mise l'unghie addosso; gli trovarono un fascio di lettere; e lo menavano in gabbia; ma che? i suoi compagni, che facevan la ronda intorno all'osteria, vennero in gran numero, e lo liberarono, il manigoldo. - E cosa n'è stato? - Non si sa; sarà scappato, o sarà nascosto in Milano: son gente che non ha né casa né tetto, e trovan per tutto da alloggiare e da rintanarsi: però finché il diavolo può, e vuole aiutarli: ci dan poi dentro quando meno se lo pensano; perché, quando la pera è matura, convien che caschi. Per ora si sa di sicuro che le lettere son rimaste in mano della giustizia, e che c'è descritta tutta la cabala; e si dice che n'anderà di mezzo molta gente. Peggio per loro; che hanno messo a soqquadro mezzo Milano, e volevano anche far peggio. Dicono che i fornai son birboni. Lo so anch'io; ma bisogna impiccarli per via di giustizia. C'è del grano nascosto. Chi non lo sa? Ma tocca a chi comanda a tener buone spie, e andarlo a disotterrare, e mandare anche gl'incettatori a dar calci all'aria, in compagnia de' fornai. E se chi comanda non fa nulla, tocca alla città a ricorrere; e se non dànno retta alla prima, ricorrere ancora; ché a forza di ricorrere s'ottiene; e non metter su un'usanza così scellerata d'entrar nelle botteghe e ne' fondachi, a prender la roba a man salva. A Renzo quel poco mangiare era andato in tanto veleno. Gli pareva mill'anni d'esser fuori e lontano da quell'osteria, da quel paese; e più di dieci volte aveva detto a sé stesso: andiamo, andiamo. Ma quella paura di dar sospetto, cresciuta allora oltremodo, e fatta tiranna di tutti i suoi pensieri, l'aveva tenuto sempre inchiodato sulla panca. In quella perplessità, pensò che il ciarlone doveva poi finire di parlar di lui; e concluse tra sé, di moversi, appena sentisse attaccare qualche altro discorso. - E per questo, - disse uno della brigata, - io che so come vanno queste faccende, e che ne' tumulti i galantuomini non ci stanno bene, non mi son lasciato vincere dalla curiosità, e son rimasto a casa mia. - E io, mi son mosso? - disse un altro. - Io? - soggiunse un terzo: - se per caso mi fossi trovato in Milano, avrei lasciato imperfetto qualunque affare, e sarei tornato subito a casa mia. Ho moglie e figliuoli; e poi, dico la verità, i baccani non mi piacciono. A questo punto, l'oste, ch'era stato anche lui a sentire, andò verso l'altra cima della tavola, per veder cosa faceva quel forestiero. Renzo colse l'occasione, chiamò l'oste con un cenno, gli chiese il conto, lo saldò senza tirare, quantunque l'acque fossero molto basse; e, senza far altri discorsi, andò diritto all'uscio, passò la soglia, e, a guida della Provvidenza, s'incamminò dalla parte opposta a quella per cui era venuto.
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Anno II Numero 38 del 27 Giugno 2003 Articolo Mondo. L'unione fa la forza "L'unione fa la forza", recita il proverbio. E l'unione funziona quando un tot di persone decide di fare qualcosa insieme. Di mettere insieme idee, progetti, conoscenze, soldi al fine di ottenere un risultato che, da soli, non si sarebbe mai ottenuto. Un po' come succede nella globalizzazione. Le persone mischiano razze, culture storie e istruzioni diverse, creando una bella miscela che a volte funziona e a volte no. Nel campo della ricerca scientifica questa miscela e' indispensabile. Il mondo della scienza e' un continuo divenire, che non puo' focalizzarsi solo su un problema alla volta, e che tantomeno, puo' contare solo su un ricercatore alla volta. Puo' sembrare un principio scontato, ma nella realta' delle cose e' ben difficile realizzarlo. Ci sono ostacoli di natura politica, economica, culturale; non tutti i Paesi sono in grado di offrire il loro apporto alla ricerca, e quelli che sono in grado di farlo, tendono spesso a chiudersi nel loro microcosmo con la paura che qualcun altro possa "rubare" le loro scoperte. Quando pero' si riescono a creare dei coordinamenti organizzati e aggiornati, le conseguenze sono ben visibili. Il Brasile e l'India ad esempio tempo fa firmarono un accordo per la ricerca sulle biotecnologie e gli ogm; Svezia e Usa, Singapore e Gran Bretagna, mondi culturalmente distanti anni luce che, grazie alle vie di comunicazione e allo stesso fenomeno della globalizzazione, sono riusciti ad ottenere risultati notevoli. Ma i singoli esempi non bastano. E non basta neanche la buona volonta' di qualche istituto di ricerca, o di un singolo Governo. Soprattutto per quanto riguarda la ricerca sulle cellule staminali . In questo nuovo settore le conoscenze sono ancora scarse, ma ancor piu' scarso e' il materiale sul quale lavorare. Cio' che realmente occorre e' un serio progetto di cooperazione internazionale . Sulla scia dell'Human Genome Project ad esempio. Secondo Roger Pedersen , professore di medicina rigenerativa e direttore del Centre for Stem Cell Biology and Medicine presso l'University of Cambridge, sono essenzialmente 4 i punti che dovrebbero stare alla base della ricerca scientifica sulle staminali: 1- Le tecniche e i materiali devono essere il piu' possibile standardizzati . Se i parametri che lo scienziato di Pechino usa per lavorare sono gli stessi del ricercatore svedese, la comparazione e l'assimilazione delle nuove nozioni con quelle gia' acquisite, saranno molto piu' semplici e costruttive. 2- Qualsiasi sforzo, ricerca, lavoro, deve essere di complemento per gli altri. Un progetto non deve mai essere fine a se stesso, ma deve poter contribuire ad altri lavori gia' avviati. Anche se in ambiti diversi, una nuova scoperta e' un tassello importante, mai da sottovalutare. Nel campo della cooperazione internazionale e' possibile ad esempio valutare quali sono le malattie piu' facili da sconfiggere, per poi suddividere il lavoro con dei gruppi specializzati, in un dare-avere di informazioni e conoscenze preziose. 3- E' necessario imparare il valore della rapidita' . Nella scienza, come nella tecnica, le scoperte spesso si accavallano, si sovrappongono e lasciano poco tempo alle elucubrazioni fini a se stesse. Per una ricerca organizzata globalmente e' indispensabile saper stare al passo con i ritmi e i bisogni degli altri scienziati. Per soddisfare tali bisogni sono necessarie nuove tecnologie per la coltivazione e l'estrazione di linee cellulari, nonche' per la conservazione e l'esportazione. 4- La trasparenza delle scoperte deve guidare l'intera cooperazione internazionale . Se l'attuazione di un programma ha come fine il bene pubblico, e' controproducente avere un atteggiamento protezionista nei confronti delle scoperte, delle risorse umane, o delle nuove tecnologie. Nessun Paese da solo e' in grado di fornire risposte complete o soluzioni perfette, semplicemente perche' il piano d'azione e' troppo grande . Un progetto internazionale e' necessario. Gli istituti di ricerca stanno iniziando a riconoscerlo. Nella prima settimana di giugno si e' tenuto il primo Meeting Internazionale per la Ricerca sulle Cellule Staminali , organizzato dal UK Medical Research Council , dove finalmente e' stato fatto il punto della situazione per quanto riguarda le problematiche logistiche e pratiche, tralasciando, seppur in parte, gli aspetti etici della ricerca, che troppo spesso frenano e spostano l'attenzione dai problemi reali. Quali sono quindi i problemi reali? Il materiale innanzitutto. La scarsita' di linee cellulari disponibili e' una grossa carenza che colpisce indistintamente tutti. Gli scienziati sono costretti a farsi spedire le staminali da posti lontani migliaia di chilometri, con i rischi e i costi che questo comporta. Tutto perche' magari, nel loro Paese di origine, e' vietato lavorare sugli embrioni, o perche' forse il Governo predilige la via del procrastinare all'infinito. E qui scatterebbe il ruolo della cooperazione internazionale. Un archivio comune di materiale biologico, ma anche di informazioni e di ricerche, sarebbe la soluzione ottimale, la fonte comune a cui gli scienziati potrebbero attingere. Ma cooperazione significa anche aggiornamento continuo. Quindi meeting a scadenza regolare, che permetterebbero di conoscere i nuovi protagonisti, i problemi inaspettati, le situazioni legislative dei vari Paesi. Il fine ultimo di questi progetti, sostanzialmente, riflette il fine ultimo della scienza. Che non e' solo trovare cure per le malattie, ma la piu' profonda aspirazione di trovare la risposta ai meccanismi della vita umana.
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La mastoplastica additiva si esegue nei casi in cui il seno ha un volume scarsamente sviluppato oppure è un po' ptosico (cadente) e si vuole risollevarlo agendo sull'incremento di volume. Come immaginarsi il risultato? Il computer imaging, elaborazione grafica dell’immagine, permette di elaborare i cambiamenti attubili. E’ una metodica di importanza fondamentale, soprattutto per impiantare le protesi anatomiche di nuova generazione che permettono aumenti mirati (ad esempio privilegiando l’aumento del polo superiore rispetto all’inferiore o un aumento più O meno importante al centro) : ma attenzione il chirurgo che ne fa uso deve utilizzare questo strumento come metodica atta a meglio comprendere le reali necessità ed aspettative della paziente e perseguire il comune obiettivo e non fruirne al fine di illudere la paziente su risultati irrealistici. Tecnica di intervento Consiste in una piccola incisione attorno all'areola o sotto l'ascella (sebbene alcuni chirurghi prediligano ancora la via di incisione al solco mammario) attraverso la quale viene impiantata una protesi mammaria in silicone sotto la ghiandola o sotto il muscolo pettorale. Le protesi Di protesi ne esistono di diverse forme (rotonde, anatomiche, ad alto profilo o a basso profilo) e di diverse dimensioni e volumi. L'involucro esterno è costituito da lamine di silicone per tutte le protesi; il materiale che le riempie varia: la maggior parte di quelle in commercio è riempita con silicone gelificato, ma esistono protesi di idrogel, olio di arachidi, ed altre ancora. Le protesi riempite di silicone gelificato sono sicuramente le più diffuse, anche perché tale materiale è ben conosciuto da circa 40 anni. Durata L'intervento dura mediamente un’ora e può essere effettuato in anestesia locale assistita, generale ed epidurale a seconda della predilezione dell’anestesista, del chirurgo e concordemente con la paziente Degenza La dimissione avviene generalmente in giornata (day hospital) o al massimo con una notte di degenza Cicatrice Col tempo diventa quasi invisibile. Vantaggi Sono rari i casi di donne che non sono soddisfatte del risultato dell'intervento;eccezion fatta per gli errori tecnici, l’insoddisfazione è perlopiù legata al mancato instaurarsi di un valido rapporto medico-paziente che abbia chiarito le reali necessità ed aspettative. Oltre all'effetto volume, la protesi dona anche un'effetto push-up invidiabile, riuscendo a ricreare il naturale sostegno del seno che si perde col passare degli anni. Svantaggi L’impianto della protesi di silicone è a tutti gli effetti un vero e proprio intervento chirurgico, con tutti i rischi che comporta. Tuttavia, se si sceglie un centro serio e attrezzato, i rischi di complicazioni (principalmente le infezioni) sono molto remoti. Ci sono casi in cui a seguito dell’intervento si forma intorno alla protesi una capsula fibrosa, che indurisce la mammella e crea fastidi. La protesi va poi controllata periodicamente, almeno ogni anno, per controllare che tutto sia a posto. Ma le protesi sono rischiose per la salute? Le protesi di silicone utilizzate in chirurgia estetica per interventi che aumentano il volume del seno, sono state in passato demonizzate e accusate di essere un potenziale pericolo per la salute, addirittura di favorire il cancro. La ricerca ha però sempre assolto le protesi al silicone ogni volta che si sono alzate voci sulla sua presunta pericolosità, come di essere responsabile di malattie autoimmuni o addirittura di essere cancerogeno. I veri dubbi sull’utilizzo delle protesi al silicone restano legati alla perfetta riuscita estetica dell’intervento: meglio cioè un seno mini ma naturale o uno prosperoso ma "non espanso da mamma natura?" DR. Massimiliano Brambilla Per saperne di più e rivolgere le tue domande al chirurgo plastico di bellezza.it clicca qui
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ICT MANAGEMENT: LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DEL CLIENTE Adfor e Università Cattolica insieme danno il via alla seconda edizione del corso in Ict Management 11-03-2004 - di Margherita Serra Trasformare le teconologie in servizi per il cliente, un concetto di base da cui prende avvio il corso di Ict Management. Il corso si avvale dell'esperienza e della competenza di Adfor , azienda di consulenza e di formazione, unita a quella dell' Università Cattolica del Sacro Cuore . Insieme si propongono di offrire al personale delle aziende una crescita essenziale in un settore strategico come quello delle nuove tecnologie. Il corso, giunto alla sua seconda edizione , è infatti rivolto a chi già lavora all'interno delle aziende nell'ambito dell'Ict, per consentire di conoscere le componenti tecnologiche, organizzative e manageriali necessarie per padroneggiare i diversi aspetto dell'ict all'interno dell'azienda. In questo processo entrano in gioco quattro variabili: il cliente, le tecnologie, il sevizio, la trasformazione. Proprio queste variabili rappresentano le aree formative su cui verte i corso. Il Cliente , rappresentato dall'azienda stessa, sarà analizzato nella sua organizzazione di base, se ne studieranno le varie chiavi di lettura e il ruolo dell'Ict management. Le Tecnologie saranno analizzate dal punto di vista delle opportunità che offrono all'azienda, passando dallo studio del trend, alle aree di applicazione, dalle aree di valutazione tecniche agli standard di mercato. Ci si concentrerà poi sugli aspetti generali e fondamentali della gestione del Servizio e, in particolare, del portafoglio di Servizi Ict. Infine, la Trasformazione , ovvero lo studio e l'analisi dei processi di governo, di gestione, produzione, erogazione e relazione in cui si articola l'organizzazione attraverso le tecnologie. Il corso, suddiviso in 12 moduli della durata di 12 ore, avrà inizio il 2 aprile 2004 e si concluderà il 3 luglio 2004 . Le lezioni avranno cadenza quindicinale e si svolgeranno il venerdì (dalle 9 alle 19) e il sabato (dalle 9 alle 14). Le iscrizioni sono aperte e vanno presentate entro il 22 marzo 2004 all'Università Cattolica del Sacro Cuore, Formazione Permanente, via Carducci 30, 20123 Milano. Informazioni più dettagliate sono presenti sul sito Adfor, all'indirizzo
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Tra televisioni, radio, giornali e siti Web, un'infinità di gente ci presenta avvenimenti e notizie e non è facile farsi un'opinione. Ascoltiamo quelle degli altri, i pareri, i commenti, gli allarmi, le statistiche, le raccomandazioni e continui dibattiti, dove le discussioni s'infiammano e a volte degenerano. Tutti hanno una propria versione e spesso l'assoluta certezza di avere ragione, di possedere il Verbo. Questo mi ricorda una frase sentita da Luciano De Crescenzo: La certezza non è democratica, mentre il dubbio sì. Una grande verità! Inoltre, oggigiorno, avere un'opinione equivale ad avere anche una colorazione politica - stare da una parte. Nel momento in cui se la esprime, si è subito catalogati - Quello? E' un razzista, un comunista, un fascista, un baciapile, un miscredente, un no-global, un qualunquista, un manicheo, uno scettico, uno stoico, un terrorista, e così via. L'importante è appiccicargli un'etichetta. Sapere da che parte sta. Con questa pagina - sfidando gli etichettatori - voglio dire la mia, esprimere un'opinione su argomenti importanti e no, questioni che sono all'ordine del giorno, che influiscono sulla nostra vita, sulla nostra società, sul futuro dei più giovani. Non pretendo di riunire sotto le mie idee milioni di seguaci o fondare un partito politico o d'opinione, le masse da indottrinare le lascio ad altri e se questa raccolta l'ho chiamata "i pensieri di Pao" non è stato per emulare Mao, il Grande Timoniere, intendiamoci subito, non sono nemmeno opinioni di partito o di credo religioso e neppure assolute certezze. Sono solamente pensieri che forse cambierò e, forse, qualcuno col ragionare e validi argomenti mi farà modificare. Forse gli eventi stessi lo faranno. A proposito, scordavo Filippo! Che dire? Filippo non è un gatto qualunque, è uno che partecipa, considerando che mi sta sempre attorno a fare la tira al mouse e a controllare quello che scrivo e, allora, tanto vale che si esprima anche lui. No? E poi non venitemi a dire che non sono democratico!
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Vorrei far notare come ci fossero moltissime persone in piazza, come me, senza bandiera. Chi è senza bandiera non è che non ci sia, semplicemente non ha nessuna bandiera particolare da esibire... ----- Original Message ----- From: Giovanna Compagnoni To: Davide Gionco ; spaziolibero@xxxxxxxxxxxxxxxxxxx Sent: Monday, September 16, 2002 2:41 PM Subject: Re:i girotondi NON sono il CENTRO-sinistra Vorrei ringraziare Davide per quanto ha scritto e quanto ha fatto per la manifestazione. Anch'io c'ero (con mia cognata che partecipava inizialmente titubante alla sua prima manifestazione), sono di centro-sinistra e sostengo la Margherita. E' stato bellissimo. E' ora davvero di ritrovarci sugli obiettivi comuni pur nelle nostre differenze. Come ha detto nel suo intervento Don Ciotti che ho apprezzato moltissimo, di fronte a quello che sta succedendo non si può tacere. E' chiaro che la piazza non è la soluzione ultima ai problemi, ma mi pare che stia servendo a dare stimoli ai rappresentanti dell'Ulivo perchè la loro azione sia più incisiva. E' vero: guardando le bandiere presenti si aveva l'impressione di un rosso dilagante. Allora mi chiedo se sia giusto che poche bandiere rosse trasformino una Piazza in gran parte moderata nella Piazza "dei comunisti". Non è forse ora che anche noi iniziamo a portare le nostre bandiere con orgoglio, quella dell'Ulivo e quella della Margherita? Anch'io non ci sto a nascondermi dietro ad una bandiera di Rifondazione Comunista. Ma allora la soluzione non è forse che io porti la mia? Servirebbe a dimostrare a tutti (e anche agli arroganti che ci governano) che in Piazza non scendono solo gli estremisti.
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Froid entre Washington et Le Caire di K. Abdelkamel 21/02/2005 Ufficialmente, Il Cairo giustifica l'annullamento dell'incontro che doveva ospitare sull'avanzamento delle riforme politiche in Medio Oriente e previsto per il 3 marzo prossimo, come conseguenza di alcune richieste fatte da alcuni paesi arabi prima di partecipare all'appuntamento. Alcuni diplomatici affermano che la vera ragione sta nei dissapori nati tra gli Stati Uniti e l'Egitto dopo l'incarcerazione da parte del regime di Mubarak dell'esponente dell'opposizione Ayman Nur. Leader del partito Al Ghad, egli è stato arrestato lo scorso 29 gennaio. Sarebbe accusato di avere falsificato le 2000 firme necessarie per la formazione del suo partito. L'arresto è stato denunciato da delle associazioni per i diritti umani sia egiziane che internazionali, che sostengono come questa sia una tipica manovra di intimidazione in vista delle prossime elezioni presidenziali di settembre. Anche durante il suo recente viaggio nella regione, il Segretario di stato americano, Condoleeza Rice, ha evidenziato lo scontento di Washington rispetto all'intera vicenda, mettendo in discussione la partecipazione americana all'incontro previsto per il 3 marzo. Il governo egiziano ha parlato di ingerenza nella propria politica interna. Questo sta a testimoniare di un mutato rapporto tra Egitto e Stati Uniti e forse del desiderio da parte americana di un cambiamento alla guida di questo paese? E' un'ipotesi che non possiamo escludere, se si considerano gli ultimi movimenti dell'Amministrazione Bush nella regione. Resta da capire quale sarà la posizione che assumerà il rais egiziano, che si considera un leader dell'intero mondo arabo, se non vuole perdere la faccia.
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Vip di Hollywood, videogiochi per combattere fobie La piu' diffusa quella per i volatili (ANSA)-ROMA, 9 lug-Paure? Fobie? Fate come i divi di Hollywood! Il nuovo rimedio per superare le paure e' rappresentato dai videogiochi. Lo rivela una ricerca condotta su 1500 persone. Beckam ha paura dei volatili e l'affronta con 'Batman Begins' che vede il supereroe catapultato in grotte piene di pipistrelli e in ambienti oscuri.In caso di claustrofobia, come Woody Allen, il rimedio e' Tetris. ( 14:51 ) Link sponsorizzati Psicologia: scegli il supporto... Continua con brio la tua carriera scolastica grazie a Cepu! Compila il modulo in... www.diplomaelaurea.net Acquista online libri di psico... Sugli scaffali virtuali della libreria di Bol troverai centinaia di offerte: lib... www.ita-bol.com Psychostore: vendita libri di ... Psychostore è la libreria online dove acquistare tutto sulla psicologia e i suoi...
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Le risposte del Chirurgo Plastico di Bellezza.it Il contenuto delle risposte viene divulgato a puro titolo informativo e non sostituisce in alcun modo la consulenza o la visita personale del medico. Bellezza.it declina ogni responsabilità per danni derivanti dall'erronea interpretazione di quanto pubblicato. L’esperto farà il possibile per rispondere in tempi brevi alla tua domanda. I tempi di risposta sono però correlati ai suoi impegni professionali e al numero delle domande arrivate. In presenza di un numero elevato di domande, l’esperto darà la precedenza a quelle che affrontano argomenti non ancora trattati nel sito o nelle risposte già pubblicate. Nuova domanda | Elenco domande | Vai all'argomento | Cerca | succ. > duplice intervento Autore: lella63 Data: 26/06/2005 Gentile Dottore, ho 41 anni desidero chiederLe se è possibile effettuare nello stesso giorno un intervento di liposuzione e uno di mastoplastica additiva su seno cadente. Se si, quanti giorni di degenza e di riposo servono? I costi a quanto ammontano approssimativamente? Il Suo ambulatorio di Milano è sempre aperto? La ringrazio per la cortese attenzione. Re: duplice intervento Autore: Dr. Massimiliano Brambilla Data: 26/06/2005 cara lella la risposta è affermativa, sempre che le tue condizioni di salute siano ottimali. l'intervento dura circa 2 ore - 2 ore e 30 e prevede una notte di degenza. il costo dipende dal tipo di intervento e soprattutto dall'estensione della lipo. direi inotrno a 8.5 euro. sarò a milano fino al 10 di luglio e poi tutto agosto.... granite assicurate per i miei pazienti in studio,,,,, A presto Dr.Massimiliano F.Brambilla Specialista in Chirurgia plastica Ricostruttiva ed Estetica Laserchirurgia Consulente Tecnico del Tribunale di Milano
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Milano – La grande veglia si svolgerà sabato 18 maggio al filaforum di Assago; sono attese più di diecimila persone Il cardinale Martini festeggia cinquant'anni di sacerdozio Sono attese più di 10 mila persone al Filaforum di Assago per festeggiare il cardinale Carlo Maria Martini. L'incontro si svolgerà sabato 18 maggio alle 21 e saranno festeggiati i 50 anni di sacerdozio del noto cardinale della diocesi di Milano. Il tema della vivace veglia "Sulla tua Parola", ricca di suggestive scenografie, riprende la storia dell'Arcivescovo di Milano e parteciperanno rappresentanti delle varie realtà della Diocesi in maniera tale che tutta la Chiesa Ambrosiana, nei suoi diversi aspetti e ambiti, sia idealmente presente. I partecipanti riceveranno in questi giorni i biglietti di ingresso al Filaforum, e dovranno fare riferimento alla realtà che rappresentano. Le parrocchie del Decanato che vorranno partecipare dovranno telefonare all'Ufficio manifestazioni diocesane (fax 02 8556224) oppure mandare una mail a manifestazioni@diocesi.milano.it indicando il numero preciso dei partecipanti, massimo 110.
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----- Original Message ----- From: To: "'spaziolibero'" Sent: Wednesday, October 20, 2004 3:41 PM Subject: R: [Spaziolibero] massimi sistemi e deriva eversiva > @Spaziolibero@ > > - lista di discussione generalista della Margherita - > (Un solo messaggio al giorno, per favore) > °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° > Concordo sull'estrema gravità della situazione, e sul fatto che la posta in > gioco è talmente alta che qualunque tentativo va fatto, anche se non rientra > pienamente nella prassi consolidata (ma neppure l'attuale situazione vi > rientra). > Altrimenti l'unica possibilità che rimane è quella del referendum, ma > l'istituto del referendum rischia di subire un'altra batosta se, come è > probabile, si terrà prima quello sulla fecondazione assistita e non si > raggiungerà il quorum. > .... Non mi risulta che ai referendum confermativi previsti dall'art. 138 Cost ci sia il quorum. Almeno in occasione dell'ultimo referendum, quello sulla riforma del Titolo V della Costituzione fatta dal governo dell'Ulivo, ando' a votare solo il 30% dell'elettorato, vinse il si' ed il referendum fu comunque valido. Quindi il referendum popolare rimane al momento lo strumento estremo ma efficace per l'abrogazione di questa "deforma" della Costituzione: e ci sono buone probabilita' di vincerlo. alessandro balducci
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Australia 2003: l'Inghilterra fa sul serio Gianni Mulo Opposti al Sudafrica nella prima vera disfida per il mondiale, i Leoni inglesi fanno la voce grossa vincendo per 25-6. Vittorie rotonde per Australia (90 punti alla Romania) e Francia (51-29 al Giappone). Kirwan intanto annuncia il XV anti Canada. (20-10-2003) Nel segno dell'Inghilterra la giornata odierna dei campionati del Mondo in corso di svolgimento in Australia. Nella prima sfida tra superpotenze della palla ovale, i Leoni inglesi con il punteggio di 25-6 hanno superato la forte nazionale sudafricana confermando di essere tra le favoritissime per la vittoria finale. Terminato 6-6 il primo tempo, nella ripresa è salito in cattedra il piede sinistro di Jonny Wilkinson, vero ago della bilancia di una gara combattutissima. Venti i punti complessivi messi a segno da Wilkinson, una sola meta invece nel corso degli ottanta minuti, quella di Will Greenwood al 63'. In scioltezza invece la vittoria dei padroni di casa australiani che a Brisbane hanno sommerso la Romania con il risultato di 90-8. Meta a tempo di record per l'australiano Elton Flatley: il mediano d'apertura è andato a segno dopo appena 18 secondi di gara. Successo con coefficiente di difficoltà maggiore invece per la Francia che, opposta al Giappone, ha chiuso il primo tempo in vantaggio di soli 4 punti (20-16) per poi prendere il largo nella ripresa. 51-29 il risultato finale della gara valida per la poule B. intanto il c.t. della nazionale John Kirwan ha comunicato il quindici azzurro che martedì prossimo a Canberra affronterà il Canada nella terza partita della coppa del Mondo. Mirko Bergamasco al posto di Nicola Mazzucato all'ala è l'unica novità rispetto alla formazione che ha battuto Tonga mercoledì scorso. L'altro Bergamasco, Mauro, invece non sarà nemmeno in panchina. Questa la formazione: Canale; Mirco Bergamasco, Stoica, M. Dallan, D. Dallan, Wakarua, Troncon (capitano); Persico, Parisse, De Rossi; Bortolami, Dellape; Castrogiovanni, Ongaro, Lo Cicero. A disposizione: Festuccia, Perugini, Checchinato, Palmer, Mazzantini, Mazzariol, Masi
CURRENT URL http://www.cdcopy.it/news/leggi-news-271.html
Microsoft, Lenovo lancia nuovo Tablet PC a penna SEATTLE (Reuters) - Il gruppo cinese Lenovo, che ha comprato la divisione personal computer della IBM il mese scorso, ha lanciato oggi il primo computer a penna compatibile con la versione Microsoft di Windows per tablet Pc. Il più grande produttore di software del mondo ha detto che il debutto del computer, il ThinkPad X41, aiuterà ad allargare il mercato dei computer portatili per uso professionale. Gli utenti nelle professioni mediche e legali, dove la possibilità di prendere appunti è fondamentale, sono stati i primi utilizzatori dei tablet Pc, ma la Microsoft sta scommettendo che sempre più utenti professionali troveranno modo di usare questo genere di portatili. I tablet Pc, compresi i modelli venduti con o senza tastiere, permettono agli utenti di usare i computer con una penna al posto del mouse. Con un peso di 1,6 kg e 3 cm si spessore, il X41 è uno dei modelli più leggeri sul mercato oggi. Anche Hewlett-Packard, Fujitsu e altri grandi produttori di Pc offrono modelli di tablet Pc.
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In data 2002-04-28 14:53, mattia scrive: perchè la critica è a volte selettiva il pubblico va a vedere solo firme note e baracconi cinematografici e quindi fa botteghino E' soprattutto legato al fattore pubblicitario. "American Beauty" non aveva una grande firma alla regia.. ma è stata iper-pubblicizzata.. semmai allora fu sfruttata la presenza di Spacey.. ma non per il grande pubblico. Oppure si punta a fenomeni già affermati.. per questo fra 5 anni non esisteranno più prodotti nuovi.. ma soltanto sequel o film tratti da libri. ..ma francamente mi distacco da questa politica di mercato.. anche se infastidisce dover faticare per trovare la pellicola indipendente in città.. perchè nei cinema passano sempre i film stranoti.. ..mercato.. mercato.. per questo non posso prendermi una confezione di lattine coca-cola senza il faccione fastidioso di un maghetto occhialuto e senza il pelouche omaggio.. lolita Reg.: 03 Dic 2001 Messaggi: 1186 Da: roma (RM) Inviato: 28-04-2002 15:24 Perchè la critica rimane comunque un fatto elitario,nel bene e nel male i critici hanno a disposizione mezzi e strumenti diversi per giudicare un film...ideologici,tecnici etc. Il grande pubblico per sua natura è vario,non sempre cerca la qualità nel cinema ma il divertimento,cinema da ingoiare e consumare per uscire dalla sala soddisfatto come dopo una cena luculliana. Ciò non toglie che alcune opere uniscano grande spettacolo e qualità...e che i critici spesso prendano delle cantonate...fanno pur sempre delle riflessioni,non dispensano dei giudizi univoci e incontestabili _________________ I've been revoltingly unfaithful to you
CURRENT URL http://eddyburg.it/article/articleview/2270/0/128/
"L'azione dell'uomo e le trasformazioni del territorio: intervista con l'urbanista Eduardo Salzano", pubblicata da La Nuova Sardegna del 1 marzo 2005 Eduardo Salzano è un urbanista molto noto e non solo in Italia. Un urbanista militante, nel senso che ha sempre coniugato la teoria, l'attività di docente alla Università IUAV di Venezia e di saggista, con le pratiche dell'impegno anche politico. Un suo libro, «Fondamenti di urbanistica» ristampato di recente da Laterza, è un raro esempio di chiarezza su metodi è obiettivi della pianificazione. Oggi tra le altre cose, cura un sito (www.eddyburg.it) che si occupa di governo del territorio. Negli ultimi anni ha dedicato molta attenzione alla Sardegna che considera uno dei paesaggi più importanti del Mediterraneo e sta seguendo con grande interesse il dibattito in corso sulla tutela delle sue aree litoranee. La sua posizione su questi argomenti è molto netta. - Il ritardo nel dibattito ha pesato: i partiti, anche quelli di sinistra, arrivano tardi a riconoscere l'importanza della questione ambientale. Penso al discorso di Berlinguer sull'austerità del ‘77, che non aveva determinato conseguenze, come se mancasse il coraggio di entrare nel merito. O alla linea di prudente attesa del movimento sindacale, che poteva constatare che al consumo di territorio non corrispondeva una contropartita occupazionale accettabile. «Mi sembra che si registrino due carenze gravi. Da una parte, un forte ritardo a dare il giusto peso alla questione ambientale. Questa viene intesa in un senso molto riduttivo, che porta a risolvere il problema a furia di maquillages e di mitigazioni, mentre quello che è irrimediabilmente in crisi è il modello di sviluppo basato sulla crescita quantitativa della produzione di merci. Non posso non riferirmi alle analisi di Claudio Napoleoni e di Franco Rodano, che hanno trovato una intelligente eco politica nella proposta dell'austerità di Enrico Berlinguer. Chi esprime oggi molto lucidamente il paradosso della crescita è Carla Ravaioli, per esempio in “Un altro mondo è necessario”, pubblicato da Editori Riuniti nel 2002. Ma dall'altra parte, c'è un vizio di fondo della cultura italiana, che si riflette anche nelle posizioni e nelle sensibilità delle élites culturali. Un vizio che definirei come l'ignoranza del territorio. L'interazione tra azione dell'uomo e trasformazioni del territorio, e le ricadute che queste hanno sul destino vicino e futuro della società, è del tutto estraneo alla cultura corrente, anche a quella “alta”». - Questi indugi hanno pesato anche in Sardegna: molti paesaggi costieri sono stati cancellati e i turisti più attenti cominciano ad accorgersene. Si è depauperata la materia prima, e non si avvera il meraviglioso programma: molto volume edificato uguale ricchezza per tutti. Crescono gli abitanti di alcuni centri litoranei e si prefigura un vuoto al centro dell'isola per lo spopolamento di paesi. «I nostri territori sono pieni di ricchezze inaudite. Millenni di storia hanno lasciato il loro deposito, e hanno costruito un patrimonio di bellezza inestimabile: ancora viva, ancora presente nella vita, nei sapori e negli odori, nelle parole e nelle musiche, nei mestieri e nei saperi dei nostri popoli. Ci sono tesori di qualità nascoste nelle nostre terre, forse nelle colline e nei monti ancora più che nelle coste. Questa è la risorsa che dobbiamo utilizzare: modelli nuovi di turismo (anzi, di conoscenza, ricreazione, godimento), non più su quelli basati sullo sfruttamento rapace e intensivo di beni che sono disponibili anche altrove (sole, sabbia, acqua). Milioni di persone oggi, miliardi nei prossimi decenni, chiedono qualità, conoscenza di cose diverse, comprensione di ritmi di vita diversi da quelli affannosi delle omologate metropoli. È in vista di questi nuovi, grandi flussi che occorre lavorare; è per essi che occorre in primo luogo individuare, riconoscere e tutelare, e poi rendere disponibili a una fruizione intelligente, le ricchezze dei nostri paesaggi. C'è indubbiamente un grande ritardo nella comprensione di questa necessità, e dei grandi orizzonti che essa apre». - Forse qui in Sardegna la politica ha in parte recuperato il ritardo e rimosso alcuni equivoci. C'è la vittoria di Soru. «La Sardegna di Soru è un esempio di intelligenza e di volontà. È venuto un segnale forte. A me è sembrato di scorgervi una saggezza molto antica: l'orgoglio di chi rifiuta ogni colonizzazione, e sa vedere la miseria morale e la rapacità che si nascondono dietro gli orpelli della cosiddetta modernizzazione. Ma è una strada molto difficile, perché è contro una corrente che sembra travolgere tutto. Mi ha dato molta speranza, però, vedere quanto sia largo il consenso che la politica di tutela del paesaggio delle coste ha trovato nell'opinione pubblica, non solo nell'isola». - Le case da vendere producono scarsi vantaggi. Eppure resiste il mito dell'imprenditore che viene dal mare. Nello sfondo ricompare ciclicamente la scena nel romanzo di Conrad, ogni volta che il villaggio costiero avvistava il brigantino e «cominciavano a picchiare i gong, a issare le bandiere, le ragazze si ornavano i capelli di fiori, la folla si allineava sulla riva...». Pesa la disoccupazione: una famiglia in gravi difficoltà vende anche le cose più belle che possiede... «Mi ha colpito molto la lucidità di Soru nello svelare, all'assemblea dei sindaci del 6 settembre scorso, la truffa nascosta dietro quel mito. Come ho scritto nel presentarlo su eddyburg.it, ho apprezzato la consapevolezza del ruolo della Regione, la responsabilità di rappresentare anche le generazioni future, la fermezza nel sostenere che “il turismo non è vendere la terra”. Sono tre aspetti strettamente collegati tra loro. Governare è in primo luogo responsabilità: non è solo mediare tra gli interessi presenti. Responsabilità nei confronti di valori che non appartengono solo al “locale” né solo al “presente”. La bellezza che natura e storia hanno costruito non può essere degradata per gli interessi dei pochi proprietari attuali. Ciò che i millenni hanno creato deve essere tutelato nell'interesse delle generazioni future. Chi può rappresentarle, se non provvede un governo lungimirante?» - Però in alcune aree della Sardegna e forte l'insofferenza nei confronti di vincoli a tutela del paesaggio o di altri beni culturali che vengono dallo Stato o dall'Europa: tarda a passare l'idea della solidarietà ecologica e generazionale. «Sono meno pessimista di te. Grandi eventi (lo tsunami in Asia, la guerra nel Medio Oriente, le grandi epidemie moderne, l'inquinamento delle metropoli) fanno comprendere a gruppi sempre più vasti di cittadini che il destino delle civiltà umane è solidalmente legato, e che da soli non si resiste al male del mondo. Un giorno si comprenderà anche quali sono le cause, e allora si sarà maturi per sanarle. Io ho molta fiducia nell'uomo, soprattutto da quando ha scoperto (sta scoprendo) che è maschio e femmina». - L'impressione è che le scelte più vicine al bene ambientale siano molto condizionate. Una disposizione che viene da lontano, è più rigorosa ma ha spesso la debolezza di non essere condivisa localmente. Non è una questione semplice: il principio di sussidiarietà è normalmente letto nel senso di garantire ad un'autorità inferiore una certa indipendenza rispetto ad un potere centrale. «Ci sono cose che si vedono bene da vicino, e cose che si vedono bene da lontano. La sussidierietà rettamente intesa (all'europea, non alla padana) consiste proprio nel dire che a ciascun livello di governo spettano tutte, e solo, le decisioni su argomenti che solo a quel livello possono essere efficacemente governati. Ora mi sembra del tutto evidente che la tutela dell'ambiente naturale e storico e lo sviluppo di un turismo aperto alla prospettiva e chiuso alla rapina, sono questioni la cui responsabilità ricade sul livello regionale. Sostenere il contrario significa avere i paraocchi, e vedere solo il sacco di biada che si porta appeso al collo». - La Regione dopo l'approvazione della legge di provvisoria salvaguardia deve redigere nuovi strumenti per sostituire i piani paesistici che due diverse sentenze hanno bocciato. Servirebbe indicare il metodo, anche considerando i tempi che non sono lunghi. «A me sembra che lo sforzo da fare consiste nel tenere insieme due cose: una risposta tempestiva (nel tempo stabilito dalla legge) all'esigenza della salvaguardia, e l'avvio di un processo di conoscenza, governo e monitoraggio sistematico delle trasformazioni. Io partirei perciò da tre compiti pratici da svolgere in parallelo: 1) costituire un ufficio formato da personale prevalentemente interno, qualificato e soprattutto motivato (Roosvelt diceva che sarebbe un errore esiziale affidare la gestione di una riforma a personale che non ci crede); 2) utilizzare le conoscenze, e le proposte di tutela, che derivano dal lavoro fatto per la predisposizione degli atti bocciati dalla giustizia amministrativa, per una prima stesura di un piano; 3) mettere in piedi un sistema informativo territoriale capace di costruire e sistematicamente aggiornare il quadro conoscitivo essenziale per individuare, catalogare, riconoscere i dati del territorio, diffonderne la conoscenza, definire le regole per la sua conservazione / trasformazione». - C'è la questione degli obiettivi. E non è cosa di poco conto se si guarda il dibattito di questi mesi: c'è chi ancora dà per scontata l'idea di trasformabilità, con qualche eccezione, delle aree che hanno fortunatamente resistito . «A mio parere la questione va posta diversamente. Il nostro territorio è costituito da parti, elementi, componenti, ciascuna delle quali ha una sua individualità, delle qualità ancora riconoscibili, soggette dalla storia a trasformazioni le quali le hanno a volta arricchite a volta degradate. Si tratta di leggere questo processo e i suoi esiti. Si tratta di individuare insomma le regole che la storia (quella antica e quella recente) hanno seguito. Criticamente: nel senso di distinguere quelle che hanno dato risultati positivi, e di queste incoraggiare e promuovere la permanenza, cioè la conservazione attiva del paesaggio che hanno determinato. E di distinguere, per converso, le regole che hanno degradato e distrutto, e queste modificarle promuovendo trasformazioni che migliorino la qualità del paesaggio. Per fare un esempio, proprio il caso della villa di Soru che Pili ha presentato come uno scandalo. Lì Soru ha trasformato una brutta casa in stile tirolese in una tranquilla e sobria costruzione (senza aggiungere un metrocubo), e ha sostituito un bosco di essenze importate dall'Australia con piantagioni di alberi e arbusti tipici di quei paesaggi». Versione per la stampa Ultime in Città e territorio L'Australia guarda oltre Kyoto col nuovo accordo Dodson, Louise; Frew, Wendy ( 28.07.2005 13:43 ) Coppula Tisa contro chi deturpa il paesaggio Cannistraci, Domenico ( 28.07.2005 08:00 ) Eolico, la battaglia di Italia Nostra Cianciullo, Antonio ( 27.07.2005 12:05 ) Comparazione dei costi della vita fra città e suburbio City of Philadelphia, Planning Commission ( 27.07.2005 11:14 ) Venezia, il Mose con l'acqua alla gola Milanesi, Ernesto ( 26.07.2005 19:37 ) La Città del Futuro Kotkin, Joel ( 26.07.2005 11:56 ) Le funzioni produttive e commerciali nel piano regolatore generale City of Lynchburg (VA) ( 25.07.2005 12:09 ) Aumentano i londinesi che vanno al lavoro su due ruote Rosemberg, Matthew ( 24.07.2005 10:24 ) Le nuove frontiere della sicurezza Canestrini, Duccio ( 23.07.2005 20:17 ) Nuvole sul MoSE AA.VV. 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All'interno della CGIL NAZIONALE, il Dipartimento si occupa di elaborare le politiche settoriali e contrattuali , unitamente alle segreterie nazionali di categoria. I settori di competenza del Dipartimento sono: Tecnologie della Comunicazione e della Informazione, Trasporti e Infrastrutture, Finanza, Energia, Autorità di Regolazione, Distribuzione e Commercio, disciplina del Socio Lavoratore e rapporti con la Cooperazione, Regolazione del Diritto di Sciopero (l.146). Le aree tematiche di intervento sono: le privatizzazioni delle public utilities, in particolare Enel ed Aziende di Servizio Locale,le funzioni delle Authorities, le grandi vertenze sindacali la Legge Obiettivo, le politiche energetiche, i rapporti con la Commissione di Garanzia... La responsabile del Dipartimento per la Segretaria Nazionale Cgil è Nicoletta Rocchi , a svolgere funzioni di segreteria è Paola Marincola . Coordinatrice del Dipartimento è Elisa Castellano mentre la segreteria del dipartimento è affidata a Marisa Testa che cura anche la pubblicazione di questo sito. Aldo Bonavoglia, Luigi Portioli, Mario Sommariva e Nicola Vitucci, sono i funzionari del Dipartimento.
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Le consulenze del Naturopata di Bellezza.it Il contenuto delle risposte viene divulgato a puro titolo informativo e non sostituisce in alcun modo la consulenza o la visita personale del medico. Bellezza.it declina ogni responsabilità per danni derivanti dall'erronea interpretazione di quanto pubblicato. L’esperto farà il possibile per rispondere in tempi brevi alla tua domanda. I tempi di risposta sono però correlati ai suoi impegni professionali e al numero delle domande arrivate. In presenza di un numero elevato di domande, l’esperto darà la precedenza a quelle che affrontano argomenti non ancora trattati nel sito o nelle risposte già pubblicate. Nuova domanda | Elenco domande | Vai all'argomento | Cerca | succ. > purificazione Autore: alessandra Data: 12/05/2005 Gentile Dottoressa, buongiorno, vorrei chiederLe come si può disintossicare il fegato con tisane o altri preparati naturali e come fare per aumentare di peso attraverso la naturopatia.Vorrei mettere su qualche chilo perchè sono sottopeso: spesso se mangio un pò di più mi si gonfia solo il viso( la classica faccia da luna piena) ma il resto del corpo rimane sempre magro. Grazie per la sua risposta, Alessandra. ps: ho 38 anni, altezza 170 cm, peso 54 kg. Re: purificazione Autore: Anna Borrelli Data: 16/06/2005 Buongiorno, può usare per disintossicarsi le tinture Madri di Cynara, Tarassaco e Fumaria, ottime per il suo fine, per il suo peso provi ad aumentare i carboidrati e a mangiare negli intervalli tra un pasto e l'altro delle mandorle e la frutta secca in generale. Cordiali saluti Anna Borrelli Naturopata Iridologa Terapia Crano Sacrale Riceve a Milano su appuntamento 333.8936832 Esegue Test per le intolleranze alimentari
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Orecchiette con cime di rapa Zuppa di frutti di mare e crostacei "alla gallipolina" Orecchiette con cime di rapa Le orecchiette sono uno dei più antichi e rappresentativi prodotti tipici pugliesi. Si presentano come delle conchigliette rovesciate, incavate al centro con la pressione del pollice, e con la parte esterna rugosa a seguito dello strofinamento effettuato durante la lavorazione. Questa particolare forma ne ha determinato la fortuna fin dal Medioevo, in quanto ne consentiva l'essiccamento, il trasporto e la conservazione per i periodi di carestia. Il segreto di questa eccezionale pasta di semola di grano duro è legato agli squisiti e genuini ingredienti offerti dal suolo pugliese, e all'impareggiabile abilità delle mani industriose delle pastaie pugliesi, che ancora oggi ritroviamo in tutta la regione. Le orecchiette condite con le cime di rapa sono le più celebri, ma sono molto apprezzate pure quelle condite con cavolfiore e ricotta marzolina grattugiata, o con funghi cardoncelli e salsiccia, quest'ultima ricetta tipica di Altamura. Ingredienti 400 gr. di orecchiette fresche, cime di rapa 1 kg, 2 spicchi d'aglio, olio extravergine d'oliva, sale e peperoncino Preparazione Fate lessare la verza fino a cottura. In una pentola con un po' d'olio fate soffriggere l'aglio e aggiungere le cime di rapa tagliate a pezzetti. Salate, pepate e fate insaporire a fuoco moderato per pochi minuti. Versateci la pasta scolata al dente e fatela cuocere al dente nel brodo di cottura delle cime di Lessate le orecchiette nell'acqua di cottura della verza e aggiungetele alla verdura tenendola sul fuoco ancora qualche minuto, finche' si amalgama il tutto. Tempo fino a mezz'ora Difficoltà Bassa torna su Zuppa di frutti di mare e crostacei "alla gallipolina" La cucina salentina, frutto di un equilibrio fra tradizione gastronomica contadina e marinara, comprende piatti semplici e ricette poco elaborate, caratterizzate da sapori a volte delicati, a volte molto intensi. Il vero protagonista delle tavole salentine è il pesce. Dentici profumati, spigole, orate, vope e sarde. Ottime le zuppe di pesce, gli spaghetti alle cozze, ai ricci di mare, i risotti, il polipo lesso, fritto o "alla pignata", le aragoste e le cozze gratinate. Ingredienti Per 6 persone: un chilo di cozze nere, un chilo di noci (riccioline), un chilo di vongole veraci, qualche "piede di capra" (carapoti, se si ha la fortuna di trovarli), 500 grammi di "fasolari" (cozze luna), 12 gamberoni freschi (cambiri russi), 6 "caùrri" (i granchi gallipolini) Preparazione Si risciacquino i frutti più volte in acqua di mare per privarli dei residui di sabbia che possono avere. Si mettano i gamberoni in una casseruola larga con mezzo bicchiere d'olio d'oliva e si facciano rosolare, si aggiungano due spicchi d'aglio schiacciati sul marmo con la lama di un coltello e si spruzzi con un po' di vino bianco secco. Si porti ad evaporazione e si uniscano i granchi tagliati in quattro e, quando questi ultimi hanno cambiato colore per effetto del calore dell'olio bollente, si aggiunga una miscela di 300 grammi d'acqua calda e vino bianco secco al 50%. Si aumenti l'intensità del fuoco e si porti ad evaporazione senza far consumare il liquido, si uniscano i frutti di mare e si facciano aprire dopo aver incoperchiato la casseruola. Si regoli di sale e si aggiunga un po' di pepe nero macinato al momento ed un pizzico di peperoncino. Anche per questo piatto si preparino dei crostini di pane fritto.
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CICLO MESTRUALE Cos'è l' emicrania mestruale ? Per quanto molto diffuso, questo tipo di mal di testa legato al ciclo femminile non si è ancora del tutto guadagnato la dignità di una forma di cefalea distinta, almeno secondo i criteri di classificazione dell'IHC (International Headhache Classification, 1988). L'esistenza di una " sindrome mestruale " è però generalmente accettata e uno dei criteri più accreditati per definirla è che il 90% degli attacchi di mal di testa si verifichi in un intervallo di tempo compreso fra due giorni prima dell'inizio delle mestruazioni e l'ultimo giorno del ciclo. Normalmente, gli attacchi di mal di testa che colpiscono le donne durante il ciclo mestruale sono di tipo emicranico . Ma chi è spesso soggetta a crisi di cefalea, o è in qualche modo predisposta a questo tipo di disturbo, può risultare più vulnerabile durante "quei giorni". &EGRAVE; perciò molto importante riuscire a identificare con chiarezza i "propri" fattori scatenanti , ossia quelle abitudini e circostanze, diverse per ciascuno di noi (quali il fumo eccessivo, la mancanza di riposo, lo stress, l'affaticamento fisico, l'ansia, eccetera), che più frequentemente sono in grado di scatenarci crisi emicraniche. La conoscenza dei tuoi fattori scatenanti può, infatti, esserti molto d'aiuto e permetterti di evitare, almeno nei giorni del ciclo, che questi si sommino a quelli ormonali. Può essere utile, a questo scopo, tenere un diario del mal di testa proprio durante i giorni del ciclo, in modo da annotare sintomi, cause e disturbi avvertiti sia prima sia durante le mestruazioni. La terapia farmacologica del "mal di testa mestruale" non è, in sostanza, molto diversa da quella attuata normalmente. Il ricorso agli analgesici abitualmente utilizzati è spesso sufficiente a lenire il dolore.
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Italia Vi ricordate il Nulla della Storia infinita? Qualcosa di simile sta succedendo anche in Italia. Secondo uno studio di Legambiente e Confcommercio un terzo dell'Italia rischia di sparire dalle cartine geografiche. Un comune su tre (2830 su 8000) è in pericolo di estinzione, a causa dell'invecchiamento precoce, della mancanza di servizi pubblici e commerciali e della crisi economica (definizione ufficiale e generale per intendere che non c'è lavoro). I comuni maggiormente a rischio sono quelli di vacanza. Secondo Sergio Billè, presidente di Confcommercio bisogna risvegliare questa Italia dimenticata, rivalutando le tradizioni popolari, i prodotti tipici e le opere d'arte più significative. Potremmo mettere un paio di Panda in ogni comune... ad esempio... Link di approfondimento: Torna alla home page di Alcatraz
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Chiesa e vescovi sono sottoposti alla Bibbia L'infallibilità papale non è che l'ultima conseguenza dell'infallibilità attribuita da parte cattolica alla Chiesa, la quale nella sua parte direttiva - vescovo o papa - è divenuta «Chiesa docente». I rappresentanti della parte cattolica alla disputa di Losanna del 1536 asserirono: « La Chiesa è anteriore e superiore alla Scrittura. Questo significa che la Chiesa è anteriore alla Scrittura e ha maggiore autorità, perché la Chiesa è il corpo di Gesù Cristo » (68) . Perciò la S. Scrittura va esposta: « Secondo la mente della Chiesa, che da Nostro Signore è stata costituita custode e interprete di tutto il deposito della verità rivelata » (69) . Gesù Cristo si identifica in tal modo con la Chiesa e specialmente con il papa, per cui ogni appello « al di sopra del magistero cattolico è impossibile perché significherebbe in ultima analisi porre qualcosa al di sopra di Cristo » (70) . « Viene così ad essere perduto il senso dei riferimenti alla Parola dell'Evangelo che testimonia della Parola stessa di Cristo in quanto la Chiesa considera se stessa il riferimento di se stessa »... « Questo dimostra la sterilità, non relativa ma fondamentale, di ogni biblicismo cattolico e la miopia dogmatica dei teologi protestanti che lo interpretano come cattolicamente non può essere interpretato in quanto nel cattolicesimo l'Evangelo non è ascoltato come parola del Signore detta alla Chiesa, che ammaestra la Chiesa a salvezza e mette i suoi eventuali errori a confronto con la verità di Dio, ma come parola detta dal Signore nella Chiesa, e per mezzo della Chiesa, affidata in deposito alla Chiesa di cui la Chiesa (e si intenda bene: la Chiesa di Roma ed essa soltanto) ha in esclusiva la chiave interpretativa » (71) . Per restare fedeli all'Evangelo occorre far sentire che non vi è una Chiesa docente , ma solo una Chiesa discente che sempre impara da Cristo che è l'unico Maestro e il cui insegnamento sta racchiuso, una volta per sempre, nella Parola della Bibbia. « Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti discepoli » (Mt 23, 8). Occorre dimostrare che la Chiesa è « figlia nata dalla Parola, non madre della Parola » e che sta perennemente « tutta intera sotto l'autorità ultima della verità rivelata » (72 ) . Mai nel Nuovo Testamento si trova che i vescovi sono fondamento della Chiesa dotati di dottrina infallibile, Pur essi sono sottoposti all'insegnamento apostolico, che non è affidato a loro come un deposito da migliorare, bensì come un deposito da conservare integro; non come una gemma da far crescere, bensì come un tesoro da non sperperare cambiandolo con tesori falsi. Tutti i cristiani, vescovi compresi, devono sforzarsi di « combattere per la fede che è stata tramandata una volta per sempre ai santi » (Giuda 3). Non si deve modificare in alcun modo l'insegnamento di Paolo, accostando al sangue purificatore di Cristo altri elementi di salvezza siano la circoncisione dei «fratelli giudaizzanti introdottisi di soppiatto nella chiesa dei Galati» (Ga 1, 2) siano i santi o la madre di Cristo dei giorni nostri. E' attraverso l'Evangelo e non attraverso la Chiesa che si può raggiungere la fede in Cristo Gesù e, mediante tale fede ubbidiente, ottenere la salvezza ed entrare nella vera «Chiesa di Cristo». « Queste cose sono state scritte, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché credendo abbiate vita nel suo nome » (Gv 20, 31). La Chiesa è la famiglia di coloro che sono «discepoli», «scolari» di Cristo. Essa non è la «verità» ma la «colonna della verità», in quanto, come le colonne dell'antichità su cui si appendevano i decreti imperiali, presenta a tutto il mondo l'invariabile messaggio salvifico dell'Evangelo, che è l'amore di Dio incarnatosi in Cristo. E' qui che si tocca la divergenza fondamentale e inconciliabile - nonostante ogni ostentato ecumenismo - tra Chiesa cattolica e Cristianesimo (73) . Per questo Lutero aveva collocato la Chiesa di Roma sul medesimo piano degli «Spirituali» perché si gloria di possedere lo Spirito Santo deducendone la sua indipendenza nei riguardi della Parola. Karl Barth pone il cattolicesimo nello stesso piano del modernismo neo-protestante, perché entrambi concordano nell'idea fondamentale di voler derivare la fede dalla coscienza personale o ecclesiale (74) . torna all'indice pagina Reazioni moderne La definizione dell'infallibilità papale nel 1870 fu intesa nel senso che tutto il potere (potentia) effettivo e l'iniziativa fu concentrata nel papa, nel quale risiede la pienezza dell'autorità divina (potestas). Furono quindi riferite a lui le parole che, secondo la Bibbia, il Faraone disse di Giuseppe: «Senza il tuo comando nessuno alzerà mano o piede in tutto il paese d'Egitto». Di qui l'affermarsi sempre più rigido della Curia con il suo sistema assolutista. Siccome il papa non può essere dovunque, e siccome nessuno può agire senza di lui, ne derivò «un popolo di Dio congelato» per usare l'espressione di un protestante. Se le osservazioni precedenti possono essere accusate di opportunismo, in quanto sono spesso dovute alla penna di protestanti che intendono sostenere il loro movimento, lo stesso non si può dire di un recente studio dal titolo «L'infallibilità e la sua prova». Esso proviene da un cattolico che per di più funge da vescovo nella diocesi di Indore in India. In esso Monsignor Francis Simon - tale è il suo nome - d'origine olandese, dichiara chiaramente: « Sono giunto alla conclusione che la Chiesa è in errore quanto all'infallibilità del papa e non potevo far altro che pubblicare le mie tesi nonostante che molti amici, pur ammettendo che forse avevo ragione, mi suggerissero di tacere e di non entrare in problemi teologici » (74bis) . Gli apostoli - egli continua - non avevano bisogno di tale carisma soprannaturale in quanto ben conoscevano quel che avrebbero dovuto predicare: « Essi avevano un ricordo indelebile dell'insegnamento e dei fatti salienti della vita di Cristo, che non sarebbero certo caduti in errore » (pag. 71). Ad ogni modo ad essi è stata garantita una speciale assistenza dello Spirito Santo perché si ricordassero di tutti i particolari e fossero guidati in tutta la verità: tale aiuto dello Spirito Santo fu dato loro perché potessero ricordare tutto quanto Gesù aveva insegnato (Gv 14, 26). E' quindi evidente che solo essi e non i loro successori godevano di tale dono. Il « Tu sei Pietro », pur dimostrando che Pietro era il principe degli apostoli (74ter) non prova affatto che egli godesse di carismi speciali. Il preteso dono dell'infallibilità non ha impedito che « pontefici, vescovi e altri membri della Chiesa cattolica cadessero in errori e dimenticanze ». A causa del concetto di infallibilità « anche i buoni argomenti della dottrina cattolica cessano di esercitare il loro peso. Dietro di loro, infatti, la grande massa degli uomini vede solo degli strani contorcimenti teologici e non un tentativo di dire la verità » (pp. 89-91). Perciò «il dogma dell'infallibilità è un ostacolo al progressivo affermarsi dell'evangelo» (p. 119). Non è forse di buon auspicio che anche un vescovo cattolico ammetta quanto è stato asserito nel presente studio? Non è forse un segno che chiunque studia la Bibbia senza preconcetti, presto o tardi, giunge alle medesime conclusioni? torna all'indice pagina Il papato ai nostri giorni Dinanzi al progressivo allontanamento delle masse popolari, che sfuggono sempre più al potere ecclesiastico, la Chiesa cattolica si raccolse per studiare nuovi mezzi di penetrazione nella civiltà e nella cultura odierna per riconquistare il mondo a sè. A tale scopo fu indetto da Giovanni XXIII il Concilio Vaticano II svoltosi in quattro sezioni (75) . Per meglio conquistare il mondo, il Cattolicesimo si diede ad evangelizzare l'America (Stati Uniti) tramite l'opera infaticabile dei Cavalieri di Colombo (Knights of Columbus); quivi il fatto di essere cattolico più non suscita le diffidenze di un tempo, per cui Kennedy potè persino diventare presidente. Si cercò di facilitare la penetrazione in terra di missione eleggendo dei cardinali e vescovi nativi e accettando non pochi costumi locali. Con la visita del papa in Israele, in Arabia (Amman), in India e in Turchia (Istanbul) si è cercato di accostare anche questi popoli. Gli Ebrei furono sciolti dall'accusa di deicidio loro rivolta nei secoli passati. Gli incontri ripetuti con il Patriarca ortodosso Atenagoras, ebbero l'intento di facilitare la riunione dei due rami dell'Oriente e dell'Occidente (76) . Lo stesso dicasi dei contatti con gli altri «fratelli separati» del ceppo protestante. Finora tuttavia so sono in genere evitati gli argomenti prettamente teologici, che non godono troppa simpatia da parte di Paolo VI (77) . Per la riconquista del mondo la Chiesa cattolica volle riconoscere una maggior importanza ai laici pur mantenendoli sottoposti alla gerarchia, e volle dare alla sua liturgia un colorito più moderno mediante l'uso delle lingue parlate pur conservando la fissità degli antichi schemi, che è ben differente dalla individuale libertà del tempo apostolico. Politicamente, data l'importanza dei recenti movimenti politici, presenta una dottrina che più non condanna come prima il socialismo, ma si accosta ad esso pur evitandone (per ora) gli estremi del comunismo. torna all'indice pagina Spirito critico della nuova generazione cattolica La generazione cattolica odierna non è più contenta delle prove tradizionali, ammette la libertà di religione, l'indagine personale della Bibbia, si mostra insofferente della sottomissione alle gerarchie ecclesiastiche, è pronta a mettere in dubbio tante e tante cose. Vescovi e preti hanno espresso opinioni personali sul controllo delle nascite, sulla presenza eucaristica di Gesù, sull'indipendenza individuale. Non li soddisfa più l'argomento di autorità, ma cerca una soluzione personale e intellettuale dei propri problemi, tenta una maggiore apertura verso le classi operaie (vedi i preti operai!), verso i protestanti, verso idee sociali nuove. Pretende esaminare la Bibbia con maggiore spirito d'indipendenza giungendo a conclusioni talvolta sin troppo spinte. Dove possa condurre tale spirito nei riguardi del papa non si può dire. Si pensi che in Cina dei vescovi si sono costituiti una gerarchia propria, senza approvazione del papa e con tendenza scismatica. Ad ogni modo Paolo VI conscio di questo pericolo, più volte ha espresso in modo assai forte il suo richiamo ad una vita più santa, in cui domini l'ubbidienza che è costituzionale nell'andamento della Chiesa: « E' palese a tutti che oggi si vive in un periodo di profonde trasformazioni di pensiero e di costume; ed è perciò spiegabile come siano spesso messe in questione certe norme tradizionali, che facevano buona, ordinata, santa la condotta di chi le praticava. Spiegabile, ma non lodevole, non approvabile se non con grande studio e cautela, e sempre secondo la guida di chi ha scienza ed autorità per dettare legge del vivere cristiano. Oggi, purtroppo, si assiste ad un rilassamento nell'osservanza dei precetti che la Chiesa ha finora proposto per la santificazione e per la dignità morale dei suoi figli. Uno spirito di critica e perfino di indocilità e di ribellione mette in questione norme sacrosante della vita cristiana, del comportamento ecclesiastico, della perfezione religiosa. Si parla di «liberazione», si fa dell'uomo il centro di ogni culto, si indulge a criteri naturalistici, si priva la coscienza della luce dei precetti morali, si altera la nozione di peccato, si impugna l'obbedienza e le si contesta la sua funzione costituzionale nell'ordinamento della comunità ecclesiale, si accettano forme e gusti di azione, di pensiero, di divertimento, che fanno del cristiano non più il forte e austero discepolo di Gesù Cristo, ma il gregario della mentalità e della moda corrente, l'amico del mondo, che invece d'essere chiamato alla concezione cristiana della vita è riuscito a piegare il cristiano al fascino e al giogo del suo esigente e volubile pensiero. Non certo così noi dobbiamo concepire l'aggiornamento a cui il Concilio ci invita: non per svigorire la tempra morale del cattolico moderno è da concepirsi questo aggiornamento, ma piuttosto per crescere le sue energie e per rendere più coscienti e più operanti gli impegni, che una concezione genuina della vita cristiana e convalidata dal magistero della Chiesa ripropone al suo spirito » (78) . Vi sono dei passi ancor più significativi: nella Mater et Magistra Paolo VI ammette che possano sorgere « anche tra i cattolici retti e sinceri delle divergenze ». Quando ciò accade « non ci si logori in discussioni interminabili e sotto il pretesto del meglio e dell'ottimo, non si trascuri di compiere il bene che è possibile e perciò doveroso ». « E' altresì indispensabile che nello svolgimento di dette attività (i cattolici) si muovano nell'ambito dei principi e delle direttive della dottrina sociale cristiana in attitudine di sincera fiducia e sempre in rapporto di filiale obbedienza verso l'autorità ecclesiastica ». Nella Pacem in terris , pur parlando di dialogo, si sottolinea i medesimi principi: « E' possibile collaborare con i non cattolici sempre tuttavia in accordo con la dottrina sociale della Chiesa e con le direttive dell'autorità ecclesiastica. Non si vede infatti dimenticare che compete alla Chiesa il diritto e il dovere non solo di tutelare i principi dell'ordine etico e religioso, ma anche di intervenire autoritativamente presso i suoi figli nella sfera dell'ordine temporale, quando si tratta di giudicare dell'applicazione di quei principi ai casi concreti ». La Chiesa è « immersa in una umanità » che « come le onde del mare avvolge e scuote la Chiesa stessa: gli animi degli uomini che in essa si affidano sono fortemente influenzati dal clima del mondo temporale ». Occorre quindi, essere convinti di ciò che la Chiesa è « secondo la mente di Cristo, custodita nella Sacra Scrittura e nella Tradizione e interpretata, sviluppata nella genuina interpretazione ecclesiastica » (Enc. Ecclesiam suam). Nell'udienza generale del 31 marzo 1965, Paolo VI usciva in espressioni assai forti, lamentando l'insofferenza attuale verso l'autorità ecclesiastica: Si proclama la necessità « per tutti urgente di alimentare quel senso di solidarietà, di amicizia, di mutua comprensione, di rispetto al patrimonio comune, di dottrine e di costume, di ubbidienza e univocità di fede, che deve distinguere il cattolicesimo ». « Che dovremmo dire di quelli che invece non altro contributo sembra sappiano dare alla vita cattolica che quello di una critica amara, dissolvitrice e sistematica? Di coloro che mettono in dubbio o negano la validità dell'insegnamento tradizionale della Chiesa per inventare nuove e insostenibili teologie? Di quelli che sembra abbiano gusto a creare correnti l'una all'altra contraria, a seminare sospetti, a negare all'autorità fiducia e docilità, a rivendicare autonomie prive di fondamento e di saggezza? O di coloro che per essere moderni trovano tutto bello, imitabile e sostenibile ciò che vedono nel campo altrui, e tutto sopportabile, discutibile e sorpassato ciò che si trova nel campo nostro? » (79) . Come si vede si profilano nella Chiesa cattolica errori e tendenze che potrebbero ferire ed umiliare la Chiesa. Con chiarezza ancora maggiore, a coloro che vorrebbero tornare alla semplicità della Bibbia, Paolo VI, giocando su Matteo 13, 31 (dove si parla solo della crescita numerica della Chiesa e non della sua crescita dogmatica) oppone che non si può far ritornare la Chiesa «bambina». Come se fosse «bambina» la Chiesa guidata dallo Spirito Santo nella pentecoste e illuminata dalla parola ispirata degli apostoli, ed adulta quella odierna guidata dai papi! « Non diremmo che sia altrettanto sintonizzato con la spiritualità del Concilio l'atteggiamento di coloro che prendono occasione dai problemi ch'essa solleva, e dalle discussioni ch'esso genera per eccitare in sè e in altri uno spirito di inquietudine e di riformismo radicale, tanto nel campo dottrinale, che in quello disciplinare, come se il Concilio fosse l'occasione propizia per mettere in questione dogmi e leggi, che la Chiesa ha inscritto nelle tavole della sua fedeltà a Cristo Signore; e come se esso autorizzasse ogni privato giudizio a demolire il patrimonio della Chiesa di tutte le acquisizioni che la sua lunga storia e la sua convalidata esperienza le hanno procurato nel corso dei secoli. Vorrebbero forse che la Chiesa tornasse bambina, dimenticando che Gesù ha paragonato il regno dei cieli ad un minuscolo seme che deve crescere e diventare pianta frondosa (Mt 13, 31) e che ha preannunciato lo sviluppo per opera del Paraclito della dottrina da lui insegnata (Gv 14, 26 e 16, 13)? vorrebbero per essere autentica, la vera Chiesa si contentasse di ciò che essi definiscono essenziale? si riducesse cioè a puro scheletro e rinunciasse ad essere corpo vivo, crescente ed operante, non ipotetico ed idealizzato, ma reale ed umano nella vissuta esperienza della storia? Così pure, per un altro verso, non diremmo che siano buoni interpreti dell'ortodossia colo che diffidano delle deliberazioni conciliari e che si riservano di accettare soltanto quelle che essi giudicano valide quasi che sia lecito dubitare della loro autorità, e che l'ossequio alla parola del Concilio possa fermarsi là dove non esige alcun adattamento della propria mentalità, e dove si limita a confermarne la stabilità. Non si pensa abbastanza che, quando la Chiesa maestra tiene cattedra, bisogna tutti diventare discepoli » (80) . torna all'indice pagina Il problema del collegio episcopale Due tesi si opponevano nella più recente teologia cattolica al riguardo dell'episcopato, al quale si attribuisce collegialmente la direzione della Chiesa. Una corrente ha supposto che l'autorità episcopale passasse a loro attraverso il capo che ne è il papa. Leone XIII nell'enciclica Satis Cognitum (1896) cita un passo del suo predecessore Leone Magno in cui si afferma che: « Avendo Pietro ricevuto molte cose da solo, nulla passò ad altri senza la sua partecipazione. Anche se Dio si degnò di conferire qualcosa agli altri principi della Chiesa, mai la diede loro se non per mezzo di Pietro » Altri teologi al contrario suppongono che i vescovi ricevano direttamente la loro autorità da Dio, non solo singolarmente nel governo della loro singola diocesi. ma anche collegialmente nella direzione di tutta la Chiesa. Il papa è uno di loro, anche se con potere superiore. Il Concilio ha dato il suo appoggio alla seconda opinione, in quanto al collegio degli apostoli (che non furono tali in virtù di Pietro) fa succedere il collegio dei vescovi. I «Dodici» agirono spesso collegialmente: assieme eleggono Mattia (At 1, 15-26), convocano l'assemblea per le elezione dei diaconi (At 6, 2), esaminano il caso di Paolo (At 9, 27; Ga 2, 1-9), presenziano al Concilio di Gerusalemme (At 15). Paolo afferma con la massima chiarezza che la Chiesa poggia «sugli apostoli - profeti» (Ef 2, 19) e Giovanni che « le mura » della Nuova Gerusalemme, ossia della Chiesa, hanno dodici fondamenti sui quali « stan scritti i nomi dei dodici apostoli dell'Agnello » (Ap 21, 14) Perciò i vescovi ricevono il loro potere da Cristo non tramite il papa, ma attraverso il collegio degli apostoli.. Pietro regge la Chiesa non per mezzo degli apostoli ma con gli apostoli. per volere divino al collegio degli apostoli succede il collegio dei vescovi; il collegio apostolico continua la sua esistenza nel collegio episcopale il quale detiene la struttura, i poteri, le prerogative ordinarie del collegio apostolico. Ma il Vaticano II non ha determinato chiaramente il rapporto tra i vescovi e il papa, per cui proprio su tale punto verte oggi la discussione teologica e si erge una critica serrata contro le strutture ecclesiastiche attuali. Anche se direttamente le opposizioni si rivolgono alla Curia romana e non al papa - noi biasimiamo la locomotiva e non l'ingegnere, disse il card. Suenens - di fatto anche il papa ne viene compromesso. Il primate belga, card. Suenens, impersonò la voce di una buona corrente di teologi tedeschi (H. Küng), olandesi (Nimega) e belgi, quando affermò che « al centro prevale la tendenza, anche dopo il Vaticano II, di considerare tutto sotto l'aspetto formale e giuridico. Considerando la Chiesa come una società perfetta, con un potere supremo ben definito, fornito di leggi universalmente valide, si tende a dare la priorità alla chiesa universale rispetto alle chiese particolari, per cui si cerca più di reprimere che di comprendere ». In armonia con il docente tedesco H. Küng, che auspica un consiglio permanente di vescovi con valore non solo consultivo (81) , il cardinale Suenens afferma che la « Chiesa deve essere una comunione di chiese... per cui le encicliche e i documenti più importanti dovrebbero presentarsi sempre come frutto di un'ampia collaborazione tra Roma e le chiese particolari ». Alla luce della collegialità ecclesiastica i vescovi e non i cardinali dovrebbero eleggere il papa; allo stesso modo che i vescovi devono agire in comunione con il papa, così anche il papa deve agire in comunione con i vescovi senza isolarsi nella sua superiorità personale. L'autorità dei nunzi, che agiscono spesso su di un terreno puramente diplomatico e civile controllando non di rado i vescovi locali, dovrebbe essere ridimensionata (82) . Dopo le critiche di altri presuli che pretendevano una sua ritrattazione, il Cardinale tornò di nuovo in campo per insistere di non aver nulla da ritrattare e per asserire la necessità della libera circolazione delle idee anche nella chiesa cattolica. « So che sarò oggetto di attacchi; ma io amo la Chiesa e sono un capo. Sono disposto a pagare il prezzo delle mie convinzioni » (83) . torna all'indice pagina Risposta di Paolo VI Pur accogliendo l'idea che anche i vescovi devono avere una certa partecipazione collegiale nella direzione della Chiesa (si pensi ad esempio alla creazione del Sinodo episcopale da lui creata), Paolo VI non ammette che il papa debba agire di comune consenso con i vescovi, e sostiene il diritto, per autorità divina, di decidere per conto proprio con direttiva personale. Di qui la Nota explicativa praevia aggiunta per suo volere alla Costituzione della Chiesa. dove si legge: « Il Romano pontefice nell'ordinare, promuovere, approvare l'esercizio collegiale procede secondo la propria discrezione, avendo di mira il bene della Chiesa. Il Sommo pontefice, quale pastore supremo della Chiesa, può esercitare la sua priorità in ogni tempo a suo piacimento come richiesto dallo stesso ufficio ». Di qui le sue decisioni personali circa la professione di fede (il Credo del Popolo di Dio), la sua enciclica sul celibato e l'altra sul controllo delle nascite che crearono enormi opposizioni e problemi non indifferenti in seno al cattolicesimo odierno circa il valore dell'autorità papale. Come rispose Paolo VI alle contestazioni odierne? Pur dichiarandosi disposto a modificare alcune strutture che più non si adeguano alla situazione sociale odierna (di qui la preparazione del nuovo codice di diritto canonico), il Papa ritiene di non essere obbligato ad agire sempre in comunione con i vescovi, ma di poter agire da solo senza il consenso della Chiesa (ex sese, non ex consensu ecclesiae) (84) . Inaugurando il Sinodo dei vescovi il 30 settembre 1967 Paolo VI ripeteva che l'ufficio sinodale è « normalmente consultivo » e biasimava le opinioni « di non pochi studiosi e pubblicisti che ardirebbero applicare la loro analisi agli aspetti giuridici di questa istituzione per darvi a loro talento forme e funzioni conformi a certi concetti nuovi del diritto costituzionale della Chiesa » (85) . Una sintesi che ben rispecchia la mentalità dell'attuale papa circa la costituzione della Chiesa si ha nella Istruzione per la evangelizzazione dei popoli del 24 febbraio 1969, n. 13: « Il Sommo Pontefice ha in tutta la Chiesa la potestà piena, universale, immediata. I vescovi reggono le chiese particolari ad essi affidate con potestà propria, ordinaria e immediata. L'esercizio della potestà episcopale, però, è sottoposta in ultima istanza, al Romano Pontefice e può ben essere circoscritta entro limiti in vista del bene della Chiesa e dei fedeli. Per esercitare tale suprema potestà, il Romano Pontefice si serve dei dicasteri della Curia Romana » (86) . Perciò il papa, pur desiderando meditare serenamente le rimostranze rivolte verso la sede apostolica (23 giugno 1969), deplora « chi sostituisce la propria esperienza spirituale, il proprio sentimento di fede oggettiva, la propria interpretazione della parola di Dio » alla tradizione. Chi agisce così produce certamente una novità, ma « è una rovina » (2 luglio 1969). Per cui deplorando coloro che sono causa di questi « pericoli gravi per la Chiesa di Dio », sottolinea che l'attuale è « un fermento praticamente scismatico » (a aprile 1969). Nonostante che Paolo VI abbia ammesso l'utilità del Sinodo episcopale da riunirsi ogni due anni e sia disposto ad esaminare serenamente altre richieste episcopali (ottobre 1969), egli ha spesso esaltato il primato del vescovo di Roma, quasi ne temesse una menomazione da parte dei padri conciliari. E' impossibile ricordare tutte le espressioni del papa, tanto sono numerose: eccone le più importanti. Inaugurando il 29 settembre 1963 la seconda sessione del Concilio, così affermava: « Salute, Fratelli! Così vi accoglie il più piccolo fra di voi, il Servo dei Servi di Dio, anche se carico delle somme chiavi consegnate a Pietro da Cristo Signore; così Egli vi ringrazia della testimonianza di ubbidienza e di fiducia che la vostra presenza Gli porta; così vi dimostra col fatto voler Egli con voi pregare, con voi parlare, con voi deliberare, con voi operare. Oh il Signore ci è testimonio quando Noi vi diciamo non essere nel nostro animo alcun proposito di umano dominio, alcuna gelosia di esclusivo potere; ma solo desiderio e volontà d'esercitare il divino mandato che tra voi e di voi, Fratelli, ci fa Sommo Pastore, e che da voi chiede ciò che forma il suo gaudio e la sua corona, la "comunione dei santi", la vostra fedeltà, la vostra adesione, la vostra collaborazione; ed a voi offre ciò che maggiormente Lo alletta donare, la sua venerazione, la sua stima, la sua fiducia, la sua carità » (87) . Tale primato egli lo afferma nella enciclica Ecclesiam suam , dove si legge: « Vi diremo subito Venerabili Fratelli che tre sono i pensieri che vanno agitando l'animo nostro quando consideriamo l'altissimo ufficio che la Provvidenza, contro i Nostri desideri e i Nostri meriti, Ci ha voluto affidare di reggere la Chiesa di Cristo, nella Nostra funzione di Vescovo di Roma, e perciò successore del beato Apostolo Pietro, gestore delle somme chiavi del regno di Dio e Vicario di quel Cristo che fece di lui il pastore primo del suo gregge universale... ». Pur sapendo d'essere il papato una pietra d'inciampo per l'incontro, il papa ribadisce, con forza, tale sua dignità e missione: « Un pensiero Ci affligge ed è quello di vedere come proprio Noi fautori di tale riconciliazione, siamo da molti Fratelli separati, considerati l'ostacolo ad essa, a causa del primato d'onore e di giurisdizione, che Cristo ha conferito all'apostolo Pietro e che Noi abbiamo da lui ereditato. Non si dice da alcuni che, se fosse rimosso il primato del Papa, l'unificazione delle Chiese separate sarebbe più facile? Vogliamo supplicare i Fratelli separati a considerare la inconsistenza di tali ipotesi; e non già soltanto perché, senza il Papa, la Chiesa cattolica non sarebbe più tale; ma perché, mancando nella Chiesa di Cristo l'ufficio pastorale sommo, efficace e decisivo di Pietro, la unità si sfascerebbe; e indarno poi si cercherebbe di ricomporla con criteri sostitutivi di quello autentico, stabilito da Cristo stesso: Vi sarebbero nella Chiesa tanti scismi quanti sono i sacerdoti, scrive giustamente S. Girolamo (Dial. contr. Luciferianos, P. L. 23, 173). E vogliamo altresì considerare che questo cardine centrale della santa Chiesa non vuole costituire supremazia di spirituale orgoglio e di umano dominio, ma primato di servizio, di ministero, di amore. Non è vana rettorica, quella che al Vicario di Cristo attribuisce il titolo: il servo dei servi di Dio » (88) . Aprendo la terza sessione del Concilio, Paolo VI ribadì il medesimo concetto: « Siamo infine la Chiesa, perché come Maestri della fede, pastori delle anime, Dispensatori dei misteri di Dio (1 Co 4, 1), noi qui tutta la rappresentiamo, non già come delegati o deputati dai fedeli, a cui si rivolge il nostro ministero, ma come Padri e Fratelli che personificano le comunità rispettivamente affidate alle nostre cure, e come assemblea plenaria, a buon diritto, da Noi convocata nella Nostra veste, che a voi tutti ci accomuna, di vostro fratello, come Vescovo di questa Roma fatidica, di Successore umilissimo, ma autentico dell'Apostolo Pietro, presso la cui tomba siamo piamente convenuti, e perciò come indegno, ma vero Capo della Chiesa cattolica e Vicario di Cristo, Servo dei servi di Dio » (89) . Nelle udienze pontificie spessissimo - spesso con ampia rettorica - presenta tale sua dignità di successore di Pietro; tra di esse primeggia quella del 16 luglio 1964 (90) : « Diletti Figli e Figlie! Noi pensiamo che ciascuno di voi, partecipando a questa Udienza, nella basilica di S. Pietro, vada cercando con lo sguardo le parole maiuscole, che costituiscono la fascia decorativa, sopra i pilastri dell'aula monumentale, e una parola sappia scoprire, la quale risuona singolarmente nello spirito d'ogni persona presente TU ES PETRUS, Tu sei Pietro; e immediatamente questa parola sembra farsi voce, la voce di Cristo, che la pronunciò a Cesarea di Filippo trasformando il discepoli Simone in Apostolo, anzi in principe degli Apostoli, e Capo di tutta la Chiesa; poi la parola: Tu es Petrus, si fa figura, si fa persona, e si posa sul Papa, vestito di bianco, che è apparso in mezzo a voi. La suggestione spirituale dell'Udienza, noi lo sappiamo, nasce principalmente dalla rievocazione misterica e immortale della parola evangelica, che prende, dopo venti secoli, forma vivente nell'umile aspetto d'uomo, che appare non soltanto quale successore, ma quasi fosse la stessa rediviva persona: Tu es Petrus... » « Vi è chi incontra qualche fatica nel compiere questa identificazione di Pietro col Papa, così presentato, e si chiede il perché di così vistosa esteriorità, che sa di gloria e di vittoria, mentre nessuno dimentica certamente quante afflizioni pesano sempre sulla Chiesa e sul Papa: e come sia per lui doverosa l'imitazione dell'umile divino Maestro. Un povero mantello di pescatore e di pellegrino non ci darebbe immagine più fedele di Pietro, che non il manto pontificale e regale, che riveste il suo successore? » « Può essere. Ma questo manto non esclude quel mantello! Ora bisogna comprendere il significato ed il valore di questa esteriore solennità, che vuole identificare il Papa, così rivestito con l'apostolo Pietro. Che cosa significa innanzi tutto, questo grandioso rivestimento? Significa un atto di fede, che la Chiesa dopo tanti secoli ancora pronuncia sicura: sì, questi è lui, è Pietro. E' come un canto a gran voce: Tu sei Pietro; è una ripetizione che celebra in un culto magnifico il prodigio compiuto da Cristo; non è sfarzo vanitoso, ma è come uno sforzo devoto per dare evidenza e risonanza ad un fatto evangelico, decisivo per la storia del mondo e per le sorti spirituali dell'umanità » « Se è così, ognuno comprende che l'onore tributato al Papa come successore di San Pietro non va alla sua persona umana, la quale può essere, come nel caso presente, piccola e povera, ma va alla missione apostolica, che gli è affidata, va all'autorità di Maestro, di Sacerdote, e di Pastore che gli è stata conferita » « Allora si comprende anche come l'onore tributato al Papa non si ferma a lui, e nemmeno, propriamente parlando, a Simone Pietro, ma sale a Cristo glorioso, al Quale tutto dobbiamo, e al Quale non avremo mai reso onore abbastanza. Noi possiamo ben dire, ed a maggior ragione, ciò che Papa leone Magno diceva di sè: Nell'umiltà della mia persona colui si veda e colui si onori (cioè Pietro - e noi possiamo spiegare: cioè Cristo), nella quale si contiene la sollecitudine di tutti i pastori... e la cui dignità non viene meno in un indegno erede (Serm. 2). » « Fate vostri questi pensieri e trarrete dall'Udienza pontificia una benefica impressione spirituale, una profonda lezione religiosa, quella che ci fa trovare Pietro nel Papa e Cristo nel suo Vicario ». Anche nell'udienza del 22 luglio 1965 a Castel Gandolfo, il papa si identificò in un certo senso con il Cristo: « Chi è il papa? non è il Vicario di Cristo? sarà forse possibile scorgere nelle sue sembianze - che non possono che deludere l'aspettativa d'una visione sensibile - ma nel ministero, che in Lui si personifica, il mistero di una particolare presenza - quella della continuità storica, quella dell'autenticità rappresentativa, quella delle potestà di Gesù stesso, operanti il suo magistero, il suo sacerdozio, il suo regale pastorale governo - d'una particolare presenza, diciamo di Cristo? vedere il papa non porta forse a intravedere il Signore? » (91) . Significativa è pure la benedizione della prima pietra del Santuario del Primato a El Tabga nella Galilea, dove secondo una tradizione, Gesù avrebbe pronunciato le celebri parole « Tu sei Pietro ». Pure significativo il modo con cui nel 1969 si è presentato all'assemblea ecumenica di Ginevra con la frase « il nostro nome è Pietro » (92) . torna all'indice pagina Una voce onesta Il domenicano inglese Edmund Hill ha suggerito la necessità di una riorganizzazione dell'autorità papale in modo che la teoria espressa del Concilio Vaticano abbia a tradursi in una pratica effettiva (93) . Perciò il dotto domenicano fa delle osservazioni ben sensate: oggi praticamente papa, chiesa romana, chiesa cattolica si identificano. Bisogna rendere queste distinzioni effettive: il Concilio Vaticano II ha asserito che la Chiesa romana ha un «primato (principatus)» su tutte le altre chiese (Denz, 827). Se queste parole hanno un senso vuol dire che la chiesa romana dev'essere distinta dalle altre chiese, e che perciò la loro autonomia va rispettata. « Nell'interesse di questa alleanza tra papalismo e conciliarismo, la chiesa romana deve lasciare sempre più alle altre chiese il potere di governarsi e di farsi leggi per conto loro. ...La Chiesa latina deve scindersi, per questo sviluppo strutturale, in una serie di chiese locali, sul sistema degli antichi patriarcati, costituite senza alcun dubbio da sinodi regionali e dalle conferenze episcopali. D'altro canto è la chiesa romana che riprenderà la sua forma distinta, costituita forse come chiesa d'Italia, tenendo conto delle circostanze politiche contemporanee. Al suo centro il collegio dei cardinali, e la curia, a titolo di clero della sede romana, avranno la responsabilità particolare di consigliare il vescovo romano nelle sue relazioni con le altre chiese. In una chiesa cattolica così ristrutturata, la mia speranza è che gli atti della chiesa romana a riguardo delle altre chiese siano limitati alle decisioni giudiziarie e dottrinali, senza includere decisioni legislative od esecutive » (94) . Deve cambiare - continua lo stesso - il sistema di coprire con il manto di Pietro ogni documento emanato da un qualsiasi dipartimento della santa sede. Il concilio dei vescovi recentemente istituito deve assistere il papa, ma lo stesso domenicano si augura che non abbia a legiferare troppo, lascia che le leggi in un mondo tanto diversificato siano lasciate alle autorità locali, e divenga solo un mezzo coordinativo. « Potessimo disfarci del fascino che l'uniformità sia buona in se stessa! L'uniformità non ha nulla a che vedere con il cristianesimo: Essa è una sfortunata eredità dell'era della Ragione, della visuale matematica degli enciclopedisti e del codice napoleonico » (95) . Secondo il codice la nomina dei vescovi deriva dal papa, l'elezione è solo ammessa come via del tutto eccezionale (can 329, per. 2,3). Il domenicano Hill propone che tale sistema sia rovesciato; il papa non può conoscere tutto, deve accettare i suggerimenti dei suoi consiglieri. E' quindi bene che si reintroduca una elezione episcopale nella quale il clero diocesano abbia voce in capitolo, il laicato non ne sia escluso e gli elettori siano loro stessi responsabili. Così avranno i vescovi che si meritano. Il che non esclude il diritto papale di conferma od anche di nomina in via eccezionale per il bene comune e mostrandone le ragioni. Ancor più interessanti sono le considerazioni del domenicano Hill per ciò che egli chiama la chiesa della «diaspora» che penetra cioè nel mondo. Egli si richiama qui al concetto biblico della disseminazione dei grani, del lievito che invade la massa che è il rovescio dell'immagine del corpo, tracciato da Paolo. L'autore suggerisce perfino l'idea che l'immagine paolina sia più appropriata alla Chiesa celeste che a quella pellegrinante sulla terra. Il grano, il lievito esige una organizzazione minima. Se la chiesa si presenta con una superorganizzazione sarà presto preda dell'opposizione ostile. In Russia le chiese battiste, meno organizzate della cattolica, hanno resistito meglio di questa all'opposizione atea. La chiesa primitiva meno organizzata ha resistito bene alle persecuzioni dell'impero romano. Il minimum di questa organizzazione dovrebbe essere costituita dice lo Hill, dai vescovi, dai sacerdoti e dai diaconi (96) . Se legate a questa gerarchia semplice delle strutture canoniche assai complesse, la chiesa perde la sua adattabilità e le cellule ecclesiali alle quali esse presiedono perdono l'aspetto sorridente che affascina il mondo (97) . Dopo un lungo cammino siamo dunque quasi tornati alle soglie del Nuovo Testamento. I suggerimenti del domenicano - che saranno ben presto dimenticati ma che torneranno in futuro a farsi sempre più sentire, quando tutta la chiesa sarà una diaspora in un mondo scristianizzato - ci riconducono automaticamente alla gerarchia biblica della chiesa. La Chiesa totale, alla quale presiede il Cristo come capo, risulta da un insieme di piccole cellule, o comunità locali dirette da «vescovi»e da «diaconi» mentre ogni membro di queste cellule è un sacerdote di Dio. Sotto l'unica legge dell'amore queste cellule presentano agli uomini peccatori la buona novella della salvezza in Cristo Gesù. « Una tale via della chiesa della diaspora potrebbe essere d'una quasi totale semplicità, severa o idillica, secondo il vostro temperamento. Nessuna proprietà per la Chiesa: forse ben poco clero a pieno tempo, non scuole, non seminari, non ordini religiosi altamente organizzati. Ma quanto sarebbe durevole! Lo possiamo dedurre da un colpo d'occhio sui Giudei o sulle chiese protestanti che sono le più semplicemente organizzate » (98) . torna all'indice pagina NOTE A MARGINE 68. Les Actes de la Dispute de Lausanne 1536 , publiés par A. Poaget, Neuchâtel 1928, p. 43. torna al testo 69. Denz. B. 3014-3015, Enc. Humani Generis di Pio XII. torna al testo 70. P.E. Person , Evangelisch und Römisch-Katholisch , Göttingen 1961, p. 48. torna al testo 71. V. Subilia , Il problema del Cattolicesimo , Libr. Edit. Claudiana, Torino 1962, pp. 160 ss. torna al testo 72. Articoli di Smakalda del 1538; W. A. 50, 245. torna al testo 73. Questa obbiezione è invano confutata da W. Gasper , La Chiesa sotto la parola di Dio , in «Concilium» n. 2 (1965), pp. 64-71; egli sforzandosi di ricordare che anche la chiesa cattolica è sotto la Parola di Dio (Bibbia), dimentica di far vedere come questa parola di Dio sia vista dalla Chiesa Cattolica secondo il suo metro e giudizio. torna al testo 74. Si confronti Lutero, Verlesungen über Mose, W.A. XLII, 334, 12 e da G. Flokovsky (ortodosso), Le corps du Christ vivant in La Sainte Eglise Universelle, Neuchâtel.Paris 1948, p. 53. Peccato che nè Lutero nè i suoi successori continuarono in questa opera sino a restaurare solo il cristianesimo primitivo, nell'ubbidienza assoluta e totale all'insegnamento rivelato. torna al testo 74bis. Francis Simons , Infallibility and Evidence , Templegate, Springfield (Illinois) 1968 (tradotto in italiano da A. Mondadori col titolo Discorso sull'infallibilità , Milano 1969). Il testo di cui sopra appartiene appunto a questo libro. torna al testo 74ter. Spero di aver dimostrato nel capitolo riguardante il «Tu sei Pietro» che con tali parole Pietro non è stato affatto preposto agli altri apostoli come capo. torna al testo 75. Sul Concilio Vaticano II rimando a studi specifici come: Ricca , Il cattolicesimo del Concilio , Torino 1956; V. Subilia , Il problema del cattolicesimo e La nuova cattolicità del cattolicesimo , Torino 1962 e 1967; G. Caprile , Le cronache del Concilio , Roma, Edizioni «La Civiltà Cattolica». Le quattro sezioni si svolsero così: I Sez. 11 ottobre - 8 dicembre 1962; II Sez. 29 settembre - e dicembre 1963; III Sez. 14 settembre - 21 novembre 1964; IV sez. 14 settembre - 7 dicembre 1965. Si cfr pure U. Riva , La Chiesa per il mondo , Brescia, Morcelliana 1964; Idem , La Chiesa in dialogo , ivi 1965. torna al testo 76. Durante l'incontro tra Paolo VI e Atenagora, ad Atene si svolgevano funzioni pubbliche di preghiere e di espiazione, nelle quali si chiedeva a Dio di far fallire questi incontri e di scomunicare i due vescovi che si stringevano la mano in modo amichevole. torna al testo 77. Nella pastorale del 22 febbraio 1962 il cardinale Montini (oggi Paolo VI) scriveva « che il concilio sciolga i vincoli di tanti tristi ricordi del passato i quali tuttora inceppano, con discussioni di esegesi storica e di prestigio onorifico, la dinamica che la soluzione del grande problema deve assumere a un dato momento » («Civiltà Cattolica», 1 aprile 1962, p. 81; «L'Osservatore Romano» 14 marzo 1962). torna al testo 78. «L'Osservatore Romano» 8 luglio 1965. torna al testo 79. «L'Osservatore Romano» 1 aprile 1965. torna al testo 80. Discorso del papa agli Assistenti delle ACLI e ai cattolici catechisti il 28 luglio 1965. Cfr «L'Osservatore Romano» di giovedì 29 luglio 1965, p. 1. Lo Spirito Santo è garantito agli Apostoli, perché, compresa tutta la verità, la possano comunicare senza tema di errori ad altri; essi sono infatti il fondamento su cui deve poggiare la Chiesa (Ef 2, 20). torna al testo 81. Interessante il suo recente volume La Chiesa edito nel 1969 dalla editrice Queriniana di Brescia. torna al testo 82. Così in un'intervista alle Informations Catholiques Internationales del maggio 1969. torna al testo 83. Intervista concessa a Robert Serrou del Paris Match nel luglio 1969. torna al testo 84. Vaticano I, Denzinger Bannw. 1839. Si cfr Vaticano I, Denz, Ban, 1839. Cfr G. D'Ercole , Communio, collegialità, primato e sollecitudo omnium ecclesiarum dai Vangeli a Costantino , Roma Herder 1964, Jean Cuolson , L'episcopat catholique, Collégialité et primauté dans le trois premiers siècles de l'Eglise , Paris, Edit du Cerf, 1963; Yves M. J. Congar , Sainte Eglise, Etudes et approches ecclésiologiques , Paris, Edit du Cerf 1963; G. Dejaifve , Les Douze Apôtres et leur unité dans la Tradition Catholique , «Ephemerides Theologicae Lovanienses» 30 (1963), pp. 760-778; Idem , Episcopat et Collège Apostolique , in «Nouvelle Revue Théologique» 85 (1963), 807-818 (al successore di Pietro compete la funzione unitaria, al collegio apostolico la cattolicità); J. Brinktine , Quomodo se habeat Collegium Episcoporum ad summo Ponteficem , in «Freiburger Zeitschrift für Philologie und Theologie» 10 (1963), pp. 86-94 (la giurisdizione non è conferita loro mediante la consacrazione); E. Griffe , Le «principatus» romain ecclésiastique , in «Bulletin de Littérature Ecclésiastique» 64 (1963), pp. 161-171; E. Lanne , Eglises locales et patriarcats à l'èpoque des grands conciles , in «Irenikon» 24 (1961), pp. 292-321; J. Ratzinger , Le implicazioni pastorali della dottrina della collegialità dei Vescovi , in «Concilium», 1 (1965), pp. 44-73; K. Rahner , Note di Teologia pastorale sull'Episcopato nella dottrina del Vaticano II , «Concilium» 1 (1965), pp. 74-83 (con rel. bibliogr.); C. Colombo , Il Collegio Episcopale ed il primato del Romano Pontefice , in «La Scuola Cattolica» 93 (1965), pp. 35-56; M. Fagiolo e P. Gino Concetti , La collegialità episcopale per il futuro della Chiesa , Firenze, Valecchi 1969 (lo studio più completo). torna al testo 85. Insegnamento di Paolo VI, vol. V, Poliglotta vaticana 1968, pp. 475-476. Cfr Motu proprio Apostolica Sollecitudo, in «L'Osservatore Romano», 24 dicembre 1966. torna al testo 86. «L'Osservatore Romano», 23 marzo 1969. torna al testo 87. «L'Osservatore Romano», 30 settembre 1963, p. 1. Il sommo pastore è Gesù cristo e non Pietro, secondo 1 Pietro 5, 4. torna al testo 88. Enciclica «Ecclesiam Suam», in «L'Osservatore Romano», 16 agosto 1964. torna al testo 89. «L'Osservatore Romano», 14 settembre 1964, p. 3. torna al testo 90. «L'Osservatore Romano», 16 luglio 1964, p. 2. torna al testo 91. «L'Osservatore Romano», 22 luglio 1965, p. 1. torna al testo 92. Anche l'epiteto di «Madre della Chiesa» attribuito a maria contro il parere del concilio, mostra la sua autorità di capo della Chiesa, Da ambienti informati mi si disse che tale titolo fu una mossa diplomatica del papa nei riguardi degli Ortodossi i quali lamentarono il fatto che Maria fosse lasciata troppo in sottordine dal Concilio Ecumenico Vaticano II. torna al testo 93. Edmund Hill , Le papauté post-conciliaire , in «Istna» 1967, pp. 137-147. Tradotto dall'inglese apparso su New-Blackfriars 47 (1966). pp. 582-590. torna al testo 94. E. Hill, o. c., p. 143. torna al testo 95. Ivi, o. c., p. 144. torna al testo 96. E' l'organizzazione biblica, a cui però si aggiunge la distinzione tra vescovi e sacerdoti, che al contrario sono identificati nel Nuovo Testamento. torna al testo
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Genova per noi... Chiudiamo questo secondo numero del 2001 il 19 luglio, con il consueto spiacevole ritardo, ma giusto in tempo per andare a Genova. A Genova per manifestare pacificamente contro l'arroganza di "8 signori" di decidere le sorti del mondo senza che nessuno nel mondo li abbia eletti per questo scopo. Pacificamente, ma CONTRO le false aperture del ministro Ruggiero, già direttore del WTO e quindi diretto responsabile delle politiche economiche che hanno abissalmente aumentato il divario tra i pochi paesi ricchi del mondo e la maggioranza di paesi poveri. CONTRO la falsa ingenuità del cavalier Berlusconi che coram populi si stupisce di tutta questa attenzione nei confronti del raduno dei G8, raduno durante il quale - parole sue - si tratteranno giustappunto i temi che stanno a cuore al cosidetto popolo di Seattle... Sarà magari vero, ma resta fuori dubbio che l'ottica utilizzata sarà radicalmente diversa da quella di chi ha a cuore una economia giusta, del diritto e non del privilegio... un'economia basata sul rispetto dell'ambiente e del diritto delle persone, non sulla libertà di pochi di arricchirsi sulla pelle di molti. Andiamo in una città parata a guerra, blindata - per chi vuole, un'eccellente metafora di come i G8 vogliono il mondo - in cui qualcuno - il solito? - ha già fatto scoppiare una bomba. Andiamo anche a protestare contro l'arroganza di chi - a suo vantaggio - sospende diritti sanciti dalla Costituzione o, alla bisogna, il Trattato di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini comunitari. Andiamo, consapevoli che troveranno il modo di dire che la ragione è loro... Un saluto, la redazione Questo numero è dedicato a Francesco Niccolai, nostro collaboratore, e sua moglie Sabrina, per la nascita del figlio Arturo. E poi a Gianluca Putzolu, nostro vecchio redattore, che si è magnificamente laureato in Economia e Commercio! La selettività della circolazione Quando, viaggiando, attraverso un piccolo paese, mi capita ancora di vedere qualche vecchio seduto su una sedia fuori della porta di casa. In quel momento mi rendo conto di come le vie di un paese, in passato, fossero luoghi di relazioni pubbliche, di incontro con paesani e viandanti, di scambio di notizie e di indiscrezioni. È successivamente che le vie sono state trasformate in strade, aventi funzione di collegamento dei vari nodi economici cittadini. È allora che le persone sono state spodestate dai mezzi di trasporto contenenti indifferentemente merci o individui. Su questi mezzi le persone, attualmente, hanno la possibilità di spostarsi per tutto il pianeta, ma solo se questo serve ad alimentare il sistema economico (e se possono permetterselo): è risaputo nel mondo finanziario che il turismo rappresenta l'affare del secolo ventunesimo! Le frontiere si chiudono, invece, nel momento in cui sono le necessità personali, la ricerca del lavoro e del benessere, a portare gli individui lontano dai loro luoghi di origine, dal momento che le società economicamente "forti" non possono spartire parte della propria ricchezza con gli esclusi, dovendo già affrontare le disuguaglianze interne; senza considerare poi la necessità del capitalismo di avere un serbatoio di disoccupati ed esclusi al fine di mantenere basso il costo del lavoro (necessità che potrebbe sparire con la completa automazione della produzione industriale, ma con risultati ancora più drammatici per i paesi "deboli", che finirebbero definitivamente abbandonati a se stessi). Diventa quindi lecito sparare con proiettili esplosivi ai messicani che tentano di varcare clandestinamente il confine con gli Stati Uniti o affondare le imbarcazioni cariche di albanesi che cercano di arrivare in Italia. Tutto questo mentre le merci viaggiano intatte da una nazione all'altra all'interno di processi di produzione e trasformazione che, in un circolo vizioso, fanno loro attraversare più volte gli stessi confini: un tedesco può assaggiare a casa sua un salame fatto in Italia con carne di maiale arrivata dalla Germania! A meno che, però, blocchi economici di una certa rilevanza non si trovino a lottare per interessi contrapposti, come nel caso dell'Europa e degli Stati Uniti per le banane. In passato anche le scoperte e le invenzioni seguivano le vie del commercio senza riconoscere confini. Adesso non è più così. Oggi la circolazione viene impedita anche a queste, dal momento che la ricerca, dopo aver utilizzato per anni finanziamenti pubblici, tutte le volte che arriva a risultati che producano utili, trasforma quei risultati in brevetti di proprietà delle solite multinazionali. Un regalo della collettività ai privati! È evidente che la direzione costante di questi fenomeni è esclusivamente verso la massimizzazione del Profitto. È solo a beneficio di tale processo che viene mantenuta e garantita la libertà di movimento. Infatti, oggi soltanto il Capitale ha raggiunto assoluta libertà di circolazione, coi suoi flussi finanziari virtuali - i cui effetti sono però mortalmente materiali - che viaggiano attraverso i canali telematici senza incontrare ostacoli di nessun genere. Non è che voglia rispolverare una vecchia teoria, ma l'anima di questi fenomeni è la stessa da più di un secolo. Il sospetto è, parafrasando una celebre espressione, che "ogni cosa deve muoversi, affinché tutto rimanga fermo".
CURRENT URL http://www.arpnet.it/fls/SituazioneSSISinPiemonte.htm
In un incontro tenutosi nel mese di aprile 2002 tra la CUB-scuola e il direttore della SSIS Piemonte, Dr. Arzarello, il sindacato ha evidenziato la questione dell'esiguo numero di posti che l'università del Piemonte riserva ai corsi di specializzazione per gli insegnanti della scuola secondaria ai fini del conseguimento dell'abilitazione. Esaminando i Decreti Ministeriali riguardanti gli accessi ai corsi SSIS organizzati dalle diverse università nazionali, appare evidente che: 1. per l'a.a. 1999-2000 il Ministero ( DM 27 luglio 1999 ) aveva destinato alla SSIS Piemonte 425 posti per l'attivazione dei corsi, numero aumentabile fino al 20%, “al fine di determinare una più equilibrata offerta formativa sul territorio”. La SSIS Piemonte ha bandito i corsi soltanto per 1/3 del numero minimo di posti previsti. 2. Per gli a.a. 2000-2001 e 2001-2002 il Ministero (rispettivamente DM 27 giugno 2000 e DM 2 luglio 2001 ) stabiliva che “il numero dei posti disponibili a livello nazionale per l'ammissione alle Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario è determinato sulla base del contingente fissato dalle singole sedi universitarie”. La SSIS Piemonte, libera quindi, in base ai DM sopra citati, di determinare il numero accessi alla scuola, ha comunicato al ministero un numero irrisorio di posti, se rapportati a quelli comunicati dalle università delle altre regioni (si vedano i files corsi 2000-2001 e corsi2001-2002 ). La Legge 264/99 regolamenta il numero chiuso ai corsi tenuti dalle università. In essa si parla di accessi che tengano conto: Þ di “fabbisogni professionali” (Art. 3-a); la SSIS, cioè, deve basarsi sulla previsione, da parte della Direzione Regionale, di disponibilità di posti vacanti nella scuola; Þ della “esigenza di equilibrata attivazione dell'offerta formativa sul territorio” (Art. 3-b). Compariamo a quello del Piemonte due dati eclatanti relativi al 2000: Piemonte 140 posti; Trentino 480 posti; Campania 1400 posti A questi dati già eloquenti bisogna aggiungere che solo il Piemonte ha delle graduatorie esaurite; in Campania queste sono sovraccariche, eppure ad essere penalizzato è proprio il Piemonte! In base a quanto stabilito per legge, ai dati divulgati dal MIUR e a quelli della tabella sotto riportata, come è possibile che si verifichino le condizioni descritte nelle tabelle allegate ai DM 2000 e 2001? Presenza di precari nelle graduatorie (dal sito www.tuttoscuola.com) Area geografica Iscritti Nord-Ovest 14,1% Nord-Est 10,8% Centro 14,8% Sud 38,3% Isole 19,7% Estero 2,3% TOTALE 100,0% In conseguenza di quanto sopra descritto, nel corso degli ultimi due anni, si è andata profilando una situazione paradossale, che ha avuto evidenti ripercussioni con la recente riapertura delle graduatorie permanenti. A fare domanda di inserimento nelle GP del Piemonte sono stati anche molti abilitati SSIS di altre regioni, soprattutto del sud Italia e delle isole, dove le graduatorie sono già sature e non si hanno prospettive di lavoro. L'amara riflessione che ne deriva è che, purtroppo, questo nuovo sistema abilitante non offre un'equa distribuzione dell'offerta formativa. Anzi, quest'ultima risulta decisamente casuale, imprecisa, arbitraria, non proporzionale e quindi ingiusta e sfavorevole per alcune regioni rispetto ad altre. Il Piemonte risulta sicuramente in testa alla classifica dei penalizzati. Senza nulla voler togliere al grosso sacrificio di quei colleghi, ciò rappresenta comunque una grave ingiustizia per coloro che al nord non hanno potuto abilitarsi per le medesime classi di concorso poiché qui non sono mai state attivate. Occorre fare un'ultima precisazione sui corsi tenuti in questo triennio presso la SSIS Piemonte. Il numero di posti totale comprende 8-10 classi di concorso ogni anno, che sono sempre le stesse. Come ammesso dallo stesso Dr. Arzarello, alcune classi non sono mai state attivate semplicemente perché, per alcune di esse, nonostante i bandi di affidamento fossero stati emanati, non sono pervenute domande da parte di docenti che avrebbero potuto tenere i corsi. Tali modalità di gestione sono sufficienti a far sorgere quanto meno dei dubbi sulla serietà che il Dr. Arzarello vanta a favore della SSIS da lui diretta, rispetto a tutte le altre.
CURRENT URL http://www.amando.it/lettere/lettere-amore-7.html
Non riesco a capire cosa ho che proprio non va: sono carino, simpatico, gentile, dolce, sensibile, intelligente, mi posso anche fermare qui, dovrebbe già bastare per poter trovare una persona che ti vuol bene. Invece no, io mi innamoro ma rimango un fantasma, un niente per Lei, e soffro a vedere a sentire la felicità di altri ragazzi che di me non hanno nulla di più. Allora, che devo fare? Sono io che sbaglio o è il mio destino a essere perfido con me. Non ho mai pianto per amore, ma con la sofferenza che ho dentro, se piangessi, creerei l'oceano più vasto di tutto l'universo. Spero che comunque presto toccherà anche a me ad essere felice, ma se penso a quanti anni ho passato nel dolore e nella solitudine, quella speranza a poco a poco, col passare del tempo, si assottiglierà fino a svanire. E la mia vita non avrà più senso... ~ cri ~ Lettera inserita da mary il 14/07/2005 | Così un anno fa adesso stavamo per conoscerci. Mia zia era qui per la prima volta, mi chiese se avevo qualcuno ed io le risposi di no. Mi fece un augurio sincero e intenso che mi ghermì nel profondo. Pensai a te, con un misto di disilluso sarcasmo e vaga speranza. Non ci eravamo ancora sentiti. Sai, quando ti ho visto per la prima volta con stupore ho pensato che proprio per puro e assoluto caso avevo scoperto che esisteva una persona così stupenda. Non avevo paura. “Sono pazza, sono pazza”! Così mi dicevo, sorridendo tra me e me. Perchè lasciavo che la felicità mi inebriasse, in quello stato un po' incosciente. Era meraviglioso, troppo, guardarti sorridere e ritrovare ogni volta stupita la tua pelle soffice, tiepida, leggermente profumata. Così sono rimasta col fiato sospeso, senza pagine scritte, senza elucubrazioni. Ti ho sognato mille volte in apparenze che ne nascondevano altre, in un gioco caleidoscopico (hai mai visto i disegni che cambiano in uno di questi strumenti? ) Un gioco nel quale era solo l'anima a partecipare. ~ mary ~ Lettera inserita da G@ttin@ il 14/07/2005 | Ciao amore mio.. non sai quanto mi ha fatto piacere vederti ieri.. mi mancavi un casino.. ora spero che sabato verrà al più presto non sai quanta voglia ho di baciarti e abbracciarti... Stamattina nel messaggio mi hai detto che dovrò essere brava a conquistarti il cuore... non preoccuparti sarai per sempre mio.. ti farò sognare... sei il mio piccoletto e mai nessuno ci dividerà... Ora ti lascio un forte bacione... tuo amore...
CURRENT URL http://www.cinetecadibologna.it/programmi/06pubblico/senso.htm
In concomitanza con "1954" rassegna dedicata ai film italiani realizzati mezzo secolo fa, Fronte del Pubblico (il Comitato Regionale di Coordinamento per le attività cinematografiche in Emilia-Romagna) Centro Cinema Città di Cesena e Annecy Cinéma Italien hanno prodotto la mostra " Senso un film di Luchino Visconti, fotografie di Paul Ronald ". Composta da una quarantina di foto in bianco e nero, diverse delle quali mai stampate in precedenza e provenienti dalla raccolta dell'agenzia Afe di Roma, la mostra riunisce foto di scena e foto di set che documentano lavorazione, pausa, preparazione e indicazioni di Visconti agli attori. La mostra è accompagnata dal volume (in versione bilingue, italiano e francese), curato da Antonio Maraldi, "Senso un film di Luchino Visconti, fotografie di Paul Ronald" che presenta, oltre alle foto della mostra, anche il capitolo "Ricordi di un set" in cui il fotografo francese, abituale collaboratore di Visconti, ripercorre episodi e curiosità di quel set straordinario. La mostra, che sarà presentata anche al festival del cinema italiano di Annecy, avrà il seguente calendario: 10-22 settembre 2004 Reggio Emilia - Cinema Rosebud 29 settembe - 5 ottobre 2004 Annecy - Festival del cinema italiano 16-31 ottobre 2004 Cesena - Centro Cinema Città di Cesena 5 - 21 novembre 2004 Modena - Sala Truffaut 25 novembre - 15 dicembre 2004 Parma - Cinema Edison d'essai
CURRENT URL http://www.fuocoelegna.it/forum/write_topic.php?topic_id=5262
Abbiamo deciso di sospendere, a malincuore, l'invio di nuovi messaggi a oltranza. Non ti sappiamo dire quando riattiveremo il servizio. Noi speriamo al più presto. Le ragioni che ci hanno portato a maturare tale decisione sono dovute alle nuove disposizioni del Garante sulla Privacy per noi troppo onerose. Vai alla radice del thread Oggetto: "Re: stufa a pellet difettosa" di stufeapellets.com del 1-/-0/2004, 11: 0 Buongiorno la stufa a pellets, per un ottimo funzionamento, deve essere munita di un "T" di pulizia, posto, nel retro della stufa, e la canna fumaria, sia posta almeno a mezzo metro oltre il colmo del tetto, saluti, felice. P.S. non date retta a quei cialtroni i quali vi consigliano di uscire con la canna fumi a parete!!!!!!
CURRENT URL http://www.calcionapolinews.it/view.asp?q=865
Arrivano Tosto e Zanini ? Poche ore all'annuncio dei nuovi acquisti, nessuna conciliazione tra Napoli e Figc, pagate le cambiali di Corbelli 01 Luglio 2003 -- E' questione di momenti, ma sembra imminente l'arrivo di Tosto e Zanini a Napoli. Non c'è l'ufficialità della notizia, ma i calciatori interpellati hanno detto di stare aspettando una chiamata da Napoli. Vittorio Tosto, difensore esterno di sinistra, nato a Marina di Cariati (CS), arriva dal Piacenza. Tosto che è legato al Piacenza per altri 3 anni di contratto, arriverebbe, dopo la rescissione del contratto, con uno scambio con Bocchetti La carriera di Tosto Serie A 2002/2003 Piacenza 29 1 Serie A 2001/2002 Piacenza 29 1 Serie B 2000/2001 Piacenza 35 1 Serie B 1999/2000 Sampdoria 18 Serie A 1998/1999 Salernitana 27 Serie B 1997/1998 Salernitana 36 2 Serie B 1996/1997 Salernitana 31 2 Serie B 1995/1996 Avellino 31 3 Serie B 1994/1995 Lucchese 21 5 Indiscrezioni di mercato parlano di Nicola Zanini vicino al Napoli: centrocampista con doti offensive, nato a Vicenza il 26 marzo del 74, ha giocato nell'ultimo campionato con la Triestina. La carriera di Zanini 2002/2003 TRIESTINA B 32 7 2001/2002 COMO B 19 4 2000/2001 MONZA B 17 4 2000/2001 PESCARA B 11 0 1999/2000 PESCARA B 26 8 1998/1999 ATALANTA B 32 1 1997/1998 ATALANTA A 10 0 1997/1998 SAMPDORIA A 3 0 1996/1997 VERONA A 26 2 1996/1997 SAMPDORIA A 3 0 1995/1996 VERONA B 35 7 1994/1995 PISTOIESE C1 32 11 1993/1994 MANTOVA C1 20 1 1992/1993 SAMPDORIA A 1 0 1991/1992 JUVENTUS A 0 0 Si era parlato, ieiri, di Baiocco, ma il Bologna che aveva chiaramente fatto intendere al calciatore Olive che non fa più parte dei piani per la prossima stagione si è anch'essa rivolta alla Juve chiedendo la disponibilità di Davide Baiocco, cui Appiah ha chiuso l'ultima speranza di vedere il campo da vicino. Il centrocampista ex Perugia, che comunque verrebbe anche a Napoli, gradisce la destinazione Bologna, ma la società bianconera sta cercadno di trarre profitto dalla situazione. Il Napoli resta alla finestra ad aspettare l'evolversi del mercato. Il ds Perinetti sta cercando anche di far tornare Marcolin, Montervino e Savino che sono rientrati nelle ripsettive società di appartenenza per fine prestito. Nessun accordo tra Napoli e Figc davanti alla Camera di conciliazione del Coni e ora il ricorsso del club finira' all'arbitrato. La societa' partenopea chiede la cancellazione degli effetti della sentenza della Caf del 28 aprile legata alla vicenda del Catania. Il giudice conciliatore ha messo a verbale il mancato patteggiamento tra le parti, perche' la Figc ha ritenuto che la vicenda, essendo legata a una controversia che coinvolge anche altri club, non era conciliabile. Nel giorno in cui ha ufficializzato la risoluzione dei problemi Covisoc, il Napoli ha anche fatto sapere di aver provveduto ad onorare cambiali per 15 milioni che erano state date a Corbelli come garanzia per l'ultima rata del pagamento del club. La cessione resta ancora vincolata al pagamento di 30 milioni per il quale è in corso una causa in tribunale. (6 commenti) >> Invia il tuo commento Commento di Ciruzzo PERFAVORE VIDIGAL NON SI TOCCAAAAA.. VA BENEEEEEEEEEE???Lùnico giokatore che ha fatto molto per il Napoli!!!! Commento di Pietro Prendiamo Arturo Di Napoli che è libero Commento di Ciro Finalmente si stanno prendendo giocatori di categoria, solo così sarà possibile tornare in A(guarda il palermo dello scorso anno), anke se vorrei dare un consiglio alla società, per la fascia sinistra c'è anke TRAMEZZANI, un ottimo giocatore sempre sottovalutato! PS non vendiamo Floro, VIA Stellone!! Commento di Pierluigi Si! anke io mi abbonerò di sicuro (nei distinti). Spero nell'acquisto di Zanini, mi ha fatto un ottima impressione a Napoli. La cosa positiva di questo nuovo Napoli è che ha alle spalle una società finalmente viva! X la prossima stagione nn facciamo mancare il nostro sostegno. Crediamo nel progetto Naldi. Tutti a fare l'abbonamento! Commento di ultras napoli 1972 COME MAI NON SI SENTE PIU PARLARE NE' DI PASINO,NE' DI VIDIGAL E NEMMENO DI BALDINI O BONOMI. ANDRANNO TUTTI VIA SICURAMENTE? Commento di ultrà napoli curva B finalmente un anno dove il napoli si muove bene.grazie Perinetti.io quest'anno mi farò l'abbonamento perchè ritengo che sia giusto dare una mano al napoli dalla prima all'ultima partita.
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Messaggio precedente: ------------------------------------- Caro Carlo, per approfondire la conoscenza del commercio equo e solidale ti consiglio di leggere "La crisi di crescita" di Fabio Gavelli e Lorenzo Guadagnucci, edito da Feltrinelli. Non risponde esattamente al tipo di discussione a cui tu accenni, ma è una attenta analisi della situazione attuale del commercio equo in Italia e delle sue prospettive. Se sei interessato poi ad avvicinarti ancora di più al mondo del commercio equo ti segnalo il corso di formazione per volontari o aspiranti volontari che terremo in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato a partire dal 17 gennaio proprio sul commercio equo. Trovi i riferimenti in homepage. Comunque siamo a disposizione per ulteriori informazioni. Ciao Giovanna Coop. Chico Mendes Messaggio precedente: ------------------------------------- questo natale ho avuto modo di parlare del commercio equo e solidale con alcuni parenti ed in questa occasione uno di loro ha fatto questo semplice raionamento: "...il commercio equo e solidale esiste da molto tempo, è in continua crescita e rappresenta quindi una forma di disturbo per chi ha il controllo del commercio mondiale per tipologie di prodotti. Allora, come mai queste potenze, senza scrupoli, permettono che il CEES continui ad esistere? sono anche loro immischiate in qualche modo?..." io a questa obiezione non do credito ma non ho neanche una risposta da dare. Se pur questa logica sia così semplicistica, mi ha comunque permesso di prendere coscienza di quanto io non sappia ancora nulla di come e attraverso quali mani, un prodotto passi da chi lo produce alla bottega del mondo o allo scaffale del super mercato. Non vorrei vivere il commercio equo e solidale come commercio maniacale ma visto che comincio a parlarne vorrei avere basi più solide. se avete qualche suggerimento...anche bibliografico con stima Carlo ------------------------------------- -------------------------------------
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Varese - Il 28 marzo a Roma Massimo Ferrario e il premio Nobel presenteranno la candidatura Torna la Montalcini, Varese vuole il centro studi sul cervello Rita Levi Montalcini torna a Varese, questa volta per mettere il sigillo ufficiale sulla candidatura della Provincia a ospitare il Progetto Ebri, il centro di studi sul cervello. La proposta, che da tempo sta coagulando l'interesse dell'intera classe dirigente provinciale, prenderà forma lunedì prossimo, 25 marzo, a Villa Recalcati, con la riunione del Comitato-guida del progetto. Alle 17, nel corso di una conferenza stampa, il presidente della Provincia, Massimo Ferrario, Rita Levi Montalcini e i membri del comitato, illustreranno il documento finale che descrive la proposta varesina. G iovedì 28 marzo a Roma, Ferrario ufficializzerà la candidatura alla stampa nazionale, durante un incontro nella sede della Fondazione Montalcini. Il centro di ricerca era stato proposto in anteprima durante l'ultimo Workshop Ambrosetti di Villa d'Este. Proprio in quell'occasione nacque l'idea di portare a Varese il premio Nobel e di coinvolgere la nostra Provincia nella prestigiosa avventura scientifica. Il 6 ottobre, con una applauditissima conferenza a Villa Ponti, Rita Montalcini presentava alla città il disegno di un avamposto scientifico di livello mondiale, come naturale continuazione della sua pluridecennale esperienza nel campo della ricerca sulla mente umana. Il 13 novembre il consiglio provinciale approvava all'unanimità un ordine del giorno che chiedeva di dare una struttura alla Montalcini. Molte le autocandidature finora susseguitesi, a partire dai comuni di Varese, Gallarate, Busto Arsizio. Ma anche fuori provincia non sono mancati gli interessamenti. Torino, la stessa Roma o ancora la vicina Stresa. Decisivo il discorso logistico. Dove potrebbe sorgere materialmente il centro? Qualche ipotesi veniva fatta dallo stesso presidente Ferrario, in un comunicato ufficiale datato 26 novembre: si parlava di villa Pirelli a Induno Olona, della ex Siai Marchetti di Sesto Calende, del Centro Business Park di Gallarate. Tutte soluzioni da verificare.
CURRENT URL http://www.cestim.it/due-palazzi/studi_explorer_%201%20-%204/pagine%20web/leggeriformasanitariacarceri.htm
I detenuti e gli internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di libertà, alla erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci ed appropriate, sulla base degli obiettivi generali e speciali di salute e dei livelli essenziali e uniformi di assistenza individuati nel Piano sanitario nazionale, nei piani sanitari regionali ed in quelli locali. 2. Il Servizio Sanitario Nazionale assicura, in particolare, ai detenuti ed agli internati: a) livelli di prestazioni analoghi a quelli garantiti ai cittadini liberi; b) azioni di protezione, di informazione e di educazione ai fini dello sviluppo della responsabilità individuale e collettiva in materia di salute; c) informazioni complete sul proprio stato di salute all'atto dell'ingresso in carcere, durante il periodo di detenzione e all'atto della dimissione in libertà; d) interventi di prevenzione, cura e sostegno del disagio psichico e sociale; e) l'assistenza sanitaria della gravidanza e della maternità, anche attraverso il potenziamento dei servizi di informazione e dei consultori, nonché appropriate, efficaci ed essenziali prestazioni di prevenzione, diagnosi precoce e cura alle donne detenute o internate; f) l'assistenza pediatrica e i servizi di puericultura idonei ad evitare ogni pregiudizio, limite o discriminazione alla equilibrata crescita o allo sviluppo della personalità, in ragione dell'ambiente di vita e di relazione sociale, ai figli delle donne detenute o internate che durante la prima infanzia convivono con le madri negli istituti penitenziari. 3. Ogni Azienda unità sanitaria locale, nel cui ambito è ubicato un istituto penitenziario, adotta un'apposita Carta dei servizi sanitari per i detenuti e gli internati. Ai fini della predisposizione della Carta dei servizi sanitari le Aziende unità sanitarie locali e l'amministrazione penitenziaria promuovono consultazioni con rappresentanze di detenuti ed internati e con gli organismi di volontariato per la tutela dei diritti dei cittadini. 4. I detenuti e gli internati conservano l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale per tutte le forme di assistenza, compresa quella medico – generica. 5. Sono iscritti al Servizio sanitario nazionale gli stranieri, limitatamente al periodo in cui sono detenuti o internati negli istituti penitenziari. Tali soggetti hanno parità di trattamento e piena uguaglianza di diritti rispetto ai cittadini liberi, a prescindere dal regolare titolo di permesso di soggiorno in Italia. 6. I detenuti e gli internati sono esclusi dal sistema di compartecipazione alla spesa delle prestazioni sanitarie erogate dal Servizio sanitario nazionale. Articolo 2 Principi 1. Lo Stato, le regioni, i comuni, le aziende unità sanitarie locali e gli istituti penitenziari uniformano le proprie azioni e concorrono responsabilmente alla realizzazione di condizioni di protezione della salute dei detenuti e degli internati, attraverso sistemi di informazione ed educazione sanitaria per l'attuazione di misure di prevenzione e lo svolgimento delle prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione contenute nel Piano sanitario nazionale, nei piani sanitari regionali e in quelli locali. 2. L'assistenza sanitaria ai detenuti ed agli internati è organizzata secondo principi di globalità dell'intervento sulle cause di pregiudizio della salute, di unitarietà dei servizi e delle prestazioni, di integrazione della assistenza sociale e sanitaria e di garanzia della continuità terapeutica. 3. Alla erogazione delle prestazioni sanitarie provvede l'Azienda sanitaria locale. L'amministrazione penitenziaria provvede alla sicurezza dei detenuti e a quella degli internati da essa assistiti. Articolo 3 Competenze in materia sanitaria 1. Il Ministero della sanità esercita le competenze in materia di programmazione, indirizzo e coordinamento del Servizio sanitario nazionale negli istituti penitenziari. 2. Le regioni esercitano le competenze in ordine alle funzioni di organizzazione e programmazione dei servizi sanitari regionali negli istituti penitenziari e il controllo sul funzionamento dei servizi medesimi. 3. Alle Aziende unità sanitarie locali sono affidati la gestione e il controllo dei servizi sanitari negli istituti penitenziari. Il direttore generale risponde della mancata applicazione e dei ritardi nell'attuazione delle misure previste ai fini dello svolgimento dell'assistenza sanitaria nei suddetti istituti. 4. L'amministrazione penitenziaria segnala alle Aziende unità sanitarie locali e, ai fini dell'esercizio dei poteri sostitutivi, alle regioni e al Ministero della sanità, la mancata osservanza delle disposizioni del presente decreto legislativo. Articolo 4 Competenze in materia di sicurezza 1. Al Ministero di grazia e giustizia sono riservate tutte le competenze in materia di sicurezza all'interno delle strutture sanitarie ubicate negli istituti penitenziari e nell'ambito dei luoghi esterni di cura ove sono ricoverati i detenuti e gli internati. 2. Sulla base degli indirizzi formulati con decreto del Ministro di grazia e giustizia e di concerto con il Ministro della sanità, il direttore dell'istituto penitenziario, sentito il direttore generale dell'Azienda unità sanitaria locale, disciplina il regime autorizzatorio e le modalità di accesso nell'istituto medesimo del personale appartenente al Servizio sanitario regionale. 3. Il personale appartenente al servizio sanitario nazionale è tenuto all'osservanza delle norme previste dall'Ordinamento Penitenziario, dal relativo regolamento di esecuzione, dal regolamento interno dell'istituto penitenziario nonché delle direttive impartite dall'amministrazione penitenziaria e dal direttore dell'istituto medesimo in materia di organizzazione e sicurezza. 4. In relazione alle esigenze dell'amministrazione penitenziaria è definito, senza oneri a carico del bilancio dello Stato, con provvedimento adottato dal Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentite le organizzazioni sindacali, un contingente di personale medico e sanitario da destinare all'amministrazione penitenziaria. Con il medesimo provvedimento sono stabiliti i requisiti e i criteri per la individuazione di detto personale, nonché i relativi compiti, fermo restando il diritto di opzione per tale contingente di personale. Articolo 5 Progetto obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario 1. Nell'ambito del Piano sanitario nazionale, di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed integrazioni, è previsto un apposito Progetto obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario. 2. Il Progetto obiettivo di cui al comma 1 ha durata triennale ed è approvato con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro della sanità e del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281. in sede di prima applicazione, il Progetto obiettivo è approvato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo. 3. Nel Progetto obiettivo di cui al comma 1 sono definiti gli indirizzi alle regioni, volti a garantire gli obiettivi di salute dei detenuti e degli internati. Il Progetto obiettivo indica, in particolare: a) gli indirizzi specifici finalizzati ad orientare il Servizio sanitario nazionale verso il miglioramento continuo dell'assistenza negli istituti penitenziari; b) i modelli organizzativi dei servizi sanitari penitenziari anche di tipo dipartimentale differenziati secondo la tipologia di istituto; c) le esigenze relative alla formazione specifica dell'assistenza sanitaria in ambito penitenziario; d) le linee – guida finalizzate a favorire all'interno degli istituti penitenziari lo sviluppo delle modalità sistematiche di revisione e valutazione dell'assistenza erogata e ad assicurare l'applicazione dei livelli uniformi, essenziali e appropriati di assistenza; e) gli obiettivi di salute da raggiungere nel triennio nell'ambito degli istituti penitenziari. 4. Nella determinazione dei criteri generali di valutazione dell'attività dei direttori generali e le regioni tengono conto anche del raggiungimento degli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi sanitari negli istituti penitenziari, con riferimento alle risorse disponibili e alle caratteristiche degli istituti penitenziari medesimi. 5. Le regioni danno attuazione, nell'ambito dei propri piani sanitari regionali, agli indirizzi contenuti nel Piano sanitario nazionale, sentiti i provveditorati regionali dell'Amministrazione penitenziaria, anche prevedendo specifici progetti di intervento in materia di assistenza sanitaria nei confronti dei detenuti e degli internati. La mancanza del Piano sanitario regionale comporta l'applicazione del Progetto obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario di cui al comma 1. 6. Trascorso un anno dalla entrata in vigore del progetto obiettivo di cui al comma 1, senza che la regione abbia provveduto a dare attuazione a quanto previsto dal comma 5, il Ministro della sanità, sentita la regione interessata, fissa un termine non inferiore a tre mesi per provvedervi. Decorso tale termine, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della sanità e del Ministro di grazia e giustizia, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti con lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, adotta gli atti necessari per dare attuazione nella regione al progetto obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario, anche mediante la nomina di commissari ad acta. 7. La Relazione sullo stato sanitario del Paese, predisposta annualmente dal Ministro della sanità, è integrata con un apposito capitolo sull'assistenza sanitaria negli istituti penitenziari, redatto d'intesa con il Ministero di grazia e giustizia, nel quale sono: a) illustrate le condizioni di salute della popolazione detenuta ed internata; b) descritte le risorse impiegate e le attività svolte dal Servizio sanitario nazionale negli istituti penitenziari; c) esposti i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi finali stabiliti nel Progetto obiettivo per la tutela della salute in ambito penitenziario; d) illustrati i risultati conseguiti dalle regioni rispetto all'attuazione di piani sanitari regionali; e) fornite indicazioni per l'elaborazione delle politiche sanitarie e per la programmazione degli interventi in ambito penitenziario. Articolo 6 Personale e strutture 1. Con uno o più decreti del Ministro della sanità e del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è individuato il personale operante negli istituti penitenziari da trasferire al Servizio sanitario nazionale. Si applica l'articolo 19 della legge 15 marzo 1997, n.59. 2. In sede di contrattazione collettiva con le organizzazioni sindacali sono definite le forme e le procedure per il trasferimento del personale del personale individuato ai sensi del comma 1, anche con la definizione di apposite tabelle di equivalenza. 3. Con uno o più decreti del Ministro di grazia e giustizia e del Ministro della sanità, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, è disciplinato, nel rispetto dei principi contenuti nell'articolo 7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, il trasferimento delle attrezzature, degli arredi e degli altri beni strumentali, di proprietà della amministrazione penitenziaria da destinare al servizio sanitario nazionale. Articolo 7 Trasferimento di risorse 1. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente decreto legislativo e dei decreti legislativi di cui all'articolo 5, comma 2, della legge 30 novembre 1998, n.419, si provvede mediante utilizzazione delle risorse assegnate al Ministero di grazia e giustizia e destinate alla sanità penitenziaria. 2. Con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo , sono assegnate al Fondo sanitario nazionale le risorse finanziarie, relative alle funzioni progressivamente trasferite, iscritte nello stato di previsione della spesa del Ministero di grazia e giustizia. Con il medesimo decreto sono definiti, altresì, i criteri e le modalità della loro gestione. 3. Dall'applicazione del presente decreto legislativo non possono derivare oneri a carico del bilancio dello Stato superiori all'ammontare delle risorse attualmente assegnate al Ministero di grazia e giustizia e destinate alla sanità penitenziaria. Articolo 8 Trasferimento delle funzioni e fase sperimentale 1. A decorrere dal 1° gennaio 2000 sono trasferite al Servizio sanitario nazionale le funzioni sanitarie svolte dall'amministrazione penitenziaria con riferimento ai soli settori della prevenzione e della assistenza ai detenuti e agli internati tossicodipendenti. Sono contestualmente trasferiti il relativo personale, le attrezzature, gli arredi e gli altri beni strumentali nonché le risorse finanziarie, nel rispetto dei principi contenuti nell'articolo 7 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. 2. Con decreto del Ministro della sanità e del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con il Ministro per la funzione pubblica, da adottare entro trenta giorni dalla data della entrata in vigore del presente decreto legislativo, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali, sono individuate almeno tre regioni nelle quali avviare il graduale trasferimento, in forma sperimentale, delle restanti funzioni sanitarie. Con il medesimo decreto è stabilita la durata della fase sperimentale, tenuto conto dei termini previsti dall'articolo 5, comma 2, della legge 30 novembre 1998, n. 419. 3. Nella fase sperimentale prevista dal comma 2 del rapporto di lavoro del personale non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6. Tale personale è posto alle dipendenze funzionali del Servizio sanitario nazionale. I beni strumentali restano nella titolarità della amministrazione penitenziaria; la gestione degli stessi è affidata al Servizio sanitario nazionale. 4. Con i decreti previsti dal comma 2 dell'articolo 5 della legge 30 novembre 1998, n. 419, al termine della fase sperimentale, si provvede al trasferimento delle altre funzioni in tutto il territorio nazionale, anche sulla base della sperimentazione svolta. Articolo 9 Trasferimento delle funzioni alle Regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano, con norme di attuazione ai sensi dei rispettivi statuti. 1. Per il trasferimento delle funzioni di cui al presente decreto legislativo si provvede, per le Regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e di Bolzano, con norme di attuazione ai sensi dei rispettivi statuti. Roma, lì 22 giugno 1999 Schema di decreto del Presidente della Repubblica “disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 22 giugno1999, n. 230, recante il riordino della medicina penitenziaria, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, della legge 30 novembre 1998, n. 419”. (approvato dal Consiglio dei Ministri del 17 novembre 2000) RELAZIONE ILLUSTRATIVA Lo schema di decreto legislativo in questione ha lo scopo di introdurre dei correttivi alle disposizioni recate dall'articolo 8 del decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230 in materia di riordino della medicina penitenziaria. In particolare, tale intervento deriva dalla necessità di prolungare la fase della sperimentazione, peraltro, già avviata con decreto interministeriale 20 aprile 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 1° giugno 2000, emanato in attuazione dell'art. 8, comma 2, del citato decreto legislativo 230/1999, che, nel contempo, ha altresì previsto che la durata di tale fase sperimentale fosse determinata tenendo conto dei termini di cui all'art. 5, comma 2, della legge delega 30 novembre 1998, n. 419, che verrebbero a coincidere con la data del 22 novembre 2000. Ciò posto, atteso che tale fase sperimentale, appena avviata, è ritenuta di estrema importanza al fine di poter operare successivamente il completo trasferimento di tutte le altre funzioni dell'Amministrazione penitenziaria al Servizio sanitario nazionale, si rende pertanto necessario provvedere ad una modifica dei commi 2 e 4 del citato art. 8 del decreto legislativo 230/1999, in modo tale che la fase sperimentale non sia ancorata a dei termini ristretti, attuando ed adeguando, così, l'intero trasferimento delle funzioni sulla base dei risultati completi che deriveranno da una sperimentazione più ampia, che avrà comunque termine entro il 31 luglio 2002. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modificazioni; Visto l'articolo 5, comma 2, della legge 30 novembre 1998, n. 419; Visto l'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 22 giugno 1999, n.230; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 17 novembre 2000; Visto il parere della Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Acquisito il parere delle Commissioni permanenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 17 novembre 2000 sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro della sanità, di concerto con i Ministri della giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per la funzione pubblica e per gli affari regionali EMANA il seguente decreto legislativo: Art. 1 (Modifiche all'articolo 8 del decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230) All'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230, le parole: “ tenuto conto dei termini previsti dall'articolo 5, comma 2, della legge 30 novembre 1998, n. 419 ” sono soppresse. Il comma 4 dell'articolo 8 del decreto legislativo 22 giugno 1999, n. 230 è sostituito dal seguente: 4. Al termine della fase sperimentale, che si concluderà entro il 31 luglio 2002, sulla base della sperimentazione svolta si provvederà al riordino definitivo del settore con i decreti di cui all'articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, o altri strumenti normativi ritenuti idonei e necessari . Art. 2 (Entrata in vigore) Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
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Via via che l'uomo si "sensibilizzò" al problema dei combattimenti e ne vietò l'esecuzione,coloro che ne erano parte abbandonarono gli antichi confronti coi tori,gli orsi,i cinghiali ecc.ecc. (in quanto troppo "evidenti") e si orientarono su contendenti il più occultabili possibile,e che non destassero sospetti di pratiche illegali ....fino ad arrivare alla triste storia dei combattimenti tra cani. Dog-Fighting Voglio precisare che coloro che si dedicavano,per lucro,passione o puro sadismo a queste attività,non erano e non sono rappresentativi delle migliaia di cani che compongono questa famiglia,e che vissero e vivono in piena armonia perfettamente inseriti nei contesti che li circondano. L'uso illegale e contorto che se ne è fatto e si continua a fare,non può assolutamente cancellare l'apporto di questi cani come cacciatori,ausiliari nella gestione del bestiame,guardiani della persona e della proprietà, formidabili sterminatori di nocivi...nel passato,e di cani da famiglia,da guardia e difesa,da lavoro,ricerca persone...fino alla Pet Therapy,al giorno d'oggi.Anche la definizione di "cani selezionati per l'aggressività " è inesatta (a mio parere), in quanto,i componenti di questa famiglia, e cioè l'American Staffordshire Terrier,l'American Pit Bull Terrier,lo Staffordshire Terrier ed il Bull Terrier sono arrivati a noi con delle caratteristiche che sono mirate ad una sempre maggior integrazione nella società,che ne esalti le doti di "compatibilità sociale" e ne attenui le caratteristiche più "pepate",che indubbiamente sono esistite ed esistono a tutt'oggi. L'American Staffordshire Terrier trova ragione della sua "nascita" proprio dalla volontà di staccarsi nettamente dall'immagine e dalla pratica dei combattimenti. Lo Staffordshire Bull Terrier è definito in Inghilterra "Nanny-dog" per eccellenza(cioè cane protettore ed amico dei bambini). IL Bull Terrier è definito immancabilmente come cane gioioso e giocherellone un vivace e sempre divertente monello in grado di sorprendere per l'allegria innata e la voglia di"inventarsene" sempre una nuova. L'American Pit Bull Terrier,ha ampiamente dimostrato di essere un cane eccezionale,primeggiando in discipline come la Pet Therapy o la ricerca dispersi,oltre alle convenzionali discipline del cosidetto "lavoro" classico.Sottolineerei l'innegabile docilità verso l'uomo,ed il loro splendido carattere,che consente di sviluppare un rapporto che non credo abbia molte equivalenze nel mondo canino.IL loro passato li ha visti sempre a stretto contatto con l'uomo,sia nelle "mansioni" cruente ed illegali,che in quelle più normali e di ausilio nelle varie vicissitudini quotidiane.....forgiandone un carattere meraviglioso,unito ad innegabili doti fisiche. Naturalmente questo sito non sprona all'acquisto di questi cani in modo sconsiderato e superficiale,nè vuole erroneamente definirli cani qualsiasi, in quanto le loro peculiarità e la loro dura lotta per la sopravvivenza ne hanno forgiato sia il corpo che lo spirito.Allo stesso tempo non vuole essere una negazione plateale della realtà storica per quel che riguarda la pratica dei combattimenti che,innegabilmente è parte di tutto rispetto nell'evoluzione di questi cani . Ciononostante,ritengo che sia sacrosanto metterci un pò più d'impegno per capirli e studiarli a fondo,allo scopo di chiarire che non sono mostri,ma bensi' meravigliosi animali,compagni insostituibili per l'uomo da tempi antichi,creature che debbono suscitare ammirazione e stima... non terrore e pregiudizio. E chi ha la fortuna di conviverci...sà che cosa intendo !!! La responsabilità di coloro che li adottano è grande,perchè è loro compito assicurarne una gestione esemplare ed una dimostrazione pubblica del loro grande cuore e della loro generosità ed attaccamento all'uomo.
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Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto. Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo,decise di comprare un libro per ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra lei e lei pensò "ma tu guarda se solo avessi un pò più di coraggio gli avrei già dato un pugno..." Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei,senza fare un minimo cenno ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna pensò: "ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!" L'uomo prima che lei prendesse l'ultimo biscotto lo divise a metà! "AH, questo è troppo" penso e cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose il libro e la sua borsa e si incamminò verso l'uscita della sala d'attesa. Quando si sentì un pò meglio e la rabbia era passata, si sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando.... nell'aprire la borsa vide che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Sentì tanta vergogna e capì solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quel uomo seduto accanto a le che però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore al contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio. LA MORALE: Quante volte nella nostra vita mangeremo o avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!! Esistono 5 cose nella vita che non si RECUPERANO:
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Come "religioso", conosco bene i miei colleghi "religiosi di Stato" e i danni che essi fanno al prossimo in nome della morale "religiosa". Se in queste mie note posso sembrare offensivo, spero che le prendano nel giusto spirito, e spero che i laici non-credenti mi aiutino in questo duro compito, di aiutare i miei colleghi religiosi a capire. I religiosi devono capire che finché si prestano a strutture mondane come Stato e Chiesa, essi non fanno altro che danneggiare la società. Un religioso deve mantenersi separato da strutture mondane se vuole percorrere il sentiero del religioso. A noi, laici e religiosi che abbiamo già gli occhi aperti grazie "a dio", non resta che evolverci tentando di aiutare il religioso di Stato ad aprire gli occhi, con la speranza che aiutando lui, miglioreremo le condizioni del nostro prossimo più debole, spesso perseguitato dallo Stato per conto della Chiesa. Questo nostro fare il bene, indirettamente e gratuitamente, quindi, non alla maniera del prete, è la vera pratica religiosa, tutt'altro che quella che si fa in chiesa. L'evoluzione si ha quando si opera a favore del diritto degli sconosciuti che necessitano aiuto. Quando operiamo a favore di quelli che conosciamo, o a favore del nostro gruppo, non facciamo nulla di speciale. Sono molti secoli ormai che per legami di sangue, religiosi, sindacali, e partitici, aiutiamo il gruppo che conosciamo, quasi sempre a scapito del diritto dello sconosciuto, che potrebbe anche essere migliore di noi. Abbiamo finora svolto solo azione politica, e anche se l'azione politica è cosa naturale, è utile andare oltre, altrimenti ci si fossilizza, e in breve tempo, un gruppo, per difendere quelli che chiama i suoi diritti, dovrà per forza di cose scontrarsi con noi che crediamo di avere tutti i diritti di difendere il nostro benessere. E' tempo di pensare al diritto dello sconosciuto, mettendo da parte quelli dei nostri propri gruppi. Dopotutto, siamo stati messi su questa terra per evolverci, per migliorarci, altrimenti che ci staremmo a fare in questo casino? Non certo per andare in "Paradiso", creazione della nostra mente e della classe ecclesiastica. Possiamo anche capire l'ostilità del religioso a certi nuovi pensieri, ma è dovere "religioso", di chi capisce, fare uno sforzo per avviare il processo evolutivo. Per aiutare il religioso di Stato, posso dire che il Maestro aveva avvisato i suoi varie volte, con frasi come: "Chi vuol salvare la propria anima la perderà, e chi la perderà per me la salverà" (Luca 9, 23) e "Chi ama la propria anima la perderà e chi odia la sua anima in questo mondo, la salverà" (Giovanni 12, 25); La frase è molto bella, ed è un peccato che la Chiesa per scopi suoi abbia trovato utile tradurre male dal greco, mettendo "vita" al posto di "anima", come se i due termini fossero sinonimi. Ma la differenza è grande e gli evangelisti la conoscevano. Così, il credente che legge quei brani, leggendo "vita" al posto di "anima", viene indotto a capire male. Viene a capire: "Perdi la tua vita per gli interessi dei tuoi capi religiosi (la Chiesa), ecco che ti guadagnerai la salvezza". La frase ha insomma acquisito un sapore un tantino commerciale, alquanto egoistico. Per questo moltissimi miei colleghi "religiosi" nel corso dei secoli, si sono prestati lieti ad orribili nefandezza, per conto dell'Istituzione "religiosa", appositamente passata per "Gesù". I suoi ingenui credenti (creduloni sarebbe più esatto), si sono fatti uccidere per essa, per difenderne i beni materiali e gli astratti "diritti spirituali", che un vero religioso mai dovrebbe avere (figuriamoci una struttura), se imita il Maestro. Combattendo per la Chiesa hanno creduto di guadagnarsi il Paradiso. Alcuni addirittura, ce lo dice la Storia, prima di andare ad assassinare il governante che si mostrava tollerante con gli eretici o che voleva sgravare la Chiesa di alcuni beni, passavano prima a confessarsi per ottenere in anticipo l'assoluzione del crimine che avrebbero commesso all'indomani. Così se catturati e uccisi, avrebbero ricevuto il premio nell'aldilà. Sì, dobbiamo evitare di somigliare a questi religiosi che si guadagnano la salvezza mancando di rispetto ad un altro, spesso perseguitandolo. No, non vale proprio la pena guadagnare il mondo intero ma perdere l'anima, al servizio di una struttura di potere mondana, non importa il nome "religioso".
CURRENT URL http://www.grusol.it/informazioni/14-02-05.asp
Da LA NONVIOLENZA E' IN CAMMINO, n. 839 del 13 febbraio 2005 nbawac@tin.it Luigi Benevelli I medici e gli psichiatri tedeschi e il nazismo (torna all'indice informazioni) [Dal sito www.radio180.it riprendiamo l'introduzione al volume di Luigi Benevelli, I medici che uccisero i loro pazienti. Gli psichiatri tedeschi e il nazismo, pubblicato da Mantova Ebraica per il Giorno della Memoria 2005. Luigi Benevelli e' psichiatra a Mantova] "Coloro che non possono ricordare il passato sono condannati a ripeterlo" (Santayana) Ringrazio il comitato mantovano che organizza le iniziative de il "giorno della memoria" di aver accolto la proposta di dedicare l'appuntamento del 2005 alle vicende che, nei territori del Reich hitleriano, portarono dal 1933 al 1945 alla sterilizzazione coatta di centinaia di migliaia di persone e alla soppressione poi, delle vite "indegne di essere vissute" di decine di migliaia di bambini ed adulti disabili, con gravi handicap o disturbi mentali. I percorsi decisionali, gli schemi, le procedure burocratiche e le tecniche sperimentati e collaudati nel corso di questo massacro organizzato furono di riferimento per la "soluzione finale" simboleggiata da Auschwitz-Birkenau. Dal 1968 ho lavorato nei manicomi di Castiglione delle Stiviere e in quello di Dosso del Corso di Mantova e ho vissuto con impegno e passione le stagioni della "umanizzazione della psichiatria", della costruzione delle alternative all'istituto manicomiale fino alla sua chiusura ed all'affermazione dei servizi di salute mentale che si rifanno alle culture professionali ed organizzative della cosiddetta "Psichiatria di Comunita'". I temi del rispetto della dignita' della persona, dei diritti di cittadinanza di chi soffre di disturbi mentali gravi sono stati centrali nella mia esperienza professionale e nell'insieme del movimento di lotta contro il manicomio diffusosi nell'Europa Occidentale e nel Nord America, Usa e Canada, a partire dagli anni '60 del secolo appena trascorso. Sapevo che il movimento di cui facevo parte traeva ispirazione e ragioni dalla dolorosa riflessione su quanto era accaduto ad Auschwitz, una riflessione che aveva portato nel 1948 alla Dichiarazione di Ginevra della World Medical Association, l'Associazione Mondiale dei medici, e alle altre elaborazioni maturate in organismi internazionali dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ma io, insieme a molti altri, ero quasi del tutto inconsapevole di quanto era accaduto dal 1933 al 1945 in Germania con il contributo determinante della psichiatria tedesca. La mia ignoranza di quei fatti fu certamente favorita dalla scarsa conoscenza della lingua tedesca. Al riguardo, non e' casuale che fra i primi a scrivere in Italia di quei terribili eventi fu Agostino Pirella, lo psichiatra che dopo aver lavorato all'Ospedale Psichiatrico provinciale di Mantova, ando' a Gorizia agli inizi degli anni '60 con Franco Basaglia e fu protagonista delle vicende della "rivoluzione psichiatrica" italiana. Pirella, che conosce bene il tedesco, fu invitato da Basaglia a visitare con lui nel 1963 il manicomio di Guetersloh, famoso per l'organizzazione delle attivita' cosiddette "ergoterapiche". A quella prima visita seguirono altri incontri con psichiatri e intellettuali tedeschi, e "Fogli di Informazione", la rivista del movimento di Psichiatria Democratica e' stata l'unica rivista psichiatrica italiana a dare con continuita' notizie ed a pubblicare atti di convegni sui luttuosi avvenimenti della psichiatria tedesca al tempo del nazismo. Nel 1967 Feltrinelli traduce e pubblica in Italia il libro di Alexander Mitscherlich e Fred Mielke, Medicina disumana. Il volume che riporta parzialmente cronache e documenti del processo di Norimberga contro i medici nazisti (dicembre 1946 - estate 1947), era stato pubblicato in Germania nel 1949. La sua prima edizione, tirata in 10.000 copie, fu riservata all'Ordine dei medici della Germania Occidentale e per incanto era sparita dalla circolazione. Bisogna attendere gli anni '90 perche' si sviluppino ricerche anche in Italia, per merito soprattutto degli psichiatri triestini Bruno Norcio e Lorenzo Toresini che promuovono con l'Associazione Alpe Adria per la salute mentale il convegno di Monrupino (TS) nel febbraio 1993. Segui' nel marzo 1995 il convegno di Bolzano su "Follia e pulizia etnica in Alto Adige" al quale partecipa lo psichiatra tedesco Klaus Dorner, autore dell'importantissimo libro Il borghese e il folle. Storia sociale della psichiatria (Laterza). Nel suo intervento, ricco di informazioni, egli racconta che nella Germania Occidentale, "a partire dal 1980, sempre piùospedali psichiatrici e strutture per pazienti psichiatrici iniziarono un nuovo approccio. Vale a dire: all'interno di molti ospedali psichiatrici si mise in moto un piccolo gruppo di interesse per l'argomento, formato da medici, psicologi, assistenti sociali e infermieri che hanno cercato di riconsiderare la storia della propria istituzione nel periodo del nazionalsocialismo. Si creo' quindi un movimento di storiografi non professionisti. Un movimento che dagli storiografi professionisti fu visto con molto scetticismo e diffidenza. Oggi si puo' dire che praticamente tutti gli ospedali psichiatrici hanno analizzato la propria storia. Attualmente (siamo nel 1995 - ndr) sto raccogliendo tutte queste pubblicazioni, che sono tantissime. Si tratta di circa 'tre metri' di pubblicazioni avvenute negli ultimi quindici anni. Prima non ne era apparsa nessuna. (...) A partire dal 1983 si formo' in Germania un gruppo di lavoro di storici non professionisti finalizzato a portare avanti l'analisi della 'eutanasia' nazista. Essi effettuarono scambi di opinioni e cercarono di affrontare assieme alcun problemi di ordine metodologico. A tale gruppo si aggiunsero due o tre storici 'professionisti'. Tuttavia, dal punto di vista storiografico, da parte dei professionisti a tutt'oggi non e' uscito nulla sull'argomento". E Dorner racconta un aneddoto: "In quel tempo la personalita' piu' nota fra gli storici di professione che si dedicavano alla ricerca sul nazionalsocialismo era il professor Martin Brauschart, un uomo molto intelligente e serio e a cui dobbiamo molto. Una volta, lo andammo a visitare a Monaco, e gli chiedemmo come mai la storiografia ufficiale tedesca non si interessasse del fenomeno dei crimini dei nazisti contro i malati di mente e gli handicappati psichici. La risposta da parte del nostre interlocutore fu molto candida, e per tale motivo ancor piu' credibile. Gli storici, fu la risposta, avevano ritenuto che ad occuparsi di tale argomento dovessero essere gli istituti di storia della medicina all'interno delle facolta' mediche. Egli, tuttavia, sapeva anche che detti istituti non si stavano occupando dell'argomento, ma la cosa, non lo disturbava granche'. Da questo episodio traemmo la conclusione che era vero che in Germania l'elemento portante della storia era si' la societa', che tuttavia cio' era vero con l'esclusione di alcuni gruppi che evidentemente si riteneva non facessero parte della societa' stessa". Nel 2000 e' stato pubblicato e tradotto in italiano il libro di Alice von Platen, Il nazismo e l'eutanasia dei malati di mente. Alice von Platen aveva collaborato con Alexander Mitscherlich ed aveva pubblicato il suo volume in Germania ancora nel 1948. Anch'esso era sparito dalla circolazione e solo nel 1993 fu ripubblicato diventando un best-seller. La vicenda del libro della von Platen conferma la testimonianza di Dorner, documenta il silenzio e la rimozione della memoria nei decenni trascorsi dopo i drammatici eventi. Anche in Italia e' accaduta la stessa cosa. Sono stati operatori e psichiatri triestini, tirolesi, trentini, austriaci, sloveni e tedeschi a lavorare per primi a scavare, ricostruire il succedersi degli avvenimenti. Nel corso degli ultimi dieci anni sono andato raccogliendo e conservando quanto veniva pubblicato sull'argomento sulle riviste psichiatriche in lingua italiana e sulle riviste mediche e psichiatriche in lingua inglese. Non conoscendo il tedesco, non ho potuto accedere alle riviste austriache e tedesche e sono consapevole del fatto che questo costituisce certamente un limite notevole nella mia documentazione. In questo testo presento una rassegna del materiale raccolto. Ho cercato di collegare la ricostruzione di natura propriamente storica con la documentazione della riflessione critica ed autocritica che e' venuta maturando dal campo della professione psichiatrica nella quale sta assumendo sempre maggiore rilevanza il segno della bioetica. Gli interrogativi piu' inquietanti non sorgono, per me, dall'antisemitismo e dal fatto che uno stato totalitario e razzista abbia organizzato il genocidio: forme di pulizia etnica sono continuate ad accadere anche dopo Auschwitz, anche in Europa. Sappiamo e dobbiamo combatterli, e si puo' fare anche con efficacia. Negli anni del primo dopoguerra, gli psichiatri tedeschi, nella loro maggioranza, avevano identificato una tipologia di pazienti definiti "cronici irrecuperabili", la cui assistenza risultava costare molto, troppo, rispetto alla quantita' di risorse disponibili e alle scarse o nulle possibilita' di miglioramento o guarigione. La decisione di eliminare queste vittime potenziali, come ricorda lo storico inglese Michael Burleigh, fu assunta dalla elite politica nazista, ma molti psichiatri parteciparono al lavoro di selezione delle persone da eliminare e di messa a punto delle procedure e delle tecniche di uccisione. Quanto e' accaduto con la soppressione delle vite "indegne di essere vissute", infatti, e' potuto accadere perche' medici, psichiatri, infermiere ed infermieri hanno attivamente collaborato per programmare, dirigere e gestire l'uccisione dei pazienti loro affidati. Il che vuol dire che operatori sanitari hanno potuto, e potrebbero ancora, occuparsi di persone con gravi disabilita', non autosufficienti, con grandi difficolta' nella vita quotidiana, nutrendo un totale disprezzo per la loro dignita' e la loro integrita'. Persone cui non si riconosce la dignita' di soggetti, ridotte a "diagnosi", a "casi". Per quasi venticinque anni gli ostacoli frapposti, gli imbarazzi, i silenzi, gli sforzi per nascondere le responsabilita' dei medici e degli psichiatri impegnati nelle campagne di sterilizzazione coatta e di "eutanasia", hanno avuto successo e, come si documenta, chi voleva sapere, alzare il velo, e' stato a volte allontanato e discriminato. Cosi' ancora oggi nella stragrande maggioranza dei trattati di psichiatria e nei testi di storia della psichiatria disponibili manca il racconto di quanto accadde in Germania dal 1933 al 1945 in nome, tragicamente, del progresso di una nazione e della salute (anche mentale) dei suoi cittadini. Ai coraggiosi che hanno operato per la verita' e la memoria va la mia riconoscenza e il mio ringraziamento perche' mi hanno aiutato a capire. Alle centinaia di migliaia di vittime violate, torturate, seviziate nei corpi, anche dopo morte, vanno il ricordo e la pieta' commossa di tutti noi. Che l'internamento manicomiale abbia fine in tutto il mondo.
CURRENT URL http://www.griseldaonline.it/formazione/04cornacchia.htm
«… la nouvelle s’était répandue qu’on venait d’étrangler à Constantinople deux vizirs du banc et le muphti, et qu’on avait empalé plusieurs de leurs amis. Cette catastrophe faisait partout un grand bruit pendant quelques heures. Pangloss, Candide, et Martin, en retournant à la petite métaire, rencontrèrent un bon vieillard qui prenait le frais à sa porte sous un berceau d’orangers. Pangloss qui était aussi curieux que raisonneur, lui demanda comment se nommait le muphti qu’on venait d’étrangler. “Je n’en sais rien, répondit le bonhomme; et je n’ai jamais su le nom d’aucun muphti ni d’aucun vizir. J’ignore absolument l’aventure dont vous me parlez; je présume qu’en général ceux qui se mêlent des affaires publiques périssent quelquefois misérablement, et qu’ils le méritent; mais je ne m’informe jamais de ce qu’on fait à Constantinople; je me contente d’y envoyer vendre les fruit du jardin que je cultive.”» Voltaire, Candide, ou l’optimisme, cap. XXX «Si sparse la notizia che a Costantinopoli avevan strozzato due visir del banco e il muftì, e che avevano impalato vari loro amici. Quella catastrofe fece gran rumore per ogni dove durante qualche ora. Pangloss, Candide e Martin, tornando alla loro piccola masseria, incontrarono un buon vecchio che pigliava il fresco sulla porta di casa, sotto una pergola di aranci. Pangloss, che non era meno curioso di quanto fosse ragionatore, gli domandò come si chiamava il muftì appena strozzato. “Non ne so nulla, - disse il buon vecchio, non ho mai saputo il nome di nessun muftì né di nessun vizir. Ignoro affatto il caso di cui parlate; suppongo che generalmente quelli che si immischiano nelle cose pubbliche a volte periscono miseramente, e che gli sta bene; ma non mi interesso mai di quello che fanno a Costantinopoli; mi accontento di mandarci a vendere i frutti del giardino che coltivo”» (trad. di P. Bianconi, Rizzoli, Milano 1952). Maria Raffaella Cornacchia Tra funzione mediatica e verità. Un esempio di lettura dei quotidiani Mitologie Roland Barthes, nell’ormai classico Mythologies , esemplifica il rapporto tra i due sistemi semiologici che costituiscono il “mito”, inteso come «sistema semiologico secondo» [1] , tramite la foto di «un giovane negro vestito di un’uniforme francese» che «fa il saluto militare, con gli occhi verso l’alto, fissati certo su una piega della bandiera tricolore», foto il cui significante è piegato a mostrare «che per i detrattori di un preteso colonialismo non c’è risposta migliore dello zelo di questo negro nel servire i suoi pretesi oppressori» [2] . L’immagine è certo datata (la prima edizione di Mythologies è del 1957), ma come dice lo stesso Barthes noi continuiamo a subire «l’opprimente divorzio della conoscenza e della mitologia», per cui «la scienza va dritta e veloce per la sua strada; ma le rappresentazioni collettive non stanno al passo, sono arretrate di secoli, mantenute stagnanti nell’errore dal potere, dalla grande stampa e dai valori d’ordine» [3] . Nella fantasia occidentale la figura del “negro” – divenuto come si sa in italiano più politically correct “nero” per influenza della cattiva coscienza di altre lingue, come il francese, l’inglese e il tedesco – coincide per lo più con l’idea edenica del buon selvaggio o con quella inquietante del negro sanguinario [4] . Ma anche dietro l’aspirazione a fantastiche vacanze in qualche club tropicale, è soprattutto questa seconda immagine ad attivarsi nel nostro immaginario collettivo, sicché in “certi” paesi bisogna essere sempre prudenti e prestar attenzione quanto ad acquisti e cibo, non bisogna muoversi da soli ecc. Quella del negro sanguinario è un’immagine conturbante e anche affascinante se colora le vacanze di avventuroso ed esotico, ma è soprattutto un’immagine piatta, senza storia, cioè che rifiuta la conoscenza della storia, e che quindi può essere agevolmente propinata dai mass-media a un pubblico che per fretta, distrazione o ignoranza tenderà ad accoglierla senza porsi troppe domande. Da anni si discute dell’obiettività dei libri di storia in uso nelle scuole italiane: ma dal momento che si suppone che ne escano giovani capaci di scrivere un articolo di giornale, non sarà opportuno riflettere più approfonditamente anche sui meccanismi che presiedono all’ideologizzazione della notizia? La decodifica di un testo richiede, com’è noto, competenza linguistica e competenza circostanziale, competenza che tuttavia, ad esempio per le notizie del quotidiano, varierà a seconda dei “lettori modello” presupposti (più interessati allo sport se comprano “La Gazzetta dello Sport” che “L’Osservatore Romano”), o del contesto (il “lettore modello” italiano dovrebbe essere più informato sulla politica interna che su quella equadoregna). In ogni caso, i limiti di spazio e di tempo impongono che in ogni notizia vengano lasciati degli “spazi bianchi” ove si eserciterà il giudizio del lettore, di cui l’articolo – come ogni testo – richiede i «movimenti cooperativi» [5] per realizzare l’ «attualizzazione testuale». A mio giudizio, questi “spazi bianchi” dovrebbero essere tanto più ridotti quanto meno il contesto della notizia è noto al Lettore Modello del quotidiano (cioè presumibilmente un lettore “medio”, né analfabeta né necessariamente specializzato in tutti gli argomenti trattati). Altrimenti, nella decodifica del messaggio interverranno più massicciamente fattori co-testuali come la connotazione del lessico usato dal giornalista e le foto, o extratestuali, anche inconsci, come le suggestioni della “mitologia” collettiva. L'oggetto Il 7 novembre scorso sui quotidiani nazionali compare la notizia che in Costa d’Avorio, in cui da alcuni anni è in corso una guerra civile (una delle tante cosiddette “dimenticate”), è stata bombardata una base militare francese e che ci sono stati nove morti e una ventina di feriti. [Scheda I fatti] La Costa d’Avorio non ha certo avuto negli ultimi mesi l’onor di cronaca dell’Iraq o della Palestina, quindi è presumibile che il novantanove per cento degli italiani non sappia pressoché nulla della sua politica interna: ci si aspetterebbe dunque che i giornalisti ci descrivano, oltre che ciò che è avvenuto al campo francese, anche il contesto in cui l’evento si è verificato, cioè il quadro della guerra civile, le circostanze della presenza francese ecc. [Scheda Francia e Costa d'Avorio] Se però un quotidiano come ad esempio “La Stampa” non lo fa, il lettore deve accontentarsi delle suggestioni dei redattori, per i quali la politica ivoriana è una «partita molto equivoca» di «manipolazioni» (C. Martinetti), in cui «l’alternanza per molti resta bestemmia. La retorica dei tempi nuovi impone di passare attraverso il calvario della democrazia e delle elezioni», anche perché il presidente ivoriano Gbagbo è «un socialista (all’africana) [che] vanta una biografia impreziosita da un pizzico di galera e da un esilio a Parigi, prima di conquistare il Palazzo con il consenso francese. Il suo problema era quello comune a tutti gli autocrati africani; di conservarlo il potere»; egli è un «gran marabutto dell’intrigo, che nell’esilio deve aver letto Talleyrand», mentre i francesi sono «“colonialisti ”» appunto solo tra virgolette (D. Quirico). Il lettore, che nulla sa di come si svolte le ultime elezioni in Costa d’Avorio, è indotto a credere che vi sia la dittatura di un tirannello locale, brutale avanzo di galera, il quale ha aggredito per ragioni ignote e incomprensibili la democratica Francia, che lo aveva generosamente accolto in tempi per lui grami e di cui quelle virgolette escludono che attui una politica neocoloniale; il titolo, poi, “Morti e saccheggi, Francia sotto tiro in Costa d’Avorio” e l’insistenza sulle “cacce al bianco” verificatesi, lo conforta a dirsi che è la “solita” guerra terzomondistica, magari ricordandosi di qualche vecchia vignetta col bianco nel calderone tra selvaggi armati di posate e tovagliolo. Il lettore guarda poi distrattamente le foto e vi vede dei neri che scagliano oggetti, da dietro il filo spinato, a soldati bianchi armati di tutto punto (quali sono qui le implicazioni del contrasto “natura / cultura”?), e Chirac con una mano protesa in avanti in atteggiamento conciliante. Dalle didascalie dei giornali (compresa “La Stampa”) si apprende però – a voler legger proprio tutto – che in galera ed esilio Gbagbo ci è stato per la sua opposizione alla presidenza “vitalizia” e gradita alla Francia di Houphouet Boigny, che aveva imposto al suo Paese, oltre alla propria presenza, il partito unico, mentre lui – Gbagbo - secondo il “Corriere della Sera” è «uno dei pochi capi di Stato africani eletti con votazioni regolari e popolari» (M. A. Alberizzi, 14/11/2004). A questo punto il lettore dovrebbe chiedersi cosa significa che questo Gbagbo è un “socialista (all’africana)”, visto che il suo partito fa parte dell’Internazionale: forse nell’Internazionale esistono diverse correnti di pensiero, “all’europea”, “all’americana”, “all’africana” ecc.? Sorprende che il capo del partito cristiano sia un “marabutto”, cioè secondo il dizionario un combattente per l’Islam, ma l’associazione con “l’intrigo” induce a credere che il giornalista volesse suggerire la paronomasia con “farabutto”. E poi che vuol dire che ha letto Talleyrand (e cosa ha scritto Talleyrand?)? Vuol dire la stessa cosa che insinua P. Veronese su “La Repubblica” (8 nov.), definendolo «un Machiavelli tropicale»? Ai posteri l’ardua sentenza su Talleyrand e Machiavelli, ma confesso che sentirli nominare come stereotipi negativi su quotidiani di grande diffusione inquieta per l’educazione nazionale quasi più che la qualità dei nostri libri di testo… Le competenze linguistiche del Lettore Modello e la grammatica africana A questo punto proponiamo un esperimento: leggiamo il giornale / i giornali (magari in classe) per individuare qualche scelta lessicale che, nel descrivere un fatto, ci orienti nel giudizio più che l’esposizione dei dati. Per quanto riguarda l’ affaire ivoriano, viene in mente la “Grammatica africana” individuata da Barthes [6] , che quasi cinquant’anni fa sospettava che «il vocabolario ufficiale degli affari africani sia puramente assiomatico. Come dire che non ha alcun valore di comunicazione, ma solo di intimidazione», al fine «di dare a una realtà cinica la cauzione di una morale nobile»: una vera “scrittura cosmetica”. Il primo termine – che rintracceremo largamente nei nostri giornali a proposito dei manifestanti ivoriani - discusso da Barthes è “banda” [7] , che con la «svalutazione del vocabolario» «permette di annullare la nozione di interlocutore» e di «negare lo stato di guerra»: intuiamo così l’effetto sul lettore di sapere che ci sono “soldati” francesi che fronteggiano “bande” ivoriane. Del resto, “guerra” è parola e concetto inaccettabile, soprattutto oggi che – come notava Eco già per il Kosovo – «pare tipico della neo-guerra cercare di ucciderne [di nemici] il meno possibile, perché a ucciderne troppi si incorrerebbe nella riprovazione dei media». Perciò «Nella neo-guerra ogni armata si muove all’insegna del vittimismo» e «perde, di fronte all’opinione pubblica, chi ha ammazzato troppo» [8] . Non ne deriveranno le sorprendenti oscillazioni da giornale a giornale quanto al numero di vittime? Per ritornare al nostro esempio, se è sempre ben evidenziato l’ammontare delle vittime francesi dell’attacco ivoriano (nove, di cui si sono celebrati nelle cronache i commoventi funerali di Stato), assai più defilato – e da alcuni quotidiani taciuto - appare invece il bilancio di quelle dell’intervento di contenimento della folla da parte dei soldati francesi (oltre 400 feriti, dice la Croce Rossa da Ginevra, e un numero imprecisato di morti, alcune decine), i quali peraltro – secondo le testimonianze dei nostri stessi missionari – hanno sparato contro i manifestanti. Inoltre, come in altri casi recenti, nessuno dei contendenti sembra volersi assumere la responsabilità di aver dichiarato o provocato la guerra, col risultato che ci sono i morti («che poi un sacco di gente muoia lo stesso è tecnicamente irrilevante», dice causticamente Eco), ma non c’è la guerra. Anzi, non c’è più nemmeno l’ “intervento”, «che sapeva troppo di ingerenza», ma c’è il “soccorso” o l’ “azione internazionale” [9] , ovvero la “missione”, una delle parole mana , di per sé vuote di senso, ma suscettibili di essere colmate coi nostri «sensi inconfessabili, sacralizzati come tabù» [10] , elencate da Barthes. Per la verità, “missione” è oggi termine risemantizzato in quanto “di pace”: che poi i francesi si siano decisi a intervenire per “pacificare” dopo che da due giorni il governo ivoriano bombardava i ribelli al di là della zona cuscinetto in cui i Caschi blu si trovavano, deve rientrare nell’estremo pacifismo transalpino. Aggiungiamo al dizionarietto barthesiano qualche altro termine tratto dalle vicissitudini africane che ci servono da spunto di riflessione, come “regime”. “Regime” è sempre quello del presidente ivoriano, il che induce a sospettare che si tratti da qualcosa di diverso dal “governo” di Chirac. Se si prende il Devoto si scopre inequivocabilmente che la differenza essenziale sta nell’ “antonomasia”, per cui il regime è «nella recente storia d’Italia, la dittatura fascista» [11] , sicché mentre “governo” mi dice solo dell’atto di governare, “regime” mi parla di una specifica forma di governo. I guai della Costa d’Avorio derivano del resto dal “tribalismo”, che, ci ricorda Veneziani, è «corrente tra gli intellettuali cosmopoliti» e «svaluta l’avversario, lo ricaccia nel passato, nell’arcaico», «evoca immagini di cruenta intolleranza, di superstiziosa ignoranza e di chiusura all’ altro » [12] , tanto più che, a quanto pare, all’ hostis e all’ inimicus dei tempi della guerra fredda si è andata sostituendo la «traslazione geoculturale» della «diade Nord-Sud, paesi sviluppati e paesi non sviluppati» [13] . Ma non sarà che davvero «l’universalismo viene coniugato ai principi di tolleranza e di democrazia», mentre «i popoli di tutto il mondo, a Est come a Ovest come al Sud del pianeta, si mobilitano per chiedere il riconoscimento della loro etnia, della loro sovranità nazionale, della loro indipendenza e del loro diritto all’autodeterminazione», imbattendosi «nell’intolleranza o nel boicotaggio dell’indifferenza da parte di quanti – a Est o a Ovest – detengono il potere nel nome dell’universalismo» [14] ? Certo, in molti Paesi tra cui la Costa d’Avorio la mobilitazione popolare è sfociata nella violenza: i ribelli hanno ricevuto armi dall’estero, e le hanno ricevute nel momento in cui il governo ivoriano tentava di limitare i monopoli francesi, stabilendo contatti economici con altri Stati [15] ; la lotta politica in questi anni è stata durissima e non senza vittime; il governo ivoriano ha infine deciso di stroncare militarmente la ribellione. Ma chi decide che è “xenofobia”, “ultranazionalismo”, “fanatismo” il sentimento di un popolo che sostiene il presidente che ha eletto sia contro una protesta armata, sia poi contro dei “protettori” che – ottenuto un mandato dall’Onu – dimenticano di preavvertirla prima di distruggere in nome della pace l’aviazione di un Paese sovrano? E soprattutto, tornando al problema linguistico, chi decide oggi dove finisce il senso della “nazione” e comincia il “nazionalismo”? Colui che ha il potere politico ed economico di intervenire come «potenza terza […] in via unilaterale in un paese teoricamente sovrano» [16] , e per di più di influenzare o controllare l’informazione? Lettori Modello e libertà condizionata Dicevamo che le competenze del lettore possono variare a seconda del quotidiano che sceglie, ma è evidente che soprattutto varia il suo atteggiamento ideologico, che costituisce un aspetto del suo orizzonte di attesa. Il Lettore Modello del “Manifesto” ha presumibilmente un diverso punto di vista sulla politica interna ed estera di quello del “Giornale”, e i redattori ne devono tenere conto, anche e in particolare per ragioni di fatturato: però, «se il fine ultimo dell’informazione non è la libera ricerca della verità dei fatti, ma il fatturato, il profitto, l’ audience o la raccolta di pubblicità, allora tutto viene subordinato all’effetto di mercato» e il mercato «da condizione della libertà si traduce in libertà condizionata» [17] . La singola notizia viene allora a essere condizionata da un contesto più ampio che però le è estraneo: la crisi ivoriana viene insomma interpretata anche in funzione di altri eventi contemporanei che non vi hanno nulla a che fare direttamente, come la morte di Arafat o la battaglia di Falluja, ma sui quali si esercita la maggior attenzione dei media e di conseguenza la miglior conoscenza e maggior possibilità di giudizio del lettore. La politica di Chirac non è insomma interpretata solo in rapporto all’Africa, ma anche (soprattutto?) in relazione con quella di Bush – di cui Chirac è stato antagonista – in Iraq. Leggendo allora le farraginose notizie dei nostri quotidiani si faranno allora almeno due sorprendenti “scoperte”: la prima, più ovvia, è che spesso i redattori dello stesso giornale si contraddicono tra loro [18] o cambiano idea da un giorno all’altro, forse perché, al posto di «notizie sicure e controllate», ci propinano le citazioni bibliografiche di altri giornali [19] (per lo più dimenticando di indicare la loro fonte). La seconda è che ci sono estremi che si toccano: così, per L. Caputo de “Il Giornale” non è difficile far ironia sui «due pesi e due misure» per Africa e Iraq della politica di Chirac, proprio come per G. Calchi Novati de “Il Manifesto” il presidente francese non può dar lezioni a nessuno, ed entrambi i giornali deprecano il discredito di cui si è ricoperta ormai l’Onu. La ragione è evidentemente che per la sinistra di “Il Manifesto” e “Liberazione” non è giustificabile alcun intervento “imperialista”, che sia dei «cugini francesi come gli israeliani nei Territori o gli americani in Iraq» [20] ; al “Giornale” interessa di confrontare il modello americano «di esportare democrazia per garantire la stabilità» con quello francese, che affida la stabilità a dittatori, ignorando le aspirazioni democratiche dei popoli [21] ; mentre “La Repubblica” e “La Stampa” si mostrano chiaramente condizionate da un atteggiamento filofrancese e antiamericano, fino a suggerire la tesi del “complotto” americano ai danni di Chirac [22] , e “L’Unità” tergiversa imbarazzata, limitandosi a contrapporre quasi senza commento (e soprattutto senza contesto) affermazioni aggressive ivoriane e concilianti francesi. Atteggiamento più equanime, e disposto a dar voce a entrambe le parti, assume infine “Il Corriere della Sera”. Ma il problema non è solo politico. Confrontare più giornali su una notizia di questo tipo ci costringe a ripensare le modalità con cui entriamo in contatto con l’ “Altro”. Quando leggo che il presidente Gbagbo è «un ultranazionalista di sinistra […], alla testa di un partito a predominio cristiano» [23] , mi trovo dinanzi all’evidenza che o la definizione è impropria, o le categorie politiche del suo paese (di quel continente?) non coincidono con quelle della mentalità italiana. Devo essere pronto a scongiurare il pericolo di piegare quella realtà a categorie che non le sono proprie, le mie e quelle di tanti altri lettori “distratti”. Chi mi informa spesso non lo fa: è più semplice omogeneizzare che spiegare le differenze. La sua configurazione di Autore Modello «dipende da tracce testuali ma pone in gioco l’universo di ciò che sta dietro al testo, dietro il destinatario e probabilmente davanti al testo e al processo di cooperazione (nel senso che dipende dalla domanda “cosa voglio fare di questo testo?”)» [24] . Due esercizi Che la composizione di un articolo di giornale, abilità richiesta alla fine della scuola secondaria superiore, non si possa dunque ridurre alla meccanica trascrizione in bello stile di poche informazioni date in “scaletta” è del tutto ovvio. Ciò che può non risultare ovvio agli alunni – soprattutto a causa dei condizionamenti che per mancanza di tempo subiscono i programmi di italiano – è come si compia il passaggio dalla resa cronachistica all’articolo vero e proprio, con quali fini e quali effetti nella sua ricezione. Come materiale didattico di supporto alla nostra riflessione e a titolo puramente esemplificativo, dato lo scontato processo di obsolescenza delle notizie dei quotidiani, proponiamo: a) appunto la “scaletta” dei fatti cui ci riferivamo [Scheda I fatti] b) una selezione dei materiali forniti da alcuni principali quotidiani nazionali. [Scheda Materiali] Il primo “ipertesto” si può proporre agli studenti, magari accompagnato da un “dizionarietto” come quello discusso sopra, per la composizione di un articolo di cui si potrebbe stendere sia una redazione “filofrancese” che una “filoivoriana”; il secondo può essere lo spunto per una riflessione in classe (ed eventualmente un confronto coi testi prodotti dagli alunni) sulle modalità di cui ogni quotidiano si è servito per produrre una determinata reazione nei lettori.
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José Arcadio Buendía trascorse i lunghi mesi di pioggia chiuso in uno stanzino che aveva costruito in fondo alla casa perché nessuno turbasse i suoi esperimenti. Tralasciò completamente i suoi doveri domestici, rimase nel patio per notti intere a sorvegliare il corso degli astri, e fu sul punto di contrarre un'insolazione mentre cercava di stabilire un metodo esatto per trovare il mezzogiorno. Quando fu esperto nell'uso e nel maneggio dei suoi strumenti, ebbe una nozione dello spazio che gli permise di navigare per mari incogniti, di visitare territori disabitati e di allacciare rapporti con esseri splendidi, senza bisogno di lasciare il suo laboratorio. Fu in quel periodo che prese l'abitudine di parlare da solo, vagando per la casa senza badare a nessuno, mentre Ursula e i bambini di rompevano la schiena nell'orto per coltivare il banano e la malanga, la manioca e l'igname, la ahuyama e la melanzana. Improvvisamente, senza alcun preavviso, la sua febbrile attività si interruppe e fu sostituita da una specie di allucinazione. Rimase come stregato per parecchi giorni, continuando a ripetere a se stesso a bassa voce una filza di soprendenti congetture, incapace egli stesso di dar credito al proprio raziocinio. Alla fine, un martedì di dicembre, verso l'ora di pranzo, esplose in un colpo solo tutta la carica del suo tormento. I bambini avrebbero ricordato per il resto della loro vita l'augusta solennità con la quale il padre si sedette a capotavola, tremante di febbre, consunto dalla veglia prolungata e dal fermento della sua immaginazione, e rivelò la sua scoperta: "La Terra è rotonda come un'arancia." Ursula perdette la pazienza. "Se devi diventare pazzo, diventalo per conto tuo" gridò. "Ma non cercare di inculcare ai bambini le tue idee da zingaro." Gabriel García Marquez, Cent'anni di solitudine , Oscar Mondadori, Mondadori, Milano 1982, p.56
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Batman in SUV Wednesday, March 31st, 2004 Va bene: Bruce Wayne è un multimilionario. Va bene: il suo alter ego, Batman, è un eroe americano. Ma dargli un SUV grande come una petroliera, che consuma come una petroliera e che inquina come una petroliera mi sembra un tantinello troppo. Posted in Movies | No Comments » Reminder Wednesday, March 31st, 2004 Volevo ricordare ai gentili blogspettatori che stasera, su Italia1, alle ore 2300, va in onda Six Feet Under, mentre su Rai2, alle 2255, va in onda The Dead Zone. Buona visione. E ora scusate: corro ad impostare il timer del VCR per 6FU. Posted in General | No Comments » Non l'avrei mai detto Wednesday, March 31st, 2004 Infatti, lo dicono loro: non sembra esserci una connessione tra il download di file musicali da servizi P2P e il calo di vendite dei CD. In particolare:Consumption of music increases dramatically with the introduction of file sharing, but not everybody who likes to listen to music was a music customer before, so it's very important [...] Posted in Music , News , Rants | No Comments » Polvere di (blog)Stelle Tuesday, March 30th, 2004 Era una notte buia (ma no?) e tempestosa (beh, tira vento e pioviggina), quando alla radio varie voci a me note si spargevano nell'etere cosmico (e nella fibra ottica della dorsale Milano-Palermo). Era una notte in cui nascevano blogstar.Ora rimane da vedersi una cosa: e se li insultassi? :-) Posted in General | 4 Comments » Fatality! Monday, March 29th, 2004 Socci e Baget-Bozzo. Cazzo, una combo! Posted in General | 6 Comments » Custom Service Monday, March 29th, 2004 Luciana Litizzetto è una piccola, grande, comica. I suoi personaggi, come Minchiassabbri, Lolita, la Nives, sono parte della storia dei comici televisivi. La ricordo con Bisio e la Cenci a Cielito Lindo, su RaiTre, anni fa, molto prima di Zelig. La ricordo a Ciro, il figlio di Target, dove è apparsa per la prima volta [...] Posted in Fun , Television | No Comments » Constitution Sunday, March 28th, 2004 Mentre si (ri)avvia il processo costituente in Europa (dopo la parentesi farsesca del semestre di presidenza italiana), il mio babbo virtuale dà il meglio di sé nello stendere la nuova costituzione italiana sotto l'ombra del biscione. E si avvia, anche lui, lungo il cammino per la blogstarizzazione. Posted in Blogback | No Comments » Questione di Feeding #2 Sunday, March 28th, 2004 Rimbalzo da Chettimar la lodevole iniziativa per l'utilizzo dei feed (RSS, possibilmente) sui blog. Con una modifica: sarebbe bello avere i feed completi. Il perché è semplice: aprire un aggregatore è molto più semplice che aprire ventimila istanze di un browser (per i poverini che usano quella patetica scusa di browser che si chiama Internet Explorer) [...] Posted in Web , Blog | 10 Comments » Upgrades Friday, March 26th, 2004 Sto provando l'X-Server di freedesktop.org (il collective effort per una standardizzazione del desktop su Linux), che permette di fare alcune cose molto carine, come la trasparenza dei widget. Un esempio è questo: Clickare sull'immagine per ingrandirla. In questo stesso momento, sto usando un'istanza di Firefox che viene visualizzata su questo X-Server (mentre in background gira quella normale, [...] Posted in General | No Comments » Split-up Friday, March 26th, 2004 Da un paio di giorni è in atto una discussione (anche abbastanza accanita) sul possibile split della gerarchia Usenet it.comp.os.linux.*. Da un lato, c'è la volontà di creare dei gruppi dedicati alle distribuzioni di Linux (ad esempio, it.comp.os.linux.debian e it.comp.os.linux.redhat), per ridurre il traffico sugli altri gruppi. Dall'altro, c'è una più radicale visione della gerarchia, [...] Posted in General | 5 Comments » You know what they say: "To save the world... Friday, March 26th, 2004 ... you have to push a few old ladies down the stairs." C'è gente, a questo mondo, che si diverte nel recuperare vecchie cose. Vecchi mobili, vecchi dischi, vecchi libri. Il sottoscritto si diverte a recuperare vecchi computer e vecchi videogiochi. Soprattutto questi ultimi. Purtroppo, i computer moderni, vuoi per cambiamenti hardware, vuoi per cambiamenti software, spesso [...] Posted in General | 1 Comment » Six Feet Under Thursday, March 25th, 2004 Devo ancora metabolizzarlo, ma è sicuramente quanto di più ben fatto si veda in televisione, oggigiorno. Sul lato RAI, invece, altri insulti (e si sta sfiorando il moccolo a Delta di Dirac): hanno trasmesso un nuovo episodio di The Dead Zone, e non una replica del secondo episodio della prima stagione. Fortuna che avevo deciso di [...] Posted in General | No Comments » Ambient-a-portér Wednesday, March 24th, 2004 Grazie a Luca Sofri, leggo sul Corriere online questo articolo sul problema della sovrapopolazione, scritto durante la conferenza COP9 sul clima, svoltasi a Milano lo scorso dicembre. Nell'articolo è esposto un fatto che si potrebbe tranquillamente definire allarmante: Se la fertilità continuerà a manifestarsi come oggi - dicono gli esperti - gli abitanti del pianeta nel 2300 [...] Posted in General | 5 Comments » TOW The Girls Move Out Wednesday, March 24th, 2004 Il microbloggiallo si prende i suoi (giusti) spazi, e le ragazze si prendono il dominio, da vere blogstar. Il prossimo passo sarà la conquista del mondo? Posted in General | No Comments » Fatemi capire bene... Wednesday, March 24th, 2004 ... per avere 200 hit in un giorno, finire nella hitlist di skip intro, e avere un post commentato dal griso devo prendere un po' per il culo i neoconi? Allora è vero che la blog-sphere è a maggioranza sinistrorsa. :-) Beh, conoscere anche un paio di blogstar aiuta. ;-)
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3. È usato in questo senso nel N.T.: « . . . in base alle tue parole sarai giustificato dikaiwqh/s$ e in base alle tue parole sarai condannato katadikasqh/s$ » (Mt 12, 27) 4. Lo stesso contrasto si trova in Rm 8, 33 « Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica » Qeo\j o( dikaiw=n (citazione da Is 50, 8). 5. C'è qualcosa di più: questo verbo aveva subito una estensione del suo significato quando veniva usato per indicare l'azione di Dio: a) Is 45, 25 (nella LXX) « Nell'Eterno sarà giustificata dikaiwqh/setai e si glorierà tutta la progenie di Israele » - qui il testo esce dal linguaggio di tribunale. b) essere giustificato, essere glorificato = trovare salvezza. 6. In Gesù: a) Ritroviamo questo concetto in un detto di Gesù (Lc 18, 14) sul pubblicano: « Io vi dico che costui e non l'altro (il fariseo) tornò a casa sua giustificato dedikaiwme/noj » b) Anche qui il significato forense è stato abbandonato: essere giustificato significa trovare benevolenza presso Dio: « Io vi dico che questo uomo se ne tornò a casa come uno la cui preghiera è stata esaudita ». 7. Anche in Paolo l'uso di questo termine va molto oltre la sfera legale, anche se l'aspetto forense non è del tutto scomparso. a) Rm 8, 33: vi è qui l'immagine del processo giudiziario con citazione di Is 50, 8 « Chi condannerà? È Dio che assolve » dikaiw=n - il riferimento soteriologico domina il discorso di Paolo. b) L'attivo dikaio/w = concedere grazia e beneficio; il passivo dikaiou/sqai = trovare grazia e benevolenza. c) L'immagine della procedura giudiziaria è lontana, specialmente quando parla di una giustificazione appartenente al passato « . . . se Abrahamo è stato giustificato (ha trovato grazia) per le opere » e)dikaiw/qh (Rm 4, 2) . d) A proposito della fede di Abramo non si può parlare di argomenti giudiziari, ma piuttosto di concessione di grazia divina. Rm 5, 1 « Avendo trovato grazia dikaiwqe/ntej in virtù della fede, noi siamo in pace con Dio . . . ». Rm 5, 9 « Poiché abbiamo trovato grazia dikaiwqe/ntej nel suo sangue . . . ». La giustificazione di Dio è un effusione di grazia che oltrepassa la sfera legale. 8. Nel sostantivo dikaiosu/nh tou= Qeou= la giustizia di Dio non può sfuggire l'aspetto salvifico. a) Nei Salmi e nel Deutero Isaia sidhqath Jahwé (= giustizia di Dio) significa alternativamente salvezza di Dio e grazia di Dio. b) Questo è l'uso che ne fa Paolo e pertanto Rm 1, 17 va tradotto: « . . . in esso (l'Evangelo) la salvezza di Dio ( non la giustizia ) è rivelata da fede a fede ». 9. Quindi, come dikaiosu/nh tou= Qeou= è la salvezza di Dio, così dikaiou/sqai deve essere reso trovare grazia presso Dio. B. Veniamo alle parole ek pi/stewj dia pi/stewj "per fede". 1. Quando Paolo parla della dikaiosu/nh di Dio, cioè della salvezza di Dio, della concessione da parte di Dio della sua Grazia, concentra l'attenzione su Dio: ciò che importa è la benevola disposizione di Dio a concedere la Sua Grazia. 2. Quando avviene questo? Paolo risponde: un uomo è giustificato, trova grazia, mediante la fede. 3. Lutero ha aggiunto, nella sua traduzione di Rm 3, 28 una parola "sola": « Noi concludiamo perciò che un uomo è giustificato soltanto dalla fede ». Sebbene criticato per questa aggiunta, aveva ragione lui: caratter-stica della lingua semitica (e Paolo era ebreo, e le sue lettere ne tradiscono il carattere giudaico) la parola solo o soltanto è generalmente tralasciata (es. Mc 9, 41 « chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua . . . » anche solo . . . ). 4. Col termine "fede sola" (sola fede) si vuole dire che la fede è l'unico modo per trovare la grazia di Dio. 5. Quando Paolo fa questa affermazione, lo fa in contrapposizione al trovare grazia mediante le opere - grazia mediante la fede o - grazia mediante le opere la dottrina della giustificazione non può essere intesa senza questa antitesi. 6. In contrapposizione alla concezione base del Giudaismo secondo la quale si incontra la grazia di Dio con l'adempimento della Sua volontà. a) Anche Paolo aveva questa mentalità prima di incontrare Cristo. b) In quella occasione si rese conto che è pura illusione credere che l'uomo possa sostenersi di fronte a Dio con le sue sole forze. c) Da quel momento sosterrà che non è l'osservanza della legge la strada che porta alla salvezza, bensì la fede: « noi riteniamo che l'uomo trova grazia mediante la fede, senza le opere della legge . . . vi è un solo Dio che grazierà il circonciso per fede e anche l'incirconciso mediante la fede » (Rm 3, 28.30) « . . . colui che non opera, ma crede in Colui che giustifica (dà grazia) l'empio, la sua fede gli è imputata come giustizia » (Rm 4, 5) « . . . l'uomo non è giustificato (graziato) per le opere della legge, ma per mezzo della fede in Gesù Cristo . . . poiché nessuna carne sarà giustificata per mezzo della legge » (Gl 2, 16). 7. Ma se la giustificazione è data per la fede, non ci troviamo nuovamente di fronte a una "conquista" che determina la benevolenza di Dio? a) Sì, è una conquista. Ma non è una conquista mia, o nostra, ma di Cristo che l'ha compiuta sulla croce! b) Questa è la sua conquista: Cristo è morto per me sulla croce ed « io sono stato crocifisso con lui » (Gl 2, 20). c) La fede "afferra" l'opera di Cristo e la porge a Dio e questo è l'unico modo per ottenere la grazia di Dio. 8. Ciò è contro ogni regola della legge umana, ma il mistero si chiarisce se si considera chi viene giustificato: l'empio, il peccatore, che merita la morte perché porta la maledizione di Dio « . . . tutti quelli che si fondano sulle opere della legge sono sotto la maledizione perché sta scritto: "maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della Legge per praticarle" » (Gl 3, 10). a) A lui è offerta la benevolenza di Dio "per grazia", come dono gratuito « . . . tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la Sua grazia mediante la redenzione che è in Cristo Gesù » (Rm 3, 23-24). 9. Questa grazia, poiché non dipende dalla legge mosaica, non conosce limiti o restrizioni, può includere chiunque, anche i Gentili: « Davide stesso proclama la beatitudine dell'uomo a cui Dio imputa la giustizia, senza opere, dicendo: "Beati coloro le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. Beato l'uomo a cui il Signore non imputerà il peccato" » (Rm 4, 6-8) 10. La giustificazione è il perdono, ottenuto per amore di Cristo. Torna all'indice pagina 2. GIUSTIFICAZIONE E NUOVA CREAZIONE A. Se facciamo un elenco dei passi paolini in cui ricorre la formula della giustificazione, facciamo una scoperta sorprendente: essa manca completamente nella maggior parte delle lettere di Paolo. 1. Le più antiche: 1a e 2a Tessalonica non ne hanno traccia: a) troviamo l'avverbio dikai/wj = giustamente in 1 Tes 2, 10 « . . . ci siamo comportati santamente, giustamente, senza biasimo verso di voi che credete » b) nella seconda (2 Tes 1, 5ss) il giudizio di Dio è detto: « . . . giusto giudizio di Dio . . . » perché è imparziale. c) Questi passi non hanno nulla a che fare con la dottrina della giustificazione. 2. In Galati, che cronologicamente è la lettera successiva, la formula della giustificazione dalla fede appare per la prima volta, in contrapposizione alla giustizia dalla legge. Gl 2, 21 « Io non annullo la grazia di Dio, poiché se la giustizia si ha per mezzo della legge, allora Cristo è morto invano »; Gl 3, 21 « . . . se fosse stata data una legge capace di dare la vita, allora veramente la giustizia sarebbe venuta dalla legge »; Gl 5, 5 « Noi infatti in Spirito, mediante la fede, aspettiamo la speranza della giustizia ». 3. Nella lettera ai Corinzi il termine dikaiosu/nh ha il senso di salvezza, solo una volta ha il senso di essere giustificato (1 Cor 6, 11: « tali eravate già alcuni di voi, ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù e mediante lo Spirito del nostro Dio ») 4. Troviamo invece con grande frequenza la formula in Romani. 5. Ma è assente dalle epistole della cattività: Filippesi, Efesini, Colossesi, Filemone. 6. La troviamo solo in Filippesi 3, 9 dove è in contrapposizione con la salvezza per mezzo della legge: « . . . ho perso tutte queste cose e le ritengo spazzatura per guadagnare Cristo e per essere trovato in Lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede in Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede » (Fl 3, 8-9). 7. Le Pastorali non contengono la formula completa, sebbene Tito 3, 7 usi la variante: « . . . giustificati per la sua grazia . . . ». 8. Quindi la formula completa "giustificazione dalla fede" è limitata a Galati, Romani e Filippesi (un solo versetto). Come si può spiegare? 9. Questa dottrina si trova solamente dove Paolo polemizza contro il Giudaismo. B. Come viene concessa la giustificazione? Come fa Dio ad accettare l'empio? 1. Questo dono viene concesso nel battesimo: ciò si deduce da quei passi in cui il verbo essere giustificato è accompagnato da termini e formule battesimali: 1 Cor 6, 11 « . . . ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati . . . » Gl 3, 24-27 « . . . la legge è stata il nostro precettore per portarci a Cristo, affinché fossimo giustificati per mezzo della fede. Ma, venuta la fede, non siamo più sotto precettore, perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù. Perché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo » Tt 3, 5-7 « Egli ci ha salvato non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, affinché giustificati per la Sua Grazia, fossimo fatti eredi della vita eterna, secondo la speranza che abbiamo » 2. Paolo non accenna in modo più esplicito il legame fra giustificazione e battesimo poiché l'espressione "per fede" comprende già il battesimo: a) è l'abbreviazione di una espressione più lunga; b) il legame tra giustificazione e battesimo è così pacifico e naturale per Paolo che non ritiene di dover spendere molte parole per affermare che è nel battesimo che Dio salva chi crede in Cristo Gesù. C. Paolo era un missionario e nella sua attività il battesimo era l'atto decisivo per mezzo del quale chi accettava la Buona Novella (Giudeo o Gentile) e voleva entrare nella comunità cristiana, era inserito fra coloro che appartenevano a Gesù e lo riconoscevano come Signore. 1. L'importanza del battesimo è costantemente messa in evidenza negli scritti di Paolo, che usa diverse immagini per illustrarne il significato: 2. Quando siete battezzati voi siete lavati, purificati, santificati, venite sepolti nell'acqua associandovi alla morte e resurrezione di Cristo. 3. In questo modo il credente si riveste di Cristo e viene incorporato nel Suo corpo, viene adottato e diventa figlio di Dio. 4. I cristiani sono, quindi, i veri circoncisi (con una nuova circoncisione non materiale, ma spirituale) e diventano membri del vero popolo di Dio: diventano cittadini del Regno di Dio. D. La formula giustificazione per fede è una di queste illustrazioni: descrive la grazia che Dio accorda nel battesimo ricorrendo ad una immagine presa dal mondo giuridico; significa: 1. La grazia consiste nel gratuito perdono di Dio. 2. È in contrasto col Giudaismo che, invece, riteneva il perdono ottenibile attraverso l'osservanza della Legge. E. Ne consegue che la dottrina della giustificazione per fede non deve essere staccata dalle affermazioni sul battesimo: sia che usi l'immagine giuridica, sia le altre immagini (lavacro, purificazione, sepoltura, rivestimento, adozione, circoncisione, ecc.); pur sottolineando vari aspetti del perdono, Paolo afferma un concetto importante: l'uomo non fa nulla, è Dio che fa tutto, l'uomo attraverso la fede, deve solo "accettare" o rifiutare. 1. Ognuna di queste immagini illustra un aspetto di questo concetto. 2. Perciò nessuna di esse può essere isolata dalle altre, altrimenti si rischia di arrivare a conclusioni errate. 3. Non si tratta quindi di un semplice atto giudiziario attraverso il quale l'empio diventa giusto. 4. Ma si tratta invece di una radicale trasformazione del peccatore che, per mezzo della fede, riesce a cambiare, a convertire se stesso e riceve, nel battesimo, lo Spirito che lo trasforma in una nuova creatura. 5. La giustificazione per fede è una delle immagini usate da Paolo per interpretare il battesimo. F. Il comune denominatore di tutte le affermazioni sul battesimo è l'azione gratuita di Dio che produce una nuova creazione (Gl 6, 15) « In Cristo Gesù né la circoncisione né l'incirconcisione hanno alcun valore, ma l'essere una nuova creazione kti//sij », « Se uno è in Cristo, egli è una nuova creazione kti/sij , la vecchia è scomparsa, ecco la nuova è apparsa » (2 Cor 5, 17). G. Chi è incorporato in Cristo non rimane immutato: 1. Cristo diventa la sua vita: « . . . perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo, che è la nostra vita, apparirà, allora anche voi apparirete con lui in gloria » (Cl 3, 3s). 2. Cristo è la sua pace: « . . . Egli è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione » (Ef 2, 14). 3. Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo amato Figlio ( Cl 1, 13). H. La nuova vita in Cristo si rinnova continuamente nella Cena del Signore (eucarestia, comunione) (1 Cor 10, 16). 1. Comunione, partecipazione, con il corpo e il sangue di Cristo, cioè con la sua morte. 2. Annuncio della sua resurrezione e del suo ritorno: « . . . voi annunciate la morte del Signore finché egli venga » (1 Cor 11, 26). I. In quanto anticipo, ante donazione, della salvezza definitiva, la giustificazione è proiettata verso il futuro. 1. È un possesso presente: « giustificati dunque per fede, abbiamo pace presso Dio . . . » (Rm 5, 1). 2. Tuttavia, allo stesso tempo, si colloca nel futuro: « perché, mediante lo Spirito, per fede, noi attendiamo la speranza della giustizia » (Gl 5, 5). 3. Non è un possesso inerte, ma piuttosto impone un'obbligazione: il dono di Dio non può andare perduto, la giustificazione ha dunque luogo nella tensione fra possesso e speranza: « Dio mostra il suo amore per noi in quanto che mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Molto più, dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall'ira per mezzo di lui » (Rm 5, 8-9). 4. È perdono nel senso più pieno, non solo copre il passato, è anticipazione della salvezza piena, finale, è una nuova creazione dello Spirito di Dio. Torna all'indice pagina 3. ORIGINI DELLA DOTTRINA PAOLINA DELLA GIUSTIFICAZIONE A. È stato sostenuto che alcuni testi trovati a Qumran anticipano quanto Paolo dirà sulla giustificazione. B. Vi è una sorprendente somiglianza nel salmo finale del Manuale della Disciplina (I QS 11, 21): " Ma per me la mia giustificazione (mispati) appartiene a Dio e nella sua mano è l'irreprensibilità della mia condotta insieme alla rettitudine del mio cuore e nella sua giustizia la mia trasgressione sarà cancellata . (11, 2s) Dalla fonte della sua giustizia viene la mia giustificazione (mispati), una luce nel mio cuore dai suoi meravigliosi misteri (11, 5). Se io incespico in carne peccatrice, la mia giustificazione (mispati) rimarrà eternamente per la giustizia di Dio (11, 12) Per le sue grazie egli mi lasciò avvicinare e dalle sue manifestazioni graziose viene la mia giustificazione (mispati), per la giustizia della sua verità egli mi ha giustificato ". C. Tuttavia si tratta di un'errata interpretazione in quanto mispat, sia nell'A.T. che nel tardo ebraismo non significa giustificare l'empio. 1. Lo studio della parole usate in parallelismo con mispat dimostra che si tratta della decisione gratuita di Dio sulla condotta della vita di colui che prega. 2. Questa decisione è realizzata da Dio quando si lascia avvicinare (termine tecnico usato per l'ingresso nella comunità) dal supplicante rendendogli la condotta irreprensibile in perfetta ubbidienza della Torah, cosa che l'uomo non può raggiungere da solo. 3. Pertanto mispat non è la giustificazione dell'empio, ma piuttosto predestinazione al cammino della perfetta ubbidienza alla Torah. D. Un altro esempio lo troviamo nel commentario di Habacuc (I Qp Hab.) Hab. 2, 4: « Ecco, la mia anima si è inorgoglita in lui, non è retta, ma il giusto vivrà per fede » 1. Il commentario dice: " L'interpretazione (di questo versetto) concerne tutti coloro che compiono la Legge nella casa di Giuda (e) coloro che Dio salverà dalla casa del giudizio (finale) a motivo della loro fatica e della loro fedeltà al Maestro di Giustizia " 2. Paolo invece interpreta così questo passo: Dio concede la vita all'empio che rinuncia ad ogni autoaffermazione e crede in Gesù Cristo. E. Un altro, prima di Paolo, aveva affermato che l'osservanza della legge e le opere pie con contano per Dio, che non vuole avere a che fare col giusto, bensì col peccatore: Gesù. 1. « Io non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori » (Mt 9, 13). Paolo dice: « l'empio è giustificato ». 2. Gesù: « Beati i poveri »; Paolo: « siamo giustificati per grazia ». 3. Gesù: « lasciate che i morti seppelliscano i morti »; Paolo: « colui che è giustificato per fede avrà vita ». 4. Nella parabola del fariseo e del pubblicano, Gesù conclude: « Questo uomo (il pubblicano), vi dico, andò a casa giustificato, e non l'altro » (Lc 18, 24). F. La dottrina della giustificazione, e anche la terminologia di un perdono escatologico anticipato, risale a Gesù.
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Si è chiuso il sipario. E come ogni anno, tiriamo un sospiro di sollievo: finalmente è finita! E per fortuna, è finita alla grande! Alcune cose, in ordine sparso. VOTO DEL PUBBLICO: onore ad "Assicurazione sulla vita", che ha sbaragliato la concorrenza... ma complimenti anche ai corti che si sono piazzati immediatamente dopo. In ordine, nella top ten: Il provino / Un giorno da re / Crudo / Kamikaze / Solidarietà / Mr. Mille / Processo alle intenzioni / Sei quello che mangi / Il bastone e la carota ESCLUSI: Volevo fare anch'io qualche nome, come Gianni. In realtà penso sia una lista parecchio lunga, ma ci provo. Burkina Faso: per il montaggio che lascia la parola alle immagini. Imprevisti: racconta la speranza con semplicità. Sulla riva del lago e Unconventional toys: due ottimi lavori, veramente... a mio parere, decisamente sopra la media! Na sciurnata longa: una piccola perla! Un giorno da re: poesia, ma di quella fatta bene. L'urlo: angosciante, colpisce il bersaglio. Strada+caldo: un po' Quentin, ma piacevole. L'odore del tempo: nella sua assurdità, secondo me era geniale... La penultima puntata: molto bello! ...ce ne sarebbe ancora qualcuno notevole, ma non vorrei esagerare. STAFF: Qui molti non si sono mai fatti vedere, forse perchè sono un po' timidi. Ma vorrei complimentarmi con tutti. Ci provo: Bernardo, Elena, Fabio F, Fabio P, Gianni B, Gianni P, Giulia, Luca, Maria Grazia, Samir, Sara, Walter. VINCITORI: delle persone molto piacevoli e disponibili, è stato molto interessante ascoltarli e confrontarsi con loro. Complimenti per le opere, ma complimenti soprattutto alle persone. A prestissimo, luca@fiaticorti.com 07/12/2004 - Stefano Terenziani non finisce mai di stupirci!!!! Alleghiamo la divertente mail di Stefano Non c'è niente da dire, tutto era come doveva essere, a parte la serata finale che era molto più divertente di quanto uno si possa aspettare da cerimonie di questo genere. Consigli? Uno solo: Continuare a crescere senza prendersi troppo sul serio, con ironia come sapete fare voi. Considerando per un premio chi fà cose quasi professionali, per gli indubbi meriti e per mostrare a chi è all' inizio un possibile modello da raggiungere, ma premiare anche chi ancora costruisce con approssimazione per incoraggiare le idee e la volontà e per ricordare ai "professionisti" che a volte non bastano i mezzi senza le idee o il talento. Grazie ancora per TUTTO! Un saluto da tutta la mia famiglia Stefano Alessandra Erica Yvonne P.S. in allegato la potete vedere, da sinistra verso destra: STEFANO TERENZIANI (il papà) ERICA YVONNE TERENZIANI (la figlia e futura stella del grande schermo!) ALESSANDRA BOSI (la mamma e autentico segreto del nostro successo!) ATTENZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! La foto è protetta dalle leggi internazionali contro la pirateria e se ne vieta l'uso, l'abuso, la riproduzione, il commercio, la stampa, la ristampa, la pubblicazione, la trasmissione in qualsiasi forma, la distribuzione, la coagulazione, lo scolorimento e qualche volta anche la visione a meno che a farlo non siamo espressamente i ragazzi del PROGETTO GIOVANI DI ISTRANA. VIVA IL CINEMA. 06/12/2004 - Serata Finale Bella seratina quella di Venerdì sera. Circa duecentocinquanta persone, tre ore di serata, sei corti mostrati più uno spezzone di circa tre minuti per menzione e poi una carrellata di facce giovani che salivano sul palco a ritirare il premio in vetro e titanio. Applausi e risate. Questa è stata la serata finale della quinta edizione. Noi organizzatori siamo soddisfatti di come è andata. E' stato bello conoscere di persona i vincitori, la loro semplicità e disponibilità, quanto basta per augurargli i migliori auspici per la loro passione. Non nascondo che la vetrina della serata finale ha lasciato fuori un sacco di ottimi autori, registi ed interpreti che non hanno ricevuto nessun riconoscimento ed anche a loro va un "in bocca al lupo". Personalmente, adesso, posso fare anche qualche nome oltre ai vincitori: l'idea di Milo Busanelli mi è piaciuta molto, Claudia Cipriani per la sensibilità di Danae, l'amico di fiaticorti Piero Cannata, "Hable con ella" per la forza delle immagini, "Imprevisti" di Marco Gandolfo, "Io amo la mia auto" perchè ha fatto ridere il pubblico in sala, "Kamikaze" di Fabrizio Ancillai, la poesia de "La clava al chiodo", la semplicità di "Megalomania", indubbiamente "Mi manchi" di Massimiliano Mauceri, le immagini di "Ossacuore", la professionalità di Matteo Rovere di "Sulla riva del lago", L'angelo, la protagonista di "Tutù" !!! , Un fiore di Gauguin, Ciro De Caro. E' il momento di tirare le somme su questa edizione, qualche novità ce l'abbiamo già in mente comunque adesso ci prendiamo un bel periodo di ferie!!! A presto! Gianni Billio gianni@bioillogic.com 02/12/2004 - Countdown! Poco più di un giorno, e anche la quinta edizione di FiatiCorti potrà essere "archiviata"! Ultimamente siamo stati latitanti su queste pagine, ma i preparativi procedono senza sosta. Le ultime due giornate di rassegna sono andate molto bene: sedie esaurite e, soprattutto, pubblico soddisfatto! Adesso speriamo in una buona giornata senza nebbia per domani sera... :-) luca@fiaticorti.com Link: www.alcuni.it/ 16/11/2004 - Ormai fa buio presto... ...parto dal lavoro per tornare a casa, e sul tragitto fino alla stazione hanno già passato una bella mano di "scuro". Comunque va bene cosi', mi piace camminare in mezzo a luci sintetiche. FiatiCorti, intanto procede. Un pesante meccanismo che come ogni anno mettiamo in moto a fatica, ma che poi ci trascina... un'inerzia intrinseca, grazie alla quale sembra quasi dotato di vita propria. Anche la seconda rassegna è andata, e inizia a delinearsi il famoso "voto del pubblico" che molto spesso viene considerato molto più importante del giudizio dei critici... ancora due settimane di pazienza e avrete il responso! :-) Nel frattempo la giuria è al lavoro...non possiamo ancora dirvi niente, ovviamente, ma ci tenevo a riferirvi un commento: "Quest'anno il livello medio sembra decisamente più alto!". Complimenti a voi autori, dunque. Senza voler nulla togliere ai "campioni" dell'anno scorso... nel 2003 sono arrivate alcune vere perle! Il mio preferito? Bhe', posso anche dirlo... il mio voto è sempre stato per "Gara di salto sulle uova". E l'anno prossimo vi dirò per chi avrei votato quest'anno :-))) Ultima nota: affluenza record già alla seconda serata di rassegna! Siamo contenti per FiatiCorti, ma più in generale siamo contenti che finalmente la gente inizi a tenere in considerazione anche i cortometraggi... luca@fiaticorti.com 08/11/2004 - Prima serata di rassegna Tecnicamente è andato tutto bene, i dvd quest'anno fanno nettamente la differenza, pubblico entusiasta... non male, una trentina di persone in sala ma ormai sappiamo che la prima serata è sempre la più avara di pubblico, ma visto lo striscione in pieno centro a Treviso temiamo che i 99 posti non basteranno per le altre serate di rassegna. Sindaco, regalaci un cinema per il prossimo anno! 02/11/2004 - La rassegna Fiaticorti è arrivato nella fase più impegnativa: la realizzazione della rassegna Fiaticorti. Sarebbe facile e fin troppo bello poter mostrare tutti i cortometraggi che ci sono arrivati, circa 160, ma purtroppo l'amministrazione comunale e gli impegni di noi volontari non ci permettere di fare una rassegna che duri per più di quattro serate. Dobbiamo quindi fare una selezione delle opere da far vedere, posizionandole in modo che si alternino temi non troppo allegri a storie più leggere. Un paio di anni fa abbiamo avuto la bella idea di mettere "Foglie di cemento" come ultimo corto di una serata... la gente è andata a casa piangendo! E' un corto molto bello e riuscito perchè ha dato emozioni... ma era meglio se lo mettevamo ad inizio serata... Questo ci ha resi più attenti alla scelta dei corti da far vedere. Come ogni anno ci sarà qualcuno a cui non piacerà la scelta dei corti ma purtroppo, ripeto, dobbiamo adeguarci ai tempi (2 ore di corti sono il limite per non stancare troppo) e rendere le serate il più possibile piacevoli a tutti i tipi di utente. Aspettiamo comuque critiche e consigli! Gianni 08/10/2004 - mille impegni Sono qui al lavoro, ma non riesco a concentrarmi. La testa torna continuamente ai mille impegni che come sempre caratterizzano il dopo estate. Essenzialmente relazioni di lavoro, progetti musicali, e ovviamente, Fiaticorti. Direi, attualmente, un buon 70% Fiaticorti! Oltre al "banale" (ma lunghissimo) lavoro di catalogazione, ci sono molti altri aspetti che dobbiamo coordinare al meglio. Non saremo dei professionisti, ma ci teniamo comunque a non fare troppe brutte figure con voi! ;-) Rapida carellata, in ordine sparso. Continuano i contatti con la giuria, per stabilire tempi e modi: i giurati sono impazienti di poter "criticare" le vostre fatiche! L'ultima infornata di pacchi giunta in sede ci ha portato ad aumentare il numero di sessioni dedicate alla visione. Questo si traduce essenzialmente in meno tempo per la nostra vita sociale, ma per Fiaticorti siamo disposti anche a questi piccoli sacrifici! Avanzerei l'ipotesi di portare il limite di tempo massimo a 10 minuti per diminuire il carico di lavoro di questa fase l'anno prossimo... hehehe, scherzo! :-) Alcuni iter burocratici e non (patrocini, siae, pubblicità, permessi vari, ecc.) proseguono per la loro strada... e per fortuna di questo se ne occupa il buon Fabio! La questione accoglienza è invece di pertinenza della proloco locale, quindi è una boccata d'ossigeno in piu' per noi. Se poi i vincitori si troveranno a dormire sotto un ponte, però, non sarà colpa nostra :-) L'ormai rinomata statuetta fiaticorti è in lavorazione, e per il momento sotto questo punto di vista tutto sembra filare liscio. Il nostro telone per proiezioni è attualmente in prestito all'aeronautica, e visti i recenti passati, speriamo bene :-) Restano alcune cose da sistemare, come sempre, ma per il momento è tutto sotto controllo. E mi sono già dilungato abbastanza, per oggi... Vi terremo informati su come evolverà la situazione nei prossimi giorni. Il capo mi guarda storto... forse è meglio se torno a lavorare :-) A presto. luca@fiaticorti.com 07/10/2004 - Chi ha passione e voglia di fare bene, riesce a ottenere risultati eccellenti pur non avendo a disposizione mezzi adeguati. Complimenti ai film-makers amatori! Fabio 07/10/2004 - Consiglio agli autori: il prossimo anno fateci ridere... o almeno provateci! Ebbene si! se almeno qualcuno non si ammazza, non ha un parente che muore, non è solo come un cane voi non fate il corto???!! Ho capito! se continuate così il prossimo anno invece di fiaticorti facciamo FIATIFUNEBRI! :-) G. 07/10/2004 - Autunno Stavo riflettendo poco fa, di ritorno in macchina dalla "faraonica" sede di Fiaticorti... Per la gente normale, autunno significa nebbia, alberi che si spogliano per potersi vestire d'inverno, giornate sempre più corte... o anche, più semplicemente, un bicchiere di buon vino gustato comodamente seduti, osservando incantati i giochi di luce dentro al camino di casa. Bhe', da qualche anno, per me autunno non è più solo questo. Questa stagione evoca serate passate con amici a catalogare e visionare cassette (da quest'anno dovrei forse dire dvd... w la tecnologia!); a discutere, a volte, di cose più grandi di noi; a perderci, molto più spesso, in dettagli insignificanti. E mi rendo conto che è una cosa fantastica... mi piace troppo! Non nego che da una parte mi capita di odiare questa nostra creatura, Fiaticorti... quando mi rendo conto che in questo periodo vedo più spesso Gianni che la mia ragazza! :-) Però, dai... in fin dei conti ne vale quasi la pena!!! Ormai è notte fonda... e anche questo fa parte del meccanismo Fiaticorti. 150 cortometraggi a spanne. Ragazzi, vi siete dati da fare quest'anno, eh? Tutto bene comunque... forse si sente solo la mancanza di un FiatiComici! Ma al riguardo cedo la parola ad altri, per ora, visto che il monitor inizia ad ondeggiare in maniera preoccupante di fronte a me... Buonanotte, luca@fiaticorti.com Link: www.report.rai.it/2liv.asp?s=82 06/10/2004 - A cosa serve questo blog... ...sostanzialmente a niente di utile! Vogliamo solamente raccontare, come in un diario, quello che accade nell'organizzazione di una rassegna/concorso come Fiaticorti. Un "dietro le quinte" che vuole essere il più possibile divertente ma anche un pò informativo... ma non aspettatevi recensioni o consigli tecnici sul mondo del cinema! Parleremo di noi, ragazzi comuni che smanettano tra dvd, Adobe AfterEffect, pagine internet, non per fare cinema ma per farlo vedere!
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da gennaio 2004 il Centro Documentazione Educativa è confluito insieme ad altri serivizi del Comune di Modena e ad altre risorse per la scuola nel nuovo Multicentro Educativo Sergio Neri in viale Jacopo Barozzi, 172 Modena ::: I servizi, gli orari, i contatti ::: Attività Iniziative & Novità Formazione A breve on-line i corsi di formazione in programma per l'anmno scolatico 2005-2006 Documentazione e Banche dati banca dati CDE e banca dati EnCoRe progetto "Archivi nelle scuole" La storia è di tutti Nuovi orizzonti e buone pratiche nell'insegnamento della storia Modena Forum Monzani 5 - 10 settembre 2005 5° Documentaria www.comune.modena.it/lastoriaditutti Sezione L2 Primary Language teacher Education Autonomy and Self Evaluation Da un progetto europeo un sito rivolto agli insegnanti di inglese sull'autovalutazione delle competenze linguistiche on line test di autovalutazione bibliografie materiali ... e altro ancora a cura dell'Università di Modena e Reggio Emilia www.please.unimo.it www.strarete.it Un sito realizzato dalla commissione intercultura dell'Istituto di istruzione superiore Cattaneo di Modena progetti, materiali, bibliografie, esperienze, links, forum su integrazione e intercultura www.strarete.it Informazioni aggiornate su corsi, iniziative e attività rivolte agli insegnanti con Uno x1 il servizio di newsletter del Comune di Modena. Il servizio, offerto dalla rete civica del Comune di Modena, permette di ricevere le informazioni direttamente al proprio indirizzo di posta elettronica, gratuitatemente. Per informazioni e iscrizioni http://unox1.comune. modena.it/p1x1 Scuole Dai nidi alle superiori su MoNet il link a tutte le scuole di Modena Pubblicazioni i libri editi dal CDE Novità Vivo in Italia Quaderno di lavoro per l'insegnamento dell'italiano agli stranieri E-learning Quali scenari formativi Atti del seminario tenuto nel gennaio 2004 Autonomia "Patto per la scuola" Città di Modena Il testo completo del nuovo protocollo d'intesa stipulato tra Sindaco e Dirigenti scolastici della scuola elementare e media di Modena nel novembre 2002 Viaggio in terza classe Il quadrimestrale del centro in formato pdf nell'ultimo numero Speciale intercultura Editoriale: Il mestiere dell'insagnante Iniziative: Ritorna a marzo il convegno nazionale sulla disabilità Esperienze: Mobilità sostenibile: sette scuole per sette progetti Servizi La lingua straniera alla scuola elementare Aggiornamento, materiali, consulenze per gli insegnanti elementari di lingua straniera Sezione di educazione musicale Libri, Cd, strumenti musicali, attrezzature multimediali e altro ancora a disposizione dei docenti di educazione musicale Uno spazio per i bambini in ospedale Al Policlinico di Modena scuola, giochi e letture per i bambini ricoverati progetti, attività e orari dello spazio scuola della sala giochi Materiali on line I documenti del Consiglio comunale dedicato alla scuola (18 aprile 2005): Le politiche del Comune di Modena per i sistemi educativi e scolastici da 0 a 14 anni Linee di indirizzo per l'edilizia scolastica 2005/2009 L'italiano e le altre lingue La riforma della scuola secondaria di primo grado
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L'alta responsabilità nella bioetica e l'impegno nel contrastare condotte aberranti e leggi ingiuste per la dignità della persona. E' questo il duplice ruolo indicato dal Papa nel messaggio di ieri e ribadito stamani nel discorso rivolto all'Assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita, in occasione del suo decennale di fondazione. Sul fondamentale tema della vita, Giovanni Paolo II sottolinea “i valori essenziali non solo per il fedele cristiano ma anche per l'essere umano come tale”. “ Sempre di più emerge l'imprescindibile legame della procreazione di una nuova creatura con l'unione sponsale”. “Questo disegno del Creatore – spiega il Santo Padre - è inscritto nella natura stessa fisica e spirituale dell'uomo e della donna e, come tale, ha valore universale”. “L'atto in cui lo sposo e la sposa diventano padre e madre attraverso il reciproco dono totale – dice il Papa - li rende cooperatori del Creatore nel mettere al mondo un nuovo essere umano”. “Un gesto così ricco che trascende la stessa vita dei genitori, non può essere sostituito da un mero intervento tecnologico”. “Compito dello scienziato – ricorda Giovanni Paolo II - è piuttosto quello di investigare sulle cause della infertilità maschile e femminile”. “Proprio per questo desidero incoraggiare le ricerche scientifiche volte al superamento naturale della sterilità nei coniugi”. Il Papa esprime infine l'auspicio che la comunità scientifica possa ottenere confortanti progressi sulla strada della vera prevenzione e dell'autentica terapia.
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intervista-lezione di Edgar Morin (rilasciata il il 2/4/1991 nella sede della Vivarium a Napoli) L'Unità, 16 giugno 1997 Prof. Morin, per Lei il termine "razionalità" ha due accezioni: da un lato la razionalità è spirito critico, dall'altro è organizzazione logica del sapere. Vuole illustrarci questo progressivo complicarsi del concetto di razionalità? La razionalità non è qualcosa di semplice. Presuppone due dialogiche. La parola "dialogica", nel senso in cui la userò adesso, significa l'utilizzazione di principi o di argomenti complementari, ma che potrebbero anche essere concorrenti o antagonisti. Per esempio la prima dialogica è la dialogica tra il razionale, o meglio tra il logico, e l'empirico. Da un lato lo spirito umano elabora dei sistemi di idee logici, che confronta con il mondo dell'esperienza, ed è necessaria una adeguazione tra il discorso o il sistema e il mondo empirico o la sfera di esperienza alla quale si dovrà applicare. Beninteso, se c'è un eccesso di logica e le strutture logiche non corrispondono al mondo empirico, si verifica un divorzio tra il logico e l'empirico. Quindi tutto il gioco - ed è un gioco estremamente serrato, che la scienza moderna, la scienza occidentale ha sviluppato - è il gioco del logico e dell'empirico. Nessuno dei due ha la supremazia assoluta sull'altro, perché, se un sistema di idee è perfetto, se ha una grande eleganza logica, e poi si trova ad essere contraddetto dall'esperienza, bisogna abbandonarlo; ma se si resta semplicemente al livello dell'esperienza, si ha a che fare con meri dati o fatti, bisogna abbandonare anche l'idea di razionalità. L'altra logica, l'altra dialogica, è la dialogica tra lo spirito critico e lo spirito di coerenza. Da un lato la razionalità critica attacca non soltanto i miti, le religioni, gli dei, ma anche i sistemi di idee, per tentare di dissolverli; dall'altro c'è la volontà di costruire una visione coerente delle cose, dei fenomeni e al limite del mondo stesso. In quale rapporto stanno le due tendenze della razionalità, quella critica e quella volta a organizzare coerentemente il mondo? Si vede bene come queste due forze possano essere antagoniste: lo spirito critico illimitato dissolve tutto, diventa uno scetticismo generalizzato e inclina al nichilismo, dove non c'è più niente, nessuna certezza, nessuna possibilità di pensare. Uno spirito di coerenza senza limiti produce dei sistemi ammirevoli, capaci di spiegare tutto, ma che sono chiusi in sé, e, al limite, deliranti: è ciò che designerò col nome di "razionalizzazione". Dunque fin dall'inizio vediamo che la razionalità è qualcosa di instabile, che ha bisogno di strategie, di correzioni, di regolazione, di auto-regolazione e, aggiungerei, di auto-eso-regolazione, nel senso che la razionalità non si può regolare semplicemente da sé, ma si deve regolare anche in base al mondo esterno al quale si applica. Altrimenti è razionalizzazione. E che cos'è la razionalizzazione? E' la riduzione a un sistema coerente di idee della realtà che si pretende di descrivere. Che caratteristiche ha la razionalizzazione? Quale differenza c'è tra razionalità e razionalizzazione? La razionalizzazione innanzi tutto accorda il primato alla coerenza logica sull'empiria, tenta di dissolvere l'empiria, di rimuoverla, di respingere ciò che non si conforma alle regole, cadendo così nel dogmatismo. Del resto è stato notato che c'è qualcosa di paranoico che è comune ai sistemi di razionalizzazione, ai sistemi di idee che spiegano tutto, che sono assolutamente chiusi in sé ed insensibili all'esperienza. Non è un caso che Freud abbia usato il termine di razionalizzazione per designare questa tendenza nevrotica e/o psicotica per cui il soggetto si intrappola in un sistema esplicativo chiuso, privo di qualsiasi rapporto con la realtà, pur se dotato di una logica propria. In qualche modo la grande differenza tra razionalità e razionalizzazione è che l'una è apertura, l'altra è chiusura, chiusura del sistema in se stesso. Vi è una fonte comune della razionalità e della razionalizzazione, cioè la volontà dello spirito di possedere una concezione coerente delle cose e del mondo. Ma una cosa è la razionalità, cioè il dialogo con questo mondo, e altra cosa è la razionalizzazione, cioè la chiusura rispetto al mondo. Non si può mai sapere in quale momento avviene il passaggio da un sistema razionale a un sistema di razionalizzazione. Perché? Perché per un certo tempo disponiamo di un sistema esplicativo, che sembra essere dimostrato, comprovato dall'esperienza. Poi sorgono elementi nuovi, nuove acquisizioni, si scoprono fatti che contraddicono la teoria. Allora si può avere un attaccamento alla teoria, si può voler rimuovere, dimenticare, occultare gli elementi della contraddizione e, senza che ci se ne renda conto, si passa dalla razionalità alla razionalizzazione. Questo accade spesso nel caso di teorie scientifiche Come si vede, c'è un principio di ambivalenza e un principio di indeterminazione nel problema della razionalità. Da un lato la razionalizzazione, che tende a chiudersi, dall'altra la razionalità, che deve restare aperta. Potrebbe tornare sul concetto di autocritica della ragione per chiarirne il legame con la complessità della ragione? Che cos'è l'autocritica? L'autocritica è legata alla capacità di osservarsi e di oggettivarsi. Questo procedimento fa sì che l'idea di una razionalità che è capace di trovare il meta-punto di vista su se stessa sia un prolungamento, sul suo stesso terreno, dell'idea di auto-esame, o di esame di secondo grado. Direi che la moderna razionalità complessa è una razionalità del meta-punto di vista. Direi d'altra parte che la razionalità complessa parte dall'idea che non c'è adeguazione a priori tra il razionale e il reale. Parte dall'idea che la conoscenza non è il riflesso del mondo. Ogni conoscenza è al tempo stesso costruzione e traduzione: traduzione a partire da un linguaggio ignoto, a cui prestiamo dei nomi. Siamo noi che assegniamo i nomi a partire da certe qualità o proprietà che rinveniamo nelle cose. Dunque la conoscenza è una traduzione costruita e la razionalità in particolare è un modo di costruire la traduzione con un certo numero di qualità verificatrici e correttrici. A quale modello si ispira la razionalità complessa di cui parla? Da quanto ho detto si vede che questa razionalità complessa si fonda su una concezione essa stessa complessa e aperta della conoscenza. Dirò pure che si fonda su un paradigma della natura umana del tutto diverso da quello dell'"homo sapiens", poiché nel paradigma dell'"homo sapiens" l'uomo si definisce mediante la ragione e la ragione è la sua tecnica. "Homo faber, homo sapiens" è lo stesso. Ma l'uomo d'altro lato è anche "homo demens", l'uomo dei deliri, dei miti, delle follie, l'uomo dell'affettività, e non c'è frontiera tra saggezza e follia. Che vuol dire vivere saviamente? E' una vita che consiste nell'economizzare i propri sforzi, nell'evitare ogni rischio di farsi schiacciare, nell'astenersi dal circolare, dal viaggiare, che consiste nel mangiare solo alimenti dietetici, nel non bere vino, nel non commettere eccessi. Ma è saggezza, questa? O non è piuttosto una forma di vita delirante, in cui non c'è più vita? E la vita folle è veramente folle? Consumare la vita è veramente delirio o è semplicemente vivere la propria vita? Nessuno può dire dove passa, nella vita, il confine tra saggezza e follia, e del resto - benché non sia questa la sede per approfondire il tema - dal momento che pensiamo la natura umana sotto un doppio aspetto contraddittorio e complementare, possiamo situare la razionalità nella dialogica che ne scaturisce. Ha detto Castoriadis: "L'uomo è un animale folle, la cui follia ha creato la ragione". Ciò vuol dire che noi possiamo, nonostante tutto, razionalmente, prendere coscienza di quella follia e riconoscere i limiti della ragione. Alla nostra razionalità è riservato un avvenire, a patto che essa riconosca la follia, e non soltanto la follia, ma anche il fatto che c'è comunque qualcosa di non razionalizzabile. Intende dire che esistono anche cose irrazionali? Non direi solo irrazionali, ma a-razionali. Perché c'è dell'essere piuttosto che del non-essere? L'essere è a-razionale: non è contrario alla ragione, ma non è nemmeno conforme ad essa. Ci sono molte cose irrazionali e ci sono cose a-razionali. Nella ragione stessa ci sono gli assiomi e i postulati di ogni sistema di idee che non possono essere provati, che sono indimostrabili. C'è nella ragione stessa qualcosa di non razionalizzabile - che non può essere ridotto in termini logici. I principi della spiegazione non sono spiegabili razionalmente. Questa è la conseguenza di una delle grandi scoperte, io credo, del pensiero contemporaneo, nelle scienze come nella filosofia, cioè la crisi del fondamento, la scoperta dell'assenza di un fondamento ultimo della certezza. Sappiamo e comprendiamo che ogni nostro pensiero è determinato da paradigmi, da strutture a priori che non dipendono da nessuna verifica sperimentale o empirica, necessarie per strutturare il nostro pensiero. Arriviamo così all'idea di razionalità complessa. Razionalità complessa vuol dire che la complessità è dapprima in questa dialogica del logico e dell'empirico, che deve continuare senza accordare la preminenza a nessuno dei due. La complessità è nel principio di incertezza e di ambivalenza che troviamo anche tra razionalità e razionalizzazione. La complessità è nel principio di apertura, e, direi, di dialogo, perché in fin dei conti il bello in questa avventura della razionalità è arrivare alle frontiere di ciò che è razionalizzabile, fino a ciò che non può essere razionalizzato, per tentare di sondare il mistero dell'essere. Qui siamo in rottura con il paradigma cartesiano, per esempio, per il quale la realtà doveva essere vera. La verità era qualcosa che corrispondeva alle idee chiare e distinte. Se non è chiara e distinta un'idea non può essere vera. E il poeta Boileau aggiungeva: "Ciò che si capisce bene, si enuncia chiaramente / le parole per dirlo vengono facilmente". Quando si comprende la complessità, ciò che si concepisce bene non si enuncia sempre chiaramente, e le parole per dirlo arrivano con difficoltà. Bisogna che ci sia un travaglio nel concetto e nel pensiero, perché il pensiero lotta sempre contro un materiale resistente. Il reale è ciò che resiste al pensiero, è ciò che resiste alla logica. La bellezza del pensiero è in questa lotta infinita, che è una lotta amorosa: lotta a morte e copulazione, con ciò che il mondo comporta di mistero e di irrazionalità. Si può sognare di conquistare nuovi campi alla razionalità, e ci si arriverà, ma bisogna pensare che il mondo nella sua totalità, il mondo nella sua essenza, non sarà mai razionalizzato, poiché la razionalità comporta, per principio, la sua problematizzazione.
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Che cos'è?: Meltin'Doc è un progetto che punta alla creazione di un gruppo di lavoro formato da documentaristi che possano lavorare intorno a progetti comuni. Obiettivo primario di Meltin'Doc è la realizzazione di documentari collettivi. Il secondo obiettivo è quello di creare cellule produttivamente autonome che possano attivarsi intorno ad eventi di attualità, con la massima oggettività e trasparenza. Come si partecipa?: Dopo la fase di sperimentazione, che terminerà con la realizzazione del documentario "Lo Scemo del Villaggio", i documentaristi potranno proporre a Meltin'Doc gli argomenti da trattare nei documentari collettivi. Il regista sarà semplicemente colui che curerà il montaggio del documentario e sarà scelto da Meltin'Doc. MECCANISMO OPERATIVO: Meltin'Doc comunica attraverso il sito web ed i media l'argomento del documentario collettivo. I documentaristi che vogliono partecipare girano materiale inerente l'argomento. I documentaristi fanno un premontaggio grezzo (semplice selezioni delle parti più interessanti) e lo esportano su MiniDV (max 1 ora). Qualora non dispongano di un proprio sistema di montaggi possono inviare delle semplici copie del girato. I documentaristi inviano i supporti a Meltin'Doc (potete richiedere l'indirizzo scrivendo alla nostra email). Il regista-montatore realizza il documentario raccogliendo i materiali migliori, arricchendo il documentario con l'inserimento della colonna sonora e dei sottotitoli in inglese (fondamentali per la distribuzione internazionale. Tutti i registi che partecipano al documentario hanno diritto ad una copia del documentario in formato DVD. La proprietà intellettuale e materiale dell'opera viene ripartita in percentuale tra tutti i registi che collaboreranno ad ogni singolo progetto, salvo una percentuale de 30% ad appannaggio del regista-montatore scelto da Meltin'Doc. Esempio: 30% Regista-montatore 14% Regista 1 14% Regista 2 14% Regista 3 14% Regista 4 14% Regista 5 Sempre secondo queste percentuali verranno ripartiti gli introiti provenienti dalla distribuzione. Al fine di conoscere le capacità e le peculiarità di ciascun regista, potete contattarci per inviarci i vostri showreel e i vostri documentari precedenti. Meltin'Doc condivide i principi produttivi di The Coproducers (http://www.thecoproducers.org) Come verranno distribuite le produzioni?: Meltin'Doc si attiverà per diffondere in modo capillare ma anche remunerativo i documentari, grazie a canali di comunicazione già stabiliti con i principali media e distributori, in Italia ed all'estero. Il progetto pilota: LO SCEMO DEL VILLAGGIO Chi è lo scemo del villaggio? Un malato di mente finito per strada dopo la chiusura dei manicomi, un artista incompreso ? Un inventore? Un alieno? In ogni paese, in ogni città, in ogni quartiere ce ne è almeno uno. Pensateci bene. L'avete visto passare mille volte. La prossima volta, seguitelo. Sentite cosa ha da dire. Scoprite se è come dicono tutti, se è davvero lui lo scemo del villaggio, o se i veri matti sono tutti gli altri abitanti del paese. Questo primo documentario collettivo sarà realizzato utilizzando i contributi più interessanti che arriveranno a Meltin'Doc Questo primo documentario punta a testare le potenzialità produttive di Meltin'Doc. Speriamo troviate il tema stimolante. Per info: http://www.eggworld.it/meltindoc meltindoc@email.it Infoline: +39 347 5077674
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Nacque a Isola della Scala, in contrada piazza al numero 502 (oggi via Gracco Spaziani n° 8), il 14 settembre 1881 da una famiglia di commercianti provenienti dalla trentina Val di Ledro. A Isola egli trascorre un'infanzia serena, educato "nelle linee severe di una famiglia tradizionale". Più tardi rievocherà quegli anni vissuti "nella campagna veronese dove cominciavano a muoversi le masse miserabili di contadini, perseguitate da una tragica povertà, colpite da pellagra e colera, costrette all'emigrazione dallo sfruttamento del capitalismo agrario". Qui frequentò le scuole elementari, ma già nel 1889 con la famiglia si trasferisce a Verona, dove frequenta il ginnasio-liceo Maffei e partecipa ai fermenti di vita cristiana e alle lotte sociali sotto la guida di mons. Manzini. Studiò all'Università di Lovanio, in Belgio, dove si laureò nel 1905 con una tesi, assolutamente nuova a quei tempi, sulla legislazione operaia in Italia. Nello stesso anno entra nell'Istituto "La Pace" dei Filippini di Brescia, città che sarà per lui come una seconda patria. Divenne sacerdote nel giugno 1908. Nel frattempo proseguiva la sua attività di apostolato tra i lavoratori e gli studenti, insegnando col Vangelo la consapevolezza dei propri diritti di uomini e di cittadini, partecipando alle associazioni degli intellettuali e dei giovani e organizzando, tra le perplessità di molti, le associazioni operaie femminili e le scuole di lavoro; una di queste fu istituita anche a Isola della Scala, tenuta dalle suore della Misericordia presso l'Asilo. Inoltre fondò un patronato studenti e si adoperò per la diffusione degli oratori con attività creative e sportive. Allo scoppio della grande guerra viene mandato al fronte, dove gli viene affidato il servizio di soccorso ai feriti nelle trincee dell'Ortigara. L'esperienza della guerra lo segnò profondamente. Ebbe a dire di essa che è "crisi di dignità, notte di miseria umana, follia e abisso di dolori, è un inferno inutile". La denuncia più categorica la riserva al fascismo: per la sua violenza e dottrina, per lo stravolgimento dei valori. Il fascismo, diceva, non è solo dittatura civile; è una forza anticristiana: come si può venire a patti con esso? Ben presto egli dovette infatti subire gli attacchi dei fascisti. Per sfuggire al confino si rifugia prima a Verona e poi in Vaticano, dove rimane dal '28 al '32. Durante questo periodo vive in casa di Mons. Montini, il futuro papa Paolo VI, con cui stringe una profonda amicizia. Nel 1929 Torna a Isola per predicare le missioni. Tornato nel '32 alla sua Congregazione, scrive articoli sulle riviste Humanitas, Studium e sulla rivista nazionale dei maestri Scuola Italiana Moderna, raccogliendo poi i suoi scritti in una serie di libri che diventano guida a laici e sacerdoti. Nel 1940, quando l'Italia entra in guerra, decide di partire come cappellano militare, per essere coi giovani che vanno a morire sui fronti. Definisce la guerra "un'apostasia da Cristo", in cui l'umanità sta salendo il suo calvario con la sua croce spaventosa. Compie più di venti missioni, raccogliendo morti e feriti su una nave ospedale. Congedato nel '43, torna alla sua Isola, ma dopo l'8 settembre deve imbarcarsi di nuovo verso Brindisi, dove s'erano rifugiati il re e il governo. Celebra una messa davanti all'alto comando e ai reali, pronunciando un commento al passo evangelico "beati coloro che piangono" che non sarà gradito dalle autorità. Alla fine della guerra può tornare a Brescia, dove la sua vita si svolge all'insegna della predicazione e della pastorale liturgica. Viene chiamato in tutta Italia, ed anche in Francia, dove conosce Jean Guitton, il solo laico autorizzato a partecipare alla prima sessione del Concilio Ecumenico Vaticano Secondo, che lo chiamò 'uomo del tutto straordinario, una delle colonne della Chiesa e del Concilio'. Prosegue la sua instancabile opera di animazione in un quartiere periferico della sua città, dove si ferma per sedici anni preoccupandosi, come sempre, soprattutto dei più poveri. Per la sua esperienza viene chiamato a Roma nella Commissione preparatoria del Concilio Vaticano II. Divenuto papa, il suo amico Montini non intende rinunciare alla sua collaborazione e, nel 1965, all'età di 84 anni, lo crea cardinale, titolo che egli accetta con umiltà, pur chiedendo di poter continuare a essere parroco fra la sua gente. Intanto il male cominciava a farsi sentire: il Venerdì santo svenne in chiesa. Il giorno di Pasqua volle celebrare l'ultima Messa ai suoi fedeli. All'abate don Antonio Ceriani disse: si ricordi di baciare per me il fonte di Isola della Scala, dove sono stato battezzato. Morì il 6 maggio 1965, mentre recitava il Salve Regina. Lapide posta sulla facciata dell'abitazione in via Gracco Spaziani n.8 La presente biografia è stata redatta avvalendosi dell'articolo di Vittorino Stanzial apparso nel mese di aprile 2000 sulla "Voce" e della pubblicazione "Isola della Scala e il CARDINALE GIULIO BEVILACQUA" realizzata a cura del Comune di Isola della Scala nel 1981, centenario della nascita. La foto è tratta da: "Isola della Scala, una comunità ecclesiale in cammino" a cura della Parrocchia di Isola della Scala del marzo 1969.
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TRIANGOLAZIONE AEREA - (TAM MODELLI INDIPENDENTI ) Misurazione interattiva dei Punti di Appoggio e di Passaggio Utilizzo delle tecniche di image-matching per il riconoscimento automatico dei punti omologhi Modulo aggiuntivo per l' orientamento relativo automatico Visualizzazione dei residui (X-Y-Z) e s.q.m. per ogni modello Editing in linea in modalità Mono e/o Stereo con ricerca automatica dei punti Visualizzazione grafica delle strisciate con rappresentazione dei residui e delle ellissi di errore Creazione automatica delle Monografie di tutti i punti della Triangolazione Aerea Stampa dei risultati e delle monografie
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Edito da: ADUC Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori Via Cavour, 68 - 50129 Firenze Tel. 055.290606 - Fax 055.2302452 aduc@aduc.it Anno III Numero 74 del 12 Novembre 2004 Usa. Privato e' bello? No, e' essenziale Sono sempre piu' i ricercatori che per soddisfare i bisogni della scienza scelgono di rivolgersi a organismi privati. La ricerca di fondi e investimenti e' tanto necessaria quanto piu' questa esigenza viene ignorata, monopolizzata o addirittura impedita dalle istituzioni. Negli Usa e' il National Institute of Health (NIH) a gestire il patrimonio statale destinato alla scienza, ma come spesso accade in queste situazioni, il patrimonio e' spartito secondo parametri di interesse e di ideologia. Non si spiega altrimenti la scelta di destinare alla ricerca su embrioni e cellule staminali embrionali solo 24,8 milioni di Usd, meno dell'1% del budget complessivo. Dal 2001, il fatidico anno della Scelta Proibizionista, poco e' stato fatto per incentivare gli scienziati verso questo campo della ricerca importantissimo: l'unico effetto di questa riduzione e' stata la lenta emigrazione dei ricercatori verso luoghi piu' ospitali. Per riempire i vuoti del NIH molti centri come il Children's Memorial Hospital , la Northwestern University e la University of Chicago si sono rivolti agli investitori privati, dando vita a progetti che sono un misto fra quelli approvati e finanziati dal NIH stesso ma che sopravvivono e proseguono grazie ai fondi esterni. In linea generale e' un pessimo metodo per garantire il mantenimento di un'iniziativa scientifica: due volanti sulla stessa macchina renderebbero difficile la guida anche al miglior pilota del mondo. Ma nella realta' dei fatti gli scienziati sono obbligati a tenere i piedi in piu' staffe se non vogliono vedere i loro progetti perdersi nell'oblio della burocrazia. Concorda con questo pensiero John Kessler , della Northwestern University, quando spiega: “La scienza risponde da sola a certe questioni dicendo che deve essere finanziata la ricerca. Ma e' una risposta virtuale, dal momento che il governo va a influenzare le scelte scientifiche nel momento in cui decide di non finanziarle”. La soluzione? Per i membri della sua facolta' sta nel reperire ricercatori e finanziamenti che non abbiano coinvolgimento diretto con le istituzioni; entro l'anno prossimo infatti l'universita' con sede a Chicago aprira' un centro polifunzionale esclusivamente per le cellule staminali, diretto da ricercatori esterni che compariranno come collaboratori. D'altra parte trovare finanziamenti privati non e' cosi' semplice. A parte la Juvenile Diabetes Foundation (JDF), la M.J. Fox Foundation ed altre associazioni filantropiche specifiche, non e' che gli investitori facciano la fila per pagare. Il direttore della JDF Robert Goldstein sostiene infatti che parlare con i direttori dei vari centri di ricerca e' un po' come sfondare delle porte aperte; c'e' apprensione per il proseguimento del lavoro svolto, ma anche la paura che arrivi il governo e destabilizzi lo stato delle cose. Coloro che sostengono la linea della ricerca pubblica pero' resistono e danno motivazioni di ordine etico che non vanno prese alla leggera. Mary Hendrix , direttrice del Children's Memorial e' convinta che quando una ricerca viene portata avanti grazie a fondi privati, tende a perdere la trasparenza propria del servizio pubblico: “Ogni motivo puo' essere valido per occultare certi risultati e l'impegno morale nei confronti degli utenti rischia di essere compromesso”. La Hendrix e' arrivata a Chicago insieme ad una decina di colleghi della sua equipe, dopo una lunga esperienza alla University of Iowa. Quello Stato ha da poco approvato una legge che criminalizza la ricerca sulle cellule staminali embrionali e questo ha spinto il gruppo a lavorare altrove. La posizione della direttrice del Memorial non le impedisce comunque di cercare finanziamenti privati, ma la situazione legale in cui si trova attualmente rende la cosa molto piu' coerente. “E' frustrante sia per ricercatori veterani come me, sia per i nuovi arrivati, che pur di lavorare tendono ad accantonare la medicina rigenerativa come prospettiva futura. Questo penalizza non solo gli individui nella loro sfera professionale, ma l'intero campo della ricerca che e' obbligato a crescere altrove”. A Chicago per fortuna la situazione non e' delle peggiori: al Reproductive Genetics Institute sono state create 12 nuove linee di cellule embrionali portatrici di malattie come l'anemia falciforme, la talassemia, la distrofia muscolare. Le linee, create dal dott. Yuri Verlinsky sono essenziali per la ricerca, ma il loro utilizzo si limita alla lotta contro le malattie delle quali sono portatrici e nient'altro. Kessler, il ricercatore della Northwestern, e' convinto che solo un'iniziativa pubblica di grandi proporzioni possa modificare lo stato di cose. “E' stata una sfortuna avere Bush come presidente. Ma puo' anche rappresentare un precedente storico e far capire al pubblico che le ideologie politiche non devono metter bocca nelle decisioni scientifiche”.
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Il libro-autobiografia del Nobel Richard P. Feynman (uscito nel 1985 negli States e nel 1988 in Italia) ha avuto diverse ristampe negli anni Novanta rivelandosi un grande successo nel serioso panorama nazionale. Con grande piacere lo collochiamo dunque negli eventi editoriali di questo decennio contraddistinto, per quanto riguarda il mondo librario, da tanta piattezza e da scarsa fantasia. Chi l'ha detto che gli uomini di scienza sono noiosi? Beh, non si può generalizzare. Ce ne sono di pallosi e di spiritosi, come del resto tra i commercialisti, i tappezzieri, i giornalisti, i comici, nessuna categoria esclusa. Tra gli scienziati il Nobel della spiritosaggine va comunque, insindacabilmente, al fisico americano Richard Feynman (1918-88) che per la cronaca vinse pure il Nobel, proprio il Nobel, quello di Stoccolma, nel 1965: per i suoi studi nel campo dell'elettrodinamica quantistica, insomma perché fece scoperte basilari sulle interazioni tra le particelle elementari. Robe dell'altro mondo, da entrare in sintonia con l'Assoluto. Ma la cosa buffa è che la fisica, per lui, fu quasi una seconda attività. Perché la sua prima... chiamiamola "attività", fu quella di divertirsi e di fare scherzi. E infatti, nella prefazione al libro Sta scherzando, Mr. Feynman! (Zanichelli, 1988 e ristampe successive), sottotitolo Vita e avventure di uno scienziato curioso , praticamente un'autobiografia, ecco cosa Ralph Leighton, suo amico in vita, scrive di lui: «Inoltre, il fatto che una persona sia riuscita da sola a combinare tanti guai è certo fonte d'ispirazione». Ma quali guai? Soprattutto scherzi, e in qualsiasi momento, non appena se ne presentava l'occasione. Tipo quello di lasciare la mancia sotto due bicchieri rovesciati e pieni d'acqua in modo che quando il povero cameriere cercava di prenderla... Ma perché due bicchieri? Perché... la vittima, sbagliando col primo, avesse la possibilità di redimersi col secondo. A voi che già pregustate il piacere di farlo la prossima volta che andate al ristorante, di sicuro interessa soltanto come prepararlo questo scherzo, e non come "risolverlo". A prepararlo si fa così: si riempie un bicchiere d'acqua, ci si mettono dentro delle monete da mille, si copre il bicchiere con della carta oleosa un po' robusta, si rovescia, si appoggia sulla tavola purché liscia e piano piano si sfila la carta. Per quanto riguarda la soluzione, se proprio non siete delle teste di rapa, dovete arrivarci facendo delle prove a casa. Se non ci arrivate, datevi all'ippica. Feynman scherzava con tutto: con le lingue quando fingeva ad esempio di sapere l'italiano con frasi grammelot tipo "Ronto piti cale, a tanto cinto quinta lalda / O la tinta dalla lalta, ienta puccia lalla talta!"; con le porte interne che si divertiva a rubare e a nascondere in cantina; con le casseforti che lui violava e insegnava a violare come nulla fosse, e passi all'università, ma a Los Alamos quelle a prova di tutto dove c'erano i segreti della bomba atomica, avere violato quelle suscitò davvero un bel casino! Vittima, a Los Alamos dove ebbe luogo uno Scherzi a parte ante litteram, fu un suo collega responsabile del progetto. Quando il tapino si rese conto che era tutto uno scherzo... quello che accadde lo riferisce nel libro lo stesso Feynman: «Io mi avviai prudentemente all'uscita. A dire la verità, avevo paura che mi saltasse addosso. E infatti mi corse dietro nel corridoio; invece di arrabbiarsi però, quasi mi abbracciò per il grande sollievo nel constatare che il furto dei segreti atomici altro non era che uno scherzo di cattivo gusto». Peccato che Feynman se ne sia andato. Ma ve la immaginate una rubrica di scienza da lui tenuta sul Corriere della Sera o su la Repubblica ? C'è da scommetterci che voi tutti, di punto in bianco, vi interessereste di beta e gamma, di spin e quark, di tutte quelle robe lì, e le tirature andrebbero alle stelle. Ma Feynman, dall'aldilà, continua a fare scherzi? Parrebbe di sì. A pagina 52 del libro (ristampa del 92), proprio la frase clou da cui è tratto il titolo, ha il suo bel refusetto. Manca la esse . Vi si legge infatti: "sta cherzando, Mr. Feynman?". Cherzare , un refuso o italiano grammelot per prendere in giro noi lettori italiani oltre ai suoi compagni dell'aldilà? Trattandosi di Feynman, nulla è da escludere.
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GIOCHI EUROPEI STUDENTESCHI / OGGI L'INAUGURAZIONE A MILANO Questa mattina, si è tenuta la Cerimonia d'apertura dei “Giochi Europei Studenteschi 2004” che si svolgeranno in Lombardia dal 26 al 29 maggio sotto l'egida dell'ISF (International School Sport Federation) e l'organizzazione di MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca), CONI e Federazioni sportive Nazionali. La giornata, svoltasi al Pala Madza di Milano, gremito in opgni ordine di posto, è stata accompagnata da orchestra, banda e spettacoli di danzatori, ginnasti e sbandieratori, giusto scenario, per l'inizio ufficiale dei giochi, annunciato dal Ministro della Pubblica Istruzione, Letizia Moratti. Da sottolineare la consegna all'Italia del prestigioso premio dell'ISF “Raymond Defever”, assegnato per i valori agonistici e etici esportati dalla nostra nazione nel campo sportivo internazionale. All'inaugurazione sono intervenuti, tra gli altri, il Ministro della Pubblica Istruzione, Letizia Moratti, il Direttore Generale del MIUR Mariolina Moioli, il membro della Giunta Nazionale del CONI, Michele Barbone, il presidente del CONI Lombardia Pino Zoppini, l'Assessore allo Sport della Lombardia, Domenico Pisani, il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale Lombardia, Mario Giacomo Dutto.
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La rivoluzione della concezione religiosa ad opera dei protestanti, nei primi anni del 500, non riguarderà solamente l'Europa centro settentrionale, ma in varie forme coinvolgerà, da una parte l'Europa orientale, ed in misura minore anche Francia, Spagna e Italia. Gli uomini che condussero a questo cambiamento sostanziale erano uomini di chiesa, alcuni come Lutero erano frati, ciò che inizialmente contestavano era la corruzione del clero, il potere temporale del papa e le indulgenze, la matrice antipapale e nazionale che era contenuta nella polemica contro la chiesa non poteva non suscitare le simpatie di molti signori locali, che vedevano nelle nuove dottrine religiose la possibilità di poter eliminare le ingerenze cattoliche dai propri territori. Lutero Inizialmente Lutero ancora monaco agostino si scaglia essenzialmente contro i troppi privilegi della chiesa, e soprattutto contro il meccanismo delle indulgenze, che dietro pagamento di una somma, garantisce l'assoluzione da tutti i peccati commessi in vita, rendendo superflue la confessione in punto di morte. Per Lutero l'uomo e totalmente succube della volontà di dio, sono quindi inutili qualsiasi azione o opera buona, (anche se meritevoli) ai fini della salvezza dopo la morte. La rettitudine morale e la misericordia di dio sono l'unica via di salvezza Le critiche di Lutero si scagliano contro il vescovo della basilica di san Pietro a Magdeburgo e su Johannes Tetzel predicatore domenicano, incaricato di divulgare nel regno le modalità per ottenere l'indulgenza. I due riuscivano ad ottenere grosse elargizione di denaro per un periodo della durata di otto anni, devoluti in favore della basilica di San Pietro, il ricavato ovviamente finiva per metà nelle tasche del vescovo e per metà al papa. Sintesi di questa critica sono le famose 95 tesi di Wittenberg (vedi documento allegato), testo che gli tornerà utile per catturare la simpatia di Federico “il saggio” elettore di Sassonia, stanco di vedere prosciugare dalla chiesa il denaro dei propri sudditi. Nel 1519 e negli anni successivi maturano le altre tesi, che lo allontaneranno definitivamente dalla chiesa e da ogni tentativo di riforma della stessa dall'interno. Nel 1520 la prima reazione papale di Leone X con la bolla exsurge domine, che condanna 41 delle sue tesi, intimandogli il ritrattamento entro 60 giorni, altrimenti la scomunica. Nel dicembre dello stesso anno Lutero risponde bruciando la bolla papale in pubblica piazza. Nel 1521 la seconda bolla dect romanum pontificem gli comunicano la scomunica. Nello stesso anno la nuova dottrina si diffonde nelle varie aree della Germania, tutte le classi ne sono coinvolte, Lutero coglie l'occasione per rimarcare la netta riprovazione per ogni movimento e ribellione sociale. Con la Dieta di Worms, riunita alla presenza dell'imperatore Carlo V, dell'inquisitore della Germania Alberto di Magonza, dei nunzi pontifici: la chiesa intende lanciare un attacco mortale a Lutero e alla sua dottrina, schiacciandolo definitivamente. Carlo V, che non intende inimicarsi una parte dei principi tedeschi, non reagisce come il papato spera, Lutero che partecipa alla dieta con un salvacondotto imperiale difende le sue tesi, e la fedeltà alla chiesa, ma viene messo al bando e la sua dottrina e definita eretica, ma riesce a scappare. Federico il saggio suo protettore lo fa scortare fino al castello di Wartburg. L'esigenza di organizzare la chiesa su basi nazionali ed indipendenti. La negazione di tutti i sacramenti ad eccezione del battesimo e dell'eucaristia, perché sintesi dell'esistenza di dio. Il libero esame delle sacre scritture. La negazione del valore della buone azioni ai fini della salvezza. La fine della mediazione ecclesiastica. Il principio del sacerdozio universale. Una nuova dottrina dei sacramenti (religione interiore e chiesa invisibile). Tabella 1 Tesi fondamentali di Lutero -Musi Erasmo da Rotterdam Monaco agostino, nel 1488 scioglie i voti, le riflessioni che di li a qualche anno lo renderanno famoso, sono impregnate di umanismo e che anche se critiche verso la chiesa la riconoscono come unica depositaria del volere divino. Tesi che sono sintetizzate nell'opera pubblicata nel 1524, “de libero Arbitrio”, su cui Lutero, che in un primo momento aveva preferito il dialogo, polemizza apertamente, con il “de servo arbitrio”, sancendo la rottura definitiva dei rapporti fra i due religiosi. Si prefigurano quindi due strade, una in totale disaccordo con la chiesa, prefigurata da Lutero, e l'altra in polemica con la chiesa, ma a favore di una riforma ecclesiastica dall'interno dell'istituzione religiosa, motivata da Erasmo. Unità e pacificazione cristiana attraverso la tolleranza Il dubbio sistematico come metodo intellettuale Il primato della volontà dell'uomo nella sua capacità di fare del bene e di evitare il male Assoluta credenza nelle sacre scritture La certezza della salvezza attraverso la fede Tabella 2 Tesi di Erasmo -Musi Primi fermenti sociali Sulla scia di questi avvenimenti s'innescano diversi fermenti sociali, il primo dei quali e tra Federico di Sassonia e l'arcivescovo di Magdeburgo, sul quale si aggiungono le proteste degli altri principi protestanti. La rivolta dei cavalieri, che si coalizzano contro l'arcivescovo di Treviri, in nome di un impero germanico libero dal potere della grande feudalità laica ed ecclesiastica, tentativo che viene sedato con l'aiuto dei principi protestanti che vedono minacciata la loro autorità. Una serie di lotte “contadine” che prendono spunto dalle idee rivoluzionarie di un seguace di Lutero Thomas Muntzer, inneggianti all'uguaglianza sociale. Quali erano le loro rivendicazioni? Il ritorno all'ideale evangelico dell'organizzazione comunitaria dei fedeli, alle fonti della chiesa primitiva, al modello della povertà ecclesiale e dell'abolizione delle disuguaglianze sociali e del privilegio. Alle origini delle ribellioni popolari è la situazione sociale nelle campagne tedesche, sulle quali gravano il potere signorile, il dominio personale della feudalità, la limitazione dei diritti dei vassalli e i rapporti di servitù, gli abusi e l'estensione del dominio feudale anche nelle terre comuni. Partita nel 1524 dalla selva nera, la rivolta si diffonde in Renania, in Svevia, in Turingia, in Francoforte, Alsazia, Corinzia. Nel 1525 le campagne della contea del Tirolo, che comprende i due principati vescovili di Trento e Bressanone, sono in fermento: il leader dei contadini e Michael Gaismair, che da forma a un progetto politico tendente a staccare dall'area Asburgica la contea del Tirolo e a farla gravitare intorno alla confederazione elvetica. La composizione sociale dei rivoltosi e molto più amplia di quello che si può pensare, oltre ai contadini, vi erano abitanti delle città soggette ai principi territoriali, cittadini esclusi dagli uffici, minatori. “L'evento del 1525 registrò una partecipazione sociale assai ampia. Il movimento contadino riuscì a provare di saper di tener vivo un concreto disegno politico, e non di essere sorto come sola ribellione protestatoria. La predicazione del vangelo, nel clima della riforma protestante, non fu la causa della rivoluzione del 1525, ma nel diritto divino i contadini trovavano l'ideologia che cementò e sostenne le loro azioni. Il concorso delle classi alla ribellione si ampliò per la risposta favorevole che le città diedero al movimento. Nella coscienza contadina le insurrezioni erano legittime perché dirette contro l'introduzione di oneri non previsti dalla tradizione, l'obiettivo dei moti era limitato alla cancellazione dei nuovi tributi, nulla più. Il rapporto tra signori e contadini continuava a svolgersi all'interno di una feudalità convinta (R1)”. Abbattere la struttura per ceti. Formare una federazione di leghe su base corporativa, ispirate al vangelo. Sottrarre prerogative politiche alla nobiltà. Espropriazione di beni ecclesiastici e religiosi. Tabella 3 obiettivi dei rivoltosi -Musi Lutero in un primo intervento tenta di mediare tra i contadini e i signori, esortandoli alla pace, ed in particolare dice dei contadini: devono assoluta obbedienza ai re proprio perché il Vangelo condanna qualsiasi forma di ribellione. Quando il conflitto s'inasprisce Lutero condanna le masse di rivoltosi nel suo scritto, “Contro le masnade rapaci e assassine dei contadini”, ed esorta in principi alla repressione più feroce di tutti coloro che si ribellano. Dopo alcuni successi iniziali, gli eserciti contadini sono sconfitti, nella battaglia decisiva di Frankenhausen, un esercito di contadini e cittadini, forte di 10000 uomini, è distrutto, ma si calcolano che complessivamente circa 100000 uomini morirono in battaglia, furono massacrati, trafitti, arsi vivi, accecati. Tutte le loro rivendicazioni furono ignorate. Zwingli (1484- 1531) Huldrych Zwingli, e ordinato sacerdote nel 1506, nel 1518 è cappellano del duomo di Zurigo, operando nella svizzera tedesca, luogo tradizionalmente aperto e senza censura, gli è possibile elaborare una riforma del culto con il consenso della cittadinanza. Le caratteristiche fondamentali delle sue tesi sono di ispirazione luterana, come Lutero respinge il primato papale, come Erasmo ricorre allo studio filosofico delle sacre scritture, ma a differenza degli altri crede in una forte accentuazione dello spirito comunitario dei fedeli. Il predestinato e colui che a fede, compie una critica sistematica dei sacramenti, contestandoli tutti tranne due, battesimo ed eucaristia, perché il segno della testimonianza di cristo. Nel 1522 il consiglio municipale di Zurigo istituisce per il riformatore un posto di predicatore, sancendo con quest'atto un'alleanza fra Zwingli e le autorità locali. Nel 1524 un decreto municipale abolisce dalle chiese immagini e reliquie, l'anno dopo aboliva la messa in latino; conventi e monasteri, soppressi nel cantone Zurighese, sono trasformati in scuole e ospedali. E' abolito il servizio mercenario, viene istituito il tribunale matrimoniale e dei costumi. Zwingli cerca di coinvolgere anche gli altri principi Luterani, in un disegno politico anti asburgico, trovano consenso solo nel principe Filippo d'Assia. Nel 1531 perde la vita in uno scontro con i cantoni cattolici a Kappel. Opposizione al sacerdozio, al celibato, ai santi. Opposizione alla messa come sacrificio. Una religiosità puramente evangelica. Tabella 4 tesi di Zwingli -Musi Anabattisti Gli anabattisti proclamavano una rigida disciplina comunitaria e dichiaravano apertamente la loro separazione dallo stato: essere perfetti cristiani significa tralasciare la cosa pubblica. Prendendo spunto dalle Teorie Millenaristiche , vivevano all'interno di comunità isolate, quasi segregate, in attesa del regno del signore; conducevano una vita diversa rispetto agli altri religiosi e praticavano la poligamia. La chiesa ufficiale teme gli esiti di una diffusione del culto dalle radici anti statali. I circoli anabattisti zurighesi guidati da Konrad Grebel e Felix Mantz, sono perseguitati, ed in parte distrutti. Alcuni seguaci riescono a fuggire in Germania e nei paesi bassi, dove alimenteranno le spinte più radicali della Riforma. Fortemente perseguitati fino ad essere trucidati nel 1535 a Munster dove avevano istaurato una sorta di dittatura. Calvino ( 1509-15) (VEDI ANCHE IL CALVINISMO) Nel 1536, a Basilea, pubblica l 'Institutio Christiana, dove sono già espressi i fondamenti della concezione calvinista Nella sua opera più importante “ordinanze ecclesiastiche” del 1541, afferma che una giusta riforma deve riformare prima di tutto i ministri di culto, per questo propone una nuova gerarchia ecclesiastica formata da: Pastori Addetti all'insegnamento dei sacramenti e del vangelo Dottori Specializzati nelle dottrine cristiane Anziani Addetti al controllo della condotta morale dei fedeli Diaconi Addetti all'assistenza e alla cura dei bisognosi Tabella 5 Gerarchie ecclesiastiche secondo Calvino -Campanelli Il concistoro era un organo a maggioranza laica preposto alla sorveglianza generale. Nel 1564 per la seconda volta a Ginevra, realizza il modello di riforma da lui teorizzato caratterizzato da una forte compenetrazione fra religione, politica, istituzioni locali. Lo stato è una struttura fondamentale e ogni cittadino deve vivere per la gloria di dio, per la realizzazione della società. Per Calvino le opere sono indispensabili come segno dell'elezione divina, della predestinazione. Tutta l'attività dell'uomo è così impregnata di spirito religioso, che contribuisce a svolgere nel migliore dei modi possibili le azioni del fedele nel mondo: dalla sua professione ai suoi affari, alla produzione, al commercio, tutta l'attività umana deve essere vissuta dal calvinista come realizzazione della vocazione. Per l'uomo medievale le opere buone sono un premio di assicurazione per l'eternità, per l'uomo calvinista sono solo un mezzo per corrispondere all'elezione e ai disegni divini. Città, lavoro, professione: questo trinomio è esaltato nella concezione calvinista. Predestinazione Ogni uomo nasce predestinato alla gloria eterna o alla dannazione. E la dottrina della doppia predestinazione che assegna il primato alla grazia, alla quale l'eletto non può sottrarsi e per la quale è portato ad agire nell'osservanza dei divini sacramenti, a seguire la propria vocazione ad adempiere ai propri compiti e a raggiungere un successo pratico. L'etica protestante e lo spirito del capitalismo “Lo storico sociologo Max Weber, nel suo celebre saggio “L'etica protestante e lo spirito del capitalismo”, pur sostenendo che il capitalismo era gia presente nel medioevo, ha messo in relazione lo spirito del capitalismo moderno, razionale e con una forte base etica, con la dottrina calvinista della vocazione, soprattutto nei suoi sviluppi del XVII e XVIII secolo…attraverso il lavoro professionale indefesso, continuo, sistematico, compiuto a gloria di dio e non per godere delle ricchezze acquisite (R2)”… “L'uomo non deve servire dio come il monaco, mediante un'ascesi che lo allontana dal mondo verso l'ozio senza amore, ma dio vuol essere glorificato nel mondo, sempre però mediante l'ascesi. Perciò l'uomo deve lavorare per gli altri, perché la volontà di dio sia fatta in questo mondo con la produzione di opere efficaci; egli non deve lavorare per godere il guadagno e avere successo, ma anzi senza goderne… L'instancabile progettare e produrre da parte dell'imprenditore e del lavoratore non mirano quindi al guadagno e al godimento, ma alla ricerca di un indizio che determini l'assegnazione allo stato di grazia. Se l'imprenditore incominciasse a godere il suo guadagno invece di impiegarlo ad allargare ancora il suo successo e a glorificare pertanto dio nel mondo, egli avrebbe un indizio del contrario.”(R3) Carlo V All'inizio del ‘500, Carlo V si sforza di mediare tra la chiesa e i principi protestanti, nella speranza di poter restaurare l'impero con l'aiuto del protestantesimo, e di poter realizzare il suo sogno di una riforma politica religiosa all'interno dell'impero. Nel 1525 dopo la rivolta dei contadini, i principi cattolici stringono un'alleanza contro i principi Luterani, questi un anno dopo stringono un analoga intesa. La Germania si trova quindi spaccata su due fronti, fino all'incoronazione di Carlo V imperatore, il nuovo tentativo di pacificazione è rappresentato dalla dieta di Augusta (1530), attraverso la mediazione di F ilippo Melantone. Il problema spinoso, è quello della giurisdizione vescovile nelle città imperiali, esse si oppongono a una sua restaurazione, strettamente connessa alla restituzione dei patrimoni ecclesiastici. Il 27 febbraio nasce la lega Smalcalda, la lega diventa il centro delle forze anti asburgiche e stringe relazioni con la Francia e L'Inghilterra. Nel 1542, alla Dieta di Spira, i protestanti chiedono all'imperatore il riconoscimento ufficiale della loro posizione a esso condizionano gli aiuti militari e finanziari contro i Turchi. La guerra tra la Lega di Smalcalda e l'imperatore scoppia nel 1546. A Muhlberg (1547), Carlo V infligge una dura sconfitta alle forze protestanti, ma negli anni successivi le truppe imperiali sono battute, nel 1555 Carlo V è costretto a firmare la pace religiosa di Augusta, secondo la quale ogni principe può decidere quale culto professare nei suoi possedimenti. Riforma cattolica La contro riforma Il primo atto della chiesa in materia di contro riforma e la convocazione del concilio di Trento, 1545-63, il cui ordine perentorio era la sconfessione della politica anti clericale di Lutero, e di tutti coloro che ne facevano propaganda. Si decide un intervanto sui fedeli, da farsi attraverso le proprie strutture pastorali per il recupero dello spirito e della morale, ed in ultimi si realizzano piani di massima per la riconquista dei territori persi. La riforma degli ordini e un movimento parallelo alla controriforma ma pone le sue basi già prima del concilio di Trento. I punti fermi sono: * La nascita di nuovi ordini religiosi , in tutti e forte l'adesione al sociale, ai poveri e ai bisognosi. Teatini Fatebenefratelli Cappuccini Francescani * Educare il clero, spesso rozzo e ignorante e non conosceva neanche il latino, attraverso l'istituzione dei seminari.I finanziamenti non sono sufficienti, e i seminari sono costretti a chiudere poco dopo la loro apertura. Nelle situazioni più drammatiche ai seminaristi si chiedeva il pagamento della retta e di portare con sé il letto o addirittura il pane. * Eliminare pratiche comuni ritenute dannose per la morale, come il concubinaggio. Il concubinaggio era un contratto matrimoniale stipulato dai genitori di due fanciulli, la promessa di matrimonio permettendo alla ragazza di vivere a casa dello sposo futuro:tutto ciò avveniva perché c'era molta povertà e in questo modo si sarebbe salvata almeno la figlia. Per combattere quest'usanza i missionari, procuravano dei grossi sacconi di tela, per evitare la promiscuità sessuale, ed in fine ordinavano al parroco di impedire ai genitori l'accesso alla chiesa. * Le armi a disposizione dei vescovi: I sinodi Riunioni con il clero delle diocesi Visite pastorali Obbligatorie ogni anno Relazionis ad umina Ogni tre anni > * Evitare l'accumulo di benefici da parte del clero. Il beneficio era una forma di contratto tra il sacerdote e un secondo contraente, che poteva essere un signore, un nobile, o i membri di una comunità, in cui il sacerdote si impegnava ad espletare le funzioni in cambio di un corrispettivo in denaro, all'interno di una cappella o di una chiesa. I benefici potevano essere: Per libera collazione. Per giuspatronato laico. Prima del concilio di Trento non c'era limite nel numero di benefici che si potevano accumulare, ma soprattutto non esisteva nessuna norma che ne regolasse l'usufrutto, così poteva capitare che lo stesso sacerdote espletava le sue funzioni in una diocesi e un beneficio in un'altra diocesi, ed era molto difficile che il sacerdote riuscisse a rispettare tutti gli impegni. Dopo il concilio, i benefici non sono aboliti, ma n'è vietato l'accumulo. Dopo di ciò, si sviluppò un nuovo tipo di finanziamento, le “pensioni ecclesiastiche”, beneficio concesso ai vescovi alla fine del loro servizio in una diocesi, il vescovo superiore stabiliva in maniera arbitraria l'accollazione, che gravava sulla mensa vescovile. Esisteva anche un altro tipo di pensione deciso dalla santa sede a favore di persone che avevano un minimo di 8 o 9 anni di servizio, in genere chierici con la prima tosatura. Ordini religiosi Con il fallimento della riforma della cosiddetta “chiesa secolare”, incominciarono a diffondersi gli ordini religiosi, che in poco tempo riescono a colmare le lacune generate da anni di cattiva professione del culto o addirittura di totale inadempienza. L'ordine dei gesuiti, tra il 500 e il 600, sarà il protagonista di questo cambiamento, che attraverso delle missioni sul territorio, si avvicinava al popolo cercando di correggerne le cattive abitudine, sia in materia religiosa che nell'ambito del comportamento sociale. Le missioni avevano due caratteristiche fondamentali, la prima definita “centrale” e la seconda “strepitosa”. Quando i gesuiti arrivavano in un posto stabilivano subito un centro in un luogo specifico, per poi girare per le vallate circostanti in cerca di villaggi da riorganizzare, vagavano per le campagne in cerca da recuperare, richiamavano la popolazione cantando ritornelli religiosi, il loro obiettivo era di raccoglierli all'interno della chiesa, dove realizzavano uno spettacolo le cui caratteristiche particolarmente cruente impressionavano a tal punto i contadini ignoranti da spingerli alla redenzione. Utilizzavano ogni cosa pur di impressionare le persone, si ungevano i capelli con la cenere, brandivano teschi, fruste, catene. alle luci soffuse delle candele accompagnavano le parole funeste sulle pene a qui avrebbero dovuto soccombere tutti quelli che non si attenevano alla legge divina. Le missioni avevano una durata massima di 15 giorni, e l'ultimo giorno aveva luogo una processione, in cui la popolazione tutta, aveva la possibilità di espiare i propri peccati. Alla fine di questo breve passaggio, tutti i conflitti e le faide tra i paesi erano appianati, i mali peggiori come la prostituzione, il concubinaggio e in alcuni casi l'assassinio, erano estirpati, ma gli effetti erano brevi e di a qualche mese tutto ritornava come prima. Con i redentoristi invece gli effetti hanno una durata più stabile, partiti dalle tecniche adoperate dai gesuiti vengono rielaborate, in modo da poter avvicinare il popolo, senza impressionarlo, e di renderlo cosciente delle propri cattive abitudini. Sparivano quindi i teschi e tutto ciò che spaventava gli ignoranti e venivano sostituiti dalle parole semplici del popolo, le loro missioni avevano una durata più lunga, mai meno di 20 giorni, e ogni tre mesi venivano eseguite dei controlli sui territori per verificarne i risultati. Il declino degli ordini Tra il 1768 e il 1771 vengono emanate in molti stati europei delle leggi di ammortizzazione tese a limitare le proprietà di monasteri e conventi: limitavano o proibivano la cosiddetta “mano morta ”, rendevano le proprietà concesse a censo dai luoghi pii a contadini per più di 15 anni, proprietà effettive dei contadini. Allo stesso tempo e un proliferare di scritti contro la chiesa, ad opera di giuristi e letterati, che messi all'indice dalla “Congregazione dell'indice ”, condannavano inesorabilmente i loro esecutori. Cosimo Amidi, “la chiesa e la repubblica dentro i loro limiti”; Carlo Antonio Pilati “di una riforma d'Italia” del 1767, scritti che denunciavano la diffusine della proprietà ecclesiastica e la scarsa preparazione del clero. In una serie di istanze denunciavano la mancanza di vocazione del clero, la soppressione del clero regolare, la riduzione del clero secolare, la sottrazione di ricchezze alla chiesa e la successiva trasformazione in pubblici servizi. A partire dagli anni ‘50 vengono prese una serie di provvedimenti giuridici nei confronti degli ordini, negli anni ‘40 Carlo di Borbone incominciò una politica di soppressione dei conventi minori, e con i beni incamerati e venduti vengono realizzati il teatro San Carlo e l'ospizio dei poveri. Nel ‘59 il Portogallo espelle la “Compagnia di Gesù ” ed in successione anche Spagna, Regno di Napoli e gli altri stati italiani, consentendo così di recuperare immense proprietà ecclesiastiche e di avviare la laicizzazazione dell'istruzione. Le terre della Compagnia di Gesù vengono messe a censo, comportando un grosso trasferimento di terre dalla chiesa nelle mani della borghesia e della nobiltà. (By: Giandomenico Ponticelli) seguono pagine di MATTEO F. M. SOMMARUGA IL GRANDE SCONTRO TEOLOGICO del 1500. Provocato dall'ascetico frate tedesco, diede a mezza Europa una nuova anima e una nuova cultura LA GUERRA DI MARTIN LUTERO CONTRO LA CHIESA DI ROMA > > vedi anche "BIOGRAFIA DI PAPA LEONE X" > >
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Tipo: VM 14 - Capitoli: 1 - Categoria: Singoli - Genere: Non Classificato - Avvertenze: Contenuti a sfondo sessuale Commenti: 0 - Personaggi: - Pubblicato: 07/07/2005 - Modificato: 07/07/2005 - Completato: Sì Erenain - La Leggenda dei Draghi Libro I by SquallOmega Nell' incantato mondo di Erenain convivono pacificamente tutte le razze più antiche, dagli elfi alle ninfe, dai draghi sapienti agli Uomini. Un ciclo di vita infinito, ma non più così sicuro... Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Saghe - Genere: Avventura - Avvertenze: none Commenti: 2 - Personaggi: - Pubblicato: 07/07/2005 - Modificato: 07/07/2005 - Completato: No Atlantide by Varno da Saderta Un misterioso viaggiatore arriva col suo seguito a Roma. Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Saghe - Genere: Avventura - Avvertenze: none Commenti: 1 - Personaggi: - Pubblicato: 06/07/2005 - Modificato: 06/07/2005 - Completato: No Xu-ni by Hikaru Hino Si era risvegliata con la faccia nel fango. Chissà come, chissà perché quella melma verdognola, riva di fiume, non le aveva invaso le narici e la bocca impedendole di respirare e mettendo così fine alla sua vita. Chissà perché? Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Singoli - Genere: Avventura - Avvertenze: none Commenti: 3 - Personaggi: - Pubblicato: 06/07/2005 - Modificato: 06/07/2005 - Completato: Sì Consapevolezza e Condanna by Leonardo Colombi Il brano che segue è, o almeno dovrebbe essere, un capitolo del romanzo fantasy che più e più volte ho tentato di (iniziare a) scrivere sin da quando ero al Liceo. Non so se riuscirò mai a realizzarlo: per questo intanto comincio con il fissare quello che avevo in mente. Buona lettura Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Singoli - Genere: Avventura, Mistero - Avvertenze: none Commenti: 0 - Personaggi: - Pubblicato: 06/07/2005 - Modificato: 06/07/2005 - Completato: No Viaggio attraverso il mondo by Sadjr Questo racconto interattivo non deve mai finire e ognuno di voi potrà creare il proprio personaggiofacendolo incontrare o scontrare con la compagnia.Scrivete scrivete scrivete in molti... MI FIDO DI VOI!!! Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Racconti Interattivi - Genere: Avventura - Avvertenze: none Commenti: 0 - Personaggi: - Pubblicato: 05/07/2005 - Modificato: 05/07/2005 - Completato: No Sharjn da Shurg by Sadjr Storia di Sharjn, il Mistico Ottenebrato Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Singoli - Genere: Avventura - Avvertenze: none Commenti: 0 - Personaggi: - Pubblicato: 05/07/2005 - Modificato: 05/07/2005 - Completato: No CHARIZA, ROMANZO: IL SOFFIO DEL VENTO by Hikaru Hino Verso la capitale si ammassano nuvole cariche di neve, ancora mezzo cielo da percorrere Basho (1644-1694) - Poesie Tipo: per tutti - Capitoli: 48 - Categoria: Saghe - Genere: Avventura, Romantico - Avvertenze: none Commenti: 10 - Personaggi: - Pubblicato: 16/02/2005 - Modificato: 29/06/2005 - Completato: Sì Fianchi Rotondi by Barsine Saga tratta dalla vicenda di Alessandro Magno: Eros crudele asfissia la mente degli innamorati. NB: la storia non è ispirata al film di Oliver Stone Tipo: VM 14 - Capitoli: 7 - Categoria: Saghe - Genere: Romantico, Mistero - Avvertenze: none Commenti: 0 - Personaggi: - Pubblicato: 27/06/2005 - Modificato: 27/06/2005 - Completato: No Amore Voleva by Barsine I ricordi di Alessandro davanti alla morte di Efestione. NB: la storia non è ispirata al film di Oliver Stone. Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Singoli - Genere: Non Classificato - Avvertenze: none Commenti: 0 - Personaggi: - Pubblicato: 27/06/2005 - Modificato: 27/06/2005 - Completato: Sì Philotas by Barsine La storia è tratta dalla vicenda di Alessandro Magno, e prevede la conoscenza del terribile episodio che vede protagonista Filota, figlio del generale Parmenione, condannato a morte per tradimento. NB: la storia non è ispirata al film di Oliver Stone. Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Singoli - Genere: Non Classificato - Avvertenze: none Commenti: 0 - Personaggi: - Pubblicato: 27/06/2005 - Modificato: 27/06/2005 - Completato: Sì La morte dell'amore by Ladro dAnime Lo vedrete... Tipo: per tutti - Capitoli: 1 - Categoria: Singoli - Genere: Romantico - Avvertenze: none Commenti: 2 - Personaggi: - Pubblicato: 26/06/2005 - Modificato: 26/06/2005 - Completato: Sì Gen-Ei-O by Sammy Bruno Il maestro Kindso viene chiamato al Ryushakuji per risolvere un problema spinoso: nel Tempio dell'Irta Roccia è custodito un bambino su cui alcuni demoni vorrebbero mettere le mani Tipo: VM 18 - Capitoli: 5 - Categoria: Saghe - Genere: Avventura, Orrore - Avvertenze: none Commenti: 8 - Personaggi: - Pubblicato: 02/04/2005 - Modificato: 22/06/2005 - Completato: Sì La Lunga Guerra by Nergeroth La storia di un Custode della Foresta e del suo amico Elfo per salvare la Terra dal Male e dalla distruzione della Natura. Questo romanzo contiene tutti i miei ideali morali e politici. Tipo: per tutti - Capitoli: 4 - Categoria: Saghe - Genere: Avventura - Avvertenze: none Commenti: 2 - Personaggi: - Pubblicato: 13/10/2004 - Modificato: 17/06/2005 - Completato: No Oh fratello di battaglia by Alexander Darker E' un epigramma, spero che vi diverta leggerlo come ha divertito me scriverlo. Tipo: VM 14 - Capitoli: 1 - Categoria: Poesie - Genere: Non Classificato - Avvertenze: none Commenti: 1 - Personaggi: - Pubblicato: 16/06/2005 - Modificato: 16/06/2005 - Completato: Sì [Precedente] 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 [Successivo] Le opere che sono pubblicate su Fantasy Story appaiono per gentile concessione dei rispettivi autori, ai quali vanno i più sentiti ringraziamenti. La riproduzione dei testi è vietata senza l'autorizzazione dei rispettivi autori.
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A lunghi rintocchi spandeva il suo suono la campana piccola lungo la vallata. Era il segnale che avrebbero portato i Sacramenti a qualche moribondo. La gente passava parola e si riuniva in chiesa. Era buona abitudine che partecipasse almeno un rappresentante per famiglia; un obbligo per quelli che erano iscritti alla Confraternita del Santissimo. Al terzo segnale della campana, il prete, indossati la cotta, la stola e il velo omerale, presi su il Signore e l’Olio Santo, partiva per primo in processione, dietro a lui il sacrestano gli teneva aperto sulla testa una specie di ombrello di seta bianca e gialla con attorno delle frange dorate tutte tremolanti, un campanello in mano che di tanto in tanto agitava. Dietro a loro la gente, pregando il rosario o cantando i salmi. Tutti coloro che per strada si imbattevano nella processione, si facevano da parte e si inginocchiavano, ci fossero pure neve o fango, gli uomini a capo scoperto, chi poteva si accodava alla processione per accompagnare il Signore. Se nei paraggi qualcuno lavorava smetteva per non disturbare con il rumore. I carrettieri dovevano smontare dal carro, levarsi il cappello, mettersi davanti alle bestie e farle stare ferme tenendole per il muso. La strada doveva essere libera da ogni ingombro, e pulito doveva essere il cortile di casa. Arrivati a destinazione tutti si inginocchiavano nel cortile, il prete con il Santissimo dava la benedizione, poi quando avevano finito le preghiere a gruppetti le persone tornavano a casa. Sul portone a ricevere il prete c’era uno di famiglia che, con la candela accesa, lo accompagnava nella camera del moribondo dove, sul buro` si preparava una sorta di altarino: una tovaglia bianca, possibilmente di tela di lino, un Cristo tra due candele accese, un bicchiere di acqua santa con un ramo di ulivo per benedire il malato e i presenti, mezzo bicchiere di acqua pulita per pulirsi le dita dopo aver dato la comunione, e che poi veniva data da bere al malato, se quello non poteva veniva buttata sul fuoco o bevuta dal prete. Si preparavano un po’ di cotone e un cucchiaio di farina di granoturco in un piatto dove sfregava le dita dopo aver dato l’Olio Santo, poi si buttava sul fuoco. Dopo aver pregato e raccomandato l’anima, il prete tornava a casa. Coloro che si fermavano ad asssistere il moribondo, accendevano in un bicchiere il lumino ad olio che doveva ardere per tre giorni. Ogni tanto buttavano un goccio di acqua santa per allontanare il demonio che in quei momenti piu’ che mai stava vicino per tentare l’anima. Per tutta la durata dell’agonia, si tenevano accese le candele che erano state benedette il giorno della Madonna Candelora. Ogni anno il sacrestano, il due di febbraio, le portava di famiglia in famiglia e nelle case si tenevano di riserva nel cassetto del buro` perche` prima o poi arrivava per tutti il momento di adoperarle. C`era come un cerimoniale affettuoso,direi quasi religioso, attorno a queste persone destinate alla partenza. Nessun rumore attorno a loro, nessuna parola dura, si parlava sottovoce e se qualcuno piangeva veniva allontanato. Il moribondo, cosi` si diceva, sentiva tutto, perche’ l’orecchio e’ l’ultimo organo che si perde; disturbare l’agonia sarebbe stato un peccato. Cosi` con la loro gente vicino i nostri vecchi che avevano saputo affrontare la dura vita di quei tempi sapevano affrontare ancora meglio anche la morte. Li si vestiva e li si metteva sul loro letto. I bambini piccoli in fasce, quelli piu’ grandicelli o vestiti da prima comunione o come S. Luigi, le bambine e le ragazzine in bianco, agli uomini se ce lo avevano si metteva il vestito della festa, tante donne mettevano da parte per quell’occasione l’abito da sposa e il velo. Finiti i preparativi si andava ad avvertire il sacrestano perche` suonasse l’agonia. In casa incominciava allora un continuo andirivieni di gente che giungeva a dire una parola di conforto, a dire un requiem e a salutare per l’ultima volta chi ci aveva lasciato:"Mandi Tite! …Con Dio Lucia!…Il Signore ti abbia in gloria, Narde!" Cosi` era l’ultimo saluto. Durante la notte la veglia funebre: quanti rosari si pregavano! Poi i cento requiem, il miserere, e tutto in latino. Fortuna che il Signore conosce tutte le lingue, altrimenti cosa mai avrebbe capito di tanti strafalcioni? A mezzanotte si dava la merenda; nessuno poteva rifiutare di mangiare perche` il morto sarebbe stato in pena. Si offriva qualche bicchiere di vino, tanto caffe` (se caffe` si poteva chiamare, perche` erano pochi grani mescolati a orzo e cicoria). Si dava qualcosa come elemosina a coloro che avevano bisogno, e c’era l’abitudine di dare il pane ai bambini. Arrivata l’ora del funerale si preparava la merenda per quei quattro che dovevano portare il morto alla sepoltura e arrivava anche il falegname con la cassa sulle spalle: non erano come quelle che porta Leo ai giorni nostri, lucide, con maniglie e decorazioni e ben imbottite all’interno, erano alla buona, fatte al risparmio, si usava legno di terza categoria, all’esterno ci si incollava sopra un po’ di carta nera o marrone, e all’interno invece dell’imbottitura, qualche manciata di riccioli di legno. Il Sordo di Cech, che sapeva che non si adoperava legno del migliore, si era preparato le assi di larice perche` durassero di piu’ nell’umidita` della terra e aveva raccomandato a sua figlia Lite di ordinarla comoda la cassa, perche` lui aveva dovuto vivere abbastanza nelle strette in questo mondo, e non voleva stare stretto anche nell`altro. Il sacrestano arrivava con la cesta dei ceri e ne dava uno ad ognuno dei parenti, che lo portavano acceso fino alla sepoltura. Le donne si vestivano a lutto, come minimo il grembiule nero e nero il fazzoletto in testa. Era una regola portare il lutto per le donne che perdevano dei familiari: tre mesi per il parente lontano (cugini, zie, zii e nonni), tre anni per padre, madre e fratelli; per il marito tutta la vita. Al terzo suono, arrivava il prete e partiva il funerale. Durante la funzione in chiesa il prete non diceva parole di circostanza, ne` condoglianze per nessuno: peccato che non abbiano mantenuto questa usanza! Si dava il "bacio di pace" e intanto che si andava su e giu` per la chiesa i cantori cantavano il "Diesile" (Dies irae?). Termianto il "Libera me, Domine", come al giorno d’oggi, ci si incamminava per il sagrato. Cosi` terminava il viaggio in questo mondo e di cio` che ho raccontato e’ rimasto ben poco al giorno d’oggi. Quanti sono coloro che adesso muoiono a casa loro? Al primo male che ci capita il medico ci prepara le carte per il ricovero in ospedale. Per quelli che hanno la pelle dura e in ospedale non li vogliono, c’e’ la Casa di Riposo. Molti muoiono per infarto o negli incidenti e quelli non usano piu’ ne’ preti ne’ frati. Per quei pochi (e sono veramente molto pochi) che vogliono morire come i loro vecchi, il prete prende su il Signore e l’Olio, monta sulla macchina e in un momento gli porta giu’ i Sacramenti. Non occorre piu’ darsi da fare per trovare quei quattro che ci portino alla sepoltura: viene il carro funebre con il suo bravo chauffeur che pensa a tutto, al certificato di sepoltura, ai fiori, a tante corone, ad aiutare a tirare dentro e fuori, e almeno non c'e’ bisogno di prendersi nessun fastidio come era invece successo a Maiut di Sabide di Cech. Morto il suo Toni, lei aveva pensato a tutto, anche a cercare quei quattro per portarlo al cimitero, ma cosa e` cosa non e`, ce n`era uno che non arrivava. Suonavano le campane, arrivava la gente, ma quello ancora non c’era. Allora e` uscita di casa, e’ andata sul ponte per vedere se fosse arrivata qualche anima buona. Nessuno! Dopo un po’ vede arrivare giu’ per Treppo un bolide in bicicletta. Era Colet di Isabele che andava a Sutrio a studiare da falegname. Maiut penso`: "Adesso devo fermare quello li`" E` scesa un po’ sotto la curva del ponte, si e` messa in mezzo alla strada e ha spalancato le braccia. Passata la curva, Colet se l’e` trovata li` come caduta dal cielo. Per non ammazzare la donna ha girato il manubrio ha saltato la scarpata ed e` piombato lungo disteso sulla staccionata di Tato. Le gambe malconce, la bicicletta storta! Se avesse potuto avrebbe preso per il collo la vecchia. Si e` tirato sulla strada e ha incominciato a urlare alla donna:"Allora, siete matta? Non vedete cosa poteva succedere qui adesso? Avrei potuto uccidervi e morire anche io. Dove avete la testa?" E Maiut:"Oh ragazzo hai ragione. Ti prego perdonami, ma ho dovuto farlo!" "Che dovuto, adesso e’ un dovere fare disastri?" "Oh ti prego ragazzo senti che suona la terza, arriva subito il prete a prendere il mio Toni e mi manca il quarto per portarlo su. Ti prego vieni tu, fammi questa carita’, io preghero` per te, il Signore ti dara` fortuna" "Oh la`, signora, io a portare morti che non ci sono mai stato…e il padrone a Sutrio che mi aspetta…" " oh ti prego, ragazzo, non negarmi quest’opera di misericordia!" E mentre parlava gli spazzolava via dal vestito la polvere che si era tirato su cadendo, e un po’ tirandolo per la manica un po’ spingendolo riusci` a tirarlo dentro in casa perche bevesse un po’ di vino che gli avrebbe fatto bene per scacciare lo spavento. In camera c’era gia’ il prete che intonava il "De Profundis", Mariut dovette andare su a salutare e a mettere a posto il suo Toni. Colet si sarebbe anche inumidito volentieri il gargarozzo, ma quegli altri tre gli avevano gia` asciugato il bicchiere. Sapete chi erano? Il Teelo, la Lune e il Bet! Per la scala portavano gia` giu` la cassa e Colet, volente o nolente ha dovuto fare quell’opera di misericordia con la gola secca e asciutta. Adesso per mettere via il morto non servono piu’ tutte quelle fatiche. Il defunto che arriva da laggiu`, il carro funebre si ferma sul ponte dove trova il prete e un gruppetto di gente. Li’ incomincia il funerale e piano piano vengono su in chiesa. A mio parere, un’usanza poco bella. Sul ponte di Cech c’e` sempre una brutta corrente d’aria che non puo’ fare bene a nessuno. In estate batte a piombo il sole e non c`e` un posto dove ci si possa mettere un po’ all’ombra. D’inverno si battono i denti. Quando si combina il cattivo tempo, Dio ci protegga! Uan bella roba sarebbe che il carro funebre arrivasse fino in piazza, che il morto fosse portato direttamente in chiesa e che la gente fosse li’a d aspettarlo e siccome almeno in chiesa non si puo’ chiacchierare tanto, ne` criticare tanto il prossimo, per il morto si potrebbe dire almeno qualche requiem. Tutti mi dicono che ho ragione, ma chi mi ascolta? Una volta i vecchi avevano voce in capitolo, adesso sono ridotti come Giovanni Battista:"Una voce che grida nel deserto". Devo dirvi ancora che riguardo all’Olio Santo le cose sono migliorate anche per il prete. Ai miei tempi veniva dato su tutti i "cinque sensi", vale a dire: occhi, orecchie, naso, bocca, piedi e mani. A quel tempo bisogna dire che il prete doveva avere anche un buon stomaco, perche` quando tiravano giu` qualche piega del letto…..Ma una volta i preti usavano tirare su "Santa Giustina" per confondere gli odori. Al giorno d’oggi basta fare una crocetta in testa ed e` tutto finito senza rischiare quello che e` successo a un cappellano come mi hanno raccontato e come vi riferisco. Il parroco di un paese ha chiesto al vescovo l’aiuto di un cappellano, perche` lui tra vecchiaia e malanni non riusciva piu’ a far fronte al lavoro della parrocchia. Il vescovo lo ha accontentato e gli ha mandato in aiuto un bravo preticello, solo che una malattia agli occhi gli aveva ridotto parecchio la vista. Il pomeriggio di una giornata cruda di inverno, e` arrivato trafelato di corsa in canonica un bambino: " Padre, ha detto mia mamma di venire di corsa a dare l’Olio Santo a mio nonno che sta per morire" Di fuori freddo e vento e il parroco pieno di bronchite e di reumatismi ha pensato bene di non uscire di casa e ha chiamato il cappellano, ordinandogli di andare in chiesa dove nell’armadio avrebbe trovato il vasetto di olio e di non dimenticarsi il rituale, il libretto dove ci sono tutti gli "oremus" e dove si spiega a quelli che non sono pratici come si fa. Il cappellano ubbidiente e’ partito col bambino e se n’e’ andato di corsa. Il vecchio stava tirando gli ultimi respiri! Ha spalancato il libro dei rituali per assicurarsi come avrebbe dovuto procedere e non riusciva a raccapezzarcisi. Il libro era ancora di stile antico, dove la prima lettera maiuscola era in grande, piena di fiori e di ghirigori che erano l’unica cosa che lui vedeva, cosi` invece di leggere "oculos" (occhi) ha letto "culos". Ha fatto un salto, si e` tolto gli occhiali, li ha puliti col fazzoletto e per vedere meglio si e’ spostato verso la finestra. Niente da fare era scritto proprio cosi`. Si e` riavvicinato al letto e ha detto alle due nuore che assistevano il moribondo "voltate quel malato!" Le due cognate si sono guardate e non hanno capito. "Vi ho detto di voltarmi il malato!" Loro dovevano ubbidire e mentre giravano pian piano il vecchio si sono sussurrate fra loro:"Ehi, dimmi un po’, non ho mai visto dare l’Olio Santo cosi` io!" "neanche io!". Risponde l’altra. "Cosa vuoi fare! Avranno cambiato di nuovo regola, a quelli di Roma non manca il tempo per inventarne una nuova ogni giorno!". Il cappellano visto che loro non avevano ancora capito niente, ha tirato su la camicia sulla schiena del vecchio e, per non farla tanto lunga, si e` messo a ungere e ci ha buttato su tutta l’ampolla. Finita l’opera, ha riportato al suo posto in chiesa libro e vaso. Era gia` tornata la buona stagione e nessun altro aveva avuto piu` bisogno dell’olio santo, finche’ un altro e’ tornato dal parroco a dire che sua zia non si sentiva troppo bene e che sarebbe stato bene portarle i Sacramenti finche` aveva ancora la testa a posto. Questa volta e’ andato il parroco, ha preso il suo vasetto senza stapparlo e quando e’ andato per tocccare l’olio con le dita lo ha trovato secco. Non si e` perduto d’animo, ha grattato sul fondo ed e’ riuscito a fare la sua bella figura. Ma tornato in canonica, povero cappellano! Nella sua vita non ne aveva mai sentite tante! " E cosa hai fatto con tutto l’olio santo che non ne hai lasciato neppure un goccio?" Il cappellano allora ha risposto:"Se sapesse, signor Parroco, che sedere aveva quel malato non mi maltratterebbe cosi`, perche` se avesse dovuto andare lei, glielo garantisco io che non ne avrebbe avuto abbastanza!". tratto dal Bollettino Parrocchiale "La nôste valade"
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Il Dirigente del Settore PREMESSO: - che la Giunta Regionale della Campania con propria legge n. 48 del 6.5.1985 in attuazione delle finalità statutarie e del 1° comma dell'art. 49 del D.P.R. 24.7.1977, n. 616, regola gli interventi finanziari a sostegno di specifiche iniziative ed attività nel campo teatrale e musicale; - che la Giunta Regionale della Campania nella seduta del 6 agosto 2003, con deliberazione n. 2546, ha approvato il Bilancio Gestionale 2003, art. 21 l.r. 30/4/02, n. 7, in adempimento delle ll.rr. finanziaria e di bilancio nn. 15 e 16 del 5 agosto 2003, prevedendo, per l'esercizio finanziario 2003, sul Cap. n. 5106 (U.P.B 3.11.31) uno stanziamento di Euro 555.569,47 per contributi in conto capitale ad organismi pubblici e privati per la ristrutturazione, l'adattamento e l'ammodernamento d'immobili di proprietà pubblica destinati ad attività teatrali e musicali e per il recupero e la riattazione di teatri e spazi anche privati e sul cap. 5108 (U.P.B. 3.11.31) uno stanziamento di Euro 1.683.989,06, destinato alla concessione di contributi in conto capitale ad organismi pubblici e privati per iniziative ed attività in campo teatrale e musicale; - che così come previsto dall'art. 7 dell'allegato "A" alla deliberazione di G.R. n. 2334 del 18.7.2003 il Servizio Spettacolo provvedeva a concludere l'istruttoria sulle richieste di finanziamento pervenute, per la stagione artistica 2002/03, redigendo apposito piano di riparto sulla scorta dei "Criteri e modalità per la concessione di contributi in campo teatrale e musicale per l'anno 2002/2003" approvati con la delibera sopra citata; - che nelle sedute del 15 e 16 dicembre 2003 la Commissione Tecnica Consultiva, di cui all'art. 13 della l.r. 48/85, ha espresso parere favorevole, all'unanimità, sugli schemi di piano di riparto per la stagione artistica 2002/03 per i contributi previsti dagli artt. 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 della l.r. 48/85; PRESO ATTO: - della nota prot. n. 103111 _ GAB del 31/12/01 avente ad oggetto: "Competenza in materia di riparto di fondi" con la quale il Presidente della Giunta Regionale della Campania dispone la soppressione della competenza consiliare in materia di riparto di fondi in quanto rientranti nella competenza emanativa del Presidente stesso; - della nota n. 2108 del 30/10/2002 dell'A.G.C. Rapporti con gli Organi Nazionali ed Internazionali in Materia d'Interesse Regionale, con la quale si precisa che i contributi erogati ex l.r. 48/85 non ricadono nell'ambito della normativa riguardante gli aiuti alle imprese; VISTI: - i pareri dell'A.G.C. Avvocatura, Settore Consulenza Legale e Documentazione, prot. n. 8280 del 18/09/02, (all. A) e prot. n. 9252 del 18/10/02, (all. B) recanti chiarimenti sulla procedura da applicare ai piani di riparto dei contributi previsti dalla l.r. n. 48/85, relativamente alla quale si stabilisce che in sede consultiva trova applicazione il solo 1° comma dell'art. 13 della predetta legge, con esclusione della necessità di acquisire il parere della Commissione Consiliare competente; - la nota prot. UDCP/UL/658/Q20 (all. C) del Capo Ufficio Legislativo del Presidente della Giunta Regionale della Campania; - la nota n. 2003/0787964 del 17/12/2003 (all. D), dell'A.G.C. Avvocatura - Settore Consulenza Legale e Documentazione, recante attestazione della natura di atto regolamentare interno della deliberazione di adozione dei criteri e modalità per la concessione di contributi ai sensi della l.r. 48/85 e conferma della competenza alternativa del Coordinatore della relativa Area e del Dirigente del Settore delegato ad emanare i provvedimenti di riparto, ribadendo nel contempo la necessità di acquisire a fini consultivi il solo parere della Commissione Tecnica Consultiva; ALLA STREGUA: - dell'istruttoria compiuta dal Servizio Spettacolo e sulla scorta dell'attestazione di regolarità della stessa resa dal Dirigente del Servizio, responsabile del procedimento, dr. Giampaolo Napolitano; IN BASE: - al decreto dirigenziale n. 0771 del 19.07.2002, con il quale il Coordinatore dell'Area ha delegato il sottoscritto Dirigente del Settore Sport, Tempo Libero e Spettacolo alla firma, tra l'altro, dei decreti in materia di Spettacolo; DECRETA per i motivi sopra esposti, che si intendono integralmente riportati e preso atto della conclusione del procedimento preordinato alla redazione del piano di riparto dei contributi; - di emanare il piano di riparto di cui agli 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 della l.r. 48/85, per l'importo di Euro 2.239.558,53 riportato nell'allegato elenco (all. E), che forma parte integrante e sostanziale del presente atto; - di impegnare sul cap. 5106 ( U.P.B. 3.11.31) la somma di Euro 555.569,47, e sul cap 5108 (U.P.B. 3.11.31) la somma di Euro 1.683.989,06 pari alle competenze assegnate con la deliberazione n. 2456 del 18 luglio 2003; - di liquidare i contributi di cui all'allegato elenco, indicato con la lettera "E", con successivi decreti dirigenziali; - di inviare copia del presente provvedimento all'Assessore al Turismo, Cultura, Spettacolo e Tempo Libero, al Coordinatore dell'A.G.C. Assistenza Sociale, Attività Sociali, Sport, Tempo Libero e Spettacolo, al Settore Sport, Tempo Libero e Spettacolo; al Settore Gestione delle Entrate e della Spesa per gli adempimenti di competenza, al Settore Stampa, Documentazione e Bollettino Ufficiale per la pubblicazione sul B.U.R.C. e al Settore 01 _ AGC 02 - Servizio 04 Registrazione atti monocratici _ Archiviazione Decreti Dirigenziali. 24 dicembre 2003 avv. F. Scaringia Ricerca Semplice Parole chiave Data .. 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 .. Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre .. 2001 2002 2003 2004 | Ricerca Semplice | Ricerca Avanzata | BURC integrali PDF | Aiuto | Informazioni | I testi qui pubblicati non sono coperti dai diritti d'autore ai sensi dell'art. 5 della Legge 22/04/1941 n. 633 . Il copyright si riferisce alla elaborazione ed alla forma di presentazione dei testi stessi. I documenti sono la versione PDF ed XHTML del BURC , tuttavia in nessun modo sono da considerarsi sostitutivi della copia cartacea ai fini di legge. 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Dèi possenti, Muse dell’Olimpo ascoltate la mia preghiera: fate che il mio dolore si trasformi in poesia! Possa essa purgare l’anima e darmi pace... e il suo canto condurmi, infine, oltre il Lacus Avernus... I Mani mi attendono! (Anonimo del III a.C.: De rerum natura ) di SERGIO MARIA FAINI Illustrazioni di ROBERTO PROIETTI Sai come succedono queste cose: succedono sempre quando meno te l’aspetti; a esempio, nel momento che stai pensando ad altro; o mentre stai semplicemente riposando da una giornata impossibile; o quando stai distratto, rimuginando più o meno intensamente un tuo fatto, magari accaduto tempo fa. Se in quel momento tu stessi già soffrendo non accadrebbero, chissà perché? Chissà per quale aliena volontà, irrazionale o razionale, non si aggiunga mai disgrazia a disgrazia in modo naturale, nelle condizioni che tu le possa sopportare e affrontare come un qualsiasi altro fatto del tuo tragico quotidiano. Accadono sempre quando meno te l’aspetti e sempre annunciati da strane sensazioni, un misto di premonizione e di scaramantica rappresentazione. È proprio allora che per una sorta di magia, per un sesto senso, improvvisamente… drin… sai che ti riguarda, drin… hai la certezza che non è una buona notizia, drin… non sai cosa ti giungerà dalla telefonata, ma riconosci dal suono –come se esso si rivolgesse a te– che è per te e per te solo, e non sarà una notizia che ti farà piacere. Se l’uomo fosse stato consapevole di questi accadimenti e avesse ascoltato sempre, sin dai tempi remoti, questo tipo di presagi sarebbe senz’altro arrivato alla soglia della felicità e si sarebbe risparmiato della inutile sofferenza! Ho pensato spesso, nel constatare il ripetersi di questi eventi, di possedere il dono della veggenza, o meglio di possederlo occasionalmente, tanti sono stati i fatti eccezionali che ho previsto o intuito che, a breve tempo, si sono poi manifestati. Ma sono stato anche il primo a non credere all’autovaticinio che mi si offriva per educarmi, per avvertirmi, per mettermi in guardia dall’evento in nuce e salvarmi dall’accidente potenziale che si sarebbe abbattuto su di me, di lì a poco, se mi fossi intestardito a seguire quella tal via o quel tal altro desiderio. Drin… «Pronto? Ciao, come stai?» E si prosegue per qualche minuto. Non è per me! La sensazione però permane limpida, costante, forte e sostanzialmente neutrale, ossia senza agevolarti con ulteriori suggerimenti che possano in qualche modo venirti incontro, darti soccorso, ed evitarti la sciagura che incombe su di te. «Sì, adesso te la passo!» Ancora, «Ciao, non avevo capito che fossi tu… come stai?» E via di seguito con i soliti discorsi di circostanza e convenevoli vari, che fanno sembrare a coloro che ascoltano, nei pressi, che la persona al telefono non abbia un motivo particolare, ma che abbia chiamato per fare quattro chiacchiere in libertà. Non è per me, decisamente! Forse è una persona che conosco? Chi sarà? Bah! Il disturbo persiste nonostante abbia la dimostrazione, dalle parole scambiate, che la telefonata non sia per me e che, comunque, non debba preoccuparmi. Mi distraggo, cerco di riprendere il filo dei miei pensieri. Seguo però il discorso a tratti, per riconoscere l’ignoto interlocutore telefonico. Dopo un po’, scopro che è una interlocutrice dai pronomi messi in gioco nel colloquio. Ma chi sarà costei? Ancora non l’ho riconosciuta. Attendo ansioso, più che curioso, l’evolversi dei fatti nella spiacevole condizione di colui che non riesce a soddisfare l’impellente bisogno di comprendere, in questo caso di riconoscere, che si trova nello stesso tempo nell’incapacità di attutire o di risolvere quell’ansia sottile che pervade tutto il corpo. Per alcuni secondi mi si sconvolge l’ordine logico delle risposte agli stimoli interiori: chi è? perché sento ciò? Non so se debba prima cercare, in qualche maniera, di conoscere l’identità della persona o debba, invece, dedicare l’attenzione alla riparazione del guasto interno, alla neutralizzazione dell’ansia, che va trasformandosi in dolore allo sterno. Perché? Chi è? Cosa sta succedendo? È una di quelle premonizioni birbanti che si insinuano, ben sapendo che non saranno riconosciute come realtà e che non saranno prese in considerazione? Ma qual è la realtà? È ciò che sento di sconosciuto e d’imponderabile che sollecita il mio autismo o è invece la rappresentazione degli eventi elaborata dalla ragione? Provo a riascoltare nella memoria il trillo del telefono. Drin… drin… drin… Identica impressione: la telefonata mi riguarda! Chi è? Perché mi telefona? Cosa dovrò affrontare? Cosa sarà successo? In una frazione di secondo esamino l’intero panorama dei miei rapporti con il mondo, selezionando, per ordine di gravità, le eventuali catastrofi che si potrebbero rovesciare su di me, cercando di tranquillizzarmi, di recuperare la normale centralità per affrontare l’evento sconosciuto, che mi coinvolgerà –ormai ne sono certo– e che mi farà soffrire. Nuova sofferenza, nuovo dolore! Non ci si abitua mai! Si ha sempre paura di nuove afflizioni, ci si sente perduti davanti alla sola ipotesi di nuove pene, non si raggiunge mai il giusto distacco verso l’evento ignoto o verso ciò che si tende a chiamare «proprio destino» o fato. «Ciao! A presto! Se non ci incontriamo prima, buone vacanze! Sì, va bene, a presto! Sì, ora te lo passo!» «Vuole salutarti Matelda, prendi la comunicazione.» Quanto tempo si può impiegare per fare questa operazione in un ambiente piccolo come quello di una casa moderna? Tre o quattro secondi…? Sono troppi…! Trovandomi, in quella circostanza, nei pressi in attesa di riconoscere l’interlocutrice sconosciuta. A me sono sembrati un’eternità! Un tempo infinitamente lungo. Ho preso la cornetta: «Ciao… cosa mi dici di bello?» L’illusione trova sempre il suo spazio, in qualsiasi situazione. Noi sappiamo, ma rifiutiamo di sapere e recitiamo la commedia nella speranza di ribaltare l’evento disgraziato ed essere miracolati all’ultimo momento. Abbiamo –nonostante l’età, la cultura, l’esperienza di vita, e nonostante quel certo sangue freddo che manifestiamo davanti alle azioni che si presentono difficili o pericolose– sempre paura, sì paura o, addirittura, terrore verso il nuovo, ciò che si palesa inaspettatamente o senza segni riconducibili al conosciuto, all’esperito. «Cercavo te… ho telefonato perché volevo parlare con te. Ora non so da dove cominciare… non so come dirtelo…» pausa, pausa lunga, voce tremula, respiro alterato, poi, come se avesse richiamato tutte le forze più profonde… «ho incontrato una persona, verso la quale sto provando sentimenti che da tempo non provavo più… te lo volevo dire… ma per telefono non posso spiegarti… ne riparleremo a voce.» Ed io come un ebete: «Ah! Bene, molto bene…! Verrai al mare domenica…? Ti farai vedere…? Capisco, non hai molto tempo! Ah… le ferie le avrai in agosto. Certo, mi rendo conto… sì, diventa difficile, con il tempo, conciliare tutte le esigenze. Bene! molto bene…! Buona fortuna! Sì, arrivederci… ci vedremo in seguito. Va bene ciao! Ciao… a presto!» Si dice spesso che si provino, in certe circostanze, sensazioni particolarissime e indescrivibili, di improvviso vuoto, di stupore eccessivo… come se il mondo ti crollasse addosso! Credo che sia vero, che si possano sperimentare attimi infiniti, durante i quali si perde il senso della realtà, dell’orientamento interiore. Non si ricorda chi siamo, cosa stiamo facendo, dove ci troviamo e perché. Crolla tutto, il mondo esterno con i suoi riferimenti concreti, il mondo interno con le nostre certezze di esseri pensanti. Forse questo è il vuoto, il niente, il non essere. … Il vuoto… sensazione del nulla… Parmenide, Nietzsche, il nostro contemporaneo Severino e… chissà quanti altri hanno cercato di affrontare con la speculazione filosofica il non essere, il niente. Forse sono partiti proprio da una vicenda personale, privata, vissuta intimamente, in un momento qualsiasi della loro vita e hanno indagato, nell’ambito della coscienza, dopo lo stupore, dopo l’angoscia –che rimane come sottofondo all’evento, come un’atmosfera diffusa intorno a te– con lucidità di pensiero, con tenacità, elevando l’evento alle dimensioni dei temi universali, cercando di comprendere i perché, i per come di quella peculiare condizione che chiamiamo di vuoto, di annientamento completo del proprio Sé, fino ad avvertire di non essere! Forse il comprendere è l’unica attività umana inevitabile e insostituibile, come se fosse l’essenza sottile del respirare. Se si smette di respirare si muore. Il respiro si può controllare, rallentare, ma non si può spegnere completamente per più di pochi minuti. … Io sapevo, ma non l’avevo accettato! Lo avevo sentito dentro già da qualche tempo, ma, non accettandolo, rimuovevo continuamente e con pertinacia ogni segnale di avvertimento. Ora il caos, quel turbinio d’immagini incontrollabili che invade l’anima scuotendola nelle profondità, distruggendone ogni riferimento razionale o fideista, che paralizza ogni intervento istintivo teso a impedire la devastazione e la violazione totale delle tue credenze. Passato, presente, futuro si confondono in un magma caldo di pensati in ebollizione. Il calore si manifesta in ogni tua particella fisica… calore, febbre… tutto brucia e tu sai che non puoi far nulla… sei impotente all’interno dell’edificio che si sta sgretolando violentemente, fondendo nel fuoco, nel calore, nella febbre ogni sentimento, ogni volizione, ogni aspirazione. «Non pensavo di potermi innamorare di te… era una cosa impossibile… sì, ora so cos’è questo dolore allo stomaco» ti amo ti amo ti amo ti ho sempre amata ti ho sempre amata silenziosamente nascostamente «sì, ti ho sempre sentito vicino nei momenti difficili della mia vita… ma come potevo pensare che un giorno mi sarei potuta innamorare di te… era tanto lontana questa immagine dalla realtà possibile» non sarai più sola ad affrontare la dura quotidianità ti sarò sempre vicino sempre vicino sempre vicino vorrei baciarti vorrei baciarti baciarti baciarti «te l’avrei chiesto io, se tu non mi avessi anticipata» canterò questo amore impossibile con ogni mezzo con ogni mezzo poesia… scritti… tutto il mondo deve sapere… deve sapere del nostro amore disgraziato… disgraziato… disgraziato «sì, ti amo… vorrei chiamarti amore mio, ma non sei mio… non sei mio… mio… mio… sì, se tu fossi libero mi unirei con te… starei con te» tu sei libera… libera… libera… un giorno mi dimenticherai per un altro… per un altro… un altro… la tua libertà mi è sacra… sacra… ti amerò sempre… sempre… sempre e comunque «dobbiamo interrompere di vederci… interrompere… di vederci… perché altri ne potrebbero soffrire… soffrire» non è giusto…! non l’abbiamo cercato noi… è accaduto… il destino ha lavorato nel tempo… nel tempo… «il ricordo di quel bacio… quel bacio dolcissimo… sì, è amore… ti amo… sì, ti amo… e per questo non ci dovremo più vedere…! più vedere» perché…? perché…? perché maledizione! quale colpa dobbiamo ancora scontare…? «nel mio cuore tu hai un posto riservato… è tuo… solo tuo… e nessuno potrà occuparlo…!. ma devi trasformare questo sentimento in qualcosa più elevato… più elevato… sì, devi elevarlo… sublimarlo… interiorizzarlo… solo così potrà rimanere eterno!» ma che dici…? sono una persona… una persona di carne e voglio un amore normale… individuale… non olistico… me ne frego del mondo… del tutto… e di tutti… dell’amore olistico… voglio l’amore di una donna per un uomo… una donna… e un uomo… un amore umano… concreto… appassionato! «non ci è dato in questa esistenza… non ci è dato oggi… forse in un’altra… in una futura… chissà!» mi ami ancora… mi ami sì o no…? rispondi mi ami ancora? «… sì… sì… ma in modo diverso… perché non capisci…! non capisci!» devi venire… dovete venire… sai quanto è importante per me la tua presenza… la vostra presenza! «come stai?» come sempre… sono in balia della malinconia… dei ricordi… di quel bacio indimenticabile… faccio del mio meglio… perché ho promesso… ho promesso… di rispettare la tua volontà… tu sei libera… la tua libertà mi è sacra…! sacra maledizione! vorrei dimenticare… ma non riesco… forse non voglio… non riesco o non voglio… perché? maledizione! «cosa fai?» nulla… più nulla… mi manchi molto, sai…? da morire! una malinconia… un dolore dentro… continuo… e una nostalgia insopportabile… maledetto destino! a chi concedi tutto… e a chi non dai niente… niente… sempre niente! «come stai?» come sempre… prigioniero della mia solitaria sofferenza… nella mia cruda e fredda realtà… sempre più insopportabile! «devi dimenticare…! devi dimenticarmi… sì! devi superare questa condizione… ritornare l’uomo che eri… che stimavo… al quale sono stata sempre affezionata!» … non posso…! sono cambiate tante cose… sto diventando vecchio…! e non sono più capace più di ricominciare… ricominciare a sperare nel mondo… negli uomini… in una donna… o in altro! … «cercavo te… ho telefonato perché volevo parlare con te… non so da dove cominciare… non so come dirtelo… ho incontrato una persona, verso la quale sto provando sentimenti che da tempo non provavo più… te lo volevo dire… ma per telefono non posso spiegarti… ne riparleremo a voce» … Drin… drin… drin…
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Spesso, per indicare un bel volto, si usa l'espressione "un viso da bambola". Le bambole coreane, delle varie epoche, sono belle, e in questo riflettono l'animo di chi le ha create. Ma, naturalmente, il valore di una bambola non risiede solo nella sua bellezza. Una bambola, che risale agli anni 1950: rappresenta la danza delle monache buddiste Come prodotto della vita di ogni giorno, le bambole sono anche delle registrazioni dei volti, dei vestiti e dello stile di vita delle persone che le hanno create. Perciò, gli abiti del passato che sono andati perduti o che sono stati rovinati dal tempo, vengono spesso ricreati sulla base di come sono rappresentati nelle bambole di terracotta o di legno. Qui si tenterà una storia di questa umile, ma affascinante, arte minore. A seconda del periodo, le bambole nel mondo hanno avuto origine da immagini create per scopi magici o rituali. Venivano usate come oggetti di venerazione, come strumenti simbolici per cacciare via il male e come elementi inclusi nei riti funebri. Un'altra bambola: una donna che porta un bambino sulla schiena Anche la storia delle bambole coreane ha avuto questi tipo di sviluppo. Le prime bambole coreane sono immagini in terracotta, rinvenute nelle tombe del quinto e sesto secolo nel regno di Silla. Queste figure di persone intente alle attività quotidiane, come suonare strumenti musicali o gioire della compagnia, sono semplici e modellate a mano in modo piuttosto rozzo, ma ci permettono di dare un'occhiata al modo in cui si viveva quando queste sono state create. La figura in vetro di un giovane monaco scoperta a Kongju nella tomba del re Muryông ( r . 501-523) del regno di Paekche ha la faccia con chiaramente visibili occhi, naso e bocca. La produzione e i costumi associati con la creazione delle bambole della dinastia Chosôn sono registrati in vari documenti. La maggior parte delle bambole venivano fatte di creta o di legno e venivano usate sugli altari o nei tempietti dedicati agli dei. Bambole di legno degli anni 1950: i diversi stili dei vestiti denotano lo stato sociale Uno dei costumi popolari interessanti che coinvolgono la creazione di bambole è quello chiamato jaeung . Al capodanno lunare gli abitanti del villaggio fanno con la paglia la figura di una persona, la riempiono di denaro o di riso e di pezzi di carta con il nome e la data di nascita di quelli che non hanno avuto fortuna nell'anno appena trascorso e poi gettano questo oggetto fuori dalla casa, come mezzo per prevenire la sfortuna. Alcune delle bambole furono fabbricate anche a scopo ricreativo e queste si ritrovano oggi nei giochi folcloristici. Bambola coreana (signore vestito col tipico soprabilo e col cappello di crine di cavallo) Con lo sviluppo della civiltà moderna, le bambole hanno perso il loro simbolismo come figure magiche e sono diventate invece oggetti per il gioco e per l'apprezzamento estetico. Di conseguenza l'aspetto decorativo delle bambole è diventato più importante ed esse vengono principalmente usate come giocattoli o come ornamenti. Le prime bambole decorative coreane furono fatte alla fine del 19º secolo su richiesta dei residenti stranieri. Anche se le bambole di quell'epoca non sono particolarmente belle, i loro vestiti e l'espressione del volto sono tipicamente coreani. Da sinistra, una bambola di plastica prodotta negli anni 1970 e una coppia di bambole, moglie e marito, con abiti di canapa I capi di vestiario erano preparati e fatti indossare alla bambola uno per uno, proprio come i vestiti reali, mentre le facce hanno caratteristiche tipiche, come gli occhi piccoli, il naso largo e gli zigomi sporgenti. A partire da allora, si son continuate a fabbricare bambole che rivelano aspetto e stile di vita coreano. Nel 1959 la rivista americana Worldwide Doll riportava un servizio sulle 12 più belle bambole del mondo, fra cui si trovava una bambola coreana. La faccia di questa bambola non aveva un naso prominente, né occhi grandi e rotondi, ma la bambola coreana vestita degli abiti tradizionali fu presentata assieme alle bambole degli altri paesi del mondo. Bamboline facenti parte di una collezione straniera del 1950 I resoconti mostrano che negli anni 1950, quando molti stranieri vennero in Corea dopo la Guerra di Corea, piccole bambole decorative di legno erano popolari come souvenir. Nel corso degli anni 1960, quando le bambole divennero uno dei principali prodotti di esportazione, queste venivano confezionate con materiali diversi, fra cui la porcellana e la gomma. Fu attorno a quest'epoca che le bambole coreane si occidentalizzarono, con figure in proporzione 1:8, grandi occhi rotondi, naso prominente e faccia slanciata, una tendenza che continuò negli anni 1970. Bambole intente alla stiratura dei vestiti (effettuata con clave di legno) Le bambole occidentali, che erano da tempo diventate famose come giocattoli e come soprammobili, furono commercializzate con successo. La loro importazione fermò praticamente la vendita delle bambole tipicamente coreane. Negli anni 1980, nel bel mezzo del movimento di democratizzazione e di modernizzazione, la gente cominciò a volgere di nuovo gli occhi al passato e alla bellezza della tradizione. Nel passato la maggior parte delle bambole venivano confezionate con scampoli di stoffa dalle donne o intagliate nel legno dagli uomini. Bambole di carta prodotte negli anni 1960 Ora, nel periodo moderno, giovani artigiani si sono impegnati a creare bambole che abbiano in sé la bellezza degli elementi tradizionali, e queste bambole, fatte di carta, legno, tessuto o creta, hanno ancora una volta un aspetto tipicamente coreano. Insa-dong, a Seul, un'area ricca di negozi di antiquariato, gallerie e negozi d'arte, è il posto giusto per uno straniero che voglia assaporare l'estetica tradizionale coreana. I negozi vendono imitazioni delle antiche bambole, riproduzioni delle bambole marito e moglie dell'epoca Chosôn vestite di seta, e le semplici bambole delle epoche più recenti. Bamboline di carta: un letterato che insegna la scrittura a un bambino Nel negozio "Time Travel", dove in maggio e giugno 2002 si è tenuta una mostra di bambole, si può trovare un assortimento di modelli di periodi diversi. Nelle loro espressioni facciali le bambole comunicano calore, umorismo, buona educazione e grazia. Tratto da "Korean Dolls", in Pictorial Korea , settembre 2002 (testo di Kim Si-ya, fotografie di Lee Dong-chun). Pubblicato con autorizzazione del Korea Information Service , che si riserva il copyright sull'intero contenuto della rivista. Riferimento:
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ll quinto congresso della Fnsi si svolge dal 25 al 27 settembre, si tratta dell'ultimo incontro prima dello scoppio della Grande guerra. Salvatore BARZILAI, si dimette dalla carica di Presidente perché chiamato al governo durante il periodo bellico e viene sostituito da Leonida BISSOLATI il quale, a sua volta, sarà sostituito da Andrea TORRE Leonida BISSOLATI Andrea TORRE 1920 Firenze A sette anni dall'ultima assise, nel capoluogo fiorentino dal 25 al 27 settembre si svolge il sesto congresso della FNSI, si tratta del primo dopo la guerra Savatore BARZILAI 1921 Trieste Dal 15 al 18 settembre settimo congresso Savatore BARZILAI 1924 Palermo Il congresso che si tiene a Palermo, l'ottavo, sarà l'ultimo incontro dei rappresentanti dei giornalisti prima che il fascismo ne decreti lo scioglimento per incorporarla nel sindacato unico filo governativo Roberto BENCIVENGA 1943 Roma 26 luglio. Siamo all'indomani della drammatica notte del 25 luglio durante la quale il Gran consiglio del fascismo destituì Mussolini. Ventisette giornalisti si riuniscono per la prima volta dopo quasi venti anni a Palazzo Marignoli. Si tratta dell'atto formale della ricostituzione del sindacato dopo il suo scioglimento
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Troppo bella per restare intatta la grande isola mediterranea, dove popoli antichi si sono mescolati e hanno collaborato con la natura per costruire splendidi paesaggi. I moderni venuti dal Continente divorano, e non sempre gli isolani ricordano che "il turismo non è vendere la terra", come dice il Presidente Renato Soru. ( 10.07.2005 20:09 ) Quando il cemento coprì il mare Roggio, Sandro Che cosa succedeva prima che Renato Soru lanciasse la sua appassionata iniziativa per la difesa di un patrimonio comune. Da il manifesto del 10 luglio 2005 ( 08.07.2005 07:57 ) E sulle coste potrebbe arrivare una nuova ondata di cemento Cederna, Antonio Mentre il presidente della Sardegna, Renato Soru, lavora per proteggere le coste della Sardegna, è utile rievocare un articolo di 16 anni fa: da La Repubblica , 11 giugno 1989 ( 06.06.2005 20:05 ) L'Italia che vorremmo Soru, Renato Ho intitolato così queste parole del presidente della Regione autonoma della Sardegna, pronunciate in occasione dell'insediamento del Comitato scientifico per il Piano paesaggistico regionale ( 06.06.2005 12:57 ) Sardegna: Preoccupazioni per Las Vegas Roggio, Sandro Vista dalla Sardegna, dove l'aministrazione del presidente Soru sta avviando una politica territoriale coraggiosa, lungimirante e ispirata alla prevalenza del bene comune, la proposta del governo appare proprio follia pura Villa Certosa "apre" ai sopralluoghi dei magistrati B. ha paura di un'altra brutta figura. Per evitare che la Corte costituzionale lo bacchetti.... Da la Repubblica online del 18 maggio 2005 ( 04.05.2005 07:13 ) 30 righe per la Regione Sardegna Salzano, Edoardo Un breve testo che ho scritto per il sito web della Regione Autonoma Sardegna, dopo la prima riunione del Comitato scientifico per la pianificazione paesaggistica ( 01.05.2005 07:40 ) Filosofia delle costruzioni Todde, Giorgio Ho carpito allo scrittore sardo il dattiloscritto di un suo vecchio articolo, comparso l'anno scorso su la Nuova Sardegna . Mi è piaciuto molto; Giorgio mi ha mandato il file, così non ho avuto bisogno di scandirlo ( 30.04.2005 07:24 ) Piano paesistico, accelerazione con i tecnici Peretti, Francesco Vogliono mantenere gli impegni. Soru cede i propri terreni alla neonata Conservatoria delle coste, il lavoro di pianificazione paesaggistica prosegue. Da la Nuova Sardegna del 28 aprile 2005 ( 20.04.2005 23:50 ) Sardegna: tra gioco d'azzardo e sperimentazione di regole Mazzette, Antonietta La terza parte della relazione introduttiva del seminario organizzato dal Centro di studi urbani dell'Università di Sassari. In appendice, il testo integrale, con il quadro delle ricerche sulla Sardegna effettuate dal Centro ( 11.03.2005 09:52 ) Le coste sarde in cassaforte R.R. Il saggio presidente della Regione Sardegna ne ha fatto un'altra delle sue. Ottima anche questa. Da la Nuova Sardegna del 10 marzo 2005 ( 01.03.2005 22:16 ) Contro il turismo di rapina Roggio, Sandro "L'azione dell'uomo e le trasformazioni del territorio: intervista con l'urbanista Eduardo Salzano", pubblicata da La Nuova Sardegna del 1 marzo 2005 ( 20.02.2005 19:59 ) Arzachena. Le preoccupanti esternazioni del leader dell'opposizione Mauro Pili Bittau, Marco Prosegue la campagna di calunnie. Non preoccupano tanto le “esternazioni” dell'ex presidente della Sardegna (quello che copiò il discorso dal compagno di banco Formigoni) ma lo spazio che gli dà il giornale del gruppo Espresso. In calce, un commento critico di Augusto Ditel, entrambi da la Nuova Sardegna del 20 febbraio 2005. ( 19.02.2005 18:42 ) Il Cavaliere e le ville segrete Cossu, Costantino Uno Stato nello Stato, del padrone dello Stato, che uno peggio non c'è stato. Da il manifesto del 19 febbraio 2005 ( 27.01.2005 21:21 ) Villa Certosa, il governo sfida le camere Mantovani, Alessandro In un clima da Helzapoppin continua il nasconderello di Berlusconi e della sua villa in Sardegna. Sfdida anche il Parlamento. Da il manifesto del 27 gennaio 2005 ( 15.01.2005 19:51 ) Vietato tutelare le coste Cossu, Costantino; Roggio, Sandro Il manifesto del 15 gennaio 2005 ha dedicato l'immagine di copertina e l'intera pagina 3 allo scandalo del giorno. Ne riporto qui tutti gli elementi. Altre informazioni e documenti, il testo della legge e immagini della villa Cartosa nella cartella SOS / Sardegna ( 15.01.2005 11:42 ) il Governo impugna la legge per le coste della Sardegno Dessì, Emanuele Ieri avevo dato la notizia con il titolo: Banditi in Sardegna. Oggi riporto questi tre articolo da l'Unione sarda del 15 dicembre 2005. ( 30.12.2004 12:35 ) Letta: «C'è il segreto di Stato» L'opposizione: «È ridicolo» (red.) Mentre Soru difende le coste della Sardegna, il Cavaliere, con larghi consensi, procede indisturbato il suo job di degrado del territorio, del paesaggio, del buongusto, della legalità e dello Stato. Da La Nuova Sardegna del 30 dicembre 2004 . A fianco un'immagine di Villa Certosa, "segreto di Stato" ( 10.12.2004 22:50 ) "Sì, il clima sta cambiando ma questo disastro è solo colpa nostra" Colaprico, Guido "Su questi fiumi hanno costruito di tutto ed è stato un grave errore. Se si costruisce su un fiume è imprevedibile solo il "quando" ci sarà il disastro, ma il disastro ci sarà", dice Dessì, assessore regionale DS all'ambiente. Non è solo Soru: in Sardegna si comincia a capire. Magari anche nella penisola! Da la Repubblica del 10 dicembre 2004 ( 06.12.2004 19:03 ) Eddytoriale 60 (7.12.2004) eddyburg “La calunnia è un venticello”, come racconta l'aria del Barbiere di Siviglia. E' anche un'arma molto adoperata nell'attuale lotta politica. Basta vedere che cosa sta erompendo dalla destra del coro solo perché Romano Prodi ha detto che i propagandisti assunti da Berlusconi sono “mercenari”. Ma sono o no pagati? il punto è solo questo. Non è di Prodi, però, che volevo parlare oggi, ma di Renato Soru, il bravo Presidente della Regione Sardegna, da tempo sottoposto a venticelli che non vengono solo da quella parte del coro. ( 28.11.2004 23:13 ) Le coste sono salve. Ma che fatica (anche a sinistra) Roggio, Sandro Da il manifesto del 28 novembre 2004. Chi vuol capire una testimonianza degli ostacoli anche a sinistra veda qui sotto, l' Unione sarda dello stesso giorno.
CURRENT URL http://www.dica33.it/argomenti/salute_viaggi/strada7.asp
Pronto, vado a sbattere! Gli incidenti stradali sono la terza causa di morte o disabilità nel mondo. Un dato in continua crescita visto che negli ultimi vent'anni hanno scalato la classifica delle principali cause di decesso. Non solo. I bambini sarebbero i più vulnerabili, visto che gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte nella fascia d'età 5-14 anni nei paesi occidentali, mentre in quelli in via di sviluppo, e si può ben capire perché, sono al terzo posto. Un dato che vale anche per l'Italia. In più, da quando il boom dei telefonini ha colpito l'Italia, il numero di incidenti stradali è aumentato drasticamente. Esiste un'associazione? Facile pensare di sì. Avere soltanto una mano libera, infatti, secondo una recente ricerca dell'associazione sulla sicurezza stradale americana Nhatsa provvede a diminuire la sicurezza. Ma non sarebbe d'aiuto neanche il ricorso all'auricolare, almeno stando a uno studio condotto da ricercatori australiani e pubblicato sull'edizione on-line del British Medical Journal. Lo studio australiano Pochi, dicono i ricercatori, sono stati fino a oggi gli studi epidemiologici mirati a definire il ruolo dell'uso dei telefoni cellulari sugli incidenti stradali. E di non grande aiuto sono i report della polizia, che difficilmente si soffermano su dettagli di questo genere. Il risultato è che ad oggi latitano informazioni sia sull'effettivo rischio sia sulla differenza esistente tra l'usare o meno l'auricolare. Lo studio ha così preso in considerazione 456 "autisti" di età superiore a 17 anni che possedessero un telefono cellulare e coinvolti in incidenti stradali che richiedessero cure ospedaliere tra l'aprile del 2002 e il luglio del 2004. La ricerca ha cercato di definire, attraverso le interviste effettuate agli incidentati e i tabulati forniti dalle compagnie telefoniche, l'eventuale uso del cellulare al tempo stimato dell'impatto e l'uso nello stesso momento della giornata la settimana precedente l'incidente. I risultati? Chi utilizza il cellulare mentre guida, con o senza auricolari, dice la responsabile della ricerca, è soggetto a incidenti quattro volte di più rispetto a chi non ne fa uso. Lo studio afferma così esplicitamente che l'utilizzo del cellulare "a mani libere" non aiuta. Anzi. I guidatori si sentono autorizzati a effettuare più chiamate, distraendosi inevitabilmente, visto che il cervello non può rispondere in maniera efficace agli imput visivi e uditivi attivati nello stesso momento. In Australia, peraltro, l'utilizzo del cellulare in macchina è vietato anche con gli auricolari. La ricerca ha sollevato polemiche, visto che una compagnia di telecomunicazioni, guarda caso, ha sostenuto che le distrazioni prodotte dai telefonini, non sono diverse da quelle che si producono mangiando mentre si guida oppure parlando con il proprio vicino. Ecco perché, dicono alla Compagnia, si tratterebbe solo di applicare una serie di accorgimenti come capire quando è il momento di non rispondere, non parlare al telefono nel traffico o fermarsi in una zona sicura quando si risponde a una chiamata. L'alibi è piuttosto debole oltreché evidentemente interessato. E se proprio si evitasse di parlare al telefono? Marco Malagutti Fonti McEvoy SP et al. Role of mobile phones in motor vehicle crashes resulting in hospital attendance: a case-crossover study. BMJ, doi:10.1136/bmj.38537.397512.55
CURRENT URL http://www.giacomomancini.it/din/art_int_dett.asp?offset=120&id=406
Giacomo Mancini, deputato dei Ds, ha presentato un'interrogazione ai Ministri per i Beni e le Attivita' culturali ed al lavoro sottolineando ''la grave situazione sofferta dal personale ex Lsu in servizio presso la Biblioteca nazionale di Cosenza recentemente assunto dalla societa' Mirabilia''. ''Con convenzione n. 684 del 30 ottobre del 2000 - afferma Mancini nell' interrogazione - stipulata tra il Ministero per i Beni e le Attivita' culturali e diverse societa', infatti, si e' proceduto alla stabilizzazione di tutti i lavoratori socialmente utili, tra i quali quelli in servizio presso la biblioteca di Cosenza, con assunzione a tempo indeterminato presso le societa' convenzionate, dal 5 dicembre del 2000. I lavoratori sono stati assunti presso societa' che hanno a loro volta stipulato singole convenzioni con il Ministero sulle basi di progetti che scadranno nel 2005. Nonostante cio' i lavoratori, ed in special modo quelli di Cosenza, denunziano da piu' tempo i notevoli ritardi che si sono verificati nel pagamento dei salari da parte delle societa' convenzionate, anche a causa di ingiustificate lentezze nell' erogazione dei contributi da parte del Ministero''. Mancini chiede ''se e quali provvedimenti s' intendano adottare per garantire le risorse necessarie alla realizzazione dei progetti in scadenza nel 2005 nel rispetto degli impegni assunti dal ministero competente; quali iniziative si ritiene di intraprendere per garantire le risorse economiche necessarie alla continuazione dei progetti oltre il 2005, nel rispetto degli impegni sottoscritti in relazione alla stabilizzazione definitiva degli Lsu impiegati nell' amministrazione dei beni culturali; se non si reputi opportuno verificare ogni ipotesi percorribile al fine di procedere all' assorbimento degli Lsu suddetti direttamente nella struttura pubblica, considerando che nel settore dei beni culturali vi sono innumerevoli progetti ed emergenze che attengono alla tutela, alla salvaguardia ed alla conservazione dei beni culturali per i quali e' indispensabile la disponibilita' di operatori e se si intenda intervenire con urgenza per garantire il regolare pagamento dei salari al fine di evitare la precarieta' che di fatto i dipendenti ex Lsu stanno subendo''.
CURRENT URL http://eddyburg.it/article/articleview/3047/0/120/
Un “antico" membro dell'Istituto nazionale di urbanistica motiva, con qualche benevolenza, le sue dimissioni dall'Istituto Le ragioni delle mie dimissioni dall'INU Un “antico" membro dell'Istituto nazionale di urbanistica motiva, con qualche benevolenza, le sue dimissioni dall'Istituto Alcuni sinceri amici mi hanno chiesto di chiarire e motivare, in forma più esplicita di quanto contenuto nella mia lettera del 28-2-2005 inviata al Direttivo dell'INU Lombardia, le ragioni delle mie dimissioni dall'Istituto. Accetto l'invito, sforzandomi di chiarire, nella forma più breve e sintetica possibile (più si scrive, in questa materia, più si dà adito ad occasioni d' equivoco) le ragioni di fondo del mio dissenso con la linea cultural-politica seguita in questi ultimi anni dalla dirigenza nazionale e regionale dell'INU. Nulla ovviamente, mi sembra quasi inutile ricordarlo, contro l' Istituto. I motivi del mio dissenso possono essere sintetizzati in due punti tra loro fortemente correlati. Punto primo. In questi ultimi anni, in particolare a partire dagli anni '80, si è manifestato in Italia un intenso dibattito critico sull'urbanistica, affrontata e giudicata sia come disciplina, che come metodologia di pianificazione, che come prassi tecnico-amministrativa che come risultato pratico-applicativo. Si è trattato di un dibattito molto ricco, vasto, se pur ristretto a pochi, ma anche confuso e contraddittorio, sul quale hanno pesato non poco, da un lato l'assenza del Paese, da un lato l'inerzia dei vari Governi nazionali succedutisi nel tempo che non hanno voluto e saputo dare al Paese quella "riforma urbanistica" resasi assolutamente necessaria almeno a partire dal 1968 (necessaria se non altro per metterla in regola con la Costituzione), e, dall'altro lato, le oggettivamente complesse trasformazioni culturali, istituzionali, legislative, economiche sviluppatesi nel frattempo vicino e a lato della disciplina urbanistica che premevano per una sua profonda riforma. Ma anche periodo nel quale è maturato, positivamente, l'affermarsi e l'affacciarsi di una nuova cultura e di una nuova pressante domanda rivolta a trasformare e orientare sempre più la disciplina urbanistico-territoriale verso le tematiche dell'ambiente e del paesaggio, del rapporto sviluppo-ambiente, impegnandola ad apportare concreti contributi all'obiettivo dello "sviluppo sostenibile" (si pensi al XX Congresso Nazionale di Palermo del 1993). Indubbiamente si deve riconoscere all'INU di avere saputo fornire, in questo periodo, un fondamentale contributo di contenuti e qualità a questo dibattito con l'elaborazione del disegno di riforma urbanistica nazionale (XXI Congresso di Bologna, novembre 1995, "La nuova legge urbanistica. I principi e le regole"). Sicuramente questo disegno (anche se con qualche debolezza relativa alla riflessione sul versante ambientale) ha saputo costituire un fondamentale ed unico punto di riferimento - in assenza della auspicata emanazione della legge-quadro - alla recente legislazione regionale "di seconda generazione" nonché a indicare la via per una positiva riflessione sulla necessità di trasformazione dello strumento urbanistico comunale. In analoga assonanza con il generale trend evolutivo "politico" che ha investito e contrassegnato l'intero Paese in questi ultimi anni, sono uscite e si sono manifestate, relativamente al dibattito sulla pianificazione urbanistico-territoriale, due linee tra loro fortemente divergenti: l'una, quella riformista tradizionale, in forte crisi di contenuti e in forte affievolimento di capacità propositive, l'altra, politicamente "di destra", rivolta a contrabbandare sotto false etichette di "riforma" o di "innovazione" una aggressione alle regole della buona amministrazione del territorio effettuato in nome di un rozzo liberismo antipianificatorio, per lo più ideologico, che considera la pianificazione urbanistica sino ad ora praticata non come una cosa da migliorare e da fare avanzare - da innovare e riformare - quanto come una attività del tutto negativa, eccessivamente rigida e vincolistica, tutta da negare e da buttare, avendo come unico obiettivo finale quello dell'indebolimento dell'azione "pubblica" di programmazione e di difesa del territorio per favorire la massimizzazione delle possibilità di trasformazione e edificazione dei suoli affidata e promossa dalla parte privata, spogliandola il più possibile di norme, regole, limiti qualitativi e quantitativi, vincoli ambientali e ricognitivi e programmi, attraverso una gestione urbanistica di volta in volta "concertata" (ovvero contrattata) con i privati. Quello che critico alla attuale dirigenza dell'INU, nazionale e regionale, è di non essersi saputa/voluta opporre con la dovuta forza ed ad alta voce, esercitando anche la dignità propria di organismo tecnico di alta cultura, a questa linea cultural-politica che ha dimostrato e dimostra di perseguire in realtà come unico obiettivo non solo la distruzione e lo svilimento delle regole della disciplina urbanistica ma anche, e soprattutto, la rimozione di qualsiasi ostacolo possa opporsi alla libera distruzione, alla privatizzazione e al saccheggio del territorio e di tutte le sue risorse fisiche e culturali. (Ben più alta si è saputa levare, a denunciare la pericolosità di questa linea, la voce di Italia Nostra o del FAI). Critico il fatto di aver contribuito a lasciar passare o confondere quest'ondata di feroce, rozzo e ideologico "controriformismo urbanistico e ambientale" o di "falso riformismo" con le vere necessità di una seria "riforma" e avanzamento disciplinare.e di aver consentito a lasciare contrabbandare come operazioni di "ammodernamento ", come scelte di "innovazione", come proposte "ambientali", scelte rivolte in realtà allo "smantellamento" dei pochi solidi pilastri costruiti e fondati in tutti questi anni. Non è affatto vero che siamo entrati in Italia - come scrive Avarello in "Urbanistica Informazioni", n. 197/2004 - in una "stagione di rinnovamento profondo". Basti pensare al fatto che tutti i nodi strutturali irrisolti dei quali ha sofferto e soffre l'urbanistica sono rimasti inaffrontati e accantonati, mentre si è piuttosto di fronte a una chiara ondata di confusa "controriforma" e di "smantellamento" di ogni regola di pianificazione urbanistica, territoriale e ambientale. Punto secondo. Molte delle argomentazioni critiche emerse ed usate in tutto questo dibattito, provenienti dalla destra più bruta e radicale come anche - in preoccupante consonante alleanza - dalle più astratte critiche provenienti dal mondo accademico, hanno teso a criticare e demolire tutta la legislazione, la pratica e le metodologie utilizzate dall'urbanistica costruite faticosamente in questi anni, dalla legge-ponte in poi. Di tutto il positivo, anche se incompiuto e frammentato, lavoro di costruzione, si è voluto negare e distruggere tutto (concetti, metodologie, strumenti). Tutto è stato criticato, svilito, negato, azzerato con l'evidente obiettivo di fare piazza pulita di ogni regola o ragione urbanistica. Eppure è da tutto questo lavoro che si sono poste le basi per fondare e costruire quella prima alfabetizzazione della pianificazione territoriale-ambientale con la quale si è potuto operare negli anni recenti. Quello che critico alla attuale dirigenza dell'INU è la mancata difesa di quanto di buono, di necessario e di essenziale, con grande fatica e con aspre battaglie culturali, si era riusciti a costruire e introdurre nelle leggi e nelle prassi, soprattutto regionali, a partire dalla legge-ponte in poi e che doveva essere assolutamente conservato e sviluppato per una vera e positiva riforma.. Perché non si è difeso nulla di tutte queste acquisizioni e conquiste nelle quali, oltretutto, l'INU si era fortemente speso e impegnato in prima fila nel passato? Perché si scrive, come fa Avarello sempre nello stesso numero di "Urbanistica Informazioni" - assecondando di fatto i più rozzi argomenti cavalcati dai peggiori e più interessati detrattori delle pratiche urbanistiche - che "la nostra missione (è quella) di cancellare l'immagine cupa, noiosa e burocratica dell'urbanistica"? Sia ben chiaro che non chiedo all'INU di schierarsi "politicamente" contro questa "destra" dilagante. Anche perché in questo momento quella che fu in passato una linea di "sinistra" appare essersi dissolta, volatilizzata e rimasta senza voce. Esco dall'INU perché ritengo che la sua voce "tecnico-culturale" e di "civile impegno" sul fronte delle battaglie pubbliche per la pianificazione e per la difesa del territorio e dell'ambiente nell'interesse collettivo si sia ormai affievolita e trasformata al punto - non si sa se più per opportunismo o più per sincero convincimento - da confondersi con questa intollerabile e pericolosissima deriva che ci sta portando diritti diritti verso quella legge Lupi che segnerà la fine dell'urbanistica in Italia. Versione per la stampa Ultime in Urbanistica e pianificazione Le funzioni produttive e commerciali nel piano regolatore generale City of Lynchburg (VA) ( 25.07.2005 12:09 ) È in arrivo il nuovo piano di Parigi Gibelli, Maria Cristina ( 23.07.2005 08:56 ) Controriforma urbanistica. Intervento di Ziparo Legambiente Sicilia ( 22.07.2005 07:49 ) Pianificazione provinciale, si riparte dalla Puglia ( 21.07.2005 15:24 ) Francia: la legge Solidarité et Renouvellement Urbain alla prova Gibelli, Maria Cristina ( 21.07.2005 09:22 ) Ordinanza di Zoning [aree mixed-use] Town of Huntersville (N.C.) ( 19.07.2005 11:30 ) Sine titulo Berdini, Paolo ( 18.07.2005 16:00 ) Aspettando Lupi Anonimo ( 18.07.2005 15:52 ) Tempo da Lupi per il territorio rurale italiano Di Gennaro, Antonio ( 16.07.2005 09:28 ) Nel paese delle montagne che perdono la testa Portelli, Sandro ( 15.07.2005 20:48 ) La pianificazione strategica in Italia: i rischi di un modello neo-corporativo Camagni, Roberto; Gibelli, Maria Cristina ( 15.07.2005 06:22 ) Alcuni effetti e alcuni pasticci della “Legge Lupi” Scano, Luigi ( 15.07.2005 06:10 ) Politiche pubbliche e sviluppo economico: le Green Belt Towns di Rexford G. Tugwell (1935) Caudo, Giovanni ( 13.07.2005 17:43 ) La Città per l'Uomo (1966) Alessandri, Giovanni ( 12.07.2005 18:05 ) Zone per il commercio sulle grandi arterie stradali City of Vancouver (Can.) ( 08.07.2005 16:10 ) Principi per il governo del territorio ( 08.07.2005 08:13 ) E sulle coste potrebbe arrivare una nuova ondata di cemento Cederna, Antonio ( 08.07.2005 07:57 ) DDL Sicilia Norme per il governo del territorio
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Ambiente: l'Europa promuove la Toscana L'assessore Tommaso Franci ha incontrato i dirigenti europei della Direzione Ambiente. Firenze ospiterà l'incontro della Commissione Ue per il programma Life. Si tratta di un riconoscimento all'attenzione della Regione Toscana nei confronti delle politiche ambientali Sarà la Toscana ad ospitare l'incontro della Commissione europea con i beneficiari italiani del Programma Life di quest'anno. Il Programma Life finanzia azioni dimostrative di particolare rilievo nel campo del trasferimento e della diffusione di buone pratiche ambientali nel settore delle nuove tecnologie a fini ambientali e della gestione delle biodiversità e degli habitat naturali. "La scelta della Commissione europea - ha detto l'assessore all'ambiente della Regione Toscana, Tommaso Franci, al termine di un incontro con i dirigenti della Direzione generale Ambiente - rappresenta un importante riconoscimento nei confronti del nostro lavoro e conferma l'attenzione dell'Europa all'esperienza che la Toscana sta portando avanti nel campo delle politiche ambientali su uno dei terreni più qualificanti quale quello dell'innovazione, promossa dal programma Life". "Ma se l'Europa guarda oggi con favore alla Toscana - ha aggiunto Franci -, questo è anche il risultato del fatto che le politiche regionali ormai da tempo guardano con grande attenzione all'applicazione delle direttive europee e alle metodologie che vengono elaborate in ambito europeo". Un'ulteriore conferma di questa sensibilità alle indicazioni europee nel campo dell'ambiente è, secondo Franci, la predisposizione del nuovo Rapporto sullo stato dell'ambiente in Toscana, effettuata sulla base della nuova impostazione metodologica dell'Agenzia europea per l'ambiente. L'edizione 2001 dei "segnali ambientali", che costituisce parte integrante di questo Rapporto, è stata tradotta in inglese e consegnata da Franci in questa occasione ai dirigenti della Direzione generale Ambiente della Commissione, che hanno particolarmente apprezzato lo sforzo della Toscana volto a internazionalizzare le proprie politiche ambientali.
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Cari amici ritengo molto interessante e significativo le valutazioni, di alcuni di noi che tramite questa lista, sono state espresse sui nostri leader rispetto a valutazioni o espressioni di posizioni rispetto a temi che interessano e coinvolgano gli italiani. Come, più volte ho avuto modo di affermare, non è più il tempo delle deleghe al "buio"; chi dice, o vuole, rappresentarci deve avere l'umiltà di stare ad ascoltare e sostenere posizioni che non siano solo frutto di convinzioni personali. Vorrei solo fare un piccolo esempio e senza entrare in merito a questioni particolari; ricordo che nella nostra legislazione è previsto che per la funzione di sindaco si possa essere eletto per non più di due legislature; tale prescrizione non vale per le altre cariche istituzionali (non sono un sindaco e nemmeno un consigliere comunale). Questo giusto per ricordare che concordo con chi esprime la difficoltà di avere e riconoscere dirigenti politici che sappiano interpretare le esigenze della base elettorale e riconoscano quando è il momento di farsi da parte per dare spazio a chi, in quel momento, interpreta al meglio le mutate esigenze della società italiana. In caso contrario non resta che una scelta, paventata da interventi in questa lista, di non partecipare alle future elezioni o iniziare un percorso alternativo che porti ad un confronto elettorale. Io credo che una vera classe dirigente si possa definire tale solo se lavora con prospettive future sia di breve, medio e lungo termine; a noi che siamo "carne da macello" buona per il periodo elettorale la scelta di come comportarci. Certo che se dovessi giudicare da come ci siamo mossi finora non credo ci debbano essere molte incertezze. (esempio: chi si ricorda della mozione di impegno per la creazione di una televisione indipendente presentata e approvata all'unanimità dalla assemblea regionale, Lombardia, di fondazione della Margherita).
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che non vanno in vacanza di trascorrere in compagnia il loro tempo libero. Nel Comune di Venezia ci sono diverse possibilità: · i grest delle parrocchie; · i centri estivi organizzati da associazioni di genitori o da associazioni private; · i centri estivi finanziati dal Comune. La polisportiva "L'Aquilone" affiliata al C.S.I. di Venezia, rientra in quest'ultimo caso. Ecco come nasce e si organizza un centro estivo comunale: il Comune manda delle linee guida su cui basare il progetto per la gara d'appalto a tutte le associazioni segnalate dai Quartieri. Ogni Quartiere avrà quindi il centro estivo comunale organizzato da associazioni private. Sono previsti turni quindicinali con orario mattutino (dalle ore 8.00 alle ore 13.00) o di tempo pieno (dalle ore 8.00 alle ore 17.00). Il programma organizzato dalla polisportiva "L'Aquilone" si differenzia per le varie fasce di età. Per i bambini della scuola materna sono previste attività di laboratorio manipolativo, pittorico, ecc., psicomotricità, musica gioco e nuoto mentre ai bambini della scuola elementare vengono proposte varie attività sportive: calcio, pallavolo, pallacanestro, pattinaggio, danza, orienteering, giochi di squadra, atletica,… e attività di laboratorio: musica gioco che prevede anche costruzione di strumenti musicali con materiali di riciclo, teatro, attività manuali, pittura, costruzioni (aquiloni, aeromodellismo, …) tra le quali ognuno bambino sceglierà due laboratori per ogni turno quindicinale. Queste attività laboratoriali e sportive vengono effettuate durante la mattina, mentre durante il pomeriggio si organizzano gli insostituibili tornei di calcetto uno contro uno e di forza quattro, giochi da tavolo, preparazione delle scenografie per la festa spettacolo di fine turno, ….. Una volta alla settimana è prevista, inoltre, attività in piscina. Durante ogni turno di quindici giorni viene organizzata una gita della durata di un giorno. Per quanto riguarda invece i ragazzi delle scuole medie, il programma è più articolato e prevede corsi di ceramica, di musica, fotografia, lezioni di canoa in laguna e su fiume, palestra di arrampicata con gita finale di due giorni in montagna o in canoa in laguna. Per un eventuale scambio di esperienze o per qualche ulteriore notizia potete scrivere a Silvia all'indirizzo: polisp.aquilone@tin.it
CURRENT URL http://agi.it/private/documentali.pl?id=agionline.anas-progettilavori&doc=200307291352-0073-...-...--
Emilia-Romagna, Anas apre al traffico due nuove varianti a Ravenna e Forlì Migliora la viabilità nelle province di Ravenna e di Forlì. Oggi l'Anas Spa ha aperto al traffico la Variante di Savio e la Variante di Fiumana di Predappio, alla presenza delle autorità locali. "Stiamo potenziando la rete infrastrutturale dell'Emilia Romagna", ha dichiarato il Presidente dell'Anas Spa Vincenzo Pozzi. "Queste due opere sono fondamentali per la viabilità delle Province di Ravenna e di Forlì e dei comuni di Ravenna, Cervia e Predappio e sono molto attese dal territorio, perché innalzano i livelli di sicurezza della Statale 16 Adriatica e dell'ex Statale 9 ter Dei Rabbi, riducendo i tempi di percorrenza degli utenti e l'inquinamento all'interno dei centri abitati". L'Anas ha colto l'occasione anche per "ringraziare le amministrazioni provinciali di Ravenna e di Forlì e i sindaci dei comuni di Ravenna, Cervia e Predappio per la preziosa collaborazione, che ha consentito di superare gli ostacoli che finora avevano impedito il completamento delle due varianti". La Variante di Savio alla SS 16 Adriatica contribuirà a rendere molto più veloce e sicuro il collegamento tra Ravenna e Rimini, poiché la viabilità non sarà più concentrata sul tratto della SS 16 "Adriatica" che attualmente attraversa il centro abitato di Savio ed è caratterizzato da numerose intersezioni a raso. E' un'opera che s'inserisce in una serie di interventi che l'Anas sta realizzando o sta appaltando per ammodernare e mettere in sicurezza tutta l'Adriatica. La Variante di Savio è lunga 5,4 km, ed è dotata - nel tratto che va dall'innesto sud (lato Rimini) fino a Rio Cupa - di due carreggiate, una per ciascun senso di marcia, con due corsie di marcia di 3,50 metri più una banchina larga 1,75 metri, mentre nel tratto che va da Rio Cupa all'innesto nord (lato Ravenna), di una carreggiata con una corsia per ciascun senso di marcia di 3,75 metri più una banchina di 1,50 metri. L'Anas ha già predisposto in questo secondo tratto le fondazioni e le spalle delle opere d'arte al fine di facilitare l'adeguamento del tratto ancora a due corsie ed inoltre ha già provveduto alle espropriazioni dei terreni necessari per l'allargamento. Il costo complessivo dell'opera è stato di 17,3 milioni di euro circa. La Variante di Fiumana di Predappio all'ex SS 9 ter "Dei Rabbi", è lunga 2,654 km, costituisce un vero e proprio asse tangenziale, e renderà più scorrevole e sicura la circolazione sull'ex statale, liberando Fiumana, frazione di Predappio, dal traffico che percorre attualmente l'arteria. La Variante prevede due svincoli: Fiumana Nord e Fiumana Sud. Il costo complessivo dell'opera è stato di 6,2 milioni di euro circa.
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ADESSO CHE CI SIAMO ANDATI HO SCOPERTO CHE IL MURO NON E' TUTTO LISCIO, MA E' FATTO DI MATTONCINI. SUL MURO ATTACCATO ALLA TORRE CI SONO LE FINESTRE SENZA VERO E NOI CI SIAMO AFFACCIATI E SI VEDEVA LA STRADA E ANCHE LE MONTAGNE.IN BASSO CìERANO LE FINESTRE CON LE SBARRE PER NON FARCI ENTRARE NESSUNO. SECONDO ME QUESTO MURO E' STATO FATTO TANTI TANTI ANNI FA...IN QUALCHE PUNTO E' SCURO E VECCHIO E IN QUALCHE PUNTO L'HANNO LAVATO.IN BASSO HO VISTO LE FINESTE PICCOLE CON LE SBARRE. LE SBARRE LE HANNO MESSE PER NON FARCI ENTRARE NESSUNO.TANTI ANNI FA LA GENTE A MONTECAROTTO DI NOTTE NTRAVA DENTRO LE MURA, CI HANNO DETTO CHE C'ERANO 3 PORTE E CHE POI LE CHIUDEVANO PER NON FAR ENTRARE LA GENTE CHE MAGARI RUBAVA E DOPO DI GIORNO
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A distanza di un anno dalla nomina alla direzione del Louvre dell'ex direttore del Musée d'Orsay, Henri Loyrette, il più importante museo francese rinnova il suo sito web. Digitando l'indirizzo www.louvre.fr , sarà possibile accedere non solo ai capolavori più noti, ma alla collezione del museo. Delle centosessantacinquemila opere conservate nelle sale del museo, sono visibili oggi ben trentaciquemila, fra tele, sculture, disegni, stampe e altre forme d'arte, corredate di schede d'approfondimento, collegamenti con altre sezioni del sito e zoom delle immagini. Entro il 2003 è prevista l'immissone sul sito dei restanti capolavori, oltre alla possibilità, da parte dei visitatori, di crearsi homepage personali con le opere preferite conservate al Louvre, oppure newsletter specifiche sulla produzione dei singoli artisti. Il materiale raccolto, da archiviare in appositi file, può quindi rappresentare una guida pratica ed esaustiva di tutto ciò che al museo è conservato, da scaricare e stampare a tempo debito. Il progetto più ambizioso da realizzare sarà, inoltre, quello di creare una sezione dedicata ai tour virtuali in 3d, dove le opere esposte saranno riprodotte non solo in digitale, ma anche attraverso le webcam posizionate all'interno delle sale del museo. Sembra fantascienza, ma non lo è. C. C.
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7 / 10 thriller a mio avviso ben costruito e ben girato, con colpi di scena inaspettati e intrighi tutti da svelare...val kilmer non è certo il mio attore preferito ma, ad eccezione di alcune scene nelle quali gli stessi dialoghi sono miseri, si comporta egregiamente...idem i coprotagonisti. per passare 2 orette in scioltezza è l'ideale Rispondi al commento maremare @ 12/05/2005 01:02:16 5 / 10 Ammetto che ho noleggiato questo film carico di aspettative e che la prima parte mi è anche piaciuta molto. Purtroppo da Dubai in poi il film cola a picco, come se a scriverlo e a dirigerlo non ci fosse più Mamet, ma la sua sciocca controfigura. Soprattutto è la sceneggiatura, così ben congegnata, a non essere più lineare, coerente e a trasformare il film in una serie di topos cinematografici, tipici dei peggiori prodotti seriali holliwoodiani. In definitiva un film che, viste le potenzialità iniziali, risulta una vera delusione. Irritante. 2 risposte al commento Ultima risposta 13/05/2005 Visualizza / Rispondi al commento Requiem @ 01/05/2005 10:39:05 8 / 10 Ogni tanto rimango shokkato dai voti che leggo. Quest'anno Hollywood ha prodotto due thrller politici davvero molto belli. Questo di Mamet e quello di Jonathan Demme "the manchurian Candidate" entrambi sguardi abbastanza impietosi sulla politica americana e sul sistema Statunitense. Per una volta non sono i soliti film d'azione americani, che puntano il dito contro terroristi medio orientali e simili, ma invece si rivolgono contro le falle del sistema tutto interno, la politica americana, gli intrighi di potere tanto amati da Matet, (sceneggiatore di film come gli intoccabili, e qui alla sua nona prova come regista), i metodi dei servizi segreti, l'FBI ecc. "Spartan" è un poliziesco asciutto, diretto benissimo e fotografato meglio, ma sopratutto basato su una sceneggiatura che tratta in modo originale il solito intrigo di potere. Nella prima parte poi il film è anche molto duro e fa venire quasi in mente polizieschi capolavori degli anni '50 come "un bacio e una pistola" di Robert Aldrich (la scena della casa sulla spiaggia ad esempio), oppure altri polizieschi anni '70, tipo quelli di Don Siegel. Cala un po' nella seconda parte a Dubai, anche se il finale in una piccadilly circus deserta è veramente molto inquietante. Magari esagero, ma voto 8, visti i voti precedenti. Mi è piaciuto anche il cast oltretutto. Grandissimo William H. Macy, quelle poche volte che c'è sullo schermo , sopratutto alla fine ("c'è la terza guerra mondiale e questa s.tronza vuole spu.tt.anare il padre"). Ma mi ha convinto anche Kilmer, che è sobrio e controllatissimo. Uno dei ruoli migliori che ha interpretato. Film così se ne vedono molto raramente. Se volete vedere i soliti action stupidi, rivolgetevi altrove (magari guardate 007, se volete i film di spionaggio). Rispondi al commento unpoeta67 @ 11/04/2005 19:22:42 3 / 10 a pensarci ora ,ed andando un po' a ritroso , rimane difficile dire che e' stato un bel film, non si capiscono gli agganci, comincia in un modo , va avanti in un altro , finisce in maniera vergognosa... alcune cose sono incomprensibili, (la scena finale all'aeroporto vergognosa) , ... non si capiscono alcuni perche' ne' la storia ce lo spiega.... brutto!! Rispondi al commento Roy Batty @ 25/01/2005 00:55:52 5 / 10 Che film inconcludente.......il regista si è ubriacato quando ha pensato a questo film... Rispondi al commento tispiego99 @ 12/05/2004 09:07:40 10 / 10 questo film è peggiore anche di "il silenzio dei prosciutti". voglio dare 10 per il fatto che qualcuno è riuscito a fare di peggio. una schifezza inaudita alla quale do comunque 10. un capolavoro dello scempio. andate a vederlo subito se soffrite de stitichezza Rispondi al commento alesfaer @ 23/04/2004 07:29:22 3 / 10 ke trama appassionante e innovativa.... 1 risposta al commento Ultima risposta 26/04/2004 Visualizza / Rispondi al commento Pagina di 1 vota e commenta il film invita un amico casualmente dall'archivio ERO UNO SPOSO DI GUERRA regia di Howard Hawks Voto Visitatori: 10,0 In programmazione Viaggi Scoop ADV ACQUE SILENZIOSE NEW ALONE IN THE DARK NEW ALTA TENSIONE HOT BATMAN BEGINS HOT BLUEBERRY BOOGEYMAN HOT BUFFALO SOLDIERS COSE DA FARE PRIMA DEI TRENTA DANNY THE DOG DEAR FRANKIE DOGTOWN AND Z BOYS DUMA ELLA ENCHANTED - IL MAGICO MONDO DI ELLA GAS HOTEL I LOVE HUCKABEES - LE STRANE COINCIDENZE DELLA VITA IL MIO AMICO A QUATTRO ZAMPE IL MIO GROSSO GRASSO AMICO ALBERT IL QUINTO IMPERO - IERI COME OGGI IL SILENZIO DELL'ALLODOLA IMAGINARY HEROES INFECTION KICKING & SCREAMING NEW KOMA LA DIVA JULIA - BEING JULIA LA GUERRA DEI MONDI HOT LA MIA VITA A GARDEN STATE LA PORTA DELLE SETTE STELLE LA SAMARITANA LA SPOSA SIRIANA LA TERRA DEI MORTI VIVENTI HOT L'ALTRA SPORCA ULTIMA META NEW LE PAGINE DELLA NOSTRA VITA L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE DI EUGENIE LEGAMI SPORCHI LICANTROPIA LORDS OF DOGTOWN L'UOMO SPEZZATO MUSICA CUBANA MY SUMMER OF LOVE MYSTERIOUS SKIN NEVER DIE ALONE NEW YORK TAXI ONE LAST RIDE - L'ULTIMA CORSA PAPARAZZI PREMONITION SAVED! SIN CITY HOT R STEAMBOY TERROR ISLAND THE PUSHER UNDEAD WIMBLEDON WITHOUT A PADDLE 143282 commenti su 3616 film Ultimo film commentato GOOD BYE, LENIN! viagem - voto: 7 Molto carino. Sorprendente! ultimi 20 film commentati Ultima recensione inserita IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE Regia: Jeanne-Pierre Jeunet Interpreti: Audrey Tautou, Mathieu Kassovitz, Rufus, Yolande Moreau, Artus de Penguern, Jamel Debbouze Genere: commedia Recensione a cura di peucezia elenco recensioni Ultima biografia inserita VIVIEN LEIGH Nato a: Darjeeling - India il: 05/11/1913 Biografia a cura di Mimmot elenco biografie la meta del tuo viaggio ? Viaggio Messico Viaggio Sharm el Sheik Viaggio Parigi Viaggio Maldive viaggiare è bello e da soddisfazione, viaggi scoop, ti aiuta a trovare il viaggio che più si adatta alle tue esigenze di viaggiatore, Viaggi e Vacanze disponibili a tutti con numerosi diari di viaggio e foto che contornano le località turistiche più belle del mondo. 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Nato a Santarcangelo di Romagna nel 1961, attore, comico e scrittore. A 14 anni riceve una targa d'argento Unesco per il cortometraggio animato “Flic sulla luna”. Dopo aver conseguito il diploma classico, si laurea in medicina. Nel frattempo collabora a Tango come vignettista. Numerose sono le sue apparizioni nelle edizioni 1996/97/98 della trasmissione “Mai dire gol”, dove interpreta il giornalista Panfilo Maria, il Prof. Fontecedro e Luisella. È tra i fondatori del settimanale umoristico Comix. Nel 1999 conduce Barracuda, un programma ironico e umoristico, in undici puntate su Italia 1. Nel gennaio 2001 presenta un nuovo talk show in seconda serata su RaiDue, Satyricon. La trama: Fontecedro, Panfilo e Luisella, sono i 3 protagonisti del libro, gli stessi personaggi messi in scena da Luttazzi nelle ultime due edizioni di “Mai dire Gol”, ma con molte battute inedite. Il professor Dervis Fontecedro, tipico esponente della cultura sessantottina, è il commentatore della scuola italiana: sostiene che occorre rinnegare il nozionismo e lasciare spazio alla fantasia, magari aiutata da qualche farmaco psicotropo. “65.000 insegnanti vogliono andare in pensione anticipata, un universitario su due non sa scrivere e i Pooh sono tornati in testa alle classifiche. Ammettiamolo: il sistema educativo italiano è in crisi”. “Questa edizione del telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali”. E’ Panfilo Maria Lippi, conduttore raccomandato del notiziario “Tabloid”, feroce parodia del giornalismo televisivo. Ultima nata, Luisella Gori, vera sorpresa di questo libro, critica di tutti i programmi tv che “allietano” le nostre giornate, definite “una valida alternativa all’intrattenimento intelligente”. Leggi anche: dello stesso autore “Sesso con Luttazzi”; “Locuste, come le formiche solo più cattive”; “C.R.A.M.P.O.”.
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OMELIA NELLA SANTA MESSA CRISMALE 12 aprile - Giovedì Santo - ore 9,30 - Cattedrale di San Pietro Gesù di Nazaret - il protagonista di quell'opera arcana della redenzione nostra e dell'universo, che rievocheremo nel sacro Triduo a partire da stasera - ha affrontato la sua grande impresa non come qualcuno che agisce in proprio, ma come uno che ha ricevuto una missione. Egli non si stanca di ricordarcelo, tanto che nel quarto vangelo il Creatore del cielo e della terra è da lui preferibilmente individuato come "il Padre che mi ha mandato" ( omicron piepsilonmuψalpha q muepsilon Πalphatauηrho ). Egli così intende essere accolto da noi soprattutto come la suprema epifanìa della misericordia divina. Questa sua missione è animata e sorretta da una ineffabile effusione dello Spirito Santo; effusione che nel linguaggio scritturistico assume la configurazione di un gesto rituale: quello del versamento dell'olio che designa e proclama i sacerdoti, i re e i profeti dell'antico Israele. Tanto che, volendo spiegare ai suoi compaesani il proprio compito e la propria qualifica, Gesù sceglie e riferisce a sé - tra tutti i testi profetici - proprio quello che dice: "Lo Spirito Santo è su di me; per questo mi ha consacrato con l'unzione" (Lc 4,18). "Consacrato con l'unzione": cioè "Cristo". Non vuol dire altro, ben lo sappiamo, questo vocabolo (traduzione del termine ebraico "messia") che è addirittura entrato a far parte del suo stesso nome. La celebrazione di stamattina, però, non si limita a richiamarci la prerogativa messianica del Figlio di Maria. Essa anzi vuole più specificamente farci riscoprire un'altra splendida verità della nostra fede: colui che è nativamente consacrato dall'unzione dello Spirito, di questa sua unzione ci ha resi tutti partecipi. Che significa questo? Significa che egli comunica il proprio sacerdozio regale a tutto il popolo dei redenti (cfr. Prefazio della messa crismale ). Sicché il popolo dei redenti da questa messa crismale è sollecitato a non lasciarsi forviare da qualche moda culturale (quella, per esempio, che tende ad attenuare sempre più ogni confine tra sacro e profano) ed è esortato invece a riscoprire, onorare, difendere la propria essenziale indole sacra, che lo distingue tra tutte le genti e singolarmente lo nobilita, come ci ricorda san Pietro: "Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa" (cfr. 1 Pt 2,9) e "venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali a Dio graditi" (cfr. 1 Pt 2,5). In questa prospettiva, si arriva allora ad ammirare la Chiesa come una realtà trascendente e bellissima, che costituisce con il Sacerdote della Nuova Alleanza - con l'Unigenito eterno del Padre, fatto uomo per noi - un unico vivente organismo. "Una sola carne", compaginata nel disegno eterno dall'amore di Dio; e nessuno osi separare, con la raggelante dialettica di pensieri mondani, ciò che Dio ha congiunto. Perché "questo mistero è grande"; e, prima e più che all'unità indissolubile dei coniugi, va posto in riferimento a Cristo e alla Chiesa (cfr. Ef 5,32). * * * Ad aiutare la contemplazione di questo "grande mistero", con la sottolineatura di qualche aspetto rilevante della vita ecclesiale, ci vengono offerti oggi i riti insoliti di questa celebrazione. Con la benedizione dell'olio degli infermi ci viene ricordato che le pene e i disagi, anche fisici, sono un dato inevitabile e aspro, ma soprannaturalmente prezioso, dell'esistenza. E siamo invitati all'affettuosa attenzione verso tutti i fratelli che soffrono, segnatamente i malati. Quest'olio ci persuade che la famiglia dei credenti, finché è pellegrina sulla terra, è esposta alla prova del dolore e della debolezza, e ha bisogno di "conforto"; un conforto che ci è elargito infallibilmente dall'azione sacramentale, ma deve altresì essere supportato dalla premurosa vicinanza a chi patisce, dal soccorso operoso, dalla consolazione dell'amore fraterno. Nell'olio così detto "dei catecumeni" - che dispone i battezzandi al santo lavacro - il Signore ci gratifica di un segno incoraggiante della sua forza divina. "Unctus es quasi athleta Christi", ricorda sant'Ambrogio ai neofiti: "sei stato unto come si fa con gli atleti, tu che ormai sei diventato un atleta di Cristo che deve star pronto al combattimento di questo secolo; ti sei dunque impegnato a cimentarti sul serio in una strenua e non eludibile battaglia (cfr. De sacramentis I,2,4). Non soltanto al battesimo dunque quest'olio ci invita a pensare, ma all'intera militanza cristiana che dal battesimo prende inizio. La sequela del Signore infatti - ben diversamente da ciò che sembra insinuato dallo spensierato irenismo verso tutti e verso tutto, oggi diffuso nella cristianità - è spesso presentata dal Nuovo Testamento come una lotta strenua e senza quartiere: "State saldi - così, per esempio, san Paolo esorta i fedeli di Filippi - e combattete uniti per la fede del Vangelo, senza lasciarvi intimidire in nulla dagli avversari" (cfr. Fil 1,27-28). C'è infine l'insegnamento e la riflessione che ci arrivano dalla benedizione del crisma. La nostra dignità di cristiani e la nostra fortuna di essere stati raggiunti, segnati e trasformati dall'onda rinnovatrice e santificatrice che trabocca fino a noi dall'oceano di luce e di grazia della Divinità ci sono efficacemente rammentate dall'inno eucologico che il vescovo pronuncia sull'olio misto a balsamo. "Impregnalo della forza dello Spirito - egli prega - e della potenza che emana dal Cristo", perché si effonda poi "come segno sacramentale di salvezza per i figli di Dio"; i quali - consacrati e divenuti tempio della gloria ineffabile del Padre - "spandano il profumo di una vita santa" e brillino al cospetto degli angeli rivestiti della loro nuova altissima nobiltà di "re, sacerdoti e profeti". * * * L'imminenza della solenne rievocazione della "cena del Signore" - che caratterizza la giornata del Giovedì Santo - e il felice raduno del nostro presbiterio in questa cattedrale mi impongono di non concludere l'omelìa senza un rapido cenno alla bellezza e alla grandezza del sacerdozio ministeriale, nato nel cenacolo unitamente all'eucaristia e posto al servizio di quella comunione essenzialmente eucaristica che è la Chiesa. Vescovi e presbiteri che siamo oggi qui raccolti, vogliamo lodare e ringraziare il Signore per la nostra speciale vocazione e pregare perché non venga mai meno la nostra fedeltà. Con questo spirito ci disponiamo adesso a rinnovare, affidandoci anche alla preghiera dell'intero popolo di Dio, i nostri impegni e le nostre promesse.
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SI RAFFORZA IL FRONTE ANTIMUTILAZIONI. DEPOSITATI GLI STRUMENTI DI RATIFICA DEL PROTOCOLLO DI MAPUTO DA PARTE DEL GOVERNO NEL CORSO DELLA CONFERENZA ORGANIZZATA DA NPSG. SCONFITTO IL TENTATIVO DI DARE UNA GIUSTIFICAZIONE RELIGIOSA ALLE MGF. Djibouti, 3 febbraio 2005 - I lavori della Conferenza Sub-Regionale sulle mutilazioni genitali femminili si sono chiusi, dopo un'intenso dibattito di due-giorni tra i rappresentanti dei governi della regione, gli esponenti religiosi e della società civile che vi hanno preso parte, con l'adozione della Dichiarazione di Djibouti, un documento che in larga misura rende esecutivo il dispositivo della Dichiarazione del Cairo sull'eliminazione delle MGF, adottata nel giugno 2003, e della Dichiarazione di Nairobi sulle MGF, del settembre 2004. Il Primo Ministro, Dileita Mohamed Dileita, ha annunciato la ratifica da parte del governo del Protocollo di Maputo e nel corso della cerimonia di chiusura ha consegnato gli strumenti di ratifica nelle mani del rappresentante dell'Unione Africana, attribuendo in questo modo al suo Paese, dove l'incidenza delle MGF é pressoché totale (98%), un ruolo guida all'interno della sub-regione e nel continente africano in generale. Sale quindi a nove il numero dei paesi che hanno ratificato il documento, che rappresenta la prima vera e propria « Carta dei diritti » delle donne africane e che, all'art. 5, condanna espressamente le MGF come violazione dei diritti umani. Occorrono 15 paesi perchè entri in vigore. Sul rapporto fra Islam e MGF, rispetto ad un primo documento presentato dagli esponenti islamici che lasciava margini per un' interpretazione permissiva del testo coranico, a fronte della ribellione avvenuta in plenaria, il Ministro del Culto Mogueh Dirir Samatar ha ritirato il testo ed è stata adotatta la Dichiarazione di Djibouti che non solo ribadisce l'infondatezza di qualsiasi legame tra il Corano e queste pratiche tradizionali , ma riafferma con forza che nessun tipo di mutilazione deve, in alcun modo, essere praticata perché contraria agli stessi precetti religiosi. Dichiarazione di Emma Bonino, deputata europea radicale e fondatrice di Non c'è Pace senza Giustizia: «Con questa conferenza siamo arrivati ad un punto di non ritorno della battaglia contro le mutilazioni genitali femminili. Il dibattito ormai è stato innescato e al di là del successo di questo evento è necessario non solo farne tesoro ma continuare a creare nuove occasioni di lotta comune. Da questo punto di vista, il Gibuti rappresenta un esempio prezioso soprattutto per il coraggio e l'assenza di timidezza con cui le amiche qui presenti hanno contribuito al confronto pubblico e trasparente, anche con i religiosi». Segnala questa pagina Comunicati su: [ Stop FGM! ] [ Islam e democrazia ] [ Diritti Umani, Civili & Politici ] Rassegna Stampa su: [ Stop FGM! ] [ Islam e democrazia ] [ Diritti Umani, Civili & Politici ] Interventi su: [ Stop FGM! ] [ Islam e democrazia ] [ Diritti Umani, Civili & Politici
CURRENT URL http://www.consiglio.regione.toscana.it/servizi-al-pubblico/Banche-dati/raccolte-normative-per-materia/pari-opportunita/normativa-comunitaria/1957tratt0325.htm
Trattato 25 marzo 1957 (1). (art. 119) Trattato che istituisce la Comunità europea (n.d.r. Versione in vigore dal 1° febbraio 2003) (2). SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, SUA ALTEZZA REALE LA GRANDUCHESSA DEL LUSSEMBURGO, SUA MAESTÀ LA REGINA DEI PAESI BASSI, (3) DETERMINATI a porre le fondamenta di un'unione sempre più stretta fra i popoli europei, DECISI ad assicurare mediante un'azione comune il progresso economico e sociale dei loro paesi, eliminando le barriere che dividono l'Europa, ASSEGNANDO ai loro sforzi per scopo essenziale il miglioramento costante delle condizioni di vita e di occupazione dei loro popoli, RICONOSCENDO che l'eliminazione degli ostacoli esistenti impone un'azione concertata intesa a garantire la stabilità nell'espansione, l'equilibrio negli scambi e la lealtà nella concorrenza, SOLLECITI di rafforzare l'unità delle loro economie e di assicurarne lo sviluppo armonioso riducendo le disparità fra le differenti regioni e il ritardo di quelle meno favorite, DESIDEROSI di contribuire, grazie a una politica commerciale comune, alla soppressione progressiva delle restrizioni agli scambi internazionali, NELL'INTENTO di confermare la solidarietà che lega l'Europa ai paesi d'oltremare e desiderando assicurare lo sviluppo della loro prosperità conformemente ai principi dello statuto delle Nazioni Unite, RISOLUTI a rafforzare, mediante la costituzione di questo complesso di risorse, le difese della pace e della libertà e facendo appello agli altri popoli d'Europa, animati dallo stesso ideale, perché si associno al loro sforzo, DETERMINATI a promuovere lo sviluppo del massimo livello possibile di conoscenza nelle popolazioni attraverso un ampio accesso all'istruzione e attraverso l'aggiornamento costante, HANNO DECISO di creare una COMUNITÀ EUROPEA e a questo effetto hanno designato come plenipotenziari: SUA MAESTÀ IL RE DEI BELGI: S. E. Paul-Henri Spaak, Ministro degli affari esteri, S. E. Barone J.Ch. Snoy et D'oppuers, Segretario generale del ministero degli affari economici, Presidente della delegazione belga presso la Conferenza intergovernativa, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA: S. E. Konrad Adenauer, Cancelliere federale, S. E. Walter Hallstein, Segretario di Stato agli affari esteri, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FRANCESE: S. E. Christian Pineau, Ministro degli affari esteri, S. E. Maurice Faure, Segretario di Stato agli affari esteri, IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA: S. E. Antonio Segni, Presidente del Consiglio dei ministri, S. E. Gaetano Martino, Ministro degli affari esteri, SUA ALTEZZA REALE LA GRANDUCHESSA DEL LUSSEMBURGO: S. E. Joseph Bech, Presidente del governo, Ministro degli affari esteri, S. E. Lambert Schaus, Ambasciatore, Presidente della delegazione lussemburghese presso la Conferenza intergovernativa, SUA MAESTÀ LA REGINA DEI PAESI BASSI: S. E. Joseph Luns, Ministro degli affari esteri, S. E.J. Linthorst Homan, Presidente della delegazione olandese presso la Conferenza intergovernativa, I QUALI, dopo avere scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma, hanno convenuto le disposizioni che seguono. Omissis Articolo 119 (ex articolo 109 H) 1. In caso di difficoltà o di grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti di uno Stato membro, provocate sia da uno squilibrio globale della sua bilancia dei pagamenti, sia dal tipo di valuta di cui esso dispone, e capaci in particolare di compromettere il funzionamento del mercato comune o la graduale attuazione della politica commerciale comune, la Commissione procede senza indugio a un esame della situazione dello Stato in questione e dell'azione che questo ha intrapreso o può intraprendere conformemente alle disposizioni del presente trattato, facendo appello a tutti i mezzi di cui esso dispone. La Commissione indica le misure di cui raccomanda l'adozione da parte dello Stato interessato. Se l'azione intrapresa da uno Stato membro e le misure consigliate dalla Commissione non appaiono sufficienti ad appianare le difficoltà o minacce di difficoltà incontrate, la Commissione raccomanda al Consiglio, previa consultazione del comitato di cui all'articolo 114, il concorso reciproco e i metodi del caso. La Commissione tiene informato regolarmente il Consiglio della situazione e della sua evoluzione. 2. Deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio accorda il concorso reciproco; stabilisce le direttive o decisioni fissandone le condizioni e modalità. Il concorso reciproco può assumere in particolare la forma di: a) un'azione concordata presso altre organizzazioni internazionali, alle quali gli Stati membri possono ricorrere; b) misure necessarie ad evitare deviazioni di traffico quando il paese in difficoltà mantenga o ristabilisca restrizioni quantitative nei confronti dei paesi terzi; c) concessione di crediti limitati da parte di altri Stati membri, con riserva del consenso di questi. 3. Quando il concorso reciproco raccomandato dalla Commissione non sia stato accordato dal Consiglio ovvero il concorso reciproco accordato e le misure adottate risultino insufficienti, la Commissione autorizza lo Stato che si trova in difficoltà ad adottare delle misure di salvaguardia di cui essa definisce le condizioni e le modalità. Tale autorizzazione può essere revocata e le condizioni e modalità modificate dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata. 4. Fatto salvo l'articolo 122, paragrafo 6, il presente articolo non è più applicabile dall'inizio della terza fase. Omissis (1) Versione consolidata pubblicata nella G.U.C.E. 24 dicembre 2002, n. C 325. Il presente testo, in vigore dal 1° febbraio 2003, è così integrato con le modifiche apportate dal trattato di Nizza, firmato il 26 febbraio 2001. (2) I testi dei protocolli sono consultabili in allegato al Trattato 25 marzo 1957 nel testo in vigore fino al 30 aprile 1999). (3) Il Regno di Danimarca, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, l'Irlanda, la Repubblica d'Austria, la Repubblica di Finlandia, il Regno di Svezia e il Regno Unito di Gran Bretagna e d'Irlanda del Nord sono successivamente diventati membri della Comunità europea.
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Anna Maxted, trentenne, attualmente vive a Londra con suo marito Phil e i suoi due gatti Disco e Natascha. Collabora con il mensile Cosmopolitan e scrive per una rubrica pubblicata su Esquire. La trama: Ecco un romanzo d’amore, o meglio ecco un romanzo che narra con humor la scoperta dell’amore per se stessi. Anna Maxted ci racconta con grande spirito la storia di Natalie e della sua riscoperta solitudine. Ora che è costretta a diventare grande Natalie deve prendere delle decisioni importanti. Chi potrà aiutarla e darle quella sicurezza che le è venuta a mancare? Forse Saul, il fidanzato un po’ noioso ma sinceramente innamorato, o forse Chris, musicista bello e perverso, amante straordinario, dal nome e dal cervello di un cane. E poi c’è Andy, il fratello che non ha più il coraggio di rivolgerle la parola da quando, all’età di quindici anni, la baciò di nascosto durante una festa di compleanno... Un libro commovente e sarcastico, talvolta comico e talvolta graffiante, che esplora con minuzia e grande humor tutti i possibili stati d’animo femminili. Un romanzo che è anche una storia di coraggio, sentimenti, amicizia e voglia di vivere, che l’autrice affronta con il tono che le è più consono: quello dell’umorismo. Leggi anche: Se questo libro ti ha conquistata, non puoi perdere il romanzo d’esordio dell’autrice, In sospeso , oppure Normal girl , di Molly Jong-Fast, per guardare con occhio critico e un po’ di ironia la vita delle ragazze “moderne”.
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- L'efficacia e l'impostazione sussidiaria delle l'attività di cooperazione decentrata ha fatto della regione Lombardia un punto di riferimento anche per le altre Regioni Italiane. Con il coinvolgimento di tutti i corpi intermedi avviato in questi anni, la Regione deve superare sempre più la logica degli interventi assistenziali, pur necessari, verso una promozione integrale dello sviluppo delle persone e della società, anche nella dimensione economica. quello che abbiamo fatto - 20 milioni di euro stanziati negli ultimi 5 anni per la realizzazione di 240 progetti elaborati e attuati dalle Organizzazioni Non Governative (ONG) lombarde e dalle associazioni di solidarietà internazionale, interessando 49 Paesi in 4 continenti (America Latina, Asia, Africa e Europa) - Elaborazione di un Piano Operativo Integrato per i Balcani (Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Romania), con il coinvolgimento di enti locali, ONG e imprese della Lombardia, altre regioni italiane nei settori: socio-sanitario, ambientale, economico, formazione professionale, socio-educativo.. - Avvio di 6 gemellaggi tra strutture ospedaliere in Sud Africa, Congo, Eritrea, Capo Verde e Moldova
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"Ma come fa a descrivere così bene una donna?". "Penso ad un uomo, e tolgo autorevolezza ed affidabilità". (Jack Nicholson in "Qualcosa è cambiato") Qui siamo a New York: se ce la fai qui, ce la puoi fare ovunque. (Melvin Udall in "Qualcosa e' cambiato") Ma credete veramente di essere pazzi? Davvero? Invece no, voi non siete più pazzi della media dei coglioni che vanno in giro per la strada, ve lo dico io! (Jack Nicholson "istruisce" gli altri ricoverati nella clinica psichiatrica in "Qualcuno volò sul nido del cuculo") Che vergogna quando arrivò l'idraulico... Io lì, tutta nuda nella vasca e... non avevo lo smalto sulle unghie!!! (Marilyn Monroe in "Quando la moglie e' in vacanza") "Questa la chiamano musica classica, vero?". "Si'." "L'ho capito perché non canta nessuno". (Marilyn Monroe e Tom Ewell in "Quando la moglie è in vacanza") "Sei felice, hai rovinato tutta la mia vita...". "Beh, la sistemiamo dopo...". (da "Quando meno te lo aspetti") "Hai appena bacchettato uno che non è ancora nato...". "Non è mai troppo presto per imparare le buone maniere". (da "Quando meno te lo aspetti") "Henry, basta con quello spazzolino... I denti ti cadranno per protesta!". (da "Quando meno te lo aspetti") "Sa cosa sono i vespri?". "Dei motorini?". "Più o meno...". (da "Quando meno te lo aspetti") È morto senza credere a niente: deve essere stata una cosa spiacevole. (da "Quarto potere") Beh... Potrei essere più preciso nelle promesse, se già fin d'ora non dessi tanto da fare per mantenerle. (Orson Welles candidato alle elezioni da "Quarto potere") "Dunque signor Carter, c'è un titolo di tre colonne in prima pagina del Chronicle. Perché l'Inquirer non ha un titolo su tre colonne?". "La notizia non era importante". "Signor Carter, se il titolo è grande, la notizia diventa subito importante". (L'editore Orson Welles e il caporedattore Erskine Sanford in "Quarto potere") Solo una persona può decidere il mio destino, e quella persona sono io. (Orson Welles in "Quarto potere") "Gradisce un whisky?!. "Solo un dito...". "Non vuole prima un whisky?". ("Quattro delitti in allegria", regia di Alain Berberian) "Ricordate quella ragazza che frequentavo qualche tempo fa? Beh, non e' piu' la mia fidanzata...". "Ah, si'... una donnaccia... ce la siamo passata tutti!". "... Ora e' mia moglie!". (Dal film "Quattro matrimoni e un funerale") C'è qualcosa di scientifico nei tuoi ritardi. Certi risultati si ottengono solo applicandosi intensamente. (Kristin Scott e Hugh Grant testimoni di nozze in perenne ritardo in "Quattro matrimoni e un funerale") Non e' stato un piacere non conoscerti. (Carrie in "Quattro matrimoni e un funerale") Al vero amore, di qualsiasi forma e dimensione si presenti a voi. (dal film "Quattro matrimoni e un funerale") Ho sempre sognato di incontrare una ragazza spigliata, gentile, dall' aspetto gradevole, che non mi trovasse repellente. Io le chiederei di sposarmi e vivremmo felici e contenti per tutta la vita. Tra i miei genitori è funzionato. Beh, a parte il divorzio e tutto il resto. (James Fleet e Hugh Grant in "Quattro matrimoni e un funerale") Che io mi ricordi, ho sempre voluto fare il gangster. Per me fare il gangster e' sempre stato meglio che fare il presidente degli Stati Uniti. (Ray Liotta (Henry Hill) in "Quei bravi ragazzi") "Figliolo quand'è che ti trovi una brava ragazza pure te?". "Mamma, io ne trovo di bravissime tutte le sere...". (da "Quei bravi ragazzi") Un giorno ho chiesto a mia moglie: "Cara, dove vuoi andare per il tuo compleanno?". E lei: "In un posto dove non sono mai stata". "Allora prova in cucina". (In "Quei bravi ragazzi")
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(Roberto Esposti) - Davvero una bella idea questa del Comune di Roma di organizzare un festival di letteratura nella Basilica di Massenzio, ai Fori imperiali. Bella per la location , per la qualità dei musicisti chiamati a sottolineare i readings proposti e per l'importanza dei nomi presenti: Grossman, Gaarder, McGrath, Sepulveda, Vazquez Montalban, Walcott, Grass, Coe. In una parola: il meglio della letteratura mondiale ha proposto le sue opere sotto le suggestive volte illuminate della Basilica. Chi vi scrive ha avuto il piacere di assistere alle serate dedicate a Ian McEwan e ad Abraham Ben Yehoshua. Il 31 di maggio la serata è per McEwan, scrittore inglese nato ad Aldershott nel 1948, autore di romanzi come "Lettera a Berlino", "L'innocente", "Il giardino di cemento", "Cani neri". L'incontro, al quale erano presenti un migliaio di persone è iniziato con il reading di un brano tratto da "Cortesie per gli ospiti", interpretato da Monica Guerritore e Massimo Popolizio, attori particolarmente a loro agio con la prosa quasi dialogica di una storia d'amore intensa, rapida, scandita e pervasa dai ripetuti incontri d'amore dei due protagonisti, segnata sin dall'inizio dalla paura di trovarsi innamorati ad un'età nella quale non ci si riesce più a credere. Tra gabbiani alquanto ciarlieri e la mini regia del maxischermo un po' confusionaria, si prosegue con l'intervento dell'autore che, accompagnato al piano dall'ottimo Sergio Cammariere legge con la sua bella, intensa e così meravigliosamente inglese, voce un brano di "Lingua madre", testo ironicamente autobiografico, nel quale con sorniona poesia parla della lingua usata da sua madre, passandone così in rassegna la vagabonda vita; il tutto seguito sullo schermo dalla traduzione in italiano. La serata si conclude con lo chansonnier Cammariere, che interpreta una manciata di brani suoi, tanto eccelsi sotto il punto di vista degli arrangiamenti, quanto scontati nel testo; alla fine brilleranno un divertissement nel quale passa in rassegna i nomi di molti cantautori di casa nostra e un adattamento in italiano di "La mer" di Charles Trenet. Il 20 giugno tocca invece a Yehoshua, nato a Gerusalemme nel 1936, considerato uno dei massimi scrittori di lingua ebraica contemporanei: al suo attivo i romanzi "Cinque stagioni", "Il signor Mani". Il copione della serata è simile, molto maggiore invece la presenza di pubblico. L'interprete del reading di questa sera è Umberto Orsini: attore di cinema e teatro meravigliosamente bravo che legge un brano de "L'amante", in cui vengono descritte le vicendevoli impressioni di due personaggi, un ebreo israeliano proprietario di un'officina e un giovane musulmano palestinese che in quell'officina lavora. In una sorta di dialogo mai consumato con l'altro (e l'altro può essere agilmente sineddoche per un popolo) i due parlano dei sentimenti di curiosità, di timore e forse di affetto che provano quotidianamente nell'officina, unico luogo d'incontro fisico e culturale che è dato loro avere. Testo importante questo, perché come buona parte dei libri di Yehoshua ti parla dell'umanità, il sentimento e la maniera che posseggono questi due popoli di vivere una coabitazione così tormentata, che a noi (estranei emotivamente oltrechè geograficamente) sembra ingessata in puri rapporti d'odio cosa, che almeno all'epoca in cui il libro fu scritto, non corrispondeva a verità. Pensiero questo, espresso dallo stesso Yehoshua, che inizia la propria partecipazione in inglese parlandoci della situazione drammatica della sua terra, chiedendo un sostegno a tutti noi per fermare l'odio. Lo scrittore prosegue con la lettura in ebraico di "Matrimonio al villaggio", brano che farà parte del suo prossimo romanzo, in cui un ebreo, professore orientalista è angosciato dal fallito matrimonio del figlio. La storia si svolge durante il matrimonio di una sua studentessa araba, che lo invita alle sue nozze in un villaggio della Palestina. Ed anche qui, oltre alle descrizioni preziose ed agili e ai monologhi interiori asciutti e coinvolti, ciò che conquista è la meravigliosa capacità che possiede lo scrittore israeliano di trattare l'incontro di queste due culture così diverse, anche nelle piccole cose, come il cibo ad esempio. La serata si chiude con un ottimo concerto jazz d'improvvisazione dei pianisti Antonello Salis e Stefano Bollani, personalità davvero rilevanti di questa musica in Italia, che trascinano i presenti in un turbine di note molto gradevole. Il 20 giungo era purtroppo l'ultimo appuntamento del Festival, ma esiste già in impegno a rinnovarlo l'anno venturo, stavolta con scrittori italiani. frascati A Trillini e Cassarà il tricolore del fioretto (Roberto D'Alessio) - Si sono conclusi al Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, con finale all'aperto a Piazza del Popolo, i Campionati italiani assoluti di scherma nell'arma del fioretto maschile e femminile, organizzati dall'Accademia Romana di scherma. L'A.R.S aveva abbinato il "Trofeo MARTA RUSSO" ai premi messi in palio dalla FIS, dal Comune di Roma e dagli sponsor alla memoria della fiorettista Marta Russo, figliola del maestro Donato, uccisa nei noti eventi dell'università di Roma. La prova femminile andava a Giovanna Trillini felicemente ritornata alla vittoria di un titolo italiano, dopo sedici anni in una Piazza del Popolo, popolata di personalità politiche, sportive e militari. Presente il sindaco On. Walter Veltroni, che ha voluto testimoniare con la sua presenza, quanto sia vicino a questo sport e principalmente alla famiglia Russo così duramente colpita dagli eventi. La veterana azzurra si prendeva in semifinale una rivincita niente male sulla sua nemica di sempre, Valentina Vezzali, campionessa olimpica e mondiale della Polizia di Stato in un assalto tirato e nervoso che portava Giovanna Trillini del Corpo forestale dello Stato ad agguantare una finale tanto ambita per 15 a 8. Ma da quella pedana scendeva una Valentina Vezzali molto nervosa al punto di non dover salutare a fine assalto il presidente di giuria il livornese Zanotti accusato di un qualcosa non avvenuto. Forse per la campionessa olimpica poteva essere solo disappunto per la imprevista sconfitta ma il pubblico presente non aveva visto di buon occhio l'accaduto. La cosa sembrava finire lì, quando dopo la finale vinta meritatamente dalla Trillini per 15 a 12 sulla giovane sorpresa della giornata Francesca Facioni, allieva del maestro Tomassini sua compagna di sala e tesserata per la Forestale e per il Frascati Cocciano salivano sul podio e attendevano le terze classificate, la Vezzali e la Torresani, inaspettatamente la campionessa olimpica riteva di non partecipare alla festa di questo sport e non si presentava sul podio. Immaginate la delusione e lo stupore delle autorità militari e sportive della Federazione Italiana Scherma con il presidente Prof. Di Blasi e i vice presidenti Simoncelli e Scalzo, consiglieri tutti e del pubblico presente. Ma la cosa nella gravità poteva offendere Donato ed Aureliana Russo genitori della compianta Marta. Speriamo che in un prossimo futuro non si ripetano simili atteggiamenti di atleti molto amati dal pubblico. In campo maschile finale tutta militare all'insegna dei Carabinieri Roma. Infatti due loro atleti Cassarà di Brescia e Stefano Barrera di Frascati tiravano per lo scudetto maschile e la vittoria andava al giovane diciottenne bresciano, sempre pronto a rintuzzare il ritorno di fiamma di Stefano Barrera, allenato da Fabio Galli, per il giovane carabiniere di Frascati era la resa.. Nelle prove a squadre in campo femminile, la Polizia di Stato, capitanata da Valentina Vezzali, con Zalaffi, Rossi, Pizzi, si prendeva una pronta rivincita sulla Forestale di Giovanna Trillini, Francesca Facioni e Frida Scarpa per 45 a 38, mentre per il bronzo il Frascati Cocciano guidato dalla Simoncelli e dalla Cipriani annientava Rapallo per 45 a 32. Le Fiamme Oro hanno vinto il titolo anche la gara maschile, interrompendo la supremazia triennale dei Carabinieri, orfani dell'iridato Sanzo, che per un improvviso attacco influenzale aveva dovuto saltare anche la gara individuale. Per le Fiamme Oro tiravano il frascatano Marco Ramacci, Magni, Vanni e Vannini che superavano i Carabinieri Cassarà, Barrera, Pierucci e Mammi. In occasione della finale del TROFEO MARTA RUSSO ripresa da RAISPORTSAT si poteva prestare più attenzione da parte dei commentatori della Rai con il bravo e competente Stefano Pantano presente. Infatti essendo giorno, la segnalazione del punteggio sul video non appariva visibile, mettendo in difficoltà il telespettatore profano della scherma. Purtroppo a questo inconveniente, già ampiamente previsto, essendosi la finale tirata di giorno, non hanno ovviato i telecronisti :più attenti ad osannare le gesta mondiali degli atleti delle squadre militari, che a seguire il punteggio della gara creando confusione nel pubblico televisivo non abituato a questa disciplina. genzano Il tema dell'infiorata di quest'anno (Alessio Colacchi) - Lo scorso lunedì 3 giugno, presso la sala consiliare del comune di Genzano, monsignor Gillet (ausiliario del vescovo di Albano) e Paglia Vincenzo (vescovo di Narni-Amelia-Terni) hanno presentato il tema dell'infiorata di quest'anno. "La pace e la solidarietà", due parole capaci di scatenare una vera rivoluzione. L'appuntamento del 2002 riveste infatti un'importanza molto particolare, alla luce di quanto accaduto lo scorso 11 settembre a New York. Ovvi riferimenti sono stati fatti quindi dal vescovo umbro all'ultimo incontro tenuto a Pratica di Mare, dove alcuni statisti hanno complottato il nuovo ordine mondiale. Ma se loro si riuniscono a pochi chilometri da qui, il vescovo ringrazia calorosamente la nostra festa, perché simbolo di unione e speranza. È infatti l'alto valore simbolico che riveste l'infiorata stessa a colpire Paglia, perché i vari petali che costituiscono i tappeti floreali in realtà rappresentano la vicinanza e la fratellanza fra i popoli. Tra l'altro "una volta sconfitto il terrorismo bisogna costruire l'armonia fra i diversi"; non basta portare avanti un'opera di carattere puramente repressivo per opporsi alle brutalità, ma serve soprattutto il perdono. Il discorso del vescovo umbro, proprio per queste ragioni, esprime a pieno il senso dell'infiorata di quest'anno. Alla fine della conferenza sono state poi donate due incisioni di Rupnik ai due clerici, i quali hanno ringraziato l'amministrazione comunale per la cordialità con cui sono stati accolti a Genzano. velletri Mura arcaiche sulla catena dell'Artemisio a cura di OPE - associazione culturale per lo studio delle civiltà antiche testi di Angelo e Fiorella Capri foto di Fernando Quarta Ancora una volta abbiamo segnalato alla Soprintendenza Archeologica per il Lazio la presenza di mura arcaiche in pietra locale (cappellaccio) sulla Catena dell'Artemisio. Un breve tratto, lungo circa m. 2,25, lo abbiamo rinvenuto sul Monte Artemisio (Velletri) a quota 930 m. ca.; un altro breve tratto molto distante dal primo e lungo circa m. 3,50 si trova sul Monte Peschio (Velletri) a quota 924 m. ca.. I blocchi del primo tratto di mura misurano mediamente circa cm. 55(L)x50(P) Tratto di mura al Monte Peschio
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Milano, 5 giugno 2003 - Il 9 giugno, alla vigilia dell'atteso concerto dei Rolling Stones a Milano, Ronnie Wood (foto) esporrà trenta dipinti alla galleria East West, da poco aperta sui Navigli. La mostra, costituita da litografie e originali dedicati al mito del rock, rimarrà a disposizione dei fan e degli acquirenti fino al 30 giugno. Wood, le cui opere sono state esposte in tutto il mondo, dal Museum of Modern Art di San Paolo in Brasile alla Royal Academy of Arts di Londra, coltiva la passione per la pittura fin da quando aveva quattordici anni.
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In reply to: Raval 's Tributo di sangue alla follia pensa a quel brasiliano nella metro londinese che è stato ucciso da agenti in borghese... hai voglia a dire " gli hanno intimato l'alt ", come pensi avresti reagito tu, in quel clima di tensione, in quella situazione, se una persona non in divisa ti punta addosso un'arma e ti dice di fermarti?!? stiamo degenerando, se anche in inghilterra prende piede la `filosofia` di brutalità animalesca in stile USA a tolleranza zero (e l'ordine di "sparare a vista" dato dai capi di Scotland Yard, se è vero, ne è il primo segnale), allora ci manca poco che questo clima di non-sense si sparga per il resto dell'Europa (e più bestie rabbiose del calibro di Castelli e Calderoli vengono votate e portate al potere, più il pericolo aumenta...) 21 Jul 2005 >> 21:48 `ectoplastici`... 13:40 In reply to: tannoiser 's entry bentornato tannoiser :) 8 Jul 2005 >> 09:54 piccole considerazioni (tutte IMHO) In reply to: andrea 's entry neanche io saprei se invidiarti o meno, andrea io purtroppo mi muovo sornione nel medioevo informatico lodigiano, nel quale le parolone e gli acronimi rimangono solo sulla carta patinata di giornali "delle major" - da noi la fuffa viaggia molto piano (l'avanzamento dei lavori è pressoché impercettibile) e ci si "riunisce" solo per perdere del tempo in modo "legittimo" o al massimo per azzuffarsi in modo diplomatico, creando ancor più entropia e incomprensioni di prima have a good day, one-man-project! ______________________________________________________________________________________ viva la fuffa, aka la manna del XXI secolo 7 Jul 2005 >> 22:41 In reply to: Raval 's entry Raval : a margine, il diario non si aggrega nel recentlog perché ci sono degli errori di parsing dovuti a: 1) a quel cazzone di wordpress 2) alla rigidità del feed-parser usato da persone (infatti sia atom che rdf di sbarrax.it su aggregatori "di bocca buona" funzionano) in fondo al recentlog c'è la catena di vittime illustri (wordpress rulz :-/ ) fine della disquisizione (che non voleva avere toni polemici o di lamentela ;) ) 6 Jul 2005 >> 12:58 In reply to: saint 's Auguri... saint : infatti la posizione "comune" è stata rigettata mi unisco agli auguri a quelle persone "pericolose" ... 5 Jul 2005 >> 14:50 In reply to: baluba 's La sera leoni 2 Jul 2005 >> 21:56 stra-sburgo Parlamento Europeo al voto (5/6 luglio) Fra pochi giorni il Parlamento Europeo, in assemblea plenaria a Strasburgo, voterà sulla Direttiva sulla Brevettabilità delle "Invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici" (leggi: brevettabilità del sofware). Chiediamo ai nostri rappresentanti al Parlamento Europeo di salvare l'Europa dai brevetti software sostenendo gli emendamenti Buzek-Rocard-Duff !! La Direttiva sui Brevetti Software, come approvata dal Consiglio dei Ministri Europeo, porterebbe il sistema statunitense di brevettabilità del software nell'Unione Europea. Se questo accadrà, gli sviluppatori software non saranno più padroni di ciò che scrivono e potranno venir portati in tribunale per aver venduto o distribuito il loro software . Questo non solo danneggierà il tuo lavoro, ma l'intero settore del software europeo. Il Parlamento Europeo avrà l'ultima possibilità di evitare tutto questo. Perché ciò accada 367 membri su 732 dovranno essere presenti e votare per gli emendamenti giusti . Come puoi aiutare? Visita questa web demo . Rappresenti una piccola-media impresa ? Unisciti a economic-majority.com ! Partecipa alla dimostrazione a Strasburgo il 5 luglio 2005! =========== Aggiungo : organizziamo un bel pullman per Strasburgo? Se siamo un buon numero, lo comunico a Bruno Nicostrate che ci registra. Qualcuno ha già intenzione di andare? ...Io ho preso ferie apposta ;) eventualmente contattatemi che ci si mette d'accordo
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Cariche sociali Presidente: Amanfo Theodore Vicepresidente: Ugorji Chika Segretario: Akunne Patrick Affiliazioni Peace Messengers International 250 Ikorodu Road Lagos - Nigeria - Tel. 002348023184920 Operativa a carattere Internazionale Attività dell'associazione Finalità e obiettivi L'associazione ha come scopo prioritario la promozione della pace e degli aspetti culturali legati alla tradizione Africana in generale e Nigeriana in particolare attraverso la diffusione di canti, danze, concerti, film ed esibizioni culturali e artistiche. Principali attività svolte Organizza concerti live di canzoni tradizionali e religiose anche attraverso films. Modalità e requisiti di iscrizione Occorre condividere gli scopi sociali e fare domanda al Consiglio Direttivo. Per chiedere l'aggiornamento di questa scheda informativa contattare l'Ufficio Relazioni con il Pubblico Multiente scrivendo a
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Il maresciallo Giuseppe Venceslao Radetzky , conte di Radetz , comandante supremo dell'imperiale e regio esercito d' Italia , e più tardi governatore civile e militare del regno Lombardo-Veneto , fisicamente parlando non era - e non doveva essere stato, mai, neppure da giovane un Adone. Bassotto di statura e mingherlino, la testa fatta a palla, gli occhi scerpellati, il naso camuso, due baffetti microscopici, bianchi come la neve, che campeggiavano sulla tinta piuttosto accesa del viso; tale era l'uomo quando l'ho conosciuto io, o, per dir meglio, quando l'ho veduto la prima volta. Nel complesso, e a prima vista, aveva la fisionomia di un bull-dog , ma di un bull-dog di buona indole; il suo sguardo era dolce e le sue labbra sorridevano facilmente. Egli constituiva, insomma, una vera eccezione fra i suoi compatriotti - i Boemi - che passavano meritamente per una delle più belle razze dell'impero. Quando non vestiva l'uniforme - e prima del quarantotto la vestiva assai raramente - a vederlo, pareva più un vecchio impiegato d'ordine che un soldato; nulla nel suo portamento, nel suo gesto, nel tono della sua voce che indicasse un seguace di Marte. Viveva ritiratissimo: lavorava molto nella cancelleria dal suo stato maggiore e la sera riceveva volentieri i pezzi grossi del presidio. Abitava in via Brisa, ma la cancelleria l'avea nel palazzo Cagnola in via Cusani, deve si recava tutte le mattine ad ora fissa con esattezza cronometrica militare, e ad ora fissa usciva dall'ufficio. Quando il tempo non era cattivo, faceva il suo tragitto - del resto non lungo - a piedi. E allora prima di uscire di casa si metteva nel taschino del panciotto una buona quantità di quartini , e, strada facendo, li distribuiva ai suoi poveri che lo stavano aspettando scaglionati lungo il tratto di piazza Castello che egli doveva attraversare. Il quartino era una moneta d'argento di lega equivoca, ma che al corso legale valeva venticinque centesimi di svanzica pari a venti dei nostri o giù di lì. Per quei tempi un quartino era una bella elemosina; e siccome i poveri del maresciallo erano parecchi, così si può calcolare che la sua gita pedestre veniva a costargli un giorno sull'altro un buon tallero. Si diceva allora che oltre a questi atti di carità alla buona, egli ne facesse altri di molto maggiore importanza a favore di famiglie rispettabili e bisognose, soccorrendole clandestinamente. Il fatto è che fino al 1848 il suo nome fu molto popolare nelle classi inferiori della popolazione milanese. Ad aumentare la sua popolarità contribuiva non poco anche il rigore con cui egli puniva quei suoi subordinati che si fossero permessi soprusi a danno di cittadini. Tali casi erano rarissimi, per verità, ma quando si verificavano, il castigo seguiva pronto ed esemplare, chiunque fosse il colpevole - semplice soldato od ufficiale. Citerò, a questo proposito, un fatto, di cui tutta Milano ebbe ad occuparsi per parecchi giorni. Il maresciallo aveva due figli nell'esercito; uno, ufficiale superiore in un reggimento di confinarii, non ha mai fatto parlare di sè - che io sappia - né in bene, né in male; l'altro, il minore di età, tenente in un reggimento di usseri, era un vero demonio, spavaldo, prepotente che credeva tutto lecito per sé, perché era figlio di suo padre. Ma suo padre l'intendeva diversamente, a non gliene lasciava passare una impunita. Un giorno il nostro tenentino - bel giovane, del resto - entra in quel caffè che allora esisteva ancora, dirimpetto al palazzo Litta, dove convenivano abitualmente moltissimi ufficiali dei reggimenti acquartierati nelle vicinanze. Si trovava in quel momento nel caffè l'abate Gianni che, seduto ad un tavolino, leggeva tranquillamente la Gazzetta d'Austria , centellando il suo caffè. L'abate Gianni - fra parentesi - era un gigante; un gigante in tutto il valore della parola, a confronto del quale l'onorevole Pierantoni avrebbe fatto la figura di un rachitico adolescente. Il giovane Radetzky squadra il prete da capo a piedi, quasi meravigliato di trovarlo in quel luogo, poi gli si avvicina chiedendogli il giornale in tono imperativo. - Ora lo leggo io - gli risponde con la massima calma il Gianni. - Non è lettura per lei! Legga il breviario e farà meglio - replica il tenente facendo atto di levargli il foglio di mano per forza. - Lei è un insolente! - Bada a ciò che dici, pretaccio malcreato! - Lei è un mascalzone! - Non sai con chi parli? Io sono il figlio del maresciallo Radetzky! - Non posso crederlo. - O ritiri le tue parole, o mi darai soddisfazione sul terreno... Scegli il luogo, l'ora e le armi. A così stupida disfida, il molto reverendo si alza lentamente in piedi, e avvicinandosi al provocatore, guardandolo fiso negli occhi gli dice: - Sta bene! Nessun luogo più adatto di questo, nessuna ora più opportuna di questa, nessun'arma migliore di questa... E così dicendo, lascia cadere sulla guancia del tenente un potentissimo manrovescio che lo manda barcollante a quattro o cinque passi di distanza. Quindi esce maestosamente tranquillo, come se nulla fosse, e se ne va per i fatti suoi senza voltarsi indietro. Fu ventura che in quel momento nessun altro ufficiale si trovasse presente, e che il Radetzky fosse - come ordinariamente - in costume borghese perché fino al 1848 gli ufficiali non vestivano l'uniforme che in servizio. Altrimenti sarebbe avvenuta una tragedia. La notizia del fatto si divulgò per la città in un lampo. L' I. R. polizia, ne fu allarmatissima, e nello stesso tempo imbarazzatissima, non sapendo che pesci pigliarsi. Infatti, da una parte nientemeno che il figlio del maresciallo, dall'altra un prete rispettabile, funzionario pubblico perché professore nell'I. R. ginnasio di Sant'Alessandro e per di più provocato in modo veramente colpevole. Ma a sciogliere l'intricata questione intervenne il maresciallo in persona che, informato della cosa, chiamò a sé il figlio, gli diede una solenne lavata di capo, gli intimò gli arresti di rigore per non so quanto tempo, e poi lo congedò con una terribile pedata in quella "parte ove non è che luca". E così col ceffone ecclesiastico dell'abate Gianni ricevuto all'oriente, e colla pedata del babbo, ricevuta all'occaso, quel discolo ebbe il saldo del suo conto. Ma per quanto quella pedata fosse caduta in luogo eminentemente privato , nella stessa giornata e in men che non si dica diventò di dominio pubblico ; e tutti in Milano lodarono il vecchio maresciallo e la sua giustizia sommaria che in realtà gli faceva grande onore non solo nella qualità di padre, ma anche in quella di capo dell'esercito. Da quel giorno, e per parecchio tempo, i milanesi - specie i popolani - alle pedate diedero il nome di radeschi . Ti darò un radeschi... Lo cacciò via a furia di radeschi... Quel monello bisogna trattarlo a radeschi..... ed altre locuzioni consimili ebbero in breve corso legale, se non forzoso. Ma coi primi albori della rivoluzione la popolarità del maresciallo incominciò a declinare e finì per subire il tracollo finale colle sciabolate distribuite ad una popolazione inerme da una soldatesca briaca e provocatrice, la sera del 3 gennaio 1848. Da quel giorno il suo nome diventò odioso, aborrito. Ma non mancò chi asserì allora ch'egli fosse stato estraneo a quelle scene di sangue preparate a sua insaputa e da lui altamente biasimate l'indomani. E io non sono lontano dal crederlo, tanto più che mi ritornano oggi pienamente alla memoria le confidenze fattemi in quei brutti giorni dal sor Giovannino. Il sor Giovannino era un brav'uomo che cumulava i due uffici di mio tabaccaio ordinario e di maestro di casa del generale Walmoden , comandante del 1° corpo d'esercito e governatore militare di Milano. Il sor Giovannino mi assicurava, dunque, che il generale, suo padrone, appena avuta notizia delle sciabolate era salito su tutte le furie trattando i soldati di sgherri, di vigliacchi e peggio, e accusando il colonnello Wratislaw di avere montata la macchina . Il colonnello Wratislaw era allora capo di Stato Maggiore dell'esercito d'Italia e in moltissimi casi agiva indipendentemente dal maresciallo, mantenendosi in corrispondenza diretta e segreta col generale Hess , comandante lo stato maggiore generale dell'impero, residente a Vienna . Il sor Giovannino si vantava di avere orecchio acuto e però doveva sapere di molte cose. Le sue rivelazioni erano quindi attendibilissime, allora per me; più tardi, poi, vennero confermate anche da pubblicazioni quasi ufficiali. Ora, se gli eccidii dal 3 gennaio vennero preparati ad insaputa dello stesso governatore militare della città, si può ammettere con maggiore ragione che fossero stati preparati anche ad insaputa di Radetzky. Che questi poi non fosse d'indole crudele, egli lo ha provato dopo la campagna di Lombardia . Oltraggiato, schernito, insultato atrocemente ed in tutti i modi possibili dai milanesi di ogni classe sociale, durante il governo provvisorio, ritornato vincitore, non prese vendetta personale di sorta. Allorché rientrò in Milano, dopo l'armistizio di Salasco , una frotta di barabba trottando ai lati del suo cavallo, gli andava gridando: - Sur Radetzky... sur Radetzky, sem minga staa nun, vedel, a casciall via! Hin staa i sciouri! (Signor Radetzky, non siamo stati noi, sa? a cacciarlo via; sono stati i signori). Assicurazione vigliacca e stomachevole per se stessa, ma che conteneva un gran fondo di verità. E il maresciallo rispondeva sorridendo: - Lo so!... lo so, figliuoli mieí! GIUSEPPE AUGUSTO CESANA Questa riabilitazione di R., oltre a darci un esempio di prosa dal Cesana , ci sembra che non manchi di interesse.
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ARTICOLO 28 Il consiglio di amministrazione si compone di un numero di amministratori non inferiore a venticinque e non superiore a quarantacinque. Gli amministratori sono eletti fra i soci ed i mandatari delle persone giuridiche di cui all'articolo 3, in regola con il versamento della quota sottoscritta. Il consiglio di amministrazione rimane in carica per un mandato consistente in tre esercizi, ai sensi del comma 2 dell'art. 2383 c.c. Dall'approvazione del presente atto i suoi componenti sono rieleggibili nel limite massimo di tre mandati consecutivi. Fermo restando il divieto di assumere gli incarichi e di svolgere le attività di cui all'art. 2390 comma 1 c.c., gli amministratori non possono cumulare cariche le quali, per numero ed onerosità dell'impegno operativo richiesto, rendano inadeguatamente efficace l'espletamento delle funzioni amministrative. Entro trenta giorni i consiglieri nominati procedono all'accettazione della carica, cu i consegue l'iscrizione nel registro delle imprese. Gli amministratori sono dispensati dal prestare cauzione. ARTICOLO 29 Il consiglio elegge nel suo seno il presidente ed uno o più vice-presidenti, indicando, in quest'ultimo caso, chi è delegato ad assumere le mansioni di presidente in caso di sua assenza o impedimento. Al vice-presidente più anziano di età spetteranno le mansioni del presidente nel caso di assenza o impedimento del vice-presidente delegato. Il consiglio di amministrazione può delegare, determinandole nella deli-berazione, parte delle proprie attribuzioni ad uno o più degli amministratori, oppure ad un comitato esecutivo composto dal presidente, dal vice-presidente e da un numero di amministratori da stabilirsi con la relativa deliberazione dal consiglio. Il consiglio di amministrazione può nominare direttori, procuratori ad negotia e mandatari in genere per determinati atti o cate gorie di atti, stabilendone i poteri ed i limiti. Oltre ad impartire direttive e limiti per l'esercizio dei poteri delegati, il consiglio di amministrazione può avocare a sé affari ed operazioni pur rientranti nella delega o revocare la stessa. Non possono formare oggetto di delega i poteri concernenti l'ammissione, il recesso e l'esclusione dei soci nonché le decisioni incidenti sui rapporti mutualistici con i soci né le materie indicate dal comma 4 dell'art. 2381 c.c. ARTICOLO 30 Il consiglio di amministrazione è convocato dal presidente di regola almeno una volta al mese ed ogniqualvolta il presidente stesso lo ritenga necessario, oppure quando ne venga avanzata richiesta, contenente l'indicazione delle materie da trattare, da almeno cinque amministratori o da cinque consigli di sezione soci. L'avviso di convocazione contenente gli argomenti da trattare è fatto a mezzo di lettera, e-mail, fax od altro idoneo mezzo rivolto anche ai sindaci effettivi, non meno di due giorni prima dell'adunanza e, nei casi urgenti, in modo che amministratori e sindaci effettivi siano informati almeno un giorno prima della riunione. Il presidente coordina i lavori del consiglio e provvede affinché vengano fornite ai consiglieri adeguate informazioni sulle materie iscritte all'ordine del giorno. I consiglieri sono comunque tenuti ad agire in modo informato; ciascuno di essi può richiedere agli organi delegati di fornire in consiglio informazioni sulla gestione della cooperativa. Le adunanze sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli amministratori in carica e le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti degli amministratori presenti. Le votazioni sono palesi e, a parità di voti, prevale il voto del presidente. Il consiglio, con apposita delibera, può consentire la presenza dei componenti alle riunioni anche mediante mezzi di telecomunicazione a condizione che risulti garantita l'identific azione dei partecipanti e la possibilità degli stessi di intervenire attivamente nel dibattito e purché siano assicurati i diritti di partecipazione costituiti dalla scelta di un luogo di riunione (nel quale saranno presenti almeno il presidente ed il segretario), dalla esatta identificazione delle persone legittimate a partecipare ai lavori, dalla possibilità di intervenire oralmente su tutti gli argomenti e di poter esaminare, ricevere e trasmettere documenti. ARTICOLO 31 Il consiglio di amministrazione: a) cura l'esecuzione delle deliberazioni assembleari; b) è titolare esclusivo della gestione dell'impresa e del compimento delle operazioni e degli atti necessari all'attuazione dell'oggetto sociale; c) ai sensi del comma 2 dell'art. 2365 c.c., provvede agli adeguamenti del presente statuto alle disposizioni normative sopravvenute, delibera la fusione per incorporazione di società possedute per almeno il novanta per cento, può istituire o sopprimere sedi secondarie; d) delibera, in luogo dell'assemblea straordinaria, nella materia fallimentare di cui agli artt. 152, 161, 187, 214 r.d. 16 marzo 1942, n. 267; e) indica, nella relazione sulla gestione a corredo del bilancio di cui all'art. 2428 c.c., i criteri specificamente seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico; documenta la condizione di prevalenza nella nota integrativa al bilancio; illustra, nella relazione al bilancio, le determinazioni assunte nell'ammissione di nuovi soci e le relative ragioni; f) per particolari incarichi sociali cui prepone suoi componenti, sentito il parere del collegio sindacale, determina la remunerazione non definibile in sede assembleare; g) sostituisce i consiglieri venuti a mancare, ai sensi e nei limiti dell'art. 2386 c.c. PRESIDENTE ARTICOLO 32 Il presidente del consiglio di amministrazione ha la rappresentanza e la firma sociale. É perciò autorizzato a riscuotere, da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura o a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze. Egli ha anche la facoltà di ricorrere, impugnare, resistere, e comunque agire davanti a qualsiasi autorità amministrativa e giurisdizionale ed in qualsiasi grado, nominando, se occorra, avvocati, commercialisti, ragionieri, ingegneri, geometri ed altri difensori nonché periti di qualsiasi genere. Previa autorizzazione del consiglio di amministrazione, può delegare il proprio potere di rappresentanza, per il compimento di determinati atti, al vice-presidente o ad un amministratore delegato, nonché, con speciale procura, a dipendenti della società o a terzi. In caso di assenza o di impedimento del presidente, tutte le sue funzioni spettano al vice presidente ed in caso di più vice-presidenti, a quello ap positamente delegato dal consiglio di amministrazione, ed al vice-presidente più anziano di età in caso di assenza o impedimento del delegato.
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Estratti del dibattito in corso nel "Dipartimeno on line della Fnsi" I "babies" dispettosi del giornalismo online intervista di Enrico Pulcini La conferma mi è giunta parlando con il mio amico Giuseppe Turri, vecchio lupo di mare delle P.R. sull'Information Technology, ora alla Compaq, che poco tempo fa mi ha detto: "guarda se dobbiamo organizzare un grande evento sulla comunicazione di Rete invitiamo 2-3 grosse aziende e quelli di Punto Informatico". Bel colpo per loro essere considerati un punto di riferimento del settore, ho detto fra me e me pensando al pionierismo dei fratelli De Andreis che dal nulla generarono (nel '96) un giornale online specializzato. Oggi quella webzine è una "portaerei" da migliaia di contatti al giorno. Allora sono tornato a guardare il sito. E ho visto che ci andavo giù duro. Non solo con la quantità di pagine e di news prodotte, ma anche con i linguaggi innovativi, le sferzate a destra e a manca, il giornalismo partecipato. E allora sono andato a trovarli. De Andreis, alcuni dicono che Punto Informatico sia la webzine più gustosa da leggere del settore delle ict, è vero? Punto Informatico è cresciuto accanto ai propri lettori e con loro ha dato vita ad una comunità che oggi è apprezzata perché può rappresentare per tutti il riflesso e l'effetto dell'accelerazione del settore ICT sulla cultura italiana. Oggi PI è considerato "utile" sia dai consumatori che dalle aziende (anche se non tutte...), riusciamo ad attrarre l'attenzione di politici, giornalisti, altri professionisti e studenti. In effetti, Punto Informatico offre spunti a tutto il settore, verticalmente: è una "comunità di informazione" in aggiornamento costante dove c'è sempre l'occasione per un confronto aperto. Che fonti di ricavo ha Punto Informatico? Punto Informatico vende prevalentemente banner pubblicitari sul proprio sito ma dalla fine del 2000 abbiamo cominciato a cedere contenuti ad editori terzi, una nuova fonte di ricavo che contiamo di crescere quest'anno. Quindi è una balla la tesi del giornalismo su Internet come passatempo per giornalisti alternativi, che ne pensa? Il problema del giornalismo, a mio vedere, prescinde dalla differenza tra Internet e non-Internet. Oggi esiste un mezzo di comunicazione che risulta ben più capace della carta stampata: arriva ovunque, costa molto meno, è più rapido ed offre maggiore comunicazione. Non è tanto un problema di mezzo quanto di confronto: scrivere su Internet vuol dire mettere in gioco ogni cosa perché si ha un rapporto diretto con ogni lettore (uno a uno), in un confronto che coinvolge intere comunità di utenti che hanno molta più voce che mai, perché una notizia si propaga nella Rete in poche ore e se è inesatta o falsa l'autore deve assumersene la responsabilità. Questo, semmai, può rivelarsi un terreno molto fertile per l'evoluzione del Giornalismo; in più, se ci sai fare, puoi anche guadagnare bene. L'esperienza di cinque anni di Punto Informatico dimostra come un'informazione trasparente e puntuale, bidirezionale, che coinvolge il lettore, porta alla nascita spontanea di una comunità. Di conseguenza le notizie sono approfondite, sviluppate, arricchite dagli interventi di molti, in un confronto che giova all'intera comunità. Non spetta a me definire se proporre informazione in questo contesto sia definibile "giornalismo", io penso di si ma è chiaramente diverso dal "giornalismo" praticato negli ultimi trent'anni in Italia. Forse chi, proprio in questi giorni, spinge per ampliare la portata dell'obsoleto e pericoloso articolo della legge sulla stampa che parla di stampa clandestina, ha anche gli strumenti per definire questo nuovo genere di attività. Eppure in America i giornali online stanno tagliando posti di lavoro, come la mettiamo? Bisogna distinguere tra due grandi fenomeni: da una parte abbiamo esempi di testate cresciute online nello stile di Salon.com, The Register, Slashdot (o di PI) e dall'altra testate che rappresentano un travaso online di attività editoriali cartacee. Le prime sono cresciute attorno ai propri lettori e hanno investito quello che potevano secondo i ricavi o poco di più. Le seconde hanno puntato sulla pubblicità e sul loro brand per accattivarsi lettori, senza inventarsi nulla e alcuni nemmeno adeguando la comunicazione al mezzo. La novità è che questo "modello" non ha funzionato come si aspettavano i Murdock o i Mondadori. Forse era sbagliato il marketing, forse l'offerta, solo a pochi è andata bene. Io penso che alla luce di quanto successo negli ultimi anni su Internet sia ragionevole ritenere che una comunità sia indispensabile allo sviluppo di un'attività di informazione. Credo anche che non sia possibile costruire a tavolino una comunità perché si tratta di rapporti "uno a uno", ognuno con le sue regole, tempi e fasi che la pubblicità o la tecnica non permettono di bypassare. Quello che è successo è che i grandi editori sono riusciti ad attrarre traffico sui propri servizi ma non a costruire attorno ad essi delle comunità solide presentando, alla fine dei conti, un prodotto utile ma "freddo", rispetto all'ambiente caldo e dinamico di testate cyber "doc". Non è crisi dei giornali online, semplicemente qualcuno ha investito molto ma lo ha fatto sbagliando obiettivo, e oggi si trova in mano mezzi pesanti, poco efficienti e con dipendenti, operatori e redattori che diventano un peso per il loro budget. Cosa è questa storia delle regole del giornalismo che non vi piacciono, avete assunto spesso un atteggiamento di contrapposizione con le istituzioni di categoria, cosa è che non vi piace della stampa tradizionale? Punto informatico non è schierato contro alcuno, ci mancherebbe. Piuttosto, fa fatica a trovare un'identità per la propria attività vista la sempre maggiore distanza tra il suo modello di "comunità di informazione" e la stampa tradizionale di cui si occupano le leggi. Manca evidentemente una nuova categoria di informazione che esiste di fatto da anni ma non è tutelata. Quello che facciamo è quindi stimolare un dialogo, un confronto che permetta di identificare problemi e soluzioni. Il pericolo è che non si prenda atto per tempo dell'esistenza di "comunità di informazione" (come PI), lasciandole di fatto in balia dell'aggressività degli imprenditori e minandone di conseguenza l'esistenza e il beneficio che possono apportare alla cultura del paese. Il rischio è quindi quello di non comprendere la natura diversa del mezzo di comunicazione, di Internet, arrivando a replicare online un modello di informazione che appare stantio (ed è pure finito in mano a pochi grandi gruppi legati! a interessi "altri"). Chi può beneficiare di questo passo all'indietro? Eppure mi pare sia questa la direzione della proposta di modifica alla legge sulla stampa, una modifica che introduce censure, controlli, balzelli e bollini per "chi fa informazione online", cioè tutti. E cosa proponete? La necessità primaria è quella di una tutela contro gli interessi economici che possono fuorviare o cancellare l'evoluzione di una "comunità di informazione". Deve essere garantita la libertà di espressione e di confronto perché la comunità esista ed abbia un senso per la collettività. Punto Informatico non è tanto interessato ad essere un "organo di informazione ufficiale" in quanto testata giornalistica. Piuttosto, vorrei che avessimo maggiore tutele dagli interessi economici che rischiano di schiacciare questo "salotto irtuale" dove decine di migliaia di persone trattano di attualità informatica. Alcuni vi accusano di essere gli snob del giornalismo di Rete per via di una linea editoriale sarcastica e irriverente. Io gli risponderei che voi siete on-line dal '96, in fondo avete visto crescere il settore. Ma lascio a voi la difesa. Oggi Punto Informatico è composto dai suoi lettori e dalla redazione e permette a tutti (aziende comprese) di cogliere l'evoluzione della comunità dei consumatori di tecnologie in Italia. Punto Informatico è fondato sul rapporto di fiducia con i lettori e sulla fedeltà a questo rapporto. È aperto a tutti, nessuno escluso. La nostra attività è sempre stata slegata da ogni logica business: è sostenuta dalla passione e dai lettori che danno la forza alla redazione (anche quando non c'era alcun ricavo) per continuare la strada che stiamo tracciando. Questo non è essere snob, è la costruzione di qualcosa di nuovo, almeno per l'Italia. In altri paesi "avanzati" le comunità di informazione godono di condizioni e tutele decisamente più favorevoli al loro sviluppo e alla loro crescita. In Italia, stiamo andando invece nella direzione opposta. Dove volete arrivare, a essere il Cnet italiano? I competitors sono tanti, non trova? È molto difficile stabilire cosa sarà PI tra un anno o tra cinque, l'evoluzione tecnologica è così rapida che piuttosto di un ruolo conviene stabilire delle direttive di sviluppo, da adattare all'evoluzione delle tecnologie di comunicazione. Le uniche "direttive" costanti sono la volontà di crescere la comunità di PI continuando a sviluppare il lavoro che abbiamo svolto fin qui, magari con maggiori risorse. Il "mercato" italiano per l'informazione del settore ICT è costantemente in espansione e si sta trasferendo sempre più online, tuttavia non ho conosciuto altre iniziative che utilizzino la stessa ricetta di PI. Non vogliamo essere "un Cnet" ma più semplicemente "un Punto Informatico", questo solo perché seguiamo una nostra strada anche se apprezziamo molto Cnet. A un giornalista che vuole intraprendere una carriera on-line o aprire una webzine cosa consigliate? Gli consiglierei di creare una propria rubrica e di tentare di farla pubblicare dai giornali online: facendosi leggere ha la possibilità di attrarre l'interesse per la propria penna, le proprie inchieste, le proprie idee e potrà cominciare a crescere una nuova comunità oppure aggregarsi a qualcuna già esistente. On line siamo tutti un pò freelance...
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Benvenuti nel paese della cuccagna Non è solo la varietà dell'offerta a far grandi i nostri prodotti ortofrutticoli: è il sapore quel quid in più che li rende unici. Merito di clima e suoli ma anche di generazioni di coltivatori. “Conosci il paese dove fioriscono i limoni?”. Così, nel suo Viaggio in Italia, Goethe ci restituisce poeticamente l'immagine di un paradiso della natura, di una terra baciata dagli dei della fertilità. Certo, da allora molte cose sono cambiate, l'urbanizzazione ha inghiottito migliaia e migliaia di ettari di campagne e di colture, e spesso, troppo spesso, altre logiche hanno prevalso sull'amore per la tradizione. Comunque sia, dal punto di vista della qualità e della varietà delle specie vegetali commestibili la nostra penisola è davvero una sorta di Eden. Specie autoctone o importate formano un repertorio illimitato, una festa per gli occhi e il gusto che non esiste altrove. Ma non è solo la varietà dell'offerta a fare “grande” il comparto ortofrutticolo italiano. È il sapore, quel quid in più che soltanto il territorio è in grado di regalare ai prodotti della terra, un fattore che nasce dalla combinazione di aria, acqua, humus, sole e vento. Senza dimenticare il fattore umano: generazioni di agricoltori hanno selezionato e valorizzato le varietà più adatte per ogni territorio. Nascono così i migliori ortaggi del mondo, siano pomodori da salsa o da insalata, peperoni tondi oppure oblunghi, radicchi tardivi o precoci... anche quel che nasce sottoterra figura ai primi posti in un'ipotetica classifica mondiale. E non dimentichiamo i prodotti del bosco, dagli unici funghi porcini che si fregiano del marchio europeo ai piccoli frutti rossi coltivati con successo nelle vallate alpine. E poi fagioli dal nome antico e dalla buccia tenerissima; leguminose rare e preziose, che a dispetto della globalizzazione vengono ancora amorosamente coltivate nei territori d'origine. E che dire di spezie e aromi in grado di nobilitare la più banale delle preparazioni? E della frutta? Bella da vedere, buona da mangiare, preziosa per l'organismo: niente a che vedere con le anemiche mele di Biancaneve o con quelle pallide arance straniere che sanno soltanto di disinfettante. Per questo ed altri motivi, gli ortaggi e la frutta di casa nostra riscuotono ampio successo all'estero. E, al di là dei grandi quantitativi di produzione, si riscoprono o, semplicemente, “emergono” frutti della terra ancora sconosciuti ai più, anche perché si collocano ai margini della grande distribuzione. Far conoscere questi prodotti, portarli all'attenzione del grande pubblico è il primo imperativo, la conditio sine qua non per incrementarne la produzione. Affinché non vada perduto il nostro patrimonio di biodiversità e tutti i saperi ad esso connessi, che è ciò che rende il nostro comparto ortofrutticolo più unico che raro.
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A te, de l'essere Principio immenso, Materia e spirito, Ragione e senso; Mentre ne' calici Il vin scintilla Sì come l'anima Ne la pupilla; Mentre sorridono La terra e il sole E si ricambiano D'amor parole, E corre un fremito D'imene arcano Da' monti e palpita Fecondo il piano; A te disfrenasi Il verso ardito, Te invoco, o Satana, Re del convito. Via l'aspersorio, Prete, e il tuo metro! No, prete! Satana Non torna indietro! Vedi: la ruggine Rode a Michele Il brando mistico, Ed il fedele Spennato arcangelo Cade nel vano. Ghiacciato è il fulmine A Geova in mano. Meteore pallide, Pianeti spenti, Piovono gli angeli Da i firmamenti. Ne la materia Che mai non dorme, Re de i fenomeni, Re de le forme, Sol vive Satana. Ei tien l'impero Nel lampo tremulo D'un occhio nero, O ver che languido Sfugga e resista, Od acre ed umido Pròvochi, insista. Brilla de' grappoli Nel lieto sangue, Per cui la rapida Gioia non langue, Che la fuggevole Vita ristora, Che il dolor proroga, Che amor ne incora. Tu spiri, o Satana, Nel verso mio, Se dal sen rompemi Sfidando il dio De' rei pontefici, De' re cruenti; E come fulmine Scuoti le menti. A te, Agramainio, Adone, Astarte, E marmi vissero E tele e carte, Quando le ioniche Aure serene Beò la Venere Anadiomene. A te del Libano Fremean le piante! De l'alma Cipride Risorto amante A te ferveano Le danze e i cori, A te i virginei Candidi amori, Tra le odorifere Palme d'Idume, Dove biancheggiano Le ciprie spume. Che val se barbaro Il nazareno Furor de l'agapi Dal rito osceno Con sacra fiaccola I templi t'arse E i segni argolici A terra sparse? Te accolse profugo Tra gli dèi lari La plebe memore Ne i casolari. Quindi un femineo Sen palpitante Empiendo, fervido Nurne ed amante, La strega pallida D'eterna cura Volgi a soccorrere L'egra natura. Tu a l'occhio immobile De l'alchimista, Tu de l'indocile Mago a la vista, Del chiostro torpido Oltre i cancelli, Riveli i fulgidi Cieli novelli. A la Tebaide Te ne le cose Fuggendo, il monaco Triste s'ascose. dal tuo tramite Alma divisa, Benigno è Satana; Ecco Eloisa. In van ti maceri Ne l'aspro sacco: Il verso ei mormora Di Maro e Flacco Tra la davidica Nenia ed il pianto; E, forme delfiche, A te da canto, Rosee ne l'orrida Compagnia nera Mena Licoride, Mena Glicera. Ma d'altre imagini D'età più bella Talor si popola L'insonne cella. Ei, da le pagine Di Livio, ardenti Tribuni, consoli, Turbe frementi Sveglia; e fantastico D'italo orgoglio Te spinge, o monaco, Su 'l Campidoglio. E voi, che il rabido Rogo non strusse, Voci fatidiche, Wicleff ed Husse, A l'aura il vigile Grido mandate: S'innova il secolo, Piena è l'etate. E già già tremano Mitre e corone: Dal chiostro brontola La ribellione, E pugna e prèdica Sotto la stola Di fra' Girolamo Savonarola. Gittò la tonaca Martin Lutero; Gitta i tuoi vincoli, Uman pensiero, E splendi e folgora Di fiamme cinto; Materia, inalzati; Satana ha vinto. Un bello e orribile Mostro si sferra, Corre gli oceani, Corre la terra: Corusco e fumido Come i vulcani, I monti supera, Divora i piani; Sorvola i baratri; Poi si nasconde Per antri incogniti, Per vie profonde; Ed esce; e indomito Di lido in lido Come di turbine Manda il suo grido, Come di turbine L'alito spande: Ei passa, o popoli, Satana il grande. Passa benefico Di loco in loco Su l'infrenabile Carro del foco. Salute, o Satana O ribellione O forza vindice De la ragione! Sacri a te salgano Gl'incensi e i voti! Hai vinto il Geova De i sacerdoti. 09/06/2005 - di Giosuè Carducci Sondaggio Concludo il precedente sondaggio sulla tipologia dei miei visitatori che ha dato come risultato un 35% di credenti e un 65% di non credenti. Le statistiche lasciano lo spazio che trovano per cui non commento il risultato. Oggi propongo un nuovo sondaggio che riguarda il diavolo. Cosa è il diavolo secondo te? La rappresentazione simbolica del male Un'entità realmente presente Un capro espiatorio su cui scaricare ogni colpa Un arma di ricatto e di propaganda Guarda risultati Archivio Giugno 2005 Blog che leggo Arte del feltro Il blog di mia moglie. Un'artista del feltro Il blog di Beppe Grillo Per aprire nuovi orizzonti cerebrali. Luigi Cascioli . Un maestro, un grande studioso delle verità storiche Luigi Cascioli ha dimostrato con un suo libro assolutamente attendibile che Gesù di Nazareth non è mai esistito razionalmente.net. Un sito ricchissimo di documenti Un grande sito continuamente aggiornato dove la forza del razionalismo vince le tenebre dell'ignoranza. Il sito ufficiale dell'UAAR Il più autorevole sito degli atei razionalisti. In nogod we trust Altro importante punto di riferimento per gli atei razionalisti Il sito di Roberto Renzetti Non solo un genio della fisica...un uomo con due palle così. Homolaicus Un ricchissimo sito di umanesimo laico e socialismo democratico La scimmia pittrice Un ottimo sito laico costantemente aggiornato. streghettarossa Acuta libera pensatrice laica Barracuda un'altra mia creatura con un ottica più ampia. Non soltanto anticlericale. David Bowman Sempre aggiornato e con commenti intelligenti. Un amico che la pensa come me. stannogiocandoaungioco Un blog che sa graffiare il culo al potere Non dare il tuo 8x1000 ai cattolici A questo link potete richiedere GRATUITAMENTE il libro "Otto per mille" per saperne di più sull' "obolo" concordatario. Contro la pena di morte Blog completamente dedicato a questo orrore. Sbloggato Politica, attualità e altro.Ben fatto. Bananas: gli articoli di Marco Travaglio Gli articoli del giornalista più coraggioso d'Italia Ateismo Il sito di Giordano Bruno Disinformazione.it Una disinformazione informatissima Il sito non ufficiale di Marco Travaglio Politikon Il portale democratico per eccellenza dove puoi pubblicare i tuoi articoli. Il web master Fabio Greggio è un geniaccio. Profilo Sto leggendo: "Storia criminale del cristianesimo" di Karlheinz Deschner. Ho visto: "Ho visto cose che voi umani non potete neppure immaginare. Navi in fiamme al largo dei bastioni di Orione. I raggi beta balenare nel buio alle porte di Tanhauser..." Il pensiero di oggi: La politica, nella pratica, quali siano le idee che professa, e' sempre stata l'organizzazione sistematica dell'odio. -- Henry Brooks Adams (1838-1918), storico americano Odio: La mancanza di senso critico Adoro: La libertà da ogni condizionamento intellettuale. Abbigliamento: Quel che mi ha stirato mia moglie Vorrei che: La gente cominciasse a pensare col proprio cervello Mi piacerebbe che mi regalassero: Un harem con Sharon Stone, Monica Bellucci, Angelina Jolie e Cameron Diaz.
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Il 22 settembre si inaugurano a Scandicci i nuovi magazzini di rifornimento merci per i punti vendita dell'Unicoop Firenze. Un investimento notevole per liberare l'area di Sesto e costruire un nuovo centro commerciale, rendere il magazzino baricentrico rispetto alla rete di vendita, cogliere l'occasione per un rinnovamento tecnologico profondo nella movimentazione delle merci. Nei mesi che precedono l'inaugurazione si hanno momenti di forte tensione nell'ambito del magazzino. I disagi del trasferimento si sommano alla paura di perdere posizioni acquisite, inizia fra maggio e giugno un duro confronto fra la rappresentanza sindacale e la direzione della cooperativa: la prima fermamente attestata a difendere l'organizzazione del lavoro precedente e la richiesta di nuove assunzioni. La direzione, d'altra parte, è decisa ad introdurre novità per aumentare la produttività del magazzino e ridurre i costi, delegando a cooperative esterne alcune funzioni. Lo scontro sindacale ha forti ripercussioni nei punti di vendita, con scaffali vuoti e rifornimenti a singhiozzo. I soci rimangono disorientati di fronte alla durezza e alla durata dello scontro e la cooperativa deve fare uno sforzo per chiarire i termini del confronto. Un accordo, che riduce i costi e consente di salvaguardare i livelli occupazionali, viene trovato agli inizi di luglio, ma ci vorranno diverse settimane per ritornare alla normalità nei punti di vendita. giugno 2001 - Firenze Riorganizzazione aziendale della Sic e trasferimento della sede da Lastra a Signa a Firenze in via XXVII Aprile 22 settembre 2001 - Scandicci Inaugurazione dei nuovi magazzini di rifornimento merci a Scandicci 7 ottobre 2001 - Firenze Referendum abrogativo della delibera comunale che concedeva a Unicoop Firenze la licenza edilizia nell'area della ex Longinotti. Partecipa il 47% dell'elettorato. Il 63,47% risponde no all'abrogazione, il 36,53% risponde sì 29 novembre 2001 - Firenze Apre il cantiere per il centro commerciale alla ex Longinotti (Firenze) 27 dicembre 2001 - Firenze Unicooop Firenze firma un accordo con Obi. Dall'accordo nasce B.B.C. (Brico Business Cooperation) che gestisce una rete di vendita dedicata al bricolage Nelle foto, a partire dall'alto: - l'inaugurazione dei magazzini - i magazzini di Scandicci
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Sorvegliare la rosolia congenita: l'esperienza del Registro“Infezioni Perinatali” in Campania Wilma Buffolano 1 , Elvira Lorenzo 2 , Sergio Lodato 3 , Antonio Parlato 4 , Renato Pizzuti 2 , Onlus-Registro Punti Nascita Regione Campania e Servizi Prevenzione ASL Regione Campania 1 Dipartimento di Pediatria, Università degli Studi “Federico II”, Napoli 2 Osservatorio Epidemiologico Regionale, Napoli 3 Agenzia Regionale Sanità, Napoli 4 ASL Napoli 2, Napoli Dal 1997, l'Osservatorio Epidemiologico della Regione Campania (OERC) ha attivato presso il Dipartimento di Pediatria dell'Università “Federico II” di Napoli un Registro Infezioni Perinatali, al fine di monitorare: l'impatto di queste patologie (incidenza e esiti) e l'efficacia delle pratiche di prevenzione/trattamento inserite nei “Protocolli di accesso agli esami di laboratorio e di diagnostica strumentale per le donne in stato di gravidanza e a tutela della maternità” (1, 2). Partecipa al Registro una Rete di Punti Nascita della Regione Campania (onlus RePuNaRC) che copre l'89% della natalità regionale. I nati vivi con storia di esposizione in gravidanza a una infezione trasmissibile dalla madre al feto sono arruolati prospetticamente in protocolli di diagnosi e trattamento accreditati internazionalmente (3). Nei casi di infezione congenita diagnosticati solo dopo la nascita, quando vengono rilevate le sequele, i fattori di rischio operanti nella madre, l'appropriatezza delle pratiche di prevenzione in gravidanza e del trattamento post-natale sono valutati retroattivamente attraverso questionari ad hoc somministrati alla madre, rivalutazione dei documenti clinici, interviste telefoniche al ginecologo e/o al pediatra curante. In questo articolo vengono illustrati i risultati relativi ai bambini affetti da rosolia congenita (RC), identificati tra il 1997 e il 2002. Secondo la definizione adottata dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi, è stato considerato come confermato un caso con manifestazioni cliniche compatibili e diagnosi di laboratorio positiva (criteri CDC 1999) (4). Per avere maggiori informazioni sull'impatto della RC nella Regione Campania, oltre ai dati rilevati dal Registro sono state svolte 3 ulteriori attività: a) identificazione delle diagnosi di RC tra i nati 1997- 2001 attraverso le Schede di Dimissione Ospedaliera (codice ICD-9: 771.0); b) verifica della diagnosi secondo i criteri CDC 1999, sulla base delle cartelle di ricovero ospedaliero e di una intervista telefonica strutturata ai pediatri curanti di libera scelta, identificati e contattati attraverso i Servizi di Epidemiologia e Prevenzione. Sono stati esclusi tutti i pazienti che non soddisfacevano la definizione di caso confermato (4); c) confronto dell'andamento temporale dei casi di RC con quello delle notifiche obbligatorie di rosolia (SIMI; anni 1996-2002). In totale, sono stati identificati 18 bambini affetti da RC, di cui 5 identificati esclusivamente tramite revisione dei codici ICD9 di dimissione. Sono stati rilevati 2 picchi d'incidenza della RC, rispettivamente nel 1997 (5 casi) e 2001-02 (4 e 3 casi) ( Figura ). Negli stessi anni, i dati di notifica obbligatoria di rosolia mostrano un'elevata incidenza della rosolia. In Campania nascono ogni anno circa 70 000 bambini; l'incidenza annuale della RC è stata quindi sempre superiore a 1 caso per 100 000 nuovi nati, raggiungendo nel 2001 i 6 casi per 100 000. Questi dati dimostrano un'inadeguatezza degli interventi di sorveglianza (screening prenatale) e prevenzione (vaccinazione) attuati. Dato che la copertura vaccinale per morbillo-parotite-rosolia non è omogenea tra tutte le regioni italiane e in alcune è inferiore al 50% (5), è altamente probabile che la RC sia un problema rilevante non solo in Campania, ma anche nel resto del territorio nazionale. L'esperienza campana dimostra che la collaborazione tra punti nascita, servizi territoriali di epidemiologia e prevenzione, e strutture regionali ha realizzato percorsi efficaci per identificare i casi di RC, evidenziandone la frequenza e il grave impatto in termini di salute. Questa esperienza impone scelte di sanità pubblica atte a garantire il raggiungimento di coperture vaccinali ottimali per la rosolia che garantiscano la prevenzione della rosolia in gravidanza, attivando eventualmente anche campagne straordinarie finalizzate al recupero delle donne suscettibili. Riferimenti bibliografici 1. Decreto Ministero della Sanità n. 78 del 6 marzo 1995. Aggiornamento del D.M. 14 aprile 1984: “Protocolli di accesso agli esami di laboratorio e di diagnostica strumentale per le donne in stato di gravidanza ed a tutela della maternità responsabile”. 2. Decreto Ministero della Sanità n. 245 del 20 ottobre 1998. Aggiornamento del D.M. 6 marzo 1995. 3. CDC. National Immunization Program. Manual for the Surveillance of Vaccine-Preventable Diseases. 3rd Edition.2002. 4. CDC. Rubella Congenital Syndrome, 1999 case definition. ( www.cdc.gov/epo/dphsi/casedef/rubella_syndrome_congenital_current.htm ) 3.Gruppo di lavoro ICONA. ICONA: indagine nazionale sulla copertura vaccinale infantile. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 1998. Rapporti ISTISAN 98/33.
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0) { return true; } else { alert('Inserire un testo da cercare!'); return false; }"> Cerca in autori Chiara Rapaccini Chiara Rapaccini è nata a Firenze nel 1954, ma vive a Roma. Laureata in Pedagogia, è grafica, scenografa, scultrice, illustratrice e scrittrice di libri per ragazzi. Ha disegnato film di animazione per la RAI e per il cinema, ha collaborato come illustratrice con numerosi periodici italiani. Si è in seguito cimentata con la scrittura, e i suoi romanzi, scorci satirici di vita quotidiana, sono molto amati per il tono ironico e scanzonato e la capacità di mettere a nudo le contraddizioni del mondo degli adulti. Le sue mostre sono state allestite a Roma, Milano, Torino, Genova e Venezia. Chiara Rapaccini collabora inoltre come illustratrice con Il Corriere della Sera , La Repubblica e Il Manifesto , ma è anche collaboratrice del Teatro di Roma e insegna dal 1995 all'Istituto Europeo del Design di Roma. Nel 1999 ha vinto il Premio Nazionale dell'Illustrazione Il Battello a Vapore - Città di Verbania. ©Festivaletteratura Bibliografia sintetica La casa impossibile , Einaudi, 1991 Merendine , Giunti, 1994 Ti voglio bene ma non ti amo , Giunti, 1996 La vendetta di Debbora (con due “b”) , Piemme, 1996 Dammi un whisky, Samantha , Giunti, 1997 Povera Barbi , EL, 1997 Ehi, ci siamo anche noi! , Emme, 1999 Una mano bianca nel lago nero , EL, 1999 Mi sa che ciò la febbre! , Emme, 1999 Mio fratello è una bestia (senza offesa per le bestie) , Emme, 1999 Sono grasso , Emme, 1999 SOS sorella in arrivo , Emme, 1999 Creiamo il mondo! , Piemme, 2000 La musica del diavolo , Walt Disney Company Italia, 2000 Viperette. Catalogo della mostra , Lizard, 2000 Ho paura di un angelo , Emme, 2001 Debbora va in tivvù , Piemme, 2001 M'ama , Buena Vista, 2003 Debbora in lov , Piemme, 2003 Babbi , Buena Vista, 2004
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Ufficio per le Relazioni con il Pubblico Benvenuto nelle pagine dell'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico della Giunta Regionale della Campania. Nell'augurio di poterti offrire una piacevole ed agevole navigazione ti ricordiamo che puoi in qualunque momento saltare i menu di navigazione ed andare direttamente al contenuto della pagina attraverso il links che seguono questo messaggio e che puoi utilizzare dei tasti ad accesso rapido per navigare tra i links principali del nostro sito. 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SALO'. Un incontro organizzato dal Comune è servito a presentare un'associazione che offre una strada per la sobrietà Alcolismo, serve una svolta culturale L'Acat punta l'indice sul costume, sulla pubblicità e sulla «promozione» del bere La sede principale dell'Associazione dei club degli alcolisti in trattamento (Acat) è a Lonato, in via Girelli 3, e ospita incontri il primo giovedì di ogni mese (i recapiti telefonici sono il 338-1490001 e il 339-7064702); ma i gruppi nati nel tempo nell'area del Garda e della Valsabbia sono davvero numerosi. La filosofia operativa? L'Acat si occupa di tutela della salute, ed è un'associazione privata che non dipende da alcuna organizzazione. Anche se instaura una forte collaborazione con i servizi del territorio, è costituita soprattutto dalle famiglie, che cercano di risolvere alla radice i guai provocati dall'abuso di bevande alcoliche e di altre dipendenze proponendo in alternativa la sobrietà. Nelle ultime ore, proprio l'Acat ha avuto una vetrina promozionale grazie a un dibattito ospitato dalla sala della Domus a Salò. L'ha organizzato il Comune; e in particolare l'assessore Gabriele Cominotti. Dopo l'introduzione di Gianni Capuccini («...noi abbiamo sempre le porte aperte») e di Luisa Butturini («...sul nostro territorio i problemi cominciano già nelle scuole medie: dobbiamo discutere con i ragazzi e capire i motivi»), ha parlato Emanuele Sorini . « La salute dipende da noi - ha esordito -. Abbiamo la possibilità di proteggerla e di diventarne protagonisti. In Italia ci sono 12 milioni di fumatori e altrettante persone vicine; i morti sono 80-100 mila all'anno. Tra i consumatori di alcol (40 milioni) ne scompaiono 30-50 mila ogni anno. Dei tossicomani non si conosce il numero; ma ogni 12 mesi 1500 se ne vanno ». Sorini ha ricordato anche numerosi luoghi comuni che non corrispondono alla realtà: Come «latte e grappa guariscono il raffreddore»; «l'alcol scalda il corpo, è un eccitante, dà forza, fa digerire e fa buon sangue». E non ha dimenticato neppure i rapporti perversi tra alcol e pubblicità, sesso, mondo della musica e dell'arte, spiegando gli effetti negativi della sostanza sulle funzioni del cervello, prima ancora che sul fegato. E per finire ha illustrato le conseguenze di un uso smodato: reazioni sui minori, violenze in famiglia, incidenti stradali e problemi sul lavoro innanzitutto. « Le malattie e i problemi sanitari sono gli ultimi che emergono - ha chiarito - . Rischiano pure quanti consumano moderatamente alcol, e nel frattempo, la nostra cultura continua a difendere il bere ». E per finire ecco l'elenco dei riferimenti gardesani e valsabbini. A Gargnano, nell'ospedalino, c'è il gruppo «Rinascita»: coordinatrice Marisa Garosi (0365-22379, riunioni il lunedì alle 20.30). A Gardone Riviera, nel Centro anziani, opera la sezione intitolata a Carlo Marini che fa riferimento a Domenica Bonzanini (0365-21989; martedì alle 20.30). A Salò c'è il «Girasole», in via Ponte Vecchio 3, con incontri guidati da Luisa Butturini (339-6951714, martedì alle 20) e da Nadia Dalboni (0365-22028, mercoledì alle 20). A Desenzano, nel Centro sociale, funziona il gruppo «Ermes», con Silvia Carella (339-5449868, giovedì alle 20.30). A Lonato, in via Girelli, «Insieme è meglio» (Mila Dallariva, tel. 030-9131176, lunedì alle 20.30) e «Obiettivo sobrietà» (Roberta Orsini, tel. 030-9960332, mercoledì alle 20.30). E nel Centro sociale di Bedizzole lavora il gruppo «Sorriso», coordinato da Pierangelo Manfredini (0365-40224, riunioni il mercoledì, sempre alle 20.30). E la Valsabbia? Sono nate quattro sezioni: «La quercia» a Vestone (responsabile Daniela Pandolfo, 0365-824770, martedì alle 20.30 nel Centro anziani); «La goccia» a Collio di Vobarno (Arturo Guerra, 328-1790189, lunedì alle 20.30 nella ex scuola) e «Arcobaleno», stessa località (Antonella Bonizzoli, 0365-597220, mercoledì alle 20.30, sempre nell'ex scuola); e per finire il gruppo «Azzurro», che opera nel Municipio di Prevalle (Luca Ferrari, 348-9526233, venerdì alle 20.30. Sergio Zanca VIRGILIO.IT MCLAREN CAMBIA LO SPONSOR: DAL TABACCO AL WHISKY Dal 21 agosto via la West, dentro il marchio Johnnie Walker Roma, 22 feb. (Apcom) - Ufficializzato oggi dalla Diageo, gigante della distribuzione di liquori, l'accordo che legherà il gruppo alla McLaren-Mercedes dal prossimo 21 agosto. In coincidenza con il Gran Premio di Turchia per il mondiale 2005 di Formula Uno, sulla livrea delle Frecce d'Argento non comparirà più la pubblicità della West, ma, in ottemperanza con le sempre più severe leggi britanniche ed europee in merito di pubblicità al tabacco, questa verrà sostituita - si legge dal sito della BBC - dal logo del celebre whisky Johnnie Walker. Le cifre dell'accordo parlano di 15 milioni di sterline (quasi 22 milioni di euro ) all'anno che la Diageo verserà nella casse del team anglo-tedesco, con un aggiunta di altri 2 milioni che verranno spesi per "responsabili programmi di informazione" . Anche perché, come ammesso dallo stesso Ron Dennis, boss della McLaren, " sarà bene lavorare assieme per responsabilizzare la gente e far capire quando è il momento di divertirsi ". (*) (*) Nota: “responsabili” programmi per “responsabilizzare” la gente… Chi responsabilizzerà questa gente che continua a promuovere le sostanze che creano più dolore e sofferenza? IL GAZZETTINO (Treviso) Dopo l'allarme lanciato dal comandante della polizia municipale il direttore del dipartimento dipendenze rincara la dose L'Usl: «L'alcolismo giovanile dilaga» Zanusso: «I ragazzi bevono per trasgredire, è un rito iniziatico, come un tempo era lo spinello» Treviso « L'alcol ha sostituito lo spinello, bere è diventato per i giovani il nuovo rito iniziatico ». Il dottor Germano Zanusso, direttore del dipartimento dipendenze dell'Usl 9 rilancia la questione denunciata dal comandante della polizia municipale Danilo Salmaso durante il convegno della scorsa settimana sulla sicurezza stradale. «I giovani trevigiani bevono troppo», aveva detto il comandante dei vigili, adesso il dottor Zanusso rincara la dose: « L'alcolismo giovanile è un fenomeno che sta dilagando in modo preoccupante nella Marca e non dobbiamo sottovalutarlo» . Il dirigente dell'Usl invita le istituzioni e le agenzie educative ad attivarsi in modo serio per risolvere il problema, non solo sul fronte repressivo. IL GAZZETTINO (Treviso) «L'alcol ha sostituito lo spinello» Il direttore del Dipartimento dipendenze dell'Usl rilancia l'allarme: «E' il nuovo rito iniziatico» "L'alcolismo giovanile è un fenomeno che sta dilagando in modo preoccupante nella Marca trevigiana e non dobbiamo sottovalutarlo". Il dottor Germano Zanusso, direttore del Dipartimento dipendenze dell'Usl 9, rilancia la questione denunciata nello scorso fine settimana nel convegno sulla sicurezza stradale dal comandante dei Vigili urbani del Comune di Treviso Danilo Salmaso. Sarebbero troppi infatti i ragazzi trevigiani che bevono alcolici e superalcolici mettendosi poi in sella al motorino o alla guida di un'auto, con il rischio di provocare seri incidenti . Il comandante citava gli alti valori di alcolemia riscontrati nei giovani fermarti dalle Forze dell'ordine: 1,35-1,50, quando il limite massimo tollerato è di 0,50 milligrammi per litro. Il dirigente dell'Usl rincara la dose e invita le istituzioni e le agenzie educative ad attivarsi in modo serio e non solo sul fronte repressivo, poiché la situazione risulta assai complessa . Secondo Zanusso l'abuso di alcolici e superalcolici avrebbe sostituito nell'immaginario giovanile i riti iniziatici trasgressivi affidati un tempo allo spinello. Ma con un'aggravante, costituita dal fatto che l'alcol non è sostanza illegale e quindi sfugge ai controlli e alle verifiche numeriche. " Di fatto non riusciamo a calcolare quanti giovani usino e abusino di sostanze alcoliche - commenta il dottor Zanusso - anche se possiamo ipotizzare un venti per cento in più rispetto a due, tre anni fa ". I genitori d'altro canto sembrano sottovalutare il fenomeno, soprattutto se rimane legato al fine settimana e lo inseriscono nell'elenco di "innocue bravate" compiute dai figli adolescenti. Invece il pericolo è in agguato poiché l'errato rapporto con vino e liquori nei ragazzi spesso maschera il disagio emotivo e psicologico, che rischia di esplodere quando meno ce lo aspettiamo . L'alcol è facile da reperire, nella cultura veneta viene associato al rito della festa, gli uomini lo usano per socializzare, apparentemente ha effetti liberatori. L'ultima moda tra i giovani trevigiani consiste nel condividere lo spritz dentro e anche fuori dei locali chiacchierando con gli amici tra risate collettive. Dimenticando che il mitico aperitivo trevigiano ha mutato dimensioni e da bicchierino si è trasformato in largo bicchiere, ha raddoppiato le dimensioni e così le insidie, tenendo infine conto che i vecchi almeno lo consumavano con i "cicchetti" mentre i ragazzi bevono spesso a stomaco vuoto . Laura Simeoni IL GIORNALE DI VICENZA Furibonda rissa nella notte: 15 americani prendono di mira alcuni marocchini in discoteca e li seguono in città Militari Ederle distruggono l'interno di un bar Pesanti danni al "Naat house" di via Moro: statunitensi scatenati placcati solo dai Cc Setaf (d. n.) Militari americani scatenati . Dopo essere finiti nei guai nei giorni scorsi tanto a Roma (un parà della Ederle accoltellato durante una baruffa) quanto a Firenze (tre colleghi arrestati per rissa), la notte scorsa hanno provocato il pandemonio in un bar di Vicenza . I danni all'interno del "Naat house" di via Moro sono ingenti. Quindici militari della caserma di via della Pace sono stati denunciati dai carabinieri della Setaf prontamente intervenuti per calmarli. I marocchini contro i quali se l'erano presa se la sono cavata con qualche botta. L'episodio di violenza risale alle 5 della scorsa notte ma ha un importante antefatto. Gli americani infatti avevano deciso di passare una nottata di festa e divertimento all'interno della discoteca "Nordest" di Caldogno. Nelle sale da ballo erano entrati in contatto con alcuni marocchini e, complice l'alcol bevuto in quantità , era nata un'accesa discussione. Al momento i motivi del contendere non sono chiari, ma potrebbe trattarsi, più che di ragioni religiose, politiche o geografiche, semplicemente di uno sguardo di troppo ad una donna. I titolari e i dipendenti del locale, visto che gli animi si stavano surriscaldando, avevano provveduto a mandare fuori tanto gli americani che i marocchini. E lì la baruffa sembrava essersi conclusa. Gli africani, per concludere la serata, avevano deciso di andare a fare colazione al "Naat house", un locale che resta aperto fino all'alba e che in passato era stato spesso al centro delle cronache. Nei mesi scorsi c'era stata anche una sparatoria con la polizia. I militari della Ederle li hanno seguiti e quando i due gruppi si sono ritrovati faccia a faccia è scoppiato il pandemonio. Urla, spintoni, pugni ma anche tavolini e sedie spaccati e buttati dappertutto, porte divelte, bagni danneggiati, armadi scardinati . Il titolare, Vincenzo Piero Consoli Noto, ha chiesto aiuto al 112. In via Moro sono arrivate più pattuglie dei carabinieri della Setaf che hanno calmato gli animi ed hanno riportato gli americani alla base Usa. Sono stati identificati, come pure i due africani, e tutti denunciati per rissa e danneggiamento aggravato. Difficile che il titolare del locale riesca però a vedere i soldi per i danni che ha subito. Negli ultimi mesi spesso i carabinieri sono dovuti intervenire per calmare le intemperanze degli americani. Qualche settimana fa cinque parà erano stati arrestati per rissa a Vicenza est. CORRIERE DELLA SERA (Cronaca di Roma) Via del Corso, rissa vicino al pub Soldato americano accoltellato È un giallo in piena regola l'accoltellamento di un militare americano, ricoverato in coma dall'altra notte all'ospedale San Giacomo. Il soldato, che ha 26 anni, in servizio presso una struttura militare Usa in città sulla quale c'è il più stretto riserbo, è rimasto ferito poco dopo le tre durante una rissa scoppiata all'esterno di un locale frequentato soprattutto da turisti stranieri in via del Collegio Romano, a due passi da via del Corso. I primi ad intervenire sono stati due carabinieri in borghese che si trovavano nel pub e che hanno soccorso il ragazzo, raggiunto da tre fendenti all'emitorace sinistro. La vittima è stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per gravi lesioni ad un polmone. In via del Collegio Romano i militari dell'Arma, intervenuti in forze per sedare la rissa, hanno fermato e identificato altri due soldati statunitensi, un uomo e una donna, che lavorano nello stesso ufficio del soldato ferito. La coppia è stata condotta in caserma per accertamenti. Sembra che il giovane ferito sia stato aggredito da alcune persone con le quali poco prima aveva avuto una lite sotto l'effetto di bevande alcoliche . Sull'episodio stanno indagando i carabinieri della stazione Piazza Venezia che hanno ascoltato anche altri testimoni del ferimento. Ancora poco chiaro il movente dell'aggressione. R.Fr. IL GIORNALE DI VICENZA Pugilato in ospedale, arrestato Un thienese, multato per ubriachezza, ha reagito a calci e pugni Calci e pugni agli agenti che tentavano di fermarlo, aggressione ai medici e una fuga con inseguimento nell'ascensore dell'ospedale . Bilancio: un vigile con il pollice fratturato, un altro giudicato guaribile in 6 giorni e medicazioni per i sanitari picchiati. Lui, l'autore delle aggressioni, ha festeggiato il giorno del suo 50° compleanno al San Pio x, dietro le sbarre. Il protagonista della vicenda è il thienese Paolo Furlan, residente in via Marconi. Domenica pomeriggio una pattuglia della polizia municipale thienese era in servizio lungo la statale 350, nei pressi di Cogollo del Cengio. Gli agenti hanno notato una Volvo che procedeva a zig zag; motivo sufficiente per alzare la paletta e ordinare l'alt. Dalla macchina è sceso Furlan, visibilmente alterato, tanto che i vigili hanno pensato di sottoporlo a test alcolimetrico. A quel punto, l'uomo ha detto di sentirsi male e così è stato accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Thiene. Sembrava tutto risolto, se non fosse che bisognava contestare l'infrazione per guida in stato di ebbrezza. A Furlan era stato infatti riscontrato un tasso alcolico di 2,36 g/l contro gli 0,50 tollerati dalla legge. Forse per questo motivo, il conducente ha iniziato a dare in escandescenze, dando calci a muri e sedie, all'interno del pronto soccorso , tanto che gli infermieri hanno dovuto chiudere l'astanteria. Un agente ha cercato di riportare alla calma Furlan ma è stato aggredito e nella colluttazione ha riportato la frattura di un dito. A quel punto l'uomo, in preda al raptus, è scappato e si è rifiugiato all'interno di un ascensore salendo ai piani superiori. Quando la porta si è aperta si è però trovato un agente davanti che tentava di fermarlo. C'è scappato un nuovo corpo a corpo, mentre intervenivano anche degli infermieri. Alla fine, Furlan è stato bloccato e ammanettato, ma un vigile e alcuni paramedici sono rimasti feriti, seppur leggermente. Il vivace automobilista, che proprio domenica compiva 50 anni, è stato arrestato e tradotto in carcere a disposizione del magistrato di turno, che ha convalidato il fermo. Furlan dovrà rispondere di varie accuse: guida in stato di ebbrezza, resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio (per aver creato problemi all'attività del pronto soccorso) e ubriachezza manifesta . IL GAZZETTINO (Vicenza) COGOLLO Intercettato alla guida dell'auto in stato di ebbrezza, dà in escandescenze nella caserma della polizia municipale. Feriti anche gli agenti Imprenditore festeggia i cinquanta anni, finisce in manette Aveva deciso di festeggiare i suoi 50 anni alla grande, invece è finito in cella di sicurezza con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, minaccia aggravata, interruzione di pubblico servizio, guida in stato di ubriachezza e ubriachezza molesta . Si chiama Paolo Furlan, 50 anni compiuti l'altro giorno, abitante in via Marconi a Thiene, imprenditore. L'altro pomeriggio verso le 16, l'uomo scendeva dal Costo, con la sua Volvo, in direzione Piovene. All'entrata del paese, lungo la statale 350, la Volvo, che viaggiava zigzagando pericolosamente, è stata notata da una pattuglia della polizia municipale di Thiene che ha provveduto a fermarla. Dall'auto è sceso Furlan in evidente stato di ubriachezza, che però ha rifiutato di sottoporsi alla prova dell'etilometro. Anzi, alle insistenze dei due poliziotti, l'uomo si è accasciato sull'asfalto, in preda, sembrava ad un forte malore . I due vigili hanno immediatamente chiamato il 118 che però in quel momento non aveva ambulanze a disposizione. Così ai due poliziotti del comando di Thiene non è rimasto altro da fare che portare di persona con l'auto di servizio Furlan al pronto soccorso dell'ospedale Boldrini. Giunti al pronto soccorso, l'uomo ha iniziato però a dare in escandescenze, urlando, battendo i pugni sul muro, prendendo a calci le porte, minacciando i presenti e infine cercando di fuggire con l'ascensore, in ogni caso non prima di aver lievemente feriti anche due infermieri. Accertatisi che i molti presenti nel pronto soccorso fossero al sicuro, i due poliziotti del comandante Rosini si sono lanciati all'inseguimento di Furlan e dopo una collutazione dalla quale sono usciti malconci, sono riusciti a mettere le manette al fuggitivo. Fatta la prova del tasso alcolemico, è risultato che Paolo Furlan aveva nel sangue un tasso d'alcol pari a 2,30 (ricordiamo che il tasso per il ritiro della patente è 0,50). Valerio Bassotto IL GAZZETTINO (Vicenza) THIENE I quattro, dopo essersi ubriacati , avevano insultato e minacciato gli altri clienti del locale in galleria Garibaldi. Sono accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale "Bulli" al bar fermati dai carabinieri tra gli applausi Tre giovani arrestati e un minorenne in semilibertà. Sono stati portati via dai militari tra l'entusiasmo della gente (V.B.) Erano convinti di poter fare i bulli impunemente, invece sono finiti nei guai. È quanto è accaduto a quattro ragazzi di origine campana, ma residenti a Thiene e a Cogollo del Cengio: Giuseppe Esposito, 20 anni e il fratello Ercole 18 anni, con casa in via Mameli a Thiene, Giovanni Barracca Puggioni, 18 anni residente in via Ampuri a Cogollo del Cengio, e l'amico minorenne, V.N., 16 anni , sempre della zona. I quattro già da tempo avevano deciso che il modo migliore per passare i pomeriggi era quello di recarsi al bar Tris di Thiene in galleria Garibaldi e, dopo essersi ubriacati , dare fastidio alla gente urlando parolacce, facendo gesti provocatori e minacciando chi cercava di metterli a tacere. Sabato sera, attorno alle 17,45, i quattro devono aver esagerato, perché alcuni passanti, dopo aver assistito alle sceneggiate dei quattro, hanno chiamato i carabinieri che sono subito intervenuti. Nel tentativo di calmare le acque i militari hanno iniziato col chiedere i documenti, ma alle risposte a suon di parolacce e di gesti offensivi, hanno deciso di portare i quattro in caserma. Ma i giovani bulli, ormai, anche grazie all'alcol , entrati per intero nella parte dei "duri", hanno cercato di opporre resistenza all'arresto, colpendo con pugni e calci carabinieri e auto. Bloccati, con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale in concorso, i carabinieri hanno portato i quattro in auto percorrendo il tratto di galleria che li separava da via Roma, tra gli applausi della gente, visibilmente sollevata dal loro intervento. Portati in caserma e foto segnalati, i tre maggiorenni sono stati avviati al carcere Pio X di Vicenza a disposizione del magistrato, mentre il quarto minorenne e stato denunciato in stato di semilibertà, in attesa di subire oggi a Schio il rito direttissimo. L'appello dei carabinieri alla gente, visto il ripetersi in città, con sempre maggiore frequenza, di episodi come questo, è di segnalare senza alcun timore il fatto telefonando in caserma allo 0445 313600. LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO Le indagini dei carabinieri sull'incidente nel corso del quale una parrucchiera è morta e altri tre giovani sono rimasti feriti È sempre grave la diciannovenne La giovane è in rianimazione ed ha riportato varie fratture alla testa Sono sempre molto gravi le condizioni di Federica Conti, la ragazza di 19 anni, coinvolta nell'incidente stradale avvenuto alla periferia di Brindisi domenica mattina. Nell'incidente è morta un'altra ragazza, Dora Giudice di 26 anni, parrucchiera, e sono rimasti feriti gravemente Giuseppe Marangio, 20 anni, e Claudia Morleo, 20 anni. Illeso il conducente: Marco Fiore, 22 anni, brindisino. I carabinieri ieri lo cercavano per notificargli la sanzione amministrativa di guida in stato di ebbrezza per uso di sostanze stupefacenti . Mentre nella giornata di oggi dovrebbero consegnare al sostituto procuratore Fasano i verbali sull'incidente con i quali si denuncia il giovane per omicidio colposo e lesioni colpose. Come si diceva, la diciannovenne è sempre molto grave. Ha in pratica il cranio fracassato . Nell'urto contro il guard-rail gli occupanti la piccola Peugeot di colore nero sono stati sbalzati sull'asfalto. Dora Giudice ha battuto la testa ed è morta sul colpo . Anche Federica Conti ha battuto la testa. È stata più fortunata anche se ha riportate molte fratture e le sue condizione sono gravissime. Stazionaria la situazione per gli altri due che hanno riportato lesioni guaribili in una cinquantina di giorni. Erano le 7 quando la vettura si è andata a schiantare contro il guard-rail. « Siamo stati in un locale in provincia di Lecce », ha detto il conducente ai carabinieri. Ma non ha potuto aggiungere altro. Lo choc subìto era stato violentissimo. I militi avrebbero dovuto sentirlo nuovamente ieri. Ma, a quanto pare, l'interrogatorio è slittato. La vettura procedeva in direzione Brindisi sulla superstrada per Lecce. All'altezza della benzina Fina, imboccando il curvone, presumibilmente per la velocità elevata, la vettura ha perso aderenza ed è schizzata come un proiettile contro il guard-rail centrale. Un colpo violentissimo che l'ha fatta rimbalzare diverse volte da un lato all'altro. In questa folle e incontrollata corsa la vettura ha perso il suo carico umano. I corpi delle tre ragazze e del ragazzo sono rimasti sull'asfalto. Fortunatamente non sono stati travolti dagli automezzi che sopraggiungevano. L'unico illeso era il conducente. La vettura è stata perquisita e all'interno i carabinieri hanno trovato quattro dosi di hashish ed un mozzicone di spinello dal lato guida . Questo ha fatto scattare la segnalazione alla prefettura dei nominati degli occupanti. Intanto, questa mattina si svolgerà il funerale della ragazza morte. Una giovane parrucchiera, brava e apprezzata dalla clientela che frequenta il negozio «AntRos» di via Saponea. Il rito funebre si terrà nella Cappella del cimitero dove i resti sono stati portati. Tutta la giornata di ieri è stata un andirivieni degli amici della ragazza. Disperati, con gli occhi pieni di lacrime, a vegliare la loro amica. Piero Argentiero IL GAZZETTINO (Treviso) Volete farmi la multa? E io disfo … Volete farmi la multa? E io disfo la macchina! Una vendetta assurda, quella ponderata da un trevigiano protagonista di un burrascoso pomeriggio, quello di sabato scorso. Alla fine, la vicenda si è conclusa con una denuncia per guida in stato di ebbrezza . A risponderne, un 25enne di San Biagio di Callalta, W. C. Il giovane, quel pomeriggio, si era recato in città in quanto aveva un appuntamento dai carabinieri per una firma; vi era arrivato al volante di una Y10 che aveva parcheggiato proprio davanti l'ingresso delle sede municipale, e la sosta non era passata inosservata ad una pattuglia di vigili. Tornato alla sua auto, W. C. ha contestato la presenza della polizia municipale, manifestando un atteggiamento non propriamente equilibrato; tra le mani, teneva un cartoccio, a custodire una bottiglia di whisky . "Volete farmi la multa! Adesso vi faccio vedere...", avrebbe bisbigliato. Ha aperto l'auto, e ha estratto il punteruolo di un trapano con il quale ha frantumato cristalli e fanali. Non contento, ha rovistato ancora nell'abitacolo, fino a quando, nel vano portaoggetti, non ha trovato una forbice e, con essa, ha infilzato tutte e quattro le gomme. Ci hanno messo un bel po', i vigili, a convincerlo a seguirli in Comando per il verbale di denuncia. Ma, alla fine, ci sono riusciti. IL GAZZETTINO (Pordenone) SAN VITO In cella coppia di musicisti Usa che sorpresi nel luogo sacro hanno preso a sberle i carabinieri Festa della birra sul campanile, arrestati San Vito al Tagliamento (Ro) Due musicisti statunitensi , invitati nel Sanvitese per un concerto, hanno festeggiato l'avvenimento con un rumoroso fuori programma che li ha fatti finire in carcere . Al culmine di una bravata hanno preso a ceffoni i carabinieri di San Vito che li avevano sorpresi in cima al campanile di Savorgnano . Dopo il concerto i due musicisti hanno fatto scorta di lattine di birra e hanno poi raggiunto il campanile di Savorgnano. Hanno sfondato la porta d'ingresso e, passando per un pertugio, sono saliti sul campanile dalle scale. Il fatto sarebbe forse passato inosservato se i due non avessero richiamato l'attenzione, urlando e lanciando le lattine vuote di birra (ma anche altri oggetti) dal campanile . La fortuna ha voluto che nessun oggetto colpisse persone. Il primo passante ha fatto finta di niente, mentre il secondo ha telefonato ai carabinieri di San Vito, segnalando quanto stava accadendo. Poco dopo i militari dell'Arma sono giunti a Savorgnano, scoprendo che in cima al campanile c'era un po' di trambusto: era stata organizzata una sorta di festa della birra . Vedendo i carabinieri e udendo qualche urlaccio i due statunitensi sono scesi. I carabinieri si sono avvicinati per chiedere spiegazioni. È stato a quel punto che i due musicisti a stelle e strisce, forse annebbiati dall'alcol , si sono scagliati sui militari dell'Arma sanvitese, prendendoli confusamente a ceffoni . A quel punto i carabinieri, sentito il pm Giorgio Cozzarini, hanno fatto scattare l'arresto con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di oggetti pericolosi, danneggiamento. Oggi, dopo la convalida dell'arresto, il processo per Direttissima. IL GAZZETTINO (Udine) Aggrediti sulla porta di casa A Tolmezzo padre e figlio affrontati da un gruppo di ventenni: quattro denunciati Venerdì sera. Qualcosa di strano sta succedendo nell'appartamento del vicino: urla, schiamazzi, rumori di gente che va e viene da un'abitazione di via Linussio, a Tolmezzo. Preoccupati, padre e figlio si affacciano all'uscio nel tentativo di capire che cosa sta succedendo nella porta accanto e nel timore che si possano verificare dei danneggiamenti. La loro curiosità li porterà in pronto soccorso. Un gruppo di ragazzi, quasi tutti ventenni, li ha aggrediti costringendoli a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Erano le 22, quando la centrale operativa del 112 ha ricevuto una chiamata di soccorso. Un equipaggio dei carabinieri del Radiomobile ha raggiunto l'edificio di via Linussio, coadiuvata da una pattuglia della Squadra Volante del Commissariato, e ha bloccato alcuni giovani. In quattro (altrettanti sarebbero riusciti ad allontanarsi nel momento in cui sono arrivati i militari) sono stati accompagnati in caserma e identificati. Si tratta di V.P., 19 anni; E.A., venti; F.L. e I.T., diciannovenni. Sono tutti residenti a Tolmezzo e sono ritenuti responsabili dell'aggressione ai due inquilini del palazzo di via Linussio. Sono stati denunciati a piede libero per concorso in lesioni personali (padre e figlio sono stati medicati al pronto soccorso dell'ospedale per lievi ferite giudicate guaribili in pochi giorni) e ubriachezza molesta . In due casi si è proceduto anche alla contestazione dei reati di minaccia a pubblico ufficiale e ingiuria. Le intemperanze dei due giovani, infatti, si sarebbero manifestate anche negli uffici della caserma dei carabinieri, dove si sarebbero lasciati andare a una serie di insulti e minacce pesanti nei confronti dei militari che li stavano identificando e cercavano di ricostruire quanto accaduto in via Linussio. Al termine degli accertamenti, i quattro giovani sono stati riaccompagnati a casa, dai rispettivi genitori. CORRIERE DELLA SERA (Cronaca di Roma) Ripescato corpo di un giovane Giallo sotto ponte Margherita L'hanno visto sparire sott'acqua trascinato dalla corrente del Tevere dopo aver chiesto aiuto agitando disperatamente le braccia. Mezz'ora più tardi, alle 4 dell'altra notte, i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato sotto ponte Margherita il corpo di un uomo di 30-35 anni, presumibilmente nordafricano. Secondo il medico legale lo sconosciuto potrebbe essere annegato, anche se non si esclude che l'uomo sia rimasto vittima di un'aggressione prima di essere gettato in acqua. Sulle braccia sono stati infatti trovati graffi ed ecchimosi. «Per saperne di più - hanno spiegato i carabinieri della compagnia Trionfale - bisognerà attendere l'autopsia». A dare l'allarme sono stati due passanti che hanno tentato inutilmente di soccorrere lo sconosciuto sporgendosi dal greto del fiume. Un'altra persona, rimasta anonima, ha invece telefonato ai carabinieri raccontando quello che stava accadendo. « Dall'odore dei vestiti e delle mani della vittima - hanno aggiunto gli investigatori - si presume che lo sconosciuto fosse sotto effetto dell'alcol ». I carabinieri stanno passando al setaccio le baraccopoli e i centri di assistenza per senzatetto che si trovano a Roma Nord e lungo il percorso del Tevere per rintracciare possibili amici o conoscenti della vittima. IL MESSAGGERO Va a ruba il vino di “Sideways” WASHINGTON - Sideways , film candidato a cinque Oscar, è stato una toccasana per le vendite del pinot noir, il vino californiano preferito dal protagonista . Sideways è tratto dall'omonimo romanzo di Rex Picklett e racconta la storia di due amici in viaggio nella contea californiana di Santa Barbara, patria delle aziende vinicole. Nella cantina dove è ambientata il film le bottiglie di pinot noir sono andate a ruba. L'ADIGE «Guida la vita» Serata ad Ala ALA - «Guida la vita», questo è il tema dell´incontro di questa sera alle 20.30 presso la sala Zendri . Il dibattito verterà sul consumo dell´alcol nella realtà alense con relatore Stefano Bertoldi, educatore professionale, con il maresciallo dei Carabinieri Claudio Silva, l´ispettore Salvatore Mamone, comandante della Polizia stradale di Riva del Garda, e Michele Lorenzini, comandante dei Vigili del fuoco volontari di Ala L'ADIGE Civezzano giovani e alcol Giovani e alcol è il tema che verrà trattato nell´incontro in programma stasera, alle 20.30, nella sala comunale della scuola elementare di Civezzano. L´organizzazione è dell´associazione «Zivezan zoveni» in collaborazione con l´amministrazione comunale e il Centro di alcologia del Distretto sanitario di Pergine. Relatori il dottor Innocenzo Cignini, responsabile del Centro di alcologia di Pergine e lo psicologo e psicoterapeuta Fabrizio Rizzi. IL MESSAGGERO (Marche) TURISMO Un'enoteca agli Antichi forni promuoverà l'enogastronomia Nella galleria degli Antichi forni, grazie all'intesa fra Camera di commercio, Comune e Provincia, sarà aperta un'enoteca . La “vetrina enologica”, proposta dall'assessore al Turismo Stefano di Pietro, resterà in funzione tre anni e si trasferirà poi, in via permanente, nei locali già individuati di corso della Repubblica 3. L'iniziativa è una forma di promozione e valorizzazione della produzione tipica propria del patrimonio enogastronomico locale, in grado di contribuire a qualificare e sviluppare anche i connessi aspetti del commercio e del turismo. L'idea è parte del più ampio progetto "Bottega del vino" della Regione Marche . Lo spazio consentirà lo svolgimento di incontri e piccoli convegni a tema, corsi e seminari. IL MESSAGGERO (Abruzzo) Sono interessati cinque comuni Il vino scorre sul web e l'Abruzzo vuol essere protagonista di ETTORE CAPPETTI GUARDIAGRELE - Il vino scorre anche nel web. Il progetto e-doc, che rientra nel piano di e-government del Ministero per l'innovazione e le tecnologie, rende più semplice l'accesso ai servizi amministrativi per i viticoltori e più facile la promozione, attraverso internet, delle località che aderiscono ai circuiti "Città del vino" e "Strade del vino". Della rete e-doc fanno parte 65 comuni in Italia, e due province (Alessandria e Torino), in Abruzzo Guardiagrele, Miglianico, Rocca San Giovanni, Vittorito e Torano. L'assessore al turismo di Guardiagrele Ivana Marroncelli parla di un progetto ambizioso: «Vorremmo recuperare le grotte anche con l'aiuto dei privati come luogo di conservazione dei vini e di altri prodotti nostrani quali formaggi e salumi». Piergiorgio Benai, della società che gestisce il sito www.cittadelvino.it, ha presentato agli amministratori dei comuni interessati i dati del progetto e gli obiettivi per i prossimi mesi. Grazie a due decreti del Ministero delle politiche agricole, è possibile presentare le dichiarazioni della raccolta dell'uva in modalità telematica direttamente all'AG.E.A. (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), alleggerendo i comuni da questa incombenza burocratica. Le amministrazioni che aderiscono ad e-doc avranno a disposizione, sempre su internet, una serie d'informazioni sulla raccolta dell'uva, sulla giacenza del vino e sulle superfici di terreno coltivate con vigneti a denominazione d'origine. Il nuovo servizio www.enoportale.it userà nuovi metodi per pubblicizzare le strade del vino, le guide regionali, i mestieri e le scuole del vino. Ogni comune potrà allestire dei servizi web tematici come "Enoteca comunale", una vetrina virtuale per valorizzare i prodotti e "Invito In comune" basato su una messaggistica utile ad attirare il turismo di qualità . Occorre ricordare che altri comuni abruzzesi fanno parte dell'associazione Città del vino. Un circuito di 540 città a vocazione vinicola che può contare su oltre 4.000 alberghi (circa 142.000 posti letto), 1.500 Aziende agrituristiche (18.000 i posti letto), 189 campeggi, centinaia di ristoranti, enoteche e cantine di qualità. PUBBLICITAITALIA Nuovo main sponsor per Umbria Jazz: Birra Pilsner Urquell E' sempre una birra, ma non è più Heineken, il main sponsor di Umbria Jazz: il festival musicale ha infatti siglato un accordo con Birra Peroni relativo al marchio Birra Pilsner Urquell Da un lato, uno dei più importanti festival del mondo, certamente il più suggestivo con l' atipica commistione fra la musica del ‘900 e del Nuovo mondo e gli ambienti storici dell'acropoli medievale e rinascimentale di Perugia; dall'altro una birra prestigiosa, frutto di una storia antica: la prima birra pils al mondo, nata più di un secolo e mezzo fa da una fortunata ricetta che la rese unica per colore, gusto, gradevolezza. Due marchi di qualità che si uniscono per lavorare insieme nel microcosmo della musica . Pilsner Urquell contribuirà, in qualità di main sponsor, al presente e al futuro di Umbria Jazz, sempre più impegnata a consolidare la nuova formula che ha esordito due anni fa con l'edizione del trentesimo anniversario: jazz d'autore ma anche ampie finestre su generi e artisti più popolari; spazi all'aperto confortevoli; grandi piazze e giardini e piccoli club di mezzanotte. Anche con la scelta di Pilsner Urquell Umbria Jazz vuole trasmettere l'idea di un festival che da sempre ha scelto di coniugare due anime: il jazz per gli appassionati, e la soundtrack di una serena vacanza in Umbria fra cultura e turismo. CORRIERE ADRIATICO “Quartiere in mano ai balordi” ASCOLI - Centro storico invaso da tossicodipendenti e barboni. E' quanto lamentano i commercianti e i residenti soprattutto di piazza del Popolo e della zona del teatro. In particolare e' il chiostro di San Francesco ad essere oggetto della polemica dei cittadini, attraverso la quale si chiede un aiuto concreto da parte dell'Arengo e alle forze dell'ordine. " Una volta per tutte, vogliamo che i nostri figli possano passare indisturbati nella piazzetta, attualmente ricettacolo di lattine e bottiglie di vino , sigarette e siringhe, escrementi di ogni tipo a qualsiasi ora " protesta Maria Angelini, da qualche tempo talmente spaventata da evitare persino di andare ad acquistare frutta e ortaggi al mercato mattutino. "Ascoli e' l'unica citta' al mondo dove il teatro, anziche' essere luogo elegante finisce con l'essere un posto caratterizzato dalla presenza di tossici e balordi " si lamenta Mario Felicetti, un tempo habitue' delle serate di prosa e di lirica del Ventidio Basso. LA PROVINCIA DI CREMONA Disavventura. Incidente sabato notte nel Mantovano Tamponati da ubriaco Quattro gussolesi GUSSOLA — Disavventura per quattro gussolesi tamponati da un giovane completamente ubriaco . Il fatto è avvenuto in località Pilastro di Marcaria, lungo la Sabbionetana, nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 4.30. C.F., 27 anni, di Marcaria, era alla guida di una Peugeot 206 e stava facendo ritorno a casa dopo una serata trascorsa con gli amici quando, lungo un tratto rettilineo, ha tamponato una Alfa Romeo 147 su cui viaggiavano i gussolesi. In seguito alla collisione, la Peugeot è uscita di strada. Il mantovano è stato trasportato al pronto soccorso del ‘Poma' di Mantova, dove i sanitari gli hanno riscontrato una lussazione ad un'anca. Qualche contusione non grave, fortunamente, per i giovani gussolesi, la cui auto non è andata fuori strada dopo l'urto. Sul posto la Polizia stradale di Ostiglia. In seguito agli accertamenti è emerso che C.F. era in stato di ebbrezza, con un tasso di alcolemia pari a 2,68 (il limite consentito è 0,5). Il 27enne è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente. WINENEWS.IT A PERUGIA LA PRIMA VOLTA DI GRAPPITALY: GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO PER IL "DEBUTTO" DELLE GRAPPE Giovani e invecchiate, monovitigno e torbate, fino alle acquaviti d'uva. E' stato un affascinante viaggio per gli oltre 18.000 visitatori che a Grappitaly il 19 e 20 febbraio a Perugia hanno avuto la possibilità di "vivere in diretta" profumo e aroma, gusto e retrogusto del nostro distillato simbolo, la grappa, con circa 55.000 degustazioni. Per due giorni, Perugia ne è stata una vera capitale con la sua manifestazione Grappitaly, che si è svolta nei cinquecenteschi bastioni della Rocca Paolina su una superficie di oltre 1000 metri quadrati. Nata per celebrare il mito della grappa italiana, la kermesse ha visto la partecipazione di 40 aziende distillatrici, dei 7 Istituti Regionali della Grappa, e di 10 aziende vinicole tra cui Ornellaia, Marchesi de' Frescobaldi, Ruffino e Biondi Santi, che hanno proposto i distillati ottenuti dalle vinacce dei loro più pregiati vini. La manifestazione che ha avuto il patrocinio di AssoDistil, Istituto Nazionale Grappa e ANAG, è stata un'occasione per conoscere e far conoscere un prodotto tutto italiano portandolo in Umbria, cuore d'Italia. Dopo la positiva esperienza a Mondograppa, " Bere col naso " è stato il leit motiv per sottolineare l'importanza dell'olfatto nel cogliere la ricchezza e la varietà della grappa di moderna concezione. Filmati esplicativi sui processi di distillazione, il museo degli alambicchi, i seminari di degustazione e l'allestimento di aree a tema come grappa e cioccolato, grappa e sigari, grappa e cocktails , hanno dato a questo appuntamento un valore fortemente didattico e culturale per distinguere fra il bere e il degustare, per imparare a bere meglio e con moderazione. Ma il momento più importante di questo festival della grappa è stato il convegno dal tema "Grappa: un patrimonio italiano da difendere", in cui i distillatori hanno espresso il loro allarme contro possibili revisioni del regolamento 1576/89 del Consiglio Europeo sulle bevande alcoliche che potrebbe privare l'Italia dell'utilizzo esclusivo del termine "grappa", perdendo da un giorno all'altro la propria "bandiera" e assistendo di colpo alla svendita di una denominazione e alla perdita di identità di un prodotto simbolo del Made in Italy. Un vero e proprio regalo alle grandi multinazionali del settore fortemente interessate ad un brand tanto conosciuto e apprezzato nel mondo, ma soprattutto un colpo mortale per la distilleria italiana che potrebbe generare gravi conseguenze economiche e di occupazione per tutte le aziende produttrici che hanno sempre operato nella consapevolezza di poter utilizzare in esclusiva tale denominazione . All'incontro, coordinato da Italo Maschio, Presidente del Comitato Nazionale Acquaviti, e Vice Presidente di AssoDistil, hanno partecipato Antonio Emaldi Presidente AssoDistil, Alessandro Francoli Presidente dell'Istituto Nazionale Grappa, Umberto Caselli Presidente A.I.B.E.S., Giancarlo Gramatica esperto di rilevazione dati mercato e Alberto Magnani di Demoskopea, mentre a rappresentare le istituzioni è intervenuto Salvatore Petroli, Direttore Generale delle Politiche Agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Questo momento di confronto ci pare abbia “colpito nel segno”. Se l'obiettivo dei distillatori era quello di sensibilizzare le istituzioni per difendere a Bruxelles l'uso esclusivo del termine grappa, ci sono riusciti. La presenza e l'intervento di Salvatore Petroli, seppur con dovute precisazioni sono stati rassicuranti. “Sono fiducioso che la battaglia per la grappa sarà vinta – ha detto – ma i timori restano” perché la situazione a livello internazionale – ha spiegato – “non depone molto a favore degli interessi della Comunità Europea”. La strada da seguire a Bruxelles – ha proseguito – è quella di un “confronto equilibrato” in una “procedura che si annuncia complessa e lunga”, che punti a riaffermare la “specificità” di questa bevanda alcolica. Messaggi incoraggianti sono giunti dal Ministro degli Affari Esteri Gianfranco Fini (*) “… particolare impegno sarà posto nella difesa dell'utilizzo esclusivo da parte italiana della denominazione grappa…” , dal Vice Ministro alle attività produttive Adolfo Urso “…la vostra iniziativa ha il pieno sostegno sia da parte del Ministero delle Attività Produttive che mio personale, in quanto ritengo la grappa il nostro distillato di bandiera un patrimonio italiano da difendere e che merita un posto privilegiato tra le produzioni nostrane di qualità…”, dal Vice Presidente della Commissione Europea Franco Frattini: “ … Grappitaly è un segno importante ed una prova di quanto il settore delle grappe possa contribuire a promuovere l'immagine italiana nel mondo …” e dallo stesso Ministro Gianni Alemanno . Tanto che Italo Maschio, Presidente dell'Istituto Nazionale Grappa e coordinatore del convegno ha concluso i lavori sottolineando la soddisfazione per la “grande intesa” che si è creata fra i distillatori e le Istituzioni, in primis con il Ministro delle Politiche Agricole. “Avevamo acceso l'allarme rosso, motivato, a dicembre - ha concluso Italo Maschio -. Siamo ora, dopo le assicurazioni di Bruxelles, su posizioni più riflessive, ma attente, guardinghe, con un impegno a sviluppare ogni aspetto legale, legislativo, politico. Vedremo i risultati con attenzione. Speriamo di non riaccendere più l'allarme rosso nell'interesse delle nostre aziende, dei nostri consumatori, e, se permettete, del nostro Paese”. (*) Nota: sarà lo stesso della “tolleranza zero” contro le droghe? CORRIERE DELLA SERA (Cronaca di Roma) BELLEZZA La carica dei Centocelle Nightmare il concorso diventa «salutista» «La carica dei Centocelle» propone un concorso alternativo a sfondo salutista con un vincitore che deve essere per regolamento « non troppo vestito e autoironico ». Inoltre l'organizzatore, Marco Pizzardi, sostiene che i confini nazionali sono solo retaggio del passato e ammette quindi tra gli aspiranti Mister anche chi sta nel nostro paese senza la cittadinanza italiana. Ora, dopo la fase preliminare, si parte con le Provinciali in 108 piazze italiane dove si svolgeranno show con la presenza dei Centocelle Nightmare. Si passerà poi alle Regionali per arrivare alla finale che sarà trasmessa in tv. Si potranno iscrivere al massimo 20 partecipanti tra i 16 ed i 32 anni, in forma gratuita, ed anche attraverso internet (www.mistercentocelle.it). Gli spettacoli, sponsorizzati anche dal ministero della Salute, prevedono una campagna di prevenzione per i giovani sulle malattie sessualmente trasmissibili, tabacco, droga, alcol, sicurezza stradale . CORRIERE ADRIATICO Domani incontro sull'alcolismo FERMIGNANO - Conoscere per non lasciarsi tentare. Toccare con mano l'alienazione della dipendenza, le conseguenze negative sulla salute, i disagi sociali di una vita "schiava" del bicchiere. Sapere tutto questo per dire basta, oppure per evitare l'ingresso nel tunnel. CORRIERE ADRIATICO E' sempre allarme nei fine settimana: schiamazzi in via Bellocchi e nella zona del palas L'alcol dà alla testa, denunciati tre polacchi FABRIANO - Di allarme in allarme e continua ad allungarsi l'elenco dei provvedimenti emessi a carico di coloro che hanno alzato un po' troppo il gomito, fino a provocare schiamazzi e danneggiamenti . Sette agenti del locale commissariato sono dovuti intervenire verso l'ora di pranzo di domenica scorsa per riportare alla calma tre camionisti polacchi, di 40, 32 e 27 anni, che nella zona del palas di via Dante ed in via Bellocchi avevano perso la testa. Sono stati trovati ubriachi e si sono scagliati contro i due agenti giunti sul posto dopo l'allarme lanciato dai residenti della zona che si erano rivolti alla polizia per segnalare la presenza di tre uomini ubriachi e che prendevano a calci i portoni delle abitazioni, imprecavano e orinavano senza alcun contegno. I tre autotrasportatori avevano raggiunto la città per trasportare della merce per conto di una ditta polacca e su incarico di un gruppo fabrianese, leader nella produzione di elettrodomestici. I tre sono stati denunciati per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, ma sono stati anche multati per ubriachezza . Dovranno sborsare ciascuno 102 euro per quella sbornia che i tre hanno smaltito sono verso le 17. L'azienda fabrianese si è già attivata facendo presente l'accaduto alla ditta di trasporti che aveva incaricato i tre autotrasportatori che non faranno più ritorno a Fabriano. Quello dell'alcolismo è un fenomeno che non accenna a placarsi. Gli agenti del locale commissariato continuano a compilare verbali nei weekend a carico delle persone trovate ubriache in centro e nei pressi dei bar . Nei primi due settimana di questo mese in dodici erano stati multati per ubriachezza molesta, ma nei guai erano finiti anche i gestori dei bar accusati di aver continuato a somministrare alcol a coloro che avevano già alzato un po' troppo il gomito . Un fenomeno di disagio sociale che non accenna a placarsi. IL GIORNALE DI VICENZA «Facciamo come negli Usa: niente alcol sotto i 18 anni nemmeno al supermarket» di Federico Ballardin La settimana di Cornetto e caffé inizia con una intervista doppia nel bar Fashion di viale della Meccanica. A rispondere alla "chiamata" sono due giovani e simpatici imprenditori, Luca Marcante di 39 anni e Patrick Parise (35). - Ad Ospedaletto scatta la protesta contro l'installazione di un'antenna per cellulari. Voi come siete... sintonizzati? Patrick: «Se i documenti sono in regola non vedo perchè protestare, visto che non è dimostrato che le emissioni siano dannose. Tutti sono pronti a lamentarsi, quando il cellulare in certe zone non prende, però le antenne devono stare sulle case degli altri...». Luca: «È come per le centrali nucleari: nessuno le ha volute e poi ci si lamenta del costo dell'energia elettrica che siamo costretti ad importare dalla Francia che la produce in centrali appena al di là delle Alpi. Vorrei controllare nelle tasche dei membri del comitato di Ospedaletto per vedere se hanno il cellulare. Sono sicuro che lo usano anche loro: chi non ha colpe scagli il primo... telefonino». - Dicono che le donne moderne sono molto più stressate, perchè devono lavorare e anche badare alla casa... Luca: «Sono d'accordo, sopportano dei carichi di lavoro doppi. Secondo me l'emancipazione non è stata una bella conquista per loro... nel senso che si sono trovate a fare le stesse cose di prima più anche il lavoro a casa». - E i mariti non potrebbero dare una mano? Luca: «Si può fare ma solo per alcune faccende. Io se torno a casa alle 19, stanco, e mia moglie mi dà in mano il mocio vado fuori di testa, mi devono mettere la camicia di forza. Invece le donne riescono a fare anche quello». Patrick: «Io dò una mano quando posso». Luca: «Vuoi dirmi che stiri, lavi, vai al supermercato...». Patrick: «L'unica cosa che non faccio è stirare». Luca (rivolto al cronista): «Ho trovato l'unico uomo che fa tutto in casa...» dice con una battuta. -Un'indagine rivela che il 30% degli studenti berici beve alcolici, spesso davanti ai genitori... Patrick: «Dipende dalle situazioni ma dovrebbero avere almeno 16 anni». Luca: « Prendiamo esempio dagli americani, loro il problema l'hanno dovuto affrontare prima di noi: niente alcolici al di sotto dei 18 anni. Ovviamente si deve impedire loro di acquistarli al supermercato e nei negozi, come fanno negli Usa (*) ». (*) Nota: in realtà l'età “limite” negli Stati Uniti è 21 anni, non 18. IL GAZZETTINO (Treviso) SABATO AL DISCO PALACE Con il divo della tv etilometri in regalo al popolo della notte (SdV) " Un soffio e vivi" è l'iniziativa di prevenzione contro gli incidenti stradali causati da stato di ebbrezza promossa dalla Regione Veneto e che vedrà la luce sabato sera al Disco Palace di Nervesa. Su iniziativa del consigliere Remo Sernagiotto, i giovani frequentatori della discoteca saranno invitati all'uscita a misurare il tasso alcolico nel sangue e a responsabilizzarsi sul significato di guida sicura . Tutti i clienti riceveranno un piccolo kit portatile, facile da usare, che potranno conservare e, questo è l'auspicio, riutilizzare nelle future serate in discoteca. Sabato notte il test all'uscita del Disco Palace, sicuramente affollato visto l'ospite di grande richiamo, Daniele Interrante, che presenterà in anteprima il suo film "Troppo belli", regia di Ugo Fabrizio Giordani, su un'idea di Maurizio Costanzo. Daniele è conosciuto per aver occupato il trono di "Uomini e donne", il programma di Maria De Filippi, e per la sua partecipazione al reality "Volere Volare", nel quale gestiva una discopub. Il nuovo film, che sarà girato con altri "belli" della televisione tra cui Costantino Vitagliano, è la storia di due giovani che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo e che vengono truffati nel loro tentativo di raggiungere il successo. Daniele ha conquistato il pubblico soprattutto dei giovani, in particolare le ragazze. I due eventi sabato sera sono nati come iniziative separate, ma risultano legati dalla volontà della Regione di sviluppare nei giovani la consapevolezza dei propri limiti e di coniugare divertimento alla salute e alla vita. Per informazioni 340 5421151. GIORNALE DI BRESCIA L'iniziativa educativa nei locali pubblici promossa dai Comuni di Iseo, Sulzano, Marone e Zone Un piano contro le stragi del sabato sera Lago d'Iseo Un progetto educativo che si avvicini ai giovani in modo delicato, entrando nei locali e nelle feste spontanee dei fine settimana, senza imposizioni o prediche di sorta, per sensibilizzarli una volta di più sul valore di una condotta attenta e sobria al volante . Proprio nel momento in cui anche l'Unione Europea sta lanciando la campagna «Euriches 2005» per incentivare all'uso delle cinture di sicurezza, i Comuni di Iseo, Sulzano, Marone e Zone, in collaborazione con la Cooperativa il Graffio e alcuni pub della zona, hanno realizzato «Drive Yourself», un piano di prevenzione finanziato dalla legge "Turco 285" rivolto a quei ragazzi che durante le serate fanno uso (e qualche volta abuso) di alcolici. E poi magari si mettono al volante in condizioni di scarsa lucidità, rischiando la loro vita e quella degli altri, o al meglio, di perdere la patente di guida. Come funzionerà il nuovo "Drive Yourself", nei locali già da sabato prossimo, lo ha spiegato Gabriele Nani, coordinatore del progetto assieme all'assessore all'Istruzione del Comune di Iseo Flavia Gatti e all'assistente sociale Francesca Spigarelli. « Metteremo la nostra postazione all'interno dei locali e daremo ai ragazzi che aderiranno a questa iniziativa un codice numerico e un free drink analcolico oltre naturalmente al materiale informativo . « Quando decideranno di uscire dal pub potranno passare (volontariamente) all'«infopoint» per verificare il livello del loro tasso alcolico mediante un etilometro, del tutto simile a quello usato dalla Polizia sulle strade. Chi tra i ragazzi risulterà avere un tasso alcolico nella norma riceverà in omaggio un gadget (cd musicale o maglietta) o un buono per cibi o bevande analcoliche ». F.Arc. IL GIORNALE DI BRESCIA Si è ucciso Hunter Thompson, reporter degli eccessi in «Paura e disgusto a Las Vegas» NEW YORK - Hunter S. Thompson, lo scrittore della controcultura che mescolando giornalismo e fiction popolarizzò il nuovo genere letterario del 'gonzo journalism' in un libro lisergico e visionario come 'Paura e Disgusto a Las Vegas', si è suicidato l'altra notte nella sua casa nei pressi di Aspen in Colorado. Sessantasette anni, lo scrittore si è sparato un colpo di arma da fuoco alla testa . Il suo cadavere è stato trovato dal figlio Juan nella cucina dello chalet pieno di fucili dove il padre viveva da oltre 40 anni. Anita, la moglie di Thompson, non era in casa al momento del suicidio. Oltre a 'Paura e Disgusto a Las Vegas' del 1971, basato su una corsa folle e allucinata verso la mecca del gioco d'azzardo, Thompson aveva scritto anche 'Paura e disgusto in campagna elettorale, 1972'. In entrambi i casi il personaggio centrale era 'Dr. Thompson', che osservava gli eventi di cui era parte attraverso il filtro deformato dell'alcol e della droga. In quello che lui battezzò 'giornalismo gonzo', l'autore diventa parte integrante ed essenziale della storia da lui raccontata. «La fiction è basata sulla realtà a meno che tu non sia un artista delle fiabe», aveva detto lo scrittore all'Ap in una intervista di due anni fa: «Devi trarre da qualche parte la tua conoscenza della vita. Devi conoscere il materiale su cui stai scrivendo prima di alterarlo». Secondo Thompson d'altra parte la fedeltà assoluta ai fatti non rappresentava sempre la strada migliore per raccontare la verità, che poteva essere scoperta negli interstizi della vita tra fatto e fiction: una ricerca in cui lo scrittore si faceva spesso aiutare da droghe e da alcol. Perfetto specchio dei suoi tempi con una fama di amante degli eccessi, Thompson fu un'icona della controcultura negli anni del Watergate e venne portato sullo schermo da Johnny Depp, spalleggiato da Benicio Del Toro, nell'adattamento cinematografico di 'Paura e Disgusto a Las Vegas' con la regia dell'ex Monty Python Terry Gilliam e una colonna sonora di Bob Dylan ('Stuck inside of Mobile with the Memphis Blues again') e i Rolling Stones ('Sympathy for the Devil'). IL MESSAGGERO Morta Sandra Dee diva teen-ager LOS ANGELES E' stata un simbolo per le ragazze acqua, sapone e passione fra i 50 e i 60. E Scandalo al sole che la rese famosa, fu il manifesto dell'America di quegli anni. Sandra Dee è morta due giorni fa in un ospedale di Los Angeles. Aveva 63 anni, era stata sposata con il cantante Bobby Darin, e nel '91 fece scalpore quando confessò di essere stata violentata dal patrigno e di essere diventata alcolista e barbituricodipendente . Una storia all'antitesi dei film interpretati dalla bionda diva di Dimmi la verità , Torna a settembre , Prendila, è mia. LA PROVINCIA DI SONDRIO Titolare dell'omonima casa vinicola stroncato da una grave malattia ieri a Milano, giovedì i funerali a Tirano E' morto il conte Cesare Sertoli Salis tirano E' scomparso nella notte tra domenica e lunedì all'Istituto dei tumori di Milano all'età di 52 anni Cesare Sertoli Salis, imprenditore capace e lungimirante, protagonista del rilancio della cultura del vino della provincia di Sondrio. Il conte era stato ricoverato nel nosocomio specialistico milanese solo poche settimane fa per accertamenti, ma il decorso della malattia è stato molto più rapido di quanto i medici si sarebbero aspettati. I funerali si svolgeranno giovedì a Tirano alle 10.30. Grande il cordoglio nel mondo della viticoltura provinciale, nel quale l'azienda di Tirano negli anni ha assunto un ruolo di primo piano. Le prime notizie sulla presenza dei Salis in Val Bregaglia risalgono al XII secolo. Appartenenti al patriziato comasco, i Salis del ramo Zizers vennero inviati a governare la Valtellina a metà del ‘600. Cesare Sertoli Salis aveva una grande passione per i viaggi da un lato e un concreto spirito imprenditoriale dall'altro. Arrivato in pianta stabile a Tirano sul finire degli Anni ‘80, aveva maturato una lunga esperienza in grandi aziende italiane, di cui ha potuto far tesoro per costruire dalle fondamenta la sua apprezzata casa vinicola. REUTERS ITALIA Australia, ubriaco sfascia tutto: rugbista licenziato SYDNEY (Reuters) - Il rugby australiano a 13, la cui immagine era già offuscata da precedenti poco edificanti, ha subito un altro duro colpo dopo che un giocatore dei Newcastle Knights è stato licenziato ed altri 11 suoi compagni sono stati multati in seguito ai danni provocati in stato di ubriachezza nel dormitorio di un'università . Il club ha annunciato il licenziamento di un giocatore ed una multa complessiva di 40.000 dollari Usa per gli altri dopo il disastro combinato alla Charles Sturt University di Bathurst, ad ovest di Sydney. La polizia del New South Wales ha detto in una dichiarazione di aver anche ricevuto la denuncia di una studentessa di 19 anni per molestie subite, ma ha aggiunto di non aver ancora deciso se dar corso all'incriminazione. La National Rugby League (Nrl), lega del rugby professionistico a tredici che è decisa a ripulire la propria immagine dopo anni di guai causati fuori dal campo da giocatori, ha annunciato una multa al club per non aver tenuto sotto controllo i suoi atleti e la messa al bando del giocatore licenziato, che non potrà passare ad un'altra squadra. Lo scandalo giunge a 12 mesi dalla maximulta inflitta ai Canterbury Bulldogs accusati di molestie sessuali nel corso di un raduno precampionato a Coffs Harbour. Nel 2001 l'ex nazionale John Hopoate era stato squalificato per 12 settimane e cacciato dal suo club dopo esser stato riconosciuto colpevole di aver infilato le dita nel posteriore a suoi avversari. Un tempo lo sport più popolare con la palla ovale in New South Wales e Queensland, i tifosi stanno oggi disertando il rugby a 13 preferendo quello a 15 (Rugby union) e lo sport nazionale erede del football gaelico, l'Australian Rules. IL GIORNALE DI VICENZA Automobilista maranese denunciato per ebbrezza Al volante... sotto spirito Lieve incidente stradale senza conseguenze per le persone l'altro pomeriggio a Marano, tra un'auto e una moto a quattro ruote: il conducente di quest'ultimo mezzo, però, era ubriaco , ed è stato quindi denunciato . L'episodio è accaduto verso le 17, quando all'incrocio tra via Pasubio e via Summano una Fiat Punto si è scontrata con un "sulky". Gli agenti della polizia municipale intervenuti per i rilievi hanno effettuato il controllo alcolimetrico sul conducente del quadriciclo, D. F., 62 anni, residente in paese, che ha evidenziato un tasso pari a 1,60 grammi di alcol per litro di sangue (più di tre volte oltre il limite consentito che è 0,50), e che è stato pertanto denunciato per guida in stato di ebbrezza. IL GAZZETTINO (Padova) CAMPOLONGO CAMPOLONGO - Una serata di follia in preda ai fumi dell'alcol è costato l'arresto ad M.M. 41 anni, noto rapinatore residente a Campolongo Maggiore. M.M., a bordo della sua vettura, sabato sera aveva semidistrutto il muretto che circonda un' abitazione privata in pieno centro a Vigonovo. La proprietaria, affacciatasi alla finestra spaventata dal forte urto, ha notato un auto scura partire a tutta velocità ed ha preso prontamente il numero di targa. I carabinieri di Campagna Lupia ci hanno messo poco a rintracciare il proprietario, M.M. appunto. I militari sono andati subito a fargli visita a casa nella vicina Campolongo Maggiore. Qui lo hanno trovato completamente ubriaco disteso sul divano . Alla vista dei carabinieri M.M. è andato su tutte le furie. Prima le ingiurie e le minacce e poi i fatti con violenti calci e pugni ai due sfortunati militari che, fortunatamente, sono comunque riusciti ad avere la meglio riuscendo ad ammanettare l'uomo e a trascinarlo di forza fuori dall'appartamento . Inevitabile l'arresto per violenza, resistenza e ingiurie a pubblico ufficiale, danneggiamenti e ubriachezza molesta . Non solo. Dati i suoi precedenti, i carabinieri hanno deciso di effettuare anche un'accurata perquisizione dell'appartamento. In camera da letto sono stati trovati 12 proiettili calibro 12 a pallettone unico utilizzati normalmente per la caccia grossa . La detenzione era illegale e così tutte le munizioni sono state sequestrate mentre M.M. si è visto aggiungere ai suoi già numerosi capi d'accusa, anche quello di detenzione illegale di munizioni. M.B. CLARENCE NEWS CALCIO: GB, FEDERAZIONE CHIEDE SQUALIFICA A VITA PER TIFOSI VIOLENTI Londra, 22 feb. (Adnkronos) - Il presidente della federcalcio inglese (Football Association), Brian Barwick, ha chiesto che i tifosi protagonisti di atti violenti siano banditi a vita dagli stadi, sia in Inghilterra sia all'estero. Il responsabile della FA intende anche impedire che gli incontri ad alto rischio continuino a disputarsi il sabato sera, per evitare che i tifosi possano assumere alcolici fino a poco prima del calcio d'inizio . CORRIERE ADRIATICO L'esperienza dei genitori riuniti dal 1987 in una Associazione di auto-aiuto “La dipendenza è una malattia, non un vizio” SENIGALLIA - La tossicodipendenza non è un vizio, ma deve essere considerata una malattia". E' questa la frase che ripetono spesso alcuni membri dell'Aget (associazione genitori tossicodipendenti) durante un'intervista alla fine di un incontro terapeutico di auto-aiuto . " Dobbiamo smettere di parlare di drogati o alcolizzati - dicono quelli dell'Aget -, ma piuttosto di persone dipendenti da alcune sostanze, e per questo sofferenti di un forte disagio psichico . La dipendenza inoltre non coinvolge solamente le sostanze psicoattive (droga, alcol, psicofarmaci), ma può anche derivare dal gioco d'azzardo o da tutto ciò che in genere può creare dipendenza psichica. Vivere la tossicodipendenza, ma anche l'alcol o il gioco d'azzardo, solamente come un vizio - proseguono quelli all'Aget - è il passo che porta spesso le famiglie che hanno un componente con simili problemi a nascondersi e a sentirsi colpevolizzate". Il metodo usato dall'Aget negli incontri terapeutici è quello dell'auto-aiuto: ogni genitore porta il suo problema all'interno del gruppo, per condividere l'esperienza con gli altri, e così insieme si cerca di risolverlo. Un passo molto importante è il momento della condivisione e dell'apertura agli altri: parlare apertamente e senza vergogna del proprio figlio che vive il disagio della tossicodipendenza, senza nascondersi in se stessi. L'Aget è un'associazione attiva a Senigallia dal 1987. Si può telefonare tutti i giorni feriali dalle 8,30 alle 12 al 071/7927480 ha sede in Via Podesti n° 63. Conta 30 soci, 4 operatori e collabora attivamente con il Sert. M.M. LA SICILIA (Caltanissetta) PATENTE RITIRATA A UN GIOVANE DELIANO Guida ubriaco e tampona un'auto Delia. Esce dal pub in preda ai fumi dell'alcol e durante il tragitto verso casa, al volante della sua Fiat «Punto», si schianta contro un'Opel «Astra» . L'incidente però è costato a P. P. L. P., di 26 anni, il ritiro della patente nonchè la denuncia all'autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. L'episodio è avvenuto sabato notte, intorno alle 3, in via Diaz, all'altezza del civico 70. Il giovane deliano, disoccupato, con qualche piccolo precedente, ad un tratto ha portato l'utilitaria nell'altra corsia, danneggiando l'Opel Astra (in particolare la fiancata destra), posteggiata nei prssi del marciapiede ed appartenente ad Angela Mancuso, di 54 anni. Ad intervenire in via Diaz una pattuglia dei carabinieri, che trovandosi in zona aveva sentito il «botto» dovuto all'impatto dei mezzi. Ai militari dell'Arma il ventiseienne ha detto che un'auto gli stava andando contro e così ha sterzato, finendo nell'altra carreggiata. I carabinieri, intuendo che il giovane doveva essere «alticcio» lo hanno sottoposto al test con l'etilometro, che ha accertato lo stato di ebbrezza. Per P. P. L. P. quindi si è proceduto al ritiro della patente e alla detrazione di 10 punti dal documento di guida. A Caltanissetta la patente è stata ritirata, sempre per stato di ebbrezza, ad un manovale di Favara, C. C. fermato in via Aretusa a bordo di una Lancia. N.L.M. L'UNIONE SARDA (Gallura) Daniusma group cerca nuovi soci Olbia Parte il tesseramento per l'associazione Daniusma Group. «Abbiamo bisogno di gente nuova - dice Nina Usai, presidente dell'associazione - nuova linfa che porti idee originali all'interno del gruppo». I Daniusma sono nati quattro anni fa, ma solo da quest'anno hanno aperto il tesseramento: un gruppo di venti ragazzi che nel mese di luglio organizzano nella spiaggia di Pittulongu la manifestazione "Stelle in spiaggia". « Non ci occupiamo solo di sport o di concerti, ci stanno a cuore soprattutto le problematiche dei giovani, come alcol e droga . È importante parlare e confrontarsi: spesso i ragazzi trovano grosse difficoltà a confidarsi con gli amici, noi cerchiamo di essere presenti proprio in questo momento». Nel periodo invernale i Daniusma organizzano anche i "Thé danzanti". «Un occasione per vedersi con gli amici di pomeriggio per ballare e parlare, e capire che per divertirsi non è necessario bere ». Da giovedì scorso sono disponibili le tessere per i soci ordinari e quelli sostenitori. Per informazioni è possibile contattare il numero 349/5839117. IL GAZZETTINO (Venezia) Le vere vittime della Taverna al Baffo Basta "minacciare" il suicidio per passare da carnefice a vittima? Nella vicenda della Taverna al Baffo le vittime siamo sicuramente noi, abitanti della zona di S. Agostin, e non i gestori dell'esercizio. Da quando la Taverna al Baffo si è insediata a S. Agostin, la zona, già una delle più tranquille e serene di Venezia, è come noto, diventata invivibile. Il rumore della clientela della Taverna - nella buona stagione anche tre-quattrocento persone si accalcano nel campiello - impedisce il riposo sino oltre le due di notte. Si tratta di persone che non si limitano a conversare, ma urlano, cantano, schiamazzano, sono spesso accompagnate da cani che abbaiano senza interruzione. L'ubriachezza e il consumo di droga sono all'ordine del giorno . La sporcizia e le deiezioni fisiologiche lasciata nelle calli e addirittura negli ingressi delle case rendono talora l'area un vero porcile . Naturalmente questo ha portato guadagni molto rilevanti ai gestori della Taverna, che pur disponendo di un locale e di un plateatico, che può accogliere un centinaio di persone o poco più, ha potuto così servire una clientela tre quattro volte più numerosa, tra l'altro senza oneri di plateatico. Non importa se violando molte norme, civili amministrative e penali e se distruggendo la quiete di chi ha la sventura di viver vicino. Sgombriamo subito il campo dall'obiezione che i gestori della Taverna siano impotenti di fronte a questa situazione. Essi sono invece responsabili del comportamento della loro clientela anche all'esterno dell'esercizio, secondo recentissima giurisprudenza della Cassazione penale: nel caso la clientela arrechi disturbo a chi vive nei pressi dell'esercizio, i gestori debbono esercitare il diritto di esclusione dei clienti molesti, chiamare la forza pubblica e comunque agire perché ciò non si verifichi. Privati del sonno e del riposo, sconvolti dal progressivo degrado dell'area abbiamo provveduto metodicamente a denunciare i gravissimi illeciti, che venivano commessi, alla Polizia Municipale, a quella di Stato e ad altri organi di controllo. Conseguentemente l'Arpav ha accertato nel luglio 2003 che "il rumore generato dall'attività del pubblico esercizio "Taverna da Baffo" produce in periodo notturno, in ambiente esterno, immissioni sonore superiori ai limiti stabiliti dalla normativa vigente". Anche il Comune ha dato seguito alle denunce, con una serie di interventi, dalla diffida a somministrare cibi e bevande al di fuori degli spazi nella disponibilità dell'esercizio, all'applicazione di sanzioni. Contro i provvedimenti più gravi la Taverna ha ricorso al Tar, che non si è ancora espresso sul merito. Le contravvenzioni pare siano state una quindicina, ma poiché le violazioni delle norme vigenti sono state centinaia, centinaia sarebbero dovuto essere anche le sanzioni. La Polizia Municipale, che lavora bene, non può purtroppo coprire sempre tutto il territorio comunale e quindi la maggior parte delle violazioni è sfuggita. Quella di cui ci si deve lamentare insomma non è che le sanzioni siano state troppe, ma che siano state troppo poche, tant'è che lo sconcio della situazione di S. Agostin non è stato ancora eliminato. I gestori della Taverna La Taverna al Baffo hanno comunque ignorato del tutto la diffida e trascurato le sanzioni, e sulla stampa hanno scleto una duplice linea di difesa del loro comportamento. Innanzitutto, pur ammettendo di provocare disagio ai residenti (lo hanno dichiarato apertamente sullo stesso Gazzettino), hanno invocato una sorta di impunibilità per il fatto che, a dir loro, in altre zone di Venezia i gestori di pubblici esercizi, che si comportano in modo analogo, sono sottoposti a minori controlli e sanzioni. È un nuovo interessante principio giuridico: fino a che tutti quelli che commettono un determinato illecito non sono puniti, non si applicano sanzioni a nessuno! È evidente l'inconsistenza dell'argomento. In secondo luogo si sono nascosti dietro il diritto dei giovani a disporre di siti ove divertirsi. Questo è un argomento che fa una certa presa su alcuni politici e che piace molto al rappresentante dell'Aepe. In realtà nessuno nega ai giovani di divertirsi, ma i giovani non possono negare ai residenti il diritto al riposo e al decoro. Il conflitto tra queste posizioni non può essere superato con accordi comitati ecc., ma è già regolato dalla normativa vigente (legislazione speciale sulle immissioni sonore, regolamento di polizia municipale sugli orari entro i quali devono cessare i rumori molesti, norme del codice penale relative al disturbo del riposo delle persone ecc.). Basta rispettare le norme, e non si può non rispettarle, e ogni conflitto è risolto. Ed è semplicemente questo, che noi, abitanti nella zona di S. Agostin, chiediamo: ai gestori della Taverna di rispettare le leggi e i regolamenti e alle Autorità di farli rispettare. Continueremo a esigerlo senza spettacolarizzazioni, ma con assoluta determinazione, perché quello di vivere in pace e in tranquillità è uno dei diritti fondamentali dei cittadini, che non può essere messo in discussione dall'avidità e dalla demagogia. Gli abitanti di S. Agostin Seguono 33 firme LA PROVINCIA DI CREMONA Il trentaduenne ha aggredito il titolare di un locale di Santa Maria e infranto una vetrata Botte al bar e patteggia Sei mesi ad Alfio Scimonelli, arrestato sabato sera di Cristiano Mariani Sei mesi di reclusione, senza la possibilità di sfruttare la sospensione condizionale. Ad impedire ad Alfio Scimonelli di varcare da uomo libero le porte del palazzo di giustizia, al termine del processo per direttissima celebrato ieri pomeriggio, sono stati i precedenti penali. Perchè il trentaduenne operaio, originario del quartiere di Santa Maria della Croce, è finito in manette sabato notte dopo aver dato in escandescenze in un bar di via Bergamo ; ma si trattava solo dell'ultimo, in ordine di tempo, di una serie di soggiorni in cella che l'hanno visto protagonista, tra camere di sicurezza e raggi carcerari. Comun denominatore dei fermi, almeno stando alle cronache giudiziarie, è l'eccesso di alcol e aggressività. Un mix che, già in passato, l'ha portato ad entrare in rotta di collisione con uomini in divisa . E anche l'altra sera, testimoni del parapiglia sono stati due agenti della squadra volante. L'equipaggio del «113» è intervenuto su richiesta del titolare del locale, che aveva cercato di calmare l'avventore «in evidente stato d'agitazione». Ma era solo riuscito a rimediare contusioni varie, poi giudicate guaribili in una decina di giorni. Oltre ai danni al bar, quantificabili in una vetrata infranta. Quanto bastava, insomma, per giustificare l'arresto. E così, in effetti, è stato. Una volta in aula di giustizia, di fronte al giudice onorario Mara Ravasi, l'imputato ha scelto la via del patteggiamento. E, difeso d'ufficio dall'avvocato Giorgio Milanesi, ha fruito dello sconto di un terzo sulla pena finale, così come previsto dalla scelta del rito. La richiesta di patteggiamento, del resto, ha incontrato il parere favorevole del pubblico ministero d'udienza, il viceprocuratore Anna Regonesi. L'imputato ha spiegato al giudice Ravasi di «non ricordare nulla di quanto accaduto sabato sera». E ciò ha confermato, seppur indirettamente, la versione iniziale. Ossia, che il giovane abbia agito sotto l'effetto dell'alcol . ‘L'irruzione' nel locale risale a poco prima delle 23. LA PROVINCIA DI CREMONA Troppo alcol nel sangue e scatta la denuncia Notti ‘blindate' Via due patenti Due patenti ritirate, una denuncia per guida in stato di ebbrezza, quattro carte di circolazione sequestrate e un totale di punti «decurtati» che si attesta alla ragguardevole cifra di 53. È stato un altro fine settimana dedicato alla prevenzione e ai controlli lungo le strade, quello andato in archivio nella mattinata di ieri al comando dei carabinieri di via Macallè. E ancora una volta, protagonisti assoluti della caccia all'automobilista indisciplinato sono stati gli equipaggi del nucleo radiomobile, il cosiddetto «pronto intervento». Osservato speciale, tra sabato e domenica, è stato il tratto della ex statale Paullese compreso tra la periferia di Castelleone e quella di Spino D'Adda. Due, come detto, i permessi di guida finiti nel carniere dei militari del «112». E se a costare il documento rosa al primo automobilista incappato nei controlli è stato l'eccesso di alcol nel sangue, a portare al ritiro della seconda patente ha provveduto un sorpasso giudicato «pericoloso». Solo un paio, invece, le contravvenzioni elevate per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, tra le infrazioni più comuni fino a qualche mese fa. Mentre è costante il numero di conducenti ‘pizzicati' con il cellulare appoggiato all'orecchio. Due, durante l'week-end. (cris. mar.) IL MESSAGGERO (Metropoli) Più di mille firme … di FRANCESCA FILIPPI Più di mille firme raccolte tra residenti e commercianti, due fiaccolate e continui appelli del presidente Saccone alle forze dell'ordine per restituire piazza Mancini al quartiere ed evitare che di notte diventi terra di nessuno con frequenti risse e bivacchi di extracomunitari. Oggetto della polemica, finita sui tavoli del Municipio e del Campidoglio, i due appuntamenti del giovedì e della domenica che le comunità ecuadoregne e filippine si danno a piazza Mancini dando vita a una sorta di mercatino etnico all'aperto. Fin qui nulla di male, anzi. Si consuma e si vende di tutto: dai cibi tradizionali cucinati sul posto, alle birre e bevande provenienti dai paesi d'origine . All'inizio tutto sembra un colorito mercatino etnico. Ma le complicazioni arrivano a tarda sera, quando, anche a causa delle abbondanti libagioni condite con alcol , dall'allegria si passa spesso alle risse. Con la piazza che resta lastricata da una montagna di rifiuti. Ieri nell'ennesimo vertice negli uffici di via Dire Daua 11, al quale hanno partecipato il presidente Saccone, l'assessore ai Lavori pubblici del municipio Lavinia Mennoni, il consigliere aggiunto delle Filippine Hilarion Pizzarro, i dirigenti del II gruppo dei vigili urbani, del commissariato di polizia Villa Glori e dell'Ama, è stato riaffrontare il problema. Obiettivo: decidere quali provvedimenti adottare per far fronte a quella che è stata ribattezzata dal Municipio «la nuova emergenza cittadina». «Oltre alle risse tra ecuadoregni, i più esagitati e numerosi, c'è anche chi spaccia droga sintetica - denuncia il presidente Saccone - In aggiunta, la piazza viene trasformata in una latrina, e l'Ama raccoglie ogni venerdì e lunedì mattina 40 quintali di rifiuti, in prevalenza bottiglie rotte . Io non sono razzista, ma chiedo che vengano rispettate le regole. I cittadini devono riappropriarsi della piazza senza dover vivere nella paura, mentre gli immigrati dovranno riunirsi altrove. Ho già scritto a prefetto, questore, ai vice presidenti di Camera e Senato, Fiori e Fisichella, eletti in questo collegio. A Veltroni chiedo, invece, per la seconda volta in pochi mesi di porre all'ordine del giorno del Comitato provinciale per la sicurezza, questa emergenza». «La polizia municipale può intervenire per controlli amministrativi nei confronti di chi vende senza autorizzazioni, ma il problema è di ordine pubblico, cioè della polizia», ha spiegato Donatella Scafati, comandante del II gruppo. «Gli appuntamenti del giovedì e la domenica si ripetono da oltre sei anni - replica Lorena Haz, 27anni, rappresentante della comunità ecuadoregna (circa 6.000 tra Roma e Provincia) - e sarà difficile organizzarli altrove. Per molti di loro è anche un'occasione per arrotondare le entrate». DENARO.IT Pomigliano/Monte Somma Contro le dipendenze una campagna realizzata da studenti Ventiquattro 'spot' contro le dipendenze, realizzati dagli studenti di Cercola saranno trasformati in manifesti ed affissi in città a partire da sabato 26 febbraio. Disegni contro la morte, contro l'uso indiscriminato di alcol, droga e fumo, per dire 'no' alle dipendenze da queste sostanze . L'iniziativa rientra nell'ambito del concorso 'IoCercoLaVita', terminato lo scorso 15 aprile, e la cui premiazione è avvenuta a maggio dello scorso anno, con l'assegnazione di due Personal computer e due macchine fotografiche digitali alle classi vincitrici. Il progetto, realizzato dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Gallo, "È stato reso possibile - ribadisce il primo cittadino - grazie alla collaborazione con la cooperativa 'Elios', commissionaria della direzione e supervisione tecnica". I disegni realizzati da gruppi di ragazzi delle quarte e quinte elementari di Cercola, per un totale di 33 classi, saranno trasformati in manifesti affissi ogni tre settimane sulle mura cittadine. Per il sindaco Gallo, "l'iniziativa è lodevole e dovrebbe essere da esempio anche per altre amministrazioni". "Spero che il proseguo di queste iniziative - aggiunge Gallo - sia utile ai nostri ragazzi per capire a fondo le conseguenze degli abusi di determinate sostanze". "Proseguiamo sulla strada intrapresa lo scorso anno con l'attuazione del progetto 'Prometeo', quando con il concorso 'IoCercoLaVita' impegnammo circa 750 studenti sulle problematiche della dipendenza vista con i loro occhi - afferma il vice sindaco con delega alle Politiche sociali, Michele Miracolo - : è questo uno dei modi più efficaci per combattere quella che è una delle piaghe giovanili più diffuse: bisogna intervenire soprattutto in età adolescenziale, quando, cioé si formano le persone, con un'opera di sensibilizzazione continua verso il problema, che visto attraverso gli occhi dei ragazzi, rappresenta un metodo diretto ed efficace. Le dipendenze saranno viste da tutti i cittadini, con gli occhi dei bambini, che in questo modo contribuiscono alla campagna di informazione e prevenzione diretta soprattutto ai giovani, che sono più esposti al rischio della dipendenza, del 'provare': in questo modo sanno già a cosa andranno incontro". I 24 disegni sono stati scelti su un totale degli oltre 100 consegnati per il concorso, al quale hanno partecipato circa 750 alunni delle scuole elementari del territorio.
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Organizzato dal Comune di Castellana-Grotte e dalle Grotte di Castellana e patrocinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche prenderà il via il 20 gennaio 2005 un nuovo appuntamento internazionale nel panorama della produzione documentaristica. Nella città delle Grotte, infatti, si svolgerà nei giorni 20-21-22 gennaio 2005, Castellana-Grotte Festival - rassegna internazionale del documentario scientifico, di esplorazione e avventura - ribalta ideale per opere e autori, italiani e stranieri, che affrontino i temi proposti dalla manifestazione: avventura, esplorazione e ricerca scientifica. Tra le opere ammesse in concorso saranno assegnati riconoscimenti e premi in denaro per le categorie: migliore opera in assoluto, migliore opera narrativa, migliore opera speleologica, migliore opera archeologica, migliore opera prodotta dalle scuole, migliore opera ambientata in Puglia, migliore opera video pubblicitaria a carattere scientifico/avventuroso, migliore opera di recupero e restauro di antichi documentari. Castellana-Grotte Festival, questo straordinario viaggio attorno al Pianeta, si svolgerà a breve distanza dalla Grave, l'imponente abisso che fu testimone il 23 gennaio del 1938 di una straordinaria avventura speleologica, scientifica e umana: la scoperta, da parte di Franco Anelli, delle Grotte di Castellana. All'evento parteciperà - in qualità di testimonal e collaboratore, il noto ricercatore e conduttore televisivo Mario Tozzi, oltre a rappresentanti e operatori della produzione documentaristica internazionale. All'interno della manifestazione, incontri, tavole rotonde su tematiche ambientali e appuntamenti dedicati al mondo della scuola al quale, è pure riservato un premio speciale della giuria. Le domande di iscrizione e gli elaborati dovranno pervenire entro il 20 ottobre 2004 a: Castellana-Grotte Festival Segreteria organizzativa Museo Speleologico Franco Anelli Piazzale Anelli 70013 Castellana-Grotte (Bari) Italia Per ogni ulteriore informazioni, visitare il sito: www.castellanagrottefestival.it Home > eventi Hideout. Registrazione tribunale di Milano n° 154 del 11/03/2003. E' vietata la riproduzione, anche se parziale, senza preventiva autorizzazione. Tutti i marchi sono dei rispettivi proprietari. Capo Redattrice Francesca Arceri Programmazione e Design di Manuel Kanah Anno 3 - n. 14 - 29/07/05
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Milano_Bracciano 31 luglio > 1000 tamburi continua con due eventi finali Si annuncia un evento unico e particolare. Sabato 16 luglio '05 si svolge in tutta Italia la 3° campagna nazionale contro la videodipendenza e la solitudine generata dalla società degli schermi supertecnologica. In varie città (Milano, Genova, Firenze, Roma a presto altre ancora) appassionati di percussioni e danza suoneranno lo stesso giorno, alla stessa ora, e comunicheranno il loro racconto sul Forum di Djembe.it (che verrà segnalato ai giornalisti che potranno seguire l'evento). L'idea mi è venuta guardando il film Matrix Reloaded, quando suonano e danzano "afro-tribal" in una caverna per far "tremare" Matrix. Oggi viviamo sempre più spesso davanti ad uno schermo (me compreso!! e siamo travolti da uno stile di vita veloce e ipertecnologico. Il corpo rimane fermo e la mente si atrofizza a guardare realty imbecilli e tv spazzatura. Cosa possiamo fare? Beh, SUONARE FORTE I TAMBURI!!! e lanciare un messaggio: "Il ritmo e la danza come antidoto alla videodipendenza!!". Ho ricevuto finora la disponibilità di: • Djembe.it (Albo e Max) • Wamde (Massimiliano, noatomic e group) • dipendenze.com (gruppo di psicologi) • Shukri (danza afro genova) • Laura Tassi (danza afro Milano) - Nicla Jane Giorgi (danza Expression Primitive) - Associazione Artecipare (musica e danza) e altri sono arrivo... SE SIETE UN GRUPPO O UNA ASSOCIAZIONE FATEMI SAPERE. ECCO IL PROGRAMMA DELL'EVENTO - ore 9,30 stage danza afro-haitiana con Lucina De Martis (costo 50 euro, sconto per i soci Djembe.it) - ore 12,30 • Arrivo percussionisti e Benvenuto al Raduno (ingresso libero) - ore 13,30 • si pranza insieme presso l'area pic nic del Centro Volo Rapaci (strada Trevignanese km. 2.200 - Bracciano-Sutri) COSTO: 15 euro - ore 15,30 • Inzio Raduno ed esibizioni percussioni e danza - ore 18,00 • Si fermano i tamburi e volano sopra di noi falchi e gufi (addestratore Roberto) - ore 19,00 Cerchio dei Tamburi e Danzatori (session libera) - Passateparola... Enzo Di Frenna [ comandante ] enzo.difrenna@aliceposta.it tel. 347-8560769 ---------------- "la musica è una buona medicina in questa vita tecnologica tutta di corsa" noatomic Inviato il: 22/5/2005 14:34 Saggio del Forum Iscritto: 28/2/2004 Da: Roma Messaggi: 566 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Dai!! Già che Albo veniva mi sembrava una bella storia ma se viene anche Shukry mi sa che l'evento sarà reso ancor più magico dai suoi passi di danza così armoniosi e grintosi allo stesso tempo.. Ma alla fine ci si potrà accampare o no!!? Ciao ---------------- “Per caso diciamo qualcosa di vero qui, datore della vita? Solo sogniamo, solo ci alziamo dal sonno Solo è come un sogno … nessuno qui dice la verità...” sharko Inviato il: 22/5/2005 23:24 Conoscitore del Forum Iscritto: 18/11/2004 Da: Roma Messaggi: 133 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza sarebbe da paura, chissa se per quel priodo sono a Roma.comunque dovunque sarò organizzerò una bela suonata! ---------------- !Bella regà spaccate sempre! sharko ...e un bacio ai pupi! comandante Inviato il: 23/5/2005 0:10 Conoscitore del Forum Iscritto: 16/3/2005 Da: Bracciano (Roma) Messaggi: 98 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Un saluto a sharko e noatomic. Dunque... Sto vedendo di organizzare anche una situazione di accampamento. E sto valutando se organizzare il raduno il 16 luglio? alle ore 18? forse è troppo tardi? mentre arrivano gli altri si fanno le 19 e poi quante ore di luce abbiamo? Che ne dite se il Raduno lo facciamo domenica 17 luglio alle 16 del pomeriggio (magari qualcuno può venire il giorno prima, sabato 16, accamparsi, vedere lo stage di Lucina De Martis [sono previsti anche uditori...] e poi la sera se famo na sonata tra di noi... poi il giorno dopo il Raduno. Che ne dite? È meglio così? Fatemi sapere la vostra. Sono molto curioso di conoscere Shukri. E presto vi darò nuove e belle novità. Vi annuncio intanto che all'evento ha aderito anche una danzatrice di Expression Primitive (Nicla Jane Giorgi) che porterà la sua esperienza. Un saluto a tambur battente!! [ comandante @ ] ---------------- "la musica è una buona medicina in questa vita tecnologica tutta di corsa" lucacea Inviato il: 23/5/2005 14:17 Esperto del Forum Iscritto: 6/6/2002 Da: Milano Messaggi: 158 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Ciao, per aderire manca un riferimento (mail, telefono ecc.) e persona da contattare........ Comunicare please, Luca ---------------- Mana shamana tamba shamba tamba a tutti comandante Inviato il: 23/5/2005 16:54 Conoscitore del Forum Iscritto: 16/3/2005 Da: Bracciano (Roma) Messaggi: 98 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza I riferimenti per partecipare: enzo.difrenna@aliceposta.it tel. 347-8560769 ---------------- "la musica è una buona medicina in questa vita tecnologica tutta di corsa" soleanu Inviato il: 23/5/2005 21:19 Conoscitore del Forum Iscritto: 14/6/2002 Da: Milano-Sardegna Messaggi: 94 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Ciao A tutti, qualcuno ha già pensato ad un posto adatto per incontrarci qui a Milano? ---------------- "m'bara n'ta to ala ma" comandante Inviato il: 23/5/2005 21:56 Conoscitore del Forum Iscritto: 16/3/2005 Da: Bracciano (Roma) Messaggi: 98 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Ciao Soleanu. Per ora a Milano non c'è ancora un posto preciso. Mi sono sentito con Laura Tassi (danza fro a Milano) e l'iniziativa le piace. Dobbiamo risentirci e valutare insieme dove sarebbe meglio incontrarsi a Milano. Poi ognuno racconta la sua nel Forum. Comunque vi tengo informati nei prossimi day. [ comandante @ ] ---------------- "la musica è una buona medicina in questa vita tecnologica tutta di corsa" noatomic Inviato il: 24/5/2005 12:02 Saggio del Forum Iscritto: 28/2/2004 Da: Roma Messaggi: 566 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Citazione: Sto vedendo di organizzare anche una situazione di accampamento. E sto valutando se organizzare il raduno il 16 luglio? alle ore 18? forse è troppo tardi? mentre arrivano gli altri si fanno le 19 e poi quante ore di luce abbiamo? Che ne dite se il Raduno lo facciamo domenica 17 luglio alle 16 del pomeriggio (magari qualcuno può venire il giorno prima, sabato 16, accamparsi, vedere lo stage di Lucina De Martis [sono previsti anche uditori...] e poi la sera se famo na sonata tra di noi... poi il giorno dopo il Raduno. Che ne dite? È meglio così? Fatemi sapere la vostra. Per quanto mi riguarda, se c'è possibilità di accampamento sarebbe più riposante come viaggio. Inoltre così non si affastellano in un unico giorno troppe situazioni e si possono godere tutte in modo completo. Non so.. , anche altri mi hanno fatto la domanda se c'era la possibilità di rimanere ad accamparsi, ammetto che non si possono accontentare tutti, immagino che gli aspetti organizzativi alla fine costringeranno a una soluzione. In fondo siamo degli animali dotati di un forte istinto di adattamento A presto ---------------- “Per caso diciamo qualcosa di vero qui, datore della vita? Solo sogniamo, solo ci alziamo dal sonno Solo è come un sogno … nessuno qui dice la verità...” Desy Inviato il: 24/5/2005 12:55 Socia sostenitrice Iscritto: 14/2/2005 Da: milano (vimodrone) Messaggi: 502 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Per Milano si potrebbe pensare alla fabbrica del vapore o lo spazio di cusano milanino..però secondo me la fabbrica è meglio perchè: è in centro a milano e quindi più accessibile a tutti (dato che molti sanno anche già dove si trova) e poi ha il cortile enorme all'interno in modo da poter stare all'aperto ma con la riserva dello spazio al chiuso..comunque l'evento sarà a luglio quindi a meno che non ci sia la nuvola di fantozzi farà molto caldo. ---------------- La vita è una cosa meravigliosa! lucacea Inviato il: 24/5/2005 13:37 Esperto del Forum Iscritto: 6/6/2002 Da: Milano Messaggi: 158 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Citazione: Desy ha scritto: Per Milano si potrebbe pensare alla fabbrica del vapore o lo spazio di cusano milanino..però secondo me la fabbrica è meglio perchè: è in centro a milano e quindi più accessibile a tutti (dato che molti sanno anche già dove si trova) e poi ha il cortile enorme all'interno in modo da poter stare all'aperto ma con la riserva dello spazio al chiuso..comunque l'evento sarà a luglio quindi a meno che non ci sia la nuvola di fantozzi farà molto caldo. Ciao Desy, l'idea è buona ma credo ci sia da chiedere a Mascherenere per il chiuso ed alComune di Milano per stare all'aperto...... Bisogna verificare che in quei giorni non ci siano eventi già organizzati altrimenti credo che lo spazio non sia fruibile. Luca ---------------- Mana shamana tamba shamba tamba a tutti comandante Inviato il: 24/5/2005 16:17 Conoscitore del Forum Iscritto: 16/3/2005 Da: Bracciano (Roma) Messaggi: 98 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Un breve aggiornamento. Oggi ho avuto un lungo confronto con Albo, il master di Djembe.it. Pensiamo sia meglio fare così: :: 16 luglio stage di danza afro-haitiana, poi al tramonto si suona in spiaggia al lago di Bracciano o Martignano (circa 20 km da Roma, zona nord) :: 17 luglio Raduno percussionisti a partire dal primo pomeriggio [dalle 15,30,] così abbiamo più tempo per suonare e conoscerci. SCALETTA: i gruppi di percussionie di danza che aderiscono creano una scaletta di interventi (chi siamo, perchè abbiamo aderito, cosa facciamo) con scambio di news e telefoni per fare nuove conoscenze. Si chiude con suonata libera e danza collettiva. Che ne pensi noatomic? E gli altri? Che ne dite? Per l'accampamento dovrebbe andare così. Siccome l'area del lago di Bracciano è Parco Regionale protetto, non si può mettere la tenda ovunque. Dunque mi sto informando per qualche "terreno amico" oppure a basso costo un campeggio. Così si può arrivare il venerdì sera e andare via la domenica (o anche il lunedì, con un pò di sole sulla pelle!) Per Desy. Se per voi va bene la Fabrica del Vapore a Milano, ok. Magari ci sentiamo più avanti per coordinare. L'idea che lo stesso giorno si suona tutti insieme in Italia è figa, no? Ciao [ comandante @ ] ---------------- "la musica è una buona medicina in questa vita tecnologica tutta di corsa" Desy Inviato il: 24/5/2005 16:49 Socia sostenitrice Iscritto: 14/2/2005 Da: milano (vimodrone) Messaggi: 502 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Ciao comandante! Ma come sei attivo!! Devo dire che il vostro programma romano è molto carino..io ci aggiungerei anche una cena a tema..magari la sera del 16 così a tavola vi conoscete tutti ancor meglio e il 17 l'energia aumenta ancora di più! L'idea di suonare tutti lo stesso giorno per me và bene..anzi penso sia il senso dei 1.000 tamburi o mi sbaglio? Per la fabbrica del vapore ne chiacchero un pò con alex tinny & co. così cerco di capire come funziona l'organizzazione e a chi bisogna rivolgersi. Ciao Desy ---------------- La vita è una cosa meravigliosa! comandante Inviato il: 24/5/2005 16:59 Conoscitore del Forum Iscritto: 16/3/2005 Da: Bracciano (Roma) Messaggi: 98 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Grande idea Desy ! Non ci avevo pensato. Cena a tema, sì, sì. È proprio questo il senso: lasciare per un giorno stà caz... di televisione e... conoscerci, fare amicizia, parlare da vicino e suonare, che è molto meglio che stare a guardare reality a palla!! Grazie, provvedo subito a inserire la tua proposta. next ... mi piace darmi da fare, è nel mio dna. Uno dei miei motti preferiti è "l'azione produce risultati, la parola un pò meno.." Per Milano teniamoci in contatto. Presto avrò novità. [ comandante @ ] ---------------- "la musica è una buona medicina in questa vita tecnologica tutta di corsa" Desy Inviato il: 24/5/2005 17:04 Socia sostenitrice Iscritto: 14/2/2005 Da: milano (vimodrone) Messaggi: 502 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Ok senz'altro! ps bel motto! Hai un carisma è contagioso! ciao ---------------- La vita è una cosa meravigliosa! comandante Inviato il: 24/5/2005 18:10 Conoscitore del Forum Iscritto: 16/3/2005 Da: Bracciano (Roma) Messaggi: 98 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza Grazie per i complimenti Desy. Un buon comandante è un condottiero che accende gli animi. E bisogna credere profondamente in qualcosa. Hai mai visto il film Master & Commander con Russel Crow? È la storia del comandante Lucky che guida la nave Surprise. Attaccato da una nave molto più potente apparsa all'improvviso tra la nebbia, subisce gravi danni. Deve decidere: ritirarsi e riparare la nave in porto o ripararla in mare e andare a caccia del nemico? Io avrei fatto la sua stessa scelta: andare a caccia. Comandante @ sta per "anima". Nell'era di Internet si naviga in Rete, ma una nave senza comandante va alla deriva. Credo che nell'era della navigazione digitale il comandante dovrebbe essere l'anima, cioè la saggezza, il buon senso, per non far affondare la nave di tutti: la Terra e il suo equipaggio. Ciao. ---------------- "la musica è una buona medicina in questa vita tecnologica tutta di corsa" noatomic Inviato il: 25/5/2005 16:14 Saggio del Forum Iscritto: 28/2/2004 Da: Roma Messaggi: 566 Re: Bracciano>1.000 tamburi contro videodipendenza e raduno danza E si questo nostro Enzo è proprio un buon comandante, almeno avendolo conosciuto ho sentito a pelle una persona disponibile e pronta a stare sempre in prima linea con il suo sorriso e la sua energia che forse ha a che vedere col Vesuvio.. Mi sbaglio? Comunque leggendo il programma mi sembra ottimo ogni passo stabilito fino adesso. Sicuramente d'ora in poi rimane l'aspetto relativo al dormire o meno..Oppure partecipare solo uno dei due giorni.. Speriamo ci siano questi terreni amici o un campeggio non terroristico che ci faccia il piacere di risolvere questo nodo marinaro.. Ma col nostro capitano mi sa che il nodo ha da perdere.. Io sono due anni che non accendo la tv.. E' previsto anche un premio? ---------------- “Per caso diciamo qualcosa di vero qui, datore della vita? Solo sogniamo, solo ci alziamo dal sonno Solo è come un sogno … nessuno qui dice la verità...”
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In data 2002-05-09 14:55, Kaisersteo scrive: miss hai qualche problema con me o è solo il simpaticissimo (ma anche no)crappy che ti condiziona? Teo io skerzo nn sarai mika permaloso sennò smetto subito ma và Miss! teo è un giocherellone! (non contraddirlo mai e non insultarlo o offenderlo, se ti chiede qlc rispondi nel modo in cui lui si aspetta ) _________________ "la beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato far credere al mondo che lui non esiste, e come niente... sparisce" KaiserSoze [ Questo messaggio è stato modificato da: Crappy il 09-05-2002 alle 17:00 ] smettila di dire stronzate... Miss non ti preoccupare non me la prendo era solo che volevo vedere se crappy mi diffama alle mie spalle _________________ Provoca il più bravo e finirai come uno schiavo
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L'Amministrazione non è obbligata ad utilizzare la graduatoria precedente Si può sempre indire un concorso per posti vacanti (Tar Lazio 8097/2004) La Pubblica Amministrazione può indire un concorso per la copertura di posti vacanti anche quando non è esaurita la graduatoria di un concorso precedente che faccia riferimento agli stessi posti. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha così respinto il ricorso con il quale un candidato risultato idoneo in un concorso chiedeva l'annullamento di un concorso indetto dal Comune di Roma per la copertura di alcuni posti per i quali già esisteva una graduatoria. I giudici amministrativi hanno chiarito che la Pubblica Amministrazione ha la facoltà e non l'obbligo di utilizzare le graduatorie precedenti per coprire eventuali vacanze dell'organico che si verificano nel triennio di validità delle graduatorie. Pertanto, il Comune di Roma può legittimamente decidere di regolare l'accesso al pubblico impiego tramite una nuova selezione. (09 settembre 2004) Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, Sezione Seconda bis, sentenza n. 8097/2004 IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO Sezione Seconda bis ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso n. Reg. Gen. 7517 del 1997 proposto da A. C. e M. B., rappresentate e difese dagli avv.ti Alba Giordano e Roberto Baldassarri ed elettivamente domiciliata presso lo studio degli stessi in Roma, v. Ezio 19, per delega in calce all'atto introduttivo; contro Comune di Roma in persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv. Carlo Sportelli ed elettivamente domiciliato presso l'Avvocatura comunale in Roma, v. del Tempio di Giove 21; per l'annullamento del bando di concorso, pubblicato sulla G.U. n. 22 del 18.3.97 - 4° serie spec. Concorsi ed esami, relativo al concorso interno, per titoli, per il conferimento di n. 100 posti nella figura professionale di assistente di asili nido, 6° q.f., riservato ai sensi dell'art. 1 co. 15, l. 28.12.1995 n. 549; nonché di qualsiasi atto connesso, presupposto e conseguente allo stesso; VISTO il ricorso con i relativi allegati; VISTO l'atto di costituzione in giudizio dell'amministrazione; VISTE le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive difese; VISTI gli atti tutti della causa; Nominato relatore, alla pubblica udienza del 3.6.2004, la Dott. Solveig Cogliani; Uditi i procuratori delle parti come di verbale d'udienza; Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue: FATTO Con il ricorso menzionato in epigrafe, le istanti esponevano di aver partecipato al concorso pubblico, per titoli ed esami, per il conferimento di n. 300 posti nella figura professionale di assistente di asili nido - 6° q.f. - indetto dal comune di Roma in data 23.2.1991, in esecuzione della deliberazione n. 7128 del 29.12.1990 della G.M. e di essere risultate idonee, in base alla graduatoria approvata con delibera 5.3.1996 e inserite al n. 700 e 775 rispettivamente. Riferivano che , ai sensi dell'art. 5, d.P.R. 13.5.1987 n. 268 e del bando di concorso, la graduatoria rimaneva valida per la durata di tre anni Nel frattempo, il Comune procedeva ad una ridefinizione della dotazione organica del personale, sicchè era riscontrata una carenza organica nel settore , di 827 unità. Pertanto, dapprima il comune assumeva le 300 vincitrici e poi altre 100 idonee. Successivamente, invece di attingere alla graduatoria, ancora valida, procedeva a bandire un nuovo concorso, riservato al personale precario che avesse prestato prestigio anche non continuativo per almeno 36 mesi. Pertanto, le istanti, censuravano il bando sopra indicato, per violazione dell'art. 5 co. 3, d.P.R. n. 13 del 1986 [1] , dell'art. 20, l. n. 93 del 1983 [2] e dell'art. 3, l. n. 241 de 1990 [3] ; nonché denunziavano il vizio di eccesso di potere in relazione all'incoerenza ed alla falsità della motivazione, alla contraddittorietà dell'azione amministrativa ed allo sviamento di potere. Infatti, asserivano che l'amministrazione comunale avrebbe dovuto continuare ad utilizzare i candidati risultati idonei ed inseriti nella graduatoria ancora valida, prima di indire un nuovo concorso, sostanzialmente indirizzato a sanare la posizione di dipendenti precari. Ai sensi della l. n. 93 del 1983, asseritamene, si farebbe obbligo per l'amministrazione di utilizzare le graduatorie di precedenti concorsi. Altresì, deducevano la violazione dell'art. 97 Cost., per violazione del principio costituzionalmente affermato dell'accesso al rapporto di pubblico impiego tramite concorso pubblico, avendo l'amministrazione prescelto di sanare la posizione dei precari, come sopra riferito. Si costituiva l'amministrazione chiedendo il rigetto della domanda; in via preliminare eccepiva l'inammissibilità del ricorso per mancata partecipazione delle istanti alla procedura . La ricorrente Mazzulli dichiarava di non aver più interesse al ricorso in ragione dell'assunzione da parte del Comune di Roma, a seguito dell'espletamento di altro concorso. La causa era trattenuta in decisione all'udienza del 3.6.2004. DIRITTO 1. Preliminarmente, in ragione della dichiarazione fatta da parte della ricorrente M., deve dichiararsi improcedibile il ricorso nei confronti della stessa per sopravvenuto difetto di interesse. 2. In primo luogo, deve condividersi l'eccezione di inammissibilità relativamente al V motivo di ricorso, poiché consistente in una censura attinente specifiche determinazioni del bando di concorso in questione. Con tale censura, parte ricorrente deduceva l'illogicità e l'irrazionalità della previsione del punteggio relativamente ad alcuni titoli. In relazione a tale aspetto l'istante deduceva, altresì, la violazione dell'art. 97 Cost. ed il difetto di motivazione. Tuttavia l'istante non manifestava la volontà di partecipare alla selezione, attraverso la presentazione della domanda di ammissione alla procedura. La giurisprudenza è costante nell'affermare che, ai fini della sussistenza dell'interesse a censurare un bando, deve incardinarsi una posizione di interesse differenziato attraverso la presentazione della domanda di ammissione alla procedura. Per lo stesso motivo, deve dichiararsi inammissibile la censura di cui al IV motivo di ricorso, con cui si deduce la violazione dell'art. 2, d P.R. 9.5.94 n. 487, in relazione alla mancata predeterminazione, ai fini della partecipazione all'esame, di un limite di età. 3. Devono, tuttavia, essere esaminati, in quanto ammissibili, i motivi di ricorso che investono la legittimità dell'indizione del concorso. Per quanto riguarda, la censurata mancata utilizzazione della pregressa graduatoria di idonei, va rilevato che , secondo un consolidato orientamento , i concorrenti risultati vincitori nei pubblici concorsi non vertono in una posizione di diritto soggettivo all'assunzione, ma esclusivamente di interesse legittimo, tant'è che l'amministrazione può, in ogni momento, addirittura annullare, seppure motivatamente, la procedura e non addivenire, dunque all'assunzione. A maggior ragione non può dirsi sussistere una posizione tutelata a favore degli idonei di un concorso, trattandosi, per l'amministrazione di una facoltà, quella dell'utilizzo delle graduatorie valide, in considerazione degli oneri per la stessa da affrontare per l'espletamento di nuove procedure (v. tra le altre, cons. St., sez. V, 18.11.1999 n. 1958). In vero, gli idonei in un concorso pubblico non acquistano alcuna aspettativa tutelata in ordine alla facoltà dell'amministrazione di utilizzare la graduatoria per la copertura di eventuali vacanze di organico verificatesi nel triennio di validità della graduatoria medesima (su punto, specificamente, Cons. St., sez. VI, 31 .5.1994, n. 896). 4. Per quanto attiene la censura di violazione dell'art. 5, co. 3, d.P.R. n. 13/1986, dell'art. 20 L. n. 93/83 e dell'art. 3, L. n. 241/90, nonché il dedotto eccesso di potere sotto i profili di incoerenza e falsità della motivazione, di contraddittorietà dell'azione amministrativa e di sviamento, oltre a quanto già precisato in ordine all'utilizzo di pregresse graduatorie, va rilevato che la scelta dell'amministrazione di procedere ad una nuova selezione, invero, appare maggiormente coerente con la logica del pubblico concorso quale modalità ordinaria di accesso al pubblico impiego, principio costituzionalmente garantito. Peraltro, come precisato nella memoria del Comune, esiste nell'ordinamento una specifica disposizione (art. 1, co. 15, l. n. 949/95) che prevede che gli enti locali non dissestati possono bandire concorsi per il personale in servizio. In forza di quanto appena osservato, risultano infondate le ulteriori censure contenute nel II e III motivo di ricorso. Infatti, basta a tal fine considerare che la procedura in oggetto è modalità maggiormente aderente al disposto di cui all'art. 97 Cost., rispetto all'utilizzo di graduatorie di idonei non vincitori di precedenti selezioni. Altresì, in relazione alla pretesa violazione dell'art. 2, l. n. 421 del 1992, si è già fatta menzione del riferimento normativo della scelta adottata. Pertanto, la scelta dell'amministrazione di indizione della nuova procedura di concorso, appare fondata su un'idonea giustificazione che trova peraltro fondamento normativo. Il ricorso, di conseguenza , sotto tali aspetti va respinto. Sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese di lite tra le parti. P. Q. M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda bis) dichiara improcedibile il ricorso nei confronti della ricorrente M.; nei confronti dell'altra ricorrente, il ricorso va in parte dichiarato inammissibile ed in parte respinto, come precisato in motivazione. Sono compensate le spese di lite tra le parti. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio del 3.6.2004 con l'intervento dei Magistrati: Patrizio Giulia PRESIDENTE Francesco Giordano Consigliere Solveig Cogliani, rel. Primo Referendario
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Rappresenta le prime linee di quello che sarà il pick up compatto della gamma Hummer. La Casa americana, ha cercato, per quanto possibile, di renderla più compatta. Il prototipo H3T H3T rappresenta le prime linee di quello che sarà il pick up compatto della gamma Hummer. Le sue misure confermano la tendenza al grande di queste originali 4x4: una lunghezza di 4,44 m, una larghezza di 1,88 e una altezza di 1,79. C’è da dire però che la casa americana ha cercato di dare alla sua ultima creazione un aspetto più compatto. LE IMMAGINI E questo fuoristrada d’oltreoceano presenta numerose ricercatezze di design come particolari della carrozzeria in alluminio a vista, gli pneumatici 285/65 R19. All’interno si possono invece notare materiali trasludici e leggeri. A livello meccanico segnaliamo che la H3T è stato costruito sulla piattaforma modificata di un camion di medie dimensione del gruppo GM da cui derivano anche le sospensioni. L’impianto frenante si avvale di 4 dischi da 15 pollici uniti a pinze con 6 pistoncini all’avantreno e 4 al retrotreno. Il motore che muove una massa di 2.109 kg complessivi, è un nuovo Vortec 3.5 litri cinque cilindri sovralimentato erogante 350 cv a 6000 giri e 474 nm di coppia massima a 3600 giri. La trasmissione infine è automatica a 4 rapporti.
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QUOTE (shevaole @ 28 Jul 2005, 19:16) beh, mi sembra una valutazione francamente un pò troppo negativa.......... è vero lo z500 ha i suoi difettucci, ma un pò come tutti, direi cmq che è l'UMTS più piccolo in commercio, con buona capacità di memoria (51MB) espandibile con scheda t.flash di altri 256, lettore mp3, bluetooth, fotocamera 1MegaPixel, VideoStreaming e poi se chiami il num. verde Samsung ti spediscono gratis un'altra batteria .................. insomma non mi sembra così malvagio su questo uppo , come cellulare e' molto bello , una qualità' delle foto veramente ottima , l'uniche pecche gia' le sai , c'e' solo una cosa che mi sdinga e' che mi fa 8 miliarid di foto nella tasca per la mancanza di un blocca tasti grrrrrrr per il resto e' veramente molto bello anche come estetica, apparte le pecche che tutti sappiamo
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SIVA: DOPO LA BANCA DATI ON-LINE, SI STUDIA L'ATTIVAZIONE DI UN PORTALE EUROPEO SUGLI AUSILI PER DISABILI Milano, 30 giugno 2003 . La pubblicazione in rete della banca dati SIVA, con il recente varo del nuovo PORTALE INTERNET sulle tecnologie per l'autonomia e l'integrazione sociale delle persone con disabilità (realizzato dalla Fondazione Don Gnocchi, nell'ambito dell'Anno Europeo delle persone con disabilità, per conto del ministero del Welfare), apre ora interessanti prospettive di collaborazione internazionale . Se ne discuterà venerdì 4 luglio prossimo, nel corso di un INCONTRO a Milano, tra i responsabili del SIVA della Fondazione Don Gnocchi (Servizio Informazione e Valutazione Ausili) e i potenziali partner europei per mettere in campo sinergie efficaci sui sistemi informativi pubblici che si occupano di tecnologia e disabilità: a tale proposito, parteciperanno all'incontro nella sede del SIVA presso il Centro IRCCS "S. Maria Nascente" di Milano (via Capecelatro, 66) gli esperti del settore Petra Winkelman, (Redhat, Germania), Nicole Penn-Symons (DLF-base, Gran Bretagna), Maria Holm (HMI-Basen, Danimarca), Cristina Rodriguez Porrero (Ceapat, Spagna), Stephen Lowe (Abledata, Stati Uniti), Birgitta Thaning (HIDA, Svezia) e Harry Knops (Techhulp, Olanda). L'obiettivo di questo vertice - ambizioso, ma non irraggiungibile, a partire da collaborazioni di base quali collegamenti reciproci tra i rispettivi sistemi informativi e scambi di informazioni - è quello di arrivare entro breve un vero e proprio progetto di coordinamento e integrazione europea tra tutti i sistemi informativi finalizzato all'attivazione di un PORTALE EUROPEO sul tema degli ausili per l'autonomia delle persone disabili. La Fondazione Don Gnocchi intende fare la propria parte in tal senso, grazie al cinquantennale impegno sulle frontiere più avanzate dell'assistenza, della riabilitazione, dell'integrazione sociale e della promozione umana delle persone con disabilità: con il suo servizio SIVA rappresenta da più di vent'anni un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la ricerca, la consulenza e l'informazione nel campo degli ausili. Tutto questo know-how in materia di ausili per disabili caratterizza oggi il nuovo portale SIVA, in rete all'indirizzo internet www.welfare.gov.it/siva , con accesso completamente gratuito e aperto a tutti, in lingua italiana e inglese. Il portale SIVA contiene, tra l'altro, una catalogazione sistematica dei prodotti disponibili sul mercato di ausilio alle persone con disabilità: ai vari ausili (circa settemila) è dedicata un'approfondita scheda tecnica, con immagini, indicazione delle aziende produttrici, riferimenti a studi, valutazioni ed esperienze che aiutano a mettere a punto le soluzioni più appropriate al singolo caso. E' inoltre possibile trovare racconti di esperienze vissute da persone con disabilità che hanno risolto determinati problemi riorganizzando il proprio ambiente di vita, adottando ausili, inventando nuove soluzioni. E poi ci sono la biblioteca (con studi scientifici, manuali, strumenti di lavoro, lezioni on line), una guida agli ausili , un telesportello per l'orientamento degli utenti, la possibilità di "incontri on line" per la presentazione di nuovi prodotti o tecnologie, una sezione "News del portale" , affiancata da sezioni dedicate al parere dei visitatori e a un Forum per comunicare con tutti gli altri navigatori. Lo scopo di questo nuovo servizio è essenzialmente quello di rispondere a una fondamentale esigenza di informazione da parte delle persone disabili, delle persone anziane, delle loro famiglie e degli operatori del settore, dando appunto vita a un portale internet dedicato alle tecnologie per l'autonomia, la qualità della vita e l'integrazione sociale. Clicca sulla stampante se vuoi stampare questo documento
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Via i falsi miti! La contraccezione spiegata da alcuni ginecologi: miti, falsi miti e tabù sulla pillola e gli altri mezzi anticoncezionali. Una guida completa scritta da esperti che vi aiuterà a sciogliere i dubbi più comuni Contraccezione Hoax Catalog Un bel po' di falsi miti, credenze erronee, classiche leggende metropolitane, bufale legate a Internet e al computer: per divertirsi e riflettere. Leggende Metropolitane Leggende metropolitane Smettere di fumare è il più bel regalo che possiamo farci. Se ancora non ti sei deciso, almeno non farti fuorviare da falsi miti. Informazioni Fumo BeyBlade Sito interessante che parla un po' delle origini del mito di BeyBlade e soprattutto svela come distinguere I falsi prodotti BeyBlade dalle imitazioni Siti su Beyblade Salti Mortali dal Trampolino! Fate in modo che questo atleta salti correttamente sul trampolino, senza passi falsi: potrebbe farsi tanto tanto male! Date voi lo stile cliccando sulle figurine a destra! Giochi Online Arcade Gratis Crop circles: il film Un film rilancia l'enigma delle figure visibili solo dal cielo L'ipotesi degli extraterrestri e il sospetto dei falsi. Crop Circles Per mamma (e papà) Siete uno di quei genitori che commentano ridendo i " passi falsi" dei loro bambini, e li fanno, involontariamente, rimanere male? Per capire quanta attenzione possedete per la sensibilità di vostro figlio, rispondete alle domande di questo test. Test sulle Mamme Gratis Fotografie ufo online Ampia raccolta internazionale di centinaia di Fotografie di presunti UFO (e di falsi). Foto Ufo Gratis Museo del Collezionista d'Arte Il museo conserva oggetti autentici, copie e falsi, aventi caratteristiche specifiche che aiutano il collezionista a formarsi un giudizio sull'autenticità o meno di antiche opere d'arte. Nel sito, immagini, indirizzi e altre informazioni utili Musei di Milano Voglie in gravidanza Quando si è incinta può capitare che venga voglia di mangiare qualcosa di insolito. Sono le classiche voglie. Sono talmente tipiche della gravidanza che ci sono molti "miti", spesso falsi, legati ad esse. Le Voglie in Gravidanza Attente ai test casalinghi La fretta è cattiva consigliera e questo vale ancora di più per i test di gravidanza. I test di gravidanza casalinghi, se fatti al primo giorno di ritardo possono dare il 10% di falsi negativi e dopo una settimana di ritardo ancora un 3% di errori.
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Contratto FP: Incontro del 18-19 luglio 12 Firmato l'accordo sui livelli contrattuali per la Formazione Professionale 05 Documento unitario FP accordo 5 luglio 05 Siglato un primo accordo sugli aumenti. Il contratto FP si sblocca. Giugno 28 Contratto FP: Incontro del 27 giugno 21 Contratto FP: Incontro del 20 giugno 19 Trattativa per il rinnovo contrattuale della formazione professionale 19 Formazione Professionale: Documento delle Rsu Veneto per il rinnovo contrattuale 18 Primo rapporto sull'offerta di formazione professionale in Italia 18 In Piemonte sciopero di 8 ore per il rinnovo contrattuale 13 Firmato il Decreto sulla certificazione delle competenze 13 Monografico: Il rinnovo contrattuale della Formazione Professionale 13 Monografico: le nuove norme sul sistema di Formazione professionale 11. Ristrutturazione degli Enti di Formazione Professionale 08. Contratto FP: Incontro del 6 giugno 01. Contratto FP: Incontro del 30 maggio Maggio 30. Accreditamento delle strutture formative- allegati al decreto 166 28. Accreditamento delle strutture formative 25. La Conferenza Unificata Stato - Regioni ha approvato il testo sull'accreditamento delle strutture formative 16. Contratto FP: Incontro del 15 maggio 10. La mobilitazione FP del 4 maggio e i suoi risultati 10. Contratto FP: Incontro del 3 maggio Aprile 27. Nota informativa sul confronto Enti/OO.SS per il rinnovo del CCNL F.P 12. Stato di agitazione nella Formazione Professionale 11. Le norme sull'accreditamento degli Enti vanno approvate
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Rai, i 7 nuovi consiglieri 17/05/2005 - 19:10 Ecco i nomi dei sette nuovi consiglieri di amministrazione della Rai indicati oggi dalla commissione di Vigilanza. GIOVANNA BIANCHI CLERICI (in quota Lega Nord): in Parlamento dal 1996, eletta nelle liste del Carroccio, fa parte della commissione Cultura della Camera. E' stata anche membro della Vigilanza Rai e, per la commissione Cultura, relatrice della legge Gasparri. SANDRO CURZI (Prc-Verdi) - Ha iniziato a scrivere giovanissimo sull'Unità clandestina e poi, nell'immediato dopoguerra, su 'Pattuglia' e 'Avanguardia', i fogli dei giovani comunisti e socialisti diretti da Gillo Pontecorvo, su 'Gioventu' nuovà il cui direttore era Enrico Berlinguer, su 'Nuova generazione'. Ricopre diversi ruoli presso l'Unità. Diventa vicedirettore a Paese Sera negli anni della contestazione studentesca, dove Curzi matura una differenza di vedute sul ruolo dell'informazione con la direzione del Pci, che lo porta a dimettersi nel '75. Successivamente entra nel Tg3 prima come condirettore e poi come direttore fino al '93. Dopo le dimissioni, Montedison, editore allora di Telemontecarlo, lo chiama alla direzione del Tg che lascerà due anni più tardi dopo la vendita dell'emittente a Cecchi Gori. Editorialista del Costanzo Show e di nuovo in Rai per 'I grandi processi' di Raiuno. Fino a pochi mesi fa, direttore del quotidiano Liberazione. GENNARO MALGIERI (An) - Deputato di An dal 1996 e membro della Commissione Cultura della Camera, ha trascorso tutta la carriera professionale di giornalista all'interno del quotidiano prima del Msi poi di An, il Secolo d'Italia, diventandone direttore nel maggio del 1994. In passato collaboratore dell'Indipendente, è attualmente direttore della nuova versione della stessa testata. NINO RIZZO NERVO (Margherita) - Uomo Rai di lunga esperienza, al momento dirigeva Europa, il giornale della Margherita. Dopo essere stato assunto in Rai nel '79 come redattore ordinario nella sede regionale per la Sicilia, nel 1986 è stato nominato responsabile della redazione giornalistica della sede regionale per la Sicilia. Nell'agosto '96 Rizzo Nervo viene nominato alla direzione della TGR, testata regionale della Rai. Nel '99 poi la nomina al Tg3 dal quale si era dimesso nel settembre del 2000 in seguito alla vicenda delle immagini dei pedofili trasmesse dal suo tg e anche dal Tg1 allora diretto da Gad Lerner. Le dimissioni furono ritirate da Rizzo Nervo dopo l'invito del cda Rai a restare. Lasciato il Tg3, nel 2001 per breve tempo diventa il nuovo condirettore delle news de La7. CARLO ROGNONI (Ds) - Deputato Ds, giornalista, esperto di comunicazione, è stato prima direttore di Panorama, poi di PM Panorama Mese, da lui ideato e lanciato, poi di Epoca, infine direttore del Secolo XIX. Eletto senatore nel 1992, dal 1994 al 2001 vicepresidente del Senato. Come senatore, per la Commissione Lavori pubblici, è stato relatore del Ddl 1138, la legge di riordino del sistema delle comunicazioni proposta dal centrosinistra nella scorsa legislatura e mai portata a termine. E' membro della commissione Trasporti e comunicazioni alla Camera. Ha scritto ultimamente 'Inferno tv', che con lo stile dell'inchiesta giornalistica racconta le origini oscure e l'iter parlamentare della legge Gasparri. MARCO STADERINI (Udc) - Attuale presidente dell'Inpdap, l'istituto di previdenza dei lavoratori pubblici, e consigliere di amministrazione di Ferrovie. Nel 1990 è entrato in Lottomatica, diventandone poi amministratore delegato e presidentefino al 2003. E' stato già nel cda Rai guidato da Antonio Baldassarre, il più breve nella storia dell'azienda. GIULIANO URBANI (Forza Italia) - Ex ministro dei Beni culturali, ha collaborato come editorialista per numerose testate (Giornale, Corriere della Sera, Stampa, Mondo, Sole 24 Ore). Dal 1976 al 1988 ha fatto parte del Centro Studi della Confindustria. Amico di Norberto Bobbio e di Giovanni Spadolini, di cui è stato anche allievo, Urbani è un liberale che elabora il programma istituzionale di Forza Italia. E' eletto deputato per la prima volta il 27 marzo 1994, quando entra a far parte del primo governo Berlusconi come ministro per la Funzione Pubblica e gli Affari Regionali. Nel 1996 viene rieletto nelle liste proporzionali di Forza Italia. Durante la legislatura è, con Tremonti, l'estensore di un disegno di legge di riforma del sistema elettorale con un proporzionale alla tedesca con sbarramento al 5%, sfiducia costruttiva e norme antiribaltone. Rieletto nel 2001 nel maggioritario in Lombardia, diventa ministro dei Beni culturali, carica che ha mantenuto fino alla formazione del Berlusconi bis. Tra i provvedimenti firmati, la riforma del ministero, la nuova legge sul cinema, le modifiche all'organizzazione dell'istituto Luce, di Cinecittà, della Biennale di Venezia, la riforma dell'Eti, la nuova legge sullo sport. HC 2005 - redattore:
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<> Un po' di ottimismo, giovani! Negli USA e in GB il boicottaggio ha funzionato contro Nike e Reebok, portando maggiore attenzione ai diritti umani dei lavoratori nei PVS (nel caso specifico, bambini operai); anche nella vendita di farmaci antiaids a basso costo la spinta dell'opinione pubblica e' stata forte (i pensionati britannici si sono coalizzati e hanno imposto agli agenti delle finanziarie che gestivano i loro fondi di vendere tutte le azioni di una casa farmaceutica che rifiutava la concessione di farmaci anti aids - a prezzo di costo - ai paesi poveri: ebbene, i pensionati hanno vinto!). Quello che conta e' la volonta', la fermezza e la compattezza in queste azioni. E il mare s'ingrossa! :) A proposito, e' in corso un boicottaggio contro la ESSO (Exxon), compagnia petrolifera che finanzia Bush e la sua politica antiecologista che ha portato gli Stati Uniti a rifiutare gli accordi di Kyoto in materia di riduzione delle emissioni nocive nell'atmosfera. Ma su questo e' molto piu' informato Forti... a France', illuminaci :) Forza e coraggio! Flavio
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Questo atlante ha la miccia accesa È uscita la prima guida all'Islam politico, paese per paese. Compresi i movimenti estremisti. Isolati dall'insieme del mondo musulmano? Mica tanto di Sandro Magister Il 12 gennaio il presidente pakistano Pervez Musharraf ha messo al bando due gruppi islamici estremisti all´opera nel suo paese. I giornali ne hanno riferito i nomi. Ma è come avessero parlato arabo. Perché - per i non specialisti - orientarsi nella selva di sigle che connotano i gruppi dell´Islam politico è impresa proibitiva. A meno di disporre di una guida. Precisa, concisa, attendibile. L´atlante mondiale dell´Islam politico preparata da Camille Eid è questa guida. L´autore, cristiano maronita libanese, è di competenza riconosciuta. Scrive da anni di mondo islamico su testate come "Avvenire", "Mondo e Missione", "Asia News". E proprio da un rapporto per "Asia News" ha ricavato, ampliandolo e arricchendolo, questo atlante. Che per ogni paese musulmano, in ordine alfabetico, fornisce i dati essenziali dei movimenti islamici ivi all´opera. Più o meno fondamentalisti. Nel Pakistan, ad esempio, sono sedici i movimenti di cui Eid dà conto. Tra i quali i due messi al bando da Musharraf: il primo sunnita, Sipah-e-Sahaba, e il secondo sciita, Tehrik-e-Jafria, responsabili di massacri reciproci che hanno fatto centinaia di vittime soprattutto nel Punjab. «Piuttosto che semplici partiti politici - scrive Eid nell´introduzione all´atlante - i movimenti fondamentalisti risultano essere delle confraternite religiose poste sotto la guida di un "amir" e, insieme, delle organizzazioni sociopolitiche centrate sulla mobilitazione dei diversi settori della società attraverso l´infiltrazione nei sindacati professionali e nei movimenti giovanili e femminili, in vista del controllo del potere, abbinata a una azione caritativa che si concretizza con prestiti senza interesse, borse di studio e altro. [...] L´influenza che questi partiti e movimenti islamici esercitano sui propri connazionali immigrati in Europa è immensa». Soprattutto, Eid mostra che tali movimenti sono tutt´altro che corpi separati, rispetto all´insieme del mondo islamico. A riprova, in una corrispondenza su "Avvenire" del 13 gennaio 2002, Eid ha riferito le conclusioni di una riunione a Beirut di duecento ulema musulmani di 35 paesi. Nel loro comunicato finale, oltre al pieno sostegno a Hezbollah, ad Hamas e alla Jihad islamica, i dottori del Corano hanno attestato «in nome di tutti i popoli, riti e paesi della nazione islamica» che «le azioni di martirio dei mujaheddin sono legittime e trovano fondamento nel libro di Dio e nella tradizione del Profeta. Rappresentano anzi il martirio più sublime». Quanto a Osama Bin Laden, il mufti della Russia Nafiullah Ashirov ha affermato al termine della riunione che «anch´egli dice di essere contro l´occupazione e la spoliazione delle terre islamiche, e questo è il pensiero di ogni musulmano». Lo stesso giorno, in un altra riunione internazionale di dottori del Corano tenuta a Gedda sotto le insegne della Muslim World League per definire la natura del terrorismo (v. "The Wall Street Journal Europe" del 13 gennaio 2002), le conclusioni sono state analoghe. Gli ulema hanno distinto tra terrorismo «da condannare» e autodifesa dei popoli. Gli eccidi dei kamikaze palestinesi sono stati esplicitamente approvati come «giusta difesa» e la loro jihad come «la via di Allah». Mentre «terrorismo di Stato», hanno detto, è quello degli ebrei in Palestina. Parere condiviso anche dallo sceicco di Al-Azhar, l´autorevole università islamica del Cairo, Mohammed Sayyed Tantawi, considerato il rappresentante più eminente dell´Islam "moderato". «Chi si imbottisce di tritolo e si fa saltare in mezzo al nemico deve essere considerato un martire», ha dichiarato in un´intervista alla "Stampa" del 16 novembre 2001. __________ Il libro: Camille Eid, "Osama e i suoi fratelli. Atlante mondiale dell´islam politico", Pimedit, Milano, 2002, pagine 112, euro 6,00. Pimedit è l´editrice del Pontificio istituto missioni estere di Milano. __________ In questo sito, sullo stesso tema: Osama Story. Corano, bombe e videotape
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Piombino, manifestazione sulla Sicurezza Stradale con la specialità invitata ad esibirsi e raccontarsi. Grande successo e partecipazione. Le foto della giornata (ASAPS) PIOMBINO – Saremo anche spesso nel mirino di qualcuno, ma la Polizia Stradale – lasciatecelo dire – resta nel cuore degli italiani. L'ennesima dimostrazione,dopo i caroselli della Festa della Polizia e di tante altre occasioni, i nostri motociclisti più bravi hanno dato dimostrazione della propria abilità a Piombino, all'interno dello “La Magona d'Italia”, azienda specializzata nella progettazione e fabbricazione di materiali per la sicurezza stradale. La società ha infatti organizzato un interessante convegno sulla sicurezza dei trasporti su strada, chiedendo alla Polizia di Stato di allestire – lo scorso 27 e 28 ottobre 2004 – uno stand della Polizia Stradale. Nel perimetro della specialità, uno tra i più visitati, c'erano le potenti Subaru Impreza, equipaggiate con l'avvenieristico Provida – per la rilevazione della velocità – e con il Sort – sistema che permette di passare al setaccio migliaia di targhe senza alcuno sforzo e le nuove Alfa Romeo 156 SW, in dotazione ai reparti autostradali. A fare bella mostra di sé c'erano però anche due veicoli d'epoca, proprio tra quelli che hanno fatto la storia della Stradale: una Moto Guzzi Falcone ed un'Alfa Romeo Giulia, entrambi provenienti dall'autocentro di Torino. L'occasione è stata ideale anche per mostrare alla gente il funzionamento di etilometri, dei precursori per alcole droga, autovelox e telelaser. Grande, ovviamente, la soddisfazione per la specialità, che ha visto partecipare uomini e donne di tutta la provincia di Livorno. La meticolosa cura dei preparativi è stata magistralmente curata dagli uomini del Distaccamento di Venturina, comandati dall'Ispettore Capo Vincenzo Cesarano, sotto la direzione del Dirigente della Sezione di Livorno Dr. Alberto Tricoli, che è stato tra i relatori del 27 ottobre. I componenti della squadriglia che si è esibita nella dimostrazione erano della Sezione di Livorno, del Distaccamento di Cecina e di Venturina. Non capita tutti i giorni di assistere a manifestazioni così ben congeniate, e fa piacere che certe dimostrazioni di ardimento e abilità non siano solo riservate alle manifestazioni di carattere nazionale. Insomma, una bella figura per la Polizia Stradale, non più orfana, dopo le spettacolari esibizioni di quest'anno nella capitale, di cui l'Asaps ha più volte diffuso immagini spettacolari, della mitica Squadra Acrobatica del C.A.P.S. di Cesena. Il nostro grazie va all'Ispettore Capo Sauro Badalamenti, caro amico dell'Asaps e perfetto cronista di questa splendida giornata. (ASAPS). Manifesto pubblicitario dell'evento Stand espositivi della Polizia Stradale dove mostrano alla gente il funzionamento di etilometri, dei precursori per alcol e droga, autovelox e telelaser Esposizione di veicoli d'epoca, proprio tra quelli che hanno fatto la storia della Stradale: una Moto Guzzi Falcone ed un'Alfa Romeo Giulia, entrambi provenienti dall'autocentro di Torino
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Sei all'interno di >> :.: Rubriche | Punto G - Quando la satira si fa rete | Manifesti elettorali | Fondoschiena più puliti e vuoi mettere la soddisfazione... di Giuseppe Castiglia, Data 10 agosto 2004 - 3022 letture Culi più puliti aleeeeeeee Rispondere all'articolo - Stampa Articolo Versione per la stampa :.: Articoli di questo autore Rivendicazione sindacale Salvatore Zedda remix Il cardinale RATZINGER diventa papa col nome di Benedetto XVI La minaccia iraniana all'America: bomba o euro? La richiesta in dialetto di Salvatore Zedda al call center di Tiscali fa il giro della rete via e-mail e diventa un mix da discoteca ... Auguri di Buona Pasqua Curiosità svizzere Benvenuti nella nuova guerra fredda :.: Articoli di questa rubrica Una pastiglia per tutti Berlusconi: menzogne Berlusconi: ferie gratis Berlusconi: imprese Per cinque anni di governo... Bavagli elettorali... Berlusconi: azioni Mediaset Berlusconi: credibilità italiana Berlusconi: sono stato io! Berlusconi: leggi su misura :.: Articoli più recenti Menti erranti a Cropani Marina Io ho paura Calciomercato: ovvero IJM... è solo roba loro La TAC a Biancavilla La memoria e il segno Nervosismi contemporanei Nick sottoterra. Un esperimento di creazione collettiva e creativa con i lettori di Girodivite Nasce la satira di Pizzino: la mafia si affronta "un affare alla volta" La lapide oltraggiata di mio padre "A sad day for London" Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php3 (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 1.0 , che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali. Motore del sito
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Ci sono 389 articoli nell'archivio. Pagina 6 di 19. Firmato a Mosca l'accordo-quadro per la cooperazione (11/05/2005) MOSCA, 10 MAG - Il 15° vertice UE/Russia si è concluso con la firma dell'accordo-quadro per la cooperazione nei quattro ''spazi comuni'': 1)... Avanti >> Borrell: il sostegno dell'Europa per un Afghanistan stabile e democratico (11/05/2005) Avanti >> Il Concerto per la Festa dell'Europa su Raiuno (11/05/2005) Sabato 14 maggio sarà trasmesso su Raiuno alle ore 10.45 il Concerto che l'Ufficio per l'Italia del Parlamento europeo tradizionalmente organizza... Avanti >> Il Presidente Borrell alla Plenaria: 'la pace in Europa è irreversibile' (10/05/2005) Strasburgo, 9 maggio - Aprendo la seduta della Plenaria del PE, il Presidente Josep BORRELL FONTELLES ha pronunciato una dichiarazione commemorativa d... Avanti >> Il Presidente Ciampi è stato insignito del Premio Internazionale Carlo Magno (06/05/2005) AQUISGRANA, 4 maggio - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha ricevuto il prestigioso Premio Internazionale Carlo Magno per il 2005 pe... Avanti >> Il Parlamento europeo si riunisce a Strasburgo in seduta plenaria dal 9 al 12 maggio 2005 (06/05/2005) Molti gli appuntamenti di grande rilievo all'Ordine del giorno: Avanti >> Il Presidente Ciampi insignito del Premio Internazionale Carlo Magno (05/05/2005) Aquisgrana, 4 maggio - L'edizione 2005 del prestigioso Premio Internazionale Carlo Magno per il contributo all'integrazione europea viene conferito al... Avanti >> Il Maestro Uto Ughi e 'I Filarmonici di Roma' in concerto per la Festa dell'Europa (04/05/2005) Il Maestro Uto UGHI ha diretto l'Orchestra "I Filarmonici di Roma" nell'esecuzione di musiche di HAYDN (la Sinfonia in fa minore n. 49 "La Passione"),... Avanti >> Josep BORRELL: 'senza i giornalisti, il mondo sarebbe senza voce' (04/05/2005) Il Presidente del Parlamento europeo, Josep BORRELL FONTELLES, in occasione della Giornata internazionale per la libertà di stampa, ha fatto la s... Avanti >> Bruxelles approva la 'Biblioteca digitale europea' (04/05/2005) Bruxelles, 3 aprile Il Presidente di turno dell'UE, Jean-Claude JUNKER ha dato il via alla creazione della "Biblioteca digitale europea". Un'imm... Avanti >> Avvenimenti al PE della settimana dal 30 aprile all'8 maggio (04/05/2005) L'agenda del Presidente Avanti >> Dichiarazione di Berlino (03/05/2005) PARIGI, 2 MAG - L'Italia aderira' alla Dichiarazione di Berlino sull'Europa della cultura, firmata da 17 paesi membri dell'Unione, che auspica l'elabo... Avanti >> I diritti umani al centro della politica estera europea (02/05/2005) Strasburgo, 28 aprile - La situazione dei diritti umani nel mondo é stata al centro del dibattito che ha visto la Plenaria approvare con 251 ... Avanti >> Il PE chiede la vigilanza europea sul processo di fusione delle banche (29/04/2005) Strasburgo, 28 aprile - Il Parlamento europeo riunito in seduta plenaria ha approvato la relazione d'iniziativa dell'eurodeputata Ieke van den BURG (P... Avanti >> Spagna: la Camera approva a schiacciante maggioranza la ratifica della Costituzione europea (28/04/2005) MADRID - La Camera dei Deputati spagnola ha adottato a schiacciante maggioranza il Trattato della Costituzione europea con 311 voti favorevoli, 19 con... Avanti >> Giorgio La Malfa nuovo Ministro per le Politiche Comunitarie (26/04/2005) Giorgio La Malfa é stato nominato Ministro per le Politiche Comunitarie, in sostituzione di Rocco Buttiglione, che passa ai Beni Culturali. L'esp... Avanti >> Dopo il via libera del PE è stato firmato il Trattato di adesione di Romania e Bulgaria (26/04/2005) Lussemburgo 25 APR - Romania e Bulgaria hanno firmato il Trattato di adesione all'Unione europea. Le porte dell'Unione si apriranno il primo gennaio d... Avanti >> Il PE a Bruxelles in Plenaria il 27 e 28 aprile (26/04/2005) Mercoledì 27 aprile a partire dalle 16:00 verra' discussa la relazione di Simon COVENEY (PPE/DE - IR) sui diritti umani nel mondo nel 2004.... Avanti >> Grecia: sesto Paese dell'UE ad aver approvato la Costituzione (20/04/2005) Atene, 19 aprile - Il Parlamento greco ha ratificato la Costituzione europea con 268 voti favorevoli e 17 contrari. La Grecia è il sesto Paese de... Avanti >> Il messaggio di Borrell al nuovo Pontefice (20/04/2005) Il Presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell Fontelles, ha espresso al nuovo Papa Benedetto XVI le "più vive e ossequiose felicitazioni" "...
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Il software valutato si riferisce al corso di base e tratta alcuni argomenti fondamentali per l'introduzione allo studio della proiezione ortogonale. Il corso è costituito da lezioni in forma multimediale che, con l'utilizzo di valide animazioni, visualizzano oggetti reali in due e tre dimensioni proiettati su piani, con spiegazioni testuali che scorrono durante la composizione del disegno grafico. Nel corso avanzato l'autore afferma essere trattati tutti gli argomenti per lo studio approfondito della proiezione ortogonale ed una parte dedicata alla geometria descrittiva. Con questo corso i docenti hanno un sussidio didattico da utilizzare durante le lezioni e integrare con opportuni approfondimenti, ma non hanno la possibilità di personalizzarlo secondo le loro esigenze o di esportarlo. Gli allievi hanno la possibilità di visualizzare le costruzioni e rivederle passo passo, ma mancano nel software elementi di interattività che agevolerebbero l'apprendimento. A cura del gruppo di valutazione Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze La Proiezione Parallela è un ipertesto che cerca di rendere familiare la geometria descrittiva, attraverso una serie di illustrazioni molto chiare, ma soprattutto attaverso le animazioni che passo passo accompagnano i testi delle varie situazioni. A cura del gruppo di valutazione Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze
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Farmacia.it - 29 luglio 2005 Il Ministero della Salute suggerisce dodici regole per proteggersi dall' emergenza caldo . “Anche se tutte le persone possono soffrire per le conseguenze del caldo - spiegano gli esperti del ministero - particolare attenzione va posta alle persone a più alto rischio; vanno quindi controllati regolarmente: neonati e bambini piccoli, anziani di età maggiore o uguale a 65 anni, persone affette da malattie mentali o con ridotte capacità cognitive, persone affette da malattie circolatorie, compresa l'ipertensione”. Queste le precauzioni da ricordare. 1. BERE PIU' LIQUIDI. Acqua in abbondanza; attenzione a bevande alcoliche e zuccherate. 2. STARE IN CASA O ALL'OMBRA. Nelle ore particolarmente calde soggiornare se è possibile in ambienti condizionati. 3. VENTILARE. Far circolare l'aria. 4. Utilizzate i CONDIZIONATORI, se si avverte un surriscaldamento. corporeo. 5. PICCOLI TRUCCHI. Fare docce e bagni extra o recarsi in luoghi vicini in cui vi sia l'aria condizionata (es. centri commerciali, biblioteche). 6. ABITI IDONEI. Indossare abiti leggeri, di colore chiaro, non aderenti. 7. ALL'APERTO. Evitare l'esposizione diretta al sole. 8. CAPPELLI E OCCHIALI. Proteggersi con occhiali e cappellini. E sulla pelle filtri solari con protezioni ad ampio spettro. 9. ATTIVITA' ESTERNA. Nel caso in cui si debbano svolgere attività all'aria aperta, praticarle nelle ore mattutine o serali, limitare gli sforzi fisici, nel caso in cui sia necessario, bere dai 2 ai 4 bicchieri di bevande non alcoliche, ripararsi in luoghi ombreggiati. 10. CIBO. Scegliere pasti leggeri e fare attenzione all'opportuna conservazione. 11. IN AUTO. Non fermarsi in automobili parcheggiate al sole ne' lasciare mai persone, specialmente bambini o anziani, ne' animali domestici in auto o altri veicoli chiusi. 12. INFORMARSI. Telefonare all'Asl o al Comune per conoscere i servizi a cui ci si puo' rivolgere in caso di necessità. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del Ministero della Salute
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Il bilancio del pontificato di Giovanni Paolo II non è certo condensabile in una nota; ventisette anni di pontificato che lascerà tracce profonde nella storia della Chiesa, e in anni in cui la Chiesa, anche in paesi di marcata tradizione cattolica, si è trovata di fronte a società in rapida evoluzione. L’attenzione da prestare ad alcuni aspetti di questo pontificato è legata alla particolarità dello stesso, che ci sembra abbiano segnato un’evoluzione profonda nella storia della Chiesa, organismo bimillenario e presente in tutto il mondo, con tempi che non sono misurabili con il comune metro della nostra perenne accelerazione. Intanto l’elezione: nella contesa fra Siri e Benelli venne poi scelto un cardinale straniero, dopo secoli di pontefici italiani. Era già un indice dell’evoluzione della Chiesa, sempre più “mondiale” e quindi meno legata all’ambiente italiano. I primi anni del pontificato di papa Wojtyla furono contrassegnati dall’accentuazione culto mariano, che riportava l’immagine di una chiesa tradizionalista di fronte al “progressismo” di certo cattolicesimo di “sinistra teologica e politicamente impegnata”; la scelta del cardinale Ratzinger a custodia della fede confermava un orientamento fermo sul punto della dottrina della fede. Ma è cambiato l’approccio della Chiesa con il mondo. In primo luogo i viaggi del papa che ha visitato un gran numero di paesi e tra questi più volte la sua Polonia, alla quale ha dato il sostegno della sua presenza e della sua solidarietà nella liberazione dal comunismo: certo alle spalle c’erano stati gli otto anni della politica reaganiana, c’era la sclerosi della classe dirigente sovietica dei Breshnev e dei Kossigin, degli Andropov e dei Cernienko, ma il sostegno e il cemento morale a Solidarnosc non è certo venuto dall’Europa, è venuto dal papa polacco. E poi il viaggio in Inghilterra, terra di avanguardia nella riforma protestante. E per quanto riguarda il nostro paese la visita del Pontefice al Parlamento italiano, che rappresentava un atto di omaggio alla nazione e alla democrazia italiana. Così come sotto altro riguardo di particolare rilievo la visita alle carceri. “Corrigetemi!” disse il primo giorno alludendo al suo italiano affaticato; ma quale papa aveva mai rivolto un invito a venire corretto? Giovanni Paolo II inaugurava uno stile nuovo: il papa che sciava, il papa che camminava per le montagne e beve l’aranciata in casa di un montanaro, il papa che si intrattiene con Pertini. Gesti e comportamenti che potevano prestarsi a interpretazioni malevole, come di una volontà di facile “popolarismo”. Ma nell’approccio con il mondo e con la storia si sono viceversa registrati momenti e aspetti molto profondi, quando il papa riconosce la libertà di coscienza, quando il papa chiede perdono per gli errori della Chiesa, per Galilei, per l’antisemitismo, e poi fa visita alla sinagoga di Roma….E nel 1985 si arriva a una revisione del concordato… Ovviamente una storia plurisecolare non si cancella con un tratto di penna; ma l’impressione complessiva è che oggi ci troviamo di fronte a una chiesa diversa da quella anteriore al pontificato di Wojtyla. Certo c’erano stati il pontificato di Giovanni XXIII e il concilio Vaticano II, ma la Chiesa oggi non appare più quella ancora “trionfante” dei tempi del referendum sul divorzio: sono ormai rari gli interventi del magistero per imporre gerarchie di valori nella legislazione (questo rende strano il comportamento del presidente della Cei caridnal Ruini sul prossimo referendum. Ma forse si spiega in una singolarità del pontificato di Giovanni Paolo II: da una parte la sua figura carismatica, dall’altra — in particolare nel nostro paese — il riformarsi di un episcopato conservatore, se non antimodernista che forse alcune caratteristiche culturali di Wojtyla potrebbe aver stimolato, ma che procede per la sua strada, nel più tradizionale segno dell’ambiguità anche politica). La Chiesa per bocca di suoi autorevolissimi rappresentanti comprende che deve esistere un dialogo con il mondo secolarizzato, e proprio attraverso Ratzinger chiede che dove compromesso non ci può essere sia riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza e rivendica, caso mai, la resistenza passiva; inoltre sembra anche voler apprezzare una presenza ispirata alla dimensione di una religione civile diffusa e voler articolare la propria missione in una società civile aperta, anche se certamente contesta il “totalitarismo” dello stato sociale sul piano in cui il collettivo debba essere necessariamente pubblico. Ma un orientamento di questo genere non diventa allora il presupposto per il superamento della prassi concordataria? Certamente quanti hanno condiviso la spedizione militare in Iraq si sono trovati su posizioni opposte a quelle del Papa e la questione non riguardava soltanto la guerra, perché pochi giorni prima dell’attacco a Saddam, Tarek Aziz, ministro degli esteri del dittatore iracheno, era venuto a Roma in Vaticano. Infine, per quanto riguarda il pontificato stesso, Giovanni Paolo II non ha aperto nessuno spiraglio a ipotesi di natura conciliare, ma ha auspicato una gestione del primato di Roma sensibile a rapporti nuovi, proprio perché le Chiese protestanti corrono il rischio non solo della dispersione, ma anche della dissoluzione. Certo poi i tratti salienti dell’opera e soprattutto della figura di questo Pontefice debbono essere ricercati nella sua veste pastorale, per l’afflato spiritualistico che egli ha portato nella sua missione e per avere segnato una nota di distacco dalla tradizione dei papi italiani che probabilmente legava troppo direttamente il vertice della Chiesa universale alla situazione italiana. Tutto questo prova che il Pontificato di Giovanni Paolo II lascia rilevanti indicazioni di percorso che rappresentano novità significative per la Chiesa che deve affrontare rispetto al mondo di oggi e le società secolarizzate, con le quali deve trovare un modus vivendi, nella scelta dei valori e nei modi per rendersli operanti. L’elezione del nuovo “Vescovo di Roma” darà il primo segnale sulla natura dei futuri sviluppi.
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Decreto ministeriale Interno 16 febbraio 1982 Modificazioni del D.M. 27 settembre 1965, concernente la determinazione delle attività soggette alle visite di prevenzione incendi (G.U. n. 98 del 9 aprile 1982) I locali, le attività, i depositi, gli impianti e le industrie pericolose i cui progetti sono soggetti all'esame e parere preventivo dei comandi provinciali dei vigili del fuoco ed il cui esercizio è soggetto a visita e controllo ai fini del rilascio del "Certificato di prevenzione incendi", nonché la periodicità delle visite successive, sono determinati come dall'elenco allegato che, controfirmato dal Ministro dell'interno e dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, forma parte integrante del presente decreto. I responsabili delle attività soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi di cui al presente decreto hanno l'obbligo di richiedere il rinnovo del "Certificato di prevenzione incendi" quando vi sono modifiche di lavorazione o di struttura, nei casi di nuova destinazione dei locali o di variazioni qualitative e quantitative delle sostanze pericolose esistenti negli stabilimenti o depositi, e ogniqualvolta vengano a mutare le condizioni di sicurezza precedentemente accertate indipendentemente dalla data di scadenza dei certificati già rilasciati. La scadenza dei "Certificati di prevenzione incendi" già rilasciati e validi alla data di emanazione del presente decreto, dovrà intendersi modificata secondo i nuovi termini da questo previsti. Agli stabilimenti ed impianti che comprendono, come parti integranti del proprio ciclo produttivo, più attività singolarmente soggette al controllo da parte dei comandi provinciali dei vigili del fuoco, dovrà essere rilasciato un unico "Certificato di prevenzione incendi" relativo a tutto il complesso e con scadenza triennale. Elenco dei depositi e industrie pericolose soggetti alle visite ed ai controlli di prevenzione incendi (articolo 4 della legge 26 luglio 1965, n. 966) Piattaforme fisse e strutture fisse assimilabili di perforazione e/o produzione di idrocarburi di cui al d.P.R. 24 maggio 1979, n. 886.
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Si riportano, di seguito, le risposte ai quesiti formulati in occasione della videoconferenza del “Il Sole 24 ore” del 30 gennaio 2001 e del forum di “Italia Oggi” del 23 febbraio 2001. COLLABORAZIONI COORDINATE E CONTINUATIVE Trasferte: individuazione della sede di lavoro D. In tema di collaborazioni svolte, per loro natura, senza una sede necessaria, la sede di lavoro può essere individuata nella lettera di incarico con il domicilio del collaboratore? L'individuazione avrebbe valenza al fine di stabilire quando il collaboratore può essere considerato in trasferta? R . La sede di lavoro è quella che risulta dal contratto, dalla lettera di incarico o dall'atto di nomina. Di norma la sede di lavoro coincide con una delle sedi del datore di lavoro (committente). Peraltro, con la circolare n. 7/E del 26 gennaio 2001 è stato già chiarito che, nei casi in cui, per le peculiari caratteristiche dell'attività di collaborazione, non è possibile individuare puntualmente la sede di lavoro né identificare tale sede con quella della società è possibile far riferimento, ai fini dell'applicazione del comma 5 dell'articolo 48 del TUIR, al domicilio fiscale del collaboratore. Rimborsi delle spese di trasferta D . E' da ritenere ancora valida l'affermazione contenuta nella circolare n. 8 del 30 gennaio 1982, secondo la quale i rimborsi di spese di viaggio, vitto e alloggio dati agli amministratori e sindaci per prestazioni rese fuori dal loro comune di residenza sono esclusi dal reddito e dalle ritenute? R. Per il trattamento fiscale applicabile ai rimborsi delle spese di trasferta corrisposti ai collaboratori coordinati e continuativi, a seguito della riforma introdotta dalla legge n. 342 dell'11 novembre 2000, occorre fare riferimento, così come per quelli corrisposti ai lavoratori dipendenti, alla disciplina contenuta nell'articolo 48, comma 5, del TUIR. Pertanto risulta superata l'interpretazione fornita con la circolare n. 8 del 30 gennaio 1982, che, peraltro, era stata emanata sulla base della precedente disciplina, che collocava le collaborazioni coordinate e continuative nell'ambito del lavoro autonomo. Si precisa che la disposizione contenuta nell'articolo 48, comma 5, prevede l'applicazione della disciplina delle trasferte nei casi in cui la prestazione dell'attività lavorativa è resa fuori dalla sede di lavoro. Tale sede è determinata dal datore di lavoro ed è generalmente indicata nella lettera o contratto di assunzione. Tuttavia, come già si è avuto modo di chiarire, per alcune attività di collaborazione coordinata e continuativa, per le quali non è possibile in virtù delle caratteristiche peculiari della prestazione svolta determinare contrattualmente la sede di lavoro né identificare tale sede con quella della società, è possibile, ai fini dell'applicazione del comma 5 dell'articolo 48 del TUIR far riferimento al domicilio fiscale del collaboratore. Detrazioni per redditi di lavoro dipendente: individuazione del periodo di riferimento D. Si verifica a volte, in materia di collaborazioni coordinate e continuative che i contratti siano sottoscritti in tempi lontani rispetto alla data di effettuazione delle prestazioni. Nei casi in cui il contratto è del tutto svincolato dai tempi di effettiva prestazione o le prestazioni sono effettuate presso il domicilio del prestatore si possono concedere detrazioni rapportate al periodo di prestazione la cui durata risulti autocertificata dal collaboratore? R. Ai fini del calcolo delle detrazioni spettanti deve farsi riferimento ai giorni di durata del rapporto di lavoro. Il periodo compreso nel rapporto di lavoro deve essere calcolato in base a quanto è stabilito nel contratto, nella lettera di incarico o nell'atto di nomina. Non è pertanto necessaria alcuna autocertificazione da parte del collaboratore che attesti la durata effettiva della prestazione. Compensi corrisposti in periodi d'imposta successivi rispetto al momento di effettuazione delle prestazione: modalità di calcolo delle ritenute e di attribuzione delle detrazioni D . Nel caso di prestazioni di collaborazione effettuate nel 2000 e pagate nel 2001 possono essere calcolate detrazioni d'imposta calcolate sul tempo di effettuazione della prestazione rese nel 2000 ? Si ipotizzi, inoltre, la seguente situazione: un collaboratore presta la sua opera per tre mesi nel 2001; il compenso viene pagato il 31 gennaio 2002. Si vuole sapere come si devono calcolare ritenute e detrazioni al momento del pagamento. R . Come già si è avuto modo di chiarire, in applicazione del principio di cassa i redditi concorrono alla formazione della base imponibile da assoggettare ad imposizione nel periodo d'imposta in cui vengono percepiti. Ciò comporta l'applicazione, ai fini del calcolo dell'imposta dovuta, di tutte le disposizioni vigenti al momento di percezione del reddito stesso e pertanto nell'ipotesi di redditi corrisposti nel corso dell'anno 2001, se pur relativi a prestazioni rese nel corso dell'anno 2000, le detrazioni spetteranno nella misura prevista per l'anno 2001. In tale ipotesi, il contribuente per determinare il numero di giorni per i quali ha diritto alle detrazioni previste dall'articolo 13 del TUIR deve tenere conto di quelli compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro, anche se svolte nell'anno precedente. Si precisa, inoltre, che in ogni caso non spettano detrazioni per un periodo superiore a 365 giorni per ogni anno d'imposta, ragion per cui ove il rapporto di collaborazione prosegua per tutto l'anno 2001, non possono essere considerati, ai fini della detrazione, i periodi prestati nel 2000. Analogo discorso può essere fatto nell'ipotesi di compenso corrisposto nel 2002 per rapporti di collaborazione che si sono svolti nel corso dell'anno 2001. Il principio di cassa, infatti, comporta che il reddito deve essere assoggettato ad imposizione nell'anno in cui viene percepito e con le regole vigenti in quell'anno. Pertanto, il sostituto d'imposta sarà tenuto ad applicare la ritenuta sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito vigenti nel momento della percezione del reddito, ragguagliando le stesse al periodo di paga. Anche le detrazioni saranno calcolate nella misura spettante nel 2002 e dovranno essere rapportate alla durata del periodo di lavoro prestato anche se tale periodo è intercorso in anni precedenti. Si precisa, però, che tra i giorni, relativi ad anni precedenti, per i quali spetta il diritto alle detrazioni, non vanno considerati quelli compresi in periodi di lavoro per i quali si è gia fruito, in precedenza delle detrazioni. Effettuazione delle ritenute sulla base delle aliquote comunicate dal sostituito D. In tema di nuove collaborazioni, un collaboratore che voglia evitare un conguaglio globale estremamente pesante può, su propria specifica domanda, chiedere ad alcuni committenti l'effettuazione di ritenute periodiche con aliquote più alte di quelle applicabili? R . Non può essere esclusa la possibilità di comunicare ai committenti l'aliquota con la quale debbano essere operate le ritenute, ovviamente solo nell'ipotesi in cui tale aliquota sia superiore a quella che dovrebbe applicare il committente sulla base dei compensi da lui erogati. In tale ipotesi il committente dovrà attenersi a quanto comunicato dal collaboratore. Tale principio è già stato espresso con la circolare n. 326/E del 23 dicembre 1997, in riferimento all'effettuazione della ritenuta sui redditi di lavoro dipendente. Rapporti di collaborazione intrattenuti con più sostituti D. Nel caso di amministratore o sindaco non professionista che eserciti l'attività presso più società quali ritenute le stesse saranno chiamate ad applicare non potendo conoscere gli altri redditi di lavoro dipendente o assimilato che saranno percepiti dal sostituito? È sufficiente applicare la ritenuta allo scaglione IRPEF più basso (18%) per poi effettuare i conguagli in sede di dichiarazione? In altri termini come devono comportarsi i singoli sostituti? R. Il sostituto d'imposta deve effettuare le ritenute a titolo d'acconto con riferimento a tutte le somme e i valori che il collaboratore percepisce in relazione al rapporto di collaborazione con lui intrattenuto. Si precisa che se il sostituto è in grado di preventivare l'ammontare complessivo dei compensi in denaro e in natura che andrà a corrispondere all'amministratore o sindaco nel corso del periodo d'imposta, lo stesso sarà tenuto ad applicare la ritenuta sugli emolumenti corrisposti in ciascun periodo di paga, sulla base delle aliquote progressive per scaglioni, ragguagliando al periodo di paga i corrispondenti scaglioni annui di reddito. Nell'ipotesi, invece, in cui il sostituto non conosca l'ammontare complessivo dei compensi che andrà a corrispondere nel periodo d'imposta all'amministratore o al sindaco dovrà applicare la ritenuta, sulla base delle aliquote progressive per scaglioni, all'atto dell'effettuazione di ciascuno dei pagamenti, sull'intero ammontare corrisposto, senza necessità di operare alcun ragguaglio per determinare gli scaglioni di riferimento. Ad esempio nel caso sia corrisposto un compenso di lire 15 milioni il sostituto d'imposta è tenuto ad operare sull'intero ammontare una ritenuta del 18 per cento; nel caso di una successiva erogazione di lire 15 milioni il sostituto dovrà operare una ritenuta del 18 per cento su 5 milioni e del 24 per cento sui restanti 10 milioni. Ciascun sostituto dovrà successivamente effettuare il conguaglio tra l'ammontare delle ritenute operate sui compensi corrisposti nel periodo d'imposta e l'imposta dovuta sull'ammontare complessivo delle somme e dei valori corrisposti al collaboratore sulla base del rapporto intrattenuto. Nell'ipotesi in cui il collaboratore intrattenga più rapporti di collaborazione potrà chiedere ad un sostituto di tener conto, nell'effettuazione del conguaglio, dei redditi percepiti in dipendenza degli altri rapporti di collaborazione. Trattamento di fine mandato D . In merito alla tassazione del trattamento di fine mandato degli amministratori si chiede se, con il passaggio dei compensi degli amministratori nella sfera dei redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, le indennità di fine mandato dovranno essere assimilate alle altre indennità e somme spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro, di cui all'art. 16, comma 1), del TUIR e come tali tassate in relazione alle disposizioni di cui all'art. 17, comma 2, del TUIR e non, come in passato, secondo le disposizioni di cui all'art. 18, comma 1°. R. L'articolo 34, comma 2, della legge 342 del 2000 ha stabilito, tramite la modifica dell'articolo 24 del DPR n. 600 del 1973, che sulla parte imponibile delle indennità percepite per la cessazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui alla lettera c) dell'articolo 16 del TUIR, debba essere operata dal sostituto d'imposta una ritenuta a titolo d'acconto del 20 per cento. La nuova norma non ha modificato le altre disposizioni contenute in particolare negli articoli 16 e 18 del TUIR. Pertanto in base a quanto disposto dal comma 3 dell'articolo 16 per le indennità in esame gli uffici provvederanno alla determinazione dell'imposta definitivamente dovuta con le modalità stabilite dall'articolo 18 del TUIR ovvero facendo concorrere i redditi stessi alla formazione del reddito complessivo dell'anno in cui sono percepiti, se ciò risulta più favorevole al contribuente. Prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa rese da lavoratori autonomi D . L'art. 34 della legge n. 342/2000 prevede espressamente che, qualora gli uffici o le collaborazioni rientrino nell'oggetto dell'attività di lavoro autonomo esercitata, i compensi percepiti siano soggetti alle regole previsti per tali redditi: per oggetto dell'attività di lavoro autonomo si intende quella ricompresa nell'ambito dei relativi ordinamenti professionali oppure se l'attività è effettivamente esercitata dal professionista rientra nella sua sfera professionale? R . La norma prevede espressamente che, qualora le attività di collaborazione rientrino nell'oggetto dell'attività di lavoro autonomo svolta, i compensi percepiti sono soggetti alle norme previste per redditi di lavoro autonomo, per cui viene a mancare l'assimilazione ai redditi di lavoro dipendente. Al fine di stabilire se sussista o meno una connessione tra l'attività di collaborazione e quelle di lavoro autonomo esercitata bisognerà valutare se per lo svolgimento dell'attività di collaborazione siano necessarie conoscenze tecnico giuridiche direttamente collegate all'attività di lavoro autonomo esercitata. In tale ipotesi i compensi percepiti per lo svolgimento di tale attività saranno assoggettati alle regole previste per i redditi di lavoro autonomo. Sindaci di società: qualificazione fiscale dell'attività D. Per i sindaci di società, gli emolumenti percepiti per l'espletamento della relativa funzione nei collegi rientrano, a partire dal 1° gennaio 2001, nell'oggetto del lavoro autonomo: 1) alla sola condizione che essi siano iscritti al registro dei revisori contabili? 2) alla ulteriore condizione, come è avvenuto fino ad oggi, che gli stessi risultino iscritti all'albo dei dottori commercialisti o dei ragionieri? R . L'attuale formulazione delle disposizioni in materia di collaborazioni coordinate e continuative, come modificate dall'articolo 34 della legge n. 342 del 2000, non ha apportato sostanziali modifiche alla qualificazione delle attività di collaborazione cosiddette “tipiche” svolte da professionisti. Pertanto, per quanto concerne l'incarico di sindaco o revisore di società o enti, valgono i chiarimenti forniti in passato dall'Amministrazione finanziaria, che inducono a ritenere che le relative attività siano riconducibili al reddito professionale solo se rientranti nell'oggetto dell'attività professionale svolta. Sono, quindi, attratti nell'ambito del lavoro autonomo i compensi percepiti per le attività di sindaco o revisore, se poste in essere da soggetti iscritti all'albo dei ragionieri o dottori commercialisti. Non ha invece rilevanza, in mancanza dell'iscrizione all'albo dei ragionieri e dottori commercialisti, la semplice iscrizione nel registro dei revisori contabili. Compensi corrisposti a soggetti non residenti D Si chiede di chiarire il trattamento tributario da riservare ai compensi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa a favore di soggetti non residenti nei casi in cui: - la prestazione sia resa al di fuori dei confini nazionali; - la prestazione sia resa entro i confini nazionali. R. Ai sensi dell'articolo 20, comma 2, come modificato dall'articolo 34, della legge n. 342 del 2000, i redditi derivanti da prestazioni di collaborazioni coordinate e continuative di cui all'articolo 47, comma 1, lettera c-bis, si considerano prodotti nel territorio dello Stato se corrisposti dallo Stato italiano, da soggetti residenti in Italia o da stabili organizzazioni, nel territorio dello Stato, di soggetti non residenti. Se ad erogare il compenso al non residente è un soggetto nazionale, quindi, l'imposta in Italia è dovuta a prescindere dal fatto che le prestazioni siano materialmente effettuate nel territorio nazionale, o all'estero. Per quanto concerne le modalità e l'entità della tassazione occorre considerare che il comma 1-ter dell'articolo 24 del DPR n. 600 del 1973, introdotto dal richiamato articolo 34 della legge n. 342 del 2000, prevede che sui redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa corrisposti a non residenti sia operata una ritenuta a titolo d'imposta del 30 per cento. Quanto sopra vale naturalmente sempreché non esista una convenzione contro le doppie imposizioni che disciplini diversamente la materia. Compensi in natura D. Nell'ipotesi di reversibilità dei compensi di un amministratore a favore del datore di lavoro dello stesso qual è il trattamento da riservare al compenso in natura correlato alla possibilità di un utilizzo per uso personale di un autovettura aziendale? In che misura deve essere computato il benefit? Chi risulterà titolare di questo reddito: l'amministratore o la società titolare del diritto al riversamento? R. Nell'ipotesi di corresponsione di un compenso in natura al collaboratore le modalità di determinazione del reddito sono contenute nell'articolo 48 del TUIR. In particolare per l'autovettura concessa in uso promiscuo al collaboratore si assume a tassazione il 30 per cento dell'importo, calcolato sulla base delle tabelle ACI, corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15 mila chilometri. Tale valore sarà comunque imponibile, in capo al collaboratore, anche nell'ipotesi in cui il compenso in denaro corrisposto all'amministratore debba essere riversato al datore di lavoro e comunque anche nelle ipotesi di attività di collaborazione che non prevedono alcun pagamento in denaro. LAVORO AUTONOMO Partecipazione a convegni: qualificazione fiscale D. Un professionista oltre a svolgere l'attività inerente la sua professione è dedito a scrivere libri e articoli (inerenti la sua materia professionale) per i quali percepisce diritti d'autore. In proposito si chiede, qualora sia chiamato a tenere dei convegni sugli stessi argomenti di cui sopra e durante i quali tratti di problemi descritti nei suoi libri e articoli al fine di promuovere la vendita dei suddetti libri, se i proventi incassati quale relatore ai convegni si configurino come diritti d'autore o compensi professionali. R. I proventi incassati da un professionista per l'attività di convegnista vengono attratti nella sfera dell'attività professionale esercitata; si rende quindi applicabile la disciplina di cui all'articolo 50 del TUIR. Il fatto che il professionista partecipi a convegni concernenti temi trattati in suoi scritti, assoggettati alla normativa sui diritti d'autore, non può condurre a configurare anche i compensi ricevuti come diritti d'autore. Rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio D. Un professionista per svolgere determinate prestazioni deve spostarsi dalla sede dello studio sostenendo costi di viaggio vitto e alloggio. I suoi compensi comprendono anche il rimborso delle spese sostenute. Come inquadrare fiscalmente e contabilmente detti rimborsi dato che gli stessi vengono a creare una situazione svantaggiosa per il professionista in quanto vanno a costituire per il 100% elementi reddituali sui quali applicare la ritenuta e l' Iva mentre costituiscono costi deducibili, in molti casi, solo per il 50% ed hanno iva indetraibile? Nel caso paradossale di prestazioni gratuite, con solo rimborso spese si verrebbe a tassare un importo che non è reale compenso bensì solo ripristino di costi sostenuti. R. Tra i compensi del professionista rientrano i proventi percepiti sotto forma di rimborsi di spese inerenti all'attività, con esclusione dei rimborsi relativi a spese, analiticamente dettagliate, anticipate in nome e per conto del cliente. Tale situazione impone che i rimborsi, salvo quelli anticipati in nome e per conto del cliente, siano trattati alla stregua degli altri compensi. Ripartizione delle spese comuni tra professionisti D. Quando più professionisti, senza vincoli associativi, dividono lo stesso studio, si pone il problema della ripartizione delle spese comuni (energia elettrica, telefono ecc.). Generalmente accade che uno di essi è intestatario delle forniture dei servizi comuni e lo stesso provvede a ripartire le spese pro quota tra gli altri professionisti. Qual è il trattamento fiscale ai fini delle imposte dirette e indirette di tali rimborsi spese? Tale rimborso va assoggettato all' Iva e considerato un provento diverso ai fini IRPEF, come sostiene la dottrina prevalente, ovvero non sconta né l' Iva né l'IRPEF, in quanto non rappresenta né una cessione di beni né una prestazione di servizi e quindi è da dedurre dalle spese generali del professionista intestatario delle forniture (diminuzione di costi), come sostenuto dalla Libera associazione dottori commercialisti (Ladc) con la norma di comportamento n. 93? R. Il riaddebito, da parte di un professionista, delle spese comuni dello studio utilizzato da più professionisti non costituiti in associazione professionale, da lui sostenute, deve essere realizzato attraverso l'emissione di fattura assoggettata ad IVA. Ai fini reddituali, le somme rimborsate dagli altri utilizzatori comportano una riclassificazione in diminuzione del costo sostenuto dal professionista intestatario dell'utenza. Effettuazione degli ammortamenti D. L'art. 67 comma 4 del TUIR sancisce che, ai fini della determinazione del reddito d'impresa, se in un esercizio l'ammortamento di un bene è inferiore al 50 per cento della misura massima prevista applicando i coefficienti stabiliti, si perde la possibilità di dedurre negli esercizi successivi il differenziale fra l'ammortamento massimo previsto e quello effettivamente calcolato. Tale disposizione è da considerarsi valida anche per la determinazione del reddito da lavoro autonomo? In altri termini nel lavoro autonomo è possibile effettuare un ammortamento inferiore al 50% senza perdere la possibilità di “recuperarlo” negli esercizi successivi? R. L'articolo 50 del TUIR, al comma 2, stabilisce che sono ammesse in deduzione quote annuali di ammortamento non superiori a quelle risultanti dall'applicazione degli appositi coefficienti. Ne consegue che qualora gli ammortamenti annuali vengano effettuati in misura inferiore a quella risultante dai coefficienti, le quote di ammortamento relative alla differenza sono deducibili negli esercizi successivi, ferma restando la quota massima prevista. Il principio espresso vale anche se in un esercizio l'ammortamento è effettuato in misura inferiore al 50 per cento della misura massima risultante dall'applicazione dei coefficienti. LAVORO DIPENDENTE Detrazione per i canoni di locazione D. Sono state chieste precisazioni in merito alla detrazione per i lavoratori dipendenti trasferiti nel comune di lavoro, che stipulano contratti di locazione di unità immobiliari da adibire ad abitazione principale, introdotta dall'art. 2, comma 1, lett. h), n. 3 della legge finanziaria. Può fruire, in particolare, della detrazione, un lavoratore che abbia trasferito la residenza nel 1998? R. La nuova detrazione concerne un fattispecie che il legislatore ha descritto in maniera molto dettagliata, circoscrivendo in modo preciso l'ambito applicativo della norma. La detrazione, prevista nella misura di lire 1.920.000 se il reddito complessivo non supera i 30 milioni e nella misura di lire 960.000 se il reddito complessivo supera i 30 milioni ma non i 60 milioni, può essere operata dai lavoratori dipendenti che abbiano stipulato un qualsiasi contratto di locazione alle seguenti condizioni: a) abbiano trasferito la propria residenza nel comune di lavoro o in un comune limitrofo; b) il nuovo comune si trovi ad almeno cento chilometri di distanza dal precedente e comunque al di fuori della propria regione; c) la residenza nel nuovo comune sia stata trasferita da non più di tre anni dalla richiesta della detrazione. d) la detrazione può essere operata nei primi tre anni in cui è stata trasferita la residenza. La norma entra in vigore nel periodo d'imposta 2001, per cui la detrazione potrà essere fatta valere in relazione all'imposta dovuta per tale anno. Pertanto, qualora il lavoratore dipendente abbia trasferito la residenza, in un comune avente le caratteristiche precisate in precedenza, nel 1998, la detrazione non può essere operata in quanto sono trascorsi più di tre anni tra il trasferimento della residenza ed il periodo d'imposta in cui può essere fatta valere la detrazione. Se il trasferimento della residenza è avvenuto nel 1999 può essere operata la detrazione, in relazione all'anno d'imposta 2001 ma il dipendente potrà usufruire dell'agevolazione per un solo anno, poiché il 2001 è il terzo anno in cui ha assunto la nuova residenza. AGEVOLAZIONI PER I DISABILI Autovetture per disabili D. Il disabile psichico grave che deve acquistare un'autovettura può applicare l'aliquota iva agevolata senza apportare al veicolo particolari adattamenti? R. Sì. L'articolo 30, comma 7, della legge 388 del 23 dicembre 2000 stabilisce che le agevolazioni previste dall'articolo 8 della legge 499 del 1997, tra l'altro consistenti nell'applicazione dell'aliquota iva del 4 per cento, sono estese ai soggetti con handicap psichico e mentale di gravità tale da aver determinato il riconoscimento dell'indennità di accompagnamento, a prescindere dall'adattamento del veicolo. Gli adattamenti non occorrono neppure per i veicoli destinati a soggetti invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni. IVA AUTOVEICOLI Prestazioni di noleggio D. Le prestazioni di noleggio di autovetture consentono la detrazione dell'imposta nella misura di un decimo. La detrazione compete anche in presenza di un noleggio di breve durata, al limite anche di un solo giorno? Cosa succede se oltre al noleggio vengono fornite anche altre prestazioni quali la manutenzione? R. Le norme concernenti l'indetraibilità dell'imposta relativa agli acquisti di autovetture ed autoveicoli hanno inteso equiparare all'acquisto anche altre ipotesi contrattuali che consentissero il godimento del bene, quali la locazione finanziaria, il noleggio, il leasing ecc. Ciò realizza finalità equitative in quanto equipara l'onere fiscale qualunque sia il mezzo giuridico che assicuri la disponibilità del bene. Alla luce di tale principio si deve ritenere irrilevante la durata temporale del contratto per la quale si determina la disponibilità del veicolo. La limitazione del diritto alla detrazione dell'imposta attiene, infatti, al godimento del bene e quindi a quelle figure contrattuali di cui esso costituisce l'oggetto. Se il noleggio comporta anche l'effettuazione di altre prestazioni o cessioni, ulteriori rispetto a quelle che costituiscono il contenuto naturale del contratto (ad esempio la fornitura di carburanti), la detrazione spetta limitatamente al noleggio, poiché per le altre prestazioni o forniture, che vanno indicate distintamente in fattura, resta invariata la previsione di totale n detraibilità. Veicoli concessi in sub-leasing D. Le nuove disposizioni in materia di detraibilità dell'IVA afferente l'acquisto di veicoli, introdotte dalla legge finanziaria per il 2001, prevedono che per le cessioni di veicoli per i quali l'imposta sul valore aggiunto è stata detratta dal cedente solo in parte, in virtù delle disposizioni che limitano la indetraibilità al 90 per cento (o al 50 per cento), la base imponibile è assunta al 10 per cento (ovvero al 50 per cento) del relativo ammontare. Tale particolare modalità di determinazione della base imponibile può ritenersi applicabile anche alle ipotesi in cui i veicoli per i quali l'imposta sul valore aggiunto è stata detratta solo in parte – in virtù delle disposizioni che limitano la indetraibilità al 90 per cento (o al 50 per cento) – siano stati acquisiti mediante contratti di leasing e vengano concessi in sub-leasing? R. La norma in esame (art. 30, comma 5, l. 388/2000), che riduce al 10 per cento del relativo ammontare la base imponibile delle cessioni aventi ad oggetto veicoli per i quali l'imposta è stata detratta nella misura del 10 per cento, è tesa ad evitare che tale parziale detraibilità, comportando la inapplicabilità del regime di esenzione previsto per le cessioni aventi ad oggetto beni acquistati senza il diritto alla detrazione totale della relativa imposta (art. 10, n. 27 quinquies), determinasse una duplicazione di iva in relazione alla successiva commercializzazione del bene. Il regime di detraibilità parziale, introdotto dalla legge finanziaria, concerne oltre agli acquisti di autoveicoli anche l'acquisizione degli stessi mediante contratti di locazione finanziaria, noleggio e simili. Nonostante ciò la richiamata disposizione relativa alla determinazione della base imponibile non fa riferimento alla locazione finanziaria, al noleggio e simili, limitandosi alle sole ipotesi di cessione di detti beni. Tuttavia, si deve ritenere che essa si renda applicabile anche nelle ipotesi in cui la disponibilità dei veicoli per i quali è prevista una parziale oggettiva indetraibilità avvenga mediante tali figure negoziali, qualora queste siano state utilizzate anche per l'acquisizione del bene medesimo. Nelle fattispecie in cui il sub-locatore finanziario o il sub-noleggiatore pongono in essere lo stesso contratto utilizzato per l'acquisizione del veicolo, si può ritenere che, ai fini in esame, questi siano considerati alla stregua di semplici intermediari. Il loro intervento, pertanto non può determinare un aggravio dell'imposta – dovuto alla circostanza che il 90 per cento di iva indetraibile concorre, come componente di costo, alla determinazione della base imponibile del successivo trasferimento- in base al principio di neutralità dell'IVA che deve essere garantito a prescindere dal numero di passaggi in cui si articola il processo di distribuzione. Si sottolinea che la previsione della base imponibile ridotta alle operazioni in esame si ricollega ad una specifica norma oggettiva di parziale indetraibilità e non assume valenza di principio generale, estensibile anche ad altre ipotesi di detraibilità parziale connesse allo svolgimento di operazioni esenti.
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Ciao a tutti ho letto i vostri post e credo che si sia fatta un pò di confusione tra apprendistato e CDF o contratto a termine. L'apprendistato è un contratto speciale che non rientra tra i contratti a tempo determinato, a cui soggiace il rimborso delle mensilità in caso di recesso anticipato (anche questo da verificare). L'apprendista ha una durata minima di 18 mesi max 4 anni (salvo disposizioni contrarie del CCNL) alla sua scadenza salvo pattuizioni contrarie il contratto scade naturalmente. Può esserci un anticipo di volontà da parte del Datore di Lavoro anche verbale, come può risolvere il contratto dando formale disdetta a norma dell'articolo 2118 cc. Il contratto di apprendistato nei casi di licenziamento per giustificato motivo o dimissioni per recesso volontario quando avviene in corso d'opera occore eseguire il periodo di preavviso, perchè durante il suo svolgimento ha le stesse tutele obbligatorie dei contratti di lavoro ordinari. Viene regolamentato dal CCNL durata e modalità del preavvisno. s.k.y.: i giorni sono di calendario compresi sabato domenica e festivi, fatta salva la decorrenza o il 1° giorno del mese o il 16° giorno del mese lelina1979: artigiano cosa? legno metalmeccanico ecc.. hippo: se recedi prima della scadenza devi dare il preavviso ed il contratto di assicurazione in caso di dimissioni prevede un mese di preavviso di calendario dal 1°/16° giorno del mese. asia309: niente paura allo scadere del contratto, il rapporto può cessare subito. ciao a tutti
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Anche in Cina bandiere rosse a iosa: tutti ferraristi anche là. Ma non basta fare il pugno e urlare olè all’ennesima vittoria di Michael o di Rubens per dirsi appassionati. La passione si misura in acquisti, che partono dal banale portachiavi e arrivano al motore, nel senso del 10 cilindri. Il vero ferrarista si riconosce dai cimeli che possiede, dalla quantità di rosso che indossa. Di giorno e di notte. Ferrarista anche tu? Misura la tua vera passione con il manuale del perfetto appassionato. 30/09/2004 MANUALE Più che un manuale, i feticci a garanzia di un ferrarista da manuale. Per avere la rossa sempre con sé, dal risveglio alla buonanotte , in attesa delle noiosissime domeniche che, però, tanto piacciono ai più. Non vi parliamo dei cappellini, troppo facile , nemmeno dell'adesivino da attaccare alla coda della macchina per sfoderare lo sguardo orgoglioso e il colpo di sopracciglio nello specchietto retrovisore, aspettando il verde. Ben altro. RISVEGLIO IN ROSSO La passione, quella vera, attacca al risveglio, mica per dire. Alle 7 in punto parte la sinfonia del 10 cilindri, grazie alla sveglietta di Schumi. Tempo di ripigliarsi e dominare la tentazione di scagliarla contro il muro, e la rossa mi si ripresenta in bagno, nel senso dell'accappatoio (Ferrari) ad asciugare che poi mi si sdrucisce, e del profumo: Eau De Toilette imbottigliato sulle colline maranelliane , per spruzzarsi un po' del fascino di Barrichello. Tac. Cafferino, con apposita tazzina cavallinata, sfogliando magari un libro fotografico a tema libero (...) e via a scegliere la cravatta , tanto per ricadere sulla solita opzione: rossa, cavallini mignon sparsi , elegante ma discreta. ACCESSORI Si prosegue con cintura in puro cuoio Schedoni (lo stesso che si prende cura del cockpit di Schumi, mica un calzolaio qualunque), un occhio al tempo che farà sul diabolico marchingegno tecnologico (Ferrari) con umidità, previsioni, temperatura istantanea e prevista, per capire se prendere l'ombrello (Ferrari) , se disdire l'ora di golf lasciando a casa la sacca dei legni (Ferrari), se insomma magari mettere la sciarpetta (Ferrari) e l'impermeabile (Ferrari) per evitare di bagnarsi e rovinare chessò i gemelli (Ferrari) che chiudono i polsini della camicia (Ferrari). QUASI PRONTI Penna (Ferrari) in un taschino, portafogli (Ferrari) nell'altro e via verso l'ufficio. Venti, infiniti minuti di viaggio, prima di ritrovare gli amati feticci anche lì, che attendono sulla scrivania. Matitame vario (Ferrari) nel portamatitame grigio carbonio (Ferrari), righello e temperino (Ferrari), portacenere giallo (Ferrari) , candela che fa molto chic e un filo new age (Ferrari), posterone alle spalle con gli ultimi campioni del mondo (Ferrari), tappeto rosso a chiudere . E poi lui, il computer portatile che nemmeno Ross Brawn e Nigel Stepney al muretto : anzi, proprio quello, quel modello lì, lucido e rosso. Che orgoglio. FETISH Non manca il modo di sentirsi vicino il primo amore anche se la domenica è lontana. E non finisce qui. Per i veri, inguaribili, deliranti in rosso ci sono: mountain-bike Ferrari/Colnago (quella, per capirsi, che Schumi lo scorso Natale ha regalato a ogni singolo meccanico della propria squadra interna), riproduzione del volante da mettere nella vetrinetta sopra il camino per puro vanto durante i ritrovi con i parenti, riproduzione del sedile (niente di meno) per vedere l'effetto che fa guardarsi la tele imbragato nel guscio in mezzo al salotto, e poi borse e borsette, scarpe e quadretti, spille e play-station e portachiavi e caschi e felpe e macchine fotografiche e borsone degli attrezzi e palestra a domicilio, per fare bicipiti e pettorale come Lui. TUTTI IN ROSSO Nell'elenco qui sotto una ricca carrellata di quello che la Ferrari mette in vendita. Ma c'è dell'altro, persino per lei (la vostra compagna) e per i pupi , tutti in rosso d'ordinanza. Beh, ci sono sempre le monoposto degli anni passati da mettersi in sala con tanto di garanzia e conto in banca prosciugato. Ma lì la selezione si infittisce un attimo. Nel caso, rivolgersi a Maranello. Tutto il resto lo trovate nei Ferrari Store, reali e virtuali.
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Grazie all'impegno della Cooperativa 'La nuova marina', sono garantite all'Elba due sale di proiezione cinematografica. Questa la programmazione per i prossimi giorni. A Portoferraio, Palazzo De Laugier, Sala Cosmopoli: - da giovedi 8 a lunedi 12, alle 21.15, e sabato 10 e domenica 11 alle 17.30 e alle 21.15: "Natale in India" di Neri Parenti con Massimo Boldi, Cristian De Sica e i Fichi d'India. - da martedi 13 a giovedi 15, alle 21.15: "Non aprite quella porta" di M. Nispel con J. Biel e J. Tucker. A Marciana Marina, Cinema Metropolis: - da venerdi 9 a martedi 13, alle 21.30, e domenica 11 alle 17 e alle 21.30: "Monna Lisa smile" di M. Newell con Julia Roberts. - mercoledi 14 e giovedi 15: chiuso - da venerdi 16 a martedi 20, alle 21.30, e domenica 18 alle 17.00 e alle 21.30: "Master & commander. Sfida ai confini del mare" di P. Weir con Russell Crowe.
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Il Consiglio dell'Ordine Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia ha deliberato nella seduta del 30/05/2005 il riconoscimento, ai fini del disposto dell'art. 5 comma 2° del Regolamento di Attuazione della Regione Lazio n. 31 del 12/09/2002 inerente la redazione del Fascicolo del Fabbricato, dei corsi sulla stessa materia tenuti dal Cesarch e dall' Inarch . Sarà pertanto possibile ritirare presso gli uffici dell'Ordine la relativa certificazione dal giorno 6 giugno 2005 . Nella stessa seduta il Consiglio ha deliberato l'affidamento al Cesarch della realizzazione di un corso gratuito sul Fascicolo del Fabbricato che si terrà a partire dal 20 giugno 2005, riservato agli iscritti dell'Ordine degli Architetti di Roma che non abbiano compiuto 10 anni di iscrizione. È obbligatoria l'iscrizione e la frequenza al corso. il Corso programmato per il 20 giugno ha raggiunto il massimo delle iscrizioni previste e quindi non verranno accettate nuove iscrizioni. vedi anche: problematiche relative al Fascicolo del Fabbricato i risultati dell'incontro di giovedì 26 maggio problematiche relative al fascicolo del fabbricato un incontro con gli iscritti Fascicolo del Fabbricato per gli iscritti con meno di 10 anni di iscrizione
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ETA' SEMPRE PIU' BASSA Da IL RESTO DEL CARLINO del 18/10/2003 GUASTALLA – A poco più di un anno dall'istituzione, nella sede del Ceis di Guastalla, di una nuova forma di accoglienza per i dipendenti da droga, ieri mattina si è fatto il punto della situazione con esperti, medici ed autorità. Emerge come sia molto bassa l'età media di chi si rivolge al servizio: tanti giovani al di sotto dei 25 anni, ma anche minorenni. «Un grave pericolo – è intervenuto don Giuseppe Dossetti – incombe sul sistema integrato dei servizi per le tossicodipendenze. E' in atto uno spostamento di tutto il sistema verso la marginalità, verso le aree periferiche delle politiche sanitarie e sociali. Il fenomeno delle dipendenza è ormai antico. Nella nostra provincia dura da trent'anni. E' inevitabile che venga accettato come una componente ineliminabile del nostro orizzonte. E' in atto un processo di accumulo. Le uscite dalla dipendenza per riabilitazione o per morte sono ampiamente compensate dai nuovi ingressi. Il numero dei cosiddetti “gravi” o “storici” è in aumento. La domanda che viene dai cittadini è anzitutto una domanda di ordine pubblico e di sicurezza. A questa domanda corrisponde, peraltro, un calo delle risorse economiche messe a disposizione. Questo sta avvenendo persino in Emilia: l'accordo Regione-Cea (privato sociale) di quest'anno prevede un aumento annuo dell'1,4% a fronte di un'inflazione ufficiale pari al doppio. Cresce, negli operatori ma anche negli amministratori, una certa rassegnazione a un processo percepito ormai come inevitabile. Ma per fortuna esiste il volontariato…». [torna indietro] ANTIPROIBIZIONISTI.IT: «I SEMI DEL PROIBIZIONISMO PRODUCONO FRUTTI AMARI» Dichiarazione di Marco Contini, Segretario di Antiproibizionisti.it ROMA, 28 luglio 2005 - In relazione al sequestro dei siti internet marijuana.it , semini.it e mariuana.it , da un primo esame di quanto accaduto, considerando gli elementi a nostra disposizione (per quanto questi siano allo stato attuale ancora parziali e incompleti) ci limitiamo a osservare quanto segue: I siti posti sotto sequestro erano (e sono sempre stati) pubblici e visibili, quindi non occultati in alcun modo. Per tale ragione, ci risulta di difficile comprensione la necessità da parte degli ... [continua » »] TERRORISMO: OSAMA VOLEVA LA COCAINA AVVELENATA USA, NY POST: NEL 2002 INCONTRO CON CAPO CARTELLO COLOMBIA PER STRAGE AMERICA WASHINGTON, 26 luglio 2005 - Osama bin Laden avrebbe incontrato nel 2002 il leader di un 'cartello' della droga colombiano, offrendo di comprare per decine di milioni di dollari una enorme partita di cocaina, che il capo di Al Qaida intendeva avvelenare e poi distribuire negli Usa per fare migliaia di vittime. E' quanto e' emerso in un'inchiesta della Dea, l'agenzia federale antidroga americana, secondo quanto riporta il quotidiano New York Post. Il progetto, secondo le indagini, mirava a fare assai piu' vittime delle oltre 3.000 dell'attacco dell'11 settembre 2001, ma fu accantonato quando il signore della droga colombiano decise di non appoggiare Osama, temendo che il coinvolgimento in una strage di terrorismo avrebbe rovinato i suoi affari con gli stupefacenti. Il New York ... [continua » »]
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Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Guerre Globali | Uccidere Chavez? Che falchi della taglia di Gorge Bush, Condoleezza Rice o Roger Noriega riprendano ora, a loro volta, le minacce è segno innegabile che il progetto di uccidere Chávez è in marcia. di Simone Olla, Data 9 marzo 2005 - 558 letture Roger Noriega, il sotto-segretario di Stato nordamericano per l'America latina, ha dichiarato, lo scorso 13 febbraio, al canale CNN in spagnolo, che "è causa di preoccupazione per i nostri alleati nelle Americhe e anche per la gente Venezuelana" l'acquisto del governo del presidente del Venezuela Hugo Chávez di un lotto di 100 mila fucili d'assalto AK-47 e di 40 elicotteri dalla Russia. Aggiungendo che "il riarmo del Venezuela è molto preoccupante". Già in gennaio, la nuova segretaria di stato, Condoleeza Rice, aveva accusato Hugo Chávez di esercitare "un'influenza destabilizzante in America Latina". E proprio il presidente Bush, nel dicembre 2004, ha insistito affermando che questo acquisto di armi "dovrebbe essere un motivo di preoccupazione per i venezuelani". Il Venezuela, uno dei principali fornitori di idrocarburi degli Stati Uniti, ha smentito di trovarsi in una corsa al riarmo e ha ricordato che Washington si nega di venderle le scorte per i suoi caccia da combattimento F-16 per cui Caracas sta pensando di comprare aerei Mig dalla Russia e Toucan dal Brasile. Ma questa nuova offensiva verbale conferma la volontà statunitense di osteggiare il presidente Chávez. La sua chiara vittoria elettorale nel referendum revocatorio del 15 agosto del 2004 ha dimostrato che conta dell' appoggio della maggioranza dei cittadini. Cosa che nuovamente è stata dimostrata nei comizi regionali dell'ottobre scorso. Nessuna manovra sporca - neppure il tentativo di colpo di stato dell'aprile 2002 appoggiato da Washington - è riuscito a frenare il progetto di trasformazione sociale improntata da Hugo Chávez sulla democrazia e libertà. E il suo successo personale nel Forum sociale di Porto Alegre, dove più quindici mila giovani entusiasti hanno acclamato il suo discorso, lo ha convertito in una figura di spicco per tutta la sinistra latinoamericana. Ragione più che sufficiente perché i falchi di Washington accentuino le loro pressioni contro di lui. Ancora non hanno collocato il Venezuela fra i "sei bastioni della tirannia mondiale" però si percepisce che è già in testa alla lista d'attesa. E anche se ancora non si azzardano a usare contro Caracas il loro abituale argomento di possedere "armi di distruzione di massa" già vediamo come si sta cercando di convertire, mediante un'offensiva di propaganda mediatica, un lotto di armi leggere in un "pericolo per la sicurezza dell'emisfero". Bisogna temere che la prossima mossa sia il crimine di stato, l'assassinio di Hugo Chávez. Il vicepresidente venezuelano José Vicente Rangel ha esibito fotografie che dimostrano l'esistenza a Homestead, in Florida, di un campo di addestramento di paramilitari destinati a fare incursioni in Venezuela e che agiscono senza problemi con le autorità statunitensi. Alcuni di questi terroristi gia stanno operando in territorio venezuelano. Prova di ciò: il 2 maggio dell'anno passato, fu arrestato nei pressi di Caracas un gruppo di 91 paramilitari colombiani, legati alla CIA, il quale obiettivo principale era uccidere Chávez. Il capo del gruppo, José Ernesto Ayala Amado "comandante Lucaa" ammise, secondo sua propria confessione, che la sua missione consisteva nel "tagliare la testa di Chávez". Nelle file dell'opposizione si stimola questa via del "regicidio". Il 25 luglio del 2004, nel pieno del dibattito sul referendum revocatorio, l'ex-presidente Carlos Andrés Pérez, in un'intervista pubblicata nel El Nacional, quotidiano di Caracas, non ha esitato a confessare: "sto lavorando per levare Chávez (dal potere). La violenza ci permetterà di farlo. . Chávez deve morire come un cane". Altro oppositore, Orlando Urdaneta, il 25 Ottobre del 2004, al canale 22 di Miami dette ordine ai suoi, in diretta, di passare all'azione : "L'unica uscita per il Venezuela è eliminare Chávez: una persona con un fucile con mira telescopica, e amen." Il recente omicidio del procuratore della Repubblica Danilo Anderson lascia intendere che non si tratta di chiacchiere. E che falchi della taglia di Gorge Bush, Condoleezza Rice o Roger Noriega riprendano ora, a loro volta, le minacce è segno innegabile che il progetto di uccidere Chávez è in marcia. È tempo di denunciarlo per dissuadere dal portarlo a conclusione. Altrimenti, per la vena aperta dell'America Latina, torneranno di nuovo a correre fiumi di sangue. Ignacio Ramonet Fonte:www.rebelion.org Rispondere all'articolo - Ci sono 1 contributi al forum. > Uccidere Chavez? 11 marzo 2005, di : giovanni rieccoci la storia si ripete dopo Salvator Allende in Cile ora Chavez in Venezuela e chissà se come in cile cisarà un secondo Pino Chet opuure come in Iraq un Saddam pronti ad esaudire tutti i desideri Americani ed anche pronti a fare guere fasulle contro pessonaggi da loro costruiti basta non ne possiamo più di queste pagliacciate a stelle e strisce basta con le guerre e con le bombe intelligenti fin quando ci saranno quesi pessimi elementi che comanderanno e in qualche parte del mondo ci sarà una guerra e una torta da dividere non ci sarà mai una vera pace Rispondere al messaggio Stampa Articolo Versione per la stampa :.: Ultimi interventi sul forum 11 marzo : > Uccidere Chavez? :.: Articoli di questo autore Luisella Battaglia, Alle origini dell'etica ambientale Recessione, e se fosse un'opportunità? Il coltivatore del Maryland di John Barth Per una società della "decrescita" I destini dell'Europa senza gli europei Il Fiume di Guido Mina di Sospiro Il denaro "sterco del demonio" di Massimo Fini Quale cultura per l'ecologismo :.: Articoli di questa rubrica Ancora scoppi a fermare il giorno La minaccia iraniana all'America: bomba o euro? La CIA e i terroristi prigionieri: un articolo del Washington Post Rumsfeld autorizzò le torture Utopie a colori Così tormentavano i prigionieri La quinta risoluzione passa Iraq, una guerra che non ci appartiene. I pacifisti siciliani per Giuliana Sgrena La guerra italiana in Iraq :.: Articoli più recenti Menti erranti a Cropani Marina Io ho paura Calciomercato: ovvero IJM... è solo roba loro La TAC a Biancavilla La memoria e il segno Nervosismi contemporanei Nick sottoterra. Un esperimento di creazione collettiva e creativa con i lettori di Girodivite Nasce la satira di Pizzino: la mafia si affronta "un affare alla volta" La lapide oltraggiata di mio padre "A sad day for London" Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php3 (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 1.0 , che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali. Motore del sito
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Mai visto il suo video porno che gira in rete? :D > > > > beh si', pero' la merz offre + nudi senseless Ma è vera la dichiarazione della Merz che: "sposerò chi mi ridisegna la circonferenza del valvolino posteriore come un Giotto del 3° millennio"? Re: paris hilton o alessia merz "Nugent" ha scritto nel messaggio news:Palse.11847 > Ma è vera la dichiarazione della Merz che: "sposerò chi mi ridisegna la > circonferenza del valvolino posteriore come un Giotto del 3° millennio"? > Sottinteso l'attrezzo da usarsi *obbligatoriamente* Re: paris hilton o alessia merz D00PAR ha scritto: > uncle_sam ha scritto: > >> chi e' + zoccola? > > > La Hilton di sicuro! Mai visto il suo video porno che gira in rete? :D > beh si', pero' la merz offre + nudi senseless secondo me sono li', per questo ho chiesto agli esperti di imtv la loro opinione -- bidibibodibibu' (Gobbacci superstar) Re: paris hilton o alessia merz "uncle_sam" ha scritto nel messaggio news:djkse.31719$75.1857872@news4.tin.it... > chi e' + zoccola? Paris Hilton che gira sicuramente sempre senza mutande (alcune foto lo provano) Se alessia le porti o meno rimane un dubbio. Re: paris hilton o alessia merz wiz wrote: > > Se alessia le porti o meno rimane un dubbio. E se non le porta lei e le altre starlette italiane non vanno a farsi fotografare in gonna e gambe aperte dai paparazzi italiani pur di apparire sui giornali (qui per avere la copertina gli basta farsi fotografare con un calciatore) :)
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LA CRISI IN MEDIORIENTE A Nablus raffiche di mitra colpiscono un bus di ebrei ortodossi che si recavano a pregare sulla tomba di Giuseppe: sette i feriti di cui uno molto grave. Jihad e Brigate al-Aqsa rivendicano Gli Usa forzano: presto il vertice Sharon-Abu Ala Il premier dell'Anp rinuncia a porre le sue condizioni preliminari, ma ammonisce: «Dal summit devono emergere risultati concreti o me ne dovrò andare». Ricevuto da Powell il ministro degli Esteri israeliano Shalom: «L'incontro servirà a capire se abbiamo un interlocutore pronto a una soluzione» Da Gerusalemme Graziano Motta È ormai prossimo il vertice Sharon-Abu Ala: potrebbe svolgersi all'inizio della settimana ventura, se non proprio domenica, grazie al fatto che il premier palestinese su sollecitazione del presidente egiziano Mubarak, ha revocato le precondizioni che aveva più volte esposto per iniziare a trattare. Una di queste esigeva l'inizio della distruzione del muro di separazione tra Israele e i Territori. Abu Ala ha accettato dunque il principio di un incontro «aperto» all'esame di ogni argomento; incontro che d'altra parte è stato insistentemente sollecitato a Sharon dal presidente americano Bush. La trama si è dipanata con l'incontro a Roma tra i ministri degli Esteri, Nabil Shaat, e Silvan Shalom e con il viaggio di quest'ultimo, improvviso e non previsto, a Washington su richiesta del segretario di Stato Colin Powell. In effetti ieri, al termine del loro colloquio, è stato annunciato che gli Stati Uniti sono favorevoli alla convocazione di «immediati» colloqui israelo-palestinesi. Questo sviluppo positivo attende tuttavia una verifica nei fatti. Shalom prima di vedere Powell ha detto: «L'incontro è auspicabile nella misura in cui consentirà a Sharon di sapere se ha veramente un partner pronto a una soluzione negoziata del conflitto». D'altra parte Abu Ala, incontrando dei giornalisti israeliani, ha loro affermato: «Occorre che dall'incontro emergano risultati; se non dovessero essercene il popolo mi direbbe: Vattene a casa». I loro dissensi sui grandi problemi di fondo sono enormi. Da un lato c'è Sharon che insiste sullo smantellamento dei quadri e delle infrastrutture della rivolta palestinese; dall'altro Abu Ala con la richiesta di un abbattimento del muro di separazione. Sul primo problema Abu Ala è in imbarazzo, non avendo ottenuto nemmeno un cessate il fuoco provvisorio dai capi delle organizzazioni armate, in particolare da quelli di Hamas e della Jihad islamica. E poi l'università di Bir Zeit, ha cessato di essere la roccaforte politica del suo partit o, al-Fatah: le elezioni per il nuovo direttivo dell'organismo rappresentativo infatti sono state vinte dai fondamentalisti musulmani, presentatisi in una sola lista (Wafa Islamya), con 25 su 51 seggi, mentre i suoi hanno dovuto accontentarsi di soli venti seggi. Infine sono in corso contatti serrati tra i leader di Hamas e della Jihad per la costituzione di una direzione politica e militare unificata. «La situazione in Palestina esige unità non divisioni», ha detto Ziah Nakhala della Jihad; e Mussa Abu Marzuk di Hamas ha rivelato che già da parecchi mesi «abbiamo coordinato operazioni e comunicati congiunti». D'altra parte Sharon è fermamente determinato a non sospendere la costruzione del muro di separazione con i Territori: va ripetendo che la parte edificata si è rivelata efficace nel prevenire attentati terroristici e che tutta la barriera, non rappresentando un confine politico, sarà vanificata e demolita da un accordo di pace. Al momento, ha ammesso in un'intervista al quotidiano tedesco Bild , «non è molto comoda per i palestinesi; ma se devo decidere fra la loro soddisfazione e la nostra sicurezza non ci penso due secondi». In questa intervista ha sostenuto che egli si accosta al dialogo con i palestinesi forte dell'esperienza dei trattati di pace con Egitto e Giordania: «I nostri rapporti con i capi di questi due Paesi sono eccellenti, ma la popolazione è rimasta ed è ancora ostile a Israele». E a riproporre non solo il problema drammatico della sicurezza ma anche quello dell'odio religioso ieri guerriglieri palestinesi hanno aperto il fuoco contro un pullmino sul quale degli ebrei ortodossi, del gruppo degli «hassidim di Breslavia», stavano recandosi a pregare sulla Tomba di Giuseppe alla periferia di Nablus. Sette i feriti, uno dei quali un giovane studente di 18 anni è in condizioni disperate. Rivendicazione non solo della Jihad ma anche delle Brigate dei martiri di al Aqsa, ovvero di al-Fatah. Sfoglia le pagine Gli Usa forzano: presto il vertice Sharon-Abu Ala Giallo in Romania, sparisce dagli archivi il dossier sul processo Ceausescu L'influenza ha già ucciso venti bambini Gli Stati Uniti comprano scorte di vaccino Assalto alla televisione: 19 morti a Abidjan Algeria, professori in sciopero da mesi Rischia di saltare l'anno scolastico Tokyo, da 3 decenni nel braccio della morte Oggi compie 82 anni Principe Johan d'Olanda rinuncia al trono per sposare la fidanzata Pillola del giorno dopo presto in vendita nei supermercati degli Stati Uniti
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Next message | Previous message Next in topic | Previous in topic Next by same author | Previous by same author Previous page (September 1994) | Back to main LINUX-IT page Join or leave LINUX-IT Reply | Post a new message Search Options: Chronologically | Most recent first Proportional font | Non-proportional font Date: Wed, 21 Sep 1994 17:31:00 +0300 Reply-To: "Franco Zavatti Dip. Astronomia Bologna T.051-259419" Sender: LINUX-IT Lista di discussione su Linux in Italia From: "Franco Zavatti Dip. Astronomia Bologna T.051-259419" Subject: linux-fortran ciao a tutti ho seguito con interesse le discussioni degli ultimi giorni, dalle quali credo di aver capito che la maggioranza di Linux-it e' composta da C-esperti e Unix-utenti sempre attenti all'ultima versione dei prodotti (es. la riscposta di F. Bocchino a R. Minelli). Io ho incominciato a programmare nel '72 sul CDC 6600 del CINECA, in fortran e in fortran sono rimasto, pur passando attraverso diversi sistemi operativi (PDP 11, VMS su VAX da 730 a 88000, CDC 7600, un po' di CRAY, dos): questo significa che sono rimasto legato alla compatibilita' all'indietro. Adesso (da novembre '93) sono passato a Linux, ricevendone grandissimo piacere, dovuto soprattutto al fatto di avere per le mani un s.o. vero. Il mio problema e' pero' la grafica: ho scritto in anni passati un paio di programmi per fare grafici pubblicabili e per visualizzare ed elaborare immagini. Per questi, nell'ultima versione dos, ho studiato l'assembler degli 80x86 e scritto una libreria di primitive grafiche per (S)VGA. Poi ho scritto un "driver" postscript per il programma di graficazione: questo driver e il resto del programma (tutto fortran) l'ho ricompilato sotto Linux con f2c e dopo un po' di fatica ho un programma (bongo) che produce un file .ps, visibile off-line con ghostview. Pero' la caratteristica principale di bongo sarebbe l'interattivita' (visualizzo, correggo al volo il file di comandi, visualizzo di nuovo, salvo la versione corretta del file di comandi) per la quale ho bisogno di riscrivere le mie routines assembler sotto Linux o di trovare una libreria che sia possibile linkare da fortran, senza necessita' di compilazione. Ho inoltre il problema del programma delle immagini (in astronomia usiamo un formato di scrittura, il FITS, che non e' compreso in xv). Nel nodo sunsite ho trovato pgplot, una libreria grafica scritta in fortran, che avrebbe dovuto risolvere i miei problemi, ma non riesco a farla andare e per ricompilarla avrei bisogno dell'ultimo patch dell'ultima versione di 3 o 4 cose delle quali ho versioni precedenti e nessuna intenzione di tirare giu' le ultime. Mi dicono che questo e' un vizio unix (sempre l'ultima versione e incompatibilita' all'indietro), ma io non vorrei adattarmi. Mi chiedo se qualcuno puo' aiutarmi a: 1) avere informazioni sull'assembrer sotto Linux (il processore e' sempre lui, quali modifiche devo fare al MS Macroassembler per far girare i programmi sotto Linux?) 2) avere informazioni su librerie (magari gia' testate) di routines grafiche. Grazie a tutti e scusate la lunghezza. Franco Zavatti la mia configurazione e': 486/33, 16MB ram, HD scsci 530 MB solo Linux, HD IDE 200 MB dos, SVGA 1MB chip Tseng et4000 VESA), Linux Slackware 0.99.14 (ho usato anche la Softlanding, ma ha dei bachi). P.S. A proposito del numero di utenti Linux, qui al Dipartimento di Astronomia/ Osservatorio Astronomico di Bologna ci sono 4 utenti (5 tra un po') ma solo due sono in Linux-it. Saluti. fz --------------------------------------------------------------------------- Franco Zavatti e-mail: zavatti@astbo3.bo.astro.it Dipartimento di Astronomia zavatti@aspc4_ip.bo.astro.it Via Zamboni 33 tel: 051-259419 40126 BOLOGNA fax: 051-259407 --------------------------------------------------------------------------- Back to: Top of message | Previous page | Main LINUX-IT page
CURRENT URL http://www2.varesenews.it/articoli/2004/luglio/varese-laghi/23-7anziani.htm
La struttura del Molina è a disposizione del comune ma non ci sono richieste per l'utilizzo. Scarso interesse anche nel 2003. Anziani: gli spazi ci sono ma rimangono vuoti (23.07.2004 ) Caldo, tanto caldo. Per le prossime settimane vengono proposti scenari meteorologici da tropico con un'emergenza che obbliga le istituzioni a suggerimenti per lo meno originali: per stare al fresco fate una passeggiata al supermercato oppure in caserma, dai vigili del fuoco. Sembra quindi logico immaginarsi gruppi di attempati escursionisti aggirarsi tra le casse e il ritmico "bip-bip" dei lettori di codici a barre, in cerca di refrigerio. Invece nulla. Allora, gli anziani che non trovi al supermercato te, li aspetti tutti dai pompieri. «Anziani? Qui nessuna visita» la decisa risposta delle stazioni locali dei vigili del fuoco. Sul territorio risulta quindi scarsa l'adesione all'iniziativa "porte aperte" in caserma come ci conferma anche l'assessore ai servizi sociali William Malnati:«Per questa estate i servizi a Varese sono attivi e il centro di via Maspero funziona a regime ridotto solo per i corsi "tempo libero"». Ma allora l'emergenza c'è o no? Non si era parlato di una struttura ricettiva anche presso l'istituto geriatrico Molina? «Per ora non si può parlare di emergenza. Per quanti riguarda la struttura allestita al Molina posso confermare che tutto è pronto. Manca solo qualcuno che ne chieda l'utilizzo: la convenzione con il comune è già attiva ma richieste non ne sono arrivate. Così andò anche lo scorso anno: siamo stati più fortunati di altre città».
CURRENT URL http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/ambiente/tutela_ambientale/mappa_web/effe_quattro.htm
Cliccando sul puntatore si visualizza la mappa della zona corrispondente. Quindi attraverso il navigatore ci si puo spostare all'interno di essa seguendo i punti cardinali. Appoggiando quindi il mouse sul pallino verde che identifica l'antenna si visualizza la via. Zone nord Aereoporto Reginaldo Giuliani Careggi Statuto Centro storico-A Centro storico-B Campo di Marte Zone sud Mantignano Isolotto S.Frediano Porta Romana Porta a Prato Viale Europa Appoggiando il mouse sul puntino che identifica la posizione dell'antenna si visualizza la via corrispondente. pagina a cura della P.O.Ufficio Protezione Ambiente
CURRENT URL http://forum.amdplanet.it/viewtopic.php?t=11483
AMD e SSE2 ciao a tutti ragazzi!! ho un problema: sto studiando un codec mpg e devo ottimizzarlo a scopi didattici con le direttive MMX SSE e SSE2. All'universitá hanno dei P4 e quindi basta includere le librerie apposite e le funzioni vettoriali funzionano a meraviglia. Sul pc di casa, un AMD 2600+ invece nn avevo le librerie e le ho copiate, peró é saltato fuori un casino xk mi ha chiesto di installare un GCC piú aggiornato e lí mi sono chiesto se é necessario farlo, nel senso se alla fine potró usare le stesse direttive a casa. Sul sito di AMD dicono che non supporta SSE2 ma che supporta il 3D Live now!, ho scaricato la guida e vedo solo istruzioni assembler, che non ho intenzione di usare per questa pratica. qualcuno ha esperienze o sa qualcosa che mi potrebbe aiutare???
CURRENT URL http://www.2night.it/2night/treviso/locali/locali/4279.html
Da piazza del Duomo andare verso il Municipio. Dopo 100 metri circa, svoltare a destra in Via Inferiore. Altri 100 metri, e l'enoteca si trova sulla sinistra enoteca all'antica torre E' l'enoteca-wine bar dell'omonimo ristorante nel cuore di Treviso. Particolarità artistico-ambientale: trova spazio nel portico di una torre del 1200, a due passi dal Duomo della città, e può ricordare una galleria d'arte per i numerosi quadri esposti. Particolarità enologica: la cantina offre una gamma di circa trecento etichette. Particolarità gastronomica: si può anche mangiare, specialmente i fantasiosi e deliziosi piatti a base di pesce. (inserito 13/11/2003) da mangiare: Piatti di pesce da bere: Trecento etichette di vini
CURRENT URL http://www.ansa.it/europa/lelancettedelleconomia/20050711232033536561.html
UE-12: CRESCITA 2005 INFERIORE ATTESE, VERSO TAGLIO PREVISIO (ANSA) - BRUXELLES, 11 LUG - Le previsioni di crescita della zona euro per il 2005 vanno riviste al ribasso: lo ha indicato il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker al termine dei lavori di stasera dei ministri dell'Economia e delle Finanze della zona euro (Eurogruppo). ''E' emerso che le attese che avevamo all'inizio dell'anno non sono state rispettate nel corso della primavera - ha indicato Juncker - anche se il terzo trimestre dovrebbe andare meglio''. Secondo le prime stime ufficiose, Bruxelles potrebbe andare verso un taglio delle previsioni per il 2005, abbassandole dall'1,6% all'1,3%. L'analisi di Juncker e' stata confermata anche dal commissario europeo agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia che, pur non fornendo cifre, ha sottolineato come ''l'andamento del secondo trimestre del 2005, che sara' conosciuto ufficialmente tra qualche settimana, non sara' positivo quanto quello del primo trimestre. Pertanto avremo un secondo trimestre non molto buono, anche se poi speriamo che la situazione migliori in modo da finire il 2005 con una crescita simile a quella del primo trimestre''. L'Eurogruppo ha anche analizzato l'andamento dei prezzi del petrolio. ''Per il momento - ha indicato Juncker - stimiamo che il ribasso dell'Euro e il rialzo dei prezzi del petrolio si annullino in modo che non ci siano avvenimenti drammatici da segnalare, ma di certo l'evoluzione dei prezzi va seguita molto da vicino e sara' al centro dei lavori dell'Eurogruppo a settembre''. (ANSA). CM
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L'isola di Réunion si trova nell'Oceano Indiano, circa 800 km a est del Madagascar e 220 km a sud-ovest di Mauritius. È leggermente più piccola dello stato americano di Rhode Island e poco più grande di Mauritius, ma ha circa la metà degli abitanti di quest'ultima. Se qualcuno avesse dubbi sulle sue origini, ricordiamo che nel 1986 la lava eruttata dal Piton de la Fournaise, il suo vulcano attivo, si riversò in mare incrementando la superficie dell'isola di alcuni metri quadri. A Réunion vi sono due principali zone montuose. La più vasta copre due terzi della metà occidentale dell'isola. La vetta più elevata è il Piton des Neiges (3069 m). Tutt'intorno si sviluppano tre maestosi anfiteatri: quelli di Cilaos, Mafate e Salazie. Queste lunghe, ampie e profonde depressioni sono canyon con pareti a strapiombo che accolgono al loro interno valli e vette ritorte: è questo ciò che resta dell'antico scudo vulcanico che circondava il Piton des Neiges. La zona montuosa più piccola si trova nel sud-est dell'isola ed è ancora in fase di evoluzione. Le pendici del vulcano sono disabitate in quanto costituite da rocce nere di lava solidificata. Tra queste due principali zone montuose si trovano una serie di bassipiani; tutte le pianure centrali sono contornate da una pianura costiera di varia ampiezza. Oltre alle sfuriate del vulcano, Réunion è costretta a subire anche le sferzate dei cicloni. Il ciclone Clotilde, abbattutosi sull'isola il 13 febbraio 1987 - un memorabile venerdì 13, soprannominato Venerdì Nero - distrusse raccolti, strade ed edifici, provocando danni per milioni di dollari. Nel 1992 Réunion fu sferzata da un altro violento ciclone. A causa delle alte montagne, il clima è più variabile che a Mauritius. Tuttavia, anche a Réunion vi sono due stagioni distinte: l'estate, calda e piovosa, da ottobre a marzo, e l'inverno, freddo e secco, da aprile a settembre. La costa orientale, che è esposta al vento, è meno secca di quella occidentale, ma la regione più umida in assoluto sono le alture sopra la costa orientale. Sulla costa la temperatura media è di 21°C in inverno e 28°C in estate. In montagna la temperatura massima scende fino a 12°C in pieno inverno e 18°C in estate.
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Il dibattito sugli organismi geneticamente modificati non accenna a placarsi. I cibi Frankestein, come ormai la stampa ama definirli. Alle implicazioni scientifiche si affiancano quelle etiche e morali. E, in lontananza, una minaccia incombe: una volta inserite le modificazioni artificiali nella catena biologica, sarà possibile fermarle? Da un gene ad un altro, da una specie all'altra, quale sarà il confine? In un mondo caratterizzato da tanti e rapidi cambiamenti assistiamo oggi ad uno dei dibattiti più sentiti dai giovani e dall'opinione pubblica in generale: il dibattito sugli organismi geneticamente modificati (OGM), dibattito che si svolge nel più ampio contesto delle biotecnologie. Recentemente il ministro della Sanità Umberto Veronesi si è apertamente schierato a favore di ogm e biotech, motivando tale posizione con la necessità di favorire il progresso scientifico e tecnologico. Guai ai retrogradi che volessero ostacolarlo! Effettivamente, negli ultimi anni, si sente parlare sempre più spesso di ineluttabilità del progresso scientifico e questo slogan è servito frequentemente a coprire una miriade di misfatti: mucche pazze, clonazioni più o meno selvagge, inquinamento sconsiderato del pianeta, malattie degenerative in costante aumento e disordini immunitari di ogni tipo. Dobbiamo convenire che non può esserci progresso senza una base di riflessione etica che lo concepisca, lo strutturi e lo diriga, altrimenti tutto viene lasciato agli interessi privi di scrupoli di chi ha solo un tornaconto personale, di chi considera l'essere vivente come semplice somma di elementi giustapposti e quindi intercambiabili trascurando quella legge della complessità che è insita nella vita stessa. Ma, oltre a ciò, gli ogm sono, in realtà, la risultante di una costruzione molecolare estremamente approssimativa. Infatti non si sa quasi mai dove viene impiantato il transgene nel genoma ricevente e si ignora anche quando. Lo si saprà a fatto compiuto grazie ad un gene marcatore che indicherà, più o meno, la fissazione del transgene. Del resto nulla dimostra che il genoma modificato rimarrà stabile nel tempo. Nel corso delle generazioni, a forza di incroci, potranno apparire delle instabilità con delle mutagenesi imprevedibili. E poi, come si potrà impedire alle piante transgeniche di trasmettere (con il polline e con il vento) i propri geni alle piante naturali? Sappiamo che il mais transgenico contiene un fattore di resistenza all'ampicillina che è un antibiotico (tali geni sono inseriti come marcatori per motivi puramente tecnici). Non è affatto dimostrato che tale mais, trasmettendo questo gene ai batteri presenti nell'intestino di chi se ne nutre non rischi di creare nei batteri patogeni nuove resistenze agli antibiotici. Chi ci mette al riparo da tali rischi e a chi spetta prendere decisioni in proposito? Alle multinazionali? Ai politici? Alla gente comune? Alla resistenza agli antibiotici si aggiunge il rischio di allergie. Per esempio una soia modificata con i geni della noce brasiliana si è rivelata potentemente allergenica per diverse persone per cui hanno dovuto ritirarla dal mercato. E gli effetti a lunga scadenza? Chi dovrebbe effettuare e controllare gli studi a lungo termine? Spesso si assiste alle affermazioni del tal politico o tecnico che vantano velleitari miglioramenti della specie vegetale con le suddette procedure. Ma ricordiamoci che esiste una profondissima differenza tra una modificazione genetica indotta dall'intenzione di creare una nuova varietà in cui cambia la composizione percentuale del pool genico e le modificazioni biotecnologiche in cui cambiano i componenti stessi del pool genico come ad esempio la fragola che resiste al freddo grazie ad un gene prelevato dai pesci dell'artico. È vero che sono in gioco interessi potentissimi ma questi non hanno il diritto di toglierci la capacità di pensare con la nostra testa e di autodeterminarci. È auspicabile che proprio questa volontà di autodeterminazione vada di pari passo ad una coscienza ecologica che ci porti a prenderci cura di noi stessi, della nostra casa, del nostro pianeta. Trovi tutte le notizie e le lettere di "Curarsi come" in Archivio 2 , Sezione "L'esperto per te" , oppure effettua direttamente sul sito la ricerca di ciò che ti interessa.
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Farmacia.it - 26 luglio 2005 Il Ministero della Salute insieme con le associazioni del volontariato oncologico ha presentato una nuova campagna di prevenzione e informazione contro il tumore , “Con il malato contro il tumore” . Centralità del malato e pieno coinvolgimento di tutte le associazioni di volontariato oncologico gli elementi che caratterizzano l'iniziativa. Le associazioni che vi prendono parte sono: FAVO (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia), AILAR (Associazione italiana laringectomizzati), AIMaC (Associazione italiana malati di cancro), AISTOM (Associazione italiana stomizzati), ANDOS (Associazione nazionale donne operate al seno), ANVOLT (Associazione nazionale volontari lotta contro il cancro), Associazione ANTEA , FIAGOP (Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica), Fondazione nazionale Gigi Ghirotti . In completa autonomia le associazioni daranno vita a progetti di informazione e di educazione alla prevenzione affrontando tematiche innovative: le terapie complementari in oncologia, la facilitazione dell'accesso alle sperimentazioni cliniche per i malati, la realizzazione di progetti pilota per la sperimentazione di modelli di accoglienza. La campagna vede l'attuazione di un numero verde, la produzione e divulgazione di materiale informativo, l'affissione di manifesti ispirati alla centralità del malato. Per maggiori informazioni, consultare il sito web
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Situato sulla costa orientale dell'Africa, il Kenya è attraversato dall'Equatore e confina con la Somalia, l'Etiopia, il Sudan, l'Uganda e la Tanzania. Le sue coste sono lambite dall'Oceano Indiano, mentre all'interno il Lago Vittoria segna il confine con i vicini occidentali. La regione della Rift Valley e degli altopiani centrali, in cui si trovano i paesaggi più spettacolari, costituisce la spina dorsale del paese. L'umida fascia costiera comprende l'estuario del fiume Tama e un tratto di belle spiagge. Nel Kenya occidentale si trovano i fertili terreni a ridosso del Lago Vittoria e alcuni splendidi parchi faunistici. I territori più selvaggi, rimasti incontaminati dal mondo moderno, si estendono nella vasta e arida regione nordorientale. La flora e la fauna del Kenya sfuggono a ogni facile descrizione. Le vaste pianure meridionali sono punteggiate da acacie a ombrello, arbusti spinosi e dai caratteristici baobab a forma di bottiglia. Gli alti pendii del monte Elgon e del monte Kenya sono ricoperti da foreste di bambù e, più in alto ancora, crescono i bizzarri seneci, dagli enormi fiori a forma di cavolo, e le lobelie giganti, dalle lunghe spighe. Se siete più interessati a mammiferi e volatili, visitate i ricchi parchi faunistici. In almeno due dei più vasti parchi avrete la possibilità di osservare leoni, bufali, leopardi, elefanti e rinoceronti in tutta libertà. Gli animali in pericolo di estinzione, come il rinoceronte nero, stanno lentamente tornando ed è possibile visitare le riserve create appositamente per queste specie nei parchi nazionali di Tsavo e del Lago Nakuru. Le condizioni atmosferiche del Kenya variano enormemente da una zona all'altra. Il clima della Rift Valley è quello più piacevole, mentre nelle aride brughiere e nelle regioni semidesertiche la temperatura può raggiungere e superare i 40°C di giorno e scendere a 20°C la sera. Le regioni occidentali e la costa sono generalmente calde e umide tutto l'anno.
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di Eduardo Di Blasi Picchiati mentre un ministro della Repubblica (Gianni Alemanno, Politiche Agricole) sta per tenere un convegno sugli Ogm assieme a gruppi che con gli Ogm hanno poco a che fare. Picchiati, da “studenti di destra”. Durante “tafferugli”, dicono le prime cronache, riprese dai tg. Non è stato così. Quando tre ragazzi finiscono all'ospedale uno con un braccio rotto e 30 giorni di prognosi (il referto dice: «Ferita alla testa omerale destra»), uno con un un taglio sotto l'occhio che richiede diversi punti di sutura («Ferita lacero contusa al volto») e un altro, “fortunato”, che se la caverà in sette giorni perché lo hanno colpito in faccia, non si è trattato di uno scontro tra ragazzi. 0 commenti clicca per leggere oltre... Italia Italia, tra mito e realtà Inviata da MarcoBazzato Riceviamo e pubblichiamo di Marco Bazzato. E' sempre difficile parlare dell'Italia perchè ci scontra con la realtà storica passata e la mediocrità della vita quotidiana. Si è abituati a vedere il Bel Paese dai servizi giornalistici riportati dai media stranieri, come una Nazione ricca delle sua bimillenaria storia artistico-culturale che ha saputo infondere nel corso dei secoli l'evoluzione della storia dell'arte miscelando con sapiente maestria la moltitudine delle culture che ha conquistato e che hanno invaso la terra Italiana. Ma oggi cos'è l'Italia? Certamente non e' più il paese di Dante, del Rinascimento Fiorentino, non è quel paese che riesce ad esportare arte, cultura, modi di viviere ancorati alla realtà di un popolo che ha nelle proprie radici un miscela di culture amalgamamte, ma mai completamente integrate nel tessuto sociale. Basti pensare ai dialetti ( tali per convenienza politica), alla peculiarità del territorio per due terzi bagnato da mare, che le ha permesso di diventare in passato una grande potenza egemone nel mare tramite le Quattro Repubbliche Marinare. 0 commenti clicca per leggere oltre... Internazionale LaRouche sulla crisi ucraina Inviata da sandra di LaRouche In una dichiarazione del 29 novembre Lyndon LaRouche ammonisce il presidente George W. Bush affinché si renda conto che la crisi in Ucraina può facilmente innescare la fine del sistema del dollaro. Dal punto di vista degli interessi degli USA, non occorre essere un genio per rendersi conto che l'esplosione di caos in Ucraina, in una situazione in cui il sistema finanziario dominato dal dollaro si sta sgretolando, dev'essere evitata in ogni modo. I rapporti tra Russia ed America soffrono già delle tensioni nella regione caucasica settentrionale. LaRouche sottolinea che il governo USA dovrebbe lavorare con le nazioni europee e con il presidente russo Putin per evitare la destabilizzazione o, peggio, la spaccatura dell'Ucraina. 0 commenti clicca per leggere oltre... Guerra Iraq: ma i "resistenti" che adoperano mezzi pacifici, sono la maggioranza. Inviata da confutatio di Roberto Del Bianco A Lucca, a "Diritti in Festa", l'importante testimonianza di Riyadh Al-Adhadh, medico iracheno e personaggio dalle molteplici attività inserite nel sociale del suo Paese, invitato in Italia assieme alla moglie Samara Ahmed Khudher, dall'associazione dei "Berretti Bianchi" con il sostegno di alcune organizzazioni aderenti alla Rete per i Corpi Civili di Pace. Il dott. Riyadh Al-Adhadh, alla sua destra Angelo Gandolfi dei E' stata una delle tante affermazioni, che il dott. Riyadh Al-Adhadh ha espresso, nel corso del suo intervento all'iniziativa "Diritti in Festa" celebrata a Lucca il pomeriggio dello scorso 11 dicembre. Affermazioni inedite per la maggioranza dei cittadini, che in Italia apprendono dai media solo le notizie dall'Iraq strettamente di parte e di violenza ma che sono testimonianza di un vivace tentativo di ripresa, dal basso e dalla popolazione stessa, di un regime di vita migliore, democratico e possibilmente in autonomia. 0 commenti clicca per leggere oltre... Middle East Il comandante Abu Ammar e il suo fiero popolo danzante Inviata da Massimo di Mauro Bulgarelli Ho avuto l'onore di incontrare il comandante Abu Ammar – preferisco ricordare il presidente Arafat con il nome che assunse durante la clandestinità - in diverse circostanze, l'ultima delle quali in occasione del Social Forum mondiale sulla Palestina che si tenne a Ramallah nel dicembre del 2002. In quell'occasione mi sembrò di ritrovare un vecchio amico; il nostro legame, infatti, si era fatto particolarmente forte quando, nel marzo dello stesso anno, insieme a una delegazione internazionale di pacifisti, riuscimmo a rompere l'assedio che le forze d'occupazione israeliane avevano costruito intorno alla sede generale dell'Anp. Quell'esperienza rimarrà per sempre nella mia memoria. Ricordo una Ramallah spettrale, noi checamminavamo in un silenzio innaturale diretti verso l'ospedale, dove avremmo donato il sangue. 0 commenti clicca per leggere oltre... News Falluja off-limits per coprire le stragi Inviata da sandra di Stefano Chiarini La città distrutta chiusa agli organismi umanitari, alla stampa e ai suoi abitanti. Se la battaglia di Falluja è finita, come sostengono i comandi americani, perché mai le autorità di occupazione non permettono alla «Mezzaluna rossa irachena» e alla «Croce rossa internazionale» di portare aiuti e istituire presidi sanitari all'interno della città? Perché la stampa, tranne alcuni giornalisti embedded che seguono i marines non è stata fatta entrare in città? Perché mai gli oltre 250.000 abitanti di Falluja, fuggiti nel deserto, nei paesi vicini o verso la periferia di Baghdad, dove vivono in condizioni subumane, non vengono fatti tornare alle loro case? E' talmente sconvolgente quel che è avvenuto in questa cittadina sunnita di 300.000 abitanti, a ovest di Baghdad, da dover essere nascosto agli occhi degli iracheni e del mondo? Cosa nascondono i comandi Usa? 0 commenti clicca per leggere oltre... Middle East Sharon "Soluzione finale" del problema palestinese Inviata da critic di Maurizio Blondet. A cosa mira Sharon con il ritiro unilaterale da Gaza? Non è un mistero. Lo ha rivelato ad Haaretz (1) il suo consigliere Dov Weisglass il 6 ottobre scorso: “il senso del nostro disimpegno [dai Territori Occupati] consiste nel congelare il processo di pace. Ci dà la formalina necessaria per chiudere in un boccale ogni negoziato politico coi palestinesi”. Dov Weisglass è un portavoce credibile: è in rapporti molto confidenziali con Condoleezza Rice, che lo chiama affettuosamente “Dovi”. Nella sua intervista rivelatrice, Dovi aggiunge: “il nostro disimpegno serve a bloccare il processo di pace. E bloccando questo processo, si blocca la nascita di uno Stato palestinese, e si evita una trattativa sul ritorno dei rifugiati [palestinesi], sulle frontiere e su Gerusalemme. 0 commenti clicca per leggere oltre... Italia Dell'Utri: ambasciatore di Cosa Nostra: sostengono i pm. Inviata da noyau Ecco alcuni dei passaggi più significativi della requisitoria tenuta nel proceso a carico di Marcello Dell'Utri dai pm Antonio Ingroia e Domenico Gozzo, durata per 18 udienze dal 5 aprile all'8 giugno, e conclusasi con la richiesta di condanna a 11 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. «AMBASCIATORE DI COSA NOSTRA» Così i pm definiscono Dell'Utri, a carico del quale sostengono di aver raccolto «prove schiaccianti e sovrabbondanti». Gozzo e Ingroia indicano il senatore di Forza Italia come «il garante degli interessi mafiosi all'interno di Fininvest» e uomo «a disposizione dei mafiosi nell'arco di un trentennio, a partire dagli anni '70 fino a oggi, il cui contributo risulta più che significativo al consolidamento di Cosa nostra». Un rapporto di scambio con i boss, secondo i pm, che sintetizzano così: Dell'Utri «ha favorito, ma è stato anche favorito». 0 commenti clicca per leggere oltre... Ambiente ZANOTELLI. «STATE CON L'ACQUA O CON I LADRI D'ACQUA?» Inviata da confutatio di Alex Zanotelli. In certe occasioni occorre avere il coraggio di dire le cose come stanno, bisogna saper usare anche espressioni forti se è il caso. E questa volta è davvero il caso... In certe occasioni occorre avere il coraggio di dire le cose come stanno, bisogna saper usare anche espressioni forti se è il caso. E questa volta è davvero il caso. L'umanità è di fronte ad un bivio, lo scrivo oggi su Liberazione e l'ho detto qualche mese fa ai parlamentari di Strasburgo: se non si cambierà rotta, il ricco occidente sarà artefice e complice di genocidio verso la popolazione povera del pianeta. A che cosa mi riferisco? Alla privatizzazione dei beni comuni, nello specifico dell'acqua. 0 commenti clicca per leggere oltre... Middle East Palestinesi scudi umani Inviata da confutatio di MAURIZIO MATTEUZZI Altre «storie» inchiodano l'esercito d'occupazione israeliano. Palestinesi usati come scudi umani a Jenin. E il ragazzo ucciso a Gaza: «per gioco», dice Betselem. Israele è sempre stato fiero dei suoi mitici cittadini soldati, pieni di coraggio, patriottismo, tecnologia. E di etica. «La forza etica dell'esercito israeliano non è meno importante della sua forza militare», ebbe a ripetere il comandante in capo, generale Moshe Yaalon, in novembre quando saltarono fuori le foto degli scempi commessi sui cadaveri di palestinesi. Ora, da un bel po' di tempo per la verità, restano il patriottismo e la tecnologia ma l'etica, se c'è mai stata, è solo un ricordo. 0 commenti clicca per leggere oltre... America Kerry e il dono dell'Immunità Inviata da confutatio DI NAOMI KLEIN Il vero regalo di Kerry per Bush non è stata la presidenza, ma l'immunità. La dimostrazione migliore si incarna nell'uomo Marlboro di Falluja e nei dibattiti surreali che lo hanno coinvolto. La vera immunità genera una specie di delirante decadenza, e la sua faccia è questa: una nazione che si scalda con il fumo, mentre l'Iraq brucia. Le immagini simboliche suscitano attrazione e avversione. È il caso della fotografia di James Blake Miller, il ventenne marine di Appalachia ribattezzato "il volto di Falluja" dagli autorevoli sostenitori della guerra, e "l'Uomo Marlboro" da quasi chiunque altro. Riproposta da più di un centinaio di quotidiani, la foto del Los Angeles Times mostra Miller "dopo più di dodici ore di intenso e quasi ininterrotto combattimento" a Falluja, la faccia dipinta con pittura di guerra, un graffio sanguinante sul naso e la sigaretta, appena accesa, tra le labbra. 0 commenti clicca per leggere oltre... Ambiente Gli USA impongono gli OGM all'Iraq Inviata da sandra Paul L. Bremer, l'ex capo dell'Autorità provvisoria della coalizione ha geneticamente modificato l'agricoltura irachena, stabilendo il monopolio sulle sementi di 25 anni per le arboree, di 20 anni per le altre. Roma, 23 nov. (Apcom) - Paul L. Bremer, l'ex capo dell'Autorità provvisoria della coalizione (Cpa), ha "geneticamente modificato" l'agricoltura irachena. L'ex proconsole americano in Iraq, quando abbandonò a fine giugno le redini del governo iracheno, si lasciò dietro le spalle una coda di decreti, 100 per la precisione, alcuni dei quali tuttora molto criticati. Tra questi, il Decreto 81 - la Legge sui brevetti - che, a parere di uno studio del Think Tank Focus on the Global South, sta strozzando gli agricoltori iracheni. 0 commenti clicca per leggere oltre... Internazionale Ucraina: due leader, una nazione Inviata da Massimo di Alessio Marchetti L'Ucraina è sempre stata una regione con due teste, una rivolta a occidente, l'altra a oriente. L'ovest ha a lungo subito le influenze derivanti dalla sua prossimità all'Europa centro-occidentale, prima con la dominazione dello Stato polacco-lituano nel 1700 e poi con la presenza della monarchia asburgica più tardi. L'est, a sua volta, altro non è che l'embrione dello Stato russo medievale, che si viene a formare proprio a Kiev nel X secolo. Le terre occidentali hanno sempre mal digerito l'influenza, a volte asfissiante, di Mosca. Mentre in occidente la lingua comunemente usata dalla popolazione è l'ucraino, in oriente si parla principalmente russo, grazie anche alla notevole percentuale di immigrati russi trasferiti qui durante gli anni del comunismo. 0 commenti clicca per leggere oltre... Info & propaganda la Propaganda Sovietica di Silvio Inviata da redazione riceviamo e pubblichiamo Le elezioni 2006 si avvicinano e Berlusconi non vorrebbe proprio perderle, convinto come è del suo ottimo operato. Si tratterà solo di "informare meglio" i cittadini (sic!), e lui i mezzi per farlo ce li ha tutti. Osservando le sue ultime strategie propagandistiche mi sembra di cogliere una assonanza con Lenin, l'Operaio Presidente (non me ne vogliano gli storici, ie tutte le persone di sani principi….) e Berlusconi il Presidente Operaio. Ovviamente e mi scuso sin da ora per l'azzardata analogia portata avanti e tocca solo l'ambito propagandistico. 0 commenti clicca per leggere oltre... News La premonizione di Guy Debord Inviata da critic di Franco Berardi Bifo Il 30 novembre di dieci anni fa, commentando a caldo la morte di Debord,scrissi un pezzo che iniziava con la frase: il suicidio di Debord non è altro che il suicidio di Debord e non è legittimo interpretarlo come un momento del suo pensiero. E' vero, non è giusto interpretare un gesto così complesso come il suicidio sulla base delle semplici complicazioni della politica o della filosofia. Oggi però dovremmo ragionare non solo sull'eredità teorica che il situazionismo ha lasciato, ma anche sulla premonizione che quel suicidio portava dentro di sé. D'altronde possiamo oggi rileggere l'intera esperienza del situazionismo come una premonizione, un presagio doloroso. 0 commenti clicca per leggere oltre... Disarmo Cagliari nucleare Inviata da Massimo a cura di Comitato sardo Gettiamo le Basi Cronaca di un letargo Una diffusa leggenda metropolitana narra di caverne marine che penetrano nelle viscere della Sella del Diavolo e si addentrano nel cuore della città. Negli oscuri tunnel subacquei in cui nessuno può addentrarsi stanno in agguato moderni mostri, sommergibili atomici stipati di ordigni nucleari. I mostri tecnologici, come gli orchi e i draghi delle favole, esigono dalla città costretta ad ospitarli crudeli sacrifici. I miasmi radioattivi del loro respiro e delle loro scorie contaminate provocano malattia e morte, ma nessuno può allontanarli. 9 febbraio 2000, il manifesto apre con la notizia che 12 città italiane, da tempo indeterminato e a loro insaputa, ospitano navi e sommergibili militari a propulsione nucleare e armamento atomico. Tra queste c'è Cagliari. 0 commenti clicca per leggere oltre... Italia Ma quale taglio delle tasse? Inviata da redazione Riceviamo e pubblichiamo di Francesco Lena - Cenate Sopra Bergamo Nella Finanziaria 2005 si possono contare ben una decina di tasse in più.Ogni giorno i mezzi di comunicazione, giornali, televisione, radio,sbandierano le promesse del governo sulla diminuzione delle tasse.Ma in cosaconsisterebbero questi tagli? Per ora, se guardiamo bene la leggefinanziaria 2005, si possono contare una decina di nuove imposte. Quindi,mentre si continua a parlare delle promesse di diminuire le tasse, sidistoglie l'attenzione dei cittadini e si getta ombra sul fatto che nestiamo pagando sempre di più.Se il governo di centrodestra ha veramenteintenzione di diminuire le tasse dovrebbe incominciare col restituire quellepagate in più per effetto dell'inflazione: il cosiddetto fiscal drag erendere anche il 5% di I.R.P.E.F. pagato in più sul T.F.R.che, con la leggeTremonti, è stato portato dal 18% al 23%. 0 commenti clicca per leggere oltre... Internazionale Ma cosa sta succedendo al "Processo Milosevic"? Inviata da redazione Riceviamo da Enrico Vigna, Presidente nazionale dell'Associazione S.O.S. Yugoslavia un bollettino informazioni fatto di Cronache, Traduzioni di Documentazioni, Informazioni, aggiornamenti su e dal processo del Tribunale Penale Internazionale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia, TPIJ . Tribunale Aja Notizie, ad uso di Siti web e riviste, interessati e sensibili, di INFORMAZIONE sullo svolgimento del Processo del Tribunale Penale Internazionale per i crimini nella ex Jugoslavia, che si svolge all'Aja, più conosciuto come Processo Milosevic. Abbiamo deciso questo ulteriore sforzo, sostanzialmente per due motivi, uno è per contribuire a rompere un assordante e letale silenzio mediatico ( tranne pochissime e validissime eccezioni indicate in fondo) che ha posto in un limbo fatti, documentazioni, analisi, testimonianze, tutte fortemente storiche e provate, quindi vere, legate allo svolgimento del procedimento, però scomode o “politicamente scorrette”, cioè non funzionali agli obbiettivi politici di questo Tribunale e di chi lo ha inventato, finanziato e faticosamente continua a sostenerlo. 0 commenti clicca per leggere oltre... Guerra Ma, per la stampa, l'Iraq c'è ancora Inviata da confutatio di Bianca Cerri Solo Fadhil Badrani, corrispondente iracheno della BBC, ha usato termini abbastanza chiari, ma se fosse dipeso dai suoi colleghi europei o americani, la gente continuerebbe a credere che i marines stiano proteggendo Fallujah e il resto dell'Iraq. Se un giorno la città sarà ricordata per il suo sacrificio non sarà certamente per merito della stampa internazionale, mentre possiamo dire già oggi che l'indifferenza verso la sua distruzione fa capire chiaramente che i giornalisti indipendenti sono ormai una specie in via d'estinzione. E' sorprendente scoprire come i media riportino con disinvoltura che il Ministro della Sanità del governo Allawi “non ritenga necessario” intervenire sulle emergenze o che “i campi profughi continuino ad essere ‘regolarmente' setacciati dalle forze militare americane". 0 commenti clicca per leggere oltre... Middle East Colpo di scena, Barghouti si candida. Intanto Sharon resta senza governo Inviata da sandra A distanza di poche ore l'uno dall'altro, due «terremoti» politici scuotono Gerusalemme e Ramallah: il governo di Ariel Sharon si sfalda e, in campo palestinese, Marwan Barghuti torna sui propri passi e annuncia di voler sfidare Mahmoud Abbas (Abu Mazen) nelle elezioni presidenziali del 9 gennaio. In Israele, la coalizione di governo del premier Ariel Sharon si è formalmente dissolta ieri, circa due anni dopo la sua costituzione. Il colpo di grazia lo ha dato ieri lo Shinui, ultimo partito alleato rimasto al premier. Lo Shinui (laico di centro) ieri sera ha votato contro la legge di bilancio presentata alla Knesset in lettura preliminare, pur sapendo che la conseguenza di questo gesto sarebbe stata il licenziamento dei suoi cinque ministri dal governo e il dissolvimento della coalizione. Ma il primo ministro ha mostrato di non temere lo scioglimento della coalizione, che era comunque minoritaria e che potrebbe aver perfino voluto con l'intento di formarne un'altra col partito laburista di Shimon Peres e almeno una delle formazioni religiose, assicurandosi così una confortevole maggioranza. Il voto contrario dello Shinui era previsto ed era stato annunciato già l'altro ieri dal leader di questa formazione, il ministro della Giustizia Yosef Lapid.
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Lahore (AsiaNews) – In Pakistan cattolici, protestanti e musulmani hanno celebrato il 14 giugno la festa di S. Antonio da Padova. Oltre 500 persone si sono riunite nella cattedrale del Sacro Cuore di Lahore per la messa solenne ed i festeggiamenti. Una messa solenne è stata celebrata anche nelle chiese di Karachi e Multan. Durante l'omelia nella cattedrale p. Andrew Nasari, vicario generale dell'arcidiocesi di Lahore, ha parlato di S. Antonio - definito “il santo dei poveri” - ed ha spiegato il motivo alla base di questa venerazione multireligiosa. “Sant'Antonio – ha detto p. Nasari – non ascolta le preghiere dei cattolici o dei cristiani; lui ascolta tutti coloro che hanno fede, di qualunque religione”. Il prete ha parlato anche di un miracolo di cui è stato testimone indiretto: “Sono stato fortunato perché ho potuto visitare la tomba del santo durante un viaggio in Italia”. “Mentre ero in preghiera davanti al sepolcro – ha aggiunto – ho notato una lettera scritta in Urdu [lingua nazionale pakistana ndr ] che era stata inviata da un musulmano del Pakistan, malato di cancro. La lettera era di ringraziamento per la sua totale guarigione, confermata dai medici”. Durante la celebrazione i partecipanti hanno messo in un cesto le loro richieste di grazia al santo che sono state lette da alcuni fedeli. Tradizionalmente, quando la grazia viene letta, i fedeli portano del pane in segno di ringraziamento: il pane viene benedetto dal sacerdote e diviso fra tutti i convenuti. Le offerte ricavate dalla messa solenne sono state invece donate dall'arcidiocesi a 2 istituti dedicati all'educazione di bambini disabili, gestiti da suore cattoliche. La devozione a S. Antonio da Padova, nel Paese, è altissima: la messa del martedì celebrata nella cattedrale è conosciuta come la “messa di S. Antonio”. Il rito è seguito da un gran numero di fedeli cattolici, protestanti e musulmani che offrono doni a S. Antonio e chiedono una grazia: durante la messa solenne dello scorso anno, una coppia musulmana offrì del riso al santo chiedendo la grazia di un figlio, nato 10 mesi dopo. Saiqa, un'insegnante di fede musulmana, ha lo stesso problema ed è stata consigliata da amici – musulmani anche loro – di seguire le “messe di S. Antonio”. Ad AsiaNews ha detto: “Io sono convinta che il santo mi ascolterà e mi benedirà con un bambino”. La sua fede viene rafforzata dalla testimonianza di Riffat William, una donna protestante di Lahore, che dice: “Ero sposata da 13 anni, senza figli. Ho partecipato alle messe cattoliche per 3 mesi, pregando e facendo offerte al santo. Ora ho 2 bimbi piccoli, ma continuo a venire alla cattedrale per pregare e continuerò a farlo”. Il Pakistan è un Paese a larga maggioranza islamica: su 115 milioni di abitanti il 97 % della popolazione è di fede musulmana e l'1,5 % di fede cristiana. (AM) Visualizza per la stampa Invia ad un amico Vedi anche 29-10-2004 PAKISTAN - Cristiani e musulmani: “Sconfiggere la cultura della ... 20-01-2005 PAKISTAN - Cristiani pakistani pregano per ecumenismo e dialogo ... 12-08-2004 PAPA - LOURDES - PAKISTAN - Cristiani e musulmani pellegrini a Mariamabad, la ... 6-09-2004 pakistan - A piedi o in bicicletta verso la Lourdes del Pakistan ... 6-09-2004 PAKISTAN - Migliaia di fedeli raccolti a Mariamabad per il 55° ... Copyright © 2003 AsiaNews Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Asia News Pakistan, anche musulmani celebrano la festa di S. Antonio pakistan chiesa cattolica cristiani protestanti islam musulmani devozione s. antonio dialogo interreligioso
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Gentile professoressa Olmi, le chiedo: ci sono delle controindicazioni generiche per la radioterapia? E quali si sono - se ci sono uguali x tutti - gli effetti collaterali? Lei saprebbe dirmi dove posso documentarmi? Siti internet o libri o altro... Mille grazie! Olmi 2005-07-16 08:16 Re: controindicazioni Gentile Signore, non mi è possibile rispondere sinteticamente alla sua domanda. Posso però dirle qualcosa che può sembrare scontato, ma non lo è: la controindicazione principale alla radioterapia è la sua indicazione non corretta sia da un punto di vista puramente clinico che tecnologico. La prima affermazione significa che, mentre per alcuni tumori l'indicazione alla radioterapia è considerata standard, non lo è per tutte le situazioni tumorali e pertanto può essere importante l'expertise del centro, la discussione multidisciplinare dell'approccio e infine, ma non per importanza, la condivisione con il paziente della indicazione radioterapica con la spiegazione chiara ed esauriente di finalità, uso, effetti collaterali acuti (durante il trattamento) e tardivi (a distanza anche di anni dal trattamento). Dal punto di vista tecnologico la radioterapia moderna è molto diversa da quella di un tempo e i centri devono dotarsi delle apparecchiature idonee e devono acquisire competenze in proposito. Per gli effetti collaterali questi dipendono dalla sede corporea coinvolta nel trattamento, dalle dosi e dalle tecniche usate. Per quanto concerne un libro dedicato alla radioterapia, uno per tutti Perez-Brady - "Radiation Oncology". Cordiali saluti
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I dossier realizzati dalla nostra redazione. Esempi di successo, approfondimenti, interviste con i protagonisti per capire come si passa dal progetto alla (buona) pratica. Reti: Sicurezza ad alta velocità per le Ferrovie italiane, con l'ERTMS del 17/02/2005 ERTMS e GSM-R: sicurezza senza confini D'ora in poi la sicurezza del trasporto ferroviario passerà per il telefonino. Il sistema di comunicazione mobile GSM-Railway (GSM-R), equipaggerà presto tutti i treni europei ad Alta velocità permettendo di alimentare i dispositivi di controllo e di segnalamento presenti a bordo con le informazioni ricevute in tempo reale da terra. ERTMS: Italia all'avanguardia nell'alta velocità Il progetto Alta Velocità delle Ferrovie Italiane nasce, primo in Europa, con l'ERTMS/ETCS - Livello 2, un nuovo sistema di sicurezza integrato computerizzato per la gestione e il controllo del distanziamento dei treni. Michele Mario Elia, Direttore Direzione Tecnica di RFI - Rete Ferroviaria Italiana SpA, ci parla di questa nuova tecnologia e dei vantaggi che porterà. Le soluzioni Nortel per la sicurezza del trasporto ferroviario Nortel, come leader mondiale delle tecnologie per le telecomunicazioni, ha contribuito attivamente alla comunicazione mobile ferroviaria. Con il sistema GSM-R, saranno possibili comunicazioni mobili voce e dati affidabili e sicure tra tutti gli addetti ferroviari, sia a terra che a bordo dei treni fino a 500km/h. Dopo Francia e Germania, anche l'Italia avvia la sperimentazione.
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Giovedì sera nella chiesa si tiene l'iniziativa promossa dall'Mcl e dalla parrocchia e guidata da Marina Mojana Duemila anni di Crocifisso nell'arte Attraverso trenta immagini, un «excursus» sulle raffigurazioni della Passione Chiara Sirk Duemila anni di Passione riassunti in un'ora, per meditare il mistero della croce di Gesù Cristo con l'aiuto di una trentina d'immagini sacre, tratte dai capolavori della pittura e dell'arte. Nell'iniziativa, promossa dal Movimento Cristiano Lavoratori e dalla parrocchia Santi Gregorio e Siro, e che si terrà giovedì alle 21 nella chiesa di via Montegrappa 15, Marina Mojana, storica d'arte ed editorialista milanese, illustrerà, attraverso diapositive, come sia mutato il modo di raffigurare il crocefisso nel corso dei secoli. Racconta: «Una rete televisiva, La Sette, mi ha invitata a fare un intervento su questo tema nella trasmissione di Gad Lerner. A Bologna lo riprenderò, ma con un altro taglio: sarà una conferenza di storia dell'arte su un tema adatto alla meditazione. Studiando l'argomento ho riscoperto cose che un po' si dimenticano o che non c'insegnano bene». Per esempio? La prima cosa che balza agli occhi è che, nei primi due secoli, Gesù non è mai raffigurato crocefisso perché le comunità cristiane lo ricordavano vivo: era risorto, si era fatto vedere nel Cenacolo, aveva mangiato con loro. Di questo si tramandava la memoria. L'interesse verso la croce comincia nel 300. La madre dell'imperatore Costantino, Elena, cerca il legno della vera croce. La tradizione, che è stata anche spesso dipinta, vuole che sia arrivata con il suo corteo al Golgota e, scavando, abbia trovato le tre croci. Inizia la cultura della reliquia della croce come simbolo del divino che salva l'umano. Da quel momento in poi si inizia a vedere Gesù crocefisso, ma già risorto. Le prime croci bizantine mostrano Gesù vestito da re, inchiodato alla croce, con gli occhi aperti, sereno (nella foto, una di queste raffigurazioni: il «Volto Santo» di Lucca). Nel Medio Evo, in Italia, con l'esperienza di San Francesco che riceve le stigmate, si accentua l'imitazione di Cristo nella sua sofferenza. Anche l'arte comincia a porre l'accento sul momento della croce. Lo vediamo nelle opere di Cimabue, Giotto, Grunewald. Attraversando i secoli arriverò fino alla classica raffigurazione, entrata nelle immaginette, dei crocefissi seicenteschi, di Guido Reni soprattutto. Nel Sette e nell'Ottocento non c'è nessuna novità, mentre il Novecento scardina l'immagine sacra. Come vivono gli artisti contemporanei questo soggetto? Negli artisti del Novecento sulla croce non c'è più Gesù. La croce non è più incarnata, resta solo il simbolo. Per certi versi, è una regressione e fa capire quanto sia faticoso per l'uomo capire che per crescere è necessario soffrire. Mi sembra molto interessante l'arte degli anni Settanta, l'arte povera, concettuale, contraddistinta da una forte ideologia marxista, che annovera artisti come Fabris, Kounellins, Paolini, Merz. La croce di Kounellis è fatta da una fila di bottoni orizzontale e da una verticale, Merz fa una losanga sottile a matita e ai quattro punti mette quattro foglie secche: si torna ad un segno totalmente disincarnato, che non ha più molto a che vedere con la vicenda cristiana. Sono opere d'arte sacra le crocifissioni che presenta? Volutamente non ho scelto opere d'artisti che lavoravano a tempo pieno per la Chiesa e, tra i moderni, non ho scelti quelli che normalmente rientrano nelle mostre d'arte sacra. Sono andata a cercare le espressioni più forti e più belle. È un percorso, pur discutibile e parziale, sul senso della morte e della vita che gli artisti percepiscono nel loro contesto culturale. Sono il volto dell'uomo che, anche inconsciamente, è mendicante di Cristo, e nello stesso tempo dell'uomo di cui Cristo «mendica» il cuore. Torna all'indice degli Articoli di Domenica 06 aprile 2003
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Decreto Ministeriale 20 febbraio 2002 SSIS - Corso handicap 800 ore Il Ministro VISTO il Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 300; VISTO il D.M. 26 maggio 1998 ed in particolare l'art. 4, comma 8; VISTA la Legge 9 maggio 1989, n. 168; VISTA la Legge 19 novembre 1990, n. 341; VISTA la Legge 5 febbraio 1992, n. 104; VISTO il D.I. 24 novembre 1998, n. 460, art. 6 che limita all'a.a.2000/2001 l'organizzazione e l'attività dei corsi biennali di specializzazione per le attività di sostegno per la formazione di docenti della scuola secondaria; CONSIDERATO che su posti del sostegno è utilizzato personale docente abilitato attraverso vari canali ma sprovvisto del titolo specifico; CONSIDERATO altresì che, per le accertate necessità dell'utenza, si debba assicurare alla scuola in tempi brevi ulteriore personale specializzato da destinare alle attività di sostegno, prevedendo a tal fine per insegnanti già abilitati un percorso che tenga conto dei titoli di abilitazione già acquisiti; CONSIDERATO che l'art. 4 comma 8 del D.M. 26 maggio 1998 prevede per il conseguimento nell'ambito delle Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario del titolo di specializzazione per l'insegnamento agli alunni in situazione di handicap, almeno 400 ore di specifiche attività didattiche aggiuntive attinenti l'integrazione scolastica agli alunni in situazione di handicap; RITENUTO pertanto necessario, nell'ambito delle attività didattiche aggiuntive di cui all'art. 4, comma 8, del suindicato D.M. 26 maggio 1998, disciplinare l'organizzazione di un percorso formativo di almeno 800 ore preordinato all'acquisizione del titolo di specializzazione per l'insegnamento agli alunni in situazione di handicap da parte di docenti già abilitati ma sprovvisti del titolo specifico, con priorità per chi già viene utilizzato sul sostegno; DECRETA: Art. 1 1: Nell'ambito delle attività didattiche aggiuntive di cui all'art. 4 , comma 8, del D.M. 26 maggio 1998 di cui alle premesse, le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario, anche in convenzione con le Direzioni scolastiche regionali, possono organizzare specifiche attività formative attinenti l'integrazione scolastica degli alunni in situazioni di handicap riservate a docenti abilitati attraverso vari canali e sprovvisti del titolo specifico. Le attività comprendono almeno 800 ore e si svolgono nel rispetto dei criteri generali di cui all'allegato A. Al termine dei relativi corsi il personale docente delle istituzioni scolastiche consegue l'abilitazione all'attività didattica di sostegno ai sensi dell'art. 14, comma 2, della legge 5 febbraio 1992 n. 104. 2: Il numero di posti riservati per l'accesso ai corsi di cui al comma 1 è definito annualmente dal MIUR sulla base delle esigenze espresse dalle Direzioni scolastiche regionali e sulla base dell'offerta potenziale comunicata dalle Università. Nell'accesso hanno priorità i docenti già utilizzati sul sostegno per un periodo di almeno un anno scolastico. 3: Gli Atenei possono ricorrere a convenzioni con Enti, ai sensi dell'art.14, comma 4, legge 104/92, per affidamenti di singole attività formative in misura comunque complessivamente non superiore al 20% delle attività previste. 4: I criteri generali di cui all'allegato A costituiscono altresì, in quanto applicabili, linee di indirizzo per le attività aggiuntive che le scuole di specializzazione svolgono per gli altri iscritti alle scuole stesse. Art.2 Le disposizioni di cui all'art. 1 hanno efficacia a decorrere dall'a.a. 2002/2003 e fino all'a.a. 2005/2006 e comunque non oltre il riordinamento dei corsi di studio universitari per la formazione del personale docente delle istituzioni scolastiche. Criteri generali relativi ad un modulo di almeno 800 ore per la abilitazione alle attività didattiche di sostegno 1. Finalità La SSIS attiva un modulo della durata di almeno 800 ore da espletare in due semestri, salva la possibilità di distribuzione delle attività su un periodo più lungo per allievi non a tempo pieno, finalizzato al rilascio delle abilitazioni per l'insegnamento nelle classi con alunni in situazione di handicap. Tenuto conto delle disposizioni normative sulla formazione e sul profilo professionale, gli obiettivi del modulo sono finalizzati al conseguimento di competenze relative alla ¨ consapevolezza della diversità dei bisogni educativi; ¨ conoscenza dell'alunno in situazione di handicap; ¨ creazione di ambienti di apprendimento e comunità di relazioni; ¨ conoscenza di strategie didattiche integrate; ¨ conoscenza di metodologia, metodi e materiali specifici; ¨ capacità di accompagnare il progetto scolastico e di vita; ¨ capacità relazionale con colleghi, operatori, personale e famiglia. Le attività comprendono Laboratori e, per almeno 200 ore, Tirocinio. 2. Criteri di ammissione al modulo Il modulo è aperto ai docenti abilitati in canali diversi e sprovvisti del titolo specifico, che fanno domanda di ammissione con le modalità ed entro i termini stabiliti dalle singole Scuole. Preliminarmente rispetto all'inizio delle attività, la Scuola, sulla base di una analisi del curricolo precedente e di un colloquio, individua eventuali debiti formativi che richiedano da parte di un allievo la frequenza ad attività aggiuntive rispetto a quelle specificamente previste per il modulo. 3. Frequenza Per la frequenza restano valide le norme sulla frequenza del biennio di scuola di specializzazione all'insegnamento secondario. 4. Tasse di iscrizione e frequenza Per gli iscritti le singole sedi fissano l'ammontare delle tasse d'iscrizione e di frequenza. 5. Supervisori di tirocinio I bandi di selezione e l'utilizzo dei supervisori sono basati sui criteri fissati dal D.M. 9342 del 15.3.2001, con particolare riferimento alle specifiche competenze del settore. 6. Prova finale Il modulo si conclude con una prova finale consistente in un colloquio in cui vengono discussi gli elaborati presentati dagli studenti secondo le modalità definite dalla Scuola. 7. Contenuti del percorso formativo in relazione agli obiettivi dell'integrazione Elementi di fondo caratterizzanti: ¨ concezione del passaggio dall'apprendimento scolastico alla costruzione di un progetto di vita e di un percorso verso l'autonomia, nonché possibili attività funzionali verso l'età adulta; ¨ introduzione di un raccordo tra teoria ed aspetti pratici; ¨ valorizzazione delle attività disciplinari in funzione di uno sviluppo della comprensione del deficit già a partire dalle proprie discipline; ¨ ambiti disciplinari propri delle SSIS di cui sono deficitari gli abilitati per altri canali. ¨ Sensibilizzazione ai fondamenti e ai linguaggi delle aree disciplinari diverse dalla propria, tenuto conto della possibilità che l'insegnante di sostegno debba seguire un allievo per la totalità delle discipline. Nei contenuti legati alle aree disciplinari si evidenziano: le aree mediche con riferimento alla comprensione dei deficit per l'effettiva utilizzazione funzionale nell'ambito dell'attività docente; le aree psicologiche e pedagogiche legate alla specificità degli interventi; le aree sociologiche e antropologiche e giuridiche che saranno approfondite compatibilmente con quelle già espresse nel corso della formazione generale, laddove non siano state svolte con riferimento alla diversità; l'area della didattica specifica per la costruzione di percorsi integrati con riferimento alla sperimentazione nei tirocini diretti ed indiretti. I contenuti legati alle aree disciplinari vengono sviluppati all'interno di tre aree applicative: teoria, con insegnamenti sulle tematiche dell'handicap; laboratori, su tecniche didattiche per l'integrazione di alunni con bisogni speciali; tirocini, attraverso applicazione professionale di tutte le aree di apprendimento.
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Vorrei soffermarmi un 'attimino sulle spinte proporzionaliste che ci sono e che ho avuto modo di constatare su un sito internet.Si vede chiaramente che molti vorrebbero tornare a quel sistema proporzionale che in italia non ha determinato il bipolarismo esistente in altri paesi europei come la Germania e l'Austria.Il sistema maggioritario a differenza di quando si crede favorisce non solo la facile alternativa ma teoricamente rafforzerebbe anche la democrazia poiche se si governa male si va' all'opposizione.Direi di piu' : non permette quel controllo del voto che esisteva nel passato visto che ogni collegio e composto allo stato attuale da circa 100.000elettori che votano.Piu e' ampia la sua dimensione e piu' possibilita' ha l'elettore di compiere una libera scelta.Vista la maggior densita di popolazione nel centro- nord e quindi un maggior numero di collegi, e' prevalente il deputato o il senatore dell'italia centrosettentrionale rispetto a quelo dell'Italia del sud.Se analizziamo un po' il comportamento del voto rispetto alle aree del centro che favoriscono le sinistre ,e quello del sud che favorisce le destre,quello del nord ha molto la caratteristica di essere labile ,fluido nel favorire questo o quello schieramento e quindi sta di fatto che la battaglia per un Ulivo vincente si gioca soprattutto in quelle regioni portanti per la nostra economia come la Lombardia e il Veneto.Ho l'impressione che il cavalier Berlusconi stia usando la regola ferrea che si ha con il maggioritario per far odiare agli italiani questo sistema elettorale che a mio parere ,si' non rende equivalente la rappresentanza dei partiti che si ha nel territorio con quella del numero di parlamentari effettivamente ottenibili con il proporzionale,ma se si governa male si perdono le elezioni grazie a quella folta schiera di indecisi che si colloca al centro e che facendo fluire i suoi voti da uno schieramento all'altro determina l'alternativa,cosa che il centrodestra mi par di capire cerca di impedire con il controllo dei mass media .Non e possibile controllarlo direttamente nei collegi e quindi lo si controlla con le TV.Se ci sara' un ulteriore riforma che preveda l'eliminazione della quota proporzionale questa non dovra riguardare il voto di lista che seppur a titolo indicativo fornisce gli stati d'animo del paese,e garantisce il mantenimento delle identita' politiche esistenti.Una volta finito il Berlusconismo credo che l'Italia si avviera' ad un bipolarismo piu' fisiologico e naturale che vede da una parte DS e DL,dall'altra FI e AN con delle sfumature
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Guardate che ho trovato! Il "Meda 2004" ultima edizione 1- IL DERAPONE 2- INGRUGNATO (a Ukawa) 3- MELANDRI C'E' 4- ROSSI E' SBOCCIATO COME I PAPAVERI IN OLANDA! 5- VIETATO FUMARE...NON IN PISTAAAA!!!!" 6- FRANCOBOLLATO 7- CHAPEAUX, GIU' IL CAPPELLO 8- UHHHHHH, MAMMA MIA CHE ROBA!!!!!!! 9- CURVA BASTARDA 10- E QUI.....E QUI......E QUI...... 11- Lottano come Lupi!!! (Sete e Vale) 12- MAMMA MIA CHE SBACCHETTATA!!! 13- Nuovi segni sull'asfalto 14- GUARDAAAAAA!!! (derapone di Rosi, Meda zittisce il giornalista che stava parlando...) 15- ...è arrivato a CANNONE... 16- ...lo ha passato a CANNONE... 17- LA MOTO ULULA... INGRUGNATO UKAWA! 18- SEMBRA UN MOTOSCAFO! 19- gliel'ha data su 20- "...MAX BIAGGI E' RIMASTO INTRUPPATO NEL GRUPPO..." 21- ...mannaggia mannaggia... 22- Gibernau deve dimostrare di avere il cannone carico anche sull'asciutto 23- ...bagarre... 24- Attenzione.. guardate come lo svernicia..... 25- ecco rossi in rettifilo.. si schiaccia sul serbatoio della moto.... 26- attenzione.. STACCATONA... i piloti si fiondano fuori dal cupolino.... 27- la moto scodinzola come un cane al guinzalgio... ma rossi la doma benissimo... 28- LO SQUALO CON LA PINNA !!! (riferito a rossi) 29- SIGNORI , QUESTA NON E' MOTO GP , E' SUPERMOTARD !!! 30- si misura con un righello 31- NAAAAOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!! 32- ecco McCoy, l'autore del manuale del giovane derapatore 33- ecco l'etrusco più veloce d'inghilterra (Perugini) 34- Perugini è in testa...ah! il logorio della vita moderna 35- sono attaccati con la coccoina (nota colla... riferito a vale e sete, ultimi giri germania) 36- battezziamo la yamaha SQUALO... guarda ha la presa del'air box che in frenata viene giu dal parafanghi... 37- :"... non è che sono francobollati... gli legge la marca del silenziatore!!!!" (Vale e Sete) 38- Badilate Di gas (mitica…) 39- SpaZZolatona! 40- Guardatelo, incavolatissimo!(riferito a vale nelle 1° prove libere) 41- gibernau con la moto che balla la rumba 42- Ukawa che ieri si era dato il vetril sulla fronte 43- e' rimasto in monopattino (checa senza catena) 44- 3 decimi e... fischi (per dire piu' di 3 decimi) 45- e' una scatola di scarpe (riferito alla cabina di commento) 46- su Capirossi all'ultima curva: "Spalanca a pelare il cordolo" 47- e ancora su Gibernau: "Ora va a bomba..." 48- E intanto il nostro Reggiani si dileguava per una PRESUNTA cena di lavoro... probabilmente anche una merenda di lavoro... un po' pavido in questa occasione (riferendosi alla giornata dei gavettoni) 49- ed ecco Carlo Porta più veloce di Carl Lewis 50- l'invasione delle vespe continua!... 51- ...e la moto gli balla il valzer accanto...(non è riferito a Gibernau ma a Barros dopo la caduta...) 52- E così grazie a Beltramo scopriremo se è stata una vespa o una Ducati..." 53- Guardate cos'ha lì davanti, un ferro da stiro... (Riferito alla Proton) 54- gara delle 125:"(non ricordo chi) ha messo due ruote sull'erba!!!!" (rep. Ceca) 55- 250 a Poggiali: APRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!! 56- MMMMAAA CHE GARAA!!! 57- VALENTINO NN E' UN ESSERE UMANO....PAZZESCO..un dio..un dio!! 58- Gibernau si e' buttato dentro come un ghepardo 59- ingarellati".... 60- "STACCATA A PETTINE...... UN PETTINE A 4 DENTI!!!! (quando le 2 honda e le 2 ducati erano in bagarre affiancate LOL) 61- E poi c'ha messo una pezza.... UNA PEZZA D'ACCIAIO INOX!"(dopo che Rossi e' riuscito a sorpassare Sete sul finale" 62- La S delle meraviglie...o delle disgrazie...! 63- ( riferito a vale)L'ha lanciata in aria.... e poi ha rigirato la frittata come ha voluto 64- Ha lasciato 300 metri di virgola nera!(sempre riferito a vale) 65- ... è caduto come una frutta matura... 66- il record di checa e' piu' lontano della scoperta dell'america!!! 67- aveva appena fatto un giro profumato 68- Capirossi con questa moto sta dando delle pettinate a tutti gli avversari! 69- Capirossi, Rossi, Biaggi, Gibernau in gioielleria ! (?) 70- Vediamo vediamo vediamo!! 71- Stanno sparando tutte le loro cartucce 72- Bastardissimo cavatappi! 73- Uno, trentotto e QUATTROCEEENTODODIIICIIII!!!!!!...TEMPONEEE!! 74- Passaggio bastardo! 75- pista matrimoniale per nieto e barbera' (che sono stati affiancati diverso tempo) 76- Paolo Beltramo Dai Box....ormai è parte integrante del suo cognome.....Dai Box 77- VANNO VIA IN SIDECAR!!!! 78- inquadrato di squincio 79- Guardate una O perfetta, la O di Giotto (Vale in burnout) 80- rossi la fantasia, biaggi la puntualità (o qualcosa del genere, ndn) e capirossi il coraggio. se riuscissero a fare un mix di questi tre, con la genetica, eh? chissà che verrebbe fuori..... verrebbe fuori reggiani!!!! 81- meda+reggiani: L:"gli è attaccato al cu.lo!!" M:"... vorrai dire al codone..." L:"bè, sì, perchè dietro al cu.lo c'è il codone!" 82- nella 250 ha detto riferendosi ad Elias: "gira regolare come un'orologino spagnolo!!!!" 83- AHHHHHHHH ROLFO!! PANICO!!! 84- Ha lasciato giù mezzo kg di gomma! (derapata di Rossi) 85- Sfrutta ogni centimetro della sua carena 86- Il Giappone sotto il sedere di Tavuglia fa numeri da circo 87- IL TOPO NON SCAPPA... IL GATTO LO INSEGUE!!!(riferito a Rossi che dopo aver superato Capirossi va a prendere Biaggi che aveva accumulato un po' di vantaggio) 88- IL SORPASSO SVERNICIATORIO!!! 89- "l' apoteosi della bollitura" ( riferita a Alzamora) 90- ultimo giro della 250 meda:"GASSSSSSSSSSSSSSSSSS………, GASSSSSSSSSSSSSSS…………………, GASSSSSSSSSSS" 91- rossi, biaggi, capirossi (se li mischi insieme esplodono) 92- rossi, biaggi (si piglia a schiaffi da solo) 93- riferito a De Angelis : "deve avere 2 cervelli uno davanti e uno dietro, per quel cagnaccio di Pedroso" 94- Riferito ad Elias che sabato e' caduto e poi domenica ha vinto il gp 250cc. "La botta o ti rompe o ti resetta" o una cosa del genere 95- "si stanno studiando, ma studiando come si può fare il giorno preima dell'esame x prendere 18" (250) 96- ROSSI, LO SCERIFFO CHE DETTA LEGGE NELLA COMUNITA' DEI PILOTI!!!" 97- "Cosa fa? Esulta col cespuglio???" [riferita a Lorenzo] 98- "L'abbiamo sorpassato insieme" [dopo il sorpasso visto dall'onboard] 99- "Questa la mettiamo in archivio sotto la voce esperienza" 100- Garry Mohicano McCoy 101- "Aveva lasciato chili e chili di gomma sull'asfalto..." 102- "Ci sono 25 cilindri Honda davanti a tutti!!" 103- "Percorre la pista obliquamente" 104- Aveva il posteriore al livello delle sopracciglia [Rossi negli ultimi giri] 105- ...sotto il casco i suoi due occhi giapponesi staranno sorridendo... (riferito a Tamada) 106- Deve fare i numeri da circo per tenere sui binari la sua moto".... o qualcosa del genere riferito a capirossi 107- Rossi smette la tuta di Pilota e indossa quella di Astronauta" 108- "Valentino lascia la sua firma da campione ad ogni curva, e saranno destinate a rimanere fino a che le prime piogge che si abbatteranno non le laveranno via" 109- .... un sorpasso da straccio di patente..... ( riferito al sorpasso di J. Lorenzo a due piloti all' esterno) 110- :"sapete dov'è nato mccoy? in che paese dell'australia? a .... se fosse un paesino siciliano, avrebbero subito detto che era un predestinato a correre....." 111- "DuCapirossi o Ducatirossi, come preferite voi !!!" 112- "spianato in carena!!!" 113- "Tamada conosce questa pista come le piastrelle di casa sua!!!" 114- "Honda e Bridgestone, un terzetto formidabile" (2= terzetto) 115- La giapponesite o mal di Giappone di Rossi. 116- "e adesso valentino deve guidare da michelangelo buonarroti per prenderli!!" 117- "e qui ci vuole vermanete il miracolo di san francesco perchè gli inseguitori si riportino sotto" 118- "Rossi e Melandri free-climbers della classifica" 119- SORPASSO DI CARISMA!!!! 120- "FORCELLA A PACCO!!!!" 121- 5 CILINDRI E UN CUORE COSI'!!!" 122- SILENZIO, PARLA ROSSI!!! 123- "Chissà in quanti vorrebbero avere il polso destro di Rossi!" 124- Il geometra mette le righe giù...e il palazzo tiene" ovviamente riferito a Rossi 125- PULISCE GIBERNAU (quando Rossi sorpassa Gibernau) 126- DIPINGE L'ASFALTO DI NERO (derapata di Rossi) 127- NON TROVA LA FOLLE MA CHISSENEFREGA HA TROVATO IL MONDIALE 128- Bayliss a Philip Island correrà nel salotto di casa sua dove percorrerà la curva che lo porterà dalla poltrona alla TV. (troppo) 129- N. Hayden mentre derapa fa super motard 130- "se rossi scende sotto l'1 e 30, io e reggiani ci prendiamo su e usciamo dalla cabina di commento.... " 131- Gli stanno serrando la gomma" (Mentre Rossi era ai box). 132- "E giù con il polso a spigolo di 90 gradi"! 133- E poi (riferito a chi sventolava la bandiera a scacchi): M:"L'hai visto?" R:"Sì, sbandierava felicissimo, gli hanno dato la sua bandiera preferita!" 134- Reggiani:".....ecco gibernau, hayden e ukawa seguiti da CEDRA....." Meda:"reggio....." R:"dimmi" M:"hai detto "cedra""..... R:"...e va bè..." M:"....va forte quello lì..." 135- riferendosi a West (250) "eccolo, l'Abbagnale del motociclismo... 136- Chiunque scenda sotto l'1 e 30 è da premio oscar per la pole position!! 137- "guarda giorgio lorenzo "para fuera"!" 138- "e vai toscanaccio!" (riferito a ballerini) 139- ...VALENTINO ROSSI E LA SUA FIDANZATA (la moto): UN RAPPORTO FORSE NON VOLUTO DAI GENITORI.... 140- ...LA SUA TRASVERSA, FUMOSA, FUMANTE SUPERIORITA'... 141- ...L'ULTIMA GOMMA DA CONSUMARE IN UN BURNOUT... 142- (sulla Ducati) ... a 1300 metri di quota, lascia un po' di cavalli nella scuderia... 143- Oggi a Welkom è gradito l'abito da corsa!!! 144- si preannuncia un mondiale ROSSICENTRICO 145- Xaus guida la vecchia desmosedici, che non è più rossa ma bianca e blu.. francamente non è una bella livrea... NON CI COLORERESTI NEANCHE LA GRAZZIELLA COSI' ! 146- Spalma manate di coraggio su quella moto lì 147- La pole position dell'anno scorso l'hanno esposta al Louvre ormai 148- La Pole di Valentino è come una cacciavitata sulla fiancata di una macchina nuova… 149- (x Loca dopo aver passato sporco un concorrente) ha alzato il dito ..HA ALZATO IL DITO GIUSTO 150- ...In posizione di francobollo ora per Depugnet 151- il computer dice che Simoncelli sta bene... non che il computer sia intelligente, è che qualcuno glielo ha detto… 152- "un dritto da ovale" ( riferito a Porto) 153- Poggiali ha la moto che scossa! 154- in uscita di curva rossi prende un pò d'erba e alza la polvere:"Va a fare il safari Rossi" 155- a fine gara:"E ora a girare come giotto" 156- Non ci stà neanche una cartolina di traverso tra di loro (rossi-biagi) 157- Rossi lo studia con il radar che ha negli occhi 158- Quando si rincontreranno fra 80 anni con il bastone si ricorderrano di questa gara 159- ...Rossi dentroooo, è la storia di una vita... 160- ...gli sceglie millimetricamente il buco che c'è li dietro... 161- "entra col carisma di un imperatore" riferito al sorpasso di porto su de angelis 162- Questo trenino.. questo pendolino, perchè è un trenino che va veloce 163- Quel tordacchione di Jenkner 164- si è apparecchiato 165- meda: "beh prova te a non diventare uno squalo quando ti alleni al sachsenring lì fai prima ad andare a scuola nuotando che camminando" 166- Meda: "Porto non è costante.. ahia va che botta.. no perchè lui quando la dà la dà!" 167- Questa lotta tra arancioni... (Meda, riferito alle KTM) 168- Meda: "e parliamo un po' delle indicazioni provenienti dai tempi delle varie libere. Prima Reggiani ha fatto dei conti molto particolari perchè l'ho visto usare la calcolatrice per 5 minuti di fila" 169- Reggiani: "si, vedevo che ho un sacco di ritenute d'acconto..." 170- "Eh, però se gli organizzatori mettono una striscia di asfalto al di là del cordolo, è chiaro che io ci vado!" (dopo il "taglio" di chicane di Valentino) 171- "hanno messo sulla moto di Nakano lo stesso "speck" della moto di Hoffman, ma che nel linguaggio motociclistico non significa montare un salume" 172- Quando Gibernau stava facendo l'intervista in francese: "siamo in Francia, fa l'intervista in Francese" cui Meda risponde:"si si voglio vedere che fa in Malesia..." 173- Scannocchiato all'Arrabbiata 2 174- INGHIAIATO!!! (ndr Mika Kallio) 175- Polso a martello per Dovizioso 176- Questa 250 che è stata un... triologo. Ora un biologo... tra poco un chimico 177- Ha tirato i freni in barca (non sono sicuro ma mi sembra abbia detto così) 178- Un burnout, roba che non si va via dal Mugello per 2 giorni per nebbia 179- Un casco LASTRONATO in noce 180- Oggi Tamada deve aver inalato gas di scarico particolari 181- Rossi che tiene la sua M1 nel modo più sbarrante possibile 182- C'ha questa staccata qua che finirà nei proverbi... 183- E' stato un genio in quel minestrone 184- Non ci dice granchè quel replay: una ruota che gira piuttosto veloce sull'asfalto (riferito alla camera-car) 185- Locatelli ha fatto un cancellino... 186- Barbera gliela succhia proprio da vicino… 187- 3 metri quadri: in un monolocale ci sono 5 moto… 188- Chi stacca a S. Donato, pilota fatato!! 189- Porto come tutti sanno ha cambiato il cognome...Meda che dice a Porta... chissà se anche tu hai cambiato il cognome? 190- STACCO DI GAMBA SENSAZIONALE!!! 191- "... prima che cominci la danza catalana dei caschi rossi..." 192- Reggiani commenta la super-derapata di Rossi: "Fra la ruota anteriore e posteriore ci passava un cane con una scopa in bocca!!" 193- "E' la regina di tutte le tranvate!" (riferito a Rossi e Gibernau) 194- ma guarda qua! questo è rally, Questa è filosofia di traversing puro!!! 195- Hanno scarabocchiato tutta la pista 196- meda: qua stanno spazzolando la pista a colpi di gomma.. reggiani: si, una bella verniciatina ci vuole! meda: ci vuole! 197- Gibernau Rossi e Gibernau stanno dando il loro contributo alla manutenzione dell'asfalto... 198- Loris: "Le gomme nn sono alla frutta ma quasi" Guido: "Al formaggio" 199- Loris: " gli ultimi 5 giri bisognera' mettere gli attributi sul serbatoio e far vedere chi ce li ha piu' grossi" Guido: " a cosi' proprio eh?" Loris: " SI!!" 200- Si comincia con il DERAPISMO, sarà bello..." 201- "pedrosa apre la porta a colpi d'ascia sulla casa di de puniet..." (più o meno) 202- riguardo al record del circuito in 250: "...non è che rossi può mettere bollini per 80 anni..." 203- La telecamera si cappotta per motivi imprecisati e Guido...... "soggettiva catastrofica!!!" le migliori sono la 5 e la 88
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Siamo giunti all'epoca di pensare alle strategie di lotta ai parassiti della vite principalmente alla peronospora e oidio che sono le crittogame maggiormente pericolose in tutte le stagioni e su tutti i vitigni coltivati nei nostri ambienti. Coloro che hanno aderito alle misure agro - ambientali (2078/92) devono contattare il tecnico assistente l'azienda per decidere assieme la strategia da adottare o da programmare nell'azienda in ottemperanza ai disciplinari di produzione previsti dalla Regione Veneto. Ad inizio stagione è giusto ricordare le principali tipologie di lotta alle patologie della vite: la lotta a calendario; la lotta guidata, che consiste nell'approfondimento delle conoscenze del parassita da combattere e predisporre una adeguata difesa; la lotta integrata, che rappresenta un evoluzione di quanto appena descritto, utilizzando mezzi tecnici appropriati e non solo chimici; la lotta biologica è il concetto di grande ritorno all'uso di prodotti naturali e nel caso di 2078 biologico si devono impiegare i prodotti registrati nei disciplinari di produzione previsti per la coltura.Nella moderna viticoltura comunque la conoscenza delle malattie, dei prodotti di difesa e delle epoche del loro impiego rappresenta l'elemento determinante per una razionale impostazione di difesa dai principali fitofagi; In commercio troviamo anticrittogamici che agiscono per contatto, per citotropia, e altri per sistemia diretta ed indiretta. I prodotti per contatto agiscono immediatamente sul parassita e possono essere impiegati al 70-80% dell'incubazione della malattia; i citotropici penetrano la lamina fogliare e si posizionano nello strato superficiale della vegetazione e vanno impiegati al 20-30% dell'incubazione della peronospora; i prodotti sistemici "migrano " all'interno della pianta in modo ascensionale e quindi sono presenti in tutte le parti della vite,essi vanno usati prima dell'inizio dell'incubazione della malattia. Per i prodotti sistemici si stanno riscontrando dei ceppi di peronospora resistenti alla loro azione e quindi si consiglia di seguire la linea di difesa con prodotti per contatto e sistemici indiretti quali Mancozeb, Metiram, Folpet (il piu persistente)e Fosetil D'Alluminio come prodotto sistemico indiretto. Da ricordare che alcuni paesi CEE hanno gia posto dei limiti nell'utilizzo dei prodotti a base di Rame per i residui che tali prodotti accumulano nei terreni e rilasciano nel prodotto vino; quindi a nostro parere è bene cercare di utilizzare tali prodotti solamente in prossimità di fine campagna per diminuire al minimo possibile questi trattamenti, anche per la loro limitata azione nei confronti della peronospora. Vorremmo ricordare che il concetto generale per la difesa a queste due crittogame importantissime per la coltura della vite è la prevenzione delle infezioni in quanto non esistono prodotti, ad oggi, che curino le infezioni di queste malattie crittogame; quindi l'impegno dell'agricoltore deve essere nella prevenzione dell'insorgenza di detti patogeni. Questa moderna visione della difesa in viticoltura comporta risvolti nuovi della difesa alle crittogame della vite : l'operatore dovrà trattare il vigneto ancor prima dell'infezione (presenza di vegetazione, pioggia abbondante e grado di temperatura sufficiente) Infatti bisogna coprire la vegetazione prima dell'insorgenza dell'attacco della malattia, altrimenti ci si ritroverà a rincorrere sempre la seconda infezione e non la prima da cui noi dobbiamo difenderci; in questo modo impediamo l'insorgenza dell'infezione primaria che è la responsabile di tutte le infezioni secondarie che ci seguono durante tutto l'intero ciclo annuale.
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8 / 10 Bellissimo poliziesco, duro, e scorretto, con attori bravissimi, Moschin e Adorf. Tra i migliori polizieschi italiani, diretto da uno specialista del genere, definito (in maniera esagerata) "il Don Siegel" italiano. Un film da non perdere! Rispondi al commento Henry Silva @ 29/06/2005 22:59:25 10 / 10 assolutamente un capolavoro! tensione continua, grande regia, grande intreccio, bellissime musiche di bacalov e sopratutto un cast da urlo, moschin adorf stander e leroy mai così bravi! Rispondi al commento Lot @ 17/04/2005 22:00:00 8 / 10 Splendido ed essenziale. Il cinema di genere che ci ha caratterizzati per almeno un decennio, ha regalato un sacco di capolavori e sicuramente tra questi i polizieschi di Di Leo, grande cast e bellissime sceneggiature. Indimenticabili Adorf e Moschin. Rispondi al commento beowulf @ 17/01/2005 15:51:36 10 / 10 assolutamente un capolavoro! superiore anche alla mala ordina. incredibile la scena iniziale, montaggio da premio oscar. grandiosi moschin e adorf. Grandioso anche il libro milano calibro 9 di giorgio scerbanenco. Rispondi al commento cash @ 29/12/2004 16:16:56 9 / 10 No ragazzi, non potete non aver visto questo film. Questi sono i veri autori italiani, questi sono i nostri più valenti cantastorie; ci hanno insegnato ad amare fellini. visconti, ma quelle sono più favole che si raccontano per spaventare gli studenti del dams. Il cinema italiano realmente esportato ed amato all'estero è questo, quello di genere. E nei nei film di genere non ci facciamo battere da nessuno. Fernando non avrà la sapienza registica di Leone, ma ha dalla sua la capacità di saper sviluppare una sceneggiatura, saper scrivere dei dialoghi validi e una dose d'intelligenza notevole. Ha ragione aenima, questo è il regista più amato e copiato da tarantino, ma non fatevi influenzare dal suo giudizio; lasciatevi guidare dal lirismo di milano calibro nove, un mix di storie tratte dal nostro autore noir migliore, cioè giorgio scerbanenco. In questo film nulla è fuori posto, tutto pare perfetto. gastone moschin è bravissimo (forse un po'troppo rigido e "dogmatico" nei movimenti), ma quello indimenticabile è mario adorf. Un mostro, un caratterista di bravura pari a joe pesci. I ragazzi di nocturno, in collaborazione con la raro, hanno fatto uscire un dvd imperdibile. Lo comprate, grazie. Rispondi al commento Aenima @ 24/11/2004 20:26:22 9 / 10 "Tu a uno come Ugo Piazza non lo devi neanche guardare!! Tu a uno come Ugo Piazza non lo puoi neanche nominare!! Tu a uno come Ugo Piazza non lo devi neanche sfiorare!! Tu quando passa uno come Ugo Piazza ti devi levare il cappello!! Tu quando passa uno come Ugo Piazza ti devi levare il cappello!!!!!!!!" Con queste frasi "DA ANTOLOGIA" Mario Adorf ( ROCCO MUSCO ) chiude uno dei più bei polizieschi mai realizzati in Italia... Riguardatevi assolutamente questo capolavoro, ma cercate di giudicarlo per quello che vale realmente, e non sulla base di ciò che avete sentito dire da un certo signor Tarantino... 4 risposte al commento Ultima risposta 17/01/2005 Visualizza / Rispondi al commento paul @ 10/11/2004 21:20:55 9 / 10 Capolavoro di Fernando Di Leo e uno dei film preferiti da Tarantino! Uno dei migliori noir di sempre! Ispirato alla bellissima raccolta di Giorgio Scerbanenco (Gerardo, te lo consiglio). Bellissime musiche di Bacalov e sceneggiatura e fotografia estremamente ben riuscite. Rispondi al commento Pagina di 1 vota e commenta il film invita un amico casualmente dall'archivio IMPATTO IMMINENTE regia di Rowdy Herrington In programmazione Viaggi Scoop ADV ACQUE SILENZIOSE NEW ALONE IN THE DARK NEW ALTA TENSIONE HOT BATMAN BEGINS HOT BLUEBERRY BOOGEYMAN HOT BUFFALO SOLDIERS COSE DA FARE PRIMA DEI TRENTA DANNY THE DOG DEAR FRANKIE DOGTOWN AND Z BOYS DUMA ELLA ENCHANTED - IL MAGICO MONDO DI ELLA GAS HOTEL I LOVE HUCKABEES - LE STRANE COINCIDENZE DELLA VITA IL MIO AMICO A QUATTRO ZAMPE IL MIO GROSSO GRASSO AMICO ALBERT IL QUINTO IMPERO - IERI COME OGGI IL SILENZIO DELL'ALLODOLA IMAGINARY HEROES INFECTION KICKING & SCREAMING NEW KOMA LA DIVA JULIA - BEING JULIA LA GUERRA DEI MONDI HOT LA MIA VITA A GARDEN STATE LA PORTA DELLE SETTE STELLE LA SAMARITANA LA SPOSA SIRIANA LA TERRA DEI MORTI VIVENTI HOT L'ALTRA SPORCA ULTIMA META NEW LE PAGINE DELLA NOSTRA VITA L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE DI EUGENIE LEGAMI SPORCHI LICANTROPIA LORDS OF DOGTOWN L'UOMO SPEZZATO MUSICA CUBANA MY SUMMER OF LOVE MYSTERIOUS SKIN NEVER DIE ALONE NEW YORK TAXI ONE LAST RIDE - L'ULTIMA CORSA PAPARAZZI PREMONITION SAVED! SIN CITY HOT R STEAMBOY TERROR ISLAND THE PUSHER UNDEAD WIMBLEDON WITHOUT A PADDLE 143424 commenti su 3620 film Ultimo film commentato KUNG FUSION Andre85 - voto: 8 fenomenale! visto (per fortuna) in lingua originale il film merita senza dubbio di essere visto, spassosissimo, non stanca mai, divertente (issimo), curato nei minimi dettagli, scenografia splendida....guardatelo e basta :-) ps.non oso immagiare la versione in romano-napoletano :-( ultimi 20 film commentati Ultima recensione inserita LA SICUREZZA DEGLI OGGETTI Regia: Rose Troche Interpreti: Glenn Close, Dermot Mulroney, Patricia Clarkson, Joshua Jackson Genere: drammatico Recensione a cura di kowalsky elenco recensioni Ultima biografia inserita VIVIEN LEIGH Nato a: Darjeeling - India il: 05/11/1913 Biografia a cura di Mimmot elenco biografie la meta del tuo viaggio ? Viaggio Messico Viaggio Sharm el Sheik Viaggio Parigi Viaggio Maldive viaggiare è bello e da soddisfazione, viaggi scoop, ti aiuta a trovare il viaggio che più si adatta alle tue esigenze di viaggiatore, Viaggi e Vacanze disponibili a tutti con numerosi diari di viaggio e foto che contornano le località turistiche più belle del mondo. Utili informazioni su viaggi , voli, alberghi, prenotazioni, itinerari turistici, safari, e molto altro date direttamente dai viaggiatori. viaggi america viaggi sharm el sheik viaggi messico Ricerca Film Inserisci la parola da ricercare nell'archivio di Filmscoop.it Titolo del film, regista, attore da ricercare:
CURRENT URL http://www.comune.milano.it/webcity/portale/staging/forumxmi.nsf/forumtreechiusi/447AB0D906D59212C1256ED0005A3548?opendocument&hy=1
Ghisa, addio! Arriva la Polizia Regionale I vigili della Lombardia avranno tutti le stesse divise e le stesse dotazioni. Va in soffitta persino il mitico copricapo dei vigili milanesi. Quale identità sopravvive dello storico corpo di Polizia Municipale? I vigili di domani diventeranno tanti nuovi "Rambo"? Oppure riusciranno a mantenersi in sintonia coi cittadini? C'è da fidarsi di come useranno spray e manganelli, i nuovi strumenti che li accompagneranno in servizio? Il forum è stato chiuso, si possono leggere gli interventi, ma non è possibile inviarne di nuovi. Grazie a tutti per aver partecipato alla discussione. Stai leggendo l'intervento di Michele del 13/07/2004 mi sbaglio o... la polizia regionale è il primo passo in ottica di stato federale di organizzare regionalmente la polizia? A mio modo di vedere, sempre in ottica federale, alla polizia regionale aggregherei l'organico territoriale dell' attuale Polizia di Stato creando poi una polizia federale(una sorta di FBI) che assieme ai Carabinieri garantirà l'autorità dello stato. In questo modo crescerebbe la preparazione e le competenze della polizia regionale, mentre la polizia federale si potrebbe specializzare sui reati di una certa rilevanza nazionale (come attualmente fanno DIA,DIGOS, ecc)
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napo : buffo che un trentino pubblicizzi una conf nella mia regione :) e pensare che sono tra i centri di ricerca in fito-.. e il macfrut. Per caso c'entra anche il lavoro di Valentina del meeting di Bologna? ( Linux Meeting ) 2 Mar 2002 >> 11:06 oggi Nautex.. sì, ma oggi pomeriggio. ora python! :) 28 Feb 2002 >> 08:51 foo+3: tutti contro tutti, tutti a discutere.. mah! 27 Feb 2002 >> 14:01 spamming... From: To: Sent: Wednesday, February 27, 2002 11:10 AM Subject: Invito a agenziaruxandra@domeus.it. Per cortesia, conferma. Ciao madrid(at)linux.it, Ciao, mi chiamo Ruxandra ti scrivo per presentarti la mia Agenzia Matrimoniale Internazionale ed invitarti nella mia nuova comunità dedicata a tutti i cuori solitari che vogliono conoscere persone interessanti ed affini per trovare la loro dolce e appassionata metà. Io ho 28 anni e sono di Bucarest...da due anni gestisco con grande successo l' Agenzia Matrimoniale che porta il mio nome. Visita il nostro catalogo che conta migliaia di iscritte ed iscritti di diverse Paesi, in maggior dell'est Europeo, dove si trovano le diverse filiali dell'Agenzia. Iscriviti, gratuitamente, se vuoi pubblicare il tuo profilo nel nostro catalogo. Per condividere la tua vita finalmete insieme alla tua anima gemella... http://www.ruxandra.it Ti Aspetto Ruxandra ----------------------------------------------------- ...aspetta pure ;) 26 Feb 2002 >> 17:20 foo+1 23 Feb 2002 >> 10:01 Bello! Andate a vedere "A Beautiful Mind" perchè merita. Ero partito con poca fiducia invece sono rimasto soddisfatto. La vita del personaggio è venuta fuori bene.. forse più affettuoso nei confronti della sua compagna di come viene descritto nella sua biografia ma nel lungo periodo si può accettare... 22 Feb 2002 >> 18:18 PLEASE, RE-TAKE YOURSELF >> Aripjate! 21 Feb 2002 >> 14:36 Mizio: affangul! ;) 12:31 Idra sei serio? :) ( ..e via di flame! ) La mia era una semplice possibilità, una differente strada per permettere all'ipotetico italico personaggio di uscire dalla propria casta di dipendente saltuario a vita. > Ma se tutti fanno gli imprenditori chi fa il dipendente?? Se il costo di un dipendente è superiore ad un rapporto di collaborazione esternalizzato con un'impresa perchè assumere? masochismo? Anche se non confido totalmente fiducia nell'esternalizzazione, anche perchè non tutto è "esternalizzabile", è una via molto diffusa al giorno d'oggi e la richiesta certificazioni (iso, o per il personale) sono la dimostrazione di qualcosa che cambia (chissà se in meglio o in peggio). > Credi che il fatto che il nome ditta indivduale sia > una bacchetta magica che ti garantisce lavoro e quando > serve un mutuo??? No. Agli imprenditori o liberi professionisti non è garantito nulla.. ma loro devono garantire ai dipendenti. Se non ci fossero imprenditori non ci sarebbe crescita economica e lavoro (per dipendenti). > Avere una CoCoCo, una contratto a tempo determinato, > o avere un contratto come ditta individuale credi che > cambi la sostanza? No, il mutuo non te lo fanno perche' > non dai garanzie, non hai comunque nessun diritto perche' > quando scade il contratto scade per tutti in modo uguale! > E la pensione? Niente anche qui perche' di contributi te > ne danno pochi o ne versi pochi o niente! Ma forse > secondo te la gente dovrebbe lavorare fino a quando crepa > dopo che l'asicurazione privata da cui aveva fatto la sua > pensione privata e' fallita lasciandolo per strada ... > mah! ..ma dove vai a infilarti!? :) mutuo, pensione privata.. insomma, se tu sei dipendente e sei felice, bene. Se sei scontento diventa imprenditore ma poi alla libertà acquisita subisci anche il rischio d'impresa; se sopravvivi e hai lavoro puoi permetterti anche dipendenti, se il lavoro non sempre c'è sei diventato come l'imprenditore iniziale che chiedeva flessibiità onde rischiare di chiudere. Punto! (figlio di un piccolo imprenditore artigiano, e libero professionista) [ Read more... ] Time warp: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 january february march april may june july august september october november december 2000 2001 2002 2003 2004 2005 >>'> This person is: Sostenitore for the project Debian Sostenitore for the project Freeciv in Italiano Sostenitore for the project GNUtemberg! Critico for the project GSDV Sostenitore for the project kvirc Sostenitore for the project OpenSorca Sostenitore for the project tubero Certificates made (39): Sythos is a Apprendista agx is a Guru alienlifeform is a Guru andrea is a Guru antirez is a Guru bestkevin is a Guru bigpaul is a Attivista bondi is a Attivista capriott is a Guru carlok is a Guru cgabriel is a Apprendista csurchi is a Apprendista dariondol is a Guru dbolcioni is a Guru dn2k is a Guru eowin is a Attivista eugy is a Guru flexer is a Apprendista franco is a Apprendista idra is a Apprendista knight is a Attivista larsen is a Attivista legolas is a Guru livore is a Guru lm is a Guru madrid is a Guru madsem is a Attivista maxnegro is a Guru md is a Guru msx is a Attivista mychot is a Apprendista napo is a Guru robang is a Guru robk is a Guru sama is a Apprendista sgala is a Guru shine is a Attivista velenux is a Attivista zen is a Attivista Certificates received (56): agx thinks that I'm a Attivista alienlifeform thinks that I'm a Guru bondi thinks that I'm a Attivista boyo thinks that I'm a Attivista boyo2 thinks that I'm a Attivista brigante thinks that I'm a Guru carlok thinks that I'm a Attivista cgabriel thinks that I'm a Apprendista chobin thinks that I'm a Guru ciro thinks that I'm a Attivista csurchi thinks that I'm a Apprendista dariondol thinks that I'm a Guru dbolcioni thinks that I'm a Attivista dido thinks that I'm a Apprendista dn2k thinks that I'm a Guru eowin thinks that I'm a Guru flexer thinks that I'm a Apprendista fog thinks that I'm a Apprendista franco thinks that I'm a Apprendista gimli thinks that I'm a Attivista godog thinks that I'm a Attivista idra thinks that I'm a Apprendista ivanhoe thinks that I'm a Attivista kahuna thinks that I'm a Guru knight thinks that I'm a Attivista konus thinks that I'm a Attivista kpanic thinks that I'm a Attivista legolas thinks that I'm a Guru livore thinks that I'm a Guru lm thinks that I'm a Attivista looney thinks that I'm a Apprendista lucadido thinks that I'm a Apprendista madrid thinks that I'm a Guru madsem thinks that I'm a Attivista mala thinks that I'm a Guru maxnegro thinks that I'm a Guru monika thinks that I'm a Guru napo thinks that I'm a Attivista pessoa thinks that I'm a Attivista piega thinks that I'm a Attivista promezio thinks that I'm a Guru quaqo thinks that I'm a Guru rakim thinks that I'm a Guru rionda thinks that I'm a Guru robang thinks that I'm a Attivista robk thinks that I'm a Attivista sgala thinks that I'm a Attivista shine thinks that I'm a Attivista simone thinks that I'm a Apprendista simoz thinks that I'm a Apprendista tjoad thinks that I'm a Attivista velenux thinks that I'm a Attivista woo thinks that I'm a Apprendista xpoint thinks that I'm a Attivista zarrelli thinks that I'm a Guru zen thinks that I'm a Attivista [ Certification disabled since you're not yet registered ]
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Legge 31 dicembre 1996, n. 676 (in GU n. 5 dell'8 gennaio 1997 - Supplemento Ordinario n. 3) Delega al Governo in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali Art. 1 (Delega per l'emanazione di disposizioni integrative della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali) 1. Il Governo della Repubblica e' delegato ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi recanti disposizioni integrative della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: a) specificare le modalita' di trattamento dei dati personali utilizzati a fini storici, di ricerca e di statistica, tenendo conto dei principi contenuti nella raccomandazione n. R. (83) 10, adottata il 23 settembre 1983 dal Consiglio d'Europa, e successive modificazioni, con particolare riferimento alla durata della loro conservazione ed alle garanzie adeguate prescritte dalla normativa comunitaria riguardo ai dati raccolti per scopi diversi da quelli statistici, storici o scientifici e successivamente conservati per tali, diverse, finalita'; b) garantire la piena attuazione dei principi previsti dalla legislazione in materia di dati personali nell'ambito dei diversi settori di attivita', nel rispetto dei criteri direttivi e dei principi della normativa comunitaria e delle seguenti raccomandazioni adottate dal Consiglio d'Europa: 1) n. R. (81)1, del 23 gennaio 1981, in materia di dati sanitari, e successive modificazioni; 2) n. R. (85) 20, del 25 ottobre 1985, sui dati utilizzati per fini di direct marketing; 3) n. R. (86) 1, del 23 gennaio 1986, sui dati impiegati per scopi di sicurezza sociale; 4) n. R. (89) 2, del 18 gennaio 1989, sui dati utilizzati per finalita' di lavoro; 5) n. R. (90) 19, del 13 settembre 1990, in materia di dati personali utilizzati per finalita' di pagamento e di altre operazioni connesse; 6) n. R. (91) 10, del 9 settembre 1991, sulla comunicazione a terzi dei dati personali detenuti da organi pubblici; 7) n. R. (95) 4, del 7 febbraio 1995, sulla protezione dei dati personali nel settore dei servizi di telecomunicazione, con particolare riguardo ai servizi telefonici; c) razionalizzare il trattamento economico del personale del Garante per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali in relazione a quello previsto dall'ordinamento per ogni altra Autorita' di garanzia secondo il tendenziale criterio dell'uniformita' a parita' di responsabilita' costituzionale; d) individuare i presupposti per l'attribuzione di un numero di identificazione personale, ivi compreso il codice fiscale, e per il trattamento del medesimo e delle informazioni ad esso connesse, nonche' per il collegamento con altri dati, sentita l'Autorita' per l'informatica nella pubblica amministrazione, prevedendo adeguate garanzie con riferimento ai numeri di identificazione personale connessi a dati di carattere sensibile o idonei a rivelare i provvedimenti di cui all'articolo 686, commi 1, lettere a) e d), 2 e 3 del codice di procedura penale; e) stabilire le modalita' e i termini per l'aggiornamento, per la rettificazione e per le altre modificazioni dei dati effettuati in conseguenza dell'esercizio dei diritti dell'interessato o di un provvedimento del Garante per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, quando i dati personali sono riprodotti su disco ottico; f) prevedere forme semplificate di notificazione del trattamento dei dati personali e del loro trasferimento all'estero, con particolare riguardo ai trattamenti non automatizzati di dati diversi da quelli sensibili e da quellidi cui all'articolo 686 del codice di procedura penale, ed ulteriori casi di esonero dal relativo obbligo per trattamenti da individuare preventivamente che, in ragione delle relative modalita' o della natura dei dati personali, non presentino rischi di un danno all'interessato, ferma restando l'applicabilita' delle altre disposizioni di legge; g) prevedere forme di semplificazione degli adempimenti a carico delle piccole imprese e di coloro che esercitano imprese artigiane; h) estendere l'applicazione delle disposizioni relative al trattamento dei dati da parte di chi esercita la professione di giornalista, ad eccezione delle disposizioni concernenti i dati sensibili, ai soggetti che esercitano con carattere di continuita' l'attivita' di pubblicista o di praticante giornalista iscritti, rispettivamente, negli elenchi di cui agli articoli 26 e 33 della legge 3 febbraio 1963, n. 69; i) adattare, ai trattamenti in ambito pubblico esclusi dall'applicazione della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, i principi desumibili dalla medesima legislazione, sulla base dei seguenti criteri: 1) pieno recepimento dei principi medesimi; 2) rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione n. 108 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, adottata a Strasburgo il 28 gennaio 1981 e resa esecutiva con legge 21 febbraio 1989, n. 98, nonche' della normativa comunitaria, tenendo conto dei criteri di cui alla raccomandazione n. R. (87) 15, adottata il 17 settembre 1987 dal Consiglio d'Europa; 3) ricognizione puntuale dei soggetti pubblici titolari dei trattamenti esclusi, nonche' dei medesimi trattamenti; 4) introduzione degli adattamenti resi indispensabili dalla specificita' degli interessi perseguiti dai suddetti trattamenti in ambito pubblico; 5) particolare considerazione per trattamenti di dati che implichino maggiori rischi di un danno all'interessato; 6) specificazione delle modalita' attraverso le quali si svolge il controllo sul rispetto delle disposizioni di legge che presiedono ai suddetti trattamenti in ambito pubblico; l) prevedere norme che favoriscano lo sviluppo dell'informatica giuridica e le modalita' di collegamento, per l'autorita' giudiziaria e per l'autorita' di pubblica sicurezza, con le banche dati della pubblica amministrazione; m) mantenere il raccordo tra le attivita' del Garante per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali e quelle dell'Autorita' per l'informatica nella pubblica amministrazione, anche modificando le disposizioni della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali e del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, e successive modificazioni, nonche' l'armonizzazione dello stato giuridico del relativo personale; n) stabilire le modalita' applicative della legislazione in materia di protezione dei dati personali ai servizi di comunicazione e di informazione offerti per via telematica, individuando i titolari del trattamento di dati inerenti i servizi accessibili al pubblico e la corrispondenza privata, nonche' i compiti del gestore anche in rapporto alle connessioni con reti sviluppate su base internazionale; o) individuare i casi in cui, all'atto della comunicazione o della diffusione di dati personali provenienti da archivi, registri, elenchi, atti o documenti tenuti da pubbliche amministrazioni, debba essere indicata la fonte di acquisizione dei dati. Art. 2. (Delega per l'emanazione di disposizioni correttive della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali). 1. Il Governo della Repubblica e' delegato ad emanare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi recanti disposizioni correttive della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri direttivi: a) rispetto dei principi e della impostazione sistematica della legislazione in materia di tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali; b) introduzione delle sole correzioni a tale legislazione che, dopo il primo periodo di applicazione della medesima, sentiti il Garante per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali e nelle materie di sua competenza l'Autorita' per l'informatica nella pubblica amministrazione, si dimostrino necessarie per realizzarne pienamente i principi o per assicurarne la migliore attuazione o per adeguarla all'evoluzione tecnica del settore. Art. 3. (Esercizio della delega). I decreti legislativi di cui agli articoli 1 e 2 sono adottati ai sensi dell'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
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Il progetto si propone di attivare il servizio di front-office. Si intende a tal proposito impegnare i volontari, adeguatamente formati, in attività di comunicazione esterna ed interna e di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza. Le attività saranno rivolte alla divulgazione di notizie e di progetti inerenti l'attività istituzionale dell'Ente. Si porrà particolare attenzione alla raccolta informazioni in un'ottica attenta al miglioramento, si intende quindi misurare la qualità del servizio erogato ed indagare sui bisogni dei cittadini che l'associazione non riesce a soddisfare. Attività previste: · attivazione del punto informazioni/prenotazioni ( informazioni sull'offerta, su pratiche amministrative, informazioni giuridiche, prezzi, tempi, ecc.) · redazione della carta dei servizi; · ufficio stampa: ampliamento e cura del sito internet; redazione del giornalino a diffusione locale; redazione di articoli da inviare alla stampa, compresa quella specializzata, · rilevare la “customer satisfaction”; · comunicazione interna: la soddisfazione del cliente interno; · organizzare convegni ed eventi promozionali. Progetto Controllo Gestionale Il Progetto “Misurazione, gestione e visualizzazione delle risorse possedute dalla “P.A. Croce Verde di Castelfidardo” si pone l'obiettivo di dotare l'Associazione di una funzione, di servizio, agli organi aventi potere decisorio e a tutti i volontari, idonea alla ideazione e alla produzione di un insieme strutturato di strumenti gestionali finalizzati a: Ø consentire la misurazione , Ø agevolare la gestione Ø rendere visibili , sia verso l'interno che verso l'esterno, le risorse tangibili e intangibili possedute dalla P.A. Croce Verde di Castelfidardo ONLUS. Attività previste: · predisposizione del Bilancio Sociale come strumento base dal quale strutturare analisi di gestione sistematiche finalizzate al monitoraggio delle risorse critiche · analisi sistematica dei fabbisogni dell'ente · analisi dell'attività caratteristica dell'associazione, ovvero della prestazione di servizi di trasporto sanitario (servizi di emergenza sanitaria e servizi programmati) · analisi della risorsa principale: la risorsa umana · monitoraggio continuo dei progetti attivati dall'ente. Soccorritori 118 Attività impiego: Ai ragazzi che parteciperanno al Progetto “Volontario per un anno…un'esperienza per la VITA”, verrà fornita una iniziale formazione sull'associazione e sulle finalità che si pone. Poi verranno formati sulle tecniche basilari di soccorso e sulle tecniche avanzate di rianimazione cardio polmonare (BLSD). Alle lezioni teoriche verranno alternate esercitazioni pratiche ed affiancamenti a personale esperto. Superate le prove di esame ed il colloquio, dove si constaterà la preparazione, il volontario, verrà reso operativo, ed impiegato a bordo delle ambulanze per espletare i servizi secondari, ed in addestramento sulle ambulanze di emergenza 118. In una seconda parte, dopo 6 mesi di servizio, i volontari con maggiore attitudine, potranno frequentare il corso di “Capo Soccorso” , e dopo aver superato l'esame e svolto un adeguato periodo di affiancamento a personale esperto, verrà impiegato come responsabile di squadra a bordo di ambulanze che svolgono servizi coordinati dalla Centrale Operativa 118. In alternativa il volontario potrà seguire il corso di autista , e svolgere tale funzione avvalendosi dei mezzi adibiti a trasporti secondari. Protezione Civile Attività d'impiego: Dopo questa prima fase di addestramento il volontario in SCN andrà ad operare all'interno dell'ente con diverse mansioni. · La principale sarà quella di coadiuvare il responsabile della PC nella formazione del personale che sceglierà di far parte della protezione civile, nell'organizzazione delle esercitazioni periodiche; · raccordo tra il personale proveniente dalle diverse realtà e dovrà inoltre partecipare agli incontri tra i responsabili di PC in modo tale da acquisire una buona conoscenza sulle varie strutture del DPCN e delle problematiche che riguardano la gestione di un ente di PC. · impiegati come componenti dell'equipaggio di emergenza 118, (ciò per garantire agli stessi una buona preparazione in caso di emergenza reale · compito di organizzare e gestire due esercitazioni, una nel nono mese ed una nel dodicesimo mese.
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Dipartimento per l'Istruzione Direzione Generale per il personale della scuola ex Ufficio VI Nota 9 aprile 2004 Prot. n. 504 / ex Uff. VI Oggetto: Concorsi riservati a posti d'insegnante di religione cattolica - Comunicazione sedi Sono disponibili gli elenchi sintetici dei candidati distribuiti per edificio ed aula suddivisi per regione e tipologia di concorso. Selezionare il concorso di interesse: Concorso riservato al personale docente di religione - Scuola dell'infanzia e primaria Concorso riservato al personale docente di religione - Scuola secondaria di I e II grado IL DIRIGENTE f.to G. PILO Dipartimento per l'istruzione Direzione Generale per il personale della scuola ex Ufficio VI Nota 1 aprile 2004 Prot. n. 475/Uff. VI Oggetto: Concorsi riservati per esami e titoli per insegnanti di religione cattolica - D.D.G. 31 marzo 2004 - revoca D.D.G. 24 marzo 2004 sedi unificate Si invia, per opportuna conoscenza e con preghiera di massima diffusione, l'allegato D.D.G. 31 marzo 2004, con il quale viene revocato il precedente D.D.G. 24 marzo 2004, concernente l'aggregazione territoriale in alcune regioni dei concorsi in oggetto. IL DIRETTORE GENERALE f.to G. COSENTINO Dipartimento per l'Istruzione Decreto 31 marzo 2004 IL DIRETTORE GENERALE PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA VISTO il decreto direttoriale 2 febbraio 2004 con il quale sono stati indetti i concorsi per esami e titoli per insegnanti di religione cattolica; VISTO il successivo Decreto Direttoriale del 24 marzo 2004 con il quale, in applicazione delle disposizioni contenute nell'art. 1, comma 7 del citato decreto 2 febbraio 2004, è stata disposta l'aggregazione territoriale di alcuni concorsi; VISTE le motivate istanze con le quali i Direttori degli Uffici scolastici regionali dell'Umbria, del Molise e della Basilicata segnalano l'esigenza di mantenere nel proprio ambito territoriale l'intera procedura concorsuale, al fine di garantire una maggiore celerità nell'espletamento delle relative fasi, evitando nel contempo ai candidati il disagio del trasferimento in altra regione per la partecipazione alle prove orali; CONSIDERATA l'opportunità, per i motivi suesposti, di dover accogliere le istanze avanzate in tal senso dai suddetti Direttori degli Uffici scolastici regionali destinatari dell'aggregazione territoriale; D E C R E T A : Art. 1 Sedi unificate di concorsi Il decreto 24 marzo 2004 riguardante l'aggregazione territoriale di alcuni concorsi indicati nell'allegato A allo stesso decreto, è revocato Art. 2 Organizzazione dei concorsi L'organizzazione e lo svolgimento di tutte le fasi procedurali dei concorsi per la scuola dell'infanzia e primaria e per la scuola secondaria nelle Regioni Umbria, Molise e Basilicata si svolgeranno secondo le disposizioni, già impartite nel Decreto Direttoriale 2 febbraio 2004. Il presente decreto sarà pubblicato all'albo degli Uffici Scolastici regionali, sul sito INTERNET del MIUR e nella rete INTRANET. IL DIRETTORE GENERALE f.to COSENTINO Dipartimento per l'istruzione Direzione Generale per il personale della scuola ex Ufficio VI Nota 24 marzo 2004 Prot. n. 442 /Uff. VI Oggetto: Concorsi riservati per esami e titoli per insegnanti di religione cattolica - D.D.G. 24 marzo 2004 - sedi unificate Si invia, con preghiera di massima diffusione, l'allegato D.D.G. 24 marzo 2004, con il quale, per alcune regioni, è stato disposto in sede unificata lo svolgimento delle fasi procedurali successive alla prova scritta dei concorsi citati in oggetto. IL DIRETTORE GENERALE GIUSEPPE COSENTINO f.to G. PILO Dipartimento per l'Istruzione Il Direttore Generale per il Personale della scuola Decreto 24 marzo 2004 IL DIRETTORE GENERALE VISTO il decreto direttoriale 2 febbraio 2004 con il quale sono stati indetti i concorsi per esami e titoli per insegnanti di religione cattolica; VISTO in particolare, l'art. 1, comma 7 del sopracitato decreto 2 febbraio 2004, che prevede, in presenza di un esiguo numero di candidati il contenimento della spesa relativa al funzionamento delle commissioni giudicatrici attraverso l'aggregazione territoriale dei concorsi; VISTO il diario di esami pubblicato il 16 marzo 2004; RITENUTO opportuno disporre, per alcuni concorsi, successivamente all'effettuazione delle prove scritte previste nel predetto diario di esami, l'espletamento delle restanti prove in sede interregionale; D E C R E T A : Art. 1 Sedi unificate di concorsi Le fasi procedurali successive alle prove scritte dei concorsi citati in premessa, sono unificate, in sede interregionale, secondo le indicazioni di cui all'allegato A, che fa parte integrante del presente decreto. Art. 2 Organizzazione dei concorsi L'organizzazione e lo svolgimento delle prove scritte restano nella competenza dell'Ufficio scolastico regionale originariamente designato. Le predette prove, come previsto dall'art. 7, comma 11 del bando, si svolgeranno alla presenza del comitato di vigilanza. L'organizzazione delle successive fasi della procedura concorsuale è affidata all'Ufficio scolastico nella cui competenza territoriale è ubicata la nuova sede di esame, indicata nell'ultima colonna del predetto allegato A. Successivamente allo svolgimento delle prove di cui al diario di esame citato in premessa, gli Uffici scolastici cui viene meno la competenza avranno cura di trasmettere copia delle domande dei candidati all'Ufficio scolastico della nuova sede di esame, nonché gli elaborati delle prove giornalmente effettuate in distinti plichi sigillati all'Ufficio scolastico a cui è stata assegnata la competenza della procedura. Contestualmente all'invio degli elaborati, gli Uffici interessati comunicheranno ai candidati, con lettera raccomandata con r/r, il mutamento della sede d'esame. Art. 3 Commissioni giudicatrici Le commissioni giudicatrici, nominate per ciascun tipo di concorso dall'Ufficio scolastico divenuto competente, cureranno lo svolgimento dei concorsi anche per i candidati provenienti dalle altre regioni. Art. 4 Attività delle commissioni giudicatrici Le commissioni giudicatrici compilano, per ciascun tipo di concorso, per la regione e per la diocesi per le quali i candidati hanno prodotto domanda di partecipazione, distinte graduatorie di merito. Le graduatorie di merito sono approvate dall'Ufficio scolastico che cura l'organizzazione del concorso svolto a livello interregionale secondo le disposizioni citate in premessa. Le graduatorie di merito sono, quindi, inviate insieme ai relativi atti, agli Uffici originariamente competenti per territorio previsti dal bando. Le attività di contenzioso sono di competenza dell'Ufficio che cura la gestione unificata del concorso, salvo quelle che al momento della trasmissione dei plichi siano già state poste in essere dall'ufficio che ha ricevuto le domande di partecipazione al concorso. Art. 5 Norme di rinvio Per quanto non previsto dal presente decreto, si fa rinvio alle disposizioni contenute o richiamate nel bando di concorso di cui alle premesse. Il presente decreto sarà pubblicato all'albo degli uffici Scolastici regionali, sul sito INTERNET del MIUR e nella rete INTRANET. IL DIRETTORE GENERALE f.to COSENTINO ALLEGATO A Concorsi Ufficio scolastico regionale competente per l'organizzazione e lo svolgimeno della prova scritta Ufficio Scolastico Regionale designato come sede unificata per le successive fasi della procedura concorsuale Scuola infanzia/primaria Scuola secondaria Umbria Marche “ Molise Abruzzo “ Basilicata Puglia Dipartimento per l'istruzione Direzione Generale per il personale della scuola - ex Ufficio VI Nota 16 marzo 2004 Prot. n. 393 /Uff. VI Oggetto: Concorsi riservati per esami e titoli per insegnanti di religione cattolica - comunicazione data svolgimento delle prove scritte In adempimento alla previsione contenuta nell'art. 7, comma 8 del bando di concorso di cui all'oggetto, si comunica che le relative prove scritte si svolgeranno secondo il seguente calendario: 21 aprile 2004: scuola dell'infanzia e scuola primaria; 22 aprile 2004: scuola secondaria. La durata della prova scritta è fissata in quattro ore. Si invitano le SS.LL. a rendere note, secondo le indicazioni contenute nell'art. 7, comma 12 del bando, almeno 10 giorni prima a decorrere dalle date indicate, gli elenchi delle sedi d'esame e la destinazione dei candidati. Per quanto concerne l'organizzazione, l'articolazione, le modalità e i tempi di svolgimento delle prove si rinvia alle disposizioni contenute nel bando di concorso e nella nota n. 315 del 05/03/2004 così come rettificata, per quanto concerne la durata delle prove, dalla successiva nota n. 386 dell'11/03/2004. IL DIRETTORE GENERALE Giuseppe Cosentino DIPARTIMENTO PER L'ISTRUZIONE Direzione Generale del Personale della Scuola ex Ufficio VI Nota 11 marzo 2004 Prot. n. 386 /Uff. VI Oggetto: Concorsi riservati per esami e titoli personale docente di religione - durata prova scritta Si invia, per opportuna conoscenza e con preghiera di massima diffusione, il D.D.G. 11 marzo 2004, con il quale viene apportata una modifica al bando di concorso di cui all'oggetto relativamente alla durata della prova scritta, ora fissata in 4 ore anziché 2. In tal senso va modificata anche l'indicazione contenuta nel penultimo periodo della nota n.315 del 5 marzo 2004. p. IL DIRETTORE GENERALE - Giuseppe Cosentino - f.to G. PILO Dipartimento per l'Istruzione Direzione Generale del personale della Scuola Decreto 11 marzo 2004 IL DIRETTORE GENERALE VISTO il D.D.G. 2 febbraio 2004 e, in particolare, l'art. 7, comma 3, nel quale la durata della prova scritta dei concorsi riservati per esami e titoli a posti di insegnante di religione cattolica, viene fissata in 2 ore; VISTA la nota del 5 marzo 2004 con la quale la Direzione Generale per il personale della scuola, fornisce alcune indicazioni utili per i candidati relativamente alle modalità e tempi di svolgimento della prova; CONSIDERATO che alcune organizzazioni sindacali e molti candidati hanno espresso perplessità sulle suddette indicazioni, ritenendo insufficiente il tempo assegnato per l'espletamento della prova scritta in relazione, sia al numero dei quesiti, sia alle caratteristiche delle risposte da dare; CONSIDERATO che la durata della prova scritta, non essendo astrattamente prevista da norme di legge, è fissata discrezionalmente dall'Amministrazione tenendo presente le specifiche caratteristiche della prova stessa; CONSIDERATO, che nulla osta all'accoglimento della richiesta, atteso che in tal caso viene applicato un principio di maggior favore valido per tutti i candidati partecipanti alle prove scritte. DECRETA: All'art. 7, comma 3 del D.D.G 2 febbraio 2004, la parola "due" viene sostituita con la parola "quattro". Il presente decreto sarà pubblicato all'albo degli Uffici scolastici regionali, nonché sulla rete INTRANET del MIUR e sul sito INTERNET. IL DIRETTORE GENERALE f.to COSENTINO DIPARTIMENTO PER L'ISTRUZIONE Direzione Generale del Personale della Scuola ex Ufficio VI Nota 5 marzo 2004 Prot. 315 Oggetto: Concorsi riservati, per esami e titoli, a posti di insegnante di religione cattolica nella scuola dell'infanzia, nella scuola primaria e nella scuola secondaria. Prova scritta Al fine di offrire ai candidati una puntuale informazione sulle modalità e sui tempi di svolgimento della prova scritta del concorso in questione, si forniscono le seguenti indicazioni: SCUOLA DELL'INFANZIA / SCUOLA PRIMARIA Il candidato è tenuto a svolgere tre quesiti scegliendone uno per ciascuno dei tre ambiti di contenuti previsti dal Programma d'Esame. I candidati aventi i requisiti per la sola scuola dell'infanzia dovranno operare la scelta, per i primi due ambiti, tra i quesiti riguardanti tematiche specifiche della scuola dell'infanzia. Tali quesiti saranno contrassegnati da asterisco. Per il terzo ambito la scelta è libera. I candidati aventi titolo per la scuola dell'infanzia e per la scuola primaria potranno scegliere liberamente tra tutti i quesiti proposti nei tre ambiti. Nello svolgimento di ciascuno dei tre quesiti scelti il candidato non dovrà superare, orientativamente, le venti righe di foglio protocollo. SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO E SECONDO GRADO Il candidato è tenuto a svolgere tre quesiti scegliendone liberamente uno per ciascuno dei tre ambiti di contenuti previsti dal Programma d'Esame. Nello svolgimento di ciascuno dei tre quesiti scelti il candidato non dovrà superare, orientativamente, le venti righe di foglio protocollo. Per tutti la durata massima della prova è di due ore. Sarà consentita soltanto la consultazione del dizionario di italiano e di testi normativi non commentati. IL DIRETTORE GENERALE - Giuseppe Cosentino - Dipartimento per l'Istruzione Direzione Generale del Personale della Scuola Nota 18 febbraio 2004 Prot. n. 263 / ex Uff. VI Oggetto: D.D.G. 2 febbraio 2004 - Concorsi riservati, per esami e titoli, a posti d'insegnante di religione - rettifiche diocesi Si comunica, anche a seguito di rettifiche pervenute da parte della C.E.I., quanto segue. Le diocesi di Santa Maria di Grottaferrata e di Subiaco, situate nella regione Lazio, vanno depennate dall'elenco allegato al modello di domanda di partecipazione ai concorsi in oggetto (pag.12/15) "non avendo autonomia organizzativa per questa materia". I relativi codici meccanografici saranno disattivati a cura del gestore del sistema informativo. Per mero errore materiale, nell'allegato al modello di domanda (pag 12/15) la diocesi di San Marino-Montefeltro, contrassegnata con il codice EE, risulta assegnata alla regione Emilia-Romagna, anziché alla regione Marche e la diocesi di Rimini (pag 13/15), contrassegnata con il codice LB, risulta assegnata alla regione Marche, anziché alla regione Emilia-Romagna. Si precisa che i candidati interessati alla partecipazione ai concorsi per le diocesi citate devono inviare le domande di partecipazione rispettivamente, all'Ufficio scolastico regionale per le Marche e all'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia Romagna utilizzando il codice, già citato, riportato a fianco di ciascuna diocesi. Il sistema informativo provvederà automaticamente ad assegnare le relative istanze alla regione di competenza. Eventuali istanze di partecipazione già presentate, erroneamente indirizzate, dovranno essere rettificate d'ufficio ed inviate al competente Ufficio scolastico regionale. Di ciò dovrà essere data opportuna informazione scritta ai candidati interessati. Le SS.LL. sono pregate di dare la massima diffusione al contenuto della presente nota, che sarà pubblicata sul sito INTERNET di questo Ministero (www.istruzione.it) e nella rete INTRANET. p. IL DIRETTORE GENERALE Giuseppe Cosentino f.to G. Pilo Dipartimento per l'Istruzione Direzione Generale del Personale della Scuola Nota 17 febbraio 2004 Prot. n. 223 / ex Uff. VI Oggetto: D.M. di rettifica alla tabella di valutazione dei titoli (all. 5) al decreto ministeriale riguardante i concorsi riservati, per esami e titoli per insegnanti di religione cattolica Si invia, per opportuna conoscenza e tempestiva diffusione, l'allegato Decreto di rettifica alla tabella di valutazione allegata al bando di concorso di cui all'oggetto (allegato 5). Il provvedimento sarà pubblicato anche sul sito INTERNET del MIUR e sulla rete INTRANET. IL DIRETTORE GENERALE f.to Cosentino Dipartimento per l'istruzione Direzione Generale del personale della scuola Decreto 17 febbraio 2004 VISTO il Decreto Ministeriale 2 febbraio 2004 riguardante l'indizione dei concorsi riservati, per esami e titoli, a posti di insegnante di religione cattolica nella scuola dell'infanzia e nella scuola elementare e nella scuola di istruzione secondaria di primo e secondo grado; VISTA la tabella di valutazione di titoli allegata al predetto decreto ministeriale (allegato 5); CONSIDERATO che nella predetta tabella di valutazione, per mero errore materiale, non è stata prevista, per l'accesso all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole dell'infanzia e nella scuola elementare, la valutazione della qualificazione professionale riconosciuta, ai sensi del punto 4.6.2., lettera b) del D.P.R. 751/85, titolo di accesso, peraltro, espressamente previsto sia all'art. 2, comma 2 lettera A)5 del citato decreto, nonché alla lettera e) della sezione D del modello di domanda (All. 1); CONSIDERATA pertanto, la necessità di integrare la predetta tabella di valutazione con l'espressa previsione della qualificazione di cui trattasi e del relativo punteggio da attribuirle; DECRETA: La tabella di valutazione dei titoli, allegato 5, al Decreto ministeriale 2 febbraio 2004, è integrata al punto B1), dopo la lettera f), con la seguente indicazione: .g) qualificazione riconosciuta ai sensi del punto 4.6.2 lettera b) del D.P.R. 751/85: punti 2. Il presente Decreto sarà pubblicato all'albo degli Uffici scolastici regionali, sul sito INTERNET del MIUR all'indirizzo www.istruzione.it. e sulla rete INTRANET. Roma, 17 febbraio 2004 IL DIRETTORE GENERALE f.to COSENTINO Dipartimento per l'Istruzione Direzione Generale del Personale della Scuola Nota 17 febbraio 2004 Prot. n. 221 / ex Uff. VI Oggetto: D.D.G. 2 febbraio 2004 - Concorsi riservati, per esami e titoli, a posti d'insegnante di religione - codice meccanografico diocesi di Palermo Si comunica che per mero errore materiale, nell'allegato al modello di domanda di partecipazione ai concorsi in oggetto (pag 14/15), la diocesi di Palermo risulta citata due volte con codici diversi (QC e QD). Ciò posto, si precisa che i candidati interessati alla partecipazione ai concorsi per la diocesi citata possono indifferentemente indicare nel modello di domanda l'uno o l'altro codice . Il sistema informativo provvederà automaticamente a considerare ogni istanza di partecipazione espressa dai candidati con uno qualsiasi dei due codici citati, come prodotta per la diocesi di Palermo. La S.V. è pregata di dare la massima diffusione al contenuto della presente nota, che sarà pubblicata sul sito INTERNET di questo Ministero (www.istruzione.it) e nella rete INTRANET. IL DIRETTORE GENERALE f.to Cosentino Dipartimento per l'istruzione Direzione generale del personale della scuola Nota 5 febbraio 2004 Prot. n. 190 / ex Uff. VI Oggetto: D.D.G. 2 febbraio 2004 - Concorsi riservati, per esami e titoli, a posti d'insegnante di religione - errata corrige Con riferimento al bando di concorso in oggetto, le SS.VV. sono pregate di prendere nota della seguente errata-corrige: All'articolo 4 (Domanda di ammissione e titoli), comma 1, del bando di concorso in oggetto, quinta riga, anziché "….art.1, comma 1", leggasi "…. art.2, comma 1…..". IL DIRIGENTE G. PILO Dipartimento per l'istruzione Direzione generale del personale della scuola Circolare Ministeriale 5 febbraio 2004, n. 12 Prot. n. 189 Oggetto: Legge n. 186 del 18 luglio 2003 - Costituzione elenchi per la formazione delle Commissioni giudicatrici del concorso per titoli ed esami per l'accesso ai ruoli del personale docente della religione cattolica delle scuole di ogni ordine e grado Nell'imminenza dello svolgimento del concorso riservato, di cui all'art. 5 della legge n. 186 del 18 luglio 2003, si rende necessario predisporre nuovi elenchi di aspiranti alla nomina a presidente e componente le commissioni giudicatrici, in sostituzione degli elenchi pregressi venuti a scadenza. La legge n. 186/03 istituisce due distinti ruoli regionali del personale docente della religione cattolica, corrispondenti uno alla scuola secondaria e l'altro alla scuola dell'infanzia ed elementare; pertanto, ai sensi dell'art. 3, per l'accesso a ciascun ruolo si dovrà costituire una specifica Commissione giudicatrice, presieduta da un docente universitario, un ispettore tecnico o da un dirigente scolastico, che abbia superato il periodo di prova e presti servizio nell'ambito della Regione in cui si svolge il concorso. La Commissione è composta da due docenti, con almeno 5 anni di anzianità nel ruolo, titolari, rispettivamente, nella scuola secondaria o nella scuola dell'infanzia ed elementare, in servizio nella Regione di svolgimento del concorso. Costituisce titolo preferenziale aver maturato certificata esperienza in qualità di Presidente o componente di commissione in precedenti concorsi ordinari o riservati. Ai sensi dell'art. 5 le commissioni debbono accertare la conoscenza dell'ordinamento scolastico, degli ordinamenti didattici e pedagogici relativi agli ordini e ai gradi di scuola ai quali si riferisce il concorso, nonché degli elementi essenziali della legislazione scolastica. Almeno un componente la commissione deve essere di sesso femminile, salvo motivata impossibilità. Alla commissione è assegnato un segretario individuato tra il personale amministrativo dell'area C o B. Qualora il numero dei candidati superi le 500 unità si costituiscono, con le stesse modalità, sottocommissioni che saranno coordinate da un docente universitario, da un ispettore tecnico o da un dirigente scolastico. Possono far parte delle commissioni anche coloro che sono stati collocati a riposo da non più di tre anni, alla data di indizione della procedura concorsuale, e non abbiano superato il 70° anno di età, al momento dell'inizio del concorso. I Direttori degli Uffici scolastici regionali dispongono le nomine, sorteggiando i nominativi da distinti elenchi, formulati sulla base delle domande pervenute, dando precedenza assoluta nel sorteggio all'elenco di chi rinuncia all'esonero dagli obblighi di servizio. In mancanza di aspiranti alla nomina il Direttore competente nomina, fuori elenco, personale di sua fiducia. Costituiscono motivi di incompatibilità: a) aver riportato condanne penali o avere in corso procedimenti penali; b) avere procedimenti disciplinari in corso; c) avere subito una delle sanzioni disciplinari previste dall'art. 492 del T.U., di cui al D.Leg.vo n. 297/94, per il personale della scuola, e dall'art. 87 del R.D. n. 1592 del 31 agosto 1933, per i docenti universitari. Le sanzioni disciplinari dell'avvertimento scritto e della censura, ove sia avvenuta la riabilitazione di cui all'art. 501 del citato T.U. n. 297/94, non costituiscono impedimento all'eventuale nomina; d) ricoprire cariche politiche o sindacali; e) essere parenti o affini entro il quarto grado di uno o più concorrenti (art. 433, T.U. n. 297/94). Le domande di partecipazione alle commissioni esaminatrici vanno indirizzate al Direttore dell'Ufficio scolastico regionale della sede di servizio. Per il personale in quiescenza la sede di servizio è l'ultima ottenuta. Nella domanda gli interessati debbono indicare i propri dati anagrafici, la sede di servizio, la titolarità dell'insegnamento, il titolo preferenziale, l'assenza di incompatibilità e l'eventuale decorrenza del collocamento a riposo. Essi dovranno, altresì, dichiarare se intendano rinunciare all'esonero dagli obblighi di servizio, ai fini della corresponsione del compenso previsto dall'art. 404 del T.U., di cui al D.lg.vo n. 297/1994. I Dirigenti scolastici e gli Ispettori tecnici invieranno le istanze direttamente al competente Direttore dell'Ufficio scolastico regionale, che verificherà l'assenza di eventuali impedimenti; i docenti universitari e i docenti di ogni ordine e grado le invieranno tramite, rispettivamente, il Rettore e il Dirigente scolastico, i quali, in calce, esprimeranno il proprio motivato parere. Le SS.LL. fisseranno, con proprio decreto, il termine di scadenza della presentazione delle domande e, in base al numero e alla provenienza delle medesime, la sede in cui si svolgeranno le prove concorsuali, dandone tempestiva diffusione mediante affissione all'albo degli Uffici scolastici periferici, via INTRANET e INTERNET, secondo le indicazioni che saranno fornite al riguardo dal Sistema informativo. IL DIRETTORE GENERALE Giuseppe COSENTINO Dipartimento per l'Istruzione Direzione Generale del personale della Scuola Nota 4 febbraio 2004 Prot. n. 187 / ex Uff. VI Oggetto: Concorsi riservati, per esami e titoli, a posti d'insegnante di religione Si trasmette il decreto dirigenziale datato 2 febbraio 2004 e i relativi allegati, con il quale sono indetti i concorsi in oggetto. A norma dell'art. 5, del provvedimento in questione, le domande di partecipazione ai concorsi devono essere presentate entro il termine perentorio di 30 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'avviso dell'avvenuta emanazione del bando, pubblicazione che avverrà il 6 febbraio 2004. Pertanto, la scadenza del termine è fissata al giorno 8 marzo 2004. Il citato decreto dirigenziale citato è reperibile anche nella rete INTRANET e sul sito INTERNET di questo Ministero. A norma dell'articolo 4 del decreto, le istanze di partecipazione devono essere indirizzate all'Ufficio scolastico regionale nel cui ambito territoriale è situata la sede dell'ordinario diocesano che ha rilasciato il riconoscimento di idoneità richiesto dall'art. 1, comma 1, del bando per l'ammissione al concorso e possono essere presentate tramite la scuola in cui il candidato presta servizio (v. modello di domanda, all. 1 al bando). Si precisa che la procedura concorsuale in argomento si avvarrà del supporto del sistema informativo secondo le consuete modalità di gestione dei concorsi a posti e a cattedre per esami e titoli. Le dipendenti istituzioni scolastiche, ai fini della esatta determinazione della data di presentazione delle domande, appena pervenute, avranno cura di acquisirle immediatamente al protocollo, nonché, nel più breve tempo possibile, trasmettere i relativi dati al sistema informativo, tramite una apposita funzione che sarà rilasciata tempestivamente dal gestore. Scaduto il termine di presentazione, le domande dovranno essere inviate, in unico plico, ai competenti Uffici scolastici regionali ai fini dell'adozione, da parte delle SS.VV., dei consequenziali provvedimenti di ammissione o non ammissione alle procedure. Si prega di voler dare la massima diffusione alla presente nota presso le istituzioni scolastiche per gli adempimenti di loro competenza. Si ringrazia per la collaborazione. IL DIRETTORE GENERALE f.to COSENTINO
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"E' un avvenimento storico ... - LadyMacbeth - .: 12 Agosto... - Kitemmurt - .: Una bella chiavetta USB - Eiaculator - .: La mia vicina ha fatto il bucato [img] - Eiaculator - .: la giudaica media - ufo - .: il giudaico medio - ufo - .: Finalmente un'energia non inquinante. - Eiaculator - .: Un ignaro turista americano... - Eiaculator - .: nessuno mi chiede come stanno i pesci del mio acquario? - ufo - .: Il re del falsetto - ufo - Gli ultimi .: Live8: dopo i Pink Floyd si riunisce Alleanza Nazionale .: Tutto quello che avreste voluto sapere sulle zoccole rumene e non avete mai osato chiedere! .: Troppo caldo? Bevete acqua, mangiate frutta, e, soprattutto, levatemi di dosso questa zoccola! (dimenticavo: sono suicide mondays!) .: Benedetto XVI: 'Difendere la vita dal concepimento alla disoccupazione' .: Ecco le vere tracce dei temi della maturità, uscite dalla penna della Ministra Moratti: .: Calderoli senza rete: 'Contro la forfora decapitazioni!' .: Non sempre chi ha le tette grosse ha ragione. Non c'entra nulla con quello che leggerete, ma mi andava di dirlo. Firmato Suicide Mondays Links .: Amnesty International .: Greenpeace Giuda - il sito che non tradisce ~ OnLine dal 1999 ~ Fondato da Thomas Salerno e Paolo Agazzone Redazione: Thomas Salerno, Alessio Atrei, Francesco Gaziano, Franco Kappa, Alessandro Berselli, Nicola Brusco, Gianni Falcone, Alberto Paolotti, Martino Pinna, Matra, Massimo Ottavi, MOPy, Pigghy. Inviami una email ogni volta che il sito viene aggiornato
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Ubicazione della struttura nel contesto del territorio che la ospita (rispetto della natura, armonizzazione della struttura con il circondario, panoramicità) Molto soddisfatto Accessibilità (percorso per raggiungerla, ingresso) Non completamente soddisfatto Distanza dai servizi turistici (per esempio, centro storico, spiaggia, impianti di risalita, ecc.) Soddisfatto Eventuali commenti sui giudizi espressi Curve strette nell'accesso Le infrastrutture Spazi per la sosta (disposizione, livellamento, dimensioni, accessi) Soddisfatto Pozzetti per lo scarico delle acque usate e loro usabilità (necessità di fare manovre, tipo e dimensione della griglia, spazio attorno) Molto soddisfatto Rubinetti per il carico di acqua fresca (numero, dislocazione, portata) Molto soddisfatto Prese per l'allacciamento elettrico (numero, dislocazione, raggiungibilità dagli spazi sosta) Molto soddisfatto Eventuali altri servizi presenti (servizi igienici, docce, giochi per bimbi, barbecue, ecc.) Superiore alle attese, eccellente Eventuali commenti sui giudizi espressi Ci sono solo 2 docce, ma possono bastare La gestione Cortesia e disponibilità dello staff Superiore alle attese, eccellente Presenza nelle 24 ore (sorveglianza, custodia) Molto soddisfatto Pulizia, organizzazione della struttura Molto soddisfatto Servizi aggiuntivi (animazione, collegamenti con il centro, spacci interni alla struttura, ecc.) Molto soddisfatto Il costo, rapportato ai servizi erogati Molto soddisfatto Eventuali commenti sui giudizi espressi Quali sono le ragioni per sostare in questa struttura? Aria pura, ottimo per famiglie con bambini e per chi ama cavalcare Quali ritenete siano i punti di forza della struttura? Vasti spazi verdi e il ristorante sul posto che se serve qualcosa cerca sempre di accontentare (pane, latte appena munto, vino, ecc.) Quali ritenete siano i punti deboli della struttura? La strada per arrivarci Altri commenti sulla struttura? l"area è fornita di brace e tavoli . ottima la carne e i formaggi Considerazioni finali? I bambini si sono molto divertiti ad andare a cavallo, costa 11 euro La consigliereste ad un amico?
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Orata Con I Funghi Postato da Shirley il Martedì, 04 maggio @ 15:34:45 CEST 4 Porzioni 1 Orata - 150 G Funghi - Prezzemolo - Timo - Mollica Di Pane - Lardo - 50 Cl Vino Bianco - Latte Pulite e lavate il pesce. Imbevete nel latte la mollica del pane, metteteci il sale il pepe, il timo e due funghi tritati. Amalgamate il tutto e riempite l'orata con il composto dopo averla aperta su un fianco. Mettetela in una teglia circondandola con il lardo e mezzo litro di vino bianco. Servite con pomodori conditi con l'olio e funghi fritti nel burro.
CURRENT URL http://viaggi.virgilio.it/destinazioni/medio_oriente/emirati_arabi/trasportiinterni.html
Non esiste alcun servizio di autobus o aereo tra un emirato e l'altro; pertanto, chi non viaggia con un veicolo proprio non avrà altra scelta che utilizzare i taxi che effettuano il servizio di collegamento. Il servizio non è tra i più affidabili, ma i prezzi sono bassi e i taxi vi offriranno la possibilità di conoscere la gente del posto. Il problema principale è costituito dal fatto che dovrete aspettare finché il mezzo non è al completo, fatta eccezione per il percorso Abu Dhabi-Dubai. Queste due città sono anche collegate da un servizio di minibus, dai prezzi leggermente più convenienti. Si tratta di un paese dove disporre di un veicolo proprio può fare la differenza, dal momento che in questo modo non dovrete preoccuparvi di pianificare gli spostamenti. I prezzi per il noleggio di un'automobile sono di poco superiori a quelli praticati nei paesi occidentali; non avrete alcuna difficoltà nel noleggiare una vettura ad Abu Dhabi o Dubai. Le strade principali sono ben tenute e, in teoria, dovreste guidare tenendo la destra. La gente non guida in modo eccelso e il fatalismo detta legge; se possedete anche solo una minima inclinazione alla prudenza, dovrete guidare in maniera piuttosto difensiva, soprattutto quando vi trovate nelle rotatorie. Soltanto Dubai e Al-Ain sono dotate di un sistema di autobus pubblici utili per i viaggiatori. Ricordate che soltanto ad Abu Dhabi e Al-Ain i taxi sono dotati di tassametro.
CURRENT URL http://expo.pianeta.it/categorie/edilizia_materiali_e_costruzioni_lavori_pubblici_ecologia/pavimenti_e_rivestimenti_pannelli_pareti_divisorie/puglia/index2.html
un interior design ed una squadra di artigiani, è ha disposizione per realizzare soluzioni di arredamento di ogni vostro ambiente O. De Filippi & C. Azienda di produzione di pavimenti e rivestimenti per interni ed esterni specializzata nella realizzazione di mattoni con disegno personalizzato alla veneziana ad intarsio in graniglia di marmo e pastina. O. De Filippi & C. s.n.c. Pavimenti per interni O. De Filippi & C. s.n.c. di Enrico e Fabio O. De Filippi & C. azienda di produzione di pavimenti esterni in cemento di tipo grezzo, lavato, lavato disegnato, levigato, particolarmente indicati per la pavimentazione di viali, giardini, parcheggi, bordi di piscine. PAVIMENTI APOLLO di Marti Giovanni PIETRARREDO - Lavorazione Artistico-Artigianale Pietra Leccese e Carparo Lavorazione Artistico-Artigianale di Pietra Leccese e Carparo : edilizia e restauro; pavimentazione, rivestimenti e complementi d'arredo(per interni ed esterni) per la casa, negozi, uffici e locali pubblici; camini, colonne, volte, capitelli, tavoli, scaf Pitturazioni Pitturazioni e controsoffittature di cosimo sammartino tecno habitat http://www.tecno-habitat.com/azienda/chi_siamo.htm Teseo marmi Teseo Marmi Produzione e lavorazione marmi, pavimenti ecc... Tra-Me Srl - Lavori in Cartongesso Lavori in Cartongesso - Un'azienda leader a livello nazionale ed internazionale in Sistemi di Controsoffittature, pareti divisorie, controsoffitti, contropareti, pavimenti sopraelevati, coibentazioni termo acustiche, tramezzature metalliche, Pareti antinc
CURRENT URL http://www.fuocoelegna.it/forum/write_topic.php?topic_id=1882
Abbiamo deciso di sospendere, a malincuore, l'invio di nuovi messaggi a oltranza. Non ti sappiamo dire quando riattiveremo il servizio. Noi speriamo al più presto. Le ragioni che ci hanno portato a maturare tale decisione sono dovute alle nuove disposizioni del Garante sulla Privacy per noi troppo onerose. Vai alla radice del thread Oggetto: "Re: Canna fumaria per stufa in maiolica" di alberto.mauri del 1-/-0/2003, 23: 0 io ho fatto fare due stufe in maiolica, costruite sul posto da un artigiano di BZ, sono soddisfattissimo e te le consiglio vivamente al posto del camino. Chi me le ha fatte è venuto a vedere a casa mia (vicino a Lecco) senza problemi. Prova a sentire Toni Pohl di Auna di sotto (Bz) 0471******, lui (o il figlio) sono spesso in giro per l'italia. E' gente seria. Re: Re: Canna fumaria per stufa in maiolica di Alberto Malucelli del 1-/-0/2003, 23: 2 A questo punto mi piacerebbe comunicare direttamente con qualcuno che si è fatto montare una stufa in maiolica, perché per me è un argomento ancora sconosciuto e su cui avrei molte domande, ma se mi metto a scrivere non finisco più e temo di poter annoiare gran parte del forum. Se non sbaglio nel forum è consentito lo scambio di indirizzi di posta elettronica. Se qualcuno volessse raccontarmi le sue esperienze con questo tipo di stufe, il mio indirizzo è a.malucelli@tiscalinet.it Re: Re: Canna fumaria per stufa in maiolica di Alberto Malucelli del 1-/-0/2003, 23: 2 A questo punto mi piacerebbe comunicare direttamente con qualcuno che si è fatto montare una stufa in maiolica, perché per me è un argomento ancora sconosciuto e su cui avrei molte domande, ma se mi metto a scrivere non finisco più e temo di poter annoiare gran parte del forum. Se non sbaglio nel forum è consentito lo scambio di indirizzi di posta elettronica. Se qualcuno volessse raccontarmi le sue esperienze con questo tipo di stufe, il mio indirizzo è a.malucelli@tiscalinet.it Re: Re: Canna fumaria per stufa in maiolica di Eros del 1-/-0/2003, 25: 1 Scusa ma sei un rappresentante di stufe in maiolica, il problema era di troppo tiraggio della canna fumaria, che viene evidenziato dal camino jolly-mec che ha ingressi di aria molto elevati, per una stufa in maiolica la suddetta canna può andare benissimo come a qualsiasi camino o stufa convettivi.
CURRENT URL http://www.filmscoop.it/film_al_cinema/cannibalholocaust.asp
7 / 10 l'età penalizza una pellicola direi allucinata...la storia non è del tutto verosimile ma così doveva essere per far riflettere su due mondi del tutto diversi come l'inferno verde e la giungla d'asfalto...entrambi con le loro violenze ed efferatezze...si ...non aggiungerei altro...mi è venuto bene così a proposito:la colonna sonora è notevole ma ogni tanto si poteva togliere l'effetto "maiale in fase di castrazione"...almeno quando non succedeva niente... Rispondi al commento tupolevv @ 09/07/2005 17:21:11 8 / 10 Che dire..intanto che sono riuscito a vederlo e no è poco. IL film secondo me è eccezionale ed estremamente attuale.....una denuncia aperta contro la violenza "occidentale" che si permette di poter fare qualunque cosa contro la natura e gli uomini solo perchè ha la tecnologia e il FUCILE.....ma c'è di più...DEODATO ci regala la seconda parte indimenticabile girata con la tecnica divenuta ormai famosa in the B. W. P. .....che contribuisce ad un realismo veramente agghiacciante fino all'orrendo finale dove i grandi uomini col fucile si vedono ritorcere contro tutte le atrocità perpetrate fin'ora, Dove è il problema allora???? La terribile violenza sugli animali assolotamente reale e senza effetti speciali.......la scena della testuggine da sola è un vero abominio. Ecco il problema è qui....io regista non avrei mai permesso una cosa del genere e tantomeno se fossi stato attore mi sarei abbassato a tanta efferatezza....concordo che se quelle scene fossero state finte il film non avrebbe tutto quel fascino macabro che ha oggi...e sicuramente lo scopo di DEODATO era quello proprio di scioccare e inorridire.....è una questione di stile....in ogni caso il film merita di essere visto assolutamente Rispondi al commento Dark Funeral @ 08/07/2005 03:11:42 9 / 10 Grande film, ineccepibile. Buoo il cast, las ceneggiatura e le ambientazioni. Ovviamente non per tutti. Riservato ad estimatori. Rispondi al commento Jason88 @ 22/06/2005 19:50:42 2 / 10 ha ragione mescalito...E' UN PORNO!!!!! Rispondi al commento Blutarski @ 17/06/2005 20:37:50 4 / 10 Be come suggerisce sb6r il film a degli spunti interessanti, delle scene di violenza abbastanza toccanti e crude. uno splatter come si deve ma dò 4 perchè questo non è uno splatter ma una vera è proprio carneficina di poveri animali (forse in estinzione). Mi ha dato davvero fastidio, perchè finchè gli animali li si uccidono per mangiarli lo posso comprendere ma per fare un film no. La storia di fondo attira molto e devo dire che la storia di questi 4 folli non sembra tanto verosimile anche se è molto sconcertante. SPOILER Trovo assurdo il fatto che un film che alla fine sviluppa un punto di vista critico nei confronti di chi violenta così il mondo naturale, sia così devastante nei confronti dello stesso.In questo caso il fine non giustifica i "mezzi". 1 risposta al commento Ultima risposta 17/06/2005 Visualizza / Rispondi al commento goat @ 14/06/2005 12:39:08 8 / 10 un film che creerebbe un mare di polemiche se uscisse ora,figuriamoci 25 anni fa..i dialoghi li ho trovati un po' banali,ma forse è dovuto appunto all'eta' del film.ho un dubbio:l'ho rivisto recentemente in una versione della durata da voi riportata e sono rimasto perplesso dal fatto che la prima volta che l'ho visto(in videocassetta)c'erano un sacco di scene in piu'(un'oretta circa)che non avrebbero mai dovuto essere tolte perche' memorabili.grazie Rispondi al commento sb6r @ 23/03/2005 11:49:13 5 / 10 Un film inutile quanto affascinante. Molto forte e per certi aspetti esagerato. Storia un pò banale ma con ottimi spunti di riflessione. Inaccettabile l'uccisione di animali veri per girare un ***** di film. Senza quest'ultima gravissima pecca, si sarebbe meritato un 7... Da vedere una volta per curiosità. 42 risposte al commento Ultima risposta 07/05/2005 Visualizza / Rispondi al commento dirtycla @ 04/03/2005 17:04:25 9 / 10 Si può discutere per ore sul valore etico e morale di questo film. Un film che da una parte lancia determinate accuse ad una società che progredisce dal punto di vista tecnologico e regredisce da quello sociale, e dall' altra si permette di contraddirsi mostrando atrocità commesse realmente su animali. Non so se Deodato abbia girato quelle scene terribili conscio del fatto che per lanciare il suo messaggio doveva mostrare l'orrore; ho visto alcune sue interviste e mi è sembrato un bel furbacchione. Quello su cui non si può discutere, a mio parere, è la realizzazione tecnica del film. Personalmente la trovo stupefacente, la parte documentaristica è fenomenale. In Spagna, un pò ingenuamente bisogna ammetterlo, c'è gente che crede che quelle immagini siano reali! Questo film mi ha spiazzato, in positivo, totalmente. Una menzione d'obbligo va alla colonna sonora di Riz Ortolani che è bellissima. Rispondi al commento Pagina di 3 Commenti Successivi »» vota e commenta il film invita un amico casualmente dall'archivio FA LA COSA GIUSTA regia di Spike Lee Voto Visitatori: 7,1 In programmazione Viaggi Scoop ADV ACQUE SILENZIOSE NEW ALONE IN THE DARK NEW ALTA TENSIONE HOT BATMAN BEGINS HOT BLUEBERRY BOOGEYMAN HOT BUFFALO SOLDIERS COSE DA FARE PRIMA DEI TRENTA DANNY THE DOG DEAR FRANKIE DOGTOWN AND Z BOYS DUMA ELLA ENCHANTED - IL MAGICO MONDO DI ELLA GAS HOTEL I LOVE HUCKABEES - LE STRANE COINCIDENZE DELLA VITA IL MIO AMICO A QUATTRO ZAMPE IL MIO GROSSO GRASSO AMICO ALBERT IL QUINTO IMPERO - IERI COME OGGI IL SILENZIO DELL'ALLODOLA IMAGINARY HEROES INFECTION KICKING & SCREAMING NEW KOMA LA DIVA JULIA - BEING JULIA LA GUERRA DEI MONDI HOT LA MIA VITA A GARDEN STATE LA PORTA DELLE SETTE STELLE LA SAMARITANA LA SPOSA SIRIANA LA TERRA DEI MORTI VIVENTI HOT L'ALTRA SPORCA ULTIMA META NEW LE PAGINE DELLA NOSTRA VITA L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE DI EUGENIE LEGAMI SPORCHI LICANTROPIA LORDS OF DOGTOWN L'UOMO SPEZZATO MUSICA CUBANA MY SUMMER OF LOVE MYSTERIOUS SKIN NEVER DIE ALONE NEW YORK TAXI ONE LAST RIDE - L'ULTIMA CORSA PAPARAZZI PREMONITION SAVED! SIN CITY HOT R STEAMBOY TERROR ISLAND THE PUSHER UNDEAD WIMBLEDON WITHOUT A PADDLE 143424 commenti su 3620 film Ultimo film commentato KUNG FUSION Andre85 - voto: 8 fenomenale! visto (per fortuna) in lingua originale il film merita senza dubbio di essere visto, spassosissimo, non stanca mai, divertente (issimo), curato nei minimi dettagli, scenografia splendida....guardatelo e basta :-) ps.non oso immagiare la versione in romano-napoletano :-( ultimi 20 film commentati Ultima recensione inserita LA SICUREZZA DEGLI OGGETTI Regia: Rose Troche Interpreti: Glenn Close, Dermot Mulroney, Patricia Clarkson, Joshua Jackson Genere: drammatico Recensione a cura di kowalsky elenco recensioni Ultima biografia inserita VIVIEN LEIGH Nato a: Darjeeling - India il: 05/11/1913 Biografia a cura di Mimmot elenco biografie la meta del tuo viaggio ? 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', CAPTION, 'Fotografia GAEM', VAUTO, RIGHT);" onMouseOut="return nd();"> Mostra la fotografia passando il puntatore del mouse sopra l'icona Premendo sul nome della famiglia , si esegue una ricerca di quella famiglia Premendo sul nome della specie , si esegue una ricerca di quella specie Premendo sul nome del negozio , si esegue una ricerca in base al negozio Premendo dettagli , si consultano i dettagli di quell'inserzione Premendo oppure a]" width="20" height="18"> si ordina per valori crescenti o decrescenti secondo la colonna [ Pagina Ricerca ] [ Sezioni Sito ] [ Homepage ] [ Contatti ] Avete qualche idea su come migliorare questo servizio? Scrivete al Gaem , i vostri consigli saranno preziosi. Se qualcosa non funziona, fatevi avanti, il servizio è in fase di sviluppo. Il CercaPesci è un'idea del GAEM - ogni uso improprio o non autorizzato verrà perseguito a norma di Legge
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Il super-trash di Jerry Springer - Altro che Costanzo-show! Qualcuno ci salvi dalla spazzatura Editoriale/Morcellini fa male ai bambini Se non è pubblica, che televisione è Chi è Robert W. McChesney Confalonieri: "Mettiamo all'asta il servizio pubblico" Balassone: "Diamo il canone a chi lo merita" La guerra perduta delle notizie schermo Robert McChesney è un esperto di giornalismo e di mezzi di comunicazione di massa. Basandosi sul suo lavoro accademico, che si concentra essenzialmente sul rapporto tra i mezzi di comunicazione e il capitalismo, e sul processo di democratizzazione dei media, McChesney ha fornito nuovi punti di vista al dibattito contemporaneo al dibattito contemporaneo sul giornalismo pubblico. Dal 1988 McChesney insegna all'Università del Wisconsin , a Madison, e nel corso di questo anno accademico entrerà a far parte dell'Istituto di Ricerca delle Comunicazioni nell'Università dell'Illinois. Nel Wisconsin insegna storia della comunicazione, politica economica dei mass media, critica giornalistica e sport e cultura popolari. Si è laureato presso l'Evergreen State college di Olympia, a Washington, negli anni '70, con una tesi sulla crescita degli sport americani ed il rapporto tra sport e mezzi di comunicazione negli anni '20. Successivamente ha conseguito il Master e il Dottorato all'Università di Washington, e nel 1993 ha pubblicato con la Oxford University Press la sua tesi di Dottorato, con il titolo "Telecomunicazioni, mass media, e democrazia", analizzando la disputa per il controllo del giornalismo negli anni '30. Dal 1978 al 1984 McChesney ha pubblicato un settimanale a Seattle e "The Rocket", un mensile di musica. Al momento conduce un programma radio sugli affari pubblici a Madison (WORT FM)e partecipa a varie pubblicazioni sulle comunicazioni radio. Lavora per i giornali Monthly Review e The Progressive e fa parte del Comitato dei Direttori del Movimento Culturale per l'Ambiente e dell'Istituto per l'accuratezza pubblica. McChesney ha scritto ampiamente sulla storia del giornalismo e la politica delle telecomunicazioni, fornendo spunti interessanti e spiegazioni precise sul movimento attivista dei mezzi di comunicazione e sul legame tra il giornalismo pubblico e argomenti sociali di più ampio respiro. E' autore di più di cento articoli e vari libri, tra cui I mezzi di Comunicazione Corporativi e la minaccia alla democrazia (Seven Stories Press, 1997), I media globali: nuovi missionari del capitalismo corporativo, edito con Edward S. Herman per le edizioni Cassel, (1997). Il suo ultimo libro è Mezzi di comunicazione ricchi, democrazia povera (University of Illinois Press, 1999), sulle nuove modalità di sviluppo dei media globali. L'intervento che qui pubblichiamo è stato presentato nel Boston Review, in occasione del New Democracy Forum (http://www.bostonreview.mit.edu). Scopo del forum è quello di incentivare una dibattito serio, politicamente impegnato ed intellettualmente onesto su importanti temi contemporanei. Joshua Cohen, editore del forum con Joel Rogers, cerca di coinvolgere nella discussione esperti accademici e partecipanti con un approccio più pratico, provenienti dal mondo lavorativo, unendo la teoria alla pratica per avere un dibattito aperta ed interessante sui diversi argomenti. In questa cornice, McChesney, che approfondisce da anni gli effetti di un controllo centralizzato sulla natura del giornalismo, propone in questo articolo uno studio sulla riforma dei media e varie ipotesi per avviare il processo di democratizzazione delle nuove autostrade dell'informazione elettronica. Articoli collegati Il super-trash di Jerry Springer - Altro che Costanzo-show! Qualcuno ci salvi dalla spazzatura Editoriale/Morcellini fa male ai bambini Se non è pubblica, che televisione è Chi è Robert W. McChesney Confalonieri: "Mettiamo all'asta il servizio pubblico" Balassone: "Diamo il canone a chi lo merita" La guerra perduta delle notizie schermo Vi e' piaciuto questo articolo? Avete dei commenti da fare? Scriveteci il vostro punto di vista cliccando
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Anche stasera non ci sei...vedi che ho fatto bene quando ti ho detto che devo abituarmi? E allora via, a tutta velocità su questo rettilineo deserto e silenzioso. Sciolgo questo filo sottile che ci lega, per lasciarti ai tuoi doveri...lo riannoderò alla prossima occasione. Il sole ormai è allo zenith, lingue di fuoco azzannano il cielo che, da un azzurro acceso, sfuma verso il blu della notte... Gli inseparabili occhiali da sole, a coprirmi gli occhi, nonostante il buio, per ripararli dal luccicore esagerato di una luna piena, per cui i coyotes farebbero follie e i licantropi ballerebbero la tarantella e di migliaia di stelle che ricamano merletti argentei su di un cielo di cobalto, intenso e profondo. Nelle orecchie la musica a palla del cd Californication dei Red Hot Chili Peppers ed io che canto a squarciagola, senza comprendere una parola e storpiando questa lingua sconosciuta.. Ho voglia di bere, di stordirmi...ho certi pensieri, conficcati come chiodi in questa mia testa bacata, che non ne vuol sapere di usare la materia grigia che contiene, che stanca di questo boicottaggio, uno di questi giorni darà definitivamente forfait. Mi fermo sul ciglio della strada, mi godo lo spettacolo, bevo la mia birra e ti aspetto... Eccoti un'altra cartolina. Buonanotte Uomo delle Stelle, sogni tranquilli per un sonno senza lusinghe. Bacio come fosse sempre il primo.
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Libri: "Buongiorno pigrizia" di Bompiani Morale della favola: in un'impresa, anche quando non c'è più nulla in cui sperare, c'è sempre qualcosa da temere. La Bompiani pubblica la guida per sopravvivere sul lavoro! www.rcslibri.corriere.it Acquista libri su Bol.com Sugli scaffali virtuali della libreria di Bol troverai centinaia di offerte: libri d'arte, romanzi e libri tecnici. Acquista online in tutta sicurezza e paga con carta di credito o in contrassegno. www.ita-bol.com Trova Libri su eBay Ogni giorno decine di nuove occasioni. Su eBay puoi comprare e vendere libri nuovi e usati al prezzo che decidi tu e in sicurezza. www.ebay.it Psychostore: vendita libri di psicologia online Psychostore è la libreria online dove acquistare tutto sulla psicologia e i suoi temi rilevanti. Approfitta delle numerose offerte speciali e ricevi i libri direttamente a casa tua. www.psychostore.net Libri Jekoo: il tuo portale di ricerca. Consulta le offerte dei nostri inserzionisti o fai una ricerca tematica. www.jekoo.com Libri - Acquistali online Scegli tra gli oltre 10.000 titoli de “Il Giardino dei Libri”, la libreria del benessere e della salute naturale. Fai il tuo acquisto di libri, cd o dvd online.
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Ciao a tutti! Ho inserito due piccolissimi ancistrus sabato nell'acquario. Sono i primi ospiti. Lunedì gli ho dato un dischetto da fondo, come consigliatomi dal negoziante, ma stamattina ancora non l'hanno finito, pare non interessargli. E' normale? p.s. ma sono così vivaci di notte questi pesciolini? Sono i primi che ho, non so come regolarmi sui loro comportamenti
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Agenzie immobiliari in Toscana. Annunci immobiliari di case, immobili, appartamenti, ville, rustici in vendita e in affitto. Affitto e Affitti Pisa :: Informazioni Richiedi subito informazioni e disponibilità per questa offerta affitto in provincia di Pisa :: Pisa Via Fiorentina ( leggi le caratteristiche complete nell'annuncio qui sotto ) Se questa offerta può fare perchè rischiare di perderla? > invia subito la tua richiesta clickando qui | clicka qui per cercare ancora tra le altre offerte Affitti presenti per la nostra selezione di affitti in provincia di Pisa invece clicka qui Affitti Pisa Affitto Pisa Via Fiorentin fino a 1/12 mesi Chiedo: 600 Euro/mese Bilocale nuovo ben arredato bagno con doccia, cucina - soggiorno pranzo, camera 3 letti, 2 balconi, ascensore, posto macchina; zona centrale vicino facoltà economia e agraria. per studenti, docenti, dottorandi. ruchiesta: 600 € mese spese escluse. Affitto Offerto da Francesca Gradisco contatti anche da Agenzie Immobiliari Inserito il 16-05-2005 Rif.: BAO 9428 > invia subito la tua richiesta per questo annuncio dal modulo qui sotto oppure clicka qui per salvarlo nei link Preferiti e tornare in seguito * la richiesta non è impegnativa e non ha per te costi o commissioni > Stai contattando l'offerta Rif. BAO 9428 di Francesca Il tuo Nome: E-Mail per essere contattati: Clicka qui se non hai un E-Mail Telefono per essere contattati: Vuoi una risposta? Specifica le tue richieste; e non limitarti a chiedere di essere ricontattato Leggi le indicazioni sottostanti e clicka qui per scrivere le tue richieste specifiche su questo annuncio reset modulo verifica i tuoi dati inseriti sopra e Clicka una sola volta e attendi Privacy : Ai sensi del D.L. 196/2003 i tuoi dati saranno utilizzati solamente per inviarti informazioni riguardanti l'annuncio di offerta di affitto che stai qui contattando, e non saranno diffusi a terzi ( leggi ) INDICAZIONI : Se sei interessato a questa offerta compila e invia il modulo qui sopra con i tuoi dati e PRECISA il tuo grado di interesse, cosa vuoi sapere, per quale periodo ( controlla prima se è già indicato nell'offerta ), e l'eventuale budget di spesa. Se hai domande sul servizio consulta le Domande Frequenti , scrivi a affitti@casa-in-toscana.it , oppure clicka qui per contattare il Supporto Online . Verifica i tuoi dati e lascia un numero di telefono valido , per una risposta rapida. Puoi contattare tutti gli annunci di affitto che desideri gratuitamente e senza impegno ; ma non gradiamo perditempo. Grazie. per cercare tra le altre offerte Affitti presenti Stai contattando il seguente annuncio di offerta : Affitti Pisa Affitto Pisa Via Fiorentin fino a 1/12 mesi Chiedo: 600 Euro/mese Bilocale nuovo ben arredato bagno con doccia, cucina - soggiorno pranzo, camera 3 letti, 2 balconi, ascensore, posto macchina; zona centrale vicino facoltà economia e agraria. per studenti, docenti, dottorandi. ruchiesta: 600 € mese spese escluse. Affitto Offerto da Francesca Gradisco contatti anche da Agenzie Immobiliari Inserito il 16-05-2005 Rif.: BAO 9428 Avvertenze. Ai sensi del D.L. 196/2003, inviando il modulo di contatto si dichiara di acconsentire al trattamento dei dati personali nelle forme necessarie a consentire l'espletamento del servizio. La ricezione dei dati completi di questa richiesta da parte dell'inserzionista è subordinata al suo acquisto o disponibilità di un Buono Contatto, nei termini indicati ( vedi Domande Frequenti ). Lo staff di Casa-in-Toscana non si ritiene responsabile della veridicità degli annunci inseriti e del risultato e/o della risposta da parte dell'inserzionista conseguente l'invio di questa richiesta. In caso di problemi scrivere a affitti@casa-in-toscana.it .
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Salute - Salute Online - XagenaSalute.it Xagena , una Web Company nata alla fine del 1999 , si è specializzata nell'informazione medico-farmaceutica. Attraverso XagenaSalute.it fornisce news di medicina con aggiornamento quotidiano. XagenaSalute.it permette ai visitatori di tenersi sempre informati sui Progressi della Medicina . Le news sono tratte dalle principali riviste mediche specialistiche o da Congressi scientifici. Xagena , inoltre , tramite MedicinaOnline.org fornisce l'accesso diretto al Motore di Ricerca sulle Novità in Medicina Mediexplorer.it . Mediexplorer.it permette in modo facile & rapido ( " EASY & FAST ") di consultare la bancadata di informazioni medico-farmaceutiche di Xagena. I siti specialistici di Xagena sono i seguenti:
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In questo tutorial vedremo come trasformare una foto a colori in un'immagine monocromatica mantenendo intatta la qualità e la definizione della fotografia originale. Come si può vedere nella figura sottostante, per la fotografia dell'esempio abbiamo scelto di usare una colorazione che ricreasse un'atmosfera da “vecchia” foto, ma, ovviamente, potete usare questa tecnica per tutte le immagini monocromatiche che volete realizzare. Per seguire più agevolmente questo tutorial potete utilizzare l'immagine originale in formato .PSD contenuta in questo file zip . 1. Aprire l'immagine da modificare e, nella casella degli strumenti, impostare come colore di primo piano il colore che si desidera applicare alla fotografia. Nel caso in esempio, abbiamo scelto un giallo abbastanza caldo (valore esadecimale #FFDE00). Se siete indecisi sulla colorazione da applicare, non preoccupatevi: come vedremo, il colore può essere modificato anche in seguito: 2. Selezionare Image > Adjustments > Hue/Saturation ( Immagine > Regolazioni > Tonalità/Saturazione ). Si apre la finestra di dialogo che contiene i controlli per modificare la tonalità, la saturazione e la luminosità dell'immagine (o solo di una specifica componente di colore dell'immagine). Nel nostro caso, per realizzare un'immagine monocromatica, utilizzeremo una particolare funzionalità: Colorize ( Colora ): 3. Innanzitutto, verificare che l'opzione Preview ( Anteprima ) sia attiva, in modo da vedere in tempo reale l'effetto delle regolazioni. Quindi, attivare con un clic la casella Colorize ( Colora ). [ 1 2 3 ] [ P a g i n a s u c c e s s i v a
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Ciao presidente,hai trovato un degno antagonista.....io fondero' il partito dei brutti......cosi mi faccio presidente e mi compro l'elicottero,una villa in sardegna,una in provincia di Milano,magari anche una squadretta di calcio e magari un bel un assortimento di testate giornalistiche.....che ne dici.....!?...ti piace il programma.......!? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:17, 13 giugno 2005 di WillyJoe mi spiace ma sconfiggeremo la bruttezza, ma ti risparmierò fino all'ultimo, e poi sarai giudicato per la tua bellezza o bruttezza! una voce anche per te! Una luce nei nostri cuori decimerà i brutti! Willy Joe Della Croce di Loyola delle Vene Varicose Delle Bellezze, presidente. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 12:19, 14 giugno 2005 di verobusa mah...a me sembrate tutti malati...quasi quasi chiamo la neuroooo!! NEUROOOOOOOOOO! che è sta cosa per sconfiggere la bruttezza?? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 16:19, 14 giugno 2005 di Novecento A me pare una divertente provocazione di risposta (o di ammirazione) della campagna pubblicitaria Ypsilon, on air in questo periodo. Del resto, giocare e ironizzare sulla bellezza (e sull'importanza che essa ha nella nostra "videosfera", o società dell'immagine) a me pare un bell'esercizio di elasticità mentale. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 16:27, 14 giugno 2005 di Little-Fury-Things Novecento ha detto: A me pare una divertente provocazione di risposta (o di ammirazione) della campagna pubblicitaria Ypsilon, on air in questo periodo. Del resto, giocare e ironizzare sulla bellezza (e sull'importanza che essa ha nella nostra "videosfera", o società dell'immagine) a me pare un bell'esercizio di elasticità mentale. Si ma andare a spammare sotto le foto e sulle pagine di tutti gli etzini scrivendo "Stop al brutto" mi pare solamente un modo (sbagliato) per attirare l'attenzione. Bah Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 17:03, 14 giugno 2005 di Novecento eheh, sì, se esagera sì. Personalmente, non lo trovo fastidioso, forse perché lo conosco e so che lo fa per puro divertimento, non per attirare attenzione. Comunque vi invito a segnalare i commenti che trovate inopportuni: etz può autodifendersi Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 13:34, 14 giugno 2005 di ilpitbull A me pare una cosa per limitati mentali sta cosa dello stop al brutto, direi ai livelli delle persone razziste...poi fate vobis... Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 19:01, 14 giugno 2005 di Kimy ilpitbull ha detto: A me pare una cosa per limitati mentali sta cosa dello stop al brutto, direi ai livelli delle persone razziste...poi fate vobis... Infatti, concordo...e ripeto: Siete tutti belli nella vostra unicità!!! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 09:05, 15 giugno 2005 di A-s0ci4l3 Kimy ha detto: Infatti, concordo...e ripeto: Siete tutti belli nella vostra unicità!!! E tu non ti includi?? Non sei tutta bella nella tua unicita? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 15:33, 15 giugno 2005 di GesuIlNazzareno A me pare più limitato mentalmente chi non sa ironizzare e ribadire con spirito a qualcosa che può stimolare il nostro senso critico nei confronti di una realtà assai povera di stimoli estetici. (certe forme di abbigliamento ne sono l'esempio più probante) A maggior ragione, l'invenzione di tutto questo non è di WilliJoe ma di una campagna pubblicitaria, decisamente ben fatta, sotto gli occhi di tutti. E il razzismo cosa centra? Francamente non ho letto post dove si dice che qualcuno, qui, è brutto. Se mi fossi perso qualcuno di questi post vi prego di farmelo notare. Come al solito, il senso dell'umorismo e lo spirito di (auto)critica è prerogativa di pochi Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 16:32, 15 giugno 2005 di Bateman GesuIlNazzareno ha detto: A me pare più limitato mentalmente chi non sa ironizzare e ribadire con spirito a qualcosa che può stimolare il nostro senso critico nei confronti di una realtà assai povera di stimoli estetici. (certe forme di abbigliamento ne sono l'esempio più probante) A maggior ragione, l'invenzione di tutto questo non è di WilliJoe ma di una campagna pubblicitaria, decisamente ben fatta, sotto gli occhi di tutti. E il razzismo cosa centra? Francamente non ho letto post dove si dice che qualcuno, qui, è brutto. Se mi fossi perso qualcuno di questi post vi prego di farmelo notare. Come al solito, il senso dell'umorismo e lo spirito di (auto)critica è prerogativa di pochi parole sante....hai ragione jesus, il fatto è che qualche "cagnaccio" continua ad abbaiare inutilmente!! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 17:19, 15 giugno 2005 di ilpitbull Bateman ha detto: parole sante....hai ragione jesus, il fatto è che qualche "cagnaccio" continua ad abbaiare inutilmente!! elogi quelle come "parole sante"? ok capisco che le ha scritte Gesu...e giustifico Gesu che giustamente dice "E il razzismo cosa centra? Francamente non ho letto post dove si dice che qualcuno, qui, è brutto. Se mi fossi perso qualcuno di questi post vi prego di farmelo notare. " quindi direi che potrei indicargli questo post http://forum.etz.it/argomento.php?a=5312#5312 per esempio...tu ti limiti a fare battutine, io non abbaio, il problema è che ti da tanto fastidio il fatto che si replichi a questa cazzata, io come molti altri, tutto li...come ha detto MOLTO bene Little-Fury-Things: "Un conto è voler bandire le brutture in architettura, nel cinema, nella musica, nella televisione, nelle espressioni etc.. Un conto è riferirsi alle persone. In questo caso mi pare che ognuno abbia il diritto di replicare come vuole no? Se una persona mi ferma per strada e mi da del brutto senza conoscermi io lo mando a fare in culo. Chiamami tamarro, ma se tu gli rispodi, "bravo, che bella et intelligente provocazione!" fatti tuoi. Quindi unitevi al movimento ma per favore non esprimete giudizi su chi non ha nessun interesse di alimentare questa farsa, grazie" ;-) Bateman ti riporto la tua frase in risposta a Willy "se vuoi fermare il brutto se etz dovresti eliminare un paio di utenti davvero inguardabili...vediamo se qualcuno indovina chi sono..." ora dimmi gesu se non si fa riferimento alle persone Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 19:58, 15 giugno 2005 di GesuIlNazzareno Ciao More, Ho letto il link che mi hai segnalato. Si fa riferimento "ad animi antiestetici" e, se non mi sono perso qualcosa leggendo, non si fa alcun riferimento esplicito a fatti o persone reali all'interno della community. Non capisco perchè ci si ostini a considerare la bruttezza in questione come un discorso di bruttezza fisica orientato all'individuo ;) Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 20:21, 15 giugno 2005 di ilpitbull GesuIlNazzareno ha detto: Ciao More, Ho letto il link che mi hai segnalato. Si fa riferimento "ad animi antiestetici" e, se non mi sono perso qualcosa leggendo, non si fa alcun riferimento esplicito a fatti o persone reali all'interno della community. Non capisco perchè ci si ostini a considerare la bruttezza in questione come un discorso di bruttezza fisica orientato all'individuo ;) ciao Dany! ma scusa è, analizziamo la frase: "se vuoi fermare il brutto su etz (riferimento palese a qualcosa o qualcuno all'interno della community, ma per ora non si sa se è un qualcosa o un qualcuno) dovresti eliminare un paio di utenti (direi riferimento a qualcuno a questo punto, persona reale) davvero inguardabili (chiunque credo possa fare riferimento all'aspetto fisico, non credo diversamente, discorso orientato all'individuo) ...vediamo se qualcuno indovina chi sono..." ti ringrazio di aver risposto, soprattutto in maniera educata e rispettosa, mi fa piacere che qualcuno riesca a discutere ed affrontare i discorsi in maniera matura senza dover cadere in futili offese per replicare ;-) Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:16, 15 giugno 2005 di GesuIlNazzareno allora, ok. Detto in quei termini mi era sfuggito ed effettivamente non è gradevole. Avevo colto la polemica nei confronti del generico antiestetismo che ci circonda. Il WillyJoe ha aggiustato il tiro evidentemente anche perchè il suo agire si rifà alla campagna pubblicitaria che polemizza verso un non meglio definito concetto di brutto ... meglio così detto fra noi ... In ogni caso l'ambiente internettaro pullula di individui dediti alla provocazione, alcuni dei quali veramente geniali, come alcuni "Troll" che frequentano Usenet. Un tizio si era inventato una associazione culturale "Borromeo" dove si raccontavano aneddoti fasullissimi di Padre Pio contro i videogames Quindi io ti invito a sorridere delle provocazioni del WillyJoe che sarà soggetto a censura nel preciso istante in cui la redazione lo riterrà molesto. In questo, devo dire, sono decisamente equilibrati. Nel momento in cui (ammesso che accada, francamente ne dubito) inizierà a riferirsi a fatti o persone, avrai tutti i motivi per insorgere Ciao, Daniele. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 00:31, 16 giugno 2005 di ilpitbull bella quella dell'aneddoto riguardo Padre Pio, ma andava sul surreale però hihihi Guarda Dani, sinceramente a me le provocazioni lasciano indifferente, ci rido sopra, controbatto con piacere nel rispetto delle idee altrui, gli insulti però non li accetto. Ho detto il mio parere e poi ho ricevuto insulti vari anche sulla mia home gratuitamente solo perchè non appoggio questa cavolata, mi sembra da bambini dell'asilo. Tolto questo sono d'accordo con te, e non trovo motivi per alimentare polemiche Ciao, Moreno. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 02:15, 16 giugno 2005 di Bateman brrrr che freddo....tz Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 12:04, 16 giugno 2005 di Bateman Ciao caro Cocker come stai?spero ti sia addolcito e calmato. Senti se pensi che me la sono presa perchè alcuni non accettano questa cosa dello "stop al brutto" ti sbagli a manetta! io Wally joe non lo conosco nemmeno, semplicemete caro il mio Barboncino mi ha fatto prprio ridere vedere come certe persone (tu in particolare) ve la siate presa subito pesantemente sul personale per una cazzata del genere e non centra niente l'esempio di uno che ti ferma per la strada e ti dice che sei brutto perchè si sta parlando di altro. Io all'nizio ti ho provocatoriamente detto, caro il mio Bassotto, che avevo notato in te una certa mancanza di senso dell'umorismo (che non vuol dire accettare sta cazzata bensi non prendersi così sul serio) e di rilassarti di riderci su..al che tu, dimostrando grande autoironia, leggerezza ed una buona dose di elasticità dialettica, mi hai risposto dicendo di non rompere i coglioni e che non volevi avere a che fare con gli ignoranti e mi hai bloccato! Io sinceramente. Caro il mio Yorkshire non ho niente contro di te perchè non ti conosco,mi sono un pò divertito a prenderti in giro sperando in qualche tua risposta accattivante, brillante e maliziosa e non in un tue esilaranti, risentite, pacchiane e retoriche( la citzione di Seneca se vuoi te la spiego) affermazioni tipiche di chi se lè davvero presa sul personale e di chi vuol fare lacrimevoli lezioni di principio e di rispetto...a chi? per cosa? Va bene essere permalosi, caro il mio Coniglio, ma così è approfitarsene! Su non te la prendere più,ok? ciao doggy dog e stai tranquillo..non piangere andrà tutto bene..vedrai vedrai che l'am.......... Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 12:47, 16 giugno 2005 di ilpitbull Bateman ha detto: Ciao caro Cocker come stai?spero ti sia addolcito e calmato. Senti se pensi che me la sono presa perchè alcuni non accettano questa cosa dello "stop al brutto" ti sbagli a manetta! io Wally joe non lo conosco nemmeno, semplicemete caro il mio Barboncino mi ha fatto prprio ridere vedere come certe persone (tu in particolare) ve la siate presa subito pesantemente sul personale per una cazzata del genere e non centra niente l'esempio di uno che ti ferma per la strada e ti dice che sei brutto perchè si sta parlando di altro. Io all'nizio ti ho provocatoriamente detto, caro il mio Bassotto, che avevo notato in te una certa mancanza di senso dell'umorismo (che non vuol dire accettare sta cazzata bensi non prendersi così sul serio) e di rilassarti di riderci su..al che tu, dimostrando grande autoironia, leggerezza ed una buona dose di elasticità dialettica, mi hai risposto dicendo di non rompere i coglioni e che non volevi avere a che fare con gli ignoranti e mi hai bloccato! Io sinceramente. Caro il mio Yorkshire non ho niente contro di te perchè non ti conosco,mi sono un pò divertito a prenderti in giro sperando in qualche tua risposta accattivante, brillante e maliziosa e non in un tue esilaranti, risentite, pacchiane e retoriche( la citzione di Seneca se vuoi te la spiego) affermazioni tipiche di chi se lè davvero presa sul personale e di chi vuol fare lacrimevoli lezioni di principio e di rispetto...a chi? per cosa? Va bene essere permalosi, caro il mio Coniglio, ma così è approfitarsene! Su non te la prendere più,ok? ciao doggy dog e stai tranquillo..non piangere andrà tutto bene..vedrai vedrai che l'am.......... ...yawhn... Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 18:15, 16 giugno 2005 di Bateman mio nonno diceva:"non si può pretendere troppo da un sacco di patate.." specialmente se quel sacco è tamarro...punto. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 19:01, 16 giugno 2005 di Bateman mio nonno diceva:"non si può pretendere troppo da un sacco di patate.." specialmente se quel sacco è tamarro...punto. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 19:17, 16 giugno 2005 di ilpitbull Bateman ha detto: mio nonno diceva:"non si può pretendere troppo da un sacco di patate.." specialmente se quel sacco è tamarro...punto. che noia...yawhn...niente di nuovo? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 19:25, 16 giugno 2005 di Bateman mmmmmmm ilpitbull! ti stai impegnando a sviluppare il senso dell'umorismo vedo..bravo bravo...where is the sheep?? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 09:47, 17 giugno 2005 di ilpitbull Bateman ha detto: ti stai impegnando a sviluppare il senso dell'umorismo vedo..bravo bravo... di senso dell'umorismo ne ho fin troppo, come di compassione d'altronde ;-) Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 16:00, 14 giugno 2005 di Little-Fury-Things Qualcuno lo gambizzi per favore... Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 16:09, 14 giugno 2005 di bluesexplosion giudico ergo sum buahaha edit: è da intendere senza infamia ne altro verso alcuni commenti Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:46, 14 giugno 2005 di WillyJoe Cari etzini, a partire da oggi, le vostre città verranno invase da queste immagini che hanno il ruolo di sconfiggere quello che è uno dei maggiori mali che attanaglia il nostro quotidiano, la BRUTTEZZA! Ora per chi è brutto, la vita non sarà più tanto facile, ogni mezzo verrà considerato legalmente valido per eliminare per sempre il cattivo gusto così da radiarlo dalle nostre vite per far rinascere i nosrti occhi, le nostre menti e soprattutto i nostri animi! STOP AL BRUTTO! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:53, 14 giugno 2005 di Berthill dai ragazzi su...un po di tolleranza....mica fa niente di male a nessuno! come siete permalosi! Che vi importa se vi trovate la scritta stop al brutto nella home? chi vuole stare al gioco ci sta, chi lo trova stupido lasci perdere ma evitiamo tutti sti commenti....chi risponde male mi sembra un po il tarro da discoteca che ti vuole picchiare xke per sbaglio mentre uno cerca di passare lo urta accidentalmente.....Ragazzi su non facciamo i tamarri!!!! e non tiriamo su nemmeno le questioni di principio....che razza di principio o di onore....dove siamo? in meridione 50 anni fa? (forse anche ai giorni nostri????....) ABBASSO I TAMARRI CHE RISPONDONO MALE, D'IMPULSO E SENZA RAGIONARE SE E' UNA COSA DA OFFENDERSI O NO!!!!!!!! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 22:19, 14 giugno 2005 di hippolyta In realtà io non ho capito cosa significhi STOP AL BRUTTO nella mia home.. Significa che io sono troppo brutta per etz o che mi devo sempre ricordare di non mettere su etz cose brutte? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 22:23, 14 giugno 2005 di Bateman Berthill ha detto: dai ragazzi su...un po di tolleranza....mica fa niente di male a nessuno! come siete permalosi! Che vi importa se vi trovate la scritta stop al brutto nella home? chi vuole stare al gioco ci sta, chi lo trova stupido lasci perdere ma evitiamo tutti sti commenti....chi risponde male mi sembra un po il tarro da discoteca che ti vuole picchiare xke per sbaglio mentre uno cerca di passare lo urta accidentalmente.....Ragazzi su non facciamo i tamarri!!!! e non tiriamo su nemmeno le questioni di principio....che razza di principio o di onore....dove siamo? in meridione 50 anni fa? (forse anche ai giorni nostri????....) ABBASSO I TAMARRI CHE RISPONDONO MALE, D'IMPULSO E SENZA RAGIONARE SE E' UNA COSA DA OFFENDERSI O NO!!!!!!!! concordo...minchia! l'autoironia non è per tutti... Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 10:06, 15 giugno 2005 di WillyJoe Tremino gli amanti del brutto di fronte alla forza della bellezza! Non abbiamo nulla da perdere se non il brutto e le sue catene! Denunciamo e sovvertiamo le regole, Poniamo fine alla bruttezza! U.A.U.E. Uniti_contro_il_brutto_su_etz Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 15:32, 15 giugno 2005 di Little-Fury-Things Berthill ha detto: dai ragazzi su...un po di tolleranza....mica fa niente di male a nessuno! come siete permalosi! Che vi importa se vi trovate la scritta stop al brutto nella home? chi vuole stare al gioco ci sta, chi lo trova stupido lasci perdere ma evitiamo tutti sti commenti....chi risponde male mi sembra un po il tarro da discoteca che ti vuole picchiare xke per sbaglio mentre uno cerca di passare lo urta accidentalmente.....Ragazzi su non facciamo i tamarri!!!! e non tiriamo su nemmeno le questioni di principio....che razza di principio o di onore....dove siamo? in meridione 50 anni fa? (forse anche ai giorni nostri????....) ABBASSO I TAMARRI CHE RISPONDONO MALE, D'IMPULSO E SENZA RAGIONARE SE E' UNA COSA DA OFFENDERSI O NO!!!!!!!! Hey lo hai detto a me? Ce l'hai con me?? Ringrazia che mi tengono, minchia faccio il fischio di zona e chiamo la mia cumpa che ti corca di mazzate. A parte gli scherzi, mi da fastidio leggere "stop al brutto" sotto delle foto che magari per me vogliono dire qualcosa. La ritengo un'offesa personale se questo "stop al brutto" me lo ritrovo sotto una mia foto. Ripeto, per me è solo una maniera come un'altra per attirare l'attenzione. Tra l'altro anche poco originale, visto che il tutto è ispirato ad una pubblicità che tra l'altro poco sopporto. Un conto è voler bandire le brutture in architettura, nel cinema, nella musica, nella televisione, nelle espressioni etc.. Un conto è riferirsi alle persone. In questo caso mi pare che ognuno abbia il diritto di replicare come vuole no? Se una persona mi ferma per strada e mi da del brutto senza conoscermi io lo mando a fare in culo. Chiamami tamarro, ma se tu gli rispodi, "bravo, che bella et intelligente provocazione!" fatti tuoi. Quindi unitevi al movimento ma per favore non esprimete giudizi su chi non ha nessun interesse di alimentare questa farsa, grazie ;) Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:32, 15 giugno 2005 di Berthill non ho fatto nomi....pensi di aver risposto male visto che stai dando spiegazioni? non voglio difendere willyjoe, ma nessuno ti ha dato del brutto penso? hai ricevuto un messaggio con scritto sei brutto? oppure fai schifo? oppure le tue foto fanno cagare? non penso....o per lo meno non credo....anche io se qualcuno per strada mi ferma e mi dice sei brutto lo carico di randellate, ma non mi sembra che siano stati fatti a nessuno commenti simili...ho solo e sempre visto uno slogan...che può significare diverse cose a secondo di come viene interpretato, ma nelle mille interpretazioni non ci vedo un insulto!al massimo un provocazione....quindi non vedo nulla da arrabbiarsi. PS: per quanto riguarda la cumpa.....ho abitato x 18 anni a mirafiori sud...dove tra l'altro abbiamo un lavaggio self nel quale la peggio feccia lava la macchina, quindi sono a contatto tutti i giorni con tarri simili, e credimi che ho la soluzione giusta x farmi rispettare, da 1, 10, o 100 che siano. In pace Alessandro Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 04:08, 16 giugno 2005 di gelettra Berthill ha detto: anche io se qualcuno per strada mi ferma e mi dice sei brutto lo carico di randellate, ma non mi sembra che siano stati fatti a nessuno commenti simili... PICCOLO ANEDDOTO STUPENDO: Quest'inverno camminavo per strada, un tizio mi veniva incontro, davanti a lui c'ero solo io e questo, arrivato a un passo da me, sbotta: "SPOSTATI BRUTTO ROITO!" (per chi non sappesse cos'è un roito: racchia orribile e disgustosa) Non so se questo tipo parlasse davvero con me, anche se ne sono quasi certa. A meno che non dicesse una cosa così stupida tenendo un auricolare e un cellulare ben nascosti. Morale: io sono scoppiata a ridere in mezzo alla strada e non mi sono fermata per qualche minuto buono, oggi mi fa ancora sorridere. Mi faceva ridere il modo che aveva avuto il tizio, mi fa ridere che qualcuno possa dire una cosa simile, e la dica a me, e non posso che trovare simpatico un giudizio così forte e perentorio e immotivato. E inoltre mi è rimasto l'aneddoto, che amo raccontare, e che di brutto non ha proprio nulla! ;) Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 09:29, 16 giugno 2005 di Little-Fury-Things Anche io sono di Mirafiori Sud Comunque io vorrei solamente dire che se ti trovi scritto "Stop al brutto" sotto ad un tuo primo piano, da un utente con cui non hai mai parlato. Come lo devi interpretare? Forse la mia reazione è stata aggressiva, ma sinceramente ho già altri scazzi e leggere queste cose non fa certo piacere. In ogni caso ho chiarito con il diretto interessato. Non condividevo solamente il metodo di pubblicizzare questa iniziativa. Inoltre non mi pare ancora chiaro se è riferito a persone o cose. Ciao Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 10:35, 15 giugno 2005 di barret82 OK... VIVA IL MOVIMENTO, MA CHI GIUDICHERA' COSA è BRUTTO E COSA NO? AVREMO UN INQUISIZIONE SU ETZ? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 14:45, 15 giugno 2005 di Dragan vi prego di mettere stop al brutto nella mia pagina...please...ne ho bisogno Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 18:27, 15 giugno 2005 di mariamat Ma come mai ancora nessuno m ha spiegato cosa intendete per brutto??? se è come sospetto io non ho parole per esprimere lo sconforto che provo... per idee di così basso livello... se è tutto un gioco ci può anche stare... ma temo proprio che si vuole realmente giudicare l'unicità e la particolarità di una persona dalle sue fattezze... che tristezza! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 10:23, 16 giugno 2005 di lilli Concordo con te...nemmeno io sono riuscita a capire bene di cosa si tratti....bisognerebbe sapere se il promotore di questa cosa è un giocherellone..o se davvero si crede Dio sceso in terra..in questo caso sarebbe davvero triste...mi stupisco che la redazione non si ponga questa domanda..e se la prenda invece per cose più banali...bah! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 13:01, 16 giugno 2005 di Novecento La redazione non se l'è posta probabilmente perché la risposta è banale. Non credo (parlo a titolo personale) che nessun essere pensante dotato di ironia/autoironia possa sospettare neanche per un secondo che l'iniziativa di WillyJoe non sia una provocazione scherzosa. Vi invito invece a ripensare criticamente alle vostre, di domande, perché stanno prendendo quel tono tipico delle novelle giudici moralizzatrici, e forse il personaggio dell'autodichiarato Dio-in-terra oggi è più calzante su di voi che non su di lui Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 10:43, 16 giugno 2005 di Isalei Sono appena stata in banca, neon accesi, gente cupa, signori anziani ingobbiti con cartelline e fogli in mano, uomini grigi. Io sono entrata, fuori avevo appena incontrato una mia cliente e le avevo parlato di Oriente..Indossavo una camicia azzurra, un po' sfilacciata come si usa, i jeans larghi e bassi, i capelli disordinati e sparsi come al solito. I signori cupi mi fissavano, curiosi, ero un'anomalia nel grigio, sorridevo con un po' di imbarazzo. Intendetemi, non sto parlando della mia bellezza apparente, ho i miei anni...ma di quell'aura cosi' diversa..che in qull'ambiente spiccava. Sorridete alla bellezza. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 10:56, 16 giugno 2005 di barret82 Finalmente un po' di positività!!! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 11:13, 16 giugno 2005 di potty Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 11:38, 16 giugno 2005 di Isalei Un brindisi : alle ragzze dalle labbra rosa e dal piede leggero.. Da " La mia africa" Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 13:24, 16 giugno 2005 di WillyJoe Certo che un genio del mio calibro si sarebbe aspettato di tutto tranne che tanta poca elevatezza mentale ed onestà intellettuale! Mi spiego, siamo tutti su etz, una community eclettica alla lettera, e come tale, dovremmo tutti essere capaci di ironizzare, scherzare e divertirci ed essere capaci a non prendere tutto sul serio...già la vita è così, grigia e piena di difficoltà! Non ho voglia di arrabbiarmi perchè ho etzosità 15, non mi va di innervosirmi se un voto alle mie foto è sotto il Normale o se uno mi dice che sono uno scemo, solo perchè so che l'unica verià a cui dare conto è quella dettata da me! si vergognino i moralisti e le moraliste, si vergognino i permalosi e si vergognino gli sboccati e gli attacca brighe, si eclissino i limitati mentali (coloro i uali continuano a pensiare che lo sono gli altri e si cancellino da etz gli incapaci di scherzare e di capire..........più di qualcuno! Siamo tutti sotto un falso nome e ciò aiuta a comprendere come vi cibiate di falsità e pochezza mentale per portare avanti i vostri stupidi obiettivi di tacchinaggio e la vostra sete di essere apprrezzati!!! Prima di tutto l'umiltà e la capacità di apprezzare chi è più geniale di voi... STOP AL BRUTTO voleva e vuole e sempre verra in secula seculorum denunciare l'abbondanza di marciume intellettivo che si cela nei rapporti virtuali! SMETTETELA DI FARE I FORTI e finitela di fare gli ebeti, vivete con la consapevolezza che se uno è più bello dentro riesce a non dar peso anche alle iniziative che non condivide! se vuoi vivere e star bene prendi il mondo come viene e ACCETTA! Infelici di etz RADIATEVI! Non vogliamo i brutti dentro!!!!!! BOCCIATI! Un saluto dal vostro PRESIDENTE!!!!! Rispondi qui Re: 20:00, 16 giugno 2005 di dolceaurora i "brutti dentro" come dici tu.. non esistono! esistono i pregi e anche i difetti delle persone e non per questo bisogna escludere qualcuno! bisogna accettare tutti,indipendentemente dal loro carattere, dalla loro personalità, che di certo non puoi cogliere da qualche commento in una community! e anche se una persona non risponde ai nostri "canoni" di simpatia o se non condivide le nostre idee perchè bisogna allontanarla o farla sentire a disagio?? e poi.. cerca di essere coerente con quello che dici! in quest'ultimo tuo commento hai scritto: "non vogliamo i brutti dentro", mi spieghi allora perchè vai a scrivere sulle homepage delle persone (molte delle quali neppure le conosci) "stop al brutto"? ho letto inoltre sulla pagina di una etzina un tuo commento: cambia questa foto perchè non ci piace. non credo che da una foto si possa capire e cogliere la personalità di qualcuno..! penso che tutti in questa community sappiamo accettare l'ironia e lo scherzo, ma se a me dicessero: "cambia la foto perchè non mi piace" non mi farebbe piacere! lo scherzo è bello quando dura poco e quando, soprattutto, non ferisce i sentimenti. tu non conosci tutte le persone all'interno di questa community! non puoi sapere se effettivamente possono rimanerci male alle tue parole! sai, tante persone non sono così esuberanti come te, alcune possono anche avere difficoltà nell'accettarsi e di certo non fa piacere una scritta come "stop al brutto" o "togli questa foto che non mi piace". sai, lo scherzo è una cosa, l'ironia un'altra! a me personalmente non piacerebbe veder elencati i miei difetti esteriormente, soprattutto da una persona che non conosco. e poi.. non capisco perchè se una persona non la pensa nel tuo stesso modo devi aggredirla! a me personalmente hai scritto: "stop al brutto e a dolceaurora. i tuoi commenti dicono già chi sei!" cosa vuol dire sta cavolata?? solo perchè ho esposto pareri diversi dai tuoi allora sono una persona da scartare? e poi vedo che ti stai scagliando contro tutti quelli che non la pensano come te. a me non interessa del tuo movimento, ma mi dispiace solo di una cosa: da quando hai cominciato questo "movimento" ci sono dissapori e litigi all'interno di una community fino ad ora tranquilla e in armonia. se questo è uno scherzo..bello scherzo! uno scherzo dovrebbe far ridere, non creare litigi.. o altrimenti, se è davvero uno scherzo spiegalo e non aggredire le persone se ti fanno delle domande pacifiche, come hai fatto con me! Rispondi qui Re: 20:10, 16 giugno 2005 di Bateman mmmmm pesante come un film di Fassbinder.... Rispondi qui Re: 20:21, 16 giugno 2005 di dolceaurora vedi che ho ragione io? se uno la pensa diversamente da voi non parlate con tranquillità.. Rispondi qui Re: 20:22, 16 giugno 2005 di Bateman come un film iraniano?? Rispondi qui Re: 01:13, 17 giugno 2005 di Novecento AHHAHAHAHAH Laura, guarda che non è mancanza di tranquillità, è solo "non prendersi troppo sul serio". Nessuno vuole insultare la gente, stiamo solo prendendo parte ad una rappresentazione nuova e interattiva di una pubblicità che fa parlare di sé. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 00:22, 17 giugno 2005 di verobusa questo discorso mi è piaciuto...bravo presidente! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:19, 16 giugno 2005 di Berthill non posso che essere d'accordo con te willyjoe!!! grande! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 01:40, 17 giugno 2005 di gelettra Credo che ciò che sto scrivendo non risulterà particolarmente simpatico: ma io adoro chi mette zizzania, chi ad un certo punto si alza e dice qualcosa di improponibile. Perchè chi parla fuori dal coro, anche in modo provocatorio, crea uno scandalo, lo scandalo fa riflettere e induce a discutere, a prendersi a cuore un argomento, a scagliare opinioni nell'arena. Le discussioni e le diatribe mi affascinano, perchè mi piacciono idee forti fortemente difese, e non credo che laddove ci si trovi tutti bene, in un 'volemose ben' generale, nel politicamente corretto, possa nascere una vera crescita, un vero confronto, incontri-scontri seriamente avvincenti. Faccio un esempio: molti forum qui su etz si aprono con una domanda, poi tutti rispondono la propria e lo possono fare anche senza leggere le risposte precedenti; molte discussioni si svolgono come un elenco, ognuno dice ciò che ama e ciò che odia e tutto finisce lì, al massimo con qualche battuta. Poi ci sono altre discussioni, quelle sempre in fieri, quelle del botta-risposta, dove davvero ci si confronta e si discute e ci si arrabbia pure, ma, spero, senza mai perdere un giusto rispetto nei confronti della leggitimità delle opinioni altrui (sono per esempio rimasta molto colpita dal forum nato circa il recente referendum, una vera arena di discussione, un'arenza così vera, così viva, sentita). STOP AL BRUTTO è un argomento provocatorio. Vi confliggono diverse tematiche, incredibilmente profonde rispetto al semplice slogan che apre questa discussione: c'è chi ragiona sull'idea del bello e del brutto, chi sulla legittimità personale di giudicare o meno un aspetto tanto banalmente fisico, chi invece si rifà a teorie sociologico-comunicative o chi mette in rilievo la bellezza interiore, o la bruttezza, chi dice che non esistono nè l'una nè l'altra, solo difetti e capacità d'accettare comunque l'altro. Chi avrebbe mai detto che una cazzata di slogan palesemente provocatoria avrebbe incendiato tanto gli animi, li avrebbe offesi o stimolati alla riflessione. Invece è così. La provocazione aiuta a riflettere, per quanto sia banale, per quanto sia gretta, per quanto fuori luogo, divertente, ironica o serissima. Io adoro le provocazioni e non amo il politicamente corretto, le prime inducono al confronto-scontro, il secondo solo alla placida convivenza. E' evidente che solo persone inclini alla discussione e relativamente sicure delle proprie idee e dei propri valori e pure di se stesse possano apprezzare un certo tipo di provocazione un po' stonata. Io sono tra queste. Per quanto mi riguarda, che uno metta sotto una mia foto un commento non d'apprezzamento mi può far sorridere, a meno che non scada nella volgarità. Può anche indurmi alla conoscenza del perchè non sia stata apprezzata: gli slogan non mi bastano e spero che dietro una frase ci sia sempre un'idea motivabile. Ma io amo la discussione, soprattutto quando mi trovo con qualcuno che la pensa diversamente da me. E, se si trattasse di un crudo attacco personale, senza un vero perchè, non la prenderei neppure troppo sul serio - non prendo neppure troppo sul serio me stessa. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 01:47, 17 giugno 2005 di Bateman un applauso. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 10:04, 17 giugno 2005 di pelo78 uno solo? 20 minuti ininterrotti! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 10:53, 17 giugno 2005 di A-s0ci4l3 BRAVISSIMA! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 18:38, 17 giugno 2005 di GesuIlNazzareno Mi associo, hai tutto il mio supporto!! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 11:00, 17 giugno 2005 di bluesexplosion quindi sgarbi è un genio e io non lo sapevo.... Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 17:54, 17 giugno 2005 di mariamat uhm... una sola osservazione... provate a rileggere tutti i post di questo argomento... mi sembrate tutti in guerra!!!! Ma dov'è finito quel discutere pacifico che ho sempre ammirato in etz? non mi importa se qualche animo infuriato mi aggredirà per questo... io fondamentalmente sono pacifista: una discussione stimolante e civile è ben diversa da un'arena dove ognuno cerca di urlare più forte e far sentire la propria voce... e con tutta la mia buona volontà questa non mi sembra affatto una discussione civile! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 22:01, 17 giugno 2005 di Bateman In Italia sotto i borgia ci furono guerre, stermini e violenza e tutto ciò ha portato Michelangelo, Leonardo e il Rinascimento. In Svizzera, nel corso dei secoli, hanno vissuto in pace e armonia e tutto ciò cosa ha portato? gli orologi a cucù. O.Welles parole parole parole parole parole parole parole soltanto parole....ah ah ah Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 02:18, 18 giugno 2005 di Novecento Del resto a che servono i luoghi di discussione, se non generano discussioni? (Dal lat. discussione(m) 'scotimento, sbattimento' ) Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 14:46, 18 giugno 2005 di mariamat Novecento ha detto: Del resto a che servono i luoghi di discussione, se non generano discussioni? (Dal lat. discussione(m) 'scotimento, sbattimento' ) uhm... ti ricordo che avete deciso di disabilitare il forum "politica" perchè a vostro avviso generavano "discussioni che alla luce dei fatti portavano più scontri che opinioni"... non è incoerente? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 15:27, 18 giugno 2005 di Novecento Chiaramente gli scontri devono essere costruttivi e non fini a sé stessi. A me pare che la provocazione di WillyJoe abbia ispirato parecchie riflessioni, contrariamente alle lotte ideologiche che abbiamo visto in Politica. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 20:08, 18 giugno 2005 di mariamat Novecento ha detto: Chiaramente gli scontri devono essere costruttivi e non fini a sé stessi. A me pare che la provocazione di WillyJoe abbia ispirato parecchie riflessioni, contrariamente alle lotte ideologiche che abbiamo visto in Politica. scusa nove ma io qui ho visto solo aggressioni fine a se stesse e deliberatamente atte a creare tensioni: ho visto insulti da etzino a etzino... senza far nomi perchè non lo ritengo necessario. Personalmente le prese in giro di alcuni membri in questo forum mi fanno solo ridere, ma non puoi affermare che ci siano state profonde riflessioni, a parte qualche spunto interessante. Spero si possa tornare a a parlare CIVILMENTE perchè non tutti qui dentro ne conoscono il significato. ciao! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:07, 18 giugno 2005 di GesuIlNazzareno Maria, Se sono nate delle aggressioni in questo thread è solo perchè qualcuno ha trasformato in una questione personale (e francamente mi sto ancora chiedendo perchè ) una generica e spiritosa provocazione. A questo punto mi chiedo se voi proviate lo stesso disagio quando passate sotto un cartellone della pubblicità U.A.U cui tutta la faccenda si ispira... Mi chiedo davvero, cosa ci leggiate di personale in tutta la vicenda! Vi sentite brutti? Ritenete che ce l'abbiano con voi?! A tratti, veramente, mi sembra di vedere i prodromi di una autentica mania persecutiva. "Alcuni membri di questo forum" non sono la comunità, che mi pare abbia colto perfettamente lo spirito di questa provocazione (v. thread "dal generale al particolare"). Se ritieni che ci sia qualche spunto interessante, hai l'occasione di coglierlo e di svilupparlo pubblicamente, come altri hanno fatto. ;) D. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 16:00, 19 giugno 2005 di mariamat è vero, infatti ho apprezato gli spunti interessanti che sono nati; non ho accolto male la discussione sul "brutto" in sè ma come proprio questa è stata suo malgardo punto di partenza per aggressioni personali, ripicche e via dicendo: ora, se a me viene fatta un'offesa non mi interessa perchè conosco me stessa e di certo la mia autostima non viene minata da persone che neanche mi conoscono, o che magari in realtà hanno solo voglia di provocare un po' per vedere la mia reazione; il problema è che non tutti siamo uguali e c'è chi può prendersela di fronte a un insulto gratuito, vuoi perchè non molto sicuro di sè o perchè semplicemente più suscettibile. Quindi sono intervenuta non tanto per dare un'opinione sul brutto quanto per far presente che mi sembrava si stesse un po' esagerando, come giustamente hai detto, proprio nel prendere il tutto sul personale e quindi nell'utilizzare questo thread come arena da combattimento! è chiaro, non tutti sono caduti in questo errore, per fortuna, ma non si può non ammettere che si sono letti "dialoghi" pesanti. Spero solo si possa sempre parlare civilmente come stiamo facendo ora! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 14:57, 18 giugno 2005 di mariamat ahahahah... bateman vedo che sei battagliero, potresti arruolarti farai successo! Un solo errore: non credo proprio che Michelangelo e il Rinascimento siano nati grazie alle guerre... e anche se fosse: allora prendiamoci tutti a sassate perchè ne può nascere un'opera d'arte!!! Se non altro è un'opinione fuori dal coro... ma credimi: essere alternativi a tutti i costi non ha mai reso originali! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 18:43, 18 giugno 2005 di ilpitbull mariamat ha detto: essere alternativi a tutti i costi non ha mai reso originali! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 19:48, 18 giugno 2005 di Bateman mariamatta mi sembra che tu non abbia colto il "succo" del discorso (ciò non mi soprprende del resto..), magari la prossima volta prova a leggere tra le righe così troverai un mondo di fatine e di folletti che ti spiegheranno tante belle cose che ancora ignori...guerra e pace non centrano niente gioia, come non centra niente l'alternatività!! siete voi che sembra nuotiate tra la retorica buonista e la banalità...ah ah ah ah ah ah mi fate morire dal ridere.. Quanto a te mitico Pastore Maremmano sei rmai diventato una simpatica barzeletta nel sottobosco etziano, non per quello che sei ma per le stronzate che spari...vai in palestra e divertiti..il Pensare ed il Comunicare lascialo fare ad altri,ok?ciao cicci fate i bravi! p.s.: se non avete capito qualcosa chiedete pure che ve lo spiego. Bye bye Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 19:58, 18 giugno 2005 di mariamat Bateman ha detto: mariamatta mi sembra che tu non abbia colto il "succo" del discorso (ciò non mi soprprende del resto..), magari la prossima volta prova a leggere tra le righe così troverai un mondo di fatine e di folletti che ti spiegheranno tante belle cose che ancora ignori...guerra e pace non centrano niente gioia, come non centra niente l'alternatività!! siete voi che sembra nuotiate tra la retorica buonista e la banalità...ah ah ah ah ah ah mi fate morire dal ridere.. Quanto a te mitico Pastore Maremmano sei rmai diventato una simpatica barzeletta nel sottobosco etziano, non per quello che sei ma per le stronzate che spari...vai in palestra e divertiti..il Pensare ed il Comunicare lascialo fare ad altri,ok?ciao cicci fate i bravi! p.s.: se non avete capito qualcosa chiedete pure che ve lo spiego. Bye bye hghghghghghgh!!!! ih ih... auhauahaahahauuaahhah!!! che bravo oratore! CLAP CLAP CLAP!!! scausa ma prprio non posso fare a meno di ridere alla tue "prese in giro"... e alla tua vasta conoscenza di razze canine ahahah! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 20:01, 18 giugno 2005 di Bateman BRAVA..allora finalmente hai capito tutto!!!ah ah ah ah ah ah ah ADIòS Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 02:30, 19 giugno 2005 di gelettra Non c'entro nulla tra le diatribe tra Bate e Maria: ma siccome due giorni fa ho detto la mia sulle discussioni, mi permetto di commentare (e scusatemi se sembro antipatica!) questa in particolare. I vostri sono attacchi personali, una specie di bega, non un confronto! E, se non c'è costruzione o se manca civiltà, a mio parere, è solo perchè la prendete troppo personalmente e vi prendete (scusatemi ancora se azzardo) troppo sul serio. Rileggetevi il post del Nazzareno, su questo fronte secondo me ha colpito nel segno! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 03:20, 19 giugno 2005 di Bateman io che la prendo sul personale?io che mi prendo troppo sul serio?? assolutamente il contrario...francamente mi diverto e ci (mi) rido su....but where is the sheep? Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 15:42, 19 giugno 2005 di mariamat io che la prendo sul personale?io che mi prendo troppo sul serio?? assolutamente il contrario...francamente mi diverto e ci (mi) rido su.... Bateman ha detto: but where is the sheep? ehi.... vedo un FOLLETTO mica una pecoraaaa!!! ppprrrrrr Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 15:35, 19 giugno 2005 di mariamat gelettra ha detto: Non c'entro nulla tra le diatribe tra Bate e Maria: ma siccome due giorni fa ho detto la mia sulle discussioni, mi permetto di commentare (e scusatemi se sembro antipatica!) questa in particolare. I vostri sono attacchi personali, una specie di bega, non un confronto! E, se non c'è costruzione o se manca civiltà, a mio parere, è solo perchè la prendete troppo personalmente e vi prendete (scusatemi ancora se azzardo) troppo sul serio. Rileggetevi il post del Nazzareno, su questo fronte secondo me ha colpito nel segno! gelettra non me la sono presa assolutamente, anzi come puoi vedere dalla mia ultima risposta mi sono divertita agli scherzi di Bateman... ho relamente riso per mezzora leggendo la sua risposta! Lui non so, francamente non so se attacca realmente o meno... ma non mii interessa perchè in qualsiasi caso io la prendo sul ridere! Che poi ho visto in giro attacchi pesanti è vero, l'ho anche detto apertamente, e mi dispiace che alcuni etzini si siano offesi a vicenda, ma questo semplicemente perchè siamo persone diverse e non tutti reagiamo allo stesso modo! Io avrei evitato di sfoggiare troppi attacchi personali proprio perchè c'è chi magari se la può prendere, ma perchè è il suo carattere e non lo giudico. Comunque non ti preoccupare... almeno da parte mia non c'è nulla di personale con Bateman nè con nessun altro etzino! Credevo fosse chairissimo, ma lo ribadisco! Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 16:53, 19 giugno 2005 di WillyJoe c' è del marcio in etz!!!!!!!!!! un bacio ai pochi intelligenti!!!!!!! President Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 17:21, 19 giugno 2005 di Bateman Ei tu brutto leva le mani da etz!!!ah ah ah Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 11:25, 20 giugno 2005 di ilpitbull Bateman ha detto: Quanto a te mitico Pastore Maremmano sei rmai diventato una simpatica barzeletta nel sottobosco etziano, non per quello che sei ma per le stronzate che spari...vai in palestra e divertiti..il Pensare ed il Comunicare lascialo fare ad altri,ok?ciao cicci fate i bravi! p.s.: se non avete capito qualcosa chiedete pure che ve lo spiego. Bye bye sempre più sonno ragazzi...yawhn...non c'è peggior ignorante di chi è convinto di non esserlo ;-) Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 13:19, 20 giugno 2005 di pantuff75 Ti quoto in pieno caro pit......anche perchè ho notato che Bateman offende un po troppo dando etichette a persone che non conosce e che non se lo meritano perchè diverse da come sono realmente (come nel caso di Pitbull,una gran bella persona...)....come dicevo nell'alro post (mediocrità) siamo qui per giocare,ci possiamo accapigliare discutere ma senza mai andare troppo sul personale.......e non mi rifersico alla diatribanata per il bello/brutto......è una stupidata....ma mi riferisco bensi a certi commenti realmente fuori luogo che ho letto..........per cui caro Bateman se posso darti un consiglio usa piu' l'ironia che mi sembri avere piuttosto che certe affermazioni che possoni dar fastidio....... Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:26, 22 giugno 2005 di Bateman pantuff75 ha detto: Ti quoto in pieno caro pit......anche perchè ho notato che Bateman offende un po troppo dando etichette a persone che non conosce e che non se lo meritano perchè diverse da come sono realmente (come nel caso di Pitbull,una gran bella persona...)....come dicevo nell'alro post (mediocrità) siamo qui per giocare,ci possiamo accapigliare discutere ma senza mai andare troppo sul personale.......e non mi rifersico alla diatribanata per il bello/brutto......è una stupidata....ma mi riferisco bensi a certi commenti realmente fuori luogo che ho letto..........per cui caro Bateman se posso darti un consiglio usa piu' l'ironia che mi sembri avere piuttosto che certe affermazioni che possoni dar fastidio....... dai pantuff! su dai dai! su dai dai! non fare il birbante...su dai. Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:21, 22 giugno 2005 di Bateman ilpitbull ha detto: Bateman ha detto: Quanto a te mitico Pastore Maremmano sei rmai diventato una simpatica barzeletta nel sottobosco etziano, non per quello che sei ma per le stronzate che spari...vai in palestra e divertiti..il Pensare ed il Comunicare lascialo fare ad altri,ok?ciao cicci fate i bravi! p.s.: se non avete capito qualcosa chiedete pure che ve lo spiego. Bye bye sempre più sonno ragazzi...yawhn...non c'è peggior ignorante di chi è convinto di non esserlo ;-) SETTER parli per luoghi comuni..parli solo con proverbi..te ne rendi conto? andato oggi in palestra a scolpire il muscolo? e in biblio a cercare di sviluppare quello che non c'è..?il tuo umorismo è forzato e mediocre come quello di Pippo Franco a dieci anni..ciao bel figone!ah ah Rispondi qui Re: STOP AL BRUTTO! 21:39, 22 giugno 2005 di Bateman e poi fai uno sforzo..ridici su un pochettino!! fallo per me dai..ti prego! su su dai che ce la puoi fà...forse
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Una lapide per Falcone e Borsellino :.: Articoli più recenti Menti erranti a Cropani Marina Io ho paura Calciomercato: ovvero IJM... è solo roba loro La TAC a Biancavilla La memoria e il segno Nervosismi contemporanei Nick sottoterra. Un esperimento di creazione collettiva e creativa con i lettori di Girodivite Nasce la satira di Pizzino: la mafia si affronta "un affare alla volta" La lapide oltraggiata di mio padre "A sad day for London" Girodivite - Segnali dalle città invisibili è on-line dal 1994. Quotidiano telematico e cartaceo, registrazione presso il tribunale di Catania n.13/2004 del 14/05/2004. Redazione: via Antonino di Sangiuliano 147 - 95131 Catania. Contatti: giro@girodivite.it (mail max 200kb) ::: Puoi syndacare le nostre notizie attraverso il file backend.php3 (XML RSS 1.0 format). Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto le licenze Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 1.0 , che tutelano la possibilità di ripubblicarli, previa autorizzazione per fini commerciali. Motore del sito
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HOME - BASE Cinque - Appunti di Matematica ricreativa ] La tensione di un problema E' come la suspence nei film gialli Quesiti, indovinelli, giochi d'ingegno, problemi, sfide matematiche & c. ......... La tensione di un quesito Ciò che rende entusiasmanti molti quesiti è la loro cosiddetta tensione . La tensione di un quesito è una relazione che intercorre fra i dati forniti e la domanda posta. Maggiore è l' incongruenza fra i dati e la domanda e maggiore è la tensione di un quesito. Per capire meglio, ecco tre quesiti. Il primo è a bassissima tensione: Ngongo mette la sveglia Ngongo quella sera era talmente stanco che andò a letto alle 9 con l'intenzione di dormire fino alle 10 del mattino seguente. Prese la sua vecchia sveglia e regolò la lancetta sulle 10. Dopo 20 minuti dormiva profondamente. Quanti minuti potè dormire prima che la sveglia suonasse? Il secondo è a media tensione: Il prodotto di tutti i numeri primi conosciuti Oggi, grazie ai computers!?, si conoscono molti milioni di numeri primi, un numero enorme ma finito. Probabilmente, però, nessun computer ha abbastanza memoria per calcolare il prodotto di tutti i numeri primi conosciuti: chiamiamo P tale prodotto. Può sembrare strano ma anche un ragazzo di 12 anni è in grado di scoprire con quale cifra termina P. La penultima cifra di P (quella delle decine) è pari o dispari? Il terzo è ad alta tensione: Cinque sotto la pioggia Cinque persone (quattro uomini e una donna) percorrono lentamente una strada senza traffico. Improvvisamente comincia a piovere. Gli uomini iniziano a correre mentre la donna non fa nulla per accelerare l'andatura. Nonostante ciò ella arriva a destinazione assieme agli uomini e completamente asciutta. Di che colore sono i pantaloni degli uomini? Risolvere un quesito significa sciogliere la sua tensione, rilassarsi e ridere. Come aumentare la tensione di un quesito Il famoso problema del Polo Nord, noto dal 1735, ci può far capire come si può procedere per aumentare la tensione di un quesito. Ecco una variante a bassa tensione : Il problema del Polo Nord Un uomo parte dal Polo Nord e percorre 40 m verso sud e successivamente 30 m verso est. Quanto è distante dal punto di partenza? Una variante a tensione maggiore si può ottenere se il luogo diventa oggetto della domanda invece di essere esplicitato tra i dati: Una strana situazione Un uomo percorre 10 m verso sud, 10 m verso est, 10 m verso nord e si ritrova al punto di partenza. Dove si trova? La tensione può essere ulteriormente aumentata se la domanda non riguarda direttamente il luogo in cui ci si trova ma solo indirettamente. Di che colore è l'orso? Un uomo percorre 1 km verso sud, 1 km verso est, 1 km verso nord e si ritrova al punto di partenza. A questo punto si potrebbe chiedere: L'uomo solleva lo sguardo e vede un orso. Di che colore è l'orso? L'uomo guarda il suolo. Che cosa vede? Che tipo di abiti indossa l'uomo? L'uomo quarda un termometro. Che temperatura segna? Risposte & riflessioni Ngongo mette la sveglia La sveglia, purtroppo per lui, suonò 40 minuti dopo che si era addormentato. Per risolvere questo quesito bisogna conoscere il funzionamento delle sveglie a lancette, quelle che fanno tic-tac e driiiiiiinnn. Oggi sono state soppiantate dagli orologi digitali. Il prodotto di tutti i numeri primi conosciuti Finisce per zero. Infatti basta pensare a come comincia : P = 2 x 3 x 5 x 7 x 11 x ... Siccome 2 x 5 = 10 lo zero si conserverà all'ultima cifra in tutte le successive moltiplicazioni. Per quel che riguarda la cifra delle decine... Cinque sotto la pioggia Neri. Si tratta di un funerale, la donna è morta e si trova nella bara che viene trasportata dai quattro uomini. Il problema del Polo Nord Risposta intuitiva ma errata: applico il teorema di Pitagora ed ottengo 50 m. Risposta esatta: 40 m. Pensare al Polo Nord su un mappamondo. A 40 m di distanza dal Polo Nord andare verso Est significa avanzare su una circonferenza di raggio 40 m attorno al Polo. Una strana situazione Al Polo Nord,... ma esiste anche un'altra risposta...
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Le quote massime del massiccio di Cima d'Asta viste dal Sasso Largo. A sin. Cima d'Asta. Al centro Cima e Col della Banca preceduti dalla Banca. A ds. Cima del Passetto, in basso, tutta a ds., Bocchetta dei Sassi. Lago e rifugio di Cima d'Asta. Al centro il rotondeggiante falsopiano, che si protende verso sud-est, denominato "la Banca". A sin, in alto, Forzeleta e Cima della Banca. A ds., in distanza, Cima del Passetto, Sasso Largo e Sasso Stretto. La testata del Vallone Occidentale dominato dal Torrion della Corona e, a seguire, dalla Cima d'Asta. A sin. Forcella Coronon, con, a sin, la quota massima del Brich. A ds. passo Socede. La parete del Cimone di Cima d'Asta si specchia nel Lago di Cima d'Asta. Rifugio e lago di Cima d'Asta. In alto, a ds., il Cimone di Cima d'Asta. Al centro, Torrion della Corona con, a ds., Bocchetta Canalon. A sin., Col Verde e Passo Socede. Banche di Regana La verdeggiante Cima Corma (a sin.)vista da Forcella Seolè. In basso, calante verso destra, il Seolè di Socede. In alto, al centro, Cima d'Asta. Panoramica sull'Alto Coronon e Lago di Bus dai pressi di Cima Corma. In alto, al centro: Col della Groppa, Cima dei Diavoli, passo dei Diavoli e Cima d'Asta. A sinistra: Col del vento, Forcella Col del Vento e Cresta dei Diavoli. A destra: Bocchetta Canalin e Torrion della Corona.
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Da: Claudia Corneli < corneliac@libero.it > A: < caffeeuropa@caffeeuropa.it > Data: Sabato, 23 settembre 2000 14:10 Oggetto: Giotto BASTA vi prego con la storiella dell' arte bizantina arida e bidimensionale!!!! Bravo Giotto ma ...andatevi a vedere i mosaici della Karyie Camii a Istambul ! Altro che Assisi!!! Superiamo la critica longhiana, acuta ma di parte, irradiamola con una nuova luce scientifica che prenda veramente coscienza della straordinaria potenza dell' arte bizantina!!!! corneliac@libero.it Vi e' piaciuto questo articolo? Avete dei commenti da fare? Scriveteci il vostro punto di vista cliccando
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Videofonini d'autunno ecco le novità Arrivano due nuovi modelli di cellulare Umts. Con la promessa di un servizio migliore rispetto a quelli usciti in primavera di Curio Rizzi Raggiungere entro la fine dell'anno un milione di utenti. Questo l'obiettivo di Tre, unico operatore Umts attualmente in funzione in Italia. Tim, Vodafone e Wind dovrebbero attivarsi nel primo quadrimestre del 2004. Per realizzare quest'ambizioso progetto, la società guidata da Vincenzo Novari prepara un autunno di novità tra cui il lancio di due nuovi telefonini Umts. Si tratta del Motorola A835 e del Nec e616. Rispetto ai precedenti, questi telefoni operano sulle tre bande disponibili: Gsm, Gprs e, ovviamente, Umts, ma in più integrano un sistema AGPS, che localizza la posizione del telefono e indica i luoghi di interesse più vicini. Migliorata anche l'ergonomia del telefono: ora per videochiamare basta premere un pulsante che si trova sul lato del telefono. Inoltre il Motorola dispone di una memoria di 66 Mb per archiviare foto e filmati. Memoria meno abbondante ("solo" 16 Mb), invece, sul Nec e616, un elegante telefono cellulare dal design a conchiglia. Questo Nec è pensato per chi desidera adoperarlo anche in condizioni di scarsa luminosità, infatti, l'alta definizione del display, la doppia videocamera e il sitema di illuminazione incorporato assicurano una buona qualità di ripresa anche nelle ore notturne. Caratteristiche tecniche Motorola A835 Tecnologia: UMTS - GSM (900/1800/1900Mhz) - GPRS Display: 176x220 pixel; 65.536 colori Dimensioni e peso: 137x55.6x26.5 mm; peso 168 grammi Video camera: due videocamere integrate per scattare foto e registrare video. Formati supportati: VGA (640x480 pixel) per scattare foto QCIF (176x144 pixel) per registrare video Connettività: USB - Bluetooth - Cavo RS232 - Porta infrarossi Memoria totale: 66 MB memoria interna Formatti supportati: video/audio playback: MPEG4, WMV, MIDI, MP3, WMA, AAC, AMR, WAV video/audio streaming: MPEG4, AAC, AMR Messaggistica VideoMessaggi, MMS, SMS e E-mail) Standby fino a 215 ore, chiamata voce fino a 120 minuti, VideoChiamata fino a 60 minuti Altre caratteristiche Vivavoce, AGPS, SyncML Prezzo 545 euro Caratteristiche tecniche Nec e616 Tecnologia: UMTS - GSM (900Mhz/1800Mhz) - GPRS Display principale: 176x240 pixel; 65.536 colori Display esterno: 30X120 pixel; bianco e nero Dimensione e peso: 103x53x26.4 mm; peso 131gr Videocamera: due videocamere integrate per scattare foto e registrare video. Connettività: USB - Bluetooth Memoria totale 19 MB memoria interna e supporto Memory Stick Duo (memoria esterna) Formati supportati: Video/audio playback: MIDI, MP3, MPEG4, WMA, AAC, AMR, WAV Video/audio streaming: MPEG4, AAC, AMR Messaggistica VideoMessaggi, MMS, SMS e E-mail (POP3-IMAP4-SMTP) Stand-by fino a 120 ore, chiamata fino a 110 minuti, VideoChiamata fino a 72 minuti Altre caratteristiche Vivavoce, AGPS, SyncML Prezzo 645 euro
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- Estendere i benefici anche agli altri esercizi? Il sindaco dice no Sgravi ai commercianti. Ma solo a chi ha subito danni «E' improbabile che si possa dimezzare la tassa rifiuti a tutti i commercianti, né a quelli delle vie adiacenti alle zone interessate ai lavori in corso». Il sindaco Nicola Mucci ribadisce la linea espressa a gennaio sulla questione delle agevolazioni fiscali per gli esercenti. La volontà del comune rimane quella di "indennizzare" chi ha raccolto un magro incasso dalle vendite natalizie, a causa dei lavori in corso. Dovranno quindi essere solo i commercianti con i negozi a stretto contatto con ruspe, transenne e operai a fare richiesta per uno sconto davvero appetitoso: 50% della tassa rifiuti. Qualche giorno fa la Lega Nord ha chiesto una verifica di maggioranza sulla decisione della giunta. Ma le possibilità di modificare in qualche modo questa decisione sono molto scarse, prima di tutto per un problema di conti, che nel già difficile riequilibrio di bilancio, dopo il tagli dei trasferimenti statali, deve necessariamente viaggiare al risparmio. Il dimezzamento della tarsu entrerà in vigore con l'approvazione del bilancio, atteso entro i primi di marzo. Il passo successivo, per chi vorrà usufruirne, sarà quello di recarsi in comune e richiedere gli appositi moduli. Coinvolti, finora, i negozianti di via Verdi, piazza Libertà e corso Italia, dove i lavori sono terminati oggi. Anche via don Minzoni, dove i cantieri apriranno a marzo. E poi via della Pace, piazza Ponti, via Mazzini, via Turati. Infine, un riconoscimento analogo anche ai commercianti penalizzati dal rifacimento del ponte di piazza Piemonte, compresi quelli di via Arno e piazza Zaro. Giovedi 6 Febbraio 2003
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Dopo la rivoluzione castrista ha inizio così una nuova stagione per Cuba. Una lunga stagione che porterà l'isola alla ribalta mondiale, e darà al suo Lìder quella fama e quel potere che aveva sempre sognato. Chi sono i vincitori della rivoluzione all'inizio del 1959? Gli autenticos , gli ortodossi, gli uomini dei vecchi partiti, anche se autori di atti di coraggio al fianco dei giovani rivoluzionari, sono ormai screditati da troppi anni di sommosse, attacchi, congiure di palazzo, e devono essere allontanati dai posti di comando. Il solo, il vero vincitore è Fidel Castro, il comandante amato dalle folle, capace di parlare loro in modo diretto ed estremamente efficace, in grado di infiammare gli animi anche mentre chiede pesanti sacrifici. Vicino a Fidel stanno due fedelissimi: il fratello Raoul e Che Guevara. Tutti gli altri sono figure scialbe, di secondo piano, che non troveranno mai lo spazio per emergere,. Vi è nel Paese, in questi primi mesi dell'anno, una grande aspettativa di rinnovamento, tanto entusiasmo, la speranza di un futuro finalmente migliore: perfino la Chiesa cattolica, e ancor più esplicitamente quella protestante, sono favorevoli alla svolta castrista. Il primo presidente provvisorio, il giudice Urrutìa, è un uomo serio e per bene, che non si è mai lasciato coinvolgere fino ad allora dalla politica. Naturalmente non ha nessun potere reale. Pur rimanendo ufficialmente solo il capo dell'esercito ribelle, Castro in realtà è arbitro di ogni avvenimento a Cuba. Nelle prime settimane il primo problema del gruppo rivoluzionario è quello di disfarsi dei nemici, ed è un'ondata di arresti e punizioni. Sono condannati a morte un centinaio di soldati e poliziotti, e il vecchio esercito viene fuso con quello nuovo. Nascono già qui le prime tensioni con gli USA, che offrono rifugio ai fuggiaschi. E' probabile che in questo momento Castro non sappia nemmeno lui chiaramente dove vuole arrivare. Vuole il bene del popolo, certo, ma la sua ideologia è vaga, seppure eroica: "attaccheremo l'analfabetismo, la corruzione, il vizio, il gioco e le malattie", afferma Fidel davanti alle folle in delirio per lui. Sembra abbia in mente soprattutto una rivoluzione a carattere etico per riportare onestà e moralità nella sua isola tanto corrotta. Ma chi erano stati i peggiori corruttori di Cuba, se non gli Stati Uniti, che l'avevano sempre considerata "il miglior posto per ubriacarsi"? Castro nutre da sempre un odio viscerale per gli americani, che hanno sempre considerato Cuba come una loro colonia, anzi come il luogo dove soddisfare tutti i vizi ritenuti indesiderabili in patria. Gli Stati Uniti, da parte loro, sembrano preoccuparsi esclusivamente di una potenziale svolta verso il comunismo da parte di Castro. Ne sono talmente ossessionati, che in occasione della visita di Castro negli USA in aprile 1959 non sanno fare altro che chiedergli continuamente se è proprio sicuro di non essere comunista. Castro e il suo folto seguito tornano in patria convinti che agli americani non importi niente di Cuba, della sua cultura, della sua politica, della sua economia, dei suoi abitanti, purché non facciano proprie le teorie di Marx. In questo primo periodo post-rivoluzionario, Castro ripete più volte di non essere comunista. Egli vara però alcune importanti riforme volte a migliorare le condizioni dei più miseri e ad assicurare una più equa distribuzione dei redditi. Alla fine del 1958 Cuba aveva un debito pubblico pari a ottocento milioni di dollari, e importava dagli Stati Uniti più prodotti agricoli di qualunque altro Paese sudamericano. Ingenti fughe di capitali all'estero e un programma di lavori pubblici finanziato dal governo con titoli di Stato, unitamente ad una politica fiscale iniqua e vessatoria avevano messo in gravi difficoltà la classe più povera. Castro riduce della metà gli affitti a tutti coloro che pagano meno di cento pesos, e obbliga i proprietari di appartamenti vuoti a cederli allo Stato; l'INAV, ente nazionale per il risparmio e l'edilizia, requisisce anche tutti i fondi della lotteria, mentre il governo rileva direttamente la Compagnia Telefonica e abbassa le tariffe. Vengono confiscate tutte le proprietà di Batista nonché quelle di tutti i suoi collaboratori. E' di questi primi mesi del 1959 anche una prima riforma agraria, volta a cambiare la struttura del possesso della terra. L'INRA, istituto nazionale per la riforma agraria, ha il compito di espropriare e ridistribuire la terra, ma anche di far costruire strade e abitazioni popolari, e si occupa anche di sanità e di istruzione. Un ruolo di primaria importanza viene affidato alle cooperative agricole. I tentativi di meccanizzare l'agricoltura e di diversificare la produzione dei campi sono destinati a fallire a causa della mancanza di organizzazione e di dirigenti capaci di programmare. In estate la fuga verso Miami del capo dell'aviazione cubana Dìaz Lanz dà l'avvio a una crisi che porta all'allontanamento del presidente Urrutìa, sostituito con il più maneggevole Osvaldo Dorticòs. Si accentua ancora il carattere di austerità della rivoluzione castrista, con tasse pesanti su tutti i generi di importazione (fino all'80% sulle automobili), una campagna contro l'alcolismo con forti imposte sulle bevande. Accanto ai benefici sociali per i più poveri, si registra però un crescendo di carcerazioni, processi, sequestri arbitrari di terre. Da Miami gli esuli cubani lanciano accuse a Castro, e organizzano attentati sull'isola: Castro se ne lagna col governo degli Stati Uniti, che ritiene coinvolto nei raid sull'isola. Il 25 novembre ha luogo una terza riorganizzazione a livello governativo, e vengono allontanati dalla stanza dei bottoni gli ultimi rappresentanti dell'ala liberale della rivoluzione: viene cacciato dalla guida della Banca Nazionale il moderato Pazos e sostituito addirittura con Che Guevara, con conseguente panico finanziario. Insieme a Pazos se ne vanno i suoi migliori collaboratori, e alla fine dell'anno è praticamente impossibile trovare sull'isola capaci amministratori e pianificatori. Anche l'ambasciatore americano Bonsal giunge alla conclusione che è ormai impossibile instaurare un dialogo utile con Fidel. A fine novembre viene sospeso l' habeas corpus , si lascia mano libera alla polizia politica e crescono gli arresti in tutto il Paese. Mentre lo Stato si impadronisce di molte ditte private, Castro incontra all'Avana un funzionario russo, Alexandr Alekseev, inviato da Mosca. I rapporti con gli Stati Uniti si fanno sempre più tesi, e proprio mentre viene firmato un nuovo accordo commerciale, Castro espropria altri 28.000 ettari di proprietà di americani. Sono dell'inizio del 1960 due importanti campagne: una contro i sindacati, ormai ritenuti inutili da Castro, l'altra contro i media. Mentre l'inviato russo Mikojan si trova all'Avana viene firmato un importante trattato commerciale con la Russia, nel quale i sovietici si impegnano ad acquistare ingenti quantità di zucchero da Cuba e a fornirle molti prodotti fra cui petrolio, frumento, ghisa, alluminio, carta, concime, eccetera, nonché ad erogarle un ingente prestito monetario e ad assicurarle assistenza per la costruzione di fabbriche e per il prosciugamento delle paludi. Il 4 marzo 1960 una nave francese, il "Coubre", carica di materiale bellico proveniente dal Belgio esplode nel porto dell'Avana: un incidente che ricorda da vicino quello del "Maine", e che dà a Castro il verso per accusare gli Stati Uniti di sabotaggio (e probabilmente anche per chiedere armi alla Russia). In questo periodo vengono chiusi gli ultimi giornali indipendenti. Insorgono la Chiesa da una parte e gli esuli cubani dall'altra, ma col solo risultato di veder crescere il numero degli esuli. A metà estate l'INRA requisisce tutta la terra che era appartenuta agli zuccherifici, e anche buona parte dei negozi e delle botteghe private: si può già comprendere che tutto il sistema dell'impresa privata è in grave pericolo. Vengono requisite le raffinerie di petrolio Texaco, Esso e Shell, perché contrarie a lavorare il petrolio russo, e viene sedata nel sangue una rivolta degli studenti universitari della capitale. Finisce ogni libertà negli atenei. In seguito a tutti questi avvenimenti, gli Stati Uniti annunciano che non acquisteranno più zucchero da Cuba. Castro ne approfitta per presentarsi come vittima sul palcoscenico internazionale e per nazionalizzare tutte le proprietà americane ancora esistenti sull'isola. Il 18 settembre Castro si reca a New York alle Nazioni Unite, dove tiene un discorso di ben quattro ore e mezzo per denunciare l'imperialismo americano: viene però accolto con ostilità e freddezza dalla maggior parte dei delegati. E' ora assolutamente indispensabile per Cuba riorganizzare la sua economia, diversificare la sua produzione agricola, aumentare la produttività dei suoi stabilimenti. Per ottenere questi risultati viene varato a dicembre 1960 il primo piano quinquennale, che chiede gravi sacrifici alla popolazione, ma che non intacca la popolarità del Comandante, al quale le masse cubane guardano come al solo uomo capace di ridare loro un ruolo nella storia. Il 1961 si apre con la riforma dell'istruzione: volontari arruolati nelle "brigatas alfabetizadores" si recano in ogni villaggio dell'isola per insegnare alla popolazione a leggere e a scrivere; nelle scuole si registra un aumento di iscrizioni pari al 30%, nelle università si procede a sostituire i docenti rimasti con nuovi professori di cultura marxista-leninista, partono nuovi corsi di lingua, di cucito, di guida per autisti, di riabilitazione per ex prostitute. Grande merito della rivoluzione è quello di aver abolito la corruzione prima imperante nel Paese, e di aver portato maggiore uguaglianza sociale e razziale, di aver messo a disposizione di tutti scuole e cure sanitarie, di aver promosso efficaci campagne di prevenzione contro numerose malattie. Il suo principale demerito è quello di non aver saputo o potuto agire senza lasciare dietro di sé una lunga e dolorosa scia di imprigionamenti, esecuzioni, delazioni, fughe dal Paese. Gli esuli cubani non si possono dar pace e cercano a più riprese di coinvolgere gli Stati Uniti nei loro tentativi anticastristi. Alle sei del mattino del 15 aprile 1961 due B26 provenienti dalla Florida ma con insegne cubane sorvolano il quartier generale dell'esercito a Cuba e lo bombardano, mentre altri sei aerei bombardano gli aeroporti di Santiago, San Antonio de los Banos e Baracoa. Immediatamente Castro si scaglia contro le organizzazioni a lui ostili all'interno del Paese e denuncia gli Stati Uniti come autori del raid. Castro sa che si sta preparando un'invasione dell'isola, e si prepara alla battaglia. La brigata di cubani anticastristi sbarca il 17 aprile nella Baia dei Porci, vicino a Central Australia, dove li attende un battaglione dell'esercito ribelle. I "liberatori" non riescono però ad ottenere l'appoggio della popolazione locale, e le sorti dello scontro si rivelano subito molto negative per gli invasori. All'ultimo minuto il presidente Kennedy non trova il coraggio di ordinare una seconda incursione aerea, né di inviare le navi presenti nelle vicinanze in aiuto dei ribelli, e Castro può così riportare una vittoria totale sugli invasori in cielo, in mare e in terra: su 1297 sbarcati, i prigionieri furono 1180. Per Castro questa invasione è un grande aiuto: ora può dimostrare che i suoi nemici sono pericolosi e infidi, può dare a loro tutte le colpe per i problemi che ancora affliggono l'isola. Dopo l'episodio della Baia dei Porci gli americano bloccano tutte le esportazioni verso Cuba, e l'isola si trova in gravi difficoltà: a giugno 1962 oltre 200.000 cubani hanno lasciato l'isola, circa il 3% della popolazione, per motivi di dissenso politico ma anche preoccupati dalla grave e persistente crisi economica. Castro non ha altra scelta che quella di legarsi ancora più strettamente all'Unione Sovietica, e sperare che questa riesca a rimettere in sesto il Paese. In effetti Nikita Sergejevic Kruscev ha tutte le intenzioni di aiutare Cuba, anche e soprattutto fornendole armi adatte a contrastare le pericolose invasioni provenienti dal territorio statunitense. Probabilmente pensa che Kennedy, che già si è dimostrato debole e tentennante in occasione dell'invasione della Baia dei Porci, non abbia il coraggio di opporsi direttamente alla grande potenza sovietica. Sbaglia, e come tutti sanno la grave crisi tra le due potenze per l'invio di missili nucleari sovietici a Cuba si risolve il 28 agosto 1962, dopo dieci giorni che tengono col fiato sospeso tutto il mondo, con il ritiro delle navi sovietiche e la promessa di smantellare i missili già installati in territorio cubano. Cuba è però ormai strettamente legata alla Russia, anche se Castro non accetterà mai di allinearsi completamente e, dopo il voltafaccia sui missili, non si fiderà mai più fino in fondo dei sovietici. Già negli anni '63 e '64 si capisce che il tentativo di diversificare la produzione agricola e di industrializzare il paese è fallito: Castro ha il coraggio di prenderne atto e di tornare sulle sue decisioni per accettare di continuare a produrre fondamentalmente zucchero e tabacco. Egli lancia ora le sue sfide alla popolazione perché si raggiungano quantità di raccolti sempre maggiori. I risultati non sono sempre quelli sperati, ma il Lìder Maximo, pur di raggiungere i suoi obiettivi, non si lascia scoraggiare e non esita per esempio a fare i raccolti in anticpo, né a spostare la data del Natale per non interrompere i lavori nei campi. Castro ha ancora una freccia al suo arco: egli sa bene quanto i cubani amino la loro patria, e quanto siano orgogliosi per ogni riconoscimento che venga ad essa dall'estero. Egli decide ora di giocare la carta internazionale, ed invia Che Guevara in America Latina, in Africa e in Asia, nelle Ande, dove questi caldeggia anche interventi armati a fianco delle truppe rivoluzionarie. Contraria alla linea sovietica della coesistenza pacifica, Cuba sostiene nell'ottobre 1964 al Cairo e nel 1965 ad Algeri la necessità della lotta armata contro l'imperialismo. Tra l'aprile e il novembre 1965 Guevara è in Congo con 200 volontari, nel novembre 1966 egli arriva in Bolivia, nuovamente con un piccolo gruppo di volontari. "Creare due, tre, molti Vietnam" è lo slogan del Che in quegli anni. Ferito in Bolivia l'8 ottobre 1967, Che Guevara viene catturato e ucciso. Il suo cadavere viene seppellito in un luogo segreto, e il corpo viene ritrovato e riportato a Cuba solo nel luglio 1997. Nel 1972 viene firmato un nuovo, importante trattato commerciale con l'Unione Sovietica; Cuba entra a far parte del Comecon e inizia ad attuare una serie di riforme sul modello sovietico. Dopo la visita di Breznev all'Avana nel 1974, cresce anche l'importanza del Partito Comunista Cubano, che si riunisce per la prima volta in congresso nel 1976, autodefinendosi "organo supremo della nostra società", "organismo che orienta e organizza l'intera popolazione lavoratrice nonché le altre organizzazioni sociali e lo Stato". Il congresso presenta il testo di una nuova costituzione, sulla falsariga di quelle socialiste, che viene approvata l'anno successivo. Nello stesso anno viene nominato capo dello Stato Fidel Castro. Dal 1975 forze militari cubane vengono impiegate in Angola (vi si alternano ben 300.000 uomini), poi in Etiopia contro la Somalia, nel 1980 in Yemen. Sta molto a cuore a Fidel il ruolo di guida morale dei Paesi in lotta, ed egli riesce ad avere un importante riconoscimento di questa sua funzione nel 1979, quando ospita all'Avana il vertice dei Paesi non allineati e ne ottiene la presidenza per i successivi quattro anni. In patria sono numerosi coloro che covano malcontento, per le restrizioni economiche, per l'insofferenza del potere verso qualunque genere di anticonformismo e di diversità, per il deterioramento dei rapporti tra governo e artisti o intellettuali. Molti sono gli esuli, che Castro lascia andare volentieri perché così si riduce il dissenso interno. Malgrado le continue tensioni con gli USA, nel 1984 viene siglato un accordo sui profughi, col quale gli Stati Uniti si impegnano a concedere ogni anno 20.000 visti di ingresso a cittadini cubani, mentre Cuba accetta di accogliere 3000 delinquenti comuni "indesiderabili" per gli USA. A metà degli anni Ottanta, Castro lancia una nuova offensiva interna contro la burocratizzazione, causa prima di sprechi e disorganizzazione nel Paese, nonché di corruzione e privilegi. Il drastico ridimensionamento delle attività private e la collettivizzazione dell'agricoltura sono i due capisaldi della politica di "rettifica degli errori" lanciata dal terzo congresso del PCC, tenutosi nel 1986.Questa campagna non raggiunge grandi risultati, se non quello di far fiorire il mercato nero e di veder morire buona parte delle attività artigianali. Il tasso di crescita economica annua fra il 1986 e il 1989 è dello 0,2%. Ancora nel 1990 il 40 % delle derrate alimentari consumate a Cuba proviene dall'Unione Sovietica. In seguito alla caduta del muro di Berlino e al crollo del suo impero, la Russia è costretta a togliere alcune concessioni che garantiva a Cuba e a effettuare drastici tagli alle sue forniture, in particolare per quanto riguarda il petrolio. Castro deve così chiedere nuovamente altri sacrifici al suo popolo: vengono ulteriormente razionati i generi alimentari, il carburante per gli automezzi, l'energia elettrica. Viene incoraggiato il turismo in quanto fonte di valuta pregiata, ma questo crea anche differenze sociali: i turisti godono di un tenore di vita irraggiungibile per l'uomo medio cubano, e anche tra gli stessi cubani stanno molto meglio coloro i quali sono a diretto contatto con l'area del dollaro. Data metà del 1989 il processo per corruzione, contrabbando e traffico di valuta al generale Arnaldo Ochoa e ad un gruppo di suoi collaboratori. Il generale e tre ufficiali vengono fucilati, ma restano molti dubbi sul fatto che essi abbiano potuto compiere gli atti di cui sono stati accusati senza un avallo dall'alto. Crescono le occasioni di attrito con l'Unione Sovietica, in particolare sui temi della guerriglia in Salvador, sul Nicaragua sandinista e sulla prudenza mostrata da Mosca nel commentare l'intervento statunitense di Panama. Gli sforzi di Castro per un riconoscimento internazionale hanno però avuto buon esito, tanto che nel 1990 sono solo tre i Paesi che non hanno riallacciato relazioni diplomatiche con Cuba. Nell'ultimo decennio Cuba ha intensificato gli sforzi per raggiungere l'autosufficienza alimentare, con un piccolo risultato incoraggiante nel 1994: una crescita dello 0,7 dell'economia, dovuto soprattutto al funzionamento dei mercati contadini, all'apertura verso le attività private e le joint ventures con capitali stranieri. Per ottenere piccoli miglioramenti economici, insomma, Castro ha dovuto rinunciare ad alcune delle più importanti conquiste della rivoluzione. La durezza dell'embargo statunitense verso Cuba e l' ostracismo americano verso coloro che sono disposti ad investire nell'isola sono comunque un serio ostacolo allo sviluppo di Cuba. Ora che il carisma personale di Fidel Castro è leggermente offuscato dagli anni e che i valori della rivoluzione sembrano piuttosto appassiti, tutti si domandano come il Comandante potrà risolvere i molti problemi che ancora gravano sul suo popolo. Il papa, nella sua visita a Cuba nel gennaio 1998, ha deplorato il blocco economico esercitato dagli USA contro Cuba, ma ha anche affermato con vigore che i problemi di Cuba sono da imputare a un sistema che nega la dignità e la libertà della persona umana. In occasione del vertice ibero-americano che si aprirà a Cuba il 15 novembre di quest'anno, Castro aspetta il re e la regina di Spagna, pronto trasformare il loro arrivo in un evento storico di portata mondiale, come aveva fatto per la visita di Giovanni Paolo II. La sua strategia sembra essersi modificata ben poco negli anni: un centinaio di dissidenti sono stati arrestati preventivamente, per evitare turbamenti nel corso del vertice, e ai delegati verrà chiesto di firmare una condanna dell'embargo statunitense. Le richieste di rispettare i diritti umani nell'isola verranno come sempre ignorate e le centinaia di migliaia di esuli cercheranno di far sentire la loro voce. Oggi a Cuba vi sono circa 350 detenuti politici di cui non si riesce ad avere notizie; il salario medio di un operaio cubano è di circa nove dollari al mese; tutto il cibo è razionato; il latte è distribuito solo ai bambini al di sotto dei sette anni; i medici ospedalieri hanno a disposizione solo una saponetta al mese. Per sopravvivere, tutti sono costretti a porsi nell'illegalità ricorrendo al mercato nero. Forse neppure Fidel Castro sa cosa riserva il futuro a Cuba. di MARIA GRAZIA MAZZOCCHI Ringrazio per l'articolo FRANCO GIANOLA, direttore di RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI Storia di Cuba 1762-1970 , di Hugh Thomas - Giulio Einaudi Editore, Torino 1973. L'ottobre cubano. Lineamenti di una rivoluzione castrista , di Saverio Tutino - Piccola Biblioteca Einaudi, Giulio Einaudi Editore, Torino 1968. Cuba , a cura di Tony Perrottet e Joann Biondi, Guide Apa - Zanfi Editori, Modena 1996. Castro e Cuba dalla rivoluzione a oggi , di Angelo Trento - Giunti Gruppo Editoriale, Firenze 1998. E Dio entrò all'Avana , di Manuel Vazquez Montalban - Edizioni Frassinelli, 1999 MA FU VERAMENTE UN ANNO DA INCUBO? ...forse solo la miccia del '67-68
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1. nn sempre sn raggruppati, li trovi anche tutti separati, oppure, come Theon, tutti insieme. i miei libri invece sn raccolti nei tre volumi: il primo comprende tre libri (The Magician Nephew-The Lion, the Witch and the Wardrobe-The Horse and his Boy), il secondo due (Prince Caspian- The Voyage of the Dawn Treader), il terzo due (The Silver Chair- The Last Battle). adesso ho visto in libreria l'edizione nuova cn il logo del film e la divisione in tre volumi, lo scorso anno ho visto i libri singoli.. 2. io ho la prima volta ho iniziato dall'ultimo volume, quidi il primo libro che ho letto è stato il penultimo, poi l'ultimo, poi LWW, infine sn riuscita a leggere il primo e quelli che mi mancavano in ordine cronologico. io nn ho trovato alcun problema a capire le varie vicende anche se li ho letti in modo così disrdinato, ma credo sia più bello leggerli in ordine _________________ What? Are mermaids not sweet? They'll sweetly drown you if you get too close Torna in cima Sybilla Peter Jackson Registrato: Sep 01, 2004 Messaggi: 1886 Inviato: Lun Gen 03, 2005 9:31 pm Oggetto: Come dicevo il legame lo da Lewis, rivolgendosi direttamente al lettore e anticipando che ci sarà un'altra avventura o ricordando quella che già c'è stata. Torna in cima Angmar Fritz Lang Registrato: Sep 02, 2004 Messaggi: 411 Località: Minas Morgul (FI) Inviato: Lun Gen 03, 2005 10:29 pm Oggetto: Intanto che continuate a discutere da un topic all'altro ( ), ditemi anche un'altra cosa: com'è lo stile narrativo di Lewis? Si può avvicinare a Lo Hobbit o è ancora più da ragazzi? Ha degli elementi gotici o è comunque sempre rassicurante? Per dire: i film di Harry Potter mi sono piaciuti abbastanza, ma non mi hanno invogliato affatto nella lettura dei libri. _________________ Torna in cima Sybilla Peter Jackson Registrato: Sep 01, 2004 Messaggi: 1886 Inviato: Lun Gen 03, 2005 10:39 pm Oggetto: A me sembra che lo stile narrativo sia completamente diverso. Soprattutto dalla prima parte dello Hobbit. Comunque come si diceva narra le storie in terza persona, ma rivolgendosi a volte direttamente al lettore, invocandolo proprio, con periodi staccati o con periodi all'interno di parentesi. Non mi dispiace, anche se a volte disturba la lettura. Ma in fondo come stile mi piace di più dello Hobbit. ps per quanto riguarda HP leggilo, non te ne pentirai, soprattutto gli ultimi tre. Torna in cima meliver Fritz Lang Registrato: Sep 13, 2004 Messaggi: 324 Località: sotto la panca... con la capra che canta Inviato: Lun Gen 03, 2005 11:16 pm Oggetto: facciamo zapping tra i topic Sybilla ha scritto: Come dicevo il legame lo da Lewis, rivolgendosi direttamente al lettore e anticipando che ci sarà un'altra avventura o ricordando quella che già c'è stata. vero.. ma del resto chi ha già letto gli altri libri, il legame lo capisce anche da solo (e il fatto che Lewis lo espliciti ci ricollega anche al discorso che faceva Ernie), mentre invece chi nn li ha presenti viene a sapere che c'è stato qualcosa prima e che ci sarà un'altra avvntura dopo. cmq anche questa operazione la fanno moltissimi auori anche se nn hanno intenzione di scrivere un seguito o nn vogliono fare un prequel. per esempio: Tolkien alla fine di LotR dice qualcosa a proposito del figlio di Aragorn (eppure nn c'è nient'altro), oppure per quanto riguarda SW, adesso ci han fatto i prequel, ma prima si sapeva solo che c'era stata una qualche guerra dei cloni. per lo stile.. emmh, nn ci ho mai fatto molto caso, ma è molto semplice, adatto a tutti, io ho iniziato a leggerli quando avevo suppergiù otto anni li ho capiti (a parte alcunio collegamenti, ma questo nn c'entra molto cn lo stile narrativo ) e poi, come si diceva pèrima, è moolto diretto. nn è mai concitato, ma sa creare una certa aura di mistero che rende curiosi (fondamentale per invogliare il lettore ad andare avati nella lettura).. nn ho mai fatto paragoni cn lo Hobbit.. ps.. lascia perdere i film di HP.. -_- _________________ What? Are mermaids not sweet? They'll sweetly drown you if you get too close Torna in cima Angmar Fritz Lang Registrato: Sep 02, 2004 Messaggi: 411 Località: Minas Morgul (FI) Inviato: Mar Gen 04, 2005 1:56 am Oggetto: Li ho già lasciati perdere, il III° non l'ho visto... Parlando dello stile di Lewis, ho citato lo Hobbit non tanto perché mi aspetto qualcosa del genere, ma piuttosto perché è la cosa più accostabile tra quelle che ho letto... beh, ora che ci penso ci sarebbe Il Cacciatore di Draghi... ^_^' Il mio timore (e quello che voglio stabilire) è se si tratti di una cosa comunque mirata ad un target di una certa età, anche se spesso si tratta solo di apparenza e uno stile che potrebbe sembrare da ragazzi in realtà nasconde tematiche spesso molto complesse... _________________ Torna in cima Sybilla Peter Jackson Registrato: Sep 01, 2004 Messaggi: 1886 Inviato: Mar Gen 04, 2005 10:48 am Oggetto: Angmar ha scritto: Il mio timore (e quello che voglio stabilire) è se si tratti di una cosa comunque mirata ad un target di una certa età, anche se spesso si tratta solo di apparenza e uno stile che potrebbe sembrare da ragazzi in realtà nasconde tematiche spesso molto complesse... Sì, sono d'accordo. Come diceva Meliver si legge molto bene, beh se si legge tradotto dipende sempre dalla traduzione, ma anche in inglese non è poi così difficile. Per ora ho letto solo i primi due, e sto leggendo il terzo, ma conoscendo un po' (non troppo veramente ) Lewis, ci asarebbe molto da dire. Molti interpretano questi libri (forse troppo spesso) come una allegoria, ma non è così secondo me. E' ovvio che uno scrittore metta nei libri ciò in cui crede, le sue conoscenze e la sua vita. Quindi attraverso questi libri Lewis ci da la possibilià di conoscerlo meglio e allo stesso tempo di entrare in un mondo fantastico, mondo che deve aver sognato da bambino e, perchè no, anche da adulto a quanto sembra. Torna in cima meliver Fritz Lang Registrato: Sep 13, 2004 Messaggi: 324 Località: sotto la panca... con la capra che canta Inviato: Mar Gen 04, 2005 11:22 am Oggetto: già, io li ho letti in italiano, nn so tu come hai intenzione di leggerli.. diciamo che per lo stile di scrittura si adattano ad una fascia di età anche bassa, però c'è molto di più dietro che nn sempre un ragazzino riesce a capire. per quanto riguarda l'allegoria, bhè, Lewis era diverso da Tolkien, su queste cose la pensavano in odo diverso.. credo che il primo e l'ultimo dei libri che ha scritto siano marcatamente allegorici. cmq poi mi direte.. _________________ What? Are mermaids not sweet? They'll sweetly drown you if you get too close Torna in cima Angmar Fritz Lang Registrato: Sep 02, 2004 Messaggi: 411 Località: Minas Morgul (FI) Inviato: Mar Gen 04, 2005 2:27 pm Oggetto: Mmh... sicuramente prenderò un'edizione italiana: andrà benissimo per stabilire se sia il caso o meno di andare oltre la lettura del primo romanzo. Che poi... primo x modo di dire, dato che ho intenzione di iniziare da LWW... così, male che vada avrò un idea del film in arrivo... se poi mi piace passerò agli altri in maniera cronologica, dato che a quello che ho capito i vari libri sono autosufficienti. _________________ Torna in cima Sybilla Peter Jackson Registrato: Sep 01, 2004 Messaggi: 1886 Inviato: Mar Gen 04, 2005 2:31 pm Oggetto: Angmar ha scritto: Mmh... sicuramente prenderò un'edizione italiana: andrà benissimo per stabilire se sia il caso o meno di andare oltre la lettura del primo romanzo. Che poi... primo x modo di dire, dato che ho intenzione di iniziare da LWW... così, male che vada avrò un idea del film in arrivo... se poi mi piace passerò agli altri in maniera cronologica, dato che a quello che ho capito i vari libri sono autosufficienti. Secondo me, non sono del tutto autosufficienti, ma a quanto pare sono l'unica a pensarla così. Sono curiosa di sapere la tua opinione. Torna in cima Angmar Fritz Lang Registrato: Sep 02, 2004 Messaggi: 411 Località: Minas Morgul (FI) Inviato: Mar Gen 04, 2005 2:39 pm Oggetto: mi sconsigli di partire da LWW? _________________ Torna in cima Sybilla Peter Jackson Registrato: Sep 01, 2004 Messaggi: 1886 Inviato: Mar Gen 04, 2005 2:48 pm Oggetto: I libri si leggono molto velocemente perchè prendono secondo me. E il primo praticamente ti spiega la nascita di quel mondo e ci sono alcune cose che secondo me ti risulterebbero assolutamente assurde nel secondo. Forse ad un bambino no, non si pone quelle domande, ma per un adulto risultarebbe strano. Tipo alcune cose che non sai perchè sono lì. Secondo me dovresti iniziare dal Nipote del mago. Anche eprchè se pendo l'edizione italiana che è edita da mondadori sono a gruppi i racconti. Il film uscirà fra tanto e i libri secondo me, sopratutto i primi due li divorerai! Ecco il link all'edizione italiana http://ragazzi.mondadori.com/cataloghi/autore.asp?codice_autore=55 Torna in cima meliver Fritz Lang Registrato: Sep 13, 2004 Messaggi: 324 Località: sotto la panca... con la capra che canta Inviato: Mar Gen 04, 2005 4:13 pm Oggetto: se prendi i volumi, inizia dal Nipote, tanto, se il tuo obiettivo è farti un'idea per il film, si fa in fretta.. cmq nn ci sn effetti collaterali particolari se leggi prima LWW (del tipo, nn ti si fonderà la testa a causa del dubbio o della curiosità ).. il ciclo di Narnia nn è come LotR che se leggi prima TTT nn si capisce un'accidenti. cmq Sybill, essere bambini o adulti è marginale, importante, ma fino ad un certo punto; anche un bambino si chiede che ci fa un lampione in una foresta e altro, però se accetti le regole dello scrittore tieni presente che è un mondo diverso e aspetti cn pazieza che qualcuno ti spieghi. LWW nn è il primo romanzo o racconto ambientato in un mondo particolare e nn tutti gli scrittori hanno sentito il bisogno in seguito di svelare ai lettori la genesi di tutto (come Lewis o, in qualche modo, Tolkien). e poi in ogni libro c'è almeno un personaggio che ignora tutto così il lettore novello ha qualcuno in cui immedesimarsi e attraverso cui otterrà le informazioni che gli servono. _________________ What? Are mermaids not sweet? They'll sweetly drown you if you get too close
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Cox Patrick (1963). Stilista canadese di calzature. Lavora in Inghilterra. È conosciuto per il suo segno moderno e anticonformista. Dal 1997 realizza anche una collezione di abbigliamento per uomo e donna. Ha studiato a Londra presso il Cordwainers Technical College, dove, ancora allievo, è stato notato da Westwood che lo ha chiamato a collaborare alla sua collezione autunno-inverno '84-85. Appena diplomato, nell'85, inizia una propria linea, pur continuando a lavorare per colleghi e maison famosi: Galliano, Sui, Hamnet, Lanvin. Nel '91, inaugura il suo primo negozio a Londra, in Symons Street.
CURRENT URL http://www.cestim.it/rassegna%20stampa/01/07/08/europa_est.htm
Strana l'Europa vista da Est Dall'Olanda alla Palestina passando per la Russia. Tra utopia e realtà, è questa la nuova geografia sociale del vecchio continente ANGELA PASCUCCI - DI RITORNO DA SINAIA (ROMANIA) Il dopo Genova è già cominciato nel resto del mondo, per quanti sono impegnati a costruire alternative e preparano altre tappe che, pur tenendo conto di quanto accadrà tra poco in Italia, delineano anche percorsi propri. Fra questi, l' Alliance pour un monde responsable, pluriel et solidaire (sostenuta finanziariamente dalla Fondazione Mayer per il Progresso dell'uomo , di origine svizzera, ma radicata in Francia). Con la sua rete di 3000 aderenti in tutti i continenti cerca anch'essa di inventare nuove forme di azione collettiva che, muovendo dal locale, possano raggiungere il livello mondiale, per incidere sull'avvenire del pianeta. L'Alleanza, attiva da sei anni (il suo primo manifesto "Per costruire insieme l'avvenire del pianeta" è stato pubblicato nell'aprile 1994 sul primo numero di Le Monde diplomatique/il manifesto ), ha scelto negli ultimi tempi di agire in un modo singolare e per certi aspetti coraggioso (oltre che costoso), promuovendo nel mese di giugno quattro incontri continentali, uno dei quali dedicato all'Europa "come i cittadini la vogliono" (per saperne di più: www.echo.org ). Così, tra il 17 e il 21 giugno ha riunito a Sinaia, nel cuore dei Carpazi rumeni, 140 persone di 39 diversi paesi, in base a una geografia politica europea che già esplicita una concezione dell'Europa ben diversa da quella in divenire. Oltre ad appartenenti dei 15 della Ue, sono stati chiamati a discutere di una "loro Europa" anche tutti i paesi dell'Est e i nord africani, dalla Tunisia all'Egitto, al Libano, passando per la Palestina. Il tempo dirà se le proposte uscite da cinque giorni di discussioni intorno a quattro temi precisi (governance europea, migrazioni, agricoltura, lavoro) saranno recepite e avranno la forza di diventare una vera campagna di mobilitazione che, secondo le ambizioni, dovrebbe essere di proporzioni tali da far sì che le elezioni del 2004 diano vita ad un parlamento europeo davvero rappresentativo di una visione diversa di Europa. Lo strumento dovrebbe essere una vasta campagna di raccolta di firme per chiedere più referendum a livello europeo e più elezioni dirette per gli organismi di governo dell'Unione. Ma al di là delle conclusioni di questo incontro, interessante è stato il metodo di confronto scelto, perché in definitiva è proprio la costruzione di una nuova democrazia partecipativa uno degli obiettivi centrali di tutto quello che si sta muovendo nel mondo. Ciascuna delle 140 persone coinvolte a Peles rappresentava un pezzo di società civile del proprio paese, all'interno della quale a vario titolo (ong, strutture pubbliche, scuole, università) opera. E di quel paese portava anche la storia e la cultura. Un'attenta alchimia ha poi assicurato una notevole presenza di donne e parecchi giovanissimi (tra i 17 e i 25 anni). Il mix ha prodotto nell'immediato il risultato migliore: la possibilità di un confronto vero di idee e sensibilità, paragonabile, in scala ridotta, alla grande kermesse del Forum mondiale sociale di Porto Alegre, sul cui orizzonte l' Alliance si pone. Il metodo di dibattito, poi, ha consentito ai partecipanti di esprimersi pienamente, in una discussione spesso a ruota libera. Anche troppo, per la verità, dal momento che il livello di competenza e di saperi era piuttosto eterogeneo e in alcuni momenti la Babele era esasperante. Ma superata la prima sensazione di frustrazione, ha prevalso la consapevolezza che questa è la dimensione europea, e di questa portata sono le contraddizioni cui mettere mano. Non c'è niente come il ragionare sull'utopia che riesca a far emergere con forza la realtà. E questo è apparso evidente soprattutto in alcuni gruppi, come quello su "Migrazioni e cittadinanza multiculturale", dove il tema dell'apertura delle frontiere e della libera circolazione ha portato a discutere prevalentemente delle identità e del loro rispetto. Così, davanti all'Ovest europeo che propugnava principi forti di scambio e commistione, la maggior parte dell'Est si è ritratta, impaurita, chiedendo il rispetto delle differenze. Perché le identità di coloro che fino all'89 stavano oltre cortina si sentono ancora in balìa di una transizione per certi aspetti drammatica, dunque deboli e in costruzione rispetto ai grandi principi dell'Occidente, anche quello che li vuole liberare e rendere uguali nei diritti. Eguaglianza, libertà, fratellanza. Gli eterni principi francesi irritano la giovane ceka Laura (ma non solo lei), vede nella loro asserzione retorica una nuova colonizzazione culturale. Quando quello che conta, dice, è rispettare la diversità delle persone, che si può cercare di cambiare solo in un rapporto personale di fiducia. E' soprattutto l'"anomalia" zingara, nuovo fantasma che si aggira per l'Europa, interroga e mette alla prova tutte le enunciazioni, incarnata com'è in Letizia, docente universitario, combattiva rom della tribù dei Lingurari, che a Timisoara con finanziamenti della fondazione Soros ha messo in piedi, (a casa sua, dalla cucina al garage) un centro di istruzione per bambini rom e chiede rispetto e mantenimento di identità. In particolare la sua, gravata da un rifiuto millenario che la bolla come subcultura, un rifiuto che oggi a ogni frontiera Ue respinge la sua gente con nuova violenza. Altrettanto forte è la voce che viene dal mondo arabo. L'asserzione dell'olandese Helen, secondo cui le invettive degli imam contro l'Occidente che li ospita non debbano essere consentite, provoca un'ondata di reazioni. Qualcuno venuto dai Balcani ricorda l'integralismo cattolico. La tunisina Sabihia, insegnante di lingua e letteratura francese a Tunisi e che nel suo paese è sottoposta alle vessazioni di un governo che la censura e la reprime, e tuttavia teme come male ancora peggiore l'avvento degli islamisti, chiede che gli europei tengano ben presente la differenza tra islam e integralisti. Il libanese Ziad, direttore di una rete di ong arabe, gela il dialogo delle donne: i conflitti politici nascono sempre dai problemi economico-sociali... Sul terreno diretto della governance europea, le linee di incontro/scontro non mutano e arrivano al pettine tutti i nodi aggrovigliatisi dalla caduta del muro di Berlino. Anche intorno a questo tavolo di discussione, l'Est porta le sue paure ma, come un Giano bifronte, stavolta la esprime guardando a oriente. La Russia si delinea in quasi tutti i discorsi come un nemico alle porte. Maria, giovane medico della Moldavia, chiede che l'Europa si impegni a fare da argine al comunismo. Oleksandr, analista politico ucraino che lavora in un centro che si chiama "Pace, conversione e politica estera", ha un solo timore: che dopo l'entrata dei primi paesi dell'Est nell'Ue, si innalzi alle loro frontiere una nuova cortina di ferro. Una catastrofe, ai suoi occhi, perché il suo paese sarebbe rigettato verso oriente nelle sue opportunità di sviluppo economico. Sharip, l'unico russo presente a Peles, a disagio nella parte dell'incubo e per nulla comunista tace, ma si chiede, a quattr'occhi, perché i paesi dell'ex blocco non possano parlare apertamente di queste paure insieme ai russi in una sede ufficiale, magari sotto l'egida della Ue: "Così come è ora, la loro paura diventa inevitabilmente la nostra". E addio al mondo solidale. In questo contesto, la beatificazione della società civile come rimedio a tutti i mali sembra l'unica via d'uscita e ad essa ci si aggrappa come a un'ancora di salvezza. Ma resta sullo sfondo il dubbio che tutto sia più complicato. Lo dimostra, del resto, anche il gruppo sull'agricoltura. Nessuno ignora che l'allargamento a Est abbia la sua spina nel fianco proprio lì, in quel vero collante dei 15 privilegiati, che tali vorrebbero restare. Ma la transizione dell'Est verso Ovest nel settore agricolo è avanzata ben oltre l'immaginabile. Come ricorda l'ungherese Marta, nel suo paese il 60% dell'industria alimentare è controllata da società straniere. Settori come la produzione di birra e la lavorazione dei vegetali lo sono al 100%. Aleggia il fantasma Danone , che licenzia a Ovest per dislocare a Est. Alla fine, appare più semplice puntare alto, oltre la realtà contingente. Sparisce la questione dell'allargamento in quanto tale, con i suoi mille ostacoli materiali, e si punta alla costruzione di un modello nuovo, radicalmente diverso, di sviluppo sostenibile da realizzare tutti insieme. E il Sud del Mediterraneo? I suoi interventi sono forti e drammmatici. Alla questione palestinese vengono date due ore di seduta plenaria, con testimonianze laceranti, come quella del poeta Mustafa Ateek, nato in un campo profughi in Siria. Ogni parola sarà vana, se l'Europa non si batterà con più determinazione per chiudere questa ferita in cui ogni possibilità di futuro sembra oggi precipitare. E su questo, sono pochissime le voci discordanti. Alla fine, nonostante tutto, prevale la sensazione di aver fatto la cosa giusta, al momento giusto, quando anche tanti altri, in tutto il mondo, si stanno mettendo insieme per superare quel senso di impotenza che da troppo tempo impediva di affermare le proprie idee e battersi per quello che qui viene chiamato "un governo sostenibile". La bellezza di quest'angolo dei Carpazi rumeni aiuta a prefigurare una realtà diversa, anche se la Romania oltre questi monti meravigliosi, con le sue fabbriche smantellate e i suoi scioperi condotti contro politiche che mettono al primo posto proprio l'entrata in Europa, non induce troppo a fantasticare. Il prossimo appuntamento dell'Alliance è a Lille (Francia) dal 2 al 10 dicembre 2001, per una assemblea mondiale dei cittadini.
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Scansando la pace del carugnone, qui tutto è in ordine alfabetico. Questo blog non è una testata di quel certo tipo dal momento che non è aggiornato periodicamente in quel certo modo, in osservanza di quella certa legge. I commenti che recano complimenti sono di proprietà di F.N., quelli che recano offesa ad F.N o a terzi, o più semplicemente esprimono invidie di vario genere, sono di proprietà della sorella di chi li ha editati. Questo blog adora i commenti spontanei, altrettanto F.N. stesso non se ne va smarchettando in giro. Ricordatevene. A' libertà, pur o' pappavall l'addà pruvà.
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Pubblicazione : News - Documento - FAQs - Web Links - Downloads - immagini - News con immagine Bandi di gara e La struttura ed i Servizi del Comune di Casola Valsenio Scorri in : Tutti > Argomenti > Bandi (1) Tutti > Casola Valsenio > IL COMUNE (6) Qualcuna di queste categorie BANDO DI MOBILITA' VOLONTARIA Inviato mer, 20 lug 2005 10:20:18 da comune(56 Letture) L’Amministrazione Comunale di Brisighella intende procedere alla copertura di n . 1 posto a tempo indeterminato di “ ISTRUTTORE DI POLIZIA/VIGILE URBANO” – CATEGORIA C ”. mediante l’istituto della mobilità volontaria esterna ai sensi dell’art. 30 del D. Lgs 165 del 30 marzo 2001 e successive modificazioni e integrazioni. Scarica il bando Scarica il modello di domanda
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In classe della maestra Alice c'era un bambino simpaticissimo che si chiamava Filippo. Oltre ad essere molto simpatico, Filippo era un tipo distratto e un po' pasticcione. Una mattina si presentò a scuola con una scarpa diversa dall'altra. Naturalmente tutti i compagni si misero a ridere e a prenderlo in giro, allora lui per protesta si tolse le scarpe. Subito spuntò un alluce: nel calzino c'era un grosso buco! La classe esplose e Filippo fu preso dal panico, allora la maestra Alice corse ai ripari: sotto alla cattedra si tolse una scarpa da ginnastica e si tagliò un pezzetto di calzino, facendo spuntare il ditone del suo piede e mostrandolo tutta fiera ai suoi alunni: “Beh? Che c'è tanto da ridere? Non sapete che è l'ultima moda?” A quel punto anche Filippo si mise a ridere e tutti si tolsero la scarpa e si fecero un buco sul calzino, per poi ballare in circolo tutti insieme. La maestra Alice guardò soddisfatta la sua classe, dove era tornata l'armonia, e pensò: “Adesso siamo tutti sereni e felici, ma…chissà che diranno le mamme?!”.
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CURRENT URL http://www.cestim.it/rassegna%20stampa/01/01/20/antisemitismo.htm
IAIA VANTAGGIATO Combinazione vuole che il 27 gennaio - Giornata della Memoria - cada, quest'anno, proprio di sabato, o meglio di shabbat. Più che una beffa ci sembra, questo, un segno del destino: la data scelta è quella dell'anniversario dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz ma non sono certo le vittime di quell'immane tragedia che fu la shoah ad aver bisogno - per ricordare - di un invito, di una giornata "particolare". Giornata che, peraltro - se dovesse trasformarsi e congelarsi in "Giorno dei morti" - rischierebbe di musealizzare la stessa shoah e il suo irrappresentabile orrore. L'invito (imperativo) alla memoria andrebbe piuttosto rivolto a coloro che, oggi, vorrebbero riscrivere la storia tra revisioni e negazioni; a chi - abdicando progressivamente all'impegno politico e culturale - ha consentito l'inanellarsi di una catena narrativa al cui interno del tutto normali appaiono dichiarazione razziste e xenofobe, proposte di lager per immigrati e bombe ai giornali; a quanti vorrebbero, sì, celebrare ma "i morti di tutte le parti" (ebrei, militari e civili, partigiani e bravi ragazzi di Salò). A quelli, infine, che sottovalutano - non si sa se in buona o in cattiva fede - i rigurgiti di una destra fascista e pericolosa: quella, per intenderci, autorizzata a presidiare piazze e angoli di strade con bandiere su cui campeggiano croci celtiche, a diffondere il Mein Kampf e sinistri opuscoli inneggianti al partito fascista (ma non l'avevamo messo fuori legge in nome dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana?) tra bordate antiabortiste (uno dei libri messi in vendita sul sito di Forza nuova è titolato Aborto. Il genocidio del XX secolo, come a dire "ci vuole coraggio"!) e cori carinziani. Di fronte all'afasia e alla sordità politica che tutto questo legittima adottando la linea del non intervento e del silenzio, si apre uno spazio in cui può tornare a tuonare la destra financo sui manuali di storia. Come stupirsi se poi un insegnante di una scuola di Mestre - la vicenda è apparsa qualche mese fa sul Gazzettino di Venezia - si mette a fare la conta dei morti e a negare l'esistenza dei campi? Ebbe a commentare, allora, Giannantonio Paladini, docente di storia contemporanea a Ca' Foscari: "Nel caso del professore dell'Istituto Gritti (già sottoposto, prima di questa vicenda, a due ispezioni, ndr) non parlerei di revisionismo ma di negazionismo". E, come si sa, in Italia - a differenza che in altri paesi come l'Inghilterra - negare la shoah non è reato. Il professore in questione è ancora lì a diffondere la sua verità sull'Olocausto e, di certo, ci invidia Storace. Ed è questo clima torbido e irrespirabile che dovranno riuscire a tagliare le centinaia di iniziative (moltissime si svolgeranno nelle scuole) previste in questi giorni per celebrare la Giornata della Memoria finalmente istituita quest'anno anche in Italia - grazie a una legge varata lo scorso luglio e fortemente voluta da Furio Colombo - per "ricordare la shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati". E in qualche imbarazzante inciampo ci si è, purtroppo, già imbattuti. La vicenda - per fortuna a lieto fine - si svolge a Torino, regione Piemonte, giunta di destra. Tra le tante iniziative, anche un seminario internazionale di studi organizzato dal Goethe-Institut e dalla Comunità ebraica di Torino, dall'Archivio nazionale cinematografico della Resistenza e dai "Figli della shoah", dal Deutsches Historisches Institut di Roma e dal "Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza e della costituzione" (il cui presidente è, per consuetudine, il vicepresidente dell'assemblea regionale). "L'idea - ci spiega lo storico Brunello Mantelli dell'università di Torino, tra i partecipanti al convegno - era quella di approfittare della Giornata della Memoria per approfondire il lavoro che, ormai da qualche anno, sta conducendo un gruppo di studiosi italiani, tedeschi e giapponesi che ragiona sulle politiche della memoria nei tre paesi del patto anticomintern. Appunto Italia, Germania e, con i debiti distinguo, Giappone". Una ricerca, dunque, che nell'affrontare il problema della memoria del passato, lo declina nei termini del rapporto - più proprio e, per noi, più scabroso - con un passato fascista orrendamente segnato da aggressioni, oppressioni e genocidi e, dunque, del come gli stati democratici postfascisti abbiano - o meno - elaborato la memoria del loro passato. Operazione non facile per quanto riguarda l'Italia, insieme vittima e aggressore, occupante e occupata. Un seminario importante, dunque, chiamato a discutere delle culture della memoria dopo la II guerra mondiale. Ma il meccanismo rischia di incepparsi quando il "Comitato" suggerisce di invitare alla tavola rotonda e in qualità di storico imparziale Arrigo Petacco. Ora, già l'imparzialità è categoria di per sé inattingibile ma quando poi la si riferisce alla shoah, diciamocelo, fa rabbrividire. Tende a minimizzare Lido Riba, vicepresidente ds del consiglio regionale e dunque delegato del Comitato: "Da Furio Colombo a Gian Enrico Rusconi, da Nicola Tranfaglia a Reinhart Koselleck, gli storici invitati mi sembra gravitino tutti a sinistra. Le polemiche su Petacco mi appaiono, dunque, un po' esagerate". Il Goethe, comunque, fa buon viso e l'incidente sembra concluso. Alle stampe, il programma. Anzi i programmi: uno del Goethe in cui compare il nome di Nicola Tranfaglia come coordinatore della tavola rotonda e uno della regione dove alla stessa voce compare il nome di Roberto Cota, presidente del consiglio regionale, leghista. Insorge la comunità ebraica torinese mentre il Goethe chiede rettifiche immediate e ufficiali. "Si è trattato di un refuso", minimizza ancora Riba. Meglio sarebbe stato definirlo un lapsus ma la rettifica arriva - comunque - puntuale: Cota dovrà accontentersi e limitarsi a fare il presidente regionale. Pace fatta. Appuntamento, per il convegno, al 25 gennaio. Sempre a Torino e all'interno della stessa manifestazione - "Dittatura, guerra e memoria collettiva" - anche una mostra visiva e una rassegna cinematografica (dal 22 al 24 gennaio) su shoah e Resistenza. Numerosissime anche le iniziative genovesi. Tra le tante, un seminario (28 gennaio) che finalmente nomina - insieme a quello subito dagli ebrei - anche lo sterminio degli zingari in Europa; una mostra dedicata ai "Ritratti" di Carlo Levi (20 febbraio-31 marzo) e una dedicato alla figura di Bruno Shulz (5-17 febbraio). Di sinti e rom si parlerà anche a Bagno a Ripoli (29 gennaio) nel corso di una giornata di studi dedicata al campo di concentramento di Villa La Selva. Saranno presenti, tra gli altri, Enzo Collotti, Valeri Galimi e Giovanna Boursier. Due incontri sul tema della memoria sono stati organizzati (24 e 25 gennaio) a Milano dalla Libreria Einaudi: vi parteciperanno, tra gli altri, David Bidussa, Stefano Levi della Torre, Liliana Segre, Patrizia Pozzi. A Opera, in provincia di Milano, sarà, il Teatro Ragazzi a mettere in scena (27 gennaio) "Shoah, memoria storica ed emozioni" con uno spettacolo dal titolo "Il canto di Marta". In una mostra all'Albergo dei poveri di Napoli (27 gennaio) verrà, invece, esposta la maggior parte dei materiali prodotti in Italia sulla Shoah. La mostra è concepita anche come un laboratorio sulle intolleranze e i razzismi di oggi. Per non dimenticare.
CURRENT URL http://www2.comune.roma.it/sovraintendenza/albero/139/126/144/148/335/scheda.asp?idevento=&tipoevento=&a=612&b=216&c=388
Il colombario, scoperto nel 1831 da Pietro Campana, è situato a poca distanza dalle mura Aureliane e vi si accedeva da un diverticolo della via Latina. Il sepolcro, costruito in opera cementizia rivestita di mattoni, è databile al periodo compreso tra il principato di Tiberio e quello di Claudio (14 - 54 d.C.) come testimoniano due epigrafi ritrovate nel colombario dedicate una ad un servo di Tiberio e l'altra a due servi di Ottavia, figlia di Claudio e Messalina; a questo periodo vengono infatti attribuite le pregevoli pitture che ornano le pareti del sepolcro. Sul muro , di fronte alla scala, si apre una nicchia la cui abside decorata con concrezioni calcaree era destinata a contenere l'urna cineraria che è stata recentemente riconosciuta in quella ora esistente nella cattedrale di Ravello dove fu probabilmente portata a seguito del saccheggio che subì nel medioevo il sepolcro. Su di essa, infatti, sono incisi i nomi dei coniugi defunti che si ritrovano nell'iscrizione sul pannello a mosaico di paste vitree al di sotto della nicchia: Cn (aei) Pomponi Hylae e Pomponiae Cn (aei) L (ibertae) Vitalinis Il mosaico , che raffigura due grifoni affrontati ad una cetra, è databile all'epoca flavia. Appartiene quindi ad un successivo rifacimento del sepolcro e fu eseguito a cura della vedova per il marito defunto, come attesta la V (ivit) al di sopra dell'iniziale del nome della donna. Sulla destra della scala si apre il colombario, costituito da un ambiente rettangolare coperto a volta che termina con un'abside al centro della quale è situata un'edicola su podio inquadrata da due piccole colonne, con fregio e timpano, fiancheggiata da altre due edicole con timpani spezzati sui lati e centinati al centro. La parete destra dell'ambiente è occupata da un'altra edicola a timpano triangolare; anche la parete sinistra mostra due edicole a timpano triangolare decorate con stucchi dipinti, databili all'epoca flavia, che si sovrappongono ad una composizione architettonica simile a quella esistente sul lato destro. Il vano sottostante alla scala è occupato da un sarcofago di terracotta ricoperto da tegole. Un'urna ritrovata nel colombario, ora al museo del Palazzo dei Conservatori, con relativa iscrizione dedicata ad un liberto di Antonino Pio dà la prova che il sepolcro continuò ad essere in uso fino al II sec. d.C.
CURRENT URL http://eddyburg.it/article/articleview/63/0/49/
L'unico lavoro saggistico di Iannello vede la luce pochi giorni prima della sua morte. Si intitola L'inganno federalista ed è pubblicato dall'editore Vivarium per conto dell'Istituto italiano per gli studi filosofici (la prefazione è di Giovanni Russo). Gli costa un'immensa fatica. A giugno del 1997 viene ricoverato d'urgenza. Ha fortissimi dolori intestinali. Gli diagnosticano una peritonite acuta. Nel giro di poche ore finisce sotto i ferri di un chirurgo che gli asporta una lunga parte di colon, sostituita con un ano artificiale. In ospedale vengono a trovarlo molti amici.[…] La sua vita cambia bruscamente. Durante tutto l'autunno lo affliggono fastidi e dolori. A fine novembre inizia una serie di accertamenti. In quegli stessi giorni giunge da Roma una nuova convocazione nella Commissione tecnico-scientifica del ministero per l'Ambiente. E' Edo Ronchi a volerlo con sé. Ma gli eventi precipitano. Una prima diagnosi arriva a metà dicembre e non gli lascia scampo: ha un tumore maligno ai polmoni, con metastasi diffuse al fegato e alle ossa. E' difficile nascondergli la verità. Avvia un ciclo di chemioterapia che lo sfibra. I dolori sono insopportabili. […] Il giorno di Natale, mentre la moglie e il figlio Francesco sono a pranzo da un parente, Antonio comincia a dettare a Carlo, il suo secondo figlio, le prime pagine di un saggio. Ha già in mente di dividerlo in due parti. La prima è di tipo storico-politico. Nella seconda vuole riprodurre parte del dibattito sull'ordinamento regionale che si svolse in seno all'Assemblea costituente: una sua antica passione. In una lunga prefazione condensa la sua strenua opposizione al progetto federalista così come è stato formulato dalla Bicamerale. Il federalismo visto non solo dal punto d'osservazione della difesa del suolo, delle coste, della qualità dell'aria e dei fiumi, dell'integrità dei monumenti, appare a Iannello uno sfregio, un'inaudita leggerezza, il rovesciamento di ogni logica, perché si fonda sul trasferimento di poteri a istituti, le Regioni, che molto male hanno esercitato già quelli che ampiamente sono stati attribuiti loro. Le Regioni hanno preteso di pianificare il territorio, ma non sono mai riuscite a praticare una seria programmazione, per le inefficienze burocratiche, ma anche perché soggette a una pressione da parte dei potentati locali. E così, annota Iannello, sono proliferati l'abusivismo e lo scempio delle bellezze paesaggistiche, ai quali si è cercato di porre rimedio con la legge Galasso, che ha imposto i piani paesistici, senza riuscire a scalfire l'insensibilità di quelle amministrazioni. Ma il federalismo non è ; un'improvvisazione pericolosa solo per la tutela ambientale: maneggiando testi giuridici e di dottrina politica Iannello mostra quanto questa intrapresa riformatrice si fondi su un equivoco lessicale (la confusione fra federalismo e decentramento); imponga un'inversione rispetto alla rotta sempre seguita nella storia per cui piccoli stati scelgono di federarsi fra loro dando vita ad una istituzione centr ale; segua un tragitto in contrasto rispetto a quello avviato per l'Unione europea; si ancori a ragioni di interesse, malintese e di corto respiro; rincorra confusi malesseri; peschi i suoi antecedenti in zone oscure della storia italiana. Il centralismo non è un demonio infernale, non è quel Moloch totalitario e oppressivo che viene spesso evocato. Il giudizio storico su di esso, scrive Iannello, è positivo, "dal momento che ha permesso il consolidamento del processo di unificazione e ha sventato i tentativi eversivi degli ex Stati italiani di ripristinare le antiche divisioni. Né si può ignorare che il tanto vituperato Stato centralista è quello che ha reso possibile, dopo la fine della disastrosa guerra fascista, la risostruzione dell'Italia e quel 'miracolo economico' che ha consentito a un paese prevalentemente agricolo di diventare la quinta potenza industriale. Lo stesso Stato centralista (...) è quello che ha consentito al governo Prodi e al ministro Ciampi di portare a termine l'opera di risanamento dei conti pubblici paragonabile a quella memorabile di Quintino Sella". L'autore che più frequentemente cita è Croce, dal quale recupera il concetto di paesaggio - un concetto che, abbiamo visto, circola abbondantemente in altre pagine di Iannello - come "rappresentazione materiale e visibile della Patria, con le sue montagne, le sue foreste, i suoi fiumi, le sue rive, con gli aspetti molteplici e vari del suo suolo". L'insieme di elementi contribuisce a formare l'identità nazionale, che dunque è un bene indivisibile. L'autorità dello Stato assume tratti di solennità mitica. Niente feluche o coccarde. Lo Stato e i suoi organi periferici, le prefetture, le sovrintendenze, sono il deposito del bene pubblico e della legalità, due elementi che non posseggono nulla dell'armamentario retorico, essendo un fine da perseguire. Le sue parole sono irrorate di cultura umanistica, un sapere nel quale cerca un insegnamento, un modello di vita, un'etica. Il lavoro di dettatura va avanti con regolarità quasi quotidiana per i mesi di gennaio e febbraio. La voce si fa più debole. Insieme a Carlo, c'è un'altra persona inviata dall'Istituto di Marotta che raccoglie elementi e collaziona. Il libro è ormai pronto. A fine aprile escono le prime copie dalla tipografia. Il 2 maggio Iannello si spegne. Versione per la stampa Ultime in Urbanistica e pianificazione Le funzioni produttive e commerciali nel piano regolatore generale City of Lynchburg (VA) ( 25.07.2005 12:09 ) È in arrivo il nuovo piano di Parigi Gibelli, Maria Cristina ( 23.07.2005 08:56 ) Controriforma urbanistica. Intervento di Ziparo Legambiente Sicilia ( 22.07.2005 07:49 ) Pianificazione provinciale, si riparte dalla Puglia ( 21.07.2005 15:24 ) Francia: la legge Solidarité et Renouvellement Urbain alla prova Gibelli, Maria Cristina ( 21.07.2005 09:22 ) Ordinanza di Zoning [aree mixed-use] Town of Huntersville (N.C.) ( 19.07.2005 11:30 ) Sine titulo Berdini, Paolo ( 18.07.2005 16:00 ) Aspettando Lupi Anonimo ( 18.07.2005 15:52 ) Tempo da Lupi per il territorio rurale italiano Di Gennaro, Antonio ( 16.07.2005 09:28 ) Nel paese delle montagne che perdono la testa Portelli, Sandro ( 15.07.2005 20:48 ) La pianificazione strategica in Italia: i rischi di un modello neo-corporativo Camagni, Roberto; Gibelli, Maria Cristina ( 15.07.2005 06:22 ) Alcuni effetti e alcuni pasticci della “Legge Lupi” Scano, Luigi ( 15.07.2005 06:10 ) Politiche pubbliche e sviluppo economico: le Green Belt Towns di Rexford G. Tugwell (1935) Caudo, Giovanni ( 13.07.2005 17:43 ) La Città per l'Uomo (1966) Alessandri, Giovanni ( 12.07.2005 18:05 ) Zone per il commercio sulle grandi arterie stradali City of Vancouver (Can.) ( 08.07.2005 16:10 ) Principi per il governo del territorio ( 08.07.2005 08:13 ) E sulle coste potrebbe arrivare una nuova ondata di cemento Cederna, Antonio ( 08.07.2005 07:57 ) DDL Sicilia Norme per il governo del territorio
CURRENT URL http://viaggi.virgilio.it/destinazioni/africa/libia/storia.html
I Romani iniziarono l'invasione della Tripolitania (la regione di Tripoli) nel 106 a.C., che fu portata a termine da Giulio Cesare nel 64 a.C. La provincia romana era prospera e raggiunse l'apice della ricchezza nel II secolo d.C. Le tre città principali - Sabratha, Oea e Leptis Magna - producevano per l'Impero grano e olio e procuravano dall'Africa sub sahariana schiavi e merci esotiche. Con il declino dell'Impero romano le tre città caddero in rovina, a causa anche all'azione distruttiva e alle razzie dei Vandali del V secolo. Quando nel VI secolo i Bizantini subentrarono nella regione, si cercò di far risorgere le tre città, che però ben presto furono totalmente abbandonate. L'unica città che continuò ad essere abitata fu Oea, l'odierna Tripoli. L'invasione araba del VII secolo portò con sé l'islamismo, che si è diffuso e radicato, rimanendo ancora oggi la religione principale. Durante il dominio arabo, la cultura e l'architettura si svilupparono notevolmente; oggi ne rimangono parecchi esempi soprattutto nelle oasi meridionali. Nel XVI secolo gli Arabi furono sconfitti dai Turchi, che amministrarono la regione attraverso signori che pretendevano il pagamento del dazio da qualunque cristiano navigasse nel Mediterraneo. Dopo le guerre napoleoniche, le potenze europee cominciarono a colonizzare il nord Africa e di conseguenza i Turchi tentarono di rafforzare il loro dominio in Libia, il loro ultimo possedimento dell'Africa mediterranea, che però fu conquistata dagli Italiani nella loro tardiva corsa alla colonizzazione. Gli anni della dominazione italiana ebbero effetti devastanti per la popolazione locale, che tra il 1911 e la fine della seconda guerra mondiale fu in gran parte esiliata o massacrata nell'intensa opera di italianizzazione forzata. Per di più durante le guerre in Libia, gli Italiani minarono il territorio in modo massiccio, tanto che ancora oggi rimangono bombe inesplose. Nel secondo dopoguerra l'Italia dovette rinunciare alla Libia, che divenne così indipendente e fu regnata da re Idris, anziano capo Senussi della Cirenaica, la regione di Bengasi, al di fuori della quale il re non riscuoteva molti consensi. Aumentarono le tensioni sociali e politiche, alimentate in parte dal pan-arabismo che stava imperversando in molti paesi arabi. Il 1° settembre 1969 il re fu deposto con un colpo di stato, organizzato da un gruppo di ufficiali guidati dal ventisettenne colonnello Muammar Gheddafi. Subito dopo furono estromessi gli eserciti inglese e americano, che avevano occupato la Libia alla fine della guerra, e i 25.000 discendenti dei colonizzatori italiani. Gheddafi s'impegnò subito a garantire una maggior equità nella distribuzione dell'enorme ricchezza proveniente dall'industria petrolifera e destinò miliardi di dollari allo sviluppo dell'agricoltura e alla costruzione di case, scuole, ospedali e strade. Negli anni Settanta Gheddafi scrisse il Libro Verde, che egli stesso definì l'unica alternativa al capitalismo e al comunismo. La sua rivoluzione ha portato alla nascita della Jamahiriya (che significa 'stato delle masse') e allo smantellamento dell'apparato statale, sostituito dai comitati popolari; ma la Libia è oggi, di fatto, una rigida dittatura militare. Le risorse petrolifere, che al tempo di re Idris erano nelle mani delle potenze straniere, sono passate sotto il controllo diretto del governo. I miliardi ricavati dall'estrazione del petrolio sono stati in parte usati per la costruzione del Grande Fiume Artificiale, che porta l'acqua dalle riserve sotterranee del deserto alle zone costiere; questo progetto dovrebbe consentire alla Libia di essere autosufficiente nella produzione di cibo. Negli anni Settanta e Ottanta la Libia ha adottato una politica anti-imperialistica e anti-occidentale, basata sul pan-arabismo e sull'appoggio dei movimenti di liberazione e di gruppi terroristici. A causa di questa politica il mondo occidentale ha progressivamente isolato la Libia dalla comunità internazionale. La reazione più violenta nei confronti dell'anti-imperialismo libico arrivò dagli Stati Uniti: nell'aprile 1986 durante un attacco aereo americano morirono in Libia decine di persone, fra le quali la figlia adottiva di Gheddafi. In seguito al disastro aereo di Lockerbie del 1988, nel quale persero la vita le 259 persone a bordo dell'aereo Pan-Am, più undici persone a terra, la Libia fu ulteriormente isolata poiché fu accusata di aver messo le bombe a bordo; due libici furono segnalati come sospetti. Quando la Gran Bretagna e gli Stati Uniti chiesero di processare i due, Gheddafi rifiutò di collaborare e le Nazioni Unite attuarono l'embargo. Nel marzo 1988 il Tribunale Internazionale dell'Aia stabilì che il processo ai due sospetti non potesse essere di competenza degli Stati Uniti né della Gran Bretagna. Nel dicembre 1988 il governo libico acconsentì al processo all'Aia, che si celebrò secondo le leggi scozzesi. Rimaneva però aperta la questione del luogo di reclusione se i due sospetti fossero stati giudicati colpevoli; nel febbraio 1999 Gheddafi si dichiarò d'accordo alla reclusione in un carcere scozzese sotto osservazione dell'ONU, che a quel punto decise di sospendere le sanzioni internazionali. Il potere di Gheddafi è tuttora un potere assoluto, anche se non mancano episodi di proteste o di disobbedienza civile. Egli è impegnato da tempo in un'operazione di maquillage internazionale. Dopo l'11 settembre 2001 collabora strettamente con i servizi segreti britannici per offrire il suo contributo contro il terrorismo sul fronte dell'intelligence. Nello stesso tempo non rivela quanti siano i terroristi attualmente detenuti in Libia, ma lascia intendere che essi saranno trattati al pari di quelli della base di Guantanamo. Con la sospensione delle sanzioni dell'ONU, la Libia rafforza la sua posizione di primo esportatore di petrolio verso l'Europa. Parallelamente il paese sta attraendo investimenti stranieri per incrementare le voci della propria economia diversificate dal petrolio, quali l'agricoltura, il turismo, la pesca, l'estrazione di minerali e di gas naturale. Con trentatre voti favorevoli, diciassette astensioni e solo tre pareri negativi, nel gennaio 2003 la Libia ha assunto la presidenza annuale della Commissione per i diritti umani. L'11 settembre 2003, dopo aver concesso un cospicuo risarcimento alle famiglie delle vittime del Dc-10 francese esploso nei cieli del Niger, nel 1989, a causa di un attentato attribuito a sei agenti libici (condannati in contumacia da un tribunale francese), la Libia ha ottenuto la revoca delle sanzioni imposte nel 1992 dalle Nazioni Unite. Già in agosto il governo di Tripoli aveva ammesso, con una lettera inviata alla presidenza del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, le proprie responsabilità per la strage di Lockerbie, impegnandosi a risarcire le famiglie delle vittime, a garantire la collaborazione in eventuali inchieste future sulla strage e a rinunciare al terrorismo. Nel marzo 2004 Tripoli ha autorizzato gli ispettori dell'Agenzia Internazionale sull'Energia Atomica a visitare a sorpresa i propri impianti nucleari e ha rinunciato a vendere tecnologia missilistica a "stati canaglia " dopo aver già smesso nel dicembre 2003 di costruire armi di distruzione di massa. Gheddafi sta compiendo significativi passi in avanti sia verso gli USA sia verso la UE per completare la propria riabilitazione internazionale con l'obiettivo di collegare la Libia all'economia mondiale e attrarre investimenti stranieri. Evitando il collasso economico che potrebbe aizzare rivolte interne e l'inasprimento autarchico e isolazionista scelto dalla Corea del Nord. In Libia l'adesione a un partito politico è assimilata al tradimento e viene punita con l'incarcerazione.
CURRENT URL http://turismo.leonardo.it/articoli/2001/06/08/126937.php
(17-09-2001) Città di sabbia e città d'acqua. Marrakesh, Gadames, Djanet e Ghat, Khartoum. E poi Tunisi, il Cairo, Algeri, Tripoli, Casablanca... Tutte le metropoli e città del Nord Africa si affacciano su un mare: di sabbia o d'acqua. In questo "speciale" proponiamo le città del deserto, come Ghat e Djanet, sorelle sorte in prossimità di due oasi separate dal confine libico-algerino, accomunate dalla loro comue origine Tuareg. O come Khartoum, la capitale del Sudan, che si trova alla confluenza di due braccia del Nilo, ma per il resto è circondata da chilometri di deserto. Un altro speciale è dedicato alle città che s'affacciano sul mare d'acqua del Mediterraneo, come per Tripoli e Tunisi oppure oceano Atlantico, come per Casablanca. Un percorso all'insegna dei luoghi da scoprire in ogni città, ma anche dei colori: il rosso di Marrakesh, il verde di Tripoli, il bianoco delle case nel deserto, i mille colori dei suk.
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NON HO MAI SCRITTO A QUESTO FORUM ... LO FACCIO ORA PERCHE' DEPENNARE FRANCESCO LAURIA "PERSONA CHE NON CONSCO " SOLO X AVER ESPRESSO LA SUA OPINIONE GIUSTA O SBAGLIATA PERCHE' NON PROVARE A SPIEGARGLI CHE SI SBAGLIA MAGARI CON ELEMENTI CERTI.. E CHE NON DIANO MODO AD EQUIVOCHI OPPUE AMMETTENDO GLI ERRORI SE QUESTI CI SONO..CREDO CHE LA COSA PIU' BELLO I QUESTO SITO E DELL'ITALI IN GENERALE SIA LA LIBERTA' DI ESPRESSIONE SECONDO ME E' SBAGLIATO CENSURARE QUALCUNO SOLO PERCHE' LA PENSA DIVERSAMENTE... SCUSATE HO DETTO LA MIA SPERO DI RICEVERE UNA RISPOSTA ... ____________________________________________________________ Libero ADSL: 3 mesi gratis e navighi a 1.2 Mega, senza costi di attivazione. Abbonati subito su http://www.libero.it ____________________________________________________________ Libero ADSL: 3 mesi gratis e navighi a 1.2 Mega, senza costi di attivazione. Abbonati subito su
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Mese corrente Maggio 2005 (11 msg) Marzo 2005 (18 msg) Febbraio 2005 (44 msg) Gennaio 2005 (37 msg) Dicembre 2004 (62 msg) Novembre 2004 (11 msg) Ottobre 2004 (32 msg) Settembre 2004 (10 msg) Agosto 2004 (4 msg) Luglio 2004 (46 msg) sabato 11 dicembre 2004 - 20.00 Yeahhhhhhh Hold up it’s the motherfuckin’ concrete Suicidal nightshift loaded with a vice grip Poppin’ all you copies Who keep waterin’ down shit Thinking you can rap with that artificial outfit Your baggy pants and bottle of crack hits Fuck all of that shit Fuck all of you posers Let go of the mic kid Step into a world that you’ve never seen When i’m fiening for a microphone I’m a microphone fiend Bring on the motherfuckin’ cutthroat, Territorial piss off Spit the deadly and ready for lift-off Who’s getting their shit tossed? Is it the one kid running his mouth That he’s sucking his thumb with? You’re damn straight I’ll put it right in ’em No anti-venom for the buck-buck See a world that you’ve never seen When i’m fiening for a microphone, I’m a microphone fiend [chorus] Give me a motherfuckin’ mic y’all Give me a mic y’all Give me a mic so i can rock it right y’all I’m out of sight y’all I’m out of sight y’all I’m out of sight when i’m blowin’ up the mic y’all You know it You know it Hold up, check out the motherfuckin’ tv Same song, same bands everyday, fuck that I’ll blow those motherfuckers away, you wantin’ To hear some heavy ass metal that can Penetrate deep into your ear drums? Turn it up, motherfucker Turn it up, motherfucker Turn it up and step into a world that you’ve never seen When i’m fiening for a microphone, i’m a microphone Fiend [chorus] It’s a crazy crazy world playing crazy Crazy shit on this crazy radio, I’m really sick of :: leggi commenti (2) :: sabato 11 dicembre 2004 - 18.30 MAh.... Dove sarai, anima mia non lo vedi che io vivo di te, dove sarai. . . Sai che ti vedo ancora nei miei occhi se mi specchio, eri tutto ciò che io stavo cercando e intanto tu resti la musa che ispira i miei testi o i miei discorsi tradotti in versi, poli opposti attratti da uno sguardo che brilla, in te vedevo sai l’unica conferma, ora e per sempre sei la mia storia importante tra tante, ora una stella cadente contiene un desiderio cielo aperto e il tuo ricordo viaggia in me come un brutto sogno che si porta via con se la tua immagine si perde in quella foto tra le fiamme di un camino che adesso brucia solitudine e non è facile dimenticare tutto adesso, sei la mia piccola ti penso anche se ho perso la ragione per cui tutto questo aveva un senso, mi chiedo. . . Dove sarai anima mia, senza di te mi butto via dove sarai (ti cerco e capirai) anima bella (anima bella), stella gemella (stella gemella) dove sarai E’ strano come stuzzichi la mia memoria guardare le stelle, dona luce nuova ad ogni mio fotogramma ribelle penso ad una scelta sciocca, un filo d’erba in bocca abbandonato in un prato questa ferita aperta ancora scotta un’altra volta una cotta spenta in fretta, non riesco a fare il fidanzato cerco un’amante perfetta che sia la musica che ha il battito giusto per me sò bene che sarebbe l’unica quando so che lei c’è altrimenti questo qui chi se lo prende, mai abbastanza presente sempre cocciuto se sceglie con la mia stravagante vita da cantante volente o nolente una mente eternamente adolescente ciò che mi aspetta sarà vero sarà un altro miraggio a contatto con questa realtà non mi spiego dove sarà l’altra metà di questo ego, mi guardo dentro e chiedo Ritornello Dove sarai (io ti cerco sai) anima mia (anima mia) senza di te (ora e per sempre) mi butto via (sei la mia piccola) Dove sarai (ti cerco e capirai) anima bella (anima bella) stella gemella (stella gemella) dove sarai (dove sarai) Magari dietro la luna sarai come il sogno più nascosto che c’è non lo vedi che io vivo di te dove sarai dove saraai ... :: leggi commenti (0) :: sabato 11 dicembre 2004 - 16.04 Domani!! "...E ancora cambio umore se ti penso, è un bel po’ che non ti sento, ma non mi frega cosa stai facendo, dentro ho un’immagine di te che non parla, l’ho fatta per guardarla e non voglio rovinarla. E tengo solo il buono, come il tuo profumo, che mi ha sballato più di ogni cosa abbia bevuto o fumato, e mai nessuna foto renderà giustizia al tuo sorriso quando esplode all’improvviso sul tuo viso, lascia stare, domani avrò un altro posto dove andare, e un’altra rima da inventare, e neanche so dove saranno i miei pensieri, forse sarai solo una luce che illumina il mio ieri..." :: leggi commenti (0) :: sabato 11 dicembre 2004 - 15.40 Dancing... "...Sto danzando nella stanza come se fossi sul legno con te, non ho bisogno di niente solo della musica, la musica è la ragione per la quale so che il tempo c'è ancora..."
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Home > Libertà > Le banche dati Le banche dati _#_Le banche dati Il problema per il consumatore _#_Il problema per il consumatore Il profilo dell'assicurato, la sua storia, sono oggi fruibili esclusivamente alla scadenza annuale della polizza. Sono previste già situazioni in cui è in teoria possibile interrompere il contratto assicurativo prima della scadenza annuale (es: cessione della propria auto), con l'onere però di non poter disporre del proprio Attestato di rischio, obbligatorio per poter sottoscrivere una polizza che riconosca la classe b/M raggiunta, e quindi non poter accendere altre polizze senza perdere la propria classe di merito. I dati necessari alle assicurazioni per garantire il servizio ai clienti, peraltro, si trovano in banche dati, non gestite in modo efficiente e cui le compagnie possono accedere solo limitatamente. Questo comporta la necessità di gestire un elevato traffico di documenti cartacei, sia per le compagnie sia per gli assicurati. L'ipotesi d'intervento _#_L'ipotesi d'intervento Rendere possibile per le compagnie di emissione dell'Attestato di rischio in qualunque momento. Immediatamente potrebbe comportare la sola perdita della storia dell'anno assicurativo in corso ma è possibile realizzare un sistema che escluda anche questa circostanza. Le banche dati veicoli, dei conducenti e dei sinistri potrebbero, attraverso la gestione di un ente terzo e l'obbligo di aggiornamento tempestivo per le compagnie, consentire un controllo a priori dei dati necessari alla stipula della polizza senza che l'assicurato sia tenuto all'invio della documentazione cartacea. Inoltre, un sistema informativo così strutturato consentirebbe di produrre l'attestazione del profilo di rischio degli assicurati in qualunque momento, indipendentemente dalle scadenze che regolano gli scatti della classe di merito. La certificazione del profilo di rischio dell'assicurato (e quindi della sua classe di merito) non dovrebbe pertanto più essere costituita dall'Attestato di rischio come concepito oggi ma sarebbe automaticamente ottenuta accedendo alle banche dati. Vantaggi per il consumatore _#_Vantaggi per il consumatore Il profilo dell'assicurato e la sua storia possono essere certificati in qualunque momento, rendendo possibile peraltro la possibilità di rescindere dal contratto di polizza in ogni momento (esempio: cessione dell'auto). Inoltre, sarebbe sgravato dall'onere dell'invio dei documenti cartacei oggi necessari al perfezionamento della sottoscrizione della polizza (ATR). Scarica il documento in formato pdf Per leggere il file è necessario Adobe Acrobat Reader. Cliccate sull'icona per scaricare gratuitamente il software.
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17-11-2004 Africa Unite Torino, 2004-09-02 di Christian Amadeo Il reggae degli Africa Unite continua a vibrare ininterrottamente da ventitre anni. E sempre ad alti livelli. Fino a quest'ultimo “Un'altra ora”, secondo album dal vivo del gruppo pinerolese, che include cd audio e dvd a prezzo speciale. Si parla di questo e si ripercorrono alcune tappe fondamentali dell'attività degli Africa Unite in una sempre piacevole chiacchierata con Bunna , voce del gruppo piemontese. Cosa vi ha spinto a pubblicare un secondo disco dal vivo? Fondamentalmente perché era passato un sacco di tempo dall'altro, quasi dieci anni. La caratteristica del “live” è che deve rappresentare quello che è il gruppo dal vivo, e chiaramente oggi dal vivo siamo un po' un'altra cosa rispetto al concerto di “In diretta dal sole”. Quindi il primo motivo è stato questo. Secondo, il concerto è sicuramente l'aspetto più congeniale agli Africa, nel senso che respiriamo più calore e pensiamo che il pubblico faccia altrettanto. Le cose in studio sono più precise e tutto è calcolato e freddo. Il concerto, invece, è più impreciso, ma ha più “anima”. Quali differenze riscontrate tra i due album live? Innanzitutto, a suo tempo eravamo meno bravi di oggi, senza voler essere presuntuosi, ma sicuramente con il tempo si migliora, per fortuna. A differenza del precedente album, registrato su multitraccia e dove qualcosa era stata rifatta e ritoccata, questo nuovo disco è stato registrato in stereo e quindi non era possibile ritoccare una cosa o l'altra. Per cui le canzoni sono state prese pari-pari, anche con degli errori e delle imprecisioni che fanno parte del concerto. Inoltre, il fatto di poter aggiungere il dvd ci sembrava un bell'omaggio e ci piaceva farlo ad un prezzo contenuto. 15 euro infatti mi sembra che sia un prezzo assolutamente popolare. E' una via utile e percorribile questa di offrire un nuovo cd, soprattutto così “pieno” ad un prezzo ridotto? Sicuramente. Quando noi facciamo queste operazione di “basso costo” della musica vogliamo proprio dimostrare che è possibile farlo, nel senso che tutti fanno un gran parlare del fatto che la musica costa cara, che i dischi non si vendono, però poi di effettivo, di reale, si fa molto poco. E' chiaro che nel momento in cui vendi un disco a prezzi più bassi del solito devi rinunciare a degli introiti, però noi siamo convinti che sia giusto che la musica non debba costare quanto sta costando, perché è veramente un'esagerazione. C'è poi il download della musica da internet, che penso non sia così negativa: alla fine l'importante è che la musica circoli. Nel nostro caso vediamo per esempio che c'è uno sproporzione incredibile tra i dischi che vendiamo ed il pubblico ai nostri concerti. Alla fine io credo che il disco diventerà sempre più una cosa che promuoverà il live e non fine a se stesso. Ora siete in tour per promuovere un album dal vivo. Tour su tour. Non vi sembra strano? D'altronde non ci sono pezzi nuovi nel disco… Noi siamo un gruppo che se dovesse campare con la vendita dei dischi sarebbe un po' rovinato…. Il nostro sostentamento ci viene dal live. Suoniamo sicuramente molto, stiamo in pratica portando ancora in tour il precedente “Mentre fuori piove” e nel frattempo, visto che abbiamo avuto la possibilità di fare tutta una serie di registrazioni audio ed il dvd a prezzi contenuti, ci siamo chiesti: perché non pubblicarlo in questo momento che abbiamo la possibilità di farlo? E l'abbiamo fatto. Non abbiamo poi messo nessun pezzo inedito perché non volevamo un'operazone di marketing, come solitamente un live è, con il pezzo inedito, il video, il singolo, ecc. La nostra voleva solo essere una fotografia, una testimonianza di quello che sono gli Africa in questo momento. Andremo ancora avanti fino a metà ottobre con i concerti e poi ci fermeremo per cominciare a pensare al disco nuovo. Nella serata “I cieli su Torino” del luglio scorso, alla quale avete partecipato voi ed altri gruppi torinesi (Subsonica, Mau Mau, Linea 77, Persiana Jones, Fratelli di Soledad), era evidente il grosso affiatamento. Sembravate un'unica band sul palco. E' stato difficile raggiungere questo risultato? No, perché a Torino non abbiamo mai percepito un clima da competizione, anzi... Con tutti gli gruppi torinesi abbiamo sempre avuto rapporti di collaborazione: uno fa una cosa nel disco dell'altro, ecc. Secondo me fanno molto da legante gli studi di registrazione, quello di Max Casacci a Torino, quello di Madaski a Pinerolo, dove tutta una serie di gruppi prima o poi passano. Quello che tu hai visto, questo sentimento che lega quei gruppi torinesi esiste anche nella realtà, ci si vede anche al di fuori della musica, ci si frequenta, ci si confronta…Ed è anche grazie a questo feeling tra band che Torino è così prolifica. Per quanto riguarda le case discografiche, nella vostra lunga carriera avete alternato contratti con le major a quelli con le etichette indipendenti. Cosa vi ha portato a questo continuo cambio? L'iter è stato abbastanza classico. Abbiamo cominciato con una serie di autoproduzioni, nei primi due dischi. Con “People Pie” abbiamo cominciato ad affidare la distribuzione alla New Tone Records. Poi con la Vox Pop, etichetta milanese che aveva in catalogo tanti ottimi gruppi, e via in crescendo, cercando di ottimizzare distribuzione e visibilità. Quando sei da solo hai difficoltà economiche per fare un video, per promuoverti, campagna pubblicitaria, ecc. Quando è arrivata l'offerta della Universal abbiamo raccolto altri frutti: lavorare con una grossa etichetta ti permette di attingere ad un fondo cassa sicuramente di un'altra entità rispetto a quello di un'etichetta indipendente. E poi entrare nelle rotazioni delle radio e delle televisioni. I lati negativi si sono poi fatti comunque sentire, nel senso che lavorare con un'etichetta così grande comporta il fatto che per il minimo aggiustamento, tipo il prezzo ridotto del cd, devi confrontarti con una burocrazia infinita…Questo è uno dei motivi per cui siamo tornati a lavorare con un'etichetta indipendente, per gestire meglio tutto quanto. Ed in un momento come questo, con la crisi del disco, la cosa importante per noi è la distribuzione, che il disco cioè si trovi nei negozi. Con l'Alternative, l'etichetta che ora ci distribuisce, la proposta ci sembrava molto interessante. Qual è il tuo disco preferito degli Africa? E' difficile: ce ne sono diversi. “People pie” lo metterei sicuramente tra i miei preferiti…. Strano, di solito gli artisti si legano di più agli ultimi lavori, che sentono più vicini al loro stato d'animo attuale… Si, se lo vai ad ascoltare oggi è pieno di ingenuità… Nel tempo in cui è stato fatto aveva delle belle canzoni, era un bel disco, aveva delle belle melodie. E' chiaro che i dischi più recenti sono più curati, più arrangiati, dovuti a maturazioni artistiche e tecniche. Però ti devo dire che “People pie”, “Babilonia e poesia”, “Vibra” e “Mentre fuori piove” sono i quattro che metterei sul podio dei preferiti. Ed “Il gioco”, un esperimento fuori dalle righe per lo stile degli Africa? E' un disco un po' strano, che rappresenta il periodo che vivevamo, soprattutto per i rapporti interpersonali tra di noi. C'era un po' di confusione a tutti i livelli, sia musicale che umana e questo traspare. Non è un disco che rinneghiamo, assolutamente, fa parte della nostra storia. E' un disco un po' meno di canzoni, più di atmosfere. E forse ha dato una svolta ad un certo vostro modo di scrivere e di raffigurare le copertine. Penso al “sole” ed ai colori brillanti dei primi album contro il grigiore e l'oscurità pesante di “Mentre fuori piove”. Gli ultimi sono tempi duri? Sono momenti più cupi e più scuri e sarebbe ipocrita far finta di niente e cantare solo di sole, mare e libertà. Tutti i dischi rappresentano il momento sia musicale che testuale. “Mentre fuori piove” è nato in un momento in cui c'era molto di cui preoccuparsi, però alla fine il reggae ha sempre una sua positività di fondo. Quindi, le cose sono sì rappresentate in modo obiettivo, però, come si dice, c'è sempre la luce in fondo al tunnel, c'è sempre la speranza di poter risolvere e cambiare. Quello che cerchiamo di fare è dare degli spunti di riflessione sul come cambiare, sul come trovare la soluzione alternativa a quello che sta succedendo.” Sei un tipo che non ama molto parlare di se. Nei testi c'è mai nulla di autobiografico? Tieni conto che il mio lavoro sui testi è poco perché io fondamentalmente mi occupo di più, anche se non si direbbe, della musica, delle melodie, della costruzione della canzone. Mentre per quanto riguarda i testi, mi capita di scriverne, ma rispetto a Madaski ne scrivo pochi… E' vero che spesso tu e Madaski siete in disaccordo su molte questioni, ma che alla fine raggiungete splendidi risultati, grazie proprio a questa diversità? Siamo veramente uno il contrario dell'altro - a partire dall'altezza... - ma siamo riusciti negli anni ad affinare degli equilibri e delle tolleranze reciproche che ci permettono di creare quello che sono gli Africa. Nel gruppo ci sono queste due anime che vengono fuori entrambe: io sono legato al reggae più tradizionale, mentre Madaski guarda più al futuro, ai suoni moderni.” Sono tanti anni (quasi diciassette) che porti i dreadlocks, ormai lunghissimi. Hai mai pensato di tagliarli o di cambiare look? Come sarebbe Bunna senza dreadlocks? Ho pensato a come sarei senza, ma non ho mai pensato di tagliarli veramente. Cosa potrei fare senza dread? Potrei radermi a zero… E ventitre anni di reggae cominciano a pesare? A me piace molto. Poi ci sono delle valvole di sfogo dei progetti paralleli che aiutano a non stancarsi. Dedicarsi a qualcos'altro, avere a che fare con altre persone, è una cosa che dà nuovo entusiasmo per ricominciare. Ora siete in tour, fino a metà ottobre. Poi? E' tempo di pensare al nuovo album di inediti? Ci prenderemo magari un po' di vacanza e poi cominceremo a pensare al disco nuovo che teoricamente dovrebbe uscire per il 2006. Nel 2005 molta calma, riflessioni e progetti paralleli.
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Parlano alcuni dei numerosi partecipanti agli incontri dell'anno 2000/2001 Veritatis Splendor, cultura che interessa e appassiona (C.S.) La settimana scorsa abbiamo tracciato un bilancio dei corsi e delle attività dell'Istituto Veritatis Splendor nell'anno accademico appena terminato, con l'aiuto dei responsabili. Ascoltiamo ora le voci di alcuni «allievi». Luciano Martelli, molteplici interessi culturali nel campo dell'arte, della filosofia, un interesse costante per lo studio, racconta: «Ho saputo casualmente da un caro amico che c'era questa iniziativa. Mi sono informato e mi sono "buttato". Ho frequentato il corso di Storia medievale e quello di Storia dell'arte e mi sono piaciuti molto. Intanto per l'elevato tono, né accademico, né confessionale. Anzi, arrivo a dire, e parlo da studioso, soprattutto nella storia medievale ci sono state aperture che fanno onore a chi le ha fatte. I pregiudizi, i luoghi comuni, direbbero che in certi ambienti ci sono chiusure: posso testimoniare che non è vero. Sono convinto che persone di qualsiasi preparazione culturale e di qualsiasi ideologia possono trovarsi a proprio agio in questi corsi. Poi si fanno discussioni accanite, ma anche questo è interessante. Ho apprezzato molto anche l'aspetto colloquiale, potevamo intervenire e avevamo sempre risposte puntuali alle nostre domande. Mi è anche piaciuto il tema proposto, il potere e il suo esercizio, che trovo molto utile per capire l'attualità. Il corso d'arte mi ha messo in contatto con un'agenzia di viaggi, c'è stato una serie di conseguenze che ho apprezzato molto». Pensa di continuare? «Certamente. Peccato che forse ci sia stata poca informazione». Elisabetta Tuci ha saputo dei corsi da Insieme Notizie, che riceve perché è una catechista. Ha deciso di iscriversi alla «Scuola di anagogia» e al corso tenuto dal professor Cardini. «Secondo me - dice - i corsi erano fatti benissimo, usano un linguaggio comprensibile, gli argomenti sono trattati in modo esauriente. Io sono un'insegnante, ma ci sono anche persone in pensione e tutti sembrano molto interessati. Per quanto riguarda la Scuola di anagogia, bisogna dire che il Cardinale riesce a rendere comprensibili cose che normalmente sono difficili». Riesce a conciliare il lavoro con questi impegni? «La scuola normalmente non mi impegna il pomeriggio e, quando non ho riunioni, posso frequentare. Più che altro quest'anno abbiamo avuto qualche problema di sede. Come mai ha ancora voglia di sedersi su un banco? Prima di tutto perché facendo la catechista mi sono accorta della mia «ignoranza». Quindi cerco di seguire varie iniziative di formazione e di approfondimento. Poi ho diversi interessi personali, come la storia dell'arte, e adesso che ho i figli grandi, ho ripreso a seguire le cose che mi appassionano. Spero che i corsi del Veritatis Splendor continuino e che cresca sempre più la partecipazione. Io sto facendo «pubblicità» con tutte le persone che conosco. Beatrice Buscaroli, storica dell'arte, ha frequentato alcuni corsi ed, essendo la responsabile di «Bologna dei Musei», ha lavorato con il V.S. sulla mostra «Signum Gloriae» e sta preparando assieme all'Istituto un nuovo progetto di una mostra su San Petronio. «Ho seguito - spiega - soprattutto le conferenze di approfondimento sui temi proposti dalla Nota del cardinale Biffi, "La città di S. Petronio nel terzo millennio"». Come le sono sembrate queste iniziative? Mi sono sembrate di livello molto alto e innovative, perché hanno sempre un taglio che è nuovo e profondo dal punto di vista culturale. Perché innovative? Perché mi rendo conto che anche nell'arte c'è un taglio diverso rispetto a quello proposto nelle università, nelle sedi d'insegnamento laiche. Non conoscendo molto il mondo cattolico, non immaginavo che anche i sacerdoti potessero affrontare in un modo tanto profondo certi argomenti. Ho parlato con monsignor Thimoty Verdon, che propone un'altezza d'interpretazione eccezionale. Anche monsignor Angelo Scola ha tenuto una relazione molto interessante. Sono contenta che esista un mondo tanto acculturato e profondo. Secondo lei mancava a Bologna una realtà di questo tipo? Sì, assolutamente: dovrebbero fare ancora più iniziative e renderle più visibili. Torna all'indice degli Articoli di Domenica 22 luglio 2001
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Liprando, l'ordalia del fuoco e il giudizio di Dio Ecco la storia della disputa tra il prete di San Paolo al Compito e l'eremita Grosolano, che disprezzava le ricchezze del mondo Le fiamme si arrampicano alte nell'aria tersa di un bel pomeriggio di primavera. I volti dei milanesi, pigiati e schiacciati intorno alle pire, sono debolmente rischiarati dalla luce gialla del fuoco . Nel centro del sagrato Liprando è raccolto con la testa china. Il calore che si spande dalle fiamme non sembra toccarlo. La sua mente è altrove. Forse sta parlando con Dio. Ha i piedi nudi e indossa solo una tunica bianca, coperta da una pianeta, e un cilicio. La folla oceanica sembra trattenere il respiro mentre le cataste in fiamme scoppiettano tenuemente. Il vento che si solleva fa turbinare le scintille tutte intorno e poi le alza al cielo, verso il campanile di Sant'Ambrogio. Liprando sembra riaversi dallo stato di estrema concentrazione. Alza la testa e si guarda intorno. La folla omogenea e compatta che lo circonda lo sta fissando. Il silenzio imperturbabile è rotto solo dal ruggito delle fiamme che avvampano più forte, alimentate dal vento. E il ruggito è sovrastato dalla tonante voce di Liprando che, indicando Grosolano e due suoi prelati, si rivolge ai milanesi: «Vedete tre grandissimi diavoli , che cercano di confondermi con la loro astuzia e con il denaro che posseggono. Ma io rispondo loro che con quello stesso denaro che il diavolo suggerì loro di adoperare per l'acquisto della carica arcivescovile, possono aver occultato la verità corrompendo i miei testimoni. E' per questo che ho scelto il giudizio di Dio, che non si inganna e non si può comprare». E' il 25 marzo, mercoledì della Settimana Santa, dell'anno 1103 . L'EREMITA GROSOLANO - Solo tre anni prima, Milano aveva visto partire il suo arcivescovo, Anselmo da Bovisio , per un'impresa impossibile, la conquista del regno di Babilonia. I milanesi, galvanizzati dai successi degli uomini di Urbano II ottenuti in Terra Santa nel corso della prima crociata, si raccolsero in 50.000 per partire verso est con l'idea di conquistare luoghi sacri ai cristiani. Anselmo da Bovisio, prima della partenza, nominò suo vicario un eremita, Anselmo Grosolano. Grosolano, per il suo stile di vita dimesso e tranquillo, impiegò poco ad attirare su di sé le critiche di tutti gli ambienti ecclesiastici milanesi. In un'epoca in cui un vescovo doveva dimostrare tutta la sua potenza attraverso abiti sfarzosi e uno stile di vita sostenuto, Grosolano possedeva solamente un'umile e sgualcita cappa da eremita . DISPREZZO DELLE RICCHEZZE - Vera anima dello scontro fu in particolare un prete di San Paolo al Compito, Liprando . Alle accuse mosse da Liprando, Grosolano si limitò a rispondere che non possedeva il denaro per comprarsi abiti migliori della sua misera cappa. Con gesto di sfida Liprando regalò a Grosolano dei soldi per comprarsi delle vesti più adeguate al suo ruolo di vicario vescovile. Il cronista Landolfo il giovane ci riporta lo scontro verbale che avvenne tra i due, con Grosolano che afferma di disprezzare le ricchezze del mondo e Liprando che gli risponde: «Se tu disprezzi il mondo, perché hai accettato di entrare nel mondo? A una città in cui largamente si usano pellicce di vaio, di martora ed altri preziosi ornamenti, a una città che ama la buona cucina, forma di disdoro che forestieri e pellegrini vedano te, la più alta autorità della chiesa, ispido e cencioso». ACCUSA DI SIMONIA - Lo scontro fra i due, con ogni probabilità, sarebbe terminato qui, se da Oriente non fossero giunte terribili notizie. L'esercito in Babilonia era stato disfatto e Anselmo da Bovisio era morto . Nonostante le polemiche, Grosolano fu nominato vescovo. L'attacco di Liprando nei confronti del nuovo presule cambiò allora radicalmente. La gravissima accusa che gli scagliò fu di simonia , cioè l'essersi comprato la sua carica vescovile e, ancora peggio, l'aver cominciato ad assegnare le cariche di altri dignitari ecclesiastici in cambio di denaro. Quasi a confermare le accuse, lo stile di vita di Grosolano cambiò completamente : cominciò a vestire abiti costosi e ricercati e imbandire lauti banchetti per sé e per i suoi sottoposti. DIGIUNO E ORDALIA DEL FUOCO - Lo scontro fra i due coinvolse via via tutta la città. Alcuni credettero alle accuse di Liprando, altri difesero a spada tratta l'uomo voluto da Anselmo da Bovisio . Il conflitto con il tempo, sfociò in aperti disordini cittadini che spinsero le autorità ecclesiastiche a sospendere Liprando dalle sue funzioni. Il prete non si diede per vinto e, per dirimere in maniera definitiva la questione, accettò di sottoporsi al giudizio di Dio . Se Liprando avesse superato indenne questa terribile prova, chiamata ordalia del fuoco , voleva dire che Dio era dalla sua parte e quindi aveva ragione. La preparazione al rito cominciò durante la Quaresima. La prima data scelta per la prova fu rinviata perché la legna, acquistata a spese dello stesso Liprando, fu rubata da un gruppo di agitatori che appoggiavano la causa di Grosolano. Dopo aver ricomprato la legna, Liprando si sottopose ad un lungo digiuno . LA PROVA DI LIPRANDO - E così arriviamo a quel 25 marzo, con Liprando in piedi, davanti a due cataste di legno di quercia alte due metri e larghe altrettanto. Lunghe quasi dieci metri sono distanti fra loro di poco più di un braccio. Nello stretto corridoio fra le due pire fiammeggianti sono stati gettati dei carboni ardenti per rendere la prova più difficoltosa. Il fuoco splende sempre più alto. La folla si discosta per il calore ormai diventato insopportabile. Liprando si inginocchia e poi si fa il segno della croce . Si rialza e imbocca il corridoio fra le due cataste scomparendo, come inghiottito dalle fiamme. La folla è ammutolita. Tutti sembrano trattenere il respiro. Poi, all'estremità opposta, sbuca Liprando. La folla si abbandona ad urla di gioia liberatorie . Liprando è quasi completamente illeso, ha solo una piccola bruciatura ad una mano. Dio è con lui. Grosolano è un simoniaco e un traditore e viene costretto alla fuga. IL GIUDIZIO DI DIO - Purtroppo Grosolano ha appoggi potenti e, nel 1105, si rivolge nientemeno che a papa Pasquale II e lo convince a convocare un sinodo per risolvere la questione. Il risultato è prevedibile: Grosolano viene nuovamente insediato come arcivescovo di Milano e Liprando è costretto ad abbandonare la città . Ma i milanesi sanno qual è stato il giudizio di Dio, e la parola di un papa non è sufficiente a mutarlo. Grosolano non riesce a rientrare a Milano perché la popolazione glielo impedisce. La disputa si risolve nel 1112, quando Grosolano è ufficialmente deposto in favore di Giordano da Clivio . Liprando può finalmente tornare a Milano. Ma in città le cose non sembrano cambiate. La simonia è ormai costume comune del clero. Deluso e arrabbiato Liprando si ritira in un monastero di Pontida, dove muore l'anno successivo. In seguito sarà fatto Santo. Per segnalazioni o proposte di argomenti relativi alla rubrica «Milano segreta» scrivete alla redazione
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di Isidro Ortiz e la Fura dels Baus Fausto, medico depresso, che cura malattie molto gravi, a un convegno incontra Santos, ex paziente, a cui otto anni prima aveva diagnosticato pochi mesi di vita, causa un tumore. Santos diverrà da quel punto il protagonista di una serie di disavventure e incubi che tormentano Fausto. Ispirato al Faust di Goethe, la Fura dels Baus, nota per gli spettacoli stravaganti che porta in giro per il mondo, ci offre un film completamente visionario, interessante, ed eccessivo. Cinema sperimentale, anche troppo, molto frammentario nella narrazione, ma con un buon protagonista. Esperimento interessante, ma riuscito a metà. Vai a Festival di Venezia 2001
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Ciao a tutti, parto per Delhi tra una settimana e in mese circa girerò il nord. Passerò anche da Bombay. Le notizie delle ultime ore sulla situazione pioggia sono veramente drammatiche. Se qualcuno si trova in India ed ha la possibilità di accedere ad internet magari potrebbe raccontare qualcosa sull'effettiva situazione sul campo, trasporti, viabilità etc. Credo che ci sia diversa gente che partirà nel corso della prossima settimana e magari delle info dirette potrebbero essere utili. Grazie mille. Ciao Fil inviato da Fil il 28 luglio 2005 alle 16:56 ciao mi trovo in India del Sud e devo ritornare a Bombay tra pochi giorni, il monsone ha colpito soprtattutto Bombay ma ora la situazione si sta normalizzando e l'aeroporto sta funzionando, per cui tranquillo. ciao inviato da gabriella il 29 luglio 2005 alle 08:45 A Delhi la situazione e' tranquilla, ma a Mumbay non ci andare per tutto l'oro del mondo :( inviato da csob il 29 luglio 2005 alle 08:54 Gabriella io parto tra una settimana x l'India del sud: com'è la situazione in Kerala e Goa? in Tamil per adesso mi dicono che non piove, ma la mia intenzione era quella di risalire la costa arabica. Grazie 1000 e buon rientro!
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Sito del Gesù di Roma Online il nuovo sito della chiesa madre dei gesuiti. Storia, visita virtuale, attività. Presentazione della Provincia La nuova Provincia Italiana, a cura del p. Provinciale formato slideshow. Click sul titolo. GMG 2005 Pellegrinaggio Ignaziano 2005 Cliccando qui appaiono tutte le informazioni relative al pellegrinaggio estivo nei luoghi ignaziani. 2006 anno saveriano - ignaziano Ricorreranno nel 2006 i 450 anni dalla morte di S. Ignazio di Loyola e i 500 anni dalla nascita di S. Francesco Saverio . Offerte Tsunami. Le donazioni - con la causale " maremoto Asia " - vengono raccolte tramite il conto corrente postale n. 909010 o sul conto corrente bancario n. 509259 (ABi 1025 cab 3200 cin K) presso la Filiale di Roma del SanPaolo entrambi intestati al MAGIS. Le donazioni sono deducibili fiscalmente.
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- Duecento mila euro in tre anni per rilanciare le produzioni tipiche della provincia di Varese. Belloli: «Un settore in espansione che punta alla qualità» Il rilancio dell'agricoltura in un protocollo tra Provincia e Camera di commercio Un accordo per potenziare e rilanciare il settore agricolo in provincia di Varese. E' questo quanto prevede la convenzione firmata oggi, 12 giugno alla sede della Provincia di Varese tra la Camera di Commercio e i vertici di Villa Recalcati. Il protocollo, della durata di tre anni prevede lo stanziamento di 200 mila euro pariteticamente progetti dai due enti e da impiegare in tre distinte aree, vale a dire nell'ambito dell'attuazione di politiche della qualità, per la progettazione e realizzazione di interventi per la valorizzazione e promozione dei prodotti agroalimentari locali e in ultimo per la promozione fieristica del settore agricolo. E proprio sul tema della qualità dei prodotti agricoli è intervenuto Angelo Belloli, presidente della Camera di commercio di Varese che in occasione della firma ha sottolineato come l'agricoltura della provincia «meriti la giusta attenzione per un settore che, pur senza avere grandi numeri, ha saputo col tempo puntare sulla specializzazione, potendo oggi contare su una produzione di elevata qualità. E' oramai noto, infatti, che se per un verso l'agricoltura sta esplorando nuovi orizzonti, dall'altro i consumatori tendono al recupero delle tradizioni e della sicurezza alimentare». Non solo i noti "asparagi di Cantello" o la "formaggella del Luinese", ma anche il vino di Angera, le carni bovine o il miele tipico delle vallate varesine, quindi, potranno vantare di una più forte visibilità sul mercato grazie all'accordo maturato oggi. Questo grazie all'obiettivo di far rientrare tutte le produzioni tipiche legate al settore dell'agricoltura sotto la protezione dei marchi "Dop" (Denominazione di origine protetta) e "Igp" (Indicazione geografica protetta). Una collaborazione sulla falsariga di quella già attivata da tempo in ambito turistico tra Camera di commercio e Provincia, che Villa Recalcati non ha esitato a definire "storica". Il presidente Marco Reguzzoni ha affermato che «l'intesa con la CDamera di commercio consente alla Provincia di valorizzare la politica della qualità da un lato, della promozione e della difesa delle produzioni tipiche locali dall'altro, unendo le forze della ricerca di un solo obiettivo: offrire nuove frontiere di crescita». Giovedi 12 Giugno 2003 Andrea Camurani
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Autore Discussione: Frame Oggetto: F.A.Q su Radiocontrol - Subaru Impreza WRC Inserito il: 10/09/2004 20:53:54 Messaggio: Salve a tutti gli appassionati di automodellismo, e a tutti coloro che hanno deciso di intraprendere il montaggio del modello 1:10 della Subaru Impreza WRC. L'admin di questo forum mi ha "promosso" a moderatore, così da poterlo aiutare nello svolgere il lavoro nel minor tempo possibile e con la maggiore chiarezza. In questo thread cercheremo di mettere in rilievo tutte le domande poste di frequente, così da creare un database delle questioni "in rilievo". Se credete che un'informazione importante non sia elencata, non esitate a replicare; nel minore tempo possibile cercheremo di rispondervi. Domanda: Al momento quante uscite sono previste per il completamento del modello? Risposta: Attualmente sono previste 45 uscite, composte da un fascicolo e dai componenti per costruire l'auto da rally radiocomandata con motore elettrico. Per conservare i fascicoli sono previsti 2 raccoglitori a tasca. Domanda: Cosa succede se un pezzo dell'opera mi arriva rotto? Risposta: Purtroppo il trasporto comporta dei rischi anche se minimi, e potrebbe succedere di ricevere o comprare un pezzo rotto. In questo caso sarà necessario contattare il servizio clienti, via webform http://www.ideahobby.it/info_prodotto/no_prodotto.asp oppure al numero telefonico 199120120. Domanda: Qual'è il costo dell'opera? Risposta: La prima uscita costa 2,95 €; per le successive attualmente è previsto un costo di 7,95 €. I 2 raccoglitori a tasca saranno venduti in edicola in corrispondenza delle uscite n. 8 e 25 a un costo di 6,50 € ciascuno. Le uscite in abbonamento hanno il prezzo bloccato per l'intera durata dell'opera, e verranno inviate a cadenza mensile. Domanda: Nessuno mi ha detto se le batterie, il caricabatterie ed il radiocomando sono comprese nell'opera, o andranno acquistati a parte! Risposta: Tranquilli, DeAgostini vi fornirà un modello completamente operativo: Batterie, Caricabatterie e Radiocomando saranno compresi in corso d'opera. Domanda: Il modello di Subaru da chi viene prodotto? Risposta La Subaru è prodotta in collaborazione tra DeAgostini e Bycmo. E'importante sapere che il modello in questione non è il solito venduto da Bycmo, ma un modello appositamente creato per DeAgostini. Domanda: E'possibile avere un filmato dell'automodello in azione? Risposta: Al momento esiste un solo filmato, che comunque fa vedere il modello in piena azione: il link è http://www.deagostini.co.uk/radiocontrolcar/clips/large2.wmv Domanda: Mi sono abbonato all'opera. Quanto tempo passerà dalla richiesta di abbonamento all'invio? Risposta: Indicativamente viene dato un periodo di un mese dal ricevimento dell'ordine di abbonamento al ricevimento del primo invio. In tutti i modi, verrete avvertiti con una lettera della conferma della ricezione dell'ordine. Alternativamente, potrete chiedere conferma al servizio clienti al numero 199.120.120. Domanda: Sono previste uscite aggiuntive alla fine dell'opera, con miglioramenti per l'automodello (come è successo per la Opel Astra)? Risposta: Anche se al momento è troppo presto per dire qualcosa con sicurezza, è molto probabile che verranno proposti dei fascicoli opzionali (quindi NON strettamente necessari per il funzionamento del veicolo) con parti migliorate, o aggiunte, per incrementare l'efficienza del modello. Domanda: Quando terminerà la raccolta? Risposta: Il 10 Settembre 2005. Domanda: Quali sono le specifiche del motore? Risposta: Modello: Mabuchi RS-540SH-7520 Tensione: 7.2 V Velocità: 15.000 giri/min. Domanda: Quali sono le specifiche del pacco batteria? Risposta: La batteria può funzionare indipendentemente per circa 10 - 12 minuti di uso continuo. Lo stile di guida varia l'autonomia della stessa. Domanda: Specifiche della batteria e del caricabatteria: Risposta: La batteria è composta da 6 accumulatori al nickel-cadmio ricaricabili. Ha una tensione totale di 7.2 V e una capienza di 1.600 mAh, con una vita utile che si aggira intorno alle 400 ricariche. Il caricabatteria può essere collegato alle rete elettrica casalinga (220 V) ed il tempo di ricarica è di 8 - 12 ore. La batteria può funzionare indipendentemente per circa 10 - 12 minuti di uso intenso e continuo. Domanda: Quali sono le specifiche del radiocomando? Risposta: Radio digitale proporzionale con due stick, composta da un trasmettitore, da una ricevente e da due servocomandi. La radio trasmette sulla lunghezza d'onda 27 megahertz, con un raggio di azione di circa 1000 metri, anche se non è consigliato comandare un modello radiocomandato ad una distanza superiore di quella "a vista". Il radiocomando è alimentato da 8 batterie del tipo aa, che possono essere di tipo alcalino o ricaricabili, anche se consigliamo queste ultime. La ricevente nell'automodello è alimentata dal pacco batteria che fornisce alimentazione al motore. Radiocomando e ricevente vengono forniti come componenti di serie. Domanda: Quali sono le specifiche dell'automodello? Risposta: Automobile radiocomandata in scala di 1:10 con uno chassis fatto di un materiale resistente agli urti, che riproduce la SUBARU WRC rally car. Distanza fra gli assi (interasse): 248mm / Lunghezza: 430mm Dimensioni del corpo dell'automobile: Larghezza: 190mm, Altezza: 135mm, Larghezza corpo macchina: 180 millimetri Lunghezza del telaio compreso i paraurti: 357mm Sospensione indipendente per le 4 ruote Trasmissione 2wd ad albero tra l'asse posteriore e il differenziale Cambio a tre velocità Peso comprensivo di pacco batteria (senza carrozzeria) 1.300 grammi. Velocità approssimativa: 45 km/h Se avete domande che non sono contenute in questa faq, non esitate a repicare lasciando la vostra, e risponderemo al più presto. Grazie! Risposte: Autore Risposta: Domenico Inserita il: 18/07/2005 10:03:49 Messaggio: E' possibile utilizzare batterie con mAh superiore in modo da utilizzare il modello più a lungo? eventualmente il carica batterie potrebbe essere lo stesso? grazie Autore Risposta: lukkius Inserita il: 18/07/2005 12:01:57 Messaggio: Si`. Dovrai caricarle solo piu` a lungo. Se il caricabatterie che possiedi e` a carica lenta fai questo calcolo: capacita` batterie/corrente di carica e aggiungi un 10% circa ad esempio se le batterie sono da 1200mAh e la corrente di carica e` da 100mA 1200/100 = 12ore 12ore +10% = 13 ore Autore Risposta: lortaan Inserita il: 18/07/2005 14:45:00 Messaggio: Un'informazione...oltre le uscite previte, quante saranno quelle aggiuntive? Le potrò trovare in edicola come solito? Autore Risposta: Fava Inserita il: 18/07/2005 18:57:50 Messaggio: Le uscite aggiuntive saranno in tutto 10 e penso che le troverai in edicola....magari avverti l'edicolante! Autore Risposta: lortaan Inserita il: 18/07/2005 19:36:13 Messaggio: Grazie Fava, ciò vuol dire che in tutto le uscite saranno 55? Autore Risposta: Fava Inserita il: 18/07/2005 23:04:45 Messaggio: si Autore Risposta: Xwrc90X 2005 Inserita il: 19/07/2005 00:43:01 Messaggio: posso comprare qualsiasi batterie x la subaru anche di 3000 mAh se si sapete dirmi il prezzo di queste batterie da 3000 mAh e la durata di utilizzo di esse? Quanto le devo caricare con il caricatore della subaru ? GRAZIE RISPONDETEMI .... Autore Risposta: admin Inserita il: 20/07/2005 23:17:49 Messaggio: Vi informo che ho aggiornato l'elenco delle uscite fino al numero 51: http://www.deagostiniedicola.it/collezioni/piano_opera/Radiocontrol.html Trovate ulteriori informazioni alla pagina: http://www.deagostiniedicola.it/collezioni/FAQ/faq_radiocontrol.html Ciao a tutti e buona notte. Autore Risposta: truck Inserita il: 20/07/2005 23:40:48 Messaggio: grazie admin per la tua disponibilità. solo una domanda ma quante sono in tutto le uscite aggiuntive? grazie dell'eventuale risposta ,ciao! niente niente ho trovato la discussione ciao by truck
CURRENT URL http://noleggiodvd.supereva.it/movie/browse.jdo?actorId=10289
Una serie di morti di alte cariche militari, apparentemente casuali, spingono il commissario Solmi ad indagare più a fondo, fino a scoprire che il decesso di tale Vittorio Chiarotti,investigatore privato sotto copertura, è in realtà la punta di un ... Milano trema: la polizia vuole giustizia di Sergio Martino Milano, inizio anni '70. Sono le prime ore di un uggioso mattino e non v'è anima viva a percorrere le desolate strade asfaltate della metropoli meneghina. Solo lui, il commissario Giorgio Caneparo (Luc Merenda). Un convoglio pieno di sbarre
CURRENT URL http://www.avmagazine.it/articoli/diffusori/39/index.html
Sono passati quasi due anni dalla presentazione del primo sintoamplificatore capace di decodificare un un flusso audio multicanale compresso con l'algoritmo Windows Media Audio 9 Pro. Eravamo a Tokyo durante il CEATEC quando abbiamo osservato per la prima volta il Pioneer VSA-AX10Ai-S, introdotto in Europa solo a metà del 2004. L'ammiraglia di Pioneer è ancora in catalogo anche se è lecito attendere qualche novità entro la fine di quest'anno. Ad oggi, la gamma di amplificatori e sintoamplificatori multicanale Pioneer forse non mai stata così ricca di prodotti, adatti praticamente a portafogli di ogni dimensione. Da qualche settimana sono arrivati altri quattro modelli benché quelli più interessanti sono soltanto tre, dotati di sistema di auto-calibrazione e decodifica WMA9 Pro : VSX-1015, VSX-915 e VSX-515. Nei tre amplificatori la decodifica per il formato Windows Media è disponibile attraverso l'ingresso audio digitale S/PDIF anche se è ancora da verificare il passaggio dello stream audio attraverso l'ultima versione di Windows Media Player 10 e le schede audio di ultima generazione. Sembra invece confermata l'uscita S/PDIF dalle prossime sorgenti stand alone come il lettore DVD JVC e IO-Data presentato all'ultimo InfoComm 2005. Il nuovo sintoamplificatore Pioneer VSX-1015 - click per ingrandire - Il più dotato è il modello VSX- 1015 disponibile in finitura argento oppure in nero. Il nuovo sintoampli Pioneer è accreditato della certificazione di qualità THX Select 2 ed anche di tutti i sistemi di decodifica audio multicanale, fino al THX Surround EX con decorrelazione del segnale da inviare ai due diffusori per il surround back. Pannello posteriore del VSX-1015 - click per ingrandire - Il nuovo VSX-1015 è basato su un nuovo DSP Motorola da 180 Mips, convertitori A/D stereo a 24 bit/96 kHz e convertitori D/A multicanale a 24 bit/192 kHz. La stessa dotazione di DSP e convertitori è a disposizione anche dei due modelli minori VSX-915 e VSX-515. La potenza del VSX-1015 è di 150W per canale per carichi di 6 ohm su tutti i 7 canali.
CURRENT URL http://www.crepuscolo.it/fantasystory/viewstory.php?sid=1113&i=1
0) window.location=this.options[this.selectedIndex].value"> Capitoli Indice del racconto 1. Kaijl ed i krèmoni 2. Il Conte e la strega 3. Il cacciatore di taglie 4. Il viaggio 5. Uno strano personaggio ed un furto 6. L'incontro coi Nani 7. La carovana 8. Kaijl è a Cinyth! 9. Il bosco di Garijash 10. Il cerchio inizia a chiudersi 11. Il Bosco Sacro 12. Lo sciamano, Bashtur ed il Conte 13. Rivelazioni 14. Ovyan 15. Epilogo >> Era passato più di un mese, credo, dal mio arrivo sulla terraferma. Avevo cancellato con cura le mie tracce per più di cento metri, prima di entrare nella grotta per riposare. Naturalmente mi ero accertato che non fosse già abitata, perché non mi sarebbe piaciuto dividere “l'alloggio” con un altro inquilino, magari bellicoso o infuriato perché qualcun altro aveva occupato il suo giaciglio. Nella grotta avevo trovato soltanto piccole ossa di uccello e ne dedussi che, l'unico occupante della grotta, doveva essere un piccolo rapace notturno che, anche se mi avesse visto, non si sarebbe disturbato a svegliarmi, ma avrebbe atteso la mia partenza prima di rientrare a “casa”. Era ovvio che in ogni caso non potevo stare tranquillo, quindi non avevo acceso il fuoco e mi dovetti accontentare di mangiare della carne secca, prima di dormire. Mi avvolsi nel mantello, poggiai la schiena alla parete della grotta e mi assopii. Mi trovavo sul versante orientale della Catena della Paura, come la chiamavano gli Uomini del Regno di Vynon. I krèmoni dei territori dell'Auvendravjstan, nella loro rozza lingua, le chiamavano Barakandur Varjstan, Montagne degli Uomini. In queste terre il sole sorgeva sempre molto tardi e, quando mi svegliai da un sonno irrequieto e popolato da incubi della peggior specie, i suoi caldi raggi non avevano raggiunto neanche i territori sottostanti, se mai lo facevano. Penso che le Colline della Pioggia non vedano mai il sole, poiché sono sempre coperte da una coltre di nubi temporalesche che, forse, dipendono dai sacrifici umani che gli sciamani dei krèmoni fanno per ingraziarsi le loro oscure e sanguinarie divinità. Su queste montagne aspre e nevose era difficile trovare cacciagione e mi dovevo accontentare di carne essiccata e gallette, che furono la mia colazione quel giorno. Avevo finito il kôshom e dovevo procurarmene al più presto, per questo, contavo di oltrepassare le montagne il più in fretta possibile, così da arrivare nel Regno di Vynon e comprare dell'Erba Sacra. Certo, potevo farne a meno, ma per i compiti che il Gran Sacerdote ci affidava di volta in volta, il kôshom era indispensabile, grazie ai poteri che ci dava. Essere più veloci, più reattivi e con i cinque sensi più affinati era sempre un grosso vantaggio per gente come noi. Dopo l'incontro con il cacciatore di taglie a Terja, non avevo ancora fatto ritorno alla Grande Sala delle Riunioni, ma, sicuramente, il Gran Sacerdote aveva saputo del buon esito della mia missione. Mi considerava un cane sciolto e faceva bene: non mi era mai piaciuto prendere ordini e, quando potevo, andavo per la mia strada infischiandomene delle regole e delle disposizioni dei Sacerdoti di Yana. D'altronde questi avevano decine di adepti da comandare e mandare al macello e a me faceva piacere pensare di avere la mia indipendenza. Mi misi in cammino di buon ora: per il Passo del Serpente dovevo ancora percorrere due, forse tre, decine di chilometri sul sentiero. Non mi sentivo tranquillo su queste montagne: se ci fosse stata un'aquila nera o qualche altro uccello gigante mangiatore di uomini, mi avrebbe visto a chilometri di distanza perché, con il mio mantello nero, la mia figura spiccava sulla neve come una bella ragazza in mezzo a dei nani. Naturalmente non mi preoccupavo soltanto delle grandi aquile, ma anche dei krèmoni: su queste montagne, specie in prossimità dei passi, era facile trovarne a centinaia. Per un krèmone un Uomo è sempre una preda ambita, golosi come sono della nostra carne e, se la notizia che un uomo aveva ucciso il Grande krèmone delle Colline era giunta fin sulle montagne, potevo stare certo che sarei stato braccato come un animale da preda. Inoltre, volevo arrivare al più presto in un luogo civilizzato, impaziente di leggere le carte che, pochi giorni prima, avevo trafugato proprio al Grande krèmone. Spronato da questi pensieri, aumentai l'andatura, maledicendomi per non aver conservato del kôshom: avrei potuto procedere molto più velocemente sotto l'effetto della Vyalyshawan, l'Erba Sacra. Qualche ora dopo mi fermai a riposare e diedi uno sguardo alla strada che mi ero lasciato alle spalle: il sole illuminava le terre sottostanti o almeno avrebbe voluto farlo, se non fosse stato per le nubi che, poche centinaia di metri più in basso, oscuravano interamente il paesaggio. L'umidità, nelle valli dell'Auvendravjstan, non permetteva al sole di scaldarne la terra e, per questo motivo, erano i luoghi più freddi dell'intera Isola di Veypërjan che per il resto aveva un clima caldo e secco. Guardando il cielo attorno a me non scorsi nulla di allarmante, ma non significava molto, poiché a causa del riverbero della neve sugli occhi era difficile vedere qualcosa il quel cielo azzurro e limpido. Era incredibile come il clima potesse cambiare così tanto poche centinaia di metri più in basso! In ogni caso, non faceva caldo: era febbraio ed il freddo dell'inverno era ancora pungente, specie sulle montagne. Fortunatamente non c'era vento, altrimenti il mio cammino sarebbe stato molto più difficile. Guardai nuovamente verso l'alto e mi accorsi che dovevo percorrere ancora molta strada prima di arrivare al Passo del Serpente, quindi, mi avviai deciso per il sentiero. Dopo pochi passi però, qualcosa mi disse che avrei fatto meglio a nascondermi fra la vegetazione e così feci. Fu una giusta intuizione, perché uno stormo di arpie passò velocemente a pochi metri da me. Le immonde bestie alate non si curarono delle mie tracce, perché erano inseguite da un grosso uccello del tuono. Non potei fare a meno di assistere allo scontro: con un lampo scaturito da una delle sue zampe, il volatile magico ferì un'arpia, che crollò a terra svenuta. Le sue compagne azzardarono allora una manovra spericolata: mentre due di loro soccorrevano la compagna caduta, le altre, con un incredibile cambiamento di direzione, si gettarono urlando addosso al nemico, che non si aspettava una reazione tanto repentina. Gli si erano avvicinate troppo e, non potendo usare i suoi fulmini, fu costretto a servirsi degli acuminati artigli e del forte becco per contrastare la massa urlante. Io, intanto, rimasi riparato dietro un cespuglio e, caricata la balestra e allentata l'ascia che avevo alla cintura, continuai ad osservare l'andamento dello scontro. Le due arpie avevano messo in salvo la compagna ferita, mentre altre quattro continuavano a tempestare di morsi e unghiate il dorso dell'uccello del tuono, che cercava di posarsi sul sentiero. Tre altre arpie giacevano sul terreno prive di vita. Improvvisamente le arpie si staccarono dalla schiena del loro avversario e volarono via. L'uccello del tuono sembrava soffrire parecchio. Si trovava o meno di dieci metri dal mio nascondiglio e notai che aveva la schiena piena di ferite e le ali molto malridotte: sarebbe stato difficile per lui riprendere a volare. Sapevo quanto poteva essere pericoloso anche se non poteva più volare, quindi colsi subito l'occasione: presi la mira e scagliai un piccolo ma micidiale dardo della balestra verso il suo petto e, lasciata l'arma a terra, misi mano all'ascia. Il dardo lo colpì in pieno petto, facendolo urlare di dolore. Avvicinandomi lentamente, lasciai partire un fendente con la mia ascia da battaglia. La testa si staccò dal corpo ed io mi allontanai con un balzo, per evitare il corpo dell'uccello che si contorceva negli ultimi spasmi. Dopo che si fu fermato, presi il mio coltello, aprii la pancia del mostro e ne colsi il fegato, perché sapevo che vi si poteva ricavare uno dei più potenti antidoti conosciuti. Vendendolo ad un alchimista ne avrei ricavato un bel gruzzolo! Ero stato fortunato. Dall'uccello del tuono ricavai anche una buona scorta di carne, perché era buono da mangiare. Delle arpie neanche a parlarne, la loro carne era dura ed amara e, anche dopo averla bollita, era poco meno schifosa di quella dei krèmoni. Non che ne avessi mai mangiata ma, a detta di uomini senza scrupoli, alla carne dei krèmoni erano preferibili le feci di un bambino. Nel tardo pomeriggio giunsi in prossimità del passo ed ero indeciso se valicarlo o meno durante la notte, perché le probabilità di incontrare dei krèmoni si facevano più alte con le tenebre. Restava il problema di trovare un riparo: non avevo dove dormire e, se i krèmoni mi avessero sorpreso all'aperto, mi avrebbero fatto rimpiangere di essere nato. Ero ancora indeciso, quando un forte colpo alla schiena mi stordì e mi fece barcollare. Voltandomi, mi resi conto che la piccola balestra presa al cacciatore di taglie a Terja mi aveva salvato la vita: una rozza freccia nera, di quelle usate dai krèmoni, si era conficcata sulla mia arma rendendola inutilizzabile. Una dozzina di quelle abiette creature mi aveva individuato e urlando si erano messi in caccia! Mi calai per schivare una seconda freccia, mi voltai ed iniziai a muovermi in avanti zigzagando, per offrire un bersaglio meno facile. Avanzare nella neve non era per niente facile, ma fortunatamente anche i miei inseguitori avevano i loro problemi. Non avevo alcuna possibilità di sopravvivere ad uno scontro così impari, quindi dovevo fare di tutto per liberarmi di qualcuno di loro, ferirli o meglio ucciderli. Voltandomi di frequente osservavo i cacciatori e, dopo alcune centinaia di metri, notai i due più veloci che si erano avvicinati distanziando gli altri. Il terreno, intanto, era cambiato. La neve era più dura, quindi si riusciva quasi a correre. Decisi che i due più vicini sarebbero state le prime vittime della mia ascia e voltata una curva del sentiero, mi nascosi dietro ad un masso e sfilai l'arma dalla cintura, preparandomi a colpire. Quei secondi di attesa furono angoscianti. Temevo che si accorgessero dell'assenza del rumore dei miei passi, ma non ebbi molto tempo per pensare, infatti, pochi istanti dopo, i due krèmoni spuntarono dalla curva. Lasciai partire un fendente con l'ascia, conficcandola profondamente nello stomaco del krèmone; nel momento in cui la mia arma squarciava il ventre del mio nemico, presi dalla sua mano la corta spada ricurva che impugnava e, con un colpo ben calibrato, spiccai la testa dal corpo del secondo inseguitore. Recuperata la mia ascia con la mano libera, mi voltai e ricominciai a correre: senza accorgermene, però, ero quasi arrivato al Passo del Serpente e questo aumentava le mie probabilità di salvezza! L'inseguimento durava ormai da diverse decine di minuti. I krèmoni avevano una elevata resistenza nella corsa e, anche se non erano molto veloci, avevano guadagnato terreno. Sentivo i loro grugniti e riuscivo a sentire persino il ritmo del loro fiato. Cominciavo a respirare a fatica e sudavo parecchio. Mi vinse lo sconforto, pensai che non sarei mai riuscito a sopravvivere, era così arrivata la fine della coraggiosa esistenza di Kaijl l'Uccisore? Morto per mano di alcuni repellenti e stupidi krèmoni, su una montagna senza nome? No, non nutrivo più molte speranze, quindi mi fermai e mi voltati per affrontare i miei nemici e portarne il numero più alto possibile con me nell'altra vita. I krèmoni rallentarono anch'essi e si fermarono a pochi passi da me. Stavano tutti riprendendo fiato, prima del massacro, perché erano consci del fatto che i primi di loro ad avvicinarsi sarebbero caduti sotto i miei colpi furenti e disperati. Proprio mentre stavo per gettarmi a capofitto in braccio alla morte, un urlo di guerra, seguito da una fitta pioggia di frecce si abbatté su di loro. Molti furono quelli ad essere colpiti, ma pochi quelli che ne ebbero un vero danno. Due si accasciarono e non si alzarono mai più, tre furono colpiti ad un braccio e due agli arti inferiori, ma questi strapparono ferocemente le frecce urlando di dolore e di rabbia. Tutti gli altri riuscirono a schivarle o a bloccarle con i pesanti scudi che imbracciavano. Subito dopo le frecce, sbucarono circa dieci uomini da nascondigli improvvisati, brandendo lance da orsi o pesanti asce bipenne. Si difendevano con grandi scudi tondi, sui quali era disegnata la testa di un cinghiale. Gli uomini erano bassi e tarchiati, le tempie tatuate di blu e lunghe barbe rosse pendevano dal mento e arrivavano fino a metà del petto. Erano guerrieri terribili ed assalirono i krèmoni con una foga quasi gioiosa. Mi unii alla loro carica e, urlando ed imprecando, feci roteare la mia ascia ed iniziai a colpire. I nostri avversari si difesero bene. Molti dei nostri caddero colpiti a morte, e molti pure furono i feriti, ma chi subì il maggior numero di perdite furono proprio i krèmoni, che morirono dal primo all'ultimo. In un'occasione me l'ero vista brutta: avevo atterrato un bestione di quasi due metri; questo, cadendo, mi era finito addosso facendomi inciampare e facendomi finire a tiro della scimitarra di uno dei suoi imbestialiti compagni, che mi avrebbe fatto saltare la testa se Fluvaën, il Capitano degli Uomini, non lo avesse trapassato con la sua lancia. Alla fine della battaglia ero imbrattato di sangue, ma neanche una goccia era mia. Come sempre ero stato fortunato, non avendo ricevuto che qualche leggero graffio sulle braccia. Mi chiedevo quanto sarebbe durata la mia fortuna: la maggior parte della gente che conoscevo fare il mio “mestiere” aveva il volto sfregiato da qualche ferita. Quelli che mi avevano salvato erano rozzi uomini delle montagne, bassi ma molto forti e robusti. Indossavano pellicce di animali che proteggevano bene quanto una cotta di maglie ed in più riparavano dal freddo. Il loro capitano, Fluvaën, li aveva guidati al Passo del Corvo perché da qualche mese era da lì che provenivano le più dannose scorrerie dei krèmoni delle colline. Si era deciso a rintuzzare gli attacchi prima che fosse troppo tardi per le fattorie ed i villaggi ubicati dall'altra parte delle montagne. «Allora», mi disse attorno al fuoco, mentre cuoceva un piccolo cervo, «cosa ti ha spinto fin qui in questa stagione? Non mi dire che sei uno di quei fanatici cercatori di tesori che si spingono nell'Auvendravjstan alla ricerca delle civiltà perdute!». Mi misi a ridere: «No, non sono proprio così stupido! Sono stato tradito da una guida che assunsi alla Città della Stella, dall'altra parte di questa atroce regione. Non sapevo cosa mi aspettava, poiché provengo da molto lontano ad est», non volevo rivelargli troppo su di me, perché non mi ero mai fidato dei soldati di professione, «Ho perso tutti i miei compagni in un imboscata, poi nascondendomi e viaggiando in fretta sono arrivato al Passo, ma fui scoperto ed inseguito». «Noi ti abbiamo visto spuntare dalla curva e fare fuori due krèmoni. Abbiamo capito che eri inseguito e ci siamo nascosti, nella speranza che riuscissi a portarli a tiro delle nostre armi. Vedi, le nostra occupazione preferita, quando non ci scanniamo tra noi, è proprio quella di dare la caccia ai krèmoni!». Tutto sommato Fluvaën era simpatico. Mi raccontò che facevano parte del Clan del Cinghiale, una dei tanti gruppi guerrieri che esistevano nel regno di Vynon, nel quale mi apprestavo ad entrare. Vivevano in una valle vicina al passo ed erano continuamente in stato di allerta, perché da qualche mese i krèmoni si moltiplicavano come formiche e non solo assaltavano fattorie isolate, ma osavano penetrare nei villaggi per procurarsi gli schiavi, indispensabili per i loro sacrifici. Doveva esserci qualcosa di grosso in ballo, pensava Fluvaën. Finito di mangiare, furono assegnati i turni di guardia e ci avvolgemmo nelle coperte. Faceva un freddo cane ed il sole era tramontato presto come sempre, su quelle montagne. Mi accampai un po' in disparte, per dare un'occhiata alle carte che avevo trafugato dal covo del Grande krèmone delle Colline in tutta tranquillità. Avevo pensato che le avrei guardate nel primo villaggio che avrei raggiunto, ma, adesso che avevo qualche ora di tranquillità, ne approfittai. Quando le avevo prese, non sapevo se fossero importanti o meno, però, considerato che erano conservate insieme al tesoro personale del Grande krèmone, pensavo dovessero contenere delle informazioni che mi sarebbero state utili. Niente. Erano scritte nella lingua oscura e gli unici segni che riuscivo a capire erano quelli di “uomo” vicino a quello di “guerra”, ma questo non voleva dire nulla, perché in ogni documento dei krèmoni erano presenti queste due parole. Quello che mi sembrava strano era che il documento era lungo, troppo per dei krèmoni, e sembrava essere articolato, con diverse indicazioni geografiche e strategiche. Riflettendoci su, giunsi alla conclusione che doveva essere stato scritto da qualcuno con una certa istruzione, perché i segni erano chiari e ben definiti, mentre i krèmoni, quelle rare volte che scrivevano erano rozzi e poco precisi. Provai a non pensarci più per quella notte: riposi le carte nella borsa, mi avvolsi nella coperta che i soldati mi avevano gentilmente prestato e cercai di prendere sonno. Non vi riuscii. In quelle carte c'era qualcosa che mi aveva lasciato perplesso, quasi inquieto, come se contenessero un male troppo grande. Un ragionamento si fece strada nella mia mente: nell'uccidere, che differenza c'era fra me ed un krèmone? Io sono più metodico, mi dicevo, lascio meno al caso, cerco di colpire in modo che non mi si possa più attaccare. Per dirla in una parola, sono più intelligente di un krèmone, anche quando si tratta di ammazzare. Ecco cos'era! Il documento era stato scritto da qualcuno in possesso di un'intelligenza superiore a quella di un krèmone! Elfi? No, impossibile, gli elfi non scrivevano nella lingua oscura. Uomini? Ovvio ma, che tipo d'uomo avrebbe scritto un documento nella lingua oscura e lo avrebbe dato al Grande krèmone delle Colline? Certamente qualcuno che aveva interesse a che i krèmoni creassero il panico per poterne approfittare! Dopo lunghe elucubrazioni ed ipotesi scartate arrivai ad una conclusione: sapevo abbastanza dei piani del Grande Sacerdote di Yana per fare questa semplice associazione mentale. Il Capo del mio ordine di assassini era in combutta con i krèmoni e, perché no, con il Male latente che si trovava ad ovest, quello stesso Male a causa del quale io ero diventato quello che ero, un uccisore. Certo, le mie erano soltanto teorie, forse sbagliate, ma non mi lasciarono dormire, quella notte. 0) window.location=this.options[this.selectedIndex].value"> Capitoli Indice del racconto 1. Kaijl ed i krèmoni 2. Il Conte e la strega 3. Il cacciatore di taglie 4. Il viaggio 5. Uno strano personaggio ed un furto 6. L'incontro coi Nani 7. La carovana 8. Kaijl è a Cinyth! 9. Il bosco di Garijash 10. Il cerchio inizia a chiudersi 11. Il Bosco Sacro 12. Lo sciamano, Bashtur ed il Conte 13. Rivelazioni 14. Ovyan 15. Epilogo >> Le opere che sono pubblicate su Fantasy Story appaiono per gentile concessione dei rispettivi autori, ai quali vanno i più sentiti ringraziamenti. La riproduzione dei testi è vietata senza l'autorizzazione dei rispettivi autori.
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CALCIO - Il Messina batte anche il Verona e vola ad un punto dalla zona promozione MESSINA - Un gol, il terzo nelle ultime tre partite, di Arturo Di Napoli, consegna al Messina tre punti e tanti sogni. La formazione di Bortolo Mutti, capace di conquistare 17 punti nelle ultime 7 gare (5 vittorie e 2 pareggi), si trova ormai ad un solo punto dalla zona promozione. Con il Verona, il Messina ha disputato un'ottima gara passando in vantaggio nel primo tempo con Di Napoli e controllando il match senza soffrire troppo la reazione dei veneti. Il Verona ha avuto un'unica chance a metà ripresa, mentre i giallorossi, soprattutto nel finale con Princivalli, che aveva preso il posto di Sullo, hanno sfiorato il raddoppio in più circostanze. Prossimo impegno giovedì sera. Nel turno infrasettimanale, l'ennesimo di questa lunghissima stagione, il Messina scenderà in campo a Venezia.
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Vai alla gallery » Non una ma due nuove GSX-R. L’attesa 600 e la sorpresa 750, cilindrata in cui Suzuki continua a credere. Estetica ripresa dalla mille e tantissimi aggiornamenti per telaio e motori. Due supersportive senza troppi fronzoli che badano solo a vincere in pista. Stefano Cordara Ci si aspettava la nuova 600. È arrivata e con lei anche la nuova settemmezzo, categoria in cui ormai solo Suzuki pare continuare a credere . Sarà perché questa è la sua cilindrata fortunata fin dal 1985 (anno di arrivo della prima GSX-R 750) sarà perché offrire una versione intermedia tra le 600 e le bombe da 1000 cc può anche rappresentare una scelta azzeccata. Non che la nuova settemmezzo vada piano… dati ufficiosi parlano di 150 cavalli all’albero per una moto che, avendo sicuramente meno coppia della 1000, potrebbe anche essere meno spaventosa e più facilmente sfruttabile da chi non è un drago del manubrio. Non una, ma due GSX-R nuove di zecca, quindi, e se volessimo fare un giochetto e affiancarvele una all’altra per capire quale è la 600 e quale la 750? Saremmo cattivelli perché, colorazioni e decals a parte, le due moto sono assolutamente in distinguibili, a meno di non andare a spulciare nelle schede tecniche. Solo li allora vedremmo che la 750 paga alla 600 cinque millimetri di interasse (1.395 invece di 1.390, prima sulla 750 era 1.410) tutto qui. Sono sportive tradizionali, che non cercano la soluzione estetica ad effetto (tipo scarichi sotto sella ecc..) ma che grazie al restyling di tutti i componenti si sono fatte più aggraziate ed aggressive (anche se il codino è sfacciatamente ispirato a quello della Ninja Kawasaki , anzi, sembra proprio lui. Non sarà che l’accordo tra Kawa e Suzuki abbia i primi effetti?) L’estetica è ripresa dalla mille, ma con un faro anteriore ben più appagante per l’occhio grazie alla sovrapposizione della piccola lente poliellissoidale e del abbagliante di tipo tradizionale. Le nuove GSX-R sono l’apoteosi del nero . Telaio, forcellone (con capriata superiore anche sulla 600), cerchi; tutto pitturato di scuro, il che contribuisce ad aumentare la sensazione di magrezza e l’aggressività dell’insieme. I motori sono di nuova generazione, alleggeriti negli organi interni, affinati per diminuirne il peso e le perdite di potenza. Cosi arrivano nuove valvole in titanio che hanno consentito di utilizzare molle meno dure con conseguente minori perdite . Le teste sono state riviste per incrementare il rapporto di compressione (12,3 sulla 750, 12,5 sulla 600) e ci sono nuovi pistoni ridisegnati , dal mantello ridottissimo, per ridurre al massimo le inerzie. Come sulla mille, anche 600 e 750 adesso hanno delle luci di passaggio alla base dei cilindri per ridurre le perdite per pompaggio , mentre l’angolo incluso tra le valvole è stato ridotto per diminuire gli ingombri. La centralina elettronica potenziata (32 bit con memoria da 256 kb) lavora sempre sull’iniezione elettronica con doppia farfalla SDTV, che adesso ha nuovi corpi farfallati più leggeri e nuovi iniettori a microfori. Lo scarico è realizzato in titanio con silenziatore di alluminio. Tantissimi affinamenti, dunque, che Secondo Suzuki hanno portato ad un miglioramento non solo della potenza pura ma della pienezza di erogazione. Dei quasi 150 cavalli della 750 abbiamo già detto, mentre per la 600 il guadagno rispetto alla precedente dovrebbe essere di 1-2 cv per un totale di 121 cv. E la voglia di leggerezza imperversa in ogni particolare. Il nuovo telaio pesa meno del precedente e si è compattato (- 15 mm nel punto di massima larghezza, le pedane si sono avvicinate di 10 mm) così che anche il serbatoio si è rastremato per avere una posizione di guida più raccolta. Suzuki non segue la moda imperante della pressofusione , ma va sul classico con due travoni estrusi e saldati a piastre realizzate per fusione. Una procedura meno economica ma tutt’oggi utilizzata nelle competizoni. La vera novità (soprattutto per la 600) è l’arrivo della forcella a steli rovesciati (da 43 mm) e delle pinze radiali Tokiko con quattro pastiglie a mordere dischi da 300 mm. In pratica si tratta dello stesso avantreno che equipaggia la Kawasaki Ninja 600/636, rispetto alla quella però la GSX-R si dfferenzia per l’utilizzo di una pompa freno radiale . Di serie anche l’ammortizzatore di sterzo. La ricerca maniacale di leggerezza ha interessato ogni particolare dal quadro strumenti (ancora digitale-analogico), al faro posteriore a led (-116 grammi) ai dischi freno (-160 grammi). Il risultato a quanto pare è eccellente perché la GSX-R 750 è annunciata per 163 kg, la 600 per 161 kg . Arriveranno a febbraio ai prezzi delle attuali versioni (prima che fossero in promozione). E quando sarete dal concessionario la scelta sarà davvero difficile. Invia commento Stampa Invia Commenti ottima la vista anteriore e il ... - fabio Uhm sono confermate o meno le ... - Alessia Mi aspettavo di meglio. La fiancata ... - Ale IL NUOVO GSX-R 750, sostituirà ... - IVAN&LINA Uhm..dopo una corona 2003 finita ... - Alessia x Gianluca: ciò che dici x la ... - Alberto La nuova R1 è orrenda, soprattutto ... - Lord Grifone X Alberto. L'R1 fara' anche invecchiare ... - Gianluca posseggo la "vecchia" 600 , per ... - jgor Chi ha dato inizio a questa mania ... - Cristiano Il design dice "poco fumo e tutto ... - Alessandro Oscena!!! 30,000 euro per una ... - emanuele sono più cattive di Kawa e Honda. ... - Paolo Completamente d'accordo con Alberto, ... - Emanuele La nuova R1 fa invecchiare di ...
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La tempistica - le difficoltà di Microsoft, impegnata in processo a Washington - e le forze in campo congiurano al successo. Ma è chiaro che non si tratterà di una corsa in discesa: molti osservatori osservano che i tre partecipanti al menage sono un po' litigiosi, con culture aziendali assai dissimili e ricordano quanto difficili siano sempre risultate, in passato, collaborazioni analoghe. Gli avvocati di Bill Gates cercano di volgere - almeno gudiziariamente - a proprio vantaggio la notizia di questo nuovo, temibile trust: "Ma come? Ci accusano di annichilire la concorrenza e invece, guardate, nascono colossi come questo!". Netscape dal canto suo ribatte a tono: "Siamo stati costretti a farci comprare da Aol perché, per colpa dello strangolamente Microsoft, non avevamo alternative di sopravvivenza". Nel numero di Wired che sta per arrivare anche nelle edicole italiane, intanto, si intonano canti funebri, elencando - con abbondante precocità - le "83 ragioni per cui il regno di Bill Gates è finito". E i profeti di San Francisco non sapevano ancora, al momento della chiusura della loro rivista, della notizia del 24 novembre...
CURRENT URL http://www.cgilscuola.it/rubriche/Dirigenti%20scolastici/presidi_incaricati_per_il_concor.htm
Il Coordinamento Nazionale dei Presidi Incaricati della CGIL Scuola che stanno sostenendo il concorso riservato per Dirigente Scolastico, in un incontro tenutosi a Roma il 3 settembre 2003, ha sottolineato, in relazione alle problematiche generali connesse alla gestione delle scuole in questo inizio di anno scolastico, la gravità della situazione che le scelte governative stanno determinando per la scuola pubblica: precarizzazione del rapporto di lavoro docente e ata, definanziamento dell'attività scolastica, depauperamento di risorse, mancata indizione dei concorsi, ritardi nell'accreditamento dei fondi dovuti ( a fronte dell'aumento di risorse per chi sceglie la scuola privata), mancanza di supporto alle scuole dell'autonomia. Tutto ciò rende sempre più difficile lo sforzo che è proprio di quanti profondono le loro energie per assicurare e accrescere la qualità dell'offerta formativa nella scuola statale. In relazione alle specifiche problematiche del settore il Coordinamento ha enucleato, al fine di sviluppare appropriate iniziative, da condurre unitariamente con tutte le Organizzazioni Sindacali della scuola, i seguenti punti: - intensificare le iniziative a sostegno della richiesta del bando di concorso ordinario per coprire tutte i posti di Dirigente Scolastico vacanti determinati secondo i meccanismi di Legge: in questo senso vanno sia la proclamazione dello stato di agitazione di CGIL CISL UIL Scuola e Snals (la conciliazione è prevista per il 5 settembre), sia l'iniziativa giudiziaria della CGIL Scuola che ha presentato ricorso al Tar del Lazio affinché il Miur e la Presidenza del Consiglio dei Ministri siano costretti ad emanare il bando; - richiedere al MIUR e a tutte le Direzioni Regionali Scolastiche di accelerare le procedure concorsuali del concorso riservato dei triennalisti in corso di svolgimento, al fine di permetterne una chiusura compatibile con l'affidamento dell'incarico dirigenziale per l'espletamento dell'anno di prova nella stessa sede di servizio e nello stesso a.s. 2003-2004. Ovviamente, espletato l'anno di prova, il neodirigente avrà l'incarico effettivo sulle sedi che saranno disponibili; - rivendicare il completo riconoscimento del lavoro dirigenziale per tutti i Presidi Incaricati (triennalisti e non) non solo nel trattamento tabellare ma anche nel trattamento accessorio, nel senso che, in coerenza col principio che “a uguale lavoro corrisponde un uguale salario”, ai Presidi Incaricati (triennalisti e non) vanno riconosciute integralmente sia la retribuzione di posizione sia la retribuzione di risultato, percepita dai Dirigenti Scolastici, per svolgimento delle funzioni superiori; - prevedere che anche i Presidi Incaricati, coerentemente col punto precedente, partecipino al processo di valutazione dei Dirigenti Scolastici che l'Amministrazione avvierà a partire da quest'anno scolastico 2003-2004; ciò anche in considerazione del fatto che le finalità di promozione e sviluppo della professionalità, che in linea di principio sono alla base del processo di valutazione, sono tese a migliorare l'intero servizio scolastico, e tenuto che la partecipazione alla valutazione di un numero diventato ormai molto alto di Presidi Incaricati non può non avere tali ricadute positive sul servizio scolastico stesso.
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In un futuro claustrofobico e controllato, nel quale è vietato viaggiare se non si è in possesso di “papelles”, speciali documenti, e le città circondate dal deserto sono controllate da checkpoint, al di fuori dei quali si affollano masse di ... Cose di questo mondo di Michael Winterbottom con: Enayatullah e Jamal Torabi Jamal e Enayatullah sono due cugini, che in cerca di fortuna grazie ad alcuni risparmi del padre di Enayatullah si mettono in viaggio con lo scopo di cercare fortuna in Europa. Via terra il percorso parte dal Pakistan all'Iran, attraverso le ... The Claim - Le Bianche Tracce della Vita di Michael Winterbottom con: Peter Mullan e Sarah Polley Daniel Dillon vende sua moglie Elena e sua figlia Hope per unirsi alla caccia all'oro. Dopo vent'anni Elena e Hope arrivano nella cittadina che Dillon ha costruito in loro assenza. Elena è malata e, prima di morire, vuole assicurare a sua figlia ... With or Without you di Michael Winterbottom con: Christopher Eccleston e Dervla Kirwan Rosie e Vincent vogliono avere un bambino, ma dopo anni di diete e sesso mirato, nulla accade. E lo stress si fa sentire. Proprio in quel periodo arriva Benoit, un carissimo amico di adolescenza di Rosie. La gelosia confonde Vincent e il matrimonio
CURRENT URL http://blogs.it/0100694/2004/10/15.html
Ma quale confronto! Mentre c'è gente, tipo noi, che si affanna a parlare dei dibattiti presidenziali e a vedere chi ha vinto secondo i sondaggi (sport particolarmente gradito a chi non tifa Bush) qualcuno spiega che quelli che noi chiamiamo dibattiti in realtà sono conferenze stampa ben inscenate. Quindi ecco 10 cose che gli spin non vogliono far sapere alla gente comune . NPR 10:25:09 AM commenti [ ] Non si dicono le parolacce Da quando ci sono i filtri anti spam, e quindi da quando c'è lo spam, il nostro modo di scrivere su mail e siti web è divenuto più corretto : una tale rivoluzione non aveva avuto successo nemmeno in epoca Vittoriana.
CURRENT URL http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=2760&Ricerca=cita
BANCHE: INCONTRO FAZIO FIORANI, ADUSBEF ATTENDE ANCORA RISPOSTE DAL GOVERNATORE BANCHE: INCONTRO FAZIO FIORANI, ADUSBEF ATTENDE ANCORA RISPOSTE DAL GOVERNATORE IN MERITO ALLO SCIPPO CON DESTREZZA PARI A 100 EURO PER CORRENTISTAPERPETRATO DALLA BPL PER SERVIZI FANTASMA MAI RICHIESTI E MAI EROGATI. Invece di chiedere all'amico Fiorani interventi protezionistici sulle banche italiane con l'unica finalità di salvaguardare funzioni e prerogative oscurantiste, la Banca d'Italia – unica in Europa – contraria alle leggi di mercato, alla concorrenza, ed al benessere di utenti e consumatori, il governatore Fazio ha l'obbligo di chiedere conto dell'addebito di 100 euro, un vero e proprio scippo con destrezza, perpetrato dalla Banca Popolare di Lodi alla generalità dei clienti per servizi fantasma, mai richiesti né erogati. Adusbef, che dopo le denunce a 10 Procure della Repubblica e le apposite diffide (art. 3 legge 81/98) al signor Fiorani ed al Governatore Fazio, ha cita to entrambi in tribunale ed è in attesa che l'udienza venga fissata. Tali comportamenti illegittimi degli istituti di credito di modificare i contratti e taglieggiare la clientela, tollerati da Bankitalia e giustificati dall'Abi, che promuove “PattiChiari” solo per fini di facciata, oltre a minare la fiducia dei clienti, rende necessario l'ingresso di banche straniere nel capitale delle banche italiane, per far attivare la concorrenza in un sistema bancario vessatorio, con costi insopportabili per privati ed imprese. Il Presidente Elio Lannutti Roma, 31-3-2005
CURRENT URL http://www.arpnet.it/arslab/boulevard/symposium/anda/italiano/lavori.htm
U na delle definizioni che danno del loro lavoro è " ricerca sensoriale dove si intrecciano immagini e suoni ". Davide Bramante e Antonio Rollo, in arte ANDA , si riferiscono così a quella combinazione di sensibilità umana e di percezione sensoriale che, in questi anni, sta ispirando una parte molto vitale della sperimentazione artisitica. Video, computer, musica. La generazione di Davide e Antonio ha metabolizzato quella che, in senso ampio, è la multimedialità. Il computer, più che altro è il veicolo che aiuta a passare i confini fra linguaggio e linguaggio, fra supporto e supporto. Il computer, per ANDA, è "il mezzo che assomiglia tanto al futuro", nonchè quello che risolve il problema ritenuto primario: la questione della multimedialità. Il gruppo non manca di atteggiamenti radicali... Per Davide e Antonio non sembrano contare più di tanto le immagini analogiche, quelle traccie di realtà che, qualsiasi sia il supporto usato, provengono da quella quotidianità che chiamiamo il reale. Anzi, lungi da essere una possibile metafora del reale, per Davide e Antonio le immagini di sintesi sono la realtà. Impossibile, dunque, non pensare alla illustre tesi, affascinanate e controversa, della partecipazione determinante della cultura alla costruzione della natura. Qual è il posto della tecnologia (la tecnologia dell'era dell'informazione, naturalmente) in questa costruzione e qual è il posto degli esseri umani? Q uesta produzione digitale, oltre a perseguire un generico allargamento dell'orizzonte creativo, ha - mi sembra - il merito di costruire, in via sperimentale una realtà tanto possibile quanto riconoscibile. Mi trovo in sintonia con Davide e Antonio sull'importanza della questione, così impellente dell'adattamento della specie umana ad un ambiente modificato, in modo irreversibile, dall'evoluzione delle tecnoscienze. I confini tra artificio e natura non sono mai stati così fluidi e il vecchio problema filosofico dei rapporti tra linguaggi e relatà, oggi, assume un valore sorprendente. La realtà (qual è?) e il tempo. All'accumulo del tempo, Davide e Antonio, mi pare reagiscano rispondendo: " Noi sintetizziamo... ". Per ogni video che nasce intervengono ANDA e il comuter, i fatti del mondo, "una ricerca sensoriale dove di intrecciano immagini e suoni", le emozioni. La "vera" realtà, il sogno, le prese di coscienza della diversità, della follia, della regressione..., è come se avessero bisogno anche della presenza concreta di creature sintetiche. Il nostro habitat, del resto, è quello: come separare nel nostro quotidiano, nelle nostre città, nelle nostre culture, lo spazio definito fisico, dallo spazio dei numeri e delle comunicazioni? I nuovi media, inutile ignorarlo, sono fortemente associati alla strutturazione del nostro mondo. Accanto ad un'indubbia estensione della creatività artistica, essi consentono una riflessione profonda, una possibilità di denuncia, una visualizzazione inedita - fra l'altro - della funzione umana. Sarà un campo sintetico dell'imminente terreno residuo delle noste metamorfosi? Franco Torriani 1995 AnnunciazionE L a vita dell'uomo è legata al mistero della morte ed ogni rtiferimento a qualsiasi tipo di agglomerato umano, sia reale o virtuale, non può prescindere da tale intendimento. I problemi che si aprono sono molti e spesso controversi; è di attualità il problema della cremazione affrontato non come il desiderio del singolo ma piuttosto come la necessità intrinseca di non togliere più spazio, per costruire cimiteri, alle aree vivibili. Ci sono, poi, tutti i morti che un qualsiasi motivo non ricevono sepoltura o altro tipo di rito funebre. I l lavoro iniziato con AnnunciazionE contro ogni forma di integralismo e ignoranza religiosa prosegue con vigore nel progetto All'Ombra della Rete in cui si tocca un punto scottante di ogni religione: la morte. L a collaborazione con Aldo Tatoli inizia già nel 1993 con la realizzazione del video "TIME". Informatico, ha sviluppato il suo interesse verso la rete, le comunicazioni e le basi di dati, sembrando distaccarsi da quelli che sono gli interessi artistici degli ANDA. Comunque la sua razionalità è stata - ed è - un punto di riferimento per il nostro sviluppo artistico; infatti, lui, ha sempre mantenuto i contatti contribuendo, se pur marginalmente, ai nostri lavori. In questo progetto, la sua esperienza si è dimostrata indispensabile e nello spirito degli ANDA la compartecipazione è risultata automatica. Dunque la scelta iniziale di dedicarsi alla rete è, oggi per Aldo, un punto di partenza per l'esplorazione condivisa e sotto una luce diversa del complesso W orld of
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Re: ALANIS A MILANOOOOO: 28/04 « Rispondi #105 il: Mercoledì 02 Febbraio 2005, 21:52 » Citato da: dary su Mercoledì 02 Febbraio 2005, 17:44 Citato da: Utopirla su Mercoledì 02 Febbraio 2005, 16:03 Citato da: thelma*fan dell'Unpro & divano della Flo* su Mercoledì 02 Febbraio 2005, 15:38 ..bè anch'io a dirti la verità...ma ormai che l'albergo è prenotato non rimango a Palermo!! lontano o vicino al forum? sei cn le altre tipo flo unpro e gorgeous? bom sciallo,finito il concerto mega festa nella camera delle sicigghianeeeee!!! lontanissimo direi ...ti basta come risposta?! Loggato "...se rincontrarti è difficile non mi stanco e questo è il momento che aspettavo da tanto tempo..cercherò il modo migliore per dirti che sei diventata un'idea ricorrente nella mia mente.sarebbe incredibile fare parte del tuo mondo x condividere con te ogni giorno.a volte mi è successo di essere sincera e dovermi pentire perchè dare tutta me stessa e sembrare pazza mi fa soffrire ma ora non voglio preoccuparmi,preferisco farmi trasportare dalle emozioni profonde..mi sembra così naturale ritrovarci a parlare ed è incredibile fare parte del tuo mondo per condividerlo con te ogni giorno"..ti amo! principeSsina.. gaiacanada*sexy together...* banjo addicted!!! So-called Fan Culo Offline Sesso: Posts: 558 ..I swear you're the fiercest calm I've been in.. Re: ALANIS A MILANOOOOO: 28/04 « Rispondi #106 il: Giovedì 03 Febbraio 2005, 14:41 » Citato da: Utopirla su Mercoledì 02 Febbraio 2005, 18:58 Citato da: gaiacanada su Mercoledì 02 Febbraio 2005, 18:13 Io in realtà non volevo rimanere là la notte, e volevo prendere un treno per tornare a firenze dopo il concerto, ma da quello che ho visto sul sito di trenitalia non c'è treno prima delle 5 di mattina. E che faccio fino alle 5??!!?? Help! qlcno ti ospiterà...se no non c'è nessuno che viene su cn te in macchina? ma di dove sei? Sono di firenze ma non so se venire in macchina o in treno e rimanere a milano a un ostello o roba del genere. sul sito del comune di milano c'è solo un ostello e è anche piuttosto expensive... *povertà rulez*. Qualcuno conosce qualche altro ostello a milano??!!?? Loggato hey i'm not mad at you guardian i'm mad at myself for spending so much time with you and your jeckyl and hydeness... laura*sick* ..io soffro lo stress, sono stanco e fuori forma... Feast On Fan Culo Online Sesso: Posts: 436 It's not all me, It's not all my fault... Re: ALANIS A MILANOOOOO: 28/04 « Rispondi #107 il: Sabato 19 Febbraio 2005, 18:12 » Citato da: gaiacanada su Giovedì 03 Febbraio 2005, 14:41 qlcno ti ospiterà...se no non c'è nessuno che viene su cn te in macchina? ma di dove sei? Sono di firenze ma non so se venire in macchina o in treno e rimanere a milano a un ostello o roba del genere. sul sito del comune di milano c'è solo un ostello e è anche piuttosto expensive... *povertà rulez*. Qualcuno conosce qualche altro ostello a milano??!!?? a milano di ostelli ce ne saranno di sicuro, ma secondo me devi trovartene uno vicino al forum e credo sia proprio questo il problema. non ha senso risparmiare sull'hotel e poi spendere una cifra in mezzi! (di trasporto ) Mi spiace, io ho controllato anche sul sito di Assago, ma non c'è nulla.
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Conto Arancio è di nuovo 4x4! Aprilo entro il 31 agosto e ottieni il 4% di interesse per 4 mesi: è facilissimo da aprire, zero spese, zero importo minimo, zero imposta di bollo, e i tuoi soldi sempre disponibili! Al negozio > ING Direct -- Il miglior prezzo su fotocamere, videocamere, lettori dvd/divx, TV LCD, e tutta l'elettronica di consumo. Chiama lo 899 264 501 (0.34€/min) per informazioni e preventivi. Consegna in 24/48 ore. Al negozio > Pixmania.com Opinioni su 0-12 Benetton Opinioni Valutazione del Prodotto Data > Mostra tutte le 34 Opinioni QUESTA VOLTA IL BUONO NON LO ACCETTO ..... Valutazione del Prodotto 0-12 Benetton scritta da San70 Vantaggi: INDUMENTI CARINI Svantaggi: A CAUSA DELL'ANTI TACCHEGGIO ALCUNI SONO FALLATI Parliamo un pochino della catena Bennetton in particolare il negozio 0/12, vi racconto cosa mi è successo. 3 gg. fà, mi sono recata per gli acquisti primaverili di mia figlia, (premetto che ormai, dati i costi, degli indumenti solitamente li compro in un... Leggi l'Opinione Valutazione: 24.03.2005 BENETTON Valutazione del Prodotto 0-12 Benetton scritta da 62038 Vantaggi: BUON PRODOTTO E TANTA SCELTA Svantaggi: TROPPO COSTOSO Nella mia città c'è un mega negozio Benetton, diviso su due piani, con tanto di scala mobile e ascensore panoramico. Un intero piano è dedicato ai bambini. Ci sono spazi ben calibrati, non è un problema muoversi con carrozzine e passeggini, inoltre c'è... Leggi l'Opinione Valutazione: 26.11.2004 Benetton VERGOGNA! Valutazione del Prodotto 0-12 Benetton scritta da 14sara14 Vantaggi: nessuno Svantaggi: la verità dietro la facciata demotrica Benetton dietro una facciata multicolor e democratica nasconde una realtà sconcertante. Nel 1998 il Corriere della Sera pubblica un'articolo di approfondimento in cui si rivela che Benetton utilizza il lavoro minorile per la produzione dei suoi abiti... Leggi l'Opinione Valutazione: 30.01.2005 UN MONDO DI COLORI Valutazione del Prodotto 0-12 Benetton scritta da MANDORLA Vantaggi: TANTI VANTAGGI IN TUTTI I COLORI E LE TAGLIE Svantaggi: TROPPI NEGOZI SUL MERCATO Il primo negozio 012 Benetton l'anno aperto nella mia citta' quando io avevo appena 11 anni, e ricordo che mia madre era rimasta incantata dalle innovative vetrine super colorate che davano una nuova immagine all'abbigliamento per bambini e adolescenti. ... Leggi l'Opinione Valutazione: 01.11.2004 Il problema sono le TAGLIE Valutazione del Prodotto 0-12 Benetton scritta da oggy Vantaggi: ottima qualità Svantaggi: taglie espresse in inchs Niente da eccepire a qualità, prezzo, praticità e convenienza rispetto alle altre case di abbigliamento ma il problema sono le taglie... espresse in inchs (pollici) e cm ma non in mesi. Naturalmente mi riferisco all'abbigliamento per bambini molto piccoli...
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In parte e' vero. In parte no. Soprattutto nel lavoro del programmatore. L'universita' deve solo impararti il modo di risolvere i problemi. Non puoi pretendere che ti venga insegnato tutto. Sono d'accordo con te che in molti casi, moltissimi, ci sono professori che non sono all'altezza neanche di spiegare in mezzo ad un ovile e che sono strapagati, mi trovi d'accordissimo su questo. Il fatto e' che l'universita' ti da' astrazione. E basta. La pratica poi "dovresti" fartela sul lavoro. Ma nessuno ti paga per farti fare esperienza con i loro soldi. Visto che oramai lo standard dei contratti nel settore informatico sono i famosi co.pro, non investiranno una lira su di te. E' quello il grosso problema. I messaggi nel thread: vedi sequenza A dire la verità... di xWolverinex (voto: 2,00) del 21/07/05 13:34 Re: A dire la verità... del 21/07/05 15:00 Re: A dire la verità... di xWolverinex del 21/07/05 15:14 Re: A dire la verità... del 21/07/05 15:01 Re: A dire la verità... di xWolverinex del 21/07/05 15:20 Re: A dire la verità... del 21/07/05 15:28 Re: A dire la verità... di xWolverinex del 21/07/05 15:35 Thread prec.: E' sempre stato cosi' (voto: 2,25) del 21/07/05 9:24 (18 risp. vedi sequenza ) Thread succ.: Venga quì il sig. Gates... di TADsince1995 (voto: 1,89) del 21/07/05 9:48 (20 risp. vedi sequenza ) AVVERTENZA : Punto Informatico non assume alcuna responsabilità sui testi contenuti nei forum (Opinioni e Commenti), perché redatti direttamente dai lettori che se ne assumono la responsabilità e in approvazione delle condizioni di servizio. I commenti dei lettori non sono soggetti a moderazione; tuttavia Punto Informatico si riserva il diritto di intervenire su quelli che, a seguito di controlli saltuari e "a campione", venissero giudicati inopportuni per forma e/o contenuti al presente forum.
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Pagina di personalizzazione Sebbene il sito del Comune di Vicenza sia pensato per essere comunque accessibile al maggior numero possibile di browser, grazie a questa pagina è possibile applicare delle ottimizzazioni pensate per alcune categorie di utenti, e fornire quindi strumenti che consentano loro di variare la presentazione grafica del sito in relazione alle proprie esigenze, siano esse dovute all'utilizzo di uno strumento diverso dal computer (es. PDA) sia a disturbi della vista. Evitare inoltre che l'utilizzo di altri sistemi di personalizzazione forniti dal browser, quali la modifica del tipo e della dimensione dei caratteri, provochino problemi di leggibilità. A causa della struttura del web, per il funzionamento di questa pagina è necessario avere i cookie abilitati. Esistono tre profili oltre a quello Standard: Browser aurale o lettore di schermo: questo profilo è pensato per i non vedenti che utilizzano programmi per la navigazione e la lettura dello schermo mediante sintesi vocale e display braille. Palmare o dispositivo con schermo molto piccolo: questo profilo si rivolge a coloro che navigano tramite un computer palmare o un cellulare. Disturbi della visione (giallo su blu): questo profilo viene incontro alle esigenze delle persone affette da alcune tipologie di ipovisione, che non riescono a leggere il testo nero su sfondo chiaro. Nuovo profilo (attuale: Standard) Standard Browser aurale o lettore di schermo Palmare o dispositivo con schermo molto piccolo Disturbi della visione (giallo su blu)
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Non conta quanto dicono di sé e nemmeno quanto affermano di loro gli altri. Per conoscerli occorre guardare i loro atti, le loro azioni, i prodotti, le oggettivazioni della «intimità inconscia». Voglio partire da un esempio personale. Mi trovavo in crociera, durante la cena mi si era conficcata in gola una spina di pesce. Mia moglie ed io siamo corsi alla ricerca di aiuto, abbiamo trovato una squallida infermeria con un medico incapace. Non sapevamo come fare finché non ha risolto il problema, con un suo particolarissimo metodo, un cameriere cinese. Mia moglie ha telefonato agli amici per rassicurarli, dire loro che tutto era andato bene. Ma uno stava dormendo e l'altra era andata a ballare. Questi «fatti» mostravano che non gliene importava nulla di me. Partendo da quell'esempio ho imparato quali sono i soli amici su cui potrò contare in caso di pericolo: quelli che corrono o telefonano immediatamente sapendo che sto male. Nel passato le femmine erano considerate meno importanti dei maschi. E forse accade ancora oggi in molte famiglie. Però, per capire se i genitori preferiscono il maschio o la femmina è inutile domandare chi amano di più. «Entrambi - vi rispondono - e nella stessa misura». Invece guardate i fatti. Quella nonna accudisce sempre i bambini dei figli maschi e mai quello della femmina. E quei genitori hanno fatto studiare in Inghilterra, il maschio, non la femmina. Infine il noto imprenditore ha provato e riprovato a lungo con il maschio prima di decidersi a dare il comando a sua figlia enormemente più dotata del fratello. Se volete capire cosa provano nei vostri riguardi certe persone che considerate amiche, che vi abbracciano e vi baciano quando vi vedono, ponetevi domande elementari di questo genere: perché non mi ha mai fatto un elogio in pubblico quando ne fa continuamente agli altri? Perché, nonostante abbia cariche politiche o diriga grandi imprese non mi ha mai proposto di fare qualcosa per lui? L'ho invitato molte volte ed è venuto, ma lui ha mai invitato me? Forse scoprireste che non è un vostro amico. Vi sono poi le oggettivazioni fisiche. Uno scrittore, se è veramente tale, il meglio di sé lo mette nelle sue opere. E' inutile parlargli, chiedergli cosa pensa di questo o di quello. Potrà essere brillante o banale, ma ciò che aveva da dire l'ha messo nei suoi romanzi o nei suoi saggi. Un architetto, invece, esprime se stesso, la sua «intimità inconscia» negli edifici che costruisce. Serve poco sentire le sue dichiarazioni, le sue teorie o quello che di lui dicono i critici, gli ammiratori o i detrattori. Andate a visitare gli edifici, entratevi, immaginate di dovervi abitare, lavorare, e capirete. C'è una università in cui, entrando, provo un senso di angoscia: ha qualcosa di cattivo nei suoi tetri corridoi, nelle sue gelide pareti, mi sembra una prigione. Perché era così l'animo di chi l'ha progettata. Se volete conoscere qualcuno, osservate la sua casa, il suo ufficio, la sua scrivania, il volto e la gestualità della sua segretaria, il modo in cui riceve voi e gli altri, come si comporta in pubblico e in privato. Poi studiate che cosa ha lasciato dietro di sé, poi che cosa avrebbe potuto fare e non ha fatto.
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L'altalena dei canoni demaniali Che sia giunta al termine la soap opera del rivio sull'applicazione degli aumenti sui canoni demaniali? Speriamo di sì. Il Senato ha infatti prorogato al 30 ottobre la rivisitazione di queste tariffe che portrebbero aumentare del 300% i canoni che pagano gli stabilimenti balneari per avere porzioni di spiaggia in concessione... "Dopo l'incredibile balletto della maggioranza e del Governo, il fatto che l'aula del Senato abbia approvato la proroga al 30 ottobre della rivisitazione dei canoni demaniali marittimi è un primo, positivo, risultato raggiunto grazie all'impegno di tutte le Regioni, con un contributo importante da parte della Toscana". Così l'assessore regionale al bilancio, alla programmazione e alle politiche del mare, Marco Montemagni, ha espresso la propria soddisfazione per la decisione presa da Palazzo Madama. "La proroga - spiega Montemagni - è quanto abbiamo chiesto fin dall'inizio sia in sede di Conferenza Stato - Regione, sia di Conferenza Unificata. Mi auguro che, quando la Camera avrà approvato il provvedimento in via definitiva, il confronto possa avviarsi attraverso il tavolo istituzionale Governo-Regioni, secondo quanto stiamo proponendo da mesi". L'aumento, improvviso, rilevante (+300%) e non progressivo dei canoni demaniali marittimi, previsto dal Governo nella Finanziaria 2004, avrebbe inciso pesantemente sui piani di impresa compromettendone gli esiti e finendo per pesare sui bilanci delle famiglie, già fortemente attaccati dall'aumento del costo della vita e, di conseguenza, su tutto il settore turistico balneare. "Come Regioni - prosegue l'assessore Montemagni - ribadiamo i problemi irrisolti a livello di rapporti istituzionali, in particolare in relazione all'esiguità dei fondi trasferiti alle Regioni per le funzioni ad esse conferite in materia di demanio marittimo. In tal senso riproponiamo con forza la questione della ripartizione dei proventi del canone di concessione, oggi di esclusiva spettanza dello Stato. Di grande importanza è il mantenimento dei beni demaniali con opere di difesa delle coste, di ripascimento e di manutenzione. Per queste opere la Regione Toscana ha stanziato oltre 100 milioni di euro di fondi propri nel triennio 2003-2005". Dato il ruolo svolto dalle Regioni in questo settore, la rivalutazione dei canoni demaniali deve essere il frutto di un tavolo di lavoro in cui il loro apporto sia fondamentale. "Un tavolo - spiega l'assessore - che affronti il tema dei canoni sia con riferimento alle attività turistico-ricreative, sia agli altri utilizzi delle aree demaniali. Sarà necessaria un'operazione di perequazione fondata su dati di consistenza e di gettito certi, che affronti sistematicamente l'evasione presente in diverse aree del Paese". "Lo slittamento della rivalutazione dei canoni - conclude Montemagni - e una manovra rivista come chiesto al Governo dalle Regioni e dalle Associazioni dei balneari non è soltanto cosa ragionevole, ma è anche utile ad una definizione equa dei problemi aperti".
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', CAPTION, 'Fotografia GAEM', VAUTO, RIGHT);" onMouseOut="return nd();"> Mostra la fotografia passando il puntatore del mouse sopra l'icona Premendo sul nome della famiglia , si esegue una ricerca di quella famiglia Premendo sul nome della specie , si esegue una ricerca di quella specie Premendo sul nome del negozio , si esegue una ricerca in base al negozio Premendo dettagli , si consultano i dettagli di quell'inserzione Premendo oppure a]" width="20" height="18"> si ordina per valori crescenti o decrescenti secondo la colonna [ Pagina Ricerca ] [ Sezioni Sito ] [ Homepage ] [ Contatti ] Avete qualche idea su come migliorare questo servizio? Scrivete al Gaem , i vostri consigli saranno preziosi. Se qualcosa non funziona, fatevi avanti, il servizio è in fase di sviluppo. Il CercaPesci è un'idea del GAEM - ogni uso improprio o non autorizzato verrà perseguito a norma di Legge
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Elba Oggi Settimanale di attualità e cultura dell'Isola d'Elba Direzione, Redazione e Amministrazione: info@elbaoggi.it Registrazione Tribunale di Livorno n° 682 del 26 Febbraio 2001 Direttore Responsabile: Francesco Oriolo > notizia del 15/08/2002 - news n. 978 Meno cemento nel comune di Marciana L'annullamento del Piano Strutturale approvato un anno fa dal Comune di Marciana e l'adozione di un nuovo Piano che prevede un taglio sostanziale alla cementificazione prevista, sono una buona notizia per chi, come Legambiente, si è fortemente opposto a quelle previsioni (oltre 600 nuove abitazioni da 120 mq. in un Comune con 2.000 abitanti, porti canale, strade nel Parco...) e per il Movimento SOS Elba che chiede una radicale revisione dei Piani Strutturali elbani. Il Comune di Marciana, attraverso un accordo di Pianificazione Urbanistica con Provincia e Regione, è ritornato alle previsioni della precedente Giunta Comunale di Marciana contenute nella deliberazione n.488 26/11/96, "Determinazione obiettivi per la formazione del Piano Strutturale", ed assicura di aver accolto nel nuovo Piano Strutturale le osservazioni di Legambiente e gran parte di quelle della Minoranza Consiliare. Vedremo nel concreto cosa significano le circa 70 nuove case ed i recuperi ed ampliamenti previsti dal nuovo Piano e se vengono confermate opere di grande impatto ambientale (porti, strade, ecc.) che erano contenute nel Piano ritirato, la prima occasione sarà l'incontro che abbiamo chiesto al Sindaco Logi e che si terrà dopo il 15 agosto. Naturalmente, ora il Piano Strutturale dovrà essere sottoposto alle nuove osservazioni di cittadini, forze politiche ed Associazioni. Questa vicenda dimostra che, anche in seguito ad uno scontro aspro come è stato quello sul Piano Strutturale di Marciana, i comuni possono tornare indietro da decisioni insostenibili per l'ambiente, il paesaggio e l'economia dell'Elba, ed anche che la Regione e la Provincia possono giocare un ruolo di indirizzo e controllo dei Piani Strutturali molto più forte ed attivo di quanto fatto finora per i Comuni elbani. Il ritiro del Piano Strutturale approvato nel 2001 e l'adozione di un nuovo strumento urbanistico che, secondo le cifre fornite nel Consiglio Comunale del 9 agosto, riduce drasticamente le nuove edificazioni sono un importante precedente per sviluppare con serenità quella revisione dei Piani Strutturali ed il coordinamento a livello elbano della politica urbanistica che un sempre più ampio numero di cittadini, imprenditori, personalità del mondo scientifico e della cultura chiedono attraverso l'adesione all'appello di SOS Elba.
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Vorrei conoscere il parere dei colleghi e magari anche quello autorevole del dott. Samuele Valerio: In una 1° classe di Kennedy superiore, dove residuano gli elementi 1.3-1.2-1.1-2.1-2.2-2.3 è lecito fare delle preparazioni parziali, limitandosi per necessità ai canini e ai laterali, e sostenere degli attacchi in protesi combinata? Dovendo necessariamente estendere la preparazione nella dentina e avere lo spazio sufficiente per un controfresaggio, é opportuno fare delle preparazioni a pinledge con una cementazione adesiva , oppure fare delle preparazioni esclusivamente adesive abbinate a delle coulisse sottilissime? Nel caso sia possibile fare delle preparazioni parziali, quali elementi devo tenere presente per migliorare la prognosi? Grazie per i suggerimenti.
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Europa: fatti e cifre Servizio speciale realizzato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri BULGARIA: MANCA NUMERO LEGALE PER FIDUCIA GOVERNO STANISHEV (AGI/AFP) - Sofia, 26 lug. - Si acuisce la crisi politica in Bulgaria. L'opposizione ha lasciato l'aula del Parlamento di Sofia e fatto mancare il numero legale al momento del voto di fiducia al governo di minoranza del premier designato, il socialista Serghey Stanishev. La seduta e' stata aggiornata a domani per un nuovo tentativo di votare la fiducia all'esecutivo di coalizione tra socialisti, usciti vincitori dalla elezioni di fine giugno, e il Movimento per i Diritti e le Liberta', partito di riferimento della minoranza turca musulmana. I parlamentari presenti in aula, tra socialisti e alleati del Movimento, 116 in tutto, non sono bastati a raggiungere il quorum di 121. "Quello dell'opposizione e' stato un comportamento irresponsabile", ha detto a conclusione della seduta il premier designato. Stanishev aveva esortato l'intero Parlamento, in cui sono rappresentati sette partiti, a sostenere il suo governo, paventando il rischio di compromettere gli sforzi del Paese per entrare nell'Unione europea a gennaio del 2007. Stanishev, che ha presentato un esecutivo con 13 ministri socialisti e 5 del partito della minoranza turca, contava sullo scrutinio segreto per i cinque voti mancanti. Ma l'uscita dall'aula dell'opposizione gli ha chiuso ogni margine. "Voglio sperare che questo non sia l'inizio di una crisi parlamentare, e che domani prevalga il buon senso", ha detto il premier uscente, l'ex re Simeone di Sassonia Coburgo, conservatore, che non e' voluto entrare in un governo a guida socialista. (AGI) Fed- 261523 LUG 05 - 261525 LUG 05
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Ci sono tanti fronti che dobbiamo difendere.Qualcuno si occupa attualmente della Giustizia. Resistere, resistere, resistere. Ma quello della difesa del nostro sistema costituzionale liberalsocialista con relativo welfare mi pare anch'esso molto importante. Io ho deciso di fare resistenza su questo fronte contro la deriva liberista. Per motivare quanto affermo che la deriva neoliberista è cosa nefasta ho recuperato una autorevole testimonianza assai significativa: “Ripeto, voi avete un diritto nei miei confronti:negarmi la fiducia: dirmi con fraterna chiarezza – Signor La Pira lei è troppo fantastico e non fa per noi! Ed io vi ringrazierò: perché se c’è una cosa cui aspiro dal fondo dell’anima è il mio ritorno al silenzio ed alla pace della cella di San Marco, mia sola ricchezza e mia sola speranza! Ed è forse bene, amici, che voi vi decidiate così! Io non sono fatto per la vita politica nel senso comune di questa parola: non amo le furbizie dei politici ed i loro calcoli elettorali; amo la verità che è come la luce, la giustizia, che è un aspetto essenziale dell’amore; mi piace di dire a tutti le cose come stanno: bene al bene e male al male. Un uomo così fatto non deve stare più oltre nella vita politica, che esige – o almeno si crede che esiga – altre dimensioni tattiche e furbe! (….) Permettete signori Consiglieri liberali, che io vi dica – quanta distanza da quel liberalismo luminoso che ha fatto, in Inghilterra, da luce e guida allo stesso movimento laburista e che viene sigillato con due qualifiche piene di valore sociale ed umano: il liberalismo del pieno impiego e della totale assistenza sociale (piano Beveridge *liberale!).” Giorgio La Pira – La politica come arte della pace di Angelo Scivoletto – Edizioni Studium – roma 2003) *William Henry Beveridge (Rangpur, Bengala, 1879 – Oxford 1963) economista, collaborò con Sidney e Beatrice Webb alla redazione nel 1909 di un celebre rapporto che presentò per la prima volta un progetto organico di sicurezza sociale. (…) Il suo nome è noto soprattutto per il Rapporto Beveridge (Social insurence and al lied services) del 1942: proposta di una rete di sicurezza sociale che prefigura il welfar state. (e per saperne di più vedi Paolo Sylos Labini e Alessandro Roncaglia – Per la Ripresa del riformismo- Ed L’Unità 2002)
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Il Giardino Botanico Gavinell a Salsomaggiore (Pr) dedica alle scolaresche e alle famiglie delle attività didattico-ludiche-espressive accompagnate dalla pratica, per far conoscere, rispettare, assaporare e amare la Natura. Il patrimonio della Natura ha un valore immenso che va trasmesso alle giovani generazioni, perché imparino a rispettare ed amare questa preziosissima fonte di cultura. I suoi segreti svelati ci aiutano da secoli a innalzare la qualità della vita, scoprendo gli impagabili bene fici di mangiar sano, di guarirsi grazie alle proprietà curative di erbe e piante, creando “piccoli capolavori” fatti con i “frutti” di “Madre Terra”. Il Giardino Botanico Gavinell sulle dolci colline di Salsomaggiore (Pr) ha creato un'occasione unica per far “coltivare” ai giovani la grande passione per il mondo vegetale, unendo l'utile al dilettevole. Tra le oltre 450 specie di erbe officinali coltivate, conoscenza e divertimento diventano un “incrocio” irresistibile! Sono stati organizzati programmi didattici per scolaresche e ogni prima domenica del mese, con un piccolo supplemento, anche per le famiglie, la cui durata va da mezza giornata fino a 2 giorni, a seconda dell'approfondimento che si vuole ottenere. Le attività didattico-ludico-espressive sono sempre accompagnate dalla pratica nei laboratori, per poter “mettere a frutto” gli insegnamenti ricevuti. Informatevi sui programmi dettagliati che Gavinell ha già preparato per voi: chiedete de “ L'Erboristeria Vivente ” per carpire i segreti delle piante officinali, di “ Imparare Mangiando ”, il programma di educazione alimentare per apprendere i principi essenziali di una corretta alimentazione e sviluppare il senso del gusto, o di “ A tavola con gli insegnanti ”, un ciclo di incontri rivolto ai docenti. Chi invece vuol fare una totale full-immersion nella natura può tuffarsi nei percorsi educativi di 2 giorni: “ Antichi sapori educazione al cibo ” e il “ Percorso della salute ” che prevedono pi acevoli e divertenti escursioni. Una indimenticabile gita nel mondo dell'arricchimento personale e culturale. Per informazioni e prezzi: Gavinell, Giardino della Salute - Natura e Piante Oficinali per il Vostro Benessere. Loc. Gaviana (Contignaco), 138 - 43039 Salsomaggiore Terme (Parma) Tel. 0524.578348 Sito web:
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Per un programma di riqualificazione, di breve e di medio periodo, di piazza delle Cure, partendo dalle esigenze immediate di funzionalità e sicurezza dell'area del mercato ambulanti Comm.ne 3° 42 542-02 Per invitare l'Amministrazione Comunale a garantire il mantenimento della passerella sull'Arno nella zona dell'Isolotto Abbate ed altri 3° - termini scaduti 6° - termini scaduti 43 148-02 Per la revoca dell'affidamento diretto a Publiacqua spa da parte dell'Autorità d'ambito n3 ed indizione della gara per la concessione a terzi ex art. 20 L. 36/94 Checcucci ed altri Controllo - 11/11/02 – Parere favorevole 6° - 16/12/02 - Parere contrario 44 469-02 Esecuzione e coordinamento lavori stradali Caffaz ed altri 6° - 18/11/02 – Par. favorevole unanime 45 511-02 "Modifica PRG - Ampliamento igienico-funzionale immobili a destinazione commerciale V.le Benedetto Croce". Formigli 3° - termini scaduti 46 353-02 Per invitare il Sindaco ad attivare tutte le procedure necessarie affinché l'Ater integri il Piano di Alienazione, in ottemperanza alle sentenze n. 770/98 e 238/02 del TAR della Toscana, secondo la Legge 560/93 Cigliana 3° - termini scaduti 47 619-02 "Nuove regole per le terapie ai pazienti psichiatrici" - L.R.T. 28.10.2002, n. 39 - Comm.ne 4° 48 613-02 Per invitare il Sindaco ad attuare iniziative mirate ad agevolare la sosta dei mezzi di trasporto merci degli operatori del mercato di S.Ambrogio Per invitare il Sindaco ad attuare iniziative mirate ad agevolare la sosta dei mezzi di trasporto merci degli operatori del mercato di S.Ambrogio
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"Cominciamo proponendo tre fondi di investimento denominati 'Valori responsabili'" spiega Mattiazzi. "Valori responsabili monetario investe in strumenti a breve termine, Valori responsabili obbligazionario misto investe in azioni un massimo del 20% e in obbligazioni di imprese e titoli di Stato il resto, mentre Valori responsabili bilanciato investe in azioni per un massimo del 70%". Sottoscrizione minima 1.000 euro, distribuzione attraverso le reti delle banche socie. Non sono ancora pubblici i dettagli sui costi, ma è sicuramente previsto che lo 0,1% delle commissioni venga destinato ad un fondo di garanzia di progetti di microcredito presso Banca Etica. "Per la scelta dei titoli -prosegue Mattiazzi- ci avvaliamo come advisor etico della consulenza di Ethibel, società belga che da dieci anni lavora nel rating etico e che non ha gestione propria di patrimoni e quindi potenziali conflitti di interesse". Ethibel è stata costituita nel 1992 da un gruppo di organizzazioni non governative e della finanza solidale belghe tra cui Pax Christi, Crédal, Hefboom, il Réseau Financement Alternatif. In questi anni si è conquistata la fama -meritata- di "migliore pratica" in Europa nel campo della valutazione etica degli investimenti. Ethibel valuta aziende, Stati, organismi internazionali i cui titoli siano presenti sulle principali piazze finanziarie e costruisce un registro dei titoli "accettabili". L'analisi sulle imprese è a tutto campo: politica sociale interna, in particolare le condizioni dei lavoratori; politica ambientale; politica sociale esterna, cioè le relazioni con la comunità e il contributo allo sviluppo sostenibile; politica etico-economica, cioè i rapporti con i fornitori, i consumatori, le istituzioni pubbliche. Ethibel classifica i suoi criteri come "di quarta generazione", non solo perché vanno oltre i tradizionali criteri di esclusione (no alle armi o al tabacco) e di inclusione (ad esempio energie rinnovabili) basati sul prodotto, ma soprattutto perché le informazioni per definire il profilo della società sono tratte da un ampio arco di fonti della società civile (ong, sindacati, associazioni). Il registro delle imprese di Ethibel comprende attualmente circa 240 titoli. 155 di essi costituiscono il portafoglio dell'Ethibel Sustainability Index Global, un indice di riferimento -benchmark- per i fondi etici. Le imprese italiane presenti sono solo quattro: Italgas, Merloni Elettrodomestici, Telecom Italia Mobile e Unicredito Italiano. Per quanto riguarda gli Stati, la società belga opera una preselezione sulla performance democratica, sulla base degli studi dell'organizzazione statunitense Freedom House. Gli Stati che hanno superato questa selezione sono 60. A quel punto si passa all'analisi di cinque aspetti di politica nazionale: corruzione e libertà di stampa, ovvero concentrazione dei media; condizioni sociali; condizioni economiche (inflazione, disoccupazione); politica ambientale (emissioni di CO2, uso di pesticidi…); politica per lo sviluppo internazionale (tra l'altro, aiuti ai Paesi poveri). Il gruppo dei "migliori" comprende solo 17 Paesi e fra essi, come detto all'inizio, non c'è l'Italia. "Noi comunque non ci fermiamo alle valutazioni di Ethibel -precisa Mattiazzi-. Le indicazioni dell'advisor sono sottoposte al Comitato etico di Etica sgr, attualmente lo stesso di Banca Etica, che quindi ha un ruolo molto attivo, potendo indicare criteri aggiuntivi di selezione. Il nostro registro viene infine approvato dal Cda e comunicato al gestore vero e proprio dei fondi, che è Bipiemme Gestioni". La società di gestione della Popolare di Milano, che a sua volta è la banca depositaria dei fondi, svolgerà il più tradizionale compito di investire effettivamente sui mercati, facendo le tipiche analisi finanziarie e tecniche e comprando e vendendo con l'obiettivo del risultato economico. Il portafoglio però si muoverà all'interno del registro etico. In questa prima fase il Comitato etico di Etica sgr ha già deciso di escludere totalmente le società dei settori petrolifero, bancario e assicurativo, un criterio più restrittivo di Ethibel. Ma il rendimento a cosa sarà commisurato? "Per i fondi ora c'è l'obbligo di indicare il benchmark -risponde Mattiazzi-. Abbiamo deciso di non riferirci all'Indice etico di Ethibel, appunto perché operiamo una ulteriore selezione dei titoli, e di adottare come benchmark una composizione di indici tradizionali". L'obiettivo, ovviamente, è di far meglio. In effetti anche in questo periodo di vacche magre in Borsa i fondi di investimento socialmente responsabili hanno retto meglio degli altri. L'indice di Ethibel segnala risultati migliori dello Standard & Poor's. I fondi etici obbligazionari italiani riescono ad ottenere rendimenti moderatamente positivi. Ma le perdite, soprattutto nel comparto azionario e anche a due cifre percentuali, non mancano. "Socialmente responsabili non significa privi di rischi -sottolinea il direttore di Etica sgr-. Certo, il fondo monetario è a basso rischio, ma non dobbiamo dare ai risparmiatori prospettive illusorie". "L'importante -conclude Mattiazzi- è offrire il massimo di trasparenza. Sul nostro sito Internet, che tra breve sarà attivo, si troveranno tutti i dettagli degli investimenti, compresa la lista dei titoli e le schede delle società".
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Beh, non credo sia poi un'operazione così difficoltosa. Se come hai detto riesci a sistemarti da solo i pennelli, l'operazione premiliminare è un gioco da ragazzi. Hai presente lo strumento Timbro Clone (io ho la versione inglese e si chiama Stamp Tool) nella stessa casellina del tool c'è anche Pattern Stamp Tool (non ho idea di come sia la traduzione in italiano ma il tasto è S o Maiusc+S ) beh... :::apri la tua immagine con le foglie disegnate :::vai su Modifica>Crea Pattern (o simile... non so come viene riportato nella versione italiana) :::adesso usa il tool sopra citato (Pattern Stamp Tool) scegliendo come pattern proprio le tue foglie. Trattandosi di un normale pennello che dipinge pattern funziona come tutti gli altri brushes di Phtotoshop e... non hai problemi a modificarne la dinamica e i vari parametri. Buona fortuna e fammi sapere. Ciao.
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Londra, 18 febbraio 2005 - Non avevamo ancora finito di dirlo che, puntuale, è arrivata la conferma: l'abito di Camilla Parker Bowles per le nozze con Carlo d'Inghiterra in programma il prossimo 8 aprile sarà confezionato dalla coppie di stiliste inglesi specializzate nel realizzare su commissione abiti per l'alta aristocrazia britannica formata da Antonia Robinson e Anna Valentine, detentrici del marchio Robinson Valentine. In capo, la futura duchessa - che non potrà fregiarsi del titolo di principessa che era spettato a Diana - porterà un cappello realizzato appositamente da Philip Treacy. Camilla ha già indossato in passato capi firmati dal duo inglese, come in occasione della prima londinese del Mercante di Venezia, kolossal cinematografico con Al Pacino. In quell'occasione, Camilla indossò un cappotto di velluto blu, ingentilito da pizzi che ne accentuavano lo stile retrò. Riguardo al luogo ove si svolgerà la cerimonia di nozze - civile ma con un'«appendice» religiosa officiata dall'arcivescovo di Canterbury - un comunicato ufficiale ha chiarito che non si svolgerà presso il castello di Windsor, come inizialmente comunicato, bensì presso il municipio della cittadina. Il comunicato diramato da Clarence House - una delle residenze abituali di Carlo - prosegue dicendo che in questo modo la popolazione potrà almeno vedere la coppia reale all'ingresso e all'uscita dell'edificio. Va bene la privacy, ma senza esagerare. Anche l'immagine ha il suo peso e nessuno meglio della royal family ne conosce il valore. Nella foto, Camilla Parker Bowles, futura duchessa di Cornovaglia Trova tutto su: e.f. , camilla , carlo e camilla , camilla parker bowles
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Chiarimenti sull'applicazione dell'articolo 19 della Finanziaria 2002 Nessuna assunzione per gli enti che hanno speso troppo (Circ. Interno 1/2002) A conclusione di una riunione cui hanno partecipato i rappresentanti del Dipartimento per la funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell'Economia e del dicastero dell'Interno, sono stati fissati con la circolare 4 marzo 2002, n. 1, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 72 del 26 marzo 2002, i criteri relativi alle assunzioni a tempo indeterminato per le amministrazioni locali che nel 2001 non hanno rispettato il patto di stabilità. Il divieto di procedere ad assunzioni nell'anno 2002 riguarda province, comuni, comunità montane e consorzi di enti locali. Lo stop non vale per i comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti e le unioni di comuni, che non erano tenute al rispetto delle regole del patto di stabilità. Tra le deroghe al divieto c'è la possibilità di inserire nelle strutture organizzative degli enti dipendenti appartenenti con la stessa qualifica di servizio ad altre amministrazioni che facciano domanda di trasferimento. (10 aprile 2002) CIRCOLARE 4 marzo 2002, n.1 Problematiche interpretative dell'art. 19 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (legge finanziaria 2002). Ai Prefetti della Repubblica (esclusa Sicilia) Al Presidente della giunta regionale autonoma della Valle d'Aosta Al Commissario del Governo nella provincia di Trento Al Commissario del Governo nella provincia di Bolzano AIl'Assessorato regionale agli enti locali - regione Sicilia e, per conoscenza Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica Al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato Ai prefetti della Repubblica (solo Sicilia) Al presidente della commissione di coordinamento della Valle d'Aosta A11'A.N.C.I. All'U.P.I. All'U.N.C.E.M. L'art. 19 [1] della legge 28 dicembre 2001, n. 448 , disciplina le facoltà assunzionali, per le amministrazioni locali nell'anno 2002, prevedendo il divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato per quegli enti che non abbiano rispettato per l'anno 2001 le disposizioni del patto di stabilità interno. In relazione a tale disciplina numerose amministrazioni locali hanno chiesto indicazioni e chiarimenti alle amministrazioni centrali interessate. Le questioni poste coinvolgono in primo luogo la competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per la funzione pubblica in ragione del ruolo di indirizzo e di coordinamento generale in materia di pubblico impiego allo stesso attribuito dalla legge. Sotto il profilo dei riflessi sulla spesa pubblica emerge la competenza del Ministero dell'economia e delle finanze. Questa amministrazione è interessata per l'attività di collaborazione con gli enti locali che essa svolge, in sede centrale e periferica, ai sensi dell'art. 14 comma 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 . In ragione di quanto precede, le problematiche emergenti sono state esaminate congiuntamente in un'apposita riunione, alla quale hanno partecipato, oltre ai rappresentanti delle suddette amministrazioni centrali anche quelli dell'A.N.C.I., dell'U.P.I. e dell'U.N.C.E.M. Al fine di offrire agli enti locali un utile strumento di orientamento generale nell'applicazione della nuova normativa, si ritiene opportuno fornire, di seguito, le risultanze del suddetto incontro. In via preliminare, deve rilevarsi come il contenuto dell'art. 19 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 debba essere letto alla luce delle modifiche recentemente apportate al titolo V della parte seconda della nostra Corte costituzionale, per cui ai sensi dell'art. 119 primo comma "i comuni, le province, le città metropolitane e le regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa" e secondo il disposto dell'art. 117 lo Stato ha potestà legislativa esclusiva in tema di "perequazione delle risorse finanziarie" e concorrente in tema di "armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica"; ne deriva che il contenuto delle disposizioni limitative alle facoltà assunzionali proprie è riferibile solo a quegli enti che non avendo rispettato per l'anno 2001 le disposizioni del patto di stabilità interna, si sono posti al di fuori delle normative già dettate in tema di coordinamento della finanza pubblica. Relativamente, quindi, al campo di applicazione della norma, concordemente a quanto sostenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, con nota n. 3733 in data 16 gennaio 2001, il divieto, previsto al comma 1 del citato art. 19, di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, nell'anno 2002, per province, comuni, comunità montane e consorzi di enti locali è applicabile solo a quegli enti che non abbiano rispettato le disposizioni sul patto di stabilità interno per l'anno 2001. Al riguardo, l'art. 53 [2] della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge finanziaria 2001), nel disciplinare il patto di stabilità interno per l'anno 2001, ha disposto al comma 1, lettera a) che le regole del patto si applicano alle regioni, alle province e ai comuni escludendo, pertanto, le comunità montane e i consorzi di enti locali, e al comma 4 che le disposizioni sul patto non si applichino ai comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Da ciò, consegue, che il citato divieto di assunzioni non può valere per i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, per le comunità montane e per i consorzi di enti locali giacchè enti non tenuti al rispetto delle regole del patto di stabilità interno per il 2001. Analogamente, i divieti posti dalla norma in esame non sono riferibili alle unioni di comuni, previste dall'art. 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 , poichè enti non sottoposti, per l'anno 2001, al patto di stabilità interno. La norma prevede, altresì, che i singoli enti locali, in caso di assunzione di personale, devono autocertificare il rispetto delle disposizioni relative al patto di stabilità per l'anno 2001. Tale autocertificazione, prodromica alle assunzioni, dovrà far parte integrante del piano assunzionale dell'ente, che, in ogni caso, ai sensi dell'art. 91, comma 1 del precitato decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dovrà essere adottato dai competenti organi di governo dell'ente, e sarà certificata dal competente funzionario, responsabile dei servizi finanziari. Per gli enti, sottoposti al blocco delle assunzioni, l'art. 19 legge 28 dicembre 2001, n. 448 prevede, comunque, alcune deroghe che qui di seguito si esaminano. Non sono sottoposte al blocco gli inserimenti, nella struttura organizzativa degli enti, di personale transitato a seguito di procedure di mobilità previste in attuazione di norme contrattuali o legislative vigenti, ed in particolare dell'art. 30, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, il quale prevede che le amministrazioni possano ricoprire posti vacanti in organico mediante passaggio diretto di dipendenti appartenenti alla stessa qualifica in servizio presso altre amministrazioni, i quali facciano domanda di trasferimento. Il trasferimento è disposto previo consenso dell'amministrazione di appartenenza. A tal fine, il precitato comma 1 dell'art. 19 legge 28 dicembre 2001, n. 448, stabilisce che alla copertura dei posti disponibili si può provvedere mediante ricorso alle procedure di mobilità previste dalle vigenti disposizioni legislative e contrattuali, tenendo comunque conto degli attuali processi di riordino e di accorpamento delle strutture, nonchè di trasferimento di funzioni. Il ricorso alle predette procedure di mobilità avviene, preferibilmente nell'ambito della regione di appartenenza, infatti, per quegli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità, ai sensi dello stesso comma, "si può ricorrere alle procedure di mobilità fuori della regione di appartenenza dell'ente locale solo nell'ipotesi in cui il comune ricevente abbia un rapporto dipendenti-popolazione inferiore a quello previsto dall'art. 119, comma 3, del decreto legislativo 25 febbraio 1995, n. 77, e successive modificazioni, maggiorato del 50%". Tale ultima norma detta i rapporti medi, dipendenti-popolazione, validi per gli enti in condizione di dissesto, rapporti che sono per i comuni appartenenti alla fascia demografica fino a 999 abitanti 1/95, per quelli da 1.000 a 2.999 abitanti 1/100, da 3.000 a 9.999 abitanti 1/105, da 10.000 a 59.999 abitanti 1/95, da 60.000 a 249.999 abitanti 1/80, e oltre 250.000 abitanti 1/60. Per le amministrazioni provinciali tali rapporti sono, per gli enti fino a 299.999 abitanti 1/520, per quelli da 300.000 a 499.999 abitanti 1/650, da 500.000 a 999.999 abitanti 1/830, da 1.000.000 a 2.000.000 abitanti 1/770, oltre 2.000.000 abitanti 1/1000. Per rendere possibile la copertura di posti disponibili con personale assunto per mobilità, il cui ente, precedentemente datore di lavoro, era posto al di fuori della regione di appartenenza, tali rapporti - riferiti all'ente ricevente - vanno maggiorati del 50%. In tal modo, tale facoltà è ammessa solo per gli enti che dispongono di ridotte quantità di personale. Ad esempio, per un ente il cui rapporto medio dipendenti-popolazione è pari a 1/100, sarà consentito assumere personale proveniente da fuori regione, solo se dispone di un rapporto medio dipendenti-popolazione di almeno 1/150. Infatti, solo in tal caso, il rapporto dipendenti-popolazione (matematicamente inteso) sarà "inferiore" a quello della fascia di riferimento. Sono, anche, consentite, per gli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità, le assunzioni connesse al passaggio di funzioni e competenze agli enti locali, il cui onere sia coperto dai trasferimenti erariali compensativi della mancata assegnazione delle unità di personale. Ovviamente, tale deroga è consentita limitatamente e nell'ambito delle risorse erariali aggiuntive, finalizzate a ristorare le amministrazioni locali del mancato trasferimento del personale statale che, precedentemente gestiva i servizi. Sono, altresì, fatte salve le assunzioni di personale relative a figure professionali non fungibili, la cui consistenza organica non sia superiore all'unità. Trattasi delle assunzioni relative ai c.d. "posti unici" d'organico, per le quali, l'ente nel momento in cui ne programma l'assunzione in deroga, dovrà dimostrarne la non sostituibilità, in relazione alla propria struttura organizzativa. Pertanto, tale deroga va riferita ai singoli profili professionali e non alla categoria di appartenenza, che, ovviamente, può riferirsi ad una pluralità di profili. Sono, inoltre, permesse, integralmente, le assunzioni relative alle categorie protette, in relazione alla funzione sociale che le stesse assolvono. Infine, il comma 1 dell'art. 19 legge 28 dicembre 2001, n. 448, stabilisce che i termini di validità delle graduatorie per l'assunzione di personale presso le amministrazioni pubbliche sottoposte al blocco delle assunzioni sono prorogati di un anno. Ai sensi della predetta normativa, pertanto, negli enti locali viene ad essere diversificato il termine di validità delle graduatorie in atto, che diviene di quattro anni per le amministrazioni che non hanno rispettato il patto di stabilità, mentre continua ad essere di tre anni, ai sensi dell'art. 91, comma 4 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per tutte le altre. Peraltro, deve sottolinearsi come il predetto termine di validità, in tal modo differenziato in relazione alla tipologia degli enti, debba, in ogni caso, decorrere dalla data di entrata in vigore della graduatoria stessa, e non fare riferimento all'anno solare di attinenza. Il comma in esame, infine, stabilisce che in ogni caso, per l'anno 2002, la spesa relativa al personale a tempo determinato o con convenzioni sostenuta dalle province, dai comuni, dalle comunità montane e dai consorzi di enti locali, non può superare l'importo della spesa sostenuta al medesimo titolo nell'anno 2001, con incremento pari al tasso di inflazione programmata indicato nel documento di programmazione economico-finanziaria. Tale dettato normativo, come, d'altra parte, l'intero contenuto del comma 1, dell'art. 19, legge 28 dicembre 2001, n. 448, si riferisce esclusivamente agli enti -tenuto comunque conto delle sopracitate esclusioni - che nell'anno 2001 non hanno rispettato il patto di stabilità. Per tali enti, è posto un limite di spesa relativamente alle assunzioni a tempo determinato o con convenzioni. Per quel che riguarda le assunzioni a tempo determinato bisogna, esemplificativamente, fare riferimento alle facoltà di assunzione a termine previste dagli articoli 3 (contratti di formazione e lavoro) e 7 (contratti a termine) del C.C.N.L. in data 14 settembre 2000, ai contratti a tempo determinato di cui all'art. 90, comma 1 (personale addetto agli uffici di supporto agli organi di direzione politica) del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, agli incarichi a contratto di cui all'art. 110, commi 1 e 2, del precitato decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Per le convenzioni, possiamo, esemplificativamente, riferirci al disposto di cui all'art. 7, comma 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e dell'art. 110, comma 6 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Pertanto, come sopra detto, in relazione a quanto esemplificativamente indicato, gli enti che non hanno rispettato nell'anno 2001 il patto di stabilità interno, non potranno superare il precitato tetto di spesa. È necessario, altresì, rammentare la sanzione prevista dal comma 7 del predetto art. 19 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, secondo il quale le assunzioni effettuate in violazione del disposto di cui al medesimo articolo sono nulle di diritto, e, come tali, operando in un regime di piena privatizzazione del rapporto di lavoro, insanabili. Il comma 8, infine, ribadendo, per gli enti locali di cui all'art.2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l'obbligo che i documenti di programmazione del fabbisogno di personale siano improntati al rispetto del principio della riduzione complessiva della spesa di cui all'art. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ed imponendo agli organi di revisione contabile di accertarne il rispetto, precisa che eventuali deroghe a tale principio debbano essere analiticamente motivate. Tutto ciò premesso, nel tradizionale spirito di collaborazione che contraddistingue i rapporti di questa Amministrazione con le autonomie locali, si prega voler portare a conoscenza degli enti interessati quanto sopra enunciato, fornendo un cortese cenno di assicurazione. Roma, 4 marzo 2002 Il Ministro dell'interno: Scajola Stampa TUTTE LE NOTE DEL TESTO » Giornali locali e periodici Alto Adige Trentino il Centro il Corriere delle Alpi la Gazzetta di Mantova la Gazzetta di Modena la Gazzetta di Reggio il mattino di Padova la Nuova Ferrara la Nuova Sardegna la Nuova di Venezia la Provincia Pavese il Tirreno la tribuna di Treviso il Piccolo Messaggero Veneto la Città di Salerno
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Sicurezza e sviluppo, un quartiere simbolo di Mario Raffa Quest’anno, il primo maggio ha un significato particolare, almeno per due ragioni. Innanzitutto perché si è deciso di vivere questa ricorrenza a Scampia, un quartiere che, negli ultimi mesi, è diventato il simbolo dei problemi più negativi che una città e il suo hinterland possano avere. Nello stesso tempo, la scelta di Scampia è in linea con tutte le iniziative avviate e portate avanti in questi mesi, dalle autorità locali e dal governo, mettendo al centro dell’attenzione il problema della sicurezza e dello sviluppo. Da una parte e dall’altra, il nodo strutturale è realizzare nel Mezzogiorno azioni che, mentre sono supportate da interventi per il ripristino della legalità, siano in grado di portare a una riorganizzazione del territorio di questa periferia producendo sviluppo. In che modo è possibile tutto questo? In primo luogo, occorrono politiche che riescano a collegare il mondo della scuola e dei giovani al mondo dell’impresa. Ci vuole una vera e propria cooperazione tra istituzioni, associazioni imprenditoriali e mondo del lavoro: le politiche di concertazione che sono state recentemente avviate provano a rispondere proprio a questa esigenza. C’è anche una seconda linea d’azione, che vede le banche, i venture capitalist, i cosiddetti investitori con capitale di rischio, intervenire - assieme al mondo delle imprese, dell’università e della ricerca — per supportare la nascita e il consolidamento di nuove iniziative imprenditoriali. Esiste, nel Mezzogiorno e in Campania, una forte domanda di imprenditorialità: basti pensare all’esempio della Start Cup. In tre anni sono arrivate circa 180 idee-progetto di nuove imprese, alcune delle quali sono già sul mercato, altre in fase di incubazione. Le banche, il credito e gli investitori di venture capital devono investire di più e con maggiore continuità. Dal canto suo, la Regione, insieme alle altre istituzioni pubbliche, potrebbe sviluppare un vero e proprio progetto di supporto a queste idee nella prima fase, quella di individuazione e studio della loro fattibilità sul mercato. Ancora: occorrerebbe rafforzare, come già si sta facendo, le politiche di cittadinanza attiva con le politiche di supporto alle pmi, attraverso la fornitura di servizi per l’internazionalizzazione e per facilitare il trasferimento alle piccole imprese delle conoscenze prodotte dai centri di ricerca e dalle università. I consorzi tra piccole imprese, nati negli ultimi anni — è il caso del settore aeronautico e di alcuni che forniscono servizi alle imprese manifatturiere, vanno in questa direzione.
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Massimo D´Alema ci lavorava da giorni. Aveva avuto contatti informali con il ministro Renato Ruggiero per giungere a una risoluzione «bipartisan» sul problema degli aiuti umanitari in Afghanistan. L´iniziativa, nella quale era stato coinvolto anche Francesco Rutelli, procedeva con grande riservatezza. Ma ecco l´imprevisto, che in politica tale non dovrebbe essere, vista la frequenza con cui arriva, mandando all´aria trattative faticosamente coltivate. E questa volta l´«accidente» ha preso le forme di un´iniziativa assunta da un consistente gruppo di parlamentari dell´Ulivo. Sia al Senato che alla Camera, esponenti della Quercia, dei verdi, del ppi, dei cossuttiani, hanno cominciato a raccogliere firme su una risoluzione in cui veniva richiesta la sospensione dei bombardamenti. A palazzo Madama, addirittura veniva presentata quella mozione. A Montecitorio ci si limitava alla stesura di un documento politico da non mettere ai voti in Parlamento. Ed era alla Camera che veniva l´altolà a un´iniziativa che rischiava di compromettere l´altra operazione, quella «bipartisan», giacchè, per ovvi motivi, la Casa delle Libertà mai e poi mai potrebbe votare un testo in cui si chiede agli Stati Uniti di sospendere i bombardamenti. A correre ai ripari, l´altro ieri sera, alla Camera, per arginare l´offensiva «pacifista» portata avanti, tra gli altri, da Rosi Bindi, Maura Cossutta, Paolo Cento e la sinistra ds, sono intervenuti i capigruppo della Quercia e della Margherita. In un riunione non propriamente tranquilla, Luciano Violante ha criticato l´iniziativa dei suoi compagni di partito: «Ci vuole - si è lamentato il presidente dei deputati diessini - lealtà: sento parlare di appelli e documenti che non sono nemmeno stati discussi prima tra di noi». La tirata di Violante ha sortito il suo effetto. E nel gruppo è passata la linea-Minniti (ovvero, quella D´Alema) di una risoluzione da votare nelle commissioni Esteri e Difesa, in cui si sottolinea la necessità di aiuti umanitari e si prefigura, in questo senso, la possibilità di creare dei «corridoi umanitari» per permettere ai profughi dell´Afhganistan di fuggir via dal loro Paese. A nessuno in quel consesso è sfuggito il fatto che questi «corridoi» necessitino di uno stop dei bombardamenti. Non poteva sfuggire questo particolare, dal momento che a spiegare come vanno le cose in questi frangenti è stato un esperto in materia, il generale Franco Angioni. Ma l´importante era che la parola «sospensione» non fosse scritta nero su bianco, altrimenti la maggioranza mai e poi mai sarebbe arrivata a un accordo. Un´analoga scena avveniva al gruppo della Margherita, con Castagnetti che tentava - e riusciva - di ridurre Bindi a più miti consigli. Morale della favola, la risoluzione, che potrebbe essere votata già la settimana prossima nelle commissioni, è stata stilata in modo tale da poter ricevere anche l´appoggio della maggioranza. Appoggio che il presidente della Commissione Esteri Gustavo Selva non nega preventivamente. Anzi. Sebbene l´esponente di Allenza nazionale voglia prima vedere il testo scritto, non si sa mai l´estenuante mediazione all´interno dell´Ulivo non l´abbia snaturato. Chè quello che era già a conoscenza della Casa delle Libertà, prima del prevedibile imprevisto, andava bene. Ma la storia, comunque, non finisce qui. E´ vero che l´Ulivo è riuscito a ricompattarsi e che anche verdi e cossuttiani voteranno per il documento in versione edulcorata, ma l´ala più pacifista della coalizione (verdi e pdci, appunto, ma anche parte del ppi e dei ds) non rinunciano a marcare la differenza: per questa ragione hanno preparato un documento politico in cui si chiede esplicitamente la sospensione dei bombardamenti. Su quel testo raccoglieranno le firme, ma non lo porteranno al voto parlamentare. Un compromesso, insomma, l´ennesimo nell´Ulivo.
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Pizzeria nata nel 1968 diventa da subito punto di riferimento per i veronesi, per i turisti in visita alla città e per gli appassionati del melodramma che durante l'estate trovano nella Stagione Lirica dell'Arena una delle più importanti manifestazioni del settore in Italia. Oltre alle buone pizze si servono anche primi piatti di cucina casalinga come risotto al radicchio e tagliata con rucola e grana. La simpatia del personale e l'affidabilità della cucina sono testimoniate dai numerosi clienti che ciclicamente frequentano questo posto. da mangiare: Pizza Tosca, pizza carmen, pizza Arena
CURRENT URL http://www.deputatids.it/deputati/Attivita/Deputato.asp?ID=9507
Misure a favore dei distaccamenti di vigili del fuoco di Empoli e Castelfiorentino Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: all'interno del comando provinciale di Firenze, i vigili del fuoco dei distaccamenti di Empoli e di Castelfiorentino (Petrazzi) garantiscono il loro intervento su una vasta area di territorio comprendente sedici comuni, con circa 220.000 abitanti, con una delle realtà produttive più importanti della Toscana; vengono svolti annualmente circa 2.300 interventi fra spegnimento incendi, soccorsi a persone ed animali, bonifiche ed altri; il personale adibito a garantire gli interventi e la sicurezza alla popolazione residente è da tempo al di sotto delle necessità. La pianta organica dei due distaccamenti prevede la presenza di 62 unità (38 ad Empoli e 24 a Castelfiorentino), mentre in servizio ci sono solo 48 unità di personale; a ciò si è aggiunta, da qualche tempo, una difficoltà di carattere finanziario, che rischia di impedire l'approvvigionamento del gasolio e della benzina per gli automezzi, gli interventi per la manutenzione degli stessi, l'acquisto di materiale per le bonifiche e lavaggi stradali ed altro. Risulta, inoltre, che vi siano ritardi per i pagamenti delle spettanze straordinarie ai vigili del fuoco; è necessario un intervento urgente per consentire un corretto funzionamento dei distaccamenti sopra richiamati e permettere a vigili del fuoco di far fronte con prontezza alle eventuali richieste di soccorso dei cittadini -: quali interventi intenda mettere in atto per garantire il funzionamento dei distaccamenti in questione e garantire la sicurezza delle popolazioni residenti. Seduta del 20 gennaio 2004 LA RISPOSTA DEL GOVERNO MAURIZIO BALOCCHI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, prima di rispondere all'interrogazione Fluvi desidero soltanto precisare al collega Giorgio Conte che, volesse conoscere la riclassificazione di Vicenza - non è stata consegnata in aula perché in corso di approvazione definitiva (entro il 15 febbraio) -, sono a disposizione affinché possa verificare che molte delle sue segnalazioni sono state recepite. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito all'interrogazione dell'onorevole Fluvi devo preliminarmente precisare che la situazione della consistenza organica delle due sedi di Castefiorentino ed Empoli è differente da quella indicata nel documento parlamentare. La dotazione teorica della pianta organica prevede 29 unità per Castelfiorentino e 37 per Empoli, mentre le unità attualmente in servizio nelle suindicate sedi di servizio sono rispettivamente 29 e 41. L'eventualità di procedere alla revisione della dotazione organica e della riclassificazione dei distaccamenti citati dall'interrogante potrà essere presa in considerazione con le assunzioni di personale previste dalla legge finanziaria 2004 articolo 3, commi 54, 55 e 153, o da eventuali future leggi di potenziamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Facevo riferimento, nella prima risposta, al disegno di legge atto Camera n. 4347, che sarà in discussione in questa Camera prossimamente, proprio perché il Governo intende inserire in questo provvedimento la possibilità di aumentare gli organici per arrivare a quei 1.500 a cui avevo accennato. Nel periodo giugno 2002-giugno 2003 la sede di Castelfiorentino ha effettuato 870 interventi e quella di Empoli 1.481, per un totale di 2.358 interventi di soccorso tecnico urgente. Soggiungo che nel periodo di maggior rischio di incendi boschivi per l'anno 2003 è stata inoltre disposta l'apertura di un distaccamento stagionale a Bilancino operante con personale permanente in orario ordinario e personale volontario per 150 giorni con il richiamo, per tale periodo, di 51 unità dei vigili volontari. Riguardo alle asserite difficoltà di carattere finanziario nelle due sedi indicate, segnalo che esse sono state determinate da una temporanea riduzione dei fondi assegnati sui capitoli di bilancio rispetto agli importi degli anni precedenti. Nel corso del secondo semestre del 2003, precisamente il 10 luglio, l'11 agosto e il 24 di novembre, sono state assegnate somme straordinarie pari a 250 mila euro, che hanno assicurato la copertura di tutte le spese. La situazione in ogni caso non ha impedito l'approvvigionamento del carburante per gli automezzi né l'esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria necessari all'efficienza degli stessi. Al momento, non si registrano particolari problemi per la corresponsione delle competenze accessorie al personale, al quale sono state corrisposte, nello scorso mese di ottobre, le somme dovute. Desidero infine sottolineare che l'efficacia e l'efficienza dei servizi di soccorso tecnico urgente prestati alla popolazione dai vigili del fuoco di Castelfiorentino e di Empoli non hanno mai risentito di alcun disagio. LA REPLICA ALBERTO FLUVI. Signor Presidente, signor sottosegretario, non mi dichiaro soddisfatto della sua risposta per due ordini di motivi e, soprattutto, per la genericità della stessa. Innanzitutto, vorrei svolgere una brevissima premessa: l'interrogazione è stata presentata qualche mese fa quando realmente la situazione era quella descritta nell'atto di sindacato ispettivo. Non sono soddisfatto della risposta perché essa è estremamente generica, come sono stati generici tutti gli interventi che il sottosegretario ha pronunciato questa mattina in Assemblea. Che si tratti di risposte generiche non lo dice solamente un parlamentare dell'opposizione (ciò potrebbe essere considerato normale); infatti, anche i colleghi della maggioranza, intervenuti prima di me in replica ad analoghe interrogazioni, si sono dichiarati nella sostanza molto insoddisfatti, perché il Governo non è riuscito a tradurre in atti concreti affermazioni di carattere generale e di principio, affermazioni di attaccamento al Corpo dei vigili del fuoco che si pronunciano sempre quando si verificano delle tragedie. Tuttavia, signor sottosegretario, come lei ben sa, la realtà dei fatti è molto diversa e ce lo ha detto anche lei questa mattina, illustrando il progetto pluriennale denominato «Soccorso Italia in 20 minuti» (al quale auguro un futuro radioso), che prevede addirittura la copertura su tutto il territorio nazionale della presenza dei vigili del fuoco (che considero molto positiva), in maniera tale da rispondere, entro un arco temporale massimo di 20 minuti, ad ogni chiamata dei cittadini al 115. Detto ciò, vorrei rivolgere al sottosegretario due domande. Intanto, vorrei chiedere se sia mai stato all'interno di una centrale operativa dei vigili del fuoco. Se c'è stato - vedo che lei sorride - saprà benissimo quanto le sue affermazioni siano distanti dalla realtà dei fatti. Purtroppo, non è necessario aspettare la tragedie: bastano anche situazioni non tanto eccezionali, caratterizzate magari da abbondanti piogge, per rendersi conto di quanto distanti siano le parole che lei ha pronunciato dalla realtà dei fatti. La seconda domanda è la seguente: signor sottosegretario, quando cominciate a governare? Glielo dico non tanto da esponente dell'opposizione, quanto da persona che ha ricoperto anche incarichi di carattere amministrativo, ovviamente non a livello di Governo, ma di enti locali, e che sa perfettamente quanto sia difficile soddisfare in toto le richieste di tutti i cittadini; comprendo quindi, la necessità di avere di fronte un lungo periodo di tempo per rispondere alle richieste provenienti dalla cittadinanza. Tuttavia, sarebbe interessante anche definire un limite temporale entro il quale cominciate voi a governare, per evitare di attribuire sempre la responsabilità ai governi che vi hanno preceduto. L'onorevole Pistone, replicando per la sua interrogazione, ha fatto riferimento al rinnovo del contratto dei vigili del fuoco. Il contratto dei vigili del fuoco è scaduto da 25 mesi e questo ritardo, perlomeno, ricade tutto sulla responsabilità dell'attuale maggioranza. Signor sottosegretario, vorrei svolgere un'ultima considerazione che, se mi è consentito, è piuttosto un'informazione. Per quanto riguarda il comando provinciale di Firenze, lei, nella sua introduzione di carattere generale, ha parlato dell'apertura di nuovi distaccamenti. Mi risulta anche che si stia cercando di aprire un nuovo distaccamento all'interno della provincia di Firenze, nel comune di Pontassieve: credo che questo sia un intervento positivo, perché cerca di estendere la copertura della protezione dei vigili del fuoco su tutto il territorio della provincia di Firenze. Tuttavia, signor sottosegretario, il punto dolens è un altro: si cercano di aprire nuovi distaccamenti con lo stesso numero di personale. Ciò, dalle notizie di cui dispongo - e concludo signor Presidente - significa che (così come anche lei ha ricordato) dalla pianta organica dei distaccamenti periferici del Corpo provinciale dei vigili del fuoco di Firenze verrà prelevato il personale addetto necessario ad aprire un nuovo distaccamento. Io non so se ciò corrisponda alla realtà e sarà oggetto di un mio successivo intervento; tuttavia, se il modo di operare del Governo è questo, ovvero quello di aprire sedi e mettere «bollini» sul territorio, facendo, come si dice in Toscana, le «nozze con i fichi secchi», non credo si possa garantire la sicurezza dei cittadini.
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Parigi, 5 settembre - Pinault Printemps Redoute, il colosso francese che controlla anche il marchio Gucci, ha chiuso il primo semestre con un utile in calo del 5,4 per cento a 283 milioni di euro. Motivi della flessione, prevista dal gruppo, è stata causata dalla congiuntura internazionale negativa e dal calo delle attività negli Stati Uniti. Per la seconda metà dell'anno PPR si attende il ritorno della progressione della redditività del gruppo.
CURRENT URL http://www2.varesenews.it/articoli/2002/febbraio/luglio/sport/29-7varese.htm
Per molti calciatori, anche dal passato nobile, l'arrivo dell'estate coincide con la disoccupazione. Rinnovi di contratto mancati, promesse non mantenute, cambiamenti rivoluzionari nelle squadre aggiunti al mercato globalizzato rendono il futuro di molti incerto. Un destino che riguarda moltissimi atleti, al punto che il centro tecnico di Coverciano ha istituito un corso di preparazione precampionato per i calciatori senza contratto, per chi non avesse neppure una squadra "amica" con cui allenarsi. Così puo' capitare che calciatori fino a ieri in serie A, vadano ad allenarsi con squadre di serie minori. Il Varese in questo periodo di inizio di preparazione ne sta accogliendo alcuni, perlopiù calciatori legati da rapporto di amicizia con il nuovo direttore generale Fabrizio Cabrini. Dopo Alessandro Calori, che ha raggiunto venerdì i biancorossi nel ritiro di Chiavenna, è arrivato anche l'ex granata Tonino Asta, che, in attesa di una sistemazione per la prossima stagione sportiva, eseguirà la preparazione precampionato con mister Morales.
CURRENT URL http://noleggiodvd.supereva.it/movie/browse.jdo?actorId=2511&letterIdx=6
A seguito di una tappa su un pianeta sconosciuto per una richiesta di soccorso, l'astronave mercantile Nostromo viene infestata da un orribile parassita alieno che, penetrato nel corpo di uno dei componenti della spedizione, inizia ad uccidere i ... Il mistero di Wetherby di David Hare con: Ian Holm e Vanessa Redgrave Yorkshire, Inghilterra. In un piccolo e tranquillo villaggio Jean Travers è una professoressa integerrima, apparentemente serena, ma in realtà molto sola. John Morgan, uno sconosciuto, decide di suicidarsi a casa sua, dando vita ad un mistero sui ... Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello di Peter Jackson con: Elijah Wood e Viggo Mortensen Lo hobbit Frodo riceve dal suo più anziano cugino Bilbo (prima che questi parta per un lungo viaggio) un misterioso anello elfico che permette di diventare invisibili. Ma il loro comune amico Gandalf il Grigio, un potente stregone, lo mette subito ... La vera storia di Jack lo squartatore - From hell di Allen Hughes con: Heather Graham e Johnny Depp Londra, 1888, nel poverissimo quartiere di Whitechapel Mary Kelly e le sue compagne di strada cercano di tirare avanti, felici solo del fatto che le cose non possono andare peggio. Invece, le cose iniziano a precipitare dopo la scomparsa di Ann e in ... Momenti di gloria di Hugh Hudson con: Ben Cross e Ian Charleson La storie parallele di due atleti britannici nella loro 'marcia' di avvicinamento verso le Olimpiadi del 1924. Uno è un missionario scozzese che corre per il suo dio, l'altro un allievo ebreo di Cambridge che corre per la fama e contro i pregiudizi ... The Aviator di Martin Scorsese con: Leonardo DiCaprio Howard Hughes, giovane erede della compagnia petrolifera "Hughes Tool Co." si trasferisce a Hollywood giovanissimo per girare "Gli angeli dell'inferno", un kolossal sulla prima guerra mondiale che gli costerà una fortuna, ma in cui dispiega tutta la
CURRENT URL http://www.ferrovie.it/phpBB2/viewtopic.php?t=6306&view=next
Confermo il roma-savona come tok è in discussione sia il roma bergamo cheil roma torino(che sarebbe una nuova traccia via ge-ls-pi-li) Confermo anche il romamestre,mentre il roma reggio non è assolutamente così sicuro.....Forse sostituisce quello delle 6:45.il ritorno nn lo so.è vero che è prevista anche la 2°coppia della relazione roma milano.Ricordatevi che i tok sono effettuati con etr450 di cui 10 saranno usati per i servizi ic genova-torino,genova-milano e qualche roma-torino.Irestanti sarannotok e uno sarà di scorta.Fatevi i conti.Glietr450 nn mi ricordo se sono 15,ma se sono 150 si potranno fare sono 3 nuovi tok(roma-ve-roma-sv e seconda roma-mi) mi pare che atti al servizio dovrebbero essere solo 13 .... e comunque controlla i numeri che hai dato (quel "se sono 150" !!!): pert un servizio biorario GE-TO ne servono 2 ... per i GE-MI come fanno se mettono gli IC MI-LI ?? a quel punto avresti ogni ora un IC MI-Ponente e uno levante ? o vogliono un servizio ogni 30' , quindi 4 treni ... nel caso peggiore sono 6+2 di scorta . aggiungi il RM-MI e siamo a 9 ... il bari e siamo a 10, col savona saremmo a 11 ... ne resta uno ... se dici che fanno un RM-TO sono già al completo ... Ci sarebbe da osservare però che in questo modo liberano un 460 dal servizio di SV ... se ci fanno pure un RC ne liberano un secondo, e quindi i due del servizio su TO potrebbero essere dai 460 , e quindi ci starebbero un TOK per venezia . (il tutto cambierebbe se la seconda coppia RM-Mi fosse a metà giornata, in questo caso utilizzerebbero da RM il materiale arrivato da BA, che proseguirebbe per MI da dove ripartirebbe col treno attuale, al contrario il materiale arrivato la mattina a Mi ripartirebbe subito per RM e proseguirebbe per bari, da notare che in questo modo ci sarebbe un servizio BA-FI che attualmente non esiste con nessuna categoria di treni, senza nessun impegno di nuovo materiale)
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Che cosa occorre: sagoma di polistirolo dell'albero di natale tessuti in vari colori spago taglierino matita Come si realizza: Disegnate sulla sagoma in polistirolo le linee di taglio e poi con il taglierino incidetele penetrando per almeno 1 cm nel polistirolo. Tagliate il tessuto in piccoli pezzetti ed iniziate a rivestire l'albero, cercando di abbinare bene i colori delle stoffe. Ricordatevi di tenere sempre ben tirato il tessuto! Nello stesso modo rivestite il tronco dell'alberello con tessuto marrone. Prendete ora lo spago: arrotolatelo attorno al tronco dell'albero, andando poi a fissarlo lungo i tagli della base dell'albero.
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Per avere un'idea come l'abbiano presa quelli di Alleanza nazionale, basta la riunione che è in corso nella sede del partito in via della Scrofa. L'ipotesi che si discute è se ritirare o no i ministri dal governo. Ci sono tutti, Gianfranco Fini, e i colonnelli Ignazio La Russa, Altero Matteoli, Gianni Alemanno, Mirko Tremaglia, Francesco Storace, Maurizio Gasparri, Domenico Nania, Adolfo Urso, Carmelo Briguglio, Italo Bocchino. In casa Udc, Mario Bacci ha confermato l'appoggio esterno e la fiducia ("per senso di responsabilità" etc), ma per avere un'idea delle reazioni di Marco Follini e dei suoi al zigzagare del presidente del Consiglio, il sito ufficiale dell' Udc è uno strumento irrinunciabile. Ieri sera, l'ufficio stampa ha postato un lancio dell'Ansa che non lascia molti dubbi. GOVERNO: CESA, Vorrà dire Berlusconi farà premier padania Lo ascolteremo con attenzione a Camere poi valuteremo (ANSA) - ROMA, 18 APR - ''Vorra' dire che Berlusconi fara' il presidente del Consiglio della Padania, se va avanti cosi'...''. Con questa battuta l' europarlamentare dell' udc Lorenzo Cesa lascia via Due Macelli, dove dalla sede del partito ha seguito l'evolversi della giornata politica. Cesa, incalzato dai cronisti, sottolinea che l' udc ''ascoltera' con attenzione'' le parole che il premier pronuncera' in Parlamento, a quel punto ''fara' le sue valutazioni''. Domani intanto il partito di Follini fara' una prima riunione informale con i ministri dimissionari e alcuni membri della direzione per valutare la situazione nella Cdl. Silvio Berlusconi è atteso domani 20 aprile, in Senato alle 15.30 e a Montecitorio alle 17.
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Data: Venerdí, 18 Febbraio 2005 18:40 Io ho una mini cooper benzina e mi diverto come un pazzo. Non faccio viaggi lunghissimi e non viaggio in 4. Se avessi voluto fare tutto ciò avrei preso un'altra macchina. Non ho mai preso 200 ma 180 mi bastano e avanzano. Chi dice che è scomoda e blablabla vari è solo chi non ce l'ha
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2 locali - 1 camera da letto - 1 bagno - Angolo cottura - Soggiorno - 1 terrazzo - Riscaldamento autonomo - Edificio di 2 piani - Ristrutturato - Impianti a norma - Edificio di nuova costruzione - Giardino privato (10000 mq) - Posto auto scoperto. A pochi chilometri dalla costa,caratteristica villetta di nuova costruzione ben rifinita ed arredata. Facilità d'accesso con due ingressi carrabili. Ampio terreno circostante ben piantumato e completamente recintato. euro 175.000 (VA 1222) Tutto il terreno, completamente recintato, è diviso in 5 fasce ed è ben piantumato con alberi da frutta e ulivi. E' presente una depandance (costruita in muratura all'interno di un gabbiotto metallico uso magazzino agricolo) composta da 2 camere + cucina e bagno che è da considerare precaria. Ai piedi del magazzino c'è la fossa biologica. Ci sono due sorgenti di acqua da irrigazione ed acqua potabile.
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CHIARAVALLE - Cominciata la Stagione del Teatro Comunale Due titoli brillanti, una gustosa commedia musicale, teatro pirandelliano e balletto Il cartellone della prosa di quest’anno guarda a testi destinati al teatro, alla danza e a quelli nati per il cinema Due titoli brillanti, una gustosa commedia musicale, teatro pirandelliano e balletto. La stagione di quest' anno del teatro Comunale di Chiaravalle guarda con la stessa curiosità a testi destinati al teatro, alla danza e a quelli nati per il cinema. Si comincia lunedì 8 novembre con l'anteprima assoluta di " Harry ti presento Sally" con Giampiero Ingrassia e Marina Massironi . L'adattamento teatrale diretto da Daniele Falleri restituisce lo spirito frizzante e arguto della sceneggiatura originale di Nora Ephron per il film, fra i più amati degli ultimi anni, accompagnandoci con leggerezza attraverso le vicende dei due protagonisti. Dal 2 novembre la compagnia entrerà in teatro per mettere a punto lo spettacolo. Il secondo appuntamento della stagione è con il balletto, vera novità nel programma chiaravallese . Il "Balletto del Sud" , diretto dal coreografo Fredy Franzutti , uno dei più attenti fra i giovani protagonisti della danza italiana, martedì 7 dicembre presenta " Il lago dei cigni" realizzato in chiave moderna sulla musica di aikovskij . Lo spettacolo sarà replicato mercoledì 8 alle ore 17 in una recita fuori abbonamento per i giovani. Ancora una commedia brillante tratta da un noto film, stavolta firmato dal francese Francis Veber , va in scena giovedì 27 gennaio: Neri Marcorè e Ugo Dighero sono i protagonisti de " L'apparenza inganna" diretta da Nora Venturini , dove con tocco leggero e ironico si smascherano ipocrisie e si buttano all'aria luoghi comuni. Il "Notturno pirandelliano " proposto da Michele Placido domenica 13 febbraio è composto da " La carriola" e " L'uomo dal fiore in bocca" , due atti unici tratti dalle Novelle di Luigi Pirandello . Placido tratteggia personaggi concreti, li disegna pacati e li gonfia di tutte le amarezze della loro condizione con una partecipazione calorosa. Conclusione della stagione domenica 20 marzo con il musical " My fair lady" con Corrado Tedeschi, Gaia De Laurentiis e Gian. Tratta da " Pygmalion " di George Bernard Shaw , la commedia, scritta da Friederick Loewe e Alan J . Lerner , fu portata al successo nel 1964 dal film interpretato da Audrey Hepburn . La pellicola vinse otto oscar e il testo teatrale, andato in scena per la prima volta al Mark Uelling Theatre di New York, rimase per diversi anni fra le produzioni più importanti di Broadway . La versione italiana allestita con la regia di Massimo Romeo Piparo , ne fa rivivere tutta la verve dissacrante. La campagna abbonamenti si aprirà con i rinnovi riservati agli abbonati alla stagione scorsa nei giorni di venerdì 22 e sabato 23 ottobre alla Biglietteria del Teatro Comunale aperta dalle ore 18.00 alle 20.00. Da lunedì 25 ottobre fino al 6 novembre (esclusi festivi) sarà invece possibile sottoscrivere I nuovi abbonamenti . L'abbonamento a 5 spettacoli in platea e palchi centrali è in vendita a E. 82,00, nei palchi laterali a E. 67,00. I biglietti per I singoli titolo, acquistabili dalla data del primo spettacolo alla biglietteria del teatro, sul sito www.amat.marche.it o www.charta.it e alla biglietteria Amat (tel. 071/2072439) sono in vendita a E. 16,00 platea e palchi centrali e a E. 13,00 palchi laterali. Il prezzo dei biglietti per " My fair lady" è di E. 20,00 platea e palchi centrali, E. 17,00 palchi laterali. Per informazioni: Teatro Comunale corso Matteotti, 116 Chiaravalle ( An ) 071/7451020 -Biblioteca Comunale 071/9499248, Amat tel 071/2072439. Inizio di tutti gli spettacoli ore 21.15. Replica dell' 8 dicembre ore 17.00.
CURRENT URL http://www.crinale.it/forum/post.asp?method=ReplyQuote&REPLY_ID=31934&TOPIC_ID=2831&FORUM_ID=11&CAT_ID=3&Forum_Title=Meteo+crinale&Topic_Title=Info+meteo+per+12a+alba+sul+Cusna&M=
[quote] Sabato pomeriggio probabili temporali sparsi, ma che si dissolveranno entro... le 19! O poco dopo: non lasciatevi intimorire (ma siate comunque prudenti!) perchè anche se alle 19 dovesse esserci ancora qualche temporale (comunque si tratterà di fenomeni sparsi) si andrà verso un rapido rasserenamento, preludio di una notte stellata che, sul crinale, dovrebbe essere spettacolare! Domenica bel tempo con cappa di foschia, smog e schifezze varie verso la pianura. Basso, quasi nullo, il rischio di temporali per domenica. Se riesco vi dò altri dettagli su vento e temperature. Se non riesco vi auguro da adesso buona escursione!!!! Con un obbligo: portare dal vostro freezer 1 litro di neve a testa da scaricare in un profondo canalone! [:7] E... se sarete in tanti scommetto che qualcuno oserà pure sciare su quella neve... artificialissima! Vava [/quote] Modalità: Aiuto Chiedi Base Includi firma. Notifica via e-mail la risposta di altre persone alla discussione. D I S C U S S I O N E Vava Inserisci il gettone e ottieni la... previsione! Vava Vava Sto elaborando... Vava Vava Sabato pomeriggio probabili temporali sparsi, ma che si dissolveranno entro... le 19! O poco dopo: non lasciatevi intimorire (ma siate comunque prudenti!) perchè anche se alle 19 dovesse esserci ancora qualche temporale (comunque si tratterà di fenomeni sparsi) si andrà verso un rapido rasserenamento, preludio di una notte stellata che, sul crinale, dovrebbe essere spettacolare! Domenica bel tempo con cappa di foschia, smog e schifezze varie verso la pianura. Basso, quasi nullo, il rischio di temporali per domenica. Se riesco vi dò altri dettagli su vento e temperature. Se non riesco vi auguro da adesso buona escursione!!!! Con un obbligo: portare dal vostro freezer 1 litro di neve a testa da scaricare in un profondo canalone! E... se sarete in tanti scommetto che qualcuno oserà pure sciare su quella neve... artificialissima! Vava Ino Sono fiducioso... ci faremo dei gavettoni durante i passaggi nel bosco come due anni fa... ma la notte sarà nostra!!! ----------- Maaa iooo portai un po' di vino... iooo cheee di donne non ne ho... Dave prevedo dell'umido... azzz Andrea Grazie delle notizie Vava!!! Sono ottimista pure io. Anche se dovesse esserci davvero il classico temporale pomeridiano non c'è da preoccuparsi. Il Passone con il 99,9% di umidità è comunque un'esperienza... ---------------- Girarsi indietro a guardare e pensare: "Quella è la mia traccia, dunque esisto". Vava Tira aria di gavettoni...? Vava ale Te comunque tienici aggiornati se puoi, grazie 1000 Un impegno concreto: meno tasse per gli snowboarder! Più pilu (e powder) per tutti! (Programma elettorale del Partito "Più Pilu per tutti") Vava Confermo la mancanza di precipitazioni, anche se temo che la presenza di nubi alte vi nasconda parecchie stelle. Sabato le temperature a 1500m dovrebbero oscillare tra i 12 dell'alba e i 20 del pomeriggio. Più in alto le massime saranno inferiori: sul crinale (proprio sulla cima, attorno ai 2000m) dovreste avere delle minime sugli 11-12°C e massime sui 15-16°C. Domenica un paio di gradi in più. Il vento dovrebbe soffiare... indoviante un pò? Da SW! Però sarà debole, al più moderato in cima e sui valichi (praticamente dove sarete voi!). Non dovrebbe comunque darvi granchè fastidio.
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La sera di Pasqua don Giuseppe Cazzaniga, parroco di San Giuseppe Lavoratore di Cernusco sul Naviglio, è stato aggredito da alcuni giovani in canonica in cerca di denaro. di Luisa Bove E' una brutta storia quella accaduta a Cernusco sul Naviglio la domenica di Pasqua a don Giuseppe Cazzaniga, parroco di San Giuseppe Lavoratore. Il prete è stato aggredito in canonica da alcuni giovani che cercavano denaro. Quando hanno chiesto la combinazione della cassaforte, il sacerdote 73enne non è stato in grado di ricordare i numeri. Era confuso e spaventato e a nulla sono servite le percosse, così alla fine i malviventi lo hanno chiuso in una stanza. Gli aggressori hanno poi dovuto accontentarsi degli euro frutto delle offerte degli ultimi giorni. Don Giuseppe è riuscito poi a chiedere aiuto e finalmente sono accorsi alcuni giovani. Inutile l'inseguimento degli aggressori, che sono fuggiti lasciando anche il bottino. «La situazione sanitaria di don Giuseppe è assolutamente sotto controllo», assicura don Luigi Caldera, decano di Cernusco sul Naviglio, che l'altra sera ha fatto visita al parroco. «Il parroco ha riportato ferite alla testa e al volto, e ha la mano sinistra fasciata, forse presto sarà dimesso», ma più che altro «ha subito un forte shock ed è questo l'aspetto più preoccupante». Non è la prima volta che un prete viene aggredito in canonica, e pur ammettendo che si tratta di «un fatto grave e pesante», don Caldera non vuole si drammatizzi. «Capita ai sacerdoti in canonica, ma purtroppo anche a tante persone nelle case», commenta, «quello che dico è di convivere con queste cose. Non che vadano bene e che non ci siano problemi, ma evitiamo di drammatizzare. Poi, certo bisognerà cercare dei rimedi». Tra i possibili rimedi per evitare che simili episodi si ripetano c'è quello di garantire più controlli, ma per il decano «occorre sicurezza per tutti, non solo per i preti». Dopo di che «mi fa molto piacere che il sindaco abbia chiesto un rafforzamento delle forze di polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza, e che stia pensando di mettere telecamere a circuito chiuso davanti a tutte le chiese e alle case dei sacerdoti». L'aggressione in realtà non ha colpito soltanto il parroco, ma «l'intera comunità», ha spiegato don Caldera. Oltre all'aspetto fisico e psicologico, il decano parla di "offesa" ai parrocchiani da parte di «responsabili che non hanno nessuna relazione con i nostri ambienti». Il parroco dall'ospedale continua a ripetere che si è trattato di italiani, non di stranieri. Don Giuseppe Cazzaniga ha avuto subito la comunità vicina, avvertita dell'accaduto durante le messe del lunedì dell'Angelo. Ieri per tutto il giorno c'è stato un "pellegrinaggio" all'ospedale di fedeli che volevano incontrare il loro parroco, alla guida della comunità cristiana da 29 anni. Da poche settimane don Giuseppe viveva solo, un mese fa infatti è morta la sua domestica. «Tranne uno, i preti di Cernusco sono tutti da soli in casa», spiega il decano, «pensare a forme di vita comune non serve, perché aggressioni avvengono anche nelle famiglie». Ciò che resta dopo una vicenda come quella di domenica scorsa, ha commentato ancora don Caldera, «è la conferma che Cernusco non è un'isola felice (lo dice uno che è stato 18 anni a Cinisello Balsamo), insomma i problemi ci sono anche qui. E poi in queste cose spesso sono coinvolti anche i nostri ragazzi. Al di là dei parchi gremiti pieni di gente ieri, alle piazze stupende e alla vivibilità della città, qualche disagio c'è». Il decano non intende dare giudizi sugli aggressori del sacerdote, dice solo: «Li considero sfortunati, perché se si riducono così significa che non hanno avuto molto dalla vita». Ma questo non vuol dire giustificarli.
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- Due rumeni senza permesso di soggiorno sono stati espulsi: guadagnavano 600 euro al mese Lavoro irregolare: blitz della polizia nei cantieri Questa mattina, la Polizia del Commissariato di Luino, coadiuvata dagli agenti del dipendente valico di Gaggiolo, ha effettuato dei controlli a quattro cantieri edili allo scopo di verificare la presenza di lavoratori in nero. In un cantiere sono stati trovati due rumeni senza permesso di soggiorno colti a lavorare senza contratto di lavoro. Gli stessi hanno dichiarato di percepire quattro euro l'ora e circa seicento euro al mese, senza alcuna assicurazione sanitaria. I due extracomunitari (di 25 e 30 anni), sfruttati loro malgrado, sono stati espulsi, dopo una udienza davanti al giudice di pace di Varese (il tutto nella medesima giornata) con la quale ha disposto l'accompagnamento coatto alla frontiera. Pertanto sono stati portati all'aeroporto di Malpensa e imbarcati su un volo per la Romania. Il datore di lavoro sarà denunciato per una serie di reati. Giovedi 12 Maggio 2005
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Ciao a tutti, mi chiamo Eduardo e sono un nuovo iscritto. Ho un problema con Dreamweaver e ho bisogno del vostro aiuto. Ho preso un sito già esistente per aggiornare, non sono assolutamente un professionista dell'area, creato con Dreamweaver. Le pagine sono create con dei frame e all'interno ci sono dei livelli con il contenuto. Fatto sta che ieri dovevo aggiornare il contenuto di un livello e quando ho dato l'enter per inserire del testo tutto il contenuto del frame è sparito, vedendo l'anteprima sul browser però è tutto lì immutato. Comunque sulla pagina di lavoro non ci si vede niente; basta inserire un filetto orizzontale, un enter, un copia incola per far sparire tutto. Morale della favola, non riesco a lavorare. Ho provato a scaricare la pagina del server e aggiornare quella ma dopo un pò mi succede lo stesso. Vado sulla palette Layer e il livello c'è ed è visibile, ne ho provato tante ma sinceramente non sono in grado di risolvere il problema, ho pensato a reinstallare Dreamweaver, mah... Non sono in grado di lavorare con il codice e non mi interessa nemmeno. Uso Dreamweaver 7.0.1 (penso sia la versione più aggiornata) con un MacOS X 10.3.8. Qualche suggerimento? Grazie Sticky Seleziona questo checkbox per fare di questo thread uno 'sticky'.
CURRENT URL http://blog.ilpassaporto.kataweb.it/ppblog/page/FPacifici/blog/20051111
2005-07-21 11:25:55.0 Proteste al Cairo per il caos delle chiamate alla preghiera Troppo rumorose le mattine del Cairo. Troppi i richiami alla preghiera dell’alba dalle moschee della città. Le mille voci dei muezzin (uomini incaricati di salmodiare cinque volte al giorno il richiamo alla preghiera) sono diventate un incubo per i cittadini: impossibile dormire con quei richiami. Soprattutto per il fatto che ogni moschea ha il suo, e le voci che rompono il silenzio delle notti cairote sono tante. Si sovrappongono l’una all’altra creando una gran confusione. I cittadini del Cairo si sono ribellati a questo inquinamento acustico che li assilla ad ogni alba, inviando molte proteste all’Università di Al Azhar, il centro principale dell’Islam sunnita, e al Ministero degli Affari religiosi egiziano. E il diritto alla quiete per i sedici milioni di abitanti della capitale egiziana forse sarà riconosciuto: il Ministero degli Affari religiosi ha proposto che il richiamo alla preghiera del mattino (azan) dovrà essere solo uno per tutte le moschee. Una registrazione dovrebbe essere distribuita ai centri religiosi della città per essere trasmessa contemporaneamente alle cinque chiamate alle preghiere giornaliere. La decisione di unificare il richiamo alla preghiera ha suscitato però aspre polemiche nel mondo musulmano. Per alcuni religiosi l’iniziativa potrebbe essere il primo passo verso l’unificazione dei sermoni dei predicatori, e dunque verso il controllo definitivo da parte degli organi di potere: “La maggior parte degli ulema è contraria a questa proposta – ha dichiarato all’Ansa un ricercatore di Al Azhar, che ha chiesto di rimanere nell’anonimato -. Essa non passerà mai, Dio stesso la fermeràâ€. Un’altra obiezione è legata alla sfera lavorativa: sostituire il canto del muezzin con una registrazione causerà la disoccupazione di migliaia di persone che andranno ad incrementare il numero dei cittadini senza lavoro. E per alcuni religiosi esiste anche un altro pericolo: alla fine la tecnologia porterà i musulmani a pregare davanti allo schermo televisivo. Magari con l’immagine della Mecca sullo sfondo. Il direttore dell’Università di Al Azhar, Maher Al Haddad, si è espresso invece positivamente sulla proposta del Ministero: â€œÈ un’ottima soluzione, che abbiamo approvato in via di principio – ha dichiarato all’Ansa -. Non capisco perché crei tanto clamore. Molti paesi arabi usano questo sistema per il richiamo alla preghiera, dalla Giordania, al Libano, al Maroccoâ€. Per il momento nessuna decisione è definitiva. È stato costituito infatti un comitato per riflettere sulle varie posizioni discordanti e per deliberare infine una giusta soluzione. Indirizzo permanente del post Commenti [11] 2005-07-15 12:56:48.0 Il pericolo di fare il barbiere a Baghdad Stanno chiudendo tutti i barbieri di Baghdad. La confusione della guerra ha colpito anche loro, e il mestiere che facevano è diventato troppo pericoloso: rischiano ogni giorno di trovare il negozio devastato, o addirittura di morire per mano dei musulmani radicali sunniti. I capi religiosi dell’Islam, sunniti e sciiti, sostengono che un buon musulmano non deve rasarsi. Tagliarsi la barba è contro i principi della religione islamica. Ma solo i fondamentalisti sunniti hanno cominciato una vera e propria crociata contro i visi sbarbati: secondo il Ministero dell’Interno iracheno circa 20 barbieri sono stati assassinati, due clienti uccisi e molti negozi danneggiati nelle aree in cui la presenza dei radicali sunniti è più massiccia. Le zone più sicure per fare il barbiere sono diventate quelle dove vivono gli sciiti, nonostante anche il massimo leader spirituale sciita, il Grande Ayatollah Ali Al Sistani, si sia pronunciato contro il taglio della barba. I negozi dei barbieri si trovano dunque più spesso nei dintorni di Sadr City, mai nelle zone abitate da etnie miste. Chi vuole rasarsi è ormai costretto a stare attento, per non rischiare di essere assassinato dai radicali sunniti, i quali accusano gli uomini senza barba di voler apparire come i soldati dell’esercito nemico statunitense. «Ho clienti che vengono da molto lontano – dice Ali Habin, barbiere a Sadr City -. I giovani uomini che frequentano il mio negozio arrivano da quartieri come Shaab e Ur, luoghi in cui si sono verificati molti attacchi contro i negozi dei barbieri». Sadr City, a nord est di Baghdad, è abitata solo da musulmani sciiti, e lì i sunniti non si avventurano mai. Un posto sicuro, almeno per tagliarsi la barba. Indirizzo permanente del post Commenti [0] 2005-07-12 21:02:52.0 Donna saudita alla guida per salvare il marito Una scelta tragica, quasi quanto quella di Antigone. La legge o l’amore per il marito. Il divieto di guidare l’auto secondo il codice del Regno saudita, o il tentativo disperato di portare al più presto in soccorso il marito colto da un malore. La donna ha scelto di sfidare le leggi del suo paese: ha visto il suo compagno accasciarsi sul volante ed è passata subito alla guida dell’auto. Secondo il quotidiano Al-Watan i due coniugi stavano viaggiando in macchina dalla città di Damman verso la capitale Riyadh, quando l’uomo ha cominciato ad avere difficoltà respiratorie e ha perso conoscenza. La donna non ci ha pensato due volte: ha preso subito il volante, ha guidato per circa 15 chilometri fino alla stazione di servizio più vicina, e lì suo marito è stato curato. Un atto eroico che si scontra con la rigida legislazione saudita che vieta alle donne di guidare, ma allora come ha fatto la protagonista dell’episodio a condurre l’auto per 15 chilometri? Il marito, dopo essere stato soccorso, ha dichiarato di avere insegnato a guidare a sua moglie durante le loro gite lontano dai centri urbani. Lo scorso maggio era stata sottoposta un'istanza al Consiglio del Regno saudita che chiedeva di ritirare il divieto di guida per le donne. L'esito è stato però negativo: il Ministro dell’Interno, Nayef bin Abdul Aziz, ha respinto la richiesta definendola secondaria rispetto ad altre questioni. Indirizzo permanente del post Commenti [1] 2005-07-06 09:49:57.0 L’anniversario della liberazione dell’Algeria Quarantatre anni fa, il 5 luglio 1962, l’Algeria divenne uno Stato indipendente. La guerra algerina per la liberazione dal dominio francese fu una delle più drammatiche nella storia del colonialismo. Ieri in tutto il paese ci sono stati festeggiamenti per ricordare l’anniversario di una vittoria che liberò gli algerini da 130 anni di dominio coloniale. Mostre, manifestazioni e concerti hanno celebrato lo storico avvenimento. A Setif, città che si trova 400 km a sud di Algeri, è stato festeggiato per l’occasione un grande matrimonio collettivo di 120 coppie di sposi. Ma il panorama dell’indipendenza algerina è ancora oscurato dai rapporti non sempre distesi con il governo francese, e soprattutto è costretto a fare i conti con un paese che vive ancora nella povertà e nel malessere. In un articolo del quotidiano “Le Jeune Independantâ€, il commento di Mohamed Badaoui è chiaro in proposito: «È sorprendente il fatto che la festa del 5 luglio, che rappresenta la rottura con un antico ordine ingiusto e traumatizzante non abbia ancora assunto una vera dimensione popolare. Sembra che gli algerini non abbiano trovato il modo per perpetuare la gioia di avere riscoperto la sovranità sulla loro terra». Il commentatore algerino rintraccia la causa di tale “freddezza†nel fatto che oggi molti, troppi algerini sono esclusi dai benefici dell’indipendenza ottenuta nel 1962: «Quasi mezzo secolo dopo milioni di algerini vivono nella disillusione: sono stanchi, delusi, amareggiati e si trovano in condizioni precarie. (…) Le ricchezze e le risorse del suolo algerino sono destinate solo a una minoranza di persone, le quali tra l’altro impediscono e bloccano tutte le iniziative di coloro che vogliono migliorare il loro destino. (…) La rabbia del popolo d’Algeria aumenta poi quando in televisione sentono dire, quasi cinicamente, che all’estero l’Algeria è considerata come un nuovo Eldorado». Indirizzo permanente del post Commenti [1] 2005-06-27 11:45:55.0 Iraq, una radio per la voce delle donne Una radio per le donne: tra le bombe, la disperazione e la voglia di ricostruire l’Iraq. Una voce che spiega che la democrazia deve passare per forza attraverso il riconoscimento dei diritti femminili: «Questa radio è una voce per le donne del paese. Per parlare dei loro diritti, delle loro ambizioni, dei loro sogni e dei loro problemi senza esitazione», ha dichiarato la direttrice della stazione radio, Majed Rahak. I programmi di questa iniziativa mediatica, avviata lo scorso aprile, vanno in onda tutti i giorni a Baghdad. Si chiama Radio Al-Mahaba, che in arabo vuol dire “amoreâ€, ed è supportata dal Fondo delle Nazioni Unite per lo sviluppo delle donne (UNIFEM): «Si tratta di un progetto che ha l’obiettivo di incoraggiare, rafforzare e supportare le donne irachene nel loro percorso di acquisizione dei propri diritti attraverso l’unione di uguaglianza e dignità», ha affermato la rappresentante irachena del programma UNIFEM, Besma Al-Kateab. La radio è giovane, ma la volontà di impegnarsi per arricchirla e per incrementare i programmi è tanta. Per il momento Radio Al-Mahaba va in onda otto ore al giorno, con programmi di vario genere che coniugano gli interessi politici e civili alle esigenze di tutte le donne e madri di famiglia: consigli, programmi culturali per conoscere il diritto internazionale, dibattiti sul ruolo delle donne nel nuovo Iraq, interviste a donne irachene famose e impegnate nella vita civile del paese. In futuro sicuramente la radio incrementerà il suo palinsesto. L’obiettivo ultimo per le persone che hanno lavorato al progetto è quello di far uscire le irachene alla luce del sole, per poter ricostruire un paese migliore, in autonomia e in libertà. Indirizzo permanente del post Commenti [1] 2005-06-21 11:30:37.0 “L’enfant endormiâ€, un film marocchino sull’immigrazione premiato al Napoli Film Festival Ha vinto la sezione “Europa, Mediterraneo†della settima edizione del festival del cinema di Napoli. “L’enfant endormiâ€, “Il bambino addormentatoâ€, un film di una giovane regista marocchina, Yasmine Kassari, che racconta l’immigrazione vista da chi rimane a casa. Dalle donne che aspettano i loro uomini partiti per terre lontane a cercare un po’ di fortuna. La storia del film si sviluppa intorno alle vicende della giovane Zainab, che subito dopo il matrimonio è costretta a separarsi dal marito, deciso a partire dal Marocco per raggiungere clandestinamente il sud della Spagna. Zainab è incinta e rimane da sola, ma non vuole mettere al mondo il figlio senza il suo compagno. Con un rituale tradizionale addormenta così il feto e vive ogni giorno nell’attesa del ritorno del marito. Sola, in un paese in cui non è facile per le donne vivere senza essere accompagnate, e con una grande tristezza nel cuore. «È un film sulle donne del Marocco – ha dichiarato la giovane regista all’agenzia AnsaMed - ma anche sulle donne di tutta quella parte del mondo in cui gli uomini sono costretti a partire per cercare lavoro lontano da casa. Volevo spiegare che, per ogni immigrato in Europa, c’è una donna con il cuore spezzato in patria». Yasmine Kassari mostra dunque una prospettiva troppo spesso lontana dai pensieri delle persone che vivono in Europa: «Ho ritenuto necessario sovvertire la visione che gli europei hanno degli immigrati – continua la regista -. Quando un europeo pensa all’immigrato gli vengono in mente criminalità o violenza, ma non sofferenza e sacrificio». La regista marocchina non dimentica infine di narrare nel suo film l’ulteriore diffidenza che sono costretti a subire i migranti di fede musulmana: «Il rapporto dell’Occidente con l’Islam è distorto dalla mancanza di conoscenza e consapevolezza. L’Islam non è un’ideologia, ma è una religione che va conosciuta perchè ha una sua storia». Indirizzo permanente del post Commenti [3] 2005-06-14 11:00:19.0 Il cellulare islamico arriva in Europa Chi ha detto che la religione islamica non riesce ad adattarsi alla contemporaneità? Una compagnia telefonica degli Emirati Arabi Uniti ha lanciato da tempo un telefono cellulare esclusivamente dedicato alla clientela musulmana. Un portatile che ha in memoria il testo del Corano, che indica la direzione della Mecca ovunque ci si trovi, e che dal promemoria lancia le chiamate alla preghiera. Cosa manca? Nulla, a parte la possibilità di scattare foto digitali, ma per un buon musulmano le immagini sono vietate, come insegnano le autorità del Regno Saudita, dove i telefonini con dispositivo per le foto sono banditi. Questo particolare telefonino si chiama I800: nel mondo arabo già molte persone lo usano, con la benedizione dell’Università Al-Azhar del Cairo, il più importante punto di riferimento per i musulmani sunniti. Ma a partire dalla fine di giugno anche i numerosi musulmani residenti in Olanda, Belgio e Lussemburgo potranno acquistare nei negozi di telefonia mobile il cellulare della Ilkone per circa 300 euro. Indirizzo permanente del post Commenti [5] 2005-06-10 12:40:00.0 Le autorità giordane allargano le maglie della censura Quando in un paese si censurano libri, stampa e pubblicazioni in genere si colpisce il virtuoso movimento della circolazione della cultura. Un movimento che comunque, seppur ferito, è difficile da arrestare. La Giordania, attraverso il meticoloso lavoro del Dipartimento Pubblicazioni ed Editoria (PPD), ha sempre controllato libri, romanzi e giornali prima di permettere la loro diffusione nel paese. Il motivo ufficiale del controllo? Evitare i seguenti pericoli: offesa al governo, alla famiglia reale o ai gruppi religiosi. La situazione cambierà a breve e forse la circolazione della cultura riprenderà in parte il suo movimento in Giordania: secondo l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite il ministro della Cultura giordano ha annunciato che le pubblicazioni locali e internazionali non saranno più censurate nel suo paese. Il direttore del Dipartimento Pubblicazioni ed Editoria, Ahmad Kodat, ha informato le Nazioni Unite che l’azione per una maggiore libertà di stampa fa parte di una strategia più ampia, volta a creare uno spazio per la libertà di espressione e la creatività. D’ora in poi il PPD potrà dare il via libera alle pubblicazioni senza entrare nel merito dei contenuti, e dovrà inoltre lavorare per lo sviluppo dell’industria editoriale in Giordania. Unico neo: i tempi non sembrano ancora maturi per alleggerire la censura su tutti i libri, inclusi quelli che trattano di questioni religiose. Indirizzo permanente del post Commenti [1] 2005-06-06 16:17:01.0 Kuwait, inizia la prima campagna elettorale al femminile Una donna candidata alle elezioni parlamentari: è un evento talmente straordinario per il Kuwait, che Aisha Al-Rasheed ha dato il via alla sua campagna elettorale due anni prima delle prossime elezioni parlamentari, in programma per luglio del 2007. Aisha Al-Rasheed è una giornalista conosciuta nel piccolo stato del Golfo, una donna attiva e determinata, che lotta da tempo per i diritti femminili. Ella ha annunciato la sua candidatura alle prossime elezioni appena pochi giorni dopo che le autorità del Kuwait hanno concesso alle donne il diritto di votare e di partecipare alle corse elettorali. Dopo l’annuncio di Aisha Al-Rasheed altre quattro donne hanno dichiarato di avere in programma di candidarsi alle parlamentari del 2007: una scrittrice, due attiviste per i diritti femminili e una docente universitaria. Nel frattempo la neo candidata Rasheed ha sottolineato di voler impegnarsi per far sì che le donne del suo paese prendano coscienza del significato del diritto che è stato loro riconosciuto: «Le donne del Kuwait in passato hanno potuto candidarsi alle elezioni studentesche, a quelle delle organizzazione non governative o delle cooperative, ma questa è la loro prima esperienza in politica, in parlamento». Si preannuncia densa la battaglia elettorale di Aisha Al-Rasheed, la quale ha addirittura deciso di presentarsi nel collegio elettorale di Kiefan, un sobborgo a sud di Kuwait City che è la roccaforte dei salafisti, seguaci di una corrente molto radicale dell’Islam. Principale obiettivo del programma della candidata è porre fine a tutte le discriminazioni contro le donne del suo paese, in particolare contro le vedove, le divorziate e le donne che hanno sposato uomini stranieri: «Se sarò eletta mi batterò per cambiare le leggi di questo paese. Io sono convinta che la sharia possa accontentare anche i diritti sociali delle donne». Indirizzo permanente del post Commenti [0] 2005-06-01 16:10:33.0 Le autorità egiziane rovinano la festa dello scrittore Ali Salem Ali Salem, sessantanove anni, è considerato uno dei principali autori egiziani contemporanei. Era stato invitato dall’Università israeliana “Ben Gurion†per ricevere una laurea “honoris causaâ€, ma le autorità egiziane gli hanno impedito di attraversare la frontiera. Salem è impegnato da molti anni nei movimenti per la pace e per il dialogo tra Egitto e Israele. Probabilmente è stato questo ad infastidire le autorità egiziane. A detta della stampa israeliana nei giorni scorsi l’autore ha cercato di raggiungere Israele per due volte: attraverso un viaggio via terra e con un volo aereo. Niente da fare. La consegna della laurea era stata organizzata per il 31 maggio, ma Ali Salem è stato bloccato dai servizi di sicurezza egiziani e non ha potuto lasciare il paese. Il presidente dell’Università Ben Gurion si è dichiarato sorpreso dall’atteggiamento delle autorità egiziane, e Ali Salem ha inviato comunque un discorso che è stato letto dal suo amico Amos Oz, scrittore israeliano. Amos Oz ha espresso alla stampa tutta la sua disapprovazione: «Impedire la visita in Israele a un pacifista convinto come il mio amico Ali Salem è un’offesa e un’umiliazione per tutti i sostenitori della pace». Dal Cairo invece l’autore egiziano ha dichiarato di non voler lasciarsi vincere dallo sconforto e di avere intenzione di raccontare in un articolo tutta la vicenda. Ali Salem è conosciuto per le sue prose pungenti e per i suoi attacchi alla corruzione della società egiziana. Negli ultimi anni ha scritto numerose storie umoristiche e articoli pubblicati dalla stampa egiziana e internazionale. Quello previsto per il 31 maggio non sarebbe stato il primo viaggio di Ali Salem in Israele: ce ne sono stati altri, e l’esperienza della sua prima visita nello stato ebraico è custodita nel libro intitolato “Una giornata in Israeleâ€. Indirizzo permanente del post Commenti [2] 2005-05-24 10:49:00.0 La Sardegna si apre alla cultura araba La biblioteca comunale di Cagliari ospiterà dal mese prossimo una sezione dedicata interamente alla cultura e alla civiltà araba. È stato annunciato ieri in una conferenza stampa dall’assessore regionale alla pubblica istruzione, Elisabetta Pilia, dal sindaco di Cagliari, Emilio Floris, e dall’assessore comunale alla cultura, Giorgio Pellegrini. Un progetto ambizioso, che nasce da un programma di cooperazione che la Regione Sardegna ha avviato con il Ministero della cultura tunisino, coinvolgendo la biblioteca regionale di Tunisi e l’Unione degli editori tunisini, algerini e libanesi. Probabilmente la biblioteca di cultura araba di Cagliari porterà il nome del pittore tunisino Brahim Dhahakl, scomparso lo scorso anno e ospite per due volte della città di Cagliari, alla quale ha lasciato alcune sue opere che verranno esposte nei locali della biblioteca. Già duecento libri sono stati donati alla Sardegna come patrimonio iniziale del progetto, libri di autori contemporanei algerini, libanesi e tunisini. Una selezione studiata da alcune case editrici arabe, che hanno pensato anche ai bambini sardi, inviando molti testi di narrativa per l’infanzia. Nel giro di due anni, hanno annunciato i rappresentanti del Comune di Cagliari, la sezione araba della loro biblioteca sarà arricchita di tanti volumi in lingua araba con la finalità di creare una mediateca del Mediterraneo e un centro culturale significativo. Le spese per i volumi in arrivo, che ammontano a circa 40 mila euro, saranno sostenute dalla Regione, che ha già preso accordi con gli editori dei paesi arabi, lanciando a tutto il Mediterraneo un messaggio di civiltà che speriamo sia seguito da molte altre regioni. Indirizzo permanente del post Commenti [0] 2005-05-19 23:28:48.0 Grande successo ad Algeri per l’Arlecchino di Strehler La storia di Arlecchino ieri sera ha attraversato il Mediterraneo fino ad Algeri: è stato un successo. Il famigerato “Arlecchino servitore di due padroni†di Giorgio Strehler ha conquistato il pubblico del teatro nazionale della capitale algerina. Caldi e lunghi gli applausi che hanno accolto la maschera veneziana interpretata da Ferruccio Soleri, il quale ha anche pronunciato qualche battuta in lingua araba. Il pubblico ha potuto comprendere il resto della commedia grazie ai sottotitoli in francese, ascoltando il suono del dialetto veneziano. La rappresentazione del Piccolo teatro di Milano, organizzata dall’Ambasciata d’Italia e dall’Istituto di cultura italiano all’interno del Festival europeo della cultura, è stata presentata dal Ministro della cultura algerino Khalida Toumi, che nel suo discorso di saluti ha ricordato con commozione l’adattamento arabo della commedia di Goldoni. L’Arlecchino fu rielaborato e presentato per la prima volta ad Algeri nel 1959 da una delle figure più importanti del teatro algerino: Abdelkader Alloula, ucciso nel 1994 dagli integralisti musulmani che in quegli anni terrorizzarono l’Algeria. Ieri sera la commedia goldoniana ha soddisfatto in modo particolare le donne presenti alla rappresentazione, che alle parole di Smeraldina “le leggi sono fatte dagli uomini†hanno riempito la sala di applausi. Uno spunto tutto veneziano per ricordare ai presenti la situazione attuale delle donne algerine, che aspirano ancora alla modifica del codice della famiglia per il riconoscimento dei loro diritti e della loro autonomia. Indirizzo permanente del post Commenti [1] 2005-05-16 15:40:28.0 Le diverse memorie Ieri nei Territori palestinesi le strade sono state invase da gente e bandiere per ricordare e celebrare il giorno della nabka, della catastrofe. Cinquantasette anni fa nasceva lo Stato di Israele: finalmente gli ebrei avevano una loro patria, ma circa 700.000 palestinesi furono cacciati dalle proprie case. Un’unica data, ma due storie diverse, due memorie diverse: da una parte la commemorazione gioiosa e festiva, dall’altra il ricordo di una delle pagine più nere della storia. Gli israeliani hanno festeggiato giovedì, secondo il calendario ebraico, con manifestazioni di commemorazione e ieri è stata la giornata dei palestinesi. Il clima per le strade della Striscia di Gaza e della Cisgiordania non è stato quello di giovedì a Gerusalemme o a Tel Aviv. Nell’aria c’era tanta rabbia. «Il nostro popolo non potrà mai dimenticare e nessuna generazione perderà la memoria di quel che è accaduto nel 1948 – ha dichiarato il presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas con una dichiarazione rilasciata in televisione -. Quel giorno è stato commesso un crimine contro un intero popolo, cacciato dalla propria terra e costretto a fuggire per le città di tutto il mondo». Memorie storiche diverse, difficili da conciliare, non a caso la questione del diritto al ritorno in patria è il tema più spinoso degli accordi di pace e delle politiche che mirano alla risoluzione del conflitto israelo-palestinese. Indirizzo permanente del post Commenti [2] 2005-05-12 19:10:16.0 Polemiche a Cannes sul film iracheno in concorso Mentre in Iraq la violenza continua a colpire, nonostante la formazione del governo di Al Jaafari, gli echi delle divisioni tribali del popolo iracheno sono arrivati anche al Festival del cinema di Cannes. Ieri è stata proiettata l’anteprima di “Kilometre Zeroâ€, primo film iracheno in concorso al festival, girato dal regista curdo Hiner Saalem. Il lungometraggio ha provocato da subito commenti polemici. La storia non è di questi giorni, non è di questo Iraq. Racconta le vicende di un curdo iracheno chiamato alle armi dall’esercito di Saddam Hussein nella guerra contro l’Iran. Siamo nel 1988, ma i riferimenti alla contemporaneità per Al Jazeera sono chiari: «Il film invita a fare confronti con l’attuale guerra condotta dagli americani, grazie al supporto di scene contemporanee che mostrano la reazione dei protagonisti a Parigi: prima il loro stupore e poi la gioia per la caduta di Baghdad». La polemica di Al Jazeera poi si fa ancora più sottile. Vengono riportati due commenti al film, uno di Harlan Jacobson, giornalista americano del quotidiano Usa Today e uno della libanese Carla Toubia dell’emittente televisiva araba Abu Dhabi. L’americano: «Questo regista non nuota nelle acque del pensiero europeo. Una gettata di freschezza». La libanese invece ha definito il film “umiliante†per la chiara tendenza nazionalista curda a danno della maggioranza araba del popolo iracheno: «Tutti sanno quello che è accaduto in Iraq e quel che ha fatto Saddam Hussein, ma il film ha mostrato solo l’odio della gente, che invece ha sofferto e non ha potuto fare nulla contro il regime». Indirizzo permanente del post Commenti [2] 2005-05-09 16:14:50.0 Riscrivere la storia araba al femminile È una delle organizzazioni non governative più attive al Cairo, si chiama Women and Memory Forum. Una ong fondata nel 1997 da cinque donne - Omayma Abu Bakr, Hoda Al-Sada, Somaya Ramadan, Hala Kamal e Iman Bibars - impegnata da più di otto anni a cercare di riscrivere la storia secondo una prospettiva femminile: “La nostra ong è un’organizzazione di donne nata come centro di ricerca – spiega Hala Kamal -. Abbiamo cominciato come ricercatrici, studiando la posizione e il ruolo delle donne nella storia dell’Egitto. Il nostro obiettivo è quello di rileggere la storia della cultura araba prendendo in considerazione le azioni e le attività delle donneâ€. Perché questo sforzo? Per il gruppo di ricercatrici il loro lavoro potrebbe contribuire a restituire un equilibrio alla memoria culturale collettiva del mondo arabo, deviata dall’esclusione delle donne. Negli ultimi otto anni il Forum ha raccolto documenti e biografie femminili di personaggi che nel secolo scorso hanno partecipato alla vita pubblica del paese, con grande attenzione per le donne che hanno giocato un ruolo decisivo all’interno del movimento femminista arabo. Come parte di questo grande progetto di rivisitazione storica la ong sta poi lavorando su alcune pubblicazioni, come ad esempio “Le femministe†(Al-Nisayyat). Ma la donne del Women and Memory Forum hanno anche riscritto racconti popolari, senza esclusione per le celebri “Mille e una notteâ€. Per la diffusione delle ricerche il Forum pubblica un libro ogni anno e una serie di riviste e documentazioni occasionali. In questo momento il Women and Memory Forum sta lavorando anche a due ambiziosi progetti di studio: uno sulla professione medica femminile nelle società musulmane, e un altro sulle donne e la vita religiosa nella storia medievale araba. Non solo storia e letteratura però. Le attività della ong del Cairo si estendono anche al cinema e all’organizzazione di convegni, conferenze, letture e seminari. Ma il vero punto di partenza è la scuola e il coinvolgimento degli studenti: “Non vogliamo che le persone comprendano il significato delle differenze di genere solo da grandi. Ci impegniamo molto affinchè questi temi diventino parte della nostra cultura fin dall’infanziaâ€.
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- Non ce l'hanno fatta i nove piloti italiani che volevano battere il primato mondiale attualmente fermo a 424 chilometri Maltempo implacabile: fallisce il record di distanza di volo libero Non è riuscito in Sudafrica il tentativo dei piloti italiani di superare il record del mondo di distanza in volo libero (cioè senza motore) con il parapendio, attualmente fermo a 424 km. Ermanno Pedroncelli, un vigile del fuoco di Sondrio attuale detentore del record italiano con 223 km, Matteo Wieber, Giorgio Corti, Gabriella Ronchi, gli istruttori Enrico Frigerio e Valeria Restelli, tutti di Suello (Lecco), Giorgio Sabbioni di Vimercate (Milano), Marcello Tessieri di Bosisio Parini (Lecco), più l'odontotecnico tedesco Oliver Rossel, non hanno quasi mai trovato condizioni meteorologiche adatte ad effettuare voli di lunga distanza. L'altopiano di Kuruman, a 1200 mt di altezza, era senza dubbio uno dei posti più adatti allo scopo ed il periodo scelto statisticamente il più indicato, ma quest'anno la situazione meteorologica si e' presentata con schemi differenti dal consueto, più pericoloso fra tutti il repentino sviluppo di giganteschi temporali ha costretto spesso i piloti ad effettuare manovre d'emergenza di discesa rapida per sfuggire ai nembi. I partecipanti hanno volato in condizioni difficili anche per quanto riguarda le temperature. Al decollo c'erano di consueto circa 40 gradi in contrasto con le rigide temperature prossime allo zero in alta quota, poco sotto i 5000 metri. Indispensabile per evitare guai fisici l'uso delle bombole di ossigeno per arricchire la respirazione. Tutto questo ha sottoposto gli organismi ad un forte stress fisico da sommarsi quello psicologico per le difficoltà del decollo che avveniva al traino di appositi automezzi, essendo la regione priva di qualunque pendio adatto al consueto decollo alpino, spesso in presenza di vento forte, raffiche od addirittura pericolosi vortici indotti dal caldo torrido. Numerosi i piloti locali che si sono dati convegno a Kuruman attirati dalla possibilità di misurarsi con gli azzurri. Nonostante il fattore campo giocasse in loro favore, i nostri hanno fatto meglio con voli più lunghi di quanto le condizioni meteo lasciassero sperare. Tuttavia le distanze massime percorse si sono attestate intorno ai 200 km, insufficienti per scalzare record ben più ragguardevoli. Dopo il rientro, l'organizzazione ha previsto alcune serate per spiegare i dettagli di quest'avventura, che per i suoi aspetti tecnici ed umani non ha paragoni nel mondo del volo libero italiano.
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Lunardi sui patentini "Niente proroga" I giorni sono pochi: in 400mila potrebbero restare "a piedi" DI LUCIO CILLIS ROMA - "Sono contrario a qualunque ipotesi di slittamento per il patentino. La norma entrerà in vigore come previsto e senza ripensamenti il prossimo primo luglio. E saranno proprio i genitori a ringraziarmi per questa scelta...". Il ministro delle infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi non ha dubbi e tira dritto, nonostante il rischio sempre più probabile che centinaia di migliaia di giovanissimi siano costretti a lasciare in garage o sotto casa il caro motorino. Tra due settimane, quindi, dovrebbero partire i controlli e scattare le contravvenzioni, a meno di qualche (possibile) sorpresa. Nei prossimi giorni sono infatti previsti almeno due incontri tra tecnici del ministero per decidere quale sarà la strategia da seguire: se quella ufficiale, tracciata con decisione da Lunardi, o quella dettata dall'enorme mole di giovani che rischiano di doversi accontentare dei mezzi pubblici, del passaggio nell'auto di familiari o sul sellino del motorino di qualche amico già munito del nuovo permesso di guida. Ieri i consumatori dell'Intesa hanno chiesto uno slittamento dei termini di almeno " tre mesi" mentre la Federazione Motociclistica italiana propone "un piccolo slittamento che risolverebbe il problema" o, in alternativa, il rilascio, come per le autovetture, di un foglio rosa da concedere a chi ha presentato domanda ma non ha potuto seguire i corsi o sostenere gli esami nelle scuole. Una posizione questa contestata da Maria Moioli, direttore generale del ministero dell'Istruzione: "Anche se la decisione su una eventuale proroga non rientra nei nostri compiti - ha detto Moioli - dico che non ne abbiamo bisogno: a fronte di oltre 700 mila domande di ragazzi che hanno chiesto di frequentare i corsi di educazione stradale, circa 600 mila di questi potranno sostenere l'esame". PUBBLICITA' Ma gli ultimi dati disponibili (relativi a ieri mattina) non sono certo incoraggianti. Nonostante gli sforzi della Motorizzazione, che ha "precettato" circa 4 mila dipendenti per fornire il supporto a corsi ed esami in tutta Italia, sono soltanto 200 mila i giovanissimi col patentino in tasca. A questi vanno aggiunti i 60 mila bocciati, una media di un ragazzo su quattro completamente a digiuno delle più elementari regole del Codice della strada. Restano così altri 550 mila adolescenti in attesa di poter dare l'esame. C'è quindi un piccolo esercito di giovanissimi che rischiano problemi con le assicurazioni (per l'eventuale guida senza patente) oltre all'ammenda da 516 euro di multa e il fermo del ciclomotore per sessanta giorni. La corsa contro il tempo ha così poche speranze di riuscita: anche al ritmo di 10 mila permessi consegnati al giorno, a fine mese si potrebbe ragionevolmente arrivare a 350 mila ragazzi abilitati alla guida di un motorino, per un totale di "senza patente" di circa 400 mila unità, concentrati soprattutto nelle grandi città, e in particolare nel Lazio, Campania e Sicilia. Tra le alternative possibili non restano che i corsi nelle scuole guida (150 euro circa il costo) o i corsi "fai da te" su alcune riviste di informatica. (17 giugno 2004) Invia questo articolo Invia questo articolo Stampa questo articolo
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Se per la Ferrari gli anni '90 sono stati quelli del difficile rilancio dopo il quasi fallimento, il 2000 e il 2001 sono stati invece gli anni del successo e del dominio internazionale (28-10-2001) Se per la Ferrari gli anni '90 sono stati quelli del difficile rilancio dopo il quasi fallimento, il 2000 e il 2001 sono stati invece gli anni del successo e del dominio internazionale. Con Schumacher e grazie a Schumacher, il Cavallino Rampante ha letteralmente sbaragliato gli avversari. La F2001 si e' imposta come monoposto pressoche' perfetta, veloce, maneggevole, ma soprattutto affidabile (solo 3 i ritiri dovuti a guasti tecnici, Imola, Germania e USA). Ross Brawn, Rory Byrne e tutti i meccanici di Maranello si sono davvero superati. Non c'e' stato tracciato infatti su cui le Rosse non siano state altamente competitive, anzi e' stato proprio nei casi limite come a Montecarlo (circuito piu' lento del circus) o in Ungheria (uno dei tracciati piu' tecnici in asoluto) che il team ha saputo raccogliere i maggiori successi ( due doppiette Ferrari, come era successo anche in Malesia). La novita' piu' evidente rispetto al passato e' rappresentata dal musetto ribassato (nel giro di quattro gare tutti gli altri team hanno copiato lo sviluppo della Rossa), ma anche il nuovo cambio scatolato in titanio e il mozzo dei freni completamente rivoluzionato hanno contribuito a migliorare la resa della vettura. Infine un capitolo a parte lo merita Rubens Barrichello. Il brasiliano dopo un avvio di stagione disastroso condito anche da troppe inutili polemiche ha saputo riprendersi al meglio contribuendo in modo decisivo alla conquista del titolo costruttori. Rubinho ha conquistato 56 punti e se nel finale di campionato avesse avuto piu' coraggio e un pizzico di fortuna in piu' sarebbe sicuramente riuscito nell'impresa di centrare il secondo posto nel mondiale.
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Un white paper (in inglese) proposto da Edelman assolutamente da non predere per chi vuole farsi una idea di cosa sia e come funziona un blog. Clicca qui Cluetrain Manifesto "Cluetrain Manifesto" annuncia e allo stesso tempo analizza la gigantesca onda anomala di cambiamenti che sta investendo il "mondo connesso" di oggi. Grazie a Internet, è possibile scoprire a una velocità supersonica nuovi modi di condividere conoscenze fondamentali. La conseguenza immediata è che i mercati si adattano al cambiamento molto più velocemente della maggior parte delle imprese. Clicca qui Blog Generation Giuseppe Granieri è uno dei maggiori esperti italiani di comunicazione e culture digitali. In questo libro affronta la complessa struttura dei weblog analizzandone chiaramente gli attori ed i vari aspetti delle loro relazioni. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. L'autore, inoltre, non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda i siti ai quali è possibile accedere tramite i collegamenti posti all'interno del sito stesso, forniti come semplice servizio agli utenti della rete. Il fatto che blog fornisca questi collegamenti non implica l'approvazione dei siti stessi, sulla cui qualità, contenuti e grafica è declinata ogni responsabilità. Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo blog sono rilasciati sotto licenza Creative Commons Promozione Blog: La rete vendita Analizziamo, in questa serie di post, alcuni casi di utilizzo pratico del blog nei vari ambiti professionali. In questo post prendiamo in considerazione un direttore commerciale o, comunque, un professionista che si occupa della gestione di una rete vendita composta da rappresentanti o promotori distribuiti sul territorio nazionale. Il direttore/leader potrà utilizzare il blog per: Offrire tutte le informazioni sui prodotti del catalogo con ampi post descrittivi, comprensivi di foto ed allegati con schede tecniche ; Esaltare le principali caratteristiche dei prodotti e descrivere le promozioni in corso durante un certo periodo temporale o riservate ad alcuni clienti privilegiati; Richiedere commenti e rispondere agli stessi sui feedback registrati dagli agenti sul territorio durante le visite nelle sedi dei clienti; Rendere sempre disponibile per il download tutta la modulistica necessaria alla rete vendita Elogiare pubblicamente i risultati positivi raggiunti da singoli agenti o promotori e pubblicizzare incentivi su target di fatturato raggiunto; Veicolare le direttive guida proposte dal marketing aziendale per un coordinamento in tempo reale; Incentivare il team building attraverso post di aggregazione informali e non sempre strettamente legati all’ambito professionale. Humanize it. Gli agenti o promotori potranno utilizzare il blog per: Avere un filo diretto bidirezionale con la struttura madre; Raccontare dettagliatamente esperienze durante le visite ai clienti , mettendo in evidenza riscontri positivi o negativi registrati durante la presentazione dei prodotti; Confrontarsi con i colleghi che operano su territori diversi dal proprio; Accedere a tutta la modulistica da qualsiasi luogo ove sia presente un computer connesso alla rete; Raccontare simpatici aneddoti durante l’attività quotidiana. Humanize it. Questi alcuni spunti di applicazione reale dello strumento blog al servizio della professione. Sia chiaro che io non sono un esperto di reti vendita e probabilmente, un addetto ai lavori, una volta comprese le potenzialità del mezzo, potrebbe integrare questa lista con ulteriori utilizzi. Sezione: Blog&Web :: Parole Chiave: promozione blog , rete vendita , rappresentanti Pubblicato da il 12/07/2005 11:52 Permalink | ( 2 ) commento/i | Inserisci commento 12/07/2005 | 2 Commenti: Caro Stefano, Complimenti con il post i cui contenuti condivido concettualmente appieno. Ritengo, però, che ai contenuti da te espressi manchi un presupposto di base; si tratta della motivazione a frequentare il blog. In tale logica integrerei - se posso - quello che ci dici aggiungendo che andranno veicolati sul blog contenuti disponibili in esclusiva su tale mezzo al fine di "obbligare/abituare" i rappresentanti a frequentare tale spazio. Un abbraccio sincero. Pier Luca Commento inserito da Pedroelrey il 12/07/2005 13:14 Concordo, semmai lascerei in vita, per un periodo di ambientazione, un doppio canale di comunicazione come avviene in ogni migrazione a nuovi sistemi. Commento inserito da Aghenor il 12/07/2005 13:30
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L’ 11 settembre, assieme ad altri ben più terrificanti ricordi, richiama alla mente le dichiarazioni fatte allora dagli esperti turistici sulla tragedia che incombeva sul nostro turismo per effetto degli attentati di New York. Un responsabile di primo piano dichiarò alla stampa che erano da prevedersi 3000 licenziamenti in Campania, soltanto nel settore delle agenzie di viaggio. Tutte le categorie richiesero investimenti pubblici per “rilanciare il settore e salvaguardare l’occupazione”, i licenziamenti non ci furono (per questa causa) e le cose ripresero il loro corso naturale e, a sentire le istituzioni, con un costante aumento dei turisti. Fino a quando, nell’agosto appena passato, le cronache ci informano della profonda crisi che ha investito — improvvisamente - il nostro turismo. Illustri commentatori ne hanno analizzato le cause, prestigiosi esperti hanno avanzato proposte, e gli onnipresenti tuttologi non hanno perso l’occasione per informarci che “loro l’avevano detto”. Non si sa chi abbia ragione: non si conoscono ancora i dati del turismo della Campania relativi al 2003 e pertanto è difficile dire cosa sia successo nel 2004. Abbiamo spezzoni di informazione di nessuna utilità per una analisi seria. Vedremo. E’ certo invece che la crisi è cominciata prima dell’euro, prima dell’11 settembre, anche se in seguito ha subito accelerazioni di incompresa gravità. Se pochi se ne erano resi conto, è perché la cosmesi statistica aveva coperto le rughe che si avvertivano, tenute nascoste con le cosiddette “quantificazioni” previste a livello locale e nazionale. Le statistiche ufficiali sono infatti alimentate da due categorie di dati: quelli rilevati in base alle registrazione dei clienti alloggiati, e quelli “stimati” dalle quantificazioni. E ognuno stima quel che gli pare e piace. Di solito la realtà viene a galla quando gli operatori privati cominciano a strillare perché le cose vanno male, nonostante le statistiche. E’ quello che è successo anche quest’anno, ma basta scorrere i giornali nazionali per capire che non è un problema della sola Campania. Ogni cinque o sei anni, si scopre che il turismo va male. E ogni volta con qualche provvedimento tampone si recupera il buonumore degli imprenditori. Passato l’effetto di questi placebo, si ricomincia. L’unico serio tentativo di fare una accurata analisi, di studiare una appropriata terapia e di avviare una efficace cura, fu fatto a seguito della crisi economica indotta dallo “shock petrolifero” del 1974, grazie ad un ministro del turismo (Nicola Signorello) che riuscì a convincere Governo e Regioni che era necessaria un’azione congiunta e adatta a fronteggiare la situazione. Dal 1980 furono elaborati il Piano Turistico Nazionale, il Progetto Integrato degli Itinerari turistico-culturali nel Mezzogiorno (1.000 miliardi di lire, di cui 250 effettivamente spesi) e la Legge Quadro del turismo. A questi lavori partecipò attivamente l’allora assessore Salvatore Armato, padre di Teresa Armato, che con il governo realizzò anche una campagna promozionale in Germania, Francia, Regno Unito e Us per rilanciare il turismo della Campania dopo il terremoto del 1980. Una stagione breve. Poi i nuovi dissero che avevano bisogno di una “pausa di riflessione”, che dura tuttora. Le proposte che in questi giorni vengono lanciate per risolvere i guai del nostro turismo, comprese quelle innovative, li possiamo trovare nei documenti citati: dal turismo sostenibile a quello ambientale e termale, dei giovani e degli anziani, della gastronomia e dell’arte, dalla promozione mirata in Italia e all’estero a quella della “Immagine”, dalla formazione alla qualità della vita (in tema di qualità della vita e di immagine, una passeggiata - di giorno, ovviamente - in piazza Garibaldi a Napoli farebbe capire più di una costosa ricerca di marketing). Esempi luminosi della fertilità delle menti che ragionano di turismo, non mancano. Ai livelli più alti è da citarsi una benemerita iniziativa del Cnel - Linee guida per il turismo prossimo venturo presentata il 17 giugno 1998, a seguito di un’altra “improvvisa” crisi del nostro turismo, nell’ambito della quale venne illustrata e discussa la “Proposta di documento programmatico del dipartimento del Turismo presso la presidenza del Consiglio dei ministri”, sicuramente frutto di menti non banali, che avrebbe dovuto far guardare al futuro con rinnovata fiducia. Bastino pochi esempi. Nel capitolo Le nuove derive della domanda, il popolo degli addetti viene informato che si “estende la vacanza molteplice (...) il prezzo diventa il grande scultore dei prodotti (…) vince il come sul dove (…) si fa vacanza secondo l’umore”. E ancora, altre pennellate certamente utili agli operatori “il mondo è davvero in tasca (…) la vacanza congrua (…) il collezionismo dei frammenti (…) la voglia di trasparenza (…) il desiderio di up-granding (…) la vacanza “fitting”, ecc. Inoltre, che è finito il “viaggiatore da Gran Tour culturale”, dello “endonismo (sic) ebetizzante” e, che la vacanza è intrisa del “dualismo dell’avere e dell’essere”. Dopo questa illuminante e utile analisi, si passa al cosa fare, alle “reazioni virtuose”, che sono quattro: 1) dare un’impronta “decisamente imprenditoriale alla propria attività”; 2) catturare gli stranieri; 3) fornire negli alberghi conforts non inferiori a quelli della casa del turista; 4) chiudere progressivamente gli alberghi piccoli: “vanno bene gli alberghi grandi per dimensione ed eccellenti per qualità, coloro che riescono ad avere domanda straniera, che riescono a cambiare la propria clientela secondo i mutamenti del mercato”. Diceva il dipartimento del Turismo che esistono il turista passivo, cioè quello che richiede un “pacchetto tradizionale altamente organizzato” e il visitatore “fai da te”, che sarebbe “l’estremo superiore” della classe dei "turisti evoluti”. E consigliava di andare a cercare questo estremo superiore all’estero, “secondo il modello scozzese o irlandese”, con una “concezione di shell logistico corrispondente a pacchetti di qualità” in grado di “adattarsi a tutte le mete ed i percorsi di turismo diverso propri della potenzialità del patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese”. Questi pacchetti sono da promuoversi per i turisti “fai da te”, e non per quelli passivi, che richiedono un “pacchetto tradizionale altamente organizzato”, orientati ai grandi numeri, con attenzione al contenimento dei costi. Sulla base di queste disinvolte idee — ipse dixit - diversi esperti hanno elaborate le loro proposte, illuminandole con neologismi ancor più arditi, che alcune regioni hanno fatto proprie. E’ da chiedersi il perché il turismo italiano, nonostante questo, vada male.
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Abito a Perugia, di nuovo! :-) E ho anche una mia società , insieme a due amici. Questo significa che la maggior parte del tempo lavoro, come al solito... oltre al mio normale lavoro come editore/traduttore e come docente/formatore, ora mi tocca anche programmare :-) This person is currently certified as: Guru [ eugy's bookmarks ] Recent diary entries: [ Read diary in RSS ] 27 Aug 2004 >> 15:06 E' la seconda volta... ...che, quando compro un portatile nuovo, Windows preinstallato si rifiuta di partire e non funziona da subito. Saranno gli influssi? Sarà che SA di non avere vita lunga? O sarà che la prima cosa che ho fatto è questa: 12:09 Il bimbo nuovo! Ecco, è arrivato! Il Travelmate 372TMI. Bello! Ora devo solo vedere se funziona tutto con Linux ;) Si chiama Weatherwax, come una delle streghe dei libri di Terry Pratchett. È un personaggio che mi piace ;) Intanto, lo screenshot: (sì, la foto l'ho fatta io. Mi è venuta a culo, da dentro un crepaccio mentre gli altri stavano facendo la strada "giusta". Ne ho fatte tre, e questa è quella che mi piaceva di più. Mi piace parecchio :) 24 Aug 2004 >> 18:52 Alé Il B&B funziona bene. Partito uno, arrivati due! Stasera sagra... :) 23 Aug 2004 >> 10:23 Ah... foto! Aggiornamento-foto: Cucco e Spoleto-Norcia Dolomiti La fine della pera della grappa di Glorenza :)) 10:14 getting_out : ok :) 20 Aug 2004 >> 09:34 Back home again... Belle le dolomiti! Giro di due giorni dal lago di Misurina alle tre cime di Lavaredo e pernottamento al rifugio Locatelli, poi ferrata del Paterno (con gallerie della guerra) e ritorno. Faticata, ma ne vale la pena :) Tra l'altro, sono soddisfatta di me stessa... anche con gente che cammina, non sono rimasta svenuta sul sentiero come mi capita spesso. Si vede che l'allenamento ha dato i suoi frutti ;) La prossima volta tocca la ferrata del Cristallo :) 16 Aug 2004 >> 21:53 Questo finesettimana ferragostano grandi passeggiate... venerdì è arrivato md , e sabato siamo andati a fare un giro sul monte cucco... sentiero che fa il giro del monte, con un pezzetto di sentiero da capre che si inerpica sulla parete. Poi giro in centro e cena in pizzeria. Domenica, Spoleto Norcia sulla tratta classica fino a S.Anatolia, con e Orso_Yoghi. Hanno scardinato i cancelli, e non c'è stato bisogno di scavalcare... un po' caldo ma è stata una bellissima passeggiata. Domenica sera cena da me con anche dani , ciro , sergio e laura, e poi a Città della Pieve con anche Francesco (dovevamo andare alle terme, ma ho degli amici cagoni... ;) Oggi pranzo dalla Maria al lago e poi giretto. Posato md si torna a casa a fare gli ultimi preparativi per andare sulle Dolomiti. /me gongola :) 13 Aug 2004 >> 19:54 Programmazione intensissima..! Martedì si parte di nuovo, zip zap martedì mercoledì e giovedì in dolomiti. Stavolta però si porta tutta l'attrezzatura e si va a fare roccia "seria": io mi porto il mio caschetto nuovo e la mia (poca) attrezzatura, ma ci sarà da usare anche roba strana come piccozza e ramponi, friend e nut (che no, non si mangiano ;). Ottima compagnia, si prevede un viaggetto interessante. Tenda, saccoapelo e via, verso nuove emozionanti avventure.. dovrò pensare a cambiare il costumino, però, perché quello con la bandiera degli Stati Uniti comincia ad essere poco simpatico ;) 00:23 spasca : a me è andata molto più che meglio... serata ottima, anche se con qualche nuvola passeggera (che però, in quanto passeggera, se ne andava velocemente). In cima al Cucco la visibilità è ottima: ho perso il conto molto presto, ma di sicuro sono andata oltre le 20 :) E oggi forra di Rio Freddo. Non l'avevo mai fatta e mi sono divertita un sacco... ero con Francesco ad accompagnare un gruppo ed ho conosciuto: Simone (il figlio del proprietario di un albergo lì vicino all'inizio della forra, che guidava il gruppo), Catino (è un soprannome! è un ragazzetto con la passione per il Rio Freddo, che è venuto con una muta spaccata sul sedere che non lasciava molto all'immaginazione ;), tre poliziotti di Iesi (di cui non ho fatto in tempo a prendere l'email uff.. che mi dovevano mandare le foto, ma sono partiti di corsa che domattina avevano la guardia alle 7 mentre io ancora ero a togliere l'armo dell'ultima teleferica :), marito e moglie di Fabriano (lei l'unica altra donna della comitiva) e tre bergamaschi pazzi che hanno preso una corda e sono andati avanti, e li sentivamo urlare BANZAIIII :) Ho scoperto che andare in forra mi piace parecchio. Ho fatto il bagno in una pozza gelata, con la mia mezza muta nuova di pacca (e sono stata l'unica, tanto per ribadire la questione testosterone ;). Ho fatto sicura da sotto su un paio di salti, ho calato tutti quanti nelle ultime tre teleferiche, ho imparato come usare l'otto per scendere in almeno tre modi diversi e come si fanno le teleferiche fisse e con il contrappeso. Sono rimasta in parola con Simone di andare ad arrampicare qualche volta (non pensate male, è _veramente_ troppo giovane ;) e con Francesco di andare (forse) sulle dolomiti la prossima settimana. Non mi posso lamentare, no? ;) Ad ottobre tocca il corso speleo, assolutamente :D E ora nanna, che me lo merito :) 11 Aug 2004 >> 02:08 Meglio ancora :) Niente stelle domani. In compenso me ne vado al monte Cucco, dormo lì e giovedì mattina me ne vado in forra. Può essere divertente ;) [ Read more... ] Time warp: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 january february march april may june july august september october november december 2000 2001 2002 2003 2004 2005 >>'> This person is: Capo progetto for the project tubero Certificates made (14): alf is a Attivista antonio is a Guru attila is a Guru bestkevin is a Attivista dani is a Apprendista dido is a Attivista eugy is a Apprendista francesco is a Guru lupus is a Guru nick is a Attivista paci is a Attivista panta is a Guru zarrelli is a Attivista zeelock is a Guru Certificates received (61): Liox thinks that I'm a Guru Nyarlathotep thinks that I'm a Guru O-Zone thinks that I'm a Attivista Pare thinks that I'm a Guru Rik99 thinks that I'm a Guru agx thinks that I'm a Guru alf thinks that I'm a Guru alienlifeform thinks that I'm a Attivista antirez thinks that I'm a Attivista bestkevin thinks that I'm a Guru bigpaul thinks that I'm a Attivista bresolin thinks that I'm a Guru bru thinks that I'm a Guru bunker thinks that I'm a Guru cgabriel thinks that I'm a Attivista ciro thinks that I'm a Guru csurchi thinks that I'm a Guru dani thinks that I'm a Attivista denever thinks that I'm a Guru dido thinks that I'm a Attivista eugy thinks that I'm a Apprendista fog thinks that I'm a Attivista franco thinks that I'm a Guru franz thinks that I'm a Guru giannibi thinks that I'm a Guru heimat thinks that I'm a Attivista joke thinks that I'm a Attivista kbugd thinks that I'm a Attivista kpanic thinks that I'm a Guru leandro thinks that I'm a Attivista lucadido thinks that I'm a Attivista lupus thinks that I'm a Attivista mad77 thinks that I'm a Guru madrid thinks that I'm a Guru mala thinks that I'm a Guru md thinks that I'm a Guru monika thinks that I'm a Attivista msx thinks that I'm a Attivista napo thinks that I'm a Attivista nick thinks that I'm a Attivista paciucci thinks that I'm a Attivista panta thinks that I'm a Attivista pessoa thinks that I'm a Guru phoebe thinks that I'm a Guru robk thinks that I'm a Guru ryo thinks that I'm a Attivista sbarrax thinks that I'm a Guru sc thinks that I'm a Guru shalom thinks that I'm a Attivista simoz thinks that I'm a Attivista sistev thinks that I'm a Guru spasca thinks that I'm a Guru stevens thinks that I'm a Apprendista tigre thinks that I'm a Guru ubiau thinks that I'm a Guru umibozu thinks that I'm a Guru velenux thinks that I'm a Guru werewolf thinks that I'm a Guru xdatap1 thinks that I'm a Guru xpoint thinks that I'm a Attivista zarrelli thinks that I'm a Guru [ Certification disabled since you're not yet registered ]
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Questa sera a Batti & Ribatti si è parlato di un tema scottante che mi ha sempre visto molto interessato e schierato. Energia nucleare sì o no? La mia personale posizione è decisamente orientata verso il sì. Queste le argomentazioni: - L'incidente nucleare di Chernobyl ha fatto tremare il mondo. In quell'occasione le nostre brave radiazioni ce le siamo prese tutti ma bisogna dire che il reattore sovietico era mal progettato e mal gestito. La Russia se n'è altamente "impipata" dei vari richiami sulla sicurezza che da anni giungevano dai paesi occidentali. Ad incidente avvenuto hanno coerentemente pensato di fare finta di niente, consentendo a niente meno che i norvegesi di accorgersi, 2 giorni dopo il fattaccio, che c'era più radioattività fuori dalle loro centrali che dentro... L'incidente di Three Miles Island, avvenuto alcuni anni prima di Chernobyl, presentava molte analogie (in entrambe i casi, avarie al sistema di raffreddamento avevano scoperto il nocciolo, provocandone la fusione) ma non ha avuto risvolti catastrofici per la corretta progettazione del reattore e dell'edificio che lo conteneva, nonchè per la preparazione del personale preposto al funzionamento della centrale. - La tecnologia attuale permette la trasformazione delle scorie in materiali potenzialmente innocui mediante trattamenti con accelleratori di particelle, tutto sta nel valutare l'impatto economico di un simile provvedimento. - In Francia è pieno di centrali nuclari, se ne saltà una di là, diventiamo fosforescenti pure noi...in compenso l'elettricità la paghiamo il doppio che in Francia lo stesso. - I reattori nuclari presentano efficienze enormi a fronte di consumi ridicoli di combustibile (nei reattori moderni la ricarica di combustibile può avvenire anche una sola volta all'anno-a seconda della tecnologia impiegata) Qualche argomentazione a sfavore del nuclare: - L' Italia è sismica e questo pone problemi di sicurezza. E' anche troppo densamente popolata per stabilire dei margini di sicurezza in caso di piccole fughe di radiazioni - L'impatto economico sarebbe sicuramente non indifferente a fronte di un'economia già piuttosto compromessa Per tirare le somme, in ogni caso, io propenderei per il sì al nucleare in Italia. Per tirare le conclusioni io direi che le centrali potrebbero essere istallate in luoghi poco densamente abitati e non sismici tipo Sardegna, Pianosa ecc.ecc. L'opinione pubblica italiana in materia di nucleare è stata sicuramente disorientata dalla disarmante ignoranza dei Verdi che, anche stasera, intervenuti a Batti&Ribatti, hanno apportato argomentazioni contrarie a dir poco ingenue e totalmente scientificamente infondate... sul nucleare sussiste una buona dose di disinformazione peraltro condizionata dagli eventi di Chernobyl. Come ripeto, il reattore sovietico, era un aggeggio pericoloso fin dalla sua nascita: - instabilità a basse potenze - scarsa ridondanza dei dispositivi di sicurezza - instabilità dinamica del nocciolo (vibrava!!!) - EDIFICIO DI CONTENIMENTO NON SCHERMATO CONTRO LE RADIAZIONI (sarebbe bastato questo a limitare enormemente l'entità del danno) - barre di controllo che impiegavano 20 secondi a scendere nel nocciolo e fermare la reazione a fronte dei 2 secondi dei reattori occidentali - utilizzo della grafite come moderatore che ad alte temperature si incendia e diffonde nell'atmosfera materiale radioattivo la serie di pecche progettuali del reattore di Chernobyl potrebbe continuare, traete le vostre conclusioni. ora vorrei sapere cosa ne pensate voi Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 21:27, 2 giugno 2005 di apina io sono favorevole al nucleare...ci farebbe risparmiare davvero tanti soldi..per quanto riguarda il "pericolo nucleare" credo sia banale dire no al nucleare solo per paura di"esposioni" l'Italia è circondata da centrali... Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 21:29, 2 giugno 2005 di NoSync Aggiungerei un ulteriore punto a favore: è anche un modo per spronare ed incentivare (anche economicamente, con parte del risparmiato) sviluppi e studi sulla fissione. Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 00:07, 3 giugno 2005 di GesuIlNazzareno La strada più interessante da perseguire è più quella della fusione forse...allo stato attuale di cose le fazioni si dividono: fusione - realtà e fusione -leggenda. Tuttavia pare che esperimenti piuttosto domestici (assai più semplici di quelli con il palladio e l'acqua pesante) abbiano scatenato reazioni dove il sistema produceva energia con emissione di neutroni e prodotti di processi nucleari. Guardate qui: http://www.progettomeg.it/FFredda.htm (richiamo tuttavia l'attenzione, conoscendo Internet, sul fatto che i contenuti di quel sito potrebbero essere totalmente fasulli, a questo punto mi appello ai più esperti in materia. Tuttavia lo escluderei dati link ad istituzioni quali E.N.E.A.) Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 14:04, 3 giugno 2005 di ventu gli esperimenti domestici sono puttanate. La fusione fredda non esiste e non si ha idea di come ottenerla. Al massimo si parla di "protoni superconduttori" e anche se *pare* che il fenomeno sia reale, non si inquadra in nessuna teoria attuale dello stato solido, e non ci si lavora abbastanza diversificatamente per poter parlare di serie verifiche sperimentali. La fusione calda.. beh.. esiste ed e' controllata, ma l'efficienza e' bassa. Ci sono buoni margini di miglioramento, e non mi stupirei se fra 30 anni potesse essere pronta a diventare la nostra primaria fonte di energia. Riguardo al nucleare "standard" (reattori a fissione) mi permetto di dire che sarei favorevolissimo se non esistesse il terrorismo. In ogni caso, anche se dovrei valutare meglio le potenzialita' di danno e di attacco di una centrale, allo stato delle cose sono a favore. Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 18:37, 3 giugno 2005 di GesuIlNazzareno grazie per la precisazione! Molto interessante... Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 21:26, 4 giugno 2005 di Plasson Quoto il Messia e NoSync Favorevole al nucleare. Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 22:26, 2 giugno 2005 di Wally Favorevole se non favorevolissimo visto che già subiamo gli svantaggi indirettamente (a pochi km dal confine con Francia c'è una centrale). Ci sarebbe solo da guadagnarci costruendole anche da noi. C'è anche da dire che potremmo sfruttare meglio le risorse geotermiche ( es. Larderello) e idriche di cui siamo molto ricchi in italia...aihmè però i costi lievitano enormemente... Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 11:02, 3 giugno 2005 di Lightandcolors Veramente ce ne dovrebbe essere pure una in Slovenia, a pochi Km dal confine... E non so come sia stata costruita e come è gestita.... sicuramente mi da meno garanzie di quella francese. Comunque: io sono a favore del nucleare. Inoltre da quanto ho sentito molte centrali in giro per il mondo sono state costruite con l'apporto di progettisti italiani. Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 20:14, 3 giugno 2005 di NoSync Lightandcolors ha detto: Veramente ce ne dovrebbe essere pure una in Slovenia, a pochi Km dal confine... E non so come sia stata costruita e come è gestita.... sicuramente mi da meno garanzie di quella francese. Perchè? Conoscendo bene la Slovenia tendo a fidarmi molto più di loro che dei francesi Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 14:59, 3 giugno 2005 di apina Wally ha detto: Favorevole se non favorevolissimo visto che già subiamo gli svantaggi indirettamente (a pochi km dal confine con Francia c'è una centrale). Ci sarebbe solo da guadagnarci costruendole anche da noi. C'è anche da dire che potremmo sfruttare meglio le risorse geotermiche ( es. Larderello) e idriche di cui siamo molto ricchi in italia...aihmè però i costi lievitano enormemente... infatti i costi sarebbero troppi elevati...a Montalto c'è una centrale che inizialmante era stata costruita per essere nuclerare e in seguito è stata smantellata...ora sono presenti 8 turbogas e a caldaie a vapore che a pieno funzionamento manderebbero avanti tutto il centro italia , ma visto quanto costa funziona solo con una caldaia e non sempre....ma l'Italia non ha voluto il nucleare... Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 23:54, 3 giugno 2005 di paps46 C'è prima da incentivare il solare, e da ridurre i consumi (sia di energia elettrica che di combustibile per auto). Se dopo aver fatto seriamente entrambe queste cose siamo ancora in difficoltà energetiche serie, e se questo nucleare fosse sicuro, e fatto in zone sicure non sismiche e non urbanizzate, allora sarei favorevole. Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 21:25, 4 giugno 2005 di Plasson Il solare? Ma stiamo scherzando? Viviamo mica in Africa. L'investimento per pannelli sufficientemente grandi da diventare fonti di energia decenti è tale da scoraggiare qualsiasi tentativo in quella direzione. Forse, e dico forse, in qualche zona del Sud Italia. Ma anche lì ho seri e fondati dubbi. Stesso discorso per l'eolico: dov'è il vento? Se in altri paesi non l'hanno fatto, cosa sono, scemi? Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 10:11, 5 giugno 2005 di paps46 Mica centrali solari. Solare domestico, per ridurre l'impatto sulle centrali. Un supporto alla produzione. L'eolico ha un forte impatto ambientale e in Italia è difficilmente praticabile a buon livello a causa della scarsità di pianure. Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 12:51, 5 giugno 2005 di Plasson Ma paps, dài, su. Lo puoi fare nel Sud dell'Italia, e costa troppi soldi rispetto all'efficacia che ha. Perché dobbiamo sognare? Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 17:01, 5 giugno 2005 di NoSync Plasson ha detto: Ma paps, dài, su. Lo puoi fare nel Sud dell'Italia, e costa troppi soldi rispetto all'efficacia che ha. Perché dobbiamo sognare? No, beh, a livello di utilizzo domestico (insomma, scaldare il boiler, mica molto di più) è praticabile. La regione italiana che ne fa uso più ampio, peraltro, è anche quella più settentrionale, ovvero il Südtirol Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 18:27, 5 giugno 2005 di Plasson Ma contiene la parola "Sud" Quindi può ;) Comunque la somma degli investimenti unitari farebbe una cifra assurda, almeno per quanto ne so io. Senza risolvere in modo efficace il problema energetico. E' un problema più radicale e deve essere quindi risolto nel modo idoneo, non con pezze all'italiana... Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 20:27, 5 giugno 2005 di paps46 Ma sarebbe una pezza duratura e senza controindicazioni. A lungo periodo ci sarebbe un guadagno sicuro, credo. Io penso che se incentivassimo fortemente il solare (quello domestico eh, che a quanto so si sta perfezionando negli anni per efficienza redditività) le abitazioni degli italiani potrebbero avvicinarsi all'autonomia energetica, se non raggiungerla. E questo sarebbe un risultato duraturo e forte, più forte dei blackout, più forte dei fulmini svizzeri, più forte del rischio di terrorismo e dell'inquinamento (eterno anch'esso) derivante dalle scorie nucleari. E se la produzione di pannelli solari divenisse più redditizia, si potrebbe anche aprire una concorrenza e un mercato in grado essi stessi di ridurre i prezzi. Il nucleare ha delle controindicazioni tali da mettere in tilt il Paese in caso di problemi tecnici. Credo sia doveroso sfruttare l'energia più pulita ed eterna che ci sia, prima di virare sul nucleare. Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 21:35, 5 giugno 2005 di GesuIlNazzareno paps46 ha detto: Il nucleare ha delle controindicazioni tali da mettere in tilt il Paese in caso di problemi tecnici. Che tipo di controindicazioni? paps46 ha detto: Io penso che se incentivassimo fortemente il solare, le abitazioni degli italiani potrebbero avvicinarsi all'autonomia energetica, se non raggiungerla. Già mi immagino una palazzina di 40 appartamenti con asciugacapelli, lavatrici, frigor, forni e stufette varie alimentata da pannelli fotovoltaici sul tetto... Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 00:37, 5 giugno 2005 di GesuIlNazzareno Mi pare ci sia un po'di confusione. Come dice Plasson il solare, allo stato attuale della tecnologia e alle nostre latitudini, avrebbe dei costi stratosferici e un rendimendo davvero troppo modesto. Piuttosto privilegiamo l'idroelettrico, qua al nord!! (Peraltro nella fascia alpina l'energia idroelettrica è già piuttosto sfruttata) Il problema qui non è quello delle difficoltà energetiche, è quello del mero costo al kilowatt che in Italia è doppio rispetto alla Francia che sfrutta molto il nucleare e espone anche noi al "rischio" incidente atomico data la vicinanza...il discorso volgeva a dire che subiamo i "rischi" del nucleare senza goderne i vantaggi. Rispondi qui Re: L'Italia e il nucleare 12:32, 6 giugno 2005 di kirem GesuIlNazzareno ha detto: Questa sera a Batti & Ribatti si è parlato di un tema scottante che mi ha sempre visto molto interessato e schierato. Energia nucleare sì o no? La mia personale posizione è decisamente orientata verso il sì. Queste le argomentazioni: - L'incidente nucleare di Chernobyl ha fatto tremare il mondo. In quell'occasione le nostre brave radiazioni ce le siamo prese tutti ma bisogna dire che il reattore sovietico era mal progettato e mal gestito. Tecnologia e progettazione piuttosto diffua nel mondo fino a pochi anni prima dell'incidente... La Russia se n'è altamente "impipata" dei vari richiami sulla sicurezza che da anni giungevano dai paesi occidentali. Ad incidente avvenuto hanno coerentemente pensato di fare finta di niente, consentendo a niente meno che i norvegesi di accorgersi, 2 giorni dopo il fattaccio, che c'era più radioattività fuori dalle loro centrali che dentro... Tipici comportamenti da guerra fredda e grandi potenze... L'incidente di Three Miles Island, avvenuto alcuni anni prima di Chernobyl, presentava molte analogie (in entrambe i casi, avarie al sistema di raffreddamento avevano scoperto il nocciolo, provocandone la fusione) ma non ha avuto risvolti catastrofici per la corretta progettazione del reattore e dell'edificio che lo conteneva, nonchè per la preparazione del personale preposto al funzionamento della centrale. Non mi risulta che a Three Miles Island si sia fuso il nocciolo, altrimenti le analogie con Cernobyl sarebbero molte di piu' (soprattutto dal punto di vista delle vittime). - La tecnologia attuale permette la trasformazione delle scorie in materiali potenzialmente innocui mediante trattamenti con accelleratori di particelle, tutto sta nel valutare l'impatto economico di un simile provvedimento. Mi sembra un po' troppo semplice, il ritrattamento del combustibile nucleare consetne di estrarre plutonio e lascia una serie di scorie che hanno tempi di dimezzamento che vanno da alcuni anni ad alcuni millenni. I siti di ritrattamento sono tra i posti piu' comntaminati del mondo, creano enormi problemi sanitari alle popolazioni vicine e spargono elementi radioattivi nell'acqua e nell'aria che arrivano a migliaia di km da loro. - In Francia è pieno di centrali nuclari, se ne saltà una di là, diventiamo fosforescenti pure noi...in compenso l'elettricità la paghiamo il doppio che in Francia lo stesso. Guarda che Enel compra l'elettricità francese perche' le costa meno che prodursela, poi ce la fa pagare piu' cara degli altri paesi. La Francia vende energia eletrica perche' ha una sovrapproduzione. - I reattori nuclari presentano efficienze enormi a fronte di consumi ridicoli di combustibile (nei reattori moderni la ricarica di combustibile può avvenire anche una sola volta all'anno-a seconda della tecnologia impiegata) Per costruire una centrale nucleare ci vogliono 8-10 anni, il costo del kw è il piu' alto rispetto a carbone pulito, eolico, solare, gas. Dove te li inventi questi dati? Qualche argomentazione a sfavore del nuclare: - L' Italia è sismica e questo pone problemi di sicurezza. E' anche troppo densamente popolata per stabilire dei margini di sicurezza in caso di piccole fughe di radiazioni Pensa in caso di fughe un po' piu' grosse...! - L'impatto economico sarebbe sicuramente non indifferente a fronte di un'economia già piuttosto compromessa Ma se hai appena detto che costa meno è piu' efficiente, ecc.... Per tirare le somme, in ogni caso, io propenderei per il sì al nucleare in Italia. Per tirare le conclusioni io direi che le centrali potrebbero essere istallate in luoghi poco densamente abitati e non sismici tipo Sardegna, Pianosa ecc.ecc. Gia' che siamo in crisi economica ci fottiamo la regione che tira di piu' dal punto di vista turistico! E poi da lì l'energia così conveniente come la porti sulla penisola? Con un conveniente cavo sottomarino? Che se si scassa quello la nostra centrale la spegnamo cha tanto non serve piu'? L'opinione pubblica italiana in materia di nucleare è stata sicuramente disorientata dalla disarmante ignoranza dei Verdi che, anche stasera, intervenuti a Batti&Ribatti, hanno apportato argomentazioni contrarie a dir poco ingenue e totalmente scientificamente infondate... sul nucleare sussiste una buona dose di disinformazione peraltro condizionata dagli eventi di Chernobyl. Come ripeto, il reattore sovietico, era un aggeggio pericoloso fin dalla sua nascita: - instabilità a basse potenze - scarsa ridondanza dei dispositivi di sicurezza - instabilità dinamica del nocciolo (vibrava!!!) - EDIFICIO DI CONTENIMENTO NON SCHERMATO CONTRO LE RADIAZIONI (sarebbe bastato questo a limitare enormemente l'entità del danno) - barre di controllo che impiegavano 20 secondi a scendere nel nocciolo e fermare la reazione a fronte dei 2 secondi dei reattori occidentali - utilizzo della grafite come moderatore che ad alte temperature si incendia e diffonde nell'atmosfera materiale radioattivo la serie di pecche progettuali del reattore di Chernobyl potrebbe continuare, traete le vostre conclusioni. ora vorrei sapere cosa ne pensate voi Mi lascia un po' perplesso che tu non abbiamo parlato di alcuni problemini che il mondo intero non ha ancora affrontato: - le scorie - l'incidenza ridicola di una centrale nucleare sui consumi energetici nel nostro paese - il ritrattamento del combustibile - oltre ai siti delle testate nuclaeri americane anche i siti nucleari "civili" da proteggere - l'opposizione delle popolazioni - i costi enormi di costruzione, mantenimento, smantellamento della centrale e di produzione del kw/h da nucleare
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No, non è roba da poco...ma di quanti anni fa è??? Quando sono usciti quegli album non mi pare di ricordare che gli U2 abbiano avuto una consacrazione di pubblico mondiale....Ottimi album, ma dopo? Anzi, mi correggo: ma da una decina d'anni a questa parte cosa hanno fatto? Buone canzoni senza dubbio, buon gruppo e non si discute, ma essere osannati per canzoncine tipo "Vertigo" et similia mi sembra indice di una certa sopravalutazione. __________________ Lucifer son of the mourning, I'm gonna chase you out of Earth! marmo Mostra profilo pubblico Invia un messaggio privato a marmo Trova tutti i messaggi di marmo Aggiungi marmo all'elenco amici # 12 27/07/05, 16.58 Casper Senior Member Data registrazione: 04/02/04 Luogo: In fondo al mare Messaggi: 564 Citazione: Originale inviato da marmo No, non è roba da poco...ma di quanti anni fa è??? Quando sono usciti quegli album non mi pare di ricordare che gli U2 abbiano avuto una consacrazione di pubblico mondiale....Ottimi album, ma dopo? Anzi, mi correggo: ma da una decina d'anni a questa parte cosa hanno fatto? Buone canzoni senza dubbio, buon gruppo e non si discute, ma essere osannati per canzoncine tipo "Vertigo" et similia mi sembra indice di una certa sopravalutazione. E' proprio quello che intendevo dire: sono stati osannati per le cose peggiori e non considerati sufficientemente per le migliori. Poiché cambiando l'ordine degli addendi la somma non cambia, credo che i loro meriti gli siano stati riconosciuti, in un modo o nell'altro Per Sirbone: facciamo un confronto tra i due Noel (Hogan e Gallagher), senza citare Gem Archer, poiché è superiore a entrambi (a mio avviso dovrebbe essere lui la lead guitar degli Oasis). Hogan non scrive musica e il suo stile chitarristico è composto solo di puro e semplice 'strumming', ossia di ciò che sanno fare tutti quelli che prendono in mano una chitarra... I Cranberries, nonostante l'estrema banalità tecnica della loro musica, si portano in tour un chitarrista di supporto (anche Dolores è una pippa). Gallagher, dal canto suo, ha scritto il 99% della musica della sua band e caratterizza il suo sound con uno stile semplicissimo ma in fin dei conti completo: riff, arpeggi e assoli melodici (anche se privi di tecnica). Stesso discorso vale per la sezione ritmica. Dove lo vedi lo scontro alla pari? __________________ ...suspended animation as I slip into your room...
CURRENT URL http://blogs.it/0100136/2002/06/28.html
Varr[dbl dagger] ancora la legge di Moore? Gordon E. Moore è quel personaggio che nel 1965 fondò la Intel. Il suo nome è rimasto nella storia anche grazie alla sua teoria, nota con il nome di "Legge di Moore" in cui affermava che la capacità ci calcolo e la memoria dei personal computer sarebbe raddoppiata ogni anno e mezzo. La legge è stata poi estesa ad altri parametri dell'informatica, quali, ad esempio, alla larghezza di banda ed alla velocità di connessione ad internet e mantiene, nonostante siano passati ben 37 anni, la sua valiidità. Vn Nu Net si domanda in questo articolo se anche nel futuro si potrà ritenere valida. La risposta è affermativa, ma limitatamente a questo decennio. Ci sarà una tale proliferazione di "utensili informatici" che si parla di Ubiquitous Computing o di Calcolo pervasivo. Il costo di calcolatori che permettono l'accesso ad Internet sarà così basso che verranno inseriti ovunque. 8:57:10 AM commenti: [ ] Perdite di Microsoft con la Xbox Nelle alte sfere di Microsoft si predicono forti perdite nel business della Xbox, la console per i giochi. L'azienda è comunque disposta a mantenere il supporto per il prodotto e di continuare la sua offensiva contro Sony e Nintendo allestendo una nuova versione con nuove caratteristiche che sarà disponibile il prossimo anno. Red Herring dice che le perdite ammonteranno a 750 milioni di dollari nell'anno fiscale corrente che termina il 30 giugno ed altri 1,1 miliardi di dollari nel corso dell'anno successivo. La prossima versione della console abbinerà alle capacità di giocare, quelle della UltimateTV, un set top box con la possibilità di registrare il video in modo digitale.
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Lo sostiene l'Ospol: «Il comando ha raddoppiato la sanzione applicando una norma sbagliata del codice della strada» Varchi, 650 mila multe da annullare Ma per il comandante della polizia municipale è tutto regolare: «Non interveniamo a caso» di PAOLO ZAPPITELLI STAVOLTA l'euro non c'entra nulla. Ma con l'attivazione del sistema dei varchi elettronici le multe per chi entra nella zona a traffico limitato (presumibilmente) senza permesso sono raddoppiate: da 63.510 lire a 127.020 lire. Una decisione del comando dei vigili urbani che però l'Ospol, il sindacato della polizia municipale contesta. Anche perché invece i vigili continuano ad applicare, per la stessa violazione, la multa più bassa. Così il sindacato invita i cittadini a fare ricorso contro le contravvenzioni perché illegittime. «L'amministrazione - spiegano Gabriele Di Bella e Luigi Marucci, uno presidente romano e l'altro nazionale dell'Ospol - ha applicato un comma errato del codice della strada. Infatti agli automobilisti che passano ai varchi elettronici senza permesso anziché applicare l'articolo che fa esplicito riferimento alla violazione della zona a traffico limitato, viene contestato quello che invece fa riferimento a limitazioni della circolazione per esigenze di prevenzione dell'inquinamento o di tutela del patrimonio artistico, ambientale o naturale». Un errore, secondo l'Ospol, che automaticamente renderebbe nulle tutte le 650 mila multe inviate fino a oggi. La prima a tirarsi fuori dall'ingarbugliata vicenda è proprio quella che invece sembrerebbe esserne responsabile, ovvero la Sta, la società che gestisce tutto il sistema elettronico Iride. «Nell'ambito della costruzione del sistema - spiega una nota - è stato nominato un responsabile del procedimento sanzionatorio nella persona del vicecomandante del I gruppo dei vigili urbani. Pertanto tutte le scelte in materia sanzionatoria sono state effettuate su precisa disposizione della polizia municipale». Impossibile però ieri rintracciare il vicecomandante. La replica ufficiale è affidata, in un primo momento all'ufficio stampa del comando dei vigili urbani. Il quale spiega che la multa da 127 mila lire è regolarissima perché il sistema elettronico sanziona l'«accesso» nella zona a traffico limitato. I vigili invece fanno multe per il «transito» nella ztl, infrazione che prevede una contravvenzione da 63.510 lire. Ma il mistero si è complicato in serata con la dichiarazione del comandante dei vigili, Aldo Zanetti. Il quale dà un'altra interpretazione ancora: ma quale comma 1 e 9, i commi giusti sono il 13 e il 14. «Il primo - spiega - è relativo al divieto di circolazione, il cui importo è di 127.020 lire. Non c'entra nulla, quindi, la multa da 63 mila lire che è quella per altri divieti previsti dal comma 14 dello stesso articolo, come ad esempio quello di sosta. Il codice della strada è chiaro. Farò le opportune verifiche, qualche errore potrà esserci stato, ma non si può dire che il sistema è sbagliato o che si applicano sanzioni a caso». A questo punto però il comandante dovrebbe spiegare come mai sui verbali delle multe non è riportato il comma 13 ma il comma 1. Che, per ammissione dello stesso comandante, a questo punto sarebbe sbagliato. A favore dell'Ospol si è schierato il Codacons che ha invitato i cittadini a rivolgersi al giudice di pace per ottenere il risarcimento dei danni e ha offerto la propria assistenza legale. Di parere opposto il presidente dell'Associazione abitanti del centro storico, Viviana Di Capua: «I varchi sono un deterrente che ci permette di difenderci dal mal di traffico e vivere meglio. Credo che i vigili urbani dovrebbero smettere di fare politica e vigilare perché dentro la città storica molte cose ancora non funzionano». Ma l'Ospol non protesta solo per le «doppie multe»: sotto accusa anche il sistema con cui vengono fatti gli accertamenti alla centrale operativa della Sta: «Il vigile - spiega Gabriele Di Bella - è costretto a prendere visione di filmati che si riferiscono a 6, 7 giorni prima, senza alcuna possibilità di verifica. Invece la legge prevede che tutto il sistema sia sotto il controllo della polizia municipale. Anche per evitare che si commettano errori come quelli che si sono verificati in questi giorni».
CURRENT URL http://universinet.it/article465.html
Credevo che una volta superata la spaventosa "ipertensione" dell'esame di maturità, sarei riuscita ad affrontare tranquillamente qualsiasi altra avversità.. e invece mi sono dovuta ricredere il giorno del mio primo esame universitario di Antropologia Culturale . Dire che ero nervosa e con lo stato d'animo in subbuglio...è il minimo! Ma,a parte l'insopportabile stress dell' "attesa", ho un bellissimo ricordo di quel giorno perchè il mio voto fu un inaspettato 30! Ricordo tutto nei minimi particolari come è di consueto per ogni "prima" esperienza! Nonostante il gran caldo del mase di Giugno ero riuscita a studiare in maniera abbastanza dettagliata. Essendo,poi, allo scuro riguardo il tipo di domande che mi avrebbero potuto fare,decisi di non perdermi nemmeno una virgola di tutto il programma! Un'impresa così ardua che non si è mai più ripetuta per gli esami che poi sono seguiti! Ero la dodicesima dell'elenco,per questo,in realtà,non fu molto il tempo che ho dovuto aspettare per essere chiamata e,una volta seduta di fronte al professore,ricordo di aver fatto un bel respiro profondo per controllare la mia emozione e poi quando mi fu posta la prima domanda cominciai immediatamente a parlare con grande determinazione. Fortunatamente tutti gli argomenti che mi si presentarono erano proprio quelli che conoscevo meglio,tanto che,nel corso dell'interrogazione sono riuscita ad acquistare sempre più sicurezza!Alla fine di tutto,posso dire che il mio primo esame è stato per me una piccola,ma importantissima vittoria personale che mi ha dato più fiducia nelle mie capacità!Davvero una bella emozione che credo rimarrà sempre fra i miei ricordi più belli da raccontare!
CURRENT URL http://newsgroup.tecnologia.virgilio.it/newsgroup/thread.jspa?threadID=4611686018429059179&tstart=0&threadStatus=1
Salve a tutti. Ho un problema con il CD ROM. Dopo che mi si e' piantato il PC mentre rippavo un CD (non so se centra) ora i proggrammi non mi vedono piu' il CD ROM. Solo Windows Media player dice che ha trovato un errore nel leggere il CD in modo digital, se si vuole si puo' passare in modo analogico, ma non passa. Vorrei un aiuto c'e' da settare qualcosa ??? ii CD ROM non dovrebbe essere rotto perche' su un CD c'e' un piccolo player e con quello funziona. Una nota: dato che il programma rippatore mi dava un errore di ASPI initialization, pero' funzionava. Io ho trovato ASPI.V470 e l'ho installato, ma il problema persiste in piu' ora non si vede piu' il CD ROM. -- Jordy clickare sotto per rispondere privatamente
CURRENT URL http://www.beltade.it/dettaglio_new.asp?id=1482&pg=4&catego=105
Camper supertecnologici con medici e ricercatori a disposizione del pubblico per effettuare visite specialistiche e controlli accurati gratuiti, volti a promuovere la diagnosi precoce dei melanomi maligni. L'iniziativa è partita sabato 21 e domenica 22 maggio a Gioia del Colle, in provincia di Bari, dove - a bordo dell'ospedale mobile - sono state effettuate 105 visite con nevoscopia, che hanno permesso di identificare un caso con melanoma maligno e 10 casi di lesioni ad alto rischio da sottoporre ad asportazione chirurgica. Le visite continueranno anche per i prossimi week-end, fino a luglio, questa volta in Campania . La prevenzione “itinerante” dei tumori cutanei avverrà nelle piazze di diversi comuni della regione, in particolare in quelli più distanti da centri ospedalieri specializzati (per esempio, i comuni del Sannio). L'iniziativa, un vero e proprio asse tra istituzioni pubbliche e private allo scopo di sconfiggere i tumori attraverso prevenzione, è stata messa in atto dai ricercatori dell'Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Alghero, in collaborazione con l'Istituto nazionale tumori di Napoli, l'Associazione Centro clinico di ricerche per le malattie genetiche di Gioia del Colle (Crmg), le Associazioni Uniti contro le malattie neoplastiche (Umana) onlus e l'House hospital (Hh) onlus di Napoli. “La nostra lotta per la prevenzione del melanoma è partita dalla Sardegna; siamo arrivati in Campania e in Puglia, ma cercheremo di estenderla su tutto il territorio nazionale” spiega Giuseppe Palmieri ricercatore dell'Icb-Cnr di Alghero e coordinatore dell'iniziativa. Contro una malattia complessa come il cancro occorrono interventi che abbraccino l'ambito della ricerca, della clinica, del territorio e l'azione concertata di diverse istituzioni. Il melanoma maligno cutaneo, in particolare, è uno dei tumori più temibili, sia per la sua elevata propensione a sviluppare metastasi sia per il continuo e costante incremento d'incidenza nella popolazione occidentale. “ Grazie a queste campagne di prevenzione sono stati raggiunti traguardi importanti anche dal punto di vista della ricerca scientifica ”, specifica Palmieri. “I nfatti, la possibilità di accedere ad un'ampia casistica di pazienti con melanoma, molti dei quali sono stati identificati a bordo degli Hospital Car, ha permesso di partecipare alla scoperta di un nuovo gene, BRAF, coinvolto nei processi regolativi del ciclo cellulare del melanoma maligno, responsabile del 2% di tutti i tumori, del 5% di tutte le neoplasie cutanee, e del 65% delle morti per cancro della cute. Un altro risultato importante ottenuto grazie ai nostri screening nella popolazione del nord Sardegna è la identificazione dei principali fattori genetici (mutazioni nei geni BRCA1-2 e MLH1-MSH2) in grado di aumentare il rischio di insorgenza per diversi tipi di tumore (non solo carcinoma della mammella e del colon-retto ma anche tumori dell'ovaio, prostata ed endometrio) ”. Per info Istituto di chimica biomolecolare di Alghero Giuseppe Palmieri, Icb-Cnr tel. 079/998 617 - Cell. 339/2800855;
CURRENT URL http://www.debaser.it/recensionidb/ID_4550/artista
Nel ristretto ambito della musica rock molti artisti hanno cercato di trasformarsi, adattarsi ai cambiamenti, rivoltarsi come un calzino (mi sovviene "Society" di Brian Yuzna), ma pochi sono riusciti a rimanere loro stessi, senza rinnegare il loro passato e senza vendersi al trend musicale di turno . Gli esempi sono molteplici, i primi che mi vengono in mente sono i Radiohead, ma lascio a voi la scelta. Gli Oneida di questo "The Wedding" ben si inseriscono nella suddetta categoria . In senso positivo ovviamente. Che volessero fare un disco diverso i nostri l'avevano già dichiarato, ma pochi si sarebbero aspettati un cambiamento musicale così netto e spiazzante. Scordatevi le chilometriche cavalcate chitarristiche, e sostituitele con tappeti di tastiere acide e arrangiamenti di archi, vagamente reminiscenti del famoso "Wall of Sound" di Spectoriana memoria . Aggiungeteci il cantato, merce rara nei precedenti album, presente in ognuna delle tredici tracce, virate il tutto in chiave psichedelica e a volte pop, e avrete un approssimativo ritratto del disco. Disco che si apre con The Eiger , dolce filastrocca tutta viole e romanticismo, assurdamente vicina ai Motorpsycho periodo "Let Them Eat Cake" . Lo spettro dei norvegesi riappare anche in altri episodi, alcuni splendenti nel loro essere perfetti condensati pop da singalong ( August Morning Haze , la sublime litania di Run Through My Hair ), altri meno focalizzati e un po' stucchevoli ( Charlemagne e Know ). Interessante la parsimoniosa scelta di utilizzare basi sintetiche, come nell'ipnotico incedere di Leaves , o nell'allegra e scanzonata High Life . I vecchi Oneida vengono fuori in brani quali Lavender , in cui si riaffacciano le chitarre galoppanti, la batteria spadroneggia e la voce assurge finalmente a elemento portante, o in Did I Die , dove per 1'40" sembra di sentire un gruppo hard rock primi anni '70, per via del riff heavy e della voce urlata. I picchi rimangono i brani più ipnotici: Heavenly Choir (che di paradisiaco ha ben poco) cantata in semi falsetto e condotta da un inquietante piano; The Beginning is Nigh , basso portante, drumming sciamanico, tastiere spaziali, chitarra minimale e voce sussurrata tipo Roger Waters in Set The Controls ; Spirits , spettrale e acida Venus in Furs del nuovo millennio. Artisti camaleontici dunque, che dell'animale in questione carpiscono il significato simbolico e lo fanno proprio. La forma cambia ma il contenuto è sempre lo stesso. Ovvero: mi trasfiguro esteriormente, ma alla fine rimango me stesso. Tanto di cappello agli Oneida per essersi messi in discussione senza perdere la faccia, ma, anzi, guadagnando ancor di più in rispettabilità artistica. Già da ora una delle migliori uscite dell'anno. Questa DeRecensione è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons . Significa che può essere copiata ma solo indicandone espressamente: — l'autore: psychopompe — l'URL: http://www.debaser.it/recensionidb/ID_4550/ Prenota questo disco nella Rete DeShops « Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Anno: 2005 Artista: Oneida Titolo: The Wedding Samples MP3: 1 2 3 4 5 6 7 8 DeGeneri: Rock Pop Orchestrale Psichedelia More Info: sito ufficiale della band Track List: CD1 Oneida su DeBaser anche con: Live @ Circolo degli Artisti, Roma 22.05.2005 [by trellheim] Secret Wars [by Kosmogabri] Hei tu! Sí proprio tu! Se vuoi puoi aggiungere un sample . Non sai come si fa un sample ? Ma te lo insegnamo noi nell' HELP ! E poi puoi senz'altro segnalare questa recensione ad un_ amic_! E se davvero ti piace un casino puoi pure aggiungerla alle tue recensioni consigliate . Infine se lo possiedi puoi aggiungerlo alla tua DeCollezione (cosa che peraltro qualcuno ha già fatto ) Voti e commenti ottimo lavoro psycho!! sapevo che eri la persona giusta per questa recensione. peccato che live abbiano fatto solo due pezzi di questo disco... Nome: trellheim | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5 e sta copertina??? acida come il disco direi... lo riascolterò e darò un giudizio su di ello... sulla recensione, vabbè, giusta e utile per 'ritracciare' il disco. Nome: antimo_d | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: Bravo non era una facile recensione.Nl disco sento molto l'acidità dei velvet underground. Nome: Pollack | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4 Yesss, sempre impeccabile, Psych. Devo ascoltarlo bene, però... secret wars m'aveva preso di petto da subito, mentre questo no... Se nn sbaglio c'è anche la poetessa/violinista (sound engineer) Samara Lubelsky. Non lo so con certezza, io ho una copia taroccata (sigh, verificate per me sui credits? sul web non trovo conferma). Comunque quella lì è da tenere d'occhio, la Samara... :)) Nome: kosmogabri | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: il violino sul disco è stato suonato da john marcus e cornelius dufallo. i credits dicono testualmente: some [of these songs] were recorded with the able assistance of samara lubelski. su un sito francese ho trovato scritto che lei ha preso parte alla scrittura del disco Nome: trellheim | Data: 14/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: Bravo Psy! Nome: Cleo | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: Secondo me è il mejjo assieme a Each One. Ottimi suoni davvero. Nome: puntiniCAZpuntini | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5 gRazie Trell :) Nome: k. | Data: 14/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: mi costringi ad ascoltarlo... Nome: damaskinos | Data: 14/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: Gran gruppo, io ho solo "Secret Wars" però, e mi piace moltissimo. Questo può aggradarmi? Nome: ZiOn | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: Al momento Spirits è la mia preferita ma l'album nella sua interezza si tiene su che è una meraviglia, gran bella rece psy. Nome: VxS | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5 ottima psy, se davvero c'è una Venus in furs del nuovo millennio è il mio disco Nome: lukin | Data: 14/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: Ottima vecio Nome: Rocky | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: mi avete incuriosito, segnati Nome: samterra | Data: 14/6/2005 | Voto: 4 | Voto al Disco: Bella Psycho... cerco subito! Nome: easycure | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: eh quanti commenti! della violinista non ne so una cippa, non ho praticamente letto i credits, ma sto consumando il cd. Diciamo che risentendo secret wars, e soprattutto l'ep nice/splitting peaches, già i prodromi c'erano, ma una canzone come the eiger mi ha lasciato di stucco, e soprattutto Lavender all'inizio. Forse il wall of sound c'è in ben pochi casi ad essere sinceri, mi son fatto prendere dall'euforia....oh Rocky sei vivo? Che minchia hai fatto sti mesi? Nome: psychopompe | Data: 14/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: Gran trombate credo, vero Rocky? Nome: ZiOn | Data: 14/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: azz...psy...questo me lo metti nel prox pacco? Nome: humax4 | Data: 14/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: scusate lo so che nn c'entra niente maaaa...qualcuno sa come trovare spartiti x tastiera su internet(gratis!)è urgeeeeeeeeente dmn suono con dei miei amici e non ho preparato nuuuuuulla...grazie grazie Nome: forrest | Data: 14/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: hummy ci stavo pensando io. k. Nome: | Data: 14/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: finalmente! high life non mi piace. tutte le altre sono bombette. charlemagne è proprio tenera, in beginning is nigh c'è un bel po ummagumma dai. e quanto mitico è il riff di august morning haze quando si ripete in modo stonato? ottima psycho Nome: Giubbo | Data: 15/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4 grazie k. Nome: humax4 | Data: 15/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: Cazzo Clà, scrivi proprio bè, me pare de legge Blow Up! Ohi, il cd lo tengo in macchina, così quando te vedo te lo passo (finalmente)! M'hai incuriosito con sta rece, me lo cerco subito subito sto dischetto... bye bye ALE Nome: alealeale82 | Data: 15/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: ancora non l'ho sentito, la tua rece stimola cmq, io mi ero proposto di abbandonarli dopo l'ultimo non proprio convincente,non so, each one per me rimarrà ineguagliato, the wedding forse segna una ripresa, o almeno, una strada meno tortuosa ma che offre piacevoli sensazioni.almeno così lasciano intravedere le critiche sparse un po ovunque. Nome: zigghio | Data: 15/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: bravo zigghio hai centrato il punto, anche se a me each one teach one rimane un po' ostico. Poi ultimamente mi piace roba di facile ascolto. A me giubbo piace un sacco run through my hair, ma direi un po' tutti i pezzi mi piaciucchiano. Difatti ho messo un po' di samples..... Nome: psychopompe | Data: 15/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: sunshine and roses are moving too slow... ci sei andato giù pesante coi samples! ottima mossa :) ti rivoto pure. Nome: trellheim | Data: 15/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5 Bravissimo come sempre psycho. Da quando li ho visti dal vivo ho cambiato idea sul sudore. Nome: josi_ | Data: 15/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4 sor gentili venerdì sono a jesi il pomeriggio e andrò presumo da bruno a accattarmi cd. Difatti sta rec sembra scritta da qche coglione di Blow Up....vedi alla fine uno diventa quello che odia....mi sento woody Allen in Zelig... Nome: psychopompe | Data: 15/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: l'ho appena ascoltato, si tratta di un disco grandioso, in certi punti esagerato ( spirits,the beginning is nigh), non credevo potessero stare su così alti livelli per tutta la durata del disco, se non è un capolavoro questo nel 2005 poco ci manca. Nome: zigghio | Data: 16/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5 oh, ma questo CiDii è bellissimo! Mi fa venire in mente una via di mezzo fra Velvet Underground (vedi "Spirits") e XTC.. bello bello Nome: easycure | Data: 16/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4 a me viene da pensare che gli Oneida siano, immaginando, quello che i Soundgarden non sono riusciti ad essere... Nome: antimo_d | Data: 16/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: dr d... che c'entrano i soundgarden? Nome: trellheim | Data: 16/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: beh... i soundgarden hanno cercato, a un certo punto, di svoltare da un sound heavy originale verso un sound più orecchiabile e più incline alle loro passioni per la psichedelia (periodo 'superunknown'), ma i pezzi più 'pop' erano poco originali, un po' puramente scopiazzati dalla psichedelia sixties, e non hanno abbandonato i cavalli di battaglia hard, rendendoli solo più accessibili e, spesso, scontati. Gli Oneida, quando hanno deciso di svoltare, hanno mantenuta intatta la loro originalità, dando una loro lettura 'pop' con la psichedelia come 'state of mind'... insomma, una gran pippa mentale, lo so...:D Nome: antimo_d | Data: 16/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: oh: pezzi 'pop' di superunknown = i pezzi 'psichedelici', tipo 'head down' e 'fresh tendrils'.... Nome: antimo_d | Data: 16/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: secondo me questo disco non è una svolta ma un esperimento, o almeno dopo l'uscita di secret wars se ne parlava come tale. lo sapremo per certo solo al prossimo disco. Nome: trellheim | Data: 16/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: ma cristo rozzo che disco magnificente, e poi come cazzo rileggono i black sabbath in did i die? che competenza di approcio e sono pure strafatti.....da applausi. Nome: zigghio | Data: 16/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: 5 the beginning is nigh è un volo col paracadute Nome: Giubbo | Data: 16/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: 5 accioè, sto disco è proprio flashante... una vera 'experience', un po' 'collosa', con August Morning Haze alla fine come una fetta di torta per farti scendere il trip Nome: antimo_d | Data: 16/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: 5 non so se scenderà alla distanza, ma per ora è in heavy rotation da un mesetto. pensavo di essere solo io che si era esaltato per sto disco e invece no...bene non sono proprio matto Nome: psychopompe | Data: 17/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: no no, più l'ascolto più mi piace.. alzo pure il voto Nome: easycure | Data: 17/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: 5 dev'essere un difetto di fabbricazione del cd, tende a rimanere incollato nel lettore. ha fatto lo stesso scherzo anche a me. avrò ascoltato solo quello per una settimana... Nome: trellheim | Data: 17/6/2005 | Voto: | Voto al Disco: cinque Nome: janis | Data: 23/6/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5 Questa recensione è stata commentata 42 volte ed è stata visitata 594 volte. Ha ricevuto 18 voti, totalizzando una media di 4,94 . Il disco è stato votato 14 volte, ottenendo una media di 4,71 . « Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Aggiungi il tuo voto e il tuo commento
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8a tappa: Bel Giro, finché non lo rovinano A quando il blitz dei Nas? Questo Giro 2005 sta venendo bellissimo. È passata appena una settimana di gara, ma il livello - per quel che abbiamo potuto vedere - è alto, e promette di migliorare ulteriormente strada facendo: le sfide dirette e incrociate si sprecano, i temi di interesse si moltiplicano, il divertimento è assicurato. In tutto questo idilliaco quadretto cosa manca? Facile: il blitz dei Nas! Alla vigilia di quale tappa i Nuclei Operativi interverranno per perquisire alberghi e vetture al seguito? In quale data giungerà a compimento la solita inchiesta della solita procura? Dove si svolgerà la retata ormai classica (tanto classica che stanno pensando di inserirla nel calendario Pro Tour)? Sarà in occasione di una tappa alpina, o di una frazione per velocisti? Sono aperte le iscrizioni al concorso, chi indovina il TotoNas vince una gita premio negli spogliatoi di una squadra di calcio (una qualsiasi di serie A); perché proprio lì? Ovvio: per avere la certezza di non trovarci i Nas! Grillo, un attore consumato Lo vediamo spesso nei siparietti di Paolo Belli nelle trasmissioni collaterali del Giro. Più lì che sugli ordini d'arrivo, a dire il vero, ma fa niente, tutto serve per fare esperienza. Stiamo parlando di Paride Grillo, nome impegnativo, faccia da cartone animato, spalla preferita da Belli per le sue innocue gag. Solo che, se vuole proseguire la carriera nell'entertainment, consiglieremmo al bel Paride una scuola di recitazione: non sempre la fissità nell'espressione è un viatico per diventare governatori della California... Quei 17 chilometri di fuoco Guardando i dati della cronometro di oggi, emerge un particolare: fino alla fine della discesa del Pinone, Ivan Basso ha fatto una prestazione ottima, ma tutto sommato nella normalità. Da lì in poi, negli ultimi 17 chilometri, piatti piatti e adatti agli specialisti, il "non specialista" Ivan ha fatto il fenomeno, dando in quel breve spazio distacchi pesanti a tutti, anche ai cronoman più puri. Per dire, nei primi 28 chilometri Basso ha dato a Cunego 54". Negli ultimi 17, gli ha affibbiato 1'34". In quel 28esimo chilometro dev'essere successo qualcosa che ha messo le ali ai piedi a Basso. Un po' tutti i cicloamatori hanno fatto subito propria la questione: ma queste famose ali ai piedi erano lenticolari, o ad alto profilo? Quanto costano? Si risparmia a comprarle su internet? EnigmistiGiro Simoni. Super Ivan, Ma Onestamente Non Incidevo. Simoni. Invito a cena con pentagramma Oggi al Processo abbiamo avuto modo di ascoltare, nei contrappunti musicali dei vari servizi, i Sigur Ros (nella presentazione di Cassani alla tappa del giorno dopo) e i Radiohead (nella "storia" raccontata da Paris); non sappiamo chi sceglie le musiche per i servizi, ma sappiamo che cosa gli faremmo se lo incontrassimo di persona: lo inviteremmo a cena, a noi la scelta del vino, a lui quella del sottofondo. La migliore della giornata "Simoni, 2'52" da Basso!", "Eh, bella crono!", per la serie "È un inguaribile positivista, o ci sta prendendo per i fondelli?".
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Seminario gratuito: UN SENTIERO PER TUTTI Dal 18 Settembre 2003 al 30 Ottobre 2003 In collaborazione con l'associazione SENTIERO VERDE della Federazione Italiana Escursionismo Lazio 7 incontri settimanali di 3 ore ciascuno, ogni giovedì dalle 16,30 alle 19,30. Valutazione e test finale con rilascio di attestato. Scarica l'intero programma. Seminario gratuito: IL SENTIERO DEI SEMPLICI UN PERCORSO DI CONOSCENZA E MAGIA TRA LE PIANTE OFFICINALI E MANGERECCE Dal 20 Novembre 2003 al 22 Gennaio 2004 In collaborazione con il Circolo SETTEACQUEDOTTI della Legambiente Lazio. 7 incontri settimanali di 3 ore ciascuno, ogni giovedì dalle 17,00 alle 20,00. Valutazione e test finale con rilascio di attestato. Scarica l'intero programma. Seminario gratuito: PROGETTIAMO INSIEME UN GIARDINO SCOLASTICO: UNA ESPERIENZA DIDATTICA IN COMUNE TRA LE VARIE DISCIPLINE A partire da martedì 9 Settembre 2003 4 incontri con gli insegnanti nella sala della Biblioteca “G. Rodari” a cura del Centro Educazione Ambientale e dell'Ufficio Verde Scolastico e Piste Ciclabili del Dipartimento V Ambiente. Scarica l'intero programma.
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CONTRATTO INTEGRATIVO REGIONALE DEI DIPENDENTI DA FARMACIA PRIVATA DELLA LOMBARDIA L'anno 2001, il giorno 15 novembre, presso la sede di Federfarma Lombardia a Milano Tra L'Unione Regionale delle Associazioni Titolari di Farmacia delle Province Lombarde rappresentata dal suo Presidente Dott. Renato Grendene con l'assistenza della delegazione trattante nella persona del dott. Luigi Zocchi E La Filcams Cgil Lombardia rappresentata dal Segretario Regionale sig. Livio Anelli, dal Segretario Generale di Bergamo Mirko Rota e dalla Responsabile Farmacie Filcams Cgil Milano dr.ssa Antonella Protopapa La Fisascat Cisl Lombardia rappresentata dal Segretario Regionale sig.ra Loredana Franco, dal Segretario Generale di Bergamo Roberto Corona e dal Segretario di Milano Elena Maria Vanelli La Uiltucs Uil Lombardia rappresentata dal Segretario Regionale sig. Francesco D'Amico e dal Coordinatore Regionale sig. Giovanni Angiulli Viste le norme previste dal vigente CCNL, art. 109, del 27.07.1994 e dal nuovo CCNL in firma, art. 113, del 23.03.1999, in tema di contrattazione integrativa regionale, si conviene e stipula il presente Contratto Integrativo Regionale per i dipendenti da farmacia privata, composto da: Þ Premessa; Þ VII Titoli; Þ una nota a verbale. Premessa Le parti si danno reciprocamente atto della funzione del Sistema Farmacia (professione - struttura - servizio) quale indispensabile presidio sanitario sul territorio per la preparazione e distribuzione dei farmaci e l'erogazione di servizi sanitari complementari, nonché dell'insostituibilità, nell'espletamento di questa funzione, dell'opera dei dipendenti. TITOLO I Relazioni sindacali Art. 1 In attuazione a quanto previsto dall'art. 108 del vigente CCNL e dall'art. 112 del nuovo CCNL in firma, le parti si incontreranno all'inizio dell'anno oppure, a richiesta delle parti, in altro periodo, allo scopo di: a) Confrontare e discutere le reciproche informazioni sullo stato della dinamica quantitativa e qualitativa dell'occupazione, con particolare riferimento all'utilizzo del CFL, part - time, apprendistato, contratti a termine, lavoro interinale. In tale occasione, Federfarma Lombardia fornirà i dati disponibili del numero degli occupati articolati per provincia e divisi per tipologia di assunzione. b) Avviare un confronto preventivo a livello regionale su specifici problemi ed argomenti di carattere locale e generale che abbiano ricadute sull'occupazione. c) Avere adeguate informazioni rispetto ad iniziative che interessano i livelli occupazionali (ad es., in merito alla legge orari, turni e ferie). In occasione dei rinnovi contrattuali nazionali e regionali o di loro modifiche, raggiunte fra le parti, l'Unione Regionale Titolari di Farmacia si impegna a favorire la diffusione alle farmacie di un notiziario riguardante i temi oggetto di negoziazione, redatto in forma congiunta. TITOLO II Applicazione del D.lgs. 626/94 Art. 2 Le parti, nel dare significativa importanza alla corretta applicazione del D.Lgs. 626/94 (riguardante il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro), concordano sulla necessità di costituire una commissione paritetica di sei membri totali che elabori un progetto da sottoporre all'Ente Bilaterale Nazionale. I lavori della commissione prenderanno l'avvio entro giugno 2002. Art. 3 Le parti nel ritenere che la sicurezza nell'attività quotidiana delle farmacie interessa tutte le persone che vi operano, siano essi titolari o lavoratori dipendenti o cittadini che vi accedono, e verificato che in Lombardia le farmacie sono attività a rischio di rapina, si impegnano a realizzare le seguenti iniziative: a) Agevolare le procedure per autorizzare l'installazione all'interno delle farmacie di adeguati sistemi di sicurezza ed impianti audiovisivi attraverso la definizione di un protocollo d'intesa regionale nel pieno rispetto della Legge 300/70, art. 4, e della legge 675/96 in materia di tutela del trattamento dei dati personali. b) Promuovere iniziative comuni, anche a livello di singola provincia, nei confronti delle istituzioni preposte all'ordine pubblico, per sollecitare l'individuazione e l'attuazione di norme di prevenzione e vigilanza contro il crimine. c) Avviare un confronto con gli Enti Locali interessati per la definizione di adeguati incentivi, al fine di favorire l'installazione di sistemi di sicurezza. d) In applicazione dell'art. 50 del vigente CCNL e dell'art. 54 del nuovo CCNL in firma, tutte le farmacie della Lombardia, singolarmente ovvero attraverso la propria Associazione Sindacale, devono stipulare, in favore di tutti i dipendenti, una polizza assicurativa a garanzia degli infortuni causati da atto doloso di terzi, con i seguenti massimali minimi: · Lire 100 milioni in caso di morte; · Lire 100 milioni in caso di invalidità permanente. TITOLO III Formazione professionale Art. 4 Le parti concordano sull'importanza che la formazione e l'aggiornamento professionale rivestono per le risorse umane addette al settore. Al riguardo, le parti convengono di predisporre un progetto regionale di formazione in stretto accordo con l'Ente Bilaterale Nazionale, anche per gli aspetti organizzativi e finanziari. A tale scopo le parti avvieranno, nel corso dell'anno 2002, un confronto in merito alle politiche formative del comparto. Gli oneri che dovranno sostenere i dipendenti per la partecipazione ai corsi di aggiornamento professionale, condivisi dal titolare e di utilità per la farmacia, saranno assunti dal titolare della farmacia, attraverso un rimborso forfettario da concordare tra il dipendente ed il titolare. TITOLO IV Libretto sanitario Art. 5 Le parti convengono di concedere permessi retribuiti per consentire il rinnovo del libretto sanitario laddove richiesto da particolari esigenze lavorative ed il rimborso delle spese amministrative inerenti al rilascio. TITOLO V Indennità Art. 6 1. Reperibilità Considerata la particolare articolazione dell'orario di lavoro in farmacia e la peculiare natura dell'attività farmaceutica svolta su turni, verrà attribuita a tutti i dipendenti delle farmacie private della Lombardia una nuova indennità denominata "reperibilità", definita mensilmente in £ 70.000 e ridotta in proporzione per i Part time. Detta indennità decorrerà dal 1° gennaio 2002, sarà riconosciuta per 14 mensilità e avrà incidenza sul TFR. 2. Camici A decorrere dal 2002 verrà riconosciuta a ogni dipendente delle farmacie private della Lombardia un'indennità sostitutiva camici/lavaggio pari a £ 800.000 annue. Per le Farmacie che forniranno i camici tale indennità sarà ridotta a £ 600.000 annue. L'indennità camici/lavaggio sarà erogata con le competenze del mese di aprile di ciascun anno ed avrà incidenza sul TFR. Nel caso di dimissioni prima della fine dell'anno l'azienda recupererà gli eventuali dodicesimi dell'indennità non maturata. 3. Inventario Le parti convengono che ove l'inventario venga svolto di sabato, domenica e festivi sia retribuito il pagamento delle ore lavorate. Per la giornata di sabato sarà inoltre corrisposta un'indennità omnicomprensiva di £. 200.000 (duecentomila). Per la giornata della domenica, sarà invece corrisposta un'indennità omnicomprensiva di £. 100.000 (centomila) ed il riposo compensativo da usufruire per 24 ore consecutive in altra giornata della settimana successiva a quella nella quale si è svolto l'inventario. TITOLO VI Una Tantum Art. 7 A parziale copertura degli effetti economici del presente contratto per l'anno 2001, le indennità "reperibilità" e camici saranno erogate nella misura del 50%. Tali somme una tantum saranno corrisposte in dodicesimi nel caso di prestazione lavorativa che non copra l'intero anno 2001 e liquidate in due rate, rispettivamente a novembre 2001 e a febbraio 2002. L'indennità inventario sarà invece erogata in misura piena e liquidata con la competente retribuzione mensile. L'importo una tantum di cui sopra non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale né del TFR. TITOLO VII Decorrenza e durata contrattuale Art. 8 Il presente accordo integrativo regionale ha durata quadriennale dal 1° novembre 2000 al 31 ottobre 2004. Si intenderà tacitamente rinnovato di anno in anno quando non si sia data disdetta da una delle parti stipulanti a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno almeno tre mesi prima della scadenza. Il presente contratto continuerà a produrre i suoi effetti anche dopo la scadenza di cui sopra, fino alla data di decorrenza del successivo accordo di rinnovo. Nota a verbale Si precisa che l'indennità di reperibilità va attribuita a tutti i dipendenti, a prescindere dai criteri di reperibilità di cui agli artt. 23 e 24 del vigente CCNL e dagli artt. 26 e 27 del CCNL in firma. Tale indennità non pregiudica l'erogazione dei compensi indicati dagli articoli richiamati e nessun vincolo deriva al dipendente dall'assegnazione dell'indennità citata.
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- Varese – L'animale avvistato da un passante che ha lanciato l'allarme. Il recupero alla diga di Tornavento Daino finisce nel Ticino. Salvato dai vigili del fuoco Potrebbe diventare la trama per un film della Walt Disney: un daino è finito nelle acque del Ticino e dopo aver percorso un bel tratto di fiume è stato salvato dai pompieri. Il fatto è avvenuto questa mattina, sabato 9 maggio. Ai vigili del fuoco di Busto Arsizio è arrivata una telefonata da un cellulare; un uomo diceva di aver visto "passare" in acqua un grosso animale, trascinato dalla corrente. Subito è scattato l'allarme, e i soccorsi sono stati organizzati in pochi minuti: allertato l'elicottero di Como, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Somma, mentre dalla sezione di Varese è partita la squadra dei sommozzatori con un gommone. Il daino è stato "avvistato" alla diga di Tornavento, aveva quindi percorso un lungo tratto di fiume e per giunta aveva dovuto superare anche una piccola "cascata", un salto di circa 5 metri. Alla fine il daino è stato portato a riva, sano e salvo e affidato alle guardie del Parco. Sabato 10 Maggio 2003
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Rima, 3 Febbraio 2004. Era iniziata con un vento anglosassone del tipo "chiedero' conto di cio' che e' successo" ed e' finita con un venticello levantino "siamo tutti colpevoli", cioe' nessuno lo e'. E' finita a tarallucci e vino. Il rimedio? L'obbligo delle catene a bordo, neanche fossimo nelle gelide pianure scandinave. Bravi! Si comprende perche' l'attore Alberto Sordi sia cosi' venerato dagli italiani: e' il nostro specchio. Della serie "aregeteme se no faccio un macello" o, in alternativa "armiamoci e partite". Insomma 20 centimetri di neve hanno tagliato l'Italia a meta', i tralicci dell'ENEL si sono piegati come panini di burro e da 4 giorni parte della sviluppata bassa Padania e' senza luce. Dai telegiornali avevamo appreso la notizia che, a fronte dei disagi, la societa' Autostrade per l'Italia (mai tale denominazione e' apparsa piu' appropriata) offriva 6 mesi di telepass gratuito ma, ad una successiva attenta lettura, l'offerta era una abbonamento annuale con sconto semestrale, cioe' una offerta promozionale. Da Trenitalia oltre alla giustificazione degli scambi ghiacciati (ma non sono automaticamente riscaldati o si ricorre ancora agli scaldini?) emana un silenzio tombale. Insomma chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato, vale a dire che all'utente oltre al danno si e' aggiunta la beffa, con obbligo di catene a bordo. Eppure Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, domenica scorsa ci aveva fatto intravedere una luce di speranza, subito sepolta in 20 centimetri di neve. Primo Mastrantoni, segretario Aduc da: maurizio Data: 5 Marzo 2004 Anche Io,con la mia famiglia, sabato 28/2 sono rimasto intrappolato sulla A 22 nei pressi di Modena, Quando, dopo aver passato la notte nel Palazzetto dello Sport Modena Est ospiti della Protezione Civile (!!), siamo rientrati in Autostrada, al casello di Bologna Casalecchio abbiamo trovato un cartello che ci autorizzava ad entrare senza ritirare il biglietto. All'uscita di Fano però il casellante non ne sapeva nulla e pretendeva il pagamento del pedaggio. Non ho pagato e mi è stato fatto il verbale per 46 Euro. Qualcuno sa come devo comportarmi ? da: sara Data: 4 Marzo 2004 Già quel 28 febbraio io ero sull'eurostar Milano- Salerno...e sapete quante ore ho impiegato?12!!!ben 6 ore di ritardo...per non parlare dei numerosissimi disagi che abbiamo dovuto sopportare. Dai bagni chiusi a chiave su un'eurostar che ci ha portato fino a firenze, al trasbordo da un treno all'alro sotto la neve con bagaglio a mano peggio dei profughi!!!un minimo di rimborso sarebbe necessario!!voi che ne dite??io mi sto attivando il più possibile, e invito chiunque che abbia un buon consiglio da darmi di farmelo sapere. un saluto a tutti da: fabio Data: 3 Marzo 2004 sono rimasto introppolato in autostrada tra bo e mo 9ore per arrivare a carpi(mo)ho scelto appositamente l'autrada pensando che fossero più facile da pulire e comunque più attrezzati visto che in italia si paga parecchio tra tasse e in più anche il pedaggio.Mi son sbagliato ma il peggio è stato che nell'emergenza nel area di servizo "AGIP SECCHIA" a modena nord molti automobilisti compreso me sono stati letteralmente truffati nell' acquisto delle catene con prezzi assurdi tra i 90-100euro cad.In quanto la società autostr.hanno fatto una bella publicità oculta volendo venderci,sfruttando l'emergenza frutto dell loro menefregismo,una loro caramella marcia da: MATILDE Data: 3 Marzo 2004 Sabato 28 febbraio 2004 Eravamo in viaggio per tornare a casa sull'A14 da Faenza a Bologna c'era uno strato di neve ghiacciata di circa 10 cm. e continuava a nevicare come non so cosa, e per tutto il tragitto Faenza-Bologna non abbiamo incontrato nessun SPAZZANEVE e neanche uno SPARGISALE, anzi uno lo abbiamo visto solo che si preoccupava dell'USCITA al casello che i clienti riuscessero a pagare e uscire, quindi fate un pò Voi.... Senza nessuna assistenza anzi.... camminavamo pianisssimo e ogni tanto ci trovavamo qualche macchina di fronte girata al contrario in quanto sul ghiaccio è facile girarsi, non c'era neanche possibilità di acquistare le catene nelle aree di servizio in quanto non si poteva accedere per la troppa neve.... e alla fine del tragico viaggio abbiamo anche dovuto pagare... Vorrei tanto fare ricorso....
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V I S U A L I Z Z A D I S C U S S I O N E marylu Posted - 31/05/2005 : 20:43:57 ciao raga....la mia vita nn ha + senso da qnd mi hanno detto ke nn potrò + ballare a causa del mio stramaledetto ginokkio....ora cm faccio???la danza x me era tt, vivevo per qst, e dopo 11 anni di spgni, fatica e speranze ttt la magia è svanita....aiutatemi v pregoooooooooo............. a presto baci alice 15 U L T I M E R I S P O S T E (in alto le più recenti) tatu Posted - 17/06/2005 : 10:24:04 Di nulla... LA DANZA E'COME UNA POESIA DOVE OGNI MOVIMENTO E' UNA PAROLA... naruto83 Posted - 16/06/2005 : 15:58:27 Grazie ragazze siete sempre le mie ballerine preferite CHI DANZA E' PURO SPIRITO FATTO SOLO DI EMOZIONI fraZ Posted - 12/06/2005 : 18:24:50 kiss8 fraZ tatu Posted - 12/06/2005 : 12:57:28 naruto nella mia scuola c'è qualche maschio e solo uno è nall'avanzato...quasto vuol dire che non importa il sesso ma la bravura... LA DANZA E'COME UNA POESIA DOVE OGNI MOVIMENTO E' UNA PAROLA... danzanelcuore Posted - 12/06/2005 : 09:53:30 certo che hai fegato marylu! io nn riuscirei a stare 5 anni ferma! 6 l'orgoglio di tutte le ballerine! nn ti fermare mai e prova a ricominciare daccapo! anke se ora ti devi operare, nn rinunciare mai al tuo sogno! tvb danzanelcuore ! laura vietri fraZ Posted - 11/06/2005 : 12:17:26 sn sicura che t passano di corso per le tue qualità...in un corso nn c devono essere epr forza maschi..qnd se nn fossi veramente bravo nn t passerebbero!!!! kiss8 fraZ naruto83 Posted - 11/06/2005 : 09:09:54 Io già sò che l'anno prossimo passo all'avanzato di Jazz Però sapete il fatto di essere uomo sicuramente mi aiuta molto perchè ce ne sono pochissimi quindi nn sò mai se le mie conquiste sono frytto del mio lavoro o solamente del mio corpo..e nn è molto gratificante CHI DANZA E' PURO SPIRITO FATTO SOLO DI EMOZIONI fraZ Posted - 10/06/2005 : 23:25:30 noi nn facciamo esami...decide l'insegnante durante tt il corso dell'anno per far passare di corso perchè pens che nn è sl in una volta che si può decidere il passaggio...xò è severissima!!!!! kiss8 fraZ marylu Posted - 10/06/2005 : 21:15:58 da noi si fanno poki gg dopo il saggio...la nostra esaminatrice è una bastarda d 1 categoria....
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Nella prima parte della serie sulle liste di definizione, dopo una piccola introduzione, abbiamo visto alcuni esempi molto semplici di uso dei CSS per questi elementi. In questa seconda parte ci spingeremo un po' oltre, usando le immagini di sfondo. C'è una cosa da evidenziare prima di iniziare. Come vedremo nei molti casi reali di possibile uso delle liste di definizione come strumento di marcatura , queste si presentano molto flessibili e adatte in molte situazioni. Hanno però un piccolo svantaggio: dato che i termini dt possono contenere solo elementi inline, non potremo inserire al loro interno titoli quali h2 o h3 , h4 . Anche se con i CSS potremo personalizzare peso e grandezza dei termini di definizione, si presuppone che i termini di definizione non abbiano lo stesso impatto semantico dei titoli per i motori di ricerca . Per sezioni importanti del vostro sito, quindi, il mio consiglio è di valutare bene se usare coppie titoli-paragrafi, oppure coppie titoli-liste non ordinate, eventualmente incorporate in div se queste hanno lo stesso senso logico delle liste di definizione. L'argomento della serie sono i CSS, ma ho pensato di offrire una buona varietà di casi reali per i contenuti degli esempi. A voi valutare se sia meglio usare liste di definizione oppure div, titoli con paragrafi o liste ul per le vostre pagine. Ora, iniziamo. Liste di definizione per i commenti Nel quarto esempio ho usato una lista di definizione per marcare una serie di commenti: un simile markup potrebbe essere usato per esempio per commenti ad articoli e blog. I dt vengono usati per definire l'autore, mentre le dd per il commento relativo. Da notare che, come potrete vedere dl codice HTML, all'interno dei dd vengono usati dei paragrafi. Vediamo il CSS. Per prima cosa viena attribuita una larghezza alla lista di definizione: dl{width:400px} I termini vengono resi in grassetto, viene attribuita un'altezza e un'altezza di linea, il colore del testo e del padding sul lato sinistro così da lasciare spazio per l'immagine: dt{font-weight: bold;height: 20px; line-height: 20px;padding-left: 15px;color: #F60; background: url(omino.png) no-repeat center left} Ora le descrizioni: viene rimosso il margine destro di default, e aggiunto un margine inferiore; vengono aggiunti dei bordi e un immagine di sfondo con un leggero gradiente radiale. Infine ai paragrafi al loro interno vengono tolti i margini, aggiunto del padding e aumentata l'altezza di linea: dd{margin:0 0 15px;border:1px solid #BBB; background: #CCD8E6 url(grad.jpg) no-repeat top left} dd p{margin: 0;padding: 5px;line-height: 1.3em} [ 1 2 3 ] [ P a g i n a s u c c e s s i v a
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Fattori genetici, allergie, inquinamento: cresce l'asma tra i bambini. Ecco quello che bisogna sapere su questa patologia: le cause accertate e quelle ipotizzate, gli strumenti per la diagnosi, e le terapie farmacologiche. Perché saperne di più può aiutarci a limitare le conseguenze che la malattia può avere nella vita sociale e scolastica dei nostri figli.
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« Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Porcupine Tree: Recordings di: 3 pounds of love , (20/4/2004) Stelle: 4/5 Pubblicato in serie limitata (ma stando ai negozianti, ancora reperibile), "Recordings" raccoglie canzoni registrate e mixate da Steven Wilson nel periodo 1998-2000, nel suo storico studio No Man's Land, in Galles. Non si tratta di materiale di scarto, non rientrato nella scaletta finale di "Lightbulb Sun" però, tutt'altro. E' musica superba, che in molti invidierebbero ai Porcupine Tree , se solo venuti in possesso di questa gustosa sorpresa ai fan, che scorre via canzone per canzone come fosse un album concepito come tale. Le referenze sono sempre le stesse, per cui, per una volta, evito di citare in una recensione dei Porcupine Tree le (o forse LA) Bands a cui troppo spesso, a torto o a ragione, sono stati continuamente paragonati: farei un torto crudele ad una canzone come "Buying New Soul", che apre l'album, con un crescendo dolce e raffinato , che sfocia in un chorus pieno di intrecci vocali. Si prosegue con la spiazzante "Access Denied", in cui si riannusa, lasciatemelo dire, il pepe ai cancelli del mattino. "Cure for Optimism" sono 6 minuti nello spazio parallelo , attraversati in una navicella che dapprima insonorizzata, lascia passare piano piano qualche nota alla volta, fino al giungere di una, terrestre più che mai, chitarra acustica accompagnata dall'eco di un pianoforte. Magnifica anche questa, e dire che inizialmente era una B Side. Qualcosa non quadra. Ancora e più dolcemente lievitante è l'incedere dei quasi 9 minuti di "Untitled", improvvisazione nata nello studio di registrazione e riprodotta fedelmente all'originale su questo album. Le tracce a seguire propongono ancora alti livelli di Progressive Rock, impreziositi da percussioni tribali, sintetizzatori, chitarre elettriche ... un bel mix di idee perfettamente amalgamate, come ad esempio la strumentale "Ambulance Chasing" o gli extra-ordinari ed epici 14 minuti di "Even Less", mai edita precedentemente in versione integrale, dove Steven Wilson magnifica tutte le sue esperienze pregresse racchiudendole in un solo unico viaggio al posto di guida. Titoli di coda con la dolce "Oceans Have No Memory", quasi un piccolo ricordo di quanto è accaduto prima. Okay, avete capito, dovete rimediarlo , non sto qui a farla più lunga del necessario: non è il solito album di odds & sodds. Qui c'è sostanza. Questa DeRecensione è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons . Significa che può essere copiata ma solo indicandone espressamente: — l'autore: 3 pounds of love — l'URL: http://www.debaser.it/recensionidb/ID_2425/ Prenota questo disco nella Rete DeShops « Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Anno: 2001 Artista: Porcupine Tree Titolo: Recordings DeGeneri: Rock Experimental Progressive More Info: sito ufficiale Track List: CD1 Porcupine Tree su DeBaser anche con: Deadwing [by Socrates] In Absentia [by humax4] Coma Divine - Live in Rome [by mizi] Hei tu! Sí proprio tu! Se vuoi puoi aggiungere un sample . Non sai come si fa un sample ? Ma te lo insegnamo noi nell' HELP ! E poi puoi senz'altro segnalare questa recensione ad un_ amic_! E se davvero ti piace un casino puoi pure aggiungerla alle tue recensioni consigliate . Infine se lo possiedi puoi aggiungerlo alla tua DeCollezione Voti e commenti Grande grande grande gruppo! Mi ricordo bene di questo disco, quando li vendevo ne ho spacciati un po' con la storia della rarità. In negozio gli ho dato un paio d'ascolti, mi piaceva. Dici che sono ancora in catalogo? Questo a recuperarlo... farei un bellissimo regalo ad un amico di qua... Nome: kosmogabri | Data: 29/4/2004 | Voto: 5 | Voto al Disco: 4 Ho sempre sentito parlare un gran bene dei porcupine, ma non ho mai sentito niente, troverò rimedio, bella rec. Nome: | Data: 29/4/2004 | Voto: 5 | Voto al Disco: ero io quello sopra Nome: Rocky | Data: 29/4/2004 | Voto: 5 | Voto al Disco: A me piacciono. :) Nome: vanamente | Data: 29/4/2004 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5 provate ad ascoltare queste canzoni,... buying new soul per esempio trovo che sia una delle loro migliori composizioni in assoluto. Nome: 3 pounds of love | Data: 30/4/2004 | Voto: | Voto al Disco: Recordings? B-side? Quello che non riesco a capire è perché le intuizioni migliori debbano passare per b-side! Recordings è meraviglia allo stato puro...sperando che i PT continuino a regalarci perle di questo genere.....LA MUSICA NE HA BISOGNO! grazie e ciao a tutti. Nome: Logic Probe | Data: 13/9/2004 | Voto: 5 | Voto al Disco: 5 Questa recensione è stata commentata 6 volte ed è stata visitata 520 volte. Ha ricevuto 5 voti, totalizzando una media di 5,00 . Il disco è stato votato 3 volte, ottenendo una media di 4,67 . « Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Aggiungi il tuo voto e il tuo commento
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Silkwood è il nome (anzi, il cognome) di una operaia specializzata che lavora in una centrale dove si mangia pane e radioattività. La donna si batte contro una serie di scorrettezze (chiamiamole così) e, come al solito, c'è chi le mette dei gran bastoni tra le ruote (per l'appunto). Film di denuncia eco-socio-professionale, girato ad equidistanza tra "Sindrome Cinese" ed "Erin Brockovich", fa parte dello stesso filone, e in tutti e tre i film troviamo eroine in prima fila, con eroi maschi ad un passo indietro. Girato senza piroette, perché per affrontare certi argomenti non servono virtuosismi ma un'onesto lavoro da registi, e Nichols è perfettamente all'altezza della situazione. Un plauso a Streep ed uno supermeritato a Cher, che, quando vuole, se lo merita proprio.
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V. Mercadante 1; è facoltà del consiglio Direttivo modificare la sede nell'ambito della provincia. Art. 2) L'Associazione non ha scopo di lucro, nè finalità politiche o religiose, e si propone di dare un suo contributo sul territorio collegandosi con altre realtà culturali a livello locale ed internazionale, presente come fonte creatrice di idee, progetti, scambi multimediali ed interculturali, rassegne nel campo del teatro, danza, musica e arti visive. In particolare intende: a) promuovere attività di ricerca, di formazione e informazione, convegni e forum con scambi di esperienze nell'ambito educativo, artistico e della comunicazione. Propone modelli di interventi indirizzati ad aree specifiche da considerarsi possibili progetti pilota b) promuovere, sostenere e partecipare ad attività didattiche, progetti, spettacoli, rassegne al fine di creare un circuito di divulgazione, promozione ed approfondimento degli obiettivi sopracitati c) proporsi attraverso servizi di consulenza tecnica e di intermediazione per scambi interculturali d) creare una possibiltà di dialogo tra i promotori dei vari progetti esperienziali con le università e corrispettivi dipartimenti Art. 3) Potranno essere soci persone fisiche ed Associazioni che condividono le finalità ed i programmi dell'Associazione. I soci si dividono in: a) SOCI EFFETTIVI - fanno parte di questa categoria i soci fondatori e quelli che, su proposta di un socio effettivo, acquisiscono tale qualifica con il parere favorevole del Consiglio Direttivo: b) SOCI AGGREGATI - fanno parte di questa categoria i soci che partecipano a specifiche attività promosse dall'Associazione e durano in carica dal momento di inizio dell'attività specifica fino alla fine dell'anno in corso. c) SOCI SOSTENITORI - fanno parte di questa categoria coloro che, pur non partecipando attivamente all'attività dell'Associazione, con contribuzioni, erogazioni liberali, donazioni, sottoscrizioni o altro, dimostrino tangibilmente di condividere l'attività svolta dall'Associazione. Art. 4) La qualifica di soci si ottiene presentando domanda al Consiglio Direttivo, il quale delibera l'ammissione l'appartenenza ad una delle categorie sopra indicate. Il giudizio del Direttivo è insindacabile. Le iscrizioni decorrono dal primo gennaio dell'anno in cui la domanda e stata accolta. Art. 5) L'appartenenza all'Associazione ha carattere libero e volontario, ma impegna i soci al rispetto delle decisioni assunte dagli Organi rappresentanti , secondo le disposizioni statutarie. Art. 6) La qualifica di socio può venire meno per i seguenti motivi: - per dimissioni da comunicarsi almeno tre mesi prima dello scadere dell'anno; - per la perdita, anche parziale, dei requisiti in base ai quali e avvenuta l'ammissione; - per delibera di esclusione del Consiglio Direttivo, per accertati motivi di incompatibilità o per aver contravvenuto alle norme o obblighi del presente statuto o di eventuali regolamenti interni: il Consiglio Direttivo procederà entro il mese di gennaio di ogni anno alla revisione dell' elenco dei soci iscritti; - per ritardato pagamento dei contributi per oltre un anno; - nel caso dei soci aggregati la qualifica di socio viene meno allo scadere dell'anno solare in corso all'atto dell'iscrizione. Art. 7) Sono Organi dell'Associazione: a) l'Assemblea, b) il Consiglio Direttivo c) il/la Presidente. Art. 8) L'Assemblea deve essere convocata dal Consiglio Direttivo almeno una volta all'anno entro quattro mesi dalla chiusura dell'anno stesso, per l'approvazione del bilancio consuntivo. Oltre al caso previsto, l'Assemblea potrà essere convocata per decisione del Consiglio Direttivo o su richiesta, autorizzata dal Presidente, di almeno due terzi dei soci. L'Assemblea è convocata con preavviso di almeno 15 giorni mediante avviso da affiggersi presso la sede dell'Associazione. Hanno diritto di voto tutti i soci: effettivi, aggregati e sostenitori. L'Assemblea e validamente costituita in prima convocazione con la presenza di almeno la metà dei soci, ed in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti; delibera in entrambi i casi con la maggioranza di meta più uno. Art. 9) Compiti dell'Assemblea sono: 1. Approvare il bilancio consuntivo; 2. Nominare i membri degli Organi dell'Associazione; 3. Deliberare su ogni argomento sottopostole dal Consiglio Direttivo 4. Deliberare sullo scioglimento dell'Associazione; 5. Deliberare sulle proposte di modifica dello Statuto; 6. Deliberare sul trasferimento della sede dell'Associazione se fuori dalla provincia di Bologna; 7. Deliberare su ogni argomento di carattere straordinario sottopostole. Art. 10) Il Consiglio Direttivo è formato da 3 a 7 membri nominati dall'Assemblea e dura in carica tre anni. L'Assemblea stessa nomina il Presidente; il Consiglio nel suo ambito provvede alla nomina di un Segretario con compiti di segreteria e alla nomina di un Tesoriere con compiti con compiti amministrativi Art. 11) Il Consiglio Direttivo si riunisce quando le necessità lo richiedono e comunque ogniqualvolta venga convocato dal Presidente; esso ha il compito di: 1) Deliberare in merito all'attività generale dell'Associazione; 2) Deliberare in merito all'eventuale pagamento una tantum della quota d'iscrizione all'Associazione che i Soci dovranno versare al momento dell'ammissione; 3) Deliberare il contributo annuo ordinario; 4) Predisporre il bilancio consuntivo da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea; 5) Deliberare nel merito ad atti di carattere patrimoniale e finanziario eccedenti l'ordinaria amministrazione; 6) Revisionare l'elenco dei soci all'inizio di ogni anno; 7) Deliberare su ogni altro argomento sottopostogli dal Presidente . Art. 12) Il Presidente dirige l'Associazione e la rappresenta a tutti gli effetti di fronte a terzi ed in giudizio. Egli ne ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento. Al Presidente spetta la firma degli atti sociali che impegnino l'Associazione sia nei riguardi del soci che dei terzi. Il Presidente può delegare parte dei propri compiti ad uno o più Consiglieri. In caso di dimissioni del Presidente, il Consiglio Direttivo provvede ad una nuova nomina fino alla successiva Assemblea ordinaria. Art. 13) I1 Patrimonio Sociale dell'Associazione è costituito: a) dalla quota di iscrizione all'Associazione da versarsi una tantum all'atto di ammissione di socio b) dai contributi annui ordinari c) dalle quote dei soci sostenitori d) da eventuali contributi straordinari in relazione a particolari iniziative che richiedano disponibi1ità eccedenti quelle del bilancio e) da versamento volontari degli associati f) da contributi di Pubbliche Amministrazioni; Enti Locali; Istituti o Enti in genere; g) da sovvenzioni, donazioni o lasciti di terzi associati Art. 14) I contributi annui ordinari sono dovuti per tutto l'anno solare in corso qualunque sia il momento dell'avvenuta iscrizione da parte di nuovi soci. Il socio dimissionario o che comunque cessa di far parte dell'Associazione è tenuto al pagamento del contributo sociale per tutto l'anno solare in corso. Art. 15) Il socio che cessi per qualsiasi motivo di far parte dell'Associazione perde ogni diritto al patrimonio sociale. Art. 16) L' esercizio sociale inizia il primo di gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. L'amministrazione e la tenuta della contabilità sono affidate al Segretario e al Tesoriere del Consiglio Direttivo. Art. 17) In caso di scioglimento, l'Assemblea nominerà uno o più liquidatori. L'eventuale residuo derivante dalla liquidazione sarà devoluto secondo le indicazioni che perverranno dall'Assemblea. Art. 18) Il Consiglio direttivo potrà elaborare un regolamento interno per il funzionamento e l'esecuzione di particolari norme contenute nel presente statuto. Art. 19) Per tutto quanto non previsto dal presente statuto si fa rinvio alle norme di legge ed ai principi generali del Codice Civile
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Alle 10 , presso la Sala Rossa , si svolgera' il convegno "Giustizia in rosso: conflitti e cittadinanza dalla nuova Russia all'Italia di oggi". Interverranno: Marco Bertotto , Gian Carlo Caselli , Giulietto Chiesa , Luigi Ciotti . Coordinera' Paolo Griseri . L'idea del convegno nasce dalla pubblicazione del rapporto Russia. Giustizia in rosso con il quale Edizioni Gruppo Abele inaugura, insieme ad Amnesty International, una nuova linea di volumi. Filo conduttore il delicato tema della giustizia: come tutela dei diritti umani, come applicazione del diritto internazionale, come strumento per costruire la cittadinanza del domani, come cultura. A partire dalle loro diverse esperienze, i relatori si confronteranno e approfondiranno alcuni dei temi cruciali del dibattito politico contemporaneo sulla questione "giustizia",con una particolare attenzione alla situazione europea e italiana. Sempre domenica , alle ore 17 , presso lo Spazio incontri dello stand della Regione Piemonte sarà presentato il libro fotografico 99 per Amnesty , un progetto del ritrattista torinese Paolo Ranzani promosso dalla Regione Piemonte. Il volume comprende 99 ritratti di volti noti al grande pubblico nazionale e internazionale. Il ricavato delle vendite sarà devoluto ad Amnesty International. Oltre a Paolo Ranzani ,interverranno alla presentazione Giampiero Leo , Assessore Regionale per la Cultura,e Fosca Nomis , responsabile della Circoscrizione Piemonte
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Apicoltura "Il Bric" Fraz. Bricco, 9 - 15010 Castelletto d’Erro (AL) Tel. 0131 341618 - 0144 41446 Cell. 328 1728517 30/11/2004 Imprenditori premiati dalla Camera di Commercio La Camera di Commercio di Alessandria consegna anche quest'anno i riconoscimenti “per l'impegno imprenditoriale e per il progresso economico” e “all'imprenditore alessandrino dell'anno.” La cerimonia si terrà, giovedì 2 dicembre alle ore 18.00, presso il Teatro Civico di Tortona. In tale occasione avrà luogo anche il tradizionale Concerto di Natale. Il premio “per l'impegno imprenditoriale e per il progresso economico” è stato voluto dal Consiglio camerale per attribuire un riconoscimento anche formale a chi, attraverso il proprio impregno imprenditoriale, ha contribuito a promuovere lo sviluppo sociale, economico, scientifico della provincia di Alessandria e non solo. Alle 28 imprese premiate verranno consegnati un diploma ed una medaglia d'oro, il simbolo tangibile della gratitudine che la Camera di Commercio e la società civile della provincia nutrono nei confronti di coloro che hanno contribuito con il proprio impegno imprenditoriale all'affermazione della cultura del lavoro e del progresso. Il premio risulta suddiviso in cinque sezioni, corrispondenti ad altrettanti settori di attività economica e, precisamente: agricoltura con 7 riconoscimenti, artigianato (8), commercio (7), industria (3), servizi (3). Il 2 dicembre verrà anche consegnato il premio all' “imprenditore alessandrino dell'anno”, assegnato dalla Giunta camerale all' imprenditore della provincia di Alessandria che si è particolarmente distinto nel panorama produttivo locale per i risultati ottenuti, intendendosi con tale espressione varie accezioni come, ad esempio, la crescita delle dimensioni aziendali, l'acquisizione di altre imprese, le innovazioni di prodotto e/o di processo, l'adozione di nuovi modelli organizzativi. Il premio viene assegnato indipendentemente dalle dimensioni aziendali e vuole sottolineare il ruolo propulsivo ed innovativo esercitato dall'imprenditore premiato nell'ambito dell'economia locale e non solo. Il Concerto di Natale, giunto quest'anno alla quinta edizione , è nato come momento di incontro per lo scambio degli auguri e viene proposto dalla Camera di Commercio a tutti coloro che – imprese, enti, associazioni, autorità, amici e collaboratori - ne accompagnano il lavoro e l'impegno nel corso dell'anno con l'obiettivo comune di operare per la crescita della provincia e per la promozione del territorio e delle sue eccellenze produttive. Protagonisti della serata saranno Gli Architanghi, un gruppo di strumentisti del Teatro Regio di Torino, che presenteranno “Latinoamericana”, una selezione di celeberrimi brani di autori quali Piazzola, “Villoldo, Zarzuela, ecc., che in qualche misura hanno fatto la storia della musica sudamericana. Link di approfondimento Contributi stampa l'Articolo invia l'Articolo .hv{color:#FF0;font-size:1.3em; background-color:#000000; color:#FFFFFF;} .hv a{color:#FF0;} .hv a:hover{color:#fff;} .hv a:visited{color:#ff0;} .hv a:active{color:#ff0;} + F F F F F F F - GiornAl.it gli Eventi e le manifestazioni in Alessandria e provincia ▼ Mostra locandine dei film 23/07/2005▼ Festa Patronale "S. Cristoforo" 28/07/2005▼ 30° all’ombra di Arianna Fumagalli 29/07/2005▼ Festa Lega Nord 29/07/2005▼ Festival di musica 31/07/2005▼ Pittura a Masio 31/07/2005▼ 2ª festa "Gnomi, folletti e fate" 31/07/2005▼ Circonferenza 03/08/2005▼ Cairo Medievale 06/08/2005▼ Musica Monferrina 06/08/2005▼ Andar per Castelletto d’estate 2005 06/08/2005▼ 6° Rassegna Diplomati Conservatorio 06/08/2005▼ Rockabella II 07/08/2005▼ Brindisi sotto le stelle 08/08/2005▼ Andar per Castelletto d’estate 2005 10/08/2005▼ Andar per Castelletto d’estate 2005 10/08/2005▼ I Totonno 10/08/2005▼ Orchestra di Alessandria 10/08/2005▼ Andar per Castelletto d’estate 10/08/2005▼ Rockabella III 11/08/2005▼ Festa San Lorenzo 11/08/2005▼ Acqui in Jazz 11/08/2005▼ Spettacolo Latinoamericano 11/08/2005▼ Musica dal vivo 12/08/2005▼ La Chitarrata 13/08/2005▼ Sagra delle lasagne 13/08/2005▼ Andar per Castelletto d’estate 2005 14/08/2005▼ La Corrida 14/08/2005▼ Concerto di Enrico Cremon 15/08/2005▼ Andar per Castelletto d’estate 2005 15/08/2005▼ Andar sotto le stelle... d’estate 16/08/2005▼ Salamini d’asino 18/08/2005▼ Rockabella IV 18/08/2005▼ Festa in Rosso 19/08/2005▼ Concerto Gabriel Delta 20/08/2005▼ Serata danzante con I MUSICI 23/08/2005▼ Sagra Campagnola 26/08/2005▼ Sagra campagnola 26/08/2005▼ Occhio non vede cuore non duole 27/08/2005▼ Musica con Pasino e Gagliardi 27/08/2005▼ Musica a Ponti 27/08/2005▼ Organo a Balzola 28/08/2005▼ Fiera di San Bartolomeo 28/08/2005▼ Corale San Secondo 29/08/2005▼ notizie 24 ore su 24 ▼ AVVERTENZA: la riproduzione di illustrazioni e articoli pubblicati da giornal.it, nonchéla loro traduzione,èriservata e non puòavvenire senza espressa autorizzazione dell'editore. L'editore non assume alcuna responsabilitànel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di errori in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su giornal.it avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d´invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.
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Castelfranco ricorda il «suo» san Pio X Domani il cardinale Cé e il vescovo Mazzocato alle celebrazioni per i 90 anni dalla morte Di Matteo Liut R igoroso nella dottrina ma attento alla libertà e al ruolo profetico della Chiesa all'interno del contesto politico e sociale contemporaneo. Sarà ricordato così Pio X, al secolo Giuseppe Melchiorre Sarto, di cui domani saranno celebrati i 90 anni dalla morte. Un ricordo che vedrà in maniera particolare Castelfranco Veneto protagonista. Sarto infatti era nato nel 1835 in provincia di Treviso e durante i suoi anni di formazione e di ministero sacerdotale coltivò un rapporto particolare con la cittadina castellana e i suoi cittadini. Salì al soglio pontificio nel 1903, senza dimenticare la sua terra veneta, che portò nel cuore fino alla morte, avvenuta a ridosso dell'inizio della Prima Guerra Mondiale. Il suo pontificato si propose di dare una risposta alle inquietudini e ai movimenti che agitavano la scena filosofica e teologica del tempo. Un'opera che non si dimenticò di liberare la Chiesa dalle ingerenze degli Stati nelle questioni interne, come l'elezione del pontefice. Cinquant'anni fa, nel 1954, Pio XII lo proclamò santo. Una duplice riccorrenza, quindi, che sarà celebrata domani presso il duomo di Castelfranco. Alle 10 il cardinale Marco Cè, assieme al vescovo di Treviso, Andrea Bruno Mazzocato, presiederà una solenne celebrazione eucaristica. Alle 11,30, invece, è prevista la commemorazione civile presso il Teatro Accademico: il professor Giampaolo Romanato, dell'Università di Padova, interverrà sul tema «Pio X tra pace e guerra nella crisi dell'Europa». Ma accanto a Sarto, Castelfranco ricorda anche un'altra figura che ha segnato la vita della cittadina all'inizio del XX secolo. Si tratta di monsignor Luigi Filippo Camavitto, arciprete del duomo, collaboratore e amico del futuro Pio X. Legati da un'attenzione tutta particolare per il centro veneto e per le questioni che in quegli anni scuotevano il Vecchio Continente, nonché la Chiesa stessa, Sarto e Camavitto morirono ad appena due anni di distanza uno dall'altro, restando così vicini anche nel ric ordo dei loro fedeli castellani.
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: L'estensione è provvista di locale it-IT, ma alcune opzioni purtroppo non si trovano nella cartella locale. Su un FireFox nativo (in inglese) tali opzioni continueranno ad essere in italiano. L' estensione permette di modificare i cookie esistenti (ad esempio, cambiandone/abbreviandone/aumentandone la data di scadenza) Le impostazioni sono raggiungibile attraverso una "voce" che va ad inserirsi nel menu contestuale di Firefox "Strumenti" Download IT: (estensione in arrivo via email) Screenshot: N.B.--> All' estensione è stato aggiunto il locale it-IT ed allo stesso tempo ho dovuto "italianizzare" alcuni file contenuti nella cartella content , per cui l' estensione in inglese manterrà certe parti in italiano Infine, ho notato che con alcuni temi "si sposta" la parte grafica dei pulsanti dell' estensione (la funzionalità rimane! ) Ultima modifica di MatrixIsAllOver il Dom 12 Giu 2005, 10:40, modificato 7 volte in totale
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Roma. Piero Fassino al 64,9%, Giovanni Berlinguer al 31,8%, Enrico Morando al 3%: sono queste le percentuali ufficiali dei voti ricevuti nei primi 1.600 congressi di sezione (sul totale di oltre 6.000) dai tre candidati alla segreteria della Quercia. A renderle note è il vice-responsabile dell'organizzazione della Quercia, Gianni Zagato, che sottolinea come queste percentuali siano il risultato dei congressi già verbalizzati. In realtà i congressi di sezione celebrati fino ad ora sono circa 3.100, intorno alla metà del totale. Nel giudicare «scorretta» la diffusione dei dati non verbalizzati da parte delle singole mozioni, Zagato torna a smentire ipotesi di rinvio dell'assise di Pesaro. La commissione per il congresso ha deciso di demandare ad un comitato ad hoc l'esame dei congressi contestati dall'una o dall'altra mozione. Alla commissione nazionale giungono i verbali delle diverse assemblee congressuali e le notizie ufficiali sono relative quindi all'esame di questi, più lento rispetto a quello delle singole mozioni che ricevono dati in tempo reale dai propri rappresentanti locali. I fassiniani, ad esempio, hanno a disposizione i dati che si riferiscono a 101001 voti già scrutinati, cioè al 53% dei circa 200 mila che si prevedono alla fine della tornata dei congressi di base. Secondo questi numeri Fassino si aggiudica il 64,92% delle preferenze, Berlinguer il 31,67%, Morando il 3,41% (numeri che a ben vedere non si discostano di molto dalle rilevazioni ufficiali della commissione per il congresso). I dati in possesso della mozione Berlinguer, relativi a 1649 congressi (compresi quelli di Napoli città e quelli svolti fino a ieri a Benevento) danno Fassino al 61,7%, Berlinguer 33,9 e Morando al 4.4%. Il candidato alla segreteria dell'area liberal-ulivista ha criticato Luciano Violante per aver già dato per scontata la vittoria di Piero Fassino e ha previsto che alla fine la sua mozione si attesterà sulla percentuale del 4%. Morando ha puntato il dito contro quelle che definisce «irregolarità» e «violazioni del regolamento» all'interno della Quercia. La possibilità di appoggiare alla fine Piero Fassino? «Ci sono delle differenze molto forti e molto significative tra di noi - spiega Morando - sia di giudizio sul passato, sia di indicazione circa la prospettiva, la linea politica. La nostra è una posizione assolutamente autonoma rispetto a quella di Fassino». Nessun confluenza, quindi, sottolinea Morando. E l'ex ministro della giustizia, a margine di un incontro con i diessini di Marghera, gli risponde lapidario: «Nessuno glielo ha mai chiesto». Intanto, Vincenzo Vita ha risposto a Giuseppe Caldarola, portavoce della mozione Fassino, che aveva dichiarato al Messaggero che i Ds dovranno adottare il modello Lafontaine. «Puntiamo a una segreteria omogenea, espressione del leader, e a una direzione ristretta - aveva affermato Caldarola - Alcuni incarichi di lavoro possono andare anche alla minoranza». Secondo Vita quelle dichiarazioni «sono molto gravi». Se non vi sarà una chiara smentita - aveva detto l'esponente della mozione Berlinguer - dovremo trarne la conclusione amara che si intende gestire l'eventuale successo congressuale, dato semplicisticamente già per acquisito, con una logica di 'frazionismo di maggioranza». Voglio ricordare che l'affermazione “dovremo adottare il modello Lafontaine” è di pessimo gusto, visto che l'evocato dirigente della Spd non rimase solo in minoranza, ma se ne tornò a casa». «Sul congresso dei Ds ho fatto dichiarazioni personali che non impegnano alcuno, tanto meno Piero Fassino - ha ribattuto ieri sera Caldarola - Il partito si avvia ad avere una linea chiara e una larga maggioranza. C'è una ricca minoranza che sarà ovviamente presente negli organismi dirigenti come prevede lo statuto. È mio parere che, invece, gli organismi esecutivi debbano essere omogenei. Ho citato Lafontaine, che ammiro, perché mi piace il suo modo di stare o in maggioranza o limpidamente all'opposizione, senza voler invitare per questo la nostra minoranza a stare a casa».
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Scuola e formazione : Laboratorio Cremona dei Bambini : Progetti e attività : Cremona dei bambini : Cremona dei bambini 2004 Cremona dei bambini 2004 Vieni a giocare dalle 16.30 alle 18.30 a Cremona dei Bambini dal 13 maggio al 3 giugno Siamo dunque alla nona edizione della manifestazione Cremona dei Bambini, appuntamento di giochi, animazioni, laboratori ormai atteso da molti. Quest'anno la successione degli appuntamenti ci consente di offrire il mese di maggio interamente dedicato al gioco in zone diverse della città. L'idea che da sempre sottintende la realizzazione dell'evento è che "occupare simbolicamente" spazi urbani attraverso il gioco e l'incontro apre l'orizzonte ad altri usi e destinazioni che rendono una città più vivibile per tutti. Piazze, strade, parchi grazie alla presenza di bambini, genitori, insegnanti, nonni possono essere sottratti all'inquinamento acustico e atmosferico causato dall'eccessiva invadenza delle auto e, anche se per poco, diventare luoghi vitali ricchi di relazioni. Fiduciosi che l'appuntamento sia di vostro interesse auguriamo a tutti i bambini e ai loro genitori buon divertimento. Il Laboratorio Cremona dei bambini Giovedì 13 maggio 2004 GIOCHIAMO AL CIRCO Area Frazzi (Parco Tognazzi) Laboratori ispirati al tema circense Domenica 16 maggio 2004 GRANDE AVVENTURA NEL VECCHIO PASSEGGIO Parco del Vecchio Passeggio Laboratori sul libro e sulla lettura Martedì 18 maggio 2004 SPAZIOLANDIA Giardini di Via Trebbia laboratori ispirati allo spazio Giovedì 20 maggio 2004 GIOCHI E MUSICA IN CASCINA Cascina Cambonino Laboratori ispirati alla natura e ai suoi elementi Lunedì 31 maggio 2004 LA PIAZZA IMPAZZA. ANDIAMO A GIOCARE IN PIAZZA S.MICHELE Giochi e laboratori per "rivivere" la piazza Domenica 23 maggio 2004 LA FATTORIA DEGLI ANIMALI Piazza Stradivari Giochi e laboratori ispirati alla realtà contadina Martedì 25 maggio 2004 ATTERRAGGIO IN PIAZZA:INCONTRI RAVVICINATI CON BAMBINI COLORATI piazza Giovanni XXIII Giochi e laboratori ispirati allo spazio (appuntamento recuperato dal 3 maggio quando era stato rinviato a causa del maltempo) Mercoledì 26 maggio 2004 FANTASTICALIBRO: STORIE DAL MONDO Cortile Federico II laboratorio di animazione e costruzione con conclusione del progetto di promozione del libro e della lettura Domenica 30 maggio 2004 ALLA SCOPERTA DELLA LANCA LIVRINI dalle 15.00 giochi e animazioni alla scoperta dell'area golenale di fronte alle Colonie Padane. sabato 29 maggio dalle 14.30 Tutti sono invitati per preparare la giornata Giovedì 3 giugno 2004 I QUATTRO CANTONI Parco Bastioni di Porta Mosa Laboratorio ispirato ai quattro elementi: aria, acqua, terra, fuoco (appuntamento recuperato dal 5 maggio quando era stato rinviato a causa del maltempo) E inoltre... il 7 maggio verrà consegnato il kit " Io cammino... alla grande! " alle classi che in questo anno scolastico hanno affrontato i percorsi sulla mobilità autonoma. Dal 23 aprile al 22 maggio 2004 le librerie della città esporranno le cartoline costruite dai bambini delle scuole elementari e applicheranno lo sconto del 10% sull'acquisto di libri di lettura ai bambini coinvolti nel progetto FANTASTICALIBRO: STORIE DAL MONDO . Nello stesso periodo le cartoline potranno essere acquistate facendo un'offerta all'Unicef. I laboratori di Piazza Giovanni XXIII sono ideati e condotti dalle insegnanti della scuola infanzia P.Martini e dell'asilo nido S.Francesco. I laboratori di Porta Mosa sono ideati e condotti dalle insegnanti delle scuole infanzia F. Aporti, S. Giorgio e dell'asilo nido Sacchi. I laboratori dell'Area Frazzi sono ideati e condotti dalle insegnanti delle scuole infanzia R. Agazzi, Martiri della Libertà e dell'asilo nido Navaroli. I laboratori dei giardini di Via Trebbia sono ideati e condotti dalle insegnanti delle scuole infanzia Castello e B. Zucchi. I laboratori della Cascina Cambonino sono ideati e condotti dale scuole infanzia A. Gallina, F. Lacchini e dell'asilo nido Lancetti. I laboratori sopracitati sono progettati e condotti con la supervisione di Paola Pontiggia. Le giornate del 23, 29, 30 maggio sono ideate e condotte dai volontari di Legambiente La giornata del 16 maggio è ideata e condotta da Amilcare Acerbi in collaborazione con il Settore Affari Culturali e Museali I laboratori di piazza S. Michele sono ideati e condotti dalle insegnanti e dai bambini delle classi 3A e 3B sc.elem. A. Manzoni, 4A e 4B sc. Elem. A. Stradivari, 5A sc. elem. C. Monteverdi con la supervisione dello Studio Labirinti Intersensoriali e Amilcare Acerbi I laboratori del cortile Federico II sono ideati e condotti dal Teatro Itinerante Organizzazione e Coordinamento Silvia Toninelli, Stefania Reali Segreteria Laura Maiavacca, Franca Scala, Daniela Massera, Fausto Vicini Data ultima modifica: 19-11-2004 - Comune di Cremona - piazza del Comune, 8 26100 Cremona - Tel. centralino 0372 4071 Questo è un sito realizzato con Postnuke utilizzando software opensource - Statistiche del sito
CURRENT URL http://www.comune.bologna.it/iperbole/arcicc/orari.htm
Si ricorda che per qualunque attivita' l'ingresso al club e' riservato esclusivamente ai soci (1) L'orario di apertura e' indicativo e soprattutto nel periodo delle festivita' oppure in quello estivo potrebbe non essere rispettato nel caso in cui mancasse un socio che sia autorizzato all'apertura del club (2) Nelle serate programmate per i "martedi' a tema" non e' possibile svolgere per i soci attivita' individuali
CURRENT URL http://www.bloggers.it/Stregatta/index.cfm?blogaction=permalink&id=AEA2E5AB-BD5D-E659-6BEF69628A48B5CE
Sto leggendo: Sul comodino = Buongiorno pigrizia *Corinne Maier* + Il diavolo veste prada *Lauren Weisberger* + Felicità *Will Ferguson* In bagno = Pensieri spettinati - *Stanislaw Jerzy Lec* Ho visto: *La maledizione della prima luna* *Ballistic* *Anything Else* *Prima ti sposo poi ti rovino* *American Pie 3* *Kill Bill* *Alla ricerca di Nemo* *Mona Lisa smile* *il signore degli Anelli - Il ritorno del re* *L'amore è eterno finchè dura* *Big Fish* *...E alla fine arriva Polly* *Gothika* *Kill Bill - Volume:II* *Van Helsing* *Troy* *Harry Potter e il prigioniero di Azkaban* *50 volte il primo bacio* *La donna perfetta* *Mean girls* *The terminal* *Dirty dancing 2* *Se mi lasci ti cancello" *Collateral* *Shrek2* *Donnie Darko* *Che pasticcio Bridjet Jones!* *Un bacio appassionato* *Neverland* *Hitch* *Manuale D'amore* *The Ring2* *La guerra dei mondi* Il pensiero di oggi: ...E tu non lo ammetteresti mai. Ma a volte, quando sei davanti alla tua pagina da aggiornare, ad allineare fotografie e scrivere righe di codice html, a volte ti fai anche tu la stessa domanda. Dov'eri prima di avere un blog. Cos'eri prima di essere un blogger. Il segno della tua dipendenza è il fatto che non ti viene in mente nessuna risposta.(Fio - http://fio.iobloggo.com) Odio: i pocket coffee e i mon cheri- i pomodori,i funghi e i canditi- L'odore del primer per le unghie- ripetere le cose- la politica- il lago- chi mi dice cosa fare- I libri sottolineati a penna- Essere al centro dell'attezione- Non sapere cosa fare- Le cene di lavoro- I corsi noiosi- il balli di gruppo e le sigle del villaggio- il fumo- la smart- I discorsi da fare in pubblico- Le orecchie sulle pagine dei libri e dei manga- L'opportunismo- Dire bugie- Perdere il derby- Le mani appiccicose- l'aglio- il verde e il giallo fosforescente- La metro piena senza aria condizionata- La luce artificiale del neon- Le soprese- Scrivere,scrivere,scrivere e poi va via la luce...- Le macchine bianche - i guanti Adoro: I bounty, i raffaello e i ferrero rocher- L'odore di smalto e cocco- Urusei Yatsura(aka Lamù)- La lasagna di mia nonna e la carbonara di mio padre- il mare- le patate- Scegliere un libro in libreria- restare a letto in due- Guardare un film sul divano sotto la coperta- Roma- Le matite- Norman Rockwell e Roald Dahl- Addormentarmi tra le braccia di chi amo- Le cose che luccicano al sole- La colazione a letto- Le serate con gli amici- La cucina alla brace- i pop corn caldi- Il brunch domenicale- I fiori bianchi- Le foto in bianco e nero- Cantare a squarciagola in macchina- Le colonne sonore- Tornare a Roma- I maglioni di lana oversize- il gatto che mi si addormenta addosso- il muso umido di cloud che mi sveglia- il giappone- passeggiare accompagnata solo dai miei pensieri- Le mail da gente che non conosco- il viola e il nero- Cucinare- fare liste di tutto- Osservare la gente(al supemercato,in metro...)- gli occhiali da sole oakley- I fiocchi di neve- scoppiare i pallini della carta da imballaggio- scoprire- fare shopping- i muffin- le fragole di bosco- L'odore del pane e dei biscotti appena fatti- il sorchettaro, lo zozzone e il cornettaro- polemizzare per divertimento- l'ironia- chiamare chi amo "tesoruccio"- giocare a trivial e saltimente- la cucina giapponese e cinese - i gatti- i semi di sesamo- i lindor- le sciarpe - le scatole(a volte anche romperle;-) Abbigliamento: Costume da bagno!!! Vorrei che: Quest'anno fosse migliore di quello appena passato...E che la dieta funzionasse una volta tanto!!!=_=' Mi piacerebbe che mi regalassero: -Le rose inglesi(Madonna) -Il cappotto di Lucy Liu nel film Ballistic -Il copripiumino della bassetti con le rose rosse -La sedia bianca(Lenny)con le rotelle di Ikea -I gioielli di Tarina Tarantino -una casa tutta mia -una confezione gigante di m&m's gialle -una macchina nuova(o un'audi TT o una pegeut 307cc) -Il ciondolo a forma di fiocco di neve di Fichera & Ba-qualunque cosa dal sito: www.kawaiigifts.com - Lotus di Elisa -i truffles di godiva-Gli oggetti delle wishlist sparse per questo blog... - Un lavoro nuovo
CURRENT URL http://www.cosacucino.it/forum/forum-main.php/page/5/fid/1/up/23603/help....polpette!!!.html
SOS cuochi di cosacucino!!! Per questa sera mi sono state richieste delle....polpette di carne!! Ho provato a farle una volta sola ma si sono disfate tutte...Chi mi dice qualche segreto???? E' essenziale che riescano bene!!!! Come carne ho a disposizione trita di vitello,di manzo e una salsiccia(tutto crudo)... Grazie a tutti!!!! Stampa strucolo Messaggi: 32 16-06-2005 09:09:31 Ciao Roby, io mescolo in una terrina la carne con un uovo, abbondante grana grattuggiato, aglio, prezzemolo, sale, se vuoi altre spezie, pane grattuggiato o mollica, latte ed impasto con le mani formando le polpette (quando ho tempo le faccio piccole piccole perchè mio figlio le adora così). Poi o le friggo, o le faccio al forno (10 minuti per parte nel ventilato a 200°) o le butto direttamente nel sugo di pomodoro per 20' nella pentola a pressione. Spero di esserti stata utile. Ciao Stampa ciacco Messaggi: 80 16-06-2005 09:34:00 A me le polpette piacciono un po' morbide all'interno quindi le preparo unendo patate bollite e passate allo schiacciapatate invece della mollica di pane. MEtto il tritato di manzo in una terrina con le patate aggiungo un uovo, sale, pepe, prezzemolo, aglio tritato e abbondante grana grattugiato. Dopodi chè formo delle polpette ovoidali, leggermente schiacciate e le friggo in abbondante olio evo ben caldo. Se avanzano, le faccio sobbollire due minuti con della salsa di pomodoro e ce le riamngiamo, anzi, di solito le lasciamo avanzare proprio per questo. Stampa deny80 Messaggi: 494 16-06-2005 10:10:57 Io ho inserito la mia ricetta di polpette al forno, ma mi pare molto simile a quella di strucolo.. Stampa Luisapa2 Messaggi: 44 16-06-2005 10:22:15 io faccio le polpettine con il composto di carne come le indicazioni precedenti, però le faccio piccoline le infilzo nei bastoncini di legno, alterno pezzetti di formaggio, tipo pecorino fresco, finisco la serie con la polpettina, poi li passo in farina-uovo e pane grattugiato e poi li friggo. I bambini ne sono ghiotti!!! Stampa beagle Messaggi: 147 16-06-2005 15:49:47 io le polpette le faccio come strucolo , poi metto acqua e olio evo in una padella dove mettero le polpette a cuocere (cosi piu leggere, altrimente si possono far soffriggere in olio!) mettere anche una foglia di alloro e far asciugare l' acqua, nella stessa padella mettere della polpa di pomodoro, prezzemolo e basilico e sale e far cuocere il sughetto con il quale condirete la pasta, corta, ottime le pennette lisce. slurp...ho l' acquolina in bocca... naturalmente le polpette vengono mangiate insieme alla pasta condita col sugo spezzetandole....oppure come secondo a parte... come volete basta mangiarle....!!!ehehehe
CURRENT URL http://filmup.leonardo.it/cinese.htm
C'era un cinese in coma Ercole Preziosi (Carlo Verdone) è un impresario di attori, attrici, gruppi musicali, maghi e fantasisti. Durante un concorso di bellezza si scatena un violento temporale che mette a dura prova i nervi di Ercole; di fronte alle intemperanze del pubblico offende tutti i presenti in modo pesante, interrompendo la manifestazione e scappando con il suo autista, il siciliano Nicola (Beppe Fiorello, "I fetentoni") che riesce a tirarlo su con le sue barzellette. Ercole è sposato con Eva (Marit Nissen) una russa conosciuta vent'anni prima dalla quale ha avuto una figlia, Maruska (Anna Safroncik), le due donne lo accusano spesso di distrazione e superficialità nonostante lui nutra per loro grandissimo affetto. L'agenzia gestita da Ercole, la "Kings and Queens" è composta da personaggi secondari, e la punta di diamante è Rudy Sciacca, un attore comico molto apprezzato nei locali dove si fa cabaret e richiesto per spettacoli privati nelle serate conclusive delle convention di gruppi industriali. Proprio mentre si recava ad una di queste convention, il comico ha un grave incidente stradale, e ormai in preda al panico Ercole convince a salire sul palco il malcapitato Nicola che invece si rivela uno straordinario talento nel conquistare il pubblico e farlo divertire eludendo i consigli e la scaletta concordata con Ercole. A questo punto Nicola sostituisce il povero Sciacca in tutti gli spettacoli, stupendo la stampa che parla di "Nicky Renda" come l'inventore della sexy-comicità. Il ragazzo comincia però ad abusare del suo successo, e se inizialmente Ercole si mostra indulgente nei suoi vizi, le cose in futuro sono destinate a cambiare. Oltre che interpretato, il film è anche diretto da Carlo Verdone, che ne ha scritto anche la sceneggiatura in collaborazione con Pasquale Plastino e Giovanni Veronesi. Le riprese si sono svolte per 11 settimane e sono state effettuate tra la Liguria e la Toscana e in prevalenza a Roma negli studi di Cinecittà. Scrivi la tua recensione!
CURRENT URL http://www.comune.torino.it/infogio/ric/2003/pub1409.htm
giovedi 24 aprile "Non in nome dei diritti umani" TORINO. L'associazione Radar-Metropolis e Amnesty International vi invitano al concerto degli Afterhours, di Marco Parente e degli One Dimensional Man, il giorno 24 aprile al Palastampa di Corso Ferrara 30, a partire dalle ore 21. Il concerto si intitola " Non in nome dei diritti umani": Amnesty denuncia infatti "la strumentalizzazione dei diritti umani, utilizzati per giustificare sul piano morale l'intervento in Iraq". Il costo dei biglietto e' di 12 euro, di cui una parte sara' devoluto ad Amnesty. Per informazioni: tel. 011.535529 www.metropolis.radar.it e-mail: metropolis@radar.it Amnesty International Circoscrizione Piemonte - Valle d'Aosta Corso San Maurizio 12 bis, 10124 Torino tel.011.8170530 lunedi'-venerdi' ore 15-19 fax 011.8170591 email:
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Berlusconi si perde un Calipari e non alza il tono della protesta, potendo. La Cia fa rapire un soggetto sul nostro territorio: il giudice Armando Spataro (non siamo parenti) e altri prendono atto dell'intromissione americana persino durante indagini italiane sul territorio italiano. Bush che apre a Guantanamo oggi, quando sappiamo che l'imam rapito da Milano e' stato torturato in Egitto. Apre per visite guidate ai parlamentari: tutto ripulito. Una parola sbagliata di Bush solleva il fondamentalismo in Iran, facendo alzare la bandiera contro gli Usa. E aumentano i contrasti. In Iraq la situazione non e' piu' sotto controllo. Sinceramente valuto ancora peggio quelle trasmissioni che hanno raccontato di cittadini italiani che sono stati incarcerati per giorni, poco piu' di una settimana, perche' hanno protestato contro un vicino in un aereo con bandiera americana: incarcerati e liberati anche grazie all'intervento dell'ambasciatore. Il nuovo passaporto americano: altro che schengen. E' un mondo che cambia. Ma non mi piace la sudditanza italiana che ha gia' dimostrato, non solo dal Cermis, di essere un valido alleato. Lo dimostrino ora gli americani, magari senza rispondere, come fa la Cia o l'Fbi, che l'indirizzo e' sbagliato per fare domande. Viale Jenner e' stata solo per taluni una piaga, non la regola. Ma vogliamo ancora applicare le leggi o dobbiamo sempre e solo trovare eccezioni quando devono essere applicate ? E se le leggi sono sbagliate, vogliamo far funzionare le commissioni che dovrebbero valutare ex ante gli errori nei testi normativi ? Altrimenti, come con il codice della strada, nessuno piu' crede allo Stato. Ma un Berlusconi che nega la crisi perche' c'e' il 40% di sommerso, e' una resa dello Stato ? In Olanda, che ha votato contro la Costituzione Europea, c'e' un attivo e profondo dibattito sincero e costruttivo sul significato di integrazione con gli immigrati. Qui da noi c'e' solo il calcolo per finalita' di voto. Bell'insegnamento stiamo dando. Colpisce una telefonata di un telespettatore: io vivo con la minima. Vivo e' una parola grossa: non riesco nemmeno a capire come un parlamentare possa avere 28 milioni di lire al mese. Io, al mese, non ci arrivo piu'. Ieri ho parlato con una famiglia dilaniata dalla perdita del capo famiglia, dove una nuora e' riuscita a sbattere fuori tutta la famiglia che ha costruito l'impresa familiare sostituendo con i propri familiari. La vedova crede di poter vivere di pensione. Gli eredi sono vittime delle farneticazioni e minacce di uno dei figli che, una volta fatta entrare la famiglia di lei, sara' in una impresa familiare in minoranza, perche' la famiglia non e' piu' quella sua di origine. C'e' un problema di cultura. Non si insegna la legalita', non educazione civica. E' mai possibile nemmeno in universita' si vede mai una cambiale ? Che razza di modo e' questo di insegnare ? Poi ognuno si fara' giustizia da se'. Meraviglia che se la facciano gli americani in Italia. Meraviglia il silenzio del Governo che pero' trova il tempo di denunciare i magistrati che sciopereranno come eversivi. Ce n'e' cosi' tanto per la Corte Costituzionale che forse viene il dubbio di vivere ancora in un paese con istituzioni funzionanti. Esagero ? Meglio non parlare delle fonti energetiche ...
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Per gli appassionati di racchette da neve l'appuntamento è per il prossimo 20 febbraio 2005 all'Alpe Devero (Vb), con l'edizione zero di “La Traccia Bianca”, gara di “ciaspole” aperta a tutti.... 8 km di bianche emozioni Chi ben comicia, ossia Blardone Max 2° a Soelden dietro a Miller Wednesday, November 17, 2004 Premia premiata con le terme il complesso termale ossolano entro il 2007 Monday, October 18, 2004 Con 'Voi' verso Torino 2006 “Noi2006”, la squadra dei volontari si prepara Friday, October 15, 2004 Heidi, un mito della montagna in Val VIgezzo una mostra dedicata Friday, October 15, 2004 A Vogogna sbarca il cinema di Trento e il finale è in “compagnia” di Mauro Corona Wednesday, September 22, 2004 Legare il Parco Valgrande al Vco una proposta dell'on. Marco Zacchera Monday, September 20, 2004 33° Campionato Nazionale Ana di Corsa in Montagna una gara solo per i soci Ana Monday, September 13, 2004 Festa “dul Scarghé” Crampiolo, 19 settembre 2004, red. Monday, September 06, 2004 Giovane alpinista muore all'Alpe Devero La tragedia, che è costata la vita ad un giovane 34enne di Varese, si è consumata nella mattinata di sabato 28 agosto Monday, August 30, 2004 La Granfondo Dezan 2004 Domenica tutti pronti a pedalare Thursday, August 26, 2004 Record di iscritti alla 34.ma Baceno-Devero-Crampiolo La camminata dei 301 verso Crampiolo L.Lorenzini Tuesday, August 17, 2004 34.ma Camminata Baceno-Devero-Crampiolo Gli amanti della corsa in montagna si ritrovano in Ossola per la classica di metà agosto Friday, August 13, 2004 la kermesse è per il 14 agosto Pomattertag: Walser di pomeriggio di alberto bastianini Wednesday, July 28, 2004 Si carichino le bestie in Alpe la festa è in programma l'11 luglio Monday, July 05, 2004 San Bernardo torna tra i walser a Macugnaga la XVIII Fiera di San Bernardo Tuesday, June 29, 2004 Festa della segale a cura di Paolo Novaria Tuesday, June 29, 2004 Notizie dalla Valgrande Thursday, June 24, 2004 Con “Chiovini” a Cort Buè Si chiude l'edizione 2004 del trekking solidale tra Italia e Svizzera – da Cort Buè L.Lorenzini Monday, June 21, 2004 Quasi al via il sentiero Chiovini per otto giorni, dal 13 giugno Tuesday, June 08, 2004 Sentiero Chiovini, sesta edizione Wednesday, May 12, 2004 Fausto De Stefani - Sesto salitore al mondo di tutti gli 8.000 di Lorenzo Scandroglio Thursday, April 15, 2004 Fabbricadicarta: singolare femminile al via la settima edizione Thursday, April 15, 2004 Ciaspolare di notte verso un igloo Una simpatica e alternativa gita "fuori porta" proposta da Guide Wilderness Tuesday, February 24, 2004 Ragazzi delle Alpi crescono Massimiliano Blardone sale sul leggendario podio di Adelboden - dagli inviati A.Bastianini e L.Lorenzini Monday, February 09, 2004 Ski Alp, stambecchi e predatori news dal Parco Veglia-Devero Friday, February 06, 2004 Community Manager Lorenzo Scandroglio (1969), poeta e giornalista culturale è responsabile della rubrica di attualità per la rivista ALP. Collabora alle pagine culturali de "il Giornale", a "L'Indice dei libri", "Elle", "La Prealpina", "Lombardia Oggi". Ha insegnato Strategia della Comunicazione all'Université Europeenne Jean Monnet. Vive in simbiosi con la montagna che percorre in lungo e in largo, a piedi d'estate, pelli agli sci d'inverno. La sua finestra sulla Val d'Ossola si trova all'Alpe Devero, estremo baluardo di una montagna più autentica che altrove dove lo shopping è impossibile e camminare una necessità.
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GLI SCANDALI DELLA FINANZA Alemanno smentisce che la riforma delle Authority voluta da Tremonti sia quella del governo. Volonté: al ministro serve riposo Vigilanza, An e Udc contro Tremonti Ecco il piano Superconsob: più sanzioni senza espropriare Fazio Nella controproposta la vigilanza di Bankitalia sulle obbligazioni resterebbe salva Il Tesoro precisa: la bozza circolata sui giornali non è quella definitiva ANDREA GRECO da Repubblica - 28 dicembre 2003 MILANO - Il ballon d´essai di Giulio Tremonti ha fatto il suo effetto. Pure troppo, visto che la bozza di disegno di legge per la "Superauthority per il risparmio", anticipata dalla stampa, ha scatenato un putiferio politico e istituzionale e prima di sera il ballon era stato sgonfiato alquanto. Ha avuto un bel correggere, il ministero dell´Economia, che la proposta non è definitiva: l´ipotesi di riordino della vigilanza, che il ministro presenterà nei primi giorni dell´anno nuovo, ha trovato una forte avversione tra le file di An e dell´Udc, nonché nel blocco di opposizione. Anche fonti della Banca d´Italia, tramite un´agenzia di stampa, sono tornate sulle accuse di mancata sorveglianza sui debiti tramite la Centrale dei rischi, attaccata anche ieri da Forza Italia tramite Fabrizio Cicchitto. «Negli ultimi cinque anni l´indebitamento Parmalat ha oscillato fra i 3 e i 3,5 miliardi di euro ? si dice in via Nazionale ? un importo minoritario, considerata l´esposizione con le banche estere (non evidenziata dalla Centrale rischi) e una trentina di bond emessi in tutto il mondo da Parmalat per circa 7 miliardi». Un ammontare di cui «le banche italiane detengono appena 120 milioni, mentre 1,5 miliardi è l´importo che si trova nel portafoglio dei risparmiatori italiani». C´è chi sta peggio, insomma. Tuttavia l´effetto complessivo è di riavviare il gioco dello scaricabarile e delle strumentalizzazioni politiche, rischiando di oscurare la realtà di una dozzina di miliardi scomparsi alla Parmalat sotto il naso di tutti: consiglieri, revisori, controllori e soprattutto investitori. Tremonti pensa a un organismo unificato, sulle orme della Fsa britannica, che accorpi molte delle funzioni attualmente divise tra Consob, Isvap, Covip e Bankitalia. Le prime tre confluirebbero nella nuova Authority, lasciando all´istituzione guidata da Antonio Fazio le funzioni di politica monetaria in seno alla Bce e il controllo creditizio per quanto attiene patrimoni, pagamenti, garanzie interbancarie e stabilità degli intermediari. Fazio cederebbe quindi la primazia sulla vigilanza, da condividere col nuovo ente sui temi di mercato, strumenti finanziari e bond. Inoltre Bankitalia passerebbe le competenze sulla concorrenza tra banche all´Antitrust. La riforma sulla Superauthority, che avrà un presidente nominato dal Cdm e quattro commissari scelti da Camera e Senato, è destinata a recepire, più avanti, la direttiva comunitaria sul market abuse. Alleanza nazionale è contraria alla bozza Tremonti, tanto che il ministro per le politiche agricole, Gianni Alemanno, ha presentato un parallelo «Provvedimento per la tutela del risparmio» diviso in 36 articoli. Vi si ipotizza una nuova Consob, rafforzata dalle competenze dell´Isvap sulle assicurazioni e della Covip sui fondi pensione, inoltre dotata di più poteri sanzionatori e di intervento. Tutto nel rispetto di Bankitalia, che manterrebbe i poteri in materia di stabilità complessiva, efficienza e competitività del sistema finanziario. «Vogliamo costruire la Superconsob ? ha detto Alemanno ? rafforzandone poteri e strumenti. Proprio per questo non si può pensare di trasferirle prerogative di un istituto ben più consolidato come Bankitalia». Il documento di An è stato messo a punto anche da Mario Baldassarri e Pietro Armani. Toni anche più avversi dall´Udc, tra i banchi di governo. «Tremonti ha bisogno di un lungo riposo e al rientro farebbe bene a ridurre i propri impegni», ha detto il capogruppo centrista alla Camera, Luca Volonte´. Gli ha fatto eco Rocco Buttiglione, secondo cui quella di Tremonti «non è e non si può considerare una proposta del governo»; il ministro per le politiche comunitarie sposta poi l´attenzione accusatoria da Bankitalia alla Consob: «È chiaro che nel caso Parmalat il primo problema riguarda Consob, che avrebbe dovuto vigilare con maggior controllo». Sul tema dei controlli è tornato anche Periferdinando Casini, presidente della Camera, invocando «Nuovi sistemi di garanzia e di controllo per i risparmiatori, perchè quelli attuali si sono mostrati inesistenti». Il presidente della Commissione Attività produttive, Bruno Tabacci, ha rilevato che «Litigare sui giornali non serve a niente: il Parlamento deve cominciare a discutere la riforma», evocando uno spirito bipartisan e «la più ampia convergenza parlamentare» piuttosto che fughe in avanti del governo. Anche Francesco Cossiga ha criticato Tremonti, ma dal fronte opposto, quello di quanti vorrebbero ridurre i poteri di Fazio. «La vera riforma sarebbe stata accorpare in un´unica authority, impiantata sul tronco della vecchia Consob, tutte le funzioni di vigilanza sugli istituti di credito che oggi rimarrebbero con una pericolosa frammentazione in capo alla stessa Banca d´Italia».
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Italy On Line Servizio speciale realizzato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri OCCUPAZIONE: SACCONI, DOPO FASE CADUTA ORA STABILIZZAZIONE (AGI9 - Roma, 29 lug. - "I dati Istat sull'occupazionenella grande impresa indicano, dopo una lunga fase di caduta, una tendenziale stabilizzazione". Lo ha detto il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, commentando i dati resi noti oggi dall'Istituto di Statistica. "Nell'industria - spiega - hanno pesato non solo le situazioni di crisi ma anche le trasformazioni indotte dalla necessaria internazionalizzazione e dai crescenti processi di outsourcing verso operatori specializzati". Per Sacconi :"cresce purtroppo poco l'occupazione nei servizi sui quali pesano vincoli e regole che il governo puo' ancora rimuovere a partire dai prossimi documenti di bilancio in modo che si sviluppino mercati competitivi, aziende efficienti e in conseguenza ben migliori servizi di pubblica utilita' ai cittadini". (AGI) - 291337 LUG 05
CURRENT URL http://www.filcams.cgil.it/notesdata/photo.nsf!OpenDatabase&Start=1&Count=30&Collapse=1
L'archivio fotografico della Filcams è un nuovo pezzo del mosaico che descrive il nostro sito Internet, un mosaico sempre in evoluzione che noi non vorremo mai vedere compiuto. Per noi rappresenta un modo per fermare i momenti, non solo quelli importanti, che ci hanno accompagnato nella nostra iniziativa politica e che, in ogni caso, rappresentano una parte, questa si importante, della nostra vita. Questo "fermo immagine" finisce con il raccontare, con lo strumento più immediato, tale è l'immagine, chi siamo, come ci collochiamo dentro ai processi che attraversiamo e che sono sostanziati da donne e uomini e la loro storia, da sentimenti, oltreché da atti compiuti. E' un altro modo per raccontarci e per spiegare evidenziando, con una carica maggiore rispetto alla documentazione tradizionale, le emozioni che ci accompagnano e che ci sorreggono.
CURRENT URL http://www.encanta.it/forum/post.asp?method=ReplyQuote&REPLY_ID=3492&TOPIC_ID=495&FORUM_ID=11&CAT_ID=3&Forum_Title=Il+Club+delle+Parole&Topic_Title=PESARO&M=
Si è chiuso a pugno il mare Spento il faro a tracciare la rotta, e il freddo -senza pelle e senza lische- ferma l'onda. Il tramonto cade di sbieco Nel buio nero del tempo gelido d'inverno che tanfa di chiazze di petrolio e alghe marcite. Dalla banchina il porto non è più ansa alla quale approdare, ma memoria addormentata di tronco naufrago di tempesta. Mi hanno detto che a Pesaro c'è il mare Te la offr io DP, e anche a Luca che magari s'illumina d'immenso. Diamond Phoenix Questa è proprio un bel pezzo di poesia. Grazie, tante. "Il buio nero del tempo"... avevo sempre immaginato il tempo di colore blu. Ma forse non ha colore, hai ragione, dunque è nero. DP Pagpoe Ti ho già detto cosa penso di questa poesia, quindi è inutile ripetermi. Amore mio, che bella sorpresa! Ma che scherzi sono? Prima mi dici che non vuoi più scrivere in un sito e poi entri in incognito qui e gettare scompiglio. DP ti aveva riconosciuta subito, io invece no, forse pensavo veramente che avessi chiuso con la poesia, un pensiero triste che è subito sparito. Un bacione amore mio e sorridi Ti voglio bene. Sono già IPER-REALTA' Diamond Phoenix Assafà, ci è arrivato! Mi sa che i rizomi ti avevano intrappolato i neuroni, nevvero? Sei perdonato, credo. Giusto perché sei bravo. DP inincognito Ehi ehi non cominciamo con gli insulti. Io non getto scompiglio...queste sono illazioni, tutto perché in passato sono stata oggetto di discussioni accesissime...hihihi era uno scherzo. Volevo vedere quando ci arrivavi. Si vede che per te non sono così inconfondibile come per DP che, lo ammetto, è di gran lunga più preparato di te nel riconoscere stili e...non stili! Pagpoe A dir la verità, io un mezzo dubbio lo avevo, fin da quando hai detto che hai cercato di fuggire dalla poesia e ma non ci sei riuscita. Però non credevo che le tue ferite si rimarginassero così in fretta. Si vede che sei una donna forte e ti amo proprio per questo. Brava, sono felice come una colomba felice (ma cosa scrivo? Boh! Si vede che sono fuori di me! Sono già IPER-REALTA' inincognito forte? si si come no. L'ho fatto grazie a DP, è stato lui la mia forza in quesa decisione, lo ammetto. senza di lui non ce l'avrei mai fatta. Grazie DP. Pagpoe Comunque è vero, Fiore, sei proprio una pianta grane. Non come Laura Gaeta lei sì che era il vero lievito del sito! Sono già IPER-REALTA' inincognito ssssssssssssssssssshhhh, certe cose non si dicono. Facciamo i bravi e sotterriamo l'ascia di guerra Pagpoe Va bene, farò il bravo! Però aspettavo questo momento da molto e vorrei usare una emoticons che adoro ma che non ho mai potuto utilizzare! Questo è dedicato a Laura Gaeta ! Tanto non ci sente, posso insultarla quanto mi pare e se mi viene a rompere le scatole, continuerò a insultarla, senza problemi! Che cattivo bambino, cattivo cattivo bambino! Sono già IPER-REALTA' inincognito Luca? per favore non lo trovo educato. Che ci legga o meno, che venga qui o meno, non è giusto. Bisogna sempre rispettare il prossimo. Anche se il prossimo se ne dimentica. Pagpoe Scusa! E' stato più forte di me! Solo che è difficile rispettare gente come quella vipera. Non sono buono come te, alle volte non riesco a perdonare. Sei veramente speciale. Sono già IPER-REALTA' Diamond Phoenix Grazie "fiorellino" inincognito, ma non essere così sicura dei miei meriti in questa decisione, sai? La scelta è stata tua, perdincibacco! Oh, però Luca ha ragione, ci vorrebbe un po' di lievito, una Gaeta, qui, giusto? Sennò è tutto insipido, tutto smorto. Ma va là! Grande, Luca, mi accodo al tuo messaggio (alla faccia della buona educazione!)!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (e alla faccia della grammatica!)!!!!! DP Pagpoe Comunque aveva ragione DP, il forum è meglio dei commenti come nel vecchio sito. Prima c'era un forum anche lì, ma non con poesie e poi è stato chiuso perché certe persone lo utilizzavano male. Di sicuro è colpa della Gaeta è sempre colpa sua. La sto un po' demonizzando? Nooooooooo!!!!!!!!!!!! Sono già IPER-REALTA' Diamond Phoenix Attenzione, Luke: forse è comunque meglio aggiungere: ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti o esistite è puramente casuale, sennò va a finire che la Gaeta entra nel sito, ci riempie di parole, ci fa passare per dei carnefici e alla fine ci fa cacciare da Encanta mentre gli altri se la coccolano... meglio di no. DP inincognito E un film che ho già visto DP, meglio non rivedere anche la replica. Sarebbe imbarazzante... Pagpoe Basta, ha ragione Fiore, meglio non parlarne più. Poi magari accade veramente e lei viene qui a intortarci con i suoi discorsi. Mi è già bastata una volta, meglio non incrociarla più quella...quella...mi autocensuro! Sono già IPER-REALTA' Diamond Phoenix Già, pienamente d'accordo. Glom... DP Pagpoe Abbiamo iniziato con una poesia sulla mia città, allora chi di voi è venuta a Pesaro, almeno una volta? E del mare che ne pensate? Sono già IPER-REALTA'
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può sembrare semplice... ma quando si ci mettono 3 adesivi e un paracolpi attaccati li da 10 anni e stracotti da sole e calore la cosa diventa complicata! Voglio levare i bruttissimi adesivi di warning che ancora stanno appiccicati sul serbatoio ma sembrano letteralmente pietrificati.. secondo voi l'unica soluzione è il carrozziere con la carta vetrata e riverniciatura? Poi sto lentamente levando quello che rimane del vecchio paracolpi che era ridotto ai minimi termini ma levare i residui di colla laterali induriti mi sta facendo sudare 7 camice!! ps un amico mi ha pure consigliato di usare il latte detergente e vi devo dire che funziona benissimo sulla colla !! Ma su quella solidificata non c'è nulla da fare.. Che mi consigliate??
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amignec ha scritto: mentre tornavo a casa dal supermercato (ho fatto un pò di spesa in vista del viaggio di domani.... ricordo i 43 giorni di vacanza) al numero civico prima del mio trovo parcheggiata un bellissima Kawa Ninja nuovissima.. la guardo un attimino e mi accorgo che ci sono le chiavi appese Penso: "ci sarà in padrone vicino" mi guardo intorno.... desolazione... non c'e' anima viva.... che faccio???? vado via facendo finta di nulla e lasciando la moto in balia di qualche "tipo furbo" ????? chiamo in custode di quel numero civico, gli spiego la situazione, gli chiedo se percaso conoscesse il padrone della moto, purtroppo no. Lascio le chiavi a lui che mi dice che avrebbe messo un cartello sulla moto (rivolgersi al custode per le chiavi).... Secondo voi ho fatto bene????? confesso che per un attimo mi è balenata l'dea.. cazzz prendo e vado a farmi un bel giro con la ninja.. però dopo la rimetto al suo posto Ma chi èsto pirla che lascia una bestia del genere con le chivi appese? Mah meno male che ci sono i Banditi.Volevo vedere al posto tuo che avrebbe fatto il proprietario della verdona!
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Decliniamo ogni responsabilità, nella eventualità i Bed and Breakfast le strutture presenti su questo sito non fossero in regola con le leggi vigenti in materia o non risultassero come descritte. Studio Scivoletto non è collegato ai siti recensiti e non è responsabile del loro contenuto. Su questo sito possono essere presenti sia B&B che strutture turistico-ricettive in generale di vario tipo. I voti, il numero di accessi e le visite al sito potrebbero non essere quelli reali. Per maggiori informazioni contattare sempre le strutture turistiche di interesse.
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Ci sono alcuni argomenti che tornano ciclicamente tra i blog e i siti di webdesign di tutto il mondo. Una cosa positiva è che alcuni quesiti vengono trasformati, rivisti in chiave più moderna. Il dibattito sulla dimensione ottimale dei font, e se usare dimensionamento in pixel o relativo (percentuali o em che sia) è uno di quegli argomenti che sta andando alla deriva, rimanendo senza una definitiva risposta. È un raro caso in cui un quesito insoluto cede il passo a una possibile risposta alternativa, che diventa anche una buona tendenza del webdesign. Un articolo recentemente apparso su A list apart ha lanciato un "nuovo" trend, ovvero lo zoom layout : da notare che non si tratta di un nuovo tipo di layout, nè di una novità assoluta. È solo un modo per fornire una versione del sito ad alta leggibilità per gli utenti ipovedenti, cioè affetti da problemi di vista. Il fatto che sia stato dato un nome a questa tipologia di pagine non è così significativo: lo è il fatto che a seguito di altri articoli sul tema si sono definite meglio le caratteristiche. Le vedremo tra breve, ma prima diamo uno sguardo a uno degli esempi che ho preparato per questo articolo. Caratteristiche di uno Zoom Layout La caratteristica peculiare di uno zoom layout è la grandezza dei font: questa dovrà essere almeno 100-120% se espressa in percentuale, o 20-25 pixel se dimensionata con carattere fisso. Ma non si tratta solo di dimensioni dei font... ecco alcune altre caratteristiche: È un layout liquido a colonna singola adatto a tutte le risoluzioni Il carattere è piuttosto grande e le linee ben spaziate Alto contrasto tra background e testo Il dimensionamento di elementi e sezioni di pagina, se necessario, andrà preferibilmente fatto in em I link di salto ai contenuti, se presenti nel markup, dovranno essere visibili Il punto essenziale per uno zoom layout è che questo dovrà essere il più semplice possibile : in questa ottica, bastano poche regole CSS per realizzarlo. Vediamo come. [ 1 2 3 ] [ P a g i n a s u c c e s s i v a
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mi interessa sul serio, quando dico che sono seria, fidati. sennò faccio finta di essere seria (ma allora non dico: sono seria) capito il rigiro? Ho capito che faccio il giro giro tendo casca il mondo casca la terra e tutti giù per terra! chiaretta_1974 ha scritto: comunque, mio marito lavora nel campo dell'illuminazione, mi interessa sul serio... ah! Tuo marito è nel campo dell'illuminazione?? Pussa via Chiaretta che mi intorto tecnicamente tuo marito (Discorsi da Tecnici Professionisti ) Allora... non so che dirti... Da dove incominciare... La tensione di alimentazione per questo tipo di LED (Light Emitter Diode) ad alta potenza si aggira intorno ai 4 Volt, quindi hanno bisogno di un'alimentatore a corrente continua e stabilizzata (l'amperaggio dipende sempre da quanti led si devono alimentare: 1 Led=1 Amper). Gli attacchi dei led sono costituiti da due terminali per CS (Circuito Stampato) quindi andranno saldati su di una basetta, con un'opportuna aletta di raffreddamento. Faccio prima a darti l'indirizzo di come sono fatti e il venditore. Per rispettare la Legge Suprema Del Forum Ti do l'indirizzo su un messaggio privato (non si possono fare pubblicità commerciali) Ti dico subito una cosa, non credo che commercialmente si possono vendere (anche se sicurissimi e perfettamente funzionanti) apparecchi autocostruiti con attacchi (E27 esempio) non passati a particolari esami di sicurezza (costosi, tra l'altro), Normative Sulla Sicurezza Degli Impianti Elettrici Civili e Non. Torna in cima chiaretta_1974 Utente Digiland Messaggi: 407 Oggetto: Re: Nuovi Led ad alta potenza (3Watt) Inviato: 14-07-05 13:13 grazie piede, appena acchiappo mio marito gli sottopongo la tua dissertazione e me la faccio spiegare pure io, visto che di queste cose non capisco nulla (non si può essere perfetti...). Lui lavora anche (oltre al lavoro principale) in una ditta che fa impianti di illuminazione e riscaldamento, soprattotto per chiese e musei. sei stato gentilissimo... Torna in cima chiaretta_1974 Utente Digiland Messaggi: 407 Oggetto: Re: Nuovi Led ad alta potenza (3Watt) Inviato: 14-07-05 13:22 Sono il marito di chiaretta...con 18 euro (circa) li posso avere completi di alimentatore e già posizionati in cilindro in acciaio. Se vuoi ti posso mandare in privato l'indirizzo web della casa produttrice. Il prezzo è speciale perchè il mio capo li rivende. Per il pubblico viaggiano sui 50 Euri. E' vero però che sono finiti mentre per quelli che hai preso bisogna poi sbattersi un po'. Il problema è che, in quanto led, vanno polarizzati in corrente e quindi l'alimentatore deve essere molto stabile. chiaretta dice: che vi siete detti? meglio essere donna ed amare troppo se stessa... Torna in cima PiedeChePuzza Utente Digiland Messaggi: 661 Oggetto: Re: Nuovi Led ad alta potenza (3Watt) Inviato: 14-07-05 14:37 chiaretta_1974 ha scritto: Sono il marito di chiaretta...con 18 euro (circa) li posso avere completi di alimentatore e già posizionati in cilindro in acciaio. Se vuoi ti posso mandare in privato l'indirizzo web della casa produttrice. Il prezzo è speciale perchè il mio capo li rivende. Per il pubblico viaggiano sui 50 Euri. E' vero però che sono finiti mentre per quelli che hai preso bisogna poi sbattersi un po'. Il problema è che, in quanto led, vanno polarizzati in corrente e quindi l'alimentatore deve essere molto stabile. chiaretta dice: che vi siete detti? meglio essere donna ed amare troppo se stessa... Grazie per le informazioni, gentilissimo, ma non avendo una partita iva consona non ne potrei acquistare. Comunque basta un ciruitino da pochissimi euro per farli funzionare (però al pubblico non possono essere venduti) Falice chiaccherata comunque, buona a sapersi che lavora nel campo dell'illuminazione Chiaretta pensa troppo alle scarpe... (la capisco che deve fare gli straordinari per poterla accontentare), magari gli rinfiliamo un led e lo facciamo passare per un diamante (magari ci crede). Torna in cima Mostra prima i messaggi di: Tutti i messaggi 1 Giorno 7 Giorni 2 Settimane 1 Mese 3 Mesi 6 Mesi 1 Anno Prima i vecchi Prima i nuovi Pagina 1 di 1 :: Discussione Successiva >> Vai a: Seleziona un forum In primo piano ---------------- La coppia scoppia? Sabbia negli occhi Due di picche Londra: nuove minacce? La sai l'ultima? Chiedilo ai Leader ---------------- Nuova login icqLIBERO Blog Chat Forum Sito personale Dentro le emozioni ---------------- Misteri! La Valigia dei sogni Vita da single Avrei bisogno di... Che fatica essere uomini... forse! Controllare la fame, forza o debolezza? 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E' DIABOLICO PERSEVERARE NEL SOSTEGNO A QUELLA POLITICA DEI DIVIETI CHE STA PORTANDO MORTE E DISTRUZIONE CIVICA ED ECONOMICA. Firenze, 20 ottobre 2000. Ci saremmo aspettati un discorso piu' umano e comprensivo, meno demagogico e piu' pragmatico, ma abbiamo sbagliato. Stiamo parlando delle dichiarazioni del papa cattolico romano rilasciate nell'incontro del Giubileo della Comunita' Incontro. Sembra quasi che il capo dello Stato del Vaticano viva in una sua dimensione astratta e avulsa, fatta solo di ideologia buona che dovrebbe dominare il mondo. Sono le sue idee e, in quanto tali, gli facciamo onore e le rispettiamo. Cosi' il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito. Vogliamo solo ricordare a tutti quei politici che sono accorsi ad applaudirle e ad ascoltarle, e che nei prossimi anni, giocoforza, saranno chiamati ad esprimersi sul fenomeno droga che, se le leggi continueranno ad essere quelle attuali, il disastro umano, economico, sanitario e sociale disgregante che l'attuale approccio proibizionista sta perpetuando, diverra' un fiume in piena che travolgera' tutti. Perche' non e' vero, come dice il papa, che la droga non si vince con la droga: il solo fatto che, invece, cosi' e' dove la droga non e' proibita, dimostra il contrario. Non solo, ma un male (la droga, come dice il papa) e' tale solo perche' si vuole che continui ad esserlo: spesso il male e' cio' che si vuole sia tale, non cio' che e' per ognuno. Ci rendiamo conto che qui, oltre alla scienza, c'e' di mezzo la scelta dell'individuo, ma e' proprio li' il nodo: le scelte di liberta' sono sempre le migliori e le piu' durature. Noi siamo stanchi di vedere tossicodipendenti che muoiono, galere piene di persone per reati correlati ad uso e spaccio delle droghe illegali, malavita che prolifera con questi traffici illegali, sicurezza delle citta' in costante pericolo anche per questo motivo, giovani che per farsi un innocuo spinello devono rivolgersi a chi cerca di vendergli eroina: una situazione che e' nata ed ha proliferato con le attuali leggi, che sono ispirate e messe in pratica seguendo le parole dei credenti del papa cattolico romano. Per questo ci si consenta di dubitare che la "ricetta" sia quella ricordata stamane al Giubileo. Sostenere che perseverare sarebbe diabolico -vista la dichiarata lontananza dal diavolo dell'interlocutore- dovrebbe quantomeno far fare un pensiero e una riflessione sulla fermezza di un approccio e di un'impostazione: soprattutto a chi, poi, si impegna con se stesso per tradurre queste cose in politica e governo.
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Dalle origini ai nostri giorni . Le origini di questa danza sono da rintracciare nell'Antico Egitto. Tutto ciò che si manifestava nel mondo naturale aveva per gli Egizi un significato divino ed anche il semplice passaggio dalla notte al giorno veniva accolto come manifestazione della Divinità. Iside era la Dea della Luna, del Mistero, della Magia e della bellezza, il simbolo della femminilità, della sposa fedele, gentile, educata, ed amorevole. Incominciarono così le cerimonie in onore di questa Divinità, l'Arte Sacra della Danza di Iside, venerando la Dea come Ventre e come Origine della Vita. Le donne che danzavano in suo onore avrebbero avuto come Doni Divini la fertilità, la bellezza, il fascino, l'intelligenza e la determinazione per ottenere tutto ciò che desideravano. Nell'Antico Egitto tutte le cerimonie si effettuavano nei Templi e in quello dedicata alla Dea Iside si offrivano incensi, profumi e fiori. Mentre i sacerdoti preparavano la cerimonia, le donne ballavano ed erano responsabili della congiunzione verso piani spirituali. Attraverso i loro canti e la danza si aprivano tutti i chakra, sia verso la Madre terra che verso i piani più alti, in modo che l'Energia Divina potesse manifestarsi e fluire in modo armonioso. Dopo l'invasione dell'Egitto da parte degli Arabi (680 d.c.), la danza sacra cominciò a cambiare. Affascinati dal movimento e dai costumi delle danzatrici, essi la fecero propria e la usarono in occasione di festività aggiungendo ritmi più accelerati . In poco tempo questa danza si diffuse in tutto il mondo, assumendo significati diversi nelle diverse regioni. La definizione "danza del ventre" è alquanto recente, coniata dagli europei in riferimento al noto movimento del bacino. Benefici Molti sono i benefici riscontrati da chi pratica la danza del ventre con costanza, benefici che riguardano tanto il livello fisico che quello spirituale. A livello fisico - I movimenti della danza orientale potenziano la muscolatura, sciogliendola e rendendola più flessibile, poiché allentano la tensione muscolare. Potenziano e rassodano la muscolatura dei piedi, dei polpacci e delle cosce, evitando disturbi di circolazione grazie all'intensa attività delle gambe e all'aderenza completa dei piedi a terra. I muscoli dell'addome, dei fianchi e dei glutei vengono sciolti e rinvigoriti. La vita si assottiglia, assumendo un aspetto morbido e femminile grazie ai numerosi movimenti rotatori, che portano beneficio anche alle parti interne dell'apparato femminile. Vengono potenziati i muscoli dorsali ed eliminati i disturbi della colonna vertebrale. Praticando la danza con costanza si ottiene una schiena più sciolta e meno incline a blocchi e dolori fisici. L a danza ha un'azione terapeutica a livello della circolazione e ciò produce effetti benefici sia a livello muscolare che respiratorio. Infine, ma non ultima per importanza, si riscontra una notevole riduzione del dolore tanto in relazione al flusso mestruale che al parto; il movimento del bacino, dei fianchi e dei muscoli dell'addome, oltre all'evidente abbellimento delle forme e all'aumento di tonicità degli stessi muscoli, è di grande aiuto alla contrazione ed alla dilatazione dell'utero durante il parto, accelerando i tempi del travaglio. A livello spirituale - La danza fa scorrere energia pura attraverso i Chakra della danzatrice e consente di creare l'Armonia interiore e la capacità di estenderla all'ambiente circostante; attraverso i movimenti delle mani, che prendono l'energia dall'universo, e i movimenti dei piedi, che ricevono sostegno ed alimento dalla Madre Terra, la danza permette di entrare in contatto con il Tutto. Questo insieme di fattori aiuta a sbloccare i sentimenti e consente di aumentare la sicurezza e la consapevolezza di sé e della propria vita. Controindicazioni Non esistono controindicazioni specifiche alla danza del ventre, mentre permangono, come per qualsiasi altra attività fisica, patologie gravi o che limitino i movimenti. In realtà, un semplice mal di schiena o una rigidità della nuca (conseguente, ad esempio, ad un colpo di frusta) possono essere addirittura guariti da questo tipo di danza. Quando praticarla Nei paesi Arabi la danza del ventre è molto praticata in famiglia: le bambine imparano tutti i movimenti della danza già in tenera età. In occasione di cerimonie importanti, come il matrimonio o la nascita di un bimbo, le donne cantano e danzano in un clima di grande gioia e felicità. Anche in Occidente la danza può essere praticata a casa propria, ottenendo notevoli benefici fisici e spirituali; è ovvio che, precedentemente, è necessario apprendere insegnamenti e tecniche da professioniste della disciplina. L'uso del velo Alcuni pensano che l'uso del velo derivi da necessità scenografiche teatrali, altri che sia diventato parte del costume della danzatrice in seguito al successo di qualche film. In realtà il velo era già presente nella Danza Sacra degli Antichi Egizi: simbolo di purezza e di mistero, era strettamente funzionale al culto della Divinità delle cerimonie celebrate dai sacerdoti dell'Antico Egitto. Rappresentava tutto ciò che era celato e la danzatrice, simulando col velo il gesto di bere il nettare degli Dei, chiedeva in dono la Consapevolezza e la Conoscenza. Questo profondo significato simbolico è andato perduto nel corso dei secoli ed è stato ripreso in tempi relativamente recenti a fini prettamente scenografici. La danzatrice inizia sempre con un solo velo e, con l'evolversi delle proprie capacità, può arrivare ad usarne sette o, più raramente, nove. Il velo ha dimensioni e colori diversi, ognuno con un significato particolare. Ad esempio, se copre la testa e la danza imita un uccello simboleggia la conoscenza occulta, mentre se copre tutto il corpo della ballerina indica la possibilità che avvenga qualcosa di buono nonostante al momento tutto sembri offuscato… E così via. Nella Sacra Danza dei Sette Veli (tolti uno alla volta durante l'esecuzione), i veli simboleggiano i sette Chakra, o i sette pianeti: di colore diverso, rappresentano ciascuno una difficoltà che è necessario superare per raggiungere la crescita spirituale. Il colore rosso corrisponde a Marte, l'arancione a Giove, il giallo al Sole, il verde a Mercurio, il celeste a Venere, il lilla a Saturno ed il bianco alla Luna. Quattro veli sono fissati ai fianchi (due da una parte e due dall'altra); quello bianco copre il viso, mentre gli altri due, tenuti con le mani, coprono la schiena. Ed ecco semplici sequenze di passi... I passi sono pochi e semplici e si alternano alle figure di bacino; una volta appresi i movimenti fondamentali, è necessario solamente seguire il ritmo e (più semplice, forse, a dirsi che a farsi) abbandonarvisi. “Bisogna lasciare che il corpo si abbandoni alla musica”. La danza del ventre è libera e creativa ed ogni danzatrice ne crea una propria, unica e personale. Queste sono le figure base della danza del ventre: gli ancheggi - si muove il bacino in senso orizzontale, dando uno o due colpi con i fianchi; la vibrazione ( o shimmy ) - si scuotono velocemente il bacino o le spalle; la rotazione - si disegna un cerchio col bacino o il fianco; l' otto orizzontale - prevede la rotazione dei fianchi, che disegnano il simbolo dell'infinito in modo fluido e continuo.
CURRENT URL http://preventivi.directline.it/polizza-rca/copertura-urgente.jhtml;jsessionid=DPQL333QYTYSHQFIAEFSFFI
Home > Preventivi > Dopo aver pagato > La copertura urgente La copertura urgente _#_La copertura urgente La copertura assicurativa sul veicolo inizia alle ore 24.00 del giorno di decorrenza della polizza ed è consigliabile provvedere in tempo al pagamento del premio. Una volta acquistata la polizza e prima di ricevere a casa i documenti originali, è possibile circolare esponendo in auto la Copertura Urgente , valida per legge ( art. 16 D.P.R. 24/11/70 n° 973). Puoi stampare la tua Copertura Urgente on line, accedendo alla sezione degli utenti registrati con le tue User ID e password, oppure puoi richiederla al numero 848-80.05.16 e ti sarà inviata tramite fax.
CURRENT URL http://www.corteconti.it/Ricerca-e-1/Gli-Atti-d/Controllo-/Documenti/Sezioni-re/Abruzzo/Anno-2003/Relazione-/INDICE1.DOC_cvt.htm
Visto il t.u. delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con r.d. 12 luglio 1934 n 1214; vista la legge 14 gennaio 1994 n.20, nel testo integrato dalla successiva legge 20 dicembre 1996 n.639; visto il regolamento 16 giugno 2000, recante “organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti”; vista la deliberazione n.6/2001 con la quale la Sezione nell'adunanza del 28 febbraio 2001 ha approvato il programma del controllo sulla gestione da svolgere nell'anno 2002; visto il decreto n.10/2001 in data 22 dicembre 2001 con il quale il Presidente dela Sezione ha nominato il Consigliere dott. Lucilla Valente quale magistrato istruttore dell'indagine riguardante la gestione della sanità pubblica nella Regione Abruzzo; vista l'ordinanza n. 7/2003 in data 11 aprile 2003, con la quale il Presidente ha convocato la Sezione per la odierna adunanza; vista la relazione del Consigliere istruttore sulle risultanze dell'indagine esperita in ordine al menzionato argomento, approvata in prima lettura dalla Sezione nella camera di consiglio del 31 marzo 2003; considerato che la Sezione nell'adunanza medesima ha dato mandato al Magistrato istruttore di istaurare il contraddittorio con l'Amministrazione regionale; visti gli atti con i quali il Magistrato istruttore ha dato ottemperanza al mandato ricevuto; vista la nota n. 8688 del 30 aprile 2003 con la quale l'Amministrazione regionale ha fatto conoscere di non avere osservazioni da formulare in esito all'istaurato contraddittorio; uditi, nell'odierna adunanza, i rappresentanti dell'Amministrazione regionale, nelle persone dell'Assessore regionale alla sanità, Prof. Erminio D'Annunzio e del Direttore regionale competente, Dott. Giovanni Carusi; udito il relatore Cons. Lucilla Valente; visti tutti gli atti inclusi nel fascicolo; ritenuto che la relazione di cui trattasi debba essere fatta propria dalla Sezione; DELIBERA di approvare l'unita relazione concernente “la gestione della sanità pubblica nella Regione Abruzzo sino a tutto l'esercizio 2001 e con riferimento a dati di preconsuntivo 2002 e agli aspetti gestionali sino a data corrente”; ORDINA che, a cura della Segreteria, copia della presente deliberazione e della stessa relazione sia notificata al Presidente del Consiglio Regionale , al Presidente della Giunta Regionale, all'Assessore e al Direttore regionale competenti in materia di sanità; che copia autentica della presente deliberazione con l'allegata relazione sia trasmessa al Presidente della Corte dei Conti.
CURRENT URL http://www.comuni.it/servizi/forumbb/posting.php?mode=topicreview&t=4771
Salve! Grazie per la risposta. Ho parlato con uno di questi "utilizzatori di posti auto"; mi ha detto che non pagano una tassa ma hanno una sorta di "contratto" rinnovabile di anno in anno per cui il Comune gli ha assegnato questi posti gratuitamente in cambio delle gestione di tutto il verde del parcheggio (anche la parte pubblica) a loro carico. Tony Bagicalupo Inviato: Lun 25 Ott 2004 - 10:13 pm Soggetto: Generalmente, in un piano di lottizzazione, si prevede un box per ogni auto. Alcuni piani regolatori prevedono anche parcheggi. In molti casi succede che il comune prende in carico una via o un parcheggio ad opere terminate, cioè a piano di lottizzazione terminato. Può darsi che i parcheggi a cui fai riferimento siano su area privata, definita al termine dei lavori del lotto abitativo, con posti auto venduti dal lottizzante agli inquilini. Un'area residua che al comune non interessava. Nel caso invece che siano parcheggi pubblici, concessi a privati, verifica che gli utilizzatori paghino una tariffa annuale. Se il comune ha concesso loro i parcheggi a pagamento ha creato un precedente a cui gli altri cittadini possono appellarsi. Se non pagano tariffa ed il parcheggio è pubblico, sussiste una irregolarità. elebar Inviato: Mar 09 Mar 2004 - 1:35 pm Soggetto: Assegnazione posti auto pubblici da parte del comune Salve. Vicino a casa dei miei sono stati costruiti degli appartamenti (con box), una strada e un parcheggio pubblico con diversi posti auto. Dopo qualche mese i proprietari degli appartamenti si sono fatti assegnare un posto macchina ciascuno (uno per appartamento) immagino dal comune, con tanto di segnaletica. Vorrei sapere qual'è la prassi per farsi assegnare questi posto auto dal comune. Io abito in una palazzina nuova (comune diverso dai miei), prima costruzione di un gruppo di tre; il costruttore ha fatto realizzare dei posti auto "liberi" davanti a ciscuna palazzina (la seconda appena finita e la terza da iniziare), in questi posti auto parcheggiano solo gli abitanti delle palazzine, in quanto vicino non ci sono altre abitazioni con problemi di parcheggio. Da quando sono venuti ad abitare gli abitanti della seconda palazzina, la più lontana da noi, spesso e volentieri parcheggiano davanti a casa nostra anzichè davanti a casa loro, creandoci già ora problemi di parcheggio nel nostro; uno ha addirittura parcheggiato stabilmente un camper! Quando ci saranno anche gli abitanti della terza, non sapremo più dove andare! Se fosse possibile riservarci i posti auto davanti a casa nostra, inizierebbero ad usare il loro parcheggio! Mi dite che prassi dobbiamo seguire? A chi dobbiamo rivolgere questa domanda in comune? Esiste un fac simile di stampato per questa domanda? Grazie fin d'ora!
CURRENT URL http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=4490
- Questione sicurezza e vigili: per l'opposizione il Sindaco non deve usare toni arroganti e trovare soluzioni utili alla città «La polizia locale non funziona? Ne risponda Fumagalli» Riceviamo e pubblichiamo La vertenza che contrappone, da sei mesi, le lavoratrici ed i lavoratori della Polizia Locale e l'Amministrazione comunale ripropone il problema se la città di Varese sia uno dei comuni capoluogo della Repubblica italiana o un qualche feudo medievale, gestito da un signorotto e dai suoi fidi. Ancora una volta si pone il problema se si tratti di incapacità a gestire il rapporto coi dipendenti o se lo scontro in atto sia proprio il risultato voluto da un Sindaco attento più alla propria immagine e all'apparato che questa richiede, coi costi che comporta, che ai problemi reali della città e di chi per essa lavora. Il mito e la promessa della sicurezza, su cui Fumagalli ha costruito la sua campagna elettorale e per cui ha fatto spendere più di 200'000 euro pubblici, sono oggi messi in discussione dalla banale constatazione che le famose telecamere, l'occhio del Sindaco sulla città, non sono poi così efficaci, non servono allo scopo presunto. Ed allora che fa il Sindaco, responsabile primo della Polizia Locale? Scarica la colpa sul funzionario e sui lavoratori, colpevoli di stare alle scrivanie, e informa la cittadinanza della sua "ira", mentre ribadisce la piena fiducia al "suo" comandante. Occorre ricordare che, secondo lo Statuto comunale, il comandante della Polizia locale è il Sindaco che si avvale di un dirigente incaricato, scelto direttamente da lui. Ê' Fumagalli che politicamente deve rispondere, avendo anche trattenuto la delega alla sicurezza, sulle scelte fatte per il settore e sui risultati ottenuti o meno. Non vogliamo entrare nel merito delle questioni della vertenza, compito dei rappresentanti scelti dai lavoratori, pur ribadendo la nostra attenzione e disponibilità al confronto se fosse ritenuto utile, e rifuggendo da qualunque ipotesi di strumentalizzazione. Vogliamo, per senso di responsabilità istituzionale, invitare il Sindaco e la Giunta a dismettere toni ultimativi ed arroganti ed a focalizzare la loro attenzione sulla ricerca di soluzioni utili alla città. Al contrario, continuando su questa via vi é la certezza che l'opacità manifestata dalle telecamere si traduca nel simbolo di questa amministrazione, del che siamo da tempo convinti. Giovedi 21 Agosto 2003 Roberto Molinari, Angelo Zappoli, Emiliano Cacioppo Capigruppo; Margherita, Rifondazione Comunista, Democratici di Sinistra
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MONOPOLIO TELEFONIA FISSA: IL GIOCO DELLE PARTI DEI BOIARDI DI STATO E' significativa l'intervista che Tommaso Pompei, amministratore delegato di Wind, ha concesso oggi al quotidiano “IlSole24Ore”, perche' gira intorno ad una constatazione “la liberalizzazione della telefonia fissa e' fallita” , ma guarda solo la sua azienda e come il mercato possa essere indirizzato verso le politiche della stessa. Cioe' la liberalizzazione e' fallita perche' non c'e' spazio per Wind/infostrada, che le sta provando di tutte per trasformare il monopolio della telefonia fissa in un duopolio, ma ha difficolta' perche' i prezzi sono troppo alti e non riesce a conquistare –attualmente- spazi che vadano oltre il 12% (Telecom ne occupa l'85,3%). Non ci aspettavamo che Pompei lanciasse chissa' quale messaggio liberalizzatorio (tutto sommato e' un boiardo di Stato a capo di una azienda di Stato: Wind e' dell'Enel), ma quantomeno un minimo di considerazione del mercato come qualcosa di necessario piuttosto che disponibile ad essere spartito. Ma e' cosi'. Ne prendiamo atto per l'ennesima volta per sottolineare che c'e' poco da aspettarsi da questo assetto attuale, e altrettanto poco da quello che auspica Tommaso Pompei . Il consumatore e' un soggetto inesistente, perche' il riferimento e' il suddito. Altrimenti non si starebbe a lesinare prezzi piu' bassi per l'ultimo miglio, ma si chiederebbe e ci si darebbe da fare (i mezzi non mancherebbero) per la sua abolizione e il passaggio della gestione ad un ente super partes in cui Telecom (liberata anche di quel 3% di presenta azionaria dello Stato) non dovrebbe neanche lontanamente partecipare, cosi' come Wind (anch'essa liberata della proprieta' statale) e qualunque altro operatore. L'ultimo miglio e' un patrimonio acquisito dal monopolio dello Stato, quindi deve essere lo Stato a metterlo a disposizione di chiunque a condizioni uguali. La letterale presa per i fondelli dell'attuale gestione Telecom (con il pietismo da “cappello in mano” di Wind per procrastinare questo potere) e' il problema dei problemi. Il resto e' solo gioco delle parti.
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Il viso di Monica Piseddu si infiamma e poi si nasconde in un sorriso pieno di stupore. Questa giovane attrice, impostasi grazie al raffinato lavoro svolto con Arturo Cirillo - l'abbiamo vista ed apprezzata in Mettiteve a' ffa l'ammore con me di Scarpetta e, straordinaria, nel recente L'Ereditiera di Annibale Ruccello - alterna vigore e determinazione a timidezza e riservatezza. Ora, mentre sta provando il ruolo di Ismene nel nuovo affondo di Mario Martone nella tragedia classica (Edipo a Colono, in cartellone al Teatro India di Roma), Monica Piseddu accetta di raccontare di sé e del suo lavoro. Cognome sardo, verve napoletana in scena: facciamo un «autoritratto» in forma breve di Monica Piseddu... «Sono romana, di Centocelle. Padre sardo e mamma romana. Sono cresciuta in quel quartiere, periferico e difficile. Ora vivo in un altro quartiere, vicino alla Piramide Cestia, e mi sono accorta di quanto mi fosse mancata la «bellezza» della città: la periferia romana è faticosa, difficile, dolorosa. Si viveva in modo diverso, chiusi all'interno del quartiere, quasi lontani dal resto della città: e c'erano tanti problemi, primo fra tutti la droga...E invece c'è bisogno di bellezza. E il teatro? «Arriva per caso. Ho fatto una scuola per operatori turistici. Poi, ho scoperto l'Accademia Silvio d'Amico. Ci sono arrivata dal niente, senza aspettarmi niente, e ho scoperto un mondo bellissimo. Tanti criticano l'Accademia ma per me è stata un'esperienza importantissima: ero molto timida, non pensavo di poter fare certe cose...Ci sono capitata per caso, e nel modo più classico: aiutando una mia amica che voleva fare teatro. Lei si preparava con un attore rumeno, bravo ma molto esigente. Poi lei ha cambiato strada, e io ho continuato: ho provato l'esame d'ammissione in Accademia, senza quasi sapere di cosa si trattasse ed è andata bene. Era il 1994 e ho frequentato per quattro anni, studiando tantissimo e amando soprattutto la danza, un linguaggio che mette in comunicazione il corpo con gli aspetti più profondi di noi stessi. Quando sono entrata ero molto rozza, impreparata, confusa: non capivo le possibilità espressive del corpo». Difficile da credere, vedendola così elegante sulla scena. Con chi ha lavorato in Accademia? «Ho avuto molti incontri importanti: ricordo Alessandra Niccolini e il suo lavoro sulla mimèsi, per me fondamentale e sorprendente. E Roberto Mantovani, che mi ha insegnato tutto. Ancora oggi, quando lavoro, penso a lui: mi ha insegnato come cominciare un lavoro, mi ha aiutato a superare le paure e le ansie rispetto al fare. Con lui ho capito il lavoro degli artigiani: il fare, il trovare una strada per partire, trovare il materiale da plasmare. Lavorammo sul Woyzeck di Büchner. Un'altra persona importante, in Accademia, fu Marisa Fabbri, da cui ho imparato moltissimo». Quali sono state le prime esperienze professionali dopo l'Accademia? «Ho lavorato con Nicoletta Guidotti, in un testo di de Sade: è stato un incontro importante, felice, ma non sono entrata subito nel mondo professionale, non mi piaceva. Feci un provino con Luca Ronconi ma sono negata nei provini. Sono un'ottima spalla, ma quando tocca a me non riesco ad esprimermi. Mi blocco, mi dimentico tutto. Bisogna dimostrare chi sei, e io non ci riesco. Ronconi fu molto paziente e simpatico ma per me i provini sono sempre traumatici. Mi sento giudicata: ho smesso con l'università anche per questo. Preferisco essere giudicata per il lavoro che faccio, esprimermi nel lavoro e non in un esame». Come si è trovata nel lavoro con Arturo Cirillo? «Con L'Ereditiera ho avuto il primo ruolo vissuto appieno. Per fare il personaggio di Caterina mi sono confrontata con tanto materiale, con una scrittura che non era per una piccola parte, come la piccola Giulietta di Scarpetta oppure, adesso, la piccola Ismene. Si trattava di iniziare uno spettacolo e portarlo fino alla fine. Arturo Cirillo mi ha fatto scoprire una parte di me che non conoscevo: la comicità. È stato molto positivo: come se mi fossi solarizzata, aperta al sole. Ero troppo tragica, e invece con Arturo ho scoperto il gioco, l'ironia, la leggerezza... Pur facendo un ruolo durissimo e dai risvolti molto amari». Una dote rara: sono poche le giovani attrici capaci di uno sguardo ironico e comico. Si riconosce in una definizione di attrice comica? «È strana e inconsapevole. I gesti del mio personaggio nel testo di Ruccello - il blocco del bacino, il volto durissimo, l'impossibilità di guardare gli altri - erano in realtà dolorosissimi, fonte di disagio. Poi, ovviamente, entravano nel meccanismo comico, e suscitavano risate. Quindi è un comico che si basa, comunque, su una matrice tragica». Lei è romana: come ha lavorato sulla lingua napoletana? «Con lo Scarpetta di Mettiteve a ‘ffa l'ammore con me è stato difficile: lavoravo con attori napoletani, tutti con una marcia in più, pieni di invenzioni e di ironia. E trovare quella lingua è stato difficile: non mi riferisco all'accento o alla cadenza ma alla profondità della lingua, alla visceralità del napoletano. Poi Arturo Cirillo ha avuto l'intuizione geniale di lavorare sul corpo, sul gesto, puntando a un'astrazione altissima. E questo mi ha consentito di avvicinare la lingua attraverso il corpo, attraverso la danza: era la prima volta che facevo un lavoro del genere e mi ha molto divertito. In Accademia o studiato danza con Monica Vannucchi e in quello spettacolo ho messo a frutto tutto quello che avevo imparato. Importante, poi, è stato il lavoro fatto con Arturo sul Romanzo, ossia portando all'interno del testo suggestioni profonde provenienti dalla letteratura, linee anche in contrasto con la comicità esplicita del testo di Ruccello, ma tali da rendere credibile il gioco teatrale». E con Mario Martone? «Un incontro speciale, magico. Lo guardo ammirata, vedo un artista all'opera. Ho fatto un incontro con lui - per fortuna non un provino - perché aveva sentito parlare di me per L'Ereditiera. Ismene è difficile da decifrare. Non mi interessa tutto quello che si è detto, l'immagine consolidata della Storia. Ismene sta dalla parte della Legge, della Società: ma che vuol dire? Abbiamo discusso molto con Mario Martone per capire da cosa venisse questa sua posizione. Il rapporto con il padre, il rapporto con i fratelli: Ismene è la figlia meno amata, ha delle qualità, ma nascoste, ed è contornata da personaggi che studiano per diventare mito. Ismene no: ha paura, è vigliacca, è umana... Io sono coraggiosa, questo lo so: e forse con questo coraggio posso superare la paura di affrontare un personaggio difficile come Ismene. È lei che apre e chiude lo spettacolo, ascolta, parla poco, osserva. Mi piace esprimere le debolezze, le fragilità di un personaggio, quella parte nascosta di ciascuno di noi, che fa tremare quando è scoperta. Anche nella vita di tutti i giorni, cerchiamo sempre di dare il nostro meglio nelle cose che facciamo: crediamo profondamente in noi, nei nostri gesti, crediamo sempre di stare dalla parte giusta, peroriamo le nostre convinzioni in buona fede. E non ci accorgiamo del male che possiamo fare, del dolore che suscitiamo o di quello che proviamo. Questo vale anche per i personaggi come Ismene». Come affronta i suoi personaggi? «Nel confronto sistematico con il regista, con quello che è il suo sguardo sul personaggio. Poi è chiaro che sta a me far scoprire al regista qualcosa d'altro e di diverso sul personaggio: sempre partendo dal testo, da cui traggo informazioni e provocazioni. Ma è importante anche il lavoro con gli altri attori: non sono abituata ad affrontare da sola il personaggio, a costruirlo in solitudine. Mi piace, invece, creare insieme all'Altro». Che vuol dire, per lei, essere attrice? «Non so cosa voglia dire essere un'attrice. Mi sento ancora troppo dentro quello che faccio: forse capirò cosa vuol dire essere attrice quando avrò smesso, quando ne sarò fuori. Per ora è una ricerca continua: una ricerca che per me ha valore, ha senso, anche se il teatro vive una crisi profonda. Non mi sembra che oggi il teatro sia un mezzo culturale rilevante. Ma forse devo ancora crescere, forse sono ancora piccolina e sento prevalente mente i disagi dell'esserci: disagi economici, di ruolo, di confusione. Ma le questioni economiche, i problemi di un mestiere, non devono far perdere l'entusiasmo, la libertà». Quanto c'è di femminista, di determinazione femminista, nelle sue scelte? «Parto sempre dalla mia condizione di donna, di cui sono profondamente cosciente. Una condizione in cui c'è molto da sopportare, perché c'è grande maschilismo nella nostra società. È qualcosa che sentiamo sulla nostra pelle e che ci fa lottare: siamo continuamente bersagliate, in modo anche inconsapevole. Ci sono aspetti di maschilismo talmente radicati da essere difficili da smontare o superare. E c'è molto lavoro da fare. Anche nel teatro».
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IN AUTO: percorrendo l'autostrada SA-RC, uscita per Lamezia Terme, proseguimento per la SS 106 in direzione Crotone-Taranto. IN TRENO: stazione di Catanzaro Lido e Crotone. IN AEREO: aereporto di Lamezia Terme e di Crotone. Nei giardini del Mediterraneo Il territorio della Valle del Crocchio si caratterizza per la presenza di vaste aree preservate dall'inquinamento e ricche di risorse turistiche ed ambientali in grado di sostenere la domanda di un mercato sempre più qualificato. Le splendide coste dello Ionio catanzarese, luogo di elezione dei mitici "giardini delle Esperidi", ricordati dall'antica geografia del mito, si snodano in contiguità a vaste e boscose aree montane di straordinario interesse ambientale e faunistico, costellate inoltre da numerose località di forte attrattiva dal punto di vista archeologico e storico-artistico in grado di soddisfare la domanda di un sempre più qualificato ed esigente turismo culturale. Il territorio si segnala inoltre per la ricchezza di produzioni agricole, silvo-pastorali ed artigianali tipiche, nonchè per il permanere, specie nelle aree interne, di antichi santuari e luoghi di culto, ove si celebrano riti tradizionali e numerose cerimonie religiose relative alla devozione popolare, collegate inoltre alla presenza di minoranze etniche e linguistiche come quella albanese. Il radicato senso dell'ospitalità e dell'accoglienza caratteristico delle popolazioni locali rappresenta ancora oggi il miglior viatico per un turismo di qualità, che unisca alla cultura e al godimento delle bellezze ambientali i valori e le opportunità della nuova Europa. Il Gruppo d'Azione Locale Valle del Crocchio è una Società Consortile a responsabilità limitata e senza fini di lucro costituitasi nel mese di settembre del 1996 con lo scopo di assumere un ruolo attivo nello sviluppo dell'area attraverso la gestione del Progetto Leader II. Il Gal è composto da: ENTI PUBBLICI Comune di Cropani Comune di Cerva Comunità Montana di Taverna Consorzio di Bonifica Alli Punta delle Castella ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA Unione Provinciale Agricoltori di Catanzaro Coldiretti di Catanzaro Confederazione Italiana Agricoltori di Catanzaro Associazione Interprovinciale Allevatori di Catanzaro e Crotone Confartigianato di Catanzaro PRIVATI Banca di Credito Coperativo del Medio Ionio I campi di intervento Supporto ed assistenza per lo sviluppo rurale nei vari settori Formazione professionale ed aiuti di collocamento e crescita culturale collettiva Turismo rurale Piccola e media industria, artigianato e servizi locali Valorizzazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, silvicoli e della pesca Tutela e miglioramento dell'ambiente e delle condizioni di vita.
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Agenzie immobiliari in Toscana. Annunci immobiliari di case, immobili, appartamenti, ville, rustici in vendita e in affitto. 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Venerdì 25 Maggio 2001: Si apre martedì 16 ottobre con il Lear di Aribert Reimann Torino. La stagione teatrale del Regio per il 2001-2002 si presenta assai ricca di appuntamenti di rilievo. Si apre martedì 16 ottobre con il Lear di Aribert Reimann, opera del 1978 alla sua prima esecuzione italiana, per proseguire poi con la prima mondiale dell'ironico Carmen 2 le retour di Jérôme Savary su musiche di Bizet adattate da Gérard Daguerre. Quindi, tra gli altri il balletto del Teatro Bol'soj, che presenta Il lago dei cigni , La bella addormentata e Lo schiaccianoci di Čajkovskij. Si chiude infine con Mirella Freni che canta per la prima volta ne La pulzella d'Orléans di Čajkovskij. Questa, in sintesi, la stagione 2001-2002 del Teatro Regio, illustrata oggi dal direttore artistico Desderi: un elenco di grandi eventi musicali, segnato, com'è ormai abituale al Regio, dall'alternarsi di tradizione e innovazione. Ma la conferenza stampa è stata anche l'ultima uscita pubblica di Valentino Castellani come sindaco di Torino e presidente della fondazione del teatro d'opera torinese. Castellani ha fatto il bilancio del lungo cammino verso l'efficienza e la qualità che ha portato il Regio ai risultati di oggi: «Grazie all'impegno di tutti oggi il Regio è pienamente inserito come grande risorsa non solo nel sistema città, ma anche nel quadro della Regione».
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Situato in posizione molto silenziosa, in quanto si tratta di un edificio che non si affaccia direttamente su strada, dista circa 50 metri dall'uscita principale della Stazione Termini, sul lato del binario per Fiumicino, e circa 30 metri dall'uscita della metropolitana linee A e B, dal lato di Via Giolitti. La zona adiacente è spesso in grado di offrire parcheggio alle auto in transito, pur con la osservanza degli obblighi di zona blu (ticket di lire 2. 000/ora nei giorni feriali dalle 9. 00 alle 19. 00). L'albergo, rimodernato lo scorso anno, è costituito da camere fornite di bagno, TV, telefono,cassatorte e aria condizionata, o a scelta ventilata. Vi è inoltre una confortevole sala adibita sia a prima colazione che per sala lettura, o TV oppure ricevimento ospiti. L'albergo è presidiato H24, per cui gli ospiti non hanno problemi di rientro notturno. Hotels più vicini dall hotel Washington - Hotel Roma :
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- Sabato, ore 12.30 allo stadio “Franco Ossola” si disputerà il match internazionale. Azzurrini impegnati contro una delle squadre più forti del mondo Italia–Irlanda under 18, il grande rugby è a Varese Dopo molti anni Varese torna ad ospitare un evento sportivo internazionale di rugby . Domani andrà infatti in scena Italia-Irlanda under 18, incontro amichevole in preparazione alla Coppa Europa di categoria. Il calcio d'inizio è previsto per le 12.30 allo stadio comunale “Franco Ossola” con ingresso gratuito. Visto l'orario "da pranzo" (per evitare la concomitanza con la diretta del "Sei Nazioni") all'interno dello stadio verranno allestiti punti di ristoro con salamelle e, nella migliore tradizione rugbyistica, birra a fiumi. Italia-Irlanda (nelle foto: gli azzurri in allenamento) è un evento importante per tutta la città, fortemente voluto dall' Associazione Sportiva Rugby Varese che, dopo alcune incomprensioni, è riuscita a trovare un accordo con il Varese 1910 per l'affitto dello stadio di Masnago. Un palcoscenico che meglio si addice a questo match rispetto allo storico ma semisconosciuto e malconcio “Aldo Levi”, campo da gioco del Rugby Varese. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico sarà interessante valutare quanto i buoni risultati ottenuti dalla nostra Nazionale negli ultimi anni abbiano effettivamente fatto da traino al movimento rugbystico italiano . Se infatti Lo Cicero e compagni hanno dimostrato di poter competere quasi alla pari con i migliori team del mondo, lo stesso discorso non vale per il settore giovanile. Qui il gap storico-culturale prima ancora che tecnico tra l'Italia e nazioni-guida come l'Inghilterra e la stessa Irlanda si fa ancora sentire. L'anno scorso l'Italia under 19 ha lanciato un primo segnale d'inversione di tendenza, andando a vincere in terra britannica contro i maestri inglesi. Un primo passo nella lunga rincorsa che l'Italia deve affrontare per raggiungere definitivamente le squadre contro cui ha l'onore di disputare il “Sei Nazioni” , il torneo più antico della storia del rugby ed uno di quelli con la più lunga tradizione di tutto il panorama sportivo. Gli azzurrini che scenderanno in campo domani, guidati dai coach Vincenzo Troiani e Massimiliano Ruggero, avranno quindi la possibilità di dare ulteriore slancio a questa rincorsa, onorando il nostro giovane rugby di fronte a quello antico e nobile dell'Irlanda. Purtroppo il XV italiano ha perso nelle ultime ore alcuni pezzi importanti a causa di infortuni ed influenza. Out anche capitan Cristiano; la sua fascia sarà così appannaggio di Natale Duca, spostato dalla seconda alla terza linea. L' Irlanda è venuta a Varese con l' “Irish Youth Team” , la squadra sulla carta più debole rispetto alla “Scholar”, la selezione delle scuole. Stiamo però parlando di parametri irlandesi, difficilmente applicabili al modello sportivo italiano. Il XV del quadrifoglio che scenderà in campo domani sarà un avversario forte e temibile, che avrà comunque dalla sua tutti i favori del pronostico. Per gli appassionati segnaliamo un nome da tenere d'occhio , uno di quelli che ha i numeri per farsi strada in un futuro prossimo: Michael Skelton , il capitano, mediano d'apertura molto bravo alla mano e dotato di una splendida visione di gioco. Al termine della partita le squadre disputeranno il tradizionale “terzo tempo”, momento conviviale post partita, in cui i giocatori si ritrovano "tutti assieme appassionatamente" nel nome del rugby e della birra, binomio inseparabile per qualsiasi giocatore. Italia ed Irlanda si sono dati appuntamento al ristorante “Raggio d'Oro”, dove tra una pinta di rossa ed un piatto di pasta assisteranno ad Italia-Galles , incontro in diretta dal Flaminio di Roma e valido per il “Sei Nazioni”. Italia U18: 15 Di Massimo; 14 Sepe F., 13 Pauletti, 12 Dal Corso, 11 Martinelli; 10 Rubini Gi., 9 Tebaldi; 8 Duca D., 7 Zampiron, 6 Duca N. (cap); 5 Beccaris, 4 Nicolli; 3 Turroni, 2 Gatto, 1 Sciamanna a disposizione: 16 Borsi, 17 Busato, 18 Cartei, 19 Criveller, 20 Milazzo, 21 Todini, 22 Mattiello Venerdi 11 Febbraio 2005 Michele Mezzanzanica
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Prendendo Corso di Porta Romana da Piazza Medaglie d'Oro, via Orti è la prima traversa che trovate sulla destra. Mm linea gialla Crocetta. lifegate restaurant LifeGate è la piattaforma per il mondo eco-culturale, nata per diffondere coscienza ecologica e promuovere uno stile di vita etico, eco-sostenibile, equo-solidale. In quest'ottica LifeGate ha creato canali informativi e progetti concreti con l'idea che possano essere da esempio anche per altri mostrando “come le cose dovrebbero essere fatte”: portale, radio, magazine, clinica olistica, “impatto zero”, assicurazione etica, e ora anche il ristorante bio: qualità della vita, alimentazione sana, rispetto dell'ambiente... i valori di LifeGate nel primo centro di aggregazione non più virtuale, il LifeGate Restaurant. La cucina, curata e allo stesso tempo semplice, segue i ritmi delle stagioni e i piatti variano ogni mese utilizzano solo materie prime di qualità, da agricoltura biologica perché solo un'agricoltura senza chimica e ogm rispetta l'equilibrio del pianeta e promuove coscienza ecologica. I piatti sono gustosi, sani e leggeri: dalle ricette regionali italiane alle cucine etniche, dalle antiche tradizioni, alla moderna cucina creativa, pesce, carne bianca, ma anche menù vegetariano; il tutto elaborato con tecniche di preparazione che ne valorizzano il contenuto nutritivo e il gusto. L'attenzione all'ecologia è ovunque, come mostrano le armadiature artigianali fatte con legno di recupero e rifinite con cere esclusivamente naturali, e l'utilizzo di pitture cementizie fotocatalitiche che riducono la presenza degli inquinanti domestici; luce soffusa, grandi lampade in carta pergamena, sughero per l'insonorizzazione e, sullo sfondo, le note di LifeGate Radio per un'atmosfera unica, che fa di LifeGate restaurant un luogo di aggregazione caldo e accogliente, dove sentirsi a proprio agio come a casa. Come la radio cattura la musica più bella da ogni parte dal mondo, il ristorante, attraverso il cibo, avvicina a popoli e a culture lontane e induce a riflettere sulle necessità di non essere di peso sull'ambiente. LifeGate restaurant, infatti, è il primo ristorante a Impatto Zero. LifeGate Restaurant è aperto tutti i giorni tranne il sabato a mezzogiorno; domenica brunch da mezzogiorno fino alle 15 e giovedì serata etnica o a tema; dogs welcome (con anche cuscinetti a disposizione!), sconto 10% con la Supporter Card, possibilità di prenotare una saletta privata con seduta a tavoli bassi con 10 posti. Aggiornato settembre 2004 da mangiare: Cucina con prodotti biologici da bere: Buona carta dei vini genere musicale: LifeGate Radio in sottofondo: etnic, lounge, d'atmosfera...
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Il 15 ottobre 2003 tre soci di una S.r.l. hanno aperto un conto corrente aziendale, aderendo ad un?offerta della Banca e depositando le loro tre firme. Pochissimi giorni dopo, hanno notato che le condizioni applicate erano completamente diverse da quelle sottoscritte. Chieste informazioni alla Banca, è stato risposto che in data 15 ottobre, quel tipo di contratto non era più sottoscrivibile, ma che loro non ne erano a conoscenza perchè non erano ancora stati avvertiti dalla sede centrale (!). I tre soci ora si ritrovano con un conto corrente diverso e che non ha condizioni a loro favorevoli. NB: non sono state variate le condizioni del contratto, ma è stato sostituito il contratto, come se i tre soci ne avessero firmato un altro. Vi chiedo se è possibile ripararsi dietro una svista per annullare un regolare contratto. Grazie per le vostre risposte Debora dmonti Utente semplice 810 messaggi inviati Inviato il 03/11/2003 alle ore 12.22.20 Per priam cosa occorre fare chiarezza. Se il contratto proposto era completo di allegati (condizioni) e questi documenti esistono ancora credo non sia un problema chiudere il conto (se di questo si tratta) senza spese od altro. Se invece è stata "carpita" la buona fede dei soci il conto si può chiudere lo stesso con qualche spesa magari. Se invece si parla di un contratto diverso dal C/C allora le cosa possono essere molto diverse. In qualsiasi caso se il CC all?azienda serve potete cambiare banca o negoziare con la stessa migliori condizioni. Ricordandosi della bella figura fatta da quest?ultima. kri71 Utente semplice 9 messaggi inviati Inviato il 25/03/2004 alle ore 18.11.03 Richiesta corretta! Vi volevo segnalare anche che se uno richiede un abbonamento SKY e SMART CARD con codifica SECA2 riceve una SMART CARD con codifica NDS e quindi inutilizzabile dalla maggior parte dei sitemi in commercio. Cosa che e? successa a me e ad altri utenti. Ho chiaramente sollecitato con numerosi fax l?annullamento del contratto e la richiesta di invio della SMART CARD codifica SECA2, ma ancora niente!!! Sarebbe necessaria anche un?inchiesta su questo aspetto. Grazie. kri71 Utente semplice 9 messaggi inviati Inviato il 27/04/2004 alle ore 17.47.28 Dopo 60 giorni mi hanno inviato la smat card con codifica SECA. Sono stato fortunato... Attenzione pero? dal 16 maggio 2004, Sky non fara? piu? abbonamenti con codifica SECA. Suggerimento: non comprate decoder Common Interface se volete abbonarvi a Sky! E? una vergogna, obbligano i consumatori a comprare i decoded NDS in vendita solo da Sky con caratteristiche tecniche infime e senza hard disk. Ribelliamoci...
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Dottore commercialista, Alba Maria Guanziroli, iscritta all'ordine dei dottori commercialisti di Milano, si occupa di consulenza fiscale, contabile e societaria per professionisti ed imprese, inoltre fornisce assistenza diretta al contribuente sia con i m http://xoomer.virgilio.it/alguanzi Commercialisti (Milano) Galli Studio Professionale Studio sito in Limbiate in provincia di Milano che si occupa di consulenza fiscale, aziendale, tributaria e amministrativa, paghe e contributi, modelli 730 e consulenza legale demandata ad avvocati che collaborano con lo studio. http://www.stdgalli.com Commercialisti (Milano) Gorgoglione Studo Si occupa di consulenza tributaria, societaria e del lavoro a favore delle piccole medie imprese e delle socità cooperative. A Milano. http://www.studiogorgoglione.com Commercialisti (Milano) Ghisi Guido Dottore Commercialista Consulenza professionale aziendale, i servizi offerti sono: controllo di gestione, consulenza amministrativa, consulenza societaria, consulenza tributaria, revisione contabile e fiscale, consulenza online, elaborazione dati contabili. A Legnano, Milano. http://www.ghisi.it/ Commercialisti (Milano) Fusa Emanuela Dottore Commercialista Dottore commercialista, revisore contabile e consulente tecnico del Giudice presso il Tribunale di Milano, Emanuela Fusa è autrice di diversi libri in materia di bilancio, contabilità generale, contabilità speciale e analisi di bilancio. http://www.emanuelafusa.it Commercialisti (Milano) Franco Studio Situato a Milano, lo studio svolge la propria attività prevalentemente nell'area fiscale e contabile. Inoltre, grazie a collaboratori qualificati, è in grado di fornire servizi aggiuntivi e personalizzati in ambito legale amministrativo. http://www.studiofrancocommercialisti.it Commercialisti (Milano) Fezzi Studio Antonio Fezzi, Marco Rovello e Pinuccia Mazza si occupano di consulenza fiscale e tributaria, contenzioso tributario, consulenza societaria e fiscale, assistenza contrattuale e arbitrati, contabilità ordinaria e semplificata. A Milano. http://www.studiofezzi.it/ Commercialisti (Milano) Epaco Lo studio contabile si pone l'obiettivo di fornire il supporto e la soluzione degli adempimenti amministrativi in riferimento alla normativa fiscale e amministrativa. Ha sede a Milano. http://www.epaco.it Commercialisti (Milano) Effe Emme Studio Studio di commercialisti che svolge servizi quali la tenuta delle scritture contabili, la redazione delle dichiarazioni dei redditi e gli altri adempimenti fiscali, civilistici e tributari per le imprese, i professionisti e i privati. E' dotato di collega http://www.studioeffeemme.it Commercialisti (Milano) De Vito Michele Ragioniere Studio Sito di uno studio di commercialista che svolge attività di consulenza del lavoro, revisione contabile, amministrazione aziende, lavori contabili, bilanci e amministrazione del personale. Ha sede a Cesano Maderno, Milano.
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- Al Galmarini, il medico coprirà l'incarico che era stato del dottor Ferdinando Lucioni Ghiringhelli nuovo primario di medicina interna Nominato il nuovo primario di Medicina Interna dell'Ospedale “Galmarini” di Tradate, uno dei tre presidi, oltre a Busto Arsizio e Saronno, dell'Azienda Ospedaliera “Ospedale di Circolo di Busto Arsizio. Si tratta di Paolo Ghiringhelli, proveniente dall'Ospedale di Gallarate, specialista in Medicina Interna e in Tisiologia e Malattie dell'Apparato Respiratorio. Il medico coprirà l'incarico che era stato del dottor Ferdinando Lucioni, andato in pensione il primo febbraio scorso. Nato a Novara nel 1960, il dottor Ghiringhelli ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Milano nel 1985. Nel 1988 si è specializzato in Tisiologia e Malattie dell'Apparato Respiratorio presso l'Università di Milano e nel 1994 in Medicina Interna presso l'Università di Pavia. Il nuovo primario di Medicina Interna al “Galmarini” ha lavorato dal 1986 nella Divisione di Medicina Interna dell'Ospedale di Gallarate, dove nel 1993 è stato nominato aiuto e nel 1995 Dirigente di I livello, fascia A. Lì, nel 2001, è stato nominato responsabile del “Modulo organizzativo gestionale: Immunologia Clinica – Unità Operativa di Medicina I”, mentre nel dicembre 2002 è diventato responsabile del gruppo di studio sulle malattie immuno-reumatologiche dell'Azienda Ospedaliera di Gallarate. Il dottor Ghiringhelli, inoltre, ha insegnato per dieci anni nell'ambito del corso di studi in Scienze Infermieristiche e ha pubblicato 112 lavori. Uno di questi è un libro di Diagnostica differenziale nell'ambito della Medicina Interna. “Il percorso di nomina del nuovo primario di Medicina Interna del presidio di Tradate - ha sottolineato il Direttore generale dell'Azienda ospedaliera “Ospedale di Circolo di Busto Arsizio” dottor Pietro Zoia - è stato impegnativo ma portato avanti in tempi brevi. La scelta è caduta sul dottor Ghiringhelli, un professionista preparato e un ottimo specialista, che conosco personalmente e gode di tutta la mia stima sia per la sua preparazione in campo medico-scientifico sia per la sua attenzione ai pazienti. Colgo l'occasione anche per ringraziare il dottor Margiotta e il dottor Maioli che in questi ultimi quattro mesi hanno diretto il reparto
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Un fulmine a ciel sereno. «Ma come? Siamo soci in un patto di sindacato e ci sfilano il controllo della società da sotto il naso?». Gabriele Albertini è rimasto spiazzato dalla mossa a sorpresa di Filippo Penati: certo, le cose in Serravalle non andavano bene da un pezzo e anche i rapporti fra i due vertici istituzionali si erano decisamente sfilacciati. Ma nessuno si aspettava una batosta del genere. Il pomeriggio trascorre frenetico e nervoso. Con il sindaco e i suoi collaboratori in attesa di notizie dai giornalisti, perché a palazzo Marino neppure si sapeva della conferenza stampa in Provincia. Con il direttore generale e l’assessore a ripercorrere i passaggi del patto di sindacato per capire come rispondere a questo attacco. Con il capo di gabinetto, Alberto Bonetti, che contatta al telefono il suo omologo in Provincia, Giordano Vimercati, per farsi dire: «Beh, ma noi vi avevamo detto che eravamo disposti a comprare le azioni di tutti i soci..». Di attacco si tratta, questo percepiscono il sindaco e i suoi. E dunque, la prima mossa è cercare di salvare il salvabile: «Comunque bisogna andare in Borsa», risponde Albertini, nella speranza che in questo modo il pacchetto di azioni del Comune venga più protetto dal nuovo «asse virtuale» fra Gavio e la Provincia. Ma siccome il sindaco è un signore ed è noto che è avvezzo a servire la vendetta quando meno l’avversario se l’aspetta, vengono mandati avanti gli esponenti di partito per dire quello che Albertini pensa soltanto. La parte del centravanti di sfondamento la gioca il commissario cittadino di Forza Italia, Maurizio Lupi: «Non si capisce per quale motivo la Provincia spenda 238 milioni di euro per controllare una società che era già sotto il controllo pubblico». Poi, la provocazione: «Non si capisce perché la Provincia, dopo aver denunciato il fatto che non aveva soldi per la manutenzione delle scuole, paghi allo stesso privato 4 volte più di quello che lo stesso privato aveva speso per comprare azioni dagli enti pubblici». Infine, l’affondo: «La sensazione è che trionfi la concezione di uno Stato-imprenditore che si accorda con il mondo finanziario attraverso i partiti. Un po’ come si è visto nella vicenda Unipol-Bnl..». Albertini queste cose non le direbbe mai. Ma le pensa di certo. E da ieri sera, il sindaco sta meditando la sua vendetta.
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- Un convegno organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell'Associazione Artigiani spiega come 007 in azienda per verificare la fedeltà professionale "Fedeli e infedeli in azienda: dipendenti, crediti e spionaggio". E' questo il titolo del seminario che si terrà giovedì 30 giugno alle ore 20 alla Delegazione di Varese in Via Sanvito Silvestro 94. L'incontro, aperto a tutte le imprese e organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell'Associazione Artigiani della Provincia di Varese, si pone come obiettivo quello di affrontare e approfondire, con un approccio particolarmente curioso e a tratti semplice, alcuni temi legati ad una moderna idea di imprenditorialità. saranno diversi gli aspetti della "Fedeltà in azienda" che verranno esaminati dal Federico Bonarini: - L'importanza ed il valore strategico dell'informazione per ottenere un vantaggio competitivo (Il know how d'impresa e la sua salvaguardia, Le informazioni strategiche); - L'attività di concorrenza sleale (I divieti e patti di non concorrenza, La concorrenza leale e sleale); - L'infedeltà da parte dei soci (Momenti in cui è più facile si manifesti, Sintomi caratteristici, Azioni a tutela, Analisi di casi concreti); - Gestione delle problematiche inerenti l'infedeltà dei dipendenti (Attività prestata a favore ad altri soggetti concorrenti con il datore di lavoro; Infedeltà del dipendente per diffusione non autorizzata di informazioni strategiche, sottrazione di formule, progetti, procedimenti produttivi esclusivi; Lavoro prestato ad altri in forma irregolare durante il periodo di assenza per malattia e/o infortunio; Analisi di casi concreti); - La concorrenza sleale da parte di aziende concorrenti (La tutela del marchio e del brevetto, La tutela dell'invenzione, Analisi di casi concreti); - Lo spionaggio industriale; - Utilizzo delle informazioni ed indagini nell'assunzione di nuovi dipendenti o collaboratori e dirigenti; - Problematiche sul recupero dei crediti; - Utilizzo delle informazioni commerciali nella concessione di credito ai clienti. Federico Bonarini, classe, 1964, studia Economia e Commercio all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (indirizzo Professionale ed economia delle Imprese). Nel 1984 diviene investigatore privato a tutti gli effetti, è inserito negli elenchi Prefettizi dei detective ed inizia a collaborare con molteplici agenzie delle province di Milano e Varese (tra cui: Informatrice di Gallarate, L'Investigatore di Monza, Ponzi Investigazioni di Milano). Nel 1988, all'età di 24 anni, è già Direttore Operativo degli Istituti ITI ed Informatrice; un anno dopo diviene socio dell' Istituto Investigativo I.T.I. Security Service di Saronno, ed in seguito Presidente. Nel 1993, all'età di 29 anni - tra i più giovani in Italia e non proveniente dalle Forze dell'Ordine - ottiene la Licenza Prefettizia per Gestire un Istituto di Investigazioni Private. Nel 2000, insieme a Silvia Gatti fondo l'Istituto Mediolanum Investigazioni di Milano, che oggi impegna oltre 30 investigatori. Nel 2001 ottiene Licenza Prefettizia di Investigatore per svolgere attività investigativa per la ricerca e l'individuazione di elementi di prova, su incarico del difensore delle parti private del processo Penale. Dal 1990 si sta specializzando nel settore delle indagini in ambito del diritto Commerciale, del Lavoro, Societario, Industriale e Matrimoniale Attualmente, la sua attività nei confronti delle aziende è concentrata nel settore delle controversie del Lavoro (infedeltà dei dipendenti, dirigenti ed agenti), dei conflitti tra soci, di concorrenza sleale, di tutela del marchio, e del recupero e tutela del credito.
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Un servizio della Bbc mostra come siano favoriti i candidati con capelli Inghilterra: in politica i calvi non piacciono Il 60% degli elettori mette il look al primo posto. I consulenti d'immagine: dimentica Sanità e Trasporti e pensa a denti e chioma STRUMENTI VERSIONE STAMPABILE I PIU' LETTI INVIA QUESTO ARTICOLO LONDRA - Tempi duri per i calvi, almeno in politica. L'importante per essere eletti, è avere capelli. Più sono meglio è. I calvi, dopo essere stati sdoganati nello sport dalle pelate ronaldesche e, nel mondo dello spettacolo, dalle rapate di Bruce Willis, tra i ministri continuano a passarsela male. A dare senso all' impegno tricologico del premier Berlusconi, che come è noto ha fatto di tutto per non lasciare spoglio il proprio cranio, arriva un approfondito articolo sul sito della Bbc. Fa riferimento a uno studio americano che risale al 1990 e che evidenzia come la percentuale di candidati con chioma eletti, rispetto ai concorrenti calvi, fosse quattro volte superiore. L'Inghilterra si prepara a votare le elezioni politiche il prossimo 5 maggio e si interroga sulla questione. Leonie Roberts, della Federazione dei consulenti d'immagine, è d'accordo che l'aspetto esteriore, in politica, è diventato più importante di quanto dovrebbe essere. Sbagliato sì, ma indietro non si torna. Sotto i capelli niente? Pazienza. L'importante è il look e «the show must go on». E, allora: «dimentica Sanità, Educazione e Trasporti e concentrati su capelli, denti ed eloquio». E' questo il consiglio che offre ai candidati politici il giornalista e presentatore inglese Jonathan Maitland. Uno che se ne intende. E spiega: «da uno studio recente risulta che il 60% degli elettori mette l'immagine al primo posto tra i requisiti che i candidati devono avere». L' ultima riflessione «politica» che emerge in Inghilterra è che, per gli elettori, non tutti i peli sono uguali: baffi e barba piacciono pochissimo. L'ultimo primo ministro con baffi è stato Harold Macmillan, nei primi anni '60 mentre, per trovare l'ultima barba a Downing Street bisogna risalire al 1922. Per la cronaca l'ultimo primo ministro calvo eletto si chiamava Wiston Churchill. Altri tempi. 03 maggio 2005 Le notizie del Corriere via SMS: invia NEWS al 48436. La prima settimana è gratis!
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MAGGIO - Toscana - Chianti e Colline di Firenze Grande villa nobiliare situata vicino alla strada statale „Chiantigiana“ Nr. 222, a ca. 5 km da Greve in Chianti. Ottimo punto di partenza per escursioni nella rinomata regione dei vini: Greve in Chianti con la sua antica piazza del mercato, Panzano, in cima ad una collina con una incredibile vista su tutto il Chianti, Castellina e Radda, con i loro centri medioevali, Impruneta, nota per la lavorazione del cotto. Nata come villa di famiglia, una parte di essa viene messa a disposizione degli ospiti, mentre nell'altra vivono ancora i proprietari. Arredata in stile dei primi del 1900, la Villa ha un suo fascino particolare grazie ai mobili d'epoca, le tappezzerie di gran pregio, e gli arredi di famiglia rimasti in questa parte della casa. All'esterno un grande e ricco giardino terrazzato a disposizione, con piscina attrezzata, di forma ovale (ca. 12 x 5 m), posta in posizione molto panoramica e totalmente privata. Greve in Chianti con diversi negozi, banca e farmacia, si trova a 5 km, Strada in Chianti altro piccolo paese con negozi e ristoranti si trova a 6 km, Firenze 20 km, Siena 55 km. La villa si sviluppa su due piani: Piano terra: grande soggiorno con camino, TV ed angolo pranzo, cucina (frigo, forno) con ampia terrazza tergale esterna, bagno con doccia, 2 camere singole Piano secondo: 2 grandi camere matrimoniali, bagno con doccia Possibilità di uso lavatrice su richiesta al proprietario da pagare extra. Un posto auto coperto sotto una tettoia all'ingresso. Extra da pagare sul posto: Deposito cauzionale: Euro 350 Pulizia finale: Euro 90 Letto aggiuntivo: Euro 120 a settimana Riscaldamento in inverno: a consumo Animali non ammessi
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Victoria Peak Se siete in Hong Kong, sarebbe un peccato mancare il Victoria Peak, 552 m sopra il livello del mare. Il panorama è magnifico da tutte le parti in cui si guarda, con vista sul distretto affaristico, il Victoria Harbour e Kowloon, particolarmente gradevole. Nel vero stile di Hong Kong il belvedere principale si trova sul tetto di un grande centro commerciale (qui non si contratta). Unitevi alla ressa dei turisti, non ne rimarrete delusi. Se avete tempo, vale la pena di salire sulla cima del monte durante il giorno (ideale per i vostri affari) e durante la notte, quando le innumerevoli luci del porto vi toglieranno il fiato e vi faranno rimpiangere di non avere una macchina fotografica migliore. La cima si trova a dieci minuti di cammino a ovest salendo. Per andare e tornare dal Victoria Peak, fate almeno un tratto in tram. Anche gli autobus fanno servizio di linea dall'imbarcadero dello Star Ferry.
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- Scritto da: Anonimo > Salve a tutti. > Per scaricare gli aggiornamenti dal sito di > microsoft è ora obbligatorio verificare che > Windows sia originale. > La mia copia di windows xp (regolarmente > acquistata) mi viene giustamente accettata. > Non ho resistito a provare il servizio su un > computer (che userò una volta al mese per fare > dei test) con windows 2000 installato e con il > seriale rubacchiato da qualche parte. (non sono > un piratone ma, mi serviva windows 2000 solo per > un paio di mesi :) ). Anche questa volta Il > software di microsoft mi ha convalidato la copia. > Non è che adesso ki ha acquistato regolarmente la > copia di windows con quel seriale ora si trova la > sorpresina? :D 8) > Ma dico che senso ha un programma che da la > convalida al primo che arriva? > Spero di sbagliarmi. non funziona cosi vero? IP: 137.204.90.101 (viene memorizzato ma non reso pubblico) Nickname: Password: Inserisci anche nel ForumBox: Solo inserendo qui sopra nickname e password il commento apparirà firmato. Prendi il tuo nick, registrati qui! Invio e approvo la policy di questo forum e in particolare sono a conoscenza che la responsabilità dei commenti ricade esclusivamente sui rispettivi autori: al fine della corretta attribuzione della stessa, Punto Informatico memorizza, oltre al contenuto del commento, l'indirizzo IP dello scrivente. AVVERTENZA : Punto Informatico non assume alcuna responsabilità sui testi contenuti nei forum (Opinioni e Commenti), perché redatti direttamente dai lettori che se ne assumono la responsabilità e in approvazione delle condizioni di servizio. I commenti dei lettori non sono soggetti a moderazione; tuttavia Punto Informatico si riserva il diritto di intervenire su quelli che, a seguito di controlli saltuari e "a campione", venissero giudicati inopportuni per forma e/o contenuti al presente forum.
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appuntamento elettorale che chiama quest'anno milioni di cittadini, di lingue e nazioni diverse, a rinnovare il Parlamento europeo cade in un momento particolarmente delicato. Lo scenario mondiale è segnato dalle difficoltà dell'Onu, dopo lo scacco della guerra anglo-americana in Iraq, a promuovere un'efficace politica di pace e ad accreditarsi come unica istituzione sovranazionale legittimata all'esercizio della forza nella regolazione dei conflitti tra gli Stati. L'insuccesso della Conferenza dell'Organizzazione mondiale del Commercio, tenutasi a Cancun, getta altre ombre sulla possibilità di un dialogo efficace e costruttivo, in presenza di un divario scandaloso e intollerabile tra Paesi ricchi e Paesi poveri. In tale contesto, l'assenza di un'Europa come soggetto politico saggio e autorevole, capace di immettere benefici fermenti di equilibrato multilateralismo nella scena internazionale, è davanti agli occhi di tutti. È vero, molti nodi sono stati sciolti nel cammino verso una piena integrazione comunitaria: la stagione dei due conflitti mondiali sembra appartenere ad un passato ormai irreversibile; la scelta della moneta unica non è solo un fatto contabile; il processo di allargamento ha assunto dimensioni notevoli. Molta strada, però, resta ancora da fare, e l'insuccesso della conferenza intergovernativa che doveva recepire il Progetto di Trattato per una Costituzione europea è sicuramente una battuta d'arresto, che appare ancor più preoccupante in prospettiva immediata: il 2004, infatti, non è solo anno di elezioni europee, ma anche di ratifica del Trattato di adesione di ben dieci nuovi Stati membri. E non dobbiamo dimenticare, come ha ben ricordato Renato Balduzzi, che «l'aumento del numero di Paesi membri si è sempre accompagnato a un rafforzamento dell'integrazione e al raggiungimento di un più alto livello di unione e di cooperazione» ( Coscienza , n. 5/6, 2003, p.11). A tutto questo si deve aggiungere che il clima politico italiano sembra guardare all'appuntamento elettorale, ancora una volta, soprattutto come un test per misurare non solo il rapporto di forze tra governo e opposizione, ma anche gli stessi equilibri interni ai due schieramenti e, in particolare, per verificare il peso delle componenti che si richiamano in modo esplicito all'ispirazione cristiana. Un paradosso, questo, che merita di essere sottolineato: in un un momento in cui il mondo cattolico continua ad essere corteggiato con continue (e sospette) dichiarazioni di considerazione, le forze che appaiono come espressione più diretta di quel mondo sembrano essere guardate con fastidio crescente all'interno delle rispettive alleanze in cui hanno scelto di collocarsi. Il paradosso, del resto, si ripropone a livello comunitario nella stessa, imbarazzata reticenza con cui si è glissato sulla menzione delle radici cristiane dell'Europa, finendo poi per accomunare lo status delle Chiese a quello di «organizzazioni filosofiche e non confessionali», formula che Marco Olivetti, in questo numero, giudica «di neppur troppo vago sapore massonico». L'appello insistente del Papa a riconoscere il patrimonio religioso - e specialmente cristiano - dell'Europa è stato accolto con ossequiosa noncuranza, come un patetico e inutile atto dovuto. Nel migliore dei casi, si è fatto notare che tale patrimonio si è comunque espresso attraverso una forte ispirazione personalista, ormai ben sedimentata nella cultura e nel costume, risultata peraltro decisiva nella spinta all'integrazione impressa dai "padri fondatori"; che cosa vi aggiungerebbe una menzione esplicita, se non un discutibile diritto di primogenitura? L'argomento, a ben guardare, assomiglia molto a un autogol: se il riconoscimento di queste radici (ovviamente intrecciate in modo fecondo con altre eredità culturali e filosofiche) è obiettivamente innegabile, perché mai dovrebbe essere così problematico prenderne atto? Perché sarebbe difficile affermare quel che non è difficile riconoscere? Come ha osservato Charles Taylor a proposito del nostro rapporto con l'eredità moderna, «principi elevati richiedono fonti forti», e l'appello a tali principi, senza la capacità di articolarne le fonti morali che li hanno generati, è fragile e sospetto. Effettivamente la nostra società non sembra più in grado di vivere all'altezza di un orizzonte ideale, nel quale pure dichiara verbalmente di riconoscersi. Non si può viaggiare troppo a lungo in prima classe, senza voler mai mostrare il biglietto. Il Papa richiama prima di tutto alla correttezza di un giudizio storico, quando ricorda che questo Continente è stato plasmato «grazie alla forza unificante del cristianesimo, il quale ha saputo integrare tra loro popoli e culture diverse ed è intimamente legato all'intera cultura europea» ( Ecclesia in Europa , 108). Nello stesso tempo, egli invita l'Europa a riappropriarsi di un'autentica dimensione spirituale e religiosa, se vuole essere un Continente aperto e accogliente, capace di farsi «parte attiva nel promuovere e realizzare una globalizzazione 'nella' solidarietà» ( Ivi , 112). Se è legittimo chiedere il rispetto della verità storica, è altrettanto legittimo attendersi che vengano esplicitati con chiarezza progetti, obiettivi, valori nel gettare le basi dell'architettura costituzionale e istituzionale dell'Unione. Una strana sorte, invece, accomuna la reticenza sul passato dell'Europa e sul suo futuro. La testimonianza di alcuni dei padri fondatori (come ricorda Pietro Scoppola nell'articolo di "Primo piano", tracciando un ritratto magistrale di Alcide De Gasperi a cinquant'anni dalla morte) deve ricordarci, soprattutto oggi, che nella storia dell'Europa può essere custodito anche il segreto del suo avvenire. Di questo, soprattutto, si dovrebbe parlare in occasione del prossimo appuntamento elettorale. Il "siamo tutti europeisti" assomiglia troppo al "siamo tutti cristiani". L'unanimismo retorico è l'ultima cosa di cui l'Europa ha bisogno, se non vogliamo ridurre il processo d'integrazione fra gli Stati, come mise in guardia profeticamente Denis de Rougemont, ad una deludente «associazione di misantropi». *** In questo numero Il percorso tematico del 2004 è dedicato alla grande sfida della libertà in campo personale e sociale, un tema intorno al quale, non a caso, il "progetto culturale" della Chiesa italiana ha attivato un importante filone di ricerche e di dibattiti. Come primo passo, in questo numero, viene sviluppata una panoramica generale di orientamento intorno alla "cultura della libertà" che segna il costume dominante, con l'intento di rintracciarne le radici storico-filosofiche, le pulsioni libertarie tipicamente "postmoderne", le potenzialità inespresse o latenti: non un inventario analitico, ma alcuni sondaggi emblematici, che cerchino di mettere in luce l'ambivalenza "rischiosa" della libertà come processo di liberazione individuale e collettiva. Grassi e Vigna, in apertura, invitano a riflettere sull'eredità più suggestiva e inquietante della cultura moderna. A partire da questo quadro introduttivo, l'analisi affronta alcuni interrogativi fondamentali: come interpretare la domanda di libertà che attraversa il mondo giovanile (Ferrero Camoletto)? Perché, di fronte all'ampliarsi dello spettro delle scelte individuali, alcune esperienze religiose sembrano compattarsi in senso fondamentalistico, mentre altre tendono ad allentarsi, generando atteggiamenti sincretistici (Berzano)? Come si modifica, di conseguenza, la relazione tra uomo e donna (Ricci Sindoni) e come la grande macchina massmediale rappresenta e distorce il mondo degli affetti (Giuntella)? La sfida investe le radici della fede cristiana, chiamata a coniugare tradizione e pluralismo (Lorizio), ma anche i fondamenti della convivenza, come attestano D'Agostino, Mazzarella e Picozzi, interpellati intorno ai grandi temi bioetici del nascere e del morire. La rubrica di "Eventi&Idee" presenta i seminari preparatori in vista della 44a Settimana Sociale dei Cattolici (Zamagni), fa il punto intorno al cammino verso una Costituzione europea (Olivetti), discute i risultati di un convegno sul volto vocazionale della parrocchia (Ghizzoni), cerca di analizzare il fenomeno in espansione della "filosofia in piazza" (Salvarani), s'interroga intorno alla rappresentazione mediatica della guerra in Iraq (Ingrao). Come i nostri lettori potranno notare, la formula grafica ha conosciuto un significativo aggiustamento ed è introdotto un nuovo spazio di approfondimento su "Il libro&I libri". L'interpretazione del rapporto tra cattolicesimo e modernità, data da Charles Taylor (Genghini), è seguita da due diversi inviti alla lettura: l'uno dedicato ai problemi della scuola (Lo Piccolo), l'altro al mondo affascinante dei numeri e della matematica (Boffi). Con questo fascicolo Dialoghi entra nel quarto anno di vita ed è giusto che il suo passo si faccia più spedito e sicuro. Nel segno di una promessa che intendiamo onorare con i nostri lettori.
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Via libera a bilancio Ue dell'Europa a 25 Il 16 dicembre il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, ha varato il primo bilancio dell'Unione allargata a 25 che prevede crediti di pagamento per 106,3 miliardi di euro, pari all'1,004% del Prodotto interno lordo Ue, con un aumento del 4,4% rispetto al bilancio 2004. L'incremento è dovuto all'integrazione dei dieci nuovi stati membri e all'applicazione della riforma dalla politica agricola comune (Pac). Segue una breve sintesi delle grandi linee del bilancio 2005 varato dal Parlamento. POLITICA AGRICOLA. All'agricoltura va il 43% degli stanziamenti di impegno. Si tratta di 49,7 milioni, ossia un miliardo in meno rispetto al progetto iniziale della Commissione europea. L'Europarlamento ha potuto salvaguardare due progetti pilota: uno sulla promozione della qualità, l'altro sui rischi legati alle malattie nel settore zootecnico. INTERVENTI STRUTTURALI. Sono previsti crediti di impegno per 42,4 miliardi, il 36% del bilancio. Se gli stanziamenti dovessero essere insufficienti - sia per i fondi strutturali che per l'agricoltura - la Commissione presenterà un progetto aggiuntivo. Inoltre è stato prorogato per il 2005-2006 il programma 'Pace II' per l'Irlanda del Nord. Per il 2005, 60 milioni di euro saranno disponibili in crediti di impegno. POLITICHE INTERNE. Su questo fronte l'obiettivo dell'Ue è prevenire il terrorismo internazionale. Sono previsti - dalla salute alla ricerca all'istruzione - su 9,1 miliardi, l'8% degli impegni.POLITICHE ESTERNE. Potranno contare su 5,2 miliardi, ossia il 4% del bilancio, e garantire il finanziamento delle politiche tradizionali - dal Mediterraneo ai Balcani - oltre a mantenere una disponibilità di 200 milioni in favore dell'Iraq. STRATEGIA DI PREADESIONE. Sono previsti aiuti di pre-adesione per 2,1 miliardi ( 1,5 miliardi per Romania e Bulgaria, 286,2 milioni a Turchia, 105 a Croazia; 120 a comunità turco-cipriota). Il documento adottato è disponibile al seguente indirizzo internet: http://www2.europarl.eu.int/omk/sipade2?L=IT&OBJID=92737&LEVEL=3&MODE=SIP&NAV=X&LSTDOC=N . (Fonte: Ansa/Parlamento Ue).
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Pues señor, éste era un gallo que iba muy limpio y elegante a la boda de su tío Perico. Por el camino se encontró un montón de basura y se apartó para no ensuciarse, pero en medio del basurero vio un grano de maíz. El gallo se detuvo y pensó: "Si no pico, pierdo el granito, y si pico, me mancho el pico y no podré ir a la boda de mi tío Perico" "¿Qué hago? ¿Pico o no pico?" Al fin picó... y se ensució el pico. Entonces, fue a pedirle a la hierba: "Hierba, límpiame el pico, que no podré ir a la boda de mi tío Perico." Pero la hierba dijo: "No quiero." Entonces, fue a pedirle a la oveja: "Oveja, cómete la hierba, que no quiere limpiarme el pico, para ir a la boda de mi tío Perico." Pero la oveja dijo: "No quiero." Entonces, fue a pedirle al perro: "Perro, muerde a la oveja, que no quiere comerse la hierba, que no quiere limpiarme el pico, para ir a la boda de mi tío Perico." Pero el perro dijo: "No quiero." Entonces, fue a pedirle al palo: "Palo, pégale al perro, que no quiere morder a la oveja, que no quiere comerse la hierba, que no quiere limpiarme el pico, para ir a la boda de mi tío Perico." Pero el palo dijo: "No quiero." Entonces, fue a pedirle al fuego: "Fuego, quema al palo, que no quiere pegarle al perro, que no quiere morder a la oveja, que no quiere comerse la hierba, que no quiere limpiarme el pico, para ir a la boda de mi tío Perico." Pero el fuego dijo: "No quiero." Entonces, fue a pedirle al agua: "Agua, apaga el fuego, que no quiere quemar al palo que no quiere pegarle al perro, que no quiere morder a la oveja, que no quiere comerse la hierba, que no quiere limpiarme el pico, para ir a la boda de mi tío Perico." Pero el agua dijo: "No quiero." Entonces, el gallo miró a su amigo el sol. "Sol, seca el agua, que no quiere apagar el fuego, que no quiere quemar al palo que no quiere pegarle al perro, que no quiere morder a la oveja, que no quiere comerse la hierba, que no quiere limpiarme el pico, para ir a la boda de mi tío Perico." Y el sol dijo: "¡Ahora mismo!" Entonces, el agua dijo: "Perdón, yo le apagaré al fuego." Y el fuego dijo: "Perdón, yo le quemaré el palo." Y el palo dijo: "Perdón, yo le pegaré al perro." Y el perro dijo: "Perdón, yo le morderé a la oveja." Y la oveja dijo: "Perdón, yo me comeré la hierba." Y la hierba dijo: "Perdón, yo te limpiaré el pico." Y se lo limpió. Entonces, el gallo dio gracias al sol con un largo ¡ki ki ri ki! Y echó a correr, para llegar a tiempo a la boda y probar algo de los dulces y el vino de la fiesta.
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Questa è la grandezza dei Red Hot. Non concedere tregua. Chiedere a gran voce la pace e far sparare, esplodere, bruciare le proprie armi. Così, alla fine, è quasi commovente sentirli chiudere con l'hendrixiana "Fire". Gli strumenti del mestiere sono le armi più adeguate per arrendersi alla pace. Che i Red Hot Chili Peppers dovessero esibirsi, nella loro prima discesa a Roma, al Palaghiaccio di Marino potrebbe sembrare quasi un paradosso. E non tanto per i soliti problemi legati all'acustica di spazi inadeguati. È una vecchia questione a cui i romani sono abituati - e bisognerebbe dire che sforzi in questo senso se ne stanno finalmente facendo. Peraltro, l'amplificazione dei Red Hot avrebbe forse fatto passare 'sotto silenzio' (e che silenzio!) anche la dimenticata acustica del Paleur... Il paradosso è altrove. Terminologico, sì, ma soprattutto atmosferico. Il freddo del palaghiaccio e la temperatura altissima che hanno saputo sprigionare questi ormai maturi soldati del più incandescente rock. Il freddo del palaghiaccio quasi dimenticato tanto da non far rinunciare Kiedis e Flea a mostrare i corpi muscolosi e tatuati. La temperatura interna altissima dei corpi di tutti quelli che hanno eroicamente atteso l'apertura dei cancelli in una giornata in cui era meglio rinunciare a guardare dove si fosse fermata la colonnina di mercurio. Ebbene sì! Tutto questo per dire che il concerto dei Red Hot Chili Peppers è stato davvero quel che ci si aspettava. Nessun rimpianto. Nessuna delusione. Presenza scenica, voglia di dare tutto fino all'ultima goccia di sudore e passione pura condiscono la nota esperienza e le capacità musicali sempre più 'raffinate' di questi ex ragazzi californiani. Hanno saputo superare infiniti problemi, hanno visto il baratro dei più classici fra i mesti epiloghi delle storie del rock. Tutto fino in fondo. Sesso, droga, alcool e quant'altro. Ora sono qui. Ma la tranquillità che forse hanno raggiunto non impedisce di sentirne ancora la forza straordinaria, l'impatto di fuoco, appunto. Accompagnati da una scenografia mastodontica (torrette, schermi, gabbie, luci a volontà) che quasi si dimentica a vederli contorcersi in danze sugli strumenti che sono parte dei loro corpi segnati. A cominciare da Frusciante che ha riportato nel sound Red Hot caratteristiche uniche e quasi indefinibili. Passando per Chad Smith che sulla batteria sembra voler creare solchi. O per Kiedis che canta, salta, grida e si appassiona senza sosta. Fino al maestoso Flea, bassista per cui è ormai vietato l'uso di aggettivi. Difficile raccontarli, infatti. A partire da "By the Way", è stata una progressione senza soste e senza possibilità di fuga. "Suck My Kiss", "Other Side", "Give it Away". Pezzi che fanno la storia e che si fa fatica a ripensare senza sentirsi immediatamente caldi. In fondo, questa è la grandezza dei Red Hot. Non concedere tregua. Chiedere a gran voce la pace e far sparare, esplodere, bruciare le proprie armi. Così, alla fine, è quasi commovente sentirli chiudere con l'hendrixiana "Fire". Gli strumenti del mestiere sono le armi più adeguate per arrendersi alla pace. E il palaghiaccio dei Red Hot era puro fuoco.
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- Ultimo incontro con l'Associazione "Ali di Parole", voluta dal comune per promuovere la conoscenza delle diversità Ultimo appuntamento con "Ali di Parole" La serata di poesia, di musica, canto e immagini dal titolo “ Pensieri nel Giardino del Baobab ”, che si svolgerà mercoledì 24 novembre alle 20.30 al Teatro Nuovo di Gallarate, in via Leopardi 4, concluderà l'iniziativa dell'Associazione “ Ali di Parole ”. Scopo dell'iniziativa, inserita negli appuntamenti culturali del Comune di Gallarate, è quello di promuovere la cultura della diversità, dando voce e riconoscimento al pensiero ricco e profondo di chi finora era costretto al silenzio. Il lavoro nasce all'interno del progetto “ Comunicazione Facilitata ”, una strategia di comunicazione alterativa che consente a una persona con problemi di comunicazione di esprimere, attraverso un intervento graduale, il proprio pensiero, che la cooperativa sociale “Insieme” di Parma realizza da sei anni.
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Vorrei ricordare... Descrivi in dieci righe chi era, dove viveva e cosa fece la persona che vorresti fosse citata nello speciale sulla meglio gioventù Un militante della Sinistra e della CGIL,conosciuto nel'73 a Torrenova,borgata romana,bracciante autodidatta,emigrato dalla sua Calabria,prima in Emilia e dopo a Roma.Le sue doti umane e politiche sono state d'insegnamento ad innumerevoli giovani impegnati politicamente nella borgata.Le sue capacità politiche lo riportarono nella sua Calabria ad organizzare la CGIL,lavoro non semplice in un territorio governato dalla 'ngrangeta.Poco tempo dopo il suo arrivo fu oggetto di minacce ed attentati alla sua persona e alla sua famiglia.Le sue battagli furono tante e durisime e durarono diversi anni. Non è stato un eroe, perchè gli eroi non servono, ma sicuramenete una di quelle persone di cui si sentirà nelle nostre memorie la presenza per sempre.Un abbraccio a "MIMMO" dagli ex ragazzi della FGCI "E.Sereni" di Torrenova.
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Bryant MRI Results Confirm Severely Sprained Ankle EL SEGUNDO, Jan. 14 -- An MRI examination this morning confirmed that Kobe Bryant suffered a severely sprained right ankle in last night's game vs. the Cleveland Cavaliers, it was announced today. Bryant sustained the injury with 5:39 remaining in the first quarter when he landed on the foot of Cavs forward Ira Newble while going for a rebound. The MRI exam was conducted by Lakers team doctor Steve Lombardo of the Kerlan-Jobe Orthopedic Group. X-rays taken last night at STAPLES Center at the time of injury were negative for any fracture of Bryant's ankle. Bryant will be re-evaluated in approximately 72 hours and an estimate on how long it will be until his return will be given at that time. Buone notizie, nessuna frattura ossea, ora speriamo che non ci sia nulla di serio ai legamenti -------------------- ... presto a Lecco centro il nuovo concetto di videogames shop Kimba Inviato il: Jan 15 2005, 02:49 PM Incarnazione dell'essenza suprema Gruppo: Members Messaggi: 399 Utente Nr.: 36 Iscritto il: 1-December 04 In verita sarebbe quasi stata meglio una frattura che una distorsione ai legamenti. Una frattura, ti operi e in 10 giorni sei in campo. I legamenti sono più bastardi e continuano a dare fastidio... Ve lo dice uno che ne ha passati di infortuni... -------------------- "It's the playoffs, man! If you don't get excited about the playoffs, you don't even to deserve to be playing basketball." Robert Horry Rox Inviato il: Jan 15 2005, 04:52 PM * Papi ultrà * Gruppo: Members Messaggi: 505 Utente Nr.: 24 Iscritto il: 29-November 04 QUOTE (Kimba @ Jan 15 2005, 02:49 PM) In verita sarebbe quasi stata meglio una frattura che una distorsione ai legamenti. Una frattura, ti operi e in 10 giorni sei in campo. I legamenti sono più bastardi e continuano a dare fastidio... Ve lo dice uno che ne ha passati di infortuni... Pure io, giocando a calcio, ruppi il legamento crociato della caviglia... dolore e conseguente tutore per il resto della mia vita... Cmq se ti rompi un osso, non credo proprio che in 10 giorni sei in campo Kimbuzzo bello -------------------- ... presto a Lecco centro il nuovo concetto di videogames shop
CURRENT URL http://www.comune.venezia.it/archivioconsiglio/2000_2005/consiglio/consiglieri/terzio_luppari.asp
Nato a Belluno il 18 gennaio 1943 - Coniugato - Tre figli - Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Ostetricia e Ginecologia all'Università di Padova. Ha conseguito a Roma l'idoneità a Primario dirigendo fino al 31 marzo 2000 il Settore "Gravidanza a rischio ed ecografia" presso l'Ospedale Umberto I° di Mestre. Attualmente consulente in Ostetricia e Ginecologia presso l'Ospedale Policlinico S. Marco e collaboratore presso l'Ospedale Villa Salus di Mestre. Insignito della Croce d'oro dall'associazione Croce Verde di Mestre e della Croce di Ufficiale dell'Ordine al Merito Militense. Presidente della società Calcistica F. C. Edo Mestre fin dal 1962 che ha portato dalla 3^ categoria all'Eccellenza ricevendo a Roma la Stella d'Oro al Merito. Nominato dalla F.I.G.C., Lega Nazionale Dilettanti, a rappresentarla come Delegato a Roma per gli anni 2000-2004. Eletto Consigliere comunale per Forza Italia nelle ultime due tornate per il Comune di Venezia dove ha ricoperto la carica di Presidente della Commissione Tributi, Bilancio, Legge Speciale. Attualmente impegnato nella X Commissione (Ambiente, Ecologia, Legge speciale), ed XI Commissione (Istruzione, Asili nido, Sport). In quest'ultima ricopre la carica di Vice Presidente. Recapiti: c/o Gruppo consiliare Forza Italia Ca' Farsetti, San Marco 4136 - 30124 Venezia tel. 041 274.8835/8530 - fax 041 274.8870
CURRENT URL http://www.diadi.it/firp/scheda/295?cal=200607
Valutare la vulnerabilità degli acquiferi all'inquinamento in funzione dei centri di pericolo e delle caratteristiche idrogeologiche dell'area. Applicazioni Pianificazione e gestione delle risorse idriche sotterranee destinate a scopi potabili. Settore 41.0 - Raccolta, depurazione e distribuzione d' acqua 73.1 - Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell'ingegneria 74.2 - Attività in materia di architettura, di ingegneria ed altre attività tecniche Normative 225/92 Protezione Civile Committenti e collaborazioni Stato, Regioni, Comuni, Provincie, ARPA, ANPA, etc. Laboratori Laboratorio GIS (Geographic Information System) Laboratorio di Idrogeochimica Laboratorio di Cartografia Tematica attrezzature di misura e rilevamento in situ Attivita' di consulenza Il gruppo di ricerca effettua consulenze tecnico-scientifiche sia per enti pubblici che privati Collaudi sì, tale procedura viene applicata da numerose regioni e province Certificazioni no Responsabile Prof. Massimo Civita Dott. Geol. Marina De Maio, Prof. Bartolomeo Vigna, Dott. Gianfranco Olivero, Dott. Adriano Fiorucci, Dott.Geol. Paola Scarato, Dott. Margherita Machiorlatti
CURRENT URL http://motori.virgilio.it/moto/visteeprovate/moto/5564.html?tbk=68720
Titolo: DI CHE MARCA SIA I RUOTA ALTA OSCILLANO TUTTI Nome: andrea Data: Giovedí, 11 Novembre 2004 17:47 Sono possessore di un KYMCO PEOPLE 250 se vi fa' piacere sapere che anche il mio scooter oscilla a 60 e 70 kmh solo se lo si guida con una mano, e' stata fatta una modifica dalla casa perche' prima oscillava anhe a 120 kmh ora non piu' , hanno cambiato ammortizzatori, gomma e parafango ant.buoni i risultati....ma kimco viene aggreditra da tutti i giornali e i giornalisti del settori mentre aprilia ...e' solo un difettuccio QUESTO NON E' GIUSTO APRILIA E' MOLTO PIU' INSTABILE E PERICOLOSO E NON SI SAREBBE MAI SOGNATA DI CAMBIARE TUTTI QUESTI PEZZI A TUTTE LE MOTO VENDUTE... IO CONSIGLIO INOLTRE DI ABBASSARE LA PRESSIONE DELLA GOMMA ANTERIORE DI POCO E SE CONTINUA AD OSCILLARE PROVATE A MONTARE UN AMMORTIZZATORE DI STERZO E AVRETE RISOTO IL TUTTO....BUON VIAGGIO A TUTTI
CURRENT URL http://www.biggame.it/forum/post.asp?method=ReplyQuote&REPLY_ID=89726&TOPIC_ID=6463&FORUM_ID=2&CAT_ID=2&Forum_Title=Cerco&Topic_Title=costo+delle+sarde&M=
[quote] Vi ricordo di nuovo ciò che ho detto tempo fa. Avete un amico direttore o commesso in un centro commericale? Bene, la sarda è il primo pesce che invenduto viene buttato perchè scoppiano le interiora e diventano, sia pur ancora fresche, puzzolenti. Il vostro amico sarà ben lieto di darvi le sarde invendute, magari sardoni e alici, così le congelerete. Dopo 3-4 regali avrete esca e pastura.[:)] Io andrò avanti con sarde regalate e secchielli di pastura con brillantini. [/quote] Legenda Icone Add URLs Forum Code Check here to include your profile signature. T O P I C R E V I E W veterano Saluto tutti. Vorrei porgere una domanda a tutti i praticanti di drifting al tonno lungo la costa pugliese. Ma qunto ve la fanno pagare una cassetta di sarde o alacce congelate? Aspetto qualche vostra risposta. Grazie. il monello Ciao Beppe l'ultima volta che le ho acquistate a Bisceglie le ho pagate 10 euro a cassa..ma temo che il prezzo sia salito adesso. Il Monello Renegade Vi ricordo di nuovo ciò che ho detto tempo fa. Avete un amico direttore o commesso in un centro commericale? Bene, la sarda è il primo pesce che invenduto viene buttato perchè scoppiano le interiora e diventano, sia pur ancora fresche, puzzolenti. Il vostro amico sarà ben lieto di darvi le sarde invendute, magari sardoni e alici, così le congelerete. Dopo 3-4 regali avrete esca e pastura. Io andrò avanti con sarde regalate e secchielli di pastura con brillantini. Silver Sarde congelate 8 E alla cassa. mydusky Confermo ad oggi il prezzo di 10 euro, pero' bisogna essere "veloci" nel comprarle quando ci sono ed avere la possibilita' di fare una piccola scorta perche' quando scarseggiano sembra che ti stanno vendendo "oro" e ne approfittano un po'...... Ciao, My Dusky. santiago E' proprio vero che ci sono più Italie. A Marina di Pisa siamo molto fortunati, il costo è solo di 25 eurini a cassa, a Piombino 13 euri e a Firenze 14 euri. Tra Misano e Marina solo il 300% in più, appena sopra la soglia dell'infazione. cortomaltese Sarde congelate e di discreta qualità, quassù si trovano attorno agli 8 euro. bye Tuna starlight Confermo quello detto da Santiago...a Follonica 14E a cassa congelate...sono 3 anni che aumentano di 1E TUNA lupus Congelate, 12 euro a cassa, a Lavinio. monaco Casse di sarde congelate a 4 euro, se si puo' fare un po' di scorta anche a meno. Ciao Tango milanes 4 Euro ed anche meno ????? ma da quanti kg sono le casse da 4 euro ? monaco sono casse da 6 kg.di netto sarde Ciao T. Edited by - monaco on 21/07/2005 14:41:57 veterano Comunque stiamo nella media. Ho pattuito con un grossista a 10 euro ed il prezzo rimarrà bloccato. E a pensare quando prima con la lira le pagavamo 10 mila la cassa . angler che invidia 25 euro la cassa congelate, cassa in legno circa 10 kg tutto, fresche l'ultima volta 35 euro erano veramente belle ma quando le gettavo in acqua mi veniva da piangere. lupus Anche le mie casse sono da 10-11 chili. erik2 ....a Livorno "fresche" 20 euro al Porto e 30 Euro al mercato sempre case dai 10-12kg invece "congelate" sui 15 euro a cassa. Per Angler... anche io ho pianto svariate volte! erik2 ...dimenticavo...saluti a tutti! Ciao. danilo Palermo, casse da 10kg. max 8 euro, ma dipende dal periodo a volte te le danno per 2-3 euro....invece da voi mi sa che ne profittano un bel pò!!!
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Elena Petricola, "I diritti degli esclusi nelle lotte degli anni Settanta. Lotta Continua", Roma, Edizioni Associate 2002, pp. 278, euro 15.00 Nanni Balestrini, "Parma 1922. Una resistenza antifascista", Derive e Approdi, Roma, 2002, pp. 134, euro 9.30 Sono usciti recentemente due libri che hanno intenzioni e modalità espressive diverse ma che parlano tutti degli stessi argomenti: la stagione dei movimenti, l'antifascismo militante dei gruppi della nuova sinistra, i servizi d'ordine. Una storicizzazione del '68 italiano Elena Petricola in I diritti degli esclusi nelle lotte degli anni Settanta. Lotta Continua, ha lavorato con l'intenzione dichiarata di contribuire alla “storicizzazione del 68 italiano”, inserendosi in quel filone di studi e di ricerche tese a considerarlo non un momento magico ed eccezionale che durerà pochi mesi, ma un processo che investirà gli anni settanta determinando quella che felicemente è stata definita la “stagione dei movimenti”. Un lavoro minuzioso il suo, da storica appunto, con una vasta trattazione e considerazione delle fonti, con l'ausilio discreto e non invadente della memoria di alcuni protagonisti, usata con equilibrio e ponderazione. Il tema specifico affrontato è quello del rapporto tra movimenti sociali antisistemici e l'organizzazione Lotta Continua descritta dal suo nascere nel 1969, fino al 1973, anno in cui questa formazione politica cominciò a comporsi come “partito” a livello nazionale. Come altre formazioni extraparlamentari di quegli anni, essa nasce nel corso di “caotiche” e propulsive assemblee operai-studenti, prendendo il nome da slogan scritti sui volantini o urlati durante i cortei che diventano titoli di giornali e poi nome delle organizzazioni: Lotta Continua, Potere Operaio, Avanguardia Operaia. Una nascita che non ha nulla di paragonabile con le tradizionali cerimonie di fondazione dei partiti del movimento operaio novecentesco, di cui è anche difficile individuarne la data precisa, il documento fondativo, lo statuto (Potere Operaio non né avrà mai uno, Lotta Continua se ne darà uno solo nel congresso del 1975). Un'origine e una vita movimentista e movimentata, caratterizzata ciò da una militanza dei suoi aderenti volontaria e a tempo pienissimo, capace di invadere tutta la vita quotidiana di chi vi partecipava. Nel libro quindi s'intrecciano aspetti di storia politica e di storia sociale sull'esempio di due storici, Paul Ginsborg e Silvio Lanaro, che hanno ispirato la ricerca dell'autrice, la quale però, segnala, più di una volta, la presenza di “culture” tradizionali sulla questione della donna in un'organizzazione che, invece, dimostrava flessibilità, creatività, disponibilità e aperture verso i nuovi soggetti sfruttati che esulavano dal tradizionale concetto di classe operaia o di lavoratori tout court. Queste formazioni nascono in continuità col movimento degli studenti del '68 e quello degli operai del '69, molti dei loro quadri, infatti provengono dalle lotte universitarie o da quelle operaie di quel biennio e ripropongono la metodologia d'intervento politico imparata in quelle circostanze. Elena Petricola non cade nella trappola di chi vede solo la foresta (i movimenti) o solo gli alberi (i gruppi della nuova sinistra), dimostra col suo lavoro che gli elementi non sono separabili, che Lotta Continua vive, si può dire, in simbiosi e in azione comune coi movimenti, perché anch'essa si percepisce come un movimento. Ricostruite queste premesse storico-politiche il libro analizza, alla luce della parola d'ordine “prendiamoci la città”, l'intreccio che venne a determinarsi tra questa organizzazione e la nascita di movimenti di protesta e di contestazione che coinvolgevano settori sociali ed istituzioni scarsamente toccate, fino allora, dalla presa di coscienza politica: il movimento di protesta dei soldati che sfocerà nella costituzione dei Proletari in divisa, quello dei detenuti (i Dannati della terra), quello per la casa. Si ha così un ritratto storico concreto di quella che si chiama la stagione dei movimenti che mette in luce modalità nuove di partecipazione politica e sociale intesa anche come trasformazione della vita privata dei coinvolti: vita in comune, mense collettive e asili autogestiti nell'occupazione delle case, forte senso di solidarietà e di reciprocità tra i soldati e i detenuti costretti ad operare in ambienti allora assolutamente impermeabili alla democrazia e ai diritti riconosciuti dalla Costituzione. La metodologia dell'intervento consiste nel dare voce ai protagonisti, nel favorire la “presa della parola” da parte di soggetti sociali, spesso marginali e marginalizzati dal processo produttivo di fabbrica, stando dentro i movimenti e non alla loro testa. Sono gli anni in cui Lotta Continua si prepara allo scontro generale, criticando il parlamentarismo e la partecipazione elettorale, il tutto riassunto nello slogan, coniato in occasione delle elezioni amministrative del 1970 e poi di quelle politiche del 1972, “è la lotta e non il voto che decide”. Una posizione astensionista che trova riscontro anche in Avanguardia Operaia e in Potere Operaio e che caratterizza tutta una fascia e una fase di crescita della sinistra extraparlamentare. Una posizione che sarà ribaltata nel 1975 e nel 1976 quando Lotta Continua alle amministrative darà indicazione di voto al PCI e l'anno dopo, alle politiche, confluirà nel caratello elettorale di Democrazia Proletaria assieme al PDUP-Manifesto, ad Avanguardia Operaia e altre formazioni minori. Stato, politica, violenza, antifascismo Partendo da un testo ritrovato, Parma 1922. Una resistenza antifascista, scritto per la RAI nel 1973 da Nanni Balestrini, che riproponeva in forma di radiodramma le giornate della rivolta di Parma contro le squadre fasciste guidate da Italo Balbo nel 1922, pochi mesi prima della marcia su Roma, è possibile sprofondare nella situazione politica e sociale dei primissimi anni Settanta italiani. Pochi anni erano passati dalla strage di Piazza Fontana, dalla defenestrazione di Pinelli, si scoprivano trame nere, connivenze tra apparati (deviati?) dello Stato e neofascisti, perquisizioni, arresti, denunce, schieramenti di polizia che affrontavano le manifestazioni facevano temere che fosse in atto una svolta autoritaria, che lo Stato avesse scelto la via della repressione dei movimenti e della protesta. In questo clima, cui fa continuamente riferimento anche Elena Petricola, maturava il lavoro di Balestrini. Parlando dei fatti accaduti a Parma cinquant'anni prima Balestrini, come evidenziano nell'introduzione Margherita Becchetti, Andrea Zini, Giovanni Ronchini, proponeva e coglieva alcun caratteristiche dello scontro di classe in corso. La nuova sinistra, sostiene con ragione Margherita Becchetti, negli anni Settanta riscopriva l'antifascismo, non quello celebrativo-istituzionale alla 25 aprile, commemorato assieme a preti, vescovi, ministri democristiani, banda del comune, e partiti dell'arco costituzionale, ma quello insurrezionale, combattivo, tradito nelle sue aspettative rivoluzionarie e socialiste, dagli equilibri interni al CLN, dalla realpolitik della divisione del mondo in zone d'influenza, dal moderatismo e dal tecnicismo politico della svolta salernitana di Togliatti. Antifascismo, per i giovani degli anni Settanta, divenne lotta pratica e quotidiana contro il fascismo, inteso inizialmente come attacco ad ogni autoritarismo nascosto o evidente nelle istituzione, poi come contrapposizione decisa al neo fascismo del MSI e dei gruppi dell'estrema destra e denuncia della loro connivenza con settori statali. Ecco perché, alle paludate celebrazioni della ricorrenza resistenziale, quei giovani preferivano contrapporre l'antifascismo del primo dopoguerra rintracciando in quegli anni (1919-1922) più di un'analogia col loro tempo presente. La paura prodotta nella borghesia italiana dalle lotte del 1968-1969 non era forse paragonabile a quella indotta dalle occupazioni delle fabbriche nel 1920. E la sua risposta non poteva essere, forse, una nuova riproposizione della repressione fascista? E ancora, come nel primo dopoguerra i riformisti erano stati incapaci di contrapporsi all'involuzione reazionaria, così l'appello alla legalità istituzionale della sinistra tradizionale sembrava debole e inefficace contro le aggressioni e le stragi. Non era quindi un caso che Lotta Continua giornale quotidiano, pubblicato a partire dal 1972, riproducesse nella testata l'immagine di una barricata di Parma dell'agosto '22. Così, nel lavoro di Balestrini emergeva chiaramente l'allusione alla connivenza tra gruppi di fascisti e i settori dello Stato che avrebbero dovuto garantire la legalità invocata dai riformisti e dai dirigenti confederali. Il loro “attendismo” e pacifismo poteva essere paragonato alla vigilanza democratica e al rifiuto delle provocazioni invocate dalla sinistra, in particolare dal PCI. E la critica di alcuni Arditi del popolo al riformismo di Turati, sembra voler essere una critica alla strategia del compromesso storico che il PCI, di lì a poco avrebbe varato, prendendo come spunto il golpe in Cile del 1973. A questo inganno era contrapposta la validità dell'antifascismo militante praticato degli Arditi del popolo, visti come antisegnani dei servizi d'ordine della formazioni della nuova sinistra. Certo, qui siamo ancora e solo, nel campo delle indicazioni, delle ipotesi e delle suggestioni, ma, come spesso accade, è proprio a partire da queste che nascono le ricerche storiche. Che ben vengano.
CURRENT URL http://www.girlpower.it/amore/forum/commenti/message.php?mess=85423&inth=20&artid=170
> senza dubbio lui si è comportato male con le > ragazze che ha avuto prima di laura ,ma comunque > lei è stata troppo st****a!ha rovinato l'amicizia > di due amici facendo tradire lui con massimo.cmq un > consiglio per lui e di far passare del tempo perchè > prima o poi ci sara un altra che ti fara perdere la > testa!...e che questa storia ti insegni qualcosa su > come trattare le ragazze!:P ciao un bacio > >
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RALLY - Un francese re di Svezia RALLY - Un francese re di Svezia Il francese Sébastien Loeb (Citroën Xsara) ha vinto il Rally di Svezia diventando così il primo pilota non nordico ad aggiudicarsi la prova. Loeb ha vinto davanti al finlandese Marcus Gronholm (Peugeot 307), che aveva centrato il successo tre volte in passato, e al norvegese Petter Solberg (Subaru Impreza), campione del mondo in carica. Loeb è stato l`unico pilota a non commettere errori in nessuna delle prove, disputate in condizioni estremamente difficili (dal ghiaccio al fango alla nevicata fitta). Inoltre, il francese si era già imposto 15 giorni fa nella prima prova della Coppa del Mondo, a Montecarlo, e già ha preso il largo nella graduatoria piloti.
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[quote="CheSfigaNera!"]Una settimana fa sono stato fermato ad un posto di blocco su strada statale e, a seguito della perquisizione effettuata dai carabbinieri, mi hanno trovato addosso un "frammento di sostanza resinosa presumibilmente hascisch" meno di un g. e' la prima volta che mi succede, mi hanno ritirato la patente (a detta del maresciallo per 15 giorni) e tolto 10 punti... i verbali che hanno redatto e che io NON HO FIRMATO sono ben 3, uno giallo dove c'e' scritto che ho violato l'articolo 187 del codice della strada (anche se non mi hanno portato a fare il test delle urine e non perche' mi sono rifiutato ma perche' ritenevano fosse inutile dato il ritrovamento della famigerata "canna"); un'altro ai sensi dell'articolo 103 nr.3 D.P.R. relativo al frammento di sostanza e un ultimo ai sensi dell'articolo 103 nr.2 D.P.R. 309/90 come il precedente... non ho ancora ricevuto nulla ma ho contattato la stazione dei carabinieri che compariva sui verbali e ho chiesto notizie, questi mi hanno detto che mi dovrebbe arrivare a breve un foglio di chiamata per effettuare una verifica e che se negativa mi sarebbe stata restituita la patente, cosa mi devo aspettare??? mi manderanno a parlare con lo strizzacervelli o dovro' fare il famigerato test? nell'incertezza ho immediatamente sospeso la mia attivita' di fumatore (sono circa al 10^ giorno sto bevendo molto e prendo la soluzione schoum) ma mi terrorizza l'idea di dover pisciare a vita, non ho i soldi per pagare un avvocato e se dovessi fare i test sarei inguaiato contando che gia' ora vivo di stenti, ho 23 anni studio lavoro e vivo da solo, non ho genitori... qualcuno sa darmi delucidazioni? Un grazie anticipato e che Iddio ce la mandi buena! :-)[/quote] Opzioni HTML è ATTIVO BBCode è ATTIVO Gli Smilies sono ATTIVI Disabilita HTML in questo messaggio Disabilita il BBCode in questo messaggio Disabilita gli Smilies in questo messaggio Tutti i fusi orari sono GMT Vai a: Seleziona un forum Canapa ---------------- Medicalcannabis Forum Legislazione ---------------- Assistenza legale La legge di Fini Revisione Topic Autore Messaggio franz Inviato: Mer Ott 27, 2004 1:08 am Oggetto: dubbiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii Cioè fammi capire una cosa.... per meno di un grammo ti hanno chiamato a pisciare ? e hanno avviato un procedimento penale ? è la prima volta che ti pizzicano ? CheSfigaNera! Inviato: Lun Ott 25, 2004 8:01 pm Oggetto: Azz ho sbagliato i quote la citazione era quella sopra CheSfigaNera! Inviato: Lun Ott 25, 2004 8:00 pm Oggetto: Ciao Nickel e ciao a tutti visto che e' un po' che non scrivo!!! [/quote]A voi prima di fare le varie cose è arrivata questa carta? Oppure vi è arrivata subito la convocazione per fare gli esami tossicologici?? Vi prego chiaritemi questi punti, da quando è arrivata quella carta non dormo piu di notte.. Citazione: Non ti so dire esattamente a me hanno fatto il verbale poi il primo foglio che mi e' arrivato e' quello della prefettura che disponeva le visite di revisione della patente... sasdo tu ne sai qualcosa??? p.s. domani vado a dare il foglio di revisione, sono risultato negativo a tutte le visite ti lancio un in bocca al lupo nyckel Inviato: Lun Ago 30, 2004 12:51 am Oggetto: AIUTO AIUTATEMI X FAVORE..... Ragazzi, mi viene da piangere a sentire le cose che vi sono capitate, accidenti che sfiga nera veramente!!!! Io abito in un piccolo paesino e se mi tolgono la patente ADDIO DIVERTIMENTO ADDIO AMICI E SOPRATUTTO ADDIO LAVORO CA22O!!!!! Visto che avete avuto gia (purtroppo) delle esperienze a riguardo a me è successo che in data 02 febbraio 2004, sono stato fermato dai carabinnieri CA**o PORC** VACC* mi hanno trovato 0,2 grammi di fumo (e se non è sfiga questa io non lo so) non mi hanno ritirato la patente, però adesso mi è arrivata una carta che dice che sono state avviate delle indagini finalizzate ad accertare le mie responsabilita, non si fa riferimento a nessuna data x presentarsi, e c'è scritto anche che se non risulterà nulla di rilevante la pratica sarà archiviata, però potrebbero anche decidere di farmi fare una REVISIONE STRAORDINARIA DELLA PATENTE. Premetto che è la prima volta che mi "BECCANO" e vorrei sapere se è questa la trafila che porta ad i vari esami... A voi prima di fare le varie cose è arrivata questa carta? Oppure vi è arrivata subito la convocazione per fare gli esami tossicologici?? Vi prego chiaritemi questi punti, da quando è arrivata quella carta non dormo piu di notte.. P.S.= Una settimana prima della odiatissima raccomandata mi era finalmente arrivata la revisione valida x altri 10 anni avevo fatto 2 anni di calvario per colpa di un alcoltest positivo di soli 0,04 ml litro cioè 0,084 CheSfigaNera! Inviato: Mer Lug 28, 2004 3:43 pm Oggetto: Il sistema mi ha inglobato nei suoi circoli viziosi, ho fatto due pisciate, tra un po' vado a fare la terza e poi mi tocca il capello, cosi', se risultero' negativo, potro' riavere la patente e stare tranquillo.....................per un anno! CheSfigaNera! Cannabik Inviato: Lun Giu 14, 2004 11:51 pm Oggetto: Forse potrebbe sembrare provocatorio, ma... e raparsi a zero e presentarsi con un tasso alcolico elevato, ma sempre educati ed "equilibrati" ? (il livello "limite" è sogettivo) Non mi risulta che possano ritirare la patente se uno ha un tasso elevato di alcool ma non sta guidando !!! CheSfigaNera! Inviato: Gio Mag 06, 2004 2:11 pm Oggetto: scusasse scusassero l'errori grammathicali che parlo l'itagliano come magno CheSfigaNera! Inviato: Gio Mag 06, 2004 2:09 pm Oggetto: Ultimisssssssime News Cari ragazzi, scrivo per raccontare le ultimissime news ieri e' arrivato il foglio della prefettura che notifica il ritiro patente... la prefettura mi ORDINA ai sensi dell'art.119 a effettuare la revisione della patente entro 60gg presso la commissione medica locale patenti di guida... in altre parole: vi sono due procedimenti in parallelo 1- quello penale, in cui mi hanno notificato la sostanza rinvenuta e per il quale dovro' andare dallo psycho per l'ammonizione (art. 75 c.p.) 2 - quello del codice della strada secondo il quale dovro' fare la famosa visita medica comprensiva di esame urine e capello... alla luce di tutto questo... non so se tentarmela in prefettura con il foglio di ammonizione e vedere se mi ridanno la patente cosi' a cazzo oppure andare a fare le visite (ops ma il capello dura sei mesi ) o meglio sclerare sei mesi, isolarmi dal resto della societa', spendere soldi ed infine, FORSE, recuperare la patente alla fine mi sa che li mando a fare in culo gli lascio la patente vendo la macchina e compro un motorino. ChaSfigaNera! sasdo Inviato: Gio Apr 29, 2004 3:06 pm Oggetto: Ca22o se fanno in fretta lì da te... ...è già una fortuna questa, no? pensa se avessi dovuto aspettare dei mesi (con conseguente para costante)...io sto ancora aspettando... pace Sasdo Orange off line Inviato: Mar Apr 27, 2004 1:36 pm Oggetto: Evoluzioni Sono stati veloci, solo 20 giorni per informarti! In bocca al lupo di tutto cuore, tienici informati! CheSfigaNera! Inviato: Mar Apr 27, 2004 12:27 pm Oggetto: Evoluzioni varie ed eventuali... Ciao a tutti! Come promesso scrivo per raccontarvi quali le evoluzioni del "fattaccio" cosicche' chi ci capita possa avere le idee un po' piu' chiare Un paio di giorni fa la fatidica chiamata dei Caramba! Si deve presentare e bla bla bla... vado in questura e li mi consegnano l'analisi della roba: Cazzo! Era proprio Hashisc (scusate la parola Haschisc) Il tipo mi dice che si passa all'articolo 75c.p. che penso conosciate (o comunque dateci un occhiata e' semplice da capire), quindi mi chiameranno per parlare con lo stappacervelli e zero para... ma per quanto riguarda la patente????? Mi affretto a chiamare la prefettura e questi mi dicono che dovro' andare presso la asl e fare le analisi, dopodiche' se risulto pulito me la rendono ora rimane un interrogativo, quali analisi dovro' fare? urine capello? Qui rimane l'interrogativo, inoltre ho scoperto che la patente e' stata sospesa a tempo indeterminato proprio perche' si attendono i risultati... tutto qui per ora sono ancora in sospeso ma comincio a capire come girano le cose... continuero' a scrivere; un saluto a tutti quanti e in bocca al lupo per le varie ed eventualmente eventuali Orange Inviato: Lun Apr 19, 2004 7:30 am Oggetto: Re: OlandaMiaOlandaInFiore De nada! Guarda anche http://www.hays.nl/nl/en-js-index.jsp?Type=js&Channel=welcome&Content=/nl/content/common/welcome.htm Dovrebbe portarti nella sezione inglese...se non funge prova http://www.hays.nl , il link per l'inglese e' sulla destra. Se "emigri" fammi sapere... Ciao CheSfigaNera! ha scritto: thanks!!! E' mooolto interessante, se verro' a lavorare ti scrivero' cosi' ci becchiamo saludos CheSfigaNera! Inviato: Ven Apr 16, 2004 2:00 pm Oggetto: OlandaMiaOlandaInFiore thanks!!! E' mooolto interessante, se verro' a lavorare ti scrivero' cosi' ci becchiamo saludos Orange Inviato: Ven Apr 16, 2004 8:49 am Oggetto: Re: ORANGE o NOIR? Ciao ChesfigaNera! Grazie per il tipo simpatico....anche tu non sembri male, bel nick. In olanda non si sta male, aparte il tempo! PEr il lavoro, se hai un buon inglese, con la tua professione non dev'essere un problema trovare un lavoro. Se ti accontenti di raccogliere fragole o tulipani al salario dei polacchi/portoghesi lo puoi fare con un inglese mediocre. Dai un occhiata a http://www.undutchables.nl/ e' un agenzia temp specializzata in lavori che non richiedono l'olandese. Comunque troverai solo lavori da temp, differenza con l'italia che no si diventa temp professionisti ma di solito si ottiene un contratto diretto dopo 6-12 mesi. CheSfigaNera ha scritto: Orange, ho letto un po' dei tuoi post e mi sembri un tipo simpatico...e' un po' che penso di allontanarmi dall'italia per min. 6 mesi... c'e' lavoro da te? mi dai qualche gancio io sono un informatico ma mi va bene qualsiasi lavoro CheSfigaNera Inviato: Gio Apr 15, 2004 4:16 pm Oggetto: ORANGE o NOIR? Orange, ho letto un po' dei tuoi post e mi sembri un tipo simpatico...e' un po' che penso di allontanarmi dall'italia per min. 6 mesi... c'e' lavoro da te? mi dai qualche gancio io sono un informatico ma mi va bene qualsiasi lavoro
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non sono d'accordo... se pensa alle cose negative, ci pensa... la migliore cosa è l'indifferenza, il guardare avanti pensando, o almeno cercando di pensare, il meno possibile a lui (positivamente o negativamente) e il più possibile a se stessa e al suo futuro. Dopo 4 anni è anche difficile staccarsi dalla visione di se come parte di una coppia e rivedersi come single... PS una mia amica è stata mollata dal tipo dopo 4 anni ed è guarita dall'anoressia... e l'amava. spesso queste situazioni ti danno la scossa per reagire. è successo anche a me. non l'ho dimenticato, ma sono guarita dalla mia depressione... nonostante fossi molto più felice prima. sembra un paradosso ma è così RISPOSTE indice messaggi | torna all'articolo • piccola fata - lascialo perdere 08/12/2004 13:46:54 • jaz - Re: lascialo perdere 08/12/2004 23:46:25 RISPONDI AL MESSAGGIO Nome: E-mail: Titolo: Testo: > non sono d'accordo... se pensa alle cose negative, > ci pensa... la migliore cosa è l'indifferenza, il > guardare avanti pensando, o almeno cercando di > pensare, il meno possibile a lui (positivamente o > negativamente) e il più possibile a se stessa e al > suo futuro. Dopo 4 anni è anche difficile staccarsi > dalla visione di se come parte di una coppia e > rivedersi come single... > PS una mia amica è stata mollata dal tipo dopo 4 > anni ed è guarita dall'anoressia... e l'amava. > spesso queste situazioni ti danno la scossa per > reagire. è successo anche a me. non l'ho > dimenticato, ma sono guarita dalla mia > depressione... nonostante fossi molto più felice > prima. sembra un paradosso ma è così
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Anche a me comunque è capitato di avere problemi. Non so a cosa attribuirli, ma le 3 volte che mi è capitato di fumare caramello l'ultima delle quali facendo solo 2 tiri (dopodichè ho cominciato a rifiutarlo prendendo come automatico il collegamento) sono arrivato vicino al collasso. Strano perchè non mi è mai capitato con tutti gli altri tipi di fumo pur fumandone parecchio di più. Alcuni amici mi dicono che è suggestione causata dalla paura che mi sono preso la prima volta (ero in una manifestazione e poco dopo ci sono state alcune cariche ), ma le altre due volte non sapevo che fumo fosse fino a che non lo ho chiesto una volta finiti i sintomi. Per fortuna che il caramello non mi piace =Navarone= Inviato: Dom Ago 22, 2004 1:00 am Oggetto: SUCCEDE PURE A ME la mariuana non e soltanto una sostanza grandiosa. il THC e il cannabinolo possono fare male e farti stare di merda veramente. questo dipende dal tuo corpo se e resistente alla mariuana o no. la resistenza e la tolleranza alle sostanze puo cambiare col tempo. ti consiglio di fumarne di meno e di darci un taglio. una sana alimetazione piena nutrienti, proteine, vitamine e fibre e molto consigliata! per chi di voi che conosce bene linglese e vorrebbe delle informazioni piu specifiche sulla canapa e qualsiasi altra droga visitate il sito www.erowid.org nella sezione plants and drugs troverete tutte linformazioni e consigli su qualsiasi droga compreso la cannabis. molti consigli e informazioni preziose. elroy Inviato: Lun Giu 28, 2004 1:53 pm Oggetto: CALMA CALMA!!!! I disturbi che accusi secondo me sono da attribuirsi sicuramente a un miscuglio che tu hai assunto! Per esempio cocaina, estasi o altro tagliate anche con veleno per topi! Lo sfogo e' una sorta di sfogo allergico dovuto all'assunzione di qualche altra sostanza mescolata agli spinelli che fumi! Se l'ashish che assumi fosse veramente scadente, te ne saresti accorto subito e avresti smesso subito di fumarlo, o sei ad uno stato critico che non te ne rendi conto!!!!! Ciao! un amico Inviato: Sab Giu 26, 2004 10:37 pm Oggetto: purificazione Lo tagliano e come il "fumo",in particolare il cioccolato. Vi garantisco che lo tagliano prima di essere esportato in italia con l'olio x i motori,lucido da scarpe,paraffina ecc. comunque su www.mariuana.it potete trovare una guida semplice x purificare il ciokko senza compromettere la "qualita'". Ospite Inviato: Ven Ott 03, 2003 12:09 pm Oggetto: L'erba si trova e come....siamo cmq in periodo della raccolta!!! Dentro il fumaccio ci mettono le peggio cose...fa male alla capa!!! Bio Inviato: Dom Set 07, 2003 3:51 pm Oggetto: Ciao a tutti, a riguardo la cioccolata o nutella che dir si voglia pure io hò accusato problemi ma a livelo epidermico, cioè più mangiavo nutella quando avevo la fame chimica e più mi prudeva la pelle nei punti di giuntura degli arti sia superiori che inferiori. X quel che ne sò la resina di canapa (o hashish) è mescolata con oli vegetali, animali o minerali a seconda della qualità desiderata. Nel ciocco ad esempio infilano pure l'olio minerale usato x le auto al contrario a mia conoscenza il polline con l'olio di palma o comunque vegetale. Quindi si può concludere che difficilmente fumando possiamo incorrere in forme influenzali virulente, al contrario a lungo andare la combustione nella sigaretta condita con hashish o canapa provocherà certamente gli stessi dannosi effetti della combustione del tabacco. Buona Vita Ospite Inviato: Sab Set 06, 2003 12:16 pm Oggetto: mah...sara che io metabolizzo tutto...pure i sassi...cmq l'erba nn si trovaaaaa! dos Inviato: Mar Ago 19, 2003 8:39 am Oggetto: Sono daccordo con ACT, cmq sono sicuro che in questo caso il taglio non centra: tagliare la cioccolata e il polline (operazione di riimpastaggio) non è conosciuta da molti, e cmq di per sè difficile. Probabilmente è una reazione del tuo fisico che non accetta + quelle sostanze (è successo anche a me con la cioccolata), o non accetta + la resina con la quale vengono prodotte le varie qualità di hashish. ACT Inviato: Sab Ago 09, 2003 1:18 pm Oggetto: Non abbiamo sufficienti elementi per giudicare se effettivamente i disturbi descritti possano essere dovuti ad una qualche "sostanza tossica" presente all'interno dell'hashish che circola illegalmente in Italia. Il rischio che le sostanze presenti sul mercato possano essere inquinate con sostanze "da taglio" di incerta provenienza è comunque un problema reale, come ben sanno i molti pazienti costretti a farvi ricorso in assenza di una fonte di approvvigionamento legale. Alessandro Inviato: Mer Lug 30, 2003 1:55 pm Oggetto: haschisch??? Sono sempre stato un consumatore di haschisch e Mariyuana, ma da qualche periodo nel fumare ho contratto una serie di disturbi non molto piacevoli. Finora questi disturbi si sono verificati solo dopo l'assunzione di 2 qualità di haschisch (cioccolato & Polline) e non con la canapa( svizzera,olandese e italiana autoprodotta). Ora i disturbi che ho avuto: tremori, febbre(a sfiorare i 40°C), tosse asmatica(io sono un soggetto asmatico) si evolvono con una rapidità tale, da non poter essere ricollegati a nessun altro disturbo.(secondo le persone che vivono con me) Notifico quindi la presenza di una qualche sostanza tossica all'interno dell'haschisch che circola illegalmente in Italia. Con questo io smetterò probabilmente di fumarlo, ma la canapa no. Cordiali saluti
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Dopo tre anni di litigi con un cb500 honda a causa della sua scarsa coppia...Oggi ho acquistato El Bandito 1200. Ho esagerato secondo voi amici? Ce la faro a partire in prima o seconda senza ribaltarmi? Qualcuno vuole darmi un consiglio? Magari potrei partire in terza e tenere sempre quella....scherzo, ciao a tutti rulo : 26/2/2005 21:50 preparati alla cazziata....sta arrivando il toro..... Whalker : 27/2/2005 11:28 Citazione: carloang wrote: Dopo tre anni di litigi con un cb500 honda a causa della sua scarsa coppia...Oggi ho acquistato El Bandito 1200. Ho esagerato secondo voi amici? Ce la faro a partire in prima o seconda senza ribaltarmi? Qualcuno vuole darmi un consiglio? Magari potrei partire in terza e tenere sempre quella....scherzo, ciao a tutti Innanzitutto benvenuto! Vai più che tranquillo! Basta che ruoti un po' di meno la mano destra. L'erogazione del B12 è fantastica e assolutamente "gentile", non c'è nessunissimo problema a gestire la coppia del propulsore ( che bello questo termine! ) Antikas : 27/2/2005 11:38 Ciao e ben venuto!!! Stai tranquillo io sono passato da un custom 350 al B12 senza nessun problema, con un po di attenzione all' inizio finche non conosci la stupefacente erogazione del B12 e ci prendi la mano, io ci ho messo +o- 2 giorni (48 filate di moto visto che non scendevo più) Fai attenzione però a quando la metti sul cavalletto centrale, e una stupidaggine ma se non ci vai convinto e la moto si appende un po stai tranqullo che va a terra! Comunque W il B12 e benvenuto tra noi SNAIL62 : 27/2/2005 11:42 Benvenuto e complimenti per la motina ! da: Snail62 B 1.2 s Blu latitante : 27/2/2005 12:46 Benvenutissimo fratello...anke io ho preso il banditone da poco,ho pokissima esperienza e ci sn già scivolato ma nn per colpa della coppia, piuttosto l'asfalto insidioso di una rotonda !!! Per me è la mia prima moto e devo dire ke di meglio nn avrei potuto trovare:sembra un diesel, metti la quarta e quinta e giri tipo parata militare !!! poi, quando la strada lo permette...apri e vai !!! ciao e...okkio alla cazziata del toro !!! p.s. se capiti da grosseto fiskia:bikkiere di morellino o a scelta limoncello (costiera amalfitana) della suocera !!!
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Cassano Magnago - Cassano Magnago - Nei giorni scorsi sono state scaricate delle lastre di Eternit Vandalismi contro la Oasi Boza Nuovi episodi di vandalismo contro l'Oasi Boza. Nei giorni scorsi sono state scaricate delle lastre di Eternit, materiale di comprovata pericolosità per l'uomo e per l'ambiente. Il materiale in fibrocemento è stato gettato nei pressi del sentiero di ingresso e direttamente negli stagni. Il capanno per l'osservazione degli animali è stato inoltre imbrattato di scritte ed é stata divelta una parte della staccionata che delimita l'ingresso. La Lipu lancia un appello al rispetto per la cosa pubblica e per il lavoro di decine di volontari che impegnano il loro tempo libero per la natura e per renderla accessibile a tutti. L'associazione fa sapere che intensificherà la sorveglianza in collaborazione con la Polizia Municipale e con i Carabinieri. «Non ci faremo intimidire né scoraggiare - spiega la Lipu - ed andremo avanti grazie al sostegno ed alla stima dei cittadini di Cassano Magnago e dei numerosi visitatori che con la loro presenza gratificano il nostro operato» Venerdi 28 Marzo 2003
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Trova la macchina da affittare per il tuo viaggio da autonoleggio-economico.com. Il prezzo di affitto è costante senza limiti di chilometraggio e tutti i prezzi includono tasse ed assicurazione. Al negozio > autonoleggio-... 39 Valutazioni Conto Arancio è di nuovo 4x4! Aprilo entro il 31 agosto e ottieni il 4% di interesse per 4 mesi: è facilissimo da aprire, zero spese, zero importo minimo, zero imposta di bollo, e i tuoi soldi sempre disponibili! Al negozio > ING Direct Opinioni su Castel del Monte Opinioni Valutazione del Prodotto Data Il Castello di papà Valutazione del Prodotto Castel del Monte scritta da esvilima Vantaggi: E' il Castello prediletto da Federico II di Svevia Svantaggi: risibili Di ritorno dalla bella scampagnata in quel di Cisternino ove fummo chiamati a testimoniare della (im)provvida promessa di amore eterno fatta da un nostro caro amico ad una leggiadra pulzella salentina, decidemmo di sostare nei pressi di Andria nelle cui a... Leggi l'Opinione Valutazione: Rapporto qualitá prezzo 29.06.2005 I MISTERI DELL' OTTAGONO Valutazione del Prodotto Castel del Monte scritta da uby73 Vantaggi: MISTERIOSO...AFFASCINANTE Svantaggi: NESSUNO Da sempre sono affascinato dai misteri che aleggiano attorno a strutture particolari come chiese, palazzi, strade antiche e volevo segnalarvi il sito di CASTEL DEL MONTE (BA) a soli 18 chilometri da Andria e 21 da Ruvo di Puglia una 70 dalla mia città Pot...
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Boom di liste, il record è di Ascoli A Pesaro rispunta la Democrazia Cristiana con l'outsider Anna Maria Guerra di FEDERICA BURONI ANCONA - Elezioni: pronte le liste, parte la corsa con i candidati per l'agognata poltrona di presidente di Provincia, di sindaco o consigliere. Ieri, ultimo giorno per la presentazione delle liste. Una mole, alla fine, tra Comuni e Province. Il record è di Ascoli Piceno: per la presidenza della Provincia ci sono ben 20 liste e 8 candidati. Un primato storico per le Marche e per la città. Senza contare le beghe e i litigi che hanno caratterizzato la messa a punto delle squadre, in particolare quella del centrosinistra. Ma anche a Pesaro i numeri abbondano: tra Comune e amministrazione provinciale si è giunti ad ben otto candidati per ciascuno, e alla bellezza di 17 liste. Va un po' meglio a Macerata dove per la presidenza della Provincia ci sono presentate sempre 17 liste ma con un numero di candidati più ridotti: cinque in tutto. Per la Provincia di Pesaro, l'ultima ad aver presentato la propria lista è l'outsider Anna Maria Guerra, che si candida anche a sindaco. La sua lista, "Amici della Democrazia Cristiana" è il frutto dell'ennesimo strappo in quel grande centro nato dalla vecchia Dc. Guerra ha rotto con Udc e con il centrodestra, ha raccolto le firme per la sua candidatura negli ultimi 15 giorni e quindi è scesa in campo. In "Amici della Democrazia Cristiana" compaiono anche esponenti della società civile (solo per il Comune sono 29), provenienti soprattutto dal volontariato. Gli altri candidati sono ormai volti noti. Si comincia con Palmiro Ucchielli, presidente uscente, per il centrosinistra con Ds, Margherita, Verdi, Rc, Pdci, Di Pietro, Sdi con i Re e Udeur; si prosegue con Elisabetta Foschi con An, Fi e Udc, Claudio Cicoli con "Liberi per la provincia", quindi Cristina Cecchini, già consigliere regionale, con "Sinistra democratica", Giancarlo Scriboni con il "Nuovo Psi" fino a chiudere con Lorenzo Rossi, con la Fiamma Tricolore. Tra i personaggi cult va segnalato Giancarlo Scriboni: un veterano della politica, che ora ci riprova confidando in un prestigio mai venuto meno nella provincia pesarese. Un ritorno, a detta di molti, scontato. Per la Provincia di Macerata, i candidati sono 5. La lunga corsa prende il via da Giulio Silenzi, ad oggi ex assessore regionale all'Agricoltura e candidato per il centrosinistra; l'uomo di punta per il centrodestra è invece Franco Capponi mentre Roberto Ottaviani, ex assessore regionale, è candidato per la lista Di Pietro Occhetto. A questi tre nomi si aggiungono quello di Massimo Dibiagio, per la Fiamma Tricolore e Pierpaolo Turchi con Alternativa sociale. Per Macerata, 265 mila elettori, 317 seggi di cui 44 a Macerata, questo è l'ottavo presidente. In questa tornata, saranno eletti 30 consiglieri, 40 sindaci e 608 consiglieri comunali. Curiosità: i primi ad aver presentato la lista sono stati i Comunisti Italiani che, alla 8,15 di venerdì mattina, ultimissimi, la Margherita che, trafelata, ha fatto il tutto alle 11,55 di ieri. Gli otto candidati e le venti liste per le provinciali di Ascoli Piceno sono il frutto di una lunga e tormentata storia politica, specie per la sinistra nostrana. Che sino all'ultimo minuto, ha tenuto i piu' con il fiato sospeso, indecisa come è stata a scegliere tra le varie anime. Rossi, alla fine, ce la fa ed è col sorriso stampato sulle labbra che accoglie Prodi ad Ancona, al fianco degli altri candidati. Gli uomini chiave di questo importante passaggio elettorale sono, per l'appunto, Massimo Rossi che si presenta per l'Ulivo senza l'Udeur, il parlamentare Gianluigi Scaltritti per il Polo senza la Lega Nord ma con il sostegno di Codacons e della lista Sgarbi. E ancora: Gino Vallesi per l'Ap-Udeur, Stefano Cannelli per Alternativa sociale, la lista dell'onorevole Alessandra Mussolini, Vincenzo Rosini per la Lega Nord. Il lungo elenco resterebbe incompleto senza Mauro Concetti per il Partito Liberale, Mario D'Emidio, per i Repubblicani Italiani e Vittorio Traini per il Psdi. Da aggiungere al tutto anche il volto, noto agli sportivi, del giocatore dell'Ascoli, Davide Tentoni (anche ex dell'Ancona), che si presenterà nel collegio di Ascoli Piceno tra le fila dell'Udc.
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A Totti tre giornate, al Trap i dilemmi Gianluca Farina Le scuse non bastano e l'Uefa commina tre turni di squalifica al numero 10 azzurro. Il tecnico ora è chiamato a ridisegnare la squadra in vista della gara decisiva con la Svezia. Pirlo e Cassano fremono. (20-06-2004) Sono dunque tre le giornate di squalifica comminate dalla Commissione disciplinare dell'Uefa al numero 10 della Nazionale Francesco Totti, punito con una pena mediamente esemplare (l'accusa aveva chiesto quattro giornate) per un comportamento ritenuto gravemente antisportivo. Non entrando nel merito della sentenza, in attesa anche di sapere se l'entourage legale del giocatore proporrà un ricorso, quel che rimane certo è che il ct Trapattoni dovrà fare a meno del suo Platini sino all'eventuale semifinale, fatto che lo costringerà a ridisegnare una formazione nata e cresciuta (poco, da quel che si è visto) sotto l'ombra del miglior giocatore italiano. Come hanno abbondantemente testimoniato le polemiche ed i fiumi di parole che hanno movimentato la vigilia del torneo, al commissario tecnico non mancano certo le candidature ad una maglia da titolare. Quello che manca, piuttosto e purtroppo per chi ama il calcio, è il gioco, ancora di più la manovra. L'assenza di Totti, giocatore del resto privo di alter ego possibili, immiserisce ulteriormente una formazione che nella prima ha dimostrato di possedere poco fosforo. Prima che il modulo, fattore certo importante, la squadra azzurra avrebbe bisogno di innesti capaci di restituirgli buoni argomenti in quanto a regia e inventività. In questo caso due sono i nomi che s'impongono sugli altri: quelli di Pirlo e di Cassano. Il primo, che avrebbe permesso allo stesso Totti di giocare una partita più congeniale, può essere il metronomo a cui affidare l'impostazione, ma anche il piede sicuro a cui mollare la sfera quando questa assomiglia più ad una patata bollente. Il secondo, visti all'opera il Camoranesi ed il Del Piero della prima, appare l'unico che possiede nella testa e nelle gambe l'estro che manda in crisi le difese altrui, l'unico che dà garanzie di creare la superiorità numerica, fattore decisivo in un gioco che paga sempre più tributi alla fisicità. Sebbene nel primo test post Totti si sia visto all'opera un modulo 4-3-1-2 - Pirlo in regia, Gattuso e Zanetti incontristi e Del Piero alle spalle del tandem Vieri-Cassano - l'assenza di un trequartista di ruolo e l'arrivo di una Svezia in grande forma e forte particolarmente nel gioco sulle fasce lascia presumere che il Trap mediti un ritorno al ”vecchio” 4-4-2. In questo caso avanzerebbero le candidature di giocatori come Favalli, con Zambrotta avanzato di qualche metro, e Fiore, più indicato di Camoranesi nel vestire la maglia di attaccante ed incontrista di fascia. 4-4-2 che vedrebbe il ballottaggio tra Perrotta-Zanetti e Gattuso nel ruolo di spalla di Pirlo e quello tra Del Piero e Cassano come compagno di reparto di Vieri. Queste le tre possibili formazioni azzurre contro la Svezia: Italia (4-2-3-1): Buffon; Panucci, Nesta, Cannavaro, Zambrotta; Pirlo, Gattuso; Fiore, Cassano, Del Piero; Vieri. Italia (4-4-2): Buffon; Panucci (Oddo), Nesta, Cannavaro, Favalli; Fiore, Pirlo, Gattuso, Zambrotta; Del Piero (Cassano), Vieri. Italia (4-3-1-2): Buffon; Panucci, Nesta, Cannavaro, Zambrotta; Zanetti, Pirlo, Gattuso; Del Piero; Vieri, Cassano.
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Speciale maturità 2005! Speciale kit maturità: 3000 tesine multidisciplinari e appunti selezionati per un successo garantito alla maturità. Temari con tutti i temi di attualità, e gli insostituibili Manabili di tutte le materie, fondamentali per i compiti in classe. Potrai dire anche tu: non ho paura della matura! clicca qui Ugo Foscolo Tesina sulla biografia, la personalità, il pensiero e le opere di Foscolo . (7 pg - formato word) [Superiori] [ Ricerche ] La filosofia di Nietzsche File completo e ben realizzato su: Il rapporto fra Nietzsche e Schopenauer. Il dionisiaco e l'apollineo. La critica della morale. La critica al positivismo e allo storicismo. La morte di Dio e il nichilismo . (file.doc, 8 pag) [Superiori] [ Filosofia ] Dante e Foscolo Termini di paragone di due grandi poeti.(formato word 6 pg) [Superiori] [ Letteratura ] Ugo Foscolo Vita e opere di Ugo Foscolo . (6 pg - formato word) [Superiori] [ Letteratura ] Ugo Foscolo Biografia di Ugo Foscolo . (file.doc, 4 pag) [Superiori] [ Letteratura ] Ugo foscolo . Vita ed opere Biografia di Ugo Foscolo e approfondimento su opere, pensiero e poetica (file.doc, 3 pag) [Superiori] [ Letteratura ] Foscolo : Vita e opere La vita del Foscolo e descrizione di tutte le sue opere compresi 3 sonetti. (5 pg - formato word) [Superiori] [ Letteratura ] Origine e storia del carme "Dei Sepolcri" di Ugo Foscolo Appunti sulle motivazioni che spinsero Ugo Foscolo a comporre questo carme. (2 pg - formato word) [Superiori] [ Letteratura ] A Zacinto, Ugo Foscolo Prosa in 3^ persona della poesia "A Zacinto", di Ugo Foscolo . (1 pag., formato rtf) [Superiori] [ Letteratura ] Ugo Foscolo - Biografia Vita e opere di Ugo Foscolo [Superiori] [ Letteratura ] A Zacinto, Ugo Foscolo Analisi della poesia "A Zacinto" di Ugo Foscolo . (2 pagg., formato word) [Superiori] [ Letteratura ] Ugo Foscolo e alcune opere Ugo Foscolo , il poeta della rivoluzione e degli anni napoleonici; breve ritratto del poeta con commenti sull'Ortis, i sonetti e i sepolcri. (3 pagine, formato word) [Superiori] [ Letteratura ] Neoclassicismo, preromanticismo e Foscolo Appunto essenziale su neoclassicismo, preromanticismo, Foscolo (file.doc, 3 pag) [Superiori] [ Letteratura ] Risorse dall'Enciclopedia Foscolo , Niccolo Ugo (Zante 1778-Turnham Green, Londra 1827) Poeta, tragediografo e critico letterario, nacque a Zacinto, nelle isole Ionie, da madre greca e padre veneziano. Abbandono la sua terra natia per trasferirsi a Venezia, dove ebbe inizio la sua evoluzione letteraria (continua...) nichilismo , sm. In filosofia e la tendenza di pensiero che si oppone al riconoscimento di una serie di valori e rifiuta la fondatezza dell'etica tradizionale. Il termine assume senso positivo in Nietzsche, che afferma la necessita di una fase nichilista per poter scoprir (continua...) Essenza del nichilismo Opera di filosofia di E. Severino (1972).
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Author: biferale (---.cust-adsl.tiscali.it) Date: 06-03-04 15:24 cari colleghi finalmente la CRUI si e' degnata di "chiedere un incontro al Governo". saluti. luca b CRUI: SENZA ASSUNZIONI L'UNIVERSITA' MUORE Di fronte al protrarsi dell'attesa per la concessione delle deroghe alle assunzioni del personale universitario, la Conferenza dei Rettori esprime vivissima preoccupazione e sconcerto. Le Università italiane hanno urgente necessità di assumere i ricercatori, gli idonei nei concorsi e il personale tecnico-amministrativo per assicurare il proprio regolare funzionamento e per corrispondere alle esigenze della formazione e della ricerca, sempre più avvertite nel nostro Paese. La Conferenza dei Rettori si è ripetutamente espressa in modo fortemente contrario a ogni blocco di assunzioni, perché lesivo dell'autonomia universitaria costituzionalmente riconosciuta. Nel protrarsi del blocco e a fronte dei crescenti gravi danni per l'intero sistema universitario, la CRUI ha a suo tempo predisposto un modello di richiesta di deroghe, compatibile sia con la prassi che con la normativa universitaria. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze e quello della Funzione Pubblica hanno ripetutamente affermato che le deroghe potevano essere concesse unicamente con il corrispettivo economico da parte dello Stato, previsto nella Legge Finanziaria. Nel ribadire l'assurdità del blocco delle assunzioni – per gli effetti perversi che ne derivano - e l'impossibilità di procrastinare ulteriormente l'attesa, la CRUI sollecita ancora un incontro per ottenere la risposta del Governo alle richieste provenienti dalle Università, formulate secondo le indicazioni e la procedura disposte dal MIUR. Reply To This Message Re: comunicato stampa CRUI: eppur si muove! Author: cformisa (---.pool21345.interbusiness.it) Date: 06-03-04 15:47 Meglio tardi..... che mai! Cesare Formisano P.S. x Luca Sai per caso in quale data è stato redatto il comunicato della CRUI? P.P.S. x tutti Al comunicato della CRUI dovrebbe essere data la più ampia diffusione su tutti gli organi di informazione. Proviamo a segnalarlo ai giornalisti (radio-televisivi e della carta stampata) con i quali siamo in contatto?
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Milano, 5 marzo 2003 - Dal 19 al 30 marzo. direttamente dal palcoscenico di Zelig, arriva Gabriele Cirilli al Teatro Ciak di Milano con lo spettacolo In Giappone sono alto. Con la regia di Giancarlo Bozzo, lo spettacolo è scritto, oltre che da Cirilli, da Marco Perrone, Maria De Luca e Renato Trinca. In Giappone sono alto è un circo delle meraviglie dove tutto è relativo, dove chi dorme non piglia pesci, ma chi sta sveglio spesso è vegetariano. E come il naufrago vede passare davanti agli occhi tutta la sua vita come fosse un film, Gabriele Cirilli, giocoliere del paradosso, vede passare davanti agli occhi un film come fosse tutta la sua vita. Biglietti a 21 e 26,50 euro. La domenica 15 euro. Per ulteriori informazioni telefonare allo 0276110093, o collegarsi al sito www.teatrociak.com.
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Parte I: L'identità del Comune di Torino Parte II - Il rendiconto, la produzione e la distribuzione del valore aggiunto Parte III - La Relazione Sociale Analisi di genere Parte II - Il rendiconto, la produzione e la distribuzione del valore aggiunto Gestione delle risorse finanziarie per l'anno 2004: le scelte qualificanti La legge Finanziaria 2004, oltre a confermare la riduzione del complesso dei trasferimenti erariali nella misura del 3% per il 2004, ha riformulato - senza alcuna concertazione o condivisione con gli Enti Locali - il Patto di Stabilità con nuovi limiti, controlli e sanzioni. La legge stabilisce, infatti, che il disavanzo finanziario di competenza e di cassa non può superare quello programmatico per l'anno 2003, incrementato del tasso di inflazione programmato per l'anno 2004, risultante dal D.P.E.F. 2004-2007 pari al 1,7%. Sono state confermate la programmazione trimestrale dei flussi finanziari, le informazioni da inviare alla Ragioneria Generale dello Stato, nonché le pesantissime sanzioni per il mancato rispetto dei vincoli previsti dal Patto di Stabilità (blocco totale delle assunzioni, divieto di assumere nuovi mutui per finanziare le opere pubbliche, obbligo di riduzione del 10% delle spese per beni e servizi rispetto al 2001). Il peso dei trasferimenti statali (calcolato sul totale delle entrate correnti esclusi il contributo regionale a GTT Spa e l'avanzo di amministrazione) è passato dal 32% del 2001 al 16% del 2004; e l'indice di autonomia finanziaria (rapporto tra le entrate proprie e totale delle entrate) dal 53% del 2001 al 77% del 2004. Questo non ha impedito, oltre che di rifiutare qualunque ipotesi di condono, di migliorare accesso, quantità e qualità dei servizi e ridurre le risorse impiegate in attività non rivolte ai cittadini. E questo, paradossalmente, avviene nel momento in cui, con l'abrogazione dell'articolo 130 della Costituzione, si sancisce il riconoscimento della piena potestà per il Comune a disciplinare e organizzare un sistema di garanzie interne e la conseguente fine di ogni controllo esterno. Sulla base di questo complesso e articolato scenario finanziario, è stata impostata la manovra complessiva per l'esercizio 2004 tenendo conto oltre che del triplice vincolo della crescente rigidità delle sue componenti di spesa, della difficoltà di espansione delle risorse e della scelta di sviluppo dei servizi, anche dei minori trasferimenti statali, della ricaduta sui bilanci degli oneri del Contratto Nazionale per i dipendenti degli enti locali e del solo parziale rimborso dell'IVA pagata sui servizi affidati all'esterno. Considerato che il bilancio di un Ente Locale deve garantire equilibrio tra il rigore dei numeri e i bisogni dei cittadini, tra la necessità del raggiungimento del pareggio e la programmazione di politiche di sviluppo e di investimento, si è riusciti a mantenere un elevato livello quantitativo e qualitativo dei servizi proseguendo nell'opera di razionalizzazione delle spese attraverso l'individuazione di inefficienze e diseconomie (a cui ha sicuramente contribuito il nuovo sistema di contabilità e in particolare il Piano Esecutivo di Gestione (P.E.G.) che rappresenta un valido strumento di responsabilizzazione dei dirigenti), nel contenimento dei costi e nel taglio di quelli non strategici al fine di destinare le risorse così risparmiate alle attività tipiche. Anche al fine di avvalersi della favorevole contingenza del mercato finanziario, l'amministrazione comunale ha attivato diverse modalità di gestione attiva del proprio indebitamento, con l'intento di ridefinire le condizioni complessive delle operazioni in essere per ridurre i costi e ridefinire i tassi delle operazioni osservando comunque sempre criteri di corretta amministrazione, liberando risorse da destinare ai servizi e quindi ai cittadini. Non si può oggi prescindere da queste operazioni se si vogliono realizzare investimenti, finanziare opere pubbliche, creare infrastrutture, garantire e creare stabili condizioni di sviluppo. Accanto a queste operazioni è proseguito l'impegno nel recupero dell'evasione fiscale, nella politica di dismissioni patrimoniali e nell'adozione di tutti quegli strumenti che la legislazione mette a disposizione degli enti locali come, ad esempio, la procedura del formale impegno che permette di ottenere la copertura finanziaria degli investimenti programmati posticipando l'accensione dei mutui al momento del pagamento dei fornitori. I principali obiettivi raggiunti sono il mantenimento dei servizi, forniti sia direttamente sia attraverso le Aziende partecipate, e un importante piano di investimenti che contribuisce e contribuirà a trasformare la nostra città. Da non dimenticare, poi, il pieno raggiungimento degli obiettivi posti dal Patto di Stabilità sia per la gestione di competenza che per quella di cassa. Anche qualche scelta difficile si è resa necessaria, come l'aumento della tassa per la raccolta dei rifiuti (Tarsu) imposto dalla cosiddetta Legge Ronchi per raggiungere la copertura dei costi, entro il 2006, attraverso il passaggio a tariffa. Un'amministrazione efficiente deve fornire risposte ai cittadini, sostenere gli investimenti, contribuire alla crescita economica del territorio. Per farlo, Torino ha scelto la strada della modernizzazione. Ciò significa contenere le spese, liberando risorse per i servizi. Un percorso premiato dalla positiva valutazione dell'agenzia di rating Standard & Poor's ("AA-", prospettive stabili) specializzata nella valutazione gestionale e finanziaria delle amministrazioni pubbliche. Questo riconoscimento, che premia l'amministrazione comunale non solo per la solidità finanziaria e patrimoniale, ma anche per la gestione della spesa corrente, oltre a rappresentare una garanzia per gli investitori, ha permesso e permetterà all'Amministrazione di ottenere le migliori condizioni sul mercato finanziario e quindi il finanziamento degli investimenti a costi inferiori rispetto a quelli del mercato creditizio. Questa politica di bilancio continuerà con ancor maggiore determinazione perché solo con un sempre più rigoroso contenimento dei costi e un'azione di dismissione dei beni non strategici, mirata alla riduzione dello stock del debito, si potrà sostenere una politica di sviluppo, ancor più necessaria proprio nei momenti di difficoltà economica come quello attuale. Indice di questa sezione Gestione delle risorse finanziarie per l'anno 2004 - Le scelte qualificanti Sintesi del Rendiconto: la gestione corrente Analisi della spesa corrente per aree d'intervento Gli investimenti: opere pubbliche e lavori di manutenzione straordinaria
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Holà a tutti! Tentero di dare un contributo raccontando la mia esperienza. Dopo un incidente stradale(sono uscito di strada da solo) mi mandano all'ospedale per un controllo che inizialmente doveva riguardare solo le mie lesioni botte, ematomi ecc...ma quando arrivo i SBIRRI( sti STronzi) avevano chiamato chiedendo l'esame del sangue e delle urine... Naturalmente mi rifiuto e passo la notte in ospedale sotto controllo. Dopo un mese mi arriva la lettera del Prefetto con sospensione patente 45 giorni per "rifiuto delle analisi" e costrinzione di presentarsi davanti alla commissione medica patenti. Dopo circa tre mesi di astinenza forzata(coca, marjuana ) mi presento davanti alla commissione medica e mi mandano a fare gli esami del sangue, delle urine e del capello. Passo tutti tre gli esami .. hip hip urra e mi ridanno la patente. Metodi usati : Tre mesi di astinenza assoluta e due tinte normali senza decolorazione. L'anno dopo mi ripresento, questa volta però faccio tre mesi di astinenza per la coca mentre per la marjuana smetto circa 45 giorni prima, tutto contornato da una bella tinta. MERDA!! Risulto positivo al test del capello per Coca e Cannabinoidi e non mi rinnovano la patenete..... Ora ho fatto ricosro al ministero del trasporto chiedendo nuove analisi, il test del cappello non è affidabile ne certo. Cosa che mi ha stupito che sul capello ti trovino anche i cannabinoidi, tutti mi dicevano che sul capello cercano soltanto la cocaina, morfina e opiacei, ma a quanto pare le tecniche si sono specializzate........ Ora sono in astinenza forzata.... vi raccontero come è andato il prossimo test ..... Merda alle commissioni mediche patenti ciao samapa7 Inviato: Dom Dic 05, 2004 7:37 pm Oggetto: esiti allora? com'è andats? ce l'hai fatta stavolta? Ax04 Inviato: Lun Nov 29, 2004 9:40 pm Oggetto: Tinta Sinceramente io ho fatto solo una tinta 'standard' cioè cn la decolorazione che c'é gia nella scatola.. nn so dirvi se facendone d + possa servire .. cmq. ora è un mese ke nn faccio nulla e tra poko saprò dirvi qualkosa in più ! grazie lostesso! sasdo Inviato: Dom Nov 28, 2004 2:48 pm Oggetto: ciao Ax04, intanto grazie del contributo, qui sono in pochissimi a riportare cosa succede DOPO... ma una domanda mi sorge spontanea: ti sei fumato una canna la sera prima dell'esame del capello, per sapere cosa sarebbe successo? e un'altra cosa...io sapevo che con i capelli bisognava (in ordine) decolorarli-colorarli un 3-4 volte, in modo da consumare un po' lo strato superficiale e sostituirlo con la tinta, ma non ho mai sentito l'esito di nessuno sulla sua veridicità... per "altre sostanze" non so aiutarti, non ci sono molte info sull'esame del capello e tempi di permanenza delle sostanze... pace Sasdo Ax04 Inviato: Sab Nov 27, 2004 9:46 pm Oggetto: Le ' Mie ' konckusioni akkurate sul capello Buongiorno a tutti... L'anno scorso mi hanno ritirato makkina e patente x uno spinello trovato tra le altre kose in taska di un mio amico ke stava a lato guida dopo avrmi fatto fare le urine... LA POLIZIA DI STATO avendomi trovato positivo ha rikiesto il kapello.. 1° Kapello = nn l'ho passato (effettivamente potevo metterci + impegno) 2° Kapello = Mi sono impegnato e due ore prima mi sono tinto i kapelli cn una comune tinta nera ... NON FUNZIONA NN LO FATE .. Ora dopo un'anno ke ho i nervi tesi e sono veramente infastidito x l'accaduto sto x effettuare il 3° esame ... I MIEI KONSIGLI : Sperando ke la mia astinenza sia bastata.. posso solo dirvi ke fumando una kanna la sera prima di effettuare il fottuto e maledetto kapello l'esame nn si passa ma il risultato e 0,8 (0,5 concessi) x cui le mie konklusioni sono ke fino a un mesetto prima le kanne te le puoi fumare ma è inutile ke ti tingi i kapelli kome un cretino... Spero di essere stato utile e spero ke qualkuno sia utile a me kon i tempi di latenza 'altre sostanze' RsPkT.. CheSfigaNera! Inviato: Lun Ott 25, 2004 7:15 pm Oggetto: Cazzo che sorpresa! Moloch Inviato: Gio Set 09, 2004 11:17 pm Oggetto: Sorpresa! SORPRESA!!! questa qui! Ospite Inviato: Gio Set 09, 2004 7:22 pm Oggetto: che tipo di sorpresa??? mie Inviato: Mar Set 07, 2004 5:50 pm Oggetto: mi spice dirlo, ma è capitato.....beccato ....cazziato,,,passano 2 settimane,..neopatentato, e dopo un po la sorpresa....ma cazzo la patente dovevo ancora prenderla quando mi hanno beccato MoiR Inviato: Ven Set 03, 2004 6:49 pm Oggetto: eheh...appena riesco a racimolarli (cioe' smetto per un po,un bel po,io)ve lo faccio sapere!!! cmq grazie! Ospite Inviato: Ven Set 03, 2004 4:17 pm Oggetto: MoiR ha scritto: e questa e' una domanda da 1000000 di joints.... se io sono stato fermato,trovato in possesso di una canna,segnalato,chiamato per firmare il foglio delle analisi(si era rivelato fumo...pensa un po te!)e poi piu' niente...cosa mi aspetta ancora? e se io quando sono stato fermato non avevo la patente...eadesso la sto facendo...la motorizzazione andra' a guardare???mah... Tuuto ciò che è succeso prima della tua patente non è valido a riguardo puoi stare tranquillo, i joint ce li dividiamo in 2 io e sasdo ok?? CIAUZZ P.S.= Ho io una domanda per voi tutti... sto aspettando la chiamata della commissione medica patenti per una segnalazione, solo che a me non hanno ritirato la patente, la mia domanda è.... Se io mi presento con i capelli molto corti che succede? mi tolgono la patente intanto che mi crescono i capelli? Mi sembra che non ci sia nessuna legge che mi vieta di depilarmi o sbaglio? Io corro con la bicicletta e quindi mi depilo spesso (anche il pube, alias peli del ca**o) mi faranno fare altri tipi di esami? Oppure mi ordineranno di farmi crescere i capelli e di ripresentarmi dopo qualche mese?? Sarei grato a chiunque riesca a darmi una risposta!!! ri-CIAUZZZ sasdo Inviato: Ven Set 03, 2004 12:48 pm Oggetto: MoiR ha scritto: e questa e' una domanda da 1000000 di joints.... se io sono stato fermato,trovato in possesso di una canna,segnalato,chiamato per firmare il foglio delle analisi(si era rivelato fumo...pensa un po te!)e poi piu' niente...cosa mi aspetta ancora? e se io quando sono stato fermato non avevo la patente...eadesso la sto facendo...la motorizzazione andra' a guardare???mah... una segnalazione non è una denuncia.. ed ora aspetto i 1000000 joints che mi spettano! pace Sasdo MoiR Inviato: Ven Set 03, 2004 10:05 am Oggetto: e questa e' una domanda da 1000000 di joints.... se io sono stato fermato,trovato in possesso di una canna,segnalato,chiamato per firmare il foglio delle analisi(si era rivelato fumo...pensa un po te!)e poi piu' niente...cosa mi aspetta ancora? e se io quando sono stato fermato non avevo la patente...eadesso la sto facendo...la motorizzazione andra' a guardare???mah... sasdo Inviato: Mer Set 01, 2004 9:06 am Oggetto: tu ridai la speranza ad un uomo demoralizzato... pace Sasdo nyckel Inviato: Mar Ago 31, 2004 9:58 pm Oggetto: dipende Se hai gia fatto il processino non credo che ti chiamino, cmq se ti chiama la prefettura di solito anzi direi quasi sempre ti mandano a pisciare, icazzi acidi è quando ti chiama la motorizzazione, se vai al sert a pisciare e ti trovano positivo una volta o due non succede nulla, mentre invece se ti trova positivo la motorizzazzione ti tolgono subito la patente.... CMQ per rassicurarti ti dico che di solito e molto piu veloce il provvedimento della motorizzazzione che quello della prefettura e se non ti hanno ancora chiamato non ti kiamano piu vai tranquillo
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Castello degli Agolanti di Riccione - Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Il Diluvio Universale: L'isola degli Snuali 27-08-2005 ore 21:00 Rassegna di illustrazione per l'infanzia Saranno i quattro elementi, Acqua, Aria, Terra, Fuoco, il tema dell'edizione 2005 del Progetto Illustrissimi, nonché delle tre edizioni che seguiranno. Il Castello degli Agolanti di Riccione si trasformerà quest'estate in un "Universo Mitico" per ospitare la ricerca artistica e letteraria quadriennale che avrà come oggetto i Quattro Elementi, origine e principio di tutte le cose. La rassegna, dal 23 luglio al 31 agosto, si inserisce all'interno di Illustrissimi, il progetto promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Riccione per valorizzare l'illustrazione come forma di espressione artistica rivolta ad un pubblico sempre più vasto. Il Castello degli Agolanti si animerà di colori e simboli, per svelare il punto di vista magico e multiforme di dodici eccellenti artisti dagli stili molto diversi tra loro, che avranno la possibilità di confrontarsi inoltre anche su un tema monografico. Evento nell'evento sarà infatti "Il diluvio universale", un'esperienza mitica e letteraria che ci condurrà, a cavallo delle onde, dal remoto passato al nostro presente. [ Torna al calendario ] Il programma completo Gli artisti che partecipano alla Rassegna di Illustrissimi 2005 sono: Nicoletta Ceccoli Francesca Chessa, Mauro Evangelista, Octavia Monaco, Eva Montanari, Pia Valentinis, Roberta Angaramo, Svjetlan Junakovic, Chiara Dattola, Ilaria Faccioli, Francesca Cavallaro, Stefano Morri. 23 luglio - 31 agosto 2005 - ore 21.00 Castello degli Agolanti - Riccione Assessorato alla Cultura del Comune di Riccione - Progetto Illustrissimi Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Il Diluvio Universale Rassegna di illustrazione per l'infanzia Tutti i giorni ore 20.00-24.00 Programma eventi Giovedì 28 luglio - ore 21.00 Compagnia Fratelli di Taglia Letture di favole indios e a seguire Quetzalcoatl: 'Fire' Spettacoli di percussioni e fuoco Ingresso libero Sabato 30 luglio - ore 21.00 Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani (TO) Aquarium di Lucio Diana, Robberto Marasco, Adriana Samboni Ingresso libero ragazzi fino a 14 anni- 3 euro adulti Martedì 2 agosto - ore 21.00 Laboratori di illustrazione per ragazzi Ingresso libero Giovedì 4 Agosto - ore 21.00 Quentin Pipenstem Narrazione di favole e danza dei cerchi della tradizione degli Indiani d'America Ingresso libero Sabato 6 agosto - ore 21.00 Teatro Pirata Il tesoro dei pirati di S. Fiordelmondo, D. Pasquinelli, G. Mattioni Ingresso libero ragazzi fino a 14 anni- 3 euro adulti Martedì 9 agosto - ore 21.00 Laboratori di illustrazione per ragazzi Ingresso libero Giovedì 11 agosto - ore 21.00 Compagnia Fratelli di Taglia Letture di favole E a seguire Charibari: Pastiche Spettacoli di trapezio, tessuto e giocoleria Ingresso libero Sabato 13 agosto - ore 21.00 Compagnia Fratelli di Taglia La pescatrice e il genio dell'anfora di Daniele Dainelli e Giovanni Ferma Ingresso libero ragazzi fino a 14 anni- 3 euro adulti Martedì 16 agosto - ore 21.00 Laboratori di illustrazione per ragazzi Ingresso libero Giovedì 18 agosto - ore 21.00 Veronica Gonzales C'era due volte un piede Burattini con i piedi per aria e a seguire Charibari: Pastiche Spettacoli di trapezio, tessuto e giocoleria Ingresso libero Sabato 20 agosto - ore 21.00 Teatrino dell'Es Quel tesoro del mare di e con Mauro e Andrea Ponticelli Ingresso libero ragazzi fino a 14 anni- 3 euro adulti Martedì 23 agosto - ore 21.00 Laboratori di illustrazione per ragazzi Ingresso libero Giovedì 25 agosto - ore 21.00 Teatro agricolo Lupi Spettacolo di cantastorie e a seguire Veronica Gonzales C'era due volte un piede Burattini con i piedi per aria Ingresso libero Sabato 27 agosto - ore 21.00 Compagnia del Reatto L'isola degli Snuali liberamente tratto da Lewis Carrol adattamento e regia Monopoli Ingresso libero ragazzi fino a 14 anni- 3 euro adulti Martedì 30 agosto - ore 21.00 Laboratori di illustrazione per l'infanzia Ingresso libero Informazioni Museo del Territorio tel. 0541.600113 cell. 340.2806821 - 334.1639437
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DEMO Pubblichiamo con sommo piacere il primo demo mp3 dei Nemiga Sun col quale inauguriamo la sezione demo. Inviate i vostri commenti Questa DeRecensione è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons . Significa che può essere copiata ma solo indicandone espressamente: — l'autore: karl — l'URL: http://www.debaser.it/recensionidb/ID_468/ Prenota questo disco nella Rete DeShops « Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Artista: Nemiga Sun Titolo: Arclite Samples MP3: 1 DeGeneri: Elettronica Nemiga Sun su DeBaser anche con: October [by Rivo] Hei tu! Sí proprio tu! Se vuoi puoi aggiungere un sample . Non sai come si fa un sample ? Ma te lo insegnamo noi nell' HELP ! E poi puoi senz'altro segnalare questa recensione ad un_ amic_! E se davvero ti piace un casino puoi pure aggiungerla alle tue recensioni consigliate . Infine se lo possiedi puoi aggiungerlo alla tua DeCollezione Voti e commenti niente niente male, consiglio solo di ascoltarlo ad un volume altissimo, al primo ascolto non mi aveva preso più si alza il volume e piú escono suoni e sovra-toni, ma chi siete??? Nome: | Data: 23/10/2002 | Voto: | Voto al Disco: 5 mi piace il break, quando tutto crolla Nome: | Data: 25/10/2002 | Voto: | Voto al Disco: se qualcuno vuole mandare demo > mp3 max 4MB a G@de-b.com Nome: staff | Data: 25/10/2002 | Voto: | Voto al Disco: Grande!!! Sei davvero bravo. Quando si hanno le idee basta davvero poco. Mi ricorda lontanamente Karmacoma Jamaica in Roma con questo lento incedere di colpi di batteria ed il sottofondo. Un mito.. Nome: Rivo | Data: 25/10/2002 | Voto: | Voto al Disco: Questa recensione è stata commentata 4 volte ed è stata visitata 543 volte. Ha ricevuto 0 voti, totalizzando una media di . Il disco è stato votato 1 volte, ottenendo una media di 5,00 . « Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Aggiungi il tuo voto e il tuo commento
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da Riccardo La stella polare è a nord, perchè si trova in asse con il nord, è una coincidenza voluta dalla natura e servita per la navigazione attraverso i secoli. 11/07/01 da Ruggero Perchè, per un caso fortuito, è quasi perfettamente allineata con l'asse terrestre. Quindi, poichè la terra gira attorno a tale asse, la stella polare appare praticamente ferma nel cielo (in realtà, essendo perfettamente allineata, compie una piccola rotazione). Non sarà, nè è stato, sempre così: l'asse terrestre ha infatti un lento moto di "precessione", ruota cioè descrivendo un cono, come l'asse di una trottola. Perciò, entro qualche migliaio di anni, punterà in una direzione diversa e non avremo più la nostra Stella Polare. Ma, se può consolarti, non sarà un problema mio nè tuo. Ciao Ruggero
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Un cordialissimo benvenuto nel nostro albergo, l'atmosfera è accogliente, i comforts sono tanti, le nostre specialità gastronomiche sono squisite ed il servizio accurato. Situato in posizione ideale e tranquilla, tutti i luoghi di maggior interesse sono facilmente raggiungibili per via ordinaria o con i mezzi pubblici. Tutte le camere sono dotate di servizi privati , TV color, Phon, telefono diretto, frigobar a richiesta. Sala TV, bar, ristorante accurato. Garage a pagamento a richiesta. Il buon trattamento e la cortesia sono garantiti dalla gestione diretta dei nuovi proprietari. Aperto tutto l'anno, è gradita la prenotazione. Posizione idela per gli appassionati del gioco: siamo a 250 mt. dal Casino' municipale di Sanremo. Hotels più vicini dall hotel Riviera - Hotel Sanremo :
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A giugno l'inflazione si è attestata al 2,4% su base tendenziale (2,3% a maggio). E' quanto reso noto dall'Istat che ha comunicato i dati definitivi che confermano la stima preliminare. Su base congiunturale l'aumento è dello 0,2%. L'Istat conferma quindi che l'inflazione torna a salire dopo 4 mesi di stabilità nella dinamica degli aumenti dei prezzi. A trainare l'aumento è stato il caro benzina e l'aumento delle tariffe di alcuni servizi e professioni. Il maggiore aumento su base tendenziale rispetto a giugno dello scorso anno è quello delle bevande alcoliche e tabacchi che segnano un +7,1%. Ma rilevante è anche l'incremento dei trasporti con un +3,9% e qui a pesare è soprattutto l'aumento della benzina che è cresciuta rispetto a giugno dello scorso anno dell'11,2%. Forti aumenti rispetto allo scorso anno ci sono anche nel settore altri beni e servizi (+3,1%) che raggruppa, per esempio, i servizi bancari, quelli assicurativi e le professioni (in particolare a registrare un aumento sono state nell'ultimo periodo le tariffe degli avvocati). In aumento anche i prodotti alimentari con un +2,8% che registrano però un raffreddamento nella dinamica dei prezzi che è scesa da oltre il 4% di gennaio al 2,8% registrato a giugno. L'unica voce in calo su base tendenziale è quella del settore comunicazioni che segna un -7,3% dovuto soprattutto alla riduzione dei prezzi degli apparecchi telefonici che scendono del 26,9% rispetto allo scorso anno. In calo anche i prezzi dei computer (-7,6%) e quelli delle automobili (-1,2%). Su base congiunturale, ossia rispetto al mese di maggio, gli aumenti maggiori si registrano nel settore altri beni e servizi (+0,8%) e in quello dei trasporti (+0,4%). A pesare su questi aumenti sono l'impennata dei prezzi della benzina, gli aumenti delle tariffe degli avvocati (+31,1%). Si conferma in calo anche su base congiunturale il settore delle comunicazioni che segna un -0,7%. (riproduzione riservata) Tutti gli articoli su "News" LE ULTIME IN QUESTO CANALE Torna a crescere l'inflazione (29-07-2005) Trainata dall'aumento del prezzo dei tabacchi, dei biglietti aerei e dei prodotti energetici (benzina e gasolio), torna a salire l'inflazione. A luglio, secondo le stime provvisorie dell'Istat, i prezzi sono cresciuti dello 0,4% rispetto a giugno e del 2,1% rispetto a luglio 2004 Leggi anche: L'inflazione scende all'1,8% La raccomandata viaggia online (29-07-2005) Per spedire una raccomandata basterà scaricare un software apposito sul pc di casa o ufficio. E poi, niente file, si paga con la carta di credito. Questo il nuovo servizio presentato da Poste Italiane e Microsoft Italia che permette di inviare in Italia una raccomandata online che ha lo stesso valore legale della ricevuta fornita con quella tradizionale. Luce e gas, stangata in arrivo (29-07-2005) Dal prossimo 1° ottobre, complice il caro-petrolio, le bolletta della luce e del gas potrebbe aumentare del 4-5% e del 3%. Sono gli esperti del Rie a lanciare l'allarme. Intanto allo studio del governo c'è l'ipotesi di intervenire sui costi impropri che gravano sulle tariffe Leggi anche: È lotta ai rincari Nei divorzi la contesa riguarda anche Fido (28-07-2005) Secondo uno studio della sessuologa Serenella Salomoni, presidente dell'Associazione donne e qualità della vita, quando la coppia scoppia il problema non si limita ai figli o all'assegno di mantenimento, ma coinvolge anche i cani di famiglia. E così esplode il fenomeno dei dog sitter. Lievita la bolletta del telefono per i servizi non richiesti (28-07-2005) Un terzo degli abbonati si trova addebitato sulla bolletta del telefono servizi non richiesti come segreterie telefoniche, videotelefoni e numeri a pagamento. Una pratica che può pesare fino a 100 euro in più all'anno. Ecco un vademecum per difendersi Leggi anche: Tagliate le tariffe delle telefonate fisso-mobile Banda larga, in tre anni +400% (27-07-2005) C'è un settore in Italia che sembra non conoscere crisi, anzi vede i propri indicatori migliorare in maniera sostanziosa e costante. È il settore degli accessi a banda larga alla rete, l'internet veloce, che conquista sempre più gli italiani, le loro case, le loro imprese, gli uffici pubblici. Stop alle sostanze nocive nei giocattoli (26-07-2005) Niente rischi per la salute dei bambini: è questo il senso del bando definitivo approvato dall'Europarlamento di sei sostanze chimiche, i cosiddetti ftalati, che rendono più malleabili i giocattoli e gli articoli per l'infanzia, come i ciucci o i giochi da mordere per facilitare la dentizione. Più trasparenza e tutela con il Codice del consumo (25-07-2005) Dai maghi in Tv ai pacchetti turistici bufala, dalle vendite a domicilio alle formule 'acquista oggi e paghi fra un anno'. Questi alcuni settori disciplinati dal Codice del consumo, il testo unico varato dal Consiglio dei ministri. Soddisfatti ma non troppo i Consumatori Il marito che nasconde l'impotenza deve risarcire la moglie (25-07-2005) Secondo una sentenza della Cassazione, l'uomo che sposa una donna, tacendogli dolosamente la sua impossibilità ad avere rapporti sessuali completi, rischia di essere condannato a rifondere anche i danni morali e patrimoniali alla moglie convolata a nozze ignara dei 'difetti' del promesso sposo. Abramovic regala ai moscoviti uno stadio da 100 mln di euro (22-07-2005) Roman Abramovic, l'uomo più ricco di tutte le Russie e proprietario del Chelsea Football Club, ha intenzione di costruire uno stadio da cento milioni di euro e 55mila posti a sedere per i moscoviti che vorranno assistere alle gare della nazionale di calcio.
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Studio sui polifenoli del cacao e funzione protettiva su semilavorati e prodotti finiti dolciari. Scopi Determinazione quantitativa degli antiossidanti a struttura polifenolica (catechine ed oligomeri) del cioccolato e loro effetto sulla stabilizzazione di prodotti multicomponente a base di cioccolato. Applicazioni Controllo qualità, sviluppo di nuovi prodotti, definizione caratteristiche organolettiche . Settore 15.8-Produzione di altri prodotti alimentari 73-Ricerca e sviluppo Committenti e collaborazioni Soremartec Laboratori 5 Gascromatografi con rivelatore a ionizzazione di fiamma di cui 1 Gascromatografo con autocampionatore per analisi in cromatografia veloce e 1 Gascromatografo con sistema di termodesorbimento. 1 GCxGC/qMS Gascromatografo bidimensionale collegato a rivelatore di massa 3 HPLC con rivelatore DAD/UV di cui 1 HPLC con iniettore manuale e 2 con campionatore automatico 1 SFC/UV 1 estrattore a fluidi supercritici (SFE) 2 GC-MS di cui unGC-MS dotato di sistema di termodesorbimento. Attivita' di consulenza Il team di ricerca è disponibile per consulenze scientifiche e strumentali in campo analitico, generalmente legate a convenzioni stipulate con gli enti o le aziende interessate. Responsabile Prof. Carlo Bicchi Dott.ssa Chiara Cordero Dott.ssa Paola Panicco Per vedere le foto dei membri dello staff clicca qui
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«Operazione sole» tra la gente dei bassi di Ernesto Filoso D’all’economia del vicolo all’economia dei consumi. Ovvero, dalla povertà materiale al benessere effimero. Questo è il percorso di una tipica famiglia della Napoli dei vicoli. Gente che sopravvive negli stessi luoghi, tra le medesime pietre, da oltre duemila anni; a dispetto di tutti gl’ingannevoli risanamenti e di tutti gl’illusori interventi di edilizia popolare. Un romanzo si può leggere anche così. Anzi, è utile che venga letto in chiave sociale, come si diceva una volta. Non sappiamo a che punto stiano le analisi sulla società napoletana; a giudicare dalla stato di fatto e dai riflessi politici, non si direbbe che siano in auge. Sarebbe da supporre che le analisi di mercato siano andate molto più avanti. Un apporto da non sottovalutare è venuto sempre, invece, da voci estranee alla ricerca applicata, bensì provenienti dai campi della libera scrittura d’arte. Non cè assoltamente nulla di nuovo, nel sostenere che la letteratura e le arti in genere e persino la poesia offrono talvolta materiali genuini e spunti preziosi alla riflessione economica. Quanto alle condizioni umane, le conoscenze a che punto sono? Le grandi inchieste risalgono ai secoli passati. Ci sarebbe da compiere un gran lavorìo di distinzioni, in quella che è la strabocchevole maggioranza della popolazione ex partenopea; e forse si scoprirebbero abissi tra l’una e l’altra fascia sociale, si scoprirebbe, di là dalle apparenze, che la miseria non è affatto sconfitta. Un contributo a capire, dal di dentro, come viveva fino a qualche decennio fa il popolo di Napoli e quali sono le sue scelte, oggi che è anch’esso preso nelle dinamiche del consumismo, viene da un attualissimo romanzo. “Operazione Sole” è ambientato tra la gente degli eterni bassi che sembra ora aver perduto, sotto l’attacco della modernità, i suoi eterni caratteri. Franco Celentano lo ha scritto col cuore, con penna originale, ma senza alcun intento sociologico. Inclinando più alla speranza che alla nostalgia, cioè mettendoci una prospettiva di riscatto, dalla precarietà, dalle astuzie quasi sempre malandrine. Insomma, una prospettiva di superamento dell’economia della sopravvivenza, della pura ricerca dei mezzi per campare giorno per giorno. Chiaro non è se Celentano, che ha al suo attivo più di una diecina di lavori del genere, sia un manager dell’industria di Stato imprestato al mestiere letterario, o viceversa. Il pomeriggio di venerdi prossimo si parlerà di questo libro (Il Mezzogiorno Editore), all’Istituto italiano per gli Studi Filosofici. Si parlerà del tentativo di rendere, solare, un’operazione per la sua, e nostra amata gente dei vicoli di Napoli. Certi napoletani genuini ci riescono.
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IMMIGRATI E VOTO Da Torino a Mazara del Vallo lo straniero si fa largo in Comune La proposta di Fini rafforza la spinta a creare "consiglieri aggiunti" e "consulte" Progetti anche per il via libera alle urne. Il costituzionalista: questo spetta al Parlamento La destra di Storace per dieci anni ha contrastato il progetto, usando anche l´immagine di un tricolore stracciato sul Palazzo Senatorio Nella capitale gli stranieri regolari sono 270 mila. Veltroni: compiuta una scelta storica, ora le Camere facciano la loro parte in fretta PAOLA COPPOLA da Repubblica - 19 ottobre 2003 ROMA - Non votano ancora, ma intanto hanno diritto di parola e siedono sui banchi dei consigli comunali e provinciali. Con la nomina dei consiglieri aggiunti è iniziato il dialogo tra istituzioni e immigrati. Molti Comuni hanno adottato questa figura e da qualche anno i sindaci sono in prima linea per favorire la partecipazione degli extracomunitari alla vita politica: come consiglieri, attraverso le consulte o, come a Torino, con il diritto di voto nei referendum comunali. E spingendosi anche a ipotizzare, come a Genova e Venezia, una modifica dello statuto comunale per concedere il voto alle amministrative. «Proposte che esprimono la spinta della periferia a considerare gli immigrati parte integrante del tessuto produttivo e sociale di una città», commenta Giulio Calvisi, responsabile immigrazione Ds. Una delle prime esperienze di partecipazione in un capoluogo è a Lecce, dove il sindaco di An, Adriana Poli Bortone, in omaggio allo slogan della sua campagna elettorale, «per una città, porta d´Europa», ha istituito nel ´99 la figura del consigliere aggiunto. L´hanno seguita Mazara del Vallo, Fermo, Modena e altre città. Negli ultimi giorni anche Pescara, L´Aquila e Bolzano hanno iniziato a discutere di introdurre il consigliere aggiunto. Roma ne ha appena istituiti quattro. Diffuse sono anche le consulte territoriali per l´immigrazione, ma unico nel suo genere è il "parlamentino" della provincia di Rimini. E´ un organismo con poteri consultivi che rappresenta le 113 nazionalità presenti sul territorio. L´obiettivo è eleggere propri rappresentanti nelle circoscrizioni entro il 2006. Questa esperienza ha fatto scuola: a fine novembre la Provincia di Firenze eleggerà un organismo simile, quella di Roma ne ha uno in cantiere. La proposta del vicepremier Fini ha poi fatto da acceleratore. Proposte sono state presentate alla Provincia di Milano e alla Regione Sicilia. La Toscana sta discutendo come modificare lo statuto per disciplinare l´elettorato dei residenti, e l´amministrazione ulivista di Delia, nel Nisseno, ha già scelto per il voto. Iniziative che si muovono su un sentiero delicato. «Manifesti politici apprezzabili», dice infatti il costituzionalista Augusto Barbera, «ma attenzione alle libere interpretazioni della Costituzione. Sono tentativi di allargare una maglia che poi rischia di rompersi: le autonomie locali sono vincolate alla legge, trattandosi di materia elettorale. Una legge ordinaria potrebbe prevedere il voto amministrativo per i "non cittadini" solo se si modificasse l´articolo 48 della Costituzione». Un´altra via però è praticabile per riconoscere agli immigrati una prima forma di partecipazione attiva alla vita politica: «Le amministrazioni locali potrebbero rifarsi al testo unico delle leggi sulle autonomie locali che consente che alcuni organi del decentramento, come le circoscrizioni, vengano eletti dalla "popolazione" e non solo dai "cittadini"» spiega Barbera. Appunto l´obiettivo politico del "parlamentino" di Rimini. IL SECOLO D´ITALIA Comizio del senatur a Trento: Berlusconi tenga duro sul federalismo Voto agli immigrati diecimila no leghisti Bossi: valanga di firme contro i palazzi romani DAL NOSTRO INVIATO GUIDO PASSALACQUA TRENTO - «Sarà una valanga di firme che li seppellirà». Dal palco della festa nazionale della Lega Nord Trentino Umberto Bossi, lancia il suo messaggio alla base, aprendo la campagna di raccolta di firme nei gazebo leghisti contro il disegno di legge sul voto agli immigrati, campagna che è partita da Milano e che secondo il segretario provinciale milanese Matteo Salvini ha già raggiunto la cifra di 10 mila sottoscrizioni. «Chi tocca il Nord muore», urla Bossi nel primo freddo autunnale che sale dall´Adige. Il primo comizio del senatur dopo lo scontro e la faticosa ricucitura con Gianfranco Fini si snoda tra toni bellicosi di circostanza, prudenti ammissioni e la chiamata a raccolta del popolo leghista. «Inciucio», «Complotto di qua e di là dal Tevere», «manovre di Fazio», Bossi ne ha per tutti, ma quando viene al dunque spiega che da tempo ai suoi alleati: «Per ora non aspetto risposte da Fini, quello che io voglio vedere è come sarà l´agenda dei lavori di Berlusconi, quello importa è come si muoverà il Presidente del Consiglio. C´è tempo fino al nove novembre quando ci sarà l´assemblea federale della Lega Nord (probabilmente a Milano ndr), allora vedrò quello che c´è sul piatto e quello che non c´è». Dopo le sfuriate dei giorni scorsi, dopo le minacce di dimissioni fatte avanzare da Calderoli, il segretario leghista sta bene attento a non acuire i toni, da Roma arrivano notizie se non di pace almeno di pacificazione, le ultime telefonate con Berlusconi sono state molto «calorose», ora il senatur aspetta a vedere cosa farà il premier. Certamente non gli è piaciuto per nulla che il Financial Times in prima pagina si sia interrogato sul fatto che Gianfranco Fini possa essere il prossimo premier italiano, del resto questo lo ha convinto ancor di più che dietro le vicende politiche dell´ultima settimana ci sia una regia precisa. «Una regia di qua e di là dal Tevere, scampoli di Cinecittà e pezzi di curia marcia, e dietro c´è il governatore della Banca d´Italia», ha ripetuto Bossi nelle ultime ore. Ma il senatur non si considera alle corde, tutt´altro. «Questi strateghi del tavolino a tre gambe, questi illusionisti, questi strateghi della sciura Maria non hanno vinto un bel niente». Come sempre in queste situazioni Bossi chiama a raccolta i suoi: «La raccolta delle firme deve essere una valanga contro i palazzi romani», proclama invitando alla mobilitazione sul territorio. «Loro stanno rinchiusi nei Palazzi e non si avventurano dove ci sono i leoni», e per Bossi i leoni sono i militanti della Lega Nord. Certo Bossi ammette una cosa, e l´ha anche messa nero su bianco sulla Padania: «Ognuno può presentare le leggi che vuole», un punto a favore di Fini, ma aggiunge anche: «Sarà Berlusconi a dire le leggi che possono o non possono andare avanti». Dunque la partita è aperta. Di sicuro Bossi dopo aver minacciato le dimissioni, non è intenzionato a presentarle. «Io resto, non mi buttano fuori nemmeno con il bulldozer, certo mi pongo delle domande: come si fa a lavorare per le riforme e poi vedersi scavalcare con un voto tecnico? Ma se si esce allora si può dare l´addio alle riforme». La realtà è che Bossi sta aspettando che decolli definitivamente il federalismo, dopo la firma del presidente della Repubblica avvenuta giovedì sera. Con la calendarizzazione dei vari passaggi parlamentari, il senatur si sentirebbe molto più sicuro della maggioranza. Per ora non può fare altro che tuonare contro «gli inciucisti» e preannunciare una «valanga di firme». «Berlusconi tenga duro, a me interessano le riforme non i ministeri. Il problema è il federalismo».
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11 settembre: no al terrorismo, no alla guerra ! Inviato da ARCI Bergamo Mercoledì, 11 settembre 2002 ore 10:59 Contributo di ARCI Bergamo "Torni l'America ad essere America" In occasione dell'11 Settembre, può essere significvativa la rilettura di una poesia del grande poeta americano nero Langston Hughues. Si intitola "Torni l'America ad essere America". Confermiamo la nostra solidarietà con il popolo americano, la nostra radicale opposizione al terrorismo. In questi giorni siamo molto impegnati in incontri ed iniziative per la pace, convinti - come abbiamo detto nella Presidenza nazionale - che le conseguenze di una guerra in Iraq sarebbero devastanti dal punto di vista geo-politico e, terribili come costo di vite umane e di sofferenze. Abbiamo anche avviato contatti con i movimenti per la pace europei e americani. Tom Benetollo Presidente Nazionale Arci “TORNI L'AMERICA AD ESSERE AMERICA” di Langston Hugues Torni l'America a essere America il sogno che era una volta il pioniere della pianura in cerca di una patria dove sarà libero. L'America non è mai stata America per me sia l'America il sogno dei sognatori quell'ampia, forte terra d'amore dove mai re permettono né tiranni congiurano che un uomo venga schiacciato da uno più alto. Non è mai stata America per me Oh sia la mia una terra dove libertà non è coronata da false ghirlande patriottiche ma l'occasione è vera e libera è la vita l'uguaglianza nell'aria che respiri. Non c'è mai stata uguaglianza per me, né libertà, in questa patria dei liberi. Dimmi, chi sei tu che mormori nel buio? E tu chi sei che tendi il tuo velo sopra le stelle? Sono il povero bianco ingannato e respinto. Sono il nero che porta il marchio della schiavitù. Sono il rosso cacciato dalla terra. Sono l'immigrato aggrappato alla speranza che cerca e non trova il solito vecchio stupido schema del cane che mangia cane del potente che schiaccia il debole. Sono il giovane carico di forza e di speranza imbrigliato in quella antica catena infinita di profitto potere guadagno Terra arraffata Arraffare l'oro Arraffare i mezzi per soddisfare il bisogno far lavorare gli uomini possedere tutto per la propria infidigia Sono il contadino schiavo della terra Sono l'operaio venduto alla macchina sono il nero, servo a voi tutti sono il popolo. Umile, affamato, inferiore affamato oggi ancora, nonostante il sogno Ancora oggi percosso, o pionieri. Sono l'uomo che non è mai arrivato l'operaio più povero, barattato negli anni. Eppure, sono colui che ancora schiavo di re sognava il nostro sogno fondamentale in quel vecchio mondo che sognava un sogno tanto forte, coraggioso e vero che ancora oggi la sua audacia poderosa conta in ogni mattone, in ogni pietra, in ogni solco aperto che ha fatto dell'America il paese che è diventato. Oh, io sono l'uomo Che solcò gli antichi mari In cerca di quella che desideravo Mia Patria Giacché sono colui che ha lasciato la scura costa d'Irlanda e strappato dalle spiagge dell'Africa nera sono venuto a costruire una patria Dei Liberi. Dei Liberi? Chi ha detto liberi? I milioni di sussidiati di oggi? I milioni contro cui si spara quando scioperiamo? I milioni che non hanno nulla di salario? Nonostante tutti i sogni che abbiamo sognato, tutte le canzoni che abbiamo cantato, tutte le bandiere che abbiamo issato milioni che non hanno nulla di salario tranne il sogno – che è oggi quasi morto. Oh, torni l'America a essere America La terra che non è mai stata E tuttavia deve essere La terra dove ogni uomo è libero La terra che è mia, del povero, dell'indiano, del nero io che ho fatto l'America. Io di cui il sangue è sudore la fede e il dolore la mano alla fonderia l'aratro sotto la pioggia devono riportare il nostro sogno poderoso Sicuro, datemi tutti gli insulti che volete l'acciaio della libertà non arrugginisce a chi vive come sanguisuga sulla vita del popolo dobbiamo strappare la nostra terra, America. Si, lo dico chiaro: l'America non è mai stata America per me Eppure io lo giuro: l'America sarà. Della rovina e distruzione della nostra morte di gangster dallo stupro e dal marcio della corruzione e furti e menzogne Noi, il popolo, dobbiamo redimere la terra, le miniere, le piante, i fiumi le montagne e l'infinita pianura Tutto! Tutta la distesa di questi vasti stati verdi E, ancora una volta, fare l'America.
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Ciao a tutti, ieri ho scritto il mio primo post su questo forum, con una fugace pseudo-presentazione, ma mi riproponevo di presentarmi come si deve. Infatti eccomi qui. Sono Max, ho 41 anni , vivo a Milano ed ho la passione per lo sport e le moto. Dopo gli esordi sulle due ruote in scooter a 14 anni, sono passato all'Honda CB 125. Poi, dopo una lunga pausa dovuta ad un incidente molto molto brutto , la passione ha avuto la meglio sulla paura e da allora ho avuto Honda (CX 500) e Yamaha (XS 400 e XJ600S Diversion). Da poco più di una settimana ho un Bandit 650S e, come ho già avuto modo di dire, per il momento sono abbastanza contento. Nel mio trascorso motociclistico, oltre a "vagare" per la città e le tangenziali, ho fatto anche viaggi (tappe non più lunghe di 550 km) e vacanze (fino a 10 giorni), sempre in due. Mi piacciono le gite, soprattutto quelle che si snodano lungo strade secondarie e bei panorami. Sono uno dalla guida tranquilla, uno che su qualche newsgroup potrebbe essere chiamato "fermone", però mi piace da matti "cavalcare" la mia moto. Purtroppo, da quando siamo diventati tre, le gite si sono ridotte "al lumicino", i viaggi sono vicino allo zero, e le vacanze in moto me le sono scordate!!!! Però ... ero cosciente che sarebbe andata così!!! Come sono andato?!?! A presto. Ciao a tutti Max sdoppietta : 8/4/2005 9:45 prima! ottimo! benvenutissimo, qui c'è di sicuro chi è più fermo di te ma con meno motivi validi a seguito!! vieni al motoraduno? porti tutta la famiglia!!! lele : 8/4/2005 9:48 Benvenuto!!! libido : 8/4/2005 9:48 benvenuto fabu : 8/4/2005 9:48 benvenuto!!! bella la tua presentazione, completa e sincera, compliments!!! qui magari potrai vivere la passione per la moto recuperando quello che ormai non puoi più fare per motivi logistici.complimenti per il b6.5, di che colore è?posta una foto nell'album!!ciao Lancelot : 8/4/2005 9:59 ...benvenuto tra di noi, magari un mercoledì passa a trovarci e a bere una birra al mitico "Bandit mercoledì" Dibe : 8/4/2005 10:01 Citazione: sdoppietta wrote: prima! Che vuol dire?!?! Citazione: ottimo! benvenutissimo, qui c'è di sicuro chi è più fermo di te ma con meno motivi validi a seguito!! Grazie per l'ottimo e, soprattutto per il benvenuto! Per quanto riguarda l'andatura, con l'età (sic!), ho imparato che l'andatura giusta è quella alla quale ti diverti!!! Non credo ci sia un'andatura "giusta" per tutti, l'importante è avere le sensazioni "giuste", quelle che ti spingono a prendere la moto anche se fuori il termometro è sotto lo zero, che ti fanno avere quelle attenzioni per la moto che non metti in tante altre cose, che te la fanno sentire una "compagna" con la quale devi entrare nella giusta sintonia!!! Citazione: vieni al motoraduno? porti tutta la famiglia!!! Non ero ancora registrato e, da buon osservatore delle regole, mi sono letto un pò di messaggi nei vari forum. Tra questi, ovviamente, ho letto quello del raduno e, un secondo dopo ho telefonato alla zavorrina per proporre la cosa!!!! Sono ancora in fase di contrattazione, ma non credo che alla fine riuscirò a spuntarla!!! Motivi? Se veniamo in moto (e come se no? dico io!) dobbiamo lasciare il bambino a casa e lei non vuole; inoltre, fino a quando non avrò convinto lei a trasformarsi da zavorrina a "cavaliere" (ma non siamo tanto lontani), non possiamo avventurarci in tre!!! Se non riesco quest'anno, ci riproverò il prossimo!!! Ciao Max Dibe : 8/4/2005 10:07 Grazie per il benvenuto e per i complimenti. B650S colore argento (bellissimo, aggiungo!!! ). Ho già una foto fatta durante la gita di domenica scorsa. Devo però farmi dare il formato digitale (non l'ho fatta io) per potervela far vedere. Ma non mancherò!!! Ciao Max sdoppietta : 8/4/2005 10:27 Citazione: sdoppietta wrote: prima! Citazione: Dibe wrote: Che vuol dire?!?! che son la prima ad averti dato il benvenuto.. qua dentro spesso le cose sono proprio stupidine come sembrano.. ..soprattutto se le vedi scritte da me.. Castorina : 8/4/2005 10:49 Evviva... un nuovo amichetto per Mina Ingiulin Blak e Gunny!!! Benvenuto! Liuppy74 : 8/4/2005 10:59 Bienveniuto ganassa : 8/4/2005 11:04 Benvenuto. Presentazione esauriente direi. Perchè non ti allarghi ancora un po' e ci fai una prova del B650? Dibe : 8/4/2005 11:55 Citazione: sdoppietta wrote: Citazione: sdoppietta wrote: prima! Citazione: Dibe wrote: Che vuol dire?!?! che son la prima ad averti dato il benvenuto.. qua dentro spesso le cose sono proprio stupidine come sembrano.. ..soprattutto se le vedi scritte da me.. ... è che, avendo visto qualche "sgridata" in giro, avevo avuto timore fosse stata una specie di c@zziatone per non essermi presentato ... prima!!! Beh! visto che non è così, sono contento, e sono ancora più contento che il primo reply sia arrivato da una bandita!!! Ciao Max Dibe : 8/4/2005 12:02 Citazione: ganassa wrote: Benvenuto. Presentazione esauriente direi. Perchè non ti allarghi ancora un po' e ci fai una prova del B650? A dire il vero mi ero già "allargato" ieri!! Ti ripropongo quanto avevo scritto: Citazione: Di moto ne ho guidate diverse ma mi azzardo a farti un paragone solamente rispetto al Diversion che è la moto che ho guidato per più tempo e fino a 10 gg fa: - il rapporto giri/velocità mi sembra molto simile; - mi sembra più stabile in curva il B650S; - mi mancano le maniglie laterali per manovrarlo, per metterlo sul cavalletto centrale e, soprattutto, mancano al passeggero durante la marcia (ho fatto una gita di più di 200 km domenica scorsa e alla fine mi sono beccato un bel pò di lamentele dalla mia zavorrina per il dolore alle spalle!!!) ; - la posizione delle gambe del passeggero non è sacrificata; - a dispetto di alcuni commenti sentiti, il motore mi sembra molto più silenzioso; - non capisco perchè il parabrezza del cupolino sia aperto alla base (crea un certo rumore dato dalle turbolenze) ; - il minimo mi sembra molto alto (ma forse al primo tagliando verrà regolato). C'è qualcuno che sa se è giusto che sia sempre sopra i 1500 rpm? ; - la leva della frizione della Diversion mi sembrava dura, ma ora ho cambiato idea!!!! Spero che con il tempo la leva del B650S si "smolli" un pò!!! - trovo che il motore sia molto elastico e risponda molto bene ; - ho trovato gli specchietti del B650S molto più orientabili e trovo comodo averli sul cupolino invece che sul manubrio in modo da avere la visibilità anche quando, da fermi, si sterza per girare partendo da fermi; - trovo molto comoda la sella regolabile; Poi, al momento, non mi viene in mente altro, però chiedi pure se hai domande. Ad integrazione di quanto ho scritto, aggiungo che sottoscrivo quasi integralmente il post di Antikas "B650N una mezz'ora di divertimento". Dico quasi, perchè il mio è un S e poi soprattutto perchè, essendo in rodaggio, sto seguendo quanto riportato nel manuale (non oltre i 6.000 giri) e quindi, il mio, non è sicuramente un report completo. Può essere valido per quanto riguarda le prime impressioni.
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Sasso Marconi - Fontana, Piazza Cremonini: Fiabe per sempre 05-06-2005 ore 21:00 Spettacolo per buffone e burattini con musica dal vivo. Le avventure di mille fiabe si incrociano e gli stessi protagonisti rischiano di perdersi nelle fiabe degli altri. Prende il via domenica 5 giugno a Sasso Marconi Piccoli Teatri. Giunta alla sua sesta edizione la rassegna rinasce, cresce e si presenta come un piccolo festival dedicato al teatro di figura, il teatro che unisce gli attori in carne ed ossa con attori artificiali: burattini, marionette, pupazzi, ombre… Le compagnie ospitate provengono da diverse zone d'Italia e si distinguono per la raffinatezza e l'originalità del proprio lavoro.Un festival ricco di eventi con 8 spettacoli distribuiti in differenti luoghi della città e poi incontri, approfondimenti, laboratori, un'esposizione e una straordinaria parata d'apertura per chi vuole scoprire il gusto, la magia, le diversità, la potenza comunicativa e il divertimento di un teatro piccolo solo per dimensioni. [ Torna al calendario ] Il programma completo Sasso Marconi 5-23 giugno 2005 Piccoli teatri - Sesta edizione spettacoli, laboratori ed incontri con il teatro di marionette e burattini direzione artistica teatrino giullare Anteprime Domenica 5 giugno - ore 21.00 Fontana, Piazza Cremonini Compagnia Fantulin (Firenze) Fiabe per sempre Spettacolo per buffone e burattini con musica dal vivo. Le avventure di mille fiabe si incrociano e gli stessi protagonisti rischiano di perdersi nelle fiabe degli altri. Giovedì 9 giugno - ore 21.00 Borgonuovo, Centro Civico Compagnia Romano Danielli (Bologna) in Le disgrazie di Fagiolino Un classico della scuola burattinesca bolognese con le astuzie, le disavventure e le disgrazie dei nostri eroi popolari Fagiolino e Sganapino. Al termine rinfresco con crescentine Inaugurazione Mercoledì 15 giugno - ore 18.00 Parate di apertura del Festival Gran parata per le vie del Capoluogo con i pupazzi giganti e i musici del Teatro del Corvo di Milano.. Partenza da Villa Marini e arrivo nella Piazzetta del Teatro. Al termine rinfresco. Mercoledì 15 giugno - ore 19.00 Capoluogo - Sala mostre Inaugurazione Mostra Piccoli attori con la Visita Guidata del Teatrino Giullare. Al termine brindisi. Mercoledì 15 giugno - ore 20.30 Sala Mostre Visita guidata alla mostra Performance/viaggio con il Teatrino Giullare che guiderà i visitatori in una sorprendente avventura tra le storie e gli oggetti in mostra. Ingresso libero. Prenotazione consigliata. Mostra 16 - 23 giugno Sala Mostre Renato Giorgi Piccoli attori Esposizione di burattini, figure e percorsi del Teatrino Giullare Una fabbrica di idee e figure, un teatro fantastico popolato di attori di legno, maschere e marchingegni scenici. Ingresso libero Orari: tutti i giorni dal 16 al 23.6 ore 16:30 – 19. Nei giorni giovedì 16 e 22 apertura straordinaria fino alle ore 21. Laboratori ed incontri Martedì 21 giugno - ore 17:30 Sala Atelier Incontro: Eppur si muove Dimostrazione/spettacolo sull'arte del teatro di burattini .Un percorso dimostrativo sulle capacità espressive del burattino, con scene, trucchi, segreti, momenti topici dell'animazione. A guidare questo viaggio nei segreti del mondo delle teste di legno sarà il burattinaio Antonio Murru della Compagnia Is Mascareddas.Ingresso libero. Iscrizioni gratuite nelle sere di spettacolo oppure il giorno stesso prima dell'incontro. Giovedì 23 giugno - ore 17:30 Sala Atelier Laboratorio: Come nascono e vivono le marionette, i burattini, i pupazzi da tavolo. Laboratorio di avvicinamento alla conoscenza del teatro di figura con la visione delle diverse tecniche e prove di manipolazione con i materiali degli allestimenti del Teatro Alegre. Iscrizioni gratuite nelle sere di spettacolo oppure il giorno stesso prima del laboratorio. Massimo 20 partecipanti. Il festival Giovedì 16 giugno - ore 21.00 Capoluogo - Piazzetta del Teatro Teatrino del Giullare in Capitan Fracassa Dal Soldato fanfarone, una delle più fortunate e divertenti commedie di Plauto, uno spettacolo ricco di soluzioni sceniche,Di trovate, un crescendo di situazioni comiche e paradossali dal ritmo frenetico che esplodono nel clamoroso scacco finale di Arlecchino ai danni del presuntuoso Capitan Fracassa. Venerdì 17 giugno - ore 21.00 Fontana - Piazza Cremonini Teatrino Giullare in Serenate Tre storie che iniziano sotto la finestra di Colombina e si allargano sperimentando l'inesauribile vitalità del trio Arlecchino-Brighella-Pantalone. Una banda di personaggi stilizzati e surreali che reinventano la Commedia dell'Arte. E' un mondo comico e necessario pieno di scontri, danze e avventure straordinarie. Arlecchino da il meglio di sé:, stupisce, inventa, commuove e diverte con un linguaggio universale composto di suoni, rumori e musica. Lunedì 20 giugno ore 21.00 Borgonuovo - Centro Civico Is Mascareddas (Cagliari) in Areste Paganos e la farina del diavolo Cosa succede se l'immortale storia di Romeo e Giulietta spicca un balzo dalle pagine di Shakespeare e fa capolino sul boccascena di un teatrino di burattini? Areste Paganòs, burattino sardo figlio di Belzebù e Pulcinella, dovrà superare mille difficoltà che si oppongono all'unione tra due innamorati… Martedì 21 giugno - ore 21.00 Fontana - Piazza Cremonini Is Mascareddas (Cagliari) in Areste Paganos e i giganti Areste Paganòs, armato di intelligenza e ironia, lancia una "sfida memorabile“ che riuscirà a modificare l'atteggiamento negativo dei bulli del suo paese riportando la pace. Uno spettacolo ispirato alla tradizione popolare italiana e fortemente radicato nell'humus sociale e culturale della Sardegna, da dove viene la Compagnia. Mercoledì 22 giugno - ore 21.00 Borgonuovo - Centro Civico Teatro Alegre (Pinerolo-To) in A'nnamurata mia Pulcinella é l'eroe incontrastato della baracca e il suo amore per Teresina é difeso, negato, invidiato, rubato e arrestato, ma con il suo bastone Pulcinella spacca e rompe, difende e infilza . Giovedì 23 giugno - ore 21.00 Capoluogo - Piazzetta del Teatro Teatro Alegre (Pinerolo-To) in Marionette in cerca di manipolazione Lo spettacolo è composto da brevi episodi senza parole che trattano, temi diversi della vita quotidiana esclusivamente attraverso la comunicazione gestuale dei burattini. Una pantomima dove i burattini,manipolati alla maniera dei "bunraku" giapponesi, con la loro precisione e ricchezza di movimenti scoprono un nuovo linguaggio basato sulle immagini e sulle sensazioni. Al termine saluto finale e rinfresco. Tutti gli eventi sono ad ingresso libero e si svolgeranno anche in caso di maltempo in luoghi coperti adiacenti.
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LEGGE SUL RISPARMIO. LA CONCORRENZA NEL SETTORE BANCARIO PASSA ALL'ANTITRUST COME IN TUTTI GLI ORDINAMENTI DEMOCRATICI DDL RISPARMIO: OGGI GRANDE GIORNATA PER I RISPARMIATORI ! DOPO IL MANDATO A TERMINE DEL GOVERNATORE,LA CONCORRENZA PASSA ALL'ANTITRUST COME IN TUTTI GLI ORDINAMENTI DEMOCRATICI. TALE PASSSAGGIO,AVRA' UN IMPATTO FAVOREVOLE SUI COSTI DEI CONTI CORRENTI banca RI TRA I PIU' ELEVATI D'EUROPA E SULLA QUALITA' E L'EFFICIENZA DEI SERVIZI,NON SEMPRE ALTEZZA ATTESE DEGLI UTENTI . Grande ed euforica giornata oggi per i risparmiatori italiani: dopo l'abolizione del mandato a vita del Governatore della banca d'Italia,la vigilanza sulla concorrenza delle banche passa all'antitrust come in tutti gli ordinamenti democratici del mondo. Le commissioni finanza ed attività produttive della Camera,che hanno anche bocciato l'emendamento del Governo soppressivo della norma contenuta nel ddl risparmio,ha cos' sanato un vulnus insito nella legge 287/90 varato 15 anni fa sotto dettatura delle banche e di Bankitalia,che tanti danni ha inferto al popolo dei risparmiatori. Con il controllo sulle banche che passa dunque dalla banca d'Italia all'Antitrust,anche i risparmiatori ed utenti banca ri italiani possono finalmente nutrire la speranza di servizi banca ri efficienti con servizi di qualità commisurati ai costi. Dopo l'approvazione di queste nuove e tanto attese norme per l'interesse del Paese, non sarà facile per gli “amici del Governatore” ribaltarle al Senato,anche perché le associazioni dei consumatori,con Adusbef in testa,faranno un presidio additando al pubblico degli elettori,quegli eventuali senatori che volessero difendere gli indifendibili assetti di un'oligarchia finanziaria che ha prodotto macerie sugli interessi generali dei risparmiatori. Oggi le commissioni finanze ed attività produttive della Camera hanno segnato una nuova era,sconfiggendo con gli accordi tra il Governatore Fazio e Berlusconi,la volontà di mettere il bavaglio alle esigenze di cambiamento richiesto dagli ambienti più progressisti ed illuminati (salvo il retrivo Montezemolo),della società civile e delle associazioni dei consumatori.
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Tanti e tanti anni fa, (così si racconta) Tupà, il dio del bene, creò la terra, le acque e i cieli. Agnà, il dio del male, era talmente geloso di lui che passava il tempo a lambiccarsi il cervello, pensando a come avrebbe potuto rovinare tutto quel bel lavoro. Cominciò quindi a colpire un paio di montagne, e le schiacciò, fino a renderle piatte. Poi deviò il corso dei fiumi. Tupà, allora, decise di formare gli esseri viventi che avrebbero popolato questo mondo. Cominciò con le piante. Prima ricoprì la terra con un tappeto di erba e muschio. Poi diede il profumo ai fiori, e li decorò con i colori dell'arcobaleno. Infine addobbò gli alberi, con foglie e frutti. Di fronte a tanta bellezza, Agnà quasi si sentì svenire dalla rabbia. Rimase quindi barricato nella sua grotta, per giorni interi, imprecando e pestando i piedi. Nel frattempo Tupà, il dio del bene, continuò la sua opera creando gli animali. Tagliò i raggi del sole a strisce, e ne fece le squame del pesce rosso. Cucì insieme alcuni frammenti di lichene e confezionò un vestito, che sarebbe diventato la pelle del caimano. Affilò uno ad uno gli artigli del ghepardo; creò un ricamo con i fili di pioggia, per permettere al ragno di tessere la propria tela. Insegnò agli uccelli a cantare, ai pesci a nuotare e alle scimmie a saltare... Con amore e pazienza infiniti popolò a poco a poco la terra, i cieli e le acque di esseri magnifici, unici nella loro bellezza. Infine, un giorno creò l'uomo. Mise talmente tanto impegno, nella sua opera, che lo fece simile a lui. Si dice che, al vederlo, si emozionò e pianse: come un padre che abbraccia il proprio figlio, per la prima volta. Agnà, nel frattempo, aveva ripreso ad aggirarsi lì intorno. E quanto si arrabbiò, vedendo tutte quelle meraviglie che il dio del bene aveva creato. Ma quando si incontrò faccia a faccia con l'uomo, la sua ira passò ogni limite. Tanto era furibondo, che la bocca gli si torse, la cosa si attorcigliò e i capelli si drizzarono a punta. Giurò e spergiurò che avrebbe rovinato quella creatura di cui Tupà andava tanto fiero. Fu così che scatenò le tempeste, fece straripare i fiumi e seccare i frutti succosi sugli alberi. Tupà, comunque, si impegnò a proteggere l'uomo da tutte le avversità che Agnà voleva scagliare su di lui. E si adoperò con ogni impegno, per far ricadere sul nemico i danni che questi voleva causargli. Una volta, il dio del male sollevò un gelido vento polare pensando che l'uomo, con la sua pelle fine e delicata, non ne avrebbe sopportato la potenza. Tupà stava vicino alla sua creatura, per proteggerla. Quando si rese conto che la morsa di gelo avrebbe potuto ucciderla, le diede in dono la cosa più preziosa: il fuoco. Fu così che, grazie al primo focolare, l'uomo poté riscaldarsi e ritemprarsi. Agnà si torceva dalla rabbia e soffiò sulle fiamme con tutto il fiato che aveva in gola, per spegnerle. Ottenne invece l'effetto contrario. Ravvivò il fuoco e migliaia di scintille schizzarono nel vuoto, disperdendosi in ogni dove. Cieco di rabbia, Agnà prese a rincorrerle, a destra e a sinistra. Tupà, che si sbellicava dalle risa, decise di giocargli un bello scherzo. Per confonderlo ancora di più, tramutò le scintille in lucciole, piccoli insetti luminosi che Agnà cercava invano di acchiappare. Da allora che questi animaletti continuano a volare e, mentre fluttuano nell'aria, si accendono e si spengono come se Agnà li stesse inseguendo per catturarli.
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Gibellina rinasce e viene ricostruita secondo un sistema urbano articolato in due blocchi disposti simmetricamente lungo un asse longitudinale. Una squadra di architetti e artisti realizzano per il nuovo centro monumenti e sculture unici nelle loro forme e nell'interazione con l'ambiente. La natura ne decide le sorti, l'arte ne cambia il volto: è la storia di Gibellina, uno dei centri più affascinanti del Belìce. Il 14 gennaio 1968 le case ondeggiano, cade qualche tetto, i muri si lesionano, è il terremoto. La gente abbandona le abitazioni, arriva la notte e scosse più violente distruggono Gibellina e altri paesi del Belìce, ma per la città inizia una nuova esperienza. Gibellina rinasce e viene ricostruita secondo un sistema urbano articolato in due blocchi disposti simmetricamente lungo un asse longitudinale. Una squadra di architetti e artisti realizzano per il nuovo centro monumenti e sculture unici nelle loro forme e nell'interazione con l'ambiente. A venti chilometri dalla nuova Gibellina sono i ruderi della città vecchia . Su questi veglia il Cretto di Alberto Burri, un esempio monumentale di land-art realizzato con blocchi di cemento. Ma il simbolo di Gibellina é una stella, la Stella di Pietro Consagra. È la Porta al Belìce, un'opera d'acciaio inox alta ventiquattro metri. Imboccando una strada alla destra della città, si arriva al Baglio Di Stefano, un complesso rilevato dal Comune e restaurato dagli architetti Marcella Aprile, Roberto Collovà e Teresa La Rocca per ospitare istituzioni culturali ed universitarie, attorno al esso il Giardino degli odori. Seguiamo il richiamo che arriva da questa città per noi misteriosa. Ci addentriamo: lungo Viale degli Elimi ci aspetta Palazzo Di Lorenzo , opera di Francesco Venezia. Nel suo cortile troviamo una facciata recuperata da un antico palazzo della vecchia Gibellina. Ci affacciamo da una finestra e in lontananza l' Arato , macchina scenica di Arnaldo Pomodoro. Questo è solo l'inizio e allora continuiamo. Oltre s'incontrano il Meeting e il Teatro di Pietro Consagra, volgiamo lo sguardo e si presenta ai nostri occhi la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni. Ancora, ecco il Sistema delle Piazze di Laura Thermes e Franco Purini: riscrittura architettonica in un progetto comprendente cinque grandi piazze consecutive. Gibellina è un grande museo all'aperto. Sotto i porticati del Municipio di Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà, si trovano i pannelli in ceramica decorati da Carla Accardi e i Carriscenici di Arnaldo Pomodoro. Quasi a delimitare la grande piazza antistante il Municipio, si susseguono le forme in metallo bianche di Pietro Consagra, la Città di Tebe , la Torre di Alessandro Mendini e la scultura in travertino Città del Sole di Mimmo Rotella. Le opere sono ovunque: in Viale Marinuzzi si incontra il Sacrario ai Caduti di Giuseppe Uncini. Continuando per via Gagini, ecco la Fontana di Andrea Cascella. Ultima meta, il Museo Civico che, oltre ad opere d'arte contemporanea uniche, ospita una sezione dedicata alla civiltà contadina. Uscire da Gibellina e immergersi nell'assoluto della campagna del Belìce è un contraccolpo che porta ai nostri occhi nuove immagini ma anche nuovi odori ed emozioni.
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Intervistato da Ugo Cubeddu su il Messaggero del 14 settembre 2004, l'autorevole leader dei sunniti spiega perché è convincente l'ipotesi dello zampino dei servizi segreti nel rapimento delle due Simone. Anche per l'assassinio di Enzo Baldoni ci fu chi avanzo la stessa ipotesi. Terroristi, guerriglieri, resistenti, soldati invasori e adesso anche barbefinte: sono davvero molti i protagonisti del terrore. «Le ragazze avevano ricevuto minacce» Abu Salam Al Kubaisi Intervistato da Ugo Cubeddu su il Messaggero del 14 settembre 2004, l'autorevole leader dei sunniti spiega perché è convincente l'ipotesi dello zampino dei servizi segreti nel rapimento delle due Simone. Anche per l'assassinio di Enzo Baldoni ci fu chi avanzo la stessa ipotesi. Terroristi, guerriglieri, resistenti, soldati invasori e adesso anche barbefinte: sono davvero molti i protagonisti del terrore. BAGDAD - Sono tutti d'accordo: questo delle due Simone è un sequestro ”strano”, ”diverso”: spezza regole non scritte, spezza consuetudini che da cinque mesi qui in Iraq sono diventate norme di comportamento ormai quotidiane. Prima bastava tendere un agguato per strada (magari con qualche soffiata precisa) e poi negoziare, all'interno delle tante organizzazioni - banditi inclusi - il valore degli ostaggi e cominciare il balletto della morte, eseguita o negoziabile. Poi - con le due Simone, ma per ora solo con loro - le regole sono cambiate e proprio i sunniti, che hanno forti legami con la guerriglia in tutte le città irachene, sono i primi a essere incerti. Ecco allora Al Kubaisi, numero due del Consiglio degli Ulema, il massimo organismo sunnita (vuol dire il 45 per cento della popolazione irachena), che racconta la sua valutazione del sequestro, i suoi contatti con le due Simone, la sua “storia” di questo sequestro. Dottor Al Kubaisi, quando ha incontrato le due ragazze di “Un ponte per Bagdad”? «Lunedì, il giorno prima del sequestro. Sono venute da me, abbiamo parlato insieme per un'ora e un quarto. Prima mi hanno spiegato quello che stanno facendo per l'Iraq, il loro lavoro per la Ong. In un primo momento non riuscivo a capire perché mi raccontassero queste cose, poi tutto è stato più chiaro. Abbiamo paura, mi hanno detto, c'è chi ci sta spingendo in una direzione diversa da quello che è il nostro lavoro. Abbiamo ricevuto molte telefonate di minacce in questi ultimi tempi e quindi vorremmo andare a Falluja per aiutare la gente di lì, mi hanno spiegato, ma ovviamente abbiamo bisogno del vostro appoggio». Lei cosa ha risposto? «Che non c'era nessun problema, che potevano contare su di noi. Anzi, ci siamo messi d'accordo che ci saremmo rivisti mercoledì a pranzo per discutere il programma che avrebbero portato, dopodiché ci siamo salutati. Martedì le hanno sequestrate e mercoledì un iracheno è venuto a portarmi il loro programma. Eccolo, vede? Pensavano di cambiare anche il nome della loro organizzazione chiamandola, per il periodo di permanenza a Falluja, “Un ponte per l'emergenza”. Poi, prima di andare via, mi hanno anche chiesto dove potevano fare qualche corso per donne per imparare meglio la religione islamica. Mi hanno fatto una impressione molto buona, erano anche molto rispettose nel modo di vestirsi e, secondo me, molto brave in quello che facevano». Lei cosa sa del sequestro? «Abbiamo raccolto delle testimonianze e ci siamo fatti un quadro di quello che è successo. Il gruppo era costituito da venti persone, vestite in modo quasi uguale, all'occidentale. Avevano tutti quei gilet pieni di tasche che portate voi giornalisti con, sotto, dei giubbotti antiproiettile e tutti erano armati con quelle mitraggliette che usano i ”contractors” che lavorano per gli americani. Dieci sono entrati, altri dieci sono rimasti a sorvegliare la strada. Sono arrivati su 3 pick-up, più una Peugeot station wagon e due Toyota Land Cruiser e hanno fatto tutto con molta calma, come se avessero le spalle coperte. I dieci che sono entrati obbedivano a un uomo con il pizzetto che chiamavano “Stath”, signore, e all'interno non c'è stata agitazione, né fretta. Hanno chiamato le due donne per nome, poi i due collaboratori iracheni, li hanno portati sulle macchine e sono andati via». Chi pensa possano essere? «Non ho molti dubbi: direi uomini di qualche servizio segreto straniero. Per la loro organizzazione, per la sicurezza e la tranquillità con cui si sono mossi, per le armi che avevano. Certamente diversi dai vari gruppi che sequestrano gente per strada, stranieri e iracheni». Crede alla rivendicazione di “Jihad al Islam per l'Iraq” che si dice legata ad Al Zarkawi, il numero due di Al Qaeda secondo gli americani? «No, francamente no. Anzi, penso che in realtà che il nome di Al Zarkawi sia invece usato dagli americani come copertura per quello che stanno facendo in molte città dell'Iraq e so anche che in suo nome sono usciti su Internet attacchi molto forti contro di noi». Avete avuto incarichi di mediazione dagli italiani? «No, nessuno. Il vostro ambasciatore è venuto qui, alla moschea di Umm Al Khura, per una riunione di capi tribù, ma non ci è stato dato alcun incarico. Noi però rivolgeremo un appello per la liberazione degli ostaggi, cercando di fare leva sulla religione dei rapitori e non sui giochi politici. Che sono tanti e molto pericolosi».
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AlberoBello ci scrive chiedendo delucidazioni su uno degli aspetti più complessi di Hattrick, ovvero il mercato: "Vorrei avere alcuni consigli sul mercato: Sia per quanto riguarda gli acquisti -Quando farli,come farli. che le cessioni -come vendere i giocatori." Il mercato è indubbiamente una delle componenti più complesse di Hattrick e molti manager di spicco, nei loro primi giorni, hanno fatto errori più o meno grossi proprio credendo di fare affari sul mercato. Come prima cosa consiglio, quando si è in cerca di un giocatore, di dare un'occhiata ad almeno una decina di aste di giocatori simili, per farsi un'idea del prezzo medio ed evitare di spendere cifre troppo alte. A tale proposito ci vengono in aiuto alcuni programmi (HAM a pagamento e Hattrick Buddy freeware) che hanno al loro interno funzioni di "stima dei prezzi". Il prezzo di vendita di un giocatore può essere grandemente influenzato dalle abilità secondarie, quindi se cercheremo ad esempio di prendere un attaccante con assist scarso lo pagheremo molto meno di uno con assist insufficiente o accettabile. Per quanto riguarda la vendita dei giocatori, la cosa più importante è l'ora di vendita. Mediamente verranno venduti meglio giocatori con scadenza alla sera, magari nei giorni prima delle partite (venerdì, sabato, lunedì o martedì). Per quanto riguarda il prezzo di vendita ci sono principalmente tre scuole di pensiero: 1. Mettere il giocatore poco (un 10-15%) al di sotto del suo "prezzo stimato". Può essere una buona idea: se il giocatore è richiesto, l'asta alla scadenza sarà affollata. Potrebbe però comunque capitarci di vendere il giocatore sotto costo. 2. Mettere il giocatore al prezzo stimato. Rischiamo di non vendere il giocatore e quindi buttare via i 1000 euro per mettere sul mercato il giocatore ma, se lo vendiamo, ricaveremo la cifra giusta. 3. Mettere il giocatore a 0. Giocatori a 0 corrono lo stesso rischio di quelli sottocosto, ovvero rischiano di essere venduti a meno, ma l'asta di questi giocatori è più "affollata" perché questi giocatori solitamente non vengono filtrati durante le ricerche. Passando a parlare dei mercati, va detto che i mercati in cui c'è più offerta sono quelli con i prezzi maggiori quindi, se vogliamo trovare dei buoni affari, ci conviene andare a cercare in mercati più piccoli. Il modo migliore per fare veri affari è comunque quello di armarsi di tanta pazienza e cercare i giocatori che ci servono su tutti i mercati e cercare di essere sempre presenti alla scadenza dell'asta del giocatore che ci interessa. Alla prossima! Gixx - 23/05/2004 Altre notizie 23/10/2004 - L'allenatore (2) 18/10/2004 - L'allenatore (1) 18/06/2004 - Sulle valutazioni nella 6.6 23/05/2004 - Il mercato 27/04/2004 - E io questo dove lo metto? 13/04/2004 - Il clown Pag.: [ 1 ] [ 2 ] [ 3 ] La Gazzatta di Hattrick utilizza informazioni provenienti dal gioco online www.Hattrick.org . L'utilizzo di tali informazioni è stato autorizzato dagli sviluppatori e dai titolari del copyright Hattrick.org, Extralives AB
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› Roma, SPECIALE ELEZIONI - TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE E LE RISPOSTE AI QUESITI ELETTORALI PIU' FREQUENTI Lunedi 25-07-2005 › Roma, AIUTI UMANITARI PER LA BULGARIA Mercoledi 13-07-2005 › Roma, CONTINUA IN ITALIA LA CAMPAGNA EUROPEA PER LA SICUREZZA STRADALE PROMOSSA DALLA CROCE ROSSA IINTERNAZIONALE Martedi 12-07-2005 › Pietrelcina, ALLA CRI IL PREMIO SOLIDARIETA' PADRE PIO DA PIETRELCINA Domenica 03-07-2005 › Roma, IL NUOVO REGOLAMENTO DELLE COMPONENTI VOLONTARISTICHE DELLA CROCE ROSSA ITALIANA Venerdi 01-07-2005 › Roma, CORSO DI FORMAZIONE PER DELEGATI INTERNAZIONALI Giovedi 23-06-2005 › Roma, LA GUARDIA DI FINANZA CONSEGNA ALLA CRI I FONDI RACCOLTI PER LE POPOLAZIONI DEL SUD EST ASIATICO COLPITE DAL MAREMOTO Giovedi 09-06-2005 › Roma, PUBBLICATO IL NUOVO STATUTO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA › Roma, AVVISO AI SOCI: AL VIA LE ELEZIONI CRI
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Documenti - Atti dell'Incontro dei Consigli Nazionali delle Associazioni Sportive di ispirazione cristiana (Roma - Vai subito al Contenuto - Vai subito al Menu delle SeZioni - Torna alla Home - Path di questa pagina: HOME > DOCUMENTI > Atti dell'Incontro dei Consigli Nazionali delle Associazioni Sportive di ispirazione cristiana (Roma CONTENUTO [ Salta al Menù delle altre sezioni ] Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo libero, turismo e sport Atti dell'Incontro dei Consigli Nazionali delle Associazioni Sportive di ispirazione cristiana (Roma, 24 novembre 2001) Presentazione Il desiderio da tempo coltivato si è dunque realizzato. Il 24 novembre 2001, presso il Santuario del Divino Amore (Roma), si è svolto l’ “Incontro dei Consigli Nazionali delle Associazioni Sportive di ispirazione cristiana”, promosso e attuato dall’Ufficio Nazionale della CEI per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, d’intesa e con la fattiva collaborazione delle stesse Associazioni Sportive. Oggi quell’ “evento” non giace come un bel ricordo nell’archivio della memoria storica delle vicende personali o associative, ma rappresenta dal vivo una sfida al nostro metabolismo intellettuale e spirituale così insidioso e spesso capace di appiattire nel mare dell’indifferenza anche le esperienze più liete e significative. Questi “Atti” tornano opportuni allora per risvegliare le coscienze e per porre in essere scelte responsabili. Dunque sono una sfida. E per tale la raccogliamo cercando di corrispondervi con rinnovato impegno della volontà generosa e illuminata. Mi piace annotare di nuovo la validità metodologica dell’ “Incontro”, il positivo e fruttuoso riscontro nei commenti raccolti, il patrimonio di “sapere” scambiato nei dinamismi dell’ascolto, dell’interiorizzazione, della conoscenza, dell’apprendimento e dello scambio vicendevole che in quella indimenticabile “Giornata” si sono via via attuati. Ora viene ripresentato il lavoro fatto, ordinatamente disposto secondo il programma dell’ “Incontro”. Se si avrà pazienza nel leggere, sottolineare, esplorare… i testi – e questo non riguarda solo i protagonisti presenti ma anche i lettori interessati – si avvertiranno piacevoli e avvincenti sorprese tali da incoraggiare i cristiani impegnati nello sport ad affrontare ulteriori iniziative, anche a livello locale, che sappiano rinsaldare “l’ascolto e il confronto, la condivisione dell’impegno per la promozione della giustizia e della pace, di condizioni di vita più degna per ogni persona e per tutti i popoli, fiduciosi in un arricchimento reciproco per il bene di tutti” (Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, n. 60). Vorrei, ancora una volta, ringraziare Mons. Vittorio Peri, Consulente Ecclesiastico Nazionale del Centro Sportivo Italiano e Don Dalmazio Maggi, Vice Presidente Nazionale delle PGS, per il loro intelligente e insostituibile servizio di “moderatori”; i Presidenti (o loro Delegati) delle Associazioni presenti: Edio Costantini (CSI), Giuseppe Bracco (PGS), Uronzo Amato (LIBERTAS), Gianni Girardo (US ACLI), Antonio Inchingoli (ENTeL MCL), e tutti i Membri dei Consigli Nazionali delle Associazioni sportive intervenute. Infine una preghiera: il Signore benedica il nostro lavoro a servizio dei ragazzi, dei giovani, delle famiglie; e un augurio: nello sport si trovi sempre uno spazio di vita bella, buona e degna. Mons. Carlo Mazza Direttore Ufficio Nazionale CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport
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Arpista di insuperabile talento, Dorothy Ashby fa parte di quel nutrito gruppo di artisti che, tra la fine degli anni '60 e l'inizio della successiva decade, tentarono di accostare le classiche sonorità jazz alle tendenze funk tipiche della black music di quel periodo. Afro-Harping, pubblicato nel 1968 è senza alcun dubbio uno tra i risultati migliori della sopracitata fusione di generi: dieci magnifiche tracce in cui il talento della Ashby risplende in tutto il suo splendore, accompagnato da un drumming sostenuto e da arrangiamenti a tratti sconvolgenti per la loro attualità. Afro-Harping, infatti, come numerosi dischi jazz e funk di quegli anni, è un lavoro tutt'altro che datato o consumato dal trascorrere degli anni (ben trentasette), e che suona benissimo anche ai giorni nostri. L'intro ipnotica di "Soul Vibrations" sembra quasi provenire dal campionatore di qualche moderno manipolatore di suoni piuttosto che dagli strumenti di una ensemble jazz d'annata, "Games" e la sua batteria dal sapore latino sembrano quasi ricalcare le moderne tendenze "brazilectro" di una certa club music attuale, la chitarra iniziale della pacata "Lonely Girl" ispira al campionamento immediato, la title track sfoggia ritmi pesanti e potenti groove di basso da fare invidia al Roni Size di "Brown Paper Bag" (che sarebbe arrivato solo trent'anni dopo), "Theme From Valley Of The Dolls" colpisce per la sua atmosfera sognante ed il sottofondo magnifico di archi, e se vi ritroverete a muovere su e giù la testa come nella migliore tradizione rap al ritmo della magnifica "Come Live With Me", non spaventatevi, l'incantesimo di Afro-Harping ha sortito l'effetto desiderato. Su tutto, risalta la tecnica sopraffina di Dorothy Ashby che, man mano che prosegue l'ascolto, regala emozioni uniche e fa quasi perdere l'ascoltatore tra note della sua arpa. Un disco da avere, in sintesi, sia per gli appassionati di jazz, e anche per tutti coloro che, fanatici e seguaci di sonorità più moderne, sono desiderosi di scoprire le fonti d'ispirazione dei loro beniamini. Questa DeRecensione è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons . Significa che può essere copiata ma solo indicandone espressamente: — l'autore: ZiOn — l'URL: http://www.debaser.it/recensionidb/ID_3651/ Prenota questo disco nella Rete DeShops « Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Anno: 2003 Artista: Dorothy Ashby Titolo: Afro-Harping DeGeneri: Funk Jazz Track List: CD1 Hei tu! Sí proprio tu! Se vuoi puoi aggiungere un sample . Non sai come si fa un sample ? Ma te lo insegnamo noi nell' HELP ! E poi puoi senz'altro segnalare questa recensione ad un_ amic_! E se davvero ti piace un casino puoi pure aggiungerla alle tue recensioni consigliate . Infine se lo possiedi puoi aggiungerlo alla tua DeCollezione Voti e commenti Zion, ma da dove li tiri fuori? :D Nome: kosmogabri | Data: 1/2/2005 | Voto: | Voto al Disco: Lo cerco. Ma è tutto strumentale? (lo cerco uguale, solo per sapere) Nome: puntiniCAZpuntini | Data: 1/2/2005 | Voto: 5 | Voto al Disco: Non ne ho idea :| Comunque ho una scheda magnifica con foto annessa, guardate che virgulto!!! :DDD L'ho fatta un minuto fa Nome: ZiOn | Data: 1/2/2005 | Voto: | Voto al Disco: Si caz, è tutto strumentale, c'ha un drumming da pajura sto disco, e qualche pezzo sicuramente lo hanno saccheggiato ;) Nome: ZiOn | Data: 1/2/2005 | Voto: | Voto al Disco: ma quello è Jack.... io voglio vedere te! :) Nome: kosmogabri | Data: 1/2/2005 | Voto: | Voto al Disco: NO NO NO SKEDA USER NON RECENSORE!!! Nome: ZiOn | Data: 1/2/2005 | Voto: | Voto al Disco: Eccolo!!!! :))))))) Nome: kosmogabri | Data: 1/2/2005 | Voto: | Voto al Disco: Sono un bel figurino dici la verità! Il tuo cuore è già sciolto? ;D Nome: ZiOn | Data: 1/2/2005 | Voto: | Voto al Disco: Questa recensione è stata commentata 8 volte ed è stata visitata 256 volte. Ha ricevuto 1 voti, totalizzando una media di 5,00 . Il disco è stato votato 0 volte, ottenendo una media di . « Precedente | Una DeRecensione a caso | Successiva » Aggiungi il tuo voto e il tuo commento
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Scritta il 15.10.00 Modificata il 11.03.04 alle 13:10 di amber Chi ha Valutato questa Opinione? Ho pensato di sostenere l'esame di Statistica nella sessione estiva. Nell'inverno ho frequentato le lezioni:Statistica e Matematica. Ho una formazione prettamente umanistica, i numeri mi attraggono dal punto di vista razionale ma la matematica non me l'hanno mai fatta amare. I problemi mi sembravano astrusi rispetto a quelli che erano i miei problemi reali, io mi chiedevo come fare a vivere e i problemi mi sottoponevano quesiti per me improbabili. A lezione il prof.mi aveva notato, una sera, ero stanca di prendere appunti, ero arrivata tardi, l'aula era già affollata. Ho sbirciato il giornale e lui l'ha notato, mi ha rimproverato ma io gli ho risposto a tono. Nello stesso tempo durante le lezioni ero intervenuta per altre cose, insomma lui sapeva chi ero. Decido di darlo a luglio. Dovevo trovare la motivazione, qualcosa che mi tenesse in casa. Fuori il sole era meraviglioso, il mare mandava un odore salmastro che struggeva e prendeva. Ma io dovevo togliermi quella che era ormai diventata la mia ossessione. Ho pensato di essere una famosa scrittrice che per un capitolo di un suo libro necessitava di conoscenze statistiche e matematiche. Questa scrittice fantomatica adorava la pizza al pomodoro, infatti ogni mattina prima di iniziare a studiare, andavo al forno e la compravo. La scrittrice della mia fantasia consumava una splendida e gustosa colazione, un po' come gli spinaci per braccio di ferro, e via iniziavo a tuffarmi nei numeri. Con le mente ogni tanto sgattaiolavo fuori, immaginavo di essere in Egitto davanti alle piramidi, e censire chi le aveva costruite e gli eventuali morti che ne erano seguiti. Pensavo che avrei compiuto ricerche basilari per l'umanità. La mia immaginazione scalpitante contribuiva a digerire quegli immensi tomi che dovevo sorbirmi. Poi è venuto il giorno. Era di nuovo caldissimo, il professore quando mi ha visto si è ricordato delle lezioni. Ma io ero sicura di me, preparata ad ogni evenienza, il cervello un turbinìo di idee. Ho iniziato un excursus nella materia, ho individuato gli elementi salienti, ho trovato la chiave d'accesso, in fondo ero o non ero una famosa scrittrice in incognito? Risultato finale:trenta. Che salti che ho fatto, sembravo un atleta delle Olimpiadi. E'stata un'estate calda, io mi sono tuffata nei numeri, è stato un bagno piacevole, in particolare dopo che lo avevo fatto. Dopo mi sono tuffata in mare godendo dell'acqua su di me e felice per la grande impresa, per me in quel momento lo era stata.
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- Prima dell'apertura del 3 gennaio molte iniziative prepareranno l'attesa Il commercio equo e solidale sbarca a Tradate Il sogno nel cassetto dei membri dell'associazione Macondo, un gruppo nato nell'ottobre di quest'anno, è sempre stato quello di aprire un negozio per il commercio equo e solidale, da cui far partire iniziative culturali mirate alla sensibilizzazione dei cittadini per le tematiche della cooperazione internazionale. Sembra proprio che questo sogno potrà realizzarsi a gennaio, con l'apertura della Bottega del Commercio equo e Solidale a Tradate, in piazza Braschi 3. Ma prima di gennaio il gruppo vuole già dare l'occasione di fare acquisti, soprattutto in vista del periodo natalizio. Per questi motivi sono stati organizzati due mercatini, da interpretare come un divertente "antipasto" prima dell'apertura ufficiale del negozio. La prima di queste mostre-mercato aprirà venerdì 26 novembre in villa Truffini, a Tradate, e durerà tre giorni. In queste tre giornate ci saranno particolari iniziative, come l'aperitivo equo e solidale di sabato e le varie attività per bambini organizzate per domenica. L'evento sarà replicato il 17, 18 e 19 dicembre nello spazio antistante alla Villa Truffini. Il commercio equo e solidale è una visione nuova del mercato che non mira più alla soddisfazione unica del consumatore, ma anche alla tutela del produttore: i prodotti di questo tipo di commercio vengono da zone disagiate, come l'africa, dove però i lavoratori devono essere pagati dignitosamente. Attraverso questa pratica si mira a disinnescare il cortocircuito del mercato moderno, che sta provocando un impoverimento sempre maggiore del sud del mondo. Un altro punto di interesse per il commercio equo e solidale è anche l'attenzione per la genuinità del prodotto, che deve essere di origine naturale. Venerdi 26 Novembre 2004
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Giorgio Riccioni, bolognese, 61 anni, è stato eletto presidente dell'Associazione nazionale cooperative di consumatori (Ancc). Laureato in economia e commercio, proviene dalla presidenza dell'Associazione Coop consumatori del Distretto adriatico (Accda). Ha ricoperto fin dagli anni ‘70 incarichi importanti nel movimento cooperativo. Per otto anni è stato direttore dei servizi annonari del Comune di Bologna. A Riccioni è stato domandato quale sarà il ruolo della cooperazione di consumo nei prossimi anni e per quale tipo di consumatore. Ecco la sua dichiarazione. "Il consumatore non chiede più soltanto garanzie sui prodotti e prezzi competitivi. Vi è una domanda crescente, specie nelle giovani generazioni, di informazione, di rispetto per l'ambiente, di sicurezza nei consumi, di innovazione del servizio. Il successo della cooperazione nei prossimi anni sarà direttamente proporzionale alla sua capacità innovativa: nei rapporti con la produzione, in particolare quella nazionale, per l'innovazione del prodotto e dei processi logistici; nello sviluppo di nuove tipologie distributive e nell'utilizzo diffuso delle tecnologie; o, ancora, nell'informazione diffusa e sistematica che investe il prodotto, il negozio, l'impresa e l'intero sistema. Non dovremo essere capaci soltanto di interpretare ciò che offre il mercato, ma dovremo sempre più riuscire a capire le aspettative del consumatore e ad agire sul mercato da protagonisti del cambiamento, rinunciando al puro e semplice ruolo di distributori". La nuova presidenza dell'Ancc è così composta: Giorgio Riccioni, presidente; vicepresidenti: Remo Checconi (presidente di Coop Liguria), Roberto Conti (presidente di Coop Toscana Lazio) e Giuseppe Fabretti (riconfermato nella carica).
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Spaghetti Con La 'sardella' Alla Maniera Di Crucol Postato da Shirley il Sabato, 03 aprile @ 15:34:45 CEST 4 Porzioni 400 G Pasta Tipo Spaghetti - 4 Cucchiai Sardella - 10 Cl Olio D'oliva Extra-vergine - Sale 'Sardella', o anche 'mustica', viene detto a crucoli il novellame costituito da acciughe e sarde allo stato larvale (nel cosentino: 'rosa marina', 'nudilla', 'nonnati' neonati; nel reggino: 'biancomangiare'). In una tazza mettete la sardella e con un po' d'acqua calda e aiutandovi con una forchetta sciogliete i mucchietti di minuscoli pesciolini. Lessate al dente gli spaghetti, fateli ben sgocciolare, metteteli in una insalatiera, conditeli con olio di frantoio crudo, mescolatevi la sardella e servite subito.
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L'INCHIESTA SULLA DOMENICA NERA DELL'OLIMPICO Il giudice sportivo non decide Arrestato un quarto ultrà. Indagano anche gli 007 del Sisde Incertezza sulla data del derby da ripetere e sulla eventuale squalifica del campo Per ora non ci sono sanzioni disciplinari sui fatti che domenica sera hanno sconvolto lo stadio Olimpico. Preso atto della complessità della vicenda, il giudice sportivo ha deciso ieri di rinviare qualunque provvedimento all'esito dell'inchiesta aperta dall'Ufficio indagini delle Federazione italiana gioco calcio. La polizia ha intanto fermato un quarto giovane, un ultrà giallorosso, accusato di avere fomentato i violenti scontri notturni seguiti alla sospensione del derby Roma Lazio. E la bufera di polemiche rinforza: nel mirino, il presidente della Lega Calcio, Adriano Galliani. Rinvio dovuto. Ieri doveva essere la giornata della giustizia sportiva e delle decisioni esemplari. Dai giudici si attendeva un verdetto sulle eventuali responsabilità di società e tesserati. Si aspettava di sapere se e per quanto il campo dell'Olimpico sarebbe stato squalificato (per almeno un mese secondo alcune fonti). Di conseguenza si apettava di capire dove, quando e con quali modalità sarebbe stato recuperato il derby giocato a metà. Qualcuno aveva anzi già dato per certa la disputa della partita in campo neutro, a porte chiuse e comunque solo a fine campionato, visti i problemi di calendario. Ma ieri il giudice sportivo Maurizio Laudi ha spiazzato le attese. E letti i rapporti dell'arbitro, di un assistente e del quarto uomo, ha deliberato di rinviare ogni decisione all'esito dell'istruttoria già avviata dall'Ufficio federale. Sviluppi giudiziari. A segnare un altro risultato sono state invece le indagini di polizia; indagini alla quali stanno collaborando anche gli 007 del Sisde da tempo impegnati a monitorare la preoccupante deriva del mondo degli ultras verso aree politiche di estrema destra. In stato di fermo, dall'alba di ieri, si trova Sergio Fois, 28enne di fede romanista. I filmati che gli investigatori stanno visionando inchioderebbero il giovane agli scontri esplosi fuori dallo stadio dopo la convulsa sospensione del derby. I magistrati della procura di Roma hanno già invece già chiesto al Gip la convalida dei tre arresti eseguiti lunedì mattina. Si tratta dei tre uomini scesi in campo a «parlamentare» con Francesco Totti, capitano della Roma, sotto l'occhio delle telecamere. A loro la procura contesta ipotesi di reato che vanno dal procurato allarme al danneggiamento, dalle lesioni alla resistenza. Ma col passare delle ore si profila la possibilità che l'ufficio del procuratore reggente Ettore Torri formuli accuse più gravi come l'istigazione a disobbedire alle leggi e l'associazione a delinquere. Le indagini procedono serrate per stabilire se ci sia stato un patto scellerato tra curve per inventarsi e divulgare «una indegna e macabra bugia», come l'ha definita ieri il presidente della Figc Franco Carraro. Gli investigatori stanno spulciando diversi tabulati telefonici e ci sarebbero accertamenti in corso su almeno altri tre ultras già identificati. Nei prossimi giorni, però, i magistrati potrebbero decidere di convocare a palazzo di giustizia, come persone informate dei fatti, anche il presidente della Lega Galliani e l'arbitro Roberto Rosetti. Potrebbero fornire chiarimenti sulla decisione di sospendere la partita nonostante il parere contrario del prefetto Achille Serra, presente allo stadio assieme al questore Nicola Cavaliere. Rinforza la bufera. Rimane fortissima l'irritazione del Viminale che si è visto scavalcare in materia di ordine pubblico. Ieri sera c'è stata una riunione chiarificatrice fra il prefetto Serra e il presidente della Figc Franco Carraro. Poi anche Galliani ha chiamato Serra: ma le polemiche sul presidente della Lega restano accese. Per il Codacons Galliani non poteva arrogarsi il diritto di dare lo stop al derby per ragioni di ordine pubblico. «Vero», riconoscono Carraro e il presidente del Coni Mario Pescante. «Ma si deve anche prendere atto con angoscia - ha aggiunto Carraro - che a un certo punto è stato l'intero stadio a rifiutare la ripresa della partita». Con una nota ufficiale la Lega ha smentito che l'ordine di non giocare sia venuto direttamente da Arcore dove, come scritto da “L'Unità”, la sera del derby Galliani avrebbe cenato con Berlusconi. «Falso» recita la nota, perché al momento della telefonata con l'arbitro, Galliani cenava col figlio in un ristorante milanese.
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QUOTE (FaItH oRiGinAL sLAyeR @ May 6 2005, 08:00 PM) thanks e' molto carina invece ma adesso...come la metto come avatar??? io nn so fare niente, so help me!!! uffy, ci vorrebbe willow... faith allora, vai in opzioni, da lì scegli modifica avatar (nell'elenco di cose a sinistra). Se ti sei salvata l'immagine che ho fatto sul computer (quella che ti allego adesso, perchè l'altra è troppo grande) basta che clicchi su sfoglia (dove c'è scritto: O carica una nuova immagine dal tuo computer) e cerchi l'immagine nel tuo hard disk poi clicchi su aggiorna avatar. File Allegato ( Numero di download: 20 ) 64x64.gif -------------------- Louis: Why do you do this? Lestat: I like to do it, I enjoy it. Take your resitece taste pure things, kill them swiftly if you will, but do it. For do not doubt, You are a killer Louie
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Postato da Shirley il Mercoledì, 14 aprile @ 15:34:45 CEST 4 Porzioni 8 Carciofi - 150 G Prosciutto Cotto (fette Da 150 G) - 1 Cucchiaio Prezzemolo Tritato - 1 Mestolo Brodo - 2 Spicchi Aglio - 1 Limone - 3 Cucchiai Olio D'oliva - Sale - Pepe Private i carciofi dei gambi, che terrete da parte, e delle foglie esterne più dure, tagliateli a metà altezza per eliminare le spine, quindi divideteli in due, rimuovete l'eventuale fieno e tagliateli ancora a metà. Mondate anche i gambi e riduceteli a pezzi lunghi circa 3-4 centimetri. Man mano immergete sia gli spicchi sia i gambi di carciofo in una terrina piena d'acqua acidulata con il succo di un limone. Fate scaldare tre cucchiai d'olio d'oliva in una casseruola. Unite gli spicchi d'aglio, i carciofi e i loro gambi, ben scolati, e fateli rosolare a calore moderato per 5 minuti. A questo punto eliminate l'aglio e mettete nella casseruola il prosciutto cotto tagliato a dadini, lasciate insaporire tutt'assieme per due minuti, quindi bagnate la preparazione con un mestolo di brodo e cospargetela con il sale necessario e una macinata di pepe. Abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura per 30 minuti, a recipiente coperto, avendo cura di dare una mescolata, di tanto in tanto, e di aggiungere, se il fondo di cottura tendesse ad asciugarsi eccessivamente, ancora un poco di brodo caldo. Trascorso il tempo indicato, quando i carciofi saranno diventati teneri, cospargeteli con il prezzemolo tritato, lasciateli sul fuoco ancora un paio di minuti, poi spegnete la fiamma e trasferiteli su un piatto di portata caldo. Versate sugli ortaggi il loro fondo di cottura e servite.
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05/05/2005 Ravello (Salerno) ENEL E LEGAMBIENTE PER LA "PICCOLA GRANDE ITALIA" A Ravello l'evento centrale sabato 7 e domenica 8 maggio Duecentomila lampadine ad alta efficienza energetica a 1.000 piccoli Comuni italiani. Le regalerà Enel in occasione della seconda edizione di Voler bene all’Italia, la Festa Nazionale della PiccolaGrandeItalia organizzata l’8 ma